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martedì 12 gennaio 2016

La futura distruzione della cultura europea è colpa di una certa sinistra!




L’Europa dei burocrati e dei politici di centro sinistra o quelli filo immigranti a tutti costi, adesso ha paura.

Sì ha paura perché in Europa si sta assistendo a una preoccupante, dicono loro, ascesa dei partiti di destra, considerati xenofobi e soprattutto nemici dell’immigrazione indiscriminata, voluta dai cosiddetti progressisti, interessati, non a fare gli interessi degli indigeni locali, degli autoctoni da almeno quattro o più generazioni, o gli immigrati integrati nel tessuto sociale e socioculturale, indipendentemente dalla religione professata, o figli di immigrati, italiani a tutti gli effetti al compimento del diciottesimo anno di età, a seguito di richiesta di cittadinanza,  in quanto questi  partiti, desiderosi  a difendere con le unghie e con i denti della legalità, la propria identità culturale e storica, ma a rendere le varie nazioni europee un crogiolo indiscriminato di illegalità diffusa, o peggio ancora una percezione, cosa ancora più pericolosa, di illegalità diffusa.

 Beh, la colpa di questa scesa, come il principio della dinamica classica – «ad ogni azione corrisponde sempre una uguale ed opposta reazione», detto anche concetto newtoniano –  è colpa di un progetto che si snoderà da qui ai decenni avvenire di un certo modo sinistro di far  politica della sinistra, mirata a svendere le radici europee e italiane, facendo regredire il vecchio continente al medioevo in salsa afgana.

Quindi si può dare ormai per assodato che sono gli stessi governi del centro sinistra dei vari Stati o gli euro burocrati che vogliono e desiderano un’ascesa dei partiti di centrodestra o di estrema destra.

Ma perché?

È presto detto. Perché l’aumento dei partiti cosiddetti legati all’amor di patria, lasciamo stare il termine abusato e pluristuprato di nazionalismo, permetteranno, con la scusa di contenere il fenomeno della  presunta xenofobia,  di mettere in atto, come del resto si sta già facendo sommessamente, leggi per limitare la libertà di stampa e di espressione, il tutto in nome della difesa della libertà di tutti i cittadini,  perché è così, che come polpette avvelenate al curaro, la venderanno al popolo bue e credulone del centrosinistra.

Del resto lo abbiamo visto con non solo con i recenti attentati in Francia, con “l’atto terroristico” e di Colonia, che da come sta emergendo in questi giorni sono stati pianificati a tavolino, sono avvenuti anche in altre città della Germania, sembrerebbero configurare una strategia ad ampio raggio programmata, da interpretarsi come una guerra non dichiarata pubblicamente, che mira ad infondere, soprattutto nelle donne, un senso di insicurezza , non importa se reale o immaginario, costringendole a modificare i  loro comportamenti, nella speranza di non essere attaccate nuovamente da dei terroristi che si nascondono dietro la nomea di molestatori o peggio ancora di violentatori.

Infatti, mentre una volta la sinistra era quella più antimoralista e più attenta alle libertà fondamentali della donna, al suo diritto di libero arbitrio e di poter gestire al meglio la propria vita, oggi spalleggia indirettamente chi vorrebbe ridurre le donne alla stregua di oggetti, da rinchiudere in casa e da tenere segregate, o al massimo essere “obbligate” ad uscire accompagnate, facendo così il gioco di un certo fanatismo islamico che mira ad annientare e annichilire il libero arbitrio della donna.

È chiaro che i silenzi complici e colpevoli con il quale molti esponenti politici di un certo centrosinistra al governo, o che da quasi esterni lo fiancheggiano, non sono molto interessati al benessere psicofisico delle donne molestate o violentate – forse se la sono cercata, penseranno tra se certe marionette, ragionando ormai com’ era nella mentalità del peggior integralismo  moraleggiante dell’Italia bigotta, fascista e post fascista, dell’Italia cattolica. Solo che adesso, fa molto radical chic fare , non pardon i  bigotti, ma gli evoluti intellettuali, difendendo il diritto della donna di essere liberamente sottomessa all’islam, di vestire, quasi come palombare, soprattutto se queste sono islamiche di nascita o italiane convertite all’islamismo salafita, la corrente più radicale dell’Islam, che come l’Italia asservita al Vaticano e ai diktat della chiesa, non fa distinzioni tra religione e Stato.

L’apparente progressismo di una buona parte dell’emiciclo parlamentare di centro sinistra, come un maschio traditore, fa gli occhi dolci a quella che  crede essere una bella gnocca  di passaggio, celata sotto il burqa , con il quale, per una scopata o una fornicata, è pronto a tradire non solo la moglie,  ma  anche la sua patria, la propria cultura , facendo arretrare il Paese al millennio passato.

La sinistra che per anni ha fatto il possibile per staccare l’Italia e gli italiani da quell’abbraccio stritolante che reputava, a torto o a ragione, della religione cattolica, oggi sembra voglia consegnare al nuovo braccio secolare che avanza, nel nome del politicamente corretto, non solo l’Italia, ma l’Europa intera.

Per concludere voglio dire che non ho nulla contro i fedeli islamici e contro l’Islam in generale, ma ci stanno troppe arre grigie  dove chi di dovere, invece di vigilare come si conviene, finge di non vedere e volta il capo dall’altra parte,  o peggio cala le braghe per paura di essere tacciato come islamofobo.
Non è una religione in se a essere nemica dell’uomo, ma è come la religione viene usata dall’uomo come grimaldello per soggiogarlo e piegarlo ai propri voleri.

 L’Italia ci ha messo duemila anni per uscire da quella ombra chiaroscura che era il cattolicesimo romano,  croce e delizia di duemila anni di vette di umanità eccelsa e di abissi di bestialità disumana, che nulla avevano a che fare né con Dio, né con il Cristo e adesso, però, in pochi se ne rendono conto, stiamo facendo il percorso inverso, regredendo, annichilendo i nostri spazi di libertà, in nome del diritto altrui di avere la propria libertà, secondo come la religione di costoro comanda, in casa Europa… usando la solita formuletta da vigliacchi: per non offendere i credenti di altre religioni.

Solo i codardi e i venduti si comportano così!

Se un continente, o un Paese come l’Italia,  non dimostra di avere rispetto per la propria storia e la propria cultura, sarà in un futuro più o meno lontano facile prede di lupi travestiti da agnelli, ed è quello che gli italiani stanno lasciando, per indolenza, e per paura di essere criticati o tacciati come razzisti, che accada.

Il declivio che porta all’abisso si avvicina sempre di più e come l’orizzonte degli eventi di un buco nero, se ne rimarrà ingoiati e distrutti!

Marco Bazzato

12.01.2016

http://marco-bazzato.blogspot.com/

sabato 14 novembre 2015

Parigi, 128 morti. Hollande:” Atto di guerra!”



Avviso a tutti i lettori: questo articolo non sarà politicamente corretto. Quindi non indignatevi, non lagnatevi e se proseguite nella lettura lo fate a vostro rischio e pericolo.

Prima di iniziare voglio esternare le mie condoglianze ai famigliari delle vittime e dei feriti della notte di terrore parigina. Vittime e feriti innocenti, colpiti dalla follia criminale di un terrorismo dove sembra che i soliti noti facciano il possibile per assumersene la paternità, rivendicalo. Ma, senza che nessuno la preda sul personale, non esprimerò il mio cordoglio alla Francia e alla politica francese.

Diamo il via alle danze. Innanzitutto mi è stata rovinata la serata televisiva. Dopo la visione di un ottimo film, “The Call”, comunque i fatti bene o male sono noti a tutti, ormai.

