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domenica 22 marzo 2020
Pandemia di Covid-19, non durerà poco, purtroppo!
Ormai è
chiaro, la quarantena italica, ma non solo, non terminerà ai primi di aprile.
Non terminerà nemmeno in maggio. Probabilmente manco in giugno o luglio. Ci
sono troppi indicatori che volgono verso i tempi assai lunghi. Gli allarmi dei
virologi. Il fatto che il virus stesso potrebbe, rispetto a quello cinese,
essere mutato i Lombardia e non si sa se ha subito mutazioni, nel corso dei
vari “attraversamenti delle frontiere”, adattandosi alle diverse specificità
dei singoli Paesi. Nessuno lo sa. Gli stessi virologi brancolano al buio.
Il
vaccino, semmai ci sarà non sarà disponibile prima di un anno e mezzo. Sono i
tempi della sperimentazione e dell’approvazione, prima di essere inoculato a
cittadini.
Ammesso e
non concesso che un vaccino possa essere funzionale a livello planetario. E
presumo che anche gli stessi biologi e virologi che lo stanno studiando,
nutrano dei seri dubbi. Proprio per questo motivo le ricerche sono condotte
dalle equipe dei singoli Paesi. Non tanto, presumo e forse anche gli stessi
virologi lo presumono, per creare un vaccino che possa essere standard, ma
perché potrebbe essere necessario, viste le mutazioni, crearne di specifici per
le singole nazioni o gruppi anche ristretti di popolazione, suddivisi per aree
geografiche.
Il quadro
presente e futuro è a tinte non grigie, ma letteralmente nere.
Rimane un
altro problema fondamentale che nessuno ha saputo dare una risposta specifica.
Gli
asintomatici.
Ossia. Se
una persona è asintomatica e quindi si muove liberamente, in virtù del fatto
che sta bene, quanti continua ad infettarne o quanti può averne infettati nelle
settimane passate? Nessuno lo sa. E soprattutto, quanti continuerà ad
infettarne nelle settimane e nei mesi futuri, anche se uscisse di casa solo per
lo stretto necessario, la spesa e la farmacia, in quanto essendo asintomatico
potrebbe tranquillamente uscire senza alcuna protezione e se non tenesse le
distanze minime, anche avendo una carica virale modesta, la possibilità che sia
passata ad altri, non è pari rischio zero. Quindi, per la legge dei grandi
numeri, l’incognita esiste. Ricordiamoci che in Cina è bastato un solo caso per
far partire tutto.
Premetto,
prima di proseguire, che non sono un virologo, ma quanto sto scrivendo è frutto
delle deduzioni che sto facendo in questi giorni e di quanto ho elaborato nella
mente, a seguito delle centinaia di articoli di varia natura letti da quando è
iniziata l’epidemia in Cina.
Il mio
auspicio più grande è di essere totalmente smentito dai fatti, da qui ai
prossimi mesi.
Osservando
però la curva di diffusione a livello europeo, la cosa non induce
all’ottimismo, perché le crescite esponenziali nei Paesi europei aumentano di
giorno in giorno, di ora in ora e al momento non si hanno dati univoci, sia
sull’effettiva diffusione non solo in Europa o negli Stati Uniti , ma anche i
Africa del Covid-19.
In molti
non riescono a comprendere appieno quanto in Italia, ma non solo, sia grave la
situazione sotto il profilo sanitario. Lasciamo perdere al momento l’aspetto
economico e finanziario, dove sebbene non secondario, perché la gente deve pure
vivere e mangiare, pagare le bollette e tutto il corollario che ci sta attorno,
in molti non hanno chiaro che per via delle emergenze negli ospedali, tutto il
sistema sanitario è virtualmente in stasi, fermo. Bloccato. Eppure le persone
si ammalano lo stesso. Le donne devono partorire. Le persone in dialisi o che
hanno altre patologie devono continuare ad essere seguite e via di seguito.
Tutto però oggi cammina a velocità ridotta.
La
macchina sociale e della società, non solo italiana, si è fermata. O se non si
è fermata completamente, si muove con al lentezza di una lumaca, in quanto ogni
passo verso un’accelerazione, potrebbe portare verso l’accelerazione stessa
dalla diffusione dell’epidemia. Insomma è un enorme buco nero che sta
inghiottendo la società italiana e on solo. Ogni giorno che ci piaccia o no, i
cittadini italiani ed europei stanno al bordo dell’orizzonte degli eventi, dove
il centro del buco nero è la malattia, la terapia intensiva e infine la morte.
Sebbene è giusto ricordarlo, dati di ieri della Protezione Civile Italiana, il
numero di morti PER Covid-19 è dello 0,8%, il restante 91.8% sono morti CON
Corona Virus, ossia che avevano altre gravi patologie e che il Covid-19 ne ha
“solo” accelerato la morte. Ma sono ancora cifre indicative, in quanto non
validate completamente dall’Istituto Superiore di Sanità.
Sussiste
però anche un altro problema, che al momento viene sottostimato. Quanto le
singole famiglie possono avere la forza emotiva e psicologica di rimanere
chiusi all’interno delle loro abitazioni? Certo, per chi vive in una casa
singola con giardino, con del verde all’interno è come un carcerato che può
avere varie ore d’aria nell’arco di una giornata. Ma per coloro che sono
confinati in appartamenti piccoli per il numero dei loro componenti? Quanto
tempo passerà prima che questi sviluppino delle fobie, delle intolleranze,
l’uno verso gli altri e che gli stati di tensione famigliare si esasperino?
E poi, il
rimanere confinati dentro gli appartamenti, piaccia o no, fa partire l’ennesimo
circolo vizioso dell’abbassamento del sistema immunitario, esponendo i soggetti
più deboli al rischio di malattie, infezioni, dove anche un semplice batterio
potrebbe causare anche polmoniti o anche solo altre patologie, certo meno
gravi, ma che destabilizzano situazioni già precarie.
Senza
dimenticare che vi viene continuamente ripetuto di sanificare le superfici
della casa, per evitare il diffondersi del virus. Vero. Però ci sta anche il
rovescio della medaglia. Le nostre case rischiano di diventare ambienti quasi
asettici. Riducendo in modo considerevole il numero di batteri presenti negli
ambienti, il corpo umano potrebbe smettere di produrre quegli anticorpi che
aveva creato, come normali difese, rendendo il nostro sistema immunitario meno
resistente, facendo partire un nuovo circolo vizioso.
E quando
tutto ciò finirà, nessuno sa tra quanti mesi, quanto saranno indeboliti i
nostri corpi, proprio per via forse di questo eccesso di igiene?
Il sole.
Non dimentichiamo che l’essere umano ha bisogno anche della luce solare e stare
giorni, settimane o mesi, indebolisce non solo il sistema immunitario, ma anche
l’apparato scheletrico, soprattutto negli anziani, ma non solo, causato sia
dall’assenza della luce solare diretta e anche dall’assenza di movimento. Di
quel minimo di 5000 passi al giorno che sarebbero necessari per evitare
l’accumulo di peso e per mantenere tonici i muscoli.
Ho
calcolato che, muovendomi ne mio appartamento, oggi non supero i 500 passi,
meno di trecento metri nell’arco delle ventiquattro ore. Quando, come ho
scritto sopra, il minimo dovrebbe essere di almeno 5000.
L’uomo si
è evoluto fino alla forma attuale nell’arco di milioni di anni, adattandosi al
cambiamento dell’ambiente circostante e adattandolo alle proprie esigenze. Oggi
ci viene chiesto di fermare improvvisamente, non si sa per quanti mesi, in
quanto anche se la pandemia finisse a fine giugno in Italia, vanno considerati
gli altri Paesi e con la riapertura della frontiere, anche l’arrivo in Italia
di un solo asintomatico, potrebbe potare alla ripartenza del tutto, nuovamente.
Perciò è anche probabile che per dichiarare finita la pandemia ci vogliano
almeno dai due ai tre anni. Non meno. Sempre che no si ripresenti poi a cadenza
periodica, con forme locali più o meno virulente.
