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lunedì 28 settembre 2015
“Volkswagen, l’inquinamento? È Cosa Nostra!”
Ci sta poco da girarci
attorno. È una settimana che godo come un cammello infoiato. Che godo come un
vulcaniano alle prese con il Pon Farr, detto anche “La febbre del sangue”, vedi
episodio di Star Trek TOs, Amok Time del
1968, da quando è scoppiato, partendo dagli Stati Uniti, lo scandalo Volkswagen, sulle autovetture dalle emissioni
taroccate, che come una tempesta di sabbia del Sahara, ha investito
praticamente tutto il mondo motorizzato.
È la goduria di vedere
i nostri amati amici teutonici, che praticamente si sono fatti trovare con le
braghe abbassate e che stanno subendo un atto contronatura di sodomia
planetaria, da parte, non solo dei governi infuriati come bisce, per quanto
avvenuto, ma ormai anche dalle palle iniziano a fumare dei proprietari di
questi modelli, ai quali toccherà per lo meno perdere una mezza giornata, per,
quando sarà il momento, portare il mezzo
taroccato e adulterato, dal concessionario della casa automobilistica, fondata
nel 1937, ai tempi del nazismo, per
volere dello stesso Adolf Hitler, infatti Volkswagen significa “vettura del
popolo”, oggi non certo buona per le tasche di cani e porci, a far rimappare, a spese della Volkswagen, ,
la centralina incriminata di tale burdello.
Ci stanno però una
serie di domande che credo assalgano tutti i lettori. Innanzitutto il silenzio
omertoso dell’Unione Europea, la quale sapeva almeno dal 2013, stando alle
informazioni di stampa, che in alcuni specifici motori a nafta, più bello il
termine nafta, sa più da grande inquinatore, vedi quel bel fumo nero e oleoso
dei trattori o dei motori a nafta degli anni ’80, sputavano dai tubi di
scappamento, gas superiori a quanto dichiarato in fase di omologazione al
banco. Ma come spesso accade con i grandi gruppi industriali a livello
planetario, ci si accorge che la merda inizia a puzzare solo quando il cesso
si tappa e il solido marrone rischia di
cadere sul pavimento, appestando tutto il cesso, emanando soffici effluvi
ammazza olfatto.
Quanti effettivamente
sapevano di questo problema? Sempre stando alle informazioni di stampa, la cosa
era emersa negli Stati Uniti nel 2014, ma si è aspettato come spesso accade, a
discapito della salute pubblica, il momento politico opportuno per ammazzare il
maiale con la macellazione Haal, pardon, per assestare un bel colpo di reni non
solo alla credibilità tedesca, ma soprattutto per tramortire la cancelliera
teutonica, che sembra ormai perdere colpi, peggio di un vecchio motore ad aste
e bilancieri, con tanto di valvole consumate e fasce elastiche contenitive usurate, che consuma olio a più non posso.
Una voce però ancora
non si è fatta sentire: quella degli ambientalisti. Strano, quelli gridano
anche se si piscia fuori dal boccale, se un non si tira lo sciacquone dopo aver
defecato, o se le stalle colme di vacche, emettono gas metano. Ma in questo
frangente? Silenzio assoluto, mutismo. Che abbiano tutti la VW e non vogliano
andarsene via a piedi, magari mostrando al mondo che, da ambientalisti, usano
autovetture a nafta che inquinano più del culo di una vacca?
La cosa più assurda di
tutte è che nessuno al momento ha crocifisso e lapidato l’azienda che ha
prodotto la centralina, che non è la Volkswagen, ma bensì la Bosh, sempre
tedesca. Su di lei nessuno strale, nessuno ha puntato pubblicamente il suo CEO,
i dirigenti e i suoi tecnici, visto che
alla fine, certo, la Volkswagen, ha commercializzato dei veicoli a nafta
inquinanti, ma l’inquinamento sembrerebbe non dovuto tanto ai motori, ma alla
centralina prodotta dalla Bosh, la quale comprendeva benissimo quando il tubo
di scappamento di un mezzo sul rullo della revisione, quando gli veniva
infilato nell’ano la sonda dell’opacimetro, passava in modalità “risparmio”
tenendo le emissioni di gas entro i limiti di omologazione.
Un po’ come fanno
gli adolescenti quando, bravi e beati loro, iniziano a fumare di nascosto e come
troiette infoiate, prima tornare a casa, si appestano di profumo gli abiti,
mettendosi in bocca qualche centinaio Halls Mentho-Lyptus Extra Strong, per
nascondere l’odore sigaretta, dopo essersi fatti fuori un pacchetto di Malboro,
o di Lucky Strike senza filtro, convinti, poveri illusi, che quella cagna da tartufi
della madre, non li senta puzzare, appena entrano a casa, e questi, come
scolaretti che a scuola hanno riempito la turca di carta igienica, cercano
barbare e vili giustificazioni e la madre, sempre più incazzata come una biscia
assetata di sangue e con le fauci colme di veleno, non vede l’ora di prendere a randellate quel suo ovulo
fecondato da, non ricorda nemmeno lei chi, mendaci e falsi come una banconota da 600 mila lire!
L’azienda
produttrice della centralina, stramente tace. Anzi, peggio ancora viene
esentata dal ciclone che ha colpito la Volkswagen. Nessun CEO si è dimesso, in
quanto non poteva non sapere, non sono giunte notizie di indagini interne e
della magistratura tedesca, per capire chi abbia ordinato cosa e chi, tra chi
sapeva che “l’adulterazione” era un reato, abbia taciuto o sia stato fatto
tacere. Ma è chiaro che, come si diceva
ai tempi di Tangentopoli in Italia, “I vertici non potevano non sapere!”.
Perché, diciamocelo, se
a un fornitore esterno, e la Bosh è un fornitore esterno della Volkswagen,
impartisci l’ordine di produrre qualcosa di fraudolento, chi opera direttamente
sulla creazione di questo software, doveva conoscere le leggi dei vari Paesi e
di conseguenza avrebbe dovuto avvisare i suoi superiori che si stava
commettendo un reato. Ma su questo versante, zero assoluto e la cosa di per se puzza
più dello scandalo stesso, perché la Bosh, dati del 2011, ha un fatturato di
51,4 miliardi di Euro, contro i 197 della Volkswagen, del 2013. Quindi si
auspica che le class action che stanno partendo in mezzo mondo, azzannino alla
gola gli utili della Volkswagen, così come quelli della Bosh, essendo
esecutrice materiale della “adulterazione” delle centraline, complice di quanto
avvenuto, visto che è palese che la colpa non è dei motori a nafta Ea189, ma
delle centraline taroccate dalla Bosh.
Parafrasando “The
Godfather” “Il Padrino” di Mario Puzo, ricordando una celebre copertina di un
settimanale tedesco di tanti anni fa, sembra che si sia sparsa la voce che recita:
“Volkswagen, l’inquinamento? È Cosa Nostra!”
Marco
Bazzato
28.09.2015
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giovedì 24 settembre 2015
Scandalo Volkswagen, aforisma!
Henry Ford diceva:
“Quando vedo passare un’Alfa
Romeo, mi tolgo il cappello.”
Ora, senza avere la presunzione di essere costui, affermo:
“ Quando vedo passare una Volkswagen, a scopo
precauzionale, indosso la mascherina!”
Marco Bazzato
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sabato 10 gennaio 2015
Gli attentati di Parigi e il “terrorismo mediatico” italiano
Innanzitutto voglio
esprimere il mio vivo cordoglio per i morti a Parigi ai famigliari e agli amici
delle vittime – tutte. Senza distinzioni tra vittime e carnefici. I vivi da
vivi si possono insultare e offendere, quando sono morti ancora caldi, il
discorso cambia, piaccia o no, altrimenti diventeremo tutti come quelli dell’ISIS!
Detto questo, tralasciando
le dietrologie, ormai se ne contano a centinaia, quello che mi preme analizzare
in questo articolo è la bagarre e il “terrorismo mediatico” scatenato dai media, classici e digitali, in seguito a
questa strage.
Va fatta però una
doverosa premessa, e la faccio con un proverbio: “Scherza
con i fanti e lascia stare i santi!”, questa è la saggezza popolare
dimenticata dall’assurdità del modernismo relativista.
