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venerdì 2 ottobre 2015

Guerra Mediaset Sky: chi vince e chi perde?


A mezzanotte del 08.09.2015 alle 00.00 ora italiana, 01.00 ora bulgara, quando il segnale dei canali Mediaset, Canale 5, Italia 1 e Rete 4 è stato criptato, si è elevato un  bestemmione mentale infinito. Vi posso garantire non solo da parte mia. Un bestemmione di quelli che farebbero rizzare i capelli sia al Papa che dall’ultimo curato di campagna che celebra ancora la messa con il Rito Tridentino.

Mediaset aveva messo in atto il dispetto a Sky, criptando il segnale sul satellite Hot Bird 13, non essendo da quel momento più FTA – Free To Air, perché il segnale veniva ripreso dalla piattaforma a pagamento di Sky – impedendo a tutti i cittadini europei di vedere i programmi Mediaset, rinchiudendo il segnale satellitare attraverso la piattaforma  TV Sat, solo per l’Italia e gli italiani residenti in patria che, a causa di zone d’ombra, non sono raggiunti dal segnale del digitale terrestre.

Per fortuna ci stracciano i coglioni ogni giorno con il mondo globalizzato e altre bischerate, salvo poi mettere in atto strategie industriali degne dei due confinanti del podere del primo film di Don Camillo, i Filotti e i Della Bruciata.

Mossa intelligente diranno alcuni.  Mossa stupida diranno altri.

Già, perché è come se uno per fare un dispetto a un concorrente decidesse di prendere il trapano a percussione, montare la punta più grossa e trapanarsi un testicolo, sicuro che il concorrente soffrirà per questa scelta di auto castrazione. 

Praticamente questo è  ciò che ha fatto Mediaset.

Infatti la sua scelta suicida le si sta ritorcendo contro.

 Gli ascolti sono in preoccupante caduta libera e di riflesso anche gli investitori pubblicitari stanno dirottando le loro risorse verso altre reti televisive, prime fra tutte la Rai, che continua a trasmettere i canali Rai 1, 2 e 3, i generalisti, ma anche altri, sul satellite  in modalità FTA – Free To Air e su TV Sat.

Sicuramente a causa di questa decisione sta perdendo non solo Mediaset – se l’è cercata e voluta, ma sta danneggiando gli italiani residenti all’estero che seguivano i programmi via satellite e molti cittadini stranieri che avevano nei loro pacchetti televisivi via cavo i canali Mediaset, ora criptati.
Infatti  il provincialismo italiano ha scordato è che i canali  satellitari italiani  FTA – Free To Air, all’estero o poco tanto fanno parte del bouquet dei canali inseriti nelle offerte di questi venditori di servizi televisivi, perché esiste un universo di stranieri che amano vedersi le fiction, i film italiani, gli show in lingua originale e non doppiati, magari alla cazzo di cane, standosene comodamente seduti in poltrona, in salotto, dopo cena.

 Senza contare il danno fatto agli studenti che nei loro Paesi studiano la lingua italiana, agli  imprenditori, ma non solo, anche semplici turisti,  che viaggiano per lavoro dai loro Paesi per l’Italia, e  amano tenersi aggiornati, seguendo i canali Mediaset, che oggi non vengono più invogliati all’acquisto di determinati prodotti reclamizzati in quelle reti, perché sono stati violentemente mutilati di questa possibilità, che danneggia  non solo gli italiani in Italia e residenti all’estero per svariati motivi,  ma anche gli investitori pubblicitari, in quanto si sono visti togliere visibilità continentale, e costretti a riposizionare i loro investimenti pubblicitari nella TV di Stato, la quale sicuramente si sfregherà le mani per la gioia, in quanto questa mossa danneggia in primis i loro fatturati.

Con termini diversi lo afferma anche “Il fatto quotidiano”, nel suo articolo: “Mediaset, costa caro l’addio alla piattaforma Sky: oltre un punto di share in meno. Freccero: “Errore industriale”. Simonelli: “Autogol” di Claudia Rossi.  

Solo che l’analisi, a mio avviso, non tiene conto della perdita degli telespettatori europei, e quindi il danno economico, non solo per Mediaset, ma per l’economia italiana, potrebbe essere più elevato, se si tenesse conto anche di questa quota non indifferente di telespettatori continentali persi, privati della ricezione satellitare  FTA – Free To Air.

Le perdite reali però non si possono effettivamente quantificare nel breve termine, ma ci vorrà, a mio avviso, almeno un anno per comprendere come l’emorragia reale, su base europea, di telespettatori causerà perdite ben più elevate del mancato accordo con Sky, danneggiando anche il Made in Italy italiano, il quale attraverso i canali Mediaset, disponibili gratuitamente sul satellite in scala continentale, venivano veicolati e visti da un numero di potenziali consumatori che adesso l’Italia ha praticamente perduto.

Marco Bazzato
02.10.2015

lunedì 28 settembre 2015

“Volkswagen, l’inquinamento? È Cosa Nostra!”

Ci sta poco da girarci attorno. È una settimana che godo come un cammello infoiato. Che godo come un vulcaniano alle prese con il Pon Farr, detto anche “La febbre del sangue”, vedi episodio di Star Trek TOs,  Amok Time del 1968, da quando è scoppiato, partendo dagli Stati Uniti, lo scandalo  Volkswagen, sulle autovetture dalle emissioni taroccate, che come una tempesta di sabbia del Sahara, ha investito praticamente tutto il mondo motorizzato.

È la goduria di vedere i nostri amati amici teutonici, che praticamente si sono fatti trovare con le braghe abbassate e che stanno subendo un atto contronatura di sodomia planetaria, da parte, non solo dei governi infuriati come bisce, per quanto avvenuto, ma ormai anche dalle palle iniziano a fumare dei proprietari di questi modelli, ai quali toccherà per lo meno perdere una mezza giornata, per, quando sarà il momento, portare il  mezzo taroccato e adulterato, dal concessionario della casa automobilistica, fondata nel 1937,  ai tempi del nazismo, per volere dello stesso Adolf Hitler, infatti Volkswagen significa “vettura del popolo”, oggi non certo buona per le tasche di cani e porci,  a far rimappare, a spese della Volkswagen, , la centralina incriminata di tale burdello.

Ci stanno però una serie di domande che credo assalgano tutti i lettori. Innanzitutto il silenzio omertoso dell’Unione Europea, la quale sapeva almeno dal 2013, stando alle informazioni di stampa, che in alcuni specifici motori a nafta, più bello il termine nafta, sa più da grande inquinatore, vedi quel bel fumo nero e oleoso dei trattori o dei motori a nafta degli anni ’80, sputavano dai tubi di scappamento, gas superiori a quanto dichiarato in fase di omologazione al banco. Ma come spesso accade con i grandi gruppi industriali a livello planetario, ci si accorge che la merda inizia a puzzare solo quando il cesso si  tappa e il solido marrone rischia di cadere sul pavimento, appestando tutto il cesso, emanando soffici effluvi ammazza olfatto.

Quanti effettivamente sapevano di questo problema? Sempre stando alle informazioni di stampa, la cosa era emersa negli Stati Uniti nel 2014, ma si è aspettato come spesso accade, a discapito della salute pubblica, il momento politico opportuno per ammazzare il maiale con la macellazione Haal, pardon, per assestare un bel colpo di reni non solo alla credibilità tedesca, ma soprattutto per tramortire la cancelliera teutonica, che sembra ormai perdere colpi, peggio di un vecchio motore ad aste e bilancieri, con tanto di valvole consumate e fasce elastiche contenitive  usurate, che consuma olio a più non posso.

