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venerdì 13 ottobre 2017

I comunisti catalani indi pentisti!

Giuro, quando l’ho sentito in tv, non ci volevo credere.

 I comunisti catalani che, come i peggiori leghisti della Lega Nord del celourismo di bossiniana memoria, sono tra i grandi fiancheggiatori dell’indipendenza della Catalogna.

Francamente il mondo è invertito e la politica si è pervertita, come se non lo fosse mai stata, vero?

 Figuriamoci gli imbarazzi della sinistra italiana, quella post comunista, quelli del Pd, per intenderci o quei quattro gatti spelacchiati dei comunisti di casa nostra, oggi in che razza di imbarazzi ideologici si trovano, costretti ad arrampicarsi sopra gli specchi, o a camminare sullo sterco, illudendosi di non inzaccherarsi le “zampe”,  per giustificare i compagni rossi catarogni.
Già, perché il ginepraio che sta avvenendo in Spagna e nella regione indipendentista ribelle all’oppressore spagnolo, dove con l’indipendenza proclamata ma poi sospesa,  ha messo la Catalogna in un limbo giuridico controverso da dipanare, anche per le cancellerie europee.
 
Non dimentichiamoci che dopo la caduta del muro di Berlino, la Germania è stata una delle artefici della dissoluzione dell’ex Jugoslavia, che porterà alla guerra nei Balcani, ma adesso quell’Europa a favore della dissoluzione di altri Stati sovrani, per indebolirli, per interessi strategici ed economici, si rifiuta di riconoscere l’indipendenza della Catalogna.

Ancora due pesi e due misure, a seconda della convenienza di comodo del momento. Perché è risaputo che la politica non ha amici, ma ha solo interessi da difendere, sempre i propri, a svantaggio degli altri. In termini prettamente dell’uomo comune, si può affermare che la politica è la più alta forma di razzismo assoluto, anche quando fanno gli antirazzisti, per convenienza o per ideologia.

Però, tornando al discorso dei comunisti catalani, mi rammarica solo che non ci sia ancora, per le note vicende giudiziarie che hanno infangato tutta la Lega, il vecchio leone fondatore del partito, Umberto Bossi, a stringere la mano ai suoi acerrimi nemici mangiabambini di comunisti catalani.

Sarebbe come vedere i due terni antagonisti, Dio e Satana, stringersi la mano e andare a banchettare a Cana, nell’osteria di Gesmas, il ladrone impertinente, con Gesù testimone e garzone all’evento, che per allietare gli ospiti tramutava l’acqua in vino.

Bando alle battute fantateologiche. Quella dell’ indipendenza della Catalogna è più una gatta da pelare, ma è divenuta una gatta affetta da alopecia, già pelata come il culo di un macaco, esposto al sole del giungla, in quando è difficile pronosticare come andrà a finire, se in un bagno di sangue tra fratelli  o se finirà a paella e sangria, facendosi incornare per la gioia di quelli avvolto degli osservatori indipendenti – finanziari –  durante la giostra di San Firmino, a Pampolna, quando sarà il momento.

È difficile per tutti gli analisti degli scacchieri geopolitici e finanziari, capire come andrà a finire, in quanto le variabili sono tante, forse troppe. Sta di fatto che alle spalle ci sta un referendum, a mio avviso moralmente legittimo, ma dichiarato illegale dalla Corte Costituzionale spagnola, dove però solo il 68% della popolazione catalana, manco si è recata alle urne, mentre il 90% di quel 42% di chi si è recato, a votato a favore dell’indipendenza.

Possiamo allora dire che dietro a questa sovversione dell’ordine costituito, ci sta come è già accaduto nel corso della storia l’ideologia comunista?

La cosa bizzarra e imbarazzante è che se Veneto e Lombardia faranno due referendum per richiedere maggiore autonomia dall’oppressione fiscale del governo trinciapalle centrale di Roma, quelli, per i detrattori, sono dei populisti buzzurri ignoranti, razzisti che parlano alla pancia del paese.

