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martedì 10 ottobre 2017

Fascismo e antifascismo: due facce della stessa medaglia socialista

La storia è sempre scritta dai vincitori, ma i vincitori non hanno mai il  monopolio della verità!

Marco Bazzato

A sentirne parlare, non se ne può francamente più. La cosa ormai fa venir la nausea, solo al pensiero. Sto parlando dell’antifascismo 2.0. Ossia gli antifascisti nati dopo la fine degli anni ’60, coloro che quel periodo manco l’anno vissuto e se ci hanno capito qualcosa, forse, gli è stato tramandato dai genitori o dai soliti e banali ripetitivi  documentari che quasi settimanalmente si possono vedere su Rai Storia o su reti minori, come ad esempio Focus, dove negli ultimi mesi, raschia il fondo del barile, rimestando una minestra riscaldata, non rendendosi conto che le nuove generazioni se ne fottono di ciò che è avvenuto prima della loro nascita e che sono costrette, da programmi scolastici che rasentano il lavaggio del cervello, ad introitare nozioni di storia quasi contemporanea, per poterle magari ripetere come farsi fatte, innanzi al docente di sinistra, magari laureatosi negli anni della con stazione studentesca, dal ’68 in poi, che ha sfornato una futura classe di docenti fortemente ideologizzati a sinistra, dove per miopia storica e culturale, hanno sempre omesso i crimini perpetrati in Italia dagli antifascisti, dai comunisti, giustificandoli come necessari, per la nuova democrazia nascente nel dopoguerra.

Chiariamoci, il ventesimo secolo è stato un secolo di barbarie globali, che hanno investito sia l’Europa Occidentale, con il nazifascismo, così come l’Europa orientale con il Comunismo, anche se molti teorici di questa ideologia, asseriscono, per lavarsene le mani, che indipendentemente da tutto, quelli non erano veri comunisti, ma falsi, in quanto non avevano compreso appieno i dettami marxisti o che se li avevano compresi, erano stati applicati in modo barbarico, oppure se ne lavano la coscienza, asserendo che quelli non erano veri comunisti, ma fascisti, nascosti sotto il paravanto della falce e martello.

A me, personalmente che siano veri comunisti o fascisti nascosti dietro la falce o martello o compagni che non hanno saputo applicare in pratica le teorie marxiste e leniniste, non me ne può importare assolutamente nulla, anzi.

Sta di fatto che se nei proclami del nazismo ci stava la superiorità della razza ariana e in quelli del fascismo, le infamie delle leggi razziali, emanate da Mussolini, il comunismo, pur non avendo questi dettami scritti, lì ha applicati sistematicamente, per reprimere i nemici di quel regime sanguinario, o le stesse minoranze etniche, vedi l’Ucraina Staliniana e dittatoriale. Purtroppo gli antifascisti più radical chic,  ignorano, quando si parla di comunismo, i crimini commessi in Indocina,  o quelli commessi nella stessa Cina dallo stesso Mao e dalla banda dei quattro, dopo la presa del potere.
Il punto essenziale è che noi europei, abbiamo nel ventunesimo secolo, una cultura storica e una visione del mondo, sistematicamente orba verso oriente, verso Est e questa cecità, figlia anche di ciò che fu la guerra fredda, terminata ufficialmente con la caduta del Muro di Berlino e con il Crollo dell’Unione Sovietica, per ragioni apparentemente sconosciute, continua ancor’oggi, anzi, a livello di comprensione ideologica della storia, per assurdo, è più radicata nella stragrande maggioranza della massa amorfa, rispetto che ad una ventina di anni fa. Già, perché,  quando in Italia ci stava un sedicente P.C.I. che prendeva fondi neri da Mosca, il Dossier Mitrokin è chiarissimo su questo, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, si assistito ad una graduale diluzione dentro le acque reflue della storia, dei crimini commessi dal comunismo. Fino a quando ci stavano i due blocchi contrapposti, quello atlantico sputtanava quello sovietico e viceversa, dove se si aveva la possibilità di scremare le informazioni vere dalle fake, si poteva essere abbastanza oggettivi, a riguardo le due fazioni contrapposte che dividevano l’Europa in due.

Con la caduta delle ideologie, soprattutto negli ultimi dieci anni, quando tutto si è fuso e confuso, è accaduto che è rimasto immobile il fronte antifascista, quelli che vorrebbero condannare, senza appello il fascismo, dove certo non sarò io ad assolverlo, ma contemporaneamente si è assistito ad un opera di rimozione storica, da parte della coscienza collettiva, dei crimini perpetrati mezzo mondo dalla rivoluzione russa dell’ottobre del 1917, fino ai giorni d’oggi, dove l’ultimo baluardo di questa subcultura politica che ha insanguinato quasi tutto il ventesimo secolo, è quella macchietta spelacchiata e cicciona del dittatore comunista della Corea del Nord.

Chiaramente coloro che oggi si credono dei veri comunisti, alzeranno gli scudi e le barricate, andando a strepitarmi contro che quello, come tutti gli altri dittatori, da Lenin, a Stalin, passando per Antropov e Breznief, nemmeno loro erano veri comunisti. E anche se fossero stati dei compagni che hanno sbagliato, sono stati errori in buonafede, oppure orrori giustificati dalla necessità di combattere gli spiriti liberali e libertari e che quindi quelle morti di massa, quelle fucilazioni, quelle detenzioni nei gulag, erano necessarie.
 Per far vincere chi?

I comunisti, no?

No, perché anche se erano rossi come il sangue, non erano veri comunisti, ma dittatori di estrema destra, mascherati da imbecilli di sinistra, a questo punto. E se erano dittatori di estrema destra, mascherati da imbecilli di sinistra, perché i comunisti di oggi, coloro che si schierano contro tutti gli antifascismi, veri o presunti, non hanno il coraggio di condannare quella parte oscura e sanguinaria della loro storia? O se lo fanno, lo fanno con estrema difficoltà, come se fossero affetti da stitichezza cronica o peggio ancora, se oltre ad essere stitici,  soffrissero di emorroidi e campi muscolari all’ugola,

È la solita ipocrisia dei sinistri di sinistra, i quali parlano non solo avendo due travi infilate negli occhi, ma avendone una addirittura infilata nel retto, eppure sbraitano a più non posso contro qualche immagine del Duce o con qualche nostalgico, che come i comunisti, interpreta a questo punto la storia del ventennio fascista, allo stesso modo di come fanno i comunisti, quando negando, interpretano o giustificano i più di settant’anni di comunismo. Già, perché non dimentichiamo che anche la Cina di oggi, è ancora una Cina fondamentalmente comunista, sia nel partito, così come nell’ideologia, anche se è un comunismo di mercato, ma al potere ci stanno ancora loro, i discendenti di quelli che hanno nella loro storia recente, cinque milioni di morti, grazie al famigerato Libretto Rosso di Mao!

Il punto focale, a mio avviso, però è che tutto il ventesimo secolo, non solo in Europa, era pervaso da grandi cambiamenti sociali ed economici, causati dalle disuguaglianze sempre più profonde e questi cambiamenti hanno portato alla nascita di due ideologie totalitarie uguali, antagoniste, ma sostanzialmente identiche nella sostanza.

