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martedì 12 gennaio 2016
La futura distruzione della cultura europea è colpa di una certa sinistra!
L’Europa dei burocrati
e dei politici di centro sinistra o quelli filo immigranti a tutti costi, adesso
ha paura.
Sì ha paura perché in
Europa si sta assistendo a una preoccupante, dicono loro, ascesa dei partiti di
destra, considerati xenofobi e soprattutto nemici dell’immigrazione
indiscriminata, voluta dai cosiddetti progressisti, interessati, non a fare gli
interessi degli indigeni locali, degli autoctoni da almeno quattro o più
generazioni, o gli immigrati integrati nel tessuto sociale e socioculturale, indipendentemente
dalla religione professata, o figli di immigrati, italiani a tutti gli effetti
al compimento del diciottesimo anno di età, a seguito di richiesta di
cittadinanza, in quanto questi partiti, desiderosi a difendere con le unghie e con i denti della
legalità, la propria identità culturale e storica, ma a rendere le varie
nazioni europee un crogiolo indiscriminato di illegalità diffusa, o peggio
ancora una percezione, cosa ancora più pericolosa, di illegalità diffusa.
Beh, la colpa di questa scesa, come il
principio della dinamica classica – «ad ogni azione corrisponde
sempre una uguale ed opposta reazione», detto anche concetto
newtoniano – è colpa di un progetto
che si snoderà da qui ai decenni avvenire di un certo modo sinistro di far politica della sinistra, mirata a svendere le
radici europee e italiane, facendo regredire il vecchio continente al medioevo
in salsa afgana.
Quindi si può dare
ormai per assodato che sono gli stessi governi del centro sinistra dei vari
Stati o gli euro burocrati che vogliono e desiderano un’ascesa dei partiti di
centrodestra o di estrema destra.
Ma perché?
È presto detto. Perché l’aumento
dei partiti cosiddetti legati all’amor di patria, lasciamo stare il termine
abusato e pluristuprato di nazionalismo, permetteranno, con la scusa di
contenere il fenomeno della presunta
xenofobia, di mettere in atto, come del
resto si sta già facendo sommessamente, leggi per limitare la libertà di stampa
e di espressione, il tutto in nome della difesa della libertà di tutti i
cittadini, perché è così, che come
polpette avvelenate al curaro, la venderanno al popolo bue e credulone del
centrosinistra.
Del resto lo abbiamo
visto con non solo con i recenti attentati in Francia, con “l’atto terroristico”
e di Colonia, che da come sta emergendo in questi giorni sono stati pianificati
a tavolino, sono avvenuti anche in altre città della Germania, sembrerebbero configurare
una strategia ad ampio raggio programmata, da interpretarsi come una guerra non
dichiarata pubblicamente, che mira ad infondere, soprattutto nelle donne, un
senso di insicurezza , non importa se reale o immaginario, costringendole a
modificare i loro comportamenti, nella
speranza di non essere attaccate nuovamente da dei terroristi che si nascondono
dietro la nomea di molestatori o peggio ancora di violentatori.
Infatti, mentre una
volta la sinistra era quella più antimoralista e più attenta alle libertà
fondamentali della donna, al suo diritto di libero arbitrio e di poter gestire
al meglio la propria vita, oggi spalleggia indirettamente chi vorrebbe ridurre
le donne alla stregua di oggetti, da rinchiudere in casa e da tenere segregate,
o al massimo essere “obbligate” ad uscire accompagnate, facendo così il gioco
di un certo fanatismo islamico che mira ad annientare e annichilire il libero
arbitrio della donna.
È chiaro che i silenzi
complici e colpevoli con il quale molti esponenti politici di un certo centrosinistra
al governo, o che da quasi esterni lo fiancheggiano, non sono molto interessati
al benessere psicofisico delle donne molestate o violentate – forse se la sono
cercata, penseranno tra se certe marionette, ragionando ormai com’ era nella
mentalità del peggior integralismo
moraleggiante dell’Italia bigotta, fascista e post fascista, dell’Italia
cattolica. Solo che adesso, fa molto radical chic fare , non pardon i bigotti, ma gli evoluti intellettuali,
difendendo il diritto della donna di essere liberamente sottomessa all’islam,
di vestire, quasi come palombare, soprattutto se queste sono islamiche di
nascita o italiane convertite all’islamismo
salafita, la corrente più radicale dell’Islam, che come l’Italia asservita
al Vaticano e ai diktat della chiesa, non fa distinzioni tra religione e Stato.
L’apparente progressismo
di una buona parte dell’emiciclo parlamentare di centro sinistra, come un
maschio traditore, fa gli occhi dolci a quella che crede essere una bella gnocca di passaggio, celata sotto il burqa , con il
quale, per una scopata o una fornicata, è pronto a tradire non solo la
moglie, ma anche la sua patria, la propria cultura ,
facendo arretrare il Paese al millennio passato.
La sinistra che per
anni ha fatto il possibile per staccare l’Italia e gli italiani da quell’abbraccio
stritolante che reputava, a torto o a ragione, della religione cattolica, oggi
sembra voglia consegnare al nuovo braccio secolare che avanza, nel nome del politicamente
corretto, non solo l’Italia, ma l’Europa intera.
Per concludere voglio
dire che non ho nulla contro i fedeli islamici e contro l’Islam in generale, ma
ci stanno troppe arre grigie dove chi di
dovere, invece di vigilare come si conviene, finge di non vedere e volta il
capo dall’altra parte, o peggio cala le
braghe per paura di essere tacciato come islamofobo.
Non è una religione in
se a essere nemica dell’uomo, ma è come la religione viene usata dall’uomo come
grimaldello per soggiogarlo e piegarlo ai propri voleri.
L’Italia ci ha messo duemila anni per uscire
da quella ombra chiaroscura che era il cattolicesimo romano, croce e delizia di duemila anni di vette di
umanità eccelsa e di abissi di bestialità disumana, che nulla avevano a che
fare né con Dio, né con il Cristo e adesso, però, in pochi se ne rendono conto,
stiamo facendo il percorso inverso, regredendo, annichilendo i nostri spazi di
libertà, in nome del diritto altrui di avere la propria libertà, secondo come
la religione di costoro comanda, in casa Europa… usando la solita formuletta da
vigliacchi: per non offendere i credenti di altre religioni.
Solo i codardi e i
venduti si comportano così!
Se un continente, o un
Paese come l’Italia, non dimostra di
avere rispetto per la propria storia e la propria cultura, sarà in un futuro più
o meno lontano facile prede di lupi travestiti da agnelli, ed è quello che gli
italiani stanno lasciando, per indolenza, e per paura di essere criticati o
tacciati come razzisti, che accada.
Il declivio che porta
all’abisso si avvicina sempre di più e come l’orizzonte degli eventi di un buco
nero, se ne rimarrà ingoiati e distrutti!
Marco Bazzato
12.01.2016
http://marco-bazzato.blogspot.com/
sabato 14 novembre 2015
Parigi, 128 morti. Hollande:” Atto di guerra!”
Avviso a tutti i
lettori: questo articolo non sarà politicamente corretto. Quindi non
indignatevi, non lagnatevi e se proseguite nella lettura lo fate a vostro
rischio e pericolo.
Prima di iniziare
voglio esternare le mie condoglianze ai famigliari delle vittime e dei feriti
della notte di terrore parigina. Vittime e feriti innocenti, colpiti dalla
follia criminale di un terrorismo dove sembra che i soliti noti facciano il
possibile per assumersene la paternità, rivendicalo. Ma, senza che nessuno la
preda sul personale, non esprimerò il mio cordoglio alla Francia e alla
politica francese.
Diamo il via alle
danze. Innanzitutto mi è stata rovinata la serata televisiva. Dopo la visione
di un ottimo film, “The Call”, comunque i fatti bene o male sono noti a tutti,
ormai.
Che dire di questo “patè
parigino di carne umana macinata da proiettili e granate”- carne crivellata e
dilaniata dall’attacco di venerdì 13?