Mentre se sono i rossi, come il sangue innocente che hanno sparso per quasi un secolo in mezzo mondo, che alzano ancora di più l’asticella delle libertà, ecco i termini populistici e razzisti spariscono, non parlano alla pancia del Paese, ma diventano ideali supremi e superiori di libertà, elaborati da fini intellettuali, dotati di una favella superiore, da imbonitori televisivi, non diversi da quella bravissima donna di Wanna Marchi.

 Come sempre ci sta una distonia pazzesca e manipolativa che rasenta il disumano, nel modo di presentare le notizie al popolo bove in modo da tirarlo per la giacchetta, ma in pratica facendogli tirare l’aratro da una parte o dall’altra, a seconda delle gli interessi politici in gioco.

A mio avviso in ogni caso la Catalogna ha sbagliato, non tanto perché dietro ci sta un partito comunista, ma perché un’indipendenza non riconosciuta dalla comunità internazionale, sarebbe come un dolce messo in forno senza averci messo il lievito. Manco si sgonfierebbe e sarebbe non solo inguardabile, ma immangiabile. Senza contare che in ogni caso la regione catalana, non avendo l’appoggio internazionale, e forse a questo che mirano sotto sotto, andrebbe incontro ad un rapido decadimento economico e finanziario, vedendo aumentare la disoccupazione e le diseguaglianze sociali, come se non ce ne fossero abbastanza, e poi, quando, come è accaduto, ma per motivazioni differenti in Grecia, sarebbe facile preda degli speculatori economici e finanziari, che potrebbero acquistare i gioielli della Corona, come si usa dire, a prezzi da fungo radioattivo, dopo una guerra nucleare
.
A ben vedere, un ritorno al tempo dei Comuni olle città Stato o, la cosa ideale sarebbe un ritorno delle macroregioni federate e indipendenti dai governi nazionali, con la supervisione di un’Unione Europea dei popoli e non della finanza, potrebbe essere la cosa migliore per il Vecchio Continente, avendo avuto cura di bonificarlo, derattizzarlo da tutti gli estremismi di centrosinistra, vere palle al piede dell’evoluzione della specie, non solo quella umana, ma dell’intero regno animale, in tutto il globo terraqueo, all’interno del Sistema Solare, all’interno della zona abitabile della Via Latte e in tutto l’Universo.

Marco Bazzato
13.10.2017



mercoledì 9 novembre 2016

Ha vinto Trump!

Devo confessarlo, quando questa mattina ho acceso il wifi e ho dato un’occhiata alle news su La Repubblica, stentavo a crederci.

La Clinton aveva perso e sonoramente. Era stata bastonata dagli elettori americani, esattamente come si dovrebbe bastonare un cane rabbioso che cerca di aggredire vostra figlia, con il desiderio prima di azzannarle la gola e poi lasciarla morire dissanguata.

Ma la cosa migliore non è stata tanto la sconfitta della Clinton, ma la vittoria, che auspicavo da mesi, del miliardario americano Donald Trump, il quale come il nostro ex amato premier, Silvio Berlusconi, ama la gnocca, anche straniera, non si sa se più o meno del denaro.

Sta di fatto che il Trump ha sbaragliato la Clinton in questa infernale campagna elettorale, fatta di menzogne, calci ai coglioni mollati dalla Clinton al suo rivale, e martellate alle ovaie date dal Trump alla Clinton. È stata, dicono alcuni osservatori, la campagna elettorale americana più vuota d contenuti della storia recente. A me personalmente è piaciuta, ho adorato le zuffe, gli insulti, gli sputi – metaforici – lanciati ad arco contro l’avversario. Ho amato le contumelie reciproche che i due candidati si scambiavano a distanza, o anche nei faccia a faccia e alla fine la più mediocre ha perso.