È vero che in una
normale democrazia il diritto di satira e di espressone deve essere
salvaguardato a prescindere, purtroppo però vivendo noi tutti in una società imperfetta, anche
qui regna un relativismo politico assurdo, peloso e vigliacco. Infatti, se si
fanno vignette antisemite, ecco che partono gli strali dell’opinione pubblica,
e a volte qualcuno si cosparge il capo
di cenere e fa pubblica ammenda. Se le vignette sono anticristiane e altri si
indignano, l’opinione pubblica e la
sinistra soprattutto grida alla censura, parla e straparla di un Paese
retrogrado e bigotto, attaccato a dei valori morali e sociali che vanno derisi
e soffocati, nel nome della laicità e della pluralità di pensiero. Giusto? Se invece le vignette sono anti islamiche, si
assiste alla cosa più assurda, specie se si è abituati ad osservare determinati
siti, e parlo di coloro che scrivono nei
siti atei o dell’ateismo razionalista, quindi delle opinioni personali dei
lettori: silenzio assoluto, di tomba,
nessuna condanna, nessuna esultanza per aver sbeffeggiato il Profeta o l’Islam,
in quei casi lì, tutti zitti come mosche.
E sapete perché? Perché
in Italia ci stanno due paure fetenti che fanno inzaccherare le mutande: la
paura di essere marchiati come antisemiti e quella di essere affetti da
islamofobia, mentre sono felicemente fieri se malati cristianofobia.
Già perché in Italia è
politicamente e socialmente accettata dai più, da coloro che si credoo radica
chic – mentre i più sono una manica di ignorantoni e lazzaroni senza arte, né parte
, privi di spessore intellettuale e
culturale – la cristianofobia, mentre è pubblicamente
esecrata l’islamofobia, anche se la legge in teoria dovrebbe punirli tutti in egual misura sebbene non si
è mai sentito nessuno che sia stato denunciato e processato per cristianofobia?
Qui ci vorrebbe un estensione della legge Mancino. Mentre per l’antisemitismo e
l’islamofobia, tutti ci fanno con i piedi di piombo, attenti a come aprono
bocca. (vigliacchi!)
Resta da capire se alla
fine sono idioti i cristiani o se sono più volpi gli altri?
Rimane in ballo un
fatto essenziale da comprendere, ma di cui nessuno ha avuto le palle di
affrontare il problema alla radice: il limite etico della satira. Sì, perché piaccia
o no un confine, se non impartito dalla legge, deve almeno essere frutto della
libera coscienza dell’individuo o del vignettista, ci deve essere.
Noi crediamo che la
libertà sia un valore assoluto, infatti lo è. La libertà, come tutte le libertà è un diritto
che va dosato, centellinato e usato con estrema accortezza. Nessuno di noi è
Signore e Padrone assoluto della propria libertà, ogni persona ne è
beneficiario,ma come colui che beneficia di un dono, questo va usato e
manipolato come se fosse una persona inferma, malata, bisognosa di cure e
attenzioni, perché altrimenti la presunzione dell’eccesso di libertà può far
attivare in alcuni strati della società delle formazioni cancerose, che poi
attaccano all’improvviso e con esisti difficilmente poi controllabili, soprattutto
quando si è nelle mani di una politica infingarda e che usa, per i propri
tornaconti personali, il terrore della gente e delle persone, gridando ai
quattro venti: “siamo in guerra, andiamo felici alla guerra, dobbiamo
schierarci. Bisogna combattere”, e altre amenità del genere. Certo, ma poi a
fare la guerra mica ci vanno questi che la invocano.
Non difendo l’Islam in
quanto tale, ma difendo la buona fede di milioni persone di islamici, anche quelli che vivono
in Europa e in Italia, a cui si è chiesto di fare pubblica condanna di questi
atti terroristici. Hanno fatto bene
a tacere, perché in ogni caso, qualsiasi
cosa avessero detto, visto il panico mediatico che stanno scatenando politici e
giornalisti, sarebbe stato distorto, manipolato e manco sarebbero stati
creduti, perché alla fine anche loro sono vittime, come è stato vittima il poliziotto musulmano
che aveva fatto giuramento alla bandiera francese, freddato dai terroristi.
L’Europa, le
Istituzioni Europee, i politici italiani e i cittadini italiani devono innanzitutto
interrogarsi sul significato vero di libertà, perché troppo spesso si crede che
libertà significhi fregarsene degli altri, in nome del proprio libero arbitrio.
Ebbene, questa non è libertà, questa è anarchia, è assenza di regole e l’assenza
di regole certe per tutti, fa covare nel tempo anche questi mostri, sebbene a
questi le armi morali siano state messe in mani da altri: ossia su chi, nel
nome assolutamente relativo della libertà assoluta di satira, ha permesso che
si passasse sopra tutto, a tutti. A sentimenti, a credi, a culture, non importa
che queste culture siano islamiche, cattoliche,ebree o di altre confessioni
religiose non appartenenti alle tre religioni monoteiste.
Le stragi di Parigi
sono i frutti avvelenati di questa libertà, che oggi va sotto il nome assurdo
di t”tolleranza”.
Personalmente trovo
osceno il termine “Tolleranza”, perché tolleranza significa solo mandare giù
e/o far mandare bocconi amari nel nome del diritto – arbitrario – proprio e/o
dell’altro, e questo diritto ci ha resi proni e/o arroganti, lavando il cervello, mentre il termine più
corretto dovrebbe essere accettazione, perché la tolleranza è come una bombola di gas , prima o poi esplode, con esiti deflagranti.
Il termine migliore è reciprocità, ma il
termine reciprocità e riconoscimento reciproco è un termine sconosciuto alla
razza umana, visto che il più delle volte è la politica, per interessi economici apparentemente occulti,
che soffia sul fuoco delle divisioni, fomentandole e facendo leva sugli istinti più biechi dell’essere umano,
il quale, come un fuscello al vento, è facilmente manipolabile.
Marco Bazzato
10.01.2015
martedì 17 dicembre 2013
Babbo Natale merita la morte?
Ormai è chiaro, Babbo Natale merita di morire!
Non se ne può più.
È praticamente da quasi più di un mese che le palle del mondo girano a
spron battuto, i coglioni fumano, i testicoli maledicono il Cielo e la Terra, a
causa di questo avinazzato rubicondo
appesta giornali, televisioni, siti internet, facebook e chi più ne ha
più ne metta, massacrando stuprando, violentando, sodomizzando, comettendo atti
commerciali contro natura nei confronti di donne, vecchi, bambini, nonni, zii e
parentando vario, incitando, in un periodo di depressione economica, al
consumismo esasperato, alla rapina indiretta dei figli nei confronti dei
genitori, all’istigazione alla violenza economica, per far finta di far felice
dei mocciosi rompicolgioni.
E questo barbuto vigliacco alla Fidel cCastro, ma capellone peggio di uno
schifosissimo hippy drogato con barba che
arriva al mento, cosa combina in Lapponia?
L’ho visto proprio con i miei occhi
in un film di Walt Disney: usa dei minorati fisici, chiamati gnomi – per
salvarsi legalmente il culo dall’ ispettorato del lavoro e dai braccialetti ai
polsi – dalle fattezze eternamente
bambinesche, anche se pluricentenari, a lavorare gratis per costruire
giocattoli, sfruttando il lavoro minorile peggio di come oggi fanno i cinesi o
di come facevano gli italiani, anche prma degli anni ’50 del millennio
passato,visto che basta riandarsi a vedere il film “I Il Vigile” con Alberto
Sordi, dove Otello Celletti , vetusto sfaticato lecchino debosciato, un pò come
Babbo maiale, pardon, Babbo Natale, si divertiva a scorrazare in moto, mentre
il figlio poco meno che undicenne faceva il meccanico di auto e di moto.
Babbo Natale va considerato alla stregua di un criminale economico. Alla
stegua di un affamatore di famiglie. Va visto come un vegliardo capitalista
sfruttatore, non solo di minori dalle
orecchie a punta, ma anche delle famiglie, le quali, se hanno progenie
legittima o bastarda, sono costrette a svenarsi per farli contenti, visto che i
frugoli altrimenti, iniziando a rompere già dai primi di novembre, la notte di
Natale, per liberarsi la mente e i timpani, andrebbero sacrificati, come si fa
con l’agnello pasquale della pasqua ebraica, oppure utilizzando la macellazione
rituale islamica, che praticamente è quasi la stessa cosa, sgozzandoli e
aspergendo il sangue sulla porta di
ingresso, per indicare a quel barbuto di
non fermarsi e di passare oltre, in quanto quella casa non si fanno regali alle
pulci indemoniate, perchè sgozzate, visto che da dietro la porta continua a
girare all’infinito il ritornello della
canzone “Soli” di Adriano Celentano,
“.. È inutile bussare, tanto qui
non aprirà nessuno”, in quanto dopo aver sgozzato il figlio o i figli, il
marito ha ammazzato la moglie, uccidendosi a sua volta, con un colpo di pistola
in bocca!