A proposito ieri mi sono scordato di fare qualche
gesto scaramantico, ed è avvenuto il cosiddetto “effetto farfalla” della teoria
del caos. Caos che a Parigi effettivamente c’è stato, facendomi venire in mente una frase pronunciata da n noto cantante
italiano nel 2009, che parafraserò: “Tutto torna indietro come un boomerang”.
Infatti non
dimentichiamo che è stato per volontà dell’ex presidente francese – il nano capoccione – se a Gheddafi è stata
fatta la festa e che adesso in Libia si pratica “Una splendida festa di morte”
(Stephen King – 1977), con mezza Europa, che come cani e cagne in calore,
leccavano il culo al francese, perché all’epoca l’imperativo era quello di
eliminare il leader libico, fisicamente, facendolo ammazzare, dalla scena
politica mondiale, per un debituccio contratto dal tappetto francese nei suoi
confronti. E da dove adesso dalla Libia, partono le carrette del mare cariche di emigranti economici, che fanno arricchire le
cooperative legate ai comunisti e al clero, perché l’Italia, come negli
autosaloni quando si deve presentare un nuovo modello, si pratica
indiscriminatamente “Le porte aperte!”
Adesso retoricamente
tutti gridano all’11 Settembre Europeo, Francese, Parigino, o come diavolo lo
si vuole chiamare. Non scadiamo nei discorsi da alcolizzati . Questi che hanno
fatto la “Danse macabre” (Charles Baudelaire – Fleurs du mal”, rispetto a chi ha praticato l’indesiderato coito anale agli
americani dell’11 settembre 2001, versione ufficiale a parte, quanto avvenuto
venerdì 13 – tocchiamoci – 2015 a Parigi, ha il sapore di una serie di raudi da
botti di capodanno, “sfuggiti di mano”, anche perché le vittime – terroristi compresi – negli U.S.A, furono
2974, mentre la scorsa notte nella città di Lady Oscar, attualmente il computo
si ferma a 128. Meno di un ventesimo, rispetto agli U.S.A. Ergo
il paragone non regge, anche perché lo si vede chiaramente anche dai volti dei
giornalisti e dei politici che lo ripetono fino alla nausea, che manco loro ci
credono.
Ma la domanda che tutti
si pongono è un'altra: è adesso?.
Naturalmente chiudiamo la stalla dopo che i buoi sono
scappati.
L’Europa, i politici europei, italiani e
francesi compresi, si meritano tutto ciò. Purtroppo quelli che crepano in questi
casi non sono i politici, colpevoli indiretti, ma i civili. Infatti, il
presidente francese è stato portato via dai guardia spalle, gli altri cittadini
potevano solo sperare di portare a casa la pellaccia.… Alla faccia della Libertè e soprattutto di Egalite, la Fraternitè
e andata a puttane!
Adesso si chiudono i
confini…
Ma prima cosa facevano
i servizi segreti di mezza Europa, francesi compresi? Si masturbavano sotto i
tavoli, infilandosi le baghette in un orifizio – la bocca, maliziosi che non
siete altro! – Oppure se ne stavano al Moulin Rouge a guardasi quella scosciate
che ballano il “Can Can?”
Ci sta poco da dire, i
terroristi, qualunque sia la loro nazionalità e chiunque li ha inviati, molto probabilmente o erano cellule
dormienti che sono state attivate, oppure, ipotesi più probabile erano dei
sedicenti profughi arrivati a Parigi con ordini precisi e per una missione
suicida. Sta di fatto che l’organizzazione del “Luna Park itinerante di sangue”
è stata ben orchestrata e non è impossibile ipotizzare che questi, visto che si
pensa solo a monitorare la rete, internet, i social network, abbiano utilizzato
sistemi di comunicazione a bassa tecnologica, visto che essendo quasi
completamente in disuso, non sono diversi dalle linee delle metropolitane
abbandonate,e quindi ricettacolo di ogni genere di balordi o terroristi.
E che farà adesso la
nostra povera italiaetta? Seguirà la linea del buonismo a prescindere, tipico
della Boldrini e di quei zozozzoni di
sinistra, oppure, finalmente il Paese si toglierà il guanto di velluto e
inizierà ad utilizzare, legalmente anche
con leggi ad hoc, il pugno di ferro? L’unica
mossa inutile, come quella del bambino che voleva mettere l’acqua del mare
dentro il secchiello, è quella di un rafforzamento dei controlli di terra, soprattutto
con la Francia. Bella mossa e i confini di mare? Lì continueremo ad andarceli a
prendere, con il pretesto di salvare vite umane, direttamente entro i limiti
delle acque territoriali libiche, per Diana!
In primo luogo, come già sta avvenendo in
Francia, invece di dare il giro di vite o di garrotta contro l’immigrazione
clandestina, rimpatriando, forzatamente, non semplicemente espellendoli fuori
da patri confini, lasciando a costoro la libertà di aggirarsi per l’Unione
Europea, si sta pensando restringere – come si fa sempre in questi casi, ecco perché
questi eventi sono come il cacio sui maccheroni – le libertà civili e individuali, non degli
eventuali colpevoli, ma delle vittime,ossia la maggioranza dei cittadini.
Ci sta poco da fare i
buonisti a prescindere. Come diceva il consigliere comunale del P.C.I. quando
si dovevano celebrare i funerali della signorina Cristina, in Don Camillo –
1952, “I tempi dei sentimentalismi sono finiti. Finiti!”
E come disse Jean Luc
Picard, in Star Trek “Primo contatto” 1996: I! Siamo scesi a troppi
compromessi, troppe ritirate. Invadono il nostro spazio, e noi ci ritiriamo.
Assimilano mondi interi, e noi ci ritiriamo. Adesso basta! Li dobbiamo fermare
qui, impedirgli di andare oltre... E io gliela farò pagare per tutto quello che
hanno fatto!”
Diciamocelo, ce la
siamo voluta, ce la siamo cercata. La politica europea degli ultimi lustri,
prona agli interessi Nato, Americani e
in parte francesi, ha portato a questa
situazione di caos generalizzato in Europa, a partire dall’abbattere Gheddafi,
al voler abbattere il legittimo governo siriano. Il colpo di Stato silenzioso in
Ucraina, con l’annessione quasi forzosa entro l’Unione Europea, Il tutto come sempre non per nobili scopi umanitari o di salvaguardia dei
diritti umani, o dei diritti civili. Dai, non pigliamoci per il culo. Di questi
diritti civili degli altri Paesi ce ne fottiamo bellamente. L’interesse è
quello solito di sempre: mettere le mani sulle loro risorse.
Solo che poi ci si incazza se ci viene
restituita, secondo le loro forme, la pariglia, appestandoci di sedicenti
profughi, che arrivano in occidente per farci mangiare la loro merda, che è
identica alla nostra stessa merda,perché sempre di merda si tratta. La guerra,
smettiamo di nasconderci, è il terrorismo di Stato, accettato, mentre il
cosiddetto terrorismo è la guerra che i poveri combattono contro i ricchi,
oppure il terrorismo è la guerra generata da coloro che si ribellano ai soprusi.
E la religione è solo un bieco e volgare
pretesto. Il fatto che qualsiasi figlio di cagna o di scrofa urli, prima di
ammazzare a sangue freddo dei disgraziati innocenti, “Allahu Akbar له أكبر”
è un’offesa nauseabonda al proprio Dio, perché questi cani della loro tanto
decantata religione, non hanno compreso nulla e usano i deboli di mente,
persone prive di valori etici e morali, per piegarli alle loro volontà
criminali e alla loro visione ideologica del mondo.
Rimango convinto e in
questo momento molti mi odieranno, che il vero Islam, la vera Fede, è un’altra
cosa e non ha nulla a che fare con teste tagliate ed esecuzioni sommarie e
viltà proferite contro degli innocenti, indipendentemente da qualunque sia il
loro credo religioso.
