mercoledì 22 marzo 2017

Ciao Fernando!



Due giorni fa ho appreso della morte improvvisa, stroncato da un infarto, all’età di 77 anni, di Fernando Bettin.

A molti questo nome non dirà assolutamente nulla,soprattutto quando le notizie viaggiano nel mare dei social network, ma per i miei compaesani in Italia, in Veneto, tra Padova e Venezia, Fernando ha rappresentato la quint’essenza di un lavoratore instancabile. Svolgeva, come prosegue oggi l’attività il figlio, il mestiere di idraulico, ma smessi gli abiti da lavoro, ci stava una persona amante della famiglia, della moglie  e del figlio, Enrico, mio fraterno amico fin dall’infanzia. Ci stava l’amante dello sport.  Seguiva il calcio dilettantistico come dirigente sportivo, nella squadra del paese.

Ieri sera, parlando via WhatsApp, con una persona di cui non rivelerò il nome, ma solo il soprannome. Soprannome dato non so o non ricordo manco per quale motivo, CiQu, costui mi ha ricordato i suoi anni come giocatore di calco amatoriale, le “sgridate” bonarie e amichevoli di Fernando, l’essere una presenza fissa e costante, vicino a giovani, per farli crescere nell’amore dello sport e della sana competizione e nel rispetto reciproco, dentro e fuori il campo di calcio, nel campo della vita.

Ma Fernando non era solo questo. Era un donatore di sangue, impegnato nel sociale, medaglia d’oro per il numero di donazioni svolte nell’arco di quasi mezzo secolo. Ma era anche un amante della pesca, della sua piccola barca caricata sul tetto dell’auto, negli anni ’80 e ’90, prima di partire per le ferie, o in quell’altra, quella trainata sopra il carrello, attaccato alla macchina.
Sono molti i ricordi che mi legano a questa persona, padre di questo mio amico, che ha lasciato improvvisamente la moglie e il figlio.

Ero a casa sua, il giorno dell’attentato a Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1981. Sì, mi ero recato per fare due chiacchere, come nostra abitudine quasi quotidiana, con Enrico e mentre guadavamo la Tv, apparve in sovraimpressione la notizia dell’attentato al Papa Polacco, con Fernando che rientrava proprio in quel momento, rimando per ore poi a commentare quanto avvenuto, in quanto erano iniziate le edizioni straordinarie dei telegiornali.

Ed ero sempre a casa sua, nel 1982, in occasione dei Mondiali spagnoli, vinti dall’Italia contro la Germania, dove guadammo la partita Brasile – Italia e, non ricordo con che ordine, anche quella Italia – Polonia. I suoi improperi contro i calciatori italiani quando sbagliavano, le “maledizioni bonarie” quegli “anatemi sportivi” legati al calcio che  possono uscire solo da un veneto d.o.c. erano musica per le orecchie degli astanti, essendo impegnati con l’udito ad ascoltare le parole del telecronista, Nando Martellini e le “sfuriate” di Fernando, con le prodezze degli  Azzurri che poi riuscirono a portarsi a casa la terza Coppa del Mondo. 

Fu in fatti in occasione della vittoria dell’Italia sul Brasile, ai Mondiali del 1982 che al termine del match, aprì la credenza, che si prese un sigaro cubano, accendendoselo,  fumandoselo, mezzo in salotto e l’altro mezzo sulla terrazza di casa, ebbro di gioia per la sconfitta dei brasiliani,: aveva gli occhi che gli brillavano di felicità, come quelli di un bambino, la notte di Natale, quando scarta i regali.

 E ricordando questa cosa, mi è venuto in mente un aneddoto, un racconto che mi fece al tempo, ossia di aver conosciuto in un bar, Gregorz Lato, un giocatore di calcio polacco, nome che a me francamente non diceva assolutamente nulla, ma per Fernando, appassionato, Milanista incallito e purosangue, tifoso ma non fanatico, sì.

 Era un piacere sentirlo “incazzato”, come solo lui sapeva esserlo, con il suo famoso e riconoscibilissimo “Boia can!”, esclamazione tipica dell’epoca, ormai in disuso, quando la sua squadra del cuore, non importa che fosse il Milan o quella dove faceva il dirigente, non girava come avrebbe desiderato.

Così com’era suo il sigaro che fumai la notte prima del mio intervento del dicembre 1994, sigaro che mi diede il figlio Enrico, sgraffignandolo dalla custodia – eravamo  praticamente dei “putei” entrambi, pochi giorni prima, in occasione di una visita che mi fece all’ospedale. Era il sigaro, uno dei sigari speciali di Fernando, quelli che teneva nella scatola di legno, dentro la credenza del salotto, appartenenti alla famosa scatola del Mundial 1982,  Quell’aroma, che mi ha impregnato le dita per ore quella notte, non l’ho dimenticato per anni.

Fernando non era il tipo di tante parole. Alle parole preferiva il fare, rispetto che al dire, ma erano sempre parole assestate nel modo giusto e lanciate, anche quando doveva darti una lavata di capo. Parole ben assetate. Parole che non facevano mai male, ma che sapevano colpirti nel segno.
Ormai sono anni che non lo vedevo, ma certi ricordi, così moltissimi altri che non starò qui a narrare, a scrivere e a descrivere, rimarranno dentro di me.

Il mio cordoglio e la mia vicinanza  va alla moglie, alla Zita, come si dice dalle mie parti, ad Enrico, quell’amico fraterno, come e più di un fratello, in moltissime occasioni della mia vita e gli sono vicino, pur nella distanza fisica. Così come mi sento vicino a sua moglie e a tutte quelle persone della famiglia Bettin che in questo momento piangono per la perdita di una persona amata, o di un amico stimato e apprezzato, per quello che ha saputo sempre essere: una persona semplice, dove la semplicità dell’essere, spesso alla fine rappresenta ed è il tutto.
Buon viaggio, Fernando!
Marco Bazzato
22.03.2017

lunedì 2 gennaio 2017

L’oscurità delle feste

Mi dispiace, ma sono fatto male, mi hanno creato male, oppure le esperienze di vita mi hanno portato a essere ciò che immancabilmente emerge in me durante le feste.

Da che mi ricordo è sempre stato così. Il mio lato oscuro prende il sopravvento, il cuore mi si stringe in una morsa, le parole mi si bloccano in gola, gli occhi diventano acquosi è freddi, distanti, assenti, persi in un universo dove la materia oscura dell’anima permea tutto il mio essere.

Vorrei essere diverso. Ci ho provato Dio sa quante volte, eppure il demone che si impossessa di me, alla fine ha sempre vinto e sempre vincerà, l’ho accettato da tanti anni ormai.

Ma il problema non è accettare ciò che si è, anche se di è giunti a questa presa di coscienza anno per anno, festa dopo  festa, ricorrenza per ricorrenza. Il problema non è con me stesso e il rapporto con me stesso, ma il problema è come evito di relazionarmi durante le feste con gli altri, mi rinchiudo dentro il mio universo e tutto, per me, diventa una malia oscura e tenebrosa che mi ammanta in modo suadente, trasportandomi verso l’abisso. Trasportandomi dentro un abisso dove la luce è un utopia, dove il sole è freddo e il ghiaccio ti brucia la pelle.