Tutti gli
indicatori che ho analizzato in questi periodi non inducono al facile ottimismo
e credo che anche il nostro governo sappia che tutto ciò potrebbe avere almeno
una durata di sei mesi. E ciò lo si potrebbe dedurre da questo documento,
trovato in rete: http://documenti.camera.it/leg18/dossier/pdf/D20014.pdf?fbclid=IwAR0clBvESee0-R516PVDLTRqBHPwOTzBuL0I2JmYfIgRc6g9zDAtXo_wL64
del Servizio Studi della Senato della Repubblica Italiana che recita
espressamente: “Per tutta la durata del periodo emergenziale, fissato in sei
mesi dalla Delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020 (dal 31 gennaio
al 31 luglio 2020)…”, Articolo 6, pagina 23 del file PDF.
In
sostanza ci attenderà un lungo periodo di “mutazione” non solo legato al fatto
di essere confinati in casa, ma anche di “mutazioni emotive, caratteriali e
comportamentali, che incideranno a lungo alle sula psiche e sulla salute fisica
dei singoli cittadini.
Ho, tra
gli innumerevoli altri quesiti che mi girano in testa, due e domande: se alla
fine fossimo costretti, a livello planetario ad arrivare all’immunità di
gregge? Sempre che ci si possa arrivare, nel caso che il Covid-19 non mutasse,
quanti saranno i morti in totale?
All’inizio
dell’epidemia, a gennaio, scrissi che se sarebbe stata confermata la media del
2,3% della percentuale di morti, il numero sarebbe stato attorno ai 300
milioni. Il genere umano non si estinguerebbe per questi “numeri esigui” in
rapporto alla popolazione mondiale. Però significherebbe solo che il mondo come
lo abbiamo conosciuto fino a poche settimane fa, sarebbe un modo e un avita
personale e sociale, completamente differente dal quella odierna e che sulle
ceneri della vecchia società , si sarebbe costretti a costruire in nuovo
modello umano e sociale.
Per
vedere se tutto ciò sarà vero, e spero veramente di essere in palese errore, i
prossimi due o tre anni, per i “sopravvissuti”, saranno fondamentali.
Marco
Bazzato
21.03.2020
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martedì 25 febbraio 2020
Perché trovo più che legittimo il panico da Corona Virus?
Lo scrissi fin dall’inizio: il Corona Virus, che in seguito sarebbe stato
ribattezzato Covid-19, mi fece immediatamente venire in mente il romanzo di
Stephen King, “L’ombra dello scorpione”, di cui in tempi diversi lessi sia la
versione “breve”, così come quella estesa. Con la “piccola” differenza che nel
romanzo del Re dell’horror il tasso di mortalità era del 99,4%, contro uno
striminzito 2,5%, stando alle mie prime stime attuali, già dai primi giorni.
Stime in questi giorni rivedute al ribasso.
Le dinamiche comportamentali non sono differenti e mi riferisco al romanzo
di Tom Clancy, “Potere Esecutivo”, dove il
Presidente degli Stati Uniti, Jack Ryan, mise in atto il piano estremo,
denominato “segregazione”, quella che noi, volgarmente, chiamiamo quarantena,
con le stesse identiche dinamiche che ha prima applicato la Cina, nella
provincia epicentro dell’epidemia e poi successivamente quanto sta accadendo
oggi in Italia, con due regioni, con alcuni comuni in quarantena.
Il principio è lo stesso: segregazione, come dicono gli americani, dato che
siamo assai anglofoni, quando ci fa comodo.
E ora veniamo al punto essenziale, perché trovo più che legittimo e
giustificato il panico che si è scatenato nella popolazione. Per un motivo
molto semplice. Perché il principio di precacauzionalità che legittimamente
vale per i singoli Stati, per proteggere la salute dei cittadini, come loro dovere.
Ebbene questo principio, ha avuto, come era lecito e legittimo aspettarsi,
conseguenze sociali ed economiche a cascata. Non va dimenticato che in tempi
oscuri, come sta accadendo da quasi un mese, vale, sia per gli Stati che per i
singoli cittadini, il principio del “Si salvi chi può” oppure “Ognuno per se e
Dio – per chi ci crede, naturalmente vale per tutti, dal macro al singolo.
Quindi è inutile stare tanto a menarcela ed ascoltare i media, i
giornalisti e soprattutto i quotati esperti in tali materie, che nemmeno sono d’accordo
tra di loro, che continuano a lanciare appelli alla calma e non farsi prendere
al panico. “Di ad una persona di non fare una cosa e quella persona – o quella
società – si comporterà in modo diametralmente opposto. Quindi, un po’ di
psicologia inversa non farebbe male da parte di tv e stampa e social network.
Oggi ci si stupisce dei supermercati vuoti . Sarebbe stato assurdo se fosse
stato il contrario. Già, perché soprattutto
i cittadini che si trovano nelle zone interessate alla “segregazione”, adoro il
termine del romanzo di Tom Clancy, essendo letteralmente confinati entro il perimetro
delle zone interessate è normale che, potendo recarsi solo a fare spese,
facciano incetta di generi di prima necessità, fottendosene, legittimamente
delle necessità e dei bisogni altrui, seguendo il motto latino: “Mors
tua vita mea”, “La tua morte è
la mia vita!”.
E cos'altro dovrebbe fare il singolo cittadino? Farsi fregare il cibo o il
disinfettante, la mascherina – che dicono non serva un emerito cazzo,
oltretutto – e lasciare che l’acquisti qualcun altro? Per la serie: meglio che
stiano senza glia altri, piuttosto che rischi di rimanere senza io, questa è l’amara
e naturale verità del dell’animo umano, a tutti i livelli, da quello politico,
chiudendo la frontiere, non facendo atterrare
i voli, ma non i barconi della ONg, perché in Italia siamo dei geni,
salvo poi metterli tutti in quarantena, a spese della collettività.
Già, perché il ragionamento
politico, è che crepino a casa loro e non vengano ad appestarci in casa nostra,
salvo poi dirsi indignati quando siamo noi che rischiamo di andare ad appestare
in casa d’altri, allora ci sentiamo offesi, se legittimamente ci sbattono la
porta in faccia! Quanto siamo patetici e ridicoli, no?
Ma se lo fa il privato cittadino, che non vuole accostarsi allo presunto untore straniero o di un’altra
regione, ecco che da infingardi, alcuni
gridano al razzismo o altre amenità varie, dimenticando che lo stesso principio
di precauzionalità applicato su scala individuale o locale. Ma ciò scatena l’esecrazione
di politici e ben pensanti, che pochi minuti prima avevano ordinato lo stesso,
su scala internazionale, regionale o comunale, impedendo l’accesso o l’uscita
delle persone dalle zone interessate, oppure chiudendo corridoi aerei o
ferroviari.
Diciamocelo, il Corona Virus ci fa cagare sotto tutti, nessuno escluso. Sia
esso il politico, come l’ultimi dei tangheri ubriaconi di qualche villaggio
sperduto in mezzo ai monti.
Perciò ribadisco il concetto: l’altruismo
in certe situazioni può significare rischi per se stessi e per i propri cari. E
smettiamola di fare gli ipocriti: ci si
dispiace solo se si ammala o muore una persona vicina, un amico, un
parente, un conoscente, ecco che allora la cosa diventa una tragedia e un
dolore personale. Per tutte le altre morti, vale la frase che viene attribuita
ad “Acciaio – in italiano – Stalin: “Un
morto è una tragedia, un milione di morti sono una statistica”, ecco perché a i
morti altrui, checché se ne dica
pubblicamente, solo per convenzione sociale, de facto, se non direttamente o
indirettamente collegati, non ce ne può fregare di meno.
Ora, dopo questa immersione nel cinico e nel pragmatico, veniamo alle
presunte buone notizie, se ce ne sono.