Sì, perché diciamocelo, la Clinton, se ha sposato il Bill Clinton, deve certo essere una cima, anzi.  E soprattutto gli americani sanno che costei, quella che avrebbe venduto anche al mercato nero un rene del nipote, ossia del figlio della figlia, pur di fregiarsi del titolo “Boldriniano” di Presidentessa degli Stati Uniti e per questo, come si fa con una cagna randagia, hanno sterilizzato le sue velleità presidenziali, relegandola al ruolo di zerbino e di legittima consorte di un ex presidente che quando era nello Studio Ovale, si faceva fare pompini macchia calzoni di sborra da una stagista.

Ha vinto il migliore? Per il popolo americano sì. per me, a mio avviso, ha vinto il meno controverso, quello che politicamente, a differenza della Clinton era ed è al momento, politicamente più puro, visto che nell’arena politica ci si ficca a capofitto da questo momento. E gli americani, stanchi di guerre e tutto il resto, l’hanno capito e quindi l’hanno premiato.

Certo,il Trump a detta di qualcuno è un razzista, se essere razzisti significa rimandare in patria i clandestini, come fanno Australia, Nuova Zelanda e Canada che non fanno passare manco un spillo e quando beccano uno spillo fuoriposto, lo ricacciano al suo Paese, ebbene sì, è un fautore della legalità, e se essere difensori della legalità significa essere razzisti, nessun problema, si accetta la menzogna, l’essere infangati per il bene della legalità.

Anche perché  dubito fortemente che il Trump sia stato votato dalla maggioranza W.A.S.P. statunitense, anzi presumo che molti latinos regolari abbiano votati per lui, latinos che vivono da anni negli U.S.A. stanchi dei loro connazionali che, a differenza loro, sono giunti nel Paese in modo illegale e per questo, giustamente,  vorrebbero che fossero rispediti nella madrepatria.

Lo hanno accusato di essere un elusore fiscale? Al Capone è stato messo in galera perché non riuscivano a incastrarlo come mafioso, e quindi l’hanno fottuto con la scusa dell’evasione fiscale. Trump è non solo a piede libero, ma da adesso è Presidente degli Stati Uniti, e  non è un evasore solo perché, grazie ai suoi avvocati e ai suoi commercialisti, ha utilizzato le stesse leggi  che sostengono l’elusione fiscale legale di tutti i gradi gruppi americani e non sembra che ci siano dei CEO al gabbio per aver rispettato le leggi che sono state emanate in precedenza a tal proposito dai vari governi degli Stati Uniti, per far piacere alla cricca dei miliardari, delle corporation, che tramite i lobbisti, hanno i loro emissari…

Trump è in combutta con Putin, sgallinava nei comizi la Clinton e i media a lei vicini, sorvolando che avesse distrutto, grazie al nano francese del precedente presidente, il marito della Carla Bruni,  la Libia di quel brav’uomo di Gheddafi, compianto in Italia e dagli italiani i quali, grazie al suo omicidio a sangue freddo, l’Italia è diventata un Paese dove la marina militare, con il pretesto umanitario, fa da scafista e concorrenza sleale agli scafisti a cottimo e  le cooperative rosse e il Vaticano, tramite la Caritas, si ingrassano, tanto da scoppiare di denaro, peggio di sanguisughe ricolme di sangue succhiato.



Trump aiutato dai servizi russi che hanno hacherato, diceva la moglie dell’ex presidente statunitense, le sue mail…Ah,sì, la Clinton era finanziata dall’Arabia Saudita, e dal Qatar, paesi femministi, i quali amano così tanto le loro femmine che le obbligano a vestirsi di nero come sacchi di immondizia,  amano così tanto le loro femmine tanto da frustarle sulla pubblica piazza, e magari anche ammazzarle di nerbate. Amano così tanto da negarle il diritto di voto e vietarle di guidare – ma forse questo è un bene, no, la macchina(?) –  Ma la Clinton è una fervente femminista, in America ma nei due Paesi sopramenzionati,  se ne fotte il cazzo delle condizioni della donna… Arabia Saudita e Qatar che hanno distrutto la Siria, appestandoci di profughi veri, una minima parte, falsi la maggioranza – Grazie Ilaria.