È un modo piacevolmente terribile. Un mondo difficile da spiegare, perché anche le parole scritte, non sempre riescono a dare l’idea di questa maestosità che mi fa sentire piccolo, abbracciato, coccolato, apparentemente indolente, non reattivo nei confronti di ciò che si svolge attorno a me.
Eppure è un brumo sonno vigile, dove i sensi sono acutizzati al massimo, dove come una carta carbone, ogni cosa si segna dentro di me.

È praticamente impossibile far capire a terzi ciò che mi accade, Io so ciò che mi accade, accade, come ho scritto in precedenza da anni, da prima dell’adolescenza, quando ero ancora bambino, per poi esplodere nella pubertà, a seguito di un evento che mi ha segnato e che ha dato una svolta alla mia vita, sebbene, nella strada del destino, quella svolta fosse già stata scritta , dovevo solo seguire il sentiero e viverla.
Ma per gli altri è difficile capire.

È difficile capire che quando le voci di una compagnia diventano festose, le risate, la musica, le  battute di spirito, gli scherzi, i brindisi  si susseguono,  seguo tutto ciò come se fossi diventato una tavola di freddo marmo, come se gli elettroni si fossero quasi del tutto fermati, essendo in prossimità quasi dello zero assoluto.

Io sento i loro sguardi su di me. Forse potrei anche provare a ipotizzare i loro pensieri, ma scriverli parrebbe un esercizio di superbia, e non è nella mia indole. Io, anche in questo momento, mentre tutti festeggiano, me ne sto rinchiuso in un'altra stanza a scrivere queste parole. Ma anche se non fossi qui, ma lì, assieme a loro, sarei ancora solo dentro, sarei rinchiuso nel mio mondo silenzioso. Pesando, pensando, pensando, lasciando che la mente vaghi per i suoi lidi, oppure sullo smartphone a leggere, a scrivere commenti, a interagire solo con me stesso, come se scrivessi su di una lavagna nera, usando un gessetto nero.

In passato, prima dei telefonini collegati a internet ci stavano i libri, ci stavano i giornali da sfogliare, i ragionamenti da raccogliere, da mettere in ordine, da catalogare, ci stavano un’infinità di cose da fare in silenzio, perché, soprattutto durante le feste, non importa che festa, sia essa il mio compleanno,  onomastico, Natale, Pasqua, Capodanno e chi più ne ha più ne metta, il silenzio dell’assenza vigile, parafrasando una canzone cattolica è il mio pastore.

Questo accade in maniera più estraniante nel periodo che va dal 15 di dicembre al 6 di gennaio, dove inizia la discesa, giorno per giorno, raggiungendo due picchi praticamente identici la vigilia, la notte di Natale , dove tutto attorno a me, per essere per le mie corde emotive, permeato dal silenzio, dall’assenza di  suoni, di voci festose che si scambiano auguri, doni o quant’altro. A Capodanno la cosa si ripete, lo stesso dicasi per la Pasqua e anche per il mio compleanno. Per carità, gli auguri fanno piacere, fa piacere riceverli e soprattutto fa piacere porgerli e quando li porgo, so che partono direttamente dal cuore, anche se so d’avere il cuore in tumulto.

Però si vorrebbe in questi periodi non essere, si vorrebbe non esistere, si vorrebbe essere un foglio di cellofan trasparente e finissimo, una mosca nera che vola nell’oscurità, senza ronzare, mentre batte le piccolissime ma robuste alette.

Capisco che per gli atri non è facile accettare tutto ciò, lo capisco, perché sapere che ti è umanamente impossibile gioire durante le feste, gioire quando tutti gioiscono, alla fine non si sa mai però se per vera gioia o perché tutti lo fanno, quindi ci sta anche questo da considerare, si sa di essere una palla al piede nei confronti degli altri. Si da di essere un ancora che affonda e che vorrebbe arrestare il bastimento che naviga nella superficie del tempo che scorre, perché per me, in questi periodi, anche il concetto di tempo cambia, si modifica, rallenta, quasi fino ad arrestarsi e sentire che tutto attorno a te continua a scorrere verso il  proprio verso e tu, il tuo tempo  immobile eppure continua anche per te scorrere in modo inesorabile. È facile da viverlo, ma è difficile  e soprattutto spiacevole farlo vivere agli altri.

Sono nel giusto, sono nello sbagliato? Sono in errore? Non mi giudico, evitando così di darmi una condanna immeritata o un’assoluzione che potrebbe essere anch’essa immeritata. Mi limito ad osservarmi dall’esterno, in modo distaccato, anche se si sa, lo dice la fisica quantistica, anche semplicemente osservando, lo stato cambia lo stesso e comunque. Quindi, volenti o nolenti, l’oggettività non esiste per nessuno, perché nemmeno dentro i mattoni di base della fisica, l’oggettività è una chimera.

Oggi è il primo giorno dell’anno, le lancette di tutti hanno già iniziato a scorrere verso la fine di quest’anno. Direte, ma che stai dicendo… Il tempo scorre, sccorre, sempre che la vita di un singolo decida di arrestarsi, ma anche in quel caso lì, il tempo continuerebbe a scorrere comunque, quindi, apparentemente a piccoli passi, tutto  è ricominciato nuovamente da capo.

Adesso debbo smaltire, sì, smaltire, lo stress da confusione di questo ultimo periodo. Conto di ritornare ad una teorica ed illusoria normalità, concetto idiota, nel volgere di qualche giorno, giusto il tempo di smaltire le scorie che mi sento appiccicate nella psiche ed in ogni fibra del corpo…

Per ora inizia la tregua, in attesa della prossima battaglia che mi vedrà vincitore sconfitto del mio essere. Perché alla fine io sono ciò che sono, ma purtroppo non posso fare nulla per attenuare il senso di disagio che trasmetto a terzi.
E di questo chiedo sentitamente scusa.

Marco Bazzato
01.0.2017

martedì 22 novembre 2016

Lettera di Matteo Renzi ai cittadini italiani residenti all’estero

Questa mattina mi è giunta dall’Italia una lettera del “nostro beneamato premier”, per dirla alla Beppe Grillo, “Killer della democrazia” che mi elencava le ragioni per il quale, a suo dire,  dovrei votare “Sì” al referendum del 4 dicembre 2016.

