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martedì 25 febbraio 2020
Perché trovo più che legittimo il panico da Corona Virus?
Lo scrissi fin dall’inizio: il Corona Virus, che in seguito sarebbe stato
ribattezzato Covid-19, mi fece immediatamente venire in mente il romanzo di
Stephen King, “L’ombra dello scorpione”, di cui in tempi diversi lessi sia la
versione “breve”, così come quella estesa. Con la “piccola” differenza che nel
romanzo del Re dell’horror il tasso di mortalità era del 99,4%, contro uno
striminzito 2,5%, stando alle mie prime stime attuali, già dai primi giorni.
Stime in questi giorni rivedute al ribasso.
Le dinamiche comportamentali non sono differenti e mi riferisco al romanzo
di Tom Clancy, “Potere Esecutivo”, dove il
Presidente degli Stati Uniti, Jack Ryan, mise in atto il piano estremo,
denominato “segregazione”, quella che noi, volgarmente, chiamiamo quarantena,
con le stesse identiche dinamiche che ha prima applicato la Cina, nella
provincia epicentro dell’epidemia e poi successivamente quanto sta accadendo
oggi in Italia, con due regioni, con alcuni comuni in quarantena.
Il principio è lo stesso: segregazione, come dicono gli americani, dato che
siamo assai anglofoni, quando ci fa comodo.
E ora veniamo al punto essenziale, perché trovo più che legittimo e
giustificato il panico che si è scatenato nella popolazione. Per un motivo
molto semplice. Perché il principio di precacauzionalità che legittimamente
vale per i singoli Stati, per proteggere la salute dei cittadini, come loro dovere.
Ebbene questo principio, ha avuto, come era lecito e legittimo aspettarsi,
conseguenze sociali ed economiche a cascata. Non va dimenticato che in tempi
oscuri, come sta accadendo da quasi un mese, vale, sia per gli Stati che per i
singoli cittadini, il principio del “Si salvi chi può” oppure “Ognuno per se e
Dio – per chi ci crede, naturalmente vale per tutti, dal macro al singolo.
Quindi è inutile stare tanto a menarcela ed ascoltare i media, i
giornalisti e soprattutto i quotati esperti in tali materie, che nemmeno sono d’accordo
tra di loro, che continuano a lanciare appelli alla calma e non farsi prendere
al panico. “Di ad una persona di non fare una cosa e quella persona – o quella
società – si comporterà in modo diametralmente opposto. Quindi, un po’ di
psicologia inversa non farebbe male da parte di tv e stampa e social network.
Oggi ci si stupisce dei supermercati vuoti . Sarebbe stato assurdo se fosse
stato il contrario. Già, perché soprattutto
i cittadini che si trovano nelle zone interessate alla “segregazione”, adoro il
termine del romanzo di Tom Clancy, essendo letteralmente confinati entro il perimetro
delle zone interessate è normale che, potendo recarsi solo a fare spese,
facciano incetta di generi di prima necessità, fottendosene, legittimamente
delle necessità e dei bisogni altrui, seguendo il motto latino: “Mors
tua vita mea”, “La tua morte è
la mia vita!”.
E cos'altro dovrebbe fare il singolo cittadino? Farsi fregare il cibo o il
disinfettante, la mascherina – che dicono non serva un emerito cazzo,
oltretutto – e lasciare che l’acquisti qualcun altro? Per la serie: meglio che
stiano senza glia altri, piuttosto che rischi di rimanere senza io, questa è l’amara
e naturale verità del dell’animo umano, a tutti i livelli, da quello politico,
chiudendo la frontiere, non facendo atterrare
i voli, ma non i barconi della ONg, perché in Italia siamo dei geni,
salvo poi metterli tutti in quarantena, a spese della collettività.
Già, perché il ragionamento
politico, è che crepino a casa loro e non vengano ad appestarci in casa nostra,
salvo poi dirsi indignati quando siamo noi che rischiamo di andare ad appestare
in casa d’altri, allora ci sentiamo offesi, se legittimamente ci sbattono la
porta in faccia! Quanto siamo patetici e ridicoli, no?
Ma se lo fa il privato cittadino, che non vuole accostarsi allo presunto untore straniero o di un’altra
regione, ecco che da infingardi, alcuni
gridano al razzismo o altre amenità varie, dimenticando che lo stesso principio
di precauzionalità applicato su scala individuale o locale. Ma ciò scatena l’esecrazione
di politici e ben pensanti, che pochi minuti prima avevano ordinato lo stesso,
su scala internazionale, regionale o comunale, impedendo l’accesso o l’uscita
delle persone dalle zone interessate, oppure chiudendo corridoi aerei o
ferroviari.
Diciamocelo, il Corona Virus ci fa cagare sotto tutti, nessuno escluso. Sia
esso il politico, come l’ultimi dei tangheri ubriaconi di qualche villaggio
sperduto in mezzo ai monti.
Perciò ribadisco il concetto: l’altruismo
in certe situazioni può significare rischi per se stessi e per i propri cari. E
smettiamola di fare gli ipocriti: ci si
dispiace solo se si ammala o muore una persona vicina, un amico, un
parente, un conoscente, ecco che allora la cosa diventa una tragedia e un
dolore personale. Per tutte le altre morti, vale la frase che viene attribuita
ad “Acciaio – in italiano – Stalin: “Un
morto è una tragedia, un milione di morti sono una statistica”, ecco perché a i
morti altrui, checché se ne dica
pubblicamente, solo per convenzione sociale, de facto, se non direttamente o
indirettamente collegati, non ce ne può fregare di meno.
Ora, dopo questa immersione nel cinico e nel pragmatico, veniamo alle
presunte buone notizie, se ce ne sono.
Il virus non è molto mortale, il tasso di mortalità non supera il 2,3% e
ciò significa che se anche contagiasse tutti gli abitanti del terzo pianeta del Sistema Solare, per chi non
lo sapesse, questi è il pianeta Terra, il numero totale dei morti non supererebbe
i 300 milioni, rispetto al numero di abitanti attuale, la continuazione della
razza umana sarebbe comunque garantita. Niente estinzione, oppure solo
rimandata.
Un’ altra nota “positiva”. È un virus che in minima parte aiuta i vari
sistemi pensionistici, in quanto la maggioranza delle vittime sono persone
molto anziane – sovente con già malattie
croniche e scarse difese immunitarie e
il Corona Virus o Covid-19 gli assesta solo un piccolo colpetto,
scaraventandoli all’altro mondo – quindi
pensionati e ciò garantisce, seppur in modo al momento minimale, minori pensioni
da erogare agli ultrasettantenni. Insomma, una forma letale dalla vita di “Esodati!”.
IL tasso di guarigione sembra essere, il condizionale è d’obbligo, dato che
al momento non ci sono certezze, assai
elevato, oltre l’80%. Sembra che i giovani, sotto una determinata fascia di
età, se lo possano beccare, ma senza alcun tipo di conseguenze.
Insomma, per la serie, ci sta un’anarchia
di informazioni scientifiche e mediche che sovente si contraddicono a vicenda, il
che porta a pensare che il famoso detto “La scienza non è democratica” di
Roberto Burioni, continui ad essere smentita dai fatti e i precedenti circa il fatto che la scienza è
democratica, sono innumerevoli, ma non è questa la sede di tale
approfondimento.
Che altro aggiungere: reputo in queste situazioni l’egoismo individuale un
diritto e un dovere civico per salvaguardare soprattutto se stessi e i propri
cari, tutto il resto è relativo.
Se qualcuno prova a dire qualcosa in senso opposto, basta pensare alla
reazioni delle borse, alle ingenti perdite che hanno subito in queste settimane
e di come sia schizzato alle stelle prezzo dell’oro, come bene rifugio.
