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venerdì 2 ottobre 2015
Guerra Mediaset Sky: chi vince e chi perde?
A mezzanotte del 08.09.2015
alle 00.00 ora italiana, 01.00 ora bulgara, quando il segnale dei canali
Mediaset, Canale 5, Italia 1 e Rete 4 è stato criptato, si è elevato un bestemmione mentale infinito. Vi posso garantire
non solo da parte mia. Un bestemmione di quelli che farebbero rizzare i capelli
sia al Papa che dall’ultimo curato di campagna che celebra ancora la messa con
il Rito Tridentino.
Mediaset aveva messo in
atto il dispetto a Sky, criptando il segnale sul satellite Hot Bird 13, non
essendo da quel momento più FTA – Free To
Air, perché il segnale veniva ripreso dalla piattaforma a pagamento di Sky –
impedendo a tutti i cittadini europei di vedere i programmi Mediaset, rinchiudendo
il segnale satellitare attraverso la piattaforma TV Sat, solo per l’Italia e gli italiani
residenti in patria che, a causa di zone d’ombra, non sono raggiunti dal
segnale del digitale terrestre.
Per fortuna ci
stracciano i coglioni ogni giorno con il mondo globalizzato e altre bischerate,
salvo poi mettere in atto strategie industriali degne dei due confinanti del
podere del primo film di Don Camillo, i Filotti e i Della Bruciata.
Mossa intelligente
diranno alcuni. Mossa stupida diranno
altri.
Già, perché è come se
uno per fare un dispetto a un concorrente decidesse di prendere il trapano a
percussione, montare la punta più grossa e trapanarsi un testicolo, sicuro che
il concorrente soffrirà per questa scelta di auto castrazione.
Praticamente questo è ciò che ha fatto Mediaset.
Infatti la sua scelta
suicida le si sta ritorcendo contro.
Gli ascolti sono in preoccupante caduta libera
e di riflesso anche gli investitori pubblicitari stanno dirottando le loro
risorse verso altre reti televisive, prime fra tutte la Rai, che continua a
trasmettere i canali Rai 1, 2 e 3, i generalisti, ma anche altri, sul
satellite in modalità FTA – Free To Air e su TV Sat.
Sicuramente a causa di
questa decisione sta perdendo non solo Mediaset – se l’è cercata e voluta, ma sta
danneggiando gli italiani residenti all’estero che seguivano i programmi via
satellite e molti cittadini stranieri che avevano nei loro pacchetti televisivi
via cavo i canali Mediaset, ora criptati.
Infatti il provincialismo italiano ha scordato è che i
canali satellitari italiani FTA – Free To Air, all’estero
o poco tanto fanno parte del bouquet dei canali inseriti nelle offerte di
questi venditori di servizi televisivi, perché esiste un universo di stranieri
che amano vedersi le fiction, i film italiani, gli show in lingua originale e
non doppiati, magari alla cazzo di cane, standosene comodamente seduti in
poltrona, in salotto, dopo cena.
Senza contare il danno fatto agli studenti che
nei loro Paesi studiano la lingua italiana, agli imprenditori, ma non solo, anche semplici
turisti, che viaggiano per lavoro dai
loro Paesi per l’Italia, e amano tenersi
aggiornati, seguendo i canali Mediaset, che oggi non vengono più invogliati all’acquisto
di determinati prodotti reclamizzati in quelle reti, perché sono stati
violentemente mutilati di questa possibilità, che danneggia non solo gli italiani in Italia e residenti
all’estero per svariati motivi, ma anche
gli investitori pubblicitari, in quanto si sono visti togliere visibilità continentale,
e costretti a riposizionare i loro investimenti pubblicitari nella TV di Stato,
la quale sicuramente si sfregherà le mani per la gioia, in quanto questa mossa
danneggia in primis i loro fatturati.
Con termini diversi lo
afferma anche “Il fatto quotidiano”,
nel suo articolo: “Mediaset, costa caro
l’addio alla piattaforma Sky: oltre un punto di share in meno. Freccero:
“Errore industriale”. Simonelli: “Autogol” di Claudia
Rossi.
Solo che l’analisi, a
mio avviso, non tiene conto della perdita degli telespettatori europei, e
quindi il danno economico, non solo per Mediaset, ma per l’economia italiana,
potrebbe essere più elevato, se si tenesse conto anche di questa quota non
indifferente di telespettatori continentali persi, privati della ricezione
satellitare FTA – Free To Air.
Le perdite reali però
non si possono effettivamente quantificare nel breve termine, ma ci vorrà, a
mio avviso, almeno un anno per comprendere come l’emorragia reale, su base
europea, di telespettatori causerà perdite ben più elevate del mancato accordo
con Sky, danneggiando anche il Made in Italy italiano, il quale attraverso i
canali Mediaset, disponibili gratuitamente sul satellite in scala continentale,
venivano veicolati e visti da un numero di potenziali consumatori che adesso l’Italia
ha praticamente perduto.
Marco Bazzato
02.10.2015
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lunedì 28 settembre 2015
“Volkswagen, l’inquinamento? È Cosa Nostra!”
Ci sta poco da girarci
attorno. È una settimana che godo come un cammello infoiato. Che godo come un
vulcaniano alle prese con il Pon Farr, detto anche “La febbre del sangue”, vedi
episodio di Star Trek TOs, Amok Time del
1968, da quando è scoppiato, partendo dagli Stati Uniti, lo scandalo Volkswagen, sulle autovetture dalle emissioni
taroccate, che come una tempesta di sabbia del Sahara, ha investito
praticamente tutto il mondo motorizzato.
È la goduria di vedere
i nostri amati amici teutonici, che praticamente si sono fatti trovare con le
braghe abbassate e che stanno subendo un atto contronatura di sodomia
planetaria, da parte, non solo dei governi infuriati come bisce, per quanto
avvenuto, ma ormai anche dalle palle iniziano a fumare dei proprietari di
questi modelli, ai quali toccherà per lo meno perdere una mezza giornata, per,
quando sarà il momento, portare il mezzo
taroccato e adulterato, dal concessionario della casa automobilistica, fondata
nel 1937, ai tempi del nazismo, per
volere dello stesso Adolf Hitler, infatti Volkswagen significa “vettura del
popolo”, oggi non certo buona per le tasche di cani e porci, a far rimappare, a spese della Volkswagen, ,
la centralina incriminata di tale burdello.
Ci stanno però una
serie di domande che credo assalgano tutti i lettori. Innanzitutto il silenzio
omertoso dell’Unione Europea, la quale sapeva almeno dal 2013, stando alle
informazioni di stampa, che in alcuni specifici motori a nafta, più bello il
termine nafta, sa più da grande inquinatore, vedi quel bel fumo nero e oleoso
dei trattori o dei motori a nafta degli anni ’80, sputavano dai tubi di
scappamento, gas superiori a quanto dichiarato in fase di omologazione al
banco. Ma come spesso accade con i grandi gruppi industriali a livello
planetario, ci si accorge che la merda inizia a puzzare solo quando il cesso
si tappa e il solido marrone rischia di
cadere sul pavimento, appestando tutto il cesso, emanando soffici effluvi
ammazza olfatto.
Quanti effettivamente
sapevano di questo problema? Sempre stando alle informazioni di stampa, la cosa
era emersa negli Stati Uniti nel 2014, ma si è aspettato come spesso accade, a
discapito della salute pubblica, il momento politico opportuno per ammazzare il
maiale con la macellazione Haal, pardon, per assestare un bel colpo di reni non
solo alla credibilità tedesca, ma soprattutto per tramortire la cancelliera
teutonica, che sembra ormai perdere colpi, peggio di un vecchio motore ad aste
e bilancieri, con tanto di valvole consumate e fasce elastiche contenitive usurate, che consuma olio a più non posso.
