giovedì 3 agosto 2006

Tribunale dell'inquisizioneFiscale



12. All'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono aggiunti i seguenti: «I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell'esercizio dell'attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.
I compensi in denaro per l'esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonche' mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 100 euro.»
Se gli articoli contenuti nella legge finanziara in discussione in questi giorni in Parlamento passeranno, le libertà individuali e sociali del cittadino saranno messe alla gogna. Il cappio dell?inquisizione tributaria si stringerà attorno al collo di tutti, perchè la libertà di tenere contanti in tasca, di pagare in contanti sarà seriamente minata, con la conseguente certezza che lo Stato o chi per esso, saperebbe istante per istante dove e come il cittadino spende il proprio denaro, cosa acquista, i ristornati che frequenta, quanto paga dal meccanico, che prootti o che marchi mette in tavola, quanta benzina consuma ogni settimana, ogni mese...e si potrebbe continuare ancora per molto.
Si rischierà di arrivare al punto che dovremmo stare attenti con quanto denaro usciamo perchè un solerte finanziere potrebbe fermarci e oridinarci di mostrare il portafoglio, dovendo giustificare la provenienza dei risparmi?
In uno Stato di Diritto il cittadino non dovrebbe essere continuamente osservato, spiato, vessato, ridotto a un mero numero telematico nei freddi computer dell?amministrazione tributaria, mentre in forma strisciante, invasiva e metastica come un carcinoma maligno, accadrà proprio questo.
È paradossale che coloro che oggi parlano di un Paese che evade abbiano licenzato la legge sull?indulto con i furbetti del quartierino che torneranno in rimessi in libertà, e i politici che hanno fatto voto di scambio, non saranno inquisiti; mentre la maggioranza sana del paese vedrà compromessa il diritto individuale e sociale alla riservatezza.
Di questo passo potrebbe diventare impossibile prelevare i risparmi dalle banche, perchè un giorno legifereranno sull?abolizione della carta moneta, e detenere denaro in forma fisica equivale ad un reato, come lo spaccio di sostanze stupefacenti, lo stupro e l?omicidio.
Naturalmente è più facile tosare le pecore, stappando un vello di lana giorno per giorno, anzichè colpire la vera evasione e l?elusione al riparo nei paradisi fiscali stranieri, dove nessuno vuole andare a controllare, e dove non si sà in che rivoli oscuri finiscano i soldi di tanti onesti speculatori valutari, borsistici e intrallazzatori vari, che sempre oberati dai debiti in patria rimangono in sella, ma appena vengono sfiorati da qualche indagine della magistratura sbraitano e si stracciano le vesti, in modo bipartisan, come agnelli condotti al macello urlando ai quattro venti con i microfoni saldi in mano al complotto politico.
Il cittadino italiano come può difendersi da questa invasione che viola le più elementari norme del diritto? Nascondendo il denaro sotto le pietre? Mettendolo in cassette di sicurezza e prelevarlo quando serve?
Esiste forse la più semplice forma di disobbedienza fiscale a questa legge iniqua e vessatoria: pagare in contanti facendo causa alle Istituzioni, e agli esercenti che non permettono al cittadino di usare spendendo il denaro cartaceo.
Tacere e rimanere inerti innanzi a questo scempio significa mettere la testa sotto la sabbia, fingere che il Grande (Randello) Fratello sia un reality show di una tv commerciale, mentre invece si sta avverando il controllo globale e sistematico di ogni nostro pensiero e di ogni attività umana, ludica e sociale.

Marco Bazzato
03.08.2006

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