Ciò che vale per la finanza, allo stesso identico cinico modo, vale per gli
Stati, le regioni, i comuni, le città, i paesini, i singoli cittadini, dove
ognuno, a modo suo, è tenuto a tutelare se stesso e propri interessi.
Ad una sola condizione: rimanere all’interno della legalità e poi tutto il
resto è un diritto ed è consentito.
Marco Bazzato
25.02.2020
martedì 22 novembre 2016
Lettera di Matteo Renzi ai cittadini italiani residenti all’estero
Questa mattina mi è giunta dall’Italia una lettera del “nostro beneamato
premier”, per dirla alla Beppe Grillo, “Killer della democrazia” che mi
elencava le ragioni per il quale, a suo dire, dovrei votare “Sì” al referendum del 4
dicembre 2016.
Ebbene, già quando ho visto il faccione di Mr. Bean mi sono quasi caduti
quei pochi capelli che mi sono rimasti, ma quando l’ho visto fotografato
accanto a quel presidente fallito di Barack
Obama, mi è salita la scimmia su per il collo e ha iniziato a gridare in
modo disarticolato, emettendo striduli suoni indistinti.. Due falliti, uno che
quello bianco, che manco è diventato presidente del consiglio per voto
popolare, ma che è stato messo lì dal capobranco che muove le fila della
politica italiana da più di un ventennio, il Craxi Comunista, Giorgio
Napolitano, che si è svenduto l’anima ai poteri forti, e l’altro, il “meticcio,”
per dirlo alla Keynge, termine sbagliato, questo accade quando si studia per
corrispondenza, perché quello corretto è
mulatto, del futuro ex presidente degli Stati Uniti, che non è riuscito a far
eleggere come suo successore, la compagna di merende, Ilaria Clinton..
Purtroppo il nostro “beneamato” ducetto da quattro soldi è giunto, con
la sua meschina letterina, manco scritta da lui e manco firmata a penna di suo
pugno, in ritardo, visto che il mio voto, per corrispondenza l’ho spedito all’Ambasciata
italiana di Sofia, venerdì scorso e a quest’ora, se le poste bulgare sono veloci,
come sono veloci quando è ora di recapitare le bollette, e vi posso assicurare che sono veloci, la busta dovrebbe essere già giunta nella
rappresentanza diplomatica, dove, chiaramente si “è certi” che non avverrà,
come è avvenuto con le elezioni presidenziali austriache, dove ci sono stati
dei “giochini proibiti”, dei “pastrocchi”, in pratica degli insulti e della
cagate in testa sopra la volontà popolare dei cittadini, compromettendone
vigliaccamente l’esito, tanto è vero che sono state annullate e gli austriaci
torneranno alle urne, si spera senza essere inculati dalle loro ambasciate
sparse per il mondo. Ma in Italia, questo non accadrà vero, visto che gli
italiani all’estero potrebbero, a detta di alcuni, essere l’ago della bilancia.
Non dirò in questo momento come ho votato, questo è un segreto che appartiene
alla mia coscienza, ma come mio diritto, a casa mia ho fotografato il mio voto
e lo renderò pubblico a urne chiuse.
È chiaro che questo referendum sta dividendo il Paese, anzi, da una
parte ci stanno i cittadini, stanchi di una politica infame e dall’altra ci sta
la politica infame, che invece di essere meno infame e mettersi a lavorare per
il bene della Patria e degli italiani, preferisce svendere, ancora di più il
Paese ai poteri forti e questi, come avvoltoi affamati, sono pronti ad
avventarsi sulla carogna per spolpare ciò che resta delle sue misere e
miserevoli carni, con i giornali stranieri, soprattutto quelli finanziari, che
come accadde con la Brexit, o in seguito con le elezioni americane, i sondaggi
davano per certi, cercando di condizionare gli elettori, che il Regno Unito
sarebbe rimasto nell’Unione Europea e che la Clinton avrebbe sodomizzato il Trump,
mentre è stato il Trump ad infilare alla Clinton il suo parrucchino, color dei
capelli di Mastro Ciliegia, come berretto, sul Monte di Venere della perdente Ilaria.
In conclusione, tornando al Referendum, ho trovato vile e vigliacca la
lettera del Premier, un’indebita ingerenza di un capo partito ridotto ai minimi
termini, lacerato da lotte intestine, che lo vorrebbero vedere, simbolicamente,
appeso a testa in giù come un salame a stagionare o ad imputridirsi o ad ammuffirsi,
che si ricorda degli italiani all’estero solo quando è ora provare ad
elemosinare voti, perché la garrotta della sconfitta si stringe come un nodo
gordiano attorno al suo esile collo, costringendolo a mollare la presa del culo
dalla carega, in caso di sconfitta, che a detta di molti, come un temporale
stivo di fine autunno, si sta profilando all’orizzonte.
Marco Bazzato
22.11.2016
martedì 12 gennaio 2016
La futura distruzione della cultura europea è colpa di una certa sinistra!
L’Europa dei burocrati
e dei politici di centro sinistra o quelli filo immigranti a tutti costi, adesso
ha paura.
Sì ha paura perché in
Europa si sta assistendo a una preoccupante, dicono loro, ascesa dei partiti di
destra, considerati xenofobi e soprattutto nemici dell’immigrazione
indiscriminata, voluta dai cosiddetti progressisti, interessati, non a fare gli
interessi degli indigeni locali, degli autoctoni da almeno quattro o più
generazioni, o gli immigrati integrati nel tessuto sociale e socioculturale, indipendentemente
dalla religione professata, o figli di immigrati, italiani a tutti gli effetti
al compimento del diciottesimo anno di età, a seguito di richiesta di
cittadinanza, in quanto questi partiti, desiderosi a difendere con le unghie e con i denti della
legalità, la propria identità culturale e storica, ma a rendere le varie
nazioni europee un crogiolo indiscriminato di illegalità diffusa, o peggio
ancora una percezione, cosa ancora più pericolosa, di illegalità diffusa.
Beh, la colpa di questa scesa, come il
principio della dinamica classica – «ad ogni azione corrisponde
sempre una uguale ed opposta reazione», detto anche concetto
newtoniano – è colpa di un progetto
che si snoderà da qui ai decenni avvenire di un certo modo sinistro di far politica della sinistra, mirata a svendere le
radici europee e italiane, facendo regredire il vecchio continente al medioevo
in salsa afgana.
Quindi si può dare
ormai per assodato che sono gli stessi governi del centro sinistra dei vari
Stati o gli euro burocrati che vogliono e desiderano un’ascesa dei partiti di
centrodestra o di estrema destra.
Ma perché?
È presto detto. Perché l’aumento
dei partiti cosiddetti legati all’amor di patria, lasciamo stare il termine
abusato e pluristuprato di nazionalismo, permetteranno, con la scusa di
contenere il fenomeno della presunta
xenofobia, di mettere in atto, come del
resto si sta già facendo sommessamente, leggi per limitare la libertà di stampa
e di espressione, il tutto in nome della difesa della libertà di tutti i
cittadini, perché è così, che come
polpette avvelenate al curaro, la venderanno al popolo bue e credulone del
centrosinistra.
Del resto lo abbiamo
visto con non solo con i recenti attentati in Francia, con “l’atto terroristico”
e di Colonia, che da come sta emergendo in questi giorni sono stati pianificati
a tavolino, sono avvenuti anche in altre città della Germania, sembrerebbero configurare
una strategia ad ampio raggio programmata, da interpretarsi come una guerra non
dichiarata pubblicamente, che mira ad infondere, soprattutto nelle donne, un
senso di insicurezza , non importa se reale o immaginario, costringendole a
modificare i loro comportamenti, nella
speranza di non essere attaccate nuovamente da dei terroristi che si nascondono
dietro la nomea di molestatori o peggio ancora di violentatori.
