Il problema vero è soprattutto l’attuale società contemporanea che, a differenza del passato, offre infinite possibilità in infinite combinazioni per avere delle interazioni sociali, dove però, a differenza del tempo che fu, visto che ormai molto passa attraverso il filtro della rete, non avendo fin da subito un contatto diretto con la persona, si costruiscono più castelli in aria di come si faceva nel passato, cadendo facili prede di soggetti che per un motivo o per un altro, alla fine cercano , maschi e femmine, questo infoi mento generalizzato non fa distinzione di genere, trovano sesso “low cost”, perché anche il sesso stesso è un prodotto in che viene svenduto a prezzi di saldo di fine stagione, in quanto consumato non in modo diverso da come si consuma lo street food, il cibo di strada, chattando con la controparte, creandosi così un mondo di seghe mentali e amori illusori, frutto del mondo informatico, e poi queste illusioni, queste seghe mentali, come avviene da sempre, si trasferiscono in ogni caso nel mondo reale.
lunedì 23 ottobre 2017
Pull a pig
Il problema vero è soprattutto l’attuale società contemporanea che, a differenza del passato, offre infinite possibilità in infinite combinazioni per avere delle interazioni sociali, dove però, a differenza del tempo che fu, visto che ormai molto passa attraverso il filtro della rete, non avendo fin da subito un contatto diretto con la persona, si costruiscono più castelli in aria di come si faceva nel passato, cadendo facili prede di soggetti che per un motivo o per un altro, alla fine cercano , maschi e femmine, questo infoi mento generalizzato non fa distinzione di genere, trovano sesso “low cost”, perché anche il sesso stesso è un prodotto in che viene svenduto a prezzi di saldo di fine stagione, in quanto consumato non in modo diverso da come si consuma lo street food, il cibo di strada, chattando con la controparte, creandosi così un mondo di seghe mentali e amori illusori, frutto del mondo informatico, e poi queste illusioni, queste seghe mentali, come avviene da sempre, si trasferiscono in ogni caso nel mondo reale.
mercoledì 22 marzo 2017
Ciao Fernando!
giovedì 5 aprile 2012
Vigonovo: cittadino italiano si suicida o kamikaze fallito?
lunedì 16 gennaio 2012
Costa Concordia: tutto sommato è andata bene?
martedì 11 ottobre 2011
Don Paolo Spoladore è padre, lo ha sentenziato il tribunale
11.10.2011
(1) http://it.wikipedia.org/wiki/Sospensione_a_divinis
(2) http://www.ilgiornale.it/interni/il_bimbo_e_prete_lo_incastra_test_ora_deve_mantenerlo/11-10-2011/articolo-id=551014-page=0-comments=1
(3) http://it.wikipedia.org/wiki/Clergyman
(4) http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/03/10/news/padre-rock-sui-corsi-di-formazione-indagine-dell-ordine-dei-medici-1884605
(5). http://www.metododibella.org/cms-web/upl/doc/Don%20Paolo%20Spoladore.pdf
(6) http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_rudiger_dahlke.php
(7) http://www.disinformazione.it/hamer7.htm
domenica 13 marzo 2011
Terremoto in Giappone, una catastrofe imprevedibile

Come una donna in una vasca da bagno, immersa nelle abluzioni, prima di dedicarsi a una notte di sesso e lussuria, che emette dall’ano gas intestinali, facendo salire delle bolle d’aria in superficie che provocano onde e si propagano verso le sponde della vasca, così ì accaduto alla “Donna Terra”. Il pianeta ha emesso un peto, una flatulenza, un meteorismo, dagli abissi della crosta terrestre, come se una top model fosse stata investita improvvisamente da coliche addominali durante il lavacro, a causa delle cozze avariate consumate a cena.
Così è accaduto al Giappone. Paese da sempre abituato agli sconvolgimenti “intestinali” e vittima degli strali provenienti dalle profondità del corpo magmatico della crosta terrestre-mantello, dove il rilascio delle energie sono uscite uno degli sfinteri naturali del globo. Il Sol Levante non è caduto per lo scuotimento dettato dallo spasimo intestinale della Donna, Il Pese è stato devastato dall’emissione energetica salita sulla superficie dell’oceano che ha propagato la sua onda d’urto tra le due coste del Pacifico, colpendo con virulenza distruttiva a nord, con onde sino a dieci metri d’altezza, penetrate per quasi cinque chilometri dalla costa.
Il Giappone poteva essere preparato a tutto ma non a questo, poteva essere pronto a veder oscillare i grattacieli come fuscelli, senza spezzarsi. Ma non era pronto alla forza dell’oceano che si è riversata lungo le coste, non era pronto e forse nessuna nazione al mondo lo sarà mai, al naturale movimento interno del pianeta, ai suoi rantoli, alle deiazioni che si depositano sulle superfici terracquee dovute al sommovimento dei “canali rettali” apertesi improvvisamente negli gli abissi dell’oceano.
