Visualizzazione post con etichetta diritti civili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritti civili. Mostra tutti i post

martedì 26 gennaio 2016

Stepchild adoption? No grazie!

Meglio un Family Day o un “Family” Gay?


Ormai è un attacco continuo. Ogni santo giorno stanno tempestando l’Italia e la maggioranza degli italiani con queste “benedette” (?)  unioni civili, come se l’Italia, nuovamente in preda alla recessione che sta arrivando, con il rischio che quattro grandi banche finiscano nel baratro, deve distogliere l’attenzione dei cittadini con questa carnevalat dei presunti diritti civili negati, che il decreto Cirinnà vorrebbe samare.

Ma l’Italia ne ha veramente bisogno?

Assolutamente no.
Soprattutto in questo delicato momento storico.

Abbiamo visto l’ennesima “manifestazione oceanica” sabato 23 gennaio nelle piazze italiane con questa orda barbarica di rivoluzionari arcobaleno, dove secondo le stime delle propaganda gay ci stavano in totale nelle le varie piazze, a loro dire, un milione di persone. La cosa stana è che nessun organo di stampa ha riportato le stime delle varie questure sparse per il Paese, le quali solitamente forniscono delle ufficiali, circa le effettive presenze alle manifestazioni.  

Che i media si siano messi ad angolo retto davanti alle lobby Gay?

Strano, a Padova ci stavano una cinquantina di gatti spauriti e metà erano fiancheggiatori eterosessuali. Il che, statisticamente parlando, significa che nemmeno la maggioranza silenziosa degli omosessuali è interessata a questa farsa dei cosiddetti diritti civili, in quanto è risaputo, secondo la vulgata popolare, che gli omosessuali sono molto meno monogami degli eterosessuali, i quali  manco loro a volte sono campioni di fedeltà coniugali.

È chiaro che giunto allo stato attuale di rottura generalizzata qualche contentino, qualche caramellina, anche amara,  a questi va data. Ma ciò non significa certo calare le braghe ed equiparare il matrimonio etero con la firma di un pezzo di carta davanti ad un pubblico ufficiale di due persone dello stesso sesso. D’altronde due sentenze della Consulta hanno ficcato in profondità dei paletti giuridici e costituzionali ben definiti.

La cosa assurda è che dalla contestazione studentesca del ’68 fino a metà degli anni ’80 del millennio passato,  il matrimonio, soprattutto per la sinistra italiana, era una volgare e becera istituzione borghese da abbattere, rimangiandosi le loro stesse parole degli anni ’40 e ’50, quando il Partito Comunista Italiano nei suoi slogan proclamava: “Per la difesa della famiglia, vota Partito Comunista Italiano.” E poi, hanno cambiato idea e dalla fine degli anni sessanta in poi hanno iniziato l’opera di demolizione del matrimonio e adesso hanno fatto l’ennesimo salto della quaglia, l’ennesima piroetta, per quattro volte a novanta gradi, fino a saltare dalla parte opposta e a volere il “patrimonio” chiama molo con nome diverso, per le persone dello stesso sesso.

Il pomo della discordia è diventato l’adozione del figliastro, che in Italia per non usare quel temine – dispregiativo –, che equivarrebbe a dover dare “all’amico carnale di letto” del padre biologico, del patrigno, si preferisce usare il termine inglese “stepchild adoption” –  sappiamo tutti  che vita face  Cenerentola  quando suo padre morì e rimase  con  la matrigna e le due sorellastre, ed era eterosessuale –  che non è altro che un cavallo di Troia per legalizzare i figli  di una sega “acquistati” all’estero, avuti grazie  alla maternità surrogata, detta anche gestazione d’appoggio, sebbene preferisco il termine politicamente scorretto, prostituta d’utero, o gestazione della mignotta.

Perché a detta delle associazioni omosessuali i figli per costoro sarebbero un diritto. Starno, ma la natura, nella sua infinita sapienza, se non ha dato alle sane “coppie” omosessuali la possibilità biologica di riprodursi tramite coito, come avviene nelle sane coppie eterosessuali. Quindi un motivo ci sarà, o no?. La natura non può sbagliare in questo modo in scala planetaria con  più del 99,99%   dellespecie animali, homo sapiens sapiens, compreso, no?

Eppure con pretesti banalotti  e statisticamente irrilevanti, come ad esempio la morte del padre biologico, si vorrebbe affidare il minore “amico carnale di letto” del padre, al patrigno  - e qui la storia di Cenerentola torna ancora in ballo – perché è risaputo che un conto è una coppia eterosessuale adotti un minore, entrambi non avendo legami di sangue potrebbero dare lo stesso amore e forse di più, rispetto a dei genitori biologici,  sopratutto se questi erano dei figli di puttana che magari lo menavano, si facevano le pere innanzi al piccolo, oppure il maschio picchiava la femmina o costei si faceva sbattere anche dai pali della luce.  Un altro conto è che il padre biologico abbia un legame di sangue, mentre il patrigno, sapendo di non essere il padre biologico, ma solo “l’amico carnale di letto” del padre, alla fine in fondo in fondo, non nutra dei sentimenti di odio e/o di avversione verso colui che non è il frutto dei suoi lombi.  

Oltretutto ci stanno una camionata di ricerche, che naturalmente le associazioni LGBT non diranno mai, che asseriscono che – ops, strano – un minore debba crescere in un ambiente dove ci siano due figure opposte di riferimento, quella maschile e quella femminile e che l’ambiente omo, sia esso maschile o femminile , non è la migliore soluzione per costui.

Ma al centrosinistra, ai suoi fiancheggiatori e a macchia di leopardo anche il centrodestra, non interessa una beta minchia dei diritti dei minori. No, tutti sono ammanicati e silenziosi, con l’industria e la produzione dei figli di una sega, fatti con le prostitute d’utero, con la relativa esportazione di capitali all’estero. Si perché la prostituzione d’utero a scopi riproduttivi è vietata in Italia,e condannata dal Parlamento Europeo, quindi, solo chi può, gli omosessuali sani benestanti e le coppie eterosessuali, dove la donna ha problemi di sterilità, vanno all’estero ad “acquistarsi” il neonato. Dove il pacchetto tutto compreso può arrivare a costare fino a 135 mila euro, viaggi e costi extra esclusi. Starno che la Guardia di Finanza ed Equitalia  non abbia mai indagato su questi “acquirenti”, per capire se avevano i necessari introiti finanziari , che poi hanno esportato all’estero!


Secondo molti a questi gaglioffi, che se ne fottono dell’orientamento sessuale, andrebbe in primis tolto il neonato, il minore e andrebbero multati per una somma venti volte superiore rispetto alla somma spesa per “l’acquisto”. Naturalmente il minore dovrebbe essere reso immediatamente disponibile per l’adozione.  Perché come dicevano i latini, anche in questi casi è meglio: “Unum castigabis, centum emendabis”, che tradotto letteralmente significa: “Ne castigherai uno, ne correggerai cento”


Non va dimenticato anche un’altra cosa fondamentale, ossia che la prostituta d’utero cede, a seguito di regolare contratto prestazionale, il neonato, subito dopo il parto “all’acquirente”, senza nemmeno far passare i sessanta  giorni che i medici veterinari prescrivono per lo svezzamento dei cuccioli di cane. Ossia, per i difensori dei diritti dei minori, il diritto di un neonato ad essere svezzato dalla madre vale, meno del diritto di un cucciolo di essere svezzato dalla cagna che l’ha partorito.  A questo punto mi chiedo: chi è la vera cagna,  visto che gli acquirenti fanno venire al mondo un minore volutamente “orfano” della madre biologica?

Tra le altre cose finalmente sembra che anche le femministe nostrane, in ordine sparso, stiano debolmente alzando la voce contro la pratica della gestazione della mignotta, pardon dell’utero in affitto, però la Cirinnà e i parlamentari che la sostengono, fanno le orecchie da mercanti, perché, da vili, hanno paura che alzare la voce su questa delicata tematica li faccia passare per omofobi e per nemici degli omosessuali. Quindi preferiscono, metaforicamente parlando, prendere a calci nelle ovaie le donne straniere, dove questa pratica è legale, pur di non perdere i voti dei gay italiani e dei loro fiancheggiatori.