Ebbene, già quando ho visto il faccione di Mr. Bean mi sono quasi caduti quei pochi capelli che mi sono rimasti, ma quando l’ho visto fotografato accanto a quel presidente fallito di Barack  Obama, mi è salita la scimmia su per il collo e ha iniziato a gridare in modo disarticolato, emettendo striduli suoni indistinti.. Due falliti, uno che quello bianco, che manco è diventato presidente del consiglio per voto popolare, ma che è stato messo lì dal capobranco che muove le fila della politica italiana da più di un ventennio, il Craxi Comunista, Giorgio Napolitano, che si è svenduto l’anima ai poteri forti, e l’altro, il “meticcio,” per dirlo alla Keynge, termine sbagliato, questo accade quando si studia per corrispondenza,  perché quello corretto è mulatto, del futuro ex presidente degli Stati Uniti, che non è riuscito a far eleggere come suo successore, la compagna di merende, Ilaria Clinton..

Purtroppo il nostro “beneamato” ducetto da quattro soldi è giunto, con la sua meschina letterina, manco scritta da lui e manco firmata a penna di suo pugno, in ritardo, visto che il mio voto, per corrispondenza l’ho spedito all’Ambasciata italiana di Sofia, venerdì scorso e a quest’ora, se le poste bulgare sono veloci, come sono veloci quando è ora di recapitare le bollette,  e vi posso assicurare che sono veloci, la  busta dovrebbe essere già giunta nella rappresentanza diplomatica, dove, chiaramente si “è certi” che non avverrà, come è avvenuto con le elezioni presidenziali austriache, dove ci sono stati dei “giochini proibiti”, dei “pastrocchi”, in pratica degli insulti e della cagate in testa sopra la volontà popolare dei cittadini, compromettendone vigliaccamente l’esito, tanto è vero che sono state annullate e gli austriaci torneranno alle urne, si spera senza essere inculati dalle loro ambasciate sparse per il mondo. Ma in Italia, questo non accadrà vero, visto che gli italiani all’estero potrebbero, a detta di alcuni, essere l’ago della bilancia.

Non dirò in questo momento come ho votato, questo è un segreto che appartiene alla mia coscienza, ma come mio diritto, a casa mia ho fotografato il mio voto e lo renderò pubblico a urne chiuse.

È chiaro che questo referendum sta dividendo il Paese, anzi, da una parte ci stanno i cittadini, stanchi di una politica infame e dall’altra ci sta la politica infame, che invece di essere meno infame e mettersi a lavorare per il bene della Patria e degli italiani, preferisce svendere, ancora di più il Paese ai poteri forti e questi, come avvoltoi affamati, sono pronti ad avventarsi sulla carogna per spolpare ciò che resta delle sue misere e miserevoli carni, con i giornali stranieri, soprattutto quelli finanziari, che come accadde con la Brexit, o in seguito con le elezioni americane, i sondaggi davano per certi, cercando di condizionare gli elettori, che il Regno Unito sarebbe rimasto nell’Unione Europea e che la Clinton avrebbe sodomizzato il Trump, mentre è stato il Trump ad infilare alla Clinton il suo parrucchino, color dei capelli di Mastro Ciliegia, come berretto,  sul Monte di Venere della perdente Ilaria.

In conclusione, tornando al Referendum, ho trovato vile e vigliacca la lettera del Premier, un’indebita ingerenza di un capo partito ridotto ai minimi termini, lacerato da lotte intestine, che lo vorrebbero vedere, simbolicamente, appeso a testa in giù come un salame a stagionare o ad imputridirsi o ad ammuffirsi, che si ricorda degli italiani all’estero solo quando è ora provare ad elemosinare voti, perché la garrotta della sconfitta si stringe come un nodo gordiano attorno al suo esile collo, costringendolo a mollare la presa del culo dalla carega, in caso di sconfitta, che a detta di molti, come un temporale stivo di fine autunno, si sta profilando all’orizzonte.

Marco Bazzato


22.11.2016


mercoledì 9 novembre 2016

Ha vinto Trump!

Devo confessarlo, quando questa mattina ho acceso il wifi e ho dato un’occhiata alle news su La Repubblica, stentavo a crederci.

La Clinton aveva perso e sonoramente. Era stata bastonata dagli elettori americani, esattamente come si dovrebbe bastonare un cane rabbioso che cerca di aggredire vostra figlia, con il desiderio prima di azzannarle la gola e poi lasciarla morire dissanguata.

Ma la cosa migliore non è stata tanto la sconfitta della Clinton, ma la vittoria, che auspicavo da mesi, del miliardario americano Donald Trump, il quale come il nostro ex amato premier, Silvio Berlusconi, ama la gnocca, anche straniera, non si sa se più o meno del denaro.

Sta di fatto che il Trump ha sbaragliato la Clinton in questa infernale campagna elettorale, fatta di menzogne, calci ai coglioni mollati dalla Clinton al suo rivale, e martellate alle ovaie date dal Trump alla Clinton. È stata, dicono alcuni osservatori, la campagna elettorale americana più vuota d contenuti della storia recente. A me personalmente è piaciuta, ho adorato le zuffe, gli insulti, gli sputi – metaforici – lanciati ad arco contro l’avversario. Ho amato le contumelie reciproche che i due candidati si scambiavano a distanza, o anche nei faccia a faccia e alla fine la più mediocre ha perso.

Sì, perché diciamocelo, la Clinton, se ha sposato il Bill Clinton, deve certo essere una cima, anzi.  E soprattutto gli americani sanno che costei, quella che avrebbe venduto anche al mercato nero un rene del nipote, ossia del figlio della figlia, pur di fregiarsi del titolo “Boldriniano” di Presidentessa degli Stati Uniti e per questo, come si fa con una cagna randagia, hanno sterilizzato le sue velleità presidenziali, relegandola al ruolo di zerbino e di legittima consorte di un ex presidente che quando era nello Studio Ovale, si faceva fare pompini macchia calzoni di sborra da una stagista.

Ha vinto il migliore? Per il popolo americano sì. per me, a mio avviso, ha vinto il meno controverso, quello che politicamente, a differenza della Clinton era ed è al momento, politicamente più puro, visto che nell’arena politica ci si ficca a capofitto da questo momento. E gli americani, stanchi di guerre e tutto il resto, l’hanno capito e quindi l’hanno premiato.

Certo,il Trump a detta di qualcuno è un razzista, se essere razzisti significa rimandare in patria i clandestini, come fanno Australia, Nuova Zelanda e Canada che non fanno passare manco un spillo e quando beccano uno spillo fuoriposto, lo ricacciano al suo Paese, ebbene sì, è un fautore della legalità, e se essere difensori della legalità significa essere razzisti, nessun problema, si accetta la menzogna, l’essere infangati per il bene della legalità.

Anche perché  dubito fortemente che il Trump sia stato votato dalla maggioranza W.A.S.P. statunitense, anzi presumo che molti latinos regolari abbiano votati per lui, latinos che vivono da anni negli U.S.A. stanchi dei loro connazionali che, a differenza loro, sono giunti nel Paese in modo illegale e per questo, giustamente,  vorrebbero che fossero rispediti nella madrepatria.