Il virus non è molto mortale, il tasso di mortalità non supera il 2,3% e
ciò significa che se anche contagiasse tutti gli abitanti del terzo pianeta del Sistema Solare, per chi non
lo sapesse, questi è il pianeta Terra, il numero totale dei morti non supererebbe
i 300 milioni, rispetto al numero di abitanti attuale, la continuazione della
razza umana sarebbe comunque garantita. Niente estinzione, oppure solo
rimandata.
Un’ altra nota “positiva”. È un virus che in minima parte aiuta i vari
sistemi pensionistici, in quanto la maggioranza delle vittime sono persone
molto anziane – sovente con già malattie
croniche e scarse difese immunitarie e
il Corona Virus o Covid-19 gli assesta solo un piccolo colpetto,
scaraventandoli all’altro mondo – quindi
pensionati e ciò garantisce, seppur in modo al momento minimale, minori pensioni
da erogare agli ultrasettantenni. Insomma, una forma letale dalla vita di “Esodati!”.
IL tasso di guarigione sembra essere, il condizionale è d’obbligo, dato che
al momento non ci sono certezze, assai
elevato, oltre l’80%. Sembra che i giovani, sotto una determinata fascia di
età, se lo possano beccare, ma senza alcun tipo di conseguenze.
Insomma, per la serie, ci sta un’anarchia
di informazioni scientifiche e mediche che sovente si contraddicono a vicenda, il
che porta a pensare che il famoso detto “La scienza non è democratica” di
Roberto Burioni, continui ad essere smentita dai fatti e i precedenti circa il fatto che la scienza è
democratica, sono innumerevoli, ma non è questa la sede di tale
approfondimento.
Che altro aggiungere: reputo in queste situazioni l’egoismo individuale un
diritto e un dovere civico per salvaguardare soprattutto se stessi e i propri
cari, tutto il resto è relativo.
Se qualcuno prova a dire qualcosa in senso opposto, basta pensare alla
reazioni delle borse, alle ingenti perdite che hanno subito in queste settimane
e di come sia schizzato alle stelle prezzo dell’oro, come bene rifugio.
Ciò che vale per la finanza, allo stesso identico cinico modo, vale per gli
Stati, le regioni, i comuni, le città, i paesini, i singoli cittadini, dove
ognuno, a modo suo, è tenuto a tutelare se stesso e propri interessi.
Ad una sola condizione: rimanere all’interno della legalità e poi tutto il
resto è un diritto ed è consentito.
Marco Bazzato
25.02.2020
venerdì 13 ottobre 2017
I comunisti catalani indi pentisti!
Giuro, quando l’ho
sentito in tv, non ci volevo credere.
I comunisti catalani che, come i peggiori
leghisti della Lega Nord del celourismo di bossiniana memoria, sono tra i
grandi fiancheggiatori dell’indipendenza della Catalogna.
Francamente il mondo è
invertito e la politica si è pervertita, come se non lo fosse mai stata, vero?
Figuriamoci gli imbarazzi della sinistra
italiana, quella post comunista, quelli del Pd, per intenderci o quei quattro
gatti spelacchiati dei comunisti di casa nostra, oggi in che razza di imbarazzi
ideologici si trovano, costretti ad arrampicarsi sopra gli specchi, o a
camminare sullo sterco, illudendosi di non inzaccherarsi le “zampe”, per giustificare i compagni rossi catarogni.
Già, perché il
ginepraio che sta avvenendo in Spagna e nella regione indipendentista ribelle
all’oppressore spagnolo, dove con l’indipendenza proclamata ma poi sospesa, ha messo la Catalogna in un limbo giuridico
controverso da dipanare, anche per le cancellerie europee.
Non dimentichiamoci che
dopo la caduta del muro di Berlino, la Germania è stata una delle artefici
della dissoluzione dell’ex Jugoslavia, che porterà alla guerra nei Balcani, ma
adesso quell’Europa a favore della dissoluzione di altri Stati sovrani, per
indebolirli, per interessi strategici ed economici, si rifiuta di riconoscere
l’indipendenza della Catalogna.
Ancora due pesi e due
misure, a seconda della convenienza di comodo del momento. Perché è risaputo
che la politica non ha amici, ma ha solo interessi da difendere, sempre i
propri, a svantaggio degli altri. In termini prettamente dell’uomo comune, si
può affermare che la politica è la più alta forma di razzismo assoluto, anche
quando fanno gli antirazzisti, per convenienza o per ideologia.
Però, tornando al
discorso dei comunisti catalani, mi rammarica solo che non ci sia ancora, per
le note vicende giudiziarie che hanno infangato tutta la Lega, il vecchio leone
fondatore del partito, Umberto Bossi, a stringere la mano ai suoi acerrimi
nemici mangiabambini di comunisti catalani.
Sarebbe come vedere i
due terni antagonisti, Dio e Satana, stringersi la mano e andare a banchettare
a Cana, nell’osteria di Gesmas, il ladrone impertinente, con Gesù testimone e garzone
all’evento, che per allietare gli ospiti tramutava l’acqua in vino.
Bando alle battute
fantateologiche. Quella dell’ indipendenza della Catalogna è più una gatta da
pelare, ma è divenuta una gatta affetta da alopecia, già pelata come il culo di
un macaco, esposto al sole del giungla, in quando è difficile pronosticare come
andrà a finire, se in un bagno di sangue tra fratelli o se finirà a paella e sangria, facendosi
incornare per la gioia di quelli avvolto degli osservatori indipendenti –
finanziari – durante la giostra di San
Firmino, a Pampolna, quando sarà il momento.
È difficile per tutti
gli analisti degli scacchieri geopolitici e finanziari, capire come andrà a
finire, in quanto le variabili sono tante, forse troppe. Sta di fatto che alle
spalle ci sta un referendum, a mio avviso moralmente legittimo, ma dichiarato
illegale dalla Corte Costituzionale spagnola, dove però solo il 68% della
popolazione catalana, manco si è recata alle urne, mentre il 90% di quel 42% di
chi si è recato, a votato a favore dell’indipendenza.
Possiamo allora dire
che dietro a questa sovversione dell’ordine costituito, ci sta come è già
accaduto nel corso della storia l’ideologia
comunista?
La cosa bizzarra e
imbarazzante è che se Veneto e Lombardia faranno due referendum per richiedere
maggiore autonomia dall’oppressione fiscale del governo trinciapalle centrale
di Roma, quelli, per i detrattori, sono dei populisti buzzurri ignoranti,
razzisti che parlano alla pancia del paese.
Mentre se sono i rossi,
come il sangue innocente che hanno sparso per quasi un secolo in mezzo mondo,
che alzano ancora di più l’asticella delle libertà, ecco i termini populistici
e razzisti spariscono, non parlano alla pancia del Paese, ma diventano ideali
supremi e superiori di libertà, elaborati da fini intellettuali, dotati di una
favella superiore, da imbonitori televisivi, non diversi da quella bravissima
donna di Wanna Marchi.
Come sempre ci sta una distonia pazzesca e
manipolativa che rasenta il disumano, nel modo di presentare le notizie al
popolo bove in modo da tirarlo per la giacchetta, ma in pratica facendogli
tirare l’aratro da una parte o dall’altra, a seconda delle gli interessi
politici in gioco.
A mio avviso in ogni
caso la Catalogna ha sbagliato, non tanto perché dietro ci sta un partito
comunista, ma perché un’indipendenza non riconosciuta dalla comunità
internazionale, sarebbe come un dolce messo in forno senza averci messo il
lievito. Manco si sgonfierebbe e sarebbe non solo inguardabile, ma
immangiabile. Senza contare che in ogni caso la regione catalana, non avendo
l’appoggio internazionale, e forse a questo che mirano sotto sotto, andrebbe
incontro ad un rapido decadimento economico e finanziario, vedendo aumentare la
disoccupazione e le diseguaglianze sociali, come se non ce ne fossero
abbastanza, e poi, quando, come è accaduto, ma per motivazioni differenti in
Grecia, sarebbe facile preda degli speculatori economici e finanziari, che
potrebbero acquistare i gioielli della Corona, come si usa dire, a prezzi da
fungo radioattivo, dopo una guerra nucleare
.
