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mercoledì 13 gennaio 2016

Pippo Baudo “molesta” una donna islamica a Ballarò



Per la serie: quando certi ex grandi personaggi del panorama televisivo nazionale danno il peggio di se.

È accaduto ieri sera, quando il Pippo Nazionale, ha provato a “molestare” in diretta una giovane donna musulmana, ma costei ha respinto l’assalto culturale italico, subendo passivamente un baciamano, anch’esso non desiderato.

Apriti cielo, a detta di alcuni questa maomettana non è una femmina ben integrata nel tessuto socio culturale di un certo di tipo di macismo e maschilismo fallico italico-italiota, dell’autoctono medio.

Già non c’è che dire: che gran bella figuraccia da minchione ignorante ha fatto.

Strano Paese l’Italia, tutto “baci, abbracci e cazzi in culo” come diceva il personaggio di uno scrittore sconosciuto al grande pubblico, dove la mania  –“ molestatrice” – del maschio italiano è quella di infilare le labbra – già che ci siamo anche un rivolo di bava, dicesi più correttamente liquido secreto dalle ghiandole salivari, ossia   saliva umidiccia che cola copioso dall’allupato di turno – o la guancia su ogni guancia della  prima preda femminile sprovveduta che gli capita sotto il naso. Ma costei non era una donna sprovveduta.

Il classico maschio italiano è un predatore sessuale frustrato che, sovente da bravo discepolo di Onan, gli basta solo contatto guancia a guancia per avere un’erezione e di conseguenza una eiaculazione precoce dentro gli slip.

 Ma è la nostra cultura, ci diciamo per giustificarci, che è fatta così. Aperta, espansiva, che bacerebbe anche del particolato in sospensione colloidale, visto che prima di tale  disfacimento era un essere umano del sesso opposto,  pur di soddisfare il proprio bisogno infinito di contatto carnale.

Ciò che ha commesso ieri Pippo  Baudo è il becero frutto di decenni di subcultura nazionalpopolare, di dozzinalità spacciata per espansività tipica dell’italiano che sguazza, come e peggio di un bullo di periferia, nella mediocrità irrispettosa nei confronti della donna, mascherata codardamente e vigliaccamente da amichevole galanteria.

Insomma, con questa storia dei baci dati a donne che consideriamo come “cagne e porche”, perché tanto sono solo femmine, siamo più pezzenti di Giuda Iscariota, il quale almeno si era beccato per il suo bacio dei bei 30 denari. Mentre chi si sollazza nell’impudica assenza di lavacri etici, si accontenta, fingendo di apparire come una timida educanda, tipica delle giostre medioevali, dimostrando però l’animo del “predatore” per dirla alla Mani Pulite, “Dazione ambientale!”

Siamo un Paese popolato da bestie bipedi autoctone ambosessi assai strane. Infatti, giustamente ci indignamo se una donna italiana viene anche solo molestata verbalmente dai complimenti di uno straniero, di uno sconosciuto, anche se indigeno locale, ma poi abbiamo il coraggio di dare aduna donna che – giustamente – rifiuta il contatto fisico-carnale guancia a guancia con uno sconosciuto, perché Pippo Baudo, anche se a costei è un personaggio mediaticamente conosciuto, rimane, per la sua cerchia privata, uno sconosciuto, uno extraneo, uno straniero, un forestiero,  inteso come sue amicizie e/o conoscenze.

 Peccato però che da alcuni è tacciata come una maleducata, una male integrata perché non si è fatta “slignuazzare” la guancia.

Ha fatto bene. Ha dimostrato una dignità che le nostre donne, non tutte, spesso hanno scordato, in quanto  viviamo in una società  dall’abbraccio e dal coito facile, dove  come un terreno ormai moralmente sterile,  si fanno arare, metaforicamente parlando ma non troppo, dal primo che passa.
Oltretutto siamo una nazione strana. Alcuni maschi soffrono di galanteria a corrente alternata e cafonaggine continua. Infatti, mi è capitato sovente di vedere i maschi che prima danno la mano ad altri maschi e poi, quasi per forza, come se spingessero in preda misogina bulimia emotiva, porgere la mano con ribrezzo, come fosse una cosa insignificante, alla donna, quasi con fastidio.

Purtroppo siamo un Paese a indignazione relativa e di rispetto relativo. Un Paese che ha perso da tempo il senso della misura,incapacitato a mantenere le distanze  fisiche e verbali in modo da non entrare nelle zone di conforto altrui, anche nelle legittime differenze. Per questo all’estero siamo derisi sotto i baffi o appena voltiamo la schiena. Siamo quello che mostriamo di essere e troppo spesso questo, sfortunatamente siamo, per cultura, (o incultura) naturalmente italiani!

Marco Bazzato
13.01.2016

http://marco-bazzato.blogspot.com/


venerdì 8 gennaio 2016

10, 100, 1000 notti di Colonia


Alzi la mano chi, dopo la strage di Nassirya del 2003 non ricorda lo slogan dei puzzoni: “10,100,1000 Nassirya” creando l’esecrazione nazionale contro i manifestanti comunisti dell’epoca?

Però, oggi, alla luce di quanto è avvenuto a Colonia la notte di Capodanno, grido a gran voce: “10, 100, 1000 notti di Colonia”, come quella del primo dell’anno.

I soliti malpensanti diranno che odio le femmine e che parteggio per questi poveri sedicenti  profughi o immigrati regolari o non. Ma che se ne stiano zitti!

 Le femministe italiane hanno fatto le grulle, se ne sono state nascoste come talpe per paura di essere tacciate di razzismo. No, il mio grido è un appello accorato affinché queste umilianti eventi per le donne debbono ripetersi, anche in forme più gravi.

 Sì, perché abbiamo bisogno che ci scappi il femminicido, la morta, o il suicidio a mesi di distanza per rendersi conto che il vaso è colmo di merda, per rendersi conto che l’Europa è proprio come gli eurocrati la volevano e la principale responsabile di questo successo è la cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale da buon sangue dell’ex DDR, le cattive abitudini acquisite da bambina, sono dure a morire, ha fatto il possibile per non far arrivare le notizie ai media – aspettiamoci in un prossimo futuro una stretta sui social network – che per primi si sono mossi , cercando, come una cicciona prova a nascondere il grasso che trasborda, sotto dei vestiti attillati, ma  poi le cuciture e le zip sono saltate e tutte, come un fetido fiume di fango liqumoso è trasbordato, esondando in tutto il mondo.

Abbiamo bisogno di altre donne violentate, inseguite, umiliate. Abbiamo bisogno, anche e soprattutto in Italia di fatti come quelli di Colonia per svegliare una politica lassista e interessata solo a far ingrassare le cooperative, Vaticano compreso, che si occupano  di gestione dei migranti.
  È triste dirlo, ma è necessario che alcune centinaia di donne, anche in Italia, siano, anche se per poche ore, delle schiave sessuali, obbligate a soddisfare i bisogno carnali di questi maschi infoiati e allupati, con i testicoli pieni e che hanno il bisogno fisico di scaricarsi, con una femmina bianca, le palle.

Non serve infatti che lo dica io, visto che questi vedono le femmine bianche come delle prede sessuali, oltretutto vacche assai per come si vestono, per come sono  libere, per come escono non accompagnate da un marito o da un maschio di famiglia e  nelle menti bacate di questi degenerati, questo tipo di donne vengono viste come puttane, come mignotte, come troie, come zoccole pronte a donarsi al primo che passa. Non importa che per noi la realtà sia ben diversa, ma per alcuni di loro, i più animali, le più bestie, le vedono proprio così.

Chiaramente questi discorsi non valgono per tutti i profughi o i sedicenti tali di sesso maschile, per carità, ma arrivati a questo punto, come direbbe un buon medico di campagna: “Prevenire è meglio che curare”, ma alla politica italiana attualmente al potere, della prevenzione  “importa sega!”, per dirla alla conte Mascetti!