È anche vero però che
il vecchio continente se cercata perché non ha una strategia politica di ampio
respiro, non ha una visione strategica, ma semplicemente tattica e miope dello
scacchiere geopolitico mediorientale e nordafricano. E questi sono i risultati.
Abbiamo lasciato chel’Isis
si rafforzasse, e anche le capre sanno
chi lo finanzia, presuntuosi nell’illudersi che volesse fermasi alla Siria, all’Afganistan, all’Iraq, perché, chi lo ha creato lo credeva
un cane fedele al guinzaglio, che poteva essere tenuto buono con qualche
polpetta di carne di maiale… Mentre invece si è evoluto ed è diventato come il
Kraken che con i suoi tentacoli ha
raggiunto anche quello che ha la presunzione
di credersi il cosiddetto mondo civile.
E adesso in una Parigi
sospesa in un limbo di terrore, gli unici che fanno affari d’oro, sono i
fioristi..
Marco Bazzato
14.11.2015
Foto presa da
Repubblica
domenica 5 aprile 2015
Buona Pasqua a tutti
Per l’ennesima volta Papa Francesco ha
deluso. I giornali e i social network tacciono, per piaggeria, ma il popolo non
è né bue e manco vile e lo ha dimostrato la Piazza San Pietro, praticamente
deserta, e no certo per via della pioggia.
I fedeli stranieri hanno capito che
nonostante le belle parole di facciata, manco sono presi in considerazione di
striscio negli auguri e quindi hanno disertato, preferendo andare dove almeno,
per quanto poco, vengono rispettati.
Francamente sono sempre più sconcertanti
i segni evidenti di disinteresse nei confronti dei fedeli. Certo ci stanno i
teorici gesti simbolici, incentrati sulla Sua persona, il buonismo apparentemente
sparso a piene mani, dilapidando le casse vaticane, le telefonatine, che ora
sembrano essersi fermate, ma per il resto, è calma piatta.
Comunicazione pari a zero, discorsi
scialbi, intrisi di mediocre retorica trita e ritrita. E in fatti il popolo dei
fedeli, checché ne dicano i giornali, come i cani da tartufo, a naso sentono la
qualità e la bontà ed è chiaro che ormai scavano sempre meno, disertano, se ne
stanno distanti, preferiscono starsene a casa a mangiarsi l’agnello, soprattutto
se abitano a Roma e dintorni, piuttosto che gettare via la loro mattinata in
modo infruttifero.
E poi, dai, diciamocelo: un tizio papale che al termine della
benedizione Urbi et Orbi termina con: «Buona Pasqua e buon pranzo» lo si può
accettare da “Gigi er troione” quando te serve l’abbacchio al forno e te manna afanculo, ma non certo dal “Santo
Padre!”, gli Apostoli, dopo la resurrezione, grazie allo Spirito Santo, si
facevano capire in molte lingue,costui invece, forse per pigrizia, si limita ai
saluti in Italiano!
Certo si capisce l’utopia della
famigliarità, ma ci stanno anche delle regole, delle tradizioni di rispetto che
questo Pontefice continua a calpestare bellamente, infischiandosene dei fedeli
stranieri, come se il suo obbiettivo fosse proprio quello di allontanare con questi
suoi atti poco cristiani gli stranieri da Roma.
Non si sa cosa effettivamente abbia i
mente, ma la china distruttiva che ha preso, certo non fa onore a lui e soprattutto
infanga decenni di lavoro dei suoi predecessori, che sta mandando letteralmente
a farsi fottere.
Marco Bazzato
05.04.2015
giovedì 9 ottobre 2014
Aborto d’amore – romanzo e-book
Gentili
lettori,
È
con immensa gioia che Vi comunico l’uscita del romanzo “Aborto d’amore”, avente
come sottotitolo “lacrime eugenetiche”.
Questo
romanzo ha avuto una gestazione lunghissima. Sebbene la scrittura sia iniziata
nel 2006, la stesura definitiva è dell’anno scorso, il 2013. Ho scelto la
versione e-book, pubblicando con la
piattaforma di lulu.com perché alla fine ho
creduto che il romanzo meritasse di uscire, anche in virtù del particolare
momento storico che stiamo vivendo, almeno osservando l’Italia da una posizione
privilegiata, dove il Paese e la politica italiana, in gran parte, a torto o a
ragione, si è schierata a favore o contro la proposta di legge contro l’omofobia,
con in prima linea, per il mantenimento dell’attuale legalità e status quo, le Sentinelle in piedi, come se questi
presunti problemi, nonostante il rischio Ebola, immigrazione incontrollata e
una crisi economica che scaraventato lo stivale in una depressione economica,
in quanto l’attuale quadro politico va avanti spedito a proclami e slogan di
facciata, non avesse altro a cui pensare.
“Aborto
d’amore” è un romanzo che potrebbe accendere molti animi, ma sta a voi, miei
fedeli lettori, dare fuoco alla polveri. Sì, perché l’opera letteraria tratta
un tema apparentemente digerito dall’opinione pubblica italiana: l’aborto. Ma quando
questo si mescola, all’interno di un romanzo, con l’indagine prenatale e il
presunto gene dell’omosessualità, a lungo dibattuto tra gli scienziati e di cui
non è ancora stata confermata la scoperta ufficiale, in prestigiose
pubblicazioni scientifiche, ecco che la fantasia romanzata può offrire diversi
scenari ipotetici.
Naturalmente
non è compito del romanziere dare giudizi scientifici, etici, morali, legali,
all’interno di un opera di fantasia. Il compito del romanziere, a mio avviso è
di creare realtà parallele, mondi o futuri alternativi, ove poi, al termine, il
lettore potrà, se vorrà, scegliere con chi schierarsi.
“Aborto
d’amore” è ambientato in un paese mai citato della profonda provincia
veneziana, che si trova, come se ci fosse un inesistente Muro di Berlino,
diviso dalla linea continua di una strada provinciale, dalla provincia di
Padova. Narra delle vicende della
famiglia Rampin e l’abisso emotivo nel quale è sprofonda a seguito di un esame
genetico prenatale, illegale, che ha diagnosticato la presenza nel feto del
gene dell’omosessualità. Le certezze di Arianna e Francesco collassano, avvolgendo
tutti i protagonisti, principali e secondari, in un turbinio senza fine di
situazioni personali e sociali che sconvolgeranno le loro vite e le presunte
certezze che credevano acquisite, salde e costruite sopra la roccia, dove alla
fine nessun personaggio è come appare e nessuna sicurezza e così certa da
essere incrollabile e assoluta.
L’e-book
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La registrazione non è obbligatoria, si può pagare con Visa, Mastercard,
American Express e PayPal.
Marco
Bazzato
09.10.2014
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sabato 15 febbraio 2014
Vigonvo: il Sindaco sostituisce la foto del Presidente della Repubblica con quella di un Capo di Stato teocratico
Damiano
Zecchinato ne ha combinata un’altra delle sue.
A nemmeno un giorno dalla sua
lettera indirizzata al consigliere dell’opposizone, con il Sindaco che iniziava con “Non lascio perdere un bel niente!. Forse
la mente di tutti è andata Goffredo Hamori di Malafesta, conte de Montmirail, d'Appremont
e di Papincourt detto “l'Ardito”e,al suo grido di battaglia: “Ch’io deceda se recedo” del film “I visitatori” del 1993, intepretato da Jean Reno. Però se si
riguarda il film non si può fare a meno di non notare una lontanissima
somiglianza del Sindaco con l’attore francese di “genere burlesco”, Christian Clavier, che intepretava del fido scudiero Jean
Cojon il Marpione , detto anche “palle molli”/Giacinto Maria Jeanco . (-1).
Nella sua missiva pubblica, il Sindaco,
Damiano Zecchinato, affermava il valore del rispetto delle Istituzioni e del
Comune che gli paga l’indennità, combinandone
un’altra delle sue: ha sostituito la foto del Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, con quella di un Capo
di Stato straniero, ossia il Monarca dello Stato Città del Vaticano.