Lo hanno accusato di essere un elusore fiscale? Al Capone è stato messo in galera perché non riuscivano a incastrarlo come mafioso, e quindi l’hanno fottuto con la scusa dell’evasione fiscale. Trump è non solo a piede libero, ma da adesso è Presidente degli Stati Uniti, e  non è un evasore solo perché, grazie ai suoi avvocati e ai suoi commercialisti, ha utilizzato le stesse leggi  che sostengono l’elusione fiscale legale di tutti i gradi gruppi americani e non sembra che ci siano dei CEO al gabbio per aver rispettato le leggi che sono state emanate in precedenza a tal proposito dai vari governi degli Stati Uniti, per far piacere alla cricca dei miliardari, delle corporation, che tramite i lobbisti, hanno i loro emissari…

Trump è in combutta con Putin, sgallinava nei comizi la Clinton e i media a lei vicini, sorvolando che avesse distrutto, grazie al nano francese del precedente presidente, il marito della Carla Bruni,  la Libia di quel brav’uomo di Gheddafi, compianto in Italia e dagli italiani i quali, grazie al suo omicidio a sangue freddo, l’Italia è diventata un Paese dove la marina militare, con il pretesto umanitario, fa da scafista e concorrenza sleale agli scafisti a cottimo e  le cooperative rosse e il Vaticano, tramite la Caritas, si ingrassano, tanto da scoppiare di denaro, peggio di sanguisughe ricolme di sangue succhiato.



Trump aiutato dai servizi russi che hanno hacherato, diceva la moglie dell’ex presidente statunitense, le sue mail…Ah,sì, la Clinton era finanziata dall’Arabia Saudita, e dal Qatar, paesi femministi, i quali amano così tanto le loro femmine che le obbligano a vestirsi di nero come sacchi di immondizia,  amano così tanto le loro femmine tanto da frustarle sulla pubblica piazza, e magari anche ammazzarle di nerbate. Amano così tanto da negarle il diritto di voto e vietarle di guidare – ma forse questo è un bene, no, la macchina(?) –  Ma la Clinton è una fervente femminista, in America ma nei due Paesi sopramenzionati,  se ne fotte il cazzo delle condizioni della donna… Arabia Saudita e Qatar che hanno distrutto la Siria, appestandoci di profughi veri, una minima parte, falsi la maggioranza – Grazie Ilaria.

La Clinton, con la complicità dei boiardi dell’Unione Europea, che ha messo al potere in Ucraina i fascisti “democratici”la sinistra che mette al potere l’estrema destra, solo per andare rompere i coglioni a Putin, per impossessarsi delle basi navali nel Mar Nero… E quando a questo sono girati i marroni, l’Unione Europea ha sanzionato la Russia e l’Italia, come Tafazzi, le ha approvate, danneggiando per più di due miliardi di Euro le imprese italiane.  La mamma degli idioti partorisce sempre politicanti strategicamente ed economicamente figli mongoloidi, con tutto il rispetto per i portatori della Sindrome di Down!

Ma il cattivone era quel pincione, misogino e razzista di Trump.

Evidentemente il popolo americano ne ha i coglioni sfraciati di guerre non dichiarate e quindi ha scelto un sano e legittimo protezionismo, un sano e legittimo isolazionismo e gli altri, se sono così idioti da scannarsi tra di loro che lo facciano.

Anche l’Europa dovrà svegliarsi. La cosa migliore sarebbe quella di smantellare, almeno in Europa, la Nato, ricacciando a casa i militari americani e rispedendo al mittente i missili nucleari e le armi varie di cui il vecchio continente è appestato e che l’Europa si faccia la propria difesa, anche nucleare, la Francia è già una potenza. Che ci sia il ritorno nei singoli stati dell’Unione alla ferma di leva obbligatoria per almeno diciotto mesi, che l’obiezione di coscienza per schivare il servizio militare sia dichiarata illegale e chi non vuole servire la patria o le istituzioni militari europee, entro e/o fuori dai patri confini, coloro che si dichiarano pacifisti o anarchici, siano privati dei diritti civili per almeno dieci anni, passando nel contempo i diciotto mesi dentro un carcere militare di massima sicurezza.

Ma la cosa più ridicola del dopo elezioni è che ora tutti accusano i sondaggisti di aver sbagliato, toppato  nei sondaggi…dando sempre la neoperdente alle presidenziali in testa, ance se di un pelo di filo di Tampax, mentre la verità è che i media pompavano la Clinton, dopandola, allo stesso modo in cui si dopava Lance Amstong. Eppure, forse proprio perché mediaticamente drogata, e la maggioranza degli americani odiano, come è giusto che sia,  i tossici, alla fine è stata votata solo dalle persone della sua stessa risma  ideologico-narcomane.

Un’altra cosa: il muro tra Messico è Stati Uniti è stato progettato in piena amministrazione Obama. Il fatto che il Trump voglia portarlo a termine, realizzandolo, non sarebbe altro che la realizzazione di un progetto dei democratici e non certo del repubblicano Trump. Un po’ come il Berlusca quando voleva fare il ponte sullo stretto di Messina, con tutti i post puzzoni che gli davano contro e adesso che la stessa bischerata è stata riproposta da Renzi…silenzio di tomba…ma si sa, in Italia, come in America, quando le cose sporche vengono fatte dalla sinistra, si dice che anche la merda sa di buono ed è commestibile e digeribile, mentre se le stesse cose sporche le fa la destra, la merda rimane merda, oppure anche il cibo migliore, peggio ancora, viene classificato come percolato anale.

E poi che male fa un muro?  Chi vuole entrare legalmente negli Stati Uniti potrà farlo attraversando i confini in modo legale, come fanno la maggioranza dei latinos in generale o dei messicani civili, in particolare!

Una cosa solo mi rammarica nella sconfitta della Clinton: il vedere la cantante madonna – escort da quattro soldi – fare  in tv milioni di pompe con ingoio, come aveva promesso, agli elettori americani… anche se con questa dichiarazione, nessuno l’ha fatto notare, costei ha bellamente ignorato, da brava omofoba, le milioni di lesbiche che sicuramente avranno votato la Clinton, infatti a costoro non ha promesso di leccargli la patata al sugo!

Marco Bazzato
09.11.2016

martedì 26 gennaio 2016

Stepchild adoption? No grazie!

Meglio un Family Day o un “Family” Gay?


Ormai è un attacco continuo. Ogni santo giorno stanno tempestando l’Italia e la maggioranza degli italiani con queste “benedette” (?)  unioni civili, come se l’Italia, nuovamente in preda alla recessione che sta arrivando, con il rischio che quattro grandi banche finiscano nel baratro, deve distogliere l’attenzione dei cittadini con questa carnevalat dei presunti diritti civili negati, che il decreto Cirinnà vorrebbe samare.

Ma l’Italia ne ha veramente bisogno?

Assolutamente no.
Soprattutto in questo delicato momento storico.

Abbiamo visto l’ennesima “manifestazione oceanica” sabato 23 gennaio nelle piazze italiane con questa orda barbarica di rivoluzionari arcobaleno, dove secondo le stime delle propaganda gay ci stavano in totale nelle le varie piazze, a loro dire, un milione di persone. La cosa stana è che nessun organo di stampa ha riportato le stime delle varie questure sparse per il Paese, le quali solitamente forniscono delle ufficiali, circa le effettive presenze alle manifestazioni.  