Una voce però ancora non si è fatta sentire: quella degli ambientalisti. Strano, quelli gridano anche se si piscia fuori dal boccale, se un non si tira lo sciacquone dopo aver defecato, o se le stalle colme di vacche, emettono gas metano. Ma in questo frangente? Silenzio assoluto, mutismo. Che abbiano tutti la VW e non vogliano andarsene via a piedi, magari mostrando al mondo che, da ambientalisti, usano autovetture a nafta che inquinano più del culo di una vacca?
La cosa più assurda di tutte è che nessuno al momento ha crocifisso e lapidato l’azienda che ha prodotto la centralina, che non è la Volkswagen, ma bensì la Bosh, sempre tedesca. Su di lei nessuno strale, nessuno ha puntato pubblicamente il suo CEO,  i dirigenti e i suoi tecnici, visto che alla fine, certo, la Volkswagen, ha commercializzato dei veicoli a nafta inquinanti, ma l’inquinamento sembrerebbe non dovuto tanto ai motori, ma alla centralina prodotta dalla Bosh, la quale comprendeva benissimo quando il tubo di scappamento di un mezzo sul rullo della revisione, quando gli veniva infilato nell’ano la sonda dell’opacimetro, passava in modalità “risparmio” tenendo le emissioni di gas entro i limiti di omologazione. 

Un po’ come fanno gli adolescenti quando, bravi e beati loro, iniziano a fumare di nascosto e come troiette infoiate, prima tornare a casa, si appestano di profumo gli abiti, mettendosi in bocca qualche centinaio Halls Mentho-Lyptus Extra Strong, per nascondere l’odore sigaretta, dopo essersi fatti fuori un pacchetto di Malboro, o di Lucky Strike senza filtro, convinti,  poveri illusi, che quella cagna da tartufi della madre, non li senta puzzare, appena entrano a casa, e questi, come scolaretti che a scuola hanno riempito la turca di carta igienica, cercano barbare e vili giustificazioni e la madre, sempre più incazzata come una biscia assetata di sangue e con le fauci colme di veleno, non vede l’ora di  prendere a randellate quel suo ovulo fecondato da, non ricorda nemmeno lei chi, mendaci e falsi come una  banconota da 600 mila lire!

 L’azienda produttrice della centralina, stramente tace. Anzi, peggio ancora viene esentata dal ciclone che ha colpito la Volkswagen. Nessun CEO si è dimesso, in quanto non poteva non sapere, non sono giunte notizie di indagini interne e della magistratura tedesca, per capire chi abbia ordinato cosa e chi, tra chi sapeva che “l’adulterazione” era un reato, abbia taciuto o sia stato fatto tacere. Ma è chiaro che, come si diceva  ai tempi di Tangentopoli in Italia, “I vertici non potevano non sapere!”.

Perché, diciamocelo, se a un fornitore esterno, e la Bosh è un fornitore esterno della Volkswagen, impartisci l’ordine di produrre qualcosa di fraudolento, chi opera direttamente sulla creazione di questo software, doveva conoscere le leggi dei vari Paesi e di conseguenza avrebbe dovuto avvisare i suoi superiori che si stava commettendo un reato. Ma su questo versante, zero assoluto e la cosa di per se puzza più dello scandalo stesso, perché la Bosh, dati del 2011, ha un fatturato di 51,4 miliardi di Euro, contro i 197 della Volkswagen, del 2013. Quindi si auspica che le class action che stanno partendo in mezzo mondo, azzannino alla gola gli utili della Volkswagen, così come quelli della Bosh, essendo esecutrice materiale della “adulterazione” delle centraline, complice di quanto avvenuto, visto che è palese che la colpa non è dei motori a nafta Ea189, ma delle centraline taroccate dalla Bosh.

Parafrasando “The Godfather” “Il Padrino” di Mario Puzo, ricordando una celebre copertina di un settimanale tedesco di tanti anni fa, sembra che si sia sparsa la voce che recita: “Volkswagen, l’inquinamento?  È Cosa Nostra!”

Marco Bazzato
28.09.2015

martedì 27 maggio 2014

Ma il “Made in Italy” italiano è veramente buono?

È da molto tempo che ho iniziato a dubitare della cosiddetta bontà e genuinità del “Made in Italy”. Più passa il tempo e più mi rendo conto, ma non solo io, anzi, la cosa è abbastanza eterogenea tra gli italiani che vivono all’estero, che gli italiani in casa sono sottoposti a un continuo e costante lavaggio del cervello da parte dei media, che se la tirano tanto con il cosiddetto falso “Made in Italy” o perché si usano delle analogie, usando un tricolore che potrebbe richiamare – lentamente – all’Italia, secondo gli italiani, visto che non è detto che fuori dai patri confini, gli stranieri debbano essere obbligati a conoscere i colori della bandiera italiana.

I salumi italiani sono i migliori al mondo! E chi lo dice? Gli italiani. Ah.

Il prosciutto crudo italiano è il migliore al mondo! E chi lo dice? Gli italiani. Ah!

I formaggi italiani sono i migliori al mondo, per via delle diversità italiane. E chi lo dice? Gli italiani. Ah!

L’olio italiano è il migliore al mondo. E chi lo dice? Gli italiani. Ah.

E si potrebbe continuare.

Peccato però che le cose non stiano come ce l’hanno contata.

Ci sono un sacco di prosciutti cotti, crudi e cotti stranieri, che, dispiace dirlo, sono mille volte meglio di quelli italiani e costano assai meno.  Lo stesso dicasi per l’olio di oliva, per i pomodori. Stendo un velo pietoso sulla passata di pomodori italiana, perché se ci penso, mi girano ancora le balle.

A tal proposito vi racconto il primo dei due aneddoti. La settimana scorsa abbiamo acquistato – finalmente- della salsa di pomodoro italiana. Prodotta in Italia, inscatolata in Italia ed esportata. Bene mi sono detto: finalmente il sapore della mia terra. Il sole dei pelati italiani, del sugo fatto secondo la tradizione.

Bene una sega! Bene un cazzo! Bene una fava! Bene una michia! E con le parolacce potrei proseguire ancora a lungo. Sta di fatto che la famosa e mitica salsa italiana, tanto bramata, prima di mangiarla con tagliatelle e ragù, faceva letteralmente, come diceva un mio conoscente di tanti anni fa, “schifo al cazzo!” Il sugo era insipido. Forse ci stava il sole di qualche infima stella dello spazio profondo. I pomodori sapevano quasi da suola di anfibio che ha camminato dentro una stalla piena di vacche. Insomma: una vera cloaca.

Queste parole sono offensive per il “Made in Italy” del Bel Paese? Beh, se quel prodotto e intanto mi riferisco a quel prodotto era una schifezza, certo non è colpa mia della sua pessima qualità. La colpa semmai e la tragedia è che in Italia si produce e gli italiani acquistano tale schifezza, almeno secondo il mio palato!

Lo stesso dicasi per i salumi italiani. Lo scorso anno acquistai in un negozio rinomato di Sofia, Bulgaria, dei salumi italiani. Anche in quel caso, come avvenne poi in seguito per il sugo di pomodoro, mi dissi, prima di mangiarli: “Finalmente, veri salumi italiani”…bleah. Mio zio, pace all’anima sua, che i salumi li faceva in casa, ammazzando il porco, si sarebbe rivoltato nella tomba, se gli avesse assaggiati. Un vero obbrobrio. Si è salvata solo il prodotto più economico: la mortadella. Con lei nulla da eccepire. Ma per tutto il resto, disgusto assoluto. Sicuramente, a mio avviso, il prosciutto crudo bulgaro non ha nulla da invidiare a quello italiano, anzi, per certi aspetti potrei dire che è addirittura di qualità migliore e costa relativamente meno.