Non possiamo negare che Babbo Natale non sta sui coglioni a tutti. A poco
serve rammentarci che anche noi, oggi adulti o vegliardi, siamo stati a nostra
volta dei piccoli bastardi rompicoglioni e quinidi dobbiamo essere tolleranti
nei confronti delle giovani generazioni implumi o impuberi che dir si voglia.
Balle! Bubbole! Castroneri cosmiche! Minchiate selenite per non avere il
coraggio di imparare dai nostri errori, trasformando oggi dei piccoli mostri
affamti di regali sotto l’albero in futuri famelici bestemmiatori contro questo
panzone sciagurato, che praticamente di regali, e i bambini lo debbono sapere,
non ne porta manco uno!
Ormai Babbo Natale è una cancrena planetaria, tanto che perfino i cinesi,
convertiti al capitalismo comunista, hanno iniziato ad evocarlo, ad osannarlo, ad adorarlo, tanto per
rovinare bene o male quasi un altro
mezzo miliardo di bambini, come se non fossero già abbastanza sfracella marroni per conto loro.
Il problema è che è impossibile ribellarsi a questo demone assatanato di
denaro. In questo nefasto periodo lo si trova in ogni loco o loculo: nella
carta igenica mentre ci si pulisce il culo, nei tampax, dove quando le donne se
lo infilano, beh, sappiamo dove, questo vecchio perverito fissa con occhi
sgranati la foresta pluviale della vulva o il monte di venere pelato, fingendo
di arrossire per la vergogna, anche se poi una volta tornato a casa si chiude
in bagno e va via di manovella come un assatanto di sesso..
Lo si trova in Tv, aprendo qualsiasi
giornale, sito internet. Ad ogni angolo si trada ci sta un Babbo Natale con
che, invece di farsi i cazzi suoi, inizia a scampamellare come una vacca al
pascolo, facendo auguri natalizi non voluti, visto che questi non può sapere,
perchè manco lo riguarda, se ti è appena morto il gatto, se si è stati
licenziati o se la moglie vi ha appena
beccati a letto con un altro uomo, nudi
come vermi, mentre commettevate atti di sodomia, considerati da costei – domofoba
e integralista religiosa – contronatura!
Babbo Natale è e rimarrà nei secoli
seculorum l’emblema del male assoluto. L’emblema dell’uomo nero di rosso vestito. Un essere generato
e non creato dalla mente malata di qualche laido genio del marketing
deviato, forse ex bevitore incallito e indefesso di Coca Cola, ormai verde di
bile e rabbia, perchè la sua creatura si è ribellata al creatore, inizando ai
vivere, seppur per non più di tre mesi all’anno, di vita propria.
Babbo Natale andrebbe abolito per legge o
reso incapace di nuocere al suo prossimo, ossia a tutti noi, perchè
anche lasciarlo libero per meno di novanta giorni all’annno, equivale a creare
danni psicici ed economici permamenti nelle vuote tasche di coloro ch eper
forza sono costretti ad assecondare, causa pigmei o scimmie bonobo, chiamati in
modo proprio: discendenza ancora minorenne!
Cittadini di tutto il mondo unitevi in questa battaglia di libertà. Unitevi
e scrivete al Norad, affincheè almeno quest’anno, invece di seguire il suo
viaggio con i radar, facciano una cosa per il bene dell’umanità: lo abbattano,
facendo alzare i caccia, pundandogli contri i puntatori laser dei missili
terra-aria, distruggendolo. Non importa quanti potranno essere i danni
collaterali o le vittime. Non importa quanti periranno in questo attacco di
libertà dei cieli, anche perchè è sicuro, che certo Babbo Natale volerà
illegalmente, in quanto non avrà sicuramente presentato il piano di volo e che
quindi, come ogni ogetto volante non identificato, merita di essere abbattuto e
distrutto e sopratutto ucciso una volta per tutte!
Marco Bazzato
17.12.2013
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lunedì 16 dicembre 2013
Laura Boldrini e il viaggio a scrocco in Sudafrica?
Diciamocelo, ci sono persone che amano andare ai funerali, non tanto perchè
erano legate da qualche grado di parentela o di amicizia con il neocadavere, ma perchè sadicamente amano vedere la folla
affranta che piange, che si strappa i capelli, fingendo dolore e compassione
per un quasi centenario che ha lasciato questa valle di lacrime, sempre troppo
tardi, almeno secondo il metro di giudizio dei suoi detrattori e nemici, o
sempre troppo presto, a detta di chi gli fingeva di essere amico, solo per
calcolo politico o interesse, o perchè come una massa di pecore belanti pronte
al macello,avendo paura di andare controcorrente come i salmoni, ha sempre
preferito farsi guidare dai cani del “buon pastore”
Ma che ci azzecca Laura Boldrini con la semina pubblica di Nelson Mandela?
Cetto Laqualunque avrebbe saggiamente risposto: “Una beata minchia!”
E che ci azzecca il convivente more uxorio, il concubino della Boldrini con
queste esequie?
Qualsiasi toscano doc avrebbe risposto “una
beata fava!”, oppure una “beata
minchia!”
Già, perchè se il Presidente della Camera – non la Presidentessa, come
vorrebbe costei, sbugiardata pubblicamente – indirettamente – anche dall’Accademia della Crusca (1),
dovrebbe avere l’onestà intellettuale e il rigore morale, dote assai assente in
tutti in quasi tutti i politici di ogni ordine e grado, dovrebbe avee nulla a
che fare, direttamente o i indirettamente con il Mandela. Ma foorse perchè ha
lavorato all’Onu per quasi dodici anni, riempendo indirettamente l’Italia di
clandestini in attesa di asilo politico odello status di rifiugiati, ha la
supponenza di credersi al disopra di un Primo Ministro di qualsiasi Paese
civile? Un pò puerile come pretesto,
visto che se tutto va bene il Mandela manco se la filava di striscio da vivo,
figurarsi da morto!
Perchè rappresenta gli italiani?
No. Perchè a livelllo parlamentare rappresenta sì la terza carica dello
Stato, ma se ci si aggiunge il Presidente della Repubblica, beh, manco arriva
al podio, figurando de facto, ragionamendo in termini sportivi, una perdente, giunta al quarto posto, manco
buona per una misera medaglia di bronzo,
e non dovrebbe essere scarrozzata
– gratis – su un volo di Stato, men che meno il suo “amante!”
La Laura parla di “polemica strumentale e sessista!”.
Sessista una nerchia e moralismo da salotto un cazzo!
Clemente Mastella è stato bastonato,
quando era Ministro della Giustizia, per molto meno, ossia per essersi portato
il figlio, in un volo di Stato, nello stesso aereo del Premier, oltretutto in
Italia, non nella parte capovolta del globo, in Sudafrica, per sentire il suono
delle vuvuzela, che sembrano tante zanzare rompipalle!
La Boldrini, che dovrebbe conoscere le leggi italiane, equiparando il
matrimonio ad un “concubinato”, ad una convivenza, da persona intelligente come
crede di essere, dovrebbe sapere che esiste una differenza sostanziale tra mogli che accompagnano
i mariti, e viceversa, il matrimonio tra un uomo e una donna,è l’unica vera unione riconosciuta dalle leggi
dello Stato italiano, mentre, per fortuna, il concubinato, la convivenza more
uxorio, gli “amori clandestini”, per
la legge sono un fatto privato, una scelta di due adulti – maschio e femmina –
consenzienti.
Quindi quando la Boldrini paragona il suo covivenente more uxorio, dove
anche se etimologicamente significa “come sposi”, all’atto legale sono due
estranei, offende le coppie regolarmente sposate, che hanno avuto i “coglioni” di prendersi le loro
responsabilità legali e morali innanzi alla legge, e se per la lagge, giustamente il suo convivente
è considerato un estranero, non si capisce come questi possa avere avuto
accesso ad un volo di Stato, oltretutto viaggiando a scrocco?
La cosa interessante è che il primo ministro israeliano ha ritenuto il
viaggio uno spreco di denaro pubblico. Evidentemente questo per alcuni belloni
della sinistra radicale e quasi antagonista è stata l’ennesima prova di come
gli “ebrei sono tirchi”, secondo un
falso luogocomune antisemita, perciò cosa ci stava di meglio che non dare uno
schiaffo alla miseria e alla tacagneria ebraica, facendo l’esatto opposto,imbucandosi,
come una cloachard, in un banchetto nuziale, senza invito e sopratutto privi
dell’adeguata statura e peso politico sul piano internazionale?