Una voce però ancora
non si è fatta sentire: quella degli ambientalisti. Strano, quelli gridano
anche se si piscia fuori dal boccale, se un non si tira lo sciacquone dopo aver
defecato, o se le stalle colme di vacche, emettono gas metano. Ma in questo
frangente? Silenzio assoluto, mutismo. Che abbiano tutti la VW e non vogliano
andarsene via a piedi, magari mostrando al mondo che, da ambientalisti, usano
autovetture a nafta che inquinano più del culo di una vacca?
La cosa più assurda di
tutte è che nessuno al momento ha crocifisso e lapidato l’azienda che ha
prodotto la centralina, che non è la Volkswagen, ma bensì la Bosh, sempre
tedesca. Su di lei nessuno strale, nessuno ha puntato pubblicamente il suo CEO,
i dirigenti e i suoi tecnici, visto che
alla fine, certo, la Volkswagen, ha commercializzato dei veicoli a nafta
inquinanti, ma l’inquinamento sembrerebbe non dovuto tanto ai motori, ma alla
centralina prodotta dalla Bosh, la quale comprendeva benissimo quando il tubo
di scappamento di un mezzo sul rullo della revisione, quando gli veniva
infilato nell’ano la sonda dell’opacimetro, passava in modalità “risparmio”
tenendo le emissioni di gas entro i limiti di omologazione.
Un po’ come fanno
gli adolescenti quando, bravi e beati loro, iniziano a fumare di nascosto e come
troiette infoiate, prima tornare a casa, si appestano di profumo gli abiti,
mettendosi in bocca qualche centinaio Halls Mentho-Lyptus Extra Strong, per
nascondere l’odore sigaretta, dopo essersi fatti fuori un pacchetto di Malboro,
o di Lucky Strike senza filtro, convinti, poveri illusi, che quella cagna da tartufi
della madre, non li senta puzzare, appena entrano a casa, e questi, come
scolaretti che a scuola hanno riempito la turca di carta igienica, cercano
barbare e vili giustificazioni e la madre, sempre più incazzata come una biscia
assetata di sangue e con le fauci colme di veleno, non vede l’ora di prendere a randellate quel suo ovulo
fecondato da, non ricorda nemmeno lei chi, mendaci e falsi come una banconota da 600 mila lire!
L’azienda
produttrice della centralina, stramente tace. Anzi, peggio ancora viene
esentata dal ciclone che ha colpito la Volkswagen. Nessun CEO si è dimesso, in
quanto non poteva non sapere, non sono giunte notizie di indagini interne e
della magistratura tedesca, per capire chi abbia ordinato cosa e chi, tra chi
sapeva che “l’adulterazione” era un reato, abbia taciuto o sia stato fatto
tacere. Ma è chiaro che, come si diceva
ai tempi di Tangentopoli in Italia, “I vertici non potevano non sapere!”.
Perché, diciamocelo, se
a un fornitore esterno, e la Bosh è un fornitore esterno della Volkswagen,
impartisci l’ordine di produrre qualcosa di fraudolento, chi opera direttamente
sulla creazione di questo software, doveva conoscere le leggi dei vari Paesi e
di conseguenza avrebbe dovuto avvisare i suoi superiori che si stava
commettendo un reato. Ma su questo versante, zero assoluto e la cosa di per se puzza
più dello scandalo stesso, perché la Bosh, dati del 2011, ha un fatturato di
51,4 miliardi di Euro, contro i 197 della Volkswagen, del 2013. Quindi si
auspica che le class action che stanno partendo in mezzo mondo, azzannino alla
gola gli utili della Volkswagen, così come quelli della Bosh, essendo
esecutrice materiale della “adulterazione” delle centraline, complice di quanto
avvenuto, visto che è palese che la colpa non è dei motori a nafta Ea189, ma
delle centraline taroccate dalla Bosh.
Parafrasando “The
Godfather” “Il Padrino” di Mario Puzo, ricordando una celebre copertina di un
settimanale tedesco di tanti anni fa, sembra che si sia sparsa la voce che recita:
“Volkswagen, l’inquinamento? È Cosa Nostra!”
Marco
Bazzato
28.09.2015
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martedì 27 maggio 2014
Ma il “Made in Italy” italiano è veramente buono?
È da molto tempo che ho iniziato
a dubitare della cosiddetta bontà e genuinità del “Made in Italy”. Più passa il
tempo e più mi rendo conto, ma non solo io, anzi, la cosa è abbastanza
eterogenea tra gli italiani che vivono all’estero, che gli italiani in casa
sono sottoposti a un continuo e costante lavaggio del cervello da parte dei
media, che se la tirano tanto con il cosiddetto falso “Made in Italy” o perché si
usano delle analogie, usando un tricolore che potrebbe richiamare – lentamente –
all’Italia, secondo gli italiani, visto che non è detto che fuori dai patri
confini, gli stranieri debbano essere obbligati a conoscere i colori della
bandiera italiana.
I salumi italiani sono i migliori
al mondo! E chi lo dice? Gli italiani. Ah.
Il prosciutto crudo italiano è il
migliore al mondo! E chi lo dice? Gli italiani. Ah!
I formaggi italiani sono i
migliori al mondo, per via delle diversità italiane. E chi lo dice? Gli italiani.
Ah!
L’olio italiano è il migliore al
mondo. E chi lo dice? Gli italiani. Ah.
E si potrebbe continuare.
Peccato però che le cose non stiano
come ce l’hanno contata.
Ci sono un sacco di prosciutti
cotti, crudi e cotti stranieri, che, dispiace dirlo, sono mille volte meglio di
quelli italiani e costano assai meno. Lo
stesso dicasi per l’olio di oliva, per i pomodori. Stendo un velo pietoso sulla
passata di pomodori italiana, perché se ci penso, mi girano ancora le balle.
A tal proposito vi racconto il
primo dei due aneddoti. La settimana scorsa abbiamo acquistato – finalmente-
della salsa di pomodoro italiana. Prodotta in Italia, inscatolata in Italia ed
esportata. Bene mi sono detto: finalmente il sapore della mia terra. Il sole
dei pelati italiani, del sugo fatto secondo la tradizione.
Bene una sega! Bene un cazzo!
Bene una fava! Bene una michia! E con le parolacce potrei proseguire ancora a
lungo. Sta di fatto che la famosa e mitica salsa italiana, tanto bramata, prima
di mangiarla con tagliatelle e ragù, faceva letteralmente, come diceva un mio
conoscente di tanti anni fa, “schifo al cazzo!” Il sugo era insipido. Forse ci
stava il sole di qualche infima stella dello spazio profondo. I pomodori
sapevano quasi da suola di anfibio che ha camminato dentro una stalla piena di
vacche. Insomma: una vera cloaca.
Queste parole sono offensive per
il “Made in Italy” del Bel Paese? Beh, se quel prodotto e intanto mi riferisco
a quel prodotto era una schifezza, certo non è colpa mia della sua pessima
qualità. La colpa semmai e la tragedia è che in Italia si produce e gli
italiani acquistano tale schifezza, almeno secondo il mio palato!
Lo stesso dicasi per i salumi
italiani. Lo scorso anno acquistai in un negozio rinomato di Sofia, Bulgaria,
dei salumi italiani. Anche in quel caso, come avvenne poi in seguito per il
sugo di pomodoro, mi dissi, prima di mangiarli: “Finalmente, veri salumi
italiani”…bleah. Mio zio, pace all’anima sua, che i salumi li faceva in casa,
ammazzando il porco, si sarebbe rivoltato nella tomba, se gli avesse
assaggiati. Un vero obbrobrio. Si è salvata solo il prodotto più economico: la
mortadella. Con lei nulla da eccepire. Ma per tutto il resto, disgusto
assoluto. Sicuramente, a mio avviso, il prosciutto crudo bulgaro non ha nulla
da invidiare a quello italiano, anzi, per certi aspetti potrei dire che è
addirittura di qualità migliore e costa relativamente meno.