Infatti non dobbiamo dimenticare che tutto nasce dal socialismo, il quale poi, come ogni malapianta che si rispetti, ha generato dei rami, e questi rami alla fine producevano alle loro estremità frutti avariati, figli però della stessa malapianta, questi frutti, gemelli divisi ancor prima della nascita, erano il comunismo in Russia che poi, come un virus pandemico è attecchito nell’Europa Orientale, in Cina, in Indocina e a Cuba e il nazionalsocialismo in Germania e il fascismo in Italia. Gi, perché non va dimenticato che prima di fondare il partito fascista, Mussolini era un socialista, è stato, tra le altre cose, il direttore del quotano socialista l’Avanti, quindi, non è azzardato teorizzare che Mussolini in realtà non sia mai stato un vero fascista, ma rivoltando la frittata come sovente fanno i comunisti, un socialista travestito da fascista, quindi, se dobbiamo andare a vedere le sue origini, perché prima o poi le origini anche di una persona o di una cultura, prendono il sopravvento, Benito Mussolini in effetti era un uomo di sinistra, mascherato da uomo di destra, che ha usato, in quel particolare contesto storico, la forza dei ragionamenti ideologici di destra, per imporre in ogni caso il suo vero retaggio culturale: ossia quello di un socialista fortemente orientato di un socialista di sinistra.

È logico quindi poter anche affermare che i due figli della stessa malapianta socialista, hanno raggiunto i loro obbiettivi, la conquista del potere, prendendo strade completamente differenti, ma che entrambe hanno portato all’ennesimo obbiettivo: istaurare, dove si sono insediati, un regime di terrore.

Mi rimane in testa l’ultima domanda provocatoria: si può dunque affermare che l’esecuzione di Benito Mussolini e della Claretta petacci e poi l’essere appesi a testa in giù a Piazzale Loreto, a Milano, è stato un regolamento di conti interno al socialismo? E quindi se così fosse, chi erano i veri Caini e chi erano veri Abeli a Piazzale Loreto?
Nota dell’autore: ho messo solo link di sinistra, altrimenti qualche stolto potrebbe accusarmi di faziosità ideologica. Perché quelli di sinistra, dicono loro, non sono mai fazioso, quindi allora mi sono adeguato al loro modo di essere mellifuo.

Marco Bazzato


sabato 18 aprile 2015

Laura Boldrini contro l’obelisco



È triste dirlo ma non ci si abitua mai alle intemperanze e alle uscite estemporanee fuori luogo del Presidente, sì Presidente, non Presidentessa come vorrebbe lei, stravolgendo la tradizione linguistica italiana, la quale ha dichiarato, a margine di un incontro con dei vecchi partigiani, che l’obelisco del Foro Italico, che porta la scritta “Dux”, andrebbe “sbianchettato”, anche se qualche vecchio partigiano integralista, nostalgico anche di quelle che furono gli anni della Volante Rossa[1], vorrebbe abbatterlo!

È strano, perché proprio in questi mesi gli uomini dell’Isis stanno facendo una cosa analoga, a suon di martellate contro tutti i simboli pagani, nei luoghi sacri, musei archeologici, siti storico nei territori da loro conquistati e questo punto, giocoforza, sorge un parallelismo: l’epoca fascista è per la comunista Boldrini uguale al paganesimo di matrice islamica? Perché altrimenti non si spiegherebbe altrimenti il suo desiderio di distruggere o cancellare la storia de nostro Paese, solo per dar retta ad un gruppo di senescenti con il pannolone e l’arteriosclerosi, tirati fuori non si da dove e rianimati in che modo, per l’abbisogna. Ma prima o poi estingueranno tutti i partigiani, come si sono estinti i Cavalieri di Vittorio Veneto[2], che oggi manco vengono più ricordati quasi di striscio! Anche se ad onor di storia la I guerra mondiale ci ha visti vincitori, mentre la II, sconfitti.. visto che i partigiani di sinistra tifavano per Stalin a quel tempo!

Che piaccia o no, l’odierna Repubblica italiana, nasce sulle basi anche Istituzionali del ventennio fascista, che a sua volta fonda le sue radici nell’Unità d’Italia e lo Statuto Albertino. È un’amara verità, ma è la verità.
 Molte delle strutture e delle infrastrutture italiane sono state progettate e edificate proprio durante il “famigerato?” ventennio fascista e che alla Boldrini non vada giù, stanno ancora lì e a questo punto seguendo la logica del suo ragionamento andrebbero abbattute.

Per assurdo si potrebbe anche essere d’accordo, seguendo l’illogicità del suo modus operandi intellettivo, ma devono essere abbattute tutte, non solo simbolicamente, ma distrutte, bruciate, incendiate, demolite a colpi di spingarde o usando aerei da caccia, strade, autostrade, palazzi, usando gli artificieri esperti nelle demolizioni controllate… e poi sarebbe interessante vedere cosa rimarrà in piedi, chiaramente sgomberando coloro che hanno in affitto o in proprietà una casa o che vivono dentro un palazzo costruito durante il fascismo, Palazzo di Giustizia di Milano[3] compreso, in quanto costruito dal 1932 al 1940, in pieno regime fascista!

Naturalmente andrebbero smantellate tutte le Istituzioni anche previdenziali, usate tutt’oggi, da milioni di italiani, comunisti, anche antifascisti, ai quali  andrebbero tolte eventuali pensioni, agevolazioni, o quant’altro, visto che queste Istituzioni hanno in se il peccato originale, il seme marcio e dannato del ventennio fascista, ma si sa, per i comunisti radical chic,il denaro non puzza e non importa quali siano le  sue origini.
Credo che a  molti, visto l’intolleranza atavica del Presidente della Camera, si chiedano come la Boldrini possa continuare a calcare le aule parlamentari, sapendo benissimo che in ogni angolo la presenza del fascismo è ancora forte e vivida all’interno dei muri, come fantasmi che continuano ad aleggiare nell’aria?   

Nota finale: la Boldrini ha appena affermato che lei non “Ha mai detto di volerlo abbattere”[4] ma il senescente che stava con lei al raduno nell’”ospizio” della Camera dei Deputati, manco l’ha zittito il vegliardo che aveva detto una fregnata[5]…e in Italia e soprattutto in politica,, si sa, chi tace acconsente!

Marco Bazzato
18.04.2015

mercoledì 12 febbraio 2014

Padre e madre “assassinati” dalla burocrazia, ma le fiabe gay negli asili sì

Se l’Italia continua a invertirsi in questo modo, tra pochi anni sarà riscritto, dalle lobby gay, anche il “Padre Nostro” e L’Ave Maria”.

 La nuova versione, politicamnete corrotta, si chiamerà: “Gentitore 1 Nostro” e nell’Ave Maria, si dovrà recitare invece di “Santa Maria, Madre di Dio”, “Santa  Maria, genitore 2 di Dio”.

Già perchè per non offendere i diversamente etero, che agli occhi del loro orgoglio valgono più  di coloro che li hanno messi al mondo, svezzati e fatti crescere,, il termine “padre e madre” è stato sostituito da “genitore 1 e genitore 2, nunerandoli come il tatuaggio che i nazisti facevano ai deportati verso i campi di concentramento.