Dire che il viaggio della Boldrini, del concubino e del suo staff non ha
gravato sulle casse dello Stato, è come mettere foglie di rosmarino su topa, capezzoli e nerchia, visto che si è
vero, che in teoria la trasferta è stata a costo zero, ma ci sarebbe da
mangiarsi una merda se durante il volo,
che A/R dura in totale 24 ore, il gli
scrocconi e staff non hanno bevuto manco un bicchiere i acqua, consumato
l’ossigeno, mangiato nulla e usato il cesso per espletare le anaturali fuzioni
fisologiche, gas compresi, , senza
dimenticare il costo per il trasferimento
degli di imbucati dall’aeroporto fino al luogo delle esequie, A/R.
Il punto è che se la Boldrin ci teneva tanto ad assistere cerimonia
pubblica di semina del Mandela, poteva aprirsi il portafogli, pagare con carta
di credito personale, per lei e per il concubino, viaggiando come privati
cittadini e mettersi in un angolo, come ha fatto la massa di popolo che ha
assistito all’evento. Ma otre all’aereo avrebbe dovuto pagarsi il taxi A/R e
poi non avrebbe potuto fare la “sborona”,
come dicono in Romagna. pavoneggiandosi
della sua importanza politica, innanzi a persone di rango politico molto più
elevato, che giustamente avrebbero guardato la coppia di compagni, come due
intrusi.
Il tutto per risparmiare al massimo duemila schifosissimi euro, all
inclusive, pagando anche per il concubino, in classe economy, mescolandosi a
pezzenti, puzzoni, personaggi di ogni risma e fattezza...insomma, personaggi
che non si addicono al pensiero elevato e radical chic della Boldrini.
È proprio vero, con tutto il rispetto per gli ebrei e senza voler essere
antisemita, ma usando un luogo comune di origine medioevale, e un pregiduzio diffuso ancor oggi, ossia
quando si deve pagare di tasca propria, alcuni diventano “tirchi come gli ebrei”, visto che è risaputo clhe la sinistra
radicale italiana, è sempre stata
storicamente filo palestinese, nei fatti!
L a cosa migliore che dovrebbe fare la Boldrini?
Avere l’onestà intellettuale e morale, visto che è brava a salire in
cattedra, dando lezioni di etica a tutti, di dare le dimissioni da Presidente
della Camera, dimostrando, facendo un passo indietro, che in Italia, chi
sbaglia paga, perdendo posto di lavoro e agi, a cui nel giro di poco tempo ha
dimostrato di sapersi adattare assai bene!
Marco Bazzato
16.12.2013
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mercoledì 31 luglio 2013
Guida pratica per schiattare dal caldo e dall’afa in ferie e non!
Si dice che la madre degli idioti metta al mondo figli dementi, però, in
questa calda estate si sa che non sono mai abbastanza e questa piccola guida,
da non mettere in pratica, mai, è utile nella malcapitata idea che poi si gridi
alla scampata tragedia, alla tragedia anncuiata o alla tragedia consumata.
In citta:
Cosa fare quando la temperatura supera i 37º e dall’afa che fa sudare i
maschi come maiali e le femmine come
scrofe, messe a rosolare sul
fuoco alle tre del pomeriggio, nelle città, sfortunatamente svuotate dal
traffico e dallo smog?
Intanto niente abiti di contone o
leggeri, meglio l’acrilico, il sintetico, se femmine gli stivaloni da
baldrarcca, rigorosamente in plastica o
per le più abbienti in pelle di orso siberiano – che per fare incazzare
glianimalisti deve essere rigorosamente una specie protetta e ammazzato di
frodo – , con calze di mylon o calzettoni di lana.
Le crape di maschi e femmine non va
coperta nè con cappellini e nè con bandane o altro, rischiano di diminure la
temperatura, quinidi il cervello non si frigge.
Lavarsi come nel medioevo, ossia durante le feste comandate o al
massimo una volta la settimana. Non
usare i tanto reclamizzati prodotti antisudore o le creme contro gli eventuali
pruriti vaginali, causati da zecche o funghi internni o esterni della bernarda.
Parafrasando l’Ignazio la Russa di
Fiorello: “”L’essere umano deve puzza, al massimo mettere del formaggio grana
sulla pelle!” Questo fa godere gli
ambientalsiti radicali come se
fossero dei fortunati affetti dalla “Permanent Sexual
Arousal Syndrome” (PSAS, se
mediamente fortunati, da orgasmi multipli, se semplcemente fortunati da orgasmo
a cadenza annuale o se sfigati, completamente frigidi.
Sono consigliate le bibite gassate, molto giacchiate, meglio ancora gli
alcolici: birra, vino, whisky, grappa, ideali
congestioni o infarti, se no si è più di primo pelo.assolutamente
sconsigliato in questi casi la modica quantità, l’etilometro deve schizzare
alle stelle anche ad un metro di distanza.
Niente bevande dissetanti o gelati.
I beveroni a base di frutta sono out, tabù, pornografia liquida da vietare a
tut le età. Anche se alcune tendendze dell’antisalutismo radicale consigliano
di non assumere alcun tipo di liquidi, anche per giorni e giorni, quando le temperature sono canicolmente
africane o più specificatamente congolesi!
. Al posto della verdura. un ottuplo
Woohper del Burger King, ossia con otto hanburger, dal peso di 113,5gr, pari ad un totale di
567,5gr, e tre porzioni giganti di patate
fritte, oppure costate di maiale, ossetti con polenta e funghi, salse varie,
stile chili o tabasco, purchè piccanti, meglio ancora se si ingurgitano anche
una decina di peperoncino Habanero, i quali vanno, come piccantezza, dai 200.000 ai 350.000 della scala di
Sconville. Chiaramente le porzionioni, non importa se di pasta o di carne
devono essere abbondati. Per la pasta mai meno di 180 grammi, mentre per la
carne, meglio se di maiale e grigliata, che va abbondantemente espeziata e
salata, le singole porzioni, mao inferiori ai 900gr – il vostro colesterolo e
la pressione vi ringrazieranno di cuore!
Per smaltire il pasto si consiglia una corsa sotto ilsole rovente, mezzora
dopo il pranzo, quando è iniziata la digestione, senza rinunciare ad almeno tre
sigarette, da fumarsi al trotto, meglio se queste hanno un alto contenuto di nicotina e catrame,possibilmente
al mentolo e senza filtro. È chiaro che sono sconsigliati i parchi pubblici, le zone verdi.
L’ideale sarebbe correre dietro ai camion, meglio se vetusti, visto che il
particolato è più elevato. In mancanza di ciò va bene fare footing – che non
signfica fottere in corsa, chiavare o fare una sveltina, anche da soli – dietro ad auto vetuste, peccato che ne
esistano poche senza catalittica e che sia sparita dalla circolazione la
benzina super al piombo!
Al mare:
La spiaggia è un altro capitolo delicato.
Chiaramente a livello alimentare valgono le stesse regole della città, ma non va dimenticato che il
sole va preso nelle ore più calde della giornata e che non vanno utilizzate in
alcun modo le creme antiabbronzati o protettive. Anzi, sarebe meglio se si sta
delle ore sotto il sole di bagnare la pelle con acqua di mare, favorisce le
scottature, le bolle e le ustioni sulla pelle. Se si prende il lettino, per non
finire a righe al termine della giornata, non usare il parasole per la zucca,
il biaco latte, stile rigor mortis, della crapa e il rosso fuoco del resto del
corpo non fanno pandance, meglio una tinta unita omogenea.
Lo stesso vale per i bambini – se siete genitori sciagurati!.
Il bagno in mare, rigosamente a digestione iniziata,ossia dopo mezzora dal
termine del pranzo. Per assicurarsi una buona congestione, è bene accertarsi di
essere satolli come otri e che lo stomaco non possa ingurgitare manco un bicchiere di birra gelata o di whisky on the
rocks. È comunque “consigliato” fumarsi anche in questi casi almeno tre
sigarette senza filtro, ad lto contenuto di nicotina e catrame e al mentolo,
per poi tuffarsi, mentre i polmoni faticano a prendere aria.
Lo stesso rito del fumo va ripetuto,
se non si schiatta durante la nutoata per congestione o per arresto
cardiocircolatorio, appena si risale a riva, quando i polmoni sono bene aperti
per via dello sforzo. Se in questi casi sentite strani formicolii al
braccio sinistro, dolore al petto o che metà parte del corpo è informicolata, o
provate dolori alla nuca, non preoccupatevi, si sta solo avviciando un
principio di infarto o di ictus. Si consiglia in questi casi di pregare o bestemmiare a seconda delle
attitudini, potrebbe essere il vostro ultimo giorno di vita.