La “crisi intestinale” della Donna-Terra, per quanto possano essere avanzate le conoscenze sulle dinamiche “psichiche” del pianeta da parte degli esperti di “psicologia della crosta terrestre” rimarranno imperscrutabili, così come nessun psichiatra saprà mai prevedere come e quando un depresso cronico deriderà, una volta esaurite le alternative a disposizione, secondo il suo punto di vista, di lasciarsi andare a un massacro di civili indifesi.
La Terra-psicotica, top model cocainomane in vasca, che rilascia gas intestinali a seguito di un indigestione di cozze , durante l’abluzione, ha causato “effetti collaterali” sulla superficie della parte nord dell’isola di Honshu, che si sono tradotti in danni, anche mortali, contro gli esseri umani e animali nell’entroterra, senza contare i costi sociali e in termini di inquinamento da idrocarburi per le enormi quantità di prodotti petroliferi sversati non solo dalla raffineria esplosa, ma anche dai mezzi di trasporto di terra e di mare, travolti dallo tsunami.
La naturalità dell’evento avvenuto in Giappone, non deve essere letto, come spesso accade, con brodose tesi millenariste, con teorie cabalistiche che incolpano il numero 11, o causate dal’ perigeo lunare, rispetto alla terra del 2011, o con l’ormai quasi onnipresente presunta fine del mondo, secondo il calendario Maia, che dovrebbe avvenire il 20 dicembre 2012.
Quando la Donna rilascia gas intestinali in vasca, e le bolle salgono in superficie, nessuno si affanna a perdersi in elucubrazioni fantasiose, tipiche degli eventi catastrofici secondo il metro umano, ma naturali per la cosmologia che la inserisce in una visione più ampia e meno emotivamente pregnante, degli eventi che accadono al terzo pianeta del sistema solare, nel quadro ristretto della sismologia.
Certo, scendendo sempre di più nel dettaglio e variando il punto d’osservazione circa la prospettiva del rilascio dei “gas intestinali” tanto più si entra nel particolarismo degli effetti a breve e lunga scadenza e dei danni che questo ha causato, ingenerando, soprattutto nei confronti di coloro che ne subiscono gli effetti diretti, un senso di impotenza davanti alla forza delle energie creativamente distruttive rilasciate dalla natura entro dei confini apparentemente circoscritti, ma che provocano ricadute a cascata in ogni settore dell’economia, dei rapporti personali e sociali con conseguenti lutti e distacchi emotivi che ne conseguono.
Osservare l’evento Terreemoto-Tsunami nel paese del天皇 tennō, ossia il Sovrano Celeste, porta a delle considerazioni filosofiche, dove l’essere umano dovrebbe essere portato a ragionare in termine di ospite all’interno di una vasca da bagno, con una Donna – Cosmo – intenta a dirigere gli eventi, secondo leggi che a tutt’oggi, con la presunzione di conoscere e comprendere, ci sono impossibili da dominare e asservire ai voleri dei parassiti che edificano e modificano le strutture superficiali del pianeta, secondo disegni che possono apparire intelligenti, se letti in un’ottica sociale, dove l’Homo sapiens sapiens, nelle sue diverse sfaccettature millenarie, è il primo e il maggior responsabile della morte di altri esseri umani, nel caso che avvenisse un disastro nucleare, dovuto alla fuga di radioattività dalle centrali di Fukushima e Onagawa, avendo la presunzione di poter controllare, nel caso eventi naturali, catastrofici per l’uomo, la reazione all’interno di un reattore i cui parametri di sicurezza sono stati sottostimati perché la Donna-Terra e l’oceano si muovono in modo diverso e più ampio, rispetto a quello che le moderne scienze hanno la presunzione di sapere, conoscere e poter controllare.
Albert Einstein disse: “Dio non gioca a dadi con l’universo”.
L’uomo evidentemente sì, visto che spera che dai dadi escano sempre dei numeri vincenti. Il cosmo, la Terra, la natura è di diverso avviso, alla fine vincono sempre, con l’essere umano che grazie alla morte ne esce inevitabilmente sconfitto.
Marco Bazzato
13.03.2011
http://marco-bazzato.blogspot.com/
giovedì 9 luglio 2009
La Cina usa la pena di morte per riprendersi lo Xinjiang
Cosa può esserci sotto?
La rivolta, stando alle informazioni assenti della stampa italiana, sembrerebbe secondo le fonti ufficiali aver causato circa 140 morti, mentre secondo altri, circa 400, ma le cifre, come ha detto il Tg1 delle 20.00 del 08.07.2009, non sono importanti!