La battaglia portata aventi, assurdamente,
dall’Italia, anche in sede Europea è, per fortuna una battaglia che spero sia
persa in partenza, per un motivo molto semplice. Chi vive fuori dai patri
confini italiani, se ne strafotte del “Made in Italy”, anche se sull’etichetta
ci sta la bandierina italiana o vaghi accenti al Bel Paese, per un motivo molto
semplice: guarda dove è stato prodotto il cibo e non essendo un idiota, capisce
benissimo che il prodotto non è italiano e quindi sceglie secondo il suo
palato, non secondo il palato italiano, come vorrebbe l’industria
agroalimentare italiana, anche se ormai la maggior parte è in mano a società
straniere.
Quindi la battaglia per la protezione
del “Made in Italy” è una buffonata che fa spendere vagonate di denaro è una
battaglia persa in partenza. Una battaglia priva di senso e di logica, giacché
avere la supponenza che i prodotti italiani siano migliori rispetto ai
prodotti, anche se con nomi simili a quelli italiani, è un atto di superbia e
di arroganza senza eguali, perche lo straniero una volta assaggiato il “Made in
Italy” originale, quello che l’Italia vorrebbe imporre all’estero con forza e
virulente violenza, almeno così la raccontano i media, ne rimarrebbe il più
delle volte deluso, perché, piaccia o no, quando un prodotto ha viaggiato per
migliaia di chilometri per raggiungere la destinazione finale, ossia i
distributori nazionali, prima, quelli regionali poi, quelli provinciali poi,
fino alla grande o piccola distribuzione, per giungere al termine sulle tavole
dei consumatori, è logico che sia una schifezza, se privo di conservanti, ed è
logico che sia una schifezza, se colmo di conservanti, naturali o non. E voler
imporre all’estero che gli stranieri acquistino prodotti italiani, quando in
Italia gli italiani sono martellati ai coglioni fino alla nausea perché acquistino
prodotti locali, a chilometro zero, beh, questo significa voler far passare gli
stranieri, ma anche gli italiani che vivono all’estero per dei coglioni.
Agli italiani che vivono in Italia,
probabilmente, la cosa non piacerà, ma dovranno farsene una ragione alla fine,
quindi sarebbe meglio prima, piuttosto che poi: gli stranieri che vivono a casa
loro e gli italiani che vivono all’estero non sono dei coglioni!
Marco Bazzato
27.05.2014
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venerdì 22 marzo 2013
I marò rispediti in India per il bene dell’economia italiana?
I due marò del Battaglione San
Marco non dovevano nemmeno rientrare in Italia per le due licenza: né per
quella di Natale e Capodanno, né per le elezioni politiche. Ma tanto la politica ha fatto e l’ambasciata italiana ha brigato ha
che alla fine, una volta tornati, si sentivano
belli e al sicuro, mentre dopo l’ennesimo voltagabbana nei loro confronti
e dell’India,i due fucilieri sono stati rispediti nel paese dove stanno
scontando la loro detenzione dorata in attesa di processo.
D’altronde con la grana
dell’ambasciatore italiano – che per rappresentare il Paese e gli interessi del
Made in Italy viaggia in Volvo – a cui
era stato ordinato di non lasciare il Paese, ritirandogli l’immunità e l’accredito
diplomatico, fregandosene, ragione, della Convenzione di Vienna, era come se
per alcuni giorni, anche se i media italiani non l’hanno detto, si fossero
rotte relazioni diplomatiche tra i due Paesi. E rompere le relazioni
diplomatiche significa mettere in pericolo in primis milioni di Euro di
contratti e va ricordato che l’India senza l’Italia campa, ma molte grosse
aziende italiane senza i contratti con l’India rischiano assai, e non è da
escludere che queste abbiano fatto forti pressioni sussurate sulla politica, affinché,
per il bene dell’industria in affanno, i due marò venissero rispediti nel
subcontinente indiano, in quanto sacrificabili nel nome degli interessi
economici della penisola italica.
I due marò sono stati usati dalla
politica interna italica per finalità anche elettoralistiche e propagandistiche.
Il governo morituro di Mario Monti sperava con questo atto populista e
nazionalista di raccattare qualche voto in più, ma gli italiani, se ne sono ben
guardati dal farsi coinvolgere a suon di croci sulle schede elettorali. Dove i
politicastri nostrani che non avevano previsto la sacrosanta reazione iraconda
indiana. Per questo, visto anche la “rottura
delle relazioni diplomatiche” con il rischio che finisse al gabbio
l’ambasciatore italiano in India per essersi impegnato personalmente con la sua
firma a far rientrare i due marò nel Paese di Gandi, ha fatto sì che i due militari
divenissero, a detta di alcuni, e della nomenclatura oligarchica
politico-militare-industriale, sacrificabili, in nome della ragion di Stato.
Visto che, a detta dei silenziosi che operano da dietro le quinte, è meglio due
marò arrestati all’estero in attesa di processo per omicidio, piuttosto che un
ambasciatore ingabbiato per falso. A livello di immagine per l’Italia la
seconda accusa sarebbe più devastante, nonostante sia riconosciuto all’estero
che gli italiani sono dei voltagabbana patentati, in “casa” come in
“trasferta!”.
Ma la cosa “divertente” è che i
due marò sono stati traditi dalle stesse istituzioni nazionali, politiche e militari.
Senza dimenticare che l’Unione Europea, si guarda bene dall’intervenire nel
contenzioso giuridico italo-indiano. Ogni Paese UE, ha interessi economici e
scambi commerciali da difendere con l’India e visto che l’Italia, rispetto a
quel subcontinente è considerata una nazione in de pressione economica e
l’India, un Paese in crescita, e è meglio fare affari concresce, che non con un
Paese depresso, quasi ridotto come
Cipro.
In molti si stanno chiedendo come
questi possano sentirsi nei confronti della patria che li utilizza,
correttamente secondo la politica economica, come merce di scambio, ciarpame
sacrificabile da barattare per un ambasciatore e qualche centinaio di milioni
di Euro in commesse commerciali o industriali, e qualche migliaio di posti di lavoro in
Italia, come se ci si trovasse sulle bancarelle di Porta Portese o allo scambio
delle figurine Panini dei bambini della scuola primaria?
Ma la parodia dell’assurdo è che
l’Italia, dopo aver pagato il risarcimento danni alle famiglie dei due
pescatori assassinati, facendo oggettivamente passare i due marò per rei
confessi, prima di una sentenza definitiva, dopo aver perso faccia e
credibilità in patria e nel resto del mondo il “Bel Paese” ha la pretesa,
assurda, di dettare le regole in casa d’altri, ossia ricevendo rassicurazioni
scritte che i due fucilieri del Battaglione San Marco non possano essere
condannati a morte, ottenendo così un trattamento di favore, discriminatorio
rispetto alla legge e gli altri cittadini indiani, nei reati ascritti di pari
gravità capitale., Il tutto porterebbe a supporre che le autorità italiane
siano ragionevolmente certe che i marò saranno condannati e che dovranno
scontare la pena in India, auspicando che le leggi indiane non siano morbide
come quelle italiane nei confronti degli assassini e/o omicidi e non prevedano
sconti di pena misure alternative, indulti o permessi premio.
Sempre che gli indiani non
facciano come gli italiani: mentendo. Emettendo una sentenza di pena capitale
anziché di lunga detenzione e che, i due marò non vengano spediti, secondo i
tempi della giustizia indiana, innanzi al boia, per l’esecuzione della sentenza.
È chiaro che se in caso di
condanna a morte, pena legittima nell’ordinamento giuridico indiano, se in Italia
dovessero esserci manifestazioni, anche razzistiche, contro l’India, questa non
esiterebbe, come suo diritto, a fare carta straccia dei contratti con il nostro
Paese. E quando le aziende interessate saranno obbligate a licenziare, a causa
del diritto indiano di far rispettare le loro leggi in casa propria, le
manifestazioni a favore dei due marò condannati cesseranno.