Abbiamo bisogno delle stesse violenze di Colonia perché forse questo è l’unico modo per svegliare “donne” come il Presidente della Camera, Laura Boldrini, sempre in prima linea a bacchettare qualcuno alla Camera se si rivolge a lei, dandole come si faceva con la comunista Nilde Jotti, del “Signor Presidente” e costei,da vera donna delle Istituzioni, non ha mai rotto i coglioni a nessuno con questi cazzo di “Signora Presidentessa” o bestialità linguistiche varie, in quanto era sopra le declinazioni maschili o femminili. Abbiamo bisogno anche in Italia di atti come quelli di Colonia perché chissà che la Keynge si svegli e la smetta di appestare la sua pagina di Facebook di desiderio di vendetta, nascosto malamente da giustizia, mentre il suo è giustizialismo contro Calderoli e finalmente apra gli occhi su quello che stanno  commettendo alcuni suoi compari di colore di pelle, in giro per l’Europa.  Finalmente rammentando ciò che pochi mesi addietro aveva dichiarato durante una tavola rotonda in Bulgaria, dove, facendo ridere tutti, anche i telespettatori a casa, aveva dichiarato che tutti i profughi arrivano nei rispettivi Paesi di accoglienza conoscendo la lingua, gli usi, i costumi e le leggi, insomma, arrivano già integrati!

Abbiamo bisogno di bianco sangue femminile europeo e quindi anche di italiane,  sparso e profuso a piene mani. Ci sta poco da voler fare gli indifferenti. Purtroppo il centrosinistra e le femmine di sinistra in Italia sono delle “ritardate mentali”, con tutto il rispetto per i portatori di tali disabilità psichiatrica, perché come le tre scimmiette, queste “Non vedono, non sentono e non parlano” fino a quando la merda non le sommerge, facendole crepare soffocate, ma a questo punto è troppo tardi!

Ora anche Germania la Cancelliera sembra – a parole – intenzionata a usare il pugno di ferro, peccato che siano tutte parole di propaganda, di circostanza, perché dubito che costei potrà rimpatriare un sedicente profugo per avere molestato una femmina bianca tedesca. Stiamo scherzando? A metterle i bastoni tra le ruote, come del resto accade in Italia, ci penseranno i soliti avvocati prezzolati, pagati dallo Stato e difensori dei cosidetti diritti umani, a corrente alternata. I quali faranno il possibile per far annullare o per quanto poco ritardare fino a quando al Terra non torni ad essere piatta,le espulsioni, fuori dal territorio europeo e quindi i rimpatri, anche perché giurisprudenza alla mano, lo sanno anche i muli, un richiedente asilo o un profugo, sentenze di vari Stati europei e della giustizia europea, non possono essere rimpatriati, è già accaduto in passato con un afgano, e il giudice ha deciso il non luogo a procedere, perché nella sua cultura violentare una donna era considerato normale, in quanto costei era, rispetto all’uomo, inferiore.

Insomma, si cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono già usciti. Peccato che le stalle europee, tutti, i confini, sia quelli interni  e soprattutto quelli esterni, andavano sigillati prima che le bestie entrassero come una mandria apparentemente mansueta, mentre, alcuni senza controllo e freni inibitori dettati dalle loro culture di provenienza,  si sta dimostrando refrattaria alle regole alle leggi e alla cultura, per dire poco,  o peggio votata a sovvertire l’ordine democratico e culturale dell’Unione Europea e dei singoli Stati membri.

 Per questo alcuni, Italia esclusa naturalmente, sempre il discorso delle tre scimmiette, hanno deciso di sospendere gli accordi di Schengen, sulla libera circolazione all’interno dei confini europei, come è giusto che sia, con l’Italia che diventerà, stiamone certi, la discarica abusiva di sedicenti profughi che assaltano l’Europa via mar Mediterraneo e via rotta balcanica e che o rimarranno fermi in Italia, oppure, peggio ancora, visto che le frontiere sono chiuse e i controlli riattivati, saranno dirottati  in Italia, per la gioia delle donne italiane che saranno molestate o peggio ancora violentate e uccise.

Perché così vuole l’Europa e così vogliono i nostri politici e le nostre femministe, le quali voltano il capo dall’altra parte.

Marco Bazzato

08.01.2016


venerdì 2 ottobre 2015

Guerra Mediaset Sky: chi vince e chi perde?


A mezzanotte del 08.09.2015 alle 00.00 ora italiana, 01.00 ora bulgara, quando il segnale dei canali Mediaset, Canale 5, Italia 1 e Rete 4 è stato criptato, si è elevato un  bestemmione mentale infinito. Vi posso garantire non solo da parte mia. Un bestemmione di quelli che farebbero rizzare i capelli sia al Papa che dall’ultimo curato di campagna che celebra ancora la messa con il Rito Tridentino.

Mediaset aveva messo in atto il dispetto a Sky, criptando il segnale sul satellite Hot Bird 13, non essendo da quel momento più FTA – Free To Air, perché il segnale veniva ripreso dalla piattaforma a pagamento di Sky – impedendo a tutti i cittadini europei di vedere i programmi Mediaset, rinchiudendo il segnale satellitare attraverso la piattaforma  TV Sat, solo per l’Italia e gli italiani residenti in patria che, a causa di zone d’ombra, non sono raggiunti dal segnale del digitale terrestre.

Per fortuna ci stracciano i coglioni ogni giorno con il mondo globalizzato e altre bischerate, salvo poi mettere in atto strategie industriali degne dei due confinanti del podere del primo film di Don Camillo, i Filotti e i Della Bruciata.

Mossa intelligente diranno alcuni.  Mossa stupida diranno altri.

Già, perché è come se uno per fare un dispetto a un concorrente decidesse di prendere il trapano a percussione, montare la punta più grossa e trapanarsi un testicolo, sicuro che il concorrente soffrirà per questa scelta di auto castrazione. 

Praticamente questo è  ciò che ha fatto Mediaset.

Infatti la sua scelta suicida le si sta ritorcendo contro.

 Gli ascolti sono in preoccupante caduta libera e di riflesso anche gli investitori pubblicitari stanno dirottando le loro risorse verso altre reti televisive, prime fra tutte la Rai, che continua a trasmettere i canali Rai 1, 2 e 3, i generalisti, ma anche altri, sul satellite  in modalità FTA – Free To Air e su TV Sat.

Sicuramente a causa di questa decisione sta perdendo non solo Mediaset – se l’è cercata e voluta, ma sta danneggiando gli italiani residenti all’estero che seguivano i programmi via satellite e molti cittadini stranieri che avevano nei loro pacchetti televisivi via cavo i canali Mediaset, ora criptati.
Infatti  il provincialismo italiano ha scordato è che i canali  satellitari italiani  FTA – Free To Air, all’estero o poco tanto fanno parte del bouquet dei canali inseriti nelle offerte di questi venditori di servizi televisivi, perché esiste un universo di stranieri che amano vedersi le fiction, i film italiani, gli show in lingua originale e non doppiati, magari alla cazzo di cane, standosene comodamente seduti in poltrona, in salotto, dopo cena.

 Senza contare il danno fatto agli studenti che nei loro Paesi studiano la lingua italiana, agli  imprenditori, ma non solo, anche semplici turisti,  che viaggiano per lavoro dai loro Paesi per l’Italia, e  amano tenersi aggiornati, seguendo i canali Mediaset, che oggi non vengono più invogliati all’acquisto di determinati prodotti reclamizzati in quelle reti, perché sono stati violentemente mutilati di questa possibilità, che danneggia  non solo gli italiani in Italia e residenti all’estero per svariati motivi,  ma anche gli investitori pubblicitari, in quanto si sono visti togliere visibilità continentale, e costretti a riposizionare i loro investimenti pubblicitari nella TV di Stato, la quale sicuramente si sfregherà le mani per la gioia, in quanto questa mossa danneggia in primis i loro fatturati.

