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mercoledì 9 novembre 2016

Ha vinto Trump!

Devo confessarlo, quando questa mattina ho acceso il wifi e ho dato un’occhiata alle news su La Repubblica, stentavo a crederci.

La Clinton aveva perso e sonoramente. Era stata bastonata dagli elettori americani, esattamente come si dovrebbe bastonare un cane rabbioso che cerca di aggredire vostra figlia, con il desiderio prima di azzannarle la gola e poi lasciarla morire dissanguata.

Ma la cosa migliore non è stata tanto la sconfitta della Clinton, ma la vittoria, che auspicavo da mesi, del miliardario americano Donald Trump, il quale come il nostro ex amato premier, Silvio Berlusconi, ama la gnocca, anche straniera, non si sa se più o meno del denaro.

Sta di fatto che il Trump ha sbaragliato la Clinton in questa infernale campagna elettorale, fatta di menzogne, calci ai coglioni mollati dalla Clinton al suo rivale, e martellate alle ovaie date dal Trump alla Clinton. È stata, dicono alcuni osservatori, la campagna elettorale americana più vuota d contenuti della storia recente. A me personalmente è piaciuta, ho adorato le zuffe, gli insulti, gli sputi – metaforici – lanciati ad arco contro l’avversario. Ho amato le contumelie reciproche che i due candidati si scambiavano a distanza, o anche nei faccia a faccia e alla fine la più mediocre ha perso.

Sì, perché diciamocelo, la Clinton, se ha sposato il Bill Clinton, deve certo essere una cima, anzi.  E soprattutto gli americani sanno che costei, quella che avrebbe venduto anche al mercato nero un rene del nipote, ossia del figlio della figlia, pur di fregiarsi del titolo “Boldriniano” di Presidentessa degli Stati Uniti e per questo, come si fa con una cagna randagia, hanno sterilizzato le sue velleità presidenziali, relegandola al ruolo di zerbino e di legittima consorte di un ex presidente che quando era nello Studio Ovale, si faceva fare pompini macchia calzoni di sborra da una stagista.

Ha vinto il migliore? Per il popolo americano sì. per me, a mio avviso, ha vinto il meno controverso, quello che politicamente, a differenza della Clinton era ed è al momento, politicamente più puro, visto che nell’arena politica ci si ficca a capofitto da questo momento. E gli americani, stanchi di guerre e tutto il resto, l’hanno capito e quindi l’hanno premiato.

Certo,il Trump a detta di qualcuno è un razzista, se essere razzisti significa rimandare in patria i clandestini, come fanno Australia, Nuova Zelanda e Canada che non fanno passare manco un spillo e quando beccano uno spillo fuoriposto, lo ricacciano al suo Paese, ebbene sì, è un fautore della legalità, e se essere difensori della legalità significa essere razzisti, nessun problema, si accetta la menzogna, l’essere infangati per il bene della legalità.

Anche perché  dubito fortemente che il Trump sia stato votato dalla maggioranza W.A.S.P. statunitense, anzi presumo che molti latinos regolari abbiano votati per lui, latinos che vivono da anni negli U.S.A. stanchi dei loro connazionali che, a differenza loro, sono giunti nel Paese in modo illegale e per questo, giustamente,  vorrebbero che fossero rispediti nella madrepatria.

Lo hanno accusato di essere un elusore fiscale? Al Capone è stato messo in galera perché non riuscivano a incastrarlo come mafioso, e quindi l’hanno fottuto con la scusa dell’evasione fiscale. Trump è non solo a piede libero, ma da adesso è Presidente degli Stati Uniti, e  non è un evasore solo perché, grazie ai suoi avvocati e ai suoi commercialisti, ha utilizzato le stesse leggi  che sostengono l’elusione fiscale legale di tutti i gradi gruppi americani e non sembra che ci siano dei CEO al gabbio per aver rispettato le leggi che sono state emanate in precedenza a tal proposito dai vari governi degli Stati Uniti, per far piacere alla cricca dei miliardari, delle corporation, che tramite i lobbisti, hanno i loro emissari…

Trump è in combutta con Putin, sgallinava nei comizi la Clinton e i media a lei vicini, sorvolando che avesse distrutto, grazie al nano francese del precedente presidente, il marito della Carla Bruni,  la Libia di quel brav’uomo di Gheddafi, compianto in Italia e dagli italiani i quali, grazie al suo omicidio a sangue freddo, l’Italia è diventata un Paese dove la marina militare, con il pretesto umanitario, fa da scafista e concorrenza sleale agli scafisti a cottimo e  le cooperative rosse e il Vaticano, tramite la Caritas, si ingrassano, tanto da scoppiare di denaro, peggio di sanguisughe ricolme di sangue succhiato.



Trump aiutato dai servizi russi che hanno hacherato, diceva la moglie dell’ex presidente statunitense, le sue mail…Ah,sì, la Clinton era finanziata dall’Arabia Saudita, e dal Qatar, paesi femministi, i quali amano così tanto le loro femmine che le obbligano a vestirsi di nero come sacchi di immondizia,  amano così tanto le loro femmine tanto da frustarle sulla pubblica piazza, e magari anche ammazzarle di nerbate. Amano così tanto da negarle il diritto di voto e vietarle di guidare – ma forse questo è un bene, no, la macchina(?) –  Ma la Clinton è una fervente femminista, in America ma nei due Paesi sopramenzionati,  se ne fotte il cazzo delle condizioni della donna… Arabia Saudita e Qatar che hanno distrutto la Siria, appestandoci di profughi veri, una minima parte, falsi la maggioranza – Grazie Ilaria.

La Clinton, con la complicità dei boiardi dell’Unione Europea, che ha messo al potere in Ucraina i fascisti “democratici”la sinistra che mette al potere l’estrema destra, solo per andare rompere i coglioni a Putin, per impossessarsi delle basi navali nel Mar Nero… E quando a questo sono girati i marroni, l’Unione Europea ha sanzionato la Russia e l’Italia, come Tafazzi, le ha approvate, danneggiando per più di due miliardi di Euro le imprese italiane.  La mamma degli idioti partorisce sempre politicanti strategicamente ed economicamente figli mongoloidi, con tutto il rispetto per i portatori della Sindrome di Down!

Ma il cattivone era quel pincione, misogino e razzista di Trump.

Evidentemente il popolo americano ne ha i coglioni sfraciati di guerre non dichiarate e quindi ha scelto un sano e legittimo protezionismo, un sano e legittimo isolazionismo e gli altri, se sono così idioti da scannarsi tra di loro che lo facciano.

Anche l’Europa dovrà svegliarsi. La cosa migliore sarebbe quella di smantellare, almeno in Europa, la Nato, ricacciando a casa i militari americani e rispedendo al mittente i missili nucleari e le armi varie di cui il vecchio continente è appestato e che l’Europa si faccia la propria difesa, anche nucleare, la Francia è già una potenza. Che ci sia il ritorno nei singoli stati dell’Unione alla ferma di leva obbligatoria per almeno diciotto mesi, che l’obiezione di coscienza per schivare il servizio militare sia dichiarata illegale e chi non vuole servire la patria o le istituzioni militari europee, entro e/o fuori dai patri confini, coloro che si dichiarano pacifisti o anarchici, siano privati dei diritti civili per almeno dieci anni, passando nel contempo i diciotto mesi dentro un carcere militare di massima sicurezza.

Ma la cosa più ridicola del dopo elezioni è che ora tutti accusano i sondaggisti di aver sbagliato, toppato  nei sondaggi…dando sempre la neoperdente alle presidenziali in testa, ance se di un pelo di filo di Tampax, mentre la verità è che i media pompavano la Clinton, dopandola, allo stesso modo in cui si dopava Lance Amstong. Eppure, forse proprio perché mediaticamente drogata, e la maggioranza degli americani odiano, come è giusto che sia,  i tossici, alla fine è stata votata solo dalle persone della sua stessa risma  ideologico-narcomane.