A ben vedere, un
ritorno al tempo dei Comuni olle città Stato o, la cosa ideale sarebbe un
ritorno delle macroregioni federate e indipendenti dai governi nazionali, con
la supervisione di un’Unione Europea dei popoli e non della finanza, potrebbe essere
la cosa migliore per il Vecchio Continente, avendo avuto cura di bonificarlo,
derattizzarlo da tutti gli estremismi di centrosinistra, vere palle al piede
dell’evoluzione della specie, non solo quella umana, ma dell’intero regno animale,
in tutto il globo terraqueo, all’interno del Sistema Solare, all’interno della
zona abitabile della Via Latte e in tutto l’Universo.
Marco Bazzato
13.10.2017
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giovedì 12 ottobre 2017
Jus Soli: le motivazioni per il no
Questa mattina mi sono
guardato la famigerata proposta di legge sullo Jus Soli,per
consegnare in mano a dei minori stranieri, previa richiesta di uno dei due
genitori, l’altro, a differenza degli Stati Uniti, che se irregolare viene
rimpatriato, in possesso di un permesso soggiorno, al compimento del dodicesimo
anno d’età, il genitore in regola può fare richiesta di naturalizzazione del
discendente, a patto che questi abbia compiuto un ciclo di studi di almeno
cinque, jus culturae.
Come se cinque anni di
scuola fossero sufficienti per plasmare una persona alla cultura e alla
mentalità italiana.
Stiamo scherzando,
vero?
I cinque anni di Jus Culturee sono pochi, perché non va
dimenticato il retaggio culturale in cui cresce il minore, ossia la famiglia,
soprattutto se entrambi i genitori sono stranieri e quindi, come si sa, spesso
quando arrivano alla prima elementare, manco sanno parlare uno straccio di
lingua italiana e gli insegnanti sono costretti a rallentare i programmi
scolastici, a discapito degli indigeni italiani, degli autoctoni, che avendo i
genitori nativi, a parte il fatto del dialetto in alcuni casi, o degli zucconi
patologici, sono poco o tanto intessuti di lingua e cultura italiana e la
riprova di quanto affermo è che spesso dove ci stanno le famigerate classe multietniche
– dove giustamente, a mio avviso, i
genitori indigeni, spostano i figli, per timore che l’apprendimento ne
risulti rallentato – tanto care
alle sinistra, che vuole diluire e
annacquare l’italianità, perché più si annacqua il sangue e la cultura di un
popolo, seguendo il moto latino divide et
impera, tanto più facile, nel breve
e medio periodo, sarà fottere quel popolo, in quanto privo di radici
storico-culturali comuni, molti genitori indigeni, con discendenza italiana
indigena da generazioni, per tutelare i loro figli, fanno il possibile, cosa
ahimè non sempre fattibile, per farli andare a scuola con i loro connazionali,
figli e discendenti del Jus
Sanguies.
Jus
Sanguies che anche gli stranieri naturalizzati potranno
trasmettere ai loro figli, senza alcun problema. Come già avviene adesso, senza
che nessuno se ne abbia mai avuto da lamentare, nascendo così indigeni italiani
de facto.
Dico no a questa legge
perché andrebbe ad anticipare di sei anni un processo che già avviene con la
legge vigente, quando lo straniero, al compimento del diciottesimo anno di
età, può farne richiesta, ma l’accoglimento, non è automatico, essendoci dei
filtri che ne potrebbero impedire l’ottenimento.
Se ci si riflette bene
è più corretto che sia un maggiorenne, da straniero nato in Italia, a farne
richiesta, perché, nel caso avesse dei carichi pendenti, oppure avesse già subito delle misure di custodia cautelare, o
altro, questo potrebbe essere un motivo di legittimo impedimento alla
naturalizzazione. Mentre naturalizzare un dodicenne, quando questi a causa
della minore età, non essendo perseguibile per legge, potrebbe accadere, una
volta cresciuto, avendo ottenuto in
tempi immaturi la cittadinanza italiana, non possa essere espulso, o rimpatriato – cosa
che già accade assai raramente, nel
Paese di origine del genitore, residente in Italia, anche con regolare permesso
di soggiorno.
Certo, sto parlando di
casi estremi, e questo non sta a significare che questi siano la regola, per fortuna, anzi, statisticamente
parlando, è l’esatto opposto, ma è un po’ come i vaccini obbligatori o la
vaccinazione antinfluenzale, come asseriva una nota pubblicità: Prevenire è
meglio che curare.
Va detto che la propaganda
di sinistra da più di due anni sta alzando la cortina fumogena delle menzogne e
della disinformazione, contro i nativi da generazioni in Italia, spacciando
fake a rotta di collo, asserendo che un minore straniero è già un italiano
fatto e finito, soprattutto se ha compiuto un ciclo in Italia, come se ciò
fosse un assioma, un postulato matematico.
Ma crediamo veramente a
queste bugie politiche?
A dodici anni i ragazzi
e le ragazze sono frutti acerbi, incapacitati ad analizzare la complessità
della realtà e avere la presunzione che cinque anni di scuola possano creare
degli italiani fatti e finiti, integrati e/o assimilati, vedetela come meglio
credete, oppure, con il nuovo termine che va tanto in voga oggi, inclusi , non
solo è una visone ideologica, ma anche utopica e come la storia insegna, ogni
visione utopica o ideologica, genera pesanti ricadute nella realtà e nel mondo
reale, dagli esiti spesso nefasti. Basta ricordarsi quanto è accaduto in Belgio
e in Francia con gli attentati terroristici, in quanto gli attentatori, sebbene
naturalizzati, erano di origine straniera, segno evidente che nei casi più
estremi, l’integrazione o l’assimilazione non è avvenuta e cerchiamo di non
dare la colpa allo Stato o alla società che non ha saputo integrali. Spesso
taluni soggetti che non sono minimamente interessati ad integrasi e quindi chi
può escludere che ciò non possa accadere anche in Italia?
Molti potrebbero
addurre che i miei siano pretesti politici, razzistici o altro; mentre la
realtà è più semplice, visto che vivendo da anni all’estero, so quanto sia
difficile integrarsi, assimilarsi e lasciarsi assimilare da una cultura non propria, certo, ci sono
giunto ad un età non più di primo pelo, non vetusta, ma che era quasi “Nel bel mezzo del cammin di nostra vita….”,
quindi è giocoforza che il processo sia stato più lento, ma questa lentezza
ha l’aspetto positivo che non è mai stata in alcun modo forzata, ma introitata
giorno per giorno.
Come molti sapranno
vivo in Bulgaria, l’integrazione è, sperimentata sulla mia pelle, è un processo
lungo, che non si apprende né in un anno e nemmeno in cinque e forse manco in
una vita. Certo, personalmente, con tutte le difficoltà che si possono incontrare
ogni giorno, mi sento abbastanza integrato in quello che in passato per me non
era il mio tessuto sociale e che ora, almeno in parte, lo sento parte di me,
senza però tradire la mia italianità.
Già, senza mai tradire
le proprie origini.
E certo sappiamo tutti
quanto siamo “sboroni”,
soprattutto nei servizi giornalistici di cultura, quando si tratta di italiani
all’estero che portano la cultura italiana, facciamo la ruota come i pavoni, in
netto contrasto con quello che però quotidianamente è la realtà dei fatti.
Il punto è proprio
questo: le proprie origini.
Siamo quello che
siamo,in base alle origini e le stratificazioni culturali del nostro Paese di
provenienza, certo, possiamo ampliare la nostra cultura, possiamo ampliare la
nostra conoscenza della lingua, apprendendo altre lingue, vivendo in culture
diverse da quella materna, non me ne vogliano i cultori del politicamente
corrotto in quanto con il termine cultura materna, non ho incluso gli
omosessuali che affittano l’utero di una donna per avere un figlio, ma a me il
termine cultura materna, con tutto il rispetto per mio padre, piace molto.