Damiano Zecchinato ha
detto: “Non mi riconosco nella figura del presidente della Repubblica, bensì in
quella del Papa che trasmette più valori. Non volevo il presidente Napolitano
sulla mia testa, per me non sta facendo una grande figura, non è assolutamente
super partes. Se mi vogliono obbligare devono fare una legge su questi simboli:
quello è il mio ufficio e decido io chi avere sulla testa”(1)
– (2).
È certamente vero che rispetto a Sandro Pertini l’attuale Presidente della
Repubblica, entrato in Parlamento nel
1958, vedil’Elezione di Napolitano è incostituzionale?” (3),risulta
assai lontano lontano dallo share che
al tempo riscuoteva, come cantava Toto Cutungno
ne “L’italiano”, “...un partigiano come Presidente....” Ma da qui a
sostiture la foto dell’attuale inquilino del Quirinale con quella di un Capo di
Stato straniero, Papà Francesco, può portare a pensare che la visione della
società dell’attuale Sindaco sia orientata verso i principi e i valori –
teorici – di uno Stato teocratico. E
tra le teocraziе non possiamo non citare l’Arabia Saudita e l’Iran
e lo stesso Stato Città del Vaticano (3).
Cche Vigonovo abbia un Sindaco Talebano? Si ricorda che “talebano nel suo
significato originale in Pashito e in Persiano significa Studente.(3bis). Studiare i testi
sacri, non importa di che religione, o
filosofia religiosa, allarga la mente.
Ora, con tutto il rispetto nei confronti di Papa Francesco, per la sue
figura di Sommo Pontefice, 266º Vescovo
di Roma e vicario di Cristo sulla Terra, è politicamente accettabile che un
Sindaco, in virtù della carica pubblica che ricopre e del rispetto che
pretenderebbe dai cittadini, possa
esporre la foto di un monarca, che a rigor di diritto internazionale e di
Concordato, quando entra nel suolo del Territorio Italiano, ma non solo in
Italia, per le sue visite ufficali, è accolto con gli onori riservati ai Capi
di Stato?
Il Sindaco, nella
sua volontà di far parlare si se, ha dimenticato che l’Italia è un Paese laico,
non sottoposto ad alcuna monachia teocratica, dove l’articolo 7 della Costituzione italana,
recita: Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine,
indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono
regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due
parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
(4)
Nel sito deln Governo Italiano (5)
al quesito16 si può leggere: Negli uffici pubblici si può esporre la foto del Presidente della
Repubblica? SÌ, ma non si possono esporre foto di altre autorità.
Papa Francesco è a tutti gli effetti un Capo di Stato regnante,dove il
passaporto privato è Argentino e quello Diplomatico è messo dallo StatoCittà
del Vatiano, nel pieno dei suoi poteri
temporali (6). Quindi,
anche ammesso che il Sindaco, Damiano Zanonato, abbia affosso la foto del
monarca della Città del Vaticano, nel mio
ufficio “privato”, il Sindaco, riceve, come tutti
possono leggere ne sito del Comune di Vigonovo,(7) lunedì dalle 10.00 alle 12.00,
giovedì dalle 10.00 alle 12.00 su appuntamento, e-mail: sindaco@comune.vigonovo.ve.it.
Quidi, quando riceve i cittadini nell’ ufficio che ha in uso, non tiene conto
dei diritti di costoro, non solo
battezzati, ma anche sbattezzati, atei o
che professano altre confessioni religiose, venendo meno al suo obbligo di
rispettare il il principio di di laicità, nei pbblici uffici, di tutti i cittadini di Vigonovo e non solo.
Questo per quanto riguarda l’aspetto temporale, l’aspetto, spirituale è molto meno “elastico” di quanto il relativismo contemporaneo vorebbe far
supporre.
Chiaramente visto che il Sindaco dice di ispirarsi ai valori trasmessi da un Capo di
Stato Straniero, teocratico, sarebbe
auspicable che avesse il coraggio e il rigore morale di non celebrare più i matrimoni civili, perchè per la Chiesa
Cattolica, quindi anche quella di Papa Francesco, il matrimonio civile è
considerato convivenza moreuxorio,
mentre il vantaggio coloro che sono sposati in Chiesa, è che se invece di passare per il divorzio
legale, tramite la Giustizia Italiana, si passa attraverso la Sacra Rota, il Tribunale Ecclesiastico che fa capo allo
Stato città del Vaticano,quando il matrimonio religioso viene annullato, la
sentenza, in virtù del Concordato tra Stato Italiano e Stato città del
Vaticano, permette di non pagare un centeismo di mantenimento alla non mai moglie, perchè con
l’annullamento del matrimonio religioso si annulla anche quello civile, come se il matrimonio n non fosse mai stato
eseguito, nè in Chiesa e nè innanzi ad un pubblico ufficiale, anche se era il
sacerdote stesso in quel ruolo.
. Teniamo presente che Papa Francesco, prima di tutto è un Gesuita. I
gesuiti sono ecclesiastici di formazione intellettuale assai fine, anche se
mantengono all’apparenza un aspettopacioso e bonario, come quelli dei preti di
campagna degli anni ’50, in stile Don Camillo.
Ma dietro l’apparenza, ci sta il
giusto rispetto del mandato terreno che
Bergoglio. come Papa, continua a portare avanti in quanto Vicario di Cristo in Terra. Lo stesso giusto rigore che è sempre stato insenganto fin da bambini
quando si frequentava il Catechismo perchè i valori e principi trasmessi nel
corso dei secoli da Gesù, come Figlio di Dio per i Cristiani o ccome principi
filosofici ed etici per inon credenti o per coloro che professano altre
confessioni, sono immutati.
Certo,come tutti
coloro che hanno frequentato il catechismo o che andavano o vanno tutt’ora alle
messe domenicali, Gesù è venuto per i
peccatori, per qutti quelli che non rispettano in primis le tavole della Legge
che Dio ha dato ad Mosè sul Monte Sinai,
dove in quest’epoca di convivenze more-uxorio,
di non rispetto dei Comandamenti 8 e 9 (non
dire falsa testimonianza e non
desiderare la donna d’altri – ossia non fornicare fuori dal sacramento
del Matrimonio), oppure gli ammonimenti contro i sette vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola
e ira, che hanno terrorizzato in passato generazioni di fancilulli, quali
una ovlta adulti scelgono di tenre i
piedi sulle due sponde di un fiume, su quattro o più poppe/zizze/mammelle o
fallo/1 altrui, anzichè sulle due della/del legittima/o consorte.
Il sindaco Damiano Zecchinato per gistificare
il suo gesto dice tra l’altro: “bensì in quella del Papa che
trasmette più valori... Se mi vogliono
obbligare devono fare una legge su questi simboli: quello è il mio ufficio e decido
io chi avere sulla testa.
Analizziamo queste due frasi, riporatate dai quotidiani..
Il Papa certo, a dire del Sindaco
esprimerebbe più valori, dell’attuale inquilino del Quirinale, però va ricordato che quando ogni Sindaco
presta giuramento pruncia la seguente frase: “Giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana”. È grazie
alla Costituzione italiana che il Parlamemento approva le leggi, dove lo stesso
Presidende della Repubblica, anche quando firma un D.p r, le approva. E si sa: la Legge è
uguale per tutti e La legge non
ammette ignoranza, anche se l’imputato è extracomunitario e poco
scolarizzato,come conferma una recente sentenza, della Corte di Cassazione. (7bis)
Quindi quando un sindaco si “schiera”,
mettendosi sopra la testa un Capo di
Stato straniero è come se si sottomettesse a costui e non alle Leggi della
Repubblica Italiana.
Privatamente a casa sua, ogni cittadino può fare ciò che vuole, ma non può
arroccarsi la presunzione del diritto di poter affermare pubblicamente decido io chi avere sulla testa,
dicendo “quello è il mio ufficio”. Peccato però
che che “MIO”
non può essere utilizzato, in quanto presuppone un diritto di proprietà della stanza adibita ad ufficio che
semplicemente usa e/o occupa in virtù del fatto che i cittadini l’hanno eletto
nel 2011.
