domenica 26 agosto 2007

Piromani: dal passato la soluzione dello Stato Pontificio


Gli incendi estivi, per l’ennesima volta, si sono dimostrati, una piaga, non solo italiana ma continentale. Basta vedere l’attacco che in questi giorni ha subito la Grecia, e che ora conta le sue vittime. In primo soccorso al Paese,, messo a ferro e fuoco dall’orda barbarica, è venuto, già come era accaduto poche settimane prima in Bulgaria, dagli aerei antincendio Russi, inviati, su richiesta delle autorità. Ora la Grecia chiede aiuto anche all’Unione Europea, per contenere lo scempio paesaggistico, operato dai barbari.
L’Unione Europea, e i vari Stati membri, prima o poi, dovranno prendere provvedimenti, degni di questo nome, contro i piromani, che almeno per quanto riguarda la legislazione italiana, non possono nemmeno essere arrestati, se non sono colti in fragranza di reato, e quindi la maggior parte di essi, restano impuniti, pronti per delinquere nuovamente.
Esiste anche la categoria dei piromani da week end, che amano bruciare, in modo apparentemente sbadato, boschi e sterpaglie, per vedere i mezzi antincendio all’opera. Ma queste persone, non potrebbero incendiare le loro madri, mogli, suoceri, figli nel giardino di casa, sbarazzandosi così eventualmente di soggetti a loro scomodi, anziché arrecare danni economici ingenti al Paese?
Esiste un modo per fermare questa piaga, questa cancrena mentale di letame morale, che come una pandemia, sembra stia colpendo in forma virulenta, gli psicotici europei?
Prevenire, sembrerebbe tecnicamente impossibile, ma esisterebbe la cura, apparentemente brutale, ma che forse sortirebbe il suo effetto. Questa cura proviene dal passato oscuro della storia italiana, dagli anni bui dello Stato Pontificio, dai roghi degli eretici, che incendiarono l'Europa medioevale, fino al secolo dei lumi, che spense definitivamente i sacri fuochi della Fede, cancellando per sempre l'aroma dei semi di finocchio, usati per attenuare l'odore di carne umana cotta alla brace.
I ricordi di questi fulgidi momenti, rivivono ancora però nelle feste paesane italiane, quando il sei gennaio, giorno dell'epifania, si brucia la strega in un immenso falò, per la gioia di grandi e piccini, tra grandi bevute di vin brulè, cioccolata calda, e zucchero filato.
Le nuove fiamme, contro gli eretici, non verrebbero ordinate da uno Stato Teocratico, e dai suoi accoliti, ma dalla Repubblica, tramite gli organi preposti, condannerà il re confesso e non, resosi colpevole del reato di incendio doloso, ad espiare la stessa pena, commutata al patrimonio boschivo incendiato: Il fuoco.
La sentenza dovrebbe svolgersi nella pubblica piazza, sotto l’occhio vigile delle telecamere, magari creando un apposito canale satellitare, e coloro che la eseguiranno, saranno i cittadini delle zone lambite dalle fiamme, estraendo a sorte un bambino,o più bambini, in modo da diluire il gioco delle responsabilità tra più persone, per appiccare lo "Statale fuoco punitore, nel nome del Popolo Italiano".
La storia con i suoi fulgidi momenti bui, verrebbe così in aiuto alla società repubblicana e laica, che si ispirerebbe, non tanto alle barbarie del passato, ma alle metodologie correttive e riabilitative, non tanto nei confronti degli arrostiti di turno, ma come monito, o deterrente, a quanti in futuro pensassero di cimentarsi in tali imprese.
La disumanità, non è arrostire, qualche centinaia di piromani europei all’anno, ma permettere che tali rifiuti della razza umana, dopo aver incendiato boschi e sterpaglie, possano farla franca, sfruttando i buchi di leggi troppo permissive, che non commisurano pene adeguate al danno sociale, ambientale e paesaggistico arrecato, rimanendo praticamente impuniti.
Questa forma di pena, non è la riedizione in chiave moderna del detto biblico "occhi per occhio, dente per dente", ma la volontà collettiva dei cittadini, di veder puniti i colpevoli, anche divertendosi, e ballando attorno alla pira, consumando alcolici e zucchero filato, sostituendo semplicemente la festa pagana della pira alla strega del giorno dell’epifania, con un festività ad ampio respiro, dove il piromane diventi lui stesso spettacolo incendiato, per la gioia di grandi e piccini, salvando così dal rogo innocenti streghe di medioevale memoria, sostituendo stracci sterpaglie e pali di legno con sembianze femminili paurose, con l'acre sapore della carne umana bruciata, divertendosi ascoltando quelle urla strazianti, che durano sfortunatamente solo pochi minuti, a monito e divertimento dei cittadini, alla ricerca delle antiche tradizioni, da tener vive, con l'antico fuoco che consuma i colpevoli, attraverso le calorose fiamme, che come nei polppoli primitivi riscaldavano le gelide notti invernali, unendo i cittadini, stanchi dei soliti divertimenti, sotto la pira protettrice della legalità repubblicana.

Marco Bazzato
26.08.2007
http://marco-bazzato.blogspot.com/