martedì 22 maggio 2007

Chiesa omofoba?

Il fuoco della propaganda sulla presunta omofobia della Chiesa nei confronti degli omosessuali, continua ad essere alimentato da affermazioni – spesso farneticanti – fuori luogo dell'ala sinistra della politica italiana, che accende, dove i gay, sentendosi esclusi dallo Stato Italiano all'accesso della laica istituzione del matrimonio, incolpano il piccolo Stato della Città del Vaticano, per alcune presunte lacune delle leggi italiane.
Questo atteggiamento delirante, perché a livello di Diritto Internazionale, sarebbe come accusare il Burundi di ingerenza negli affari italiani.
La Chiesa, piaccia o non piaccia, ha le sue leggi etiche e morali, spesso disattese anche dagli appartenenti al clero, ciò non toglie, che al pari di ogni Stato Sovrano, ha il diritto di parlare ai sudditi, chiamati Fedeli, impartendo le direttive che meglio crede, sta poi al singolo fedele, secondo la propria sensibilità personale, accettare o rifiutare in parte o in toto gli insegnamenti del Magistero.
Paradossalmente l’accanimento suicida di quanti vedono la Chiesa affetta da omofobia, oltre che essere fuorviante è falso, perchè in coscienza, l’uomo e dotato di libero arbitro nell’accettare l'articolo 2357 del Catechismo che recita: Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.
Tra le libertà individuali, il fedele di una religione, al pari di un militante di un partito sceglie se far proprio o rifiutare, quanto contrario al proprio essere, o visione ideologica, spesso cieca, che come nel rigidismo religioso si arrocca il diritto di enunciare ciò che è giusto oppure no.
Da anni, l’errata contrapposizione ideologica – creata dalla sinistra e dall'estrema sinistra - ha dato una visione del Paese spaccato tra cattolici e laici, dimenticando che l'italiano, definito clericalizzato, quando fu il momento di decidere sull'aborto e sul divorzio, ha agito secondo coscienza individuale e non per asservimento alle gerarchie religiose, votando a favore delle due leggi nei referendum.
Oggi la sinistra torna alla radicalizzione dello scontro politico, usando stoni totalitari e totalitaristico-belligeranti, distruttivi per una sana politica costruttiva, trovandosi nella situazione, che invece di gettare le immondizie dentro gli appositi contenitori, le lancia alla parte avversaria, negando paradossalmente, che non è con lo Stato Città del Vaticano con cui debbono prendersela, ma con l’attuale governo italiano ove sono membri. Tocca alla maggioranza stessa legiferare, ma non ha nè i numeri nè la forza politica per farlo viste le ampie divisioni insite nella compagine governativa, quindi sarebbe più giusto parlare – secondo la sinistra – non di Chiesa omofoba, ma di Governo Omofobo.

Marco Bazzato
22.05.2007
http://marco-bazzato.blogspot.com/