Visualizzazione post con etichetta satira. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta satira. Mostra tutti i post

lunedì 28 settembre 2015

“Volkswagen, l’inquinamento? È Cosa Nostra!”

Ci sta poco da girarci attorno. È una settimana che godo come un cammello infoiato. Che godo come un vulcaniano alle prese con il Pon Farr, detto anche “La febbre del sangue”, vedi episodio di Star Trek TOs,  Amok Time del 1968, da quando è scoppiato, partendo dagli Stati Uniti, lo scandalo  Volkswagen, sulle autovetture dalle emissioni taroccate, che come una tempesta di sabbia del Sahara, ha investito praticamente tutto il mondo motorizzato.

È la goduria di vedere i nostri amati amici teutonici, che praticamente si sono fatti trovare con le braghe abbassate e che stanno subendo un atto contronatura di sodomia planetaria, da parte, non solo dei governi infuriati come bisce, per quanto avvenuto, ma ormai anche dalle palle iniziano a fumare dei proprietari di questi modelli, ai quali toccherà per lo meno perdere una mezza giornata, per, quando sarà il momento, portare il  mezzo taroccato e adulterato, dal concessionario della casa automobilistica, fondata nel 1937,  ai tempi del nazismo, per volere dello stesso Adolf Hitler, infatti Volkswagen significa “vettura del popolo”, oggi non certo buona per le tasche di cani e porci,  a far rimappare, a spese della Volkswagen, , la centralina incriminata di tale burdello.

Ci stanno però una serie di domande che credo assalgano tutti i lettori. Innanzitutto il silenzio omertoso dell’Unione Europea, la quale sapeva almeno dal 2013, stando alle informazioni di stampa, che in alcuni specifici motori a nafta, più bello il termine nafta, sa più da grande inquinatore, vedi quel bel fumo nero e oleoso dei trattori o dei motori a nafta degli anni ’80, sputavano dai tubi di scappamento, gas superiori a quanto dichiarato in fase di omologazione al banco. Ma come spesso accade con i grandi gruppi industriali a livello planetario, ci si accorge che la merda inizia a puzzare solo quando il cesso si  tappa e il solido marrone rischia di cadere sul pavimento, appestando tutto il cesso, emanando soffici effluvi ammazza olfatto.

Quanti effettivamente sapevano di questo problema? Sempre stando alle informazioni di stampa, la cosa era emersa negli Stati Uniti nel 2014, ma si è aspettato come spesso accade, a discapito della salute pubblica, il momento politico opportuno per ammazzare il maiale con la macellazione Haal, pardon, per assestare un bel colpo di reni non solo alla credibilità tedesca, ma soprattutto per tramortire la cancelliera teutonica, che sembra ormai perdere colpi, peggio di un vecchio motore ad aste e bilancieri, con tanto di valvole consumate e fasce elastiche contenitive  usurate, che consuma olio a più non posso.

Una voce però ancora non si è fatta sentire: quella degli ambientalisti. Strano, quelli gridano anche se si piscia fuori dal boccale, se un non si tira lo sciacquone dopo aver defecato, o se le stalle colme di vacche, emettono gas metano. Ma in questo frangente? Silenzio assoluto, mutismo. Che abbiano tutti la VW e non vogliano andarsene via a piedi, magari mostrando al mondo che, da ambientalisti, usano autovetture a nafta che inquinano più del culo di una vacca?
La cosa più assurda di tutte è che nessuno al momento ha crocifisso e lapidato l’azienda che ha prodotto la centralina, che non è la Volkswagen, ma bensì la Bosh, sempre tedesca. Su di lei nessuno strale, nessuno ha puntato pubblicamente il suo CEO,  i dirigenti e i suoi tecnici, visto che alla fine, certo, la Volkswagen, ha commercializzato dei veicoli a nafta inquinanti, ma l’inquinamento sembrerebbe non dovuto tanto ai motori, ma alla centralina prodotta dalla Bosh, la quale comprendeva benissimo quando il tubo di scappamento di un mezzo sul rullo della revisione, quando gli veniva infilato nell’ano la sonda dell’opacimetro, passava in modalità “risparmio” tenendo le emissioni di gas entro i limiti di omologazione. 

Un po’ come fanno gli adolescenti quando, bravi e beati loro, iniziano a fumare di nascosto e come troiette infoiate, prima tornare a casa, si appestano di profumo gli abiti, mettendosi in bocca qualche centinaio Halls Mentho-Lyptus Extra Strong, per nascondere l’odore sigaretta, dopo essersi fatti fuori un pacchetto di Malboro, o di Lucky Strike senza filtro, convinti,  poveri illusi, che quella cagna da tartufi della madre, non li senta puzzare, appena entrano a casa, e questi, come scolaretti che a scuola hanno riempito la turca di carta igienica, cercano barbare e vili giustificazioni e la madre, sempre più incazzata come una biscia assetata di sangue e con le fauci colme di veleno, non vede l’ora di  prendere a randellate quel suo ovulo fecondato da, non ricorda nemmeno lei chi, mendaci e falsi come una  banconota da 600 mila lire!

 L’azienda produttrice della centralina, stramente tace. Anzi, peggio ancora viene esentata dal ciclone che ha colpito la Volkswagen. Nessun CEO si è dimesso, in quanto non poteva non sapere, non sono giunte notizie di indagini interne e della magistratura tedesca, per capire chi abbia ordinato cosa e chi, tra chi sapeva che “l’adulterazione” era un reato, abbia taciuto o sia stato fatto tacere. Ma è chiaro che, come si diceva  ai tempi di Tangentopoli in Italia, “I vertici non potevano non sapere!”.

Perché, diciamocelo, se a un fornitore esterno, e la Bosh è un fornitore esterno della Volkswagen, impartisci l’ordine di produrre qualcosa di fraudolento, chi opera direttamente sulla creazione di questo software, doveva conoscere le leggi dei vari Paesi e di conseguenza avrebbe dovuto avvisare i suoi superiori che si stava commettendo un reato. Ma su questo versante, zero assoluto e la cosa di per se puzza più dello scandalo stesso, perché la Bosh, dati del 2011, ha un fatturato di 51,4 miliardi di Euro, contro i 197 della Volkswagen, del 2013. Quindi si auspica che le class action che stanno partendo in mezzo mondo, azzannino alla gola gli utili della Volkswagen, così come quelli della Bosh, essendo esecutrice materiale della “adulterazione” delle centraline, complice di quanto avvenuto, visto che è palese che la colpa non è dei motori a nafta Ea189, ma delle centraline taroccate dalla Bosh.

Parafrasando “The Godfather” “Il Padrino” di Mario Puzo, ricordando una celebre copertina di un settimanale tedesco di tanti anni fa, sembra che si sia sparsa la voce che recita: “Volkswagen, l’inquinamento?  È Cosa Nostra!”

Marco Bazzato
28.09.2015

giovedì 24 settembre 2015

Scandalo Volkswagen, aforisma!

Henry Ford diceva:
 “Quando vedo passare un’Alfa Romeo, mi tolgo il cappello.”
Ora, senza avere la presunzione di essere costui, affermo:

“ Quando vedo passare una Volkswagen, a scopo precauzionale, indosso la mascherina!”


Marco Bazzato

sabato 10 gennaio 2015

Gli attentati di Parigi e il “terrorismo mediatico” italiano

Innanzitutto voglio esprimere il mio vivo cordoglio per i morti a Parigi ai famigliari e agli amici delle vittime – tutte. Senza distinzioni tra vittime e carnefici. I vivi da vivi si possono insultare e offendere, quando sono morti ancora caldi, il discorso cambia, piaccia o no, altrimenti diventeremo tutti come quelli dell’ISIS!

Detto questo, tralasciando le dietrologie, ormai se ne contano a centinaia, quello che mi preme analizzare in questo articolo è la bagarre e il “terrorismo mediatico” scatenato dai  media, classici e digitali, in seguito a questa strage.

Va fatta però una doverosa premessa, e la faccio con un proverbio:  “Scherza con i fanti e lascia stare i santi!”, questa è la saggezza popolare dimenticata dall’assurdità del modernismo relativista.