E lo stesso vale, che
ci piaccia o no, anche per gli stranieri nati in Italia.
Certo per loro il
processo di dissoluzione della cultura materna potrebbe essere, forse, teoricamente
più breve, ma quel seme istillato dalla nascita, quelle prime parole
pronunciate dai loro genitori nella loro lingua, saranno l’imprinting,
quelle prime nozioni culturali, apprese all’interno di un consesso straniero,
perché, non nascondiamoci dietro una foglia di fico, negando, oppure fingendo
che così non sia, tutti coloro che vivono all’estero, io
compreso, mantengono i contatti con la madrepatria, non solo grazie alla rete,
a internet, agli smatphone, ma a livello informativo e ludico, grazie alle parabole
per la ricezione dei canali satellitari dei Paesi di provenienza, possono
essere, dentro la loro abitazione, come in una specie di “Bolla Extraterritoriale”, ancora in patria.
Io stesso, qui in
Bulgaria, guardo principalmente la tv italiana, ma se lo fa un italiano
all’estero, quello è positivo perché continua a essere informato su quanto
avviene nel suo Paese Natale. Ma poi, la
politica fa la struzza, negando che gli stessi cittadini stranieri, con figli
nati in Italia, non facciano crescere i loro figli, almeno la maggioranza,
nella stessa “Bolla extraterritoriale” in Italia, perché come fa un italiano
all’estero, vogliono mantenere, per quanto possibile, il contatto con le loro
radici.
Infatti i bambini
stranieri nati in Italia, piaccia o no, passano la maggior parte del loro tempo
all’interno di questa “bolla extraterritoriale”, in stretto contatto, linguisticamente
e culturalmente con la terra d’origine dei loro genitori, oppure se sono figli
di famiglie miste, la cosa risulta ancora più stressante, in quanto si sentono
figli di due culture differenti, ma alla fine di nessuna, che lì fa sentire come piante senza radici, confuse e a
volte anche socialmente disadattate. E posso assicurarvi che questi discorsi ne
ho uditi tantissimi nel corso degli anni, grazie ai miei contatti, non solo in
Italia, ma anche in Bulgaria e Germania.
E anche alla luce di
tutto ciò che francamente sono assurde quelle mense scolastiche che offrono
piatti multietnici, così i bambini italiani sanno come si alimentano i bambini
stranieri, preparando i cosiddetti piatti etnici, tramite nuove esperienze
gastronomiche, che faciliterebbero la loro integrazione e/o assimilazione,come
gesto di accoglienza e fraternizzazione, dimenticando che i bambini a casa
loro,all’interno della “Bolla Extraterritoriale” quei piatti li mangiano
quotidianamente, in quanto non è che i genitori appena arrivano in Italia,
immediatamente si mettano a mangiare
all’italiana, ma continuano a consumare i pasti e le cene, secondo i loro usi e
costumi.
Oltretutto, se diciamo
sempre che la cucina italiana è la migliore al mondo, per cosa dobbiamo “imbarbarirci”
più del necessario, facendo mangiare ai bambini indigeni piatti di cucine che
noi stessi, reputiamo inferiori ai nostri, sia a livello di gusto e di
genuinità? E quindi per essere multiculturali, facciamo mangiare male i bambini
indigeni italiani e non educhiamo quelli stranieri alla buona tavola? Siamo in contraddizione
con la nostra stressa propaganda gastronomica, no?
Esattamente come faccio, qui, nella mia “Bolla
Extraterritoriale. Tanto è vero che quando vado a mangiare in casa d’altri,
mangio i piatti bulgari che mi piacciono e declino, gentilmente, quelli che non
sono di mio gradimento. Ma non per questo mi sento vittima di razzismo o di
discriminazione, anzi, come invece la propaganda politica e buonista fa vedere
in Italia, che se non ci si adegua in casa propria alle culture altrui si è dei
razzisti o si vuole emarginare qualcuno.
Attenzione però, con
tutto il discorso precedente non voglio affermare che un minore straniero,
anche se nato in Italia, debba sentirsi isolato o respinto o non accettato
nella cultura dove nasce e cresce, ma tengo a precisare che un conto è il piano
legale, legato al Jus Soli e un altro, più importante del precedente, è il
piano umano e di assimilazione sociale e culturale. È risaputo che la vera
integrazione non passi attraverso un passaporto dato anzitempo, messo nelle
tasche di un dodicenne, ma la vera integrazione o assimilazione, nasce
all’interno dei rapporti sociali, dei rapporti umani,interpersonali, nella capacità di tutti non far sentire l’altro un diverso. E tutto ciò
vale per l’italiano nei confronti dello straniero nato in Italia, così come per
lo straniero appena giunto in Italia e naturalmente viceversa,
indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione professata o altro.
Sorpassare legalmente
questo lento processo di elaborazione per legge non aiuta l’integrazione,
soprattutto dei minori, ma fa a costoro bruciare le tappe, un po’ come vedere i
loro genitori fare sesso, spiandoli attraverso il buco della serratura.
Purtroppo la politica
di sinistra e sfortunatamente questo modo insulso di ragionare, sta appestando
anche alcuni settori del centrodestra, dove con distinguo più o meno sfumati,
cercano, perché a caccia di voti, di far passare questo bruciare le tappe, come
un qualcosa di utile per i minori stranieri nati in Italia, ma la realtà dei
fatti, rispetto alle folli logiche ideologiche della politica, è ben diversa e
dove l’apoteosi dell’ipocrisia di una classe politica da strapazzo, la
raggiunge quando dichiarano di fare lo sciopero della fame, a favore di questo
scellerato disegno di legge.
Invece di fare lo
sciopero della fame a livello simbolico, magari solo al sabato, dovrebbero
essere costretti a cibarsi di pane ammuffito e acqua contaminata di sostanze
chimiche tossico-nocive per qualche mese, mettendosi veramente per un certo
periodo a vivere nel mondo reale, evitando i voli pindarici, perché coloro che
hanno cercato di edificare la Civiltà dell’Utopia, sono miseramente caduti a
terra, inzuppando il terreno di cadaveri, lasciando dietro si se, solo morte,
desolazione e devastazione.
Marco Bazzato
12.10.2017
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martedì 22 novembre 2016
Lettera di Matteo Renzi ai cittadini italiani residenti all’estero
Questa mattina mi è giunta dall’Italia una lettera del “nostro beneamato
premier”, per dirla alla Beppe Grillo, “Killer della democrazia” che mi
elencava le ragioni per il quale, a suo dire, dovrei votare “Sì” al referendum del 4
dicembre 2016.
Ebbene, già quando ho visto il faccione di Mr. Bean mi sono quasi caduti
quei pochi capelli che mi sono rimasti, ma quando l’ho visto fotografato
accanto a quel presidente fallito di Barack
Obama, mi è salita la scimmia su per il collo e ha iniziato a gridare in
modo disarticolato, emettendo striduli suoni indistinti.. Due falliti, uno che
quello bianco, che manco è diventato presidente del consiglio per voto
popolare, ma che è stato messo lì dal capobranco che muove le fila della
politica italiana da più di un ventennio, il Craxi Comunista, Giorgio
Napolitano, che si è svenduto l’anima ai poteri forti, e l’altro, il “meticcio,”
per dirlo alla Keynge, termine sbagliato, questo accade quando si studia per
corrispondenza, perché quello corretto è
mulatto, del futuro ex presidente degli Stati Uniti, che non è riuscito a far
eleggere come suo successore, la compagna di merende, Ilaria Clinton..