A chi fa comodo l’assenza della Cina al G8 in corso a l’Aquila? Agli americani soprattutto, indebitati con i cinesi, detentori di miliardi di dollari di buoni del tesoro statunitensi, che se assieme alla Russia, secondo possessore al mondo, decidessero di piazzarli sul mercato internazionale, manderebbe letteralmente a K.O il dollaro, facendo crollare ancor di più, se mai ce ne fosse bisogno, l’economia mondiale. Tant’è che i cinesi si sono comprati l’Hammer e i russi sembrerebbero in trattativa per l’Opel.. Attività produttive in cambio di carta straccia, pessimo affare per gli americani, che nazionalizzando in parte scaricano i costi sui cittadini, ottimo per cinesi e russi. Per questo i media tacciono sul bagno di sangue, e nessuno va a protestare, a differenza di quanto è avvenuto con l’Iran, davanti all’ambasciata, nessuno grida al mancato rispetto dei diritti umani e soprattutto nessun paese occidentale, in primis gli Stati Uniti, tramite il Dipartimento di Stato, Foggy Bottom, rilasciano nessuna nota, tantomeno nessuna condanna per l’annuncio di condanne a morte contro i fomentatori e i partecipanti alle rivolte. Silenzio su tutti i fronti. Il centro destra, con Berlusconi, anticomunista a corrente alternata, pronto ad insultare operai disoccupati che protestare. Tace. Frattini , ministro degli esteri, idem. I pacifisti, gli universitari dei centri sociali, tutti morti. Manco uno straccio di fiaccolata, manco un rigo sui giornali o sui siti internet, silenzio assoluto. Ci sono in ballo più di un miliardo di buone ragioni, più il nuovo stabilimento Fiat in Cina.
Allora mano libera alla repressione, tramite silenzio/assenso.
E come ai tempi di Mao, non disturbiamo il grande timoniere. D’altronde l’Italia tiene nel Paese gli immigrati clandestini cinesi, come merce di scambio, visto che vendono paccottiglie ai ceti meno abbienti, senza contare la grande distribuzione che sempre di più acquista in Cina.,per entrare nel mercato del lusso del Paese di Mezzo, che conta circa 10 milioni di nuovi ricchi e 150 mila super ricchi.
D’altronde, ad essere cinici, cinismo identico a quello del silenzio dei media, anche se avessero ammazzato 140, 2000, 1000 o 10.000 persone, questi appartengono ad una provincia povera, ma ricca di petrolio, non certo alle grandi città dove i ricchi pullulano, ma in una provincia dove i grandi brand sono assenti, anche se spaccano qualche vetrina, non è di un grande brand occidentale, e poi i cinesi, non importa di che etnia o religione, continuano nonostante le politiche di pianificazione familiare a riprodursi in modo vertiginoso. Queste morti potrebbero essere lette, visto il silenzio assordante internazionale, come un piccolo contributo, una piccola goccia nel mare, visto che non si riesce a fare di più, alla causa del calo demografico del calo planetario. In Africa lentamente, ancora tropo lentamente, ci si sta riuscendo, ora lasciamo fare alla Cina, che nella sua storia ha già esperienza di pratiche mauthalsiane.
Il pungo di ferro, cinese lo sta dimostrando tutto, mettendo dei fermi paletti alla riduzione delle emissioni inquinanti nell’atmosfera. D’altronde, secondo il principio dell’equilibrio, la Cina non sono nemmeno vent’anni che si inquina a più non posso, spesso proprio grazie alle tecnologie occidentali desuete e fuori normative, che venivano e vengono vendute tutt’ora a prezzi di rottamazione, pur di non sostenere i pesanti costi di smaltimento.
Speriamo che non recedano di un passo, cosa che potrebbero fare solo in cambio di rassicurazioni globali di totale silenzio, se la situazione non dovesse stabilizzarsi nella provincia – grande 5 volte l’Italia – dello Xinjiang, in quanto affari interni. Esattamente come da anni avviene in Georgia, dove nessun giornale occidentale, per non far infuriare i russi, si azzarda a fare qualche servizio.
In compenso il G8 si appresta a condannare l’Iran per la repressione delle rivolte scoppiate dopo la riconferma di Ahmadinejad, perché questi ha sostenuto tesi negazioniste sull’olocausto, e perché vuole dotarsi di armi nucleari. Ricordiamo che la Cina nel 2006 aveva 145 testate attive su un totale di 200. Senza contare che ufficialmente Israele non possiede 200 testate nucleari.
Marco Bazzato
09.07.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/
lunedì 13 aprile 2009
I pirati somali
Eppure, tutti nell’infanzia, abbiamo avuto come idoli letterari svariati esempi, primo fra tutti Sandokan, La tigre della Malesia, il Corsaro nero ed altri romanzi del veronese Emilio Salgari, oppure dell’Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson, o in tempi più recenti, con il film, interpretato dal Johnny Depp, I Pirati dei Carabi, dove è in lavorazione il quarto episodio Tutti eroi, secondo l’ampio riscontro di pubblico, positivi, perché combattono contro l’invasore straniero, il tiranno, il despota di turno, vincendolo.
Eppure i bucanieri somali sono visti oggi dalla comunità internazionale come dei terroristi, che mettono a repentaglio la sicurezza degli equipaggi – che non interessano a nessuno – delle navi e delle merci trasportate, e per questo che anche la marina americana, come già a fine ottocento fece l’armata di Sua Maestà, sta pattugliando i mari, dicono per la sicurezza di tutti – i loro traffici – cercando d’arrestare questi “negri” che si permettono di derubare i bianchi.
Può sembrare strano ma tutti gli eroi letterari, sia passati sia recenti, avevano una cosa in comune: erano bianchi o al massimo con la carnagione olivastra, ma mai negri, neri come la pece. E questo fa incazzare i bianchi, pronti ad annientarli con ogni mezzo.