Questo avviene nella vita reale, mentre invece cosa vediamo anche nei film e telefilm, anche italiane? Le famiglie etero, sempre piene di problemi, colme di conflitti generazionali, liti tra padri e figli, rivalità, rabbie, rivalse, mentre le cosiddette “famiglie omogenitoriali” – capezzoli, mai uno screzio, sempre armonia perfetta tra il padre biologico, il figlio e tra il figlio e “l’amico carnale di letto” del padre, insomma, la “famiglia” del Mulino Bianco,in salsa gay, rischia di far crepare tutti di ipoglicemia, causa eccesso di zucchero e/o aspartame.

Nessuno si è mai chiesto  il perché dell’assenza di conflitti tra  genitore, figlio biologico e “amico carnale di letto” del padre? Perché altrimenti la “normalità” della cosiddetta “famiglia” gay potrebbe essere interpretata come pregiudizievole da parte dei telespettatori,  o  perché il figlio biologico rispondesse  indietro al padre o “all’amico carnale di letto” del padre, o avessero degli alterchi verbali molto accesi, con tanto di liti e scontri, e questo potrebbe  mettere in cattiva luce queste “famiglie stereotipate e perfettine..

Oppure come è accaduto nella fiction “Alla ricerca della felicità” dove, la povera figlia lesbica, con il posto fisso alle Poste, passava il tempo a chiacchierare con le colleghe, il padre e con” l’amica carnale di letto”, che faceva la guardia giurata nello stesso ufficio postale – quando si dice culo cinematografico – con la madre indisponente, perché la figlia stramba si era fatta ingravidare all’estero, da un segaiolo sconosciuto, che davanti ad un giornaletto e un filmetto porno, mentre pensava ai cazzi suoi, gli sputava in una fialetta qualche miliardo di “bambini liquidi” che poi sarebbero stati sparati nell’utero a costei.... Alla faccia dell’amore e de sentimenti!

Anche questo “orfano” di padre, perché per i gay, a loro dire, i figli sono un diritto! E qualsiasi mezzo è lecito ed etico pur di poter soddisfare il loro desiderio contronatura!

Ecco, alla fine di chi l’Italia e mezza Europa è in “ostaggio”. È presa in ostaggio dalla lobby gay, che come una piovra ormai, dalle alte sfere dell’Unione Europea, ha allargato tutti i suoi tentacoli, peggio del Professor Moriarty –   acerrimo nemico di Sherlock Holmes, il quale sè chiaro che si faceva ingroppare o veniva ingroppato dal Dottor Watson , come lo si evince leggendo con attenzione  Il ritorno di Sherlock Holmes del 1905,dove a pagina 13 del racconto “La casa vuota”,  - Alberto Peruzzo Editore, 1988 – l’autore scrive:  Non so come Holmes aveva capito del triste lutto che mi aveva colpito, e mi mostrò la sua affettuosa comprensione più con i modi che non con le parole”  –  all’inizio del regno di Edoardo III, il male anche nei racconti veniva combattuto e la letteratura e la cultura britannica avevano la pudicizia di tenere determinate cose dentro la sfera privata. 

Marco Bazzato

26.01.2016


http://marco-bazzato.blogspot.com/

giovedì 9 ottobre 2014

Aborto d’amore – romanzo e-book





Gentili lettori,
È con immensa gioia che Vi comunico l’uscita del romanzo “Aborto d’amore”, avente come sottotitolo “lacrime eugenetiche”.

Questo romanzo ha avuto una gestazione lunghissima. Sebbene la scrittura sia iniziata nel 2006, la stesura definitiva è dell’anno scorso, il 2013. Ho scelto la versione e-book,  pubblicando con la piattaforma di lulu.com perché alla fine ho creduto che il romanzo meritasse di uscire, anche in virtù del particolare momento storico che stiamo vivendo, almeno osservando l’Italia da una posizione privilegiata, dove il Paese e la politica italiana, in gran parte, a torto o a ragione, si è schierata a favore o contro la proposta di legge contro l’omofobia, con in prima linea, per il mantenimento dell’attuale legalità e status quo, le Sentinelle in piedi, come se questi presunti problemi, nonostante il rischio Ebola, immigrazione incontrollata e una crisi economica che scaraventato lo stivale in una depressione economica, in quanto l’attuale quadro politico va avanti spedito a proclami e slogan di facciata, non avesse altro a cui pensare.
“Aborto d’amore” è un romanzo che potrebbe accendere molti animi, ma sta a voi, miei fedeli lettori, dare fuoco alla polveri. Sì, perché l’opera letteraria tratta un tema apparentemente digerito dall’opinione pubblica italiana: l’aborto. Ma quando questo si mescola, all’interno di un romanzo, con l’indagine prenatale e il presunto gene dell’omosessualità, a lungo dibattuto tra gli scienziati e di cui non è ancora stata confermata la scoperta ufficiale, in prestigiose pubblicazioni scientifiche, ecco che la fantasia romanzata può offrire diversi scenari ipotetici.

Naturalmente non è compito del romanziere dare giudizi scientifici, etici, morali, legali, all’interno di un opera di fantasia. Il compito del romanziere, a mio avviso è di creare realtà parallele, mondi o futuri alternativi, ove poi, al termine, il lettore potrà, se vorrà, scegliere con chi schierarsi.

“Aborto d’amore” è ambientato in un paese mai citato della profonda provincia veneziana, che si trova, come se ci fosse un inesistente Muro di Berlino, diviso dalla linea continua di una strada provinciale, dalla provincia di Padova.  Narra delle vicende della famiglia Rampin e l’abisso emotivo nel quale è sprofonda a seguito di un esame genetico prenatale, illegale, che ha diagnosticato la presenza nel feto del gene dell’omosessualità. Le certezze di Arianna e Francesco collassano, avvolgendo tutti i protagonisti, principali e secondari, in un turbinio senza fine di situazioni personali e sociali che sconvolgeranno le loro vite e le presunte certezze che credevano acquisite, salde e costruite sopra la roccia, dove alla fine nessun personaggio è come appare e nessuna sicurezza e così certa da essere incrollabile e assoluta.

L’e-book può essere acquistato cliccando direttamente su questo link. La registrazione non è obbligatoria, si può pagare con Visa, Mastercard, American Express e PayPal.

Marco Bazzato
09.10.2014



martedì 17 dicembre 2013

Babbo Natale merita la morte?


Ormai è chiaro, Babbo Natale merita di morire!

 Non se ne può più.

È praticamente da quasi più di un mese che le palle del mondo girano a spron battuto, i coglioni fumano, i testicoli maledicono il Cielo e la Terra, a causa di questo avinazzato rubicondo  appesta giornali, televisioni, siti internet, facebook e chi più ne ha più ne metta, massacrando stuprando, violentando, sodomizzando, comettendo atti commerciali contro natura nei confronti di donne, vecchi, bambini, nonni, zii e parentando vario, incitando, in un periodo di depressione economica, al consumismo esasperato, alla rapina indiretta dei figli nei confronti dei genitori, all’istigazione alla violenza economica, per far finta di far felice dei mocciosi rompicolgioni.

E questo barbuto vigliacco alla Fidel cCastro, ma capellone peggio di uno schifosissimo hippy drogato  con barba che arriva al mento, cosa combina in Lapponia?

 L’ho visto proprio con i miei occhi in un film di Walt Disney: usa dei minorati fisici, chiamati gnomi – per salvarsi legalmente il culo dall’ ispettorato del lavoro e dai braccialetti ai polsi –  dalle fattezze eternamente bambinesche, anche se pluricentenari, a lavorare gratis per costruire giocattoli, sfruttando il lavoro minorile peggio di come oggi fanno i cinesi o di come facevano gli italiani, anche prma degli anni ’50 del millennio passato,visto che basta riandarsi a vedere il film “I Il Vigile” con  Alberto Sordi, dove Otello Celletti , vetusto sfaticato lecchino debosciato, un pò come Babbo maiale, pardon, Babbo Natale, si divertiva a scorrazare in moto, mentre il figlio poco meno che undicenne faceva il meccanico di auto e di moto.

Babbo Natale va considerato alla stregua di un criminale economico. Alla stegua di un affamatore di famiglie. Va visto come un vegliardo capitalista sfruttatore, non  solo di minori dalle orecchie a punta, ma anche delle famiglie, le quali, se hanno progenie legittima o bastarda, sono costrette a svenarsi per farli contenti, visto che i frugoli altrimenti, iniziando a rompere già dai primi di novembre, la notte di Natale, per liberarsi la mente e i timpani, andrebbero sacrificati, come si fa con l’agnello pasquale della pasqua ebraica, oppure utilizzando la macellazione rituale islamica, che praticamente è quasi la stessa cosa, sgozzandoli e aspergendo il  sangue sulla porta di ingresso, per indicare  a quel barbuto di non fermarsi e di passare oltre, in quanto quella casa non si fanno regali alle pulci indemoniate, perchè sgozzate, visto che da dietro la porta continua a girare all’infinito  il ritornello della canzone  “Soli” di Adriano Celentano,  “.. È inutile bussare, tanto qui non aprirà nessuno”, in quanto dopo aver sgozzato il figlio o i figli, il marito ha ammazzato la moglie, uccidendosi a sua volta, con un colpo di pistola in bocca!

Non possiamo negare che Babbo Natale non sta sui coglioni a tutti. A poco serve rammentarci che anche noi, oggi adulti o vegliardi, siamo stati a nostra volta dei piccoli bastardi rompicoglioni e quinidi dobbiamo essere tolleranti nei confronti delle giovani generazioni implumi o impuberi che dir si voglia.

Balle! Bubbole! Castroneri cosmiche! Minchiate selenite per non avere il coraggio di imparare dai nostri errori, trasformando oggi dei piccoli mostri affamti di regali sotto l’albero in futuri famelici bestemmiatori contro questo panzone sciagurato, che praticamente di regali, e i bambini lo debbono sapere, non ne porta manco uno!

Ormai Babbo Natale è una cancrena planetaria, tanto che perfino i cinesi, convertiti al capitalismo comunista, hanno iniziato ad evocarlo,  ad osannarlo, ad adorarlo, tanto per rovinare  bene o male quasi un altro mezzo miliardo di bambini, come se non fossero già abbastanza  sfracella marroni per conto loro.

Il problema è che è impossibile ribellarsi a questo demone assatanato di denaro. In questo nefasto periodo lo si trova in ogni loco o loculo: nella carta igenica mentre ci si pulisce il culo, nei tampax, dove quando le donne se lo infilano, beh, sappiamo dove, questo vecchio perverito fissa con occhi sgranati la foresta pluviale della vulva o il monte di venere pelato, fingendo di arrossire per la vergogna, anche se poi una volta tornato a casa si chiude in bagno e va via di manovella come un assatanto di sesso..

 Lo si trova in Tv, aprendo qualsiasi giornale, sito internet. Ad ogni angolo si trada ci sta un Babbo Natale con che, invece di farsi i cazzi suoi, inizia a scampamellare come una vacca al pascolo, facendo auguri natalizi non voluti, visto che questi non può sapere, perchè manco lo riguarda, se ti è appena morto il gatto, se si è stati licenziati o se la moglie  vi ha appena beccati  a letto con un altro uomo, nudi come vermi, mentre commettevate atti di sodomia, considerati da costei – domofoba e integralista religiosa – contronatura!


Babbo Natale è e rimarrà nei secoli seculorum l’emblema del male assoluto. L’emblema dell’uomo nero  di rosso vestito. Un essere  generato e non creato dalla mente malata di qualche laido genio del marketing deviato, forse ex bevitore incallito e indefesso di Coca Cola, ormai verde di bile e rabbia, perchè la sua creatura si è ribellata al creatore, inizando ai vivere, seppur per non più di tre mesi all’anno, di vita propria.

Babbo Natale andrebbe abolito per legge o  reso incapace di nuocere al suo prossimo, ossia a tutti noi, perchè anche lasciarlo libero per meno di novanta giorni all’annno, equivale a creare danni psicici ed economici permamenti nelle vuote tasche di coloro ch eper forza sono costretti ad assecondare, causa pigmei o scimmie bonobo, chiamati in modo proprio: discendenza ancora minorenne!

Cittadini di tutto il mondo unitevi in questa battaglia di libertà. Unitevi e scrivete al Norad, affincheè almeno quest’anno, invece di seguire il suo viaggio con i radar, facciano una cosa per il bene dell’umanità: lo abbattano, facendo alzare i caccia, pundandogli contri i puntatori laser dei missili terra-aria, distruggendolo. Non importa quanti potranno essere i danni collaterali o le vittime. Non importa quanti periranno in questo attacco di libertà dei cieli, anche perchè è sicuro, che certo Babbo Natale volerà illegalmente, in quanto non avrà sicuramente presentato il piano di volo e che quindi, come ogni ogetto volante non identificato, merita di essere abbattuto e distrutto e sopratutto ucciso una volta per tutte!

Marco Bazzato
17.12.2013

mercoledì 31 luglio 2013

Guida pratica per schiattare dal caldo e dall’afa in ferie e non!

Si dice che la madre degli idioti metta al mondo figli dementi, però, in questa calda estate si sa che non sono mai abbastanza e questa piccola guida, da non mettere in pratica, mai, è utile nella malcapitata idea che poi si gridi alla scampata tragedia, alla tragedia anncuiata o alla tragedia consumata.

In citta:

Cosa fare quando la temperatura supera i 37º e dall’afa che fa sudare i maschi come maiali e le femmine come  scrofe,  messe a rosolare sul fuoco  alle tre del pomeriggio,  nelle città, sfortunatamente svuotate dal traffico e dallo smog?
Intanto niente abiti di contone  o leggeri, meglio l’acrilico, il sintetico, se femmine gli stivaloni da baldrarcca, rigorosamente in plastica o  per le più abbienti in pelle di orso siberiano – che per fare incazzare glianimalisti deve essere rigorosamente una specie protetta e ammazzato di frodo – , con calze di mylon o calzettoni di lana.

 Le crape di maschi e femmine non va coperta nè con cappellini e nè con bandane o altro, rischiano di diminure la temperatura, quinidi il cervello non si frigge.

Lavarsi come nel medioevo, ossia durante le feste comandate o al massimo  una volta la settimana. Non usare i tanto reclamizzati prodotti antisudore o le creme contro gli eventuali pruriti vaginali, causati da zecche o funghi internni o esterni della bernarda.

 Parafrasando l’Ignazio la Russa di Fiorello: “”L’essere umano deve puzza, al massimo mettere del formaggio grana sulla pelle!” Questo fa godere gli  ambientalsiti radicali come  se fossero dei fortunati affetti dalla “Permanent Sexual Arousal Syndrome” (PSAS, se mediamente fortunati, da orgasmi multipli, se semplcemente fortunati da orgasmo a cadenza annuale o se sfigati, completamente frigidi.



Sono consigliate le bibite gassate, molto giacchiate, meglio ancora gli alcolici: birra, vino, whisky, grappa, ideali  congestioni o infarti, se no si è più di primo pelo.assolutamente sconsigliato in questi casi la modica quantità, l’etilometro deve schizzare alle stelle anche ad un metro di distanza.

 Niente bevande dissetanti o gelati. I beveroni a base di frutta sono out, tabù, pornografia liquida da vietare a tut le età. Anche se alcune tendendze dell’antisalutismo radicale consigliano di non assumere alcun tipo di liquidi, anche per giorni e giorni,  quando le temperature sono canicolmente africane o più specificatamente congolesi!

.  Al posto della verdura. un ottuplo Woohper del Burger King, ossia con otto hanburger,  dal peso di 113,5gr, pari ad un totale di 567,5gr,  e tre porzioni giganti di patate fritte, oppure costate di maiale, ossetti con polenta e funghi, salse varie, stile chili o tabasco, purchè piccanti, meglio ancora se si ingurgitano anche una decina di peperoncino Habanero, i quali vanno, come  piccantezza,  dai 200.000 ai 350.000 della scala di Sconville. Chiaramente le porzionioni, non importa se di pasta o di carne devono essere abbondati. Per la pasta mai meno di 180 grammi, mentre per la carne, meglio se di maiale e grigliata, che va abbondantemente espeziata e salata, le singole porzioni, mao inferiori ai 900gr – il vostro colesterolo e la pressione vi ringrazieranno di cuore!

Per smaltire il pasto si consiglia una corsa sotto ilsole rovente, mezzora dopo il pranzo, quando è iniziata la digestione, senza rinunciare ad almeno tre sigarette, da fumarsi al trotto, meglio se queste hanno  un alto contenuto di nicotina e catrame,possibilmente al mentolo e senza filtro. È chiaro che sono  sconsigliati i parchi pubblici, le zone verdi. L’ideale sarebbe correre dietro ai camion, meglio se vetusti, visto che il particolato è più elevato. In mancanza di ciò va bene fare footing – che non signfica fottere in corsa, chiavare o fare una sveltina, anche da soli –  dietro ad auto vetuste, peccato che ne esistano poche senza catalittica e che sia sparita dalla circolazione la benzina super al piombo!

Al mare:
La spiaggia è un altro capitolo delicato.

Chiaramente a livello alimentare valgono le stesse regole  della città, ma non va dimenticato che il sole va preso nelle ore più calde della giornata e che non vanno utilizzate in alcun modo le creme antiabbronzati o protettive. Anzi, sarebe meglio se si sta delle ore sotto il sole di bagnare la pelle con acqua di mare, favorisce le scottature, le bolle e le ustioni sulla pelle. Se si prende il lettino, per non finire a righe al termine della giornata, non usare il parasole per la zucca, il biaco latte, stile rigor mortis,  della crapa e il rosso fuoco del resto del corpo non fanno pandance, meglio una tinta unita omogenea.

Lo stesso vale per i bambini – se siete genitori sciagurati!.

Il bagno in mare, rigosamente a digestione iniziata,ossia dopo mezzora dal termine del pranzo. Per assicurarsi una buona congestione, è bene accertarsi di essere satolli come otri e che lo stomaco non possa ingurgitare manco un  bicchiere di birra gelata o di whisky on the rocks. È comunque “consigliato” fumarsi anche in questi casi almeno tre sigarette senza filtro, ad lto contenuto di nicotina e catrame e al mentolo, per poi tuffarsi, mentre i polmoni faticano a prendere aria.

 Lo stesso rito del fumo va ripetuto, se non si schiatta durante la nutoata per congestione o per arresto cardiocircolatorio, appena si risale a riva, quando i polmoni sono bene aperti per via dello sforzo.  Se  in questi casi sentite strani formicolii al braccio sinistro, dolore al petto o che metà parte del corpo è informicolata, o provate dolori alla nuca, non preoccupatevi, si sta solo avviciando un principio di infarto o di ictus. Si consiglia in questi casi  di pregare o bestemmiare a seconda delle attitudini, potrebbe essere il vostro ultimo giorno di vita.

 È chiaro che i maggiori fortuanati in questa roulette russa estiva sono sempre gli over quaranta, che non fanno moto durante l’anno e sono svorappeso, mentre gli altri, quelli altetici e sportivi, potrebbero essere discriminati dal fato, dalla sfiga del che tutto va bene, ma non disperarti, potrebbe toccare proprio a te, mio fedele lettore o lettrice. Tutto sta a provarci.

Ora, cari lettori, avete in mano tutti gli strumenti per scelgiere se usare il discernimeto o essere idioti e predisposti a far lavorare l’ambulanza con tanto di defibrillatore e ossigeno, se in città, o far lavorare i bagnini, che passano la maggor parte del loro tempo a guardare il culo delle bagnanti fighe, a fare commenti tra di loro sulle più cesse, su quelle che hanno le tette cadenti e il culo così flaccido che tocca la sabbia, tanto da crreare mentre camminano una pista per le biglie, come consiglia la nonna a Chiara, nella famosa pubblicità della Tim.

 I maschi invece? Quando passano davanti ai bagnini con i loro fisici scolpiti e i muscoli in bella mostra, guardandosi il ventre rigonfio di birra e vino, bestemmiano e li malediscono, sapendo che trombano come ricci, mentre loro, i bagnanti panzoni,sono costretti ad accontentarsi dei quarti di bue che hanno per mogli o compagne o andare via di manovella, se single,  collegati ad internet, immaginando come diceva Pop Merril ne “La metà oscura” di fottersi qualche “Nobifiga di città”  mentre i bagnini sguazzano senza soluzione di continuità, puciando il randello ogni notte nei ventri di vulve imperiali, dai ventri piatti e dalle mammelle dure come marmo di Carrara.

In ogni caso: buone ferie a  coloro che possono, usando discernimento e ragione!

Marco Bazzato
31.07.2013

lunedì 15 luglio 2013

Roberto Calderoli Vs Cècilie Keyenge: 1-0?



«Io mi consolo, quando navigo in Internet e vedo le fotografie del governo. Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango».
Roberto Calderloli (1).

L’Italia è un paese strano, basta che un avvocato-politico centellini con attenzione le parole e subito lo stivale si trasforma in una Repubblica delle  banane (2), dove il liet motiv sinistroide  e filogovernativo è  l’aggettivo razzista, usato, abusato,  linguisticamente è culturalmente privo di appel.

La  ministra dell’integrazione Keyenge, non gioca ad armi pari.

L’attuale ministra che va ricordato che è giunta in Italia commettendo il reato di immigrazione clandestina, dove se il Paese funzionasse a dovere, costei manco  avrebbe potuto o dovuto rimetterci piedide per lungo tempo, se le leggi fosseroapplicate allo stesso modo e con la stessa solerzia – totalmente fuori luogo in questo caso, visto che i passaporti di ingresso erano in ordine –  utilizzata nei confronti di  Alma Shalabayeva e figlia (3), o semplicemente copiando dalla legislazione australina che non è tenera con  coloro che sono stati già rimpatriati per essersi macchiati del reato di immigrazine illegale.

 Da “italiana e” come ama definirsi lei, italiana per causa sponsali, si nasconde dietro al colore della sua pelle, per passare da vittima, anche  davanti alla frase di Calderoli dove il razzismo assolutamente non è presente,visto che questi faceva menzione ad un pensiero che potrebbe essere comune a tanti indigeni e autoctoni italiani, quando vedodono la Keynge. Pensiero che se non esplicitati pubblicamente, esattamente come ha fatto Calderoli, dosando da buon avvocato le parole, sono pensieri che appartengono alla sfera intima dei singoli individui, dove, a giudicare dalle reazioni scomposte ed esagitate, si ha quasi l’impressione, che si voglia creare una specie di psicopolizia, pronta a scansionare preventivamente i pensieri degli italiani alla ricerca di presunti reati pensati, in modo da sederli appena si presentano a livello di rete  neurale e di sinapsi.

Se si da del caimano a Berlusconi va bene.

Se, come ha fatto per anni Strisiscia la Notizia a George Bush Junior dello scimpanzè, quello va bene, quella è satira accettata.  Eed è proprio alla luce di questa accettazione che sarebbe ora che in una società multietnica, c i fosse finalmente un Tarzan appartenente alla razza negreide, o nel caso di una sceneggiatura cinematografica o di un romanzo, afroamericano, in quanto figlio di qualche industriale di colore, disperso nell’Africa nera e allevato da scimpanzè, dal titolo: “Tarzan l’uomo scimmia, l’africano.”

 Ma se per caso si facessro gli stessi accostamenti  con i progenitori dell’homo sapiens sapiens, qualsiasi specie di prmati va bene, con un esponente della razza negride, come si dice in antropologia, che a livello evolutivo più vicina agli homo sapiens sapiens di razza caucasica, ecco che la politica, composta da ignorantoni figli dell’attimo e malamente istruiti, partono alla carica, manco fossero il settimo cavalleggeri del generale Custer, pronti a farsi massacrare intellettualmente nella loro personale sconfitta a Little Big Horn.

Perchè certi politici e cittadini italini, sinistramente sinistri, devono ancora capire che se   l’aricolo 3 della Costiuzione vale per tutti, “...senza distinzione di razza...” non si può nascondersi dietro una razza –  in quanto la politica non fa distinzioni di razze – per andare a cercare difesa o spalla, per passare da eterne vittime di un razzismo inesistente, dove  oltretutto il  Calderoli si è espresso nel pieno rispetto dell’articolo 68 della Costituzione, delle sue prerogative come parlamentare, tanto è che l’ex immigrata clandestina, ora ministro dell’integrazione, manco  ha pensato di quererarlo “in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi” per dirla alla Valerio Scanu,  ma si è limitata a tirare in mezzo tutti gli italiani –  senza oltretutto porsi la domanda semplice: ma sono daccordo con me? Scadendo così nella banale demagia e nel populismo infruttifero –  i quali a suo dire, dovrebbero sentirsi offesi loro per le parole in libertà, giuridicamente inattaccabili, di Calderoli, che, in quanto avvocato, sa come muoversi sul filo del rasoio della dialettica, senza offrire la sponda ad attachi giudiziari di inusitata ed inutile violenza, che potrebbero risolversi dopo anni con la condanana della querelante, costringendola a pagare le spese giudiziarie, essendo difficile che un ex immigrata clandestina, sepppur  medico, italiana a causa sponsali, vada a sostenere un dibatttimento contro un avvocato, in quanto questi, la pagnotta se la fa anche sulle virgole e sulla semantica, sapendo usarla a suo vantaggio,  e che se fosse assistito da un valido collega, questi potrebbe  acusare in questo caso la congolo-italiana di diffamazione, passando così da presunta vittima di un inesistente razzismo a, ipoteticamente parlando, colpevole di diffamazione, quindi condannata di conseguenza.

È chiaro però che Calderoli ha sbagliato.

Ma non ha sbagliato a pensare ciò che ha pensato e che quotidianmaente potrebbe continuare a pensare quando vede la Keynege  in tv o in Parlamento,  perchè è, come per tutti gli italiani  indigeni e atoctoni da almeno sei generazioni, un suo sacrosanto diritto Ma ha sbagliato a rendere pubblico il suo pensiero. Ha sbagliato quando ha trasformato certi legittimi pensieri in parole, seppur all’interno di un suo diritto costituzionale, come parlamentare della Repubblica italiana.

È chiaro che seppur avendo ragione a livello logico e costituzionale, Calderoli ha sbagliato sotto il profilo politico, fottendosi con  le proprie mani come un novellino, in quanto, ora, la  ministra congolo-italiana potrebbe diventare ancora più radicale con le sue pretese, e il parlamento e il  governo, per non essere accusati a loro volta di razzismo, discriminazione, non solo nei suoi confronti,  ma anche dall’Unione Europea o da frange radicali di europarlamentari,  proporre idee ancora più estremistiche del Juos soli o dell’apertura indiscriminata delle frontiere italiane,  come ad esempio la chiusura dei nativi italiani, nati dal jous sangui, nelle riserve, come è accaduto per i nativi americani, quando sono giunti nel nuovo mondo i colonizzatori inglesi.

Le scuse di Calderoli alla ministra congolo-italiana? Intelligenti, da persona razionale e ragionevole, sempre che le scuse siano sentite dal cuore, perchè se solo di facciata, a beneficio dei media, scuse e perdono sono una bella sceneggiata di due attori consumati, in quanto resta da vedere se a monte di tale scuse, se ci sarà il perdondo cristiano, senza se, senza ma e senza strascichi di sorta, perchè se le scuse come il perdono  sono vere,  assolute e totalo, se invece sono  parziali , sono scuse è un perdono di facciata  ossia falsi, ma questo in coscienza lo sanno solo i direttiinteressati..

Per concludere,  alla fine non va scordato che i politici, tutti, quando vogliono leggono con attenzione puntigliosa le dichiarazioni, per tirarne fuori i distinguo del caso, a seconda della convenienza politica, mentre quando fingono di non comprendere le sfumature della lingua italiana, tutti, si  fingono ignoranti, abbandonandosi  a farneticazioni populistiche e volutamente errate e travianfi per il popolino, dove la maggioranza sinistra li segue come tanfe nutrie, non diversi dai sorci che andavano dietro alla musica mortale suonata dal pifferaio di Hamelin.

Marco Bazzato
15.07.2013




sabato 12 gennaio 2013

La Cassazione sentenzia l’affido esclusivo del figlio a una lesbica






A leggere il titolo di Repubblica sembra che il riconoscimento a quella che la lobby gay chiama impropriamente ed erroneamente “Famiglia omosessuale” – biologicamente inesistente in n natura –  sia cosa quasi fatta in quanto nella versione online il quotidiano scrive: Cassazione difende coppie omosessuali,  Famiglia gay non dannosa per i figli (1), e che il che non significa che una cosa se non è dannosa, che questa sia positiva ma solo che non si è voluto  scavare a fondo, investigando in  ogni singolo anfratto, non solo in Italia, su quelle persone che essendo state etero prima  e avendo figliato, poi si sono convertite all’omosessualità costringendo i minori, anche a causa delle sentenze dei tribunali, a vivere sotto lo stesso tetto in compagnia dell’amico del padre o dell’amica della madre.

La Cassazione ha semplicemente sancito che un figlio essere costretto e/o obbligato a vivere con la madre, ex tossica, anche se professa privatamente e pubblicamente il lesbismo –  il che non è né un attenuante e né un aggravante, ma un dato oggettivo accertato dalla stessa Corte Costituzionale – condividendo lo stesso tetto con la sua amica, educatrice della comunità di recupero dei narcoamani, dove era in passato allocata.

Ora bisognerebbe leggere per intero ciò che hanno scritto i giudici della Prima Corte di Cassazione di Roma, visto che in rete si trovano solo estratti”manipolati” a seconda delle convenienze politiche, e infatti anche l’Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani, emissari di un governo straniero, lo Stato Città del Vaticano, scrive: “Figli alle coppie gay? Sentenza pericolosa” (2), tirando dala parte oppostala sentenza, esattamente come fa l’in fluentissima  lobby gay, capeggiata  in Parlamento dalla Deputata Anna Paola Concia, che dichiara all’Adnkronos: “La Cassazione giustamente afferma che non ci sono certezze scientifiche a questi preconcetti. In realtà ci sono tanti studi anche provenienti da Oltreoceano che dimostrano – prosegue la donna che ha studiato all’Isef (3) senza citarne uno –  che l’orientamento sessuale all’interno della coppia non condiziona in alcun modo la crescita di un bambino – visto che una  persone dello stesso sesso non lo possono mettere al mondo, parla “saggiamente” solo di crescita – che ha necessità di amore e affetto”

Nella sentenza non si fa menzione né di adozioni ad amici omosessuali o lesbiche che condividono gli stessi spazi abitativi né di adozioni e/p semplice affidamento anche da parte dell’amica educatrice nella comunità di recupero di drogati, ma che il minore è affidato esclusivamente alla madre naturale e biologica. L’amica della madre, giustamente, non ha alcun titolo legale nell’educazione e/o nessun diritto e non può in nessun caso fare le veci della madre biologica, in qualunque sede e in qualunque luogo.

Quindi di cosa cianciano la lobby gay  e lo Stato città del Vaticano?

La Prima sezione della Corte di Cassazione di Roma,con la sentenza 601, ha scelto il male minore per il minore –  il padre del piccolo, di religione musulmana, scrive La Repubblica,  , stando a quanto scrive L’Avvenire, picchiava la madre, anche sotto gli occhi del minore che  assisteva –  rimanendo, non potendo far giustamente altrimenti, all’interno della Carta Costituzione e delle leggi della Repubblica italiana, visto che probabilmente mancavano i presupposti giuridici per allontanarlo anche dalla madre, ospitandolo in una casa famiglia, rendendolo successivamente adottabile.

La Cassazione non ha fatto alcuna apertura nei confronti delle amicizie omosessuali e lesbiche, ribadendo implicitamente i concetti presenti negli Art. 29,30 e 31 (4), della Costituzione italiana, in quanto, l’amica della madre non avendo nessun legame legale con la madre biologica del minore, per questo, sempre secondo la Costituzione, non ha nessun diritto nell’intervenire, intromettersi, interferire nell’educazione del minore, in quanto questi è tutelato dalla Costituzione, anche se dalla sentenza la famiglia nucleare,  come in sociologia si intende la famiglia riproduttiva, (5) ne esce amputata dal padre, in quanto ora composta solo dalla madre e dal figlio., mentre l’amica della madre, a riguardo la famiglia nucleare è da considerarsi solo un corpo estraneo e/o alieno alla famiglia stessa.

Non è migliore la demagogia che ne fa lo Stato Città del Vaticano attraverso i suoi  emissari osservatori vescovili in Italia. La sentenza della Cassazione se ne frega bellamente – avendo fatto probabilmente i controlli di rito, anche sulla fedina penale dell’amica della madre biologica del minore, risultando non giuridicamente pericolosa per costui – considerando il loro rapporto, un’amicizia tra adulti consenzienti e senziienti, priva di alcun risvolto giuridico, sia per le due amiche, sia per il minore nei confronti dell’amica della madre naturale, che  implica direttamente o indirettamente alcuna possibilità di adozione ad un single di un minore,a patto che sotto l’onda populista e qualunquista di questa sentenza ineccepibile sotto il piano giuridico e Costituzionale, nella prossima legislatura non si di decida di intervenire, modificando lo status quo, per far piacere alla  lobby omosessuale, che ormai miete seguaci e fiancheggiatori anche tra gli etero,  in quanto da decenni manipola le persone, utilizzando il populismo qualunquista, facente facile presa sui manipolabili, che al pari dello Stato Città del Vaticano,  utilizzano , il  Quarto Potere (6)  a volte anche per fini e interessi privati, e particolarismi di bottega, trasformandosi in  nemici feroci del bene comune.

Marco Bazzato
12.01.2013


lunedì 13 dicembre 2010

Sakineh, il nuovo appello delle star



È strumentale l’uso che si fa della vicenda di Sakineh, la donna iraniana condannata a morte prima per lapidazione, successivamente commutata in impiccagione, con la pena sospesa, per aver partecipato all’omicidio del marito e adulterio.

Ora che la lapidazione possa essere considerata un’esecuzione atroce si può anche convenire, ma l’impiccagione no, è una tecnica usata spesso nelle condanne a morte nei paesi islamici, e l’ultimo fra i politici condannati fu proprio Saddam Hussein nel 2006.

Quello che è riprovevole non è tanto la condanna a morte ma il rimandarla continuamente perché i media internazionali hanno dato vita ad una campagna mediatica contro l’Iran e il suo sistema giudiziario.

A volte bisogna essere cinici, perché certe campagne di “solidarietà contro la pena di morte” sono mosse da intenti politici sovranazionali, non dall’interesse di salvare la vittima a una singola persona, o perché il mondo ne ha veramente a cuore la sua sorte. L’obbiettivo è destabilizzare in questo caso il sistema giuridico iraniano e il suo governo, e il mondo si sta rendendo complice di un utilizzo strumentale di una vicenda giudiziaria d’omicidio per fare pressioni internazionali a uno stato sovrano.

Sakineh non viene vista come una persona da salvare, ma come un simbolo da usare come ariete per fare pressioni contro un paese. Il simbolo potrebbe chiamarsi Sakineh, oppure invece d’esser una persona potrebbe essere un vegetale o un oggetto, e simboli, oggetti e persone sono sempre sostituibili.

"Liberatela, ha sofferto abbastanza" è il grido che alza dallo star sistem hollywoodiano, come se di “uomini o donne morte che camminano” gli americani non ne avessero a sufficienza di condannati nel braccio della morte, ma di quei condannati nemmeno si preoccupano, anzi il mondo nemmeno si preoccupa, al pari di quelli cinesi, per non fare ingerenza politica nei confronti della prima superpotenza del mondo.

No si sa come reagirebbe l’opinion pubblica italiana se partisse una campagna internazionale a favore di Sabrina e Michele Misseri, dove ottanta attori americani ne chiedessero la liberazione. Sicuramente si assisterebbe a un via vai continuo di politici nelle varie trasmissioni televisive italiane che condannano l’indebita ingerenza nei fatti giudiziari italiani, come sta accadendo in Iran, ma se i paesi manipolando l’opinion pubblica interna, si “coalizzano” contro una nazione oggi politicamente nel mirino,per problematiche che nulla hanno a che fare con i diritti umani. Sarebbe interessante vedere cosa accadrebbe in Italia se un domani mattina un gruppo di iraniani e statunitensi assieme, si mettessero a manifestare davanti alle ambasciate italiane nei rispettivi paesi per chiedere la liberazione dei Misseri, perché “hanno già sofferto abbastanza”. Purtroppo anche l’opinione pubblica internazionale quando si vuole colpire a livello d’immagine un paese all’estero, mettendolo sotto una luce negativa di comodo, reagisce con emozioni di pancia, senza prima pensare alle rogne di casa propria.

Infatti per fare un paragone di come il comportamento dell’opinione pubblica si muova a corrente alternata, le dichiarazioni a favore del neo Premio Nobel per la pace sono state assai risicate anche in Italia, d’altronde gli interessi economici con la Cina sono certamente più importanti di un dissidente in galera che si batte per la democrazia nel suo Paese. Non ci sono stati italiani, anche di sinistra, da sempre a favore della cultura e di diritti umani, che si siano dati appuntamento davanti all’ambasciata cinese per manifestare contro la mancata possibilità di ritiro del premio da parte del vincitore. La ragion di Stato anche di sinistra ha avuto il sopravvento rispetto alla logica e al buon senso.

I diritti umani non dovrebbero essere dei valori negoziabili, soprattutto per quei paesi, Italia compresa, che hanno l’arroganza, quando fa comodo, di dirsi civili, salvo chiudere gli occhi, specie se c’è di mezzo il dio dollaro, il dio Ren Min, che ha come unità di misura lo Yuan o il dio rublo, quando si tratta di fare affari con la Russia. Ma politica e diritti umani non sono mai andati d’accordo, anzi, in ogni paese che si “rispetti” in un modo o in un altro vengono calpestati, solo che raramente assurgono alla prima pagina o nei servizi d’apertura dei paesi interessati, si preferisce omettere.

Gli italiani spesso si arrabbiano contro il sistema giudiziario, eccessivamente garantista, per capirlo basterebbe leggere anche molti commenti su Facebook di quanti sono coloro che invocano la pena di morte anche per “delitti contro gli animali”, contro la vivisezione, o contro i crimini efferrati commessi contro la persona, salvo poi mettersi in mostra, perché fa tanto di moda, quando si tratta di salvare un illustre sconosciuta, solo perché tutti si accodano alle notizie senza prima rifletterci sopra. Se la ragione non è un opinione, la certezza della pena, a seconda di ogni sistema giudiziario, dovrebbe valere come per l’Italia anche per l’Iran, ma così per i ciechi e sordi non è, preferiscono accodarsi alla massa, perché è più comodo


Marco Bazzato
13.12.2010
http://marco-bazzato.blogspot.com/

giovedì 5 novembre 2009

Via il crocefisso dalle scuole


La Corte di Giustizia Europa per i Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia, facendo carta straccia di quella parte di Concordato fascisto-craxiano, perché elimini dalle alule scolastiche il crocifisso, simbolo di un Paese privo della necessaria apertura multietnica alle diverse confessioni religiose e al diritto d’ateismo e razionalismo che i genitori possono insegnare ai figli, senza doverli sottoporre a un condizionamento extraitalianodi un simbolo rappresentate un Paese straniero, lo Stato Città del Vaticano, dove secondo la fede, la tradizione e/o la leggenda, il Papa, usurpatore del termine di Pontefice che apparteneva ai sacerdoti della Roma antica, è il vicario di Cristo sulla Terra. Ergo, il messaggio subliminale è, secondo la concezione del cattolicesimo romano, che il crocifisso, tra le altre cose, rappresenta anche il papa e papato, in quanto vicario del crocifisso.

La sentenza, dettata dal buon senso e dalla ragione, pone simbolicamente l’Italia al pari dei Paesi tribali, come la Somalia che per tradizione – come detto dal ministro Gelimini, rappresenterebbe la tradizione italiana – ama infibulare le giovani somale, o come l’Afganistan che per tradizione tribale, non dettata dal Corano, impone alle donne l’uso del burqua.

Naturalmente sono partiti lanci d’agenzia di politici – che con la loro vita privata dissoluta hanno calpestato il cattolicesimo, stuprando metà dei dieci comandamenti che vorrebbero difendere – inneggiando all’attacco dei valori cristiani europei.

Naturalmente anche lo Stato città del Vaticano non è rimasto in silenzio, sentendosi defraudato di un qualche diritto divino che vorrebbe imporre il proprio marchio di fabbrica entro i confini di un altro Paese.

Il crocifisso è un simbolo d’appartenenza a una confessione religiosa, in contrapposizione con la stessa Costituzione italiana, dove ogni religione ha pari dignità, indipendentemente dal numero, non dei battezzati per tradizione familiare, ma dei fedeli effettivi di questa confessione che ogni giorno, non solo sta perdendo affiliati, con una maggioranza relativa in rapido declino, vista l’ascesa di altre confessioni o dell’ateismo e del razionalismo.

Il Vaticano, in modo velato, parla di “sentenza ideologica” omettendo però di dire che anche le religioni, con tutti i loro dogmi, possono essere annoverate a pieno titolo tra le ideologie idolatriche che nel corso dei secoli hanno mietuto, nel nome dei loro simboli,morte e distruzione. Evidentemente questa parte oscura delle storie delle religioni – cattolica compresa – viene allegramente omessa, rimossa, nascosta sotto gli errori e orrori umani della storia.

A ben guardare nelle scuole italiane non dovrebbe esserci il crocifisso, ma la Lupa, simbolo di Roma, in quanto dalla fondazione di Roma, come villaggio, ai giorni nostri sono passati molti più secoli, rispetto che ai solo duemila anni dalla nascita cattolicesimo papalino.

Va fatto notare, come ciliegina sulla torta, che questa sentenza potrebbe essere la prima di molte dovute al “Trattato – capestro – di Lisbona”, dove l’Italia ha abdicato la Costituzione e le leggi a favore di una fantomatica Commissione Europea, che fra pochi anni assomiglierà al “Gran Consiglio dei 10 assenti” sinistramente evocato da Fantozzi.

Marco Bazzato
05.11.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/

martedì 10 febbraio 2009

Eluana Englaro è morta


E’ scritto nel Talmud di Babilonia: “Chi salva una vita salva il mondo intero”.


Eluana Englaro è morta. Condoglianze una sega!

Può apparire barbarico, ma il barbarismo non è dello scrivente. Il barbarismo è di coloro che hanno sostenuto l’omicidio medico, desunto dalle presunte volontà della vittima.

Eluana, contro ogni previsione sbagliata dei medici, se ne è andata prima del previsto, come se il tutto fosse stato orchestrato dall’alto da qualche misteriosa forza divina, sempre che esista qualche divinità. Il suo corpo debilitiato dalla fame e dalla sete, che secondo i medici non poteva percepire ha detto basta, lasciando l’Italia ma non solo atterriti e disgustati da una volontà del padre, che in un delirio di onnipotenza ha deciso il destino della figlia, condannandola a morte, decesso avvenuto alle 20.10 ora italiana, secondo quanto comunicato dai media.

Eluana è la vittima sacrificale di un certo modo di far politica, è morta innolata sull’altare pagano dell’ideologia assissina che ha usato cinicamente il lassismo delle istituzioni italiane, costringendo la magistratura a decretarne la dipartita.
Ora a destra in molti si strappano le vesti, eppure per anni hanno dormito sugli allori, confidando che Beppino Englaro desistesse dai suoi propositi, ma questi non si è arreso davanti a nulla e nessuno, e ora reclama un rispettoso silenzio ipocrita, quando lui per primo ha trasfornato il dramma di Eluana in un evento mediatico.
Questa morte reclama giustizia e vendetta, non innanzi agli occhi di Dio, ma davanti alla giustizia umana, che se fosse giusta dovrebbe essere spietata e senza possibilità d’appello, scavando fino a far uscire carne e sangue nelle responsabilità individuali, mediche e politiche di questo assassino annunciato.

Nemmeno un cane rognoso sarebbe stato lasciato morire così, ma bensì con una pietosa sbadilata sul cranio, che gli avrebbe spappolato istantanemente il cervello, portandolo alla morte immediata. Eluana, a differenza di un cane, non ha avuto nemeno questo privilegio, non ha avuto nemmeno l’onore di una morte immedita, è stata lasciata morire di fame e di sete, uccisa, stando ai primi referti medici, secondo alcuni quotidiani, da un attacco cardiocircolatorio, secondo altri da un blocco renale dovuto alla disidatrazione.

Ora molti esponenti della classe medica sostengono che la donna non ha sofferto, ma chiaramente sono tutte opinioni velate dal dubbio e dall’incertezza su cosa effettivamente possa avvenire nel cervello di una persona in stato vegetativo permanente, in quanto non è assolutamente certo che una persona che non risponde agli stimoli esterni e/o interni non li percepisca, ma che visto il suo stato non possa comunicarli in modo compiuto.

È straziante pensare che un essere umano sia lasciato morire di sete, una delle morti più atroci che la natura possa riservare, senza contare che se effettivamente il decesso è avvenuto per blocco renale – lo scrivente lo sa per esperienza – questo è uno dei dolori più insopportabili che un corpo possa sostenere, superiore addirituttura a quello di un parto, e tutto questo è stato commesso deliberatamente nel pieno “interesse” dei medici, improntati tutti ad osservare le reazioni dell’agnello sacrificale, probabbilmente anche per scopo di ricerche mediche future.

Beppino Englaro ha dichiarato che che la figlia non avrebbe mai voluto viviere da vegetale, ma si dubita che Eluana, cosciente o no, abbia mai voluto morire di fame e di sete, vittima dei reni bloccati dell’urina che non viene più prodotta e con le scorie che intossicano completameente l’organismo, sino a portarla alla morte.

Non è necessario essere cristiani cattolici, fanatici integralisti dello Stato Città del Vaticano, oppure dediti a pratiche devozionali, secondo alcuni più o meno dettate dalla superstizione popolare, o secondo altri dalla fede in una vita ultraterrena, per capire che si si trova innazi ad un evento di inaudita gravità umana e politica, dove anche il centrodestra ha delle colpe politiche ed etiche che vanno oltre ogni ragionevole comportamento di responsabilità politica, in quanto “Il Caso Englaro” era dominio pubblico da anni, ma nessuno dei precedenti governi, anche di centrosinistra, esattamente come quello attuale, non hanno mai voluto affrontare energeticamente il “vernaio” bioetico del Testamento Biologico, fino a quanto lo Stato Città del Vaticano non ha dato il silenzio/assenso.

Viene da chiedersi cosa accadrà a livello politico dopo le esequie della donna uccisa? La prima indicazione è gia disponibile: il governo ha bloccato il decreto d’urgenza, visto che è inutile, rimandandolo – forse – come disegnodi legge alle prossime settimane, segno chiaro e tangibile che l’interesse per il problema Englaro era esclusivamente mediatico e quindi una priorità generata dall’opinone pubblica e ora che lo sgomento e il silenzio dovrebbe regnare sovrano in segno di rispetto, porta il tutto a non renderlo più attuale e che probabbilmente, come spesso accade, cadrà nel dimenticatoio fino ad un nuovo caso.

Eluana non è stata lasciata andare, ma è stata costretta a morire per colpa del lassismo della politica, dei politicanti che hanno demandato facendo si che la magistratura decretasse al posto del governo o che legiferasse il parlamento, perchè non avevano “le palle” per decidere in nome del Popolo italiano, come da mandato conferito dagli elettori, tradendo il mamdato popolare, tirando loro a campare e lasciando – menefreghisticamente parlando – qualcun’altra crepare.
I pianti politici di coccodrillo sono inutli, sono carne morta, esattamente come Eluana, sono il Canto del Cigno di una politica bipartisan che tra differenze e distinguo e veti contrapposti non agisce, non legifera, preferendo una letargia del quieto vivere, piuttosto che impegnare risorse intellettuali e politiche – se a questo punto esistono – per venire incontro ai bisogni dei sudditi.

Passi il comportamento negligente della politica davanti a questo evento omicida a livello nazionale, ma la figurccia che avanti al cosidetto mondo civile difficilmente sarà dimenticata. Ancora una volta – se mai fosse necessario – il Paese viene messo alla berlina dai media stranieri, passando forse alla storia come il primo omicidio di Stato dovuto all’imperizia politica per il non saper legiferare nei tempi giusti, dando l’immagine di un Italia allo sbando con una classe politica divisa e frazionata su tutto, incapace d’uscire dagli schemi di partito, completamente disarticolati, come se fosse in stato vegetativo permanente, che si bea quando riesce a far passare una moratoria all’ONU contro la pena di morte, ma che poi non riesce a legifare rapidamente per salvare la vita di una persona incapace a difendersi, spegnendo così il Faro di Civiltà Giuridica del Diritto Romano.

Quest’oggi la politica ipocrita chiede silenzio, chiede rispetto per la famiglia, per il padre che non ne merita nemmeno un po’, il tutto non per solidarietà nei confronti di Eluana, visto che se la politica avesse avuto rispetto per la vita umana si sarebbe attivata molti anni prima dell’omicidio-suicidio assisitito dietro il paravento di un protocollo dubbio, ma per il sacro terrore – della politica che vive sotto scorta – che ha dei cittadini e dell’opinione pubblica.

Indirizzare il Paese in questo momento al silenzio non significa altro che chiedere di mettere subito una lapide su tutto, dimenticando e rimuovendo dalla memoria collettiva il fannullonismo politico. Eluana forse poteva essere salvata, se il parlamento avesse avuto la volontà – visto quello che ogni parlamentare porta a casa ogni mese – di lavorare sabato e domenica, portandosi avanti come fa ogni buon lavoratore responsabile, il lavoro, ma così non è avvenuto. È stato più comodo diramare comunicati stampa, farsi mettere sotto il naso un microfono, sparando la solita litania di frasi di circostanza, anzichè agire. La domenica per i politici cristiano-cattolici è sacra, e l’orazione e la preghiera non può essere distolta da banali sedute parlamentari, da riunioni dei capigruppo. D’altrode bastava vedere le immagini di lunedì sera, per rendersi conto di quanto il “dramma Englaro” fosse sentito dai Senatori a destra e a manca: l’emiciclo era praticamente quasi vuoto, alla faccia della necessità di legifare d’urgenza.

Vergogna!

Innanzi a questi comportamenti delle iItituzioni, dei nostri orani di governo, Camera e Senato non può esserci silenzio rispettoso, ma sdegno politico e sociale e mediatico, lo stesso sdengo che lo scrivente ha sentito quando ieri sera tornanto a casa, ha visto che il satellite, ricevendo i programmi italiani dal medesimo, i tre canali della tv di Stato, Rai 1, Rai, 2 e Rai 3 l’audio per tutta la serata era assente. Si ricevevano solo le immagini, ma mute, mentre gli altri canali italiani – Mediaset – si ricevevano perfettamente. Molto probabbilmente un gusto tecnico, anche se ciò potrebbe portare a pensare ad un atto deliberato di oscuramento audio internazionale, proprio per non far udire quanto stava avvenendo in Italia. Naturalmente si spera che non sia così e che ogni congettura sia destituita di ogni fondamento.

La vicenda Englaro ci si augura che non temini con le esquie della donna, ma che si apra un dibattito serio, non solo politico, ma anche sotto il profilo delle responsabilità penali di quanto avvenuto, perchè non nè umano nè etico che si possa uccidere una vita umana senza alcun riscontro oggettivo scritto, ma solo sulla base di dichiarazioni del padre.

Non ci si può stringere in un abbraccio di condoglianze alla famiglia Englaro quando una morte è avvenuta con questo sistema, perchè la morte di Eluana Englaro è un offesa alla dignità della vita e della morte stessa, visto che è stata inferta in un regime di teorica insensibilità sensoriale.

Addio Eluana, in qualsiasi posto tu ti trovi ora, sei più amata che dal tuo padre biologico, che per non soffrire più lui ti ha offerto in sacrificio alla medicina, alla politica, agli interessi di partito e di ideologia.
Buon viaggio.

Marco Bazzato
10.02.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/

lunedì 9 febbraio 2009

I Radicali dietro Beppino Englaro?



Domenica sera è andato in onda Telecamere, condotto dalla burrosa giornalista Anna La Rosa, tTa gli ospiti in studio c’era Marco Cappato. La conduttrice dopo che era tata trasmessa un’intervista a Pietro Crisafulli che accusa Beppino Englaro di aver mentito sulla volontà espressa da Eluana riguardo il porre fine alla sua esistenza in caso di coma vegetativo permanente. Ma questo, come si evince dal video, è una parte delle accuse mosse. Pietro Crisafulli è andato oltre, chiamando in causa direttamente i Radicali, che sarebbero – a detta dell’intervistato – dietro l’operazone “Eluana Englaro”, creata ad arte per spingere – come fu a suo tempo per l’aborto - l’opinone pubblica all’accettazione di pratiche malthusiane.

Al termine dell’intervista registrata, il presidente dell’associazione Luca Coscioni, ha rinnuvato gli insulti a Pietro Cristafulli, accusadolo d’essere un « parassita», in quanto al tempo della vicenda Welby, si era schierato nella barricata opposta, provita, a favore del fratello. Il radicale, sempre in prima linea quando si tratta di battaglie per i liberismo estremo, per aumentare il numero dei drogati, in nome dell’antiproibizionismo, ha un concetto così personale della libertà altrui, a patto che non sia d’ostacolo alla propaganda del suo partitucolo, composto da quattro gatti, e che non avendo rappresentanza in parlamento, perchè i gli elettori da anni lo considerano contronatura, sono costretti – sembrebbe – a sovenzionare operazioni omicide, davanti alla magistratura, pagandone, si presume, le parcelle, per manipolare l’opinione pubblica, piegandola ai loro pervesi voleri.

Anna La Rosa si è però ben guardata dal domandare al Radicale se è vero che dietro a Beppino Englaro ci fossero i Radicali. Già il non chiederlo è stata un’ ammissione non detta di paternità, che non giova alll’immagine della giornalista, nè tantomeno ha fatto un favore al diritto d’informazione dei cittadini.

Naturalmente se fossero vere le accuse formulate da Pietro Cristafulli contro Beppino Englaro, cioè che la figlia non ha mai chiesto d’essere ammazzata, ma che tutto parte dal padre della donna in stato vegetativo permamente, la magistratura dovrebbe intervenire per appurare la verità, acquisendo la registrazione di Telecamere, bloccando nel contempo quella che si paventa come un’esecuzione per fame e sete di Eluana, perchè se trovassero riscontro le frasi di Pietro Cristafulli, ci si troverebbe inanzi non a una volontà presunta della figlia, ma ad una volontà omicida del padre.

È chiaro che si si potrebbe trovare davanti ad una manipolazione dei fatti e della realtà che va indirezione diamettralmente opposta rispetto alle volontà di Eluana, usata a favore della volontà di Beppino Englaro, ma peggio ancora, montata e finanziata –senbrebbe grazie agli aiuti – da un partito politico che della morte, nel nome della libertà dell’individuo, ha sempre fatto il suo cavallo – morto – di battaglia.

Il punto essenziale è che tutto si basa sulle “presunte” volontà di Eluana, frutto del racconto dei genitori e di alcuni amici, mentre la magistratura stessa non avrebbe tenuto conto delle voci contarie, rispetto a quelle accettate come verità quasi dogmatiche.

La situazione sarebbe stata ben diversa se esistessero prove certe, non basate sul sentito dire, circa i desideri di Eluana, come ad esempio un testamento scritto, una registrazione, un qualsiasi straccio di prova che possa avvalorare, oltre ogni ragionevole dubbio, che quanto oggi in essere è frutto del diritto di autodeterminazione della paziente in stato vegetativo permanente.

È chiaro che gli attacchi alla Chiesa Cattolica da parte di Beppino Englaro siano alquanto pretestuosi, non tanto per l’ingerenza dello Stato Città del Vaticano nella vita dei cittadini italiani, ma perchè non ci si trova innazi solo ad un problema etico, ma ad un accertamento di una verità che ogni giorno di più risulta sempre più labile e fragile, che potrebbe infrangersi – se venissero svolte ricerche giudiziarie e fiscali approfondite, da un un momento all’altro.

Appare strano che a nessuno sia venuto in mente di chiedere a Beppino Englaro, andando a spulciare nelle dichiarazioni dei redditi, su come in questi anni abbia potuto far fronte alle spese giudiziarie e di cancelleria, parcelle di avvocati e quant’altro si è reso necessario per condizionare anche l’opinione pubblica. È palese che questa mole di ricorsi e controricorsi debba aver avuto un costo non indifferente per il padre, e che in un modo o nell’altro qualcuno potrebbe averlo sovvenzionato, non importa se Associazioni e/o partiti politici, ma che nessuno abbia svolto una seria inchiesta – anche giornalistica – circa l’origine delle disponibilità economiche per i costi legali, questo non fa onore al gionalismo italiano, che appare più interessato a far da microfono e cassa di risonanza, piuttosto che giornalismo investigativo.

Rimane oltre all’accertamento della verità sulle presunte dichiarazioni di Eluana Englaro un problema etico e legale di fondo, cioè la mancanza – per ora – circa la possibilità del testamento biologico, che non può essere affronato o discusso sotto la spinta emotiva dell’opinione pubblica e tantomeno sotto i diktat di uno Paese straniero, come il Vaticano, che pur avendo il diritto di liberà d’espressione, non deve fare pressioni velate e non sia all’opinione pubblica, sia alle forze politiche italiane, che hanno il diritto e dovere di legiferare secondo coscienza.

Rimarrà da vedere, se Eluana non morirà prima, cosa potrà accadere dopo che il decreto legge sarà approvato, ma sopratutto se una volta calmatesi le acque, il tutto cadrà nel dimenticatoio, in quanto l’obbiettivo è stato raggiunto, oppure – a boccie ferme – ci saranno vere indagini sui finanziatori politici di Beppino Englaro, l’eventuale provenienza del denaro, in quanto non risulta che sia mai stata aperta una sottoscrizione pubblica per sostenere la famiglia nella sua battaglia contro la giustizia e la politica – lassista – italiana, per porre in essere le “presunte” volontà di Eluana Englaro.

Marco Bazzato
09.02.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/