Infatti, mentre una
volta la sinistra era quella più antimoralista e più attenta alle libertà
fondamentali della donna, al suo diritto di libero arbitrio e di poter gestire
al meglio la propria vita, oggi spalleggia indirettamente chi vorrebbe ridurre
le donne alla stregua di oggetti, da rinchiudere in casa e da tenere segregate,
o al massimo essere “obbligate” ad uscire accompagnate, facendo così il gioco
di un certo fanatismo islamico che mira ad annientare e annichilire il libero
arbitrio della donna.
È chiaro che i silenzi
complici e colpevoli con il quale molti esponenti politici di un certo centrosinistra
al governo, o che da quasi esterni lo fiancheggiano, non sono molto interessati
al benessere psicofisico delle donne molestate o violentate – forse se la sono
cercata, penseranno tra se certe marionette, ragionando ormai com’ era nella
mentalità del peggior integralismo
moraleggiante dell’Italia bigotta, fascista e post fascista, dell’Italia
cattolica. Solo che adesso, fa molto radical chic fare , non pardon i bigotti, ma gli evoluti intellettuali,
difendendo il diritto della donna di essere liberamente sottomessa all’islam,
di vestire, quasi come palombare, soprattutto se queste sono islamiche di
nascita o italiane convertite all’islamismo
salafita, la corrente più radicale dell’Islam, che come l’Italia asservita
al Vaticano e ai diktat della chiesa, non fa distinzioni tra religione e Stato.
L’apparente progressismo
di una buona parte dell’emiciclo parlamentare di centro sinistra, come un
maschio traditore, fa gli occhi dolci a quella che crede essere una bella gnocca di passaggio, celata sotto il burqa , con il
quale, per una scopata o una fornicata, è pronto a tradire non solo la
moglie, ma anche la sua patria, la propria cultura ,
facendo arretrare il Paese al millennio passato.
La sinistra che per
anni ha fatto il possibile per staccare l’Italia e gli italiani da quell’abbraccio
stritolante che reputava, a torto o a ragione, della religione cattolica, oggi
sembra voglia consegnare al nuovo braccio secolare che avanza, nel nome del politicamente
corretto, non solo l’Italia, ma l’Europa intera.
Per concludere voglio
dire che non ho nulla contro i fedeli islamici e contro l’Islam in generale, ma
ci stanno troppe arre grigie dove chi di
dovere, invece di vigilare come si conviene, finge di non vedere e volta il
capo dall’altra parte, o peggio cala le
braghe per paura di essere tacciato come islamofobo.
Non è una religione in
se a essere nemica dell’uomo, ma è come la religione viene usata dall’uomo come
grimaldello per soggiogarlo e piegarlo ai propri voleri.
L’Italia ci ha messo duemila anni per uscire
da quella ombra chiaroscura che era il cattolicesimo romano, croce e delizia di duemila anni di vette di
umanità eccelsa e di abissi di bestialità disumana, che nulla avevano a che
fare né con Dio, né con il Cristo e adesso, però, in pochi se ne rendono conto,
stiamo facendo il percorso inverso, regredendo, annichilendo i nostri spazi di
libertà, in nome del diritto altrui di avere la propria libertà, secondo come
la religione di costoro comanda, in casa Europa… usando la solita formuletta da
vigliacchi: per non offendere i credenti di altre religioni.
Solo i codardi e i
venduti si comportano così!
Se un continente, o un
Paese come l’Italia, non dimostra di
avere rispetto per la propria storia e la propria cultura, sarà in un futuro più
o meno lontano facile prede di lupi travestiti da agnelli, ed è quello che gli
italiani stanno lasciando, per indolenza, e per paura di essere criticati o
tacciati come razzisti, che accada.
Il declivio che porta
all’abisso si avvicina sempre di più e come l’orizzonte degli eventi di un buco
nero, se ne rimarrà ingoiati e distrutti!
Marco Bazzato
12.01.2016
http://marco-bazzato.blogspot.com/
lunedì 28 settembre 2015
“Volkswagen, l’inquinamento? È Cosa Nostra!”
Ci sta poco da girarci
attorno. È una settimana che godo come un cammello infoiato. Che godo come un
vulcaniano alle prese con il Pon Farr, detto anche “La febbre del sangue”, vedi
episodio di Star Trek TOs, Amok Time del
1968, da quando è scoppiato, partendo dagli Stati Uniti, lo scandalo Volkswagen, sulle autovetture dalle emissioni
taroccate, che come una tempesta di sabbia del Sahara, ha investito
praticamente tutto il mondo motorizzato.
È la goduria di vedere
i nostri amati amici teutonici, che praticamente si sono fatti trovare con le
braghe abbassate e che stanno subendo un atto contronatura di sodomia
planetaria, da parte, non solo dei governi infuriati come bisce, per quanto
avvenuto, ma ormai anche dalle palle iniziano a fumare dei proprietari di
questi modelli, ai quali toccherà per lo meno perdere una mezza giornata, per,
quando sarà il momento, portare il mezzo
taroccato e adulterato, dal concessionario della casa automobilistica, fondata
nel 1937, ai tempi del nazismo, per
volere dello stesso Adolf Hitler, infatti Volkswagen significa “vettura del
popolo”, oggi non certo buona per le tasche di cani e porci, a far rimappare, a spese della Volkswagen, ,
la centralina incriminata di tale burdello.
Ci stanno però una
serie di domande che credo assalgano tutti i lettori. Innanzitutto il silenzio
omertoso dell’Unione Europea, la quale sapeva almeno dal 2013, stando alle
informazioni di stampa, che in alcuni specifici motori a nafta, più bello il
termine nafta, sa più da grande inquinatore, vedi quel bel fumo nero e oleoso
dei trattori o dei motori a nafta degli anni ’80, sputavano dai tubi di
scappamento, gas superiori a quanto dichiarato in fase di omologazione al
banco. Ma come spesso accade con i grandi gruppi industriali a livello
planetario, ci si accorge che la merda inizia a puzzare solo quando il cesso
si tappa e il solido marrone rischia di
cadere sul pavimento, appestando tutto il cesso, emanando soffici effluvi
ammazza olfatto.
Quanti effettivamente
sapevano di questo problema? Sempre stando alle informazioni di stampa, la cosa
era emersa negli Stati Uniti nel 2014, ma si è aspettato come spesso accade, a
discapito della salute pubblica, il momento politico opportuno per ammazzare il
maiale con la macellazione Haal, pardon, per assestare un bel colpo di reni non
solo alla credibilità tedesca, ma soprattutto per tramortire la cancelliera
teutonica, che sembra ormai perdere colpi, peggio di un vecchio motore ad aste
e bilancieri, con tanto di valvole consumate e fasce elastiche contenitive usurate, che consuma olio a più non posso.
Una voce però ancora
non si è fatta sentire: quella degli ambientalisti. Strano, quelli gridano
anche se si piscia fuori dal boccale, se un non si tira lo sciacquone dopo aver
defecato, o se le stalle colme di vacche, emettono gas metano. Ma in questo
frangente? Silenzio assoluto, mutismo. Che abbiano tutti la VW e non vogliano
andarsene via a piedi, magari mostrando al mondo che, da ambientalisti, usano
autovetture a nafta che inquinano più del culo di una vacca?