Perchè a detta di questi “illuminati pensatori”, accecati dala loro stessa luce della superbia,  non importa se dell’Unione Europea o se politici italiani,che come cani fedeli si fanno guidare da “guide cieche sorde”  che  scimmiottano, su questa tematica, il  nanismo,intellettuale dell’Antica Grecia, come se andadassero  a trarre ispirazione dentro stalle industriali dove le vacche emettono dal dall’ano, qantità impressionati di boasse, come si diceva tra i villici di campagna al tempo nella lingua dei Dogi Veneneziani, ossia merda e metano, dove dopo essersi annebbiati da questi effluvi malsani, si mettono a redigere leggi, che ricadono sui cittadini, infischiandosene di tutto e di tutti, manco fossero dei drogati in  crisi di astinenza.

Accade in fatti che in alcune scuole dell’ex Regno d’Italia, oggiRepubblica sotto il dominio dell’Unione Europea, e stato tolto il fermine  “papà” e “mamma”, sostiuendoli per l’appunto  con  “”genitore 1” e “genitore 2”, cancellando de facto la figura di riferimento princpale per i bambini: la  mamma. Questo può anche essere letto, alla faccia del falso politicamente corretto, come il desiderio misognino di togliere dalla burocrazia la figura femminile, partorendo così un genocidio amministrativo matrice sessista perchè anche il più stolto e putrido  dei filologi della lingua italiana, figlio del  voto politico del ’68, dovrebbe sapere che il termine genitore è maschile singolare.

Ma se la mellifua ingnoranza linguistica si fermasse a questo, vabbè, basterebbe fare come è stato fatto con la giraffa uccisa con un clpo in testa in Danimarca e poi data in pasto ai leoni, un bel colpo in testa, come sciveva Tom Clacncy nei suoi romanzi, nel Palazzo della Lubianka, dove le spie venivano tolte dalle spese sparandogli alla nuca, eliminando fisicamente e non solo amministrativamente le mamme appena dopo il parto.

 Invece no.

 Le mamme non vengono toccate – per ora – però come ulteriore punizione perchè  come sanno anche i cani quando vanno in calore, si accoppiano con le cagne, la vita non esiste senza il principio cinese di Yin e di Yang, il principio maschile e  femminile, lo stesso principio che dava vita  al Gacken, robot magnetico, tramite  di Plus e Minus, hanno voluto andare oltre: utilizzare i minori come cavie animali da laboratorio per i loro esperimenti sulla tolleranza, iniziando fin dall’asilo a parlare di sesssualità diversa, rispetto a all’amore che li nanno generati: cioè sesso ,  che non è altro che accoppiamento infecondo, tra persone dello stesso sesso, non importa se  diuomini umini con uomini  o donne, con l’aggiunta di annessi e connessi e/o quant’altro.

E chi ci guadagna in tutto questo? In primis le case editrici che spacceranno i loro libri direttamente dentro gliasili che hanno accettato questa proposta diversamente salubre..Già, perchè i libri non saranno certamente gratis e qualcuno dovrà, o le amministrazioni comunali che tramite gli asili useranno i miniori per gli esperimenti, o i papà e le mamme che si vedranno  obbligati ad acquistarli, senza essere interpellati, e guai dissentire,pena l’essere tacciati di quella parolacciafiglia dell’ideologia gay: omofobia,  patologia mentale, frutto della fantasia della lobby gay,  inesistente sul piano psichiatrico.

Una volta i grandi scrittori omosessuali, perchè la genitalità creativa non dipende dall’essere declinati verso l’omosessualità o dall’essere semplciemente etero, scrivevano testi rivolti alla grande platea di pubblico. Scriveno fiabe d’amore, romanzi, storie con protagonisti maschili e femminili, perchè sapevano che altrimenti non avrebbero avuto alcun tipo di  mercato, in quanto sarebbe nato subito un  privato, seppur legittimo, senso di ributtanza, che certo non favoriva le vendite e di riflesso anche la la creatività futura.

E infatti, cosa hanno fatto questi non creativi, questi volgari scopiazzatori dei classici universali: hanno omosessualizzato, al maschile o al femminine, non solo le fiabe per i bambini, ma anche serie televisivie rinomate come, tanto per fare un solo esempio,  Star Trek, scimmiottando il TOS- Trek  the Orignal Series, in una serie, inguardabile, disponibile su You Tube – cercatevela se volete.

Ma si può essere più turpi e scimmiotteschi di così?

Prendiamo ad esempio un classico: Cenerentola, trasformato – forse  a causa di un melficio –   in Cenerentolo, amante dei cetrioli, con il Principe che manda i  suoi emmissari in giro per i regni vicini a cercare il suo amato – brrr – tirandosi dietro un mocassino o uno scarpone militare di tipo anfibio?

I bambini, checchè ne dicano non sono idioti e inizieranno a farsi e a porre delle domande alle mastrine, le quali saranno costrette ad arrampicarsi sugli specchi per dare delle risposte politicamente (S)corrette, ossia false.

E poi, come avranno preso la notizia il padre e la madre che il loro unico figlio, pretendente al trono, vuole accoppiarsi carnalmente con un altro uomo, senza dare una discendenza dinastica e sicurezza al regno?  Avranno alzato le spalle, dai, ingravida una serva – ancora la donna utilizzata come oggetto da riproduzione e non come essere che dona vita e amore e poi diremo che è figlio di una tua precente relazione?

 Già peccato che al tempo delle fiabe  era obbligatoria la cerimonioa religiosa, innanzi ad un ministro di culto e tanto tempo fa, primeggiava lo Stato Pontificio e la relgione  cattolica, quindi forse il Padre saggio – omofobo – per il politicamente corrotto, avrebbe costratto il figlio a prendere in moglie una principessa, facendo un matrimoio  di faccata, per poi, una volta procreata la discendenza e garantita la successione al trono, tanto per non sbagliare, avrebbe gettato il figlio e l’amico nelle segrete, buttando via la chiave, ordinando alle guardie di scordarsi dei due prigionieri. Ipoteti non certo peregrina e quindi del tutto legittima.

 E se il passo successivo fosse quello di voler riscrivere non solo le fiabe, ma anche la storia ad esempio anche la storia del Grande Scisma di Enrico VIII, trasformandola in una lotta tra il “progressita” Enrico VIII e la tradizionalista Chiesa Cattolica? Ma si dovrebbe cancellare anche le leggi dell’epoca vittoriana, aancora illuminata regina, ncora in uso in Australia e in India, in base al quale sono state cassate le leggi sul matrimonio gay.

Un altro punto focale sono i papà e  mamma, i quali hanno e avranno tutto il diritto che i loro figli ascoltino all’asilo le fiabe tradizionali, fiabe che loro e i loro genitori hanno letto da bambini e non che la loro discendenza torni a casa con la testa riempita e appestata di scemenze e idiozie,  scopiazzate e rivisitate  per l’orgoglio di qualche lobby che vuole ingrassare uno o più editori amici?.