Che i media si siano messi ad angolo retto davanti alle lobby Gay?

Strano, a Padova ci stavano una cinquantina di gatti spauriti e metà erano fiancheggiatori eterosessuali. Il che, statisticamente parlando, significa che nemmeno la maggioranza silenziosa degli omosessuali è interessata a questa farsa dei cosiddetti diritti civili, in quanto è risaputo, secondo la vulgata popolare, che gli omosessuali sono molto meno monogami degli eterosessuali, i quali  manco loro a volte sono campioni di fedeltà coniugali.

È chiaro che giunto allo stato attuale di rottura generalizzata qualche contentino, qualche caramellina, anche amara,  a questi va data. Ma ciò non significa certo calare le braghe ed equiparare il matrimonio etero con la firma di un pezzo di carta davanti ad un pubblico ufficiale di due persone dello stesso sesso. D’altronde due sentenze della Consulta hanno ficcato in profondità dei paletti giuridici e costituzionali ben definiti.

La cosa assurda è che dalla contestazione studentesca del ’68 fino a metà degli anni ’80 del millennio passato,  il matrimonio, soprattutto per la sinistra italiana, era una volgare e becera istituzione borghese da abbattere, rimangiandosi le loro stesse parole degli anni ’40 e ’50, quando il Partito Comunista Italiano nei suoi slogan proclamava: “Per la difesa della famiglia, vota Partito Comunista Italiano.” E poi, hanno cambiato idea e dalla fine degli anni sessanta in poi hanno iniziato l’opera di demolizione del matrimonio e adesso hanno fatto l’ennesimo salto della quaglia, l’ennesima piroetta, per quattro volte a novanta gradi, fino a saltare dalla parte opposta e a volere il “patrimonio” chiama molo con nome diverso, per le persone dello stesso sesso.

Il pomo della discordia è diventato l’adozione del figliastro, che in Italia per non usare quel temine – dispregiativo –, che equivarrebbe a dover dare “all’amico carnale di letto” del padre biologico, del patrigno, si preferisce usare il termine inglese “stepchild adoption –  sappiamo tutti  che vita face  Cenerentola  quando suo padre morì e rimase  con  la matrigna e le due sorellastre, ed era eterosessuale –  che non è altro che un cavallo di Troia per legalizzare i figli  di una sega “acquistati” all’estero, avuti grazie  alla maternità surrogata, detta anche gestazione d’appoggio, sebbene preferisco il termine politicamente scorretto, prostituta d’utero, o gestazione della mignotta.

Perché a detta delle associazioni omosessuali i figli per costoro sarebbero un diritto. Starno, ma la natura, nella sua infinita sapienza, se non ha dato alle sane “coppie” omosessuali la possibilità biologica di riprodursi tramite coito, come avviene nelle sane coppie eterosessuali. Quindi un motivo ci sarà, o no?. La natura non può sbagliare in questo modo in scala planetaria con  più del 99,99%   dellespecie animali, homo sapiens sapiens, compreso, no?

Eppure con pretesti banalotti  e statisticamente irrilevanti, come ad esempio la morte del padre biologico, si vorrebbe affidare il minore “amico carnale di letto” del padre, al patrigno  - e qui la storia di Cenerentola torna ancora in ballo – perché è risaputo che un conto è una coppia eterosessuale adotti un minore, entrambi non avendo legami di sangue potrebbero dare lo stesso amore e forse di più, rispetto a dei genitori biologici,  sopratutto se questi erano dei figli di puttana che magari lo menavano, si facevano le pere innanzi al piccolo, oppure il maschio picchiava la femmina o costei si faceva sbattere anche dai pali della luce.  Un altro conto è che il padre biologico abbia un legame di sangue, mentre il patrigno, sapendo di non essere il padre biologico, ma solo “l’amico carnale di letto” del padre, alla fine in fondo in fondo, non nutra dei sentimenti di odio e/o di avversione verso colui che non è il frutto dei suoi lombi.  

Oltretutto ci stanno una camionata di ricerche, che naturalmente le associazioni LGBT non diranno mai, che asseriscono che – ops, strano – un minore debba crescere in un ambiente dove ci siano due figure opposte di riferimento, quella maschile e quella femminile e che l’ambiente omo, sia esso maschile o femminile , non è la migliore soluzione per costui.

Ma al centrosinistra, ai suoi fiancheggiatori e a macchia di leopardo anche il centrodestra, non interessa una beta minchia dei diritti dei minori. No, tutti sono ammanicati e silenziosi, con l’industria e la produzione dei figli di una sega, fatti con le prostitute d’utero, con la relativa esportazione di capitali all’estero. Si perché la prostituzione d’utero a scopi riproduttivi è vietata in Italia,e condannata dal Parlamento Europeo, quindi, solo chi può, gli omosessuali sani benestanti e le coppie eterosessuali, dove la donna ha problemi di sterilità, vanno all’estero ad “acquistarsi” il neonato. Dove il pacchetto tutto compreso può arrivare a costare fino a 135 mila euro, viaggi e costi extra esclusi. Starno che la Guardia di Finanza ed Equitalia  non abbia mai indagato su questi “acquirenti”, per capire se avevano i necessari introiti finanziari , che poi hanno esportato all’estero!


Secondo molti a questi gaglioffi, che se ne fottono dell’orientamento sessuale, andrebbe in primis tolto il neonato, il minore e andrebbero multati per una somma venti volte superiore rispetto alla somma spesa per “l’acquisto”. Naturalmente il minore dovrebbe essere reso immediatamente disponibile per l’adozione.  Perché come dicevano i latini, anche in questi casi è meglio: “Unum castigabis, centum emendabis”, che tradotto letteralmente significa: “Ne castigherai uno, ne correggerai cento”


Non va dimenticato anche un’altra cosa fondamentale, ossia che la prostituta d’utero cede, a seguito di regolare contratto prestazionale, il neonato, subito dopo il parto “all’acquirente”, senza nemmeno far passare i sessanta  giorni che i medici veterinari prescrivono per lo svezzamento dei cuccioli di cane. Ossia, per i difensori dei diritti dei minori, il diritto di un neonato ad essere svezzato dalla madre vale, meno del diritto di un cucciolo di essere svezzato dalla cagna che l’ha partorito.  A questo punto mi chiedo: chi è la vera cagna,  visto che gli acquirenti fanno venire al mondo un minore volutamente “orfano” della madre biologica?

Tra le altre cose finalmente sembra che anche le femministe nostrane, in ordine sparso, stiano debolmente alzando la voce contro la pratica della gestazione della mignotta, pardon dell’utero in affitto, però la Cirinnà e i parlamentari che la sostengono, fanno le orecchie da mercanti, perché, da vili, hanno paura che alzare la voce su questa delicata tematica li faccia passare per omofobi e per nemici degli omosessuali. Quindi preferiscono, metaforicamente parlando, prendere a calci nelle ovaie le donne straniere, dove questa pratica è legale, pur di non perdere i voti dei gay italiani e dei loro fiancheggiatori.