È vero che in una normale democrazia il diritto di satira e di espressone deve essere salvaguardato a prescindere, purtroppo però vivendo  noi tutti in una società imperfetta, anche qui regna un relativismo politico assurdo, peloso e vigliacco. Infatti, se si fanno vignette antisemite, ecco che partono gli strali dell’opinione pubblica, e  a volte qualcuno si cosparge il capo di cenere e fa pubblica ammenda. Se le vignette sono anticristiane e altri si indignano,  l’opinione pubblica e la sinistra soprattutto grida alla censura, parla e straparla di un Paese retrogrado e bigotto, attaccato a dei valori morali e sociali che vanno derisi e soffocati, nel nome della laicità e della pluralità di pensiero. Giusto?  Se invece le vignette sono anti islamiche, si assiste alla cosa più assurda, specie se si è abituati ad osservare determinati siti,  e parlo di coloro che scrivono nei siti atei o dell’ateismo razionalista, quindi delle opinioni personali dei lettori:  silenzio assoluto, di tomba, nessuna condanna, nessuna esultanza per aver sbeffeggiato il Profeta o l’Islam, in quei casi lì, tutti zitti come mosche.

E sapete perché? Perché in Italia ci stanno due paure fetenti che fanno inzaccherare le mutande: la paura di essere marchiati come antisemiti e quella di essere affetti da islamofobia, mentre sono felicemente fieri se malati cristianofobia.
Già perché in Italia è politicamente e socialmente accettata dai più, da coloro che si credoo radica chic – mentre i più sono una manica di ignorantoni e lazzaroni senza arte, né parte ,  privi di spessore intellettuale e culturale –  la cristianofobia, mentre è pubblicamente esecrata l’islamofobia, anche se la legge in teoria dovrebbe punirli tutti  in egual misura sebbene  non  si è mai sentito nessuno che sia stato denunciato e processato per cristianofobia? Qui ci vorrebbe un estensione della legge Mancino. Mentre per l’antisemitismo e l’islamofobia, tutti ci fanno con i piedi di piombo, attenti a come aprono bocca. (vigliacchi!)

Resta da capire se alla fine sono idioti i cristiani o se sono più volpi gli altri?

Rimane in ballo un fatto essenziale da comprendere, ma di cui nessuno ha avuto le palle di affrontare il problema alla radice: il limite etico della satira. Sì, perché piaccia o no un confine, se non impartito dalla legge, deve almeno essere frutto della libera coscienza dell’individuo o del vignettista, ci deve essere.
Noi crediamo che la libertà sia un valore assoluto, infatti lo è.  La libertà, come tutte le libertà è un diritto che va dosato, centellinato e usato con estrema accortezza. Nessuno di noi è Signore e Padrone assoluto della propria libertà, ogni persona ne è beneficiario,ma come colui che beneficia di un dono, questo va usato e manipolato come se fosse una persona inferma, malata, bisognosa di cure e attenzioni, perché altrimenti la presunzione dell’eccesso di libertà può far attivare in alcuni strati della società delle formazioni cancerose, che poi attaccano all’improvviso e con esisti difficilmente poi controllabili, soprattutto quando si è nelle mani di una politica infingarda e che usa, per i propri tornaconti personali, il terrore della gente e delle persone, gridando ai quattro venti: “siamo in guerra, andiamo felici alla guerra, dobbiamo schierarci. Bisogna combattere”, e altre amenità del genere. Certo, ma poi a fare la guerra mica ci vanno questi che la invocano.

Non difendo l’Islam in quanto tale, ma difendo la buona fede di milioni  persone di islamici, anche quelli che vivono in Europa e in Italia, a cui si è chiesto di fare pubblica condanna di questi atti terroristici.  Hanno fatto bene a  tacere, perché in ogni caso, qualsiasi cosa avessero detto, visto il panico mediatico che stanno scatenando politici e giornalisti, sarebbe stato distorto, manipolato e manco sarebbero stati creduti, perché alla fine anche loro sono vittime,  come è stato vittima il poliziotto musulmano che aveva fatto giuramento alla bandiera francese,  freddato dai terroristi.
L’Europa, le Istituzioni Europee, i politici italiani e i cittadini italiani devono innanzitutto interrogarsi sul significato vero di libertà, perché troppo spesso si crede che libertà significhi fregarsene degli altri, in nome del proprio libero arbitrio. Ebbene, questa non è libertà, questa è anarchia, è assenza di regole e l’assenza di regole certe per tutti, fa covare nel tempo anche questi mostri, sebbene a questi le armi morali siano state messe in mani da altri: ossia su chi, nel nome assolutamente relativo della libertà assoluta di satira, ha permesso che si passasse sopra tutto, a tutti. A sentimenti, a credi, a culture, non importa che queste culture siano islamiche, cattoliche,ebree o di altre confessioni religiose non appartenenti alle tre religioni monoteiste.

Le stragi di Parigi sono i frutti avvelenati di questa libertà, che oggi va sotto il nome assurdo di t”tolleranza”.

Personalmente trovo osceno il termine “Tolleranza”, perché tolleranza significa solo mandare giù e/o far mandare bocconi amari nel nome del diritto – arbitrario – proprio e/o dell’altro, e questo diritto ci ha resi proni e/o arroganti,  lavando il cervello, mentre il termine più corretto dovrebbe essere accettazione, perché la tolleranza è come una bombola di gas , prima o poi esplode, con esiti deflagranti.

 Il termine migliore è reciprocità, ma il termine reciprocità e riconoscimento reciproco è un termine sconosciuto alla razza umana, visto che il più delle volte è la politica, per  interessi economici apparentemente occulti, che soffia sul fuoco delle divisioni, fomentandole e facendo leva  sugli istinti più biechi dell’essere umano, il quale, come un fuscello al vento, è facilmente manipolabile.

Marco Bazzato

10.01.2015 

martedì 17 dicembre 2013

Babbo Natale merita la morte?


Ormai è chiaro, Babbo Natale merita di morire!

 Non se ne può più.

È praticamente da quasi più di un mese che le palle del mondo girano a spron battuto, i coglioni fumano, i testicoli maledicono il Cielo e la Terra, a causa di questo avinazzato rubicondo  appesta giornali, televisioni, siti internet, facebook e chi più ne ha più ne metta, massacrando stuprando, violentando, sodomizzando, comettendo atti commerciali contro natura nei confronti di donne, vecchi, bambini, nonni, zii e parentando vario, incitando, in un periodo di depressione economica, al consumismo esasperato, alla rapina indiretta dei figli nei confronti dei genitori, all’istigazione alla violenza economica, per far finta di far felice dei mocciosi rompicolgioni.

E questo barbuto vigliacco alla Fidel cCastro, ma capellone peggio di uno schifosissimo hippy drogato  con barba che arriva al mento, cosa combina in Lapponia?

 L’ho visto proprio con i miei occhi in un film di Walt Disney: usa dei minorati fisici, chiamati gnomi – per salvarsi legalmente il culo dall’ ispettorato del lavoro e dai braccialetti ai polsi –  dalle fattezze eternamente bambinesche, anche se pluricentenari, a lavorare gratis per costruire giocattoli, sfruttando il lavoro minorile peggio di come oggi fanno i cinesi o di come facevano gli italiani, anche prma degli anni ’50 del millennio passato,visto che basta riandarsi a vedere il film “I Il Vigile” con  Alberto Sordi, dove Otello Celletti , vetusto sfaticato lecchino debosciato, un pò come Babbo maiale, pardon, Babbo Natale, si divertiva a scorrazare in moto, mentre il figlio poco meno che undicenne faceva il meccanico di auto e di moto.

Babbo Natale va considerato alla stregua di un criminale economico. Alla stegua di un affamatore di famiglie. Va visto come un vegliardo capitalista sfruttatore, non  solo di minori dalle orecchie a punta, ma anche delle famiglie, le quali, se hanno progenie legittima o bastarda, sono costrette a svenarsi per farli contenti, visto che i frugoli altrimenti, iniziando a rompere già dai primi di novembre, la notte di Natale, per liberarsi la mente e i timpani, andrebbero sacrificati, come si fa con l’agnello pasquale della pasqua ebraica, oppure utilizzando la macellazione rituale islamica, che praticamente è quasi la stessa cosa, sgozzandoli e aspergendo il  sangue sulla porta di ingresso, per indicare  a quel barbuto di non fermarsi e di passare oltre, in quanto quella casa non si fanno regali alle pulci indemoniate, perchè sgozzate, visto che da dietro la porta continua a girare all’infinito  il ritornello della canzone  “Soli” di Adriano Celentano,  “.. È inutile bussare, tanto qui non aprirà nessuno”, in quanto dopo aver sgozzato il figlio o i figli, il marito ha ammazzato la moglie, uccidendosi a sua volta, con un colpo di pistola in bocca!