È chiaro che i maggiori fortuanati
in questa roulette russa estiva sono sempre gli over quaranta, che non fanno
moto durante l’anno e sono svorappeso, mentre gli altri, quelli altetici e
sportivi, potrebbero essere discriminati dal fato, dalla sfiga del che tutto va
bene, ma non disperarti, potrebbe toccare proprio a te, mio fedele lettore o
lettrice. Tutto sta a provarci.
Ora, cari lettori, avete in mano tutti gli strumenti per scelgiere se usare
il discernimeto o essere idioti e predisposti a far lavorare l’ambulanza con
tanto di defibrillatore e ossigeno, se in città, o far lavorare i bagnini, che
passano la maggor parte del loro tempo a guardare il culo delle bagnanti fighe,
a fare commenti tra di loro sulle più cesse, su quelle che hanno le tette
cadenti e il culo così flaccido che tocca la sabbia, tanto da crreare mentre
camminano una pista per le biglie, come consiglia la nonna a Chiara, nella
famosa pubblicità della Tim.
I maschi invece? Quando passano
davanti ai bagnini con i loro fisici scolpiti e i muscoli in bella mostra,
guardandosi il ventre rigonfio di birra e vino, bestemmiano e li malediscono, sapendo
che trombano come ricci, mentre loro, i bagnanti panzoni,sono costretti ad
accontentarsi dei quarti di bue che hanno per mogli o compagne o andare via di
manovella, se single, collegati ad
internet, immaginando come diceva Pop Merril ne “La metà oscura” di fottersi qualche
“Nobifiga di città” mentre i bagnini
sguazzano senza soluzione di continuità, puciando il randello ogni notte nei
ventri di vulve imperiali, dai ventri piatti e dalle mammelle dure come marmo
di Carrara.
In ogni caso: buone ferie a coloro
che possono, usando discernimento e ragione!
Marco Bazzato
31.07.2013
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domenica 28 aprile 2013
Inizia il governo di Enrico Letta. A colpi di pistola!
Non si può certo dire che il
governo Letta non sia iniziato in modo scoppiettante.
Durante il giuramento dei
ministri, un cittadino qualunque, incensurato, sano di corpo e di mente, muratore
disoccupato, divorziato e appassionato giocatore ossessivo-compulsivo, affetto
da ludopatia, stando ai TG , cercando un gesto eclatante, da aspirante suicida, ha ferito due carabinieri e
una passante – ai tre si esprime tutta
la solidarietà e gli auguri per una pronta guarigione – davanti Palazzo Chigi, lasciando sul terreno sette
bossoli di pistola.
Questo dimostra come il Paese, la gente
normale, non terroristi con piani eversivi in mente, sia giunta al capolinea e
che non scelgano più le periferie o le cittadine o i paesini della provincia
profonda per i loro atti di protesta, ma quasi come una “Marcia su Roma” (1) degli aspiranti
suicidi, abbiano deciso di andare al centro del potere politico per manifestare
nelle forme e nei modi che ritengono più consoni, anche se illegali, il
disagio, la frustrazione, la rabbia e anche l’odio accumulato nel corso degli
anni, causato da una classe politica che ha pensato esclusivamente ai loro veti
incrociati, ai cruciverba in Parlamento, al rimpiattino spartitorio.
E la summa teologica di questo
assioma, questo Orizzonte degli Eventi è che il neonato governo di Enrico
Letta, membro del gruppo Bilemberg (2), autore del libro
“Morire per Mastricht” ((3),
Laterza, 1997, èl’apoteosi del grande
inciucio, dell’ammucchiata più orgistica e lasciva, perversa e contro natura di
quella che commetteva “La grande Prostituta di Babilonia” (4), dove, come al tempo dei governi monocolare democristiani, i ministri sono
stati nominati utilizzando il famigerato “Manuale
Cencelli” (5),
per la spartizione delle poltrone.. Nei posti chiave troviamo le “triadi” dei
grandi vecchi dell’asse PD-PDL e la lista di civica di Mario Monti, con l’aggiunta
del prezzolino ammazza-feti “con la pompa
da biciclette” (6) negli anni settanta. di Emma
Bonino, che da decenni, pur di avere incarichi e poltrone, essendo il Partito
Radicale da lustri non più grande di una cellula cancerogena, un colpo era di
sinistra, con gli ex, post comunisti ed uliveti morti di Prodi e un altro di
centrodestra, facendo il salto della quaglia nel partito di Berlusconi, pur di
salire, come il furbo Jerry, dalla sedia, fino al frigo, alla ricerca del
formaggio.
Si dice che questo sia l’esecutivo
più giovane della storia Repubblicana. Certamente se si vanno a vedere i
ministri senza portafogli. Sì, ma guardando all’interno dei ministeri chiave,
beh, le cose cambiano radicalmente e l’età
si alza come la stessa pressione con cui escono i bambini liquidi, durante l’eiaculazione
precoce degli ultrasettantenni, malati di prostata.
Ma ci sono due sorprese tra i
ministri, senza portafoglio naturalmente, essendo di nascita straniera, la
prima è la nativa congolese, naturalizzata italiana Cecìlie Kyenge, (7), che sembra un
incrocio tra Florence Jhonston, la cameriera dei Jefferson (8) e quel mastino dal pugno
di ferro, ora scomparsa all’agone politico,di Condolezza Rice (9), Segretario di
Stato degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione di George W Bush senior.
Quello che è saltato all’occhio, durante il giuramento tenutosi oggi, è la
statura, del neoministro per l’integrazione, che sembrerebbe essere alta grosso
modo come Renato Brunetta (9),
sbeffeggiato dal “grande” Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo (10), che in gioventù si
arruolò come volontario nell’esercito della Repubblica di Salò. E visti i suoi
trascorsi di giovane fascista, ci si augura che possa utilizzare gli estesi
epiteti alla congolese naturalizzata italiana, riferendosi alla sua statura, magari
rimembrandosi i versi di “Faccetta nera”, che nel ritornello dice: “Facetta nera/bell’abissina/aspetta e spera
che l’ora si avvicina…” o che il
Premio Nobel consigli a Edoardo Vianello di rielaborare i “I Watussi”, che nel
testo dice: “Nel continente nero/alle
falde del Kilimangiaro/ ci sta un popolo di negri che ha inventato tanti balli…siamo
i Watussi/ siamo i Watussi/ gli altissimi negri…”, il tutto alla luce dell’onestà
intellettuale che la sinistra da sempre gli riconosce.
È chiaro che Cecìlie Kyenge,
neoministro per l’integrazione è stata messa lì tanto per fare figura a livello internazionale, e come paravento da
eventuali critiche che dovessero saltare fuori durante il suo operato a favore
degli immigrati, in quanto si utilizzerebbe il colore della sua pelle come
cartina tornasole per etichettare come razzisti quanti, dentro, ma soprattutto fuori
il Parlamento, ossia la società civile, si opponessero a determinate riforme che
la sinistra volesse attuare, anche cancellando la legge Bossi-Fini. (11).
La seconda straniera,
naturalizzata italiana, per matrimonio, è Jhosefa Idem (12), che da canoista pluripremiata,
è diventata, senza alcuna esperienza politica, Ministro per le Pari Opportunità
Sport e Politiche Giovanili, sotto le fila del Partito Democratico. Ora resterà
da capire se la Idem, quando ci saranno contenziosi economici, in seno all’Unione
Europea, tra il rigorismo tedesco e il lassismo italiano, se sceglierà, contro
gli interessi nazionali italiani, il rigorismo di matrice teutonica o se si
sarà italianizzata e quindi uniformata, rinunciando, politicamente parlando, a
quel rigore che per decenni aveva messo durante la sua carriera
agonistica,diventando po’ come
Arlecchino nella commedia di Goldoni: “Il
servitore di due padroni” (12)..
Ma l’apoteosi della “Supercazzola” (13)del Conte Lello
Mascetti-Enrico Letta – Ugo Tognazzi R.I.P. – ls si ha con l’innalzamento all’augusto soglio
del Ministero della Salute di Beatrice Lorenzin, in quota PDL, (14), diplomata in un
liceo classico e senza alcun tipo di conoscenza dei meccanismi che regolano il
mondo della medicina e della salute, essendosi occupata di altro nella
precedente legislatura. Forse è stata
messa lì per rinverdire, grazie ad Enrico Letta i “fasti e il radioso futuro”
commessi da Maria Stella Gelmini, quando era alla Pubblica Istruzione.