Con termini diversi lo afferma anche “Il fatto quotidiano”, nel suo articolo: “Mediaset, costa caro l’addio alla piattaforma Sky: oltre un punto di share in meno. Freccero: “Errore industriale”. Simonelli: “Autogol” di Claudia Rossi.  

Solo che l’analisi, a mio avviso, non tiene conto della perdita degli telespettatori europei, e quindi il danno economico, non solo per Mediaset, ma per l’economia italiana, potrebbe essere più elevato, se si tenesse conto anche di questa quota non indifferente di telespettatori continentali persi, privati della ricezione satellitare  FTA – Free To Air.

Le perdite reali però non si possono effettivamente quantificare nel breve termine, ma ci vorrà, a mio avviso, almeno un anno per comprendere come l’emorragia reale, su base europea, di telespettatori causerà perdite ben più elevate del mancato accordo con Sky, danneggiando anche il Made in Italy italiano, il quale attraverso i canali Mediaset, disponibili gratuitamente sul satellite in scala continentale, venivano veicolati e visti da un numero di potenziali consumatori che adesso l’Italia ha praticamente perduto.

Marco Bazzato
02.10.2015

sabato 10 gennaio 2015

Gli attentati di Parigi e il “terrorismo mediatico” italiano

Innanzitutto voglio esprimere il mio vivo cordoglio per i morti a Parigi ai famigliari e agli amici delle vittime – tutte. Senza distinzioni tra vittime e carnefici. I vivi da vivi si possono insultare e offendere, quando sono morti ancora caldi, il discorso cambia, piaccia o no, altrimenti diventeremo tutti come quelli dell’ISIS!

Detto questo, tralasciando le dietrologie, ormai se ne contano a centinaia, quello che mi preme analizzare in questo articolo è la bagarre e il “terrorismo mediatico” scatenato dai  media, classici e digitali, in seguito a questa strage.

Va fatta però una doverosa premessa, e la faccio con un proverbio:  “Scherza con i fanti e lascia stare i santi!”, questa è la saggezza popolare dimenticata dall’assurdità del modernismo relativista.

È vero che in una normale democrazia il diritto di satira e di espressone deve essere salvaguardato a prescindere, purtroppo però vivendo  noi tutti in una società imperfetta, anche qui regna un relativismo politico assurdo, peloso e vigliacco. Infatti, se si fanno vignette antisemite, ecco che partono gli strali dell’opinione pubblica, e  a volte qualcuno si cosparge il capo di cenere e fa pubblica ammenda. Se le vignette sono anticristiane e altri si indignano,  l’opinione pubblica e la sinistra soprattutto grida alla censura, parla e straparla di un Paese retrogrado e bigotto, attaccato a dei valori morali e sociali che vanno derisi e soffocati, nel nome della laicità e della pluralità di pensiero. Giusto?  Se invece le vignette sono anti islamiche, si assiste alla cosa più assurda, specie se si è abituati ad osservare determinati siti,  e parlo di coloro che scrivono nei siti atei o dell’ateismo razionalista, quindi delle opinioni personali dei lettori:  silenzio assoluto, di tomba, nessuna condanna, nessuna esultanza per aver sbeffeggiato il Profeta o l’Islam, in quei casi lì, tutti zitti come mosche.

E sapete perché? Perché in Italia ci stanno due paure fetenti che fanno inzaccherare le mutande: la paura di essere marchiati come antisemiti e quella di essere affetti da islamofobia, mentre sono felicemente fieri se malati cristianofobia.
Già perché in Italia è politicamente e socialmente accettata dai più, da coloro che si credoo radica chic – mentre i più sono una manica di ignorantoni e lazzaroni senza arte, né parte ,  privi di spessore intellettuale e culturale –  la cristianofobia, mentre è pubblicamente esecrata l’islamofobia, anche se la legge in teoria dovrebbe punirli tutti  in egual misura sebbene  non  si è mai sentito nessuno che sia stato denunciato e processato per cristianofobia? Qui ci vorrebbe un estensione della legge Mancino. Mentre per l’antisemitismo e l’islamofobia, tutti ci fanno con i piedi di piombo, attenti a come aprono bocca. (vigliacchi!)

Resta da capire se alla fine sono idioti i cristiani o se sono più volpi gli altri?

Rimane in ballo un fatto essenziale da comprendere, ma di cui nessuno ha avuto le palle di affrontare il problema alla radice: il limite etico della satira. Sì, perché piaccia o no un confine, se non impartito dalla legge, deve almeno essere frutto della libera coscienza dell’individuo o del vignettista, ci deve essere.
Noi crediamo che la libertà sia un valore assoluto, infatti lo è.  La libertà, come tutte le libertà è un diritto che va dosato, centellinato e usato con estrema accortezza. Nessuno di noi è Signore e Padrone assoluto della propria libertà, ogni persona ne è beneficiario,ma come colui che beneficia di un dono, questo va usato e manipolato come se fosse una persona inferma, malata, bisognosa di cure e attenzioni, perché altrimenti la presunzione dell’eccesso di libertà può far attivare in alcuni strati della società delle formazioni cancerose, che poi attaccano all’improvviso e con esisti difficilmente poi controllabili, soprattutto quando si è nelle mani di una politica infingarda e che usa, per i propri tornaconti personali, il terrore della gente e delle persone, gridando ai quattro venti: “siamo in guerra, andiamo felici alla guerra, dobbiamo schierarci. Bisogna combattere”, e altre amenità del genere. Certo, ma poi a fare la guerra mica ci vanno questi che la invocano.

Non difendo l’Islam in quanto tale, ma difendo la buona fede di milioni  persone di islamici, anche quelli che vivono in Europa e in Italia, a cui si è chiesto di fare pubblica condanna di questi atti terroristici.  Hanno fatto bene a  tacere, perché in ogni caso, qualsiasi cosa avessero detto, visto il panico mediatico che stanno scatenando politici e giornalisti, sarebbe stato distorto, manipolato e manco sarebbero stati creduti, perché alla fine anche loro sono vittime,  come è stato vittima il poliziotto musulmano che aveva fatto giuramento alla bandiera francese,  freddato dai terroristi.
L’Europa, le Istituzioni Europee, i politici italiani e i cittadini italiani devono innanzitutto interrogarsi sul significato vero di libertà, perché troppo spesso si crede che libertà significhi fregarsene degli altri, in nome del proprio libero arbitrio. Ebbene, questa non è libertà, questa è anarchia, è assenza di regole e l’assenza di regole certe per tutti, fa covare nel tempo anche questi mostri, sebbene a questi le armi morali siano state messe in mani da altri: ossia su chi, nel nome assolutamente relativo della libertà assoluta di satira, ha permesso che si passasse sopra tutto, a tutti. A sentimenti, a credi, a culture, non importa che queste culture siano islamiche, cattoliche,ebree o di altre confessioni religiose non appartenenti alle tre religioni monoteiste.

Le stragi di Parigi sono i frutti avvelenati di questa libertà, che oggi va sotto il nome assurdo di t”tolleranza”.

Personalmente trovo osceno il termine “Tolleranza”, perché tolleranza significa solo mandare giù e/o far mandare bocconi amari nel nome del diritto – arbitrario – proprio e/o dell’altro, e questo diritto ci ha resi proni e/o arroganti,  lavando il cervello, mentre il termine più corretto dovrebbe essere accettazione, perché la tolleranza è come una bombola di gas , prima o poi esplode, con esiti deflagranti.

 Il termine migliore è reciprocità, ma il termine reciprocità e riconoscimento reciproco è un termine sconosciuto alla razza umana, visto che il più delle volte è la politica, per  interessi economici apparentemente occulti, che soffia sul fuoco delle divisioni, fomentandole e facendo leva  sugli istinti più biechi dell’essere umano, il quale, come un fuscello al vento, è facilmente manipolabile.

Marco Bazzato

10.01.2015 

giovedì 9 ottobre 2014

Aborto d’amore – romanzo e-book





Gentili lettori,
È con immensa gioia che Vi comunico l’uscita del romanzo “Aborto d’amore”, avente come sottotitolo “lacrime eugenetiche”.