Purtroppo il nostro “beneamato” ducetto da quattro soldi è giunto, con
la sua meschina letterina, manco scritta da lui e manco firmata a penna di suo
pugno, in ritardo, visto che il mio voto, per corrispondenza l’ho spedito all’Ambasciata
italiana di Sofia, venerdì scorso e a quest’ora, se le poste bulgare sono veloci,
come sono veloci quando è ora di recapitare le bollette, e vi posso assicurare che sono veloci, la busta dovrebbe essere già giunta nella
rappresentanza diplomatica, dove, chiaramente si “è certi” che non avverrà,
come è avvenuto con le elezioni presidenziali austriache, dove ci sono stati
dei “giochini proibiti”, dei “pastrocchi”, in pratica degli insulti e della
cagate in testa sopra la volontà popolare dei cittadini, compromettendone
vigliaccamente l’esito, tanto è vero che sono state annullate e gli austriaci
torneranno alle urne, si spera senza essere inculati dalle loro ambasciate
sparse per il mondo. Ma in Italia, questo non accadrà vero, visto che gli
italiani all’estero potrebbero, a detta di alcuni, essere l’ago della bilancia.
Non dirò in questo momento come ho votato, questo è un segreto che appartiene
alla mia coscienza, ma come mio diritto, a casa mia ho fotografato il mio voto
e lo renderò pubblico a urne chiuse.
È chiaro che questo referendum sta dividendo il Paese, anzi, da una
parte ci stanno i cittadini, stanchi di una politica infame e dall’altra ci sta
la politica infame, che invece di essere meno infame e mettersi a lavorare per
il bene della Patria e degli italiani, preferisce svendere, ancora di più il
Paese ai poteri forti e questi, come avvoltoi affamati, sono pronti ad
avventarsi sulla carogna per spolpare ciò che resta delle sue misere e
miserevoli carni, con i giornali stranieri, soprattutto quelli finanziari, che
come accadde con la Brexit, o in seguito con le elezioni americane, i sondaggi
davano per certi, cercando di condizionare gli elettori, che il Regno Unito
sarebbe rimasto nell’Unione Europea e che la Clinton avrebbe sodomizzato il Trump,
mentre è stato il Trump ad infilare alla Clinton il suo parrucchino, color dei
capelli di Mastro Ciliegia, come berretto, sul Monte di Venere della perdente Ilaria.
In conclusione, tornando al Referendum, ho trovato vile e vigliacca la
lettera del Premier, un’indebita ingerenza di un capo partito ridotto ai minimi
termini, lacerato da lotte intestine, che lo vorrebbero vedere, simbolicamente,
appeso a testa in giù come un salame a stagionare o ad imputridirsi o ad ammuffirsi,
che si ricorda degli italiani all’estero solo quando è ora provare ad
elemosinare voti, perché la garrotta della sconfitta si stringe come un nodo
gordiano attorno al suo esile collo, costringendolo a mollare la presa del culo
dalla carega, in caso di sconfitta, che a detta di molti, come un temporale
stivo di fine autunno, si sta profilando all’orizzonte.
Marco Bazzato
22.11.2016
mercoledì 9 novembre 2016
Ha vinto Trump!
Devo confessarlo,
quando questa mattina ho acceso il wifi e ho dato un’occhiata alle news su La
Repubblica, stentavo a crederci.
La Clinton aveva perso
e sonoramente. Era stata bastonata dagli elettori americani, esattamente come
si dovrebbe bastonare un cane rabbioso che cerca di aggredire vostra figlia,
con il desiderio prima di azzannarle la gola e poi lasciarla morire
dissanguata.
Ma la cosa migliore non
è stata tanto la sconfitta della Clinton, ma la vittoria, che auspicavo da
mesi, del miliardario americano Donald Trump, il quale come il nostro ex amato
premier, Silvio Berlusconi, ama la gnocca, anche straniera, non si sa se più o
meno del denaro.
Sta di fatto che il
Trump ha sbaragliato la Clinton in questa infernale campagna elettorale, fatta
di menzogne, calci ai coglioni mollati dalla Clinton al suo rivale, e
martellate alle ovaie date dal Trump alla Clinton. È stata, dicono alcuni
osservatori, la campagna elettorale americana più vuota d contenuti della
storia recente. A me personalmente è piaciuta, ho adorato le zuffe, gli
insulti, gli sputi – metaforici – lanciati ad arco contro l’avversario. Ho
amato le contumelie reciproche che i due candidati si scambiavano a distanza, o
anche nei faccia a faccia e alla fine la più mediocre ha perso.
Sì, perché diciamocelo,
la Clinton, se ha sposato il Bill Clinton, deve certo essere una cima,
anzi. E soprattutto gli americani sanno
che costei, quella che avrebbe venduto anche al mercato nero un rene del
nipote, ossia del figlio della figlia, pur di fregiarsi del titolo “Boldriniano”
di Presidentessa degli Stati Uniti e per questo, come si fa con una cagna
randagia, hanno sterilizzato le sue velleità presidenziali, relegandola al
ruolo di zerbino e di legittima consorte di un ex presidente che quando era
nello Studio Ovale, si faceva fare pompini macchia calzoni di sborra da una
stagista.
Ha vinto il migliore? Per
il popolo americano sì. per me, a mio avviso, ha vinto il meno controverso,
quello che politicamente, a differenza della Clinton era ed è al momento,
politicamente più puro, visto che nell’arena politica ci si ficca a capofitto
da questo momento. E gli americani, stanchi di guerre e tutto il resto, l’hanno
capito e quindi l’hanno premiato.
Certo,il Trump a detta
di qualcuno è un razzista, se essere razzisti significa rimandare in patria i
clandestini, come fanno Australia, Nuova Zelanda e Canada che non fanno passare
manco un spillo e quando beccano uno spillo fuoriposto, lo ricacciano al suo
Paese, ebbene sì, è un fautore della legalità, e se essere difensori della
legalità significa essere razzisti, nessun problema, si accetta la menzogna, l’essere
infangati per il bene della legalità.
Anche perché dubito fortemente che il Trump sia stato
votato dalla maggioranza W.A.S.P. statunitense, anzi presumo che molti latinos
regolari abbiano votati per lui, latinos che vivono da anni negli U.S.A.
stanchi dei loro connazionali che, a differenza loro, sono giunti nel Paese in
modo illegale e per questo, giustamente,
vorrebbero che fossero rispediti nella madrepatria.
Lo hanno accusato di
essere un elusore fiscale? Al Capone è stato messo in galera perché non
riuscivano a incastrarlo come mafioso, e quindi l’hanno fottuto con la scusa
dell’evasione fiscale. Trump è non solo a piede libero, ma da adesso è
Presidente degli Stati Uniti, e non è un
evasore solo perché, grazie ai suoi avvocati e ai suoi commercialisti, ha
utilizzato le stesse leggi che
sostengono l’elusione fiscale legale di tutti i gradi gruppi americani e non
sembra che ci siano dei CEO al gabbio per aver rispettato le leggi che sono
state emanate in precedenza a tal proposito dai vari governi degli Stati Uniti,
per far piacere alla cricca dei miliardari, delle corporation, che tramite i lobbisti,
hanno i loro emissari…
Trump è in combutta con
Putin, sgallinava nei comizi la Clinton e i media a lei vicini, sorvolando che
avesse distrutto, grazie al nano francese del precedente presidente, il marito
della Carla Bruni, la Libia di quel brav’uomo
di Gheddafi, compianto in Italia e dagli italiani i quali, grazie al suo
omicidio a sangue freddo, l’Italia è diventata un Paese dove la marina
militare, con il pretesto umanitario, fa da scafista e concorrenza sleale agli
scafisti a cottimo e le cooperative
rosse e il Vaticano, tramite la Caritas, si ingrassano, tanto da scoppiare di
denaro, peggio di sanguisughe ricolme di sangue succhiato.
Trump aiutato dai
servizi russi che hanno hacherato, diceva la moglie dell’ex presidente
statunitense, le sue mail…Ah,sì, la Clinton era finanziata dall’Arabia Saudita,
e dal Qatar, paesi femministi, i quali amano così tanto le loro femmine che le
obbligano a vestirsi di nero come sacchi di immondizia, amano così tanto le loro femmine tanto da
frustarle sulla pubblica piazza, e magari anche ammazzarle di nerbate. Amano
così tanto da negarle il diritto di voto e vietarle di guidare – ma forse
questo è un bene, no, la macchina(?) – Ma la Clinton è una fervente femminista, in
America ma nei due Paesi sopramenzionati,
se ne fotte il cazzo delle condizioni della donna… Arabia Saudita e Qatar
che hanno distrutto la Siria, appestandoci di profughi veri, una minima parte,
falsi la maggioranza – Grazie Ilaria.