Se si deve affossare
definitivamente la salute pubblica. Beatrice Lorenzin è la persona adatta per prendere
ordini dai mondialisti del l Bildemberg e della Commissione Trilaterale (15) per le
riforme, leggesi privatizzazione della Sanità. E un partito di centrosinistra,
che in teoria dovrebbe essere a favore delle fasce più deboli, in un ministero
chiave e delicato come quello della Salute ci mette un soggetto di centro
destra. Misteri della Fede o più semplicemente l’Italia e gli italiani debbono
obbedire, senza fiatare, agli organismi sovra e transnazionali?
Se i botti di questa mattina sono
l’antipasto di quello che in futuro potrebbe avvenire in Italia, visto il
perdurare della depressione economica, il governo L Enrico Letta-Silvio Berlusconi
potrebbe accelerare il restringimento delle libertà individuali, nel nome della
“loro” sicurezza.
L’Italia, in virtù della futura stretta
economica, causata dal MES (16),
potrebbero essere in molti i liberi cittadini che sceglieranno nel prossimo
futuro i piazzali innanzi ai palazzi del potere, per cercare di porre fine alla
loro vita.
Oggi resta da capire se l’aspirante
suicida sia stato fortunato a salvare la pelle, o se le Forze dell’Ordine non
abbiano agito con eccessiva mollezza, in quanto negli Stati Uniti, in una
situazione del genere, il soggetto sarebbe stato crivellato di colpi, tanto da
diventare uno scolapasta insanguinato, riverso a terra.
Morto.
Marco Bazzato
28.04.2013
((3)
http://www.informarexresistere.fr/2013/04/26/morire-per-maastricht-con-enrico-letta-e-leurogendfor-il-matrimonio-tra-partitocrazia-e-poteri-forti-portera-miseria-e-repressione-violenta/#axzz2RlOfIjiN
venerdì 22 marzo 2013
La moglie fa le corna col sindaco.
La
notizia è stata da poco pubblicata su Venice today (1).
Anche se abitualmente questo blog non si occupa di gossip, a memo che non
abbiano rilevanza nazionale o internazionale, la notizia era troppo ghiotta per
non inspirarmi un breve racconto fantastico, di pura fantasia.
Dal
diario segreto di Gnao Fufu!
Quando
lessi la notizia mi venne lo stesso freddo alla nuca che sentì John Clark, in “Raimbow
Six”, di Tom Clancy – Rizzoli, 1999 – prima dell’attentato fallito nell’aereo
che portava costui, il cognato, la moglie e la figlia in Inghilterra.
Il paese della chiavata fedifraga era forse a
me noto e subito. Come in un sogno Mariano, mi vennero in mente alcuni volti
che probabilmente conoscevo. Voci e suoni provenienti da un passato ormai
lontano. Lui sembrava il guerriero Alberto da Giussano, un celodurista
apparentemente moscio, una mezza sega, alto più non più di un metro e uno sputo
di Lama, e nonostante il culo non dei più ciompi riusciva a mantenerlo
incollato a due poltrone, ben pagato dalla Pubblica Amministrazione. Poltrone
che si trovano sia in Comune che in una diretta emanazione di rango inferiore
della Regione.
Nel
sogno Mariano, questi mi è apparso, con le fattezze di “Er Mutanda”come un Neil
Amostong, piantatore di bandiere del Fiore della Vita nei posti sbagliati,
causanti grandi incazzatura del Prefetto. In più questo sindaco immaginario che
non concede, giustamente, la cittadinanza italiana agli extracomunitari che non
sanno leggere il testo del giuramento.
Mentre
lei, la “nobildonna” ha le fattezze quasi simili, a parte che invece di usare
la tonaca, porta gonne o pantaloni, a Jorge da Burgos, de “Il Nome della Rosa” di Umberto Eco – Bompiani
1980 – facendo sovvenire in mente ciò
che disse Umbertino da Casale ad Adso da Melk:
«Se gli uomini vedessero quello che è sotto la pelle come accade con la
lince di Beozia, rabbrividirebbero alla visione della donna. Tutta quella
grazia consiste di mucosità e di sangue, umori e bile. Se ci pensa a ciò che si
nasconde nelle narici, nella gola e nel ventre non troverà che lordume. E se ti
ripugna toccare il muco o lo sterco con la punta del dito come mai potremmo
desiderare di abbracciare il sacco stesso che contiene lo sterco» (ct. pg 220).
Sempre
nel sogno Mariano la mente mi corse verso le “Infinite diversità in infinite combinazioni” dell’IDIC, la domanda
di come questo amministratore della cosa pubblica abbia potuto passare,
saltando da un “bidone” con cui si è congiunto per anni carnalmente, a un altro
bidone che donava le sue [dis] grazie (?) al legittimo consorte e che questo,
per citare Riccardo Cocciante, con l’inizio del brano, “Cervo a Primavera” il
qui testo recita: “ Io rinascerò, cervo a
primavera”,sembra quasi che le streghe di Salem o le fate di Wicca ci
abbiano messo lo zampino, proprio in occasione dell’equinozio, quasi che questi
avesse ricevuto un ammonimento dalla moglie di Giulio Cesare, udendo dall’aldilà:
«Attento alle idi di Marzo!»
Ora,
nel sogno che da Mariano si è trasformato in un incubo stile Bestia
dell’Apocalisse, il mitico 666, “The
number of the beast” degli Iron Maiden.
Nel
paese innominato non si parla
d’altro. I vecchi fuori dai bar mentre giocano a bestia o a briscola,
commentano bestemmiando. I giovani mimano il coito facendo l’ok con il pollice
e l’indice della mano sinistra, infilando velocemente, in un rapido su e giù
l’indice della destra. Le suore, rinchiuse ne convento di clausura, recitano
giaculatorie affinchè il Signore Santissimo, non quello delle mosche, conceda, proprio che nel mentre Suo figlio,
Gesù di Nazareth, si appresta a tornare a Gerusalemme per celebrare la Pasqua,
scacciando i mercanti dal Tempio, ai due fornicatori smascherati il perdono e
in quando ci sarà la morte certa, la vita eterna. Mentre il parroco si sciacqua
le mani nell’acquasantiera, messa a bollire per l’occasione, sperando che
queste si purifichino, essendo stato costretto a stingerle al primo cittadino,
svariate e svariate volte…
Ma
nella mente continuano a formarsi immagini, questa volta infernali, circa le
pene che i due fornicatori stanno subendo dai legittimi consorti. Urla,
imprecazioni contro le divinità divenute mito e leggenda e contro quelle à
attuali. Porte sbattute, piatti frantumati a terra e sedie scagliate contro il mondo.
Oppure silenzi assordanti e punizioni che vanno ben oltre il sadomaso, fatte di
letti di chiodi, frustate ai genitali o alla clitoride, cilici e perforazioni
delle mani e dei piedi, come se un professionista di piercing si fosse messo
all’opera utilizzando strumenti non sterili, infettati preventivamente,
lasciandoli a mollo per qualche giorno nella fossa biologica.
In
questo sogno simile al Decameron boccaccesco in salsa padana, sembra quasi una
parodia de “Le baruffe Chiozzotte” di
Carlo Goldoni, dove in questo caso “goldoni” non sta per plurale di
profilattici – auspicando che i rapporti siano sempre stati improntati alla
protezione, usandolo, per la prevenzione di malattie venere come scolo,
sifilide, o micosi della vagina, ossia crescita impropria di funghi velenosi
nella vulva, che le “guardie forestali” vietano di raccogliere – ma è il
cognome del noto drammaturgo, scrittore, librettista e avvocato italiano, nato
a Venezia il 25 febbraio 1707 e morto a Parigi il 6 febbraio 1793.
Ma
alla fine anche i sogni mariani,colmi di Arcobaleno Sei, in Rose nominate, trasformatisi in incubi apocalittici e in
romanzi boccacceschi, quasi di matrice goldoniana, spariscono. Al risveglio ci sta solo lo stomaco che
reclama la cena e una notizia di gossip che parla di corna, dove alla fine si
dice tutto e nulla, perché tutto e nulla è accaduto, in quanto solo i cornuti e
cornificatori conoscono la felicemente triste verità della loro meschina e
gretta esistenza. Siano essi sindaci, carrozzieri che vanno di dima o a
manovella, bibliotecarie annoiate casalinghe infoiate, spargitori dei semi di
Onan o quant’altro, perché come scrisse questa sera un amico, «Sono solo cazzi
loro e lasciamoli in pace.» Perche di pace, piaccia o no,per un po’ di tempo non
ne avranno , come dice sempre Cetto Laqualunque: «Una beata minchia!»
Amen.
Marco
Bazzato
22.03.2013
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Letteratura,
satira
venerdì 1 marzo 2013
Benedetto VXI è “morto” alle 20.00, ora italiana. R.I.P.