Questo romanzo ha avuto una gestazione lunghissima. Sebbene la scrittura sia iniziata nel 2006, la stesura definitiva è dell’anno scorso, il 2013. Ho scelto la versione e-book,  pubblicando con la piattaforma di lulu.com perché alla fine ho creduto che il romanzo meritasse di uscire, anche in virtù del particolare momento storico che stiamo vivendo, almeno osservando l’Italia da una posizione privilegiata, dove il Paese e la politica italiana, in gran parte, a torto o a ragione, si è schierata a favore o contro la proposta di legge contro l’omofobia, con in prima linea, per il mantenimento dell’attuale legalità e status quo, le Sentinelle in piedi, come se questi presunti problemi, nonostante il rischio Ebola, immigrazione incontrollata e una crisi economica che scaraventato lo stivale in una depressione economica, in quanto l’attuale quadro politico va avanti spedito a proclami e slogan di facciata, non avesse altro a cui pensare.
“Aborto d’amore” è un romanzo che potrebbe accendere molti animi, ma sta a voi, miei fedeli lettori, dare fuoco alla polveri. Sì, perché l’opera letteraria tratta un tema apparentemente digerito dall’opinione pubblica italiana: l’aborto. Ma quando questo si mescola, all’interno di un romanzo, con l’indagine prenatale e il presunto gene dell’omosessualità, a lungo dibattuto tra gli scienziati e di cui non è ancora stata confermata la scoperta ufficiale, in prestigiose pubblicazioni scientifiche, ecco che la fantasia romanzata può offrire diversi scenari ipotetici.

Naturalmente non è compito del romanziere dare giudizi scientifici, etici, morali, legali, all’interno di un opera di fantasia. Il compito del romanziere, a mio avviso è di creare realtà parallele, mondi o futuri alternativi, ove poi, al termine, il lettore potrà, se vorrà, scegliere con chi schierarsi.

“Aborto d’amore” è ambientato in un paese mai citato della profonda provincia veneziana, che si trova, come se ci fosse un inesistente Muro di Berlino, diviso dalla linea continua di una strada provinciale, dalla provincia di Padova.  Narra delle vicende della famiglia Rampin e l’abisso emotivo nel quale è sprofonda a seguito di un esame genetico prenatale, illegale, che ha diagnosticato la presenza nel feto del gene dell’omosessualità. Le certezze di Arianna e Francesco collassano, avvolgendo tutti i protagonisti, principali e secondari, in un turbinio senza fine di situazioni personali e sociali che sconvolgeranno le loro vite e le presunte certezze che credevano acquisite, salde e costruite sopra la roccia, dove alla fine nessun personaggio è come appare e nessuna sicurezza e così certa da essere incrollabile e assoluta.

L’e-book può essere acquistato cliccando direttamente su questo link. La registrazione non è obbligatoria, si può pagare con Visa, Mastercard, American Express e PayPal.

Marco Bazzato
09.10.2014



domenica 29 dicembre 2013

Caterina Simonsen e la "civiltà" di alcuni animalisti

Ho sempre aborrito la viltà degli animalisti, considrandoli alla stregua di una metastasi, una nemesi, una cancrena sociale endemica che uccide l’intelletto, che onnibula la ragione, perchè vogliono portare il mondo nell’oscurantismo scientifico, uccidendo la ricerca, nel nome della loro folle ideologia nazi-comunista o comunisto-nazista, tanto  sempre di stessa merda si tratta.

È cronaca di pochi giorni fa, dove una giovane donna di venticique anni, oltretutto studentessa di veterinaria, e quindi l’amore per gli animali gli nasce da dentro, ma conosce anche la medicina, e che che ha avuto l’onestà di di dire la verità su facebook, ossia che costei a causa di gravi malattie genetiche, oggi continua a vivere grazie anche alla sperimentazione animale. Ebbene questi paladini dell’umanità, questi difensori dei deboli e degli oppressi, hanno avuto  la disumana infamia morale di augurarle la morte:
 “Per me puoi pure morire domani. Non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso per un’egoista come te” (1), oppure, “Magari fosse morta a 9 anni, un essere vivente di m... in meno  ..

Perchè ecco chi sono oggi gli animalisti, bestie inferiori come intelletto e come sensibilità alla sensibilità degli animali che dicono di proteggere, ma fondamentalmente vili e codardi.

Sì lo ribadisco, persone vili e codarde, perchè se da una parte si arroccano il diritto di difendre gli animali, da chi e da cosa non si è mai capito, ah, sì, dalla sperimentazione aninale, beh, però questi  falsi paladini degli animali, non hanno i coglioni, e in questi giorni ne ho sfidati assia più di uno pubblicamente, a  riuncuiare a qualsiasi tipo di cura farmacologica o medica, per se stessi e per i loro cari, pur di esere fedeli ai loro principi da buffoni,che a livello astratto sono pronti a difendre con la morte – quella altrui – ma guai a toccargli un grammo del loro miserabilissimo diritto alla salute e all’accesso a terapie farmacologiche, anche di semplici farmaci da banco, se prima sono stati testati sugli animali.

Risposte ricevute da questi paladini degli animali? 0 (zero) assoluto.

Forse da questi babbuini – che manco devono offendersi visto che considerano gli animali identici a loro, con tutto il rispetto per i babbuini, vengo considerato un provatore, uno che vuole il loro male, uno che offende, o che si attaca al capello...Eh sti cazzi! Mi è sembrato di trovarmi innanzi a quella battuta grassa, considerata,  a seconda dei punti di vista, omofoba,  che si ode spesso: sono tutti bravi a fare i busoni col culo altrui.  Ma quando il culo in gioco è quello loro o di qualche famigliare rimangono muti come cani a cui hanno tagliato le corde vocali, abbassano le orecchie e si infilano addirittura la loro coda in culo, pur di salvarsi la pelliccia, pardon la pellaccia, ingurgitando farmaci in quanità industriale, e che vadano a farsi fottere beagle, topolini bianchi, cani, gatti, scimmie o quantìaltro...senza contare che nessuno di questi paladini degli animali muove un dito contro l’irrorazione estiva di prodotti chimici contro la ezanzare e manco si sognano di fare una manifestazione di piazza per salvare i topi dalla deratirizzazione, che crepano come le zanzare, avvelenate..., dimostrando così che non sono altro che puzzole vigliacche, ipocrite e sepolcri imbiancati di menzogne mediatiche!

Se vivessimo in un paese utopicamente perfetto, quasi a misura di bestialisti, il legislatore, risparmiando miliardi di euro sulle spese mediche, promulgherebbe e il parlamento approverebbe una norma ove a tuttti gli  iscritti ad associazioni animaliste, antivisezione e affini, in modo preventivo viene negata qualsiasi tipo di assistenza medica, da quella farmacologica e da banco, fino a ricoveri ospedalieri e agli interventi chirurgici, visto che il sapere dei medici passa anche per la storia della sperimentazione animale. È logico che il divieto di accesso alla cure mediche, esteso ai famigliari, mogli, figli o conviventi, indipendentemnte dall’orientamento sessuale dei medesimi, ribaltando il concetto  dell’odiato fascismo, riscrivendo l’assioma e tramutandolo in: colpiscili tutti per educarne qualcuno”.

  E i miliardi risparmiati ogni anno sulle prestazioni sanitarie o rimborsi del Servizio Sanitario Nazionale, andrebbero a finanziare un fondo per la ricerca e la sperimentazione, usando anche cavie animali da laboratorio, ma salvando, grazie alla legge che lo imporrebbe, l’obbligo di obiezione di coscienza degli animalisti e i loro fiancheggiatori verso i farmaci e le cure mediche, se provengono o anche se hanno origini storiche, antiche o recenti, la coscienza e l’etica degli animalisti e dei nemici della sperimentazione animale, perchè è troppo comodo “volere la botte piena e la moglie ubriaca!”