Non possiamo negare che Babbo Natale non sta sui coglioni a tutti. A poco serve rammentarci che anche noi, oggi adulti o vegliardi, siamo stati a nostra volta dei piccoli bastardi rompicoglioni e quinidi dobbiamo essere tolleranti nei confronti delle giovani generazioni implumi o impuberi che dir si voglia.

Balle! Bubbole! Castroneri cosmiche! Minchiate selenite per non avere il coraggio di imparare dai nostri errori, trasformando oggi dei piccoli mostri affamti di regali sotto l’albero in futuri famelici bestemmiatori contro questo panzone sciagurato, che praticamente di regali, e i bambini lo debbono sapere, non ne porta manco uno!

Ormai Babbo Natale è una cancrena planetaria, tanto che perfino i cinesi, convertiti al capitalismo comunista, hanno iniziato ad evocarlo,  ad osannarlo, ad adorarlo, tanto per rovinare  bene o male quasi un altro mezzo miliardo di bambini, come se non fossero già abbastanza  sfracella marroni per conto loro.

Il problema è che è impossibile ribellarsi a questo demone assatanato di denaro. In questo nefasto periodo lo si trova in ogni loco o loculo: nella carta igenica mentre ci si pulisce il culo, nei tampax, dove quando le donne se lo infilano, beh, sappiamo dove, questo vecchio perverito fissa con occhi sgranati la foresta pluviale della vulva o il monte di venere pelato, fingendo di arrossire per la vergogna, anche se poi una volta tornato a casa si chiude in bagno e va via di manovella come un assatanto di sesso..

 Lo si trova in Tv, aprendo qualsiasi giornale, sito internet. Ad ogni angolo si trada ci sta un Babbo Natale con che, invece di farsi i cazzi suoi, inizia a scampamellare come una vacca al pascolo, facendo auguri natalizi non voluti, visto che questi non può sapere, perchè manco lo riguarda, se ti è appena morto il gatto, se si è stati licenziati o se la moglie  vi ha appena beccati  a letto con un altro uomo, nudi come vermi, mentre commettevate atti di sodomia, considerati da costei – domofoba e integralista religiosa – contronatura!


Babbo Natale è e rimarrà nei secoli seculorum l’emblema del male assoluto. L’emblema dell’uomo nero  di rosso vestito. Un essere  generato e non creato dalla mente malata di qualche laido genio del marketing deviato, forse ex bevitore incallito e indefesso di Coca Cola, ormai verde di bile e rabbia, perchè la sua creatura si è ribellata al creatore, inizando ai vivere, seppur per non più di tre mesi all’anno, di vita propria.

Babbo Natale andrebbe abolito per legge o  reso incapace di nuocere al suo prossimo, ossia a tutti noi, perchè anche lasciarlo libero per meno di novanta giorni all’annno, equivale a creare danni psicici ed economici permamenti nelle vuote tasche di coloro ch eper forza sono costretti ad assecondare, causa pigmei o scimmie bonobo, chiamati in modo proprio: discendenza ancora minorenne!

Cittadini di tutto il mondo unitevi in questa battaglia di libertà. Unitevi e scrivete al Norad, affincheè almeno quest’anno, invece di seguire il suo viaggio con i radar, facciano una cosa per il bene dell’umanità: lo abbattano, facendo alzare i caccia, pundandogli contri i puntatori laser dei missili terra-aria, distruggendolo. Non importa quanti potranno essere i danni collaterali o le vittime. Non importa quanti periranno in questo attacco di libertà dei cieli, anche perchè è sicuro, che certo Babbo Natale volerà illegalmente, in quanto non avrà sicuramente presentato il piano di volo e che quindi, come ogni ogetto volante non identificato, merita di essere abbattuto e distrutto e sopratutto ucciso una volta per tutte!

Marco Bazzato
17.12.2013

lunedì 16 dicembre 2013

Laura Boldrini e il viaggio a scrocco in Sudafrica?

Diciamocelo, ci sono persone che amano andare ai funerali, non tanto perchè erano legate da qualche grado di parentela o di amicizia  con il neocadavere,  ma perchè sadicamente amano vedere la folla affranta che piange, che si strappa i capelli, fingendo dolore e compassione per un quasi centenario che ha lasciato questa valle di lacrime, sempre troppo tardi, almeno secondo il metro di giudizio dei suoi detrattori e nemici, o sempre troppo presto, a detta di chi gli fingeva di essere amico, solo per calcolo politico o interesse, o perchè come una massa di pecore belanti pronte al macello,avendo paura di andare controcorrente come i salmoni, ha sempre preferito farsi guidare dai cani del “buon pastore”

Ma che ci azzecca Laura Boldrini con la semina pubblica di Nelson Mandela?
Cetto Laqualunque avrebbe saggiamente risposto: “Una beata minchia!”

E che ci azzecca il convivente more uxorio, il concubino della Boldrini con queste esequie?
Qualsiasi toscano doc avrebbe risposto “una beata fava!”, oppure una “beata minchia!”

Già, perchè se il Presidente della Camera – non la Presidentessa, come vorrebbe costei, sbugiardata pubblicamente – indirettamente –  anche dall’Accademia della Crusca (1), dovrebbe avere l’onestà intellettuale e il rigore morale, dote assai assente in tutti in quasi tutti i politici di ogni ordine e grado, dovrebbe avee nulla a che fare, direttamente o i indirettamente con il Mandela. Ma foorse perchè ha lavorato all’Onu per quasi dodici anni, riempendo indirettamente l’Italia di clandestini in attesa di asilo politico odello status di rifiugiati, ha la supponenza di credersi al disopra di un Primo Ministro di qualsiasi Paese civile?  Un pò puerile come pretesto, visto che se tutto va bene il Mandela manco se la filava di striscio da vivo, figurarsi da morto!

Perchè rappresenta gli italiani?
No. Perchè a livelllo parlamentare rappresenta sì la terza carica dello Stato, ma se ci si aggiunge il Presidente della Repubblica, beh, manco arriva al podio, figurando de facto, ragionamendo in termini sportivi,  una perdente, giunta al quarto posto, manco buona per una misera medaglia di bronzo,  e  non dovrebbe essere scarrozzata – gratis – su un volo di Stato, men che meno  il suo “amante!”

La Laura parla di “polemica strumentale e sessista!”.

 Sessista una nerchia e  moralismo da salotto un cazzo!

 Clemente Mastella è stato bastonato, quando era Ministro della Giustizia, per molto meno, ossia per essersi portato il figlio, in un volo di Stato, nello stesso aereo del Premier, oltretutto in Italia, non nella parte capovolta del globo, in Sudafrica, per sentire il suono delle vuvuzela, che sembrano tante zanzare rompipalle!

La Boldrini, che dovrebbe conoscere le leggi italiane, equiparando il matrimonio ad un “concubinato”, ad una convivenza, da persona intelligente come crede di essere, dovrebbe sapere che esiste  una differenza sostanziale tra mogli che accompagnano i mariti, e  viceversa,  il matrimonio tra un uomo e una donna,è  l’unica vera unione riconosciuta dalle leggi dello Stato italiano, mentre, per fortuna, il concubinato, la convivenza more uxorio, gli “amori clandestini”, per la legge sono un fatto privato, una scelta di due adulti – maschio e femmina – consenzienti.

Quindi quando la Boldrini paragona il suo covivenente more uxorio, dove anche se etimologicamente significa “come sposi”, all’atto legale sono due estranei, offende le coppie regolarmente sposate, che hanno avuto i “coglioni” di prendersi le loro responsabilità legali e morali innanzi alla legge, e  se per la lagge, giustamente il suo convivente è considerato un estranero, non si capisce come questi possa avere avuto accesso ad un volo di Stato, oltretutto viaggiando a scrocco?

La cosa interessante è che il primo ministro israeliano ha ritenuto il viaggio uno spreco di denaro pubblico. Evidentemente questo per alcuni belloni della sinistra radicale e quasi antagonista è stata l’ennesima prova di come gli “ebrei sono tirchi”, secondo un falso luogocomune antisemita, perciò cosa ci stava di meglio che non dare uno schiaffo alla miseria e alla tacagneria ebraica, facendo l’esatto opposto,imbucandosi, come una cloachard, in un banchetto nuziale, senza invito e sopratutto privi dell’adeguata statura e peso politico sul piano internazionale?

