martedì 1 agosto 2006

I pacifisti sono spariti



I pacifisti sono spariti da quando la coalizione di centro sinistra è diventata padrona della politica Italiana. Le piazze si sono svuotate e le città assolate si sono trasformate in deserti senza vita.
Com?è strana la politica italiana. Quando governava Berlusconi si scioperava a singhiozzo, lavorando a corrente alternata. Il profittatore dei deboli, l?oppressore della classe operaia che voleva distruggere la collettività lavoratrice era il bersaglio quotidiano dei maggiori leader del centro sinistra. Il lavoro precario riempiva le pagine dei giornali, le cronache televisive, i discorsi dei salotti buoni che ineggiavano all?odiato nemico. Tutto non andava nell?Italia di pochi mesi fa. Oggi complice le elezioni vinte con uno scarto di voti micrometrico, con la nuova compaggine di governo, gli imprenditori, e l?oditato Berlusconi sono diventati buoni, si lavora come e più di prima e guai ad alzare la testa dalla manovia o dalla catena di montaggio.
Da che parte stanno i sindacati? Possibile che di punto in bianco non ci siano più vertenze in essere, rivendicazioni da fare, piazze e fabbrice da occupare? La falce e martello prima omnipresente è sparita come i figli e i figliocci di Lenin, e l?antagonista per autonomasia eletto Presidente della Camera bacchetta il ministro di Pietro, apostrofando come deplorevole il fatto che abbia pubblicato i nomi dei parlamentari e dei senatori che hanno votato a favore dell?indulto.
I media prima erano tutti antigovernativi, ora si sperticano ad inventare lodi ai grandi manovratori, ai signori che indefessamente liberano dalle patrie galere di mezze calzette, ladri d?auto, assassini rinomati, e tangentari affossatori d?economia bipartisan, riconsegnandoli alla società in spegio al diritto delle vittime e dei truffati di veder scontate le pene.
Questa democrazia è chiamata volontà degli elettori. Ma chi si vuole prendere per i fondelli. Questa è la volontà degli Eletti dei signori scortati e osannati non nelle piazze alla ricerca di voti, ma tra i cosidetti grandi della Terra, che in teoria pendono dalle labbra italiche, facendosi poi beffe di noi appena voltiamo le spalle.
Se questa è la politica di questo governo c?è da mettersi le mani sui capelli. Se questa è la nuova libertà di cui l?Italia si deve vantare c?è da iniziare a riflettere. Il paese del Bengodi tanto sognato da Berlusconi non c?è stato, ma l?Italia che si sta nascendo con questa nuova legislatura mette quasi i brividi per l?assordante silenzio che regna sovrano.
Viene da riflettere a pensare a cosa sarebbe successo se la crisi Israelo Libanese e gli annessi massacri indiscriminati fosse avvenuta con un governo di centro destra. La piazza pacifista, cattocomunsta non sarebebe rimasta indifferente, i megafoni avrebbero sputato le loro canzoni di pace, i rulli di tamburi multietnici avrebbero suonato e danzato fino all?alba. Certo ci sarebbe stata qualche banidera brucita, qualche McDonald assaltato e qualche vetrina sfaciata. Se proprio andava male qualche auto incendiata, e manganellate della polizia nei confronti dei pacifici dimostranti armati di spranghe.
Ora invece? Da quando Prodi è diventato amico di Bush e D?Alema viaggia a braccetto con Condoliza Rice anche gli ex odiati americani sono diventati buonisti e pacifisti, tant?è che nessuno nel Bel Paese si è lamentato che la risoluzione O.N.U. di condanna della strage di Cana sia stata così annacquata da risultare un offesa nei confronti degli innocenti, e che il veto Statunitense per l?ennesima volta ha messo il silenzio davanti agli orrori che devono essere ricordati tra cent?anni dagli storici solo come spiacevoli incidenti di percorso.
Nessuno dice più cose di sinistra da quando la sinistra è al governo. Ma i fatti sinistri sono aumentati in modo esponenziale, e i caimani che prima infestavano le sale cinematografiche ora sono usciti dalla palude di celluloide, e attaccano, sbranano impunemente senza che non si levi nessuna voce di condanna.
Chi o che entità politica ha assunto le redini della democrazia in Italia. Non certo una democrazia rappresentativa di quello che pensa il popolo, perchè anche se lo pensa non ha la possibilità di dirlo alzando la voce sulle piazze.Viene il sospetto che ci siano entità che manifestano il loro libero pensiero e il loro disgusto per troppi atti non solo parlamentari, ma di politica nazionale e internazionale che invece d?andare incontro alle esigenze dei cittadini, vanno nella direzione contaria, verso le esigenze di un elitè sovranazionale che in nome della presunta libertà di tutti, rischia d?incatenare e chiudere a doppia mandata i cervelli ordinando il silenzio, consigliando l?asservimento delle materia celebrale.

Marco Bazzato
01.08.2006

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