La Clinton, con la complicità dei boiardi dell’Unione Europea, che ha messo al potere in Ucraina i fascisti “democratici”la sinistra che mette al potere l’estrema destra, solo per andare rompere i coglioni a Putin, per impossessarsi delle basi navali nel Mar Nero… E quando a questo sono girati i marroni, l’Unione Europea ha sanzionato la Russia e l’Italia, come Tafazzi, le ha approvate, danneggiando per più di due miliardi di Euro le imprese italiane.  La mamma degli idioti partorisce sempre politicanti strategicamente ed economicamente figli mongoloidi, con tutto il rispetto per i portatori della Sindrome di Down!

Ma il cattivone era quel pincione, misogino e razzista di Trump.

Evidentemente il popolo americano ne ha i coglioni sfraciati di guerre non dichiarate e quindi ha scelto un sano e legittimo protezionismo, un sano e legittimo isolazionismo e gli altri, se sono così idioti da scannarsi tra di loro che lo facciano.

Anche l’Europa dovrà svegliarsi. La cosa migliore sarebbe quella di smantellare, almeno in Europa, la Nato, ricacciando a casa i militari americani e rispedendo al mittente i missili nucleari e le armi varie di cui il vecchio continente è appestato e che l’Europa si faccia la propria difesa, anche nucleare, la Francia è già una potenza. Che ci sia il ritorno nei singoli stati dell’Unione alla ferma di leva obbligatoria per almeno diciotto mesi, che l’obiezione di coscienza per schivare il servizio militare sia dichiarata illegale e chi non vuole servire la patria o le istituzioni militari europee, entro e/o fuori dai patri confini, coloro che si dichiarano pacifisti o anarchici, siano privati dei diritti civili per almeno dieci anni, passando nel contempo i diciotto mesi dentro un carcere militare di massima sicurezza.

Ma la cosa più ridicola del dopo elezioni è che ora tutti accusano i sondaggisti di aver sbagliato, toppato  nei sondaggi…dando sempre la neoperdente alle presidenziali in testa, ance se di un pelo di filo di Tampax, mentre la verità è che i media pompavano la Clinton, dopandola, allo stesso modo in cui si dopava Lance Amstong. Eppure, forse proprio perché mediaticamente drogata, e la maggioranza degli americani odiano, come è giusto che sia,  i tossici, alla fine è stata votata solo dalle persone della sua stessa risma  ideologico-narcomane.

Un’altra cosa: il muro tra Messico è Stati Uniti è stato progettato in piena amministrazione Obama. Il fatto che il Trump voglia portarlo a termine, realizzandolo, non sarebbe altro che la realizzazione di un progetto dei democratici e non certo del repubblicano Trump. Un po’ come il Berlusca quando voleva fare il ponte sullo stretto di Messina, con tutti i post puzzoni che gli davano contro e adesso che la stessa bischerata è stata riproposta da Renzi…silenzio di tomba…ma si sa, in Italia, come in America, quando le cose sporche vengono fatte dalla sinistra, si dice che anche la merda sa di buono ed è commestibile e digeribile, mentre se le stesse cose sporche le fa la destra, la merda rimane merda, oppure anche il cibo migliore, peggio ancora, viene classificato come percolato anale.

E poi che male fa un muro?  Chi vuole entrare legalmente negli Stati Uniti potrà farlo attraversando i confini in modo legale, come fanno la maggioranza dei latinos in generale o dei messicani civili, in particolare!