Un’altra cosa: il muro tra Messico è Stati Uniti è stato progettato in piena amministrazione Obama. Il fatto che il Trump voglia portarlo a termine, realizzandolo, non sarebbe altro che la realizzazione di un progetto dei democratici e non certo del repubblicano Trump. Un po’ come il Berlusca quando voleva fare il ponte sullo stretto di Messina, con tutti i post puzzoni che gli davano contro e adesso che la stessa bischerata è stata riproposta da Renzi…silenzio di tomba…ma si sa, in Italia, come in America, quando le cose sporche vengono fatte dalla sinistra, si dice che anche la merda sa di buono ed è commestibile e digeribile, mentre se le stesse cose sporche le fa la destra, la merda rimane merda, oppure anche il cibo migliore, peggio ancora, viene classificato come percolato anale.

E poi che male fa un muro?  Chi vuole entrare legalmente negli Stati Uniti potrà farlo attraversando i confini in modo legale, come fanno la maggioranza dei latinos in generale o dei messicani civili, in particolare!

Una cosa solo mi rammarica nella sconfitta della Clinton: il vedere la cantante madonna – escort da quattro soldi – fare  in tv milioni di pompe con ingoio, come aveva promesso, agli elettori americani… anche se con questa dichiarazione, nessuno l’ha fatto notare, costei ha bellamente ignorato, da brava omofoba, le milioni di lesbiche che sicuramente avranno votato la Clinton, infatti a costoro non ha promesso di leccargli la patata al sugo!

Marco Bazzato
09.11.2016

venerdì 10 maggio 2013

Cecilie Kyenge rende patriottici gli italiani, figli del Jus sanguis


Premesso che gli italiani Jus sanguis (1), nati in Italia, civili non si lordano le mani, la bocca e le dita, esprimendosi a insulti, anche nei confronti di un ex extracomunitaria, ex clandestina,  e non si capisce perché al tempo non siano stati incriminanti coloro che l’anno aiutata durante la clandestinità e ora si pensa di essere, anche se a rigor di legge lo è, avendo sì il passaporto, ma non né la paternità e le maternità italiana,conseguito a seguito degli sponsali con un italiano, vorrebbe, non solo la cancellazione del reato di immigrazione clandestina, - vedi  “Cecilie Kyenge e il “razzismo” ministeriale?” (2), ma anche il passaggio dal  ius sanguis, al Jus soli (3), attualmente applicato in solo 30 Stati in tutto il terzo pianta del Sistema Solare e allo stato attuale si presume anche in tutta la Via Lattea, all’interno dei suoi quattro quadranti galattici, Alfa, Beta, Gamma e Delta – Vedi Universo Star Trek –  che stando alle conoscenze acquisite ante Zefram Cochrane sembrava priva di qualsiasi forma di vita umanoide, nel 2063, anno del “Primo Contatto!”

Ora non si sa o a cosa mirasse Cecilie Kyenge.

Se voleva spaccare il Paese, grazie alle dichiarazioni rilasciate a ½ ora di Lucia Annunziata, non ci è riuscita, in quanto le fronde degli autoctoni, ossia gli italiani figli del principio del Jus sanguis, pur con toni e accenti diversi, a partire dai vertici del suo stesso partito, il Pd, l’hanno demolita e quasi sconfessata pubblicamente. Senza dimenticare la cosa più importante: la levata di scudi di quella società civile, che nelle sue visoni “mistiche” credeva di rappresentare, mentre è stata quella stessa società civile a non sentirsi rappresentata da Cecilie Kyenge.   Se si volesse tirare la cosa per i capelli, se ci fosse un magistrato con gli attributi, forse potrebbe aprire un fascicolo investigando se nelle sue dichiarazioni possano sussistere gli estremi del  reato di istigazione all’odio razziale cercato nei suoi confronti, per passare come vittima degli uomini bianchi che non rispettano le minoranze. Come diceva il fu  Giulio Andreotti: “Pensare male è peccato, ma sicuramente non si sbaglia”.

Ma sembra che a dare spalla alla Cecilie Kyenge ci sia anche la mondialista e Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, in quota Sinistra e Libertà, una fazione radicale del Partito Comunista Italiano (P:C:I) – comunismo all’amatriciana –  che sembrerebbe concordare con le posizioni estremistiche della Kyenge, il Ministro per l’Integrazione, dove  a questo punto molti potrebbero pensare che invece di essere il Ministero per l’Integrazione, nella mente di qualcuno desidererebbe che fosse il Ministero dell’Invasione, portando taluni a fare degli accostamenti sicuramente impropri con Anna , della serie Tv, Visitors -2009-2011 e  il suo mantra: “Veniamo in Pace”, anche se la  Cecilie Kyenge, a detta di tanti potrebbe assomigliare come tempra e carattere al Segretario di Stato del secondo governo di George W. Bush,  Condolezza Rice

Ma proviamo a immaginare cosa accadrebbe all’Italia se si passasse dal  Jus sanguis, al  Jus soli:  La nazione e gli italiani, ossia quel che resta degli autoctoni da generazioni, potrebbe venire  spazzata via nel volgere di pochi decenni nel  suo tessuto sociale e antropologico.

 In primis potrebbero iniziare gli sbarchi o voli charter a iosa, muniti di regolari visti turistici, di carrettate di donne europee ed extraeuropee all’ottavo e/o nono mese di gravidanza, attratte dall’idea di far nascere il pupo nel suolo italiano, per via della cittadinanza. Poi, le solite ONG, le ONLUS, finanziate dallo Stato italiano, con il denaro dei contribuenti italiani, metterebbero a disposizione i loro “volontari”, per le pratiche di ricongiungimento familiare, quindi marito e cucciolata di figli al seguito, avendo così il diritto, una volta che avessero tutti documenti in ordine di attraversare tutti confini dell’Unione Europea.

Il razzismo è un comportamento abietto da parte di esseri spregevoli che fanno della discriminazione, causa ignoranza intellettuale la loro bieca bandiera, da combattere in ogni sede e in ogni luogo. Ma la stessa battaglia però va combattuta a livello politico, morale ed intellettuale contro tutte quelle persone o soggetti politi che intendono destabilizzare, tramite invasione scientifica legalizzata, il tessuto sociale storico, sociale, culturale e antropologico italiano, che è già sufficientemente variegato ed eterogeneo, se si prendono in considerazione le differenze somatiche esistenti tra i nativi italiani, secondo il modello del  Jus sanguis.

 Forse l’Italia e gli italiani autoctoni, ma dovrebbe essere la politica e la vera società civile a chiederlo scendendo in piazza, manifestando  pacificamente le proprie idee, senza insulti, offese, improperi, chiedere come si fa con i vini e alimenti il DOP (4) o il DOC (5), il tutto con l’avallo dell’Unione Europea, tenendo conto dell’essere caucasico all’interno dei Paesi dell’Unione, fermo restando i diritti acquisiti.

Sfortunatamente un’esigua minoranza di italiani, a cui il cervello per ottusità è nato atrofizzato, questa settima si sono lasciati andare pubblicamente, non solo sulla rete,vedi Facebook e altri Social Network, ma anche nel mondo “tridimensionale” e reale, ad impropri, insulti, offese, minacce, puntualmente registrate dai media, facendo il gioco delle nemesi politiche, offrendo la  sponda per poter forse dire che quelle poche migliaia di idioti non rappresentavano la società civile, perché la vera società civile, a detta di alcuni, deve essere quella che tace e subisce a prescindere e  acriticamente incassa ogni genere nequizia politica, illudendosi che poi il conto finale venga pagato dagli altri.