Che dire di questo “patè parigino di carne umana macinata da proiettili e granate”- carne crivellata e dilaniata dall’attacco di venerdì 13?

 A proposito ieri mi sono scordato di fare qualche gesto scaramantico, ed è avvenuto il cosiddetto “effetto farfalla” della teoria del caos. Caos che a Parigi effettivamente c’è stato, facendomi venire  in mente una frase pronunciata da n noto cantante italiano nel 2009, che parafraserò: “Tutto torna indietro come un boomerang”.

Infatti non dimentichiamo che è stato per volontà dell’ex presidente francese –  il nano capoccione – se a Gheddafi è stata fatta la festa e che adesso in Libia si pratica “Una splendida festa di morte” (Stephen King – 1977), con mezza Europa, che come cani e cagne in calore, leccavano il culo al francese, perché all’epoca l’imperativo era quello di eliminare il leader libico, fisicamente, facendolo ammazzare, dalla scena politica mondiale, per un debituccio contratto dal tappetto francese nei suoi confronti. E da dove adesso dalla Libia, partono  le carrette del mare cariche di  emigranti economici, che fanno arricchire le cooperative legate ai comunisti e al clero, perché l’Italia, come negli autosaloni quando si deve presentare un nuovo modello, si pratica indiscriminatamente “Le porte aperte!”

Adesso retoricamente tutti gridano all’11 Settembre Europeo, Francese, Parigino, o come diavolo lo si vuole chiamare. Non scadiamo nei discorsi da alcolizzati . Questi che hanno fatto la “Danse macabre” (Charles Baudelaire –  Fleurs du mal”, rispetto a chi ha  praticato l’indesiderato coito anale agli americani dell’11 settembre 2001, versione ufficiale a parte, quanto avvenuto venerdì 13 – tocchiamoci – 2015 a Parigi, ha il sapore di una serie di raudi da botti di capodanno, “sfuggiti di mano”, anche perché le vittime –  terroristi compresi – negli U.S.A, furono 2974, mentre la scorsa notte nella città di Lady Oscar, attualmente il computo si ferma  a 128.  Meno di un ventesimo, rispetto agli U.S.A. Ergo il paragone non regge, anche perché lo si vede chiaramente anche dai volti dei giornalisti e dei politici che lo ripetono fino alla nausea, che manco loro ci credono.

Ma la domanda che tutti si pongono è un'altra: è adesso?.

Naturalmente  chiudiamo la stalla dopo che i buoi sono scappati.

 L’Europa, i politici europei, italiani e francesi compresi, si meritano tutto ciò. Purtroppo quelli che crepano in questi casi non sono i politici, colpevoli indiretti, ma i civili. Infatti, il presidente francese è stato portato via dai guardia spalle, gli altri cittadini potevano solo sperare di portare a casa la pellaccia.… Alla faccia della  Libertè e soprattutto di Egalite, la Fraternitè e andata a puttane!

Adesso si chiudono i confini…

Ma prima cosa facevano i servizi segreti di mezza Europa, francesi compresi? Si masturbavano sotto i tavoli, infilandosi le baghette in un orifizio – la bocca, maliziosi che non siete altro! – Oppure se ne stavano al Moulin Rouge a guardasi quella scosciate che ballano il “Can Can?”

Ci sta poco da dire, i terroristi, qualunque sia la loro nazionalità e chiunque li ha  inviati, molto probabilmente o erano cellule dormienti che sono state attivate, oppure, ipotesi più probabile erano dei sedicenti profughi arrivati a Parigi con ordini precisi e per una missione suicida. Sta di fatto che l’organizzazione del “Luna Park itinerante di sangue” è stata ben orchestrata e non è impossibile ipotizzare che questi, visto che si pensa solo a monitorare la rete, internet, i social network, abbiano utilizzato sistemi di comunicazione a bassa tecnologica, visto che essendo quasi completamente in disuso, non sono diversi dalle linee delle metropolitane abbandonate,e quindi ricettacolo di ogni genere di balordi o terroristi.

E che farà adesso la nostra povera italiaetta? Seguirà la linea del buonismo a prescindere, tipico della Boldrini e di quei  zozozzoni di sinistra, oppure, finalmente il Paese si toglierà il guanto di velluto e inizierà ad utilizzare,  legalmente anche con leggi ad hoc, il pugno di ferro?  L’unica mossa inutile, come quella del bambino che voleva mettere l’acqua del mare dentro il secchiello, è quella di un rafforzamento dei controlli di terra, soprattutto con la Francia. Bella mossa e i confini di mare? Lì continueremo ad andarceli a prendere, con il pretesto di salvare vite umane, direttamente entro i limiti delle acque territoriali libiche, per Diana!

 In primo luogo, come già sta avvenendo in Francia, invece di dare il giro di vite o di garrotta contro l’immigrazione clandestina, rimpatriando, forzatamente, non semplicemente espellendoli fuori da patri confini, lasciando a costoro la libertà di aggirarsi per l’Unione Europea, si sta pensando restringere – come si fa sempre in questi casi, ecco perché questi eventi sono come il cacio sui maccheroni –  le libertà civili e individuali, non degli eventuali colpevoli, ma delle vittime,ossia la maggioranza dei cittadini.

Ci sta poco da fare i buonisti a prescindere. Come diceva il consigliere comunale del P.C.I. quando si dovevano celebrare i funerali della signorina Cristina, in Don Camillo – 1952, “I tempi dei sentimentalismi sono finiti. Finiti!”

E come disse Jean Luc Picard, in Star Trek “Primo contatto” 1996: I! Siamo scesi a troppi compromessi, troppe ritirate. Invadono il nostro spazio, e noi ci ritiriamo. Assimilano mondi interi, e noi ci ritiriamo. Adesso basta! Li dobbiamo fermare qui, impedirgli di andare oltre... E io gliela farò pagare per tutto quello che hanno fatto!”

Diciamocelo, ce la siamo voluta, ce la siamo cercata. La politica europea degli ultimi lustri, prona agli interessi Nato,  Americani e in parte francesi,  ha portato a questa situazione di caos generalizzato in Europa, a partire dall’abbattere Gheddafi, al voler abbattere il legittimo governo siriano. Il colpo di Stato silenzioso in Ucraina, con l’annessione quasi forzosa entro l’Unione Europea, Il tutto  come sempre non per  nobili scopi umanitari o di salvaguardia dei diritti umani, o dei diritti civili. Dai, non pigliamoci per il culo. Di questi diritti civili degli altri Paesi ce ne fottiamo bellamente. L’interesse è quello solito di sempre: mettere le mani sulle loro risorse.

 Solo che poi ci si incazza se ci viene restituita, secondo le loro forme, la pariglia, appestandoci di sedicenti profughi, che arrivano in occidente per farci mangiare la loro merda, che è identica alla nostra stessa merda,perché sempre di merda si tratta. La guerra, smettiamo di nasconderci, è il terrorismo di Stato, accettato, mentre il cosiddetto terrorismo è la guerra che i poveri combattono contro i ricchi, oppure il terrorismo è la guerra generata da coloro che si ribellano ai soprusi.  E la religione è solo un bieco e volgare pretesto. Il fatto che qualsiasi figlio di cagna o di scrofa urli, prima di ammazzare a sangue freddo dei disgraziati innocenti, “Allahu Akbar  له أكبر” è un’offesa nauseabonda al proprio Dio, perché questi cani della loro tanto decantata religione, non hanno compreso nulla e usano i deboli di mente, persone prive di valori etici e morali, per piegarli alle loro volontà criminali e alla loro visione ideologica del mondo.

Rimango convinto e in questo momento molti mi odieranno, che il vero Islam, la vera Fede, è un’altra cosa e non ha nulla a che fare con teste tagliate ed esecuzioni sommarie e viltà proferite contro degli innocenti, indipendentemente da qualunque sia il loro credo religioso.