Una cosa solo mi rammarica nella sconfitta della Clinton: il vedere la cantante madonna – escort da quattro soldi – fare  in tv milioni di pompe con ingoio, come aveva promesso, agli elettori americani… anche se con questa dichiarazione, nessuno l’ha fatto notare, costei ha bellamente ignorato, da brava omofoba, le milioni di lesbiche che sicuramente avranno votato la Clinton, infatti a costoro non ha promesso di leccargli la patata al sugo!

Marco Bazzato
09.11.2016

venerdì 2 ottobre 2015

Guerra Mediaset Sky: chi vince e chi perde?


A mezzanotte del 08.09.2015 alle 00.00 ora italiana, 01.00 ora bulgara, quando il segnale dei canali Mediaset, Canale 5, Italia 1 e Rete 4 è stato criptato, si è elevato un  bestemmione mentale infinito. Vi posso garantire non solo da parte mia. Un bestemmione di quelli che farebbero rizzare i capelli sia al Papa che dall’ultimo curato di campagna che celebra ancora la messa con il Rito Tridentino.

Mediaset aveva messo in atto il dispetto a Sky, criptando il segnale sul satellite Hot Bird 13, non essendo da quel momento più FTA – Free To Air, perché il segnale veniva ripreso dalla piattaforma a pagamento di Sky – impedendo a tutti i cittadini europei di vedere i programmi Mediaset, rinchiudendo il segnale satellitare attraverso la piattaforma  TV Sat, solo per l’Italia e gli italiani residenti in patria che, a causa di zone d’ombra, non sono raggiunti dal segnale del digitale terrestre.

Per fortuna ci stracciano i coglioni ogni giorno con il mondo globalizzato e altre bischerate, salvo poi mettere in atto strategie industriali degne dei due confinanti del podere del primo film di Don Camillo, i Filotti e i Della Bruciata.

Mossa intelligente diranno alcuni.  Mossa stupida diranno altri.

Già, perché è come se uno per fare un dispetto a un concorrente decidesse di prendere il trapano a percussione, montare la punta più grossa e trapanarsi un testicolo, sicuro che il concorrente soffrirà per questa scelta di auto castrazione. 

Praticamente questo è  ciò che ha fatto Mediaset.

Infatti la sua scelta suicida le si sta ritorcendo contro.

 Gli ascolti sono in preoccupante caduta libera e di riflesso anche gli investitori pubblicitari stanno dirottando le loro risorse verso altre reti televisive, prime fra tutte la Rai, che continua a trasmettere i canali Rai 1, 2 e 3, i generalisti, ma anche altri, sul satellite  in modalità FTA – Free To Air e su TV Sat.

Sicuramente a causa di questa decisione sta perdendo non solo Mediaset – se l’è cercata e voluta, ma sta danneggiando gli italiani residenti all’estero che seguivano i programmi via satellite e molti cittadini stranieri che avevano nei loro pacchetti televisivi via cavo i canali Mediaset, ora criptati.
Infatti  il provincialismo italiano ha scordato è che i canali  satellitari italiani  FTA – Free To Air, all’estero o poco tanto fanno parte del bouquet dei canali inseriti nelle offerte di questi venditori di servizi televisivi, perché esiste un universo di stranieri che amano vedersi le fiction, i film italiani, gli show in lingua originale e non doppiati, magari alla cazzo di cane, standosene comodamente seduti in poltrona, in salotto, dopo cena.

 Senza contare il danno fatto agli studenti che nei loro Paesi studiano la lingua italiana, agli  imprenditori, ma non solo, anche semplici turisti,  che viaggiano per lavoro dai loro Paesi per l’Italia, e  amano tenersi aggiornati, seguendo i canali Mediaset, che oggi non vengono più invogliati all’acquisto di determinati prodotti reclamizzati in quelle reti, perché sono stati violentemente mutilati di questa possibilità, che danneggia  non solo gli italiani in Italia e residenti all’estero per svariati motivi,  ma anche gli investitori pubblicitari, in quanto si sono visti togliere visibilità continentale, e costretti a riposizionare i loro investimenti pubblicitari nella TV di Stato, la quale sicuramente si sfregherà le mani per la gioia, in quanto questa mossa danneggia in primis i loro fatturati.