Dire che il viaggio della Boldrini, del concubino e del suo staff non ha gravato sulle casse dello Stato, è come mettere foglie di rosmarino  su topa, capezzoli e nerchia, visto che si è vero, che in teoria la trasferta è stata a costo zero, ma ci sarebbe da mangiarsi una merda  se durante il volo, che A/R dura in totale 24 ore,  il gli scrocconi e staff non hanno bevuto manco un bicchiere i acqua, consumato l’ossigeno, mangiato nulla e usato il cesso per espletare le anaturali fuzioni fisologiche,  gas compresi, , senza dimenticare il costo per  il trasferimento degli di imbucati dall’aeroporto fino al luogo delle esequie, A/R.

Il punto è che se la Boldrin ci teneva tanto ad assistere cerimonia pubblica di semina del Mandela, poteva aprirsi il portafogli, pagare con carta di credito personale, per lei e per il concubino, viaggiando come privati cittadini e mettersi in un angolo, come ha fatto la massa di popolo che ha assistito all’evento. Ma otre all’aereo avrebbe dovuto pagarsi il taxi A/R e poi non avrebbe potuto fare la “sborona”, come dicono in Romagna.   pavoneggiandosi della sua importanza politica, innanzi a persone di rango politico molto più elevato, che giustamente avrebbero guardato la coppia di compagni, come due intrusi.


Il tutto per risparmiare al massimo duemila schifosissimi euro, all inclusive, pagando anche per il concubino, in classe economy, mescolandosi a pezzenti, puzzoni, personaggi di ogni risma e fattezza...insomma, personaggi che non si addicono al pensiero elevato e radical chic della Boldrini.

È proprio vero, con tutto il rispetto per gli ebrei e senza voler essere antisemita, ma usando un luogo comune di origine medioevale,  e un pregiduzio diffuso ancor oggi, ossia quando si deve pagare di tasca propria, alcuni diventano “tirchi come gli ebrei”, visto che è risaputo clhe la sinistra radicale italiana, è sempre stata  storicamente filo palestinese, nei fatti!

L a cosa migliore che dovrebbe fare la Boldrini?

Avere l’onestà intellettuale e morale, visto che è brava a salire in cattedra, dando lezioni di etica a tutti, di dare le dimissioni da Presidente della Camera, dimostrando, facendo un passo indietro, che in Italia, chi sbaglia paga, perdendo posto di lavoro e  agi, a cui nel giro di poco tempo ha dimostrato di sapersi adattare assai bene!

Marco Bazzato
16.12.2013



mercoledì 31 luglio 2013

Guida pratica per schiattare dal caldo e dall’afa in ferie e non!

Si dice che la madre degli idioti metta al mondo figli dementi, però, in questa calda estate si sa che non sono mai abbastanza e questa piccola guida, da non mettere in pratica, mai, è utile nella malcapitata idea che poi si gridi alla scampata tragedia, alla tragedia anncuiata o alla tragedia consumata.

In citta:

Cosa fare quando la temperatura supera i 37º e dall’afa che fa sudare i maschi come maiali e le femmine come  scrofe,  messe a rosolare sul fuoco  alle tre del pomeriggio,  nelle città, sfortunatamente svuotate dal traffico e dallo smog?
Intanto niente abiti di contone  o leggeri, meglio l’acrilico, il sintetico, se femmine gli stivaloni da baldrarcca, rigorosamente in plastica o  per le più abbienti in pelle di orso siberiano – che per fare incazzare glianimalisti deve essere rigorosamente una specie protetta e ammazzato di frodo – , con calze di mylon o calzettoni di lana.

 Le crape di maschi e femmine non va coperta nè con cappellini e nè con bandane o altro, rischiano di diminure la temperatura, quinidi il cervello non si frigge.

Lavarsi come nel medioevo, ossia durante le feste comandate o al massimo  una volta la settimana. Non usare i tanto reclamizzati prodotti antisudore o le creme contro gli eventuali pruriti vaginali, causati da zecche o funghi internni o esterni della bernarda.

 Parafrasando l’Ignazio la Russa di Fiorello: “”L’essere umano deve puzza, al massimo mettere del formaggio grana sulla pelle!” Questo fa godere gli  ambientalsiti radicali come  se fossero dei fortunati affetti dalla “Permanent Sexual Arousal Syndrome” (PSAS, se mediamente fortunati, da orgasmi multipli, se semplcemente fortunati da orgasmo a cadenza annuale o se sfigati, completamente frigidi.



Sono consigliate le bibite gassate, molto giacchiate, meglio ancora gli alcolici: birra, vino, whisky, grappa, ideali  congestioni o infarti, se no si è più di primo pelo.assolutamente sconsigliato in questi casi la modica quantità, l’etilometro deve schizzare alle stelle anche ad un metro di distanza.

 Niente bevande dissetanti o gelati. I beveroni a base di frutta sono out, tabù, pornografia liquida da vietare a tut le età. Anche se alcune tendendze dell’antisalutismo radicale consigliano di non assumere alcun tipo di liquidi, anche per giorni e giorni,  quando le temperature sono canicolmente africane o più specificatamente congolesi!

.  Al posto della verdura. un ottuplo Woohper del Burger King, ossia con otto hanburger,  dal peso di 113,5gr, pari ad un totale di 567,5gr,  e tre porzioni giganti di patate fritte, oppure costate di maiale, ossetti con polenta e funghi, salse varie, stile chili o tabasco, purchè piccanti, meglio ancora se si ingurgitano anche una decina di peperoncino Habanero, i quali vanno, come  piccantezza,  dai 200.000 ai 350.000 della scala di Sconville. Chiaramente le porzionioni, non importa se di pasta o di carne devono essere abbondati. Per la pasta mai meno di 180 grammi, mentre per la carne, meglio se di maiale e grigliata, che va abbondantemente espeziata e salata, le singole porzioni, mao inferiori ai 900gr – il vostro colesterolo e la pressione vi ringrazieranno di cuore!

Per smaltire il pasto si consiglia una corsa sotto ilsole rovente, mezzora dopo il pranzo, quando è iniziata la digestione, senza rinunciare ad almeno tre sigarette, da fumarsi al trotto, meglio se queste hanno  un alto contenuto di nicotina e catrame,possibilmente al mentolo e senza filtro. È chiaro che sono  sconsigliati i parchi pubblici, le zone verdi. L’ideale sarebbe correre dietro ai camion, meglio se vetusti, visto che il particolato è più elevato. In mancanza di ciò va bene fare footing – che non signfica fottere in corsa, chiavare o fare una sveltina, anche da soli –  dietro ad auto vetuste, peccato che ne esistano poche senza catalittica e che sia sparita dalla circolazione la benzina super al piombo!

Al mare:
La spiaggia è un altro capitolo delicato.

Chiaramente a livello alimentare valgono le stesse regole  della città, ma non va dimenticato che il sole va preso nelle ore più calde della giornata e che non vanno utilizzate in alcun modo le creme antiabbronzati o protettive. Anzi, sarebe meglio se si sta delle ore sotto il sole di bagnare la pelle con acqua di mare, favorisce le scottature, le bolle e le ustioni sulla pelle. Se si prende il lettino, per non finire a righe al termine della giornata, non usare il parasole per la zucca, il biaco latte, stile rigor mortis,  della crapa e il rosso fuoco del resto del corpo non fanno pandance, meglio una tinta unita omogenea.

Lo stesso vale per i bambini – se siete genitori sciagurati!.

Il bagno in mare, rigosamente a digestione iniziata,ossia dopo mezzora dal termine del pranzo. Per assicurarsi una buona congestione, è bene accertarsi di essere satolli come otri e che lo stomaco non possa ingurgitare manco un  bicchiere di birra gelata o di whisky on the rocks. È comunque “consigliato” fumarsi anche in questi casi almeno tre sigarette senza filtro, ad lto contenuto di nicotina e catrame e al mentolo, per poi tuffarsi, mentre i polmoni faticano a prendere aria.

 Lo stesso rito del fumo va ripetuto, se non si schiatta durante la nutoata per congestione o per arresto cardiocircolatorio, appena si risale a riva, quando i polmoni sono bene aperti per via dello sforzo.  Se  in questi casi sentite strani formicolii al braccio sinistro, dolore al petto o che metà parte del corpo è informicolata, o provate dolori alla nuca, non preoccupatevi, si sta solo avviciando un principio di infarto o di ictus. Si consiglia in questi casi  di pregare o bestemmiare a seconda delle attitudini, potrebbe essere il vostro ultimo giorno di vita.