Il Sindaco, Damiano Zecchinato, dice
qualcosa di contrario all’ottavo comandamento,
visto che ha la foto di un Capo di Stato straniero e Capo Spirituale di uno
Stato teocratico della Chiesa Cattolica Universale, nell’ufficio che ha in uso, in quanto quando
afferma che non esiste la legge.
La legge esisite eccola.
È il
D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121 Regolamento
recante disciplina dell'uso delle bandiere della Repubblica italiana e
dell'Unione europea da parte delle
amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 16 maggio 2000, n. 121 (8),
, esposte, oltre che nei
luoghi indicati dall'art. 2,
commi 1 e 2 della legge 5 febbraio 1998,(9) scrivendo quanto segue: 3.
Nei luoghi indicati nel comma 1 si espone anche il ritratto del Capo dello
Stato.
Un altro punto essenziale non è se il Vicario di Cristo in Terra e
successore al soglio pietrino trasmette più
valori. Il punto è semmani, anche
se la tramissione dei valori inclusi nei messaggi è ottima ,non è detto che la
stazione ricevente riesca a decodificarli in modo esatto, corretto, giusto e
poi metterli in pratica.
L’eventuale giudizio di merito o l’entrare nel merito, non spetta certo
allo scrivente, ma le opinini possono essere tranquillamente espresse in casa,
al bar, davanti ad uno spritz, ad un bianchetto o ad un folpetto al mercato del
lunedì mattina, o innanzi ai gradini della chiesa, dopo la messa delle 11.00.
Sappiamo tutti che il Papa trasmette con le più moderne tecnologie digitali
e i segnali vengono inviati in tutto il mondo, ma poi se esistono politici,
pubblici amminstratori, che dicono di rifarsi a questi valori, ma usano vecchie
radio a transistor o televisori a valvole, in bianco e nero, che non sanno
manco aprirsi internet e fare una ricerca in rete, hanno ha voglia andare in
piazza a decantare questi valori tramessi, quando si sono compresi e messi in
pratica, quando fa comodo, a smozziconi, solo per raccattare gli ultimi voti di
qualche vecchiatta baciapile o di qualche canuto baciabanchi del giorno di
Natale o Pasqua nelle prime file alla messa delle 11.00, perchè alle loro
spalle, i cittadini li mettono alla berlina!
Nel Discorso della Montagna di Gesù , di cui
Papa francesco è vicario di Cristo in Terra, ci stanno alcuni versetti di Matteo, capitoli 5 e 6, ma
tutti e quattro evangelisti sono illuminanti, tanto che qualsiasi persona,
anche atea, solo per un fatto culturale può leggerseli, senza attenere : (10)
via etere la trasmissione di valori aggiunti, forniscono a tutti interessanti
spunti di riflessione.
: 27Avete inteso che fu
detto: Non commettere adulterio; 28ma io vi dico: chiunque guarda una
donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere
di rendere bianco o nero un solo capello. 37 Sia invece il vostro
parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
2Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te,
come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli
uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. 3Quando
invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua
destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel
segreto, ti ricompenserà.(11)
Alla fine di tutto, il Sindaco di Vigonovo, Damiano Zecchinato, ha
dimostrato ancora una volta sua totale mancanza di conoscienza delle Leggi
tialiane, mancanza di rispetto per la figura del Santo Padre, visto che esiste
stima reciproca tra il Presidente della Repubblica italiana e il monarca dello
Stato Città del Vaticano.
Oltre a tutto ciò i danni di immagine causati ai cittadini di Vigonvo, per
questa sua uscita estemporanea che ha reso i vigonovesi, a causa del suo Sindaco,gi
zimbelli di tutta Italia e non solo.
Non sarebbe sbagliato se si costituissero in un comitato dando il via da
una class action contro Damiano Zecchianto, non prima di aver consultato un
legale circa la fattibilità, per il danno di immagine causato a tutti i
vigonovesi, per considerare “mio” l’ufficio
che occupa come Sindaco eletto e per non essersi preso l’onere di controllare
come afferma, non esiste una legge che impone la presenza della foto del
Presidente della Repubblica, Giogio Napolitano.
Marco Bazzato
15.02.2014
(1) http://www.gazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/sindaco_leghista_vigonovo_venezia_sostituisce_foto_napolitano_papa_francesco_bergoglio/notizie/519662.shtml
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domenica 14 aprile 2013
Vuoi il lavoro? Togliti il Hijab! Discriminazione o laica ragione?
Di questa presunta discriminazione
che avrebbe subito una donna di 21 (1)
anni, nata in Italia ma figlia di egiziani, che, stando alle cronache giornalistiche,
si sarebbe sentita discriminata in quanto, invece di portare i capelli scoperti
indossa il Hijab
- derivante dalla radice ḥ-j-b, "nascondere allo
sguardo, celare") indica qualsiasi barriera di separazione, posta davanti
a un essere umano o a un oggetto, per sottrarlo alla vista o isolarlo (2) - il velo che
copre interamente il capo, lasciando scoperto il volto, tanto da scomodare
anche il TG1. Velo non indossato da tutte le donne di
religione islamica. Infatti, le più laiche ed emancipate ne fanno a meno, rimanendo
comunque legate alla loro religione, essendoci nell’islam, una visone progressista
e non radicale o estremistica, che libera il meglio delle risorse intellettuali
ed estetiche delle donne che professano questa religione.
Questa signora, a suo dire, si
sarebbe sentita discriminata per motivi religiosi, in quanto innanzi a
esplicita richiesta, fattale via mail, se sarebbe disposta a toglierselo, ha
scelto la sua visione dell’islam, rispetto a una realtà del mondo del lavoro
che richiedeva il contatto con il pubblico, rivolgendosi a un avvocato, forse
perché vittima della presunzione di voler imporre la sua ragione, costi quel
che costi.
Ora non è dato da sapere se
questa donna nata in Italia, sia anche naturalizzata italiana, o se abbia solo
il passaporto egiziano, il che la renderebbe un’extracomunitaria. Resta comunque
il fatto che se sceglie di isolarsi, mettendo una barriera culturale tra se e
il mondo e ha la presunzione di pretendere, specie in un lavoro a contatto con
il pubblico, che questi debba essere costretto a sorbirsi un isolazionista, una
qualsiasi, l’azienda dovrebbe avere il diritto/dovere di tutelare i propri
interessi, rifiutando un’assunzione, perché non rispetta i canoni estetici e
laici della realtà sociale. Mentre la donna pretenderebbe “a forza” di imporre
a soggetti terzi argomentazioni che dovrebbero rispecchiare la sua sfera
privata, costringendo un azienda a subirle solo perché questa donna musulmana è
intollerante alla visione laica di una realtà lavorativa, pretendendone di
farne parte, esclusivamente alle sue condizioni..
Attaccare un’azienda, portandola
in tribunale, esponendola a costi legali, costringendola a difendersi per aver
ottemperato un suo diritto di scelta, come avviene tutti i giorni – sebbene “la Corte europea ha
sempre sancito che le limitazioni che incidono sulla libertà religiosa possono
essere introdotte solo a tutela di diritti personali altrettanto importanti,
come la sicurezza o l'incolumità personale - commenta il legale Guariso - non certo per inseguire un
presunto gradimento della clientela” (3)
– è assurdo e dimostra come questa donna musulmana abbia una visone radicale
solo del suo diritto, e sia pronta a calpestare i diritti altrui,armata dalla
volontà pervicace di far perdere denaro e fatturato ad una realtà economica,
perchè armata dal desiderio acritico di
voler vedere solo se stessi, facendosi passare per vittima di un
sistema, quando alla fine si è ben consci che in questo caso non è il sistema
che rema contro la persona, ma che è la persona che si accanisce contro di se.