Ma si sa, putroppo in Italia le cose semplici sono impossibili, però almeno in questo caso ci sta una nota positiva: forse finalmente gli italiani, con intelletto, si sono resi conto di chi o cosa sono veramente oggi gli animalisti, in quanto, e non è la prima volta che accade, anche se non mai in modo così ecclatante , tanto da interessare i media nazionali e le grandi  testate giornalistiche, sovente nei social network si trovano creature subumane  prive di umanità, che per vendicare un cane, un gatto, un uccellino – demandando il compito ad altri a farlo al loro posto, perchè codardi anche in questo caso –  ogni genere di tortura e di sevizie all’umano, reo a loro dire di aver ucciso un animale, quando per punire nel modo adeguato ci stanno già le leggi che li tutelano comuqnue, in quanto vittime di rieati.

Questo è il messaggio di solidarietà che ho lasciato nella pagina Facebook di Caterina:

Ciao Caterina,


Ti offro il mio pieno e incondizionato sostegno morale contro quelle “persone” che ti hanno insultata e ti hanno augurato la morte solo per aver difeso la sperimentazione animale. Sovente mi sono scontrato con questa gentaglia, avrei altri termini da utilizzare, ma sono nella tua pagina e mi trattengo per rispetto nei tuoi confronti.
I bestialisti, come li chiamo io, sono intellettualmente ottusi, radicali impazziti che commettono atti di terrorismo mediatico e non con le loro scorribande. Sono soggetti mentalmente instabili, visto che non si rendono conto manco delle ovvietà, ma se li metti con le spalle al muro, con i fatti, beh, tacciono come vermi senza arte e nè parte. Ho sempre chiesto a costoro, se avessero un famigliare, o se loro stessi fossero affetti da una malattia rara, ma anche normale, diciamo, sarebbero disposti a non farsi curare perchè i farmaci prima sono stati testati sugli animali, condannando così se stessi, un loro figlio, la loro moglie o quant’altro? Silenzio assoluto, coda in mezzo alle gambe e orecchie abbassate, perchè non sanno rispondere.
Io poi sarei anche dell’idea di scrivere nei “bugiardini” dei farmaci il numero di cavie che sono state utilizzate durante i test, non solo la posologia e via discorrendo, ma tutto, proprio tutto, in modo che i “bestialisti”, una volta letto il “bugiardiono”, possano segliere se seguire la loro ideologia bacata, oppure se salvarsi la loro intuile pellaccia.
Non ti crucciare per questi subumani, non sono nè persone e nemmeno animali, sono solo esseri inferiori che il più delle volte non sanno nemmeno cosa sia un letto di ospdeale, una serie infinta di esami, degli interventi chirugici e una sfilaza di medicinali da far impallidire lo stesso farmacista...augura loro invece lunga vita, perchè la natura e l’esistenza gli ha già maledetti abbastanza, essendo “bestialisti” idioti, oltre che persone , a cui però, prima o poi l a natura e il destino le farà pagare tutte,fino all’ultimo.
Ti auguro un 2014 sempre migliore dell’anno che sta per finire, sperando che la tua salute possa avere dei migliramenti e che continui ad essere te stessa, fottendotene di questi scellerati dal cervello bacato!

La cosa positiva di tutta questa faccenda?

Che il movimento bestialista, pardon animalista, ne esce al momento sconfitto sul fronte della comunicazione, come è giusto che sia e si auspica che sia l’inizio per un risveglio della coscienze e degli intelletti, lavati e onnibultati da una propaganda reazionaria e nemica della scienza e della ricerca stessa.

E adesso, bestialisti, insultatemi fin che volete. Dei vostri insulti come diceva il Conte Mascetti, “mi importa sega!”, vi risponderò e come dicono gli americani con un bel: “Fuck You”, aggiungendoci anche un bel “gesto dell’ombrello”, con tanto di dito medio alzato, perchè la vita di un essere umano malato vale mille volte di più di quella di qualche centiana di topolini o di beagle e sopratutto della vita degli animalisti fanatici e folli, perchè i veri amanti degli animali usano la ragione!

Marco Bazzato
29.12.2013


martedì 17 dicembre 2013

Babbo Natale merita la morte?


Ormai è chiaro, Babbo Natale merita di morire!

 Non se ne può più.

È praticamente da quasi più di un mese che le palle del mondo girano a spron battuto, i coglioni fumano, i testicoli maledicono il Cielo e la Terra, a causa di questo avinazzato rubicondo  appesta giornali, televisioni, siti internet, facebook e chi più ne ha più ne metta, massacrando stuprando, violentando, sodomizzando, comettendo atti commerciali contro natura nei confronti di donne, vecchi, bambini, nonni, zii e parentando vario, incitando, in un periodo di depressione economica, al consumismo esasperato, alla rapina indiretta dei figli nei confronti dei genitori, all’istigazione alla violenza economica, per far finta di far felice dei mocciosi rompicolgioni.

E questo barbuto vigliacco alla Fidel cCastro, ma capellone peggio di uno schifosissimo hippy drogato  con barba che arriva al mento, cosa combina in Lapponia?

 L’ho visto proprio con i miei occhi in un film di Walt Disney: usa dei minorati fisici, chiamati gnomi – per salvarsi legalmente il culo dall’ ispettorato del lavoro e dai braccialetti ai polsi –  dalle fattezze eternamente bambinesche, anche se pluricentenari, a lavorare gratis per costruire giocattoli, sfruttando il lavoro minorile peggio di come oggi fanno i cinesi o di come facevano gli italiani, anche prma degli anni ’50 del millennio passato,visto che basta riandarsi a vedere il film “I Il Vigile” con  Alberto Sordi, dove Otello Celletti , vetusto sfaticato lecchino debosciato, un pò come Babbo maiale, pardon, Babbo Natale, si divertiva a scorrazare in moto, mentre il figlio poco meno che undicenne faceva il meccanico di auto e di moto.

Babbo Natale va considerato alla stregua di un criminale economico. Alla stegua di un affamatore di famiglie. Va visto come un vegliardo capitalista sfruttatore, non  solo di minori dalle orecchie a punta, ma anche delle famiglie, le quali, se hanno progenie legittima o bastarda, sono costrette a svenarsi per farli contenti, visto che i frugoli altrimenti, iniziando a rompere già dai primi di novembre, la notte di Natale, per liberarsi la mente e i timpani, andrebbero sacrificati, come si fa con l’agnello pasquale della pasqua ebraica, oppure utilizzando la macellazione rituale islamica, che praticamente è quasi la stessa cosa, sgozzandoli e aspergendo il  sangue sulla porta di ingresso, per indicare  a quel barbuto di non fermarsi e di passare oltre, in quanto quella casa non si fanno regali alle pulci indemoniate, perchè sgozzate, visto che da dietro la porta continua a girare all’infinito  il ritornello della canzone  “Soli” di Adriano Celentano,  “.. È inutile bussare, tanto qui non aprirà nessuno”, in quanto dopo aver sgozzato il figlio o i figli, il marito ha ammazzato la moglie, uccidendosi a sua volta, con un colpo di pistola in bocca!

Non possiamo negare che Babbo Natale non sta sui coglioni a tutti. A poco serve rammentarci che anche noi, oggi adulti o vegliardi, siamo stati a nostra volta dei piccoli bastardi rompicoglioni e quinidi dobbiamo essere tolleranti nei confronti delle giovani generazioni implumi o impuberi che dir si voglia.

Balle! Bubbole! Castroneri cosmiche! Minchiate selenite per non avere il coraggio di imparare dai nostri errori, trasformando oggi dei piccoli mostri affamti di regali sotto l’albero in futuri famelici bestemmiatori contro questo panzone sciagurato, che praticamente di regali, e i bambini lo debbono sapere, non ne porta manco uno!

Ormai Babbo Natale è una cancrena planetaria, tanto che perfino i cinesi, convertiti al capitalismo comunista, hanno iniziato ad evocarlo,  ad osannarlo, ad adorarlo, tanto per rovinare  bene o male quasi un altro mezzo miliardo di bambini, come se non fossero già abbastanza  sfracella marroni per conto loro.