Come si permettono questi “africani negri inferiori” derubare i ricchi bianchi che da secoli schiavizzano il loro continente?
Come si permettono questi negri, come fecero i pirati al tempo della Compagnia delle Indie, ad attaccare gli oppressori, uccidendoli, ammazzandoli come cani rognosi, avendo dalla loro la popolazione civile, che a ragione, li sostiene, dando loro protezione, cibo e sicurezza?
Sono passati poco più di tre secoli da quando Edward Teach, meglio noto come Barbanera (c. 1680 - 22 novembre 1718), celebre pirata britannico, che ebbe il controllo del Mar dei Caraibi per un breve periodo fra il 1716 e il 1718, durante la cosiddetta età d'oro della pirateria, creando in seguito un enorme fonte di ispirazione letteraria prima, e cinematografica poi, segno evidente, che nonostante quanto l’attualità oggi afferma, per interesse economico e politico, questi ero positivi nell’immaginario collettivo assumono una valenza liberatoria e salvifica, contro la tirannia, molto forte. A patto che non siano “negri”.
Basta leggersi Wilkypedia e di come la maggioranza di questi “terroristi”, siano stati proprio tre secoli fa, inglesi, segno di come i sudditi di Sua Maestà Britannica, al tempo ne avessero le scatole piene dei loro sovrani, che dettavano legge in tre continenti, realtà oggi cambiata nella forma, ma non nella sostanza, con la differenza che nel 2010 questo giusto ritorno in auge di antiche tradizioni marinare, sono un segno di quanto l’oppressione dei discendenti dei conquistadores spagnoli, dei Padri Pellegrini e quant’altro di nefando il genere umano abbia prodotto, continua ad avvelenare e far imbestialire i popoli oppressi, che in un modo o in un altro, come fu per il Risorgimento italiano, non vogliono potentati stranieri in casa loro.
Non si può, come abitualmente si usa fare, condannare i popoli oppressi se si ribellano, se imbracciano le armi e ammazzano, anche innocenti, persone che fanno onestamente il loro lavoro e che hanno come unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, sarebbe un delitto anche nei confronti della loro memoria, perché essi stessi sono vittime, non tanto di chi li uccide, ma di chi , nel pieno XXI secolo, tratta Paesi e civiltà, come inferiori, perché non hanno la stessa forza d’attacco dei Paesi cosiddetti culturalmente e civilmente evoluti.
Il pirata, sia del XVII secolo come quello del XXI secolo è un eroe romantico che combatte per la propria libertà, che ruba depreda e uccide, con una ferocia inferiore rispetto all’oppressore, che per sopprimerlo non esita a mettere in atto qualsiasi stratagemma e tipo d’arma evoluta per distruggere la resistenza, sebbene, non va dimenticato, visto che la storia insegna, che prima o poi gli oppressori, vedi il caso dell’Afganistan, dove la coalizione americana, dove da bravi servi della gleba sono presenti anche gli italiani, sta cercando un’onorevole via d’uscita, affinché non si ripeta la – giusta e sacrosanta – vergogna della sconfitta del 1975 in Vietnam,, dove una banda di contadini male armati, come oggi fanno i talebani, hanno tenuto impanantanato l’esercito più potente e meglio armato del mondo, per anni.
I pirati, piaccia o no, anche se sono “negri” hanno dalla loro la popolazione, i civili: uomini, donne, vecchi e bambini, che seppur stessero morendo di fame, al pari dei partigiani italiani, della seconda guerra mondiale, non esiterebbero, a ragione, mettere a repentaglio la loro vita per sostenere i connazionali, contro l’oppressore – economico – straniero. E per questo hanno bisogno del nostro sostengo morale, come i nostri partigiani che assaltavano i convogli nazisti, per liberare la nostra patria, l’Italia, dall’oppressore e dal tiranno.
Evidentemente abbiamo dimenticato la nostra stessa storia, visto che oggi, gli italiani stessi, complici i media sserviti, sono dalla parte dei despoti di turno.
venerdì 2 gennaio 2009
Felice 2009, tra bombe, morti e bombardamenti
Grazie a Dio si ricomincia alla grande. Un morto ammazzato – a Napoli naturalmente, chissà mai perchè – e altri circa 400 idioti in tutto il Paese, che hanno avuto l’intelligenza, degna di un primate, di farsi espolodere qulache petardo sul volto o sulle dita, godendo per la futura pensione d’invalidità. Idioti.
Il rito degli stolti, come ogni primo dell’anno, si è ripetuto. A nulla sono servite le campagne di sensibilizzazione, i sequestri, gli avvertimenti alle piú elemntari norme di sicurezza, per garantire dei festeggiamenti sereni. Evidentemente come dice il detto “La madre dei cretini – da buona mignotta – è sempre gravida”. Bisognerebbe mandare tutti quei figli di buona donna, che amano sparare, come fossero a Beirut, una settimana nella “Striscia di Gaza” a godersi i Bang sonici dei caccia dell’Armata di Sion, oppure sempre a Gaza, a festeggiare l’ultimo dell’anno sotto una granuola di bombe, vedendo poi se – presi dalla necessità di salvare la loro schifosissima pellaccia – hanno ancora il tempo d’accendere le loro belle “bombe carta” i razzi di fabbricazione artigianale e altre amenità da pseudo terroristi di capodanno.