 È chiaro che i maggiori fortuanati in questa roulette russa estiva sono sempre gli over quaranta, che non fanno moto durante l’anno e sono svorappeso, mentre gli altri, quelli altetici e sportivi, potrebbero essere discriminati dal fato, dalla sfiga del che tutto va bene, ma non disperarti, potrebbe toccare proprio a te, mio fedele lettore o lettrice. Tutto sta a provarci.

Ora, cari lettori, avete in mano tutti gli strumenti per scelgiere se usare il discernimeto o essere idioti e predisposti a far lavorare l’ambulanza con tanto di defibrillatore e ossigeno, se in città, o far lavorare i bagnini, che passano la maggor parte del loro tempo a guardare il culo delle bagnanti fighe, a fare commenti tra di loro sulle più cesse, su quelle che hanno le tette cadenti e il culo così flaccido che tocca la sabbia, tanto da crreare mentre camminano una pista per le biglie, come consiglia la nonna a Chiara, nella famosa pubblicità della Tim.

 I maschi invece? Quando passano davanti ai bagnini con i loro fisici scolpiti e i muscoli in bella mostra, guardandosi il ventre rigonfio di birra e vino, bestemmiano e li malediscono, sapendo che trombano come ricci, mentre loro, i bagnanti panzoni,sono costretti ad accontentarsi dei quarti di bue che hanno per mogli o compagne o andare via di manovella, se single,  collegati ad internet, immaginando come diceva Pop Merril ne “La metà oscura” di fottersi qualche “Nobifiga di città”  mentre i bagnini sguazzano senza soluzione di continuità, puciando il randello ogni notte nei ventri di vulve imperiali, dai ventri piatti e dalle mammelle dure come marmo di Carrara.

In ogni caso: buone ferie a  coloro che possono, usando discernimento e ragione!

Marco Bazzato
31.07.2013

domenica 28 aprile 2013

Inizia il governo di Enrico Letta. A colpi di pistola!



Non si può certo dire che il governo Letta non sia iniziato in modo scoppiettante.

Durante il giuramento dei ministri, un cittadino qualunque, incensurato, sano di corpo e di mente, muratore disoccupato, divorziato e appassionato giocatore ossessivo-compulsivo, affetto da ludopatia, stando ai TG , cercando un gesto eclatante, da  aspirante suicida, ha ferito due carabinieri e una passante – ai tre si esprime  tutta la solidarietà e gli auguri per una pronta guarigione – davanti  Palazzo Chigi, lasciando sul terreno sette bossoli di pistola.

 Questo dimostra come il Paese, la gente normale, non terroristi con piani eversivi in mente, sia giunta al capolinea e che non scelgano più le periferie o le cittadine o i paesini della provincia profonda per i loro atti di protesta, ma quasi come una “Marcia su Roma” (1) degli aspiranti suicidi, abbiano deciso di andare al centro del potere politico per manifestare nelle forme e nei modi che ritengono più consoni, anche se illegali, il disagio, la frustrazione, la rabbia e anche l’odio accumulato nel corso degli anni, causato da una classe politica che ha pensato esclusivamente ai loro veti incrociati, ai cruciverba in Parlamento, al rimpiattino spartitorio.

E la summa teologica di questo assioma, questo Orizzonte degli Eventi è che il neonato governo di Enrico Letta, membro del gruppo Bilemberg  (2), autore del libro “Morire per Mastricht” ((3), Laterza, 1997,  èl’apoteosi del grande inciucio, dell’ammucchiata più orgistica e lasciva, perversa e contro natura di quella che commetteva  “La grande Prostituta di Babilonia”  (4), dove, come al tempo dei governi  monocolare democristiani, i ministri sono stati nominati utilizzando il famigerato “Manuale Cencelli” (5), per la spartizione delle poltrone.. Nei posti chiave troviamo le “triadi” dei grandi vecchi dell’asse PD-PDL e la lista di civica di Mario Monti, con l’aggiunta del prezzolino ammazza-feti “con la pompa da biciclette”  (6) negli anni settanta. di Emma Bonino, che da decenni, pur di avere incarichi e poltrone, essendo il Partito Radicale da lustri non più grande di una cellula cancerogena, un colpo era di sinistra, con gli ex, post comunisti ed uliveti morti di Prodi e un altro di centrodestra, facendo il salto della quaglia nel partito di Berlusconi, pur di salire, come il furbo Jerry, dalla sedia, fino al frigo, alla ricerca del formaggio.

Si dice che questo sia l’esecutivo più giovane della storia Repubblicana. Certamente se si vanno a vedere i ministri senza portafogli. Sì, ma guardando all’interno dei ministeri chiave, beh,  le cose cambiano radicalmente e l’età si alza come la stessa pressione con cui escono i bambini liquidi, durante l’eiaculazione precoce degli ultrasettantenni, malati di prostata.

Ma ci sono due sorprese tra i ministri, senza portafoglio naturalmente, essendo di nascita straniera, la prima è la nativa congolese, naturalizzata italiana Cecìlie Kyenge, (7), che sembra un incrocio tra Florence Jhonston, la cameriera dei Jefferson (8) e quel mastino dal pugno di ferro, ora scomparsa all’agone politico,di Condolezza Rice (9), Segretario di Stato degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione di George W Bush senior. Quello che è saltato all’occhio, durante il giuramento tenutosi oggi, è la statura, del neoministro per l’integrazione, che sembrerebbe essere alta grosso modo come Renato Brunetta (9), sbeffeggiato dal “grande” Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo (10), che in gioventù si arruolò come volontario nell’esercito della Repubblica di Salò. E visti i suoi trascorsi di giovane fascista, ci si augura che possa utilizzare gli estesi epiteti alla congolese naturalizzata italiana, riferendosi alla sua statura, magari rimembrandosi i versi di “Faccetta nera”, che nel ritornello dice: “Facetta nera/bell’abissina/aspetta e spera che l’ora si avvicina…” o che  il Premio Nobel consigli a Edoardo Vianello di rielaborare i “I Watussi”, che nel testo dice: “Nel continente nero/alle falde del Kilimangiaro/ ci sta un popolo di negri che ha inventato tanti balli…siamo i Watussi/ siamo i Watussi/ gli altissimi negri…”, il tutto alla luce dell’onestà intellettuale che la sinistra da sempre gli riconosce.

È chiaro che Cecìlie Kyenge, neoministro per l’integrazione è stata messa lì tanto per fare figura  a livello internazionale, e come paravento da eventuali critiche che dovessero saltare fuori durante il suo operato a favore degli immigrati, in quanto si utilizzerebbe il colore della sua pelle come cartina tornasole per etichettare come razzisti quanti, dentro, ma soprattutto fuori il Parlamento, ossia la società civile, si opponessero a determinate riforme che la sinistra volesse attuare, anche cancellando la legge Bossi-Fini. (11).

La seconda straniera, naturalizzata italiana, per matrimonio, è Jhosefa Idem (12), che da canoista pluripremiata, è diventata, senza alcuna esperienza politica, Ministro per le Pari Opportunità Sport e Politiche Giovanili, sotto le fila del Partito Democratico. Ora resterà da capire se la Idem, quando ci saranno contenziosi economici, in seno all’Unione Europea, tra il rigorismo tedesco e il lassismo italiano, se sceglierà, contro gli interessi nazionali italiani, il rigorismo di matrice teutonica o se si sarà italianizzata e quindi uniformata, rinunciando, politicamente parlando, a quel rigore che per decenni aveva messo durante la sua carriera agonistica,diventando  po’ come Arlecchino nella commedia di Goldoni: “Il servitore di due padroni” (12)..

Ma l’apoteosi della “Supercazzola” (13)del Conte Lello Mascetti-Enrico Letta – Ugo Tognazzi R.I.P. –  ls si ha con l’innalzamento all’augusto soglio del Ministero della Salute di Beatrice Lorenzin, in quota PDL,  (14), diplomata in un liceo classico e senza alcun tipo di conoscenza dei meccanismi che regolano il mondo della medicina e della salute, essendosi occupata di altro nella precedente legislatura.  Forse è stata messa lì per rinverdire, grazie ad Enrico Letta i “fasti e il radioso futuro” commessi da Maria Stella Gelmini, quando era alla Pubblica Istruzione.