Ci si chiede: ma dove cazzo –  scusate cari lettori, ma in certi momenti i volgarismi, come un attacco di diarrea, diventano intrattenibili – sono i pedagoghi, gli psichiatri, gli psicologi gli specialisti dell’età evolutiva, in quantoo tacciono come vermi, restandosene rannicchiati sotto la melma che sta sommergendo le scuole materne italiane?  Guardando in rete sono poche le voci  “eretiche” al dogma  laicodell’ideoligia gay che alzano la testa, e che gridano al mondo che i bambini hanno bisgno di credere in mamma e papà. Che nanno bisgono di sapere che sono amati, anche se hanno una situazione in casa, figlia degenerata di un falso progressismo. O forse, peggio ancora, sapendo che potrebbero esserci dei rischi per lo sviluppo armonico di queste vittime della perfidia umana, se ne stanno in riva al fiume, pronti ad arpionarli quando mostreanno segni di disagio, sicuri di potersi ingrassare alle spalle o della famiglia o dell’assitenza pubblica, per riedcarli, come nei campi di concentramento,   che le loro sensazioni, i dolori di pancia, che la loro imperattività non è figlia delle porcate ideologiche  che gli sono state propinate, quasi martellate meforiche in testa,  fin dall’asilo, ma che sono portatori sani a rischio di omofobia e che quindi vanno curati a forza di psicofarmaci.

In ogni Paese civile, come disse Mr Spock in Star Trek III:  Le necessità dei molti superano i bisogni dei pochi”  e come ama ripetere come un mantra il Presidente della Repubblica italiano, che spesso richiama, forse perchè fan di Star Trek, “A fare gli interessi generali del Paese” e non quelli particolari. E in questo specifico caso, manco fosse l’unico, gli interessi generalidel Paese sono quelli dei bambini che hanno alle spalle famiglie, legalizzate da un certificato di matrimonio, non  importa se poi si sono separati o divorziati o se i figli sono adottati legalmente, o da orfani o di padre o di madre, o allevati da paranti bilogici. Famiglie comunque composte da  padre e da madre e non da un Genitore 1 e  Genitore 2, perchè viceversa si farebbe non il bene della collettività, ma si tenderebbe a porre l’accento ideologico su situazioni che sono un eccezzione, non la norma,  o  come affermano altri, la normalità.

Farebbe sorridere, se non fosse una cosa dannatamente seria se ci si pensa, che i Paesi con più alto tasso di intolleranza nei confronti dei gay, compreesi nell’acromio  LGBT, dove i casi di bullismo diretto o indiretto per via telematica, fino ad arrivare alle violenze fische e all’omicidio e/o al suicidio, siano le cosidette nazioni progressite del Nord Europa, dove esperimenti di questo tipo sui minori in età prescolastica sono iniziati molti anni prima che in Italia. Questo signifca che per quanto si voglia indottrinare all’idelolgia gay o di gender, usando mediaticamente i sistemi della propaganda nazista, “ripeti una bugia 100 volte e questa diventerà una verità” continuano ad essere applicate alla fine queste reiterate menzonge spacciate per verità scienfifiche sfociano in un rigetto fisiologico, non solo verbale, ma anche violento. Questo l’Italia lo sta già provando sulla sua pelle, infatti, basta leggersi molti commenti che appaino nella rete, gli italiani sono stufi e ne hanno le scatole piene a forza di sentire la propaganda ideologica della lobby gay.

Ormai l’unica arma che rimane al Potere, non è quella di far rientrare le acque dentro l’aveolo naturale del fiume, esondato a casua della propaganda, ma inizare a denuciare o peggio, prendere a mangallenate chi sta cercando di rinforzare gli argini con i sacchi di sabbia, prima che le acque e la corrente travolga tutto e tutti.

Marco Bazzato
12.02.2014

lunedì 27 gennaio 2014

Il Giorno della memoria

Cosa centrano tutte le persone nate, prima dello scoppio ddella II guerra mondiale e sopratutto quelle nate dopo il 25.04.1945, con il Giorno della Memoria?

A rigor di logica, a rigor storico e come colpe morali e materiali per quanto commesso dal nazismo, assolutamente nulla.

Smettiamo di permettere ai politici e ai media di farci  sentire in colpa e  farci irrorare da un sangue che oggettivamente e storicamente non abbiamo versato.

È stato versato?

 Sì!

Così scrivono dicono i libri di storia, le testimonianze dei sopravvissuti,. Così ha scritto Primo Levi nel suo libro più celebre: “Se questo è un uomo”.

E quindi? E quindi sono passati sessantanove anni dalla fine della II guerra mondiale, settantacinque dal suo inizio e la maggior parte dei cittadini dell’Europa dell’Ovest, Italia compresa, sono teoricamente obbligati da una  legge italiana,  ...sancita dal parlamento nel 1959 – tre anni dopo lo scoppio della seconda aguerra israelo-araba,  con gli israeliani appoggiati da Inghilterra, Francia e Stati Uniti –  dopo una battaglia pubblica condotta dai sopravvissuti. "In questo giorno," recita la legge "si rispetteranno in tutti i luoghi del paese due minuti di silenzio, si terranno iniziative e cerimonie, le bandiere saranno a mezz'asta, i locali di svago chiusi – questa parte finale della legge da decenni  è imapplicata o forse non lo è stata mai, visto che non è considerato giorno festivo – , i programmi della radio saranno dedicati all'argomento" e  il 1º novembre 2005 dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, durante la 42ª riunione plenaria, lo è stato dichiarato anche dall’Onu.
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Il ricordo oggi  deve essere una scelta,  non un obbligo  didattico caduto dall’alto, sottoforma di legge dello Stato, non ancora  abrogata, costringendo intere scolaresche a sorbirsi un giorno di retorica, ripetuta anno dopo anno come un mantra, come se questi eventi, dal termine della II guerra mondiale,   avessero poi contribuito ad  evitare altri olocausti, altri sacrifici, altri genocidi, oppure se altri olocasuti, altri sacrifici, altri genocidi, oppure per scelte politiche di parte si sceglie di non commemmorare , perchè avvenuti negli Stati Uniti coon il genocidio dei nativi americani,  in indocin,  il genocidio degli armeni,, senza andare a menzionare l’emisfero australe del  Pianeta,   essendo per la grande poolitica internazionale meno degni di importanza e quindi vanno messi messi sotto il lo zerbino.

Non va dimenticato che praticamente con cadenza quasi mensile, quando va bene, bisettimanale, quano va meno bene, o peggio settimanale,ossia quando Rai Storia vuole  stracciare le palle, i documentari sul nazismo, sulla Shoah, sull’olacusto, sulla II guerra mondiale, sul fascismo, si sprecano fino alla nausea e ogni giorno, mese, anno che passa, vengono visti, percepiti, sentiti e vissuti con sempre meno partecipazione emotiva, con più distacco, quasi fossero documentari di un tempo così lontano da essere percepito – giustamente – dalle giovani generazioni, come il periodoMesozoico.

LaShoah è un fatto storico incontrovertibile – nonostante ciò che affermano i revisionisti, sebbene tutta la Storia del genere unano, dall’inizio di questa scienz,a è sempre stata oggetto di revisioni, riscritture, correzioni, nuove interpretazioni, scoperte, correzioni, estensioni,  altrimenti non sarebbe più Storia ma Dogma di fede laico e/o politico, quindi a livello puramente teorico, anche queste pagine di storia del ventesimo secolo dovrebbero essere trattate allo stesso modo e non come un Dogma fondamentalista e indiscutibile, pena l’essere accusati di negazionismo dell’Olocausto –  come lo era stato la I guerra mondiale,l’unica guerra dei tempi moderni del millennio passato, vinta dall’Italia unita, che veniva ricordata il 04 novembre.Ooggi quella data è stata asformata nella Giornate delle Forze Armate, forse perchè tutti gli i Cavalieri di Vittorio Veneto, come i dinosauri del triassico , si sono estinti, o forse perchè anacronistico ricodare una vittoria e la fine di una guerra, terminata  da quasi un secolo, ossia da circa 3 o 4 generazioni, o anche perchè, vuoi la svogliatezza degli studenti, unita alle non sempre eccelse qualità degli docenti, oggigiorno si  fatica ad arrivare, con il programma di studi, al ventesimo secolo.