Per la prima volta in vita mia, mi sono tolto lo sfizio di guardare – a debita distanza – i bombaroli d’inizio anno. Francamente non ho capito dove stia il divertimento: prendi il petardo, lo accendi, lo lanci – possibilmente non sotto l’auto di qualche conosciuto – e poi ti allontani in attesa dello scoppio. E poi – come un drogato da botti – ripeti l’operazione con raudi, razzi e girandole varie, pregando sempre qualche divinità pagana che la sfiga guardi da tutt’altra parte e che faccia esplodere arti e occhi ad altri. Quello che alla fine non si capisce è perchè medici e paramedici si ostinino a curare i feriti da botti. Come se prma di farsi esplodere addosso qualcosa, questi bifolchi, non fossero al corrente dei rischi. Esattamente come gli alcolizzati e drogati al volante, che poverini alla fine, molto raramente rispondono dei loro omicidi, colposi secondo una legge garantista, criminali, secondo i familiari delle vittime, che dalla giustizia umana sono inascoltati, e quindi possono essere legalmente presi per il cu..dallo Stato.
Per fortuna si sta tornando alla normalità. Sono riprese le stragi da rientro dalla discoteca, le faide, i furti, gli omicidi su commissione, i regolamenti di conti. Insomma quella sequela di catastrofiche buone notizie che – a forza di toccarsi – non fanno altro che consumare le palle.
All’appello, per ora mancano, senza mancare a nessuno, i politici italiani. Impegnati chi rimpinzarsi come otri in Patria o all’estero, vedi ad esempio Daniela Santanchè che si è vista svaligiare la casa milanese da dei gentilumini che hanno preso ad una ricca, per donare ai poveri, cioè a se stessi.
In compenso, il Presidente della Repubblica francese, Sarkozy, che stando a quanto dice la moglie, figlia non del marito della madre, ma di un altro, Carla Bruni – che grazie a Pazuzu ha preso il passaporto francese, facendoci comuque vergognare per le sue origini italiane – avrebbe l’alito che puzza – come una ciminiera – di fumo, sta provando, senza successo, a far cessare i bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza, che secondo il ministro degli esteri dello stato ebraico, non sarebbe in emergenza umanitaria, come fosse una situazione normale farsi bombardare senza pietà, che sta portando alla modificazione del detto “colpiscili tutti per educarne qualcuno. Un pò come la canzone dei Metallica Kill 'Em All, “Ammazzali tutti”.
Insomma, un inizo d’anno partito sotto i peggiori auspici, specie dopo anche il discorso del Presidente della Repubblica, che non ha detto nulla di significativo, ha parlato di ovvietà generiche, senza entrare in nessun dettaglio. Discorso ottimo per non scontentare nessuno, discorso degno di un equilibrista che – come l’Italia – cammina sopra il filo della catastrofe economica, dove nessuno dei nostri amministratori pubblici, di qualsiasi ordine e grado, è mai colpevole di nulla, e nel caso qualcuno lo fosse, il popolo bue, non lo dovrà in futuro venire a sapere, questo è quanto continua ad affermare “l’amico della libertà” – la sua – Silvio Berlusconi, che della libertà altrui se ne fotte beatamente.
Per fortuna c’è l’imprenditore Alfredo Romeo, da un po’ di tempo gradito ospite del carcere di Poggioreale, che sta scrollando “La Magherita”, sostiuendo il classico “M’ama. Non m’ama” col nuovo liet motiv “spalmo addosso merd..a tutti. Non spalmo mer..a addosso a nessuno”. E i tanti politici – non chiamati per ora in causa – viaggiano a velocità stratosferiche tra gli uffici degli avvocati e il cesso, intendi a domare, a forza di Imodium, gli spasmi dirrotici che rischiano di trasformarsi in dolorose fuoriuscite emorroidali. E il bello è che alcuni hanno anche il coraggio di chiamare questo “giustizialismo”, dimenticando che per colpa di eventuali tangenti, appalti truccati, bustarelle e favori vari, i costi sociali e quindi i sallassi economici per i cittadini aumentano. Ma su queste cose, se i magistrati indagano, fanno piazza pulita, gettando in galera corrotti e corruttori, chissà perchè improvvisamente diventano nemici dei politici stessi, che si nascondono dietro il popolo, come codardi, incolpando la giustizia se cerca, a fatica, di trovare la verità, cercando di sbattere fuori dal gioco gli “affammatori sociali ed economici” non importa se imprenditori o politici, che avendo un sistema immunitario ditattoriale, detestano la presenza degli antibiotici giudiziari, cercano in tutti i modi di deviarne verso altri lidi, meno pericolosi per loro, l’efficacia.
E per concludere, meglio terminare con un detto antico: “Avanti col Cristo che la processione d’ingruma”, visto che il nuovo anno – antico pargolo neonato – puzza non solo feci, ma sopratutto della muffa umana, sociale, della politica nazionale e internazionale, che si trascina, peggio delle scorie radiottive, i rifiuti tossici per l’eternità, come gentile eredità, non richiesta, per le generazioni future, indebitate fin dal primo vagito, fino alla morte.
