venerdì 9 maggio 2008

Alemanno e il Gay Pride



Forse è arrivata per Roma la svolta,il cambiamento, l’inversione di tendenza, verso una normale mormalità almeno pubblica, con l’arrivo di Gianni Alemanno alla guida della capitale.

Il neo sindaco, tra le altre cose, forte della vittoria del Centro Destra a livello nazionale, che ha sancito – almeno per ora – la scomparsa dei partiti della sinistra e della destra estrema, ridotti ad entità extraparlamentari, sebbene, almeno comunisti e arcobaleni vari, ogni tanto fanno capolino nelle tv nazionali, pur privi del mandato popolare per rappresentare , continuando a pontificare, le loro idee che i cittadini, durante le ultime elezioni, hanno ritenuto inutili e dannose, hanno anche l’ardire d’attaccare Alemanno, se sceglie di cambiare in meglio, l’immagine della città.

Alemanno, sicuro dei numeri, sta seriamente pensando di dare un giro di vite al Gay Pride, non tanto per limitare le libertà fondamentali dei cittadini di manifestare e riunirsi pacificamente in corteo, per reclamare quella cosa strana che chiamano diritti del singolo omosessuale, ma per indirizzare la protesta, non sotto forma di una carnevalata bocaccesca, che appare come un’ammucchiata senza arte e né parte, dove i manifestanti, infilzandosi metaforicamente l’uno con l’altro, rendono indistinguibile il maschio dalla femmina, l’uomo dalla donna, in una Babilonia chiassosa, che costringe anche chi non vuole vedere e/o sentire di tapparsi in casa, o lasciare per i giorni di “festa” la città, mettendo i tappi sulle orecchie e stracci sugli occhi ai figli, per non far sentire e vedere il caos che regna sovrano.

Naturalmente, apriti cielo. Gli strali delle organizzazioni antieterosessuali, hanno iniziato per dirla alla Montagnani a danzare sui testicoli della grancassa mediatica, usando i soliti vecchi stereotipi dell’armamentario comunista – che non vuol morire – sbraitando come donnicciole a cui è stato rubato il fard, che il neosindaco è Alemanno e omofobo, fascista e bla,bla vari, che ormai anche i muri conoscono, avendo fatto anche la muffa sui medesimi.

Alemanno però, non si è fatto scoraggiare dalle “volanti rosse” della propaganda, ribadendo di non avere nulla contro il Gay Pride, anche se in molti sperano che il Comune, almeno da quest’anno, non dia il patrocinio, ma d’essere contrario ad ogni forma di esibizionismo, non importa se gay o etero.

Non l’avesse mai detto, maremma maiala! Ancora una parola a difesa dell’etica della città e il sindaco avrebbe corso il rischio d’essere investito da una caterva d’uova andate a male, scarpe col tacco numero 50, camicette da donna taglia XXL, parrucche cotonate stile anni settanta e zeppe d’altezza incredibile, tutto per dimostrare la civiltà ed il rispetto dei diritti altrui, il rispetto per i cittadini, e sono la maggioranza, totalmente e a ragione, disinteressati a queste rimostranze, che non hanno nessun valore d’influenza sociale, in quanto l’omosessualità come afferma Gianni Alemanno, riguarda solo ed esclusivamente la sfera privata delle persone, entro le mura domestiche.

Ma se il Gay Pride si dovesse fare, sarebbe interessante che questo vedesse sfilare le persone, non importa se uomini o donne, abbigliati come pubblica decenza vorrebbe, rispettando il sesso esterno d’appartenenza, senza baracconate assurdistiche di “disturbi” di identità di genere, o altro.

Maschi vestiti da maschi, donne vestiti da donne, tutti assieme, ognuno col un partner del sesso opposto, senza timore e/o vergogna di mostrare una normalità uguale a quella degli eterosessuali, dove almeno per un giorno si sfili senza dimostrare eterofobie sessiste e discriminatorie nei confronti dell’altro sesso.

Rispettare i diritti di tutti, significa, cosa che la realtà contemporanea vuole dimenticare, nel nome di un’anarchia distruttiva, i cui i risultati venefici sono sotto gli occhi di tutti facendo accettare delle regole di rispetto per l’altro, senza subire prevaricazioni nel nome delle minoranze, che vorrebbero imporre, con la scusa dei loro presunti diritti, tutti da dimostrare, che una città, una capitale europea, simbolo e culla della civiltà, deve subire carnevalate esibizionistiche, che nemmeno a Rio de Janeiro, si sognerebbe di fare.

Alemanno, certamente non è intenzionato a dare l’immagine di una capitale bacchettona o chiusa in se stessa, refrattaria alle diversità ma, da amministratore della cosa pubblica, ha il dovere di pretendere da qualunque tipo di manifestazione, ancor di più dall’eventuale futuro, e si spera non certo Gay Pride, rispetto, decoro anche quando si manifesta per certi e/o presunti ipotetici diritti negati.

Sarebbe giusto, se l’evento culturale avesse il più basso profilo mediatico possibile, per non mettere – come se già non bastasse – il Paese, sotto lo sguardo internazionale, dando un immagine diversa dalla realtà quotidiana italiana, lasciando che in quei giorni il chiasso regni sovrano, come il silenzio dei cittadini, dei rumori delle auto che lasciano la città, rendendo il paesaggio lunare e spettrale, silenzioso, con le imposte chiuse, e le serrande abbassate, i bambini segregati in casa, facendo capire loro che fuori c’è il Babau pericoloso, che potrebbe cibarsi, come nelle fiabe degli orchi di loro.

Naturalmente tutto questo è alto che un magnifico sogno utopico. La realtà sarà diversa, molto diversa, estremamente e totalmente diversa, nel nome del diritto di tutti, ma sempre ed esclusivamente, come da prassi, senza doveri!

Marco Bazzato
09.05.2008
http://marco-bazzato.blogspot.com/

1 commento:

  1. i blog sono un ottimo modo per poter dire ciò che si pensa, perchè la libertà di espressione di se stessi dovrebbe essere un diritto...
    certo però da anche la possibilità a persone di poter dire le più grandi idiozie di questa terra, è c'è bisogno di usare un blog per dirle? perchè le sue idiozie non se le tiene all'interno delle sue tristi mura domestiche?
    che tristezza... come sei triste, mi fai proprio tenerezza perchè hai un cervello così piccolo che non sai neanche quello che dici.

    RispondiElimina

.Visto il barbarismo espressivo di qualche utente anonimo, i commenti potranno essere moderati e/o rimosssi a insindacabile giudizio..
Il titolare del blog declina qualsiasi responsabilità civile, penale per i contenuti dei commenti dei lettori, in quanto unici titolari, che se ne assumono la completa paternità e con l’invio del post, dichiarano implicitamente compreso quanto sopra