Ma la vera società civile, ossia la massa silenziosa e lavoratrice ha il diritto/dovere di alzare la schiena e gonfiarsi il petto, forti della propria storia, delle proprie origini e senza cedere agli attacchi mondialisti, facendo sentire con un'unica voce il proprio no, senza se e senza ma, perché certi soggetti politici, dall’altro dei loro scranni, non capiscono o peggio ancora, fingono di non capire le conseguenze a cascata che le loro parole dette a ruota libera, potrebbero avere, se attuate a livello legislativo, non solo per gli equilibri interni italiani, ma per l’intera Unione Europea, in quanto per via dell’acquisizione della cittadinanza italiana di centinaia di migliaia di neonati, e il relativo ricongiungimento famigliare, potrebbe partire una transumanza umana dilagante in tutta l’Unione Europea, tale da destabilizzare culturalmente l’intero continente.

Gli statunitensi per secoli, ma esistono tutt’ora, hanno avuto gli W.A.S.P., White Anglo-Saxon Protestant (6). Forse non sarebbe sbagliato, se partendo dall’Italia, tramite ONG o ONLUS, all’interno della Nazione europea, si fondasse in un futuro immediato, come movimento civilmente lobbistico transnazionale gli W.E.C.., White Europepean Christian?


Marco Bazzato
10.05.2013

domenica 28 aprile 2013

Inizia il governo di Enrico Letta. A colpi di pistola!



Non si può certo dire che il governo Letta non sia iniziato in modo scoppiettante.

Durante il giuramento dei ministri, un cittadino qualunque, incensurato, sano di corpo e di mente, muratore disoccupato, divorziato e appassionato giocatore ossessivo-compulsivo, affetto da ludopatia, stando ai TG , cercando un gesto eclatante, da  aspirante suicida, ha ferito due carabinieri e una passante – ai tre si esprime  tutta la solidarietà e gli auguri per una pronta guarigione – davanti  Palazzo Chigi, lasciando sul terreno sette bossoli di pistola.

 Questo dimostra come il Paese, la gente normale, non terroristi con piani eversivi in mente, sia giunta al capolinea e che non scelgano più le periferie o le cittadine o i paesini della provincia profonda per i loro atti di protesta, ma quasi come una “Marcia su Roma” (1) degli aspiranti suicidi, abbiano deciso di andare al centro del potere politico per manifestare nelle forme e nei modi che ritengono più consoni, anche se illegali, il disagio, la frustrazione, la rabbia e anche l’odio accumulato nel corso degli anni, causato da una classe politica che ha pensato esclusivamente ai loro veti incrociati, ai cruciverba in Parlamento, al rimpiattino spartitorio.

E la summa teologica di questo assioma, questo Orizzonte degli Eventi è che il neonato governo di Enrico Letta, membro del gruppo Bilemberg  (2), autore del libro “Morire per Mastricht” ((3), Laterza, 1997,  èl’apoteosi del grande inciucio, dell’ammucchiata più orgistica e lasciva, perversa e contro natura di quella che commetteva  “La grande Prostituta di Babilonia”  (4), dove, come al tempo dei governi  monocolare democristiani, i ministri sono stati nominati utilizzando il famigerato “Manuale Cencelli” (5), per la spartizione delle poltrone.. Nei posti chiave troviamo le “triadi” dei grandi vecchi dell’asse PD-PDL e la lista di civica di Mario Monti, con l’aggiunta del prezzolino ammazza-feti “con la pompa da biciclette”  (6) negli anni settanta. di Emma Bonino, che da decenni, pur di avere incarichi e poltrone, essendo il Partito Radicale da lustri non più grande di una cellula cancerogena, un colpo era di sinistra, con gli ex, post comunisti ed uliveti morti di Prodi e un altro di centrodestra, facendo il salto della quaglia nel partito di Berlusconi, pur di salire, come il furbo Jerry, dalla sedia, fino al frigo, alla ricerca del formaggio.

Si dice che questo sia l’esecutivo più giovane della storia Repubblicana. Certamente se si vanno a vedere i ministri senza portafogli. Sì, ma guardando all’interno dei ministeri chiave, beh,  le cose cambiano radicalmente e l’età si alza come la stessa pressione con cui escono i bambini liquidi, durante l’eiaculazione precoce degli ultrasettantenni, malati di prostata.

Ma ci sono due sorprese tra i ministri, senza portafoglio naturalmente, essendo di nascita straniera, la prima è la nativa congolese, naturalizzata italiana Cecìlie Kyenge, (7), che sembra un incrocio tra Florence Jhonston, la cameriera dei Jefferson (8) e quel mastino dal pugno di ferro, ora scomparsa all’agone politico,di Condolezza Rice (9), Segretario di Stato degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione di George W Bush senior. Quello che è saltato all’occhio, durante il giuramento tenutosi oggi, è la statura, del neoministro per l’integrazione, che sembrerebbe essere alta grosso modo come Renato Brunetta (9), sbeffeggiato dal “grande” Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo (10), che in gioventù si arruolò come volontario nell’esercito della Repubblica di Salò. E visti i suoi trascorsi di giovane fascista, ci si augura che possa utilizzare gli estesi epiteti alla congolese naturalizzata italiana, riferendosi alla sua statura, magari rimembrandosi i versi di “Faccetta nera”, che nel ritornello dice: “Facetta nera/bell’abissina/aspetta e spera che l’ora si avvicina…” o che  il Premio Nobel consigli a Edoardo Vianello di rielaborare i “I Watussi”, che nel testo dice: “Nel continente nero/alle falde del Kilimangiaro/ ci sta un popolo di negri che ha inventato tanti balli…siamo i Watussi/ siamo i Watussi/ gli altissimi negri…”, il tutto alla luce dell’onestà intellettuale che la sinistra da sempre gli riconosce.

È chiaro che Cecìlie Kyenge, neoministro per l’integrazione è stata messa lì tanto per fare figura  a livello internazionale, e come paravento da eventuali critiche che dovessero saltare fuori durante il suo operato a favore degli immigrati, in quanto si utilizzerebbe il colore della sua pelle come cartina tornasole per etichettare come razzisti quanti, dentro, ma soprattutto fuori il Parlamento, ossia la società civile, si opponessero a determinate riforme che la sinistra volesse attuare, anche cancellando la legge Bossi-Fini. (11).

La seconda straniera, naturalizzata italiana, per matrimonio, è Jhosefa Idem (12), che da canoista pluripremiata, è diventata, senza alcuna esperienza politica, Ministro per le Pari Opportunità Sport e Politiche Giovanili, sotto le fila del Partito Democratico. Ora resterà da capire se la Idem, quando ci saranno contenziosi economici, in seno all’Unione Europea, tra il rigorismo tedesco e il lassismo italiano, se sceglierà, contro gli interessi nazionali italiani, il rigorismo di matrice teutonica o se si sarà italianizzata e quindi uniformata, rinunciando, politicamente parlando, a quel rigore che per decenni aveva messo durante la sua carriera agonistica,diventando  po’ come Arlecchino nella commedia di Goldoni: “Il servitore di due padroni” (12)..

Ma l’apoteosi della “Supercazzola” (13)del Conte Lello Mascetti-Enrico Letta – Ugo Tognazzi R.I.P. –  ls si ha con l’innalzamento all’augusto soglio del Ministero della Salute di Beatrice Lorenzin, in quota PDL,  (14), diplomata in un liceo classico e senza alcun tipo di conoscenza dei meccanismi che regolano il mondo della medicina e della salute, essendosi occupata di altro nella precedente legislatura.  Forse è stata messa lì per rinverdire, grazie ad Enrico Letta i “fasti e il radioso futuro” commessi da Maria Stella Gelmini, quando era alla Pubblica Istruzione.

Se si deve affossare definitivamente la salute pubblica. Beatrice Lorenzin è la persona adatta per prendere ordini dai mondialisti del l Bildemberg e della Commissione Trilaterale (15) per le riforme, leggesi privatizzazione della Sanità. E un partito di centrosinistra, che in teoria dovrebbe essere a favore delle fasce più deboli, in un ministero chiave e delicato come quello della Salute ci mette un soggetto di centro destra. Misteri della Fede o più semplicemente l’Italia e gli italiani debbono obbedire, senza fiatare, agli organismi sovra e transnazionali?