Marco Bazzato
02.01.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/
giovedì 18 dicembre 2008
Crisi globale: i colpevoli sono i consumatori?
Eppure già più di un anno fa, le cosidette Cassandre, avevano paventato il rischio d’espolosione della bolla speculativa che aveva gonfiato – peggio di un tacchino OGM del ringraziamento – i mercati finanziari internazionali.
Gli Stati, i nostri rappresentanti politici, i grandi economisti, le banche centrali, le agenzie di rating o dormivano tra guanciali di banconote, oppure sono stati complici della masnada depredatoria che si sta aggravando ogni giorno di più. Ora dopo che i gli animali sono scappati dal recinto, per colpa dei guardiani assenti, si cerca di correre ai ripari in modo ancor più nefasto per la comunità umana internazionale.
Alla luce di quello che sta accadendo, sorge spontanea la domanda: ma dov’erano i controllori del mercato le agenzi di rating, i revisori dei conti, le associazioni degli industriali, dei banchieri fino ad oggi?
È chiaro che nessuno ha il coraggio di mettere mano al vermaio economico di collusioni ad altissimi livelli, appare chiaro che ora è più importante salvare la faccia, evitando possibilmente la galera e le rivolte sociali – con leggi e finanziamenti statali, pagati per l’ennesima volta dai cittadini – che non intervenire con l’accetta, senza pietà, tagliando, non solo metaforicamente però, teste.
In Germania quasi 100.000 tra auto e mezzi pesanti sono ferme al porto, guarda caso per colpa, stando ai media, dove sembrano essere gli unici colpevoli di questa situazione,siano mancati clienti, non le politiche industriali e finanziarie, cristalline limpide come discariche di rifiuti tossico-nocivi e radiotattivi.
È il cittadino, l’uomo della strada il colpevole di questa situazione, è sua la colpa della disoccupazione, è sua la responsabilità se le vendite in Europa sono crollate del 25 e più percanto, è del cliente americano la colpa se la Crysler, ma non solo, sta andando in bancarotta. Sono i mancati consumatori i responsabili di questo collasso planetario dell’economia. Questi tangheri non vogliono comprare, non vogliono rinnovare il parco auto familiare, non vogliono regalare un auto nuova al figlio neopatentato, preferendo – in caso d’incidente – farla riparare dal carrozziere, anzichè sostituirla.
C’è nell’alta finanza, e nei media controlalti dagli stessi, la volontà – criminale – di cercare i colpevoli di questo disastro nel posto sbagliato, addossando alla vittime prime, i cittadini, la mancanza di coraggio nel guardare serenamente ad un futuro – come incita il plutocrate Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, titolare di tre televisioni private, di cui una Rete 4, dovrebbe andare sul satellite, per sentenza dell’Unione Europea, ma dove gli italiani, stanno pagando la multa dell’Unione, perchè il T4 non vuuole essere spedito in orbita – e che oggi più che mai, chissà perchè, tutti gli operatori economici e politici, si sono accorti, come se si fossero svegliati dalla letargia, che il mondo è economicamente crollato e per assurdo nessuno è colpevole. Nessuno.
Ora i governi intervengono in difesa dell’economia, dicono, drenando in scala biblica denaro dalle tasche dei contribuenti, fabbricandolo letteralmente, facendo aumentare il debito pubblico in modo esponenziale. Non importa che sia americano, europeo, italiano o francese, o tedesco. Ma a favore ancora di chi?
Siamo in un mondo rovesciato, i primi turlupinati sono i cittadini, i primi derubati dei propri risparmi, dei fondi pensione, i primi andati in miseria per colpa delle banche fallite sono ancora una volta i cittadini comuni, coloro che depositano il denaro in banca, e poi questa si permette di prestare – fino a dieci volte di pù del depositato - somme che non gli appartengono, e che fisicamente non esistono, ma sono fabbricate elettronicamente – che hanno semplicemente i custodia per giocare nelle roulette globali delle speculazioni finanziarie. E come ogni gioco d’azzardo, perchè la speculazione finanziaria non è altro che un enorme bisca clandestina, destinata all’elite, a cielo aperto, che viaggia da un capo all’altro del mondo elettronico, senza controllo, dove il biscazziere, cioè il banco vince , occultando, la coleettività non sai mai dove, sempre, e gli scommettitori, sopratutto i cittadini ignari, e non a conoscenza dei giochi macrofinanziari che si giocano sulle loro teste, perdono.
Domanda: si è mai osservato un mercato borsistico, o una piazza finanziaria, dove un singolo operatore tiene “sotto controllo” anche quattro,cinque o più monitor, con videate che scorrono a velocità impressionante. Ebbene questi operatori non commettono mai nessun erore, cosa sono macchine? Riescono a lavorare – nel cosidetto tempo reale – col denaro altrui in condizioni a dir poco allucinanti, tra urla, schamazzi, telefoni che squillano in continuazione, ordini di acquisto e vendita che fioccano da tutte le parti, e questi stakanovisti borsistici sono così perfetti che riescono ad operare in modo perfetto ogni digitazione d’ordini d’acquisto e vendita? A chi vorrebbero raccontarla?