Due sole vite da salvare dal boia
non possono e non devono rischiare di mettere a repentaglio migliaia di
lavoratori, con conseguenze a cascata sul reddito delle famiglie degli operai,
causando il crollo del benessere economico e sociale nelle zone interessate, perché
parafrasando ciò che auspica sempre il nostro beneamato Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, “Bisogna guardare agli interessi generali
dell’Italia e non ai particolarismi o agli interessi dei singoli”.
Proprio come nel finale di “Star
Trek II – L’Ira di Kan”:in quanto:
.È la logica. Le necessità dei
molti sono più importanti delle necessità dei pochi o di quelle di uno»
Marco Bazzato
22.03.2013
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martedì 26 febbraio 2013
Elezioni politiche 2013. E adesso?
In moti avranno fatto zapping
fino a quasi le tre di notte, ora, arrivando sfiniti alla fine della lunga
giornata elettorale.
L’unica certezza è che l’Italia e
gli italiani sono finiti, per colpa di PD PDL, dentro un gigantesco mixer colmo
di merda, dove la speculazione europea sta affilando le armi per spolpare il
cadavere dello Stivale, iniziando a fuggire dall’industria e dalla finanza
boccheggiante, con lo spred che finalmente torna a crescere e le cancellerie di
mezzo mondo che si mettono le mani sui coglioni, sperando che nei loro Paesi non
avvenga il “miracolo Italiano”
La cosa buffa è che Grillo ha
sbancato il casinò, spendendo, rispetto agli altri partiti politici e senza andare
in tv, anzi con i giornalisti costretti a rincorrerlo su e giù per il Paese,
trattati a volte come cani servi del potere, obbligati dal dovere di cronaca a
inseguirlo, venendo sbeffeggiati senza tanti complimenti.
Bersani è il grande principe è il
“vincitor perdenti” si trova con un nugolo di parlamentari, inutili anche per
farci il minestrone di verdure, con Vendola cetriolo capo, che e con il suo Sel
è entrato in Parlamento dalla porta di servizio, visto il suo striminzito 3,2%,
dimostrando che manco la lobby gay crede alle sue proposte, figuriamoci gli
etero.
I trombati eccellenti: Fini, Di
Pietro, la Binetti, la Conica, il Buttiglione, per dire quelli più eclatanti (1)
soprattutto quel simpaticone di Ingroia ha dimostrato che in Italia come non ci
sta posto per i post fascisti, peggio vengono trattati come sudici seguaci del
baffone comunista Stalin, considerati dei cadaveri che camminano e consumano
ossigeno e rilasciano nell’atmosfera, anidride carbonica, senza contare le
acque nere.
Ma l’orgasmo più bello è venuto
durante la conferenza stampa di Mario Monti. Sembrava uno studentello al primo
anno di economia che non ha passato un esamino e con il professore di turno che
l’ha insultato contro, davanti ai famigliari e compagni di corso, beccandosi
sul libretto una solenne insufficienza e sempre da parte del docente, un “vaffanculo!”
Monti era rosso in volto. Faccia che di solito
fa qualsiasi persona non ha quando per farsi passare il giramento di zebedei si
scola tre cartoni di San Crispino, pregando che il bambino venga accoppato da
un cacciatore di frodo, prima che ripeta per l’ennesima volta: “Guarda nonno,
guarda….è… Bum, morto stecchito”.
Presumibilmente durante quella
conferenza stampa, moti degli elettori di Monti si saranno messi se maschi i
coglioni ioni, se femmine le zizze, tra
la porta e lo stipite, ordinando ai figli di chiudere il portoncino blindato
con la massima violenza possibile e poi…
Berlusconi è il vero vincitore
morale della causa perduta. Ora se ne
sta all’angolo, sfregandosi le mani e vedendo il Bersani che bestemmia,
masticandosi il toscano, come se fosse alla Festa dell’Unità di Brescello,
incazzato perché è cuochi e camerieri sono ciuchi marci, per l’ennesima volta
si sono scolati la vendemmia dell’anno successivo, prima ancora che si formi l’uva.
E gli Italiani? Passata la
sbornia capiranno che uno per uno, tutti assieme, senza distinzione di razza,
sesso, orientamento sessuale, stanno per prendersi l’ennesimo cazzo in culo,
nuovamente a secco come le tasche. E brucerà. Eccome se brucerà. Saranno emorroidi per tutti.
Già, perché tra poco gli italiani
inizieranno ad attraversare il canale d’Otranto a nuoto direzione Albania. È
chiaro che il Paese è ingovernabile peggio di un cavallo morto, reso carne
macinata e spacciato per manzo nei supermercati di mezza Europa, impossibile da
ritirare dal mercato comune.
Soluzione alla crisi e possibili scenari?
Grande inciucio, PD – PDL? Per ora
esclusa dallo smacchiatore di giaguari del giaguaro rimasto con la sua
pelliccia.
Alleanza PD con il Movimento 5
Stelle? Bersani deve prepararsi a calare le braghe e zac… Grillo dirà o mangia
la minestra o salta la finestra e vaffanculo.
Ritorno alle urne? Sarebbe la
buffonata del secolo, visto che farebbe pensare che i due “grandi” partiti, Pd
e PDL, come i bambini a cui un piccolo bullo ha rubato le biglie e adesso vanno
a piangere dalla vecchia madre, ormai moribonda (Napolitano è agli sgoccioli,
come mandato) battendo i piedi a terra e facendo gli offesi… sempre che alcuni
grillini non si vendano per un piatto di lenticchie…
Un nuovo governo tecnico, con
Giuliano Amato come premier? Potrebbe essere l’opzione imposta da tempo da
parte dell’Unione Europea e dal sistema finanziario internazionale, perché
garantirebbe la continuità di Monti e della politica di austerity, ossia
impoverimento generalizzato del Paese, almeno per due anni, per poi lasciare
spazio alle elezioni anticipate, spianando la strada alla maggioranza assoluta
del Movimento Cinque Stelle, movimento che, anche se non è stato capito da
molti, va incasellato all’interno di una destra. Simile. Quasi etero guidata
dai banchieri Teocon americani..
Il ruolo di Grillo e del
Movimento cinque stelle? Continuare sulla sua opera di sfascio della partitocrazia,
facendo quello che per trent’anni non è riuscito a fare Pannella e al Partito
Radicale. Se si tornasse entro un anno alle urne, la vittoria del Movimento
cinque stelle potrebbe essere schiacciante, indipendentemente dalla legge
elettorale, che giocoforza, in un modo o in un altro, dovrà essere ripresa in
esame, questa volta senza giochetti, perché a continuare a fare i conti senza l’oste,
alla fine si rischia di morire alcolizzati , per lo scoppio del fegato e della
bile, anche se è astemi.
I mercati? L’euro e l’Unione
Europea?
Che si fottano. Si auspica, ma le
grandi banche, anche americane e non solo, non lo permetterebbero, a costo di
militarizzare l’Italia,seminando morte, sangue, distruzione e miseria. Il
problema è che il tessuto economico italiano è sfasciato, la morte e la miseria
continuano ad avanzare, assieme alla disoccupazione. Tanto vale lasciarsi
dietro quanti più cadaveri europei ed europeisti possibile. Alla fine ci sarà un’uscita
dal tunnel della recessione e della depressione. È importante quanti morti la società europea
sarà disposta a considerare come morti fisiologiche, ossia danni collaterali
sopportabili e a mo di ripulitura del sistema, per poter poi ripartire, non più
forti di prima, ma con meno problemi, leggesi esseri umani nel continente
europeo.