La battaglia portata aventi, assurdamente, dall’Italia, anche in sede Europea è, per fortuna una battaglia che spero sia persa in partenza, per un motivo molto semplice. Chi vive fuori dai patri confini italiani, se ne strafotte del “Made in Italy”, anche se sull’etichetta ci sta la bandierina italiana o vaghi accenti al Bel Paese, per un motivo molto semplice: guarda dove è stato prodotto il cibo e non essendo un idiota, capisce benissimo che il prodotto non è italiano e quindi sceglie secondo il suo palato, non secondo il palato italiano, come vorrebbe l’industria agroalimentare italiana, anche se ormai la maggior parte è in mano a società straniere.

Quindi la battaglia per la protezione del “Made in Italy” è una buffonata che fa spendere vagonate di denaro è una battaglia persa in partenza. Una battaglia priva di senso e di logica, giacché avere la supponenza che i prodotti italiani siano migliori rispetto ai prodotti, anche se con nomi simili a quelli italiani, è un atto di superbia e di arroganza senza eguali, perche lo straniero una volta assaggiato il “Made in Italy” originale, quello che l’Italia vorrebbe imporre all’estero con forza e virulente violenza, almeno così la raccontano i media, ne rimarrebbe il più delle volte deluso, perché, piaccia o no, quando un prodotto ha viaggiato per migliaia di chilometri per raggiungere la destinazione finale, ossia i distributori nazionali, prima, quelli regionali poi, quelli provinciali poi, fino alla grande o piccola distribuzione, per giungere al termine sulle tavole dei consumatori, è logico che sia una schifezza, se privo di conservanti, ed è logico che sia una schifezza, se colmo di conservanti, naturali o non. E voler imporre all’estero che gli stranieri acquistino prodotti italiani, quando in Italia gli italiani sono martellati ai coglioni fino alla nausea perché acquistino prodotti locali, a chilometro zero, beh, questo significa voler far passare gli stranieri, ma anche gli italiani che vivono all’estero per dei coglioni.

Agli italiani che vivono in Italia, probabilmente, la cosa non piacerà, ma dovranno farsene una ragione alla fine, quindi sarebbe meglio prima, piuttosto che poi: gli stranieri che vivono a casa loro e gli italiani che vivono all’estero non sono dei coglioni!

Marco Bazzato
27.05.2014

venerdì 22 marzo 2013

I marò rispediti in India per il bene dell’economia italiana?


I due marò del Battaglione San Marco non dovevano nemmeno rientrare in Italia per le due licenza: né per quella di Natale e Capodanno, né per le elezioni politiche. Ma tanto  la politica ha  fatto e l’ambasciata italiana ha brigato ha che alla fine, una volta tornati, si sentivano  belli e al sicuro, mentre dopo l’ennesimo voltagabbana nei loro confronti e dell’India,i due fucilieri sono stati rispediti nel paese dove stanno scontando la loro detenzione dorata in attesa di processo.

D’altronde con la grana dell’ambasciatore italiano – che per rappresentare il Paese e gli interessi del Made in Italy viaggia in Volvo –  a cui era stato ordinato di non lasciare il Paese, ritirandogli l’immunità e l’accredito diplomatico, fregandosene, ragione, della Convenzione di Vienna, era come se per alcuni giorni, anche se i media italiani non l’hanno detto, si fossero rotte relazioni diplomatiche tra i due Paesi. E rompere le relazioni diplomatiche significa mettere in pericolo in primis milioni di Euro di contratti e va ricordato che l’India senza l’Italia campa, ma molte grosse aziende italiane senza i contratti con l’India rischiano assai, e non è da escludere che queste abbiano fatto forti pressioni sussurate sulla politica, affinché, per il bene dell’industria in affanno, i due marò venissero rispediti nel subcontinente indiano, in quanto sacrificabili nel nome degli interessi economici della penisola italica.

I due marò sono stati usati dalla politica interna italica per finalità anche elettoralistiche e propagandistiche. Il governo morituro di Mario Monti sperava con questo atto populista e nazionalista di raccattare qualche voto in più, ma gli italiani, se ne sono ben guardati dal farsi coinvolgere a suon di croci sulle schede elettorali. Dove i politicastri nostrani che non avevano previsto la sacrosanta reazione iraconda indiana. Per questo, visto anche la “rottura delle relazioni diplomatiche” con il rischio che finisse al gabbio l’ambasciatore italiano in India per essersi impegnato personalmente con la sua firma a far rientrare i due marò nel Paese di Gandi, ha fatto sì che i due militari divenissero, a detta di alcuni, e della nomenclatura oligarchica politico-militare-industriale, sacrificabili, in nome della ragion di Stato. Visto che, a detta dei silenziosi che operano da dietro le quinte, è meglio due marò arrestati all’estero in attesa di processo per omicidio, piuttosto che un ambasciatore ingabbiato per falso. A livello di immagine per l’Italia la seconda accusa sarebbe più devastante, nonostante sia riconosciuto all’estero che gli italiani sono dei voltagabbana patentati, in “casa” come in “trasferta!”.

Ma la cosa “divertente” è che i due marò sono stati traditi dalle stesse istituzioni nazionali, politiche e militari. Senza dimenticare che l’Unione Europea, si guarda bene dall’intervenire nel contenzioso giuridico italo-indiano. Ogni Paese UE, ha interessi economici e scambi commerciali da difendere con l’India e visto che l’Italia, rispetto a quel subcontinente è considerata una nazione in de pressione economica e l’India, un Paese in crescita, e è meglio fare affari concresce, che non con un Paese depresso,  quasi ridotto come Cipro.

In molti si stanno chiedendo come questi possano sentirsi nei confronti della patria che li utilizza, correttamente secondo la politica economica, come merce di scambio, ciarpame sacrificabile da barattare per un ambasciatore e qualche centinaio di milioni di Euro in commesse commerciali o industriali,  e qualche migliaio di posti di lavoro in Italia, come se ci si trovasse sulle bancarelle di Porta Portese o allo scambio delle figurine Panini dei bambini della scuola primaria?

Ma la parodia dell’assurdo è che l’Italia, dopo aver pagato il risarcimento danni alle famiglie dei due pescatori assassinati, facendo oggettivamente passare i due marò per rei confessi, prima di una sentenza definitiva, dopo aver perso faccia e credibilità in patria e nel resto del mondo il “Bel Paese” ha la pretesa, assurda, di dettare le regole in casa d’altri, ossia ricevendo rassicurazioni scritte che i due fucilieri del Battaglione San Marco non possano essere condannati a morte, ottenendo così un trattamento di favore, discriminatorio rispetto alla legge e gli altri cittadini indiani, nei reati ascritti di pari gravità capitale., Il tutto porterebbe a supporre che le autorità italiane siano ragionevolmente certe che i marò saranno condannati e che dovranno scontare la pena in India, auspicando che le leggi indiane non siano morbide come quelle italiane nei confronti degli assassini e/o omicidi e non prevedano sconti di pena misure alternative, indulti o permessi premio.

Sempre che gli indiani non facciano come gli italiani: mentendo. Emettendo una sentenza di pena capitale anziché di lunga detenzione e che, i due marò non vengano spediti, secondo i tempi della giustizia indiana, innanzi al boia, per l’esecuzione della sentenza.

È chiaro che se in caso di condanna a morte, pena legittima nell’ordinamento giuridico indiano, se in Italia dovessero esserci manifestazioni, anche razzistiche, contro l’India, questa non esiterebbe, come suo diritto, a fare carta straccia dei contratti con il nostro Paese. E quando le aziende interessate saranno obbligate a licenziare, a causa del diritto indiano di far rispettare le loro leggi in casa propria, le manifestazioni a favore dei due marò condannati cesseranno.