Benedetto VXI è morto alle 20.00,
ora italiana. R.I.P. È ufficialmente andato.
Dalle 20, ora italiana Benedetto
XVI è “morto” ed è istantaneamente “risorto” come Benedetto XVI, Papa Emerito,
ossia a riposo. Pensionato di lusso, ospite non pagante al “Gran hotel” nel Palazzo Apostolico di
Castel Gandolfo e poi, fra due o tre mesi, dentro un ex convento di clausura,
al riparo, secondo voci non confermate, da un mandato di cattura internazionale
per crimini contro l’umanità e associazione a delinquere, ma si tratta di una bufala.
(1), stando a quanto scrive il quotidiano online Libero.
In ogni caso il pomeriggio di
ieri rimarrà nella memoria collettiva di molti per un periodo apparentemente
lungo. Le lacrime dell’arcivescovo Georg Gänswein, da anni segretario privato dell’ormai ex pontefice, ora
forse ridotto al ruolo di badante de luxe un papa pensionato.
L’anziano monarca dello Stato
Città del Vaticano è uscito alla’aperto alle 16.50 per ricevere l’omaggio dei
sudditi,dei servi,con tanto di lacrimoni anche di Piero, l’autista, prima di
recarsi a bordo di un elicottero della Repubblica italiana e, per andare a
firmare le scartoffie relative ai passaggi di potere in seguito
all’abdicazione.
Gli
ultimi baciamani del suo pontificato, a cui non poteva sottrarsi a causa del cerimoniale,
erano iniziati verso le 11, dove probabilmente ieri sera, allo scoccare delle
20.00, avrà messo la mano destra in ammollo nell’acqua bollente Benedetta, per
non rimanerne ustionato sterilizzandosela, mentre con le gambe su uno sgabello,
avrà potuto guardarsi in santa pace il TG1,condotto da un suo accanto fan e
seguace, Francesco Giorgino, rendendosi conto finalmente che dopo anni la sua
prigionia dorata era giunta al termine, ritornando ad assaporarsi il piacere
delle albe e dei tramonti che scorrono, anche non facendo una beata minchia,
passando le giornate leggendo qualche buon libro, ingozzandosi di crauti,
salsicce e bevendo boccali di giganti di birra scura bavarese, lasciandosi andare
al rutto libero, senza l’assillo d’essere udito dalla Guardie Svizzere,
appostate dietro l’uscio, non si capisce se a protezione del papa o per
impedirgli di fuggire…
L’evento dell’autopensionamento
di Benedetto XVI è sicuramente stato per i “quattro cattolici” rimasti in
Italia, per il mondo cattolico e non, un evento di portata epocale, che sarà
scritto nei libri – cartacei e non – di
storia e che darà anche il via a un filone letterario fatto di complottismi
teologico-avventurosi.. L’evento sarà analizzato, sezionato, dissezionato dagli
studiosi, esperti di geopolitica e
fantapolitica, da teologi i sotto ogni sfaccettatura possibile, cercando di
leggere nei fondi di bicchiere di un ex gerarca dell’ex Tribunale dell’Inquisizione,
ossia Prefetto per il Tribunale per la Dottrina della Fede, divenuto papa, che
dopo otto anni si è “Spapato” pur rimanendo Papa pensionato.
Dobbiamo dircelo: Joseph Ratzinger
era come quel personaggio di Luca Bizzarri, in Ciro, che sentiva d’avere sempre
sulle spalle quella carogna di avvoltoio. Benedetto XVI aveva il fardello
ingombrante del confronto con il suo predecessore: Giovanni Paolo II.
Infatti alzi la mano chi alla sua
elezione non ha storto il naso, incazzandosi anche per l’accento teutonico,
visto che l’orecchio di mezzo mondo per ventisette anni si era assuefatto a
quello del polacco?
Così come non va dimenticato ciò
che dicevano al momento dell’elezione di Benedetto XVI i vaticanisti: dopo
quasi trent’anni ci voleva un papa con scadenza breve, quindi lo Spirito Santo
o chi per esso aveva deciso per uno abbastanza avanti con l’età, dove secondo
alcune teorie non doveva campare più di cinque o sei anni e poi sarebbe tornato
al Creatore, visto che veniva considerato un Papino di sSrie B, di passaggio,
incapace a reggere il confronto, anche mediatico e come comunicatore, con il
suo predecessore.
Tiè, invece. Benedetto X VI ha
fatto il gesto dell’ombrello a tutti, sollevando idealmente anche il dito medio
al mondo, decidendo di godersi i suoi ultimi anni come un sepolto vivo, senza
stracciamento di giuggiole, mettendo stop a viaggi pastorali, folle oceaniche e
maratona della Passione per le vie di Roma del Venerdì Santo, l’Angelus e compagnia briscola,
creando un burdello teologico non indifferente, come descritto ne “Benedetto
XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di vicario di Cristo?” (2).
Ieri è stata scritta una pagina
di storia, che rimarrà nei cuori delle persone il tempo tecnico dell’elezione del
nuovo papa e poi, come è già accaduto con Giovanni Paolo II, nel volgere di sei
mesi un anno al massimo, chi si ricorderà di Benedetto XVI? Nessuno. I fedeli
come gli elettori sono volubili e dotati di una memoria religiosamente e
politicamente a breve termine.
Rimane una domanda che si
vorrebbe che il nuovo governo desse una risposta: il servizio di elitaxi fatto
con un elicottero della Repubblica Italiana è stato senza costi per gli
italiani, oppure è stata l’ennesima scrocconeria che lo Stato Città del
Vaticano ha estorto per colpa del Concordato,alle casse degli italiani? Perché
sarebbe bello conoscere quanto è costato il circo “della coscia di pollo con le
pale” – elicottero – l’affitto dei
piloti, usura del mezzo, carburante avio, tenendo conto che il mezzo si è mosso
dalla sua base verso il Vaticano, dal Vaticano a Castel Gandolfo, da Castel Gandolfo al rientro alla base. E probabilmente
i piloti avranno anche ricevuto un’indennità extra, avendo volato fuori dal
Paese, in quanto viaggio internazionale: Italia-Stato Città del Vaticano. Stato
Città del Vaticano- zona extraterritoriale dello Stato Città del Vaticano nel
Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Palazzo apostolico nello Stato città del
Vaticano a Castel Gandolfo-Italia. Senza dimenticare il distaccamento dei
Vigili del Fuoco italiani dentro lo Stato Città del Vaticano, in
quell’eliporto, così come nell’eliporto extraterritoriale del Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo, più varie ed eventuali… Ma tanto paga pantalone…
Una piccola nota autobiografica:
devo molto a Karol Woytila e a Joseph Ratzinger, perché al tempo della
dipartita di Giovanni Paolo II e fino a quando non è stato eletto Benedetto XVI
ero fermo a tre quarti del mio romanzo “Progetto Emmaus”. I personaggi erano
come impiantanti in un punto e sembrava che non volessero fare più nulla, come
se in attesa di un qualcosa di nuovo. La morte di Giovanni Paolo II e
l’elezione di Ratzinger diedero nuova linfa ai personaggi che si muovevano
all’interno del romanzo. Quando vidi le maniche del maglioncino nero di
Benedetto XVI sotto la “divisa pontificia”, questi si ridestarono e nella mia
mente e si rimisero a scapitare come cavalli imbizzarriti, desiderosi d’uscire
per galoppare verso il sole che cala all’orizzonte, conducendomi alla
conclusione dell’opera letteraria.
Quindi: oggi come allora, grazie
Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
E come si usa dire:
“Il Re è morto, viva il Re!”
01.03.2013
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mercoledì 27 febbraio 2013
Gianfranco Fini: Onore alle armi a un ex post camerata?
“Faccetta nera, Bell’Abissinia, aspetta e spera che già l’ora si
avvicina, quando saremo vicino a te, noi ti daremo un altro duce e un altro
Re!”
Alzi il braccio, a mo di saluto,
come ogni persona vuole, quando ha sentito che Fini era stato trombato?
Diciamocelo! La Russa e la Meloni
dentro e il reuccio di Almirante sbattuto fuori, dal Parlamento, dopo sei lustri,
trent’anni, ossia dal 1983! Chi ha pianto per costui e per la sua cospicua
liquidazione, pari a 260mila euro, esenti tasse e una pensione netta di 6.200
euro al mese…alla faccia del cazzo e della crisi! (1),
se esiste, come per fantasmi, batta un colpo!
Fini che si ritiri sull’Aventino
o a Predappio?
