giovedì 3 aprile 2008

Uova e lapidazioni abortiste a Bologna




Mai parlare di difesa della vita in casa comunista,specie a
Bologna, da sempre considerata una delle città più rosse d’Italia. Rossa come il sangue dei grembi violati dagli svuotauteri, o abortisti, che dir si voglia.

La
Bologna rossa ha dato, per l’ennesima volta, cenni di civiltà, della sua civiltà, della tolleranza a senso unico, ha dato dimostrazione al Paese, di come idee diverse, da quelle Rosse, dal sangue di milioni di persone, aborti compresi, non debbano essere espresse, non hanno posto nelle pubbliche piazze bolognesi, perché lo squadrismo di stampo comunistico-fascistoide, non all’olio di ricino, ma alle uova e sassi, da lapidazione islamica, fa sentire la sua voce intollerante.

Giuliano Ferrara, a Bologna, città simbolo dell’istituzione universitaria, non ha potuto parlare, quasi accerchiato, da un gruppi di facinorosi, che gli hanno impedito il diritto di parola, sancito dalla costituzione italiana.

I rossi, i
comunisti, i mangiatori di bambini, come raccontavano le leggende Cambogiane dei tempi di Pol Pot, i maoisti dal libretto rosso, oggi, nel 2008 non si rendono conto che il tempo delle rivoluzioni proletarie è morto, non capiscono – forse perché alcuni sono tardi d’intelletto, o totalmente deficitari, che il periodo delle purghe Staliniane, così simili ai lassativi all’olio di ricino dei loro compagni di merende fascisti, appartengono alla storia, non degli anni, o dei decenni, ma del millennio scorso, e oggi, con quel comportamento così democraticamente fascistoide, hanno mostrato il loro vero volto da picchiatori, da squadristi della peggior specie, ma soprattutto da eterni vigliacchi, che come già negli anni della contestazione studentesca, i “cattivi maestri” non esitavano a mandare in prima linea i giovani idioti dalla cervice vuota, i cosiddetti eteroguidati, che poi, giustamente, senza ritegno venivano presi a manganellate sulle zucche vuote dalle forze dell’ordine.

Ieri, duemila persone, tra cui troppe teste vuote, si sono date appuntamento sotto il palco del comizio dell’ex comunista Giuliano Ferrara, che nel corso della sua carriera politica e/o giornalistica, ha più volte fatto il salto della quaglia, divenendo oggi, forse l’unico ateo difensore dei valori del
cattolicesimo d’occidente, facendo infuriare anche le stesse gerarchie vaticane, che da tempo lo vedono come un imprudente che sfrutta le sensibilità cattoliche – se realmente esistono – per il tornaconto della sua lista.

Anche la “Bella Addormentata” nel bosco, si sarebbe accorta che nemmeno l’Elefantino, credeva a quanto diceva, che il Giulianone, più svuota colon e/o utero dell’Amaro medicinale Giuliani, dell’Euchessina e della
RU 486 messi assieme, non credevano ad una sola parola di quello che l’ex sessantottino, figlio del segretario particolare di Palmiro Togliatti, blaterava davanti alla folla incazzata ed incazzosa.

Il paradosso, è che ne gli abortisti radicali, ammazza neonati fino al sesto mese di gravidanza, e nemmeno gli antiaboristi, salva embrioni a tutti i costi, hanno il senso dell’equilibrio e della ragione.

I primi, perché non esiterebbero a lasciare morire un bambino fatto e finito, uscito dal grembo materno ancora vivo, e lasciato agonizzante, per la gioia delle abortiste a tutti i costi, il secondo, seppur
ateo, facendo il verso alle gerarchie vaticane, che paradossalmente, visti i suoi trascorsi politici, hanno di lui la stessa opinione che nutrono nei confronti di un piazzista di scope usate, che bussa alla porta di casa alle sette di mattina.

Quello che ha più colpito l’immaginario collettivo, è stato che, come sempre i vili, per paura poi delle manganellate della polizia, si nascondono in fondo ai cortei, lasciando i giovani, gli sprovveduti, quelli che si fanno trascinare – come tanti burattini – nel caos, a beccarsi le manganellate, mentre poi, sicuramente questi signori delle libertà civili – e abbiamo visto la loro idea di civiltà – avranno anche poi il coraggio d’indignarsi per la “violenza” con qui hanno disperso i facinorosi, accusando le forze dell’ordine d’interrompere a suon di botte, il giusto dissenso, contro il nuovo nemico giurato della libertà delle donne.

Il dramma dell’
aborto, o dell’infanticidio uterino, dipende dai punti di vista, non lo si combatte, né con i toni da Crociato di Giuliano Ferrara, ma nemmeno con i comportamenti che sono sinonimo di squadrismo antidemocratico e facinoroso, ma trovando un equilibrio tra i diritti della donna, ed il diritto alla vita, che è costretta a tale barbara pratica, che secondo i più insensibili dei maschi e/o anche delle donne, non lascia alcun segno nelle psichi delle medesime.

Eppure ci sarebbe il sistema per frenare l’aborto selvaggio. Basterebbe istituire un bonus aborto: i primi due garantiti e gratuiti, effettuati presso il
Servizio Sanitario Nazionale, nelle strutture ospedaliere preposte; dal terzo in poi, la recidiva, specie se italiana, con oltre la quinta elementare, quindi istruita, il servizio diviene a pagamento, con lo smaltimento del rifiuto ospedaliero a carico della medesima.

L’interruzione della gravidanza, o quasi infanticidio, se l’esserino va oltre il quinto mese, dovrebbe essere regolamentata in modo diverso, meno estensivo nei confronti delle donne, che vorrebbero abortire dopo la dodicesima settimana, e più estensivo, nei confronti di quelle che vorrebbero l’immediata messa in commercio dell’RU 486, il lassativo uterino, che come un acido, scoglie, entro i primi due mesi di gravidanza, la futura creatura crescente nel grembo della donna.

Per quanto riguarda invece la necessità di abolire alle donne vittime di violenza sessuale, a queste dovrebbe essere dato, visto il dolore subito, ogni tipo di supporto psicologico possibile, sia che esse decidano – come nel loro diritto – di farsi estirpare il frutto malato della violenza, sia che esse, come eroine, scelgano, nonostante l’abominio subito d’accettare e accogliere la nuova vita.

Resta il fatto, che le Piazzate di Ferrara, mal visto dai suoi ex compari o compagni d’ardore giovanile, oggi è intollerato anche dalla Chiesa, perché
apostata del comunismo, ma a tutt’ora non convertito al cristianesimo, e che si fa beffe dei cattolici veri, che credono nei valori di Santa Romana Chiesa, anche se spesso poi, non li applicano, divorziano, cambiano mogli, amanti, abortiscono, con la stessa velocità con cui gettano in lavatrice gli indumenti sporchi.

Marco Bazzato

03.04.2008

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