Sta di fatto che per volontà di legge e per senso responsabilità individuale, i giovani di oggi obbligati, costretti, coscritti ad assistere a queste lezioni di storia,e poi ripetere il tutto come pappaglalli, magari recitando quanto detto dai docenti davanti ad un microfono, fornendo opinioni retoriche, per vendere al popolo  teledipedente, l’illusorietà che questa data sia sentita , mentre invece è imposta, dagli italiani.

Quando poi si assiste alla retorica dei politicanti, che leggono discorsi scritti da altri, fingendo commozione, in queste occasioni  le palle, non solo quelle degli oratori, ma anche degli ascoltatori o dei telespettatori, scendono a terra e come becchini iniziano a scavarsi la fossa da sole. Basta osservare il politico di turno che legge per rendersi conto che con la mente sta in tutt’altro posto.

Ma possibile che siamo ancora cosi illusi da credere  che ai ragazzi nati nati nel 2000, ossia 55 anni dopo il termine della II gerra mondiale e che leggono il XX secolo allo stesso modo come i nati dopo l’anno mille, possano,  emotivamente parlando, sentirsi realmente  toccati in un qualche modo  da questi avvenimenti, quando la maggior parte di costoro manco conoscono gli eventi della storia contemporanea, perchè per loro il XX secolo è equivaele quasi al mesozoico.

Siamo degli illusi. La politica è illusa, i nostri politici si stanno comportando come i primi cristiani che usando  Matteo  27,25 “Che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”, credonodi poter instillare un senso di colpa millenario nei confronti dei cittadini italiani, dell’Europa Occidentale ,tramite l’obbligo di rcontinuare ancora oggi di ricordare la Shoah, dimenticando che oggi rispetto  secoli dell’anno mille, l’ignoranza e il sapere, anche sui fatti contemporanei, dove  i cittadini europei, non solo italiani, hanno una buona memoria a breve e riescono a comprendere che quelli che nel millenio passato sono state le feroci vittime di un regime criminale, poi, dal 1948 i politici del nuovo Stato hanno iniziato ad occupare territori che in base al diritto internazionale non erano loro, freandosene bellamente delle risoluzioni Onu.

 Basta leggersi anche i commenti presnti in rete, per  rendersi conto che l’italiano, a differenza di come lo vorrebbe dipingere la politica, non è antisemita  o antisionista – vedi sionismo (1) – a parte qualche lurido idiota che andrebbe condannato non in quanto antisemita, ma solo per il fatto di essere ignorante e questa ignoranza culturale genera, tra le altre cose, anche l’antisemitismo, dove non va dimenticato che Israele ha il pieno diritto di esistetere come Stato, all’interno dei confini definiti dall’Onu, nel pieno rispetto del diritto internazionale, che a rigor di logica non deve essere infranto nè dagli Stati confinanti contro Israele e nè da Israle nei confronti degli Stati confinati, territori Palestinesi compresi, come l’Unesco stesso, agenzia diretta emanazione dell’Onu, ha riconosciuto..

 Il che porta alla conclusione che l’Italia in Europa i nazionalismi sono considerati, dai nostri politici,  sinonimo di chiusura e nazi-fascismo e vanno combattuti sul piano politico e culturale, essendo ogni di nazionalismo da considerare come il male assoluto del secolo scorso e del ventunesimo secolo.

 Ma poi, in riferimento al gesto vile inivato alla comunità ebraica di Roma, La Stampa scrive: “Un tentativo di propaganda antisionista dietro i tre plichi con teste di maiale spediti alla Sinagoga di Roma, all’ambasciata israeliana e ad una mostra ebraica alla vigilia di shabat” (2).  Il che porta a questa considerazione: o ogni nazionalismo è  male assoluto per tutti i 193 Paesi membri dell’Onu(3), oppure una politica corrotta chiude gli occhi sul relativismo nazionalista e si permette da alcuni Stati, o ad uno Stato, rimanere per decenni  in palese antitesi con gli interessi generali della politica internazionale e locale, dove politici o dei capi di Stato, oggettivamente e brutalmente in rirpovevole malafede, in determinate circostanze, tendono a fare  gli interessi particolari di determinati Stati o di unoStato in particolare, che certo non è quello italiano.

È bene ricordare, se proprio, come usa dire il Presidente della Repubblica italiano,  che non bisogna mai perdere di vista il quadro generale e il quadro generale ddlla storia,  afferma che la II guerra mondiale ha causato in totale 55 milioni di morti, e sopratutto questi 55 milioni di morti sono presenti anche i 6 milioni di morti  dell’olocausto ebreo,  generato dalla follia umana di chi ha permesso l’ascesa di Hitler al potere e di chi, direttamente o indirettamente, anche dall’estero, l’ha foraggiato e coccoalto, perchè nella distruzione dell’Europa poteva intravvedere la possibilità di enormi arricchimenti personali e di profitti per le industrie degli armamenti.

Sistema che anche oggi non è cambiato, anche se con modalità apparentemente differenti, ma che nella sostanza generano eguali sofferenze in ogni parte del mondo, e di cui anche l’Italia, aggirando l’articolo 11 delle Costituzione italiana, grazie alle missioni “di pace” perchè la politica è osì’ codarda che fugge vigliaccamente dala verità  nè è tutt’ora complice.

L’esercizio della memoria è un esercizio inutile, se da quella memoria storica escono cambiamenti reali, che vanno a beneficio di tutti gli innocenti, indipendentemente dalla razza, dal sesso e dalla religione.

Ma ogg,i come nel 1924 in U.R.S.S, con Stalin,  nel 933 con Hitler in Germania,  la grande politica internazionale, fatta da piccoli uomini, sebbene con modalità differenti e riammodernando il look, togliendo via baffoni e/o baffetti, eliminando la mascagna o la frangetta, continuano ad avere le mani  orde di rosso sangue nero delle vittime innocenti che direttamente o indirettamente condanno a morte, con apparentemente meno violenza e ferocia, ma generando in ogni caso spaventosi e dimenticati genocidi silenziosi.

Marco Bazzato
27.01.2014


3) http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_membri_delle_Nazioni_Unite

lunedì 29 aprile 2013

Governo Letta: Alfano: “Non abbiate remore a utilizzare le auto blu”


Come era chiaro “La Casta” (1), dopo il fallito suicidio davanti a Palazzo Chigi, che ha portato al ferimento di due Carabinieri, uno in modo grave, il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, inviata i colleghi “a non aver remore nell’utilizzare macchine di servizio e di farsi proteggere”, (2) a spese dei contribuenti, non di tasca propria, visti i guadagni  senza responsabilità, a norma dell’articolo  68 della Costituzione.