Se i botti di questa mattina sono l’antipasto di quello che in futuro potrebbe avvenire in Italia, visto il perdurare della depressione economica, il governo L Enrico Letta-Silvio Berlusconi potrebbe accelerare il restringimento delle libertà individuali, nel nome della “loro” sicurezza.

 L’Italia, in virtù della futura stretta economica, causata dal MES (16), potrebbero essere in molti i liberi cittadini che sceglieranno nel prossimo futuro i piazzali innanzi ai palazzi del potere, per cercare di porre fine alla loro vita.

Oggi resta da capire se l’aspirante suicida sia stato fortunato a salvare la pelle, o se le Forze dell’Ordine non abbiano agito con eccessiva mollezza, in quanto negli Stati Uniti, in una situazione del genere, il soggetto sarebbe stato crivellato di colpi, tanto da diventare uno scolapasta insanguinato, riverso a terra.

 Morto.

Marco Bazzato
28.04.2013

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni politiche 2013. E adesso?


In moti avranno fatto zapping fino a quasi le tre di notte, ora, arrivando sfiniti alla fine della lunga giornata elettorale.

L’unica certezza è che l’Italia e gli italiani sono finiti, per colpa di PD PDL, dentro un gigantesco mixer colmo di merda, dove la speculazione europea sta affilando le armi per spolpare il cadavere dello Stivale, iniziando a fuggire dall’industria e dalla finanza boccheggiante, con lo spred che finalmente torna a crescere e le cancellerie di mezzo mondo che si mettono le mani sui coglioni, sperando che nei loro Paesi non avvenga il “miracolo Italiano”

La cosa buffa è che Grillo ha sbancato il casinò, spendendo, rispetto agli altri partiti politici e senza andare in tv, anzi con i giornalisti costretti a rincorrerlo su e giù per il Paese, trattati a volte come cani servi del potere, obbligati dal dovere di cronaca a inseguirlo, venendo sbeffeggiati senza tanti complimenti.

Bersani è il grande principe è il “vincitor perdenti” si trova con un nugolo di parlamentari, inutili anche per farci il minestrone di verdure, con Vendola cetriolo capo, che e con il suo Sel è entrato in Parlamento dalla porta di servizio, visto il suo striminzito 3,2%, dimostrando che manco la lobby gay crede alle sue proposte, figuriamoci gli etero.

I trombati eccellenti: Fini, Di Pietro, la Binetti, la Conica, il Buttiglione, per dire quelli più eclatanti  (1) soprattutto quel simpaticone di Ingroia ha dimostrato che in Italia come non ci sta posto per i post fascisti, peggio vengono trattati come sudici seguaci del baffone comunista Stalin, considerati dei cadaveri che camminano e consumano ossigeno e rilasciano nell’atmosfera, anidride carbonica, senza contare le acque nere.

Ma l’orgasmo più bello è venuto durante la conferenza stampa di Mario Monti. Sembrava uno studentello al primo anno di economia che non ha passato un esamino e con il professore di turno che l’ha insultato contro, davanti ai famigliari e compagni di corso, beccandosi sul libretto una solenne insufficienza e  sempre da parte del docente, un “vaffanculo!”

 Monti era rosso in volto. Faccia che di solito fa qualsiasi persona non ha quando per farsi passare il giramento di zebedei si scola tre cartoni di San Crispino, pregando che il bambino venga accoppato da un cacciatore di frodo, prima che ripeta per l’ennesima volta: “Guarda nonno, guarda….è… Bum, morto stecchito”.

Presumibilmente durante quella conferenza stampa, moti degli elettori di Monti si saranno messi se maschi i coglioni ioni, se femmine le zizze,  tra la porta e lo stipite, ordinando ai figli di chiudere il portoncino blindato con la massima violenza possibile e poi…

Berlusconi è il vero vincitore morale della causa perduta.  Ora se ne sta all’angolo, sfregandosi le mani e vedendo il Bersani che bestemmia, masticandosi il toscano, come se fosse alla Festa dell’Unità di Brescello, incazzato perché è cuochi e camerieri sono ciuchi marci, per l’ennesima volta si sono scolati la vendemmia dell’anno successivo, prima ancora che si formi l’uva.

E gli Italiani? Passata la sbornia capiranno che uno per uno, tutti assieme, senza distinzione di razza, sesso, orientamento sessuale, stanno per prendersi l’ennesimo cazzo in culo, nuovamente a secco come le tasche. E brucerà. Eccome se brucerà.  Saranno emorroidi per tutti.

Già, perché tra poco gli italiani inizieranno ad attraversare il canale d’Otranto a nuoto direzione Albania. È chiaro che il Paese è ingovernabile peggio di un cavallo morto, reso carne macinata e spacciato per manzo nei supermercati di mezza Europa, impossibile da ritirare dal mercato comune.

Soluzione alla crisi e possibili scenari?

Grande inciucio, PD – PDL? Per ora esclusa dallo smacchiatore di giaguari del giaguaro rimasto con la sua pelliccia.

Alleanza PD con il Movimento 5 Stelle? Bersani deve prepararsi a calare le braghe e zac… Grillo dirà o mangia la minestra o salta la finestra e vaffanculo.

Ritorno alle urne? Sarebbe la buffonata del secolo, visto che farebbe pensare che i due “grandi” partiti, Pd e PDL, come i bambini a cui un piccolo bullo ha rubato le biglie e adesso vanno a piangere dalla vecchia madre, ormai moribonda (Napolitano è agli sgoccioli, come mandato) battendo i piedi a terra e facendo gli offesi… sempre che alcuni grillini non si vendano per un piatto di lenticchie…

Un nuovo governo tecnico, con Giuliano Amato come premier? Potrebbe essere l’opzione imposta da tempo da parte dell’Unione Europea e dal sistema finanziario internazionale, perché garantirebbe la continuità di Monti e della politica di austerity, ossia impoverimento generalizzato del Paese, almeno per due anni, per poi lasciare spazio alle elezioni anticipate, spianando la strada alla maggioranza assoluta del Movimento Cinque Stelle, movimento che, anche se non è stato capito da molti, va incasellato all’interno di una destra. Simile. Quasi etero guidata dai banchieri Teocon americani..

Il ruolo di Grillo e del Movimento cinque stelle? Continuare sulla sua opera di sfascio della partitocrazia, facendo quello che per trent’anni non è riuscito a fare Pannella e al Partito Radicale. Se si tornasse entro un anno alle urne, la vittoria del Movimento cinque stelle potrebbe essere schiacciante, indipendentemente dalla legge elettorale, che giocoforza, in un modo o in un altro, dovrà essere ripresa in esame, questa volta senza giochetti, perché a continuare a fare i conti senza l’oste, alla fine si rischia di morire alcolizzati , per lo scoppio del fegato e della bile, anche se è astemi.

I mercati? L’euro e l’Unione Europea?

Che si fottano. Si auspica, ma le grandi banche, anche americane e non solo, non lo permetterebbero, a costo di militarizzare l’Italia,seminando morte, sangue, distruzione e miseria. Il problema è che il tessuto economico italiano è sfasciato, la morte e la miseria continuano ad avanzare, assieme alla disoccupazione. Tanto vale lasciarsi dietro quanti più cadaveri europei ed europeisti possibile. Alla fine ci sarà un’uscita dal tunnel della recessione e della depressione.  È importante quanti morti la società europea sarà disposta a considerare come morti fisiologiche, ossia danni collaterali sopportabili e a mo di ripulitura del sistema, per poter poi ripartire, non più forti di prima, ma con meno problemi, leggesi esseri umani nel continente europeo.

Stiamo sereni, questa scelta non sarà fatta dagli italiani e dal sistema politico italiano, ma l’onore di queste morti spetta e spetterà, vedi la Grecia, alla grande finanza internazionale e alle grandi cancellerie,quella tedesca in primis. A questi spetterà l’onore di premere i fatidici pulsanti e tirare le levette e “grilletti”, circa la prosecuzione dell’impoverimento italiano, per il bene degli italiani e del bene comune diranno, per salvare il sistema creditizio delle banche private  sovrannazionali..