Due sole vite da salvare dal boia non possono e non devono rischiare di mettere a repentaglio migliaia di lavoratori, con conseguenze a cascata sul reddito delle famiglie degli operai, causando il crollo del benessere economico e sociale nelle zone interessate, perché parafrasando ciò che auspica sempre il nostro beneamato Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “Bisogna guardare agli interessi generali dell’Italia e non ai particolarismi o agli interessi dei singoli”.
Proprio come nel finale di “Star Trek II – L’Ira di Kan”:in quanto:
 .È la logica. Le necessità dei molti sono più importanti delle necessità dei pochi o di quelle di uno»


Marco Bazzato
22.03.2013

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni politiche 2013. E adesso?


In moti avranno fatto zapping fino a quasi le tre di notte, ora, arrivando sfiniti alla fine della lunga giornata elettorale.

L’unica certezza è che l’Italia e gli italiani sono finiti, per colpa di PD PDL, dentro un gigantesco mixer colmo di merda, dove la speculazione europea sta affilando le armi per spolpare il cadavere dello Stivale, iniziando a fuggire dall’industria e dalla finanza boccheggiante, con lo spred che finalmente torna a crescere e le cancellerie di mezzo mondo che si mettono le mani sui coglioni, sperando che nei loro Paesi non avvenga il “miracolo Italiano”

La cosa buffa è che Grillo ha sbancato il casinò, spendendo, rispetto agli altri partiti politici e senza andare in tv, anzi con i giornalisti costretti a rincorrerlo su e giù per il Paese, trattati a volte come cani servi del potere, obbligati dal dovere di cronaca a inseguirlo, venendo sbeffeggiati senza tanti complimenti.

Bersani è il grande principe è il “vincitor perdenti” si trova con un nugolo di parlamentari, inutili anche per farci il minestrone di verdure, con Vendola cetriolo capo, che e con il suo Sel è entrato in Parlamento dalla porta di servizio, visto il suo striminzito 3,2%, dimostrando che manco la lobby gay crede alle sue proposte, figuriamoci gli etero.

I trombati eccellenti: Fini, Di Pietro, la Binetti, la Conica, il Buttiglione, per dire quelli più eclatanti  (1) soprattutto quel simpaticone di Ingroia ha dimostrato che in Italia come non ci sta posto per i post fascisti, peggio vengono trattati come sudici seguaci del baffone comunista Stalin, considerati dei cadaveri che camminano e consumano ossigeno e rilasciano nell’atmosfera, anidride carbonica, senza contare le acque nere.

Ma l’orgasmo più bello è venuto durante la conferenza stampa di Mario Monti. Sembrava uno studentello al primo anno di economia che non ha passato un esamino e con il professore di turno che l’ha insultato contro, davanti ai famigliari e compagni di corso, beccandosi sul libretto una solenne insufficienza e  sempre da parte del docente, un “vaffanculo!”

 Monti era rosso in volto. Faccia che di solito fa qualsiasi persona non ha quando per farsi passare il giramento di zebedei si scola tre cartoni di San Crispino, pregando che il bambino venga accoppato da un cacciatore di frodo, prima che ripeta per l’ennesima volta: “Guarda nonno, guarda….è… Bum, morto stecchito”.

Presumibilmente durante quella conferenza stampa, moti degli elettori di Monti si saranno messi se maschi i coglioni ioni, se femmine le zizze,  tra la porta e lo stipite, ordinando ai figli di chiudere il portoncino blindato con la massima violenza possibile e poi…

Berlusconi è il vero vincitore morale della causa perduta.  Ora se ne sta all’angolo, sfregandosi le mani e vedendo il Bersani che bestemmia, masticandosi il toscano, come se fosse alla Festa dell’Unità di Brescello, incazzato perché è cuochi e camerieri sono ciuchi marci, per l’ennesima volta si sono scolati la vendemmia dell’anno successivo, prima ancora che si formi l’uva.

E gli Italiani? Passata la sbornia capiranno che uno per uno, tutti assieme, senza distinzione di razza, sesso, orientamento sessuale, stanno per prendersi l’ennesimo cazzo in culo, nuovamente a secco come le tasche. E brucerà. Eccome se brucerà.  Saranno emorroidi per tutti.

Già, perché tra poco gli italiani inizieranno ad attraversare il canale d’Otranto a nuoto direzione Albania. È chiaro che il Paese è ingovernabile peggio di un cavallo morto, reso carne macinata e spacciato per manzo nei supermercati di mezza Europa, impossibile da ritirare dal mercato comune.

Soluzione alla crisi e possibili scenari?

Grande inciucio, PD – PDL? Per ora esclusa dallo smacchiatore di giaguari del giaguaro rimasto con la sua pelliccia.

Alleanza PD con il Movimento 5 Stelle? Bersani deve prepararsi a calare le braghe e zac… Grillo dirà o mangia la minestra o salta la finestra e vaffanculo.

Ritorno alle urne? Sarebbe la buffonata del secolo, visto che farebbe pensare che i due “grandi” partiti, Pd e PDL, come i bambini a cui un piccolo bullo ha rubato le biglie e adesso vanno a piangere dalla vecchia madre, ormai moribonda (Napolitano è agli sgoccioli, come mandato) battendo i piedi a terra e facendo gli offesi… sempre che alcuni grillini non si vendano per un piatto di lenticchie…

Un nuovo governo tecnico, con Giuliano Amato come premier? Potrebbe essere l’opzione imposta da tempo da parte dell’Unione Europea e dal sistema finanziario internazionale, perché garantirebbe la continuità di Monti e della politica di austerity, ossia impoverimento generalizzato del Paese, almeno per due anni, per poi lasciare spazio alle elezioni anticipate, spianando la strada alla maggioranza assoluta del Movimento Cinque Stelle, movimento che, anche se non è stato capito da molti, va incasellato all’interno di una destra. Simile. Quasi etero guidata dai banchieri Teocon americani..

Il ruolo di Grillo e del Movimento cinque stelle? Continuare sulla sua opera di sfascio della partitocrazia, facendo quello che per trent’anni non è riuscito a fare Pannella e al Partito Radicale. Se si tornasse entro un anno alle urne, la vittoria del Movimento cinque stelle potrebbe essere schiacciante, indipendentemente dalla legge elettorale, che giocoforza, in un modo o in un altro, dovrà essere ripresa in esame, questa volta senza giochetti, perché a continuare a fare i conti senza l’oste, alla fine si rischia di morire alcolizzati , per lo scoppio del fegato e della bile, anche se è astemi.

I mercati? L’euro e l’Unione Europea?

Che si fottano. Si auspica, ma le grandi banche, anche americane e non solo, non lo permetterebbero, a costo di militarizzare l’Italia,seminando morte, sangue, distruzione e miseria. Il problema è che il tessuto economico italiano è sfasciato, la morte e la miseria continuano ad avanzare, assieme alla disoccupazione. Tanto vale lasciarsi dietro quanti più cadaveri europei ed europeisti possibile. Alla fine ci sarà un’uscita dal tunnel della recessione e della depressione.  È importante quanti morti la società europea sarà disposta a considerare come morti fisiologiche, ossia danni collaterali sopportabili e a mo di ripulitura del sistema, per poter poi ripartire, non più forti di prima, ma con meno problemi, leggesi esseri umani nel continente europeo.