Se si deve affossare definitivamente la salute pubblica. Beatrice Lorenzin è la persona adatta per prendere ordini dai mondialisti del l Bildemberg e della Commissione Trilaterale (15) per le riforme, leggesi privatizzazione della Sanità. E un partito di centrosinistra, che in teoria dovrebbe essere a favore delle fasce più deboli, in un ministero chiave e delicato come quello della Salute ci mette un soggetto di centro destra. Misteri della Fede o più semplicemente l’Italia e gli italiani debbono obbedire, senza fiatare, agli organismi sovra e transnazionali?

Se i botti di questa mattina sono l’antipasto di quello che in futuro potrebbe avvenire in Italia, visto il perdurare della depressione economica, il governo L Enrico Letta-Silvio Berlusconi potrebbe accelerare il restringimento delle libertà individuali, nel nome della “loro” sicurezza.

 L’Italia, in virtù della futura stretta economica, causata dal MES (16), potrebbero essere in molti i liberi cittadini che sceglieranno nel prossimo futuro i piazzali innanzi ai palazzi del potere, per cercare di porre fine alla loro vita.

Oggi resta da capire se l’aspirante suicida sia stato fortunato a salvare la pelle, o se le Forze dell’Ordine non abbiano agito con eccessiva mollezza, in quanto negli Stati Uniti, in una situazione del genere, il soggetto sarebbe stato crivellato di colpi, tanto da diventare uno scolapasta insanguinato, riverso a terra.

 Morto.

Marco Bazzato
28.04.2013

venerdì 22 marzo 2013

La moglie fa le corna col sindaco.


La notizia è stata da poco pubblicata su Venice today (1). Anche se abitualmente questo blog non si occupa di gossip, a memo che non abbiano rilevanza nazionale o internazionale, la notizia era troppo ghiotta per non inspirarmi un breve racconto fantastico, di pura fantasia.

Dal diario segreto di Gnao Fufu!

Quando lessi la notizia mi venne lo stesso freddo alla nuca che sentì John Clark, in “Raimbow Six”, di Tom Clancy – Rizzoli, 1999 – prima dell’attentato fallito nell’aereo che portava costui, il cognato, la moglie e la figlia in Inghilterra.

 Il paese della chiavata fedifraga era forse a me noto e subito. Come in un sogno Mariano, mi vennero in mente alcuni volti che probabilmente conoscevo. Voci e suoni provenienti da un passato ormai lontano. Lui sembrava il guerriero Alberto da Giussano, un celodurista apparentemente moscio, una mezza sega, alto più non più di un metro e uno sputo di Lama, e nonostante il culo non dei più ciompi riusciva a mantenerlo incollato a due poltrone, ben pagato dalla Pubblica Amministrazione. Poltrone che si trovano sia in Comune che in una diretta emanazione di rango inferiore della Regione.

Nel sogno Mariano, questi mi è apparso, con le fattezze di “Er Mutanda”come un Neil Amostong, piantatore di bandiere del Fiore della Vita nei posti sbagliati, causanti grandi incazzatura del Prefetto. In più questo sindaco immaginario che non concede, giustamente, la cittadinanza italiana agli extracomunitari che non sanno leggere il testo del giuramento.

Mentre lei, la “nobildonna” ha le fattezze quasi simili, a parte che invece di usare la tonaca, porta gonne o pantaloni, a Jorge da Burgos, de “Il Nome della Rosa” di Umberto Eco – Bompiani 1980 –  facendo sovvenire in mente ciò che disse Umbertino da Casale ad Adso da Melk:
«Se gli uomini vedessero quello che è sotto la pelle come accade con la lince di Beozia, rabbrividirebbero alla visione della donna. Tutta quella grazia consiste di mucosità e di sangue, umori e bile. Se ci pensa a ciò che si nasconde nelle narici, nella gola e nel ventre non troverà che lordume. E se ti ripugna toccare il muco o lo sterco con la punta del dito come mai potremmo desiderare di abbracciare il sacco stesso che contiene lo sterco» (ct. pg 220).

Sempre nel sogno Mariano la mente mi corse verso le “Infinite diversità in infinite combinazioni” dell’IDIC, la domanda di come questo amministratore della cosa pubblica abbia potuto passare, saltando da un “bidone” con cui si è congiunto per anni carnalmente, a un altro bidone che donava le sue [dis] grazie (?) al legittimo consorte e che questo, per citare Riccardo Cocciante, con l’inizio del brano, “Cervo a Primavera” il qui testo recita: “ Io rinascerò, cervo a primavera”,sembra quasi che le streghe di Salem o le fate di Wicca ci abbiano messo lo zampino, proprio in occasione dell’equinozio, quasi che questi avesse ricevuto un ammonimento dalla moglie di Giulio Cesare, udendo dall’aldilà: «Attento alle idi di Marzo!»

Ora, nel sogno che da Mariano si è trasformato in un incubo stile Bestia dell’Apocalisse, il mitico 666, “The number of the beast” degli Iron Maiden. 

Nel paese innominato non si parla d’altro. I vecchi fuori dai bar mentre giocano a bestia o a briscola, commentano bestemmiando. I giovani mimano il coito facendo l’ok con il pollice e l’indice della mano sinistra, infilando velocemente, in un rapido su e giù l’indice della destra. Le suore, rinchiuse ne convento di clausura, recitano giaculatorie affinchè il Signore Santissimo, non quello delle mosche,  conceda, proprio che nel mentre Suo figlio, Gesù di Nazareth, si appresta a tornare a Gerusalemme per celebrare la Pasqua, scacciando i mercanti dal Tempio, ai due fornicatori smascherati il perdono e in quando ci sarà la morte certa, la vita eterna. Mentre il parroco si sciacqua le mani nell’acquasantiera, messa a bollire per l’occasione, sperando che queste si purifichino, essendo stato costretto a stingerle al primo cittadino, svariate e svariate volte…

Ma nella mente continuano a formarsi immagini, questa volta infernali, circa le pene che i due fornicatori stanno subendo dai legittimi consorti. Urla, imprecazioni contro le divinità divenute mito e leggenda e contro quelle à attuali. Porte sbattute, piatti frantumati a terra e sedie scagliate contro il mondo. Oppure silenzi assordanti e punizioni che vanno ben oltre il sadomaso, fatte di letti di chiodi, frustate ai genitali o alla clitoride, cilici e perforazioni delle mani e dei piedi, come se un professionista di piercing si fosse messo all’opera utilizzando strumenti non sterili, infettati preventivamente, lasciandoli a mollo per qualche giorno nella fossa biologica.

In questo sogno simile al Decameron boccaccesco in salsa padana, sembra quasi una parodia de “Le baruffe Chiozzotte” di Carlo Goldoni, dove in questo caso “goldoni” non sta per plurale di profilattici – auspicando che i rapporti siano sempre stati improntati alla protezione, usandolo, per la prevenzione di malattie venere come scolo, sifilide, o micosi della vagina, ossia crescita impropria di funghi velenosi nella vulva, che le “guardie forestali” vietano di raccogliere – ma è il cognome del noto drammaturgo, scrittore, librettista e avvocato italiano, nato a Venezia il 25 febbraio 1707 e morto a Parigi il 6 febbraio 1793.

Ma alla fine anche i sogni mariani,colmi di Arcobaleno Sei, in Rose nominate,  trasformatisi in incubi apocalittici e in romanzi boccacceschi, quasi di matrice goldoniana, spariscono.  Al risveglio ci sta solo lo stomaco che reclama la cena e una notizia di gossip che parla di corna, dove alla fine si dice tutto e nulla, perché tutto e nulla è accaduto, in quanto solo i cornuti e cornificatori conoscono la felicemente triste verità della loro meschina e gretta esistenza. Siano essi sindaci, carrozzieri che vanno di dima o a manovella, bibliotecarie annoiate casalinghe infoiate, spargitori dei semi di Onan o quant’altro, perché come scrisse questa sera un amico, «Sono solo cazzi loro e lasciamoli in pace.» Perche di pace, piaccia o no,per un po’ di tempo non ne avranno , come dice sempre Cetto Laqualunque: «Una beata minchia!»
Amen.

Marco Bazzato
22.03.2013

(1) http://www.veneziatoday.it/cronaca/sindaco-provincia-venezia-scoperto-amante-albergo.html

venerdì 1 marzo 2013

Benedetto VXI è “morto” alle 20.00, ora italiana. R.I.P.