Boh..in ogni caso non è lui che
si ritira, sono gli italiani che l’hanno gettato via, con troppi annidi
ritardo, da un posto pubblico senza responsabilità penali dirette, grazie
all’articolo 68 della Costituzione, per gli errori commessi durante i suoi
svariati mandati elettorali. E ora a 61 anni, avrà solo l’imbarazzo della
scelta: i giardinetti a Roma, nella natia Bologna o a Montecarlo. A lui il
gusto della scelte, perché ad oggi non cinguetta più dal 20.0.2.2013, che gli
sia caduto l’uccello a terra dopo il 26.02.2013?, non si sa.
Certo la delusione deve essere
stata cocente, ma ancora più grande è stata sicuramente la gioia degli
italiani, perché vedere ruzzolare dalle stelle, anche se nell’ultimo periodo,
dopo lo strappo con Berlusconi e la creazione del partitino, Futuro e Libertà,
le sue presenze in tv si erano diradate all’inverosimile e così anche la
tracotante sicurezza e superbia che sovente dimostrava.
Il grande merito di Fini? Aver
distrutto il Movimento Sociale Destra Nazionale, creando Alleanza nazionale per
farsi sdoganare nei salotti buoni della politica. Ricordiamoci che non pochi
anni fa un politico straniero non gli strinse la mano perché post fascista.
Storie del millennio passato… Comunque. Ha distrutto Alleanza Nazionale,
facendola confluire dentro il Partito della Libertà di Berlusconi e poi,
volendo distruggere il Cavaliere, si è fatto Futuro e Libertà, racimolando
159.231 voti in tutto il territorio nazionale, nella tornata elettorale del 25
e 26 febbraio, u.s.
E gli italiani questi giorni
hanno goduto come nella fase di Planteau.
Ora si dovrebbe dare l’onore
delle armi anche agli sconfitti, ma non possiamo nasconderci il fatto che in
certi momenti, quando la superbia di taluni soggetti cala fino a toccare la
polvere, non esiste soddisfazione più bella che sparare contro la Croce…Rossa…che
ironia del destino!
Sarei un bugiardo se dicessi che
molti anni fa Fini come politico appariva interessante, ma era l’inesperienza
della mia giovane età, poi con il tempo si dovrebbe maturare e quindi anche gli
occhi e la mente si espandono. Negli ultimi mesi, sebbene non sia mai venuto
meno il rispetto nei confronti dell’uomo, Gianfranco Fini, la simpatia politica
da tempo si era raffreddata, arrivando quasi allo zero assoluto – 273,15°,
visto che, con il massimo rispetto per un barbone o un futuro di ricco esodato,
sembrava che si aggirasse quasi verso il centro sinistra, mancando poco
che chiedesse asilo politico alla
sinistra comunista extra parlamentare, alla ricerca estrema di un posto di
lavoro pubblico, come dipendente Parlamentare in una delle due camere del
Parlamento italiano, non mai sotto il minimo di legge come Deputato o Senatore.
Dobbiamo dirlo: faceva quasi
tenerezza, gli mancava solo il piattino con le offerte, per deporre le
banconote dal taglio minimo di 500 euro e le scritte in sgrammaticatura
standard tipiche dei rom che chiedono
l’elemosina sui marciapiedi o ai semafori:
“Io essere futuro pvvero
Presidente di Camera con tre figlie avute di due donne. Date soldi me per cibo
e vestiti – firmati – di bambine!
Perché alla fine, e dai, : se non fosse per i 6.200 euro netti
al mese, verrebbe da pensare che Remi, il personaggio di Senza Famiglia di
Hector Malot, 1879, durante il bighellonare per tutta la Francia in compagnia
di Vitali fosse felicissimo, specie quando questi per proteggerlo dal freddo
gli ha dato il suo mantello, morendo volta congelato, fosse molto più felice
del povero, snudato dal potere, ex Presidente della.
A questo punto non ci resta che
dire:
Il Movimento sociale destra
nazionale è morto – grazie a Gianfranco Fini!
Alleanza Nazionale è morta –
grazie a Gianfranco Fini!
Futuro e Libertà è morto – grazie
a Gianfranco Fini!
Gianfranco Fini è vivo…, niente
evviva?
Marco Bazzato
27.02.2013
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giovedì 21 febbraio 2013
Spot omofobo? Le scuse sbagliate di Crosetto e Meloni!
Si apre così il video di Guido
Crosetto e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che impazza su
Repubblica Tv: (1)
Abbiamo fondato Fratelli d’Italia, rinunciando a una poltrona sicura.
Lo abbiamo fatto per ridare dignità alla politica. Da mesi parliamo di famiglie
e di giovani e non interessa a nessuno, di impignorabilità della prima casa e
non interessa a nessuno. Di impresa e di tasse e non interessa nessuno, di banche e di Equitalia e non
interessa a nessuno, ma se due cretini fanno un video idiota, diventiamo la
notizia del giorno. Tutti parlano di noi, tutta la stampa ci cerca allora
rispondiamo. A modo nostro chiediamo scusa per quel video offensivo che non ci
rappresenta, né rappresenta Fratello d’Italia. Per noi la politica è impegno
civile, per noi la politica è dignità e rispetto – (e diritto di satira,
n.d.a.) – Chiediamo a tutti di votare, con la testa e
con il cuore , non importa per chi, l’importante è che votiate. Se poi volete
sapere per chi voteremo noi: Fratelli d’Italia, Fratelli d’Italia, il
centrodestra a testa alta.
Basta confrontare questo testo
con quello del video precedente per dire che l’omofobia era presente solo nelle
menti pervertite di quanti che si sentono inferiori, colmi dei complessi di
Bradipo, Ediapo, Elettra, Castore, Pulluce, di Cloto, o Scroto, boh… e Lanchesi
e di Atropo e infatti il testo recita:
Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere
tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza
il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia
alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in
campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non
votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”
Ah, l’omofobia, secondo i
retrogradi regressisti, starebbe nel fatto che si è parlato di famiglia
naturale: uomo – donna e progenie biologica e d’amore. Questa è omofobia.
Infatti per i gay famiglia
significa: uomo- uomo o donna – donna e
non progenie biologica d’amore, perché secondo loro quello dovrebbe essere il
ramo naturale dell’albero genealogico da
cui discendono.
Omofobia sarebbe parlare di amore
tra un uomo e una donna. Madonna, che falsità è stata detta! O peggio, Madonna,
che verità è stata detta, ma che non deve essere pronunziata per non offendere
chi? La verità, nelle persone intelligenti e dotate di ragione, non deve
offendere nessuno, mentre è offensiva la bugia, la menzogna e l’inganno, visto
che la verità rende liberi e no schiavi dei propri pregiudizi, od
orgogliosamente gelosi e invidiosi.
Le scuse potevano anche essere un
atto politicamente dovute, ma sono state, per dirla alla Peppone di Don
Camillo, un “calare le braghe” ai
conservatori dei rami secchi, e come dice una frase di un antico proverbio
cinese, “collendo il lischio di beccalsi
una malattia inculabile”
Si auspica che Guido Crosetto e
Giogia Meloni in cuor loro siano concordi con i due satiri veneti, e che questi
abbiano ricevuto una telefonata, dove gli venivano spiegate le ragioni
elettoralistiche di questa pubblica sconfessione e per il fatto che si siano
beccati, anche se rispettavano le leggi dello Stato italiano, da cretini.
Sì, perché in Italia quando si
rispetta la legge si passa da cretini. Mentre i furbi vanno avanti, fanno
strada, carriera, passando sopra cadaveri, sotto le scrivanie,pur di arrivare
al Potere, o per quanto poco poterne
assaggiare un piccolo spizzico, ma soprattutto abbuffarsi e ingozzarsi
degli agi che offre, a spese dei cittadini..
Così come non va dimenticato che
spesso la sinistrosa Luciana Littizzetto manda a “fare in culo” eterosessuali a destra e a manca e si dovrebbe
ridere, perché “normale” che un etero vada
a pigliarlo nel culo, anche se aborrisce certe pratiche. Ma se si dice la verità ad un
omosessuale, ossia che lo piglia nel culo e con piacere anche, ecco che “andare
a fare in culo” è offensivo e
omofobo. Se questo non è pervertimento della realtà….ah..sì, Si chiama
politicamente corretto, ma falso e ipocrita, dove anche questa assurda polemica
ha mostrato tutto il pregiudizio omosessuale nei confronti degli etero.
Per questo, oggi ancora più di
ieri, gli italiani devono prendere atto che non si possono votare Guido
Crosetto e Giorgia Meloni e soprattutto Fratelli d’Italia, perché, come scrissi
ieri, “Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!” (2),
altrimenti si è tutti omofobi.
Marco Bazzato
21.02.2013
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