Oggi come ieri Bersani, Berlusconi, Monti e apparentemente da ora anche Grillo sono solo i burattini tirati da una piovra economica impossibile da uccidere, perché esiste dai secoli e il Movimento cinque stelle in questo momento è utile al “sistema!”

Marco Bazzato
26.02.2013




giovedì 10 gennaio 2013

Restrizioni per la vendita di armi ai cittadini negli U.S.A? No, grazie!


Finalmente gli americani sono tornati a ragionare come loro costume, ossia come una nazione che vive col sangue il mito del west e il diritto sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione che recita: “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una milizia regolamentata, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto”, tonando ad acquistare armi come più di prima, e ora anche giubbotti antiproiettili per i figli minori,  per recarsi a scuola in tutta sicurezza.

Chiaramente durante il turbino emozionale dettato dal calore in fase di dissipazione dei corpi dei venti bambini  uccisi  e dei cinque adulti, più  il suicida che ha dato il via alle danze nella scuola   Sandy Hook di Newtown (1), anche da parte del Presidente americano, Barack Hussein Obama, che non ha resistito, come la Elsa Fornero, a farsi lacrimare gli occhi, a beneficio dei media, impegnandosi a parole affinchè ci sia un maggiore controllo sulla vendita di armi, semiautomatiche e non.

Bubbole.

Per fortuna erano frasi di circostanza, visto che ci pensa la National Rifle Assciation (2) a tenere dritta la barra della libertà sancita dal Secondo Emendamento, , onde evitare che un manipolo di reazionari vogliano cancellare o modificarlo, cosa  impossibile, vista la tradizione che hanno verso le verso le armi da fuoco.

Passata la buriana emotiva e con l’avvento delle festività natalizie gli americani hanno reagito secondo la tradizione, riscoprendo il piacere di armarsi, riarmarsi, aumentando le Santa Barbara private, regalandosi pistole, fucili semiautomatici e quant’altro, a beneficio della sicurezza  personale, anche per esorcizzare l’atto isolato di un folle che non rappresenta l’americano medio, amante e dedito alla coltivazione dell’hobby di questi oggetti culturali, dal sapore antico ma sempre attuale.

Ma la “danse macabre” alla  Sandy Hook di Newtown, non è la maggior mattanza scolastica o liceale della storia degli Stati Uniti. Infatti, il record di macelleria studentesca è stato raggiunto e ancora insuperato nel millennio passato, il 18 maggio del 1927, presso la Bath Township, grazie all’utilizzo di tre ordigni che hanno causato quarantacinque morti, e la maggioranza di questi erano studenti della  Bath  Consolidated School (3), anche se il teatro dell’operazione bellica non può essere annoverato ufficialmente tra le stragi scolastiche, essendo avvenuto in un luogo differente rispetto alla  Bath  Consolidated School, frequentata alla maggioranza delle vittime e dall’autore della medesima, Andrew Ketoe, anch’egli impegnato in attività scolastiche.  Si può dire che a modo suo questa apoteosi insuperata faccia parte degli annali scolastici. 

Negli Stati Uniti, Paese abitato da 300 milioni di persone, circolano 300 milioni di armi, possedute dai privati cittadini, e queste causano solamente 30mila morti l’anno, morti percentualmente irrisori in rapporto alla popolazione e le armi in mano ai privati, segno che sebbene armati per difesa personale, tutto sommato sono dotati di grande autocontrollo per quanto concerne l’utilizzo, indipendentemente che siano  pistole o fucili semiautomatici.

Non va dimenticato che questi 30 mila sono utili all’ingrasso di becchini, fabbriche di feretri, fiori, pastori che durante le funzioni religiose raccolgono offerte, ergo psicologi, psichiatri per l’elaborazione del lutto, perché come dicono lì “the business il business”, non sono morti invano in quanto generano un indotto economico non indifferente, dando occupazione, tramite tutta la filiera “del caro estinto” a migliaia di persone, questo solo riferito ai semplici morti. Mentre la filiera dal produttore al consumatore i vari passaggi di mano, movimentano miliardi di dollari ogni anno, che alla fine diventano anche tasse per le casse dei singoli Stati e del governo Federale. Rinunciare a queste entrate, senza contare la perdita di posti di lavoro, ai costi per i sussidi di disoccupazione, non può essere motivato da una strage che per quanto crudele possa essere, statisticamente è un evento isolato, episodico e sporadico, dove alla fine il computo dei morti fa a finire nel grande paniere statistico annuale, disperdendosi come un principio attivo all’interno dell’acqua di un farmaco omeopatico.

Per capire come a livello pratico agli americani siano interessati al mantenimento dello status quo, riferito al Secondo Emendamento, poche settimane dopo la mattanza alla Sandy Hook di Newtown, a Camden, nel New Jersey città di 79 mila abitanti, i pastori della Antioch Baptist Church e Higler Ground Temple Church of God in Crist hanno cercato di redimere i fedeli, proponendo uno scambio:  cash-for-guns (4) , con una risposta da parte di quest’ultimi veramente miserevole:  1.137 armi da fuoco, atte alla difesa personale, ma che secondo i funzionari statali si tratta di un vero record, anche se parte di queste armi erano dei ferrivecchi e i volenterosi si sono fatti pagare, per scaricare l’immondizia ai pastori.

Il problema delle armi negli Stati Uniti, se analizzato con distacco, è un non problema, in quanto ci sta solo un’esigua percentuale di statunitensi, da considerarsi dei reazionari al sistema, vorrebbero maggiori restrizioni nella vendita ai civili di armi, come se non potessero essere trovate, certo a prezzi maggiorati, al mercato nero – come del resto accade in Italia –  perché le morti di persone sono effetti collaterali, legati dall’utilizzo in luoghi e in situazioni improprie, diverse dalla difesa personale per le quali erano state legittimamente e legalmente detenute, e perché probabilmente il più delle volte i segnali di disagio mentale e sociale dei futuri pluriomicidi, c’erano da prima delle stragi, ma chi di dovere, come psicologi, psichiatri e assistenti sociali e scolastici, non sono stati in grado di intercettare e comprendere la gravità dei sintomi, tramite i segnali di disturbo che questi volontariamente o involontariamente emettevano, a dimostrazione di come questi lettori dei fondi di caffè siano bravi con il senno del poi, ma per quanto riguarda il prima, non sono diversi dagli accalappiabesughi, incapaci a formulare diagnosi, corrette su soggetti psichiatricamente e/o psicologicamente disturbati.

Marco Bazzato
10.01.2013


domenica 12 dicembre 2010

Wikileaks: l'ira della Santa Sede


“Il re è nudo” e si incazza. Chiudete gli occhi ai bambini!

Non l’ha presa tanto bene lo Stato Città del Vaticano le “rivelazioni” Wikileaks, dove i cablogrammi diplomatici dell’ambasciata statunitense presso la “Santa Sede” fanno fare una figura barbina alle alte cariatidi della diplomazia vaticana. Naturalmente lo Stato foraggiato dall’Italia, grazie al concordato, cerca di smarcarsi, mostrando però una certa diplomatica irritazione per come vengono descritti i vertici della setta composta da un miliardo di addetti del Caattolicesimo Universale.

Ma il problema non sono le ovvietà espresse dagli addetti all’ambasciata, ma lo smacco morale – sempre che in Vaticano esista una morale – manco fosse il primo, circa la catastrofica impreparazione dei diplomatici, legati a una mentalità fariseica e zelota, poco amanti della verità, tradendo così anche i principi del loro capo supremo, non il papa, ma il Cristo crocifisso e il Padre stesso. Cose che Cristo già sapeva, visto che la teologia dice che Dio vede e comprende tutto, ma evidentemente al Vaticano non piace quel passo del Vangelo di Mt 10, 26-27: “Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti”. Ma per il Vaticano, vista l’irritazione manifestata, sembra che queste sacre parole non dovrebbero valere per loro…chissà perché?