Benedetto VXI è morto alle 20.00, ora italiana. R.I.P. È ufficialmente andato.

Dalle 20, ora italiana Benedetto XVI è “morto” ed è istantaneamente “risorto” come Benedetto XVI, Papa Emerito, ossia a riposo. Pensionato di lusso, ospite non pagante  al “Gran hotel” nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e poi, fra due o tre mesi, dentro un ex convento di clausura, al riparo, secondo voci non confermate, da un mandato di cattura internazionale per crimini contro l’umanità e associazione a delinquere,  ma si tratta di una bufala. (1), stando a quanto scrive il quotidiano online Libero.

In ogni caso il pomeriggio di ieri rimarrà nella memoria collettiva di molti per un periodo apparentemente lungo. Le lacrime dell’arcivescovo Georg Gänswein, da anni segretario privato dell’ormai ex pontefice, ora forse ridotto al ruolo di badante de luxe un papa pensionato.

L’anziano monarca dello Stato Città del Vaticano è uscito alla’aperto alle 16.50 per ricevere l’omaggio dei sudditi,dei servi,con tanto di lacrimoni anche di Piero, l’autista, prima di recarsi a bordo di un elicottero della Repubblica italiana e, per andare a firmare le scartoffie relative ai passaggi di potere in seguito all’abdicazione.

  Gli ultimi baciamani del suo pontificato, a cui non poteva sottrarsi a causa del cerimoniale, erano iniziati verso le 11, dove probabilmente ieri sera, allo scoccare delle 20.00, avrà messo la mano destra in ammollo nell’acqua bollente Benedetta, per non rimanerne ustionato sterilizzandosela, mentre con le gambe su uno sgabello, avrà potuto guardarsi in santa pace il TG1,condotto da un suo accanto fan e seguace, Francesco Giorgino, rendendosi conto finalmente che dopo anni la sua prigionia dorata era giunta al termine, ritornando ad assaporarsi il piacere delle albe e dei tramonti che scorrono, anche non facendo una beata minchia, passando le giornate leggendo qualche buon libro, ingozzandosi di crauti, salsicce e bevendo boccali di giganti di birra scura bavarese, lasciandosi andare al rutto libero, senza l’assillo d’essere udito dalla Guardie Svizzere, appostate dietro l’uscio, non si capisce se a protezione del papa o per impedirgli di fuggire…

L’evento dell’autopensionamento di Benedetto XVI è sicuramente stato per i “quattro cattolici” rimasti in Italia, per il mondo cattolico e non, un evento di portata epocale, che sarà scritto nei libri – cartacei e non –  di storia e che darà anche il via a un filone letterario fatto di complottismi teologico-avventurosi.. L’evento sarà analizzato, sezionato, dissezionato dagli studiosi,  esperti di geopolitica e fantapolitica, da teologi i sotto ogni sfaccettatura possibile, cercando di leggere nei fondi di bicchiere di un ex gerarca dell’ex Tribunale dell’Inquisizione, ossia Prefetto per il Tribunale per la Dottrina della Fede, divenuto papa, che dopo otto anni si è “Spapato” pur rimanendo Papa pensionato.

Dobbiamo dircelo: Joseph Ratzinger era come quel personaggio di Luca Bizzarri, in Ciro, che sentiva d’avere sempre sulle spalle quella carogna di avvoltoio. Benedetto XVI aveva il fardello ingombrante del confronto con il suo predecessore: Giovanni Paolo II.

Infatti alzi la mano chi alla sua elezione non ha storto il naso, incazzandosi anche per l’accento teutonico, visto che l’orecchio di mezzo mondo per ventisette anni si era assuefatto a quello del polacco?

Così come non va dimenticato ciò che dicevano al momento dell’elezione di Benedetto XVI i vaticanisti: dopo quasi trent’anni ci voleva un papa con scadenza breve, quindi lo Spirito Santo o chi per esso aveva deciso per uno abbastanza avanti con l’età, dove secondo alcune teorie non doveva campare più di cinque o sei anni e poi sarebbe tornato al Creatore, visto che veniva considerato un Papino di sSrie B, di passaggio, incapace a reggere il confronto, anche mediatico e come comunicatore, con il suo predecessore.

Tiè, invece. Benedetto X VI ha fatto il gesto dell’ombrello a tutti, sollevando idealmente anche il dito medio al mondo, decidendo di godersi i suoi ultimi anni come un sepolto vivo, senza stracciamento di giuggiole, mettendo stop a viaggi pastorali, folle oceaniche e maratona della Passione per le vie di Roma del Venerdì  Santo, l’Angelus e compagnia briscola, creando un burdello teologico non indifferente, come descritto ne “Benedetto XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di vicario di Cristo?” (2).

Ieri è stata scritta una pagina di storia, che rimarrà nei cuori delle persone il tempo tecnico dell’elezione del nuovo papa e poi, come è già accaduto con Giovanni Paolo II, nel volgere di sei mesi un anno al massimo, chi si ricorderà di Benedetto XVI? Nessuno. I fedeli come gli elettori sono volubili e dotati di una memoria religiosamente e politicamente a breve termine.

Rimane una domanda che si vorrebbe che il nuovo governo desse una risposta: il servizio di elitaxi fatto con un elicottero della Repubblica Italiana è stato senza costi per gli italiani, oppure è stata l’ennesima scrocconeria che lo Stato Città del Vaticano ha estorto per colpa del Concordato,alle casse degli italiani? Perché sarebbe bello conoscere quanto è costato il circo “della coscia di pollo con le pale” –   elicottero – l’affitto dei piloti, usura del mezzo, carburante avio, tenendo conto che il mezzo si è mosso dalla sua base verso il Vaticano, dal Vaticano a Castel Gandolfo,  da Castel Gandolfo al rientro alla base. E probabilmente i piloti avranno anche ricevuto un’indennità extra, avendo volato fuori dal Paese, in quanto viaggio internazionale: Italia-Stato Città del Vaticano. Stato Città del Vaticano- zona extraterritoriale dello Stato Città del Vaticano nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Palazzo apostolico nello Stato città del Vaticano a Castel Gandolfo-Italia. Senza dimenticare il distaccamento dei Vigili del Fuoco italiani dentro lo Stato Città del Vaticano, in quell’eliporto, così come nell’eliporto extraterritoriale del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, più varie ed eventuali… Ma tanto paga pantalone…

Una piccola nota autobiografica: devo molto a Karol Woytila e a Joseph Ratzinger, perché al tempo della dipartita di Giovanni Paolo II e fino a quando non è stato eletto Benedetto XVI ero fermo a tre quarti del mio romanzo “Progetto Emmaus”. I personaggi erano come impiantanti in un punto e sembrava che non volessero fare più nulla, come se in attesa di un qualcosa di nuovo. La morte di Giovanni Paolo II e l’elezione di Ratzinger diedero nuova linfa ai personaggi che si muovevano all’interno del romanzo. Quando vidi le maniche del maglioncino nero di Benedetto XVI sotto la “divisa pontificia”, questi si ridestarono e nella mia mente e si rimisero a scapitare come cavalli imbizzarriti, desiderosi d’uscire per galoppare verso il sole che cala all’orizzonte, conducendomi alla conclusione dell’opera letteraria.

Quindi: oggi come allora, grazie Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
E come si usa dire:
 “Il Re è morto, viva il Re!”

01.03.2013

mercoledì 27 febbraio 2013

Gianfranco Fini: Onore alle armi a un ex post camerata?


“Faccetta nera, Bell’Abissinia, aspetta e spera che già l’ora si avvicina, quando saremo vicino a te, noi ti daremo un altro duce e un altro Re!”

Alzi il braccio, a mo di saluto, come ogni persona vuole, quando ha sentito che Fini era stato trombato?

Diciamocelo! La Russa e la Meloni dentro e il reuccio di Almirante sbattuto fuori, dal Parlamento, dopo sei lustri, trent’anni, ossia dal 1983! Chi ha pianto per costui e per la sua cospicua liquidazione, pari a 260mila euro, esenti tasse e una pensione netta di 6.200 euro al mese…alla faccia del cazzo e della crisi! (1), se esiste, come per fantasmi, batta un colpo!

Fini che si ritiri sull’Aventino o a Predappio?