La cosa più assurda di
tutte è che nessuno al momento ha crocifisso e lapidato l’azienda che ha
prodotto la centralina, che non è la Volkswagen, ma bensì la Bosh, sempre
tedesca. Su di lei nessuno strale, nessuno ha puntato pubblicamente il suo CEO,
i dirigenti e i suoi tecnici, visto che
alla fine, certo, la Volkswagen, ha commercializzato dei veicoli a nafta
inquinanti, ma l’inquinamento sembrerebbe non dovuto tanto ai motori, ma alla
centralina prodotta dalla Bosh, la quale comprendeva benissimo quando il tubo
di scappamento di un mezzo sul rullo della revisione, quando gli veniva
infilato nell’ano la sonda dell’opacimetro, passava in modalità “risparmio”
tenendo le emissioni di gas entro i limiti di omologazione.
Un po’ come fanno
gli adolescenti quando, bravi e beati loro, iniziano a fumare di nascosto e come
troiette infoiate, prima tornare a casa, si appestano di profumo gli abiti,
mettendosi in bocca qualche centinaio Halls Mentho-Lyptus Extra Strong, per
nascondere l’odore sigaretta, dopo essersi fatti fuori un pacchetto di Malboro,
o di Lucky Strike senza filtro, convinti, poveri illusi, che quella cagna da tartufi
della madre, non li senta puzzare, appena entrano a casa, e questi, come
scolaretti che a scuola hanno riempito la turca di carta igienica, cercano
barbare e vili giustificazioni e la madre, sempre più incazzata come una biscia
assetata di sangue e con le fauci colme di veleno, non vede l’ora di prendere a randellate quel suo ovulo
fecondato da, non ricorda nemmeno lei chi, mendaci e falsi come una banconota da 600 mila lire!
L’azienda
produttrice della centralina, stramente tace. Anzi, peggio ancora viene
esentata dal ciclone che ha colpito la Volkswagen. Nessun CEO si è dimesso, in
quanto non poteva non sapere, non sono giunte notizie di indagini interne e
della magistratura tedesca, per capire chi abbia ordinato cosa e chi, tra chi
sapeva che “l’adulterazione” era un reato, abbia taciuto o sia stato fatto
tacere. Ma è chiaro che, come si diceva
ai tempi di Tangentopoli in Italia, “I vertici non potevano non sapere!”.
Perché, diciamocelo, se
a un fornitore esterno, e la Bosh è un fornitore esterno della Volkswagen,
impartisci l’ordine di produrre qualcosa di fraudolento, chi opera direttamente
sulla creazione di questo software, doveva conoscere le leggi dei vari Paesi e
di conseguenza avrebbe dovuto avvisare i suoi superiori che si stava
commettendo un reato. Ma su questo versante, zero assoluto e la cosa di per se puzza
più dello scandalo stesso, perché la Bosh, dati del 2011, ha un fatturato di
51,4 miliardi di Euro, contro i 197 della Volkswagen, del 2013. Quindi si
auspica che le class action che stanno partendo in mezzo mondo, azzannino alla
gola gli utili della Volkswagen, così come quelli della Bosh, essendo
esecutrice materiale della “adulterazione” delle centraline, complice di quanto
avvenuto, visto che è palese che la colpa non è dei motori a nafta Ea189, ma
delle centraline taroccate dalla Bosh.
Parafrasando “The
Godfather” “Il Padrino” di Mario Puzo, ricordando una celebre copertina di un
settimanale tedesco di tanti anni fa, sembra che si sia sparsa la voce che recita:
“Volkswagen, l’inquinamento? È Cosa Nostra!”
Marco
Bazzato
28.09.2015
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sabato 10 gennaio 2015
Gli attentati di Parigi e il “terrorismo mediatico” italiano
Innanzitutto voglio
esprimere il mio vivo cordoglio per i morti a Parigi ai famigliari e agli amici
delle vittime – tutte. Senza distinzioni tra vittime e carnefici. I vivi da
vivi si possono insultare e offendere, quando sono morti ancora caldi, il
discorso cambia, piaccia o no, altrimenti diventeremo tutti come quelli dell’ISIS!
Detto questo, tralasciando
le dietrologie, ormai se ne contano a centinaia, quello che mi preme analizzare
in questo articolo è la bagarre e il “terrorismo mediatico” scatenato dai media, classici e digitali, in seguito a
questa strage.
Va fatta però una
doverosa premessa, e la faccio con un proverbio: “Scherza
con i fanti e lascia stare i santi!”, questa è la saggezza popolare
dimenticata dall’assurdità del modernismo relativista.
È vero che in una
normale democrazia il diritto di satira e di espressone deve essere
salvaguardato a prescindere, purtroppo però vivendo noi tutti in una società imperfetta, anche
qui regna un relativismo politico assurdo, peloso e vigliacco. Infatti, se si
fanno vignette antisemite, ecco che partono gli strali dell’opinione pubblica,
e a volte qualcuno si cosparge il capo
di cenere e fa pubblica ammenda. Se le vignette sono anticristiane e altri si
indignano, l’opinione pubblica e la
sinistra soprattutto grida alla censura, parla e straparla di un Paese
retrogrado e bigotto, attaccato a dei valori morali e sociali che vanno derisi
e soffocati, nel nome della laicità e della pluralità di pensiero. Giusto? Se invece le vignette sono anti islamiche, si
assiste alla cosa più assurda, specie se si è abituati ad osservare determinati
siti, e parlo di coloro che scrivono nei
siti atei o dell’ateismo razionalista, quindi delle opinioni personali dei
lettori: silenzio assoluto, di tomba,
nessuna condanna, nessuna esultanza per aver sbeffeggiato il Profeta o l’Islam,
in quei casi lì, tutti zitti come mosche.
E sapete perché? Perché
in Italia ci stanno due paure fetenti che fanno inzaccherare le mutande: la
paura di essere marchiati come antisemiti e quella di essere affetti da
islamofobia, mentre sono felicemente fieri se malati cristianofobia.
Già perché in Italia è
politicamente e socialmente accettata dai più, da coloro che si credoo radica
chic – mentre i più sono una manica di ignorantoni e lazzaroni senza arte, né parte
, privi di spessore intellettuale e
culturale – la cristianofobia, mentre è pubblicamente
esecrata l’islamofobia, anche se la legge in teoria dovrebbe punirli tutti in egual misura sebbene non si
è mai sentito nessuno che sia stato denunciato e processato per cristianofobia?
Qui ci vorrebbe un estensione della legge Mancino. Mentre per l’antisemitismo e
l’islamofobia, tutti ci fanno con i piedi di piombo, attenti a come aprono
bocca. (vigliacchi!)
Resta da capire se alla
fine sono idioti i cristiani o se sono più volpi gli altri?
Rimane in ballo un
fatto essenziale da comprendere, ma di cui nessuno ha avuto le palle di
affrontare il problema alla radice: il limite etico della satira. Sì, perché piaccia
o no un confine, se non impartito dalla legge, deve almeno essere frutto della
libera coscienza dell’individuo o del vignettista, ci deve essere.
Noi crediamo che la
libertà sia un valore assoluto, infatti lo è. La libertà, come tutte le libertà è un diritto
che va dosato, centellinato e usato con estrema accortezza. Nessuno di noi è
Signore e Padrone assoluto della propria libertà, ogni persona ne è
beneficiario,ma come colui che beneficia di un dono, questo va usato e
manipolato come se fosse una persona inferma, malata, bisognosa di cure e
attenzioni, perché altrimenti la presunzione dell’eccesso di libertà può far
attivare in alcuni strati della società delle formazioni cancerose, che poi
attaccano all’improvviso e con esisti difficilmente poi controllabili, soprattutto
quando si è nelle mani di una politica infingarda e che usa, per i propri
tornaconti personali, il terrore della gente e delle persone, gridando ai
quattro venti: “siamo in guerra, andiamo felici alla guerra, dobbiamo
schierarci. Bisogna combattere”, e altre amenità del genere. Certo, ma poi a
fare la guerra mica ci vanno questi che la invocano.