La Clinton, con la complicità
dei boiardi dell’Unione Europea, che ha messo al potere in Ucraina i fascisti “democratici”la
sinistra che mette al potere l’estrema destra, solo per andare rompere i
coglioni a Putin, per impossessarsi delle basi navali nel Mar Nero… E quando a
questo sono girati i marroni, l’Unione Europea ha sanzionato la Russia e l’Italia,
come Tafazzi, le ha approvate, danneggiando per più di due miliardi di Euro le
imprese italiane. La mamma degli idioti
partorisce sempre politicanti strategicamente ed economicamente figli
mongoloidi, con tutto il rispetto per i portatori della Sindrome di Down!
Ma il cattivone era
quel pincione, misogino e razzista di Trump.
Evidentemente il popolo
americano ne ha i coglioni sfraciati di guerre non dichiarate e quindi ha
scelto un sano e legittimo protezionismo, un sano e legittimo isolazionismo e
gli altri, se sono così idioti da scannarsi tra di loro che lo facciano.
Anche l’Europa dovrà
svegliarsi. La cosa migliore sarebbe quella di smantellare, almeno in Europa,
la Nato, ricacciando a casa i militari americani e rispedendo al mittente i
missili nucleari e le armi varie di cui il vecchio continente è appestato e che
l’Europa si faccia la propria difesa, anche nucleare, la Francia è già una
potenza. Che ci sia il ritorno nei singoli stati dell’Unione alla ferma di leva
obbligatoria per almeno diciotto mesi, che l’obiezione di coscienza per
schivare il servizio militare sia dichiarata illegale e chi non vuole servire
la patria o le istituzioni militari europee, entro e/o fuori dai patri confini,
coloro che si dichiarano pacifisti o anarchici, siano privati dei diritti
civili per almeno dieci anni, passando nel contempo i diciotto mesi dentro un carcere
militare di massima sicurezza.
Ma la cosa più ridicola
del dopo elezioni è che ora tutti accusano i sondaggisti di aver sbagliato,
toppato nei sondaggi…dando sempre la
neoperdente alle presidenziali in testa, ance se di un pelo di filo di Tampax,
mentre la verità è che i media pompavano la Clinton, dopandola, allo stesso
modo in cui si dopava Lance Amstong. Eppure, forse proprio perché mediaticamente
drogata, e la maggioranza degli americani odiano, come è giusto che sia, i tossici, alla fine è stata votata solo dalle
persone della sua stessa risma
ideologico-narcomane.
Un’altra cosa: il muro
tra Messico è Stati Uniti è stato progettato in piena amministrazione Obama. Il
fatto che il Trump voglia portarlo a termine, realizzandolo, non sarebbe altro
che la realizzazione di un progetto dei democratici e non certo del
repubblicano Trump. Un po’ come il Berlusca quando voleva fare il ponte sullo
stretto di Messina, con tutti i post puzzoni che gli davano contro e adesso che
la stessa bischerata è stata riproposta da Renzi…silenzio di tomba…ma si sa, in
Italia, come in America, quando le cose sporche vengono fatte dalla sinistra,
si dice che anche la merda sa di buono ed è commestibile e digeribile, mentre
se le stesse cose sporche le fa la destra, la merda rimane merda, oppure anche
il cibo migliore, peggio ancora, viene classificato come percolato anale.
E poi che male fa un
muro? Chi vuole entrare legalmente negli
Stati Uniti potrà farlo attraversando i confini in modo legale, come fanno la
maggioranza dei latinos in generale o dei messicani civili, in particolare!
Una cosa solo mi
rammarica nella sconfitta della Clinton: il vedere la cantante madonna – escort
da quattro soldi – fare in tv milioni di
pompe con ingoio, come aveva promesso, agli elettori americani… anche se con
questa dichiarazione, nessuno l’ha fatto notare, costei ha bellamente ignorato,
da brava omofoba, le milioni di lesbiche che sicuramente avranno votato la
Clinton, infatti a costoro non ha promesso di leccargli la patata al sugo!
Marco Bazzato
09.11.2016
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martedì 26 gennaio 2016
Stepchild adoption? No grazie!
Meglio
un Family Day o un “Family” Gay?
Ormai è un attacco
continuo. Ogni santo giorno stanno tempestando l’Italia e la maggioranza degli
italiani con queste “benedette” (?)
unioni civili, come se l’Italia, nuovamente in preda alla recessione che
sta arrivando, con il rischio che quattro grandi banche finiscano nel baratro,
deve distogliere l’attenzione dei cittadini con questa carnevalat dei presunti
diritti civili negati, che il decreto Cirinnà vorrebbe samare.
Ma l’Italia ne ha
veramente bisogno?
Assolutamente no.
Soprattutto in questo
delicato momento storico.
Abbiamo visto l’ennesima
“manifestazione oceanica” sabato 23 gennaio nelle piazze
italiane con questa orda barbarica di rivoluzionari arcobaleno, dove
secondo le stime delle propaganda gay ci stavano in totale nelle le varie
piazze, a loro dire, un milione di persone. La cosa stana è che nessun organo
di stampa ha riportato le stime delle varie questure sparse per il Paese, le
quali solitamente forniscono delle ufficiali, circa le effettive presenze alle
manifestazioni.
Che i media si siano
messi ad angolo retto davanti alle lobby Gay?
Strano, a Padova ci
stavano una cinquantina di gatti spauriti e metà erano fiancheggiatori
eterosessuali. Il che, statisticamente parlando, significa che nemmeno la
maggioranza silenziosa degli omosessuali è interessata a questa farsa dei
cosiddetti diritti civili, in quanto è risaputo, secondo la vulgata popolare,
che gli omosessuali sono molto meno monogami degli eterosessuali, i quali manco loro a volte sono campioni di fedeltà
coniugali.
È chiaro che giunto
allo stato attuale di rottura generalizzata qualche contentino, qualche caramellina,
anche amara, a questi va data. Ma ciò
non significa certo calare le braghe ed equiparare il matrimonio etero con la
firma di un pezzo di carta davanti ad un pubblico ufficiale di due persone
dello stesso sesso. D’altronde due sentenze della Consulta
hanno ficcato in profondità dei paletti giuridici e costituzionali ben
definiti.
La cosa assurda è che
dalla contestazione studentesca del ’68 fino a metà degli anni ’80 del
millennio passato, il matrimonio, soprattutto
per la sinistra italiana, era una volgare e becera istituzione borghese da abbattere,
rimangiandosi le loro stesse parole degli anni ’40 e ’50, quando il Partito Comunista
Italiano nei suoi slogan proclamava: “Per
la difesa della famiglia, vota Partito Comunista Italiano.” E poi, hanno
cambiato idea e dalla fine degli anni sessanta in poi hanno iniziato l’opera di
demolizione del matrimonio e adesso hanno fatto l’ennesimo salto della quaglia,
l’ennesima piroetta, per quattro volte a novanta gradi, fino a saltare dalla
parte opposta e a volere il “patrimonio” chiama molo con nome diverso, per le
persone dello stesso sesso.
Il pomo della discordia
è diventato l’adozione del figliastro, che in Italia per non usare quel temine –
dispregiativo –, che equivarrebbe a dover dare “all’amico carnale di letto” del
padre biologico, del patrigno, si preferisce usare il termine inglese “stepchild adoption”
– sappiamo tutti che vita face Cenerentola quando suo padre morì e rimase con la
matrigna e le due sorellastre, ed era eterosessuale – che non è altro che un cavallo di Troia per
legalizzare i figli di una sega “acquistati”
all’estero, avuti grazie alla maternità surrogata,
detta anche gestazione d’appoggio, sebbene preferisco il termine politicamente
scorretto, prostituta d’utero, o gestazione della mignotta.