Eppure, diciamocelo, i politici ieri durante il giuramento non sono mai stati in pericolo e il rafforzamento della cintura di sicurezza a protezione delle “alte” personalità dello Stato, non è che l’ennesimo segnale di come i faraoni del 2013,si dissocino, alienandosi dalla società civile, rinchiudendosi come tanti presunti Re Sole, Luigi XIV, nei palazzi del potere, tenendo alla lontana l’infima plebaglia

. I rappresentati del potere, i detentori del potere, assomigliano a tanti Saddam Husseim (3), dove anche quando era amico fraterno degli americani, aveva la sua brava Guardia Repubblicana (4). Assomigliano a tanti Gheddafi, quando questi era amico fraterno di Berlusconi e costui gli baciava la mano, sbarcando in Italia con tenda e amazzoni, per poi essere rovesciato dall’oggi al domani, in quanto secondo alcune fonti giornalistiche pretendeva la restituzione del prestito fatto all’ex Presidente francese di 50 miseri milioni di fondi elettorali (5), o perché secondo altri il colonnello voleva fare la moneta  unica africana, da utilizzare al posto del dollaro, per  il pagamento delle materie prime (6),  e per questo andava tolto dalle spese (7).

E la politica italiana, se non eseguirà gli ordini dell’Unione Europea, si troverà sulla stessa linea degli ex amici dell’Occidente.

Il fallito tentativo di suicidio da parte de “il cittadino qualunque” è diventato pretesto politico per allargare di più il fossato tra società civile, ossia servi della gleba, è  vassalli  (8) dell’Unione Europea, rinforzando le mura merlate e predisponendo, a protezione dei dignitari, una “zona verde” (9), dissimile da quella di Bagdad, protetta da arcieri, armati, frecce, olio bollente, peci e cecchini dotati di fucili di precisione , perché come si direbbe a Roma, “a questi ora stizza er culo”, o come si direbbe in dialetto veneto: “i se sta cagando doso e ea spusa  de merda deso ea se sente tuta”.

In Italia, fortunatamente o sfortunatamente manca la cultura tibetana del darsi fuoco, o senza andare a finire nel lontano oriente mancano i patrioti, come cecoslovacco Ian Palach (10), divenuto al tempo icona occidentale di libertà, simbolo negli anni ’70 dell’antagonismo al regime sovietico – oggi forse Unione Europea – che prima di immolarsi scrisse:

« Poiché i nostri popoli sono sull'orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l'onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana...»  Parole che oggi come allora dovrebbero scuotere le coscienze dei cittadini e dei governi, ma invece al tempo portarono al giungere dei carri armati Sovietici a Praga, per soffocarne la Primavera (10), e  confidando, che se la cose dovessero proseguire nello stesso modo, Roma non si trasformi prima o poi in una Piazza Tienanmen  (11)., o che i futuri governi non diventino, secondo l’occidente, tanti Bashar al Assad ((12).

In Italia, il rischio “guerra di liberazione” (13), se in un futuro non lontano si formassero delle “Brigate partigiane” (14)  2.0, in quanto i cittadini esasperati dalla dittatura del Mes e dell’Unione Europea, potrebbero decidere di metter in pratica su scala locale quanto scrisse Emma Bonino (15) a proposito dell’intervento militare in Bosnia, in un articolo per  il Corriere della Sera: «…Sono, invece, per la supremazia del diritto ad ogni costo, ed è amaro doversi arrendere all'evidenza che esistono circostanze storiche in cui la difesa della legalità non può essere affidata, ancorché temporaneamente, che all'uso delle armi.»

Marco Bazzato
29.04.2013

lunedì 11 febbraio 2013

Ratzinger si dimette dal 28.02.2013



Benedetto XVI da la dimissioni e dal primo marzo 2013 il titolo sarà vacante, il soglio pontificio sarà sguarnito, andandosene bellamente in pensione, magari a svernare al caldo, perché come diceva Alessia Marcuzzi durante il Grande Fratello, si è autoeliminato, visto che forse non vuole arrivare all’appuntamento davanti ai cancelli del Paradiso, con San Pietro, in abbigliamento e carica pontificia, ma come “un umile lavoratore alla vigna del Signore”.

In questo momento la rete, i social network, i siti, twitter e compagnia briscola sono letteralmente impazziti, è come se fosse stato dato un calcio sulla mono palla del pianeta Terra, che ha avuto come un sussulto tellurico, che ha colpito anche i pesci della Fossa delle Marianne.

Viene da pensare perché proprio adesso?  In molti iniziano riflettere sul fatto che questa sia una mossa politica fatta anche per destabilizzare le prossime elezioni politiche italiane e il Festival di San Remo che aprirà i battenti tra due giorni.

Ora in Vaticano sono partite le primarie e gli “scannamenti” tra i candidati papabili, per le prossime votazioni che si terranno quanto prima, con lo Spirito Santo, lasciato fuori dalle mura perché parafrasando “Fantozzi alla Riscossa”, “bisogna sempre essere sempre disonesti, sleali. Non praticare amicizie disinteressate, usare il ricatto, il leccaculismo, praticando spesso la delazione, perché solo così si può assurgere alle più alte vette  (1), mercimoni che lo Spirito Santo e Dio stesso, dall’inizio della Storia hanno sempre aborrito.

Benedetto XVI si è dimesso e i molti a felicitarsi per la coraggiosa scelta del tedesco, probabilmente è stata la stessa Angela Merkel, che sicuramente, anche se non ha remato a sfavore delle dimissioni ha sentito nella viscere magno gaudio per quanto il momento fosse favorevole proprio alla Germania e all’Unione Europea. questa fuga del trono che scotta.

La cosa peggiore per l’Italia è che in questo modo si è mandato letteralmente a puttane le ultime due settimane di campagna elettorale, tanto è che sarà possibile vedere il Paese mediaticamente talebanizzato da servizi giornalistici, intrattenitori, opinionisti, vaticanisti, pronti a lodare il Benedetto XVI che abbandona per raggiunti limiti suoi d’età, “consapevole della gravità del mio gesto”. innalzandolo immeritatamente alle gloria degli altari , per il coraggio dimostrato nello scarnificare l’Istituzione vaticana, a norma dell’ articolo 332 del Codice di Diritto Canonico che recita:  Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti. Ossia, per dirla alla Aldarico in  “Attila il Flagello di Dio”, “… Avanti miei scroti….Io sono lo Re!” (2)

La data scelta da Benedetto XVI per le sue dimissioni è anche altamente simbolica: l’11 febbraio del 1929 infatti l’Italia monarchica e fascista – Regno del Male assoluto, giustamente secondo i comunisti, nemici del revisionismo storico del periodo fascista –  e lo Stato Vaticano firmavano i Patti Lateranensi (3), dimostrando ancora una volta come il Vaticano può influenzare la politica, provando a circuire, in piena campagna elettorale, l’opinione degli elettori.

È chiaro che Benedetto XVI non ha e non ha mai avuto le qualità eroiche di sacrificio di Giovanni Paolo II (4). Infatti, il papa dimissionario e futuro ex pontefice perde il confronto alla grande con il suo predecessore, visto che ha girato il globo terrestre come una trottola fino all’ultimo respiro del suo pontificato, cosa che Benedetto XVI, forse non vuole mettere davanti alle telecamere di mezzo mondo il suo lento, umano e inesorabile declino fisico.

Discorso diverso invece per Joseph Ratzinger (5), detto “Bepi” dalla cerchia ristretta di amici intimi.