Ne esce un ritratto arcinoto di uno Stato Pontificio che a parole predica l’amore, l’armonia, il rispetto nei confronti del prossimo, ma nei fatti fa ostruzionismo, non collabora con i paesi stranieri quando i loro sacerdoti commettono reati con i pantaloni abbassati, contro dei minorenni, oppure quando da quasi duemila anni compie alchimie finanziarie in mezzo mondo, prelevando al contrario di Robin Hood ai poveri per dare ai ricchi, cioè alle alte gerarchie, denaro, terreni, rendite, castelli, palazzi, ospedali e bordelli vari…
Ma uno di quelli che ci fa la figura peggiore è Tarcisio Bertone sa comunicare solo in Italiano, e un diplomatico che si rispetti, come minimo dovrebbe conoscere il francese – lingua internazionale dei diplomatici – o al massimo, anche se zoppicante, un minimo di inglese, perché presumere che i diplomatici stranieri si imparino una lingua morta, il latino, lingua ufficiale del Vaticano è un’utopia neandertaliana, e se poi vengono presi per i fondelli c’è da stupirsi che non sia stato fatto prima pubblicamente.

Alla fine l’ex Stato Pontificio ne esce con le ossa rotte, anche se bisogna essere onesti, fuori dall’Italia se ne fregano del Vaticano e del papa e la massima attenzione che riceve è durante le benedizioni Urbi et Orbi dove anche i non credenti aspettano di sentire gli auguri nella loro lingua, dimenticandolo subito dopo, e tornando alle faccende quotidiane rimuovendo dalla memoria collettiva il nome del Re dello stato teocratico all’interno delle mura capitoline.

L’errore delle gerarchie vaticane, che come nominava duemila anni i loro antenati – sadducei, samariti, farisei, zelti – il loro capo, non sono altro che “sepolcri imbiancati”, che all’alba del XXI esimo secolo vivono ancora con l’illusione di “Roma caput mundi”, mentre alla fine non se li fila nessuno, a parte i politici, ma per ragioni di elettorato, sono solo un residuato preistorico e un costo sociale per la società italiana e presumibilmente anche per altre nazioni dove esistono “Patti Concordatari” che bellamente disattendono, quando si tratta di far camminare la Giustizia, a loro sfavore.

Una gerarchia arroccata ai riti,a secolari tradizioni, persi nelle interpretazioni variabili di pecorai e di un pescatore del Lago di Tiberiade, simili a coloro che festeggiavano durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C, scollata e disadattata rispetto alla società civile, incancreniti su pozioni da castello assediato, come se all’interno delle “Sacre Mura” ci fosse ancora qualcosa degno di un valore morale da salvare e da lasciare ai posteri.
Insomma anche gli americani hanno scoperto finalmente l’acqua calda.

Marco Bazzato
12.12.2010
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mercoledì 1 dicembre 2010

WikiLeaks: in attesa dei dispacci che facciano tremare le cancellerie di mezzo mondo.


Dovevano essere i file che avrebbero fatto tremare le cancellerie di mezzo mondo, invece per ora l’atteso botto non c’è stato. Solo banalità, gossip, e qualche piccola perla di ovvietà che tutti i cittadini, riferiti ai politici dei singoli stati, sanno ed esprimo quotidianamente ogni giorno su blog, siti e pagine di Facebook. Insomma chi si aspettava qualcosa di deflagrante è rimasto deluso.

Del nostro beneamato premier, Silvio Berlusconi, si è già detto tutto e il contrario di tutto e allo stato attuale, visto che non molla l’osso del comando per gli scandali quotidiani, appare vero che “ciò che non distrugge, fortifica”Verrebbe da gridare “Miracolo!” o “Peccato!”

La cosa che più rammarica, ma si spera che in futuro WikiLeaks lo faccia, è che non siano stati pubblicati, se fossero disponibili, i messaggi tra le varie ambasciate nel mondo di cosa ne pensano i rispettivi diplomatici dei governati dei paesi ospiti. Sarebbe interessante sapere per esempio cosa pensa un ambasciatore italiano del presidente degli Stati Uniti, o del primo ministro inglese e via discorrendo. Tanto per avere un panorama complessivo della situazione. Se fossimo fortunati, forse, i giudizi, bene o male potrebbero collimare o avere delle piccole differenze,da quanto si può udire in qualsiasi bar di periferia o mentre il barbiere fa barba e capelli, commentando i fatti e i comportamenti dei vari politici nazionali e internazionali, conosciuti e sconosciuti.

A voler essere feroci si potrebbe dire senza timore d’essere smentiti che siamo giunti alla politica da shampisti, con tutto il rispetto per gli shampisti.
Possiamo dire ch si è strappato il velo dell’ipocrisia diplomatica, dei sorrisi a tutti i costi, delle strette di mano davanti ai fotografi, delle pacche sulle spalle e delle corna presidenziali fatte durante gli incontri internazionali, delle barzellette sporche e delle bestemmie contestualizzate, mostrando i vari “leader” nazionali di tutto il mondo, politicamente “nudi come germi” dalla testa alla cintola dei pantaloni, a parte Berlusconi, messo a nudo dalla “cintola in giù”.

Basta ipocrisie, le ambasciate servono ai cittadini per alcuni servizi agli autoctoni e agli emigrati, ma è solo la punta dell’iceberg degli interessi di cui gli ambasciatori e i loro addetti diplomatici quotidianamente si occupano. Addetti militari, addetti culturali, addetti economici e via discorrendo. Ambasciatori e addetti diplomatici non perdono tempo con le “miserie” della plebe – al massimo in caso di incontri con i piccoli imprenditori, l’ambasciatore dice ha “ha preso nota dei bisogni” sebbene nè lui nè nessuno del corpo diplomatico o dei segretari presenti prenda uno straccio di appunto, questo rende l’idea di quanto siano di facciata questi incontri – quelle vengono, a parte casi rarissimi, demandati a dipendenti di rango inferiore, a impiegati, il vero lavoro di un ambasciata rimane comunque la raccolta di informazioni, e non bisogna essere geni per comprenderlo. È naturale che poi i funzionari di grado inferiore, su indicazioni dei superiori, redigano dei dispacci da inviare ai rispettivi Ministeri degli Affari Esteri, per far sapere ai politici ed eventualmente anche alla grande industria, vizi privati e pubbliche virtù delle controparti che si potrebbero incontrare in occasione di negoziati economici e/o politici ad altissimo livello.

Questi sono i “segreti” svelati con dovizia di particolari nei romanzi di spionaggio, come nel caso di Tom Clancy, hanno forti agganci con il sistema e la comunità dell’intelligence. Vedi “Il Cardinale del Cremlino” 1988, e oggi, piaccia o no, le cose non sono cambiate di una virgola. Verità e fantasia mascherate unite e fuse, ma che all’interno rivelano informazioni assai pratiche e utili, per chi non vuole leggere un romanzo solo per la storia, ma anche per comprendere quanto di reale possa esserci dietro.

Le cancellerie internazionali ora sono incazzate perché è ufficiale che molto del denaro speso viene utilizzato affinchè ci si possa “diplomaticamente sputarsi” addosso a vicenda come dei lama tibetani, e sono scandalizzate del fatto che la plebaglia venga a sapere quello che comunque ipotizza bene, infatti, sono furiosi per via dell’ufficialità dei documenti emersi.

Uno dei personaggi più ridicoli di questa situazione è il Ministro degli esteri Franco Frattini, che ne chiede a gran voce l’arresto e l’interrogatorio, anche se non si è capito se anche con metodi estremi, e dato che ci siamo anche un soggiorno “fine pena mai”, senza processo, a Guantanamo. E questo sarebbe un libertario democratico?