Il problema è che è impossibile ribellarsi a questo demone assatanato di denaro. In questo nefasto periodo lo si trova in ogni loco o loculo: nella carta igenica mentre ci si pulisce il culo, nei tampax, dove quando le donne se lo infilano, beh, sappiamo dove, questo vecchio perverito fissa con occhi sgranati la foresta pluviale della vulva o il monte di venere pelato, fingendo di arrossire per la vergogna, anche se poi una volta tornato a casa si chiude in bagno e va via di manovella come un assatanto di sesso..

 Lo si trova in Tv, aprendo qualsiasi giornale, sito internet. Ad ogni angolo si trada ci sta un Babbo Natale con che, invece di farsi i cazzi suoi, inizia a scampamellare come una vacca al pascolo, facendo auguri natalizi non voluti, visto che questi non può sapere, perchè manco lo riguarda, se ti è appena morto il gatto, se si è stati licenziati o se la moglie  vi ha appena beccati  a letto con un altro uomo, nudi come vermi, mentre commettevate atti di sodomia, considerati da costei – domofoba e integralista religiosa – contronatura!


Babbo Natale è e rimarrà nei secoli seculorum l’emblema del male assoluto. L’emblema dell’uomo nero  di rosso vestito. Un essere  generato e non creato dalla mente malata di qualche laido genio del marketing deviato, forse ex bevitore incallito e indefesso di Coca Cola, ormai verde di bile e rabbia, perchè la sua creatura si è ribellata al creatore, inizando ai vivere, seppur per non più di tre mesi all’anno, di vita propria.

Babbo Natale andrebbe abolito per legge o  reso incapace di nuocere al suo prossimo, ossia a tutti noi, perchè anche lasciarlo libero per meno di novanta giorni all’annno, equivale a creare danni psicici ed economici permamenti nelle vuote tasche di coloro ch eper forza sono costretti ad assecondare, causa pigmei o scimmie bonobo, chiamati in modo proprio: discendenza ancora minorenne!

Cittadini di tutto il mondo unitevi in questa battaglia di libertà. Unitevi e scrivete al Norad, affincheè almeno quest’anno, invece di seguire il suo viaggio con i radar, facciano una cosa per il bene dell’umanità: lo abbattano, facendo alzare i caccia, pundandogli contri i puntatori laser dei missili terra-aria, distruggendolo. Non importa quanti potranno essere i danni collaterali o le vittime. Non importa quanti periranno in questo attacco di libertà dei cieli, anche perchè è sicuro, che certo Babbo Natale volerà illegalmente, in quanto non avrà sicuramente presentato il piano di volo e che quindi, come ogni ogetto volante non identificato, merita di essere abbattuto e distrutto e sopratutto ucciso una volta per tutte!

Marco Bazzato
17.12.2013

lunedì 16 dicembre 2013

Laura Boldrini e il viaggio a scrocco in Sudafrica?

Diciamocelo, ci sono persone che amano andare ai funerali, non tanto perchè erano legate da qualche grado di parentela o di amicizia  con il neocadavere,  ma perchè sadicamente amano vedere la folla affranta che piange, che si strappa i capelli, fingendo dolore e compassione per un quasi centenario che ha lasciato questa valle di lacrime, sempre troppo tardi, almeno secondo il metro di giudizio dei suoi detrattori e nemici, o sempre troppo presto, a detta di chi gli fingeva di essere amico, solo per calcolo politico o interesse, o perchè come una massa di pecore belanti pronte al macello,avendo paura di andare controcorrente come i salmoni, ha sempre preferito farsi guidare dai cani del “buon pastore”

Ma che ci azzecca Laura Boldrini con la semina pubblica di Nelson Mandela?
Cetto Laqualunque avrebbe saggiamente risposto: “Una beata minchia!”

E che ci azzecca il convivente more uxorio, il concubino della Boldrini con queste esequie?
Qualsiasi toscano doc avrebbe risposto “una beata fava!”, oppure una “beata minchia!”

Già, perchè se il Presidente della Camera – non la Presidentessa, come vorrebbe costei, sbugiardata pubblicamente – indirettamente –  anche dall’Accademia della Crusca (1), dovrebbe avere l’onestà intellettuale e il rigore morale, dote assai assente in tutti in quasi tutti i politici di ogni ordine e grado, dovrebbe avee nulla a che fare, direttamente o i indirettamente con il Mandela. Ma foorse perchè ha lavorato all’Onu per quasi dodici anni, riempendo indirettamente l’Italia di clandestini in attesa di asilo politico odello status di rifiugiati, ha la supponenza di credersi al disopra di un Primo Ministro di qualsiasi Paese civile?  Un pò puerile come pretesto, visto che se tutto va bene il Mandela manco se la filava di striscio da vivo, figurarsi da morto!

Perchè rappresenta gli italiani?
No. Perchè a livelllo parlamentare rappresenta sì la terza carica dello Stato, ma se ci si aggiunge il Presidente della Repubblica, beh, manco arriva al podio, figurando de facto, ragionamendo in termini sportivi,  una perdente, giunta al quarto posto, manco buona per una misera medaglia di bronzo,  e  non dovrebbe essere scarrozzata – gratis – su un volo di Stato, men che meno  il suo “amante!”

La Laura parla di “polemica strumentale e sessista!”.

 Sessista una nerchia e  moralismo da salotto un cazzo!

 Clemente Mastella è stato bastonato, quando era Ministro della Giustizia, per molto meno, ossia per essersi portato il figlio, in un volo di Stato, nello stesso aereo del Premier, oltretutto in Italia, non nella parte capovolta del globo, in Sudafrica, per sentire il suono delle vuvuzela, che sembrano tante zanzare rompipalle!

La Boldrini, che dovrebbe conoscere le leggi italiane, equiparando il matrimonio ad un “concubinato”, ad una convivenza, da persona intelligente come crede di essere, dovrebbe sapere che esiste  una differenza sostanziale tra mogli che accompagnano i mariti, e  viceversa,  il matrimonio tra un uomo e una donna,è  l’unica vera unione riconosciuta dalle leggi dello Stato italiano, mentre, per fortuna, il concubinato, la convivenza more uxorio, gli “amori clandestini”, per la legge sono un fatto privato, una scelta di due adulti – maschio e femmina – consenzienti.

Quindi quando la Boldrini paragona il suo covivenente more uxorio, dove anche se etimologicamente significa “come sposi”, all’atto legale sono due estranei, offende le coppie regolarmente sposate, che hanno avuto i “coglioni” di prendersi le loro responsabilità legali e morali innanzi alla legge, e  se per la lagge, giustamente il suo convivente è considerato un estranero, non si capisce come questi possa avere avuto accesso ad un volo di Stato, oltretutto viaggiando a scrocco?

La cosa interessante è che il primo ministro israeliano ha ritenuto il viaggio uno spreco di denaro pubblico. Evidentemente questo per alcuni belloni della sinistra radicale e quasi antagonista è stata l’ennesima prova di come gli “ebrei sono tirchi”, secondo un falso luogocomune antisemita, perciò cosa ci stava di meglio che non dare uno schiaffo alla miseria e alla tacagneria ebraica, facendo l’esatto opposto,imbucandosi, come una cloachard, in un banchetto nuziale, senza invito e sopratutto privi dell’adeguata statura e peso politico sul piano internazionale?

Dire che il viaggio della Boldrini, del concubino e del suo staff non ha gravato sulle casse dello Stato, è come mettere foglie di rosmarino  su topa, capezzoli e nerchia, visto che si è vero, che in teoria la trasferta è stata a costo zero, ma ci sarebbe da mangiarsi una merda  se durante il volo, che A/R dura in totale 24 ore,  il gli scrocconi e staff non hanno bevuto manco un bicchiere i acqua, consumato l’ossigeno, mangiato nulla e usato il cesso per espletare le anaturali fuzioni fisologiche,  gas compresi, , senza dimenticare il costo per  il trasferimento degli di imbucati dall’aeroporto fino al luogo delle esequie, A/R.