Si presume che si possano nutrire dei seri dubbi, in quanto se in una banca ti sbagliano per ben tre volte l’emissione di una carta di debito, figurarsi chi lavora tra una confusione più grande di quella di una fonderia d’acciaio...
Quanti errori avvengono quotidianamente tra questa frenesia? E quanto a fine giornata viene coperto, celato, tenuto segreto, nascosto “forse” anche ai revisori di bilancio, che poi stilano le classifiche di affidabilità finanziarie di banche, multinazionali, e nazioni? Vedi ad esempio Standard & Poor's, Moody's e Fitch Ratings, per citare le più rinomate a livello internazionale.
Sorge invece il sospetto più profondo, più maligno e becero: che tutti quelli che dovevano sapere, sapevano, ma gli unici che dovevano sapere le reali condizioni della finanza internazionale, cioè i cittadini, siano stati tenuti volutamente all’oscuro, non vendendo informati – per non creare allarmmismi ai piccoli risparmiatori che si sarebbero affettati a vendere, praticamente nello stesso tempo dei grandi colossi finanziari, impedendo così anche ai piccoli risparmiatori di salvare non solo l’eventuale plus valore, ma in molti casi anche il capitale – oppure informati quando, come sempre avviene i morti finanziari iniziano a camminare per strada come zombi, crollando a terra, deflagrando e portadosi appresso i risparmi dell’ignaro parco buoi, cioè i risparmiatori.
Infatti oggi chi mette sotto inchiesta il sistema? Nessuno.
Anzi lo stesso sistema – il commistone tra politica e grandi affari – cerca di salvare se stesso, evitando d’indagare sulle responsabilità penali individuli, societarie e sociali di tale tracollo.
Sarebbe troppo distruttivo per il sistema indagare su se stesso, perchè lo potrebbe portare al collasso, sempre che ancor oggi questo non stia già avvenendo, ma si è resterà all’oscuro di tutto, fino al momento che saranno prese misure Draconiane, ancora contri i cittadini – per la sua salvaguardia – come ad esempio legge marziale, razionamenti alimentari, tribunali militari sommari, annullamento dei diritti civili e delle libertà individuali, nel nome chiaramente della libertà del Loro sistema, spacciato per libertà di tutti.
E ci stavano già provando, sebbene per ora il pericolo sia stato momentaneamente scongiurato. Ci stavano provando, primo fra tutti il ministro del welfare Maurizio Sacconi, che avrebbe volentieri fatto “morire” i cittadini europei – in deroga – fino a 65 ore lavorative settimanali. Praticamente al nostro ministro sarebbe piaciuto – quando i parlamentari italiani non lavorano più di tre giorni alla settima in Parlamento, con uno stipendio base di 19.150 Euro lordi al mese, più benefit vari, che gli “schiavi” i quali a fatica arrivano a 2.000 euro mensili, quando son ben retribuiti, , facessero, in barba alle più elementari regole di buon senso e di sicurezza sul lavoro, visto che il primato di quasi 1300 “morti bianche” all’anno non è sufficiente, fino a 13 ore di lavoro, se la settimana fosse di 5, o fino a quasi, se la fosse di sei giorni. Senza contare i tempi di trasferimento e tutto il resto.
Questo secondo alcuni “eurocrati” dovrebbe essere il destino dei cittadini europei: schiavismo in salsa cinese, senza sicurezze, senza certezze, ma sopratutto senza diritti? Per famare una La Casta, non importa se italiana, europea o internazionale di mangiapane a U:F:O?
Alcuni affermano che la crisi durerà fino a tutto il 2009, ma come molte altre previsioni, probabbilmente anche questa potrebbe essere errata, o volutamente fatta apparire come il passaggio di una tempesta in un bicchier d’acqua. Rimane il fatto che alla fine ci saranno milioni di disoccupati tra America, Europa e Asia, ma come sempre accade, i responsabili dadranno “in piedi” erigendosi da salvatori dei mercati e dell’economia planetaria, avendoci guadagnato sopra queste frodi finanziarie, avendo a disposizione un’imensa quantità di liquidità, per acquistare a prezzo di svendita fallimentare aziende nazionali e multinazionali, da loro stessi decotte, facendo ripartire la giostra sino all’ennesima crisi.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale fu istituito il “Tribunale internazionale Contro i crimini dell’umanità”, dove molti corpi penzolarono dalla forca del boia, o finirono innanzi al loro Dio, grazie alla fucilazione.
Sarebbe ora che i cittadini, tutti, indipendentemente dagli Stati d’appartenenza, chiedessero all’ONU l’apertura di “Tribunale internazionale per i crimini finanziari contro l’umanità”, iniziando ad avere vera giustizia dei torti e dei sopprusi arbitrari compiuti nei confronti del cittadino qualsiasi della comunità internazionale.
Marco Bazzato
18.12.2008
http://marco-bazzato.blogspot.com/
domenica 14 dicembre 2008
Arriva il Natale, sfiga economica sicura
Che sfiga.
Si pensava di poterla scampare, si pensava che prima o poi la festa inutile del Natale venisse cancellata – almeno per decreto legge – dalla storia e dalla cultura. Invece nulla, è ancora qui. Si sperava almeno di scampare le solite banali, vuote, bifolche e bislacche pubblicità natalizie, con bambini telegenicamente felici, famiglie più ricche di Creso che – pubbliciatariamente parlando – dilapidano migliaia di euro per i frugoli smanettoni, o interessati a rimpinzarsi come maiali, che poi non possono essere macellati e trasformati in salami, mariti e mogli – per fortuna rigorosamente etero – che si scambiano gioielli grossi come noci di cocco, orologi buoni per andare sullo spazio, oppure abiti che sembrano stati rubati dalla grotta a Sandkan a Mompracem. Insomma un invito continuo a dilapidare, a spendere, a gettare via denaro per fa felici i figli rompipalle, la mogli scassamarroni, mariti rincoglioniti dal calcio e i parenti, specie suoceri a volte peggio dei serpenti velenosi negli slip.
In questi giorni, non di vacche magre ma di vacche morte, si è colpiti ad ogni angolo, in ogni canale televisivo pubblico, privato, in ogni radio da messaggi pubblicitari che vanno oltre il pornografico, che dovrebbero essere – per legge – vietati ai minori di 180 anni che sembrano scritti dal Primo Ministro, Silvio Berlusconi, che invitano a spendere, spendere, spendere. Messaggi che invitano a mandare a puttane le tredicesima, che invitano ad usare la carta di credito, tanto ci si penserà il mese successivo quando arriva l’estratto conto, pregando qualche divinità di non esser stati licenziati via sms alla mezzanotte o del 31 a spese già fatte.
Come ogni anno dal 10 al 31 i media ma non solo, ci caricano come molle pronte a esplodere, bombardano come se i cittadini, pardon i potenziali consumatori, dal concepimento alla morte non importa se naturale o per aver vinto – senza saper d’aver partecipato – alla roulette della sfiga, debbano essere spremuti come limoni, per raschiare dai portafogli vuoti le ultime gocce di liquidità economica, gocce forse essenziali domani per la sopravvivenza.
Come in una commedia degli orrori, sembra che per le festività di Natale e Capodanno, la fortuna non sia vivere, ma augurarsi che lo sguardo nero, dell’assassina dea bendata, si sia posato su di noi, accompagnandoci – con un unico botto al cuore – al camposanto.
È ridicolo festeggiare il Natale, è assurdo, ma soprattutto antieconomico sotto ogni punto di vista.
Festeggiare in qualsiasi modo il Natale è un insulto all’intelligenza umana, un atto ostile contro la sanità mentale dell’uomo, in quanto il vile bombardamento terroristico-mediatico di spot pubblicitari che violentano, come soldati in astinenza da mesi, uomini, donne e bambini, conducendoli alla morte economica e all’asservimento consumistico di un capitalismo defunto.
Tra poco si avvicina questa nefasta festa consumistica, e l’unica cosa saggia da fare è quella d’astenersi completamente da ogni acquisto, regalo, viaggio, dono piccolo o grande, pensiero, festeggiamento, evitando – senza compromessi – d’acquistare alberi – in plastica o veri – di Natale, non fare il presepe, disertare centri commerciali, mercatini natalizi e amenità varie. Da sconsigliare totalmente pranzi e cenoni natalizi, mangiando come un giorno qualsiasi, anzi possibilmente meno, non fare addobbi, evitando tassativamente il ladrocinio del veglione dell’ultimo dell’anno, non acquistando abiti e botti, disertando spumante, panettoni e pandori, andandosene a letto alle 22 per svegliarsi il giorno dopo tranquillamente, e controllando subito il cellulare per vedere se non si è stati licenziati alla mezzanotte, come augurio di Felice Anno Nuovo.
Insomma attendere il 25 e il 31 dicembre, trattandoli per quello che esattamente questi due giorni sono: giorni qualsiasi, giorni come gli altri, ma gonfiati ad arte dal consumismo e dalla religione che vuole avere il 25 e nei giorni precedenti, introiti aggiuntivi, per puntellare l’emoragia di fedeli, che nelle altre settimane dell’anno liturgico se ne fregano altamente; mentre i commercianti sperano – alle vigilie di questi giorni – di risollevare i magri guadagni fatti durante l’anno, invogliando o quasi costringendo le per tradizione pagana, mascherata da giornata religiosa, ad essere più buoni, perché come dice una tediosa campagna pubblicitaria. “È Natale, è Natale e si può dare di più…” Ma a chi e, e perché? Se non si è dato nulla durante l’anno, non si vede alla fine il motivo di dare qualcosa in più alla fine.
Ma bisogna consumare. Per fortuna ci ha pensato la grande finanza truffaldina internazionale e mettere a carità il mezzo mondo ricco. Quello più povero invece, ringrazia, perché si ritroverà ancora più povero, senza anche questo caso saper chi ringraziare di tanta bontà di cuore.
Marco Bazzato
14.12.2008