All’ex membro delle gioventù hitleriana, Hitler –Jungend (6), che disertò nell’aprile del 1944, scampando dal plotone di esecuzione, grazie ad un sergente che lo fece fuggire, quando aveva capito che ormai la guerra era perduta e l’Italia aveva firmato l’armistizio con un gli alleati –  la diserzione o il trasformarsi da aguzzini a difensori della libertà, e l’Italia antifascista al termine della seconda guerra mondiale ne era piena – al quale, come uomo, ormai vetusto ottantacinquenne va dato l’onore delle armi, l’onore del riposo del guerriero, del fine teologo gettato sul soglio pontificio dopo una “sveltina” durante il Conclave (7) fatto solo quattro votazioni. “Sveltina” analoga a quella di Albino Luciani – d Giovanni Paolo I (8) che poi “diede le dimissioni mortali” dopo solo 33 giorni di pontificato – 33 gli anni di Cristo e 33° –  Sovrano e Grande Ispettore Generale –del Rito Scozzese Accettato (9).   In ogni caso la palma della “svetliana” all’elezione  Eugenio Pacelli, Papa Pio XII (10).

Alla fine però bisogna dare atto al “Bepi” Ratzinger che si è comportato in questo frangente da uomo e non da papa, abbandonando il cadregone e la sedia gestatoria, mollando, sfortunatamente solo metaforicamente parlando, dei sonori calci sulle palle alla classe politica internazionale – soprattutto quella italiana, incollata alla poltrona fino a quando la morte non li coglie, pronti a ricandidarsi fino a quando i peli del buco del c…o non diventano grigi e sono costretti a muoversi con il deambulatore o se fossimo nel XXIV secolo, come il dottor Leonard Horatio Mc Coy (11), in un romanzo della TOS,, visto che aveva 147  e impiantato un esoscheletro. – o che oggi, come quell’aprile del 1944 non stia disertando, perché molto spesso l’uomo tende a commettere i medesimi errori o le medesime scelte giuste…il tutto dipende dai punti di vista….

In ogni caso alla fine non va dimenticato che il potere all’interno de Lo Stato Città del Vaticano (12) è come i transgender (13): Stato temporale e/o potere  spirituale all’abbisogna, alla faccia del relativismo secolare!

Marco Bazzato
11.02.2013



sabato 11 agosto 2012

A quando lo sport a misura di dopati?

È praticamente calato il sipario sulle Olimpiadi di Londra.
Non è chiaro chi ci ha guadagnato e chi rimesso in termini economici e turistici. L’Inghilterra e Londranon possono godere con 15 miliardi di euro andati inutilmente in fumo.  Non certo l’Italia, specie nella maratona, visto che Alex Shwazer è stato beccato con le mani nella marmellata, per via dell’Epo. Senza contare che dalle 33 medaglie preventivate, ma essendo il medagliere quasi avvizzito per il Bel Paese è stata una decable di risultati e di immagine.

Chiuse le Olimpiadi ufficiali, subito dopo partiranno le Paraolimpiadi, quelle che nessuno guarda, dove gli sponsor non sono interessati a investire denaro e le tv mettono gare e risultati in orari proibiti, da film porno soft e/o da 1444, dove i diversamente abili che gareggiano con motivazioni che vanno ben oltre l’agonismo, vanno a braccetto con una diversa normalità, spesso bistrattata e derisa, perché costretta o su una sedia a rotelle o a supporti tecnologici e umani per poter avere una vita che si avvicina alla normalità, degna in ogni caso d’essere vissuta.

Ma il caso Shwazer fa sorgere un'altra domanda.  Perché non fare un sport a misura di dopati?

È statistico, il 6,5% degli atleti fa uso di sostanze attualmente proibite, con costi esorbitanti per i controlli,senza contare che in un prossimo futuro, grazie all’ingegneria genetica, si potranno produrre atleti “mutanti”, tramite la manipolazione del D.N.A. garantendo prestazioni oggi impossibili.

Non possiamo dimenticare che in molte discipline non soggette a votazioni soggettive, ma a oggettive, i limiti fisici di un corpo privo di sostanze “aiutanti” si sta avvicinando al massimo dello sfruttamento, ergo, come per le materie prime, questi si stanno esaurendo. Nel prossimo futuro, giocarsi una gara sul filo del millesimo di secondo, sarebbe come fare il tifo per un filo d’erba che è più alto di un miliardesimo di millimetro rispetto a un altro, che senso avrebbe?

A che serviranno in futuro gli atleti non riusciranno più a produrre nuovi record? Si continuerà a gareggiare rimanendo all’interno di tempi e prestazioni impossibili fisicamente da superare? E come si pensa che sponsor e pubblico possano continuare a sostenere sportivi che non producono nuovi record? Sarebbe come continuare a correre per vent’anni con la solita vecchia automobile, perché i designer sono privi di creatività e le fabbriche automobilistiche sono fallite. Insomma, un paesaggio da desolazione lunare.

Sarebbe positivo oltre che evolutivo che si iniziasse a considerare il doping non come una droga, un comportamento antisportivo o illegale, ma come una “diversa sportività” una “diversa legalità” dove atleti professionisti e semiprofessionisti, non gli amatori, inscritti in appositi albi nazionali e internazionali, sotto controllo medico delle varie federazioni, si sottopongono volontariamente all’utilizzo di sostanze dopanti, con o senza consenso informato, rinunciando al momento dell’inscrizione all’albo dei dopati a qualsiasi forma di rivalsa legale nei confronti di medici, case farmaceutiche, federazioni sportive nazionali e/o internazionali, per qualsiasi tipo di patologia parziale e/o totalmente invalidante, morte compresa, che possa insorgere dall’assunzione di determinate sostanze, anche dopo decenni dalla cessazione della carriera agonistica, evitando in un futuro prossimo le scene pietose dello stracciamento delle vesti, dei pianti, come quelli dell’ atleta altoatesino Alex Shwazer.

L’utilizzo, in un futuro in molti auspicano non lontano, di atleti nati figli dell’ingegneria genetica e/o dopati legalmente, con  il sostengo di sponsor e federazioni sportive internazionali e nazionali potrebbe far bene, anche a quelle discipline considerate minori e bistrattate dagli sponsor e dai canali nazionali e internazionali.

Certo, potrebbe accadere che alcuni corpi non possano reggere il peso degli sforzi sintetici a cui sono sottoposti, ma potrebbe essere una forma di spettacolo in più, come nel romanzo di Stephen King “La Lunga Marcia”, o come quasi duemila anni fa avveniva nel Colosseo e nei vari anfiteatri dell’Impero Romano.

Da decenni gli atleti dopati sono come i primi cristiani, costretti a rifugiarsi nelle catacombe per celebrare i loro riti. Poi, per il cristianesimo primitivo le cose sono cambiate, è arrivato uno sponsor imperiale, che promulgò l’editto di Costantino,appropriandosi del detto futuro: “Se non puoi combatterli unisciti a loro” facendoli uscire dalle catacombe e dal mondo underground, e con il tempo sono diventati i dominatori del sistema, spazzando via il precedente, privo di prospettive future, che fece inaridire i Campi Elisi, retrocedendo molte religioni a miti e leggende.