Stiamo sereni, questa scelta non sarà fatta dagli italiani e dal sistema politico italiano, ma l’onore di queste morti spetta e spetterà, vedi la Grecia, alla grande finanza internazionale e alle grandi cancellerie,quella tedesca in primis. A questi spetterà l’onore di premere i fatidici pulsanti e tirare le levette e “grilletti”, circa la prosecuzione dell’impoverimento italiano, per il bene degli italiani e del bene comune diranno, per salvare il sistema creditizio delle banche private  sovrannazionali..

Oggi come ieri Bersani, Berlusconi, Monti e apparentemente da ora anche Grillo sono solo i burattini tirati da una piovra economica impossibile da uccidere, perché esiste dai secoli e il Movimento cinque stelle in questo momento è utile al “sistema!”

Marco Bazzato
26.02.2013




venerdì 22 febbraio 2013

Elettrodotto Dolo-Camin: oggi hanno ragione i costruttori!


Ieri leggendo un articolo su Veneziatoday  (1) e per l’ennesima volta ci si rende conto che anche in quella zona del ricco ed ottuso Nord Est, come in tutta Italia, i politici sono una masnada “de magnaschei!” – Mangiasoldi – che piuttosto di alzare il culo dalle poltrone, perché se un’Amministrazione Comunale non vuole fare pulizia, anche davanti prove evidenti, fornite a tutti gli uffici preposti, partendo dal Sindaco, per proteggere, forse a suon di stecche, un ex Presidente di Consorzio e suoi figli –  questi sono pesci piccoli – cosa resta combattere per il bene di tutti i cittadini, contro i grandi gruppi?

Infatti, i grandi gruppi conoscono le situazioni di voluta ignoranza cosmica in cui potrebbero versare le singole Amministrazioni interessate, ma è un andazzo lassista, presente in tutta Italia e non solo in quella zona interessata.

È grazie all’omertà delle P.A., all’inettitudine di una classa politica, brava esclusivamente a fare accattonaggio al momento delle elezioni, ma poi, come anche in questo caso, i grandi gruppi, “sodomizzano” i cittadini. Perché se gli interessi di questi non vengono tutelati dalle Amministrazioni Comunali, non sta a una società, magari quotata in borsa, fare gli interessi dei “servi della gleba”, visto che risponde, come per ogni attività,  agli interessi dei proprietari e agli azionisti, principio valido per lo scarparo  e quella è anche la zona – così come per la grande industria che scarica rifiuti tossici in qualche canale,salvo intervento della Magistratura, a seguito di denunce su denunce, segnalazioni “dimenticate”, interrogazioni ignorate dal Sindaco, facendo passare i 30 giorni previsti dalla legge, circa l’obbligatorietà della risposta ai consiglieri comunali che l’avevano formulata.

E l’azienda non ha preso in considerazione l’idea di interrare l’elettrodotto da 380 mila volt, lungo ben 15 chilometri, in quanto il costo sarebbe stato spaventoso. Meglio passare sopra le teste dei cittadini, sopra case, scuole, zone residenziali e artigianali, campi, i pochi rimasti, a costi molto inferiori. Poco importa, hanno oggi ragione i costruttori, se poi lungo l’elettrodotto, le case, le aziende si deprezzeranno, se qualche bambino rischierà la leucemia, se qualche vecchio con il pacemaker farà un colpo (una pensione in meno da pagare da parte dell’Inps, facendo risparmiare le casse dell’Istituto).  In quel caso spetterà, a tempo debito, alla Giustizia dimostrare se esiste un nesso scientifico tra l’elettrodotto e le malattie e/o le morti  o se il tutto è frutto della casualità.

Il concetto è sempre lo stesso: massimizzare i profitti,spendendo il meno possibile  e molti sfaticati anche nelle P.A. lo sanno e “nazionalizzare i costi ambientali, sanitari e sociali. Tanto, anche se da qui a vent’anni ci fossero dei casi di malattie e/o morte a presunta causa dell’elettrodotto ci vorrebbero lustri di inchieste, milioni di euro di perizie e controperizie, ingrassando avvocati da ambo le parti, per arrivare a un verdetto “politico” di non colpevolezza o di assoluzione per insufficienza di prove. O anche se ci fosse la condanna, come spesso accade in Italia, nessuno pagherebbe. Quindi ben venga il deprezzamento delle zone interessate all’elettrodotto, le eventuali malattie e morti di qualche centinaio di persone,ma prima, per l’ennesima volta, come se non lo si sapesse, andrebbe dimostrato il legame causa-effetto. Intanto, nel pieno rispetto delle leggi vigenti, giustamente secondo i proprietari e/o gli azionisti, lavorando al risparmio si ingrassano e comuni interessati si “accodano” alla Voce dei Padroni!

Marco Bazzato
22.02.2013


giovedì 10 gennaio 2013

Restrizioni per la vendita di armi ai cittadini negli U.S.A? No, grazie!


Finalmente gli americani sono tornati a ragionare come loro costume, ossia come una nazione che vive col sangue il mito del west e il diritto sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione che recita: “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una milizia regolamentata, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto”, tonando ad acquistare armi come più di prima, e ora anche giubbotti antiproiettili per i figli minori,  per recarsi a scuola in tutta sicurezza.

Chiaramente durante il turbino emozionale dettato dal calore in fase di dissipazione dei corpi dei venti bambini  uccisi  e dei cinque adulti, più  il suicida che ha dato il via alle danze nella scuola   Sandy Hook di Newtown (1), anche da parte del Presidente americano, Barack Hussein Obama, che non ha resistito, come la Elsa Fornero, a farsi lacrimare gli occhi, a beneficio dei media, impegnandosi a parole affinchè ci sia un maggiore controllo sulla vendita di armi, semiautomatiche e non.

Bubbole.

Per fortuna erano frasi di circostanza, visto che ci pensa la National Rifle Assciation (2) a tenere dritta la barra della libertà sancita dal Secondo Emendamento, , onde evitare che un manipolo di reazionari vogliano cancellare o modificarlo, cosa  impossibile, vista la tradizione che hanno verso le verso le armi da fuoco.

Passata la buriana emotiva e con l’avvento delle festività natalizie gli americani hanno reagito secondo la tradizione, riscoprendo il piacere di armarsi, riarmarsi, aumentando le Santa Barbara private, regalandosi pistole, fucili semiautomatici e quant’altro, a beneficio della sicurezza  personale, anche per esorcizzare l’atto isolato di un folle che non rappresenta l’americano medio, amante e dedito alla coltivazione dell’hobby di questi oggetti culturali, dal sapore antico ma sempre attuale.

Ma la “danse macabre” alla  Sandy Hook di Newtown, non è la maggior mattanza scolastica o liceale della storia degli Stati Uniti. Infatti, il record di macelleria studentesca è stato raggiunto e ancora insuperato nel millennio passato, il 18 maggio del 1927, presso la Bath Township, grazie all’utilizzo di tre ordigni che hanno causato quarantacinque morti, e la maggioranza di questi erano studenti della  Bath  Consolidated School (3), anche se il teatro dell’operazione bellica non può essere annoverato ufficialmente tra le stragi scolastiche, essendo avvenuto in un luogo differente rispetto alla  Bath  Consolidated School, frequentata alla maggioranza delle vittime e dall’autore della medesima, Andrew Ketoe, anch’egli impegnato in attività scolastiche.  Si può dire che a modo suo questa apoteosi insuperata faccia parte degli annali scolastici. 

Negli Stati Uniti, Paese abitato da 300 milioni di persone, circolano 300 milioni di armi, possedute dai privati cittadini, e queste causano solamente 30mila morti l’anno, morti percentualmente irrisori in rapporto alla popolazione e le armi in mano ai privati, segno che sebbene armati per difesa personale, tutto sommato sono dotati di grande autocontrollo per quanto concerne l’utilizzo, indipendentemente che siano  pistole o fucili semiautomatici.