Questo avviene nella vita reale, mentre invece cosa vediamo anche nei film e telefilm, anche italiane? Le famiglie etero, sempre piene di problemi, colme di conflitti generazionali, liti tra padri e figli, rivalità, rabbie, rivalse, mentre le cosiddette “famiglie omogenitoriali” – capezzoli, mai uno screzio, sempre armonia perfetta tra il padre biologico, il figlio e tra il figlio e “l’amico carnale di letto” del padre, insomma, la “famiglia” del Mulino Bianco,in salsa gay, rischia di far crepare tutti di ipoglicemia, causa eccesso di zucchero e/o aspartame.

Nessuno si è mai chiesto  il perché dell’assenza di conflitti tra  genitore, figlio biologico e “amico carnale di letto” del padre? Perché altrimenti la “normalità” della cosiddetta “famiglia” gay potrebbe essere interpretata come pregiudizievole da parte dei telespettatori,  o  perché il figlio biologico rispondesse  indietro al padre o “all’amico carnale di letto” del padre, o avessero degli alterchi verbali molto accesi, con tanto di liti e scontri, e questo potrebbe  mettere in cattiva luce queste “famiglie stereotipate e perfettine..

Oppure come è accaduto nella fiction “Alla ricerca della felicità” dove, la povera figlia lesbica, con il posto fisso alle Poste, passava il tempo a chiacchierare con le colleghe, il padre e con” l’amica carnale di letto”, che faceva la guardia giurata nello stesso ufficio postale – quando si dice culo cinematografico – con la madre indisponente, perché la figlia stramba si era fatta ingravidare all’estero, da un segaiolo sconosciuto, che davanti ad un giornaletto e un filmetto porno, mentre pensava ai cazzi suoi, gli sputava in una fialetta qualche miliardo di “bambini liquidi” che poi sarebbero stati sparati nell’utero a costei.... Alla faccia dell’amore e de sentimenti!

Anche questo “orfano” di padre, perché per i gay, a loro dire, i figli sono un diritto! E qualsiasi mezzo è lecito ed etico pur di poter soddisfare il loro desiderio contronatura!

Ecco, alla fine di chi l’Italia e mezza Europa è in “ostaggio”. È presa in ostaggio dalla lobby gay, che come una piovra ormai, dalle alte sfere dell’Unione Europea, ha allargato tutti i suoi tentacoli, peggio del Professor Moriarty –   acerrimo nemico di Sherlock Holmes, il quale sè chiaro che si faceva ingroppare o veniva ingroppato dal Dottor Watson , come lo si evince leggendo con attenzione  Il ritorno di Sherlock Holmes del 1905,dove a pagina 13 del racconto “La casa vuota”,  - Alberto Peruzzo Editore, 1988 – l’autore scrive:  Non so come Holmes aveva capito del triste lutto che mi aveva colpito, e mi mostrò la sua affettuosa comprensione più con i modi che non con le parole”  –  all’inizio del regno di Edoardo III, il male anche nei racconti veniva combattuto e la letteratura e la cultura britannica avevano la pudicizia di tenere determinate cose dentro la sfera privata. 

Marco Bazzato

26.01.2016


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lunedì 25 gennaio 2016

Schengen sta collassando. Chi sono i responsabili?




È inutile fingere di non saperlo. L’Unione Europea così come la conosciamo da almeno un decennio rischia di scomparire.

Il trattato sulla libera circolazione dei cittadini europei, innanzitutto, sta implodendo su se stesso, sotto spinta dell’ingresso incontrollato di sedicenti profughi, la maggioranza immigrati economici, che stanno letteralmente attaccando il vecchio continente da Sud – Mar Mediterraneo, Italia soprattutto, e da Est – Grecia, principalmente, - ma anche Bulgaria.

È ormai è chiaro che le Istituzioni europee, per miopia, per lassismo o peggio ancora per menefreghismo, per mesi hanno lasciato che i Paesi di confine dell’Unione Europea fossero invasi senza muovere un muscolo, invocando il rispetto del Trattato di Dublino, anche se tutti sapevano che i sedicenti profughi non erano interessati a diventare stanziali e quindi farsi registrare ai confini d’ingresso dell’Unione Europea, perché le loro mire colonialistiche erano altre. Le oro mire, puntavano e puntano tutt’’ora a invadere e destabilizzare economicamente, come le locuste delle sette piaghe d’Egitto, il Nord e il Centro Europa, mentre i grandi europeisti, a casa loro, volevano che le “locuste” si fermassero o che fossero fermate ai margini dell’Europa, per creare un grande ghetto di povertà e miseria, per schiavizzare, economicamente parlando, ancora di più i confini dell’est e del sud Europa, già non solo fanalini di coda dell’Unione, ma fanalini sfondati ormai quasi impossibilitati a rialzarsi, dando così il colpo di grazia.

Come accade in Italia, anche con la politica dell’Unione Europea, essendo tutti colpevoli in modo diretto o indiretto, alla fine non ci sta nessun colpevole.

Quindi l’europeo e l’italiano medio dovrebbe accettare semplicemente un dato di fatto, senza chiedersi perché?  Il primo a salire sul banco degli accusati di “altro tradimento” dovrebbe essere la cancelliera tedesca Angela Merrkel, che ha dichiarato, come una svendita di saldi di fine stagione dell’identità nazionale tedesca, come in un’esposizione di paccottiglie di infima categoria, il “Porte aperte – a cani e porci, senza controlli preventivi.

 Abbiamo visto poi cosa è accaduto  a Colonia e in altre città tedesche la notte di capodanno. Così i vari commissari europei, che come dei butta dentro nelle discoteche, hanno alzato, dicono per motivi umanitari, tutte le sbarre dei controlli, perché tanto gli europei, a loro dire, avrebbero accolto tutti a braccia e culi aperti.

Già, peccato però che come una fossa biologica di un appartamento, ormai questa è colma e i liquami fetidi dell’accoglienza indiscriminata e criminale, in mano alle varie mafie europee dell’accoglienza,  sta nauseando tutti, senza soluzione di continuità e il flusso dei nuovi ospiti – indesiderati alla maggioranza dei cittadini – pagati con i denari degli stessi, continuano a premere ai confini, marciando verso il centro dell’Unione, quasi come avvenne nel 1683, quando gli ottomani furono respinti alle porte di Vienna, in Austria.