È anche vero però che il vecchio continente se cercata perché non ha una strategia politica di ampio respiro, non ha una visione strategica, ma semplicemente tattica e miope dello scacchiere geopolitico mediorientale e nordafricano. E questi sono i risultati.

Abbiamo lasciato chel’Isis si rafforzasse,  e anche le capre sanno chi lo finanzia, presuntuosi nell’illudersi che volesse fermasi alla Siria, all’Afganistan,  all’Iraq, perché, chi lo ha creato lo credeva un cane fedele al guinzaglio, che poteva essere tenuto buono con qualche polpetta di carne di maiale… Mentre invece si è evoluto ed è diventato come il Kraken che con  i suoi tentacoli ha raggiunto anche  quello che ha la presunzione di credersi il cosiddetto mondo civile.

E adesso in una Parigi sospesa in un limbo di terrore, gli unici che fanno affari d’oro, sono i fioristi..
Marco Bazzato
14.11.2015

Foto presa da Repubblica

domenica 5 aprile 2015

Buona Pasqua a tutti



Per l’ennesima volta Papa Francesco ha deluso. I giornali e i social network tacciono, per piaggeria, ma il popolo non è né bue e manco vile e lo ha dimostrato la Piazza San Pietro, praticamente deserta, e no certo per via della pioggia.

I fedeli stranieri hanno capito che nonostante le belle parole di facciata, manco sono presi in considerazione di striscio negli auguri e quindi hanno disertato, preferendo andare dove almeno, per quanto poco, vengono rispettati.

Francamente sono sempre più sconcertanti i segni evidenti di disinteresse nei confronti dei fedeli. Certo ci stanno i teorici gesti simbolici, incentrati sulla Sua persona, il buonismo apparentemente sparso a piene mani, dilapidando le casse vaticane, le telefonatine, che ora sembrano essersi fermate, ma per il resto, è calma piatta.

Comunicazione pari a zero, discorsi scialbi, intrisi di mediocre retorica trita e ritrita. E in fatti il popolo dei fedeli, checché ne dicano i giornali, come i cani da tartufo, a naso sentono la qualità e la bontà ed è chiaro che ormai scavano sempre meno, disertano, se ne stanno distanti, preferiscono starsene a casa a mangiarsi l’agnello, soprattutto se abitano a Roma e dintorni, piuttosto che gettare via la loro mattinata in modo infruttifero.

  E poi, dai, diciamocelo: un tizio papale che al termine della benedizione Urbi et Orbi termina con: «Buona Pasqua e buon pranzo» lo si può accettare da “Gigi er troione” quando te serve l’abbacchio al forno e te manna afanculo, ma non certo dal “Santo Padre!”, gli Apostoli, dopo la resurrezione, grazie allo Spirito Santo, si facevano capire in molte lingue,costui invece, forse per pigrizia, si limita ai saluti in Italiano!

Certo si capisce l’utopia della famigliarità, ma ci stanno anche delle regole, delle tradizioni di rispetto che questo Pontefice continua a calpestare bellamente, infischiandosene dei fedeli stranieri, come se il suo obbiettivo fosse proprio quello di allontanare con questi suoi atti poco cristiani gli stranieri da Roma.

Non si sa cosa effettivamente abbia i mente, ma la china distruttiva che ha preso, certo non fa onore a lui e soprattutto infanga decenni di lavoro dei suoi predecessori, che sta mandando letteralmente a farsi fottere.

Marco Bazzato

05.04.2015

giovedì 9 ottobre 2014

Aborto d’amore – romanzo e-book





Gentili lettori,
È con immensa gioia che Vi comunico l’uscita del romanzo “Aborto d’amore”, avente come sottotitolo “lacrime eugenetiche”.

Questo romanzo ha avuto una gestazione lunghissima. Sebbene la scrittura sia iniziata nel 2006, la stesura definitiva è dell’anno scorso, il 2013. Ho scelto la versione e-book,  pubblicando con la piattaforma di lulu.com perché alla fine ho creduto che il romanzo meritasse di uscire, anche in virtù del particolare momento storico che stiamo vivendo, almeno osservando l’Italia da una posizione privilegiata, dove il Paese e la politica italiana, in gran parte, a torto o a ragione, si è schierata a favore o contro la proposta di legge contro l’omofobia, con in prima linea, per il mantenimento dell’attuale legalità e status quo, le Sentinelle in piedi, come se questi presunti problemi, nonostante il rischio Ebola, immigrazione incontrollata e una crisi economica che scaraventato lo stivale in una depressione economica, in quanto l’attuale quadro politico va avanti spedito a proclami e slogan di facciata, non avesse altro a cui pensare.
“Aborto d’amore” è un romanzo che potrebbe accendere molti animi, ma sta a voi, miei fedeli lettori, dare fuoco alla polveri. Sì, perché l’opera letteraria tratta un tema apparentemente digerito dall’opinione pubblica italiana: l’aborto. Ma quando questo si mescola, all’interno di un romanzo, con l’indagine prenatale e il presunto gene dell’omosessualità, a lungo dibattuto tra gli scienziati e di cui non è ancora stata confermata la scoperta ufficiale, in prestigiose pubblicazioni scientifiche, ecco che la fantasia romanzata può offrire diversi scenari ipotetici.

Naturalmente non è compito del romanziere dare giudizi scientifici, etici, morali, legali, all’interno di un opera di fantasia. Il compito del romanziere, a mio avviso è di creare realtà parallele, mondi o futuri alternativi, ove poi, al termine, il lettore potrà, se vorrà, scegliere con chi schierarsi.

“Aborto d’amore” è ambientato in un paese mai citato della profonda provincia veneziana, che si trova, come se ci fosse un inesistente Muro di Berlino, diviso dalla linea continua di una strada provinciale, dalla provincia di Padova.  Narra delle vicende della famiglia Rampin e l’abisso emotivo nel quale è sprofonda a seguito di un esame genetico prenatale, illegale, che ha diagnosticato la presenza nel feto del gene dell’omosessualità. Le certezze di Arianna e Francesco collassano, avvolgendo tutti i protagonisti, principali e secondari, in un turbinio senza fine di situazioni personali e sociali che sconvolgeranno le loro vite e le presunte certezze che credevano acquisite, salde e costruite sopra la roccia, dove alla fine nessun personaggio è come appare e nessuna sicurezza e così certa da essere incrollabile e assoluta.

L’e-book può essere acquistato cliccando direttamente su questo link. La registrazione non è obbligatoria, si può pagare con Visa, Mastercard, American Express e PayPal.

Marco Bazzato
09.10.2014



sabato 15 febbraio 2014

Vigonvo: il Sindaco sostituisce la foto del Presidente della Repubblica con quella di un Capo di Stato teocratico

Damiano Zecchinato ne ha combinata un’altra delle sue.

 A nemmeno un giorno dalla sua lettera indirizzata al consigliere dell’opposizone,  con il Sindaco che iniziava con “Non lascio perdere un bel niente!. Forse la mente di tutti è andata  Goffredo Hamori di Malafesta, conte de Montmirail, d'Appremont e di Papincourt detto “l'Ardito”e,al suo grido di battaglia: “Ch’io deceda se recedo” del film “I visitatori” del 1993, intepretato da Jean Reno. Però se si riguarda il film non si può fare a meno di non notare una lontanissima somiglianza del Sindaco con l’attore francese  di “genere burlesco”, Christian Clavier, che intepretava del fido scudiero  Jean Cojon il Marpione , detto anche “palle molli”/Giacinto Maria Jeanco . (-1).