Lo sport nazionale e intenzionale ha bisogno di nuova verve, di nuovi idoli, anche sostenuti geneticamente e/o chimicamente, andando oltre le attuali regole sportive, dove come sovente si fa nella finanza, lo sport avrebbe bisogno di deregulation o di regole diverse, e dalle  maglie più ampie, con un elasticità mentale diversa, altrimenti, entro i prossimi cinquant’anni, le Olimpiadi, se non verranno sospese prima per via dei costi ammazza Stati, diventeranno routine senza gloria, in quanto sarà impossibile battere i record dei cosiddetti miti odierni e gli spettatori languiranno se non ci saranno nuovi muri da abbattere, nuovi record da infrangere e nuove vette da raggiungere.

Marco Bazzato
11.08.2012

mercoledì 6 gennaio 2010

Buona Befana a tutti


In molti, quei pochi lettori che visto il mio silenzio di mesi, si chiederanno perché in questo ultimo mese e mezzo non abbia scritto articoli…
La cosa è presto detta. Ultimamente commento articoli di giornale su Facebook, brevi post, crudi, volgari, controcorrente, politicamente scorretti, insomma agli occhi di molti potrei essere visto, per chi mi legge, come uno schifoso rivoluzionario, uno che ha sempre qualcosa da ridire contro cani e porci, una specie di anti Cristo, in quanto mi incazzo sempre con quello Stato parassita entro la città di Roma che condiziona tutta l’Italia, contro la politica italiana, fatta di nani, briganti e ballerine, di ex bagasce che vent’anni prima battevano per un milione di vecchie lire, negli stanze degli alberghi, andandosene all’Alba come vampiresse che avevano paura del sorgere del sole. Ma le verità sono altre, so’ per fonti certe che i miei articoli vengono letti dalle alte sfere italiane qui a Sofia, in Bulgaria e che potrei stare sulle palle a qualcuno di loro, per la verità lo so già a chi, ,ma non è bello far nomi e cognomi, tanto chi mi conosce sa a chi mi riferisco, visto che le voci circolano e le mail arrivano…ma non importa.

C’è anche un'altra verità, riferita al fatto che ultimamente non abbia voglia di scrivere articoli, tantomeno articoli riferiti alla politica italiana, il motivo è uno solo: disgusto.

Disgusto per vedere sempre le solite facce. Disgusto e senso di mossa intestinale nell’ascoltare su ogni canale televisivo, sia pubblico che privato, ormai sono la stessa cosa, sempre le solite frasi fatte, le solite parole vuote che non dicono nulla, le solite dichiarazioni così false, prive di contenuti, svuotate di ogni senso logico, intellettuale e di fatti compiuti alla fine, che portano al rifiuto, alla nausea, a quel senso di svuotamento interiore che sembra causato da un clistere di acqua saponata, prima di un intervento chirurgico improrogabile e rischioso.

Un disgusto che si è accentuato dopo il lancio della Madonna contro Berlusconi. Non esprimo qui le mie emozioni, i miei pensieri, altrimenti qualche mal/ben pensante potrebbe accusarmi d’istigazione all’odio o altre amenità che oggi il neonato partito dell’Amore del premier, manco fosse quella santa donna di Cicciolina, continua a ripetere, peggio di un disco incantato.

Ho provato repulso, non tanto per il gesto, compete alla magistratura appurare se veramente avvenuto, e come dice la legge, anche il presunto attentatore è innocente fino a condanna definitiva, ma per il dopo, per il buonismo ruffiano e pappone che si è scatenato in ogni angolo, anche il più infetto, infido e torbido della politica e dei politicastri italiani.

È come se dopo quanto avvenuto mi si fosse aperto un terzo occhio, l’occhio che tutto vede e tutto vomita, tutto rigetta, evacua torbidamente, come una contrazione di stomaco che fa rigettare il pranzo dell’anno passato, l’antipasto di cozze mai mangiato, gli scampi, i polipi sempre odiati e che puzzano peggio di un cadavere lasciato marcire sotto il sole agostano nel deserto del Sahara.

Provo ribrezzo quando accendo la tv e vedo certi gaglioffi che andrebbero internati dentro un loculo colmo di viscere d’animale, loro e i famigliari, figli minori compresi. Provo un senso di spossatezza fisica e mentale nel pensare che l’Italia sia retta da una casta di inamovibili, di vecchi tromboni che camminano col deambulatore ficcato sul cervello, che il Paese sia sotto il giogo di un elitè che finge di far gli interessi dei cittadini, invece sono tutti d’accordo nel pararsi il culo l’un con l’altra, nell’essere onnipresenti, pronti ad sproloquiare anche sui sommovimenti de panza di ogni cane stitico, ed ora con questa nuova aria fetida di buonismo politico, dell’abbassare i toni, del volersi tutti politicamente bene, si inizia a sentire un tanfo di dittatura e consociativismo cerchiobottista che sta portando il Paese alle nuove convergenze parallele di fanfaniana memoria.

Onestamente vorrei il ritorno a una politica rissosa, fatta di insulti, minacce e controminacce, attacchi verbali all’arma bianca, colpi bassi pedate sulle palle dei deputati e calci spacca ovaie alle deputate, così forti da farli tutti stramazzare a terra con la bava alla bocca, con gli occhi che schizzano fuori dalle orbite e le imprecazioni, bestemmie, insulti e maledizioni che si elevano al cielo, al Dio degli eserciti, al Signore delle Mosche, senza soluzione di continuità.

Ma l’aspetto peggiore di questa politica del volemose bene è la volontà antistorica e revisionista del sindaco milanese, Letizia Moratti, di voler intitolare una strada, una piazza, ma sarebbe troppo anche una semplice latrina pubblica, un porcile o un mattatoio per cani randagi, al ladro morto latitante, Bettino Craxi.

Un’oscenità del genere dovrebbe generare lo sdegno degli italiani, almeno quelli che hanno dai quarant’anni in su, che si ricordano bene i comportamenti del Cinghialone, del fascista disegnato per anni da Giorgio Forattini, del codardo capopopolo che è scappato via come il peggior dei briganti quando magistratura e polizia hanno scoperto la sua grotta di Alì Babà ei quaranta frocioni…

E questa sarebbe l’Italia che chi ha figli lascerà in eredità…una discarica di miasmi tossici, di vecchi senescenti, di morti ambulanti che andrebbero sotterrati in un mare eterno di letame, un Italia politica, forse, ormai senza arte e ne parte, dove se sei ladro fai carriera, se sei onesto vai al gabbio perché non ti sei pronato a novanta gradi per farti sodomizzare, o peggio se sei onesto vieni pronato di forza e sodomizzato con violenza e a secco, senza pietà, da una politica affuffona e bastarda, fatta da signorotti, autoelettosi tra di loro, che trattano gli italiani fuori casta, come degli appestati, servi della gleba come parassiti insignificanti a cui succhiare il sangue loro e dei loro figli, uccidendoli dai debiti,s trozzandoli peggio dei peggiori camorristi cravattai senza pietà, tanto l’italiano tace e muore, piuttosto che alzarsi in piedi e sputare in faccia a tutti questa masnada, tutto il suo odio represso e il suo disgusto…

E Berlusconi vorrebbe il partito dell’amore…Partito dell’amore una sega, come dicono in Toscana…

Marco Bazzato
06.01.2010
http://marco-bazzato.blogspot.com/