Non difendo l’Islam in
quanto tale, ma difendo la buona fede di milioni persone di islamici, anche quelli che vivono
in Europa e in Italia, a cui si è chiesto di fare pubblica condanna di questi
atti terroristici. Hanno fatto bene
a tacere, perché in ogni caso, qualsiasi
cosa avessero detto, visto il panico mediatico che stanno scatenando politici e
giornalisti, sarebbe stato distorto, manipolato e manco sarebbero stati
creduti, perché alla fine anche loro sono vittime, come è stato vittima il poliziotto musulmano
che aveva fatto giuramento alla bandiera francese, freddato dai terroristi.
L’Europa, le
Istituzioni Europee, i politici italiani e i cittadini italiani devono innanzitutto
interrogarsi sul significato vero di libertà, perché troppo spesso si crede che
libertà significhi fregarsene degli altri, in nome del proprio libero arbitrio.
Ebbene, questa non è libertà, questa è anarchia, è assenza di regole e l’assenza
di regole certe per tutti, fa covare nel tempo anche questi mostri, sebbene a
questi le armi morali siano state messe in mani da altri: ossia su chi, nel
nome assolutamente relativo della libertà assoluta di satira, ha permesso che
si passasse sopra tutto, a tutti. A sentimenti, a credi, a culture, non importa
che queste culture siano islamiche, cattoliche,ebree o di altre confessioni
religiose non appartenenti alle tre religioni monoteiste.
Le stragi di Parigi
sono i frutti avvelenati di questa libertà, che oggi va sotto il nome assurdo
di t”tolleranza”.
Personalmente trovo
osceno il termine “Tolleranza”, perché tolleranza significa solo mandare giù
e/o far mandare bocconi amari nel nome del diritto – arbitrario – proprio e/o
dell’altro, e questo diritto ci ha resi proni e/o arroganti, lavando il cervello, mentre il termine più
corretto dovrebbe essere accettazione, perché la tolleranza è come una bombola di gas , prima o poi esplode, con esiti deflagranti.
Il termine migliore è reciprocità, ma il
termine reciprocità e riconoscimento reciproco è un termine sconosciuto alla
razza umana, visto che il più delle volte è la politica, per interessi economici apparentemente occulti,
che soffia sul fuoco delle divisioni, fomentandole e facendo leva sugli istinti più biechi dell’essere umano,
il quale, come un fuscello al vento, è facilmente manipolabile.
Marco Bazzato
10.01.2015
lunedì 17 febbraio 2014
Vladimir Luxuria arrestata a Sochi?
Il comunista italiano Vladimiro Guadagno, affetto da disturbo di identità di genere (1a), che vorrebbe essere
chiamato da tutti Vladimir Luxuria e taluni italiani in passato, cadendo nella
trappola politica l’hanno pure votato,
mandandolo in Parlamento tanto che aveva anche la pretesa,
anche se maschio a tutti gli effetti, anche biologici, per quanto riguarda la
tubazione esterna, di utilizzare i
servizi igienici femminili. (1)
Ebbene, il Dottor Vladimiro Guadagno, laureato in lettere e linue
straniere, dopo esser entrato legalmente
in Russia, via cielo, non è dato a sapere se vestito come da certificato di
nascita e passaporto, o se travesito da donna, con tanto di mammelle false,
mostrando che già alla frontiera, alla faccia della propaganda, i russi sono
stati tolleranti con una persona affetta da disturbo
da idenità di genere, che rispettano le leggi del Paese.
Ma il Dottor Vladimiro Guadagno, noto “agitatore politico” che si spaccia
per difensore dei diritti civili anche in patria, ha fatto fare una pessiama
figura all’Italia e agli italiani, recandosi scientemente in Russia con lo
scopo di provocare dare scandalo, pur di diffondere anche in quella terrra la
sua ideologia figlia della toria dell’idenittà di genere. E lo fa, esponendo
allo stadio, una delle tante famigerate bandiere arcobaleno, con la scritta in
russo, “gay è ok”.
La polizia, gistamente ha preso subito in consegna il fascinoroso
mascarato, portandolo al più vicino posto di Polizia, dove il Dottor Vladimiro
Guadagno, al passaporto, si è poi lamentato, prima via telefono (2),
poi, dopo il rilascio, a mezzo stampa (3),
durante un intervista in un inglesse maccaronico, che la Polizia russa, senza
dirlo espressamente, è ignorante, perchè non parlava una sola parola di
inglese, ma solo il russo. Bisognerebbe che se il Dottor Vladimiro Guadagno
andasse in grio a parlare con i sottofuciali che prestano servizio in strada o
dentro le caserme, della Polizia o dei Carabieneri per sincerarsi se tutti
parlano l’inglese e se lo parlano, stia sicuro che forse si esprimono megliodi
costui. Senza dimenticare che i russi, trovandosi a casa loro, parlano la loro
lingua e non sono obbligati ad usare una lingua straniera per comunicare cona
persona fermata, la quale, al massimo la forza
pubblica può mettere a disposizione un interprete. Ma evidentemente
essendo solo stato in stato di fermo e quindi poi rilasciato, come spesso
accade in Italia, con i fascinorosi da stadio o con gli ubriachi che vengono
messi in guardina fino a quando non smaltiscono la sbornia, per fare un
controllo dei documenti, magari una
piccola ricerca in rete dopo aver visto qualche sua immagine o video, hanno
deciso di lasciarlo andare, aprendo le finestre, dopo la sua uscita, per cambiare
l’aria, e andando in bagno,a turno, a lavarsi le mani, come loro all’igiene
personale.
Ma la cosa esilarante è stato il web, Facebook in particolare, sembrava impazzito. Nemmeno durante l’11
settembre del 2001 si vedevano le informazioni scorrere a tale velocità. Ma la
cosa che scaldava il cuore erano i commenti d’amore nei confronti della Russia
e dei polizziotti dell’ex Unione Sovietica, che avevano preso in momentanea
consegna il Dottor Vladimiro Guadagno, per via del suo comportamento illegale e
antisociale, a dimostrazione che gli italiani si stanno svegliando dai narcotici
buonisti,a base di morfina mediatica e di laica ideologia religiosa che altro
non è che il nuovo oppio dei popoli e come persone che aprono gli occhi dopo
anni di sonno della ragione, imparano a distinguere non solo ciò che è giusto
da ciò che è sbagliato, ma sopratutto ciò che è male da ciò che è bene.
E in questo caso il giusto e il bene era ed è dalla parte della polizia
russa che con rispetto e diligenza della persona, ha fermato il fascinoroso per
identificarlo, salvo poi rilasciarlo senza, e forse questo è stato un errore,
ma evidenteente il codice pnale russo non lo prevede, un ingiunzione di
rimpatrio immediata e un timbro nero sul passaporto, impendendogli di rimettere
piede così nel suolo russo per almeno una decina di anni.
Se al Dottor Vladimiro Guadagno non è stata ingiunta l’espulsione immediata,
oltretutto dopo averlo identificato e forse compreso che ruolo ha avuto in
Italia nel corso dell’ultimo decennio, è un chiaro segno che le presunte
diesciminazioni russe nei confronti degl LGBT sono solo una fantasia dentro le
teste degli LGBT russi, riportate dai media occidentali come forma di pressione
politica e di ingerenza nei confronti delle leggi ruse, perchè se così i locali
gay di Shochi e nin solo, non sarebbero mai stati aperti e sopratutto pubblicizzati
nei giornali online e nei media occidentali, affinchè i locali e gli ospiti
potessero continuare a sguazzare sui loro gusti sessuali diversi da quelli
etero. (4).