  Nella sua missiva pubblica, il Sindaco, Damiano Zecchinato, affermava il valore del rispetto delle Istituzioni e del Comune che gli paga l’indennità, combinandone un’altra delle sue: ha sostituito la foto del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con quella di un Capo di Stato straniero, ossia il Monarca dello Stato Città del Vaticano.  


Damiano Zecchinato ha detto: “Non mi riconosco nella figura del presidente della Repubblica, bensì in quella del Papa che trasmette più valori. Non volevo il presidente Napolitano sulla mia testa, per me non sta facendo una grande figura, non è assolutamente super partes. Se mi vogliono obbligare devono fare una legge su questi simboli: quello è il mio ufficio e decido io chi avere sulla testa”(1) – (2).

È certamente vero che rispetto a Sandro Pertini l’attuale Presidente della Repubblica,  entrato in Parlamento nel 1958,  vedil’Elezione di Napolitano è incostituzionale?” (3),risulta assai lontano lontano dallo share che al tempo riscuoteva, come cantava Toto Cutungno  ne “L’italiano”, “...un partigiano come Presidente....” Ma da qui a sostiture la foto dell’attuale inquilino del Quirinale con quella di un Capo di Stato straniero, Papà Francesco, può portare a pensare che la visione della società dell’attuale Sindaco sia orientata verso i principi e i valori – teorici – di uno Stato teocratico. E tra le  teocraziе non possiamo non citare l’Arabia Saudita e l’Iran e lo stesso Stato Città del Vaticano (3).

Cche Vigonovo abbia un Sindaco Talebano? Si ricorda che “talebano nel suo significato originale in Pashito e in Persiano significa Studente.(3bis). Studiare i testi sacri, non importa di che religione,  o filosofia religiosa, allarga la mente.

Ora, con tutto il rispetto nei confronti di Papa Francesco, per la sue figura di Sommo Pontefice,  266º Vescovo di Roma e vicario di Cristo sulla Terra, è politicamente accettabile che un Sindaco, in virtù della carica pubblica che ricopre e del rispetto che pretenderebbe dai cittadini,  possa esporre la foto di un monarca, che a rigor di diritto internazionale e di Concordato, quando entra nel suolo del Territorio Italiano, ma non solo in Italia, per le sue visite ufficali, è accolto con gli onori riservati ai Capi di Stato?

Il Sindaco, nella sua volontà di far parlare si se, ha dimenticato che l’Italia è un Paese laico, non sottoposto ad alcuna monachia teocratica, dove  l’articolo 7 della Costituzione italana, recita:  Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. (4)

Nel sito deln Governo Italiano (5) al quesito16 si può leggere: Negli uffici pubblici si può esporre la foto del Presidente della Repubblica? SÌ, ma non si possono esporre foto di altre autorità.

Papa Francesco è a tutti gli effetti un Capo di Stato regnante,dove il passaporto privato è Argentino e quello Diplomatico è messo dallo StatoCittà del Vatiano,  nel pieno dei suoi poteri temporali (6). Quindi, anche ammesso che il Sindaco, Damiano Zanonato, abbia affosso la foto del monarca della Città del Vaticano, nel mio ufficio “privato”, il Sindaco, riceve, come tutti possono leggere ne sito del Comune di Vigonovo,(7) lunedì dalle 10.00 alle 12.00, giovedì dalle 10.00 alle 12.00 su appuntamento, e-mail: sindaco@comune.vigonovo.ve.it. 

Quidi, quando riceve i  cittadini  nell’ ufficio che ha in uso, non tiene conto dei diritti di costoro,  non solo battezzati, ma anche sbattezzati,  atei o che professano altre confessioni religiose, venendo meno al suo obbligo di rispettare il il principio di di laicità, nei pbblici uffici,  di tutti i cittadini di Vigonovo e non solo.

Questo per quanto riguarda l’aspetto temporale, l’aspetto, spirituale  è molto meno “elastico” di quanto il relativismo contemporaneo vorebbe far supporre.

Chiaramente visto che il Sindaco dice di  ispirarsi ai valori trasmessi da un Capo di Stato Straniero, teocratico,  sarebbe auspicable che avesse il coraggio e il rigore morale di non celebrare  più i matrimoni civili, perchè per la Chiesa Cattolica, quindi anche quella di Papa Francesco, il matrimonio civile è considerato convivenza moreuxorio, mentre il vantaggio coloro che sono sposati in Chiesa, è  che se invece di passare per il divorzio legale, tramite la Giustizia Italiana,  si passa attraverso la Sacra Rota, il  Tribunale Ecclesiastico che fa capo allo Stato città del Vaticano,quando il matrimonio religioso viene annullato, la sentenza, in virtù del Concordato tra Stato Italiano e Stato città del Vaticano, permette di non pagare un centeismo di mantenimento alla non mai moglie, perchè con l’annullamento del matrimonio religioso si annulla anche quello civile,  come se il matrimonio n non fosse mai stato eseguito, nè in Chiesa e nè innanzi ad un pubblico ufficiale, anche se era il sacerdote stesso in quel ruolo.

. Teniamo presente che Papa Francesco, prima di tutto è un Gesuita. I gesuiti sono ecclesiastici di formazione intellettuale assai fine, anche se mantengono all’apparenza un aspettopacioso e bonario, come quelli dei preti di campagna degli anni ’50, in stile Don Camillo.  Ma dietro l’apparenza, ci  sta il giusto  rispetto del mandato terreno che Bergoglio. come Papa, continua a portare avanti in quanto Vicario di Cristo in Terra.   Lo stesso giusto rigore  che è sempre stato insenganto fin da bambini quando si frequentava il Catechismo perchè i valori e principi trasmessi nel corso dei secoli da Gesù, come Figlio di Dio per i Cristiani o ccome principi filosofici ed etici per inon credenti o per coloro che professano altre confessioni,  sono immutati.

Certo,come tutti coloro che hanno frequentato il catechismo o che andavano o vanno tutt’ora alle messe domenicali,  Gesù è venuto per i peccatori, per qutti quelli che non rispettano in primis le tavole della Legge che Dio ha dato ad  Mosè sul Monte Sinai, dove in quest’epoca di convivenze more-uxorio, di non rispetto dei Comandamenti 8 e 9 (non dire falsa testimonianza e non desiderare la donna d’altri – ossia non fornicare fuori dal  sacramento del Matrimonio), oppure gli ammonimenti contro i sette vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola e ira, che hanno terrorizzato in passato generazioni di fancilulli, quali una ovlta adulti  scelgono di tenre i piedi sulle due sponde di un fiume, su quattro o più poppe/zizze/mammelle o fallo/1 altrui, anzichè sulle due della/del legittima/o consorte.

 Il sindaco Damiano Zecchinato per gistificare il suo gesto dice  tra l’altro: “bensì in quella del Papa che trasmette più valori... Se mi vogliono obbligare devono fare una legge su questi simboli: quello è il mio ufficio e decido io chi avere sulla testa.

Analizziamo queste due frasi, riporatate dai quotidiani..

 Il Papa certo, a dire del Sindaco esprimerebbe più valori, dell’attuale inquilino del Quirinale,  però va ricordato che quando ogni Sindaco presta giuramento pruncia la seguente frase: “Giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana”. È grazie alla Costituzione italiana che il Parlamemento approva le leggi, dove lo stesso Presidende della Repubblica, anche quando firma un D.p r,  le approva. E si sa: la  Legge è uguale per tutti e La legge non ammette ignoranza, anche se l’imputato è extracomunitario e poco scolarizzato,come conferma una recente sentenza, della Corte di Cassazione. (7bis)

Quindi  quando un sindaco si  “schiera”, mettendosi sopra la testa un Capo di Stato straniero è come se si sottomettesse a costui e non alle Leggi della Repubblica Italiana. 

Privatamente a casa sua, ogni cittadino può fare ciò che vuole, ma non può arroccarsi la presunzione del diritto di poter affermare pubblicamente decido io chi avere sulla testa, dicendo “quello è il mio ufficio”. Peccato però che  che “MIO” non può essere utilizzato, in quanto presuppone un diritto di  proprietà della stanza adibita ad ufficio che semplicemente  usa e/o occupa in virtù del fatto che i cittadini l’hanno eletto nel 2011.

Il Sindaco, Damiano Zecchinato,  dice qualcosa di contrario all’ottavo comandamento, visto che ha la foto di un Capo di Stato straniero e Capo Spirituale di uno Stato teocratico della Chiesa Cattolica Universale,  nell’ufficio che ha in uso, in quanto quando afferma che non esiste la legge.

 La legge esisite eccola.
È il D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121  Regolamento recante disciplina dell'uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell'Unione  europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 16 maggio 2000, n. 121 (8), , esposte, oltre che nei
luoghi indicati dall'art. 2, commi 1 e 2 della legge 5 febbraio 1998,(9) scrivendo quanto segue: 3. Nei luoghi indicati nel comma 1 si espone anche il ritratto del Capo dello Stato.


Un altro punto essenziale non è se il Vicario di Cristo in Terra e successore al soglio pietrino trasmette più  valori.  Il punto è semmani, anche se la tramissione dei valori inclusi nei messaggi è ottima ,non è detto che la stazione ricevente riesca a decodificarli in modo esatto, corretto, giusto e poi metterli in pratica.  

L’eventuale giudizio di merito o l’entrare nel merito, non spetta certo allo scrivente, ma le opinini possono essere tranquillamente espresse in casa, al bar, davanti ad uno spritz, ad un bianchetto o ad un folpetto al mercato del lunedì mattina, o innanzi ai gradini della chiesa, dopo la messa delle 11.00.

Sappiamo tutti che il Papa trasmette con le più moderne tecnologie digitali e i segnali vengono inviati in tutto il mondo, ma poi se esistono politici, pubblici amminstratori, che dicono di rifarsi a questi valori, ma usano vecchie radio a transistor o televisori a valvole, in bianco e nero, che non sanno manco aprirsi internet e fare una ricerca in rete, hanno ha voglia andare in piazza a decantare questi valori tramessi, quando si sono compresi e messi in pratica, quando fa comodo, a smozziconi, solo per raccattare gli ultimi voti di qualche vecchiatta baciapile o di qualche canuto baciabanchi del giorno di Natale o Pasqua nelle prime file alla messa delle 11.00, perchè alle loro spalle, i cittadini li mettono alla berlina!

Nel Discorso della Montagna di Gesù , di cui Papa francesco è vicario di Cristo in Terra, ci stanno  alcuni versetti di Matteo, capitoli 5 e 6, ma tutti e quattro evangelisti sono illuminanti, tanto che qualsiasi persona, anche atea, solo per un fatto culturale può leggerseli, senza attenere : (10) via etere la trasmissione di valori aggiunti, forniscono a tutti interessanti spunti di riflessione.

: 27Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; 28ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37 Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
2Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. 3Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra,  perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.(11)


Alla fine di tutto, il Sindaco di Vigonovo, Damiano Zecchinato, ha dimostrato ancora una volta sua totale mancanza di conoscienza delle Leggi tialiane, mancanza di rispetto per la figura del Santo Padre, visto che esiste stima reciproca tra il Presidente della Repubblica italiana e il monarca dello Stato Città del Vaticano.

Oltre a tutto ciò i danni di immagine causati ai cittadini di Vigonvo, per questa sua uscita estemporanea che ha reso i  vigonovesi, a causa del suo Sindaco,gi zimbelli di tutta Italia e non solo.

Non sarebbe sbagliato se si costituissero in un comitato dando il via da una class action contro Damiano Zecchianto, non prima di aver consultato un legale circa la fattibilità, per il danno di immagine causato a tutti i vigonovesi, per considerare “mio” l’ufficio che occupa come Sindaco eletto e per non essersi preso l’onere di controllare come afferma, non esiste una legge che impone la presenza della foto del Presidente della Repubblica, Giogio Napolitano.

Marco Bazzato
15.02.2014



domenica 14 aprile 2013

Vuoi il lavoro? Togliti il Hijab! Discriminazione o laica ragione?


Di questa presunta discriminazione che avrebbe subito una donna di 21 (1) anni, nata in Italia ma figlia di egiziani, che, stando alle cronache giornalistiche, si sarebbe sentita discriminata in quanto, invece di portare i capelli scoperti indossa il Hijab  - derivante dalla radice ḥ-j-b, "nascondere allo sguardo, celare") indica qualsiasi barriera di separazione, posta davanti a un essere umano o a un oggetto, per sottrarlo alla vista o isolarlo (2) - il velo che copre interamente il capo, lasciando scoperto il volto, tanto da scomodare anche il  TG1.  Velo non indossato da tutte le donne di religione islamica. Infatti, le più laiche ed emancipate ne fanno a meno, rimanendo comunque legate alla loro religione, essendoci nell’islam, una visone progressista e non radicale o estremistica, che libera il meglio delle risorse intellettuali ed estetiche delle donne che professano questa religione.

Questa signora, a suo dire, si sarebbe sentita discriminata per motivi religiosi, in quanto innanzi a esplicita richiesta, fattale via mail, se sarebbe disposta a toglierselo, ha scelto la sua visione dell’islam, rispetto a una realtà del mondo del lavoro che richiedeva il contatto con il pubblico, rivolgendosi a un avvocato, forse perché vittima della presunzione di voler imporre la sua ragione, costi quel che costi.

Ora non è dato da sapere se questa donna nata in Italia, sia anche naturalizzata italiana, o se abbia solo il passaporto egiziano, il che la renderebbe un’extracomunitaria. Resta comunque il fatto che se sceglie di isolarsi, mettendo una barriera culturale tra se e il mondo e ha la presunzione di pretendere, specie in un lavoro a contatto con il pubblico, che questi debba essere costretto a sorbirsi un isolazionista, una qualsiasi, l’azienda dovrebbe avere il diritto/dovere di tutelare i propri interessi, rifiutando un’assunzione, perché non rispetta i canoni estetici e laici della realtà sociale. Mentre la donna pretenderebbe “a forza” di imporre a soggetti terzi argomentazioni che dovrebbero rispecchiare la sua sfera privata, costringendo un azienda a subirle solo perché questa donna musulmana è intollerante alla visione laica di una realtà lavorativa, pretendendone di farne parte, esclusivamente alle sue condizioni..

Attaccare un’azienda, portandola in tribunale, esponendola a costi legali, costringendola a difendersi per aver ottemperato un suo diritto di scelta, come avviene tutti i giorni – sebbene  “la Corte europea ha sempre sancito che le limitazioni che incidono sulla libertà religiosa possono essere introdotte solo a tutela di diritti personali altrettanto importanti, come la sicurezza o l'incolumità personale - commenta il legale Guariso -  non certo per inseguire un presunto gradimento della clientela” (3) – è assurdo e dimostra come questa donna musulmana abbia una visone radicale solo del suo diritto, e sia pronta a calpestare i diritti altrui,armata dalla volontà pervicace di far perdere denaro e fatturato ad una realtà economica, perchè armata dal desiderio acritico di  voler vedere solo se stessi, facendosi passare per vittima di un sistema, quando alla fine si è ben consci che in questo caso non è il sistema che rema contro la persona, ma che è la persona che si accanisce contro di se.

Certo, se fosse stata più umile andando a chiedere lavoro in una ditta di pulizie di fosse biologiche, come operatrice ecologica, come svuota padelle un sanatorio psichiatrico o in una fabbrica di scarpe, vista la quasi assenza di contatto con il pubblico, il suo isolazionismo simbolico e reale dovuto al Hijab, non sarebbe stato per il titolare un problema, né per il direttore del personale preposto all’assunzione.

Evidentemente questa donna musulmana, non paga di aver sbattuto la testa una, due, tre, quattro o più volte contro il muro dei suoi pregiudizi religiosi contro la società laica, vuole imporre a prescindere di essere accettata, nonostante l’isolazionismo religioso causatole dal Hijab,  in molti ambienti laici,  lavorativi l e non, volendo presuntuosamente  piegare suo credo religioso la laicità ostruttiva del tessuto lavorativo italiano. 

Con questa scelta di “coming out”, visto che il suo nome circola in rete, forse sono in molti ad auspicare che faccia fatica, o che le sia impossibile trovare lavoro, proprio per aver mostrato il suo integralismo, che l’ha isolata dal consesso civile italiano, e anche per via dei danni economici e di immagine che potrebbe causare a questa azienda, dove una dipendente  ha compiuto la l”leggerezza”  di ribadirle una realtà e una verità  che ben conosceva e che non ha mai voluto accettare: ossia che senza  Hijab sarebbe stata assunta senza problemi. Mentre questa dura, vorrebbe l’assunzione alle sue condizioni, non a quelle del datore di lavoro. Con questa sua volontà “violenta” di imporre il suo pensiero, invece che avere la ragione di comprendere le regole del mercato, oggi è il Hijab, domani poteva fare storie perché doveva distribuire volantini dove  in qualche supermercato si effettuano promozioni su carne di porco, animale considerato immondo dall’Islam, costei  nuovamente per motivi religiosi avrebbe forse impiantato nuove grane, correndo a “piangere” dall’avvocato, accusando nuovamente l’azienda di discriminazione su base religiosa.

Non va dimenticato che in Italia esistono centinaia, se non migliaia di donne egiziane che hanno scelto di integrarsi nella società, rimando delle devote ad Allah e all’Islam, scegliendo un percorso neutro, ma non per questo avverso al Corano, sapendosi integrare nei posti di lavoro e nel tessuto culturale, facendosi accettare anche in virtù del proprio credo religioso, non necessariamente esteriorizzato in forma radicale, rimanendo religiosamente legate, nel consesso privato e nei luoghi preposti al culto, all’ultima delle tre religioni Abramitiche.

Se a questa donna musulmana la realtà laica italiana sta stretta non è obbligata a rimanere in Italia, ma può tornare nella nazione da dove anni prima sono partiti i suoi genitori, sentendosi così accettata e trovando lavoro in un ambiente dove il Hijab non solo è tollerato, ma accettato, in modo voluto e/ o imposto.

Alla fine anche se nata in Italia è figlia di una cultura religiosa diversa da quella vorrebbe imporre, oggi. Se per se stessa la cosa sta bene, contenta lei, ma un domani, forse vorrebbe imporre a tutte le italiane –  a cui il passaporto stato rilasciato già al momento della nascita, o quando erano minorenni, –  l’imposizione del Hijab,  memore dei reiterati rifiuti che ha ricevuto nel corso del tempo, solo perché  non ha voluto utilizzare con ragione e discernimento l’intelletto che Allah l’ha dotata, ma in quel caso la colpa non è né di Allah e né tanto meno degli italiani, ma esclusivamente sua., perché come dice un proverbio:
“chi è causa del suo male, pianga se stesso”.

Marco Bazzato
14.04.2013





mercoledì 3 aprile 2013

Vittorio Feltri e il politico che ha messo incinta la colf



Non ci sono ancora né conferme e né smentite, ma sembrerebbe che nel parlamento italiano, oggi come dai tempi del Regno d’Italia,  sia sempre stato pieno di montoni, intesi non come i maschi della pecora, ma come montoni che montano e/o fottono, e soprattutto fanno l’amore con le legittime consorti, (senza vivere nel peccato del concubinato novecentesco della convivenza more uxorio)  partendo dalla missionaria, passando per la pecorina, e con in mezzo  l’emiciclo di tutte le posizioni del Kamasutra (1), antico testo indiano sul comportamento sessuale umano che ne indica la bellezza di ben 64 posizioni, senza omettere il mitico rapporto oro genitale e lo sporcelloso 69.

Ma la notizia che dà Vittorio Feltri tramite i cinguetti di Twitter, ha trasformato gli italiani in fanatici della caccia grossa. Il cinguettio, riportato da Giornalettismo, dice: “
Un politico importante ha ingravidato la cameriera e la moglie lo ha buttato fuori di casa”. (2) e per chi ha Twitter, reperibile direttamente dalla pagina del giornalista (3).

Aprendo la pagina del quotidiano online e scorrendola verso il basso, così come nella pagina Twitter di Vittorio Feltri, si possono leggere le congetture dei lettori, a riguardo il politico, oggi irrilevante ai fini numerici,  forse memori della batosta elettorale che avrebbe preso nell’ultima tornata elettorale, quando asseriva di essere l’unico che aveva in bocca “parole di verità”. Vero ossimoro, in quanto politica e verità sono antagonisti senza soluzione di continuità, additandolo a carnefice e vittima dei suoi comportamenti ossessivo-compulsivi. Non mancava altro che dicesse: «Io sono la Verità e la via», Gv 14.16, che  gli italiani zeloti gli avrebbero organizzato  un bel Golgota,  con  tanto di 14 stazioni della Via Crucis, facenti parte del pacchetto completo. Dove però la resurrezione sarebbe stata un extra da pagare a parte a Dio in persona.

Per carità, esiste il diritto di ogni legittimo consorte o come va di moda, e come si vorrebbe legalizzare il concubinato more uxorio, per meri interessi economici,  anche nel nome del presunto bene dei figli nati fuori dalla licenza matrimoniale, definiti nei tempi andati bastardi, di far l’amore, montare in tutti “in tutti modi e in tutti i laghi”, parafrasando una nota canzone sanremese, facendola godere e ingravidandola, riempendola, con la “saccapoche,” con la crema  bignè  estratta dai rognoni. Ma andarsi a “inchiavardare” la colf rumena, quella che ti pulisce il cesso, ti scopa i pavimenti, lava i piatti e quant’altro, solo perché la moglie sfaticata non ha voglia di fare una beata fava, beh, la cosa puzza di schiavismo professionale e “abuso di posizione dominante” da parte del galletto sparagnino, che non potendo organizzare, perché cristianamente impegnato, un Bunga Bunga in casa, ed essendo così micragnoso per andare a puttane, ha preferito fottersi, pensando che il contratto fosse all inclusive,  la colf rumena , mentre la moglie era dal parrucchiere o a recitare le giaculatorie.

Chiaramente gli italiani daranno alla rumena della bagascia, della zoccola, della troia, della mignotta, della cagna, per aver aperto le gambe al potente, che come Satana ora sembra che sia stato scaraventato dal dio-moglie nelle fiamme dell’Inferno, o peggio a dormire sul poggiolo di casa, al freddo e al gelo. Si sa, in un mondo maschilista come quello italiano, sovente anche razzista, la colpa è sempre dell’altro sesso: della femmina, di quella che viene considerata un’eterna giovenca o vacca in calore, sopratutto se straniera e proveniente dall’Europa dell’Est. Peggio ancora se ora si porta dentro il futuro prodotto velenoso sputato  dal “serpente del Paradiso”, frutto della conoscenza del Pene, ops, del “Bene e delMale”, che le trasformerà, se non verrà utilizzato l’”Idraulico liquido stura vulve”, il ventre della donna, quando sarà in prossimità del nono mese di gravidanza, a quello di un Anaconda che si è divorato un capretto. 

E la cornuta cosa avrebbe fatto? Stando a ciò che scrive il Feltri, avrebbe preso le masserizie del fedifrago, dello spargitore di seme schizzato fuori durante la copula, grazie anche al lavoro dei dotti deferenti, mandandolo . come dice abitualmente nei suoi show in giro per l’Italia, Beppe Grillo, come nella celeberrima canzone di Marco Masini, a “Vaffanculo!”

Ora se l’inseminatore, che secondo alcuni dicono potrebbe avere il taglio di capelli alla Caio Giulio Cesare, fosse quello che hanno postulato, cristianamente, dopo aver  sfondato in pieno “l’Utero in Centro”, celato in quel mirabile cespuglio, messo in quella caverna sigillata all’origine dal Dio degli Eserciti ,  antro nascosto, rappresentato nel quadro L’origene du monde di  Gustave Coubet, 1866 (4), questi non dovrebbe o imporre lo svuotamento uterino della donna, ma dovrebbe prendersi cura della futura discendenza, che oggi nel  nome del politicamente corretto non si può più definire bastarda, al pari di altri figli e/o figlie nel caso che questi avesse già una progenie di primo, secondo, terzo, quarto o quinto letto, etc.

 E la donna che si è concessa stupidamente al “glande buana bianco”, essendo cittadina Europea, dovrebbe uscire allo scoperto, reclamando il test genetico di paternità, in modo da proteggersi, tutelando così anche frutto del peccato che porta in grembo, dalle mire distruttive dell’ingravidatore che potrebbe avere nei confronti del feto, protetto dalle Sante Leggi del Cristianesimo, senza, per dirla parafrasando una parte del brano di Elio e le Storie Tese, Cara ti amo – risvolti psicologici tra giovani uomini e giovani donne, 1989, “mettersi il goldone”, perché si riteneva un drago nel coito interrotto, sebbene sia risaputo che come nella poesia,La Spigolatrice di Sapri di Luigi Mercanti, 1837:  “Eran trecento giovani e forti e sono morti”! (5), sfortunatamente a volte, per dirla alla Gianni Morandi, “Uno su mille ce la fa/ come e dura la salita/ in gioco c’è la vita” 1985..

Come nell’articolo pubblicato nel mio blog“La moglie fa le corna al sindaco (6)  del 22 marzo u.s, l’opinione pubblica dovrebbe avere il diritto di sapere chi sono questi  politici di rilevanza nazionale o amministratori locali della cosa pubblica, che giocano e usufruiscono di dell’uso di vulve foreste, uscendo dal recinto del loro sponsali. Se non sanno tenere il bigolo al loro posto, come si può ipotizzare che sappiano tenere le mani solo dove devono essere tenute? Se non riescono a tenere dentro braghe e mutande lo sventra papere, come è possibile che possano avere freni inibitori, non facendo lavorare le mani, anche “,morte”,senza infilarle, ma rubando comunque dalle tasche altrui? 

Alla fine i fedifraghi dovrebbero tenere presente che “L’operazione aspiraminchia” anche se si tratta di una sveltina di pochi minuti, richiede pianificazione, che nella maggioranza dei casi è solamente tattica, non esenti in ogni caso da errori di valutazione sui vari ed eventuali danni collaterali che potrebbero accadere in corso d’opera.  Ma che poi sotto il profilo strategico potrebbe rivelarsi alla fine una “Sconfitta di Waterloo”, un attacco da parte di moltitudine agguerrita di “Crazy Horses” nella “Battaglia di Little Big Horn”, una “Disfatta di Caporetto”.  Se poi si aggiunge una chiavata invalido ed economicamente ingravidante, con conseguenze di non facile soluzione per il consorte beccato in un modo o in un altro con il cane inzuppato dentro gli umori femminili de L’origene du monde, generando la perfetta sintesi della quadratura del cerchio dell’uomo Vitruviano, ecco che si comprende perché i cittadini abbiamo il diritto di sottoporre questi maestri di moralità – altrui – al più torbido, putrido e infamante pubblico ludibrio, solo nel caso che l’identità del pubblico peccatore, pardon, politico o amministratore della cosa pubblica, sia certa oltre ogni ragionevole dubbio.
03.04.2013


lunedì 1 aprile 2013

Pasqua 2013:Papa Francesco: fa gli auguri in 72 lingue? No!


Se il buongiorno si vede dal mattino, la “Settimana Santa” di Papa Francesco, al secolo Ciccio-Checco si è conclusa con un sonoro tonfo di immagine e fischi, che nonostante le voci dei vaticanisti si sono sentite, eccome, in tv.

La “parabola da esodo biblico” ha toccato il suo apice mediatico venerdì, in occasione della Via Crucis. La manifestazione pubblica rappresentava una specie di esordio nella tv italiana del nuovo Papa. Eper quanto riguarda lo share, ha sconquassato il suo antagonista, l’oggi Papa emerito, Benedetto XVI, procurandogli una sonora sconfitta. Il Francesco ha battuto il Ratzinger come tamburo: 6.301.000 spettatori contro i 4.107.000 della precedente edizione della Via Crucis, l’ultima capitanata da Ratzinger.

E poi il crollo: La veglia pasquale non è stata trasmessa da nessuna delle reti Rai, né da Rai 1 e né da Rai news24, che al massimo, al pari di TGCOM 24, forniva le breaking news ogni mezzora, attendendo che qualche invasata facesse cadere il Papa, come avvenne nellaMessa di Natale del 25 dicembre 2009. Invece nisba. Lo show religioso era visibile solo su Sat2000, la tv della CEI. E non è stato uno spettacolo esaltante, sotto nessun punto di vista.

Ma andiamo con ordine: la liturgia, su volere del “Dittatore Vaticano”, alla Giulio Cesare, ha voluto fare dell’evento un copia e incolla, obbligando i sudditi in tonaca a rimaneggiare la sceneggiatura, riducendo le letture dell’Antico Testamento, che ne prevedono o  dodici o sette canoniche, arrivando invece alla modica cifra di tre misere letture, più il vangelo.

L’omelia: mediocre  (1) .Un discorsetto di pochi minuti, assolutamente sterile, senza nervo e privo di spunti di riflessioni profondi.  Quatto chiacchere buttate lì, incrociate senza arte e né parte come nella migliore tradizione di un dottore in chimica,  che nonostante tutto continua a fare esperimenti da alchimista, alla ricerca della mitica pietra filosofale, con ampolle e alambicchi, adoperando per reggere il pesantissimo libro della liturgia un “moretto”,come usavano dire le suore negli asili negli anni ’70, per indicare gli africani, o per dirla alla Mark Twin “negri” (2)  chiamati così dall’autore per ben 209 o 217, secondo alcuni, nel suo romanzo “Le avventure di Huckleberry Finn,uscito in prima edizione nel 1884. Insomma, un’omelia da curato di campagna, priva di alcun spunto dottrinale e teologico elevato, ma molto terraterra, che non ha brillato né per sagacia e né per spirito sopraffino spirito teologico.

Il battesimo e la cresima: ne ha baciati tre su quattro, al momento della cresima, trascurando il vietnamita-americano che portava gli apparecchi acustici alle orecchie. Perché gli altri sì costui no?

Il suono delle campane: Dopo la benedizione del fuoco, un altro momento topico in questi tipi di show, o celebrazioni religiose, è il suono delle campane. Ebbene, abitualmente nelle celebrazioni serie, in tute le basiliche, cattedrali, chiese del mondo, anche in quelle di rito ortodosso, le campane si mettono a suonare allo scoccare della mezzanotte, stile fiaba di Cenerentola, e in quell’attimo tutta la cristianità grida in un'unica voce: Gesù è risorto, fusi orari permettendo. Ma Papa Ciccio – Francesco-Checco no. Forse voleva andare a letto presto. Sta di fatto che quelle vaticane hanno strimpellato alle 22.30 ora italiana. Ergo: questa volta hanno fatto fare una levataccia di un’ora e mezzo prima a Cristo, svegliandolo in piena fase Rem e lasciandolo, come accade a tutti i cristiani e non, incazzato furioso, per essere stato strappato all’improvviso dal sonno profondo.

Nel complesso, alla fine, la sceneggiatura, i testi e i dialoghi, la veglia non ha superato le due ore e mezzo.. Uno show liturgico rimaneggiato alla meno peggio, avente un canovaccio impreciso e lacunoso, recitato in fretta, privo di patos e coinvolgimento emotivo da parte dei concelebranti –  molti sbadigliavano quasi rumorosamente e altri ronfavano – e con il pubblico che rispondeva come poteva,non apparentemente affascinato dal Bergoglio, che nelle lunghe maratone celebrative, dove è primo officiante, si dimostra a corto di fiato e di gambe. Tra l’altro non vanno dimenticati i tempi morti, causati dai continui trasferimenti, come grilli, da un punto all’altro dell’enorme palcoscenico nella la Basilica di San Pietro.  Almeno per i telespettatori a casa, sarebbe utile l’interruzione con qualche stacco pubblicitario, per svuotare la vescica. Se non si volevano mettere spot, sarebbe stata cosa buona e giusta l’ingresso di qualche bella Creatura di Dio, in costume striminzito, o meglio ancora adamitico, che come negli incontri di boxe, portante un cartello sopra la testa, indicasse che da li a poco sarebbe iniziato il round successivo.


Ma apoteosi del cattivo gusto e della mediocrità la si è raggiunta la domenica successiva,il 31 marzo, al termine dello show liturgico solenne della Pasqua di Resurrezione.  Papa Ciccio, una volta terminata la celebrazione ufficiale, ha fatto il consueto giro di campo con la Mercedes scoperta,e come un George W Bush qualsiasi, si è dato nuovamente da fare per farsi portare dalla sicurezza bambini e malati da baciare. Dove i primi ormai non sembrano molto propensi a farsi insalivare le guance e urlano e si dimenano come anguille indemoniate, spaventati dall’eventuale frittura nell’olio ad opera del successore di Pietro, pescatore e pescivendolo, mentre gli ammalatati hanno l’illusione che costui abbia le doti divine e taumaturgiche del primo presidente del cristianesimo, Gesù di Nazareth, ma sfortunatamente per loro..ciccia!

Una vota terminato il giro di “pista”, di campo o di piazza che dir si voglia, il Bergoglio si è affacciato dalla Loggia Centrale per la tradizionale Benedizione Urbi et Orbi, (3) Benedizione alla città e al mondo.  Prima dell’inizio dell’ultimo atto i vaticanisti di Rai News 24 e di TGCOM24, intessevano le doti di Ratzinger per aver esteso gli auguri a 72 lingue, zulù compresi, perché alla fine anche quella è una nicchia del mercato dell’evangelizzazione, sicuri che anche il poliglotta Bergoglio proseguisse sul solco tracciato dalla tradizione dei suoi predecessori. Invece niente. Silenzio assoluto. Benedizione in latino, auguri in Italiano e poi tutti a rimpinzarsi di agnello, tra lo stupore generale, giornalisti in prima fila,che come se avessero tutti preso un calcio nelle palle o una mazzata nelle ovaie, in preda alla Sindrome di Stoccolma  o da quella di shock post-traumatico, da buoni servitori del Concordato, non sono o non hanno voluto scrivere manco un rigo su questo atto di inaudita gravità, commesso da Papa Francesco nei confronti dei cristiani-cattolici,ebrei compresi e non solo, di tutto il mondo, visto che ad oggi è tutt’ora in corso la Pasqua ebraica.

Va detto che questo gesuita, e dai gesuiti, viste le loro tradizioni latino-americane, al seguito dei Conquistadores, è il minimo che ci si possa aspettare. L’insulto e l’offesa alle altre nazioni, non avendo fatto gli auguri di Buona Pasqua in altre lingue, è sembrato peggio di un cazzotto nella bocca dello stomaco, non  solo a me, come telespettatore che guardava lo show liturgico in tv, ma anche da parte dei fedeli, che secondo le stime – si presume gonfiate – erano di 250 mila, che non hanno preso bene il gesto dell’argentino, naturalizzato vaticano.

Simbolicamente con questo sfregio alla tradizione la Chiesa, anzi Papa Francesco ha dimostrato quanto effettivamente sia interessato a raggiungere, anche solo con un augurio nella loro lingua, i poveri di tutto il mondo. Come ci si può aspettare da un personaggio del genere comprensione e condivisione dei pesi e dei fardelli della Croce di Cristo,  se nemmeno è interessato a raggiungere, gli angoli più sperduti del mondo, gli auguri per la Resurrezione di colui che tramite San Pietro, gli ha permesso d’avere quel posto di lavoro a tempo indeterminato?

In molti sono rimasti basiti, affranti e offesi e non solo i cattolici, ma anche gli ortodossi, che per colpa dei due calendari, gregoriano per i cattolici e giuliano per ortodossi, sono costretti, per via delle divergenze millenarie tra i vertici delle rispettive chiese, a “segare” in due Gesù Cristo, festeggiando simbolicamente due volte la Sua resurrezione. Il che porta a pensare che avesse ragione Piergiorgio Odifreddi, quando scrisse nel suo libro Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) , “…Addirittura, lo stesso termine cretino deriva da “cristiano” (attraverso il francese crétin, da chrétien), con un uso già attestato dall’Enciclopedia nel 1754…” Longanesi, 2007, circa l’affronto commesso dal monarca della chiesa cattolica universale a tutti i cristiani.

È chiaro che alla luce di quanto commesso e/o omesso da Papa Francesco domenica,sarebbe giusto che le varie televisioni che erano collegate in mondovisione e che hanno pagato i diritti di trasmissione, come ritorsione, annullassero i contratti con lo Stato Città del Vaticano, in quanto non avrebbe senso, visto che gli auguri e la Benedizione Urbi et Orbi, rappresentano i momenti topici delle celebrazioni natalizie e pasquali,  pagare per non ricevere manco uno straccio di augurio sarebbe un assurdità.

Chiaramente questa serie di ragionamenti non è contro la figura in se di Papa Francesco, ma per fare una comparazione tra i differenti stili di pontificato, tra Bergoglio, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, solo per citare gli ultimi trentacinque anni di storia vaticana.

Se il Papa Francesco di ieri è il nuovo che avanza, sta facendo terra bruciata, cospargendola di sale, come fecero i romani con Cartagine, di tradizione e consuetudini radicate nei fedeli, non solo cattolici, ma cristiani e non, da decenni. Allora in molti potrebbero anche pensare che tramite Bergoglio potrebbe compiersi la Profezia di Malachia e Papa Francesco potrebbe essere l’ultimo Papa, in quanto i fedeli amano il cambiamento, ma muovendosi all’interno di tradizioni consolidate e che strette di mano ai fedeli o i baci sulla guance agli impuberi non possono certo compensare, in quanto sono solo delle volgari appendici populistiche, le spinte intellettuali di apertura della Chiesa, anzi di Papa Francesco, verso il mondo, come minimo con usando parole ben augurali, non solo in lingua italiana, verso tutti i cittadini de mondo.

Marco Bazzato
01.04.2013