Certe richieste di “legalità” odorano di letame fascisto-comunistoide richiamano alla memoria i campi di rieducazione sovietica.

Frattini omette di dire che in quei dispacci resi pubblici i singoli paesi seppur menzionati non possono metterci bocca, in quanto si tratta di comunicazioni interne, intercorse tra le varie ambasciate americane sparse per il mondo e il Dipartimento di Stato, e secondo i principi del diritto internazionale, è come fossero state inviate all’interno del territorio degli Stati Uniti d’America perché le ambasciate non sono altro che appendici all’estero, nelle varie capitali o uffici consolari, del paese che invia i propri ambasciatori nei paesi ospiti, e all’interno le ambasciate sono luoghi extraterritoriali, inviolabili dei singoli stati rappresentati. A tutti gli effetti si tratta di corrispondenza che seppur a migliaia di chilometri di distanza ha viaggiato – formalmente – all’interno del territorio statunitense, e dove per logica di rispetto, le dichiarazioni di Frattini equivalgono ad un intromissione negli affari interni di una nazione sovrana.

Uno che conosce la diplomazia dovrebbe evitare certe sparate, interferendo con gli affari interni di un paese “amico”.

Qualsiasi immigrato in Italia o italiano all’estero che si reca presso la propria rappresentanza diplomatica, vede all’interno del perimetro della medesima le forze dell’ordine del proprio paese,lo sa. È strano che il Ministro degli affari esteri non sia a conoscenza di questa ovvietà, e si lasci andare a dichiarazioni di ingerenza nei confronti di un paese sovrano.

Ora WikiLeaks ha promesso che farà crollare una grande banca statunitense, mettendone in luce le connivenze tra la diplomazia e i banchieri il che ha spinto la signora con le corna, Hilary Clinton, moglie dell’ex presidente dai calzoni macchiati di sperma, Bill Clinton, a far dare la caccia al fondatore di WikiLeaks, e facendo partire la prima guerra mondiale informatica non dichiarata contro un privato cittadino e una società che ha sede in un paese straniero. Con la guerra cibernetica – non dichiarata ufficialmente – gli americani è come se avessero mandato gli squadroni della morte a snidare non i nemici entro i confini di uno stato straniero che ospita i server. Oggi succede a WikiLeaks, domani potrebbe accadere a qualsiasi libera attività ubicata in ogni parte del mondo che sta sui maroni agli americani, il tutto per una falla di comunicazione avvenuta all’interno dei loro confini, ambasciate sparse per il mondo comprese.

Da quando un paese che si reputa democratico e libero ha paura della verità e dei fatti scritti dai loro stessi funzionari? Un terrorista, perché così ministri come Frattini, dipingono dovrebbe essere considerato il suo fondatore Julian Assange. Per chi ha la memoria corta o preferisce resettarla, verso la fine degli anni ’80 gli americani guardavano a Michail Gorbaciov, come un innovatore quando lanciò la “Glasnost” – trasparenza nel vacillante impero dell’oggi ormai ex Unione Sovietica, mentre ora quando questo australiano compie un’operazione di trasparenza nei confronti degli Stati Uniti, facendo uscire documenti disponibili grazie anche alla mediocrità delle difese dei sistemi di sicurezza, ecco che diventa un nemico della pace internazionale, per dirla alla Frattini, “che vuole distruggere il mondo”.

Insomma,in poche parole, siamo all’apologia dell’artereosclerosi.
Ma la cosa più interessante che emerge, almeno per quanto riguarda l’Italia, è come viene visto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi dai funzionari dell’ambasciata americana a Roma: un mediocre, dedito a “festini selvaggi”, ma soprattutto il liberista che guarda sempre all’America, ma nei fatti è “intimo” amico di un ex spia comunista, Vladimir Putin, e Berlusconi a parole odia i comunisti, e di un dittatore, tra l’altro simpatico, coreografico e ipocondriaco – stando ai dispacci americani – Gheddafi. Questo dovrebbe far capire in che mani sono gli italiani in questo momento. Uno come Putin resterà per cultura sempre uno con il modo di pensare della spia, ma evidentemente al Cavaliere piace essere accostato a simili personaggi dell’ex apparato sovietico.

Ora però il pericolo più grande non potrebbe venire da WikiLeaks ma dal “silenzio stampa” dei maggiori quotidiani internazionali, cartacei e online, che potrebbero iniziare a dare un basso profilo ai file, perché un conto è quando si tratta di gossip e un'altra cosa quando rischiano, minacciati dai vari governo, ritorsioni legali, nel caso facessero da cassa di risonanza, mettendo al corrente i lettori di quanto emerge.

I cittadini di ogni singolo paese dovrebbero chiedere ai quotidiani d’essere aggiornati in tempo reale per quanto riguarda i file rilasciati da WikiLeaks, perché hanno il diritto di conoscere come si muove il molch della diplomazia, della grande industria e la finanza, perché alla fine quando giungono le crisi finanziarie i costi dei macelli politici ricadono ancora sui cittadini, e sarebbe ora che ognuno inizi a portarsi a casa il proprio letame, smettendo di spalmarlo addosso ai cittadini che alla fine sono solo vittime di questo commistione politico-economico-affaristico planetario.

Marco Bazzato
01.12.2010
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mercoledì 6 gennaio 2010

Obama: "Gli 007 hanno fallito"




Il 2009 è morto sotto i migliori auspici.
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Una Madonna ha colpito Berlusconi, il Papa travolto da una fedele infoiata, che pensava che egli fosse veramente il vicario di Gesù Cristo e che dalla sua gonna uscisse la potenza del Padre, mentre è riuscita solo a far carambolare a terra l’ex membro della gioventù hitleriana, in mondo visione. Complimenti, forse il miglior strike di bowling di vaticana memoria.

M a la notizia più ghiotta in assoluto è stato il fallimento di un attentatore con l’esplosivo tra i coglioni, che sfortunatamente non è esploso, facendo apparire i servizi segreti americani (Cia, Nsa) una succursale della Banda Bassotti, per quanto riguarda la capacità di prevedere gli eventi.

Questo secondo i media ufficiali.

Ma potrebbe esistere un’altra verità, una verità più semplice che vedrebbe il meticcio neo Premio Nobel per la pace in ostaggio delle lobby guerrafondaie che per anni hanno supportato il precedente presidente degli Stati Uniti, l’ubriacone George W Bush. È chiaro infatti che sebbene fosse stato avvisato il referente della Cia nello Yemen della possibilità di attentati, questa abbia, non chiuso un occhio, ma tutti e due, permettendo così che il bravo ragazzo s’imbarcasse su un volo Delta, da Amsterdam, alla volta degli U.S.A.

Chi pagherà per l’inettitudine dei servizi segreti americani?

Naturalmente i cittadini di mezzo mondo, che si vedranno letteralmente spogliati dai Body Scanner installati nei principali aeroporti del mondo, nei gate d’ingresso per gli imbarchi verso gli Stati Uniti.

Bisogna sacrificare un po’ della propria privacy in nome della sicurezza, dicono gli idioti…Balle, bisognerebbe appendere per i testicoli gli ufficiali dei servizi americani di stanza in Yemen e gli addetti alla sicurezza dello scalo olandese, che forse non erano collegati con le banche date americane, altrimenti avrebbero potuto prendere, al momento dell’imbarco, le contromisure necessarie.

Ma ci pensiamo? La nazione più potente del mondo, sulla carta, che è la più indebitata col rischio di defalut finanziario se Cina e Russia mettessero sul mercato tutti i bond americani, che si fa mettere in scacco da 100 accattoni yemeniti, 100 terroristi del week end che possono far affondare nella merda, il gigante americano con i piedi d’argilla?

Se crediamo alle panzanatedi Babbo Natale, a Gesù Bambino, alla Befana, al Gnau Fufu possiamo credere che quest’attentato non si poteva prevedere e che l’attentatore non era una faccia schedata, quindi per i servizi americani, un emerito sconosciuto.

