lunedì 18 febbraio 2008

Campania: normalità senza fine


La normo-emergenza rifiuti, come molti osservatori, comportandosi da buone Cassandre, avevano pronosticato, è ben lungi dal dirsi conclusa, anzi. Il tracollo dell’economia Campana, secondo gli avvoltoi di sventura, è prossimo.
L’inverno col suo freddo e ghiacciato tepore, lentamente lascerà spazio alla primavera e alle imminenti festività della Pasqua, che per molti albergatori, già fin da ora, si preannuncia in magro, peggio di una quaresima, con una carestia di prenotazioni cancellate, ma – se continuerà di questo passo – con una vera e propria emorragia, causa licenziamenti di massa, nel settore alberghiero e della ristorazione.


Già da ora, gli alberghi sono desolatamente vuoti, silenziosi, dove con un po’ di fantasia si potrebbe sentir riecheggiare le invocazioni di un San Gennaro – fuggito per il tanfo nauseabondo – unite alle imprecazioni, maledizioni ed ogni genere di fattura nei confronti di un’amministrazione locale assente e di una politica nazionale, che come da prassi, ha fatto per lustri, le orecchie da mercante, fingendo, peggio delle talpe, di non vedere quanto profondo stava, giorno per giorno, settimana per settimana, diventando l’abisso. Ma quello che fa sorridere, che come sempre accade, quando si tocca il fondo, molti invece di darsi da fare per risollevarsi, corrono ad acquistare pala e piccone, per scavare ancora più in profondità, nella vana speranza di poter trovare, qualche granello d’oro o addirittura il petrolio.

Ma se già da mesi, in molti non hanno più la forza per riderci sopra, tra qualche settimana, si inizierà a piangere sul serio. Infatti, con l’arrivo della bella stagione, il pericolo epidemia, potrebbe diventare, non un astrazione per virologi, magari contenti d’un ritorno dei qualche epidemia, così potranno abbandonare i freddi laboratori testando qualche nuovo farmaco sperimentale, senza dover necessariamente passare per i topi.

»Vista l’emergenza, qualche piccolo sacrificio nel nome della scienza, dovrà pur essere sopportato dalla popolazione infetta, no?» Si staranno forse dicendo così, tra di loro, sfregandosi le mani, rinchiusi nei loro laboratori?

Anche l’Unione Europea ha segato le gambe all’Italia, ma non importa, ci abbiamo fatto il callo, visto che i media, non riportano mai quanto il Bel Paese paga ogni anno di multe. I politici di certo, specie ora in campagna elettorale, sono impegnati a rimpinguare i bilanci dei partiti, e non hanno tempo per queste inezie, tant’è che nessuno apre bocca su questa normo-emergenza.

Come si evolvere in futuro la situazione? Nessuno ha il coraggio di far previsioni. Certo è che i tedeschi, sebbene adeguatamente pagati, non ne vogliono sapere delle Balle Ecologiche italiane, ed i treni non partono e le altre regioni italiche, giustamente, come dei novelli Ponzio Pilato,s ne lavano le mani.

Gli unici contenti, sembrerebbero essere, per paradosso, proprio i cittadini Campani, che oltre a subire i danni, ricevono, quando hanno la disgraziata idea di ribellarsi, qualche bella manganellata in testa, se si azzardano ad attuare i blocchi stradali.

C’era uno, nel ventennio del secolo o millennio passato, che risolveva i problemi col manganello e l’olio di ricino, ora quest’ultimo, non sembrerebbe più necessario, tanto col tanfo nauseabondo le scariche evacuative intestinali sono all’ordine del giorno.

Meglio così, almeno si risparmia su questo fronte.

Insomma, tra poco torneranno le rondini, mentre come già scritto, San Gennaro è emigrato, forse sotto il sole Brasiliano, facendo visita, quando vuol sentire l’aria di casa, a qualche favelas puzzolente nei sobborghi di Brasilia. Forse gli mancherà la musicalità del dialetto napoletano, gli schiamazzi degli scugnizzi, le sparatorie camorristiche per il controllo del territorio che colorano di rosso sangue marciapiedi ei rioni, il taglieggiamento degli esercenti.

Sicuramente gli mancheranno i campani, della Napoli e della vera, vittime di una politica cresciuta allattata a latte cagliato, che se ne infischia, vedendoli come servitori con le pezze al culo, buoni solo per essere sbeffeggiati e fottuti.

Meglio a questo punto emigrare. Chi non può s’arrangi, comprandosi santini del San Gennaro brasilero, mascherine, cornetti antisfiga, attendendo che arrivi la Sanitaria Quarantena Regionale, quando la caluria opprimente, colpirà mortalmente e cristiani e non indistintamente e senza colpe penali per nessuno, creperanno in scala industriale. Per la scala artigianale elocale ci pensano già tumori e malattie polmonari che secondo la scienza ufficiale, non sono imputabili alla normo-emergenza rifiuti campana. È colpa dei campani, che hanno scelto di nascere, vivere lì e hanno il diritto e dovere di prendersela solo con loro stessi. Almeno così, non ufficialmente, dichiarerà, ora e sempre, la politica campana.
Alleluia!!


Marco Bazzato

18.02.2008