Certo, se fosse stata più umile
andando a chiedere lavoro in una ditta di pulizie di fosse biologiche, come
operatrice ecologica, come svuota padelle un sanatorio psichiatrico o in una
fabbrica di scarpe, vista la quasi assenza di contatto con il pubblico, il suo
isolazionismo simbolico e reale dovuto al Hijab, non sarebbe stato per il titolare un
problema, né per il direttore del personale preposto all’assunzione.
Evidentemente questa donna
musulmana, non paga di aver sbattuto la testa una, due, tre, quattro o più volte
contro il muro dei suoi pregiudizi religiosi contro la società laica, vuole
imporre a prescindere di essere accettata, nonostante l’isolazionismo religioso
causatole dal Hijab,
in molti ambienti laici, lavorativi l e non, volendo
presuntuosamente piegare suo credo
religioso la laicità ostruttiva del tessuto lavorativo italiano.
Con questa scelta di “coming out”,
visto che il suo nome circola in rete,
forse sono in molti ad auspicare che faccia fatica, o che le sia impossibile
trovare lavoro, proprio per aver mostrato il suo integralismo, che l’ha isolata
dal consesso civile italiano, e anche per via dei danni economici e di immagine
che potrebbe causare a questa azienda, dove una
dipendente ha compiuto la
l”leggerezza” di ribadirle una realtà e
una verità che ben conosceva e che non
ha mai voluto accettare: ossia che senza
Hijab sarebbe stata assunta
senza problemi. Mentre questa dura, vorrebbe l’assunzione alle sue condizioni,
non a quelle del datore di lavoro. Con questa sua volontà “violenta” di imporre
il suo pensiero, invece che avere la ragione di comprendere le regole del
mercato, oggi è il Hijab, domani poteva fare storie perché doveva distribuire
volantini dove in qualche supermercato
si effettuano promozioni su carne di porco, animale considerato immondo
dall’Islam, costei nuovamente per motivi
religiosi avrebbe forse impiantato nuove grane, correndo a “piangere”
dall’avvocato, accusando nuovamente l’azienda di discriminazione su base
religiosa.
Non va dimenticato che in Italia esistono centinaia,
se non migliaia di donne egiziane che hanno scelto di integrarsi nella società,
rimando delle devote ad Allah e all’Islam, scegliendo un percorso neutro, ma
non per questo avverso al Corano, sapendosi integrare nei posti di lavoro e nel
tessuto culturale, facendosi accettare anche in virtù del proprio credo
religioso, non necessariamente esteriorizzato in forma radicale, rimanendo
religiosamente legate, nel consesso privato e nei luoghi preposti al culto,
all’ultima delle tre religioni Abramitiche.
Se a questa donna musulmana la realtà
laica italiana sta stretta non è obbligata a rimanere in Italia, ma può tornare
nella nazione da dove anni prima sono partiti i suoi genitori, sentendosi così
accettata e trovando lavoro in un ambiente dove il Hijab non solo è tollerato, ma accettato, in modo
voluto e/ o imposto.
Alla fine anche se nata in Italia è figlia di una
cultura religiosa diversa da quella vorrebbe imporre, oggi. Se per se stessa la
cosa sta bene, contenta lei, ma un domani, forse vorrebbe imporre a tutte le
italiane – a cui il passaporto stato
rilasciato già al momento della nascita, o quando erano minorenni, – l’imposizione del Hijab, memore dei reiterati rifiuti che ha ricevuto
nel corso del tempo, solo perché non ha voluto utilizzare con ragione e
discernimento l’intelletto che Allah l’ha dotata, ma in quel caso la colpa non
è né di Allah e né tanto meno degli italiani, ma esclusivamente sua., perché
come dice un proverbio:
“chi è causa del suo male, pianga
se stesso”.
Marco Bazzato
14.04.2013
(1)
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/milano-togli-velo-se-vuoi-lavorare-sara-mahmoud-denuncia-discriminazione-1529432/
(3)
http://www.you-ng.it/news/locale/item/8432-sara-la-ragazza-che-nessuno-assume-perch%C3%A9-porta-il-velo.html
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mercoledì 3 aprile 2013
Vittorio Feltri e il politico che ha messo incinta la colf
Non ci sono ancora né conferme e
né smentite, ma sembrerebbe che nel parlamento italiano, oggi come dai tempi
del Regno d’Italia, sia sempre stato
pieno di montoni, intesi non come i maschi della pecora, ma come montoni che montano e/o fottono, e soprattutto fanno
l’amore con le legittime consorti, (senza vivere nel peccato del concubinato novecentesco
della convivenza more uxorio) partendo dalla
missionaria, passando per la pecorina, e con in mezzo l’emiciclo di tutte le posizioni del Kamasutra
(1), antico
testo indiano sul comportamento sessuale umano che ne indica la bellezza di ben
64 posizioni, senza omettere il mitico rapporto oro genitale e lo sporcelloso
69.
Ma la notizia che dà Vittorio
Feltri tramite i cinguetti di Twitter, ha trasformato gli italiani in fanatici
della caccia grossa. Il cinguettio, riportato da Giornalettismo, dice: “
Un politico importante ha ingravidato la cameriera e la moglie lo ha
buttato fuori di casa”. (2)
e per chi ha Twitter, reperibile direttamente dalla pagina del giornalista (3).
Aprendo la pagina del quotidiano
online e scorrendola verso il basso, così come nella pagina Twitter di Vittorio
Feltri, si possono leggere le congetture dei lettori, a riguardo il politico,
oggi irrilevante ai fini numerici, forse
memori della batosta elettorale che avrebbe preso nell’ultima tornata
elettorale, quando asseriva di essere l’unico che aveva in bocca “parole di verità”. Vero ossimoro, in
quanto politica e verità sono antagonisti senza soluzione di continuità,
additandolo a carnefice e vittima dei suoi comportamenti ossessivo-compulsivi.
Non mancava altro che dicesse: «Io sono
la Verità e la via», Gv 14.16, che
gli italiani zeloti gli avrebbero organizzato un bel Golgota, con
tanto di 14 stazioni della Via Crucis, facenti parte del pacchetto
completo. Dove però la resurrezione sarebbe stata un extra da pagare a parte a
Dio in persona.
Per carità, esiste il diritto di
ogni legittimo consorte o come va di moda, e come si vorrebbe legalizzare il
concubinato more uxorio, per meri interessi economici, anche nel nome del presunto bene dei figli
nati fuori dalla licenza matrimoniale, definiti nei tempi andati bastardi, di far l’amore, montare in tutti “in tutti modi e in tutti i laghi”, parafrasando una nota canzone
sanremese, facendola godere e ingravidandola, riempendola, con la “saccapoche,” con la crema bignè estratta dai rognoni. Ma andarsi a “inchiavardare” la colf rumena, quella
che ti pulisce il cesso, ti scopa i pavimenti, lava i piatti e quant’altro,
solo perché la moglie sfaticata non ha voglia di fare una beata fava, beh, la
cosa puzza di schiavismo professionale e “abuso
di posizione dominante” da parte del galletto sparagnino, che non potendo
organizzare, perché cristianamente impegnato, un Bunga Bunga in casa, ed
essendo così micragnoso per andare a puttane, ha preferito fottersi, pensando
che il contratto fosse all inclusive, la colf rumena , mentre la moglie era dal
parrucchiere o a recitare le giaculatorie.
Chiaramente gli italiani daranno
alla rumena della bagascia, della zoccola, della troia, della mignotta, della
cagna, per aver aperto le gambe al potente, che come Satana ora sembra che sia
stato scaraventato dal dio-moglie nelle fiamme dell’Inferno, o peggio a dormire
sul poggiolo di casa, al freddo e al gelo. Si sa, in un mondo maschilista come
quello italiano, sovente anche razzista, la colpa è sempre dell’altro sesso: della
femmina, di quella che viene considerata un’eterna giovenca o vacca in calore, sopratutto
se straniera e proveniente dall’Europa dell’Est. Peggio ancora se ora si porta
dentro il futuro prodotto velenoso sputato dal “serpente
del Paradiso”, frutto della conoscenza del Pene, ops, del “Bene e delMale”, che le trasformerà, se
non verrà utilizzato l’”Idraulico liquido
stura vulve”, il ventre della donna, quando sarà in prossimità del nono
mese di gravidanza, a quello di un Anaconda che si è divorato un capretto.