Non va dimenticato che questi 30 mila sono utili all’ingrasso di becchini, fabbriche di feretri, fiori, pastori che durante le funzioni religiose raccolgono offerte, ergo psicologi, psichiatri per l’elaborazione del lutto, perché come dicono lì “the business il business”, non sono morti invano in quanto generano un indotto economico non indifferente, dando occupazione, tramite tutta la filiera “del caro estinto” a migliaia di persone, questo solo riferito ai semplici morti. Mentre la filiera dal produttore al consumatore i vari passaggi di mano, movimentano miliardi di dollari ogni anno, che alla fine diventano anche tasse per le casse dei singoli Stati e del governo Federale. Rinunciare a queste entrate, senza contare la perdita di posti di lavoro, ai costi per i sussidi di disoccupazione, non può essere motivato da una strage che per quanto crudele possa essere, statisticamente è un evento isolato, episodico e sporadico, dove alla fine il computo dei morti fa a finire nel grande paniere statistico annuale, disperdendosi come un principio attivo all’interno dell’acqua di un farmaco omeopatico.

Per capire come a livello pratico agli americani siano interessati al mantenimento dello status quo, riferito al Secondo Emendamento, poche settimane dopo la mattanza alla Sandy Hook di Newtown, a Camden, nel New Jersey città di 79 mila abitanti, i pastori della Antioch Baptist Church e Higler Ground Temple Church of God in Crist hanno cercato di redimere i fedeli, proponendo uno scambio:  cash-for-guns (4) , con una risposta da parte di quest’ultimi veramente miserevole:  1.137 armi da fuoco, atte alla difesa personale, ma che secondo i funzionari statali si tratta di un vero record, anche se parte di queste armi erano dei ferrivecchi e i volenterosi si sono fatti pagare, per scaricare l’immondizia ai pastori.

Il problema delle armi negli Stati Uniti, se analizzato con distacco, è un non problema, in quanto ci sta solo un’esigua percentuale di statunitensi, da considerarsi dei reazionari al sistema, vorrebbero maggiori restrizioni nella vendita ai civili di armi, come se non potessero essere trovate, certo a prezzi maggiorati, al mercato nero – come del resto accade in Italia –  perché le morti di persone sono effetti collaterali, legati dall’utilizzo in luoghi e in situazioni improprie, diverse dalla difesa personale per le quali erano state legittimamente e legalmente detenute, e perché probabilmente il più delle volte i segnali di disagio mentale e sociale dei futuri pluriomicidi, c’erano da prima delle stragi, ma chi di dovere, come psicologi, psichiatri e assistenti sociali e scolastici, non sono stati in grado di intercettare e comprendere la gravità dei sintomi, tramite i segnali di disturbo che questi volontariamente o involontariamente emettevano, a dimostrazione di come questi lettori dei fondi di caffè siano bravi con il senno del poi, ma per quanto riguarda il prima, non sono diversi dagli accalappiabesughi, incapaci a formulare diagnosi, corrette su soggetti psichiatricamente e/o psicologicamente disturbati.

Marco Bazzato
10.01.2013


domenica 6 gennaio 2013

Scelta civica con Monti per l’Italia


Sono fortunato a non avere un pianoforte in casa, altrimenti, dopo aver visto la presentazione delle liste che sostengono Mario Monti, mi sarei abbassato i pantaloni e avrei appoggiato i “gioielli di famiglia” a pochi centimetri dai tasti, richiudendo il coperchio con violenza, al fine di spappolarli, non solo metaforicamente.

Votare la “Scelta civica con Monti per l’Italia” significa votare il peggior conservatorismo della storia della Repubblica, essendoci dentro, con gli apparentamenti alla Camera, quell’“utero “cristiano democratico” che assieme a quel santo immacolato di Fini, convivono more uxorio, ossia senza matrimonio cattolico e hanno della progenie, che nei tempi antichi sarebbe stata giustamente, secondo i costumi dell’epoca,  saggiamente chiamata bastarda, perché  “schizzata fuori” dal sacramento religioso e questa banda di conviventi e/o conniventi sono solo dei vili baciabanchi., affetti la leccaculismo scato-patologico,  servi di uno Stato straniero: lo Stato Città del Vaticano, che si fregiano di difendere quei valori cristiani che hanno calpestato, infinocchiando una masnada di elettori che ancora credono a queste scemenze, visto che la Chiesa alla fine, per i poveri diavoli, si comporta come quando si da il cibo ai porci, ossia solo le briciole e/o gli avanzi rancidi, visto che questi non fanno parte del “bene comune tra Stati!”

Votare la “Scelta civica con Monti per l’Italia” equivale, al pari di votare il Pd di Bersani, a consegnare l’Italia al Vaticano e alle banche, perché né il Pd e né tantomeno Monti, acerrimo nemico del confronti democratico, hanno dimostrato, assieme a Berlusconi, mentre il Professore per più di un anno è stato imposto dall’Unione Europea e “spalleggiato “ da Napolitano, a consegnare il Paese  ai poteri sovranazionali dell’Unione Europea, delle banche e del Papa, con il rischi di “talebanizzare economicamente”  ancor di più l’Italia, consegnandola all’abbraccio mortale dei seguaci pappali, aventi il passaporto dello Stato città del Vaticano,ossia di extracomunitari, che non rispettano le norme sull’antiriciclaggio internazionale,  perché “Bankitalia nega il permesso di operare con Deutsche Bank e non conferma Giovanni Castaldi alla guida dell'Unità di informazione finanziaria, l'organismo contro il lavaggio di denaro sporco che a Strasburgo non aveva preso posizione sull'iscrizione dello Stato pontificio nella lista dei Paesi canaglia!” Cit. da “Il fatto quotidiano” (1)..

Il gioco di Mario Monti è chiaro: sa che con le sue miserevoli e miserande armate di sgherri provenienti dagli anni più oscuri anfratti della Prima Repubblica, ossia la Democrazia Cristiana e il post fascismo dell’ex MSI, cadaveri imbolsiti che hanno contribuito al disfacimento politico, economico e morale del Paese, anche a causa del loro utilizzo per losche finalità politiche del cattolicesimo universale romano, dove dal concordato mussoliniano in poi, le gerarchie ecclesiastiche sono pappa e ciccia con il potere secolare, nel nome del “loro bene comune”, avendo il professore poco avulso al contradditorio, perché abituato a una vita di “studioso” di modelli che all’atto pratico vanno in direzione opposta rispetto alla teoria, come un vecchio parruccone dell’Inghilterra vittoriana, nemmeno vuole prendere in considerazione l’idea di mettersi a discutere con la misera e miseranda società civile, fatta da persone che faticano ad arrivare a fine mese, e che giustamente lo vedono come il “Grande Demone Sodomizzatore” e che inebriato dagli agi del Potere Politico, non dal misero ruolo di senatore a vita che lo farebbe apparire scartina tra le scartine, vuole tornare in vetta, ma non per essere un pezzente di ministro,  ma solo come Premier, sapendo che il Pd da solo non potrebbe mai governare.

 Mandare Bersani a Palazzo Chigi sarebbe come mandare la Bresaola della Valtellina, servita con le Piovre: farebbe vomitare.

E quindi Mario Monti, servo del potere del Vaticano, da post democristiano teocon, potrebbe essere chiamato a formare un governo di centrosinistra, assieme al Pd, dove “terrebbe per le palle” gli ex-post puzzo-comunisti, divenuti nel frattempo, perché inebriati dal potere economico-finanziario, seguaci di occulte teorie economiche conservatrici di sapore draconiano e mauthalsiane

Votare la “Scelta civica con Monti per l’Italia” è come recarsi al seggio con l’idea di piantarsi uno scalpello prima nel testicolo destro e poi in quello sinistro – se maschi – e se femmine, prima nell’ovaia destra e poi in quella sinistra e francamente, visto il dolore postumo che causa, non ne vale la pena.