Il punto è che se la Boldrin ci teneva tanto ad assistere cerimonia pubblica di semina del Mandela, poteva aprirsi il portafogli, pagare con carta di credito personale, per lei e per il concubino, viaggiando come privati cittadini e mettersi in un angolo, come ha fatto la massa di popolo che ha assistito all’evento. Ma otre all’aereo avrebbe dovuto pagarsi il taxi A/R e poi non avrebbe potuto fare la “sborona”, come dicono in Romagna.   pavoneggiandosi della sua importanza politica, innanzi a persone di rango politico molto più elevato, che giustamente avrebbero guardato la coppia di compagni, come due intrusi.


Il tutto per risparmiare al massimo duemila schifosissimi euro, all inclusive, pagando anche per il concubino, in classe economy, mescolandosi a pezzenti, puzzoni, personaggi di ogni risma e fattezza...insomma, personaggi che non si addicono al pensiero elevato e radical chic della Boldrini.

È proprio vero, con tutto il rispetto per gli ebrei e senza voler essere antisemita, ma usando un luogo comune di origine medioevale,  e un pregiduzio diffuso ancor oggi, ossia quando si deve pagare di tasca propria, alcuni diventano “tirchi come gli ebrei”, visto che è risaputo clhe la sinistra radicale italiana, è sempre stata  storicamente filo palestinese, nei fatti!

L a cosa migliore che dovrebbe fare la Boldrini?

Avere l’onestà intellettuale e morale, visto che è brava a salire in cattedra, dando lezioni di etica a tutti, di dare le dimissioni da Presidente della Camera, dimostrando, facendo un passo indietro, che in Italia, chi sbaglia paga, perdendo posto di lavoro e  agi, a cui nel giro di poco tempo ha dimostrato di sapersi adattare assai bene!

Marco Bazzato
16.12.2013



giovedì 12 dicembre 2013

La protesta dei forconi e il ribellismo che spaventa la politica

Forse finalmente ci siamo!

Da lunedì sembra che una parte degli italiani si stia svegliando dalla letargia. Iniziano a spuntare i tricolori – odiati, dalla sinistra in quanto richiamano, a loro dire, al fascismo e al becero nazionalismo. Le piazze si riempiono di persone che da nni hanno coglioni e ovaie sfracicate da una politica imbelle, immobile e imbecille, che con la lentezza degna di un bradipo drogato, finalmente si è ufficialmente scritto che buona parte del porcellum, puzza di porco putrefatto, di porcilaia fetida e putrescente, in quanto incostituzionale.

Piano, piano, troppo lentamente purtroppo, si inizia a bloccare il traffico. Peccato che sia solo a macchia di leopardo e i manifestanti, come per tutte le rivoluzioni che si rispettino, hanno bisgono dei provocatori “giunti da fuori” non importa se mandati dallo Stato o pagati da Potenze Straniere, per accendere la miccia della repressione. Per ora si è ancora ai mortaretti, alle micette  che i bambini delle  scuole primarie sparano a carnevale, perchè la “gioiosa macchina da guerra” della rivolta, per dirla alla Achille Occhetto ,sta ancora cercando di carburare.

All’armata Brancaleone de governo di sinistra, centro sinistra, Nuovo Centro Destra – come mettere etero e gay in un unica grande orgia, per la serie  chi  incuo, incolo! –  iniziano a venire i sudori freddi,  i tarzanelli pendono come  stallatiti incollate alle mutande sporche di affarismo, in quanto, queste manifestazioni nascono in modo spontaneo, come  raccontavano in modo falso e peloso, in Siria, Libia, in Egitto, da parte dei cittadini, i quali stufi della mancanza di libertà e democrazia, con noi occidentali, naturalmente parteggivamo per la libertà, per la rivoluzione, perchè gli oppressori andavano abbattuti, senza se e senza ma, anche fornendo armi ai ribelli, cosa che mai ufficialmente l’Italia ha fatto, o se l’ha fatto, i vari governi non lo hanno mai ammesso.

Ora i nostri politcastrsi si trovano dall’altra parte della barricata, ossia vanno a letto e copulano, secondo alcuni contronatura, con i vari Gheddafi, Bashar al Assad, Mubarak,  pronti a scagliare le milize lealiste al governo contro i ribellisti, termine usato dall’apparato  politco, in nodo che i cittadini davanti alla tv non associno i ribelli italiani a quelli libici, egiziani e siriani, perchè potrebbero capire, che se avevano ragione libici, egiziani e siriani a ribellarsi a rovesciare i governi nati dati da colpi di Stato. Ma nel caso Italiano, il termine ribellismo, dispergiativo di ribelle nella lingua italiana, usato dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, equivale a cagare sulla testa dei cittadini esasperati, trattandoli come dei mezzadri pezzenti che non vogliono più sottostare ai diktat  di una classe poltica deligittimata, in quanto  l’Italia dal governo Monti fino a quello attuale guidato da Letta, ha  avuto due Presidenti del Consiglio imposti dalla dittatura nazicomunista, che va sotto il nome di Unione Europea.

Ora di cosa ha bisogno l’Italia e gli italiani per alimentare la protesta ed estenderla da macchia di leopardo a macchia d’olio, esondando in tutta la penisola?

Ha bisogno di uno o più martiri. Ha bisgono di cercare lo scontro indiretto con le forze dell’ordine, in modo che queste, prese dal panico, almeno secondo le versioni ufficiali quando si tratta di Paesi stranieri in rivolta, rispondano con un eccesso di legittima difesa e con brutalità, solo così anche in Italia, la miccia che già da adesso sembra essere umidiccia e povera di sostanza, potrebbe tornare ad infiammare, andaando a dar finalmente fuoco alle povleri della polveriera Italia, trasformando le case di oogni singolo cittadino,deluso e disilluso in un novello “Pietro Micca”, in un nvello “Partigiano” pronto a fare una “Nuuova “Resistenza”, per porre fine alla dominazione straniera dell’Unione Europea, militarmente guidata dai  novelli generali Fiorenzo Bava Beccaris.

L’Italia ha bisogno di eroi, di persone pronte a sacrificare la propria vita per dare una nuova classe politica al Paese. Per dare un nuovo futuro ai propri figli, e non importa, a questo punto, se il nuvo che avanza dovrà, per dirla alla Matteo Renzi, “rottamare” politicamente quella esitente.

Ma per fare tutto questo ci vorrebbe anche l’aiuto dei rappresentati delle Forze dell’Ordine, i quali dovrebbero schiararsi armi e bagagli con i cosidetti “ribellisti”, perchè il loro primo compito dovrebbe essere quello di difendere sì le Istituzioni, ma non i poltici che non rappresentano le istanze dei cittadini, ma quelle delle Istituzioni Europee, che certo non rappresentano nè l’interesse dell’Italia e tantomeno quelle di lavoratori, disoccupati,  studenti, pensionati,  esodati, argigiani e piccola impresa,il vero motore dell’economia e dell’antico benessere italiano, lustro e orgoglio nel mondo.

Marco Bazzato
12.12.2013

mercoledì 27 novembre 2013

Berlusconi si avvia verso la decandenza

Sono tutti pronti per celerbare la messa a requiem per la morte – politica per ora – del pregiudicato Berlusconi Silvio.

I puzzoni, pardon i postcomunisti sono pronti a stappare, brindndo, in comunanza spirituale, ma solo con quella, con operai – solo  se di colore, disoccupati – se di colore, immigrati clandestini, gruppi LGBT e zingari, con decine di bottiglie, che quei pezzenti sopracitati manco possono permettersi,  di Dom Perignon, dal misero prezzo di 250 euro cadaduna, gioendo e ballando attorno al fuoco, facendo il verso alle danze tribali dei Watussi, dando così liberamente sfogo a quasi quattro lustri di repressione berlusconiana, potendo finalmente dedicarsi liberamente al fancazzismo militante.
  
Ma a parole questi fetenti si dicono sempre vicini – basta che stiano distanti, puzzano – ai contadini, vicini  alla classe operaia e alle masse oppresse, purchè non facciano adunate sediziose e controrivoluzionarie, cosa oggi impossibile in quanto tengono per le palle la triade dei sindacalisti, che manco morti si sognano di portare il malcontento popolare in piazza, quando la sinitra, sinistra, siede, come uno Zar affamato di potere, al potere.

È dal 1994, anno della ua discesa da cielo, ossia anno della sua discesa in campo, come umilmente ama dire, che questi tangheri incopententi cercavano di fargli la festa politicamente. E hanno dovuto, come per Al Capone, con tutti i distinguo del caso, utilizzare la leva in assoluto più temuta al mondo: quella fiscale, in quanto è come dice Pissio, “Più che un paeo me pare  de avere na lima in tel cueo” (1) .

Ora diciamocelo, il pregiudicato Berlusconi Silvio è sicuramente diversamente innocente, però dai diciamocelo, il futuro ex cavalirere da quasi vent’anni era ostaggio della sinistra, dove i due maggiorni partiti italiani del quasi ventennio “post e antifascista” si sono fatti da reggipanza e reggipalle a vicenda, parandosi il culo l’uno con l’altro, approvando,  a corrente alternata leggine bipartisan per salvarsi, quando era necessario, capra e cavoli. Ergo: la destra lavava la mano dellasinistra e la sinistra quella destra, come fa Bruno Vespa, quando, durante Porta, non sapendo dove mettersele, continua muoverle l’una dentro all’altra, come fossero un unico elemento.

Il problema è che i puzzoni della sinistra intimamente non avrebbero mai voluto la decadenza di Berlusconi,  in quanto perdendo l’unico avversario apparente che hanno, poi non avranno più alibi. Ma se avessero provato a salvarlo con il voto segreto, gli elettori e i militanti  del Pd avrebbero fatto il possibile per spellare vivi, cuocendoli a fuoco lento con aglio, cipolle, patate e carote, il tutto infilato  nel culo – come si fa con i tacchini ripieni –  i gerarchi  dellordalia laica  dell’oligarchia rossa del partito.

Ma proviamo ad immaginare lo stato di prostrazione psicologica in cui si trova il pregiudicato Berlusconi Silvio, in questa lunga giornata, mentre attende che il boia, ossia i senatori, facciano il loro sporco mestiere: decapitarlo politcamente.

È logico che qualsiasi persona che improvvisamente vede svanire il proprio potere si senta braccato, possa avere gli sfinteri e la vescica deboli, che soffra di eccesso di sudorazione e di alitosi pesante. Tutti gli umori del corpo se ne vanno praticamemente via con la Ford Escort, pardon a puttane. Il “cane” dicesi organo sessuale maschile o oggetto quando è flaccidamente molle, destinato alla minzione, potrebbe ritirarsi come la testa di una tartaruga dentro il suo guscio, non riuscendo più a far uscire le “uova”. Le ascelle potrebbero iniziare a pezzarsi in modo osceno, creando rivoli prima, ruscelli, poi torrenti, e fiumi di sudore, appestanti l’ambiente circostante.

Il pregiudicato Berlusconi Silvio tra poche ore sarà “carne politicamente morta” è dal cielo già  si sente il volteggiare degli avvoltoi in toga, pronti a contendersi la “carogna”, pronti a spolparlo ancora vivo, mentre agonizzante cerca di rialzarsi, dove però  un corvo, che se ne sta appollaiato su uno dei pilastri di ingresso di un cimitero, si fionda sul moribondo e planandogli addosso, gli cava entrambi gli occhi, perchè confuso dal luccicare delle lacrime, scambiate per brillocchi di valore.

Il problema di fondo è che dopo la “decapitazione” del pregiudicato Berlusconi Silvio da sentore, si dovrà giocoforza costituire una nuova ondata partigiana, di matrice anticomunista, dove non si canterà più la vetusta “Bella ciao” (2), “Bandiera Rossa” (3), “L’internazionale socialista” (4) o  “L’inno sovietico” (5), ma i nuvi paladini della libertà, i giovani mercenari della giustizia intoneranno, rigorosamente in clandestinità, in quanto considerati  controrivoluzionari da sopprimere moralmente e non solo, in ogni modo, “Benvenuti a ‘sti frocioni” (6), o “Uomini sessuali” (7).

Il problema è cosa accadrà poi?

 In molti inizano a pensare che il “tradimento” di Alfano sia stato orchestrato a tavolino dal Cavaliere e dall’Angelino in previsione della decadenza del pregiudicato dalla carica senatoriale,  per cercare di mantenere quel minimo di voti figlio o vittima di quel retaggio psicologico o psicopatologico, che ha reso gli italiani mentalmente lobotomizzati,  seconondo altri,  sugli elettori che il brand “Pdl” richiamava, visto che in teoria, sebbene i sondaggi, da prendere sempre con le molle, diano il brand “Forza Italia” in salita, è possibile che molti elettori, se si andrà alle urne presto, spostino il loro voto, non verso il “traditore” Alfano, ma verso il Movmento Cique Stelle, che alle ultime tornate amministrative è calato di brutto.


Ma il problema è che con la sinistra nel sedere, pardon, al potere, si continuerà a perseguire la via indicata da Monti e proseguita dal Letta, entrambi due Primi Ministri che non hanno ricevuto l’investitura popolare, ma direttamente da Bruxelles e dalla Bce, per fare gli interessi tedeschi e del rigore monetario, a discapito, come sempre accade quando ci stanno i puzzoni la governo, che vengaono sacrificate le pensioni degli accattoni, tanto sono già morti di fame, se crepano prima si sospende l’erogazione, a meno che non ci sia la sfiga della reversibilità alla vedova, aumenteranno le tasse, I.V.A. accise, tasse varie, già comuqnue fatto in precedenza con il governo Monti, grazie anche all’avvallo irresponsabile del Pdl, insomma, la solita minestra putrida riscaldata e ammuffita, più varie ed eventuali che verranno aggiunte in seguito,. dando da ingoiare agli italiani, non importa se per via orale o per via anale, la  purga che devono prendere tutti – a patto che abbiano redditi mediobassi –  anche se soffrono di diarrea e colite cronica, neonati e neomorti compresi.

Ma l’aspetto peggiore riguarderà Medisaet, che già in questo momento è ridotta ad un ammasso metastasico di televisione. Con la decapitazione definitiva del Cavaliere verranno meno gli interessi degli investitori ad investire in pubblicità nelle reti del biscione e quindi, già che i programmi da mesi sono al livello del tanfo della cloaca massima dell’antica Roma, è possibile che in futuro non lontano,  in prima serata trasmetterano su Canale 5, Rete 4 e Italia 1, sette giorni su sette, solo soap opera sudamericane, recitate con il deretano.  Almeno inizziassero a trasmettere film porno, che per quanto poco sono più educativi delle soap, visto che oltretutto ne sono pieni  i magazzini e potrebbero fare, con poca spesa, prime visioni tutte le sere, anche in fascia protetta, per la buona crescita dei minori, per far diventare le ragazzine che hanno avuto il menarca delle baby puttanelle per manager sfigati, che tutti casa, chiesa e famglia, , i maschietti appena puberi dei bulletti esperti in sadomaso o dei prostituti per vecchi pervertiti, per la goia della sinistra radicale.

W l’Italia che è stata fatta  nel 1861 ed evvia gli italiani che tramite la sinistra, inizieranno a farsi di ogni cosa: cannoni, pasticche, cocaina, metanfetamine, Ketamina, fino alla fantasmagorica droga Krokodrill! (8), che letteralmente scarnifica la carne, chiaramente nel nome della libertà del singolo, in modo che da rincoglionito sia malleabile e docile. perchè ormai divenuto preda della “scimmia!”

Marco Bazzato
27.11.2013