Con termini diversi lo afferma anche “Il fatto quotidiano”, nel suo articolo: “Mediaset, costa caro l’addio alla piattaforma Sky: oltre un punto di share in meno. Freccero: “Errore industriale”. Simonelli: “Autogol” di Claudia Rossi.  

Solo che l’analisi, a mio avviso, non tiene conto della perdita degli telespettatori europei, e quindi il danno economico, non solo per Mediaset, ma per l’economia italiana, potrebbe essere più elevato, se si tenesse conto anche di questa quota non indifferente di telespettatori continentali persi, privati della ricezione satellitare  FTA – Free To Air.

Le perdite reali però non si possono effettivamente quantificare nel breve termine, ma ci vorrà, a mio avviso, almeno un anno per comprendere come l’emorragia reale, su base europea, di telespettatori causerà perdite ben più elevate del mancato accordo con Sky, danneggiando anche il Made in Italy italiano, il quale attraverso i canali Mediaset, disponibili gratuitamente sul satellite in scala continentale, venivano veicolati e visti da un numero di potenziali consumatori che adesso l’Italia ha praticamente perduto.

Marco Bazzato
02.10.2015

martedì 7 maggio 2013

Cecilie Kyenge e il “razzisimo” ministeriale?



È strano, ma ha fatto molto parlare la nomina di Cecilie Kyenge, arrivata in Italia come immigrata extracomunitaria clandestina, divenuta italiana per matrimonio con un italiano – cittadinanza che si può acquisire, secondo la legge, dopo sei mesi dalla firma del contratto matrimoniale, se residente stabilmente in Italia, oggi ministro per l’integrazione. (1), del primo governo di Enrico Letta, nipote di Gianni Letta, consigliere personale di Berlusconi.

Fino a questo momento né i suoi colleghi ministri hanno brillato per averla integrata nel gruppo ministeriale, lo si è visto il pomeriggio del giuramento dei neoministri, quando una volta appresa la notizia della sparatoria avvenuta a Piazza Colonna, che ha portato al ferimento di due carabinieri, a causa del tentato suicidio, fallito dello sparatore (2), quando costei, in un servizio mandato in onda la sera successiva su Rai 3, in seconda serata, una specie di dietro le quinte del giuramento, per alcuni secondi, mentre tutti i ministri bianchi confabulavano tra di loro, preoccupati per la loro sorte,  Cecilie Kyenge  si aggirava spaesata, abbandonata dentro l’immenso salone, non sapendo ne cosa fare nè a chi avvicinarsi, visto che nessuno aveva la compiacenza di renderla partecipe, come se fosse o perché per loro era un corpo estraneo.

Lo stesso dicasi, va bene che il suo è un ministerucolo senza portafogli, prima presieduto da Andrea Riccardi,  quando durante la prima seduta del Parlamento, costei appariva a margine della fila di destra, con il suo collega che quasi cercava di starli distante, per quanto possibile.

La cosa si è ripetuta durante la prima conferenza stampa Cecilie Kyenge, in qualità di neoministro, con costei al centro del tavolo e una seconda persona, seduta alla sua sinistra, ad una distanza che si può definire abissale, dove non ha certo brillato, quando si definita, erroneamente, italo-congolese, come se di nascita fosse italiana, ma che a causa di uno scherzo del destino, fosse emigrata clandestinamente in Congo, acquisendo il passaporto di quel Paese. Mentre la realtà è ben diversa, in quanto, per rispetto nei confronti del Paese che le ha dato i natali (il Congo) e in ossequio alla legge italiana che le ha dato il passaporto, causa sponsale con un autoctono dello Stivale, la definizione corretta, anche se suona stonata, peggio di una corda di violino, è congolo-italiana, dimostrando di non brillare per logica consequenzialità dei suoi trascorsi personali.