Stiamo sereni, questa scelta non
sarà fatta dagli italiani e dal sistema politico italiano, ma l’onore di queste
morti spetta e spetterà, vedi la Grecia, alla grande finanza internazionale e
alle grandi cancellerie,quella tedesca in primis. A questi spetterà l’onore di
premere i fatidici pulsanti e tirare le levette e “grilletti”, circa la prosecuzione
dell’impoverimento italiano, per il bene degli italiani e del bene comune
diranno, per salvare il sistema creditizio delle banche private sovrannazionali..
Oggi come ieri Bersani,
Berlusconi, Monti e apparentemente da ora anche Grillo sono solo i burattini tirati
da una piovra economica impossibile da uccidere, perché esiste dai secoli e il
Movimento cinque stelle in questo momento è utile al “sistema!”
Marco Bazzato
26.02.2013
venerdì 22 febbraio 2013
Elettrodotto Dolo-Camin: oggi hanno ragione i costruttori!
Ieri leggendo un articolo su
Veneziatoday (1)
e per l’ennesima volta ci si rende conto che anche in quella zona del ricco ed
ottuso Nord Est, come in tutta Italia, i politici sono una masnada “de magnaschei!” – Mangiasoldi – che piuttosto
di alzare il culo dalle poltrone, perché se un’Amministrazione Comunale non
vuole fare pulizia, anche davanti prove evidenti, fornite a tutti gli uffici
preposti, partendo dal Sindaco, per proteggere, forse a suon di stecche, un ex
Presidente di Consorzio e suoi figli –
questi sono pesci piccoli – cosa resta combattere per il bene di tutti i
cittadini, contro i grandi gruppi?
Infatti, i grandi gruppi
conoscono le situazioni di voluta ignoranza cosmica in cui potrebbero versare
le singole Amministrazioni interessate, ma è un andazzo lassista, presente in
tutta Italia e non solo in quella zona interessata.
È grazie all’omertà delle P.A.,
all’inettitudine di una classa politica, brava esclusivamente a fare
accattonaggio al momento delle elezioni, ma poi, come anche in questo caso, i
grandi gruppi, “sodomizzano” i cittadini. Perché se gli interessi di questi non
vengono tutelati dalle Amministrazioni Comunali, non sta a una società, magari
quotata in borsa, fare gli interessi dei “servi della gleba”, visto che
risponde, come per ogni attività, agli
interessi dei proprietari e agli azionisti, principio valido per lo scarparo e quella è anche la zona – così come per la
grande industria che scarica rifiuti tossici in qualche canale,salvo intervento
della Magistratura, a seguito di denunce su denunce, segnalazioni
“dimenticate”, interrogazioni ignorate dal Sindaco, facendo passare i 30 giorni
previsti dalla legge, circa l’obbligatorietà della risposta ai consiglieri
comunali che l’avevano formulata.
E l’azienda non ha preso in
considerazione l’idea di interrare l’elettrodotto da 380 mila volt, lungo ben 15 chilometri , in
quanto il costo sarebbe stato spaventoso. Meglio passare sopra le teste dei
cittadini, sopra case, scuole, zone residenziali e artigianali, campi, i pochi
rimasti, a costi molto inferiori. Poco importa, hanno oggi ragione i costruttori,
se poi lungo l’elettrodotto, le case, le aziende si deprezzeranno, se qualche
bambino rischierà la leucemia, se qualche vecchio con il pacemaker farà un
colpo (una pensione in meno da pagare da parte dell’Inps, facendo risparmiare le
casse dell’Istituto). In quel caso
spetterà, a tempo debito, alla Giustizia dimostrare se esiste un nesso
scientifico tra l’elettrodotto e le malattie e/o le morti o se il tutto è frutto della casualità.
Il concetto è sempre lo stesso: massimizzare
i profitti,spendendo il meno possibile e
molti sfaticati anche nelle P.A. lo sanno e “nazionalizzare i costi ambientali,
sanitari e sociali. Tanto, anche se da qui a vent’anni ci fossero dei casi di malattie
e/o morte a presunta causa dell’elettrodotto ci vorrebbero lustri di inchieste,
milioni di euro di perizie e controperizie, ingrassando avvocati da ambo le
parti, per arrivare a un verdetto “politico” di non colpevolezza o di
assoluzione per insufficienza di prove. O anche se ci fosse la condanna, come spesso
accade in Italia, nessuno pagherebbe. Quindi ben venga il deprezzamento delle
zone interessate all’elettrodotto, le eventuali malattie e morti di qualche
centinaio di persone,ma prima, per l’ennesima volta, come se non lo si sapesse,
andrebbe dimostrato il legame causa-effetto. Intanto, nel pieno rispetto delle
leggi vigenti, giustamente secondo i proprietari e/o gli azionisti, lavorando
al risparmio si ingrassano e comuni interessati si “accodano” alla Voce dei
Padroni!
Marco Bazzato
22.02.2013
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giovedì 10 gennaio 2013
Restrizioni per la vendita di armi ai cittadini negli U.S.A? No, grazie!
Finalmente gli americani sono
tornati a ragionare come loro costume, ossia come una nazione che vive col
sangue il mito del west e il diritto sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione
che recita: “Essendo necessaria alla
sicurezza di uno Stato libero una milizia regolamentata, il diritto dei
cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto”, tonando ad
acquistare armi come più di prima, e ora anche giubbotti antiproiettili per i
figli minori, per recarsi a scuola in
tutta sicurezza.
Chiaramente durante il turbino
emozionale dettato dal calore in fase di dissipazione dei corpi dei venti
bambini uccisi e dei cinque adulti, più il suicida che ha dato il via alle danze nella
scuola Sandy Hook di Newtown (1),
anche da parte del Presidente americano, Barack Hussein Obama, che non ha
resistito, come la Elsa Fornero, a farsi lacrimare gli occhi, a beneficio dei
media, impegnandosi a parole affinchè ci sia un maggiore controllo sulla
vendita di armi, semiautomatiche e non.
Bubbole.
Per fortuna erano frasi di circostanza,
visto che ci pensa la National Rifle Assciation (2) a tenere
dritta la barra della libertà sancita dal Secondo Emendamento, , onde evitare
che un manipolo di reazionari vogliano cancellare o modificarlo, cosa impossibile, vista la tradizione che hanno
verso le verso le armi da fuoco.
Passata la buriana emotiva e con
l’avvento delle festività natalizie gli americani hanno reagito secondo la
tradizione, riscoprendo il piacere di armarsi, riarmarsi, aumentando le Santa
Barbara private, regalandosi pistole, fucili semiautomatici e quant’altro, a
beneficio della sicurezza personale,
anche per esorcizzare l’atto isolato di un folle che non rappresenta
l’americano medio, amante e dedito alla coltivazione dell’hobby di questi
oggetti culturali, dal sapore antico ma sempre attuale.
Ma la “danse macabre” alla Sandy Hook di Newtown, non è
la maggior mattanza scolastica o liceale della storia degli Stati Uniti.
Infatti, il record di macelleria studentesca è stato raggiunto e ancora insuperato
nel millennio passato, il 18 maggio del 1927, presso la Bath Township, grazie
all’utilizzo di tre ordigni che hanno causato quarantacinque morti, e la
maggioranza di questi erano studenti della
Bath Consolidated School (3), anche
se il teatro dell’operazione bellica non può essere annoverato ufficialmente
tra le stragi scolastiche, essendo avvenuto in un luogo differente rispetto
alla Bath Consolidated School, frequentata alla maggioranza
delle vittime e dall’autore della medesima, Andrew Ketoe, anch’egli impegnato
in attività scolastiche. Si può dire che
a modo suo questa apoteosi insuperata faccia parte degli annali scolastici.
Negli Stati Uniti, Paese abitato
da 300 milioni di persone, circolano 300 milioni di armi, possedute dai privati
cittadini, e queste causano solamente 30mila morti l’anno, morti
percentualmente irrisori in rapporto alla popolazione e le armi in mano ai
privati, segno che sebbene armati per difesa personale, tutto sommato sono
dotati di grande autocontrollo per quanto concerne l’utilizzo,
indipendentemente che siano pistole o
fucili semiautomatici.
Non va dimenticato che questi 30
mila sono utili all’ingrasso di becchini, fabbriche di feretri, fiori, pastori
che durante le funzioni religiose raccolgono offerte, ergo psicologi,
psichiatri per l’elaborazione del lutto, perché come dicono lì “the business il business”, non sono
morti invano in quanto generano un indotto economico non indifferente, dando occupazione,
tramite tutta la filiera “del caro estinto” a migliaia di persone, questo solo
riferito ai semplici morti. Mentre la filiera dal produttore al consumatore i
vari passaggi di mano, movimentano miliardi di dollari ogni anno, che alla fine
diventano anche tasse per le casse dei singoli Stati e del governo Federale.
Rinunciare a queste entrate, senza contare la perdita di posti di lavoro, ai
costi per i sussidi di disoccupazione, non può essere motivato da una strage
che per quanto crudele possa essere, statisticamente è un evento isolato,
episodico e sporadico, dove alla fine il computo dei morti fa a finire nel
grande paniere statistico annuale, disperdendosi come un principio attivo
all’interno dell’acqua di un farmaco omeopatico.
Per capire come a livello pratico
agli americani siano interessati al mantenimento dello status quo, riferito al
Secondo Emendamento, poche settimane dopo la mattanza alla Sandy
Hook di Newtown, a Camden, nel New Jersey città di 79 mila abitanti, i pastori
della Antioch Baptist Church e Higler Ground Temple Church of God
in Crist hanno cercato di redimere i fedeli, proponendo uno scambio: cash-for-guns
(4)
, con una risposta da parte di quest’ultimi veramente miserevole: 1.137 armi da fuoco, atte alla difesa
personale, ma che secondo i funzionari statali si tratta di un vero record,
anche se parte di queste armi erano dei ferrivecchi e i volenterosi si sono
fatti pagare, per scaricare l’immondizia ai pastori.
Il problema delle armi negli
Stati Uniti, se analizzato con distacco, è un non problema, in quanto ci sta
solo un’esigua percentuale di statunitensi, da considerarsi dei reazionari al sistema,
vorrebbero maggiori restrizioni nella vendita ai civili di armi, come se non
potessero essere trovate, certo a prezzi maggiorati, al mercato nero – come del
resto accade in Italia – perché le morti
di persone sono effetti collaterali, legati dall’utilizzo in luoghi e in situazioni
improprie, diverse dalla difesa personale per le quali erano state
legittimamente e legalmente detenute, e perché probabilmente il più delle volte
i segnali di disagio mentale e sociale dei futuri pluriomicidi, c’erano da prima
delle stragi, ma chi di dovere, come psicologi, psichiatri e assistenti sociali
e scolastici, non sono stati in grado di intercettare e comprendere la gravità
dei sintomi, tramite i segnali di disturbo che questi volontariamente o
involontariamente emettevano, a dimostrazione di come questi lettori dei fondi
di caffè siano bravi con il senno del poi, ma per quanto riguarda il prima, non
sono diversi dagli accalappiabesughi, incapaci a formulare diagnosi, corrette
su soggetti psichiatricamente e/o psicologicamente disturbati.
Marco Bazzato
10.01.2013
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domenica 6 gennaio 2013
Scelta civica con Monti per l’Italia
Sono fortunato a non avere un
pianoforte in casa, altrimenti, dopo aver visto la presentazione delle liste
che sostengono Mario Monti, mi sarei abbassato i pantaloni e avrei appoggiato i
“gioielli di famiglia” a pochi centimetri dai tasti, richiudendo il coperchio
con violenza, al fine di spappolarli, non solo metaforicamente.
Votare la “Scelta civica con
Monti per l’Italia” significa votare il peggior conservatorismo della storia
della Repubblica, essendoci dentro, con gli apparentamenti alla Camera, quell’“utero
“cristiano democratico” che assieme a quel santo immacolato di Fini, convivono
more uxorio, ossia senza matrimonio cattolico e hanno della progenie, che nei
tempi antichi sarebbe stata giustamente, secondo i costumi dell’epoca, saggiamente chiamata bastarda, perché “schizzata fuori” dal sacramento religioso e
questa banda di conviventi e/o conniventi sono solo dei vili baciabanchi.,
affetti la leccaculismo scato-patologico, servi di uno Stato straniero: lo Stato Città
del Vaticano, che si fregiano di difendere quei valori cristiani che hanno calpestato,
infinocchiando una masnada di elettori che ancora credono a queste scemenze,
visto che la Chiesa alla fine, per i poveri diavoli, si comporta come quando si
da il cibo ai porci, ossia solo le briciole e/o gli avanzi rancidi, visto che
questi non fanno parte del “bene comune tra Stati!”
Votare la “Scelta civica con
Monti per l’Italia” equivale, al pari di votare il Pd di Bersani, a consegnare
l’Italia al Vaticano e alle banche, perché né il Pd e né tantomeno Monti,
acerrimo nemico del confronti democratico, hanno dimostrato, assieme a
Berlusconi, mentre il Professore per più di un anno è stato imposto dall’Unione
Europea e “spalleggiato “ da Napolitano, a consegnare il Paese ai poteri sovranazionali dell’Unione Europea,
delle banche e del Papa, con il rischi di “talebanizzare economicamente” ancor di più l’Italia, consegnandola all’abbraccio
mortale dei seguaci pappali, aventi il passaporto dello Stato città del
Vaticano,ossia di extracomunitari, che non rispettano le norme sull’antiriciclaggio
internazionale, perché “Bankitalia
nega il permesso di operare con Deutsche Bank e non conferma Giovanni Castaldi
alla guida dell'Unità di informazione finanziaria, l'organismo contro il
lavaggio di denaro sporco che a Strasburgo non aveva preso posizione
sull'iscrizione dello Stato pontificio nella lista dei Paesi canaglia!”
Cit. da “Il fatto quotidiano” (1)..
Il gioco di Mario Monti è chiaro:
sa che con le sue miserevoli e miserande armate di sgherri provenienti dagli
anni più oscuri anfratti della Prima Repubblica, ossia la Democrazia Cristiana
e il post fascismo dell’ex MSI, cadaveri imbolsiti che hanno contribuito al
disfacimento politico, economico e morale del Paese, anche a causa del loro
utilizzo per losche finalità politiche del cattolicesimo universale romano,
dove dal concordato mussoliniano in poi, le gerarchie ecclesiastiche sono pappa
e ciccia con il potere secolare, nel nome del “loro bene comune”, avendo il
professore poco avulso al contradditorio, perché abituato a una vita di “studioso”
di modelli che all’atto pratico vanno in direzione opposta rispetto alla teoria,
come un vecchio parruccone dell’Inghilterra vittoriana, nemmeno vuole prendere
in considerazione l’idea di mettersi a discutere con la misera e miseranda
società civile, fatta da persone che faticano ad arrivare a fine mese, e che
giustamente lo vedono come il “Grande Demone Sodomizzatore” e che inebriato
dagli agi del Potere Politico, non dal misero ruolo di senatore a vita che lo
farebbe apparire scartina tra le scartine, vuole tornare in vetta, ma non per
essere un pezzente di ministro, ma solo
come Premier, sapendo che il Pd da solo non potrebbe mai governare.
Mandare Bersani a Palazzo Chigi sarebbe come
mandare la Bresaola della Valtellina, servita con le Piovre: farebbe vomitare.