Perché a detta delle
associazioni omosessuali i figli per costoro sarebbero un diritto. Starno, ma
la natura, nella sua infinita sapienza, se non ha dato alle sane “coppie”
omosessuali la possibilità biologica di riprodursi tramite coito, come avviene
nelle sane coppie eterosessuali. Quindi un motivo ci sarà, o no?. La natura non
può sbagliare in questo modo in scala planetaria con più del 99,99% dellespecie
animali, homo sapiens sapiens, compreso, no?
Eppure con pretesti
banalotti e statisticamente irrilevanti,
come ad esempio la morte del padre biologico, si vorrebbe affidare il minore “amico
carnale di letto” del padre, al patrigno
- e qui la storia di Cenerentola torna ancora in ballo – perché è
risaputo che un conto è una coppia eterosessuale adotti un minore, entrambi non
avendo legami di sangue potrebbero dare lo stesso amore e forse di più,
rispetto a dei genitori biologici,
sopratutto se questi erano dei figli di puttana che magari lo menavano,
si facevano le pere innanzi al piccolo, oppure il maschio picchiava la femmina
o costei si faceva sbattere anche dai pali della luce. Un altro conto è che il padre biologico abbia
un legame di sangue, mentre il patrigno, sapendo di non essere il padre
biologico, ma solo “l’amico carnale di letto” del padre, alla fine in fondo in
fondo, non nutra dei sentimenti di odio e/o di avversione verso colui che non è
il frutto dei suoi lombi.
Oltretutto ci stanno
una camionata di ricerche, che naturalmente le associazioni LGBT non diranno
mai, che asseriscono che – ops, strano – un minore
debba crescere in un ambiente dove ci siano due figure opposte di riferimento,
quella maschile e quella femminile e che l’ambiente omo, sia esso maschile o
femminile , non è la migliore soluzione per costui.
Ma al centrosinistra, ai
suoi fiancheggiatori e a macchia di leopardo anche il centrodestra, non
interessa una beta minchia dei diritti dei minori. No, tutti sono ammanicati e
silenziosi, con l’industria e la produzione dei figli di una sega, fatti con le
prostitute d’utero, con la relativa esportazione di capitali all’estero. Si perché
la prostituzione d’utero a scopi riproduttivi è vietata in Italia,e condannata
dal Parlamento
Europeo, quindi, solo chi può, gli omosessuali sani benestanti e le coppie
eterosessuali, dove la donna ha problemi di sterilità, vanno all’estero ad “acquistarsi”
il neonato. Dove il pacchetto tutto compreso può arrivare a costare fino a 135
mila euro, viaggi e costi extra esclusi. Starno che la Guardia di Finanza ed
Equitalia non abbia mai indagato su
questi “acquirenti”, per capire se avevano i necessari introiti finanziari , che
poi hanno esportato all’estero!
Secondo molti a questi gaglioffi, che se ne fottono
dell’orientamento sessuale, andrebbe in primis tolto il neonato, il minore e
andrebbero multati per una somma venti volte superiore rispetto alla somma
spesa per “l’acquisto”. Naturalmente il minore dovrebbe essere reso
immediatamente disponibile per l’adozione.
Perché come dicevano i latini, anche in questi casi è meglio: “Unum castigabis, centum emendabis”, che
tradotto letteralmente significa: “Ne
castigherai uno, ne correggerai cento”
Non va dimenticato
anche un’altra cosa fondamentale, ossia che la prostituta d’utero cede, a
seguito di regolare contratto prestazionale, il neonato, subito dopo il parto “all’acquirente”,
senza nemmeno far passare i sessanta
giorni che i medici veterinari prescrivono
per lo svezzamento dei cuccioli di cane. Ossia, per i difensori dei diritti dei
minori, il diritto di un neonato ad essere svezzato dalla madre vale, meno del
diritto di un cucciolo di essere svezzato dalla cagna che l’ha partorito. A questo punto mi chiedo: chi è la vera cagna, visto che gli acquirenti fanno venire al
mondo un minore volutamente “orfano” della madre biologica?
Tra le altre cose
finalmente sembra che anche le femministe
nostrane, in ordine sparso, stiano debolmente alzando la voce contro la
pratica della gestazione della mignotta, pardon dell’utero in affitto, però la
Cirinnà e i parlamentari che la sostengono, fanno le orecchie da mercanti, perché,
da vili, hanno paura che alzare la voce su questa delicata tematica li faccia
passare per omofobi e per nemici degli omosessuali. Quindi preferiscono,
metaforicamente parlando, prendere a calci nelle ovaie le donne straniere, dove
questa pratica è legale, pur di non perdere i voti dei gay italiani e dei loro
fiancheggiatori.
Questo avviene nella
vita reale, mentre invece cosa vediamo anche nei film e telefilm, anche
italiane? Le famiglie etero, sempre piene di problemi, colme di conflitti
generazionali, liti tra padri e figli, rivalità, rabbie, rivalse, mentre le
cosiddette “famiglie omogenitoriali” – capezzoli, mai uno screzio, sempre
armonia perfetta tra il padre biologico, il figlio e tra il figlio e “l’amico
carnale di letto” del padre, insomma, la “famiglia” del Mulino Bianco,in salsa
gay, rischia di far crepare tutti di ipoglicemia, causa eccesso di zucchero e/o
aspartame.
Nessuno si è mai
chiesto il perché dell’assenza di
conflitti tra genitore, figlio biologico
e “amico carnale di letto” del padre? Perché altrimenti la “normalità” della
cosiddetta “famiglia” gay potrebbe essere interpretata come pregiudizievole da
parte dei telespettatori, o perché il figlio biologico rispondesse indietro al padre o “all’amico carnale di
letto” del padre, o avessero degli alterchi verbali molto accesi, con tanto di
liti e scontri, e questo potrebbe
mettere in cattiva luce queste “famiglie stereotipate e perfettine..
Oppure come è accaduto
nella fiction “Alla ricerca della felicità” dove, la povera figlia lesbica, con
il posto fisso alle Poste, passava il tempo a chiacchierare con le colleghe, il
padre e con” l’amica carnale di letto”, che faceva la guardia giurata nello
stesso ufficio postale – quando si dice culo cinematografico – con la madre
indisponente, perché la figlia stramba si era fatta ingravidare all’estero, da
un segaiolo sconosciuto, che davanti ad un giornaletto e un filmetto porno,
mentre pensava ai cazzi suoi, gli sputava in una fialetta qualche miliardo di “bambini
liquidi” che poi sarebbero stati sparati nell’utero a costei.... Alla faccia
dell’amore e de sentimenti!
Anche questo “orfano”
di padre, perché per i gay, a loro dire, i figli sono un diritto! E qualsiasi
mezzo è lecito ed etico pur di poter soddisfare il loro desiderio contronatura!
Ecco, alla fine di chi
l’Italia e mezza Europa è in “ostaggio”. È presa in ostaggio dalla lobby gay,
che come una piovra ormai, dalle alte sfere dell’Unione Europea, ha allargato
tutti i suoi tentacoli, peggio del Professor Moriarty –
acerrimo nemico di Sherlock Holmes, il
quale sè chiaro che si faceva ingroppare o veniva ingroppato dal Dottor Watson , come lo
si evince leggendo con attenzione Il ritorno
di Sherlock Holmes del 1905,dove a pagina 13 del racconto “La casa vuota”, - Alberto Peruzzo Editore, 1988 – l’autore
scrive: Non so come Holmes aveva capito del triste lutto che mi aveva colpito,
e mi mostrò la sua affettuosa comprensione più con i modi che non con
le parole” – all’inizio del regno di
Edoardo III, il male anche nei racconti veniva combattuto e la letteratura e la
cultura britannica avevano la pudicizia di tenere determinate cose dentro la
sfera privata.
Marco Bazzato
26.01.2016
http://marco-bazzato.blogspot.com/
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