E chi votare allora? Non certo per partiti che vogliono sfasciare l’Italia, per via degli ordini di scuderia finanziaria provenienti dall’estero o da entità sovranazionali.

Se si deve mandare tutto a puttane, trascinando nel baratro anche il resto dell’Europa della zona euro, bisognerebbe votare quei partiti che declamano l’uscita dell’Italia dalla moneta unica e il ritorno alla sovranità monetaria nazionale, con il denaro emesso per conto della Banca d’Italia, e non sottoposta ai vincoli del gran consiglio dei dieci assenti.

Oppure la cosa migliore sarebbe la dispersione del voto, dandolo a liste, movimenti politici presenti sul territorio, non apparentate o liste civetta che poi vanno a confluire sui grandi partiti nazionali. A tal proposito, infatti, oggi il Berlusconi ha invitato a non disperdere il voto dandolo a piccole e sconosciute formazioni. Perché? Perché non votare i grandi partiti politici, equivale togliere loro i rimborsi elettorali, e avendo i coltelli puntati alla gola, e le casse quasi completamente vuote, se i cittadini fossero intelligenti, li sgozzerebbero  al momento del volto, dando le loro preferenze alle piccole ed omeopatiche formazioni politiche, auspicando che i grandi partiti, possano finalmente morire di una morte lenta e dolorosa!

Meglio la botte piccola dove ci sta – in questi casi – comunque vino rancido, o se si vuole far giustamente del male ai grandi partiti nazionali, il maggior male minore sarebbe il Movimento Cinque Stelle, capitanato da Beppe Grillo, Movimento che da quando è partita la campagna elettorale, manco più viene nominato, vista la strizza all’ano che costui provoca alle grandi compagini. E quindi “concludendo – parafrasando Mike Buongiorno – “ntoucuulo  alla grande politica” come dice Cetto La Qualunque!

Marco Bazzato
06.01.2013

mercoledì 2 gennaio 2013

IVIE: Imu su case all'estero


E infine, come regalo di buon anno, per i cittadini italiani e per gli stranieri residenti in Italia, arriva l’IVIE, ossia una nuova patrimoniale sulle case, solo a carico dei privati, che questi possiedono all’estero.

Naturalmente, per fare come sempre i regali alla grandi società, queste sono esenti, in quanto lo Stato potrebbe trovarsi, da parte dei grandi gruppi finanziari, d’essere portato in tribunale, in quanto sotto il profilo Costituzionale, ossia della doppia imposizione nel Paese dove la proprietà o le proprietà sono ubicate, che già lì si pagano le tasse, e anche in Italia. (1). Oltretutto essendoci accordi tra Stati che vietano espressamente la doppia imposizione fiscale e bisognerebbe anche sapere cosa ne pensa l’Unione Europea di questa nuova gabella italiana.

  Questo è pastrocchio di un governo e una classe politica miope e mentalmente malformata o male informata, fate voi, sotto l’aspetto giuridico internazionale e di rapporti con gli altri Paesi, che sta cercando di raschiare il fondo del barile, andando a colpire gli investimenti, creando una marea di difficoltà ai possessori italiani e stranieri, residenti in Italia, di case all’estero.

Ecco l’estratto della Legge del 22.12.2011, 214, articolo 19, comma 13:
13:
 A decorrere dal 2011 e' istituita un'imposta sul valore degli
immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle  persone
fisiche residenti nel territorio dello Stato.
    14. Soggetto passivo dell'imposta  di  cui  al  comma  13  e'  il
proprietario dell'immobile ovvero il titolare di altro diritto  reale
sullo stesso. L'imposta e' dovuta  proporzionalmente  alla  quota  di
possesso e ai mesi dell'anno nei quali si e' protratto il possesso; a
tal fine il mese durante il quale il possesso  si  e'  protratto  per
almeno quindici giorni e' computato per intero.
    15. L'imposta di cui al comma 13 e' stabilita nella misura  dello
0,76 per cento del valore degli immobili. Il valore e' costituito dal
costo  risultante  dall'atto  di  acquisto  o  dai  contratti  e,  in
mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui e'
situato l'immobile.
    16. Dall'imposta di cui al comma 13 si deduce, fino a concorrenza
del  suo  ammontare,  un   credito   d'imposta   pari   all'ammontare
dell'eventuale imposta patrimoniale versata nello  Stato  in  cui  e'
situato l'immobile.
    17.  Per  il  versamento,  la  liquidazione,  l'accertamento,  la
riscossione, le sanzioni e i rimborsi  nonche'  per  il  contenzioso,
relativamente  all'imposta  di  cui  al  comma  13  si  applicano  le
disposizioni  previste  per  l'imposta  sul  reddito  delle   persone
fisiche.  (2) .


La domanda è: chi dovrebbe andare a fare i rilevanti nel luogo ove è ubicata la casa? I funzionari dello Stato italiano, leggesi Equitalia, tramite rogatorie internazionali o i cittadini, che se magari hanno la casa in affitto e ci ricavano una rendita, pagandoci già le tasse in loco, che  debbono sobbarcarsi dell’onere del viaggio, la trafila negli uffici pubblici, le traduzioni e le legalizzazioni degli atti, perché vanno tradotti e legalizzati in italiano,oppure prendendosi un avvocato  locale, affinchè, se possibile, trovi il bandolo del matassa, per seguire gli ordini di una masnada di “dementi Costituzionali”  , approvano a scatola chiusa, senza manco sapere cosa, magari durante “estenuanti” sedute fiume, passate a consumarsi il pollice, durante le votazioni, mentre si legge il giornale  o si gioca con lo smartphone?

Proviamo a immaginare una situazione tipo, visto che questa legge va a colpire anche gli immigrati che hanno un lavoro e una residenza in Italia, che magari fanno gli operai e provengono da uno sperduto paese dell’Africa o dal Sudamerica.

Per rispettare la legge, se hanno un’abitazione nel loro Paese di origine, dove ci vivono le famiglie e pagano già le tasse locali, questi dovrebbero farsi inviare gli estimi catastali , o il valore di mercato in quel Paese – sempre che esista un catasto – o l’atto di acquisto dell’abitazione, ch potrebbe essere figlia di una successione, quindi dovrebbero cercarsi un traduttore che gli traduca gli atti, gli faccia legalizzare, per poi spedirli in Italia, al congiunto, salvo poi scoprire che  il valore dell’immobile non superando i 200 euro, l’l’ IVIE, non è tenuto a versarla. Costo dell’operazione, compreso il tempo, qualche centinaio di euro, più le eventuali salmodi nella lingua nativa, giustamente contro l’Italia e la classe politica barbara degli italiani.

Quindi, per assurdo, è una legge che andrebbe a colpire in primo luogo gli immigrati regolari, perché in proporzione, rispetto agli italiani, questi potrebbero avere un’abitazione nel loro Paese d’origine. A cui va aggiunto anche un’altra cosa: se l’immigrato perde il lavoro, il fatto che costui abbia un’abitazione nel Paese d’origine, potrebbe facilitarne anche l’espulsione, visto che non potrebbe accampare la scusa che sarebbe costretto ad andare a vivere sotto un ponte.