E quindi Mario Monti, servo del
potere del Vaticano, da post democristiano teocon, potrebbe essere chiamato a
formare un governo di centrosinistra, assieme al Pd, dove “terrebbe per le
palle” gli ex-post puzzo-comunisti, divenuti nel frattempo, perché inebriati
dal potere economico-finanziario, seguaci di occulte teorie economiche
conservatrici di sapore draconiano e mauthalsiane
Votare la “Scelta civica con
Monti per l’Italia” è come recarsi al seggio con l’idea di piantarsi uno
scalpello prima nel testicolo destro e poi in quello sinistro – se maschi – e
se femmine, prima nell’ovaia destra e poi in quella sinistra e francamente,
visto il dolore postumo che causa, non ne vale la pena.
E chi votare allora? Non certo
per partiti che vogliono sfasciare l’Italia, per via degli ordini di scuderia
finanziaria provenienti dall’estero o da entità sovranazionali.
Se si deve mandare tutto a
puttane, trascinando nel baratro anche il resto dell’Europa della zona euro,
bisognerebbe votare quei partiti che declamano l’uscita dell’Italia dalla
moneta unica e il ritorno alla sovranità monetaria nazionale, con il denaro
emesso per conto della Banca d’Italia, e non sottoposta ai vincoli del gran
consiglio dei dieci assenti.
Oppure la cosa migliore sarebbe
la dispersione del voto, dandolo a liste, movimenti politici presenti sul
territorio, non apparentate o liste civetta che poi vanno a confluire sui
grandi partiti nazionali. A tal proposito, infatti, oggi il Berlusconi ha
invitato a non disperdere il voto dandolo a piccole e sconosciute formazioni.
Perché? Perché non votare i grandi partiti politici, equivale togliere loro i
rimborsi elettorali, e avendo i coltelli puntati alla gola, e le casse quasi
completamente vuote, se i cittadini fossero intelligenti, li sgozzerebbero al momento del volto, dando le loro
preferenze alle piccole ed omeopatiche formazioni politiche, auspicando che i
grandi partiti, possano finalmente morire di una morte lenta e dolorosa!
Meglio la botte piccola dove ci
sta – in questi casi – comunque vino rancido, o se si vuole far giustamente del
male ai grandi partiti nazionali, il maggior male minore sarebbe il Movimento
Cinque Stelle, capitanato da Beppe Grillo, Movimento che da quando è partita la
campagna elettorale, manco più viene nominato, vista la strizza all’ano che
costui provoca alle grandi compagini. E quindi “concludendo – parafrasando Mike
Buongiorno – “ntoucuulo alla grande
politica” come dice Cetto La Qualunque!
Marco Bazzato
06.01.2013
mercoledì 2 gennaio 2013
IVIE: Imu su case all'estero
E infine, come regalo di buon
anno, per i cittadini italiani e per gli stranieri residenti in Italia, arriva
l’IVIE, ossia una nuova patrimoniale sulle case, solo a carico dei privati, che
questi possiedono all’estero.
Naturalmente, per fare come
sempre i regali alla grandi società, queste sono esenti, in quanto lo Stato
potrebbe trovarsi, da parte dei grandi gruppi finanziari, d’essere portato in
tribunale, in quanto sotto il profilo Costituzionale, ossia della doppia
imposizione nel Paese dove la proprietà o le proprietà sono ubicate, che già lì
si pagano le tasse, e anche in Italia. (1).
Oltretutto essendoci accordi tra Stati che vietano espressamente la doppia
imposizione fiscale e bisognerebbe anche sapere cosa ne pensa l’Unione Europea
di questa nuova gabella italiana.
Questo è pastrocchio di un governo e una classe politica miope e
mentalmente malformata o male informata, fate voi, sotto l’aspetto giuridico
internazionale e di rapporti con gli altri Paesi, che sta cercando di raschiare
il fondo del barile, andando a colpire gli investimenti, creando una marea di
difficoltà ai possessori italiani e stranieri, residenti in Italia, di case
all’estero.
Ecco l’estratto della Legge del
22.12.2011, 214, articolo 19, comma 13:
13:
A decorrere dal 2011 e'
istituita un'imposta sul valore degli
immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone
fisiche residenti nel territorio dello Stato.
14. Soggetto passivo
dell'imposta di cui
al comma 13
e' il
proprietario dell'immobile ovvero il titolare di altro diritto reale
sullo stesso. L'imposta e' dovuta
proporzionalmente alla quota
di
possesso e ai mesi dell'anno nei quali si e' protratto il possesso; a
tal fine il mese durante il quale il possesso si
e' protratto per
almeno quindici giorni e' computato per intero.
0,76 per cento del valore degli immobili. Il valore e' costituito dal
costo risultante dall'atto
di acquisto o
dai contratti e, in
mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui e'
situato l'immobile.
16. Dall'imposta di cui al
comma 13 si deduce, fino a concorrenza
del suo ammontare,
un credito d'imposta
pari all'ammontare
dell'eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato
in cui e'
situato l'immobile.
17. Per
il versamento, la
liquidazione,
l'accertamento, la
riscossione, le sanzioni e i rimborsi
nonche' per il
contenzioso,
relativamente all'imposta di
cui al comma
13 si applicano
le
disposizioni previste per
l'imposta sul reddito
delle persone
fisiche. (2)
.
La domanda è: chi dovrebbe andare
a fare i rilevanti nel luogo ove è ubicata la casa? I funzionari dello Stato italiano,
leggesi Equitalia, tramite rogatorie internazionali o i cittadini, che se
magari hanno la casa in affitto e ci ricavano una rendita, pagandoci già le
tasse in loco, che debbono sobbarcarsi
dell’onere del viaggio, la trafila negli uffici pubblici, le traduzioni e le
legalizzazioni degli atti, perché vanno tradotti e legalizzati in italiano,oppure
prendendosi un avvocato locale,
affinchè, se possibile, trovi il bandolo del matassa, per seguire gli ordini di
una masnada di “dementi Costituzionali” ,
approvano a scatola chiusa, senza manco sapere cosa, magari durante “estenuanti”
sedute fiume, passate a consumarsi il pollice, durante le votazioni, mentre si
legge il giornale o si gioca con lo
smartphone?
Proviamo a immaginare una
situazione tipo, visto che questa legge va a colpire anche gli immigrati che hanno
un lavoro e una residenza in Italia, che magari fanno gli operai e provengono
da uno sperduto paese dell’Africa o dal Sudamerica.
Per rispettare la legge, se hanno
un’abitazione nel loro Paese di origine, dove ci vivono le famiglie e pagano
già le tasse locali, questi dovrebbero farsi inviare gli estimi catastali , o
il valore di mercato in quel Paese – sempre che esista un catasto – o l’atto di
acquisto dell’abitazione, ch potrebbe essere figlia di una successione, quindi
dovrebbero cercarsi un traduttore che gli traduca gli atti, gli faccia legalizzare,
per poi spedirli in Italia, al congiunto, salvo poi scoprire che il valore dell’immobile non superando i 200
euro, l’l’ IVIE, non è tenuto a versarla. Costo dell’operazione, compreso il
tempo, qualche centinaio di euro, più le eventuali salmodi nella lingua nativa,
giustamente contro l’Italia e la classe politica barbara degli italiani.
Quindi, per assurdo, è una legge
che andrebbe a colpire in primo luogo gli immigrati regolari, perché in
proporzione, rispetto agli italiani, questi potrebbero avere un’abitazione nel
loro Paese d’origine. A cui va aggiunto anche un’altra cosa: se l’immigrato
perde il lavoro, il fatto che costui abbia un’abitazione nel Paese d’origine,
potrebbe facilitarne anche l’espulsione, visto che non potrebbe accampare la
scusa che sarebbe costretto ad andare a vivere sotto un ponte.