E la cornuta cosa avrebbe fatto?
Stando a ciò che scrive il Feltri, avrebbe preso le masserizie del fedifrago,
dello spargitore di seme schizzato fuori durante la copula, grazie anche al
lavoro dei dotti deferenti, mandandolo . come dice abitualmente nei suoi show
in giro per l’Italia, Beppe Grillo, come nella celeberrima canzone di Marco
Masini, a “Vaffanculo!”
Ora se l’inseminatore, che
secondo alcuni dicono potrebbe avere il taglio di capelli alla Caio Giulio
Cesare, fosse quello che hanno postulato, cristianamente, dopo aver sfondato in pieno “l’Utero in Centro”, celato in quel mirabile cespuglio, messo in
quella caverna sigillata all’origine dal Dio degli Eserciti , antro nascosto, rappresentato nel quadro L’origene du monde di Gustave Coubet, 1866 (4), questi non
dovrebbe o imporre lo svuotamento uterino della donna, ma dovrebbe prendersi
cura della futura discendenza, che oggi nel
nome del politicamente corretto non si può più definire bastarda, al
pari di altri figli e/o figlie nel caso che questi avesse già una progenie di
primo, secondo, terzo, quarto o quinto letto, etc.
E la donna che si è concessa stupidamente al “glande buana bianco”, essendo cittadina
Europea, dovrebbe uscire allo scoperto, reclamando il test genetico di
paternità, in modo da proteggersi, tutelando così anche frutto del peccato che
porta in grembo, dalle mire distruttive dell’ingravidatore che potrebbe avere
nei confronti del feto, protetto dalle Sante Leggi del Cristianesimo, senza, per
dirla parafrasando una parte del brano di Elio e le Storie Tese, Cara ti amo – risvolti psicologici tra
giovani uomini e giovani donne, 1989, “mettersi
il goldone”, perché si riteneva un drago nel coito interrotto, sebbene sia risaputo che come nella poesia,La Spigolatrice di Sapri di Luigi
Mercanti, 1837: “Eran trecento giovani e forti e sono morti”! (5),
sfortunatamente a volte, per dirla alla Gianni Morandi, “Uno su mille ce la fa/ come e dura la salita/ in gioco c’è la vita”
1985..
Come nell’articolo pubblicato nel
mio blog“La moglie fa le corna al sindaco (6) del 22 marzo u.s, l’opinione pubblica
dovrebbe avere il diritto di sapere chi sono questi politici di rilevanza nazionale o
amministratori locali della cosa pubblica, che giocano e usufruiscono di
dell’uso di vulve foreste, uscendo dal recinto del loro sponsali. Se non sanno
tenere il bigolo al loro posto, come
si può ipotizzare che sappiano tenere le mani solo dove devono essere tenute? Se
non riescono a tenere dentro braghe e mutande lo sventra papere, come è possibile che possano avere freni inibitori,
non facendo lavorare le mani, anche “,morte”,senza infilarle, ma rubando
comunque dalle tasche altrui?
Alla fine i fedifraghi dovrebbero
tenere presente che “L’operazione
aspiraminchia” anche se si tratta di una sveltina di pochi minuti, richiede
pianificazione, che nella maggioranza dei casi è solamente tattica, non esenti
in ogni caso da errori di valutazione sui vari ed eventuali danni collaterali
che potrebbero accadere in corso d’opera. Ma che poi sotto il profilo strategico potrebbe
rivelarsi alla fine una “Sconfitta di
Waterloo”, un attacco da parte di moltitudine agguerrita di “Crazy Horses”
nella “Battaglia di Little Big Horn”,
una “Disfatta di Caporetto”. Se poi si aggiunge una chiavata invalido ed economicamente ingravidante, con conseguenze
di non facile soluzione per il consorte beccato in un modo o in un altro con il
cane inzuppato dentro gli umori
femminili de L’origene du monde, generando
la perfetta sintesi della quadratura del cerchio dell’uomo Vitruviano, ecco che
si comprende perché i cittadini abbiamo il diritto di sottoporre questi maestri
di moralità – altrui – al più torbido, putrido e infamante pubblico ludibrio,
solo nel caso che l’identità del pubblico peccatore, pardon, politico o amministratore
della cosa pubblica, sia certa oltre ogni ragionevole dubbio.
03.04.2013
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lunedì 1 aprile 2013
Pasqua 2013:Papa Francesco: fa gli auguri in 72 lingue? No!
Se il buongiorno si vede dal
mattino, la “Settimana Santa” di Papa Francesco, al secolo Ciccio-Checco si è
conclusa con un sonoro tonfo di immagine e fischi, che nonostante le voci dei
vaticanisti si sono sentite, eccome, in tv.
La “parabola da esodo biblico” ha
toccato il suo apice mediatico venerdì, in occasione della Via Crucis. La
manifestazione pubblica rappresentava una specie di esordio nella tv italiana
del nuovo Papa. Eper quanto riguarda lo share, ha sconquassato il suo
antagonista, l’oggi Papa emerito, Benedetto XVI, procurandogli una sonora
sconfitta. Il Francesco ha battuto il Ratzinger come tamburo: 6.301.000
spettatori contro i 4.107.000 della precedente edizione della Via Crucis,
l’ultima capitanata da Ratzinger.
E poi il crollo: La veglia
pasquale non è stata trasmessa da nessuna delle reti Rai, né da Rai 1 e né da
Rai news24, che al massimo, al pari di TGCOM 24, forniva le breaking news ogni
mezzora, attendendo che qualche invasata facesse cadere il Papa, come avvenne
nellaMessa di Natale del 25 dicembre 2009. Invece nisba. Lo show religioso era
visibile solo su Sat2000, la tv della CEI. E non è stato uno spettacolo
esaltante, sotto nessun punto di vista.
Ma andiamo con ordine: la
liturgia, su volere del “Dittatore Vaticano”, alla Giulio Cesare, ha voluto
fare dell’evento un copia e incolla, obbligando i sudditi in tonaca a
rimaneggiare la sceneggiatura, riducendo le letture dell’Antico Testamento, che
ne prevedono o dodici o sette canoniche,
arrivando invece alla modica cifra di tre misere letture, più il vangelo.
L’omelia: mediocre (1)
.Un discorsetto di pochi minuti, assolutamente sterile, senza nervo e privo
di spunti di riflessioni profondi. Quatto chiacchere buttate lì, incrociate senza
arte e né parte come nella migliore tradizione di un dottore in chimica, che nonostante tutto continua a fare esperimenti
da alchimista, alla ricerca della mitica pietra filosofale, con ampolle e
alambicchi, adoperando per reggere il pesantissimo libro della liturgia un
“moretto”,come usavano dire le suore negli asili negli anni ’70, per indicare
gli africani, o per dirla alla Mark Twin “negri” (2)
chiamati così dall’autore per ben 209 o
217, secondo alcuni, nel suo romanzo “Le avventure di Huckleberry Finn,uscito
in prima edizione nel 1884. Insomma, un’omelia da curato di campagna, priva di
alcun spunto dottrinale e teologico elevato, ma molto terraterra, che non ha
brillato né per sagacia e né per spirito sopraffino spirito teologico.
Il battesimo e la cresima: ne ha baciati tre su quattro, al momento
della cresima, trascurando il vietnamita-americano che portava gli apparecchi
acustici alle orecchie. Perché gli altri sì costui no?