Ma la vera esondazione, lo tsunami contro le legalità l’ha causato nella puntata di domenica  05.05.2013 ,di  ½ ora, lo show giornalistico condotto da Lucia Annunziata su Rai 3 (3), e con il quotidiano Libero, che scrive, virgolettando:
Il reato di immigrazione clandestina va abrogato” e prosegue: “è difficile dire se ci riuscirò. Per approvare la legge bisogna lavorare sul buon senso e sul dialogo, trovare persone sensibili. È la società che lo chiede, il Paese sta cambiando. Bisogna lavorare per trovare i numeri necessari…”
Innanzitutto questa ex immigrata clandestina con passaporto italiano, con questa sua frase ha insultato centinaia di migliaia di immigrati regolari, che hanno fatto le trafila burocratica, perché persone oneste, seguendo fin da subito le leggi  italiane, cosa che invece costei ha appiccicato addosso come peccato originale, al pari di moltissimi altri, non ha voluto osservare. E ora, in nome della sua storia personale, cosa che capirebbe anche un ragazzino al primo anno della facoltà di psicologia, capirebbe che sta proiettando il suo vissuto da clandestina e che non potendo tornare indietro, vorrebbe che gli altri, non che rispettassero la legalità, ma che la legalità abbassasse le sue difese e suoi anticorpi, a favore di un’ immigrazione incontrollata e impossibile da sostenere, soprattutto in questo periodo non solo di vacche magre dalle mammelle avvizzite e prive di latte, divenute vacche morte!

Cecilie Kyenge racconta che proviene da una famiglia dove il padre era poligamo e che ha trentasette fratelli. Ma non è che questo potrebbe essere il sistema, quello di voler cambiare la legge, per scopi personali e per favorire anche qualche membro della famiglia per alleggerire la trafila, che ora non potrebbe arrivare in Italia, se non da clandestino? O che un domani, seguendo la tradizione di suo padre, questa, in nome del dicastero che dirige, non voglia proporre, per rispettare i suoi natali congolesi, la poligamia?

Non sarebbe la prima volta, i politici italiani bianchi italiani, sono famosi per essere tutti poltrone e famiglia e che in un modo o in un altro, riescono sempre a sistemare la progenie e parenti, antenati e discendenti, fino al ventesimo grado, creando una ragnatela di interessi e favoritismi che fa si che sia è quasi impossibile schiodarli, anche con l’ausilio della Magistratura?

Senza dimenticare che la ministra, brava a citare a suo avviso l’improprio recepimento di una circolare europea, dimentica che prima della circolare esiste il Trattato di Lisbona, ratificato in modo carbonaro anche dall’Italia che Capo 2, articolo 77, ex art. 662 del TCE, - c) instaurare progressivamente un sistema integrato di gestione delle frontiere esterne, Ai fini del paragrafo 1, il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, adottano le misure riguardanti:  a) la politica comune dei visti e di altri titoli di soggiorno di breve durata; b) i controlli ai quali sono sottoposte le persone che attraversano le frontiere esterne.
Mentre Articolo 79 (ex articolo 63, punti 3 e 4, del TCE), stabilisce quanto segue: c) immigrazione clandestina e soggiorno irregolare, compresi l'allontanamento e il rimpatrio delle persone in soggiorno irregolare.

La neo ministra, come tutti i ministri della Repubblica italiana, dovrebbe conoscere, non solo la Costituzione italiana, ma anche il Trattato di Lisbona,  in tutte le sue 479 pagine e ,  visto che ai cittadini comuni viene ripetuto fino alla nausea che la legge non ammette ignoranza, per evitare svarioni, che non vanno solo contro l’Italia e gