Visualizzazione post con etichetta Politica e Informazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica e Informazione. Mostra tutti i post

martedì 25 febbraio 2020

Perché trovo più che legittimo il panico da Corona Virus?


Lo scrissi fin dall’inizio: il Corona Virus, che in seguito sarebbe stato ribattezzato Covid-19, mi fece immediatamente venire in mente il romanzo di Stephen King, “L’ombra dello scorpione”, di cui in tempi diversi lessi sia la versione “breve”, così come quella estesa. Con la “piccola” differenza che nel romanzo del Re dell’horror il tasso di mortalità era del 99,4%, contro uno striminzito 2,5%, stando alle mie prime stime attuali, già dai primi giorni. Stime in questi giorni rivedute al ribasso.

Le dinamiche comportamentali non sono differenti e mi riferisco al romanzo di Tom Clancy, “Potere Esecutivo”, dove il  Presidente degli Stati Uniti, Jack Ryan, mise in atto il piano estremo, denominato “segregazione”, quella che noi, volgarmente, chiamiamo quarantena, con le stesse identiche dinamiche che ha prima applicato la Cina, nella provincia epicentro dell’epidemia e poi successivamente quanto sta accadendo oggi in Italia, con due regioni, con alcuni comuni in quarantena.

Il principio è lo stesso: segregazione, come dicono gli americani, dato che siamo assai anglofoni, quando ci fa comodo.

E ora veniamo al punto essenziale, perché trovo più che legittimo e giustificato il panico che si è scatenato nella popolazione. Per un motivo molto semplice. Perché il principio di precacauzionalità che legittimamente vale per i singoli Stati, per proteggere la salute dei cittadini, come loro dovere. Ebbene questo principio, ha avuto, come era lecito e legittimo aspettarsi, conseguenze sociali ed economiche a cascata. Non va dimenticato che in tempi oscuri, come sta accadendo da quasi un mese, vale, sia per gli Stati che per i singoli cittadini, il principio del “Si salvi chi può” oppure “Ognuno per se e Dio – per chi ci crede, naturalmente vale  per tutti, dal macro al singolo.

Quindi è inutile stare tanto a menarcela ed ascoltare i media, i giornalisti e soprattutto i quotati esperti in tali materie, che nemmeno sono d’accordo tra di loro, che continuano a lanciare appelli alla calma e non farsi prendere al panico. “Di ad una persona di non fare una cosa e quella persona – o quella società – si comporterà in modo diametralmente opposto. Quindi, un po’ di psicologia inversa non farebbe male da parte di tv e stampa e social network.

Oggi ci si stupisce dei supermercati vuoti . Sarebbe stato assurdo se fosse stato il contrario.  Già, perché soprattutto i cittadini che si trovano nelle zone interessate alla “segregazione”, adoro il termine del romanzo di Tom Clancy, essendo letteralmente confinati entro il perimetro delle zone interessate è normale che, potendo recarsi solo a fare spese, facciano incetta di generi di prima necessità, fottendosene, legittimamente delle necessità e dei bisogni altrui, seguendo il motto latino: “Mors tua vita mea”, “La tua morte è la mia vita!”.



E cos'altro dovrebbe fare il singolo cittadino? Farsi fregare il cibo o il disinfettante, la mascherina – che dicono non serva un emerito cazzo, oltretutto – e lasciare che l’acquisti qualcun altro? Per la serie: meglio che stiano senza glia altri, piuttosto che rischi di rimanere senza io, questa è l’amara e naturale verità del dell’animo umano, a tutti i livelli, da quello politico, chiudendo la frontiere, non facendo atterrare  i voli, ma non i barconi della ONg, perché in Italia siamo dei geni, salvo poi metterli tutti in quarantena, a spese della collettività.
 Già, perché il ragionamento politico, è che crepino a casa loro e non vengano ad appestarci in casa nostra, salvo poi dirsi indignati quando siamo noi che rischiamo di andare ad appestare in casa d’altri, allora ci sentiamo offesi, se legittimamente ci sbattono la porta in faccia! Quanto siamo patetici e ridicoli, no?

Ma se lo fa il privato cittadino, che non vuole accostarsi allo  presunto untore straniero o di un’altra regione, ecco  che da infingardi, alcuni gridano al razzismo o altre amenità varie, dimenticando che lo stesso principio di precauzionalità applicato su scala individuale o locale. Ma ciò scatena l’esecrazione di politici e ben pensanti, che pochi minuti prima avevano ordinato lo stesso, su scala internazionale, regionale o comunale, impedendo l’accesso o l’uscita delle persone dalle zone interessate, oppure chiudendo corridoi aerei o ferroviari.

Diciamocelo, il Corona Virus ci fa cagare sotto tutti, nessuno escluso. Sia esso il politico, come l’ultimi dei tangheri ubriaconi di qualche villaggio sperduto in mezzo ai monti.

 Perciò ribadisco il concetto: l’altruismo in certe situazioni può significare rischi per se stessi e per i propri cari. E smettiamola di fare gli ipocriti: ci si  dispiace solo se si ammala o muore una persona vicina, un amico, un parente, un conoscente, ecco che allora la cosa diventa una tragedia e un dolore personale. Per tutte le altre morti, vale la frase che viene attribuita ad “Acciaio – in italiano –  Stalin: “Un morto è una tragedia, un milione di morti sono una statistica”, ecco perché a i morti altrui, checché  se ne dica pubblicamente, solo per convenzione sociale, de facto, se non direttamente o indirettamente collegati, non ce ne può fregare di meno.

Ora, dopo questa immersione nel cinico e nel pragmatico, veniamo alle presunte buone notizie, se ce ne sono.

Il virus non è molto mortale, il tasso di mortalità non supera il 2,3% e ciò significa che se anche contagiasse tutti gli abitanti del  terzo pianeta del Sistema Solare, per chi non lo sapesse, questi è il pianeta Terra, il numero totale dei morti non supererebbe i 300 milioni, rispetto al numero di abitanti attuale, la continuazione della razza umana sarebbe comunque garantita. Niente estinzione, oppure solo rimandata.

Un’ altra nota “positiva”. È un virus che in minima parte aiuta i vari sistemi pensionistici, in quanto la maggioranza delle vittime sono persone molto anziane –  sovente con già malattie croniche e scarse difese immunitarie  e il Corona Virus o Covid-19 gli assesta solo un piccolo colpetto, scaraventandoli all’altro mondo –  quindi pensionati e ciò garantisce, seppur in modo al momento minimale, minori pensioni da erogare agli ultrasettantenni. Insomma, una forma letale dalla vita di “Esodati!”.

IL tasso di guarigione sembra essere, il condizionale è d’obbligo, dato che al  momento non ci sono certezze, assai elevato, oltre l’80%. Sembra che i giovani, sotto una determinata fascia di età, se lo possano beccare, ma senza alcun tipo di conseguenze.
 Insomma, per la serie, ci sta un’anarchia di informazioni scientifiche e mediche che sovente si contraddicono a vicenda, il che porta a pensare che il famoso detto “La scienza non è democratica” di Roberto Burioni, continui ad essere smentita dai fatti e   i precedenti circa il fatto che la scienza è democratica, sono innumerevoli, ma non è questa la sede di tale approfondimento.

Che altro aggiungere: reputo in queste situazioni l’egoismo individuale un diritto e un dovere civico per salvaguardare soprattutto se stessi e i propri cari, tutto il resto è relativo.
Se qualcuno prova a dire qualcosa in senso opposto, basta pensare alla reazioni delle borse, alle ingenti perdite che hanno subito in queste settimane e di come sia schizzato alle stelle prezzo dell’oro, come bene rifugio. 

Ciò che vale per la finanza, allo stesso identico cinico modo, vale per gli Stati, le regioni, i comuni, le città, i paesini, i singoli cittadini, dove ognuno, a modo suo, è tenuto a tutelare se stesso e  propri interessi.
Ad una sola condizione: rimanere all’interno della legalità e poi tutto il resto  è un diritto ed è consentito.

Marco Bazzato
25.02.2020

martedì 22 novembre 2016

Lettera di Matteo Renzi ai cittadini italiani residenti all’estero

Questa mattina mi è giunta dall’Italia una lettera del “nostro beneamato premier”, per dirla alla Beppe Grillo, “Killer della democrazia” che mi elencava le ragioni per il quale, a suo dire,  dovrei votare “Sì” al referendum del 4 dicembre 2016.

Ebbene, già quando ho visto il faccione di Mr. Bean mi sono quasi caduti quei pochi capelli che mi sono rimasti, ma quando l’ho visto fotografato accanto a quel presidente fallito di Barack  Obama, mi è salita la scimmia su per il collo e ha iniziato a gridare in modo disarticolato, emettendo striduli suoni indistinti.. Due falliti, uno che quello bianco, che manco è diventato presidente del consiglio per voto popolare, ma che è stato messo lì dal capobranco che muove le fila della politica italiana da più di un ventennio, il Craxi Comunista, Giorgio Napolitano, che si è svenduto l’anima ai poteri forti, e l’altro, il “meticcio,” per dirlo alla Keynge, termine sbagliato, questo accade quando si studia per corrispondenza,  perché quello corretto è mulatto, del futuro ex presidente degli Stati Uniti, che non è riuscito a far eleggere come suo successore, la compagna di merende, Ilaria Clinton..

Purtroppo il nostro “beneamato” ducetto da quattro soldi è giunto, con la sua meschina letterina, manco scritta da lui e manco firmata a penna di suo pugno, in ritardo, visto che il mio voto, per corrispondenza l’ho spedito all’Ambasciata italiana di Sofia, venerdì scorso e a quest’ora, se le poste bulgare sono veloci, come sono veloci quando è ora di recapitare le bollette,  e vi posso assicurare che sono veloci, la  busta dovrebbe essere già giunta nella rappresentanza diplomatica, dove, chiaramente si “è certi” che non avverrà, come è avvenuto con le elezioni presidenziali austriache, dove ci sono stati dei “giochini proibiti”, dei “pastrocchi”, in pratica degli insulti e della cagate in testa sopra la volontà popolare dei cittadini, compromettendone vigliaccamente l’esito, tanto è vero che sono state annullate e gli austriaci torneranno alle urne, si spera senza essere inculati dalle loro ambasciate sparse per il mondo. Ma in Italia, questo non accadrà vero, visto che gli italiani all’estero potrebbero, a detta di alcuni, essere l’ago della bilancia.

Non dirò in questo momento come ho votato, questo è un segreto che appartiene alla mia coscienza, ma come mio diritto, a casa mia ho fotografato il mio voto e lo renderò pubblico a urne chiuse.

È chiaro che questo referendum sta dividendo il Paese, anzi, da una parte ci stanno i cittadini, stanchi di una politica infame e dall’altra ci sta la politica infame, che invece di essere meno infame e mettersi a lavorare per il bene della Patria e degli italiani, preferisce svendere, ancora di più il Paese ai poteri forti e questi, come avvoltoi affamati, sono pronti ad avventarsi sulla carogna per spolpare ciò che resta delle sue misere e miserevoli carni, con i giornali stranieri, soprattutto quelli finanziari, che come accadde con la Brexit, o in seguito con le elezioni americane, i sondaggi davano per certi, cercando di condizionare gli elettori, che il Regno Unito sarebbe rimasto nell’Unione Europea e che la Clinton avrebbe sodomizzato il Trump, mentre è stato il Trump ad infilare alla Clinton il suo parrucchino, color dei capelli di Mastro Ciliegia, come berretto,  sul Monte di Venere della perdente Ilaria.

In conclusione, tornando al Referendum, ho trovato vile e vigliacca la lettera del Premier, un’indebita ingerenza di un capo partito ridotto ai minimi termini, lacerato da lotte intestine, che lo vorrebbero vedere, simbolicamente, appeso a testa in giù come un salame a stagionare o ad imputridirsi o ad ammuffirsi, che si ricorda degli italiani all’estero solo quando è ora provare ad elemosinare voti, perché la garrotta della sconfitta si stringe come un nodo gordiano attorno al suo esile collo, costringendolo a mollare la presa del culo dalla carega, in caso di sconfitta, che a detta di molti, come un temporale stivo di fine autunno, si sta profilando all’orizzonte.

Marco Bazzato


22.11.2016


martedì 12 gennaio 2016

La futura distruzione della cultura europea è colpa di una certa sinistra!




L’Europa dei burocrati e dei politici di centro sinistra o quelli filo immigranti a tutti costi, adesso ha paura.

Sì ha paura perché in Europa si sta assistendo a una preoccupante, dicono loro, ascesa dei partiti di destra, considerati xenofobi e soprattutto nemici dell’immigrazione indiscriminata, voluta dai cosiddetti progressisti, interessati, non a fare gli interessi degli indigeni locali, degli autoctoni da almeno quattro o più generazioni, o gli immigrati integrati nel tessuto sociale e socioculturale, indipendentemente dalla religione professata, o figli di immigrati, italiani a tutti gli effetti al compimento del diciottesimo anno di età, a seguito di richiesta di cittadinanza,  in quanto questi  partiti, desiderosi  a difendere con le unghie e con i denti della legalità, la propria identità culturale e storica, ma a rendere le varie nazioni europee un crogiolo indiscriminato di illegalità diffusa, o peggio ancora una percezione, cosa ancora più pericolosa, di illegalità diffusa.

 Beh, la colpa di questa scesa, come il principio della dinamica classica – «ad ogni azione corrisponde sempre una uguale ed opposta reazione», detto anche concetto newtoniano –  è colpa di un progetto che si snoderà da qui ai decenni avvenire di un certo modo sinistro di far  politica della sinistra, mirata a svendere le radici europee e italiane, facendo regredire il vecchio continente al medioevo in salsa afgana.

Quindi si può dare ormai per assodato che sono gli stessi governi del centro sinistra dei vari Stati o gli euro burocrati che vogliono e desiderano un’ascesa dei partiti di centrodestra o di estrema destra.

Ma perché?

È presto detto. Perché l’aumento dei partiti cosiddetti legati all’amor di patria, lasciamo stare il termine abusato e pluristuprato di nazionalismo, permetteranno, con la scusa di contenere il fenomeno della  presunta xenofobia,  di mettere in atto, come del resto si sta già facendo sommessamente, leggi per limitare la libertà di stampa e di espressione, il tutto in nome della difesa della libertà di tutti i cittadini,  perché è così, che come polpette avvelenate al curaro, la venderanno al popolo bue e credulone del centrosinistra.

Del resto lo abbiamo visto con non solo con i recenti attentati in Francia, con “l’atto terroristico” e di Colonia, che da come sta emergendo in questi giorni sono stati pianificati a tavolino, sono avvenuti anche in altre città della Germania, sembrerebbero configurare una strategia ad ampio raggio programmata, da interpretarsi come una guerra non dichiarata pubblicamente, che mira ad infondere, soprattutto nelle donne, un senso di insicurezza , non importa se reale o immaginario, costringendole a modificare i  loro comportamenti, nella speranza di non essere attaccate nuovamente da dei terroristi che si nascondono dietro la nomea di molestatori o peggio ancora di violentatori.

Infatti, mentre una volta la sinistra era quella più antimoralista e più attenta alle libertà fondamentali della donna, al suo diritto di libero arbitrio e di poter gestire al meglio la propria vita, oggi spalleggia indirettamente chi vorrebbe ridurre le donne alla stregua di oggetti, da rinchiudere in casa e da tenere segregate, o al massimo essere “obbligate” ad uscire accompagnate, facendo così il gioco di un certo fanatismo islamico che mira ad annientare e annichilire il libero arbitrio della donna.

È chiaro che i silenzi complici e colpevoli con il quale molti esponenti politici di un certo centrosinistra al governo, o che da quasi esterni lo fiancheggiano, non sono molto interessati al benessere psicofisico delle donne molestate o violentate – forse se la sono cercata, penseranno tra se certe marionette, ragionando ormai com’ era nella mentalità del peggior integralismo  moraleggiante dell’Italia bigotta, fascista e post fascista, dell’Italia cattolica. Solo che adesso, fa molto radical chic fare , non pardon i  bigotti, ma gli evoluti intellettuali, difendendo il diritto della donna di essere liberamente sottomessa all’islam, di vestire, quasi come palombare, soprattutto se queste sono islamiche di nascita o italiane convertite all’islamismo salafita, la corrente più radicale dell’Islam, che come l’Italia asservita al Vaticano e ai diktat della chiesa, non fa distinzioni tra religione e Stato.

L’apparente progressismo di una buona parte dell’emiciclo parlamentare di centro sinistra, come un maschio traditore, fa gli occhi dolci a quella che  crede essere una bella gnocca  di passaggio, celata sotto il burqa , con il quale, per una scopata o una fornicata, è pronto a tradire non solo la moglie,  ma  anche la sua patria, la propria cultura , facendo arretrare il Paese al millennio passato.

La sinistra che per anni ha fatto il possibile per staccare l’Italia e gli italiani da quell’abbraccio stritolante che reputava, a torto o a ragione, della religione cattolica, oggi sembra voglia consegnare al nuovo braccio secolare che avanza, nel nome del politicamente corretto, non solo l’Italia, ma l’Europa intera.

Per concludere voglio dire che non ho nulla contro i fedeli islamici e contro l’Islam in generale, ma ci stanno troppe arre grigie  dove chi di dovere, invece di vigilare come si conviene, finge di non vedere e volta il capo dall’altra parte,  o peggio cala le braghe per paura di essere tacciato come islamofobo.
Non è una religione in se a essere nemica dell’uomo, ma è come la religione viene usata dall’uomo come grimaldello per soggiogarlo e piegarlo ai propri voleri.

 L’Italia ci ha messo duemila anni per uscire da quella ombra chiaroscura che era il cattolicesimo romano,  croce e delizia di duemila anni di vette di umanità eccelsa e di abissi di bestialità disumana, che nulla avevano a che fare né con Dio, né con il Cristo e adesso, però, in pochi se ne rendono conto, stiamo facendo il percorso inverso, regredendo, annichilendo i nostri spazi di libertà, in nome del diritto altrui di avere la propria libertà, secondo come la religione di costoro comanda, in casa Europa… usando la solita formuletta da vigliacchi: per non offendere i credenti di altre religioni.

Solo i codardi e i venduti si comportano così!

Se un continente, o un Paese come l’Italia,  non dimostra di avere rispetto per la propria storia e la propria cultura, sarà in un futuro più o meno lontano facile prede di lupi travestiti da agnelli, ed è quello che gli italiani stanno lasciando, per indolenza, e per paura di essere criticati o tacciati come razzisti, che accada.

Il declivio che porta all’abisso si avvicina sempre di più e come l’orizzonte degli eventi di un buco nero, se ne rimarrà ingoiati e distrutti!

Marco Bazzato

12.01.2016

http://marco-bazzato.blogspot.com/

lunedì 28 settembre 2015

“Volkswagen, l’inquinamento? È Cosa Nostra!”

Ci sta poco da girarci attorno. È una settimana che godo come un cammello infoiato. Che godo come un vulcaniano alle prese con il Pon Farr, detto anche “La febbre del sangue”, vedi episodio di Star Trek TOs,  Amok Time del 1968, da quando è scoppiato, partendo dagli Stati Uniti, lo scandalo  Volkswagen, sulle autovetture dalle emissioni taroccate, che come una tempesta di sabbia del Sahara, ha investito praticamente tutto il mondo motorizzato.

È la goduria di vedere i nostri amati amici teutonici, che praticamente si sono fatti trovare con le braghe abbassate e che stanno subendo un atto contronatura di sodomia planetaria, da parte, non solo dei governi infuriati come bisce, per quanto avvenuto, ma ormai anche dalle palle iniziano a fumare dei proprietari di questi modelli, ai quali toccherà per lo meno perdere una mezza giornata, per, quando sarà il momento, portare il  mezzo taroccato e adulterato, dal concessionario della casa automobilistica, fondata nel 1937,  ai tempi del nazismo, per volere dello stesso Adolf Hitler, infatti Volkswagen significa “vettura del popolo”, oggi non certo buona per le tasche di cani e porci,  a far rimappare, a spese della Volkswagen, , la centralina incriminata di tale burdello.

Ci stanno però una serie di domande che credo assalgano tutti i lettori. Innanzitutto il silenzio omertoso dell’Unione Europea, la quale sapeva almeno dal 2013, stando alle informazioni di stampa, che in alcuni specifici motori a nafta, più bello il termine nafta, sa più da grande inquinatore, vedi quel bel fumo nero e oleoso dei trattori o dei motori a nafta degli anni ’80, sputavano dai tubi di scappamento, gas superiori a quanto dichiarato in fase di omologazione al banco. Ma come spesso accade con i grandi gruppi industriali a livello planetario, ci si accorge che la merda inizia a puzzare solo quando il cesso si  tappa e il solido marrone rischia di cadere sul pavimento, appestando tutto il cesso, emanando soffici effluvi ammazza olfatto.

Quanti effettivamente sapevano di questo problema? Sempre stando alle informazioni di stampa, la cosa era emersa negli Stati Uniti nel 2014, ma si è aspettato come spesso accade, a discapito della salute pubblica, il momento politico opportuno per ammazzare il maiale con la macellazione Haal, pardon, per assestare un bel colpo di reni non solo alla credibilità tedesca, ma soprattutto per tramortire la cancelliera teutonica, che sembra ormai perdere colpi, peggio di un vecchio motore ad aste e bilancieri, con tanto di valvole consumate e fasce elastiche contenitive  usurate, che consuma olio a più non posso.

Una voce però ancora non si è fatta sentire: quella degli ambientalisti. Strano, quelli gridano anche se si piscia fuori dal boccale, se un non si tira lo sciacquone dopo aver defecato, o se le stalle colme di vacche, emettono gas metano. Ma in questo frangente? Silenzio assoluto, mutismo. Che abbiano tutti la VW e non vogliano andarsene via a piedi, magari mostrando al mondo che, da ambientalisti, usano autovetture a nafta che inquinano più del culo di una vacca?
La cosa più assurda di tutte è che nessuno al momento ha crocifisso e lapidato l’azienda che ha prodotto la centralina, che non è la Volkswagen, ma bensì la Bosh, sempre tedesca. Su di lei nessuno strale, nessuno ha puntato pubblicamente il suo CEO,  i dirigenti e i suoi tecnici, visto che alla fine, certo, la Volkswagen, ha commercializzato dei veicoli a nafta inquinanti, ma l’inquinamento sembrerebbe non dovuto tanto ai motori, ma alla centralina prodotta dalla Bosh, la quale comprendeva benissimo quando il tubo di scappamento di un mezzo sul rullo della revisione, quando gli veniva infilato nell’ano la sonda dell’opacimetro, passava in modalità “risparmio” tenendo le emissioni di gas entro i limiti di omologazione. 

Un po’ come fanno gli adolescenti quando, bravi e beati loro, iniziano a fumare di nascosto e come troiette infoiate, prima tornare a casa, si appestano di profumo gli abiti, mettendosi in bocca qualche centinaio Halls Mentho-Lyptus Extra Strong, per nascondere l’odore sigaretta, dopo essersi fatti fuori un pacchetto di Malboro, o di Lucky Strike senza filtro, convinti,  poveri illusi, che quella cagna da tartufi della madre, non li senta puzzare, appena entrano a casa, e questi, come scolaretti che a scuola hanno riempito la turca di carta igienica, cercano barbare e vili giustificazioni e la madre, sempre più incazzata come una biscia assetata di sangue e con le fauci colme di veleno, non vede l’ora di  prendere a randellate quel suo ovulo fecondato da, non ricorda nemmeno lei chi, mendaci e falsi come una  banconota da 600 mila lire!

 L’azienda produttrice della centralina, stramente tace. Anzi, peggio ancora viene esentata dal ciclone che ha colpito la Volkswagen. Nessun CEO si è dimesso, in quanto non poteva non sapere, non sono giunte notizie di indagini interne e della magistratura tedesca, per capire chi abbia ordinato cosa e chi, tra chi sapeva che “l’adulterazione” era un reato, abbia taciuto o sia stato fatto tacere. Ma è chiaro che, come si diceva  ai tempi di Tangentopoli in Italia, “I vertici non potevano non sapere!”.

Perché, diciamocelo, se a un fornitore esterno, e la Bosh è un fornitore esterno della Volkswagen, impartisci l’ordine di produrre qualcosa di fraudolento, chi opera direttamente sulla creazione di questo software, doveva conoscere le leggi dei vari Paesi e di conseguenza avrebbe dovuto avvisare i suoi superiori che si stava commettendo un reato. Ma su questo versante, zero assoluto e la cosa di per se puzza più dello scandalo stesso, perché la Bosh, dati del 2011, ha un fatturato di 51,4 miliardi di Euro, contro i 197 della Volkswagen, del 2013. Quindi si auspica che le class action che stanno partendo in mezzo mondo, azzannino alla gola gli utili della Volkswagen, così come quelli della Bosh, essendo esecutrice materiale della “adulterazione” delle centraline, complice di quanto avvenuto, visto che è palese che la colpa non è dei motori a nafta Ea189, ma delle centraline taroccate dalla Bosh.

Parafrasando “The Godfather” “Il Padrino” di Mario Puzo, ricordando una celebre copertina di un settimanale tedesco di tanti anni fa, sembra che si sia sparsa la voce che recita: “Volkswagen, l’inquinamento?  È Cosa Nostra!”

Marco Bazzato
28.09.2015

sabato 10 gennaio 2015

Gli attentati di Parigi e il “terrorismo mediatico” italiano

Innanzitutto voglio esprimere il mio vivo cordoglio per i morti a Parigi ai famigliari e agli amici delle vittime – tutte. Senza distinzioni tra vittime e carnefici. I vivi da vivi si possono insultare e offendere, quando sono morti ancora caldi, il discorso cambia, piaccia o no, altrimenti diventeremo tutti come quelli dell’ISIS!

Detto questo, tralasciando le dietrologie, ormai se ne contano a centinaia, quello che mi preme analizzare in questo articolo è la bagarre e il “terrorismo mediatico” scatenato dai  media, classici e digitali, in seguito a questa strage.

Va fatta però una doverosa premessa, e la faccio con un proverbio:  “Scherza con i fanti e lascia stare i santi!”, questa è la saggezza popolare dimenticata dall’assurdità del modernismo relativista.

È vero che in una normale democrazia il diritto di satira e di espressone deve essere salvaguardato a prescindere, purtroppo però vivendo  noi tutti in una società imperfetta, anche qui regna un relativismo politico assurdo, peloso e vigliacco. Infatti, se si fanno vignette antisemite, ecco che partono gli strali dell’opinione pubblica, e  a volte qualcuno si cosparge il capo di cenere e fa pubblica ammenda. Se le vignette sono anticristiane e altri si indignano,  l’opinione pubblica e la sinistra soprattutto grida alla censura, parla e straparla di un Paese retrogrado e bigotto, attaccato a dei valori morali e sociali che vanno derisi e soffocati, nel nome della laicità e della pluralità di pensiero. Giusto?  Se invece le vignette sono anti islamiche, si assiste alla cosa più assurda, specie se si è abituati ad osservare determinati siti,  e parlo di coloro che scrivono nei siti atei o dell’ateismo razionalista, quindi delle opinioni personali dei lettori:  silenzio assoluto, di tomba, nessuna condanna, nessuna esultanza per aver sbeffeggiato il Profeta o l’Islam, in quei casi lì, tutti zitti come mosche.

E sapete perché? Perché in Italia ci stanno due paure fetenti che fanno inzaccherare le mutande: la paura di essere marchiati come antisemiti e quella di essere affetti da islamofobia, mentre sono felicemente fieri se malati cristianofobia.
Già perché in Italia è politicamente e socialmente accettata dai più, da coloro che si credoo radica chic – mentre i più sono una manica di ignorantoni e lazzaroni senza arte, né parte ,  privi di spessore intellettuale e culturale –  la cristianofobia, mentre è pubblicamente esecrata l’islamofobia, anche se la legge in teoria dovrebbe punirli tutti  in egual misura sebbene  non  si è mai sentito nessuno che sia stato denunciato e processato per cristianofobia? Qui ci vorrebbe un estensione della legge Mancino. Mentre per l’antisemitismo e l’islamofobia, tutti ci fanno con i piedi di piombo, attenti a come aprono bocca. (vigliacchi!)

Resta da capire se alla fine sono idioti i cristiani o se sono più volpi gli altri?

Rimane in ballo un fatto essenziale da comprendere, ma di cui nessuno ha avuto le palle di affrontare il problema alla radice: il limite etico della satira. Sì, perché piaccia o no un confine, se non impartito dalla legge, deve almeno essere frutto della libera coscienza dell’individuo o del vignettista, ci deve essere.
Noi crediamo che la libertà sia un valore assoluto, infatti lo è.  La libertà, come tutte le libertà è un diritto che va dosato, centellinato e usato con estrema accortezza. Nessuno di noi è Signore e Padrone assoluto della propria libertà, ogni persona ne è beneficiario,ma come colui che beneficia di un dono, questo va usato e manipolato come se fosse una persona inferma, malata, bisognosa di cure e attenzioni, perché altrimenti la presunzione dell’eccesso di libertà può far attivare in alcuni strati della società delle formazioni cancerose, che poi attaccano all’improvviso e con esisti difficilmente poi controllabili, soprattutto quando si è nelle mani di una politica infingarda e che usa, per i propri tornaconti personali, il terrore della gente e delle persone, gridando ai quattro venti: “siamo in guerra, andiamo felici alla guerra, dobbiamo schierarci. Bisogna combattere”, e altre amenità del genere. Certo, ma poi a fare la guerra mica ci vanno questi che la invocano.

Non difendo l’Islam in quanto tale, ma difendo la buona fede di milioni  persone di islamici, anche quelli che vivono in Europa e in Italia, a cui si è chiesto di fare pubblica condanna di questi atti terroristici.  Hanno fatto bene a  tacere, perché in ogni caso, qualsiasi cosa avessero detto, visto il panico mediatico che stanno scatenando politici e giornalisti, sarebbe stato distorto, manipolato e manco sarebbero stati creduti, perché alla fine anche loro sono vittime,  come è stato vittima il poliziotto musulmano che aveva fatto giuramento alla bandiera francese,  freddato dai terroristi.
L’Europa, le Istituzioni Europee, i politici italiani e i cittadini italiani devono innanzitutto interrogarsi sul significato vero di libertà, perché troppo spesso si crede che libertà significhi fregarsene degli altri, in nome del proprio libero arbitrio. Ebbene, questa non è libertà, questa è anarchia, è assenza di regole e l’assenza di regole certe per tutti, fa covare nel tempo anche questi mostri, sebbene a questi le armi morali siano state messe in mani da altri: ossia su chi, nel nome assolutamente relativo della libertà assoluta di satira, ha permesso che si passasse sopra tutto, a tutti. A sentimenti, a credi, a culture, non importa che queste culture siano islamiche, cattoliche,ebree o di altre confessioni religiose non appartenenti alle tre religioni monoteiste.

Le stragi di Parigi sono i frutti avvelenati di questa libertà, che oggi va sotto il nome assurdo di t”tolleranza”.

Personalmente trovo osceno il termine “Tolleranza”, perché tolleranza significa solo mandare giù e/o far mandare bocconi amari nel nome del diritto – arbitrario – proprio e/o dell’altro, e questo diritto ci ha resi proni e/o arroganti,  lavando il cervello, mentre il termine più corretto dovrebbe essere accettazione, perché la tolleranza è come una bombola di gas , prima o poi esplode, con esiti deflagranti.

 Il termine migliore è reciprocità, ma il termine reciprocità e riconoscimento reciproco è un termine sconosciuto alla razza umana, visto che il più delle volte è la politica, per  interessi economici apparentemente occulti, che soffia sul fuoco delle divisioni, fomentandole e facendo leva  sugli istinti più biechi dell’essere umano, il quale, come un fuscello al vento, è facilmente manipolabile.

Marco Bazzato

10.01.2015 

lunedì 17 febbraio 2014

Vladimir Luxuria arrestata a Sochi?

Il comunista italiano Vladimiro Guadagno, affetto da disturbo di identità di genere (1a), che vorrebbe essere chiamato da tutti Vladimir Luxuria e taluni italiani in passato, cadendo nella trappola politica l’hanno pure votato,  mandandolo  in  Parlamento tanto che aveva anche la pretesa, anche se maschio a tutti gli effetti, anche biologici, per quanto riguarda la tubazione esterna,  di utilizzare i servizi igienici femminili. (1)

Ebbene, il Dottor Vladimiro Guadagno, laureato in lettere e linue straniere, dopo  esser entrato legalmente in Russia, via cielo, non è dato a sapere se vestito come da certificato di nascita e passaporto, o se travesito da donna, con tanto di mammelle false, mostrando che già alla frontiera, alla faccia della propaganda, i russi sono stati tolleranti con una persona affetta da disturbo da idenità di genere, che rispettano le leggi del Paese.

Ma il Dottor Vladimiro Guadagno, noto “agitatore politico” che si spaccia per difensore dei diritti civili anche in patria, ha fatto fare una pessiama figura all’Italia e agli italiani, recandosi scientemente in Russia con lo scopo di provocare dare scandalo, pur di diffondere anche in quella terrra la sua ideologia figlia della toria dell’idenittà di genere. E lo fa, esponendo allo stadio, una delle tante famigerate bandiere arcobaleno, con la scritta in russo, “gay è ok”.

La polizia, gistamente ha preso subito in consegna il fascinoroso mascarato, portandolo al più vicino posto di Polizia, dove il Dottor Vladimiro Guadagno, al passaporto, si è poi lamentato, prima via telefono (2), poi, dopo il rilascio,  a mezzo stampa (3), durante un intervista in un inglesse maccaronico, che la Polizia russa, senza dirlo espressamente, è ignorante, perchè non parlava una sola parola di inglese, ma solo il russo. Bisognerebbe che se il Dottor Vladimiro Guadagno andasse in grio a parlare con i sottofuciali che prestano servizio in strada o dentro le caserme, della Polizia o dei Carabieneri per sincerarsi se tutti parlano l’inglese e se lo parlano, stia sicuro che forse si esprimono megliodi costui. Senza dimenticare che i russi, trovandosi a casa loro, parlano la loro lingua e non sono obbligati ad usare una lingua straniera per comunicare cona persona fermata, la quale, al massimo la forza  pubblica può mettere a disposizione un interprete. Ma evidentemente essendo solo stato in stato di fermo e quindi poi rilasciato, come spesso accade in Italia, con i fascinorosi da stadio o con gli ubriachi che vengono messi in guardina fino a quando non smaltiscono la sbornia, per fare un controllo dei documenti,  magari una piccola ricerca in rete dopo aver visto qualche sua immagine o video, hanno deciso di lasciarlo andare, aprendo le finestre, dopo la sua uscita, per cambiare l’aria, e andando in bagno,a turno, a lavarsi le mani, come loro all’igiene personale.

Ma la cosa esilarante è stato il web, Facebook in particolare,  sembrava impazzito. Nemmeno durante l’11 settembre del 2001 si vedevano le informazioni scorrere a tale velocità. Ma la cosa che scaldava il cuore erano i commenti d’amore nei confronti della Russia e dei polizziotti dell’ex Unione Sovietica, che avevano preso in momentanea consegna il Dottor Vladimiro Guadagno, per via del suo comportamento illegale e antisociale, a dimostrazione che gli italiani si stanno svegliando dai narcotici buonisti,a base di morfina mediatica e di laica ideologia religiosa che altro non è che il nuovo oppio dei popoli e come persone che aprono gli occhi dopo anni di sonno della ragione, imparano a distinguere non solo ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ma sopratutto ciò che è male da ciò che è bene.

E in questo caso il giusto e il bene era ed è dalla parte della polizia russa che con rispetto e diligenza della persona, ha fermato il fascinoroso per identificarlo, salvo poi rilasciarlo senza, e forse questo è stato un errore, ma evidenteente il codice pnale russo non lo prevede, un ingiunzione di rimpatrio immediata e un timbro nero sul passaporto, impendendogli di rimettere piede così nel suolo russo per almeno una decina di anni.

Se al Dottor Vladimiro Guadagno non è stata ingiunta l’espulsione immediata, oltretutto dopo averlo identificato e forse compreso che ruolo ha avuto in Italia nel corso dell’ultimo decennio, è un chiaro segno che le presunte diesciminazioni russe nei confronti degl LGBT sono solo una fantasia dentro le teste degli LGBT russi, riportate dai media occidentali come forma di pressione politica e di ingerenza nei confronti delle leggi ruse, perchè se così i locali gay di Shochi e nin solo, non sarebbero mai stati aperti e sopratutto pubblicizzati nei giornali online e nei media occidentali, affinchè i locali e gli ospiti potessero continuare a sguazzare sui loro gusti sessuali diversi da quelli etero. (4).

Tutta questa storia di “lussuria” o Luxuria ha mostrato in modo inequivocabile che il Dottor Vladimiro Guadagno, comunista di sangue e di professione, è diversamente amato dalla maggioranza silenziosa e non degli italiani, ma  sopratutto che non disegegna il denaro dell’odiato nemico, Silvio Berlusconi, amico di Vladimir Putin, in quanto sembrerebbe che fosse al seguito degli inviati della trasmissione le Iene di Italia 1, di proprietà Mediaset, che di cui una parte consistente delle azioni appartiene al grupppo Finivest, dove l’azionista di maggioranza è il pregiudicato Silvio  Berlusconi, decaduto dalla carica di Senatore, ma Presidente di Forza Italia.

Quando si parla di coerenza politica di un comunista.

Marco Bazzato
17.02.2014



(4) http://www.tuttosport.com/olimpiadi-invernali/2014/02/10-285362/Olimpiadi,+night+e+drag+queen%3A+Sochi+si+scopre+gay+friendly?src=correlato

lunedì 27 gennaio 2014

Il Giorno della memoria

Cosa centrano tutte le persone nate, prima dello scoppio ddella II guerra mondiale e sopratutto quelle nate dopo il 25.04.1945, con il Giorno della Memoria?

A rigor di logica, a rigor storico e come colpe morali e materiali per quanto commesso dal nazismo, assolutamente nulla.

Smettiamo di permettere ai politici e ai media di farci  sentire in colpa e  farci irrorare da un sangue che oggettivamente e storicamente non abbiamo versato.

È stato versato?

 Sì!

Così scrivono dicono i libri di storia, le testimonianze dei sopravvissuti,. Così ha scritto Primo Levi nel suo libro più celebre: “Se questo è un uomo”.

E quindi? E quindi sono passati sessantanove anni dalla fine della II guerra mondiale, settantacinque dal suo inizio e la maggior parte dei cittadini dell’Europa dell’Ovest, Italia compresa, sono teoricamente obbligati da una  legge italiana,  ...sancita dal parlamento nel 1959 – tre anni dopo lo scoppio della seconda aguerra israelo-araba,  con gli israeliani appoggiati da Inghilterra, Francia e Stati Uniti –  dopo una battaglia pubblica condotta dai sopravvissuti. "In questo giorno," recita la legge "si rispetteranno in tutti i luoghi del paese due minuti di silenzio, si terranno iniziative e cerimonie, le bandiere saranno a mezz'asta, i locali di svago chiusi – questa parte finale della legge da decenni  è imapplicata o forse non lo è stata mai, visto che non è considerato giorno festivo – , i programmi della radio saranno dedicati all'argomento" e  il 1º novembre 2005 dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, durante la 42ª riunione plenaria, lo è stato dichiarato anche dall’Onu.
.
Il ricordo oggi  deve essere una scelta,  non un obbligo  didattico caduto dall’alto, sottoforma di legge dello Stato, non ancora  abrogata, costringendo intere scolaresche a sorbirsi un giorno di retorica, ripetuta anno dopo anno come un mantra, come se questi eventi, dal termine della II guerra mondiale,   avessero poi contribuito ad  evitare altri olocausti, altri sacrifici, altri genocidi, oppure se altri olocasuti, altri sacrifici, altri genocidi, oppure per scelte politiche di parte si sceglie di non commemmorare , perchè avvenuti negli Stati Uniti coon il genocidio dei nativi americani,  in indocin,  il genocidio degli armeni,, senza andare a menzionare l’emisfero australe del  Pianeta,   essendo per la grande poolitica internazionale meno degni di importanza e quindi vanno messi messi sotto il lo zerbino.

Non va dimenticato che praticamente con cadenza quasi mensile, quando va bene, bisettimanale, quano va meno bene, o peggio settimanale,ossia quando Rai Storia vuole  stracciare le palle, i documentari sul nazismo, sulla Shoah, sull’olacusto, sulla II guerra mondiale, sul fascismo, si sprecano fino alla nausea e ogni giorno, mese, anno che passa, vengono visti, percepiti, sentiti e vissuti con sempre meno partecipazione emotiva, con più distacco, quasi fossero documentari di un tempo così lontano da essere percepito – giustamente – dalle giovani generazioni, come il periodoMesozoico.

LaShoah è un fatto storico incontrovertibile – nonostante ciò che affermano i revisionisti, sebbene tutta la Storia del genere unano, dall’inizio di questa scienz,a è sempre stata oggetto di revisioni, riscritture, correzioni, nuove interpretazioni, scoperte, correzioni, estensioni,  altrimenti non sarebbe più Storia ma Dogma di fede laico e/o politico, quindi a livello puramente teorico, anche queste pagine di storia del ventesimo secolo dovrebbero essere trattate allo stesso modo e non come un Dogma fondamentalista e indiscutibile, pena l’essere accusati di negazionismo dell’Olocausto –  come lo era stato la I guerra mondiale,l’unica guerra dei tempi moderni del millennio passato, vinta dall’Italia unita, che veniva ricordata il 04 novembre.Ooggi quella data è stata asformata nella Giornate delle Forze Armate, forse perchè tutti gli i Cavalieri di Vittorio Veneto, come i dinosauri del triassico , si sono estinti, o forse perchè anacronistico ricodare una vittoria e la fine di una guerra, terminata  da quasi un secolo, ossia da circa 3 o 4 generazioni, o anche perchè, vuoi la svogliatezza degli studenti, unita alle non sempre eccelse qualità degli docenti, oggigiorno si  fatica ad arrivare, con il programma di studi, al ventesimo secolo.

Sta di fatto che per volontà di legge e per senso responsabilità individuale, i giovani di oggi obbligati, costretti, coscritti ad assistere a queste lezioni di storia,e poi ripetere il tutto come pappaglalli, magari recitando quanto detto dai docenti davanti ad un microfono, fornendo opinioni retoriche, per vendere al popolo  teledipedente, l’illusorietà che questa data sia sentita , mentre invece è imposta, dagli italiani.

Quando poi si assiste alla retorica dei politicanti, che leggono discorsi scritti da altri, fingendo commozione, in queste occasioni  le palle, non solo quelle degli oratori, ma anche degli ascoltatori o dei telespettatori, scendono a terra e come becchini iniziano a scavarsi la fossa da sole. Basta osservare il politico di turno che legge per rendersi conto che con la mente sta in tutt’altro posto.

Ma possibile che siamo ancora cosi illusi da credere  che ai ragazzi nati nati nel 2000, ossia 55 anni dopo il termine della II gerra mondiale e che leggono il XX secolo allo stesso modo come i nati dopo l’anno mille, possano,  emotivamente parlando, sentirsi realmente  toccati in un qualche modo  da questi avvenimenti, quando la maggior parte di costoro manco conoscono gli eventi della storia contemporanea, perchè per loro il XX secolo è equivaele quasi al mesozoico.

Siamo degli illusi. La politica è illusa, i nostri politici si stanno comportando come i primi cristiani che usando  Matteo  27,25 “Che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”, credonodi poter instillare un senso di colpa millenario nei confronti dei cittadini italiani, dell’Europa Occidentale ,tramite l’obbligo di rcontinuare ancora oggi di ricordare la Shoah, dimenticando che oggi rispetto  secoli dell’anno mille, l’ignoranza e il sapere, anche sui fatti contemporanei, dove  i cittadini europei, non solo italiani, hanno una buona memoria a breve e riescono a comprendere che quelli che nel millenio passato sono state le feroci vittime di un regime criminale, poi, dal 1948 i politici del nuovo Stato hanno iniziato ad occupare territori che in base al diritto internazionale non erano loro, freandosene bellamente delle risoluzioni Onu.

 Basta leggersi anche i commenti presnti in rete, per  rendersi conto che l’italiano, a differenza di come lo vorrebbe dipingere la politica, non è antisemita  o antisionista – vedi sionismo (1) – a parte qualche lurido idiota che andrebbe condannato non in quanto antisemita, ma solo per il fatto di essere ignorante e questa ignoranza culturale genera, tra le altre cose, anche l’antisemitismo, dove non va dimenticato che Israele ha il pieno diritto di esistetere come Stato, all’interno dei confini definiti dall’Onu, nel pieno rispetto del diritto internazionale, che a rigor di logica non deve essere infranto nè dagli Stati confinanti contro Israele e nè da Israle nei confronti degli Stati confinati, territori Palestinesi compresi, come l’Unesco stesso, agenzia diretta emanazione dell’Onu, ha riconosciuto..

 Il che porta alla conclusione che l’Italia in Europa i nazionalismi sono considerati, dai nostri politici,  sinonimo di chiusura e nazi-fascismo e vanno combattuti sul piano politico e culturale, essendo ogni di nazionalismo da considerare come il male assoluto del secolo scorso e del ventunesimo secolo.

 Ma poi, in riferimento al gesto vile inivato alla comunità ebraica di Roma, La Stampa scrive: “Un tentativo di propaganda antisionista dietro i tre plichi con teste di maiale spediti alla Sinagoga di Roma, all’ambasciata israeliana e ad una mostra ebraica alla vigilia di shabat” (2).  Il che porta a questa considerazione: o ogni nazionalismo è  male assoluto per tutti i 193 Paesi membri dell’Onu(3), oppure una politica corrotta chiude gli occhi sul relativismo nazionalista e si permette da alcuni Stati, o ad uno Stato, rimanere per decenni  in palese antitesi con gli interessi generali della politica internazionale e locale, dove politici o dei capi di Stato, oggettivamente e brutalmente in rirpovevole malafede, in determinate circostanze, tendono a fare  gli interessi particolari di determinati Stati o di unoStato in particolare, che certo non è quello italiano.

È bene ricordare, se proprio, come usa dire il Presidente della Repubblica italiano,  che non bisogna mai perdere di vista il quadro generale e il quadro generale ddlla storia,  afferma che la II guerra mondiale ha causato in totale 55 milioni di morti, e sopratutto questi 55 milioni di morti sono presenti anche i 6 milioni di morti  dell’olocausto ebreo,  generato dalla follia umana di chi ha permesso l’ascesa di Hitler al potere e di chi, direttamente o indirettamente, anche dall’estero, l’ha foraggiato e coccoalto, perchè nella distruzione dell’Europa poteva intravvedere la possibilità di enormi arricchimenti personali e di profitti per le industrie degli armamenti.

Sistema che anche oggi non è cambiato, anche se con modalità apparentemente differenti, ma che nella sostanza generano eguali sofferenze in ogni parte del mondo, e di cui anche l’Italia, aggirando l’articolo 11 delle Costituzione italiana, grazie alle missioni “di pace” perchè la politica è osì’ codarda che fugge vigliaccamente dala verità  nè è tutt’ora complice.

L’esercizio della memoria è un esercizio inutile, se da quella memoria storica escono cambiamenti reali, che vanno a beneficio di tutti gli innocenti, indipendentemente dalla razza, dal sesso e dalla religione.

Ma ogg,i come nel 1924 in U.R.S.S, con Stalin,  nel 933 con Hitler in Germania,  la grande politica internazionale, fatta da piccoli uomini, sebbene con modalità differenti e riammodernando il look, togliendo via baffoni e/o baffetti, eliminando la mascagna o la frangetta, continuano ad avere le mani  orde di rosso sangue nero delle vittime innocenti che direttamente o indirettamente condanno a morte, con apparentemente meno violenza e ferocia, ma generando in ogni caso spaventosi e dimenticati genocidi silenziosi.

Marco Bazzato
27.01.2014


3) http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_membri_delle_Nazioni_Unite

martedì 30 luglio 2013

La Keyge attacca la Lega e Roberto Maroni

Premetto che non ho intenzione di trasfomare questo mio spazio di libertà in un blog contro la ministra Keynge, nè difendere la Lega Nord,  i leghisti, in quanto  almeno negli anni passati, visto che ora il raduno di Pontida è quasi lettera morta, con  i loro abiti caratteristici, non erano molto diversi dai partecipanti sopra i carretti deei vari gay pride,  ma quando un’ex immingrata irregolare, leggesi ex immigrata clandestina, secondo la dicotomia successiva della legge Bossi Fini, divenuta italiana per diritto di matrimonio, continua a lanciare  strali contro gli italiani indigeni e autoctoni da secoli, e non perde l’occasione per attaccare l’Italia e l’italianità, figlia  prima del Risorgimento e  poi della Costituzione, nata al termine della seconda guerra mondiale, che vorrebbe rimodellare a sua immagine e somiglianza, eliminado il Jus Solis a favore del Jus Sanguis ed eliminare il reato di immigrazione clandestina, aprendo indiscimiatamente le porte, senza controllo preventivi alle frontiere di terra, di mare e di cielo, come impone il Trattato di Lisbona, che la Keynge non conosce nei dettagli,  starsene in silenzio sarebbe come diventare politicamente complici della sua visione ideologica dell’immigrazione, ma nel cotempo non si deve rimanere imbrigliati nella visione leghista, che non  va difesa, ma nremmeno vituperata più del necessario, quando lo merita, ma forse non in questi frangenti.

È chiaro che è in atto uno scontro di civilità.

Basta leggersi i commenti su Facebook, anche nei quotiani o nelle pagine notoriamente di sinistra, la Keinge sta trasformanodo gli italiani in tanti intolleranti, non tanto alla sua persona, ma alle sue idee, che se tramutate in leggi, per colpa di un parlamento succube, rischiano di portare il Paese a diventare ostaggio di un Apartheid bianca, come fu in Sud Africa e dove l’italia e gli italiani bianchi potrebbero aver bisgono di un Nelson Mandela caucasico, nel giro di qualche decennio, per cercare di ristabilire l’ordine antropologico e la coesistenza pacifica tra persone e razze diverse da quella caucasica, che potrebbero portare alla reclusione nella riserve dei caucasici, trasfomandoli in reitti in casa loro.

E ora per concludere la Keynge attacca frontalmente la Lega e il suo segretario, Roberto Maroni, il quale,  a dire della ministra dovrebbe intevenire contro le presunte e si ribadisce presunte manifestazionidi razzismo, commesse a  dire della Keynge, nei suoi confronti.

Intanto vanno chiarite alcuni concetti fondamentali che un ministro della Repubblica italiana dovrebbe conoscere bene.Nessun cittadino italino può essere etichetato impunemente del marchio infame di razzista se non esiste una conanna  definitiva, lo stesso dicasi per coloro che a dire dei giornali e della ministra, si sarebbero macchiati di  insulti nei suoi confronti: dove stanno le conanne definitve per affermare tutto questo corrisponde alla verità giudiziaria?

 Oppure il Pd vuole instaurare una dittatura del popolo di stalinana memoria in Italia,  fatta di condanne politiche, forse anche capitali, nei confronti dei dissidenti o degli avversari politici, considerati nemici dei loro interessi di bottega?

In secondo lugo quando si legge su Repubblica: Keynge. “Non vado alla festa della lega. Maroni fermi i leghisti” (1). 

Come se Maroni avesse responsabilità politiche, morali e/o penali di qualsiasi  atto compiuto da un leghista nel suo privato, sui social network o di ciò che dice all’interno dicirocli ristretti di persone che lapensano come lui, nei confronti della Keynge.

Certo, se poi dopo ci stanno le presunte offese, deve essere la magistratura a vagliare i singoli casi ed eventualmennte decidere se istituire i  processi, esulando dalla politica, in quanto se si usasse il principio di ribaltamento della situazione, sarebbe come se gli italiani incolpassero il ministro Keynge dei reati che commettono gli extracomunitari in Italia.

Ma se ciò viene fatto ecco che l’attaco politico, a dire della  Keynge si trasforma, come per la magia di qualche stregone meticcio, in un atto di razzismo nei suoi confronti.

La Keynge dichiarato: “E io non sono di colore, sono fiera di essere nera” (2).

Ma cosa accadrebbe se in Italia se un ministro italiano dicesse: “Io non sono pallido, sono fiero di essere biaco!”?

In un Paese dove la Costituzione italina afferma all’articolo  3 che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e innanzi alla legge, senza distione di razza...” si griderebbe allo scandalo al razzismo, fioccherebbero interrogazioni parlamentari, la magistratura interverebbe applicando il pugno di ferro della legge Mancino (3), con la distinzione, assurda per cultura sociale, che se una persona di colore è orgoglioso di essere nero, è un valore aggiunto, ma se è un caucasico a dirlo, diventa discriminante nei confronti di chi ha una razza diversa. Esattamente come accade per gli omosessuali, dove questi possono sentirsi – impuemente – orgogliosi del loro essere, ma se passasse la legge contro l’omofobia, essere orgogliosi di essere eterosessuali che figliano tramite un atto sessuale d’amore, quello viene considerato omofobico.

 Il solito relativismo di comodo dei sinistri internazionali, italiani compresi.

Chi purtroppo ha iniziato questo  scontro politico tra razze è stata la ministra congolo-italiana, ed è fisiologico che quando chiunque, indendentemente dal sesso, dalla razza, dalla nazionalità o dall’orientameto sessuale,  manifesta superbamente il proprio ogoglio, giocoforza si catenano reazioni ugali e contrarie, in quanto è la famosa frase del Marchese del Grillo: “Mi dispiace, ma io sono io e voi non siete un cazzo!” (4) non è altro che la palese conferma, all’interno di un film, di come culturlmente le persone siano affette dal vizio capitale della superbia (tra i quali rientra anche l’orgoglio razziale, omo od eterosessuale che dir si voglia), è  da considerarsi uno dei più pericolosi, da combattere di una guerra senza quartiere e che non ammette alcun tipo di  prigionero, nero bianco, rosso, giallo o quant’altro che sia.

Il punto è che la ministra Kengye fin dall’inizio del suo mandato è partita a testa bassa, attaccando leggi e e conseutudini italiane, con una pacata violenza verbale, fatta di toni bassi, dagli accenti attenti, iniziando un’aggressione quasi virulenta, entro i limiti delle sue pregoativa come ministro, che hanno costretto la maggioranza degli italiani, ove checchà nè dica la Keynge, non sono, anche se lo vorrebbe, dalla sua parte, costringendoli alla difesa.

 Questa difesa dell’idenità cultuale nazionale del Ju Soli e il diritto di sicurezza dei confini via mare, terra e cielo,  viene però spacciata dalla sinistra sinstra e dai giornali compiacenti,  con però peggio ancora anche una parte del centro destra si sta appiattendo su posizoni sinistre, come un’aggressione contro la sua persona, trincerandosi dietro il razzismo.

La situazione è identica a quella di una partita di calcio, dove un arbitro bianco finge di non vedere il fallo commesso da un giocare nero, ma espelle il giocatore bianco per fallo di reazione, anche se entrambi sono a terra, con gli stessi danni fisici. È evidentemente che da una parte esiste una forma di sudditanza psicologica o di principio del castrato da parte dell’arbitro bianco, che per mazzette o altro, finge di non vdere i falli del giocare di colore, ma nel contempo mazzola alla grande il giocare caucasico per i falli di reazione.

E in questo momento l’Italia e gli italiani sono letteralmente sottoposti a questo abbagliante oscurantismo celebrale dettato dal colore della pelle del ministro, dove i giornalisti , come tanti pennivendoli fatti di cannabis, accorrono ai piedi della congolo-italiana come fosse l’Oracolo di Delfi, di Kuma, di Elk, la Sibilla Cumana e la Bocca della Verità, senza mai mettere l’accento su nessuna delle costanti incongruenze di un ministro, che non ha mai trovato il tempo di spendere, a quanto è dato sapere, una parola di cordoglio per i crimini commessi dagli immigrati in Italia, visto che il 50% della popolazione carceraria è composta da immigrati, il che rapportato alla popolazione totale della penisola, desunto il numero degli immigrati, volenti o nolenti si è costretti a pensare che, sebbene la maggioranza degli immigrati siano persone oneste che fanno ilpossibile per integrarsi e rispettare le leggi del Paese, in Italia arriva anche così tanta feccia umana, che ora, a causa della sovrapopolazione caceraria si pensa ad un decreto svuota carceri. Scaricando ancora i problemi sui cittadini onesti.

Ma la ministra per l’integrazione ha preferito non esprimersi mai su questo argomento, un  diplomatico  del Congo che li ha definiti “immondizia! (5) – N.d.A, leggersi l’articolo per non estrapolare una parola dal contesto del dipolmatico.

Ma la colpa maggiore non è della Keynge, visto che  alla fine ogni persona è quello che è. No, la colpa è del Pd che l’ha voluta in quel posto come parafulmine per tutto il resto e perchè il Pd ragiona solo in termini di consensi elettorali prossimi venturi e si sta cercando nuovi elettori, anteponendo,come fa il Sel di Nichi Vendola, gli interessi di partito a quelli dell’Italia e degli italiani indigeni da generazioni, con buona pace delle parole ripetute fino allo sfinimento del Presidente della Repubblica che ha sempre auspicato che la politica metta al primo posto gli interessi generali del Paese, rispetto a quelli particolari o di lobby, che danneggiano la nazione stessa, in quanto remano contro la medesima.

Marco Bazzato
31.07.2013