Il suono delle campane: Dopo la benedizione
del fuoco, un altro momento topico in questi tipi di show, o celebrazioni
religiose, è il suono delle campane. Ebbene, abitualmente nelle celebrazioni
serie, in tute le basiliche, cattedrali, chiese del mondo, anche in quelle di
rito ortodosso, le campane si mettono a suonare allo scoccare della mezzanotte,
stile fiaba di Cenerentola, e in quell’attimo tutta la cristianità grida in
un'unica voce: Gesù è risorto, fusi orari permettendo. Ma Papa Ciccio –
Francesco-Checco no. Forse voleva andare a letto presto. Sta di fatto che
quelle vaticane hanno strimpellato alle 22.30 ora italiana. Ergo: questa volta
hanno fatto fare una levataccia di un’ora e mezzo prima a Cristo, svegliandolo
in piena fase Rem e lasciandolo, come accade a tutti i cristiani e non,
incazzato furioso, per essere stato strappato all’improvviso dal sonno
profondo.
Nel complesso, alla fine, la
sceneggiatura, i testi e i dialoghi, la veglia non ha superato le due ore e
mezzo.. Uno show liturgico rimaneggiato alla meno peggio, avente un canovaccio
impreciso e lacunoso, recitato in fretta, privo di patos e coinvolgimento emotivo
da parte dei concelebranti – molti
sbadigliavano quasi rumorosamente e altri ronfavano – e con il pubblico che
rispondeva come poteva,non apparentemente affascinato dal Bergoglio, che nelle
lunghe maratone celebrative, dove è primo officiante, si dimostra a corto di
fiato e di gambe. Tra l’altro non vanno dimenticati i tempi morti, causati dai
continui trasferimenti, come grilli, da un punto all’altro dell’enorme
palcoscenico nella la Basilica di San Pietro.
Almeno per i telespettatori a casa, sarebbe utile l’interruzione con
qualche stacco pubblicitario, per svuotare la vescica. Se non si volevano
mettere spot, sarebbe stata cosa buona e giusta l’ingresso di qualche bella
Creatura di Dio, in costume striminzito, o meglio ancora adamitico, che come
negli incontri di boxe, portante un cartello sopra la testa, indicasse che da
li a poco sarebbe iniziato il round successivo.
Ma apoteosi del cattivo gusto e
della mediocrità la si è raggiunta la domenica successiva,il 31 marzo, al
termine dello show liturgico solenne della Pasqua di Resurrezione. Papa Ciccio, una volta terminata la
celebrazione ufficiale, ha fatto il consueto giro di campo con la Mercedes
scoperta,e come un George W Bush qualsiasi, si è dato nuovamente da fare per
farsi portare dalla sicurezza bambini e malati da baciare. Dove i primi ormai
non sembrano molto propensi a farsi insalivare le guance e urlano e si dimenano
come anguille indemoniate, spaventati dall’eventuale frittura nell’olio ad
opera del successore di Pietro, pescatore e pescivendolo, mentre gli ammalatati
hanno l’illusione che costui abbia le doti divine e taumaturgiche del primo
presidente del cristianesimo, Gesù di Nazareth, ma sfortunatamente per
loro..ciccia!
Una vota terminato il giro di
“pista”, di campo o di piazza che dir si voglia, il Bergoglio si è affacciato
dalla Loggia Centrale per la tradizionale Benedizione
Urbi et Orbi, (3)
Benedizione alla città e al mondo. Prima dell’inizio dell’ultimo atto i
vaticanisti di Rai News 24 e di TGCOM24, intessevano le doti di Ratzinger per
aver esteso gli auguri a 72 lingue, zulù compresi, perché alla fine anche
quella è una nicchia del mercato dell’evangelizzazione, sicuri che anche il
poliglotta Bergoglio proseguisse sul solco tracciato dalla tradizione dei suoi
predecessori. Invece niente. Silenzio assoluto. Benedizione in latino, auguri
in Italiano e poi tutti a rimpinzarsi di agnello, tra lo stupore generale,
giornalisti in prima fila,che come se avessero tutti preso un calcio nelle
palle o una mazzata nelle ovaie, in preda alla Sindrome di Stoccolma o da quella di shock post-traumatico, da
buoni servitori del Concordato, non sono o non hanno voluto scrivere manco un
rigo su questo atto di inaudita gravità, commesso da Papa Francesco nei
confronti dei cristiani-cattolici,ebrei compresi e non solo, di tutto il mondo,
visto che ad oggi è tutt’ora in corso la Pasqua ebraica.
Va detto che questo gesuita, e
dai gesuiti, viste le loro tradizioni latino-americane, al seguito dei
Conquistadores, è il minimo che ci si possa aspettare. L’insulto e l’offesa
alle altre nazioni, non avendo fatto gli auguri di Buona Pasqua in altre lingue,
è sembrato peggio di un cazzotto nella bocca dello stomaco, non solo a me, come telespettatore che guardava
lo show liturgico in tv, ma anche da parte dei fedeli, che secondo le stime –
si presume gonfiate – erano di 250 mila, che non hanno preso bene il gesto
dell’argentino, naturalizzato vaticano.
Simbolicamente con questo sfregio
alla tradizione la Chiesa, anzi Papa Francesco ha dimostrato quanto
effettivamente sia interessato a raggiungere, anche solo con un augurio nella
loro lingua, i poveri di tutto il mondo. Come ci si può aspettare da un
personaggio del genere comprensione e condivisione dei pesi e dei fardelli
della Croce di Cristo, se nemmeno è
interessato a raggiungere, gli angoli più sperduti del mondo, gli auguri per la
Resurrezione di colui che tramite San Pietro, gli ha permesso d’avere quel
posto di lavoro a tempo indeterminato?
In molti sono rimasti basiti,
affranti e offesi e non solo i cattolici, ma anche gli ortodossi, che per colpa
dei due calendari, gregoriano per i cattolici e giuliano per ortodossi, sono
costretti, per via delle divergenze millenarie tra i vertici delle rispettive
chiese, a “segare” in due Gesù Cristo, festeggiando simbolicamente due volte la
Sua resurrezione. Il che porta a pensare che avesse ragione Piergiorgio
Odifreddi, quando scrisse nel suo libro Perché
non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) , “…Addirittura,
lo stesso termine cretino deriva da “cristiano” (attraverso il francese crétin,
da chrétien), con un uso già attestato dall’Enciclopedia nel 1754…”
Longanesi, 2007, circa l’affronto commesso dal monarca della chiesa cattolica
universale a tutti i cristiani.
È chiaro che alla luce di quanto
commesso e/o omesso da Papa Francesco domenica,sarebbe giusto che le varie
televisioni che erano collegate in mondovisione e che hanno pagato i diritti di
trasmissione, come ritorsione, annullassero i contratti con lo Stato Città del
Vaticano, in quanto non avrebbe senso, visto che gli auguri e la Benedizione Urbi et Orbi, rappresentano
i momenti topici delle celebrazioni natalizie e pasquali, pagare per non ricevere manco uno straccio di
augurio sarebbe un assurdità.
Chiaramente questa serie di
ragionamenti non è contro la figura in se di Papa Francesco, ma per fare una
comparazione tra i differenti stili di pontificato, tra Bergoglio, Benedetto
XVI e Giovanni Paolo II, solo per citare gli ultimi trentacinque anni di storia
vaticana.
Se il Papa Francesco di ieri è il
nuovo che avanza, sta facendo terra bruciata, cospargendola di sale, come fecero
i romani con Cartagine, di tradizione e consuetudini radicate nei fedeli, non
solo cattolici, ma cristiani e non, da decenni. Allora in molti potrebbero
anche pensare che tramite Bergoglio potrebbe compiersi la Profezia di Malachia
e Papa Francesco potrebbe essere l’ultimo Papa, in quanto i fedeli amano il
cambiamento, ma muovendosi all’interno di tradizioni consolidate e che strette
di mano ai fedeli o i baci sulla guance agli impuberi non possono certo
compensare, in quanto sono solo delle volgari appendici populistiche, le spinte
intellettuali di apertura della Chiesa, anzi di Papa Francesco, verso il mondo,
come minimo con usando parole ben augurali, non solo in lingua italiana, verso
tutti i cittadini de mondo.
Marco Bazzato
01.04.2013
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