E Frontex – l’Agenzia Europea preposta al controllo dei confini, povera in canna come un barbone che chiede l’elemosina alla stazione – che fa? Nel Sud Europa, invece di fermarli in mare prima che entrino nelle acque territoriali europee, va  a prendersi mezza Africa – grazie anche alla Boldrini e alla Keynge –  quasi ai limiti delle acque territoriali libiche, usando il pretesto umanitario, del “venghino signori, veghino”, mentre gli altri confini esterni dell’Unione sono lasciati ai singoli eserciti – ridotti ad un numero esiguo di soldati e alle forze di polizia locali, mentre il controllo e il respingimento delle frontiere dovrebbe essere fatto proprio dagli uomini del Frontex. Uomini e mezzi che forse manco esistono sulla carta…

E la conseguenza di tutto questo lassismo in salsa europea qual è? Che i singoli stati hanno ripreso a fare i controlli come è giusto che sia in questo delicato momento alle rispettive frontiere e checché ne dica la politica ei media servi e asserviti.

Al cittadino europeo questo non dispiace, anzi.

Forse farà perdere qualche mezzora ai confini, ma chi non ha nulla da nascondere, soprattutto non nasconde clandestini nel bagagliaio dell’auto, o i treni che ne caricano a vagonate e che vorrebbero per questo poter attraversare i confini senza “colpo ricevere”, questo da fastidio assai. Al cittadino europeo, visto che la maggioranza non viaggia per l’Europa tutti i giorni, il ripristino dei controlli tra Stati Europei è visto come una manna dal cielo, perché finalmente, proprio grazie a questi si sentono o credono di essere, almeno in linea teorica, leggermente più tutelati rispetto al passato.

Oggi come oggi la sospensione di Schengen, almeno fino a quando gli scalda poltrone dei burocrati dell’Unione Europea non prenderà una posizione forte e univoca contro questa invasione, parlando una unica voce, è, comunque in via utopica, un baluardo ancora di facciata, perché fino a quando non si avrà veramente il coraggio di sigillare i confini terraquei come una camera  tenuta stagna, dove manco un filo d’aria può passare senza averne preventivamente ricevuto il diritto di ingresso, senza questa volontà di pressurizzare le frontiere esterne, queste, se continueranno ad essere dei colabrodo e alla fine nemmeno le chiusure tra i singoli Stati all’interno dell’Unione Europea, fermeranno questa invasione, perché oggi come oggi, con le contromisure prese a macchia di leopardo, o alla cazzo di cane che di si voglia, è come avere una  conduttura di una fogna esposta, che essendo rotta vomita liquami pestilenziali  dappertutto, dove invece di arrestare il flusso, fermandolo alla fonte, è come voler  fare pulizia usando una paletta e un secchiello da spiaggia!


Nota finale: nulla contro i profughi che devono avere il diritto di asilo, una volta espletate le carte, ma quelli che si fingono profughi,  ben sapendo già in partenza che non avranno diritto di asilo, no!
Marco Bazzato

25.01.2016


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mercoledì 13 gennaio 2016

Pippo Baudo “molesta” una donna islamica a Ballarò



Per la serie: quando certi ex grandi personaggi del panorama televisivo nazionale danno il peggio di se.

È accaduto ieri sera, quando il Pippo Nazionale, ha provato a “molestare” in diretta una giovane donna musulmana, ma costei ha respinto l’assalto culturale italico, subendo passivamente un baciamano, anch’esso non desiderato.

Apriti cielo, a detta di alcuni questa maomettana non è una femmina ben integrata nel tessuto socio culturale di un certo di tipo di macismo e maschilismo fallico italico-italiota, dell’autoctono medio.

Già non c’è che dire: che gran bella figuraccia da minchione ignorante ha fatto.

Strano Paese l’Italia, tutto “baci, abbracci e cazzi in culo” come diceva il personaggio di uno scrittore sconosciuto al grande pubblico, dove la mania  –“ molestatrice” – del maschio italiano è quella di infilare le labbra – già che ci siamo anche un rivolo di bava, dicesi più correttamente liquido secreto dalle ghiandole salivari, ossia   saliva umidiccia che cola copioso dall’allupato di turno – o la guancia su ogni guancia della  prima preda femminile sprovveduta che gli capita sotto il naso. Ma costei non era una donna sprovveduta.

Il classico maschio italiano è un predatore sessuale frustrato che, sovente da bravo discepolo di Onan, gli basta solo contatto guancia a guancia per avere un’erezione e di conseguenza una eiaculazione precoce dentro gli slip.

 Ma è la nostra cultura, ci diciamo per giustificarci, che è fatta così. Aperta, espansiva, che bacerebbe anche del particolato in sospensione colloidale, visto che prima di tale  disfacimento era un essere umano del sesso opposto,  pur di soddisfare il proprio bisogno infinito di contatto carnale.

Ciò che ha commesso ieri Pippo  Baudo è il becero frutto di decenni di subcultura nazionalpopolare, di dozzinalità spacciata per espansività tipica dell’italiano che sguazza, come e peggio di un bullo di periferia, nella mediocrità irrispettosa nei confronti della donna, mascherata codardamente e vigliaccamente da amichevole galanteria.

Insomma, con questa storia dei baci dati a donne che consideriamo come “cagne e porche”, perché tanto sono solo femmine, siamo più pezzenti di Giuda Iscariota, il quale almeno si era beccato per il suo bacio dei bei 30 denari. Mentre chi si sollazza nell’impudica assenza di lavacri etici, si accontenta, fingendo di apparire come una timida educanda, tipica delle giostre medioevali, dimostrando però l’animo del “predatore” per dirla alla Mani Pulite, “Dazione ambientale!”

Siamo un Paese popolato da bestie bipedi autoctone ambosessi assai strane. Infatti, giustamente ci indignamo se una donna italiana viene anche solo molestata verbalmente dai complimenti di uno straniero, di uno sconosciuto, anche se indigeno locale, ma poi abbiamo il coraggio di dare aduna donna che – giustamente – rifiuta il contatto fisico-carnale guancia a guancia con uno sconosciuto, perché Pippo Baudo, anche se a costei è un personaggio mediaticamente conosciuto, rimane, per la sua cerchia privata, uno sconosciuto, uno extraneo, uno straniero, un forestiero,  inteso come sue amicizie e/o conoscenze.

 Peccato però che da alcuni è tacciata come una maleducata, una male integrata perché non si è fatta “slignuazzare” la guancia.

Ha fatto bene. Ha dimostrato una dignità che le nostre donne, non tutte, spesso hanno scordato, in quanto  viviamo in una società  dall’abbraccio e dal coito facile, dove  come un terreno ormai moralmente sterile,  si fanno arare, metaforicamente parlando ma non troppo, dal primo che passa.
Oltretutto siamo una nazione strana. Alcuni maschi soffrono di galanteria a corrente alternata e cafonaggine continua. Infatti, mi è capitato sovente di vedere i maschi che prima danno la mano ad altri maschi e poi, quasi per forza, come se spingessero in preda misogina bulimia emotiva, porgere la mano con ribrezzo, come fosse una cosa insignificante, alla donna, quasi con fastidio.

Purtroppo siamo un Paese a indignazione relativa e di rispetto relativo. Un Paese che ha perso da tempo il senso della misura,incapacitato a mantenere le distanze  fisiche e verbali in modo da non entrare nelle zone di conforto altrui, anche nelle legittime differenze. Per questo all’estero siamo derisi sotto i baffi o appena voltiamo la schiena. Siamo quello che mostriamo di essere e troppo spesso questo, sfortunatamente siamo, per cultura, (o incultura) naturalmente italiani!