Sarebbe interessante sapere,
visto che si è in campagna elettorale, i nomi e cognomi dei parlamentari di
centro sinistra in primis, quelli che si gonfiano il petto come gallinelle tronfie
d’essere da parte degli immigrati e che li considerano una risorsa – da
spennare a norma di legge – e del centrodestra che hanno votato ciecamente, a
norma dell’Art. 68 della Costituzione, che recita: I
membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse
e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni, in modo che i cittadini, italiani e stranieri, al momento
del voto, siano consapevoli che questi, non essendo stati consapevoli di cosa
facevano, manco meritano di tornare in Parlamento..
Quale sarebbe la cosa migliore da
fare, se si ha o si decide di acquistare una casa all’estero? Lasciare che sia
lo Stato italiano a scandagliare il mondo alla ricerca delle proprietà degli
italiani e degli stranieri residenti in Italia e poi vedere se riescono a
scovarla.
Ormai il Paese ha Serpico, il
Grande Fratello fiscale della Guardia di Finanza. (3), perché
fino a quando il cane del contribuente non muove la coda, non è detto che
Serpico lo possa annusare, anche se va a scandagliare in Italia, tutti i suoi
possedimenti, Serpico potrebbe annusare a vuoto, perdendosi e rincoglionendosi
entro i meandri dei suoi archivi elettronici.
Marco Bazzato
02.01.2013
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domenica 22 luglio 2012
Il MES – Meccanismo di Stabilità economica e collasso dell’Eurozona
Incrociamo le dita, la fine dell’Italia potrebbe essere prossima. Una mano la sta dando il tecnocrate Mario – Mortimer – Monti, assieme all’allegra Banda Bassotti dei ministri, sostenuti da quei nullafacenti cronici dell’asse – da cesso – PDL e PD.
Lo spred venerdì ha sfiorato i 500 punti. Olè! Ma il professore sta lavorando per superare i 600, per non essere inferiore a Berlusconi.
I partiti che sostengono l’esecutivo imposto dall’Unione Europea e da Napolitano hanno ratificato il MES – Meccanismo Economico di Stabilità (1) – (2), senza che, come accade quando si tratta di faccende UE, gli italiani, dalla tv, ne sapessero un emerita mazza, anche per fare in modo che i politici servi, possano continuare a sparlare dell’Europa, e della Germania, fingendo di non sapere, o peggio non sapendo cosa cazzo hanno ratificato.
È ora che gli italiani si cerchino almeno una quarantina di milioni di spigoli acuminati e arrugginiti ove sbattere la testa e quella dei loro cari, perché il sangue che scorrerà, non sarà nulla rispetto a quello che uscirà senza sfracellarsi volontariamente il cranio.
Se tutto va bene come i signori dell’alta finanza hanno previsto, dopo le manifestazioni in Grecia – piattole, quelle in Spagna che stanno iniziando in questi giorni, ma in sordina – cimici senza spina dorsale, presto toccherà all’Italia. Paese che vanta una lunga tradizione di scontri di piazza – con tanto di drogati morti, vedi G8 di Genova del 2001 o lo scambio di “micette” tra polizia e manifestanti No Tav di pochi giorni fa – sarà finalmente il momento del sangue, quello che gli italiani sanno versare l’uno contro l’altro – Dividi et Impera, facendosi prendere per l’ano, come accade dalla Costituente in poi, da ogni schieramento politico che a ha derubato il Paese.
125 milioni di Euro sono i dindini che gli italiani dovranno scucire nei prossimi tre anni per finanziarie i giocatori/grassatori ossessivo-compulsivi dei mercati finanziari e per parare il culo alle banche che, invece di prestare denaro, lo investono alla roulette della speculazione finanziaria, tanto i soldi sono di quelli sfasciacazzi morti di fame, che pagano sempre e comunque.
Vero Monti e Fornero?
L’Italia è decotta. Spagna e Grecia sono andate a puttane, manca solo l’imprimatur ufficiale che sono portatrici sane di sifilide e gonorrea, così che manco un drogato allo stadio finale dell’Aids voglia farsi una sveltina anche se munito di “goldone”.
Nessuno sa a che tipo di “diarrea monetaria” saranno costretti a evacuare gli italiani da qui a fine anno, ma le strade trasuderanno degli escrementi umanoidi vomitati dai posti di lavoro privati, i dipendenti pubblici, essendo eccedenze non lavorative ma remunerate, andrebbero smaltiti senza badare all’ inquinamento che potrebbero causare, ma gli sfinteri saranno messi a dura prova e non basteranno tonnellate di creme antiemorroidi, non importa se al cortisone o prodotte con estratti naturali, a calmare i bruciori anali senza fine.
Comunque dal suo insediamento, come era prevedibile, Monti (3) – (4) e compagnia briscola, ha fatto comunella con quei cosidetti Poteri Forti che asseriva d’aver combattuto e/o peggio, di non averli mai conosciuti. Allora gli ha visti tutti assieme per la prima volta poche settimane fa nella Sun Valley, alla Allen Conference con Warren Buffet, azionista di Moddy’s? (5).
Il punto è che anche il Movimento Cinque Stelle al momento sembra essersi eclissato, infatti il noto comico genovese ufficialmente dalle pagine del suo blog non ha tuonato contro il MES (6). Che sia perché Gianroberto Casaleggio, il deux ex machina del Movimento Cinque Stelle ha fatto parte del Gruppo Bildemberg? (7) – (8) – (9) .
Il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha detto che “L’Euro è irreversibile” (10), questa affermazione, come amano dire i politici scafati ad ogni mestizia, grazie alle leggi che per se stessi promulgano, è di una gravità inaudita, in quanto dal coma irreversibile non c’è ritorno. Ergo, mantenere un Unione Europea e un Euro tenuto in vita con pratiche e salassi monetari che vanno ben oltre il dissanguamento dei cittadini, equivale a un feroce accanimento terapeutico, dove sembra che nessuno voglia prendere in considerazione un eventuale “testamento biologico” voluto dai cittadini dei diciassette Stati della Zona Euro, per dare il colpo di grazia alla moneta moribonda, anche a forza di badilate sulla testa a Bruxelles e Strasburgo, perché per i “plebei” i teorici della moneta unica, impongono la flessibilità e il lavoro a tempo determinato, per costoro il posto pubblico, non importa se saltando da un istituzione all’altra, anche senza averne le capacità, deve essere garantito.
Vero, Monti?
L’Italia e gli italiani debbono mettersi l’animo in pace. Tra pochi mesi, al massimo entro la metà del prossimo anno, con l’avvento delle elezioni politiche e il – finalmente – defenestramento dell’attuale Capo di Stato, per scadenza del settennato, il Paese potrebbe implodere, anche perché non va dimenticato che a oggi il debito pubblico è di 2.000 miliardi di euro, lo spred a 500, e da quando è giunto il tecnocrate e i suoi pard, la spesa pubblica è salita di di 17 miliardi, altro che riduzione, l’economia se non è in depressione è in recessione e a Dio piacendo, forse prima della fine dell’anno, esattamente come la Spagna, nemmeno l’Italia avrà il denaro per pagare i dipendenti pubblici.
L’abisso si avvicina, un'altra piccola spinta e il Paese sarà sommerso dai suoi stessi miasmi economici e morali, senza dimenticare che probabilmente l’attuale premier, visto che si sta rendendo conto che non sa governare né comunicare – come ha insegnato in varie cattedre, mistero – potrebbe lasciare la “cadrega” in anticipo, tanto lo scanno di Senatore a vita non gliela toglie nessuno – “grazie” al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – e visto i macelli commessi al Paese, appare chiaro che una teoria economica: Che muoia Sansone e tutti i Filistei!” Il culo mio e dei miei amici l’ho salvato, gli altri che si fottano, tanto pagate sempre voi idioti!
Marco Bazzato
22.07.2012
(1) http://www.european-council.europa.eu/home-page/highlights/european-stability-mechanism-treaty-signed?lang=it
(5) http://www.mainfatti.it/Mario-Monti/Monti-alla-Allen-Conference-con-Warren-Buffett-azionista-Moody-s_044831033.htm
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