Boh..in ogni caso non è lui che si ritira, sono gli italiani che l’hanno gettato via, con troppi annidi ritardo, da un posto pubblico senza responsabilità penali dirette, grazie all’articolo 68 della Costituzione, per gli errori commessi durante i suoi svariati mandati elettorali. E ora a 61 anni, avrà solo l’imbarazzo della scelta: i giardinetti a Roma, nella natia Bologna o a Montecarlo. A lui il gusto della scelte, perché ad oggi non cinguetta più dal 20.0.2.2013, che gli sia caduto l’uccello a terra dopo il 26.02.2013?, non si sa.

Certo la delusione deve essere stata cocente, ma ancora più grande è stata sicuramente la gioia degli italiani, perché vedere ruzzolare dalle stelle, anche se nell’ultimo periodo, dopo lo strappo con Berlusconi e la creazione del partitino, Futuro e Libertà, le sue presenze in tv si erano diradate all’inverosimile e così anche la tracotante sicurezza e superbia che sovente dimostrava.

Il grande merito di Fini? Aver distrutto il Movimento Sociale Destra Nazionale, creando Alleanza nazionale per farsi sdoganare nei salotti buoni della politica. Ricordiamoci che non pochi anni fa un politico straniero non gli strinse la mano perché post fascista. Storie del millennio passato… Comunque. Ha distrutto Alleanza Nazionale, facendola confluire dentro il Partito della Libertà di Berlusconi e poi, volendo distruggere il Cavaliere, si è fatto Futuro e Libertà, racimolando 159.231 voti in tutto il territorio nazionale, nella tornata elettorale del 25 e 26 febbraio, u.s.

E gli italiani questi giorni hanno goduto come nella fase di Planteau.

Ora si dovrebbe dare l’onore delle armi anche agli sconfitti, ma non possiamo nasconderci il fatto che in certi momenti, quando la superbia di taluni soggetti cala fino a toccare la polvere, non esiste soddisfazione più bella che sparare contro la Croce…Rossa…che ironia del destino!

Sarei un bugiardo se dicessi che molti anni fa Fini come politico appariva interessante, ma era l’inesperienza della mia giovane età, poi con il tempo si dovrebbe maturare e quindi anche gli occhi e la mente si espandono. Negli ultimi mesi, sebbene non sia mai venuto meno il rispetto nei confronti dell’uomo, Gianfranco Fini, la simpatia politica da tempo si era raffreddata, arrivando quasi allo zero assoluto – 273,15°, visto che, con il massimo rispetto per un barbone o un futuro di ricco esodato, sembrava che si aggirasse quasi verso il centro sinistra, mancando poco che  chiedesse asilo politico alla sinistra comunista extra parlamentare, alla ricerca estrema di un posto di lavoro pubblico, come dipendente Parlamentare in una delle due camere del Parlamento italiano, non mai sotto il minimo di legge come Deputato o  Senatore.

Dobbiamo dirlo: faceva quasi tenerezza, gli mancava solo il piattino con le offerte, per deporre le banconote dal taglio minimo di 500 euro e le scritte in sgrammaticatura standard tipiche  dei rom che chiedono l’elemosina sui marciapiedi o ai semafori:
 “Io essere futuro pvvero Presidente di Camera con tre figlie avute di due donne. Date soldi me per cibo e vestiti – firmati – di bambine!

Perché alla fine, e dai, : se non fosse per i 6.200 euro netti al mese, verrebbe da pensare che  Remi, il personaggio di Senza Famiglia di Hector Malot, 1879, durante il bighellonare per tutta la Francia in compagnia di Vitali fosse felicissimo, specie quando questi per proteggerlo dal freddo gli ha dato il suo mantello, morendo volta congelato, fosse molto più felice del povero, snudato dal potere, ex Presidente della.

A questo punto non ci resta che dire:
Il Movimento sociale destra nazionale è morto – grazie a Gianfranco Fini!
Alleanza Nazionale è morta – grazie a Gianfranco Fini!
Futuro e Libertà è morto – grazie a Gianfranco Fini!
Gianfranco Fini è vivo…, niente evviva?

Marco Bazzato
27.02.2013



giovedì 21 febbraio 2013

Spot omofobo? Le scuse sbagliate di Crosetto e Meloni!


Si apre così il video di Guido Crosetto e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che impazza su Repubblica Tv: (1)

Abbiamo fondato Fratelli d’Italia, rinunciando a una poltrona sicura. Lo abbiamo fatto per ridare dignità alla politica. Da mesi parliamo di famiglie e di giovani e non interessa a nessuno, di impignorabilità della prima casa e non interessa a nessuno. Di impresa e di tasse e non interessa  nessuno, di banche e di Equitalia e non interessa a nessuno, ma se due cretini fanno un video idiota, diventiamo la notizia del giorno. Tutti parlano di noi, tutta la stampa ci cerca allora rispondiamo. A modo nostro chiediamo scusa per quel video offensivo che non ci rappresenta, né rappresenta Fratello d’Italia. Per noi la politica è impegno civile, per noi la politica è dignità e rispetto – (e diritto di satira, n.d.a.) –  Chiediamo a tutti di votare, con la testa e con il cuore , non importa per chi, l’importante è che votiate. Se poi volete sapere per chi voteremo noi: Fratelli d’Italia, Fratelli d’Italia, il centrodestra a testa alta.

Basta confrontare questo testo con quello del video precedente per dire che l’omofobia era presente solo nelle menti pervertite di quanti che si sentono inferiori, colmi dei complessi di Bradipo, Ediapo, Elettra, Castore, Pulluce, di Cloto, o Scroto, boh… e Lanchesi e di Atropo e infatti il testo recita:

Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”

Ah, l’omofobia, secondo i retrogradi regressisti, starebbe nel fatto che si è parlato di famiglia naturale: uomo – donna e progenie biologica e d’amore. Questa è omofobia.

Infatti per i gay famiglia significa: uomo-  uomo o donna – donna e non progenie biologica d’amore, perché secondo loro quello dovrebbe essere il ramo  naturale dell’albero genealogico da cui discendono. 

Omofobia sarebbe parlare di amore tra un uomo e una donna. Madonna, che falsità è stata detta! O peggio, Madonna, che verità è stata detta, ma che non deve essere pronunziata per non offendere chi? La verità, nelle persone intelligenti e dotate di ragione, non deve offendere nessuno, mentre è offensiva la bugia, la menzogna e l’inganno, visto che la verità rende liberi e no schiavi dei propri pregiudizi, od orgogliosamente gelosi e invidiosi.

Le scuse potevano anche essere un atto politicamente dovute, ma sono state, per dirla alla Peppone di Don Camillo, un “calare le braghe” ai conservatori dei rami secchi, e come dice una frase di un antico proverbio cinese, “collendo il lischio di beccalsi una malattia inculabile”

Si auspica che Guido Crosetto e Giogia Meloni in cuor loro siano concordi con i due satiri veneti, e che questi abbiano ricevuto una telefonata, dove gli venivano spiegate le ragioni elettoralistiche di questa pubblica sconfessione e per il fatto che si siano beccati, anche se rispettavano le leggi dello Stato italiano, da cretini.

Sì, perché in Italia quando si rispetta la legge si passa da cretini. Mentre i furbi vanno avanti, fanno strada, carriera, passando sopra cadaveri, sotto le scrivanie,pur di arrivare al Potere, o per quanto poco poterne  assaggiare un piccolo spizzico, ma soprattutto abbuffarsi e ingozzarsi degli agi che offre, a spese dei cittadini..

Così come non va dimenticato che spesso la sinistrosa Luciana Littizzetto manda a “fare in culo” eterosessuali a destra e a manca e si dovrebbe ridere, perché  “normale”  che un etero vada a pigliarlo nel culo, anche se aborrisce  certe pratiche. Ma se si dice la verità ad un omosessuale, ossia che lo piglia nel culo e con piacere anche, ecco che  “andare a fare in culo” è offensivo e  omofobo. Se questo non è pervertimento della realtà….ah..sì, Si chiama politicamente corretto, ma falso e ipocrita, dove anche questa assurda polemica ha mostrato tutto il pregiudizio omosessuale nei confronti degli etero.

Per questo, oggi ancora più di ieri, gli italiani devono prendere atto che non si possono votare Guido Crosetto e Giorgia Meloni e soprattutto Fratelli d’Italia, perché, come scrissi ieri, “Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!” (2), altrimenti si è tutti omofobi.

Marco Bazzato
21.02.2013