Sarebbe interessante sapere, visto che si è in campagna elettorale, i nomi e cognomi dei parlamentari di centro sinistra in primis, quelli che si gonfiano il petto come gallinelle tronfie d’essere da parte degli immigrati e che li considerano una risorsa – da spennare a norma di legge – e del centrodestra che hanno votato ciecamente, a norma dell’Art. 68 della Costituzione, che recita:  I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni, in modo che i cittadini, italiani e stranieri, al momento del voto, siano consapevoli che questi, non essendo stati consapevoli di cosa facevano, manco meritano di tornare in Parlamento..

Quale sarebbe la cosa migliore da fare, se si ha o si decide di acquistare una casa all’estero? Lasciare che sia lo Stato italiano a scandagliare il mondo alla ricerca delle proprietà degli italiani e degli stranieri residenti in Italia e poi vedere se riescono a scovarla.

Ormai il Paese ha Serpico, il Grande Fratello fiscale della Guardia di Finanza. (3), perché fino a quando il cane del contribuente non muove la coda, non è detto che Serpico lo possa annusare, anche se va a scandagliare in Italia, tutti i suoi possedimenti, Serpico potrebbe annusare a vuoto, perdendosi e rincoglionendosi entro i meandri dei suoi archivi elettronici.
Marco Bazzato
02.01.2013


domenica 22 luglio 2012

Il MES – Meccanismo di Stabilità economica e collasso dell’Eurozona

Incrociamo le dita, la fine dell’Italia potrebbe essere prossima. Una mano la sta dando il tecnocrate Mario – Mortimer – Monti, assieme all’allegra Banda Bassotti dei ministri, sostenuti da quei nullafacenti cronici dell’asse – da cesso –  PDL e PD.

Lo spred venerdì ha sfiorato i 500 punti. Olè! Ma il professore sta lavorando per superare i 600, per non essere inferiore a Berlusconi.

I partiti che sostengono l’esecutivo imposto dall’Unione Europea e da Napolitano hanno ratificato il MES – Meccanismo Economico di Stabilità (1) – (2), senza che, come accade quando si tratta di faccende UE, gli italiani, dalla tv, ne sapessero un emerita mazza, anche per fare in modo che i politici servi, possano continuare a sparlare dell’Europa, e della Germania, fingendo di non sapere, o peggio non sapendo cosa cazzo hanno ratificato.

È ora che gli italiani si cerchino almeno una quarantina di milioni di spigoli acuminati e arrugginiti ove sbattere la testa e quella dei loro cari, perché il sangue che scorrerà, non sarà nulla rispetto a quello che uscirà senza sfracellarsi volontariamente il cranio.

Se tutto va bene come i signori dell’alta finanza hanno previsto, dopo le manifestazioni in Grecia – piattole, quelle in Spagna che stanno iniziando in questi giorni, ma in sordina – cimici senza spina dorsale, presto toccherà all’Italia. Paese che vanta una lunga tradizione di scontri di piazza – con tanto di drogati morti, vedi G8 di Genova del 2001 o lo scambio di “micette” tra polizia e manifestanti No Tav di pochi giorni fa –  sarà finalmente il momento del sangue, quello che gli italiani sanno versare l’uno contro l’altro – Dividi et Impera, facendosi prendere per l’ano, come accade dalla Costituente in poi, da ogni schieramento politico che a ha derubato il Paese.

125 milioni di Euro sono i dindini che gli italiani dovranno scucire nei prossimi tre anni per finanziarie i giocatori/grassatori ossessivo-compulsivi dei mercati finanziari e per parare il culo alle banche che, invece di prestare denaro, lo investono alla roulette della speculazione finanziaria, tanto i soldi sono di quelli sfasciacazzi morti di fame, che pagano sempre e comunque.

 Vero Monti e Fornero?

L’Italia è decotta. Spagna e Grecia sono andate a puttane, manca solo l’imprimatur ufficiale che sono portatrici sane di sifilide e gonorrea, così che manco un drogato allo stadio finale dell’Aids voglia farsi una sveltina anche se munito di “goldone”.

Nessuno sa a che tipo di “diarrea monetaria” saranno costretti a evacuare gli italiani da qui a fine anno, ma le strade trasuderanno degli escrementi umanoidi vomitati dai posti di lavoro privati, i dipendenti pubblici, essendo eccedenze non lavorative ma remunerate, andrebbero smaltiti senza badare all’ inquinamento che potrebbero causare, ma gli sfinteri saranno messi a dura prova e non basteranno tonnellate di creme antiemorroidi, non importa se al cortisone o prodotte con estratti naturali, a calmare i bruciori anali senza fine.

Comunque dal suo insediamento, come era prevedibile, Monti (3) –  (4) e compagnia briscola, ha fatto comunella con quei cosidetti Poteri Forti che asseriva d’aver combattuto e/o  peggio, di non averli mai conosciuti. Allora gli ha visti tutti assieme per la prima volta poche settimane fa nella Sun Valley, alla Allen Conference con Warren Buffet, azionista di Moddy’s? (5).

Il punto è che anche il Movimento Cinque Stelle al momento sembra essersi eclissato, infatti il noto comico genovese ufficialmente dalle pagine del suo blog non ha tuonato contro il MES (6). Che sia perché Gianroberto Casaleggio, il deux ex machina del Movimento Cinque Stelle ha fatto parte del Gruppo Bildemberg? (7) – (8) – (9) .

Il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha detto che “L’Euro è irreversibile” (10), questa affermazione, come amano dire i politici scafati ad ogni mestizia, grazie alle leggi che per se stessi promulgano, è di una gravità inaudita, in quanto dal  coma irreversibile non c’è ritorno. Ergo, mantenere un Unione Europea e un Euro tenuto in vita con pratiche e salassi monetari che vanno ben oltre il dissanguamento dei cittadini, equivale a un feroce accanimento terapeutico, dove sembra che nessuno voglia prendere in considerazione un eventuale “testamento biologico” voluto dai cittadini dei diciassette Stati della Zona Euro, per dare il colpo di grazia alla moneta moribonda, anche a forza di badilate sulla testa a Bruxelles e Strasburgo, perché per i “plebei” i teorici della moneta unica, impongono la flessibilità e il lavoro a tempo determinato, per costoro il posto pubblico, non importa se saltando da un istituzione all’altra, anche senza averne le capacità, deve essere garantito.

Vero, Monti?

L’Italia e gli italiani debbono mettersi l’animo in pace. Tra pochi mesi, al massimo entro la metà del prossimo anno, con l’avvento delle elezioni politiche e il – finalmente – defenestramento dell’attuale Capo di Stato, per scadenza del settennato, il Paese potrebbe implodere, anche perché non va dimenticato che a oggi il debito pubblico è di 2.000 miliardi di euro, lo spred a 500, e da quando è giunto il tecnocrate e i suoi pard, la spesa pubblica è salita di di 17 miliardi, altro che riduzione, l’economia se non è in depressione è in recessione e a Dio piacendo, forse prima della fine dell’anno, esattamente come la Spagna, nemmeno l’Italia avrà il denaro per pagare i dipendenti pubblici.

L’abisso si avvicina, un'altra piccola spinta e il Paese sarà sommerso dai suoi stessi miasmi economici e morali, senza dimenticare che probabilmente l’attuale premier, visto che si sta rendendo conto che non sa governare né comunicare – come ha insegnato in varie cattedre, mistero – potrebbe lasciare la “cadrega” in anticipo, tanto lo scanno di Senatore a vita non gliela toglie nessuno – “grazie” al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – e visto i  macelli commessi  al Paese, appare chiaro che una teoria economica: Che muoia Sansone e tutti i Filistei!”  Il culo mio e dei miei amici l’ho salvato, gli altri che si fottano, tanto pagate sempre voi idioti!

Marco Bazzato
22.07.2012