Il vero dramma per gli “amici” che tengono politicamente in ostaggio il meticcio, il presidente americano, è il fallimento dell’attentato. Il dramma è che l’aereo non sia esploso, permettendo così’ al mondo e alla sicurezza internazionale di evitare misure draconiane, come l’inasprimento delle sanzioni contro l’Iran, inviare ulteriori truppe in Afganistan, bombardare veramente lo Yemen.

Proviamo a immaginare cosa sarebbe accaduto se l’attentatore fosse riuscito nella sua impresa? Subito sarebbero partite le accuse rivolte a mezzo mondo, dove gli americani come loro prassi avrebbero visto nemici anche dentro i tombini delle fogne, costringendo il cosiddetto mondo civile, quello umano, non radicalizzato a far indossare gli elmetti ai soldati e andare in trincea a combattere, a morire, ancora per far piacere a qualche multinazionale del petrolio o altro.

Il problema che oggi ha l’America è il meticcio e la sua signora, il Premio Nobel e consorte non sono altro che degli arruffa popoli, dei populisti dell’ultima ora che hanno ingannato gli statunitensi, mostrandosi come persone del popolo, perché di colore, apparendo umili come coloro che per mancanza di denaro si ingozzano di Junk Food, cibo spazzatura, mostrandosi agricoltori alla Casa Bianca, interessati ai cibi biologici, e altre scemenze, mentre da quando, quello che prima della Guerra di Secessione, perduta dal Sud, non sarebbe stato altro che uno schiavo nelle piantagioni di cotone, oppure prima dell’avvento – nefasto – di Martin Luther King che ha fatto abolire le leggi sulla segregazione, al grido del motto rivoluzionario “I have the dream” avrebbe continuato a viaggiare negli autobus riservati alle persone di colore, continua a comportarsi con la mentalità dello schiavo, visto che i suoi padroni gli hanno ordinato di chiedere scusa pubblicamente per gli errori dei servizi segreti, ma nel contempo riducendo ancor di più il diritto alla privacy dei viaggiatori stranieri che si recano negli Stati Uniti.

Insomma, un inizio d’anno col botto mancato a fine anno e all’inizio, quando a Time Square hanno paralizzato mezza città per un furgoncino abbandonato da due giorni a poche centinaia di metri da dove alla mezzanotte del 31 dicembre sarebbe sceso l’enorme testicolo luminoso che sancisce l’arrivo del nuovo anno.
Ora che accadrà? Nulla, tutto continuerà come prima, muovendosi lungo il ripido declivio che porterà ad ulteriori restrizioni nelle libertà individuali, restrizioni che verranno accettate a scatola chiusa dall’Unione Europea, e dall’Italia che come un bastardino affamato obbedirà senza muovere alcuna obiezione, per spingere l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti verso una nuova forma di dittatura strisciante, perché il mondo è sotto scacco di quattro accattoni armati di Kalansnikov che come ogni partigiano che si rispetti, con una semplice fionda, i piccoli Davide, abbattono il gigante Golia, facendoli fare la figura del perfetto idiota!

Ma la cosa strana che dimostra di come Obama sia un presidente dimezzato, come il colore della sua pelle, è che non ha chiesto le dimissioni dei vertici dei servizi, anzi, sono ancora ai propri posti, come accade nella politica delle banane in Italia, che più danni si commettono durante l’esercizio delle proprie funzioni, più si spalancano le porte verso mete ambite sempre più alte e posti di prestigio meglio retribuiti, a dimostrazione che non si lavora, come si vorrebbe far credere ai grulli, per il popolo, ma contro di esso, e che i veri ordini, quelli esecutivi, non giungono dalla marionetta che appare come il comandante in capo, ma da altri che se ne stanno rintanati, dietro le quinte, premendo per portare avanti i loro interessi economici.

Marco Bazzato
06.01.2010

venerdì 9 ottobre 2009

A Barack Obama il Nobel per la pace


Ci sono notizie che riescono a rovinarti la giornata, mandandoti per traverso sia la colazione sia il pranzo, visto quanto sono mostruose. Una fra queste è la notizia del conferimento del Premio Nobel per la Pace a Barack Obama.

Ridicolo.

È ridicolo che un premio così prestigioso sia stato dato a un tizio che a meno di un anno dal suo insediamento alla Casa Bianca, come primo Presidente mulatto degli Stati Uniti, praticamente non ha fatto nulla di concreto, ma solo cianciato, mancando ignomignosamente ogni obbiettivo che si era sbandierato ai quattro venti in campagna elettorale. Vedi la riforma del sistema sanitario nazionale, affossata senza pietà, lo stesso dicasi per il ritiro delle truppe dai teatri di guerra in Iraq e Afganistan, dove in quest’ultimo paese gli americani continuano ricevere bastonate, stile Vietnam, infamanti per una presunta superpotenza, che ora si accingerebbe ad inviare sul teatro delle operazioni belliche altri 50.000 mila soldati e un numero consistente di sacchi neri per il rientro in patria dei cadaveri dilaniati.
Promesse da marinaio in campagna elettorale non mantenute.

Obama è un Presidente marionetta, che riesce solo a rimpinguarsi lo stomaco di hamburger e frappè, sfilare in maniche di camicia, pronunciando discorsi così pieni di retorica imbolsita e parole vuote che potrebbero affossare di noia un bradipo appollaiato su un ramo d’albero.

Questo Premio Nobel per la Pace è un insulto per la pace stessa, in quanto, a parte qualche incontro da combriccola delle briscola ambasciatoriale, di risultati pratici nemmeno l’ombra, ma solo cartine, buone per rollarsi sigarette senza filtro e spinelli, che non hanno ottenuto nessun risultato degno di nota.

Barack Obama da tempo è ormai un Presidente a metà, esattamente come è mezzo bianco e mezzo nero, praticamente una specie di Barone Ashura ,impallinato dai falchi del congresso che lo tengono in ostaggio e che avevano bisogno di un uomo nuovo di facciata, dopo la catastrofe Bush, dovevano presentare al mondo una facciata nuova, pur continuando nei medesimi disegni.

Ora questo premio, svilito della sua importanza proprio perché è stato dato a Obama, assume così solo una connotazione politica per aiutare un Presidente in evidente difficoltà, rinunciando al valore etico e morale che questo premio dovrebbe riservare ai vincitori, dove molti commentatori anche americani, hanno dato lettura del Nobel al Presidente americano, come una cambiale in bianco, che al termine della presidenza potrebbe essere in protesto, quindi inesigibile sotto il profilo dei risultati effettivamente conseguiti. E a ben guardare questo, al termine dei prossimi tre anni di soggiorno alla Casa Bianca, sempre che non venga rieletto per un altro mandato, potrebbe essere il destino.

In tutta onestà, ben comprendendo il WOW presidenziale appresa questa mattina la notizia, che arricchirà le tasche del povero presidente di bicolore, permettendogli cosi hamburger e patatine in scala industriale per i secoli a venire. La Svezia, reali compresi, hanno preso una tavanata magistrale sulla fronte scialacquando il prestigio del premio e facendolo finire sotto i tacchi del mondo, annichilendone il valore simbolico, rendendolo pari al premio consegnato al “Miglior acchiappa citrulli del Paese dei Balocchi”.

Anche il mondo politico internazionale è stupido dalla bieca notizia, in quanto tutte le cancellerie sanno quanto nullo sia stato fin ora, oltre alle generiche parole di circostanza, il contributo dato da Obama alla pace nel mondo è praticamente nullo, a parte qualche esternazione così generica da essere evanescente, come il respiro di un corpo messo in stasi criogenica.

L’unica nota positiva sul Premio Nobel per la Pace assegnato a Barck Obama sarà che qualunque guerra gli Stati Uniti combatteranno sotto la sua presidenza sarà sempre e comunque una guerra giusta, combattuta a suon di cannonate e distruzioni a beneficio della Pace.

Parola di Premio Nobel!

Marco Bazzato
09.10.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/