Tutta questa storia di “lussuria” o Luxuria ha mostrato in modo
inequivocabile che il Dottor Vladimiro Guadagno, comunista di sangue e di
professione, è diversamente amato dalla maggioranza silenziosa e non degli
italiani, ma sopratutto che non
disegegna il denaro dell’odiato nemico, Silvio Berlusconi, amico di Vladimir
Putin, in quanto sembrerebbe che fosse al seguito degli inviati della
trasmissione le Iene di Italia 1, di proprietà Mediaset, che di cui una parte
consistente delle azioni appartiene al grupppo Finivest, dove l’azionista di
maggioranza è il pregiudicato Silvio
Berlusconi, decaduto dalla carica di Senatore, ma Presidente di Forza
Italia.
Quando si parla di coerenza politica di un comunista.
Marco Bazzato
17.02.2014
(2)
http://video.repubblica.it/dossier/sochi-2014/luxuria-arrestata-a-sochi-battaglia-mi-ha-chiamata-dal-posto-di-polizia/156161/154656?ref=HREC1-3
(3) http://video.repubblica.it/dossier/sochi-2014/sochi-luxuria-volevo-solo-riprendere-la-bandiera/156164/154659?ref=HREC1-3
lunedì 27 gennaio 2014
Il Giorno della memoria
Cosa centrano tutte le persone nate, prima dello scoppio ddella II guerra
mondiale e sopratutto quelle nate dopo il 25.04.1945, con il Giorno della Memoria?
A rigor di logica, a rigor storico e come colpe morali e materiali per quanto
commesso dal nazismo, assolutamente nulla.
Smettiamo di permettere ai politici e ai media di farci sentire in colpa e farci irrorare da un sangue che oggettivamente
e storicamente non abbiamo versato.
È stato versato?
Sì!
Così scrivono dicono i libri di storia, le testimonianze dei
sopravvissuti,. Così ha scritto Primo Levi nel suo libro più celebre: “Se questo è un uomo”.
E quindi? E quindi sono passati sessantanove anni dalla fine della II
guerra mondiale, settantacinque dal suo inizio e la maggior parte dei cittadini
dell’Europa dell’Ovest, Italia compresa, sono teoricamente obbligati da
una legge italiana, ...sancita
dal parlamento nel 1959 – tre
anni dopo lo scoppio della seconda aguerra israelo-araba, con gli israeliani appoggiati da Inghilterra,
Francia e Stati Uniti – dopo
una battaglia pubblica condotta dai sopravvissuti. "In questo
giorno," recita la legge "si rispetteranno in tutti i luoghi del
paese due minuti di silenzio, si terranno iniziative e cerimonie, le bandiere
saranno a mezz'asta, i locali di svago chiusi – questa parte finale della legge da decenni è imapplicata o forse non lo è stata mai,
visto che non è considerato giorno festivo
– , i programmi della radio
saranno dedicati all'argomento" e il 1º
novembre 2005 dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle
Nazioni Unite, durante la 42ª riunione plenaria, lo è stato dichiarato anche dall’Onu.
.
Il ricordo oggi deve essere una
scelta, non un obbligo didattico caduto dall’alto, sottoforma di
legge dello Stato, non ancora abrogata,
costringendo intere scolaresche a sorbirsi un giorno di retorica, ripetuta anno
dopo anno come un mantra, come se questi eventi, dal termine della II guerra
mondiale, avessero poi contribuito
ad evitare altri olocausti, altri sacrifici,
altri genocidi, oppure se altri olocasuti, altri sacrifici, altri genocidi, oppure
per scelte politiche di parte si sceglie di non commemmorare , perchè avvenuti
negli Stati Uniti coon il genocidio dei nativi americani, in indocin,
il genocidio degli armeni,, senza andare a menzionare l’emisfero
australe del Pianeta, essendo per la grande poolitica internazionale
meno degni di importanza e quindi vanno messi messi sotto il lo zerbino.
Non va dimenticato che praticamente con cadenza quasi mensile, quando va
bene, bisettimanale, quano va meno bene, o peggio settimanale,ossia quando Rai
Storia vuole stracciare le palle, i documentari
sul nazismo, sulla Shoah, sull’olacusto, sulla II guerra mondiale, sul
fascismo, si sprecano fino alla nausea e ogni giorno, mese, anno che passa,
vengono visti, percepiti, sentiti e vissuti con sempre meno partecipazione
emotiva, con più distacco, quasi fossero documentari di un tempo così lontano
da essere percepito – giustamente – dalle giovani generazioni, come il periodoMesozoico.
LaShoah è un fatto storico incontrovertibile – nonostante ciò che affermano
i revisionisti, sebbene tutta la Storia del genere unano, dall’inizio di questa
scienz,a è sempre stata oggetto di revisioni, riscritture, correzioni, nuove interpretazioni,
scoperte, correzioni, estensioni, altrimenti
non sarebbe più Storia ma Dogma di fede laico e/o politico, quindi a livello
puramente teorico, anche queste pagine di storia del ventesimo secolo
dovrebbero essere trattate allo stesso modo e non come un Dogma fondamentalista
e indiscutibile, pena l’essere accusati di negazionismo
dell’Olocausto – come lo era stato
la I guerra mondiale,l’unica guerra dei tempi moderni del millennio passato,
vinta dall’Italia unita, che veniva ricordata il 04 novembre.Ooggi quella data
è stata asformata nella Giornate delle Forze
Armate, forse perchè tutti gli i Cavalieri di Vittorio Veneto, come i
dinosauri del triassico , si sono
estinti, o forse perchè anacronistico ricodare una vittoria e la fine di una
guerra, terminata da quasi un secolo, ossia
da circa 3 o 4 generazioni, o anche perchè, vuoi la svogliatezza degli
studenti, unita alle non sempre eccelse qualità degli docenti, oggigiorno
si fatica ad arrivare, con il programma
di studi, al ventesimo secolo.
Sta di fatto che per volontà di legge e per senso responsabilità
individuale, i giovani di oggi obbligati, costretti, coscritti ad assistere a
queste lezioni di storia,e poi ripetere il tutto come pappaglalli, magari recitando
quanto detto dai docenti davanti ad un microfono, fornendo opinioni retoriche, per
vendere al popolo teledipedente,
l’illusorietà che questa data sia sentita , mentre invece è imposta, dagli
italiani.
Quando poi si assiste alla retorica dei politicanti, che leggono discorsi
scritti da altri, fingendo commozione, in queste occasioni le palle, non solo quelle degli oratori, ma
anche degli ascoltatori o dei telespettatori, scendono a terra e come becchini
iniziano a scavarsi la fossa da sole. Basta osservare il politico di turno che legge
per rendersi conto che con la mente sta in tutt’altro posto.
Ma possibile che siamo ancora cosi illusi da credere che ai ragazzi nati nati nel 2000, ossia 55
anni dopo il termine della II gerra mondiale e che leggono il XX secolo allo
stesso modo come i nati dopo l’anno
mille, possano, emotivamente
parlando, sentirsi realmente toccati in
un qualche modo da questi avvenimenti,
quando la maggior parte di costoro manco conoscono gli eventi della storia contemporanea, perchè per loro il
XX secolo è equivaele quasi al mesozoico.
Siamo degli illusi. La politica è illusa, i nostri politici si stanno
comportando come i primi cristiani che usando
Matteo 27,25 “Che il suo sangue ricada su di noi e sui
nostri figli”, credonodi poter instillare un senso di colpa millenario nei
confronti dei cittadini italiani, dell’Europa Occidentale ,tramite l’obbligo di
rcontinuare ancora oggi di ricordare la Shoah, dimenticando che oggi
rispetto secoli dell’anno mille,
l’ignoranza e il sapere, anche sui fatti contemporanei, dove i cittadini europei, non solo italiani, hanno
una buona memoria a breve e riescono a comprendere che quelli che nel millenio
passato sono state le feroci vittime di un regime criminale, poi, dal 1948 i
politici del nuovo Stato hanno iniziato ad occupare territori che in base al
diritto internazionale non erano loro, freandosene bellamente delle risoluzioni
Onu.
Basta leggersi anche i commenti
presnti in rete, per rendersi conto che
l’italiano, a differenza di come lo vorrebbe dipingere la politica, non è
antisemita o antisionista – vedi sionismo
(1) – a parte qualche
lurido idiota che andrebbe condannato non in quanto antisemita, ma solo per il
fatto di essere ignorante e questa ignoranza culturale genera, tra le altre
cose, anche l’antisemitismo, dove non va dimenticato che Israele ha il pieno
diritto di esistetere come Stato, all’interno dei confini definiti dall’Onu,
nel pieno rispetto del diritto internazionale, che a rigor di logica non deve
essere infranto nè dagli Stati confinanti contro Israele e nè da Israle nei
confronti degli Stati confinati, territori Palestinesi compresi, come l’Unesco
stesso, agenzia diretta emanazione dell’Onu, ha riconosciuto..
Il che porta alla conclusione che
l’Italia in Europa i nazionalismi sono considerati, dai nostri politici, sinonimo di chiusura e nazi-fascismo e vanno combattuti sul piano politico e culturale,
essendo ogni di nazionalismo da
considerare come il male assoluto del
secolo scorso e del ventunesimo secolo.
Ma poi, in riferimento al gesto vile
inivato alla comunità ebraica di Roma, La Stampa scrive: “Un tentativo
di propaganda antisionista dietro i
tre plichi con teste di maiale spediti alla Sinagoga di Roma, all’ambasciata
israeliana e ad una mostra ebraica alla vigilia di shabat” (2).
Il che porta a questa considerazione: o
ogni nazionalismo è male
assoluto per tutti i 193 Paesi membri dell’Onu(3),
oppure una politica corrotta chiude gli occhi sul relativismo nazionalista e si permette da alcuni Stati, o ad uno
Stato, rimanere per decenni in palese
antitesi con gli interessi generali della politica internazionale e locale,
dove politici o dei capi di Stato, oggettivamente e brutalmente in rirpovevole
malafede, in determinate circostanze, tendono a fare gli interessi particolari di determinati Stati
o di unoStato in particolare, che certo non è quello italiano.
È bene ricordare, se proprio, come usa dire il Presidente della Repubblica
italiano, che non bisogna mai perdere di
vista il quadro generale e il quadro generale ddlla storia, afferma che la II guerra mondiale ha causato
in totale 55 milioni di morti, e sopratutto questi 55 milioni di morti sono
presenti anche i 6 milioni di morti
dell’olocausto ebreo, generato
dalla follia umana di chi ha permesso l’ascesa di Hitler al potere e di chi,
direttamente o indirettamente, anche dall’estero, l’ha foraggiato e coccoalto,
perchè nella distruzione dell’Europa poteva intravvedere la possibilità di
enormi arricchimenti personali e di profitti per le industrie degli armamenti.
Sistema che anche oggi non è cambiato, anche se con modalità apparentemente
differenti, ma che nella sostanza generano eguali sofferenze in ogni parte del
mondo, e di cui anche l’Italia, aggirando l’articolo 11 delle Costituzione
italiana, grazie alle missioni “di pace” perchè
la politica è osì’ codarda che fugge vigliaccamente dala verità nè è tutt’ora complice.
L’esercizio della memoria è un esercizio inutile, se da quella memoria
storica escono cambiamenti reali, che vanno a beneficio di tutti gli innocenti,
indipendentemente dalla razza, dal sesso e dalla religione.
Ma ogg,i come nel 1924 in U.R.S.S, con Stalin, nel 933 con Hitler in Germania, la grande politica internazionale, fatta da
piccoli uomini, sebbene con modalità differenti e riammodernando il look,
togliendo via baffoni e/o baffetti, eliminando la mascagna o la frangetta,
continuano ad avere le mani orde di
rosso sangue nero delle vittime innocenti che direttamente o indirettamente
condanno a morte, con apparentemente meno violenza e ferocia, ma generando in
ogni caso spaventosi e dimenticati genocidi silenziosi.
Marco Bazzato
27.01.2014
(2)http://www.lastampa.it/2014/01/25/italia/cronache/oltraggio-antiebraica-a-roma-teste-di-maiale-a-sinagoga-e-ambasciata-yzJZoUlWtKX5xmOtnwuhDI/pagina.html
3)
http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_membri_delle_Nazioni_Unite
martedì 30 luglio 2013
La Keyge attacca la Lega e Roberto Maroni
Premetto che non ho intenzione di trasfomare questo mio spazio di libertà
in un blog contro la ministra Keynge, nè difendere la Lega Nord, i leghisti, in quanto almeno negli anni passati, visto che ora il
raduno di Pontida è quasi lettera morta, con i loro abiti caratteristici, non erano molto
diversi dai partecipanti sopra i carretti deei vari gay pride, ma quando un’ex immingrata irregolare, leggesi
ex immigrata clandestina, secondo la dicotomia successiva della legge Bossi
Fini, divenuta italiana per diritto di matrimonio, continua a lanciare strali contro gli italiani indigeni e
autoctoni da secoli, e non perde l’occasione per attaccare l’Italia e l’italianità,
figlia prima del Risorgimento e poi della Costituzione, nata al termine della
seconda guerra mondiale, che vorrebbe rimodellare a sua immagine e somiglianza,
eliminado il Jus Solis a favore del Jus Sanguis ed eliminare il reato di
immigrazione clandestina, aprendo indiscimiatamente le porte, senza controllo
preventivi alle frontiere di terra, di mare e di cielo, come impone il Trattato
di Lisbona, che la Keynge non conosce nei dettagli, starsene in silenzio sarebbe come diventare
politicamente complici della sua visione ideologica dell’immigrazione, ma nel
cotempo non si deve rimanere imbrigliati nella visione leghista, che non va difesa, ma nremmeno vituperata più del
necessario, quando lo merita, ma forse non in questi frangenti.
È chiaro che è in atto uno scontro di civilità.
Basta leggersi i commenti su Facebook, anche nei quotiani o nelle pagine
notoriamente di sinistra, la Keinge sta trasformanodo gli italiani in tanti
intolleranti, non tanto alla sua persona, ma alle sue idee, che se tramutate in
leggi, per colpa di un parlamento succube, rischiano di portare il Paese a diventare
ostaggio di un Apartheid bianca, come fu in Sud Africa e dove l’italia e gli
italiani bianchi potrebbero aver bisgono di un Nelson Mandela caucasico, nel
giro di qualche decennio, per cercare di ristabilire l’ordine antropologico e
la coesistenza pacifica tra persone e razze diverse da quella caucasica, che
potrebbero portare alla reclusione nella riserve dei caucasici, trasfomandoli
in reitti in casa loro.
E ora per concludere la Keynge attacca frontalmente la Lega e il suo segretario,
Roberto Maroni, il quale, a dire della
ministra dovrebbe intevenire contro le presunte e si ribadisce presunte
manifestazionidi razzismo, commesse a
dire della Keynge, nei suoi confronti.
Intanto vanno chiarite alcuni concetti fondamentali che un ministro della
Repubblica italiana dovrebbe conoscere bene.Nessun cittadino italino può essere
etichetato impunemente del marchio infame di razzista se non esiste una
conanna definitiva, lo stesso dicasi per
coloro che a dire dei giornali e della ministra, si sarebbero macchiati di insulti nei suoi confronti: dove stanno le
conanne definitve per affermare tutto questo corrisponde alla verità
giudiziaria?
Oppure il Pd vuole instaurare una
dittatura del popolo di stalinana memoria in Italia, fatta di condanne politiche, forse anche
capitali, nei confronti dei dissidenti o degli avversari politici, considerati
nemici dei loro interessi di bottega?
In secondo lugo quando si legge su Repubblica: Keynge. “Non vado alla festa della lega. Maroni fermi i leghisti” (1).
Come se Maroni avesse responsabilità politiche, morali e/o penali di
qualsiasi atto compiuto da un leghista
nel suo privato, sui social network o di ciò che dice all’interno dicirocli
ristretti di persone che lapensano come lui, nei confronti della Keynge.
Certo, se poi dopo ci stanno le presunte offese, deve essere la magistratura
a vagliare i singoli casi ed eventualmennte decidere se istituire i processi, esulando dalla politica, in quanto
se si usasse il principio di ribaltamento della situazione, sarebbe come se gli
italiani incolpassero il ministro Keynge dei reati che commettono gli
extracomunitari in Italia.
Ma se ciò viene fatto ecco che l’attaco politico, a dire della Keynge si trasforma, come per la magia di
qualche stregone meticcio, in un atto di razzismo nei suoi confronti.
La Keynge dichiarato: “E io non sono
di colore, sono fiera di essere nera” (2).
Ma cosa accadrebbe se in Italia se un ministro italiano dicesse: “Io non sono pallido, sono fiero di essere
biaco!”?
In un Paese dove la Costituzione italina afferma all’articolo 3 che “tutti
i cittadini hanno pari dignità sociale e innanzi alla legge, senza distione di
razza...” si griderebbe allo scandalo al razzismo, fioccherebbero
interrogazioni parlamentari, la magistratura interverebbe applicando il pugno
di ferro della legge Mancino (3), con la distinzione,
assurda per cultura sociale, che se una persona di colore è orgoglioso di
essere nero, è un valore aggiunto, ma se è un caucasico a dirlo, diventa
discriminante nei confronti di chi ha una razza diversa. Esattamente come
accade per gli omosessuali, dove questi possono sentirsi – impuemente –
orgogliosi del loro essere, ma se passasse la legge contro l’omofobia, essere
orgogliosi di essere eterosessuali che figliano tramite un atto sessuale
d’amore, quello viene considerato omofobico.
Il solito relativismo di comodo dei
sinistri internazionali, italiani compresi.
Chi purtroppo ha iniziato questo
scontro politico tra razze è stata la ministra congolo-italiana, ed è
fisiologico che quando chiunque, indendentemente dal sesso, dalla razza, dalla
nazionalità o dall’orientameto sessuale, manifesta superbamente il proprio ogoglio,
giocoforza si catenano reazioni ugali e contrarie, in quanto è la famosa frase
del Marchese del Grillo: “Mi dispiace, ma
io sono io e voi non siete un cazzo!” (4) non è altro che la
palese conferma, all’interno di un film, di come culturlmente le persone siano
affette dal vizio capitale della superbia (tra i quali rientra anche l’orgoglio
razziale, omo od eterosessuale che dir si voglia), è da considerarsi uno dei più pericolosi, da
combattere di una guerra senza quartiere e che non ammette alcun tipo di prigionero, nero bianco, rosso, giallo o
quant’altro che sia.
Il punto è che la ministra Kengye fin dall’inizio del suo mandato è partita
a testa bassa, attaccando leggi e e conseutudini italiane, con una pacata
violenza verbale, fatta di toni bassi, dagli accenti attenti, iniziando
un’aggressione quasi virulenta, entro i limiti delle sue pregoativa come
ministro, che hanno costretto la maggioranza degli italiani, ove checchà nè
dica la Keynge, non sono, anche se lo vorrebbe, dalla sua parte, costringendoli
alla difesa.
Questa difesa dell’idenità cultuale
nazionale del Ju Soli e il diritto di sicurezza dei confini via mare, terra e
cielo, viene però spacciata dalla
sinistra sinstra e dai giornali compiacenti,
con però peggio ancora anche una parte del centro destra si sta
appiattendo su posizoni sinistre, come un’aggressione contro la sua persona,
trincerandosi dietro il razzismo.
La situazione è identica a quella di una partita di calcio, dove un arbitro
bianco finge di non vedere il fallo commesso da un giocare nero, ma espelle il
giocatore bianco per fallo di reazione, anche se entrambi sono a terra, con gli
stessi danni fisici. È evidentemente che da una parte esiste una forma di sudditanza
psicologica o di principio del castrato da parte dell’arbitro bianco, che per
mazzette o altro, finge di non vdere i falli del giocare di colore, ma nel
contempo mazzola alla grande il giocare caucasico per i falli di reazione.
E in questo momento l’Italia e gli italiani sono letteralmente sottoposti a
questo abbagliante oscurantismo celebrale dettato dal colore della pelle del
ministro, dove i giornalisti , come tanti pennivendoli fatti di cannabis,
accorrono ai piedi della congolo-italiana come fosse l’Oracolo di Delfi, di
Kuma, di Elk, la Sibilla Cumana e la Bocca della Verità, senza mai mettere
l’accento su nessuna delle costanti incongruenze di un ministro, che non ha mai
trovato il tempo di spendere, a quanto è dato sapere, una parola di cordoglio
per i crimini commessi dagli immigrati in Italia, visto che il 50% della
popolazione carceraria è composta da immigrati, il che rapportato alla
popolazione totale della penisola, desunto il numero degli immigrati, volenti o
nolenti si è costretti a pensare che, sebbene la maggioranza degli immigrati
siano persone oneste che fanno ilpossibile per integrarsi e rispettare le leggi
del Paese, in Italia arriva anche così tanta feccia umana, che ora, a causa
della sovrapopolazione caceraria si pensa ad un decreto svuota carceri. Scaricando
ancora i problemi sui cittadini onesti.
Ma la ministra per l’integrazione ha preferito non esprimersi mai su questo
argomento, un diplomatico del Congo che li ha definiti “immondizia! (5)
– N.d.A, leggersi l’articolo per non estrapolare una parola dal contesto del
dipolmatico.
Ma la colpa maggiore non è della Keynge, visto che alla fine ogni persona è quello che è. No, la
colpa è del Pd che l’ha voluta in quel posto come parafulmine per tutto il
resto e perchè il Pd ragiona solo in termini di consensi elettorali prossimi
venturi e si sta cercando nuovi elettori, anteponendo,come fa il Sel di Nichi
Vendola, gli interessi di partito a quelli dell’Italia e degli italiani
indigeni da generazioni, con buona pace delle parole ripetute fino allo
sfinimento del Presidente della Repubblica che ha sempre auspicato che la
politica metta al primo posto gli interessi generali del Paese, rispetto a
quelli particolari o di lobby, che danneggiano la nazione stessa, in quanto
remano contro la medesima.
Marco Bazzato
31.07.2013
(2) http://www.ilgiornale.it/news/interni/kyenge-anti-retorica-non-sono-colore-fiera-essere-nera-913959.html
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