Marco Bazzato
13.01.2016

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martedì 12 gennaio 2016

La futura distruzione della cultura europea è colpa di una certa sinistra!




L’Europa dei burocrati e dei politici di centro sinistra o quelli filo immigranti a tutti costi, adesso ha paura.

Sì ha paura perché in Europa si sta assistendo a una preoccupante, dicono loro, ascesa dei partiti di destra, considerati xenofobi e soprattutto nemici dell’immigrazione indiscriminata, voluta dai cosiddetti progressisti, interessati, non a fare gli interessi degli indigeni locali, degli autoctoni da almeno quattro o più generazioni, o gli immigrati integrati nel tessuto sociale e socioculturale, indipendentemente dalla religione professata, o figli di immigrati, italiani a tutti gli effetti al compimento del diciottesimo anno di età, a seguito di richiesta di cittadinanza,  in quanto questi  partiti, desiderosi  a difendere con le unghie e con i denti della legalità, la propria identità culturale e storica, ma a rendere le varie nazioni europee un crogiolo indiscriminato di illegalità diffusa, o peggio ancora una percezione, cosa ancora più pericolosa, di illegalità diffusa.

 Beh, la colpa di questa scesa, come il principio della dinamica classica – «ad ogni azione corrisponde sempre una uguale ed opposta reazione», detto anche concetto newtoniano –  è colpa di un progetto che si snoderà da qui ai decenni avvenire di un certo modo sinistro di far  politica della sinistra, mirata a svendere le radici europee e italiane, facendo regredire il vecchio continente al medioevo in salsa afgana.

Quindi si può dare ormai per assodato che sono gli stessi governi del centro sinistra dei vari Stati o gli euro burocrati che vogliono e desiderano un’ascesa dei partiti di centrodestra o di estrema destra.

Ma perché?

È presto detto. Perché l’aumento dei partiti cosiddetti legati all’amor di patria, lasciamo stare il termine abusato e pluristuprato di nazionalismo, permetteranno, con la scusa di contenere il fenomeno della  presunta xenofobia,  di mettere in atto, come del resto si sta già facendo sommessamente, leggi per limitare la libertà di stampa e di espressione, il tutto in nome della difesa della libertà di tutti i cittadini,  perché è così, che come polpette avvelenate al curaro, la venderanno al popolo bue e credulone del centrosinistra.

Del resto lo abbiamo visto con non solo con i recenti attentati in Francia, con “l’atto terroristico” e di Colonia, che da come sta emergendo in questi giorni sono stati pianificati a tavolino, sono avvenuti anche in altre città della Germania, sembrerebbero configurare una strategia ad ampio raggio programmata, da interpretarsi come una guerra non dichiarata pubblicamente, che mira ad infondere, soprattutto nelle donne, un senso di insicurezza , non importa se reale o immaginario, costringendole a modificare i  loro comportamenti, nella speranza di non essere attaccate nuovamente da dei terroristi che si nascondono dietro la nomea di molestatori o peggio ancora di violentatori.

Infatti, mentre una volta la sinistra era quella più antimoralista e più attenta alle libertà fondamentali della donna, al suo diritto di libero arbitrio e di poter gestire al meglio la propria vita, oggi spalleggia indirettamente chi vorrebbe ridurre le donne alla stregua di oggetti, da rinchiudere in casa e da tenere segregate, o al massimo essere “obbligate” ad uscire accompagnate, facendo così il gioco di un certo fanatismo islamico che mira ad annientare e annichilire il libero arbitrio della donna.

È chiaro che i silenzi complici e colpevoli con il quale molti esponenti politici di un certo centrosinistra al governo, o che da quasi esterni lo fiancheggiano, non sono molto interessati al benessere psicofisico delle donne molestate o violentate – forse se la sono cercata, penseranno tra se certe marionette, ragionando ormai com’ era nella mentalità del peggior integralismo  moraleggiante dell’Italia bigotta, fascista e post fascista, dell’Italia cattolica. Solo che adesso, fa molto radical chic fare , non pardon i  bigotti, ma gli evoluti intellettuali, difendendo il diritto della donna di essere liberamente sottomessa all’islam, di vestire, quasi come palombare, soprattutto se queste sono islamiche di nascita o italiane convertite all’islamismo salafita, la corrente più radicale dell’Islam, che come l’Italia asservita al Vaticano e ai diktat della chiesa, non fa distinzioni tra religione e Stato.

L’apparente progressismo di una buona parte dell’emiciclo parlamentare di centro sinistra, come un maschio traditore, fa gli occhi dolci a quella che  crede essere una bella gnocca  di passaggio, celata sotto il burqa , con il quale, per una scopata o una fornicata, è pronto a tradire non solo la moglie,  ma  anche la sua patria, la propria cultura , facendo arretrare il Paese al millennio passato.

La sinistra che per anni ha fatto il possibile per staccare l’Italia e gli italiani da quell’abbraccio stritolante che reputava, a torto o a ragione, della religione cattolica, oggi sembra voglia consegnare al nuovo braccio secolare che avanza, nel nome del politicamente corretto, non solo l’Italia, ma l’Europa intera.

Per concludere voglio dire che non ho nulla contro i fedeli islamici e contro l’Islam in generale, ma ci stanno troppe arre grigie  dove chi di dovere, invece di vigilare come si conviene, finge di non vedere e volta il capo dall’altra parte,  o peggio cala le braghe per paura di essere tacciato come islamofobo.
Non è una religione in se a essere nemica dell’uomo, ma è come la religione viene usata dall’uomo come grimaldello per soggiogarlo e piegarlo ai propri voleri.

 L’Italia ci ha messo duemila anni per uscire da quella ombra chiaroscura che era il cattolicesimo romano,  croce e delizia di duemila anni di vette di umanità eccelsa e di abissi di bestialità disumana, che nulla avevano a che fare né con Dio, né con il Cristo e adesso, però, in pochi se ne rendono conto, stiamo facendo il percorso inverso, regredendo, annichilendo i nostri spazi di libertà, in nome del diritto altrui di avere la propria libertà, secondo come la religione di costoro comanda, in casa Europa… usando la solita formuletta da vigliacchi: per non offendere i credenti di altre religioni.

Solo i codardi e i venduti si comportano così!

Se un continente, o un Paese come l’Italia,  non dimostra di avere rispetto per la propria storia e la propria cultura, sarà in un futuro più o meno lontano facile prede di lupi travestiti da agnelli, ed è quello che gli italiani stanno lasciando, per indolenza, e per paura di essere criticati o tacciati come razzisti, che accada.

Il declivio che porta all’abisso si avvicina sempre di più e come l’orizzonte degli eventi di un buco nero, se ne rimarrà ingoiati e distrutti!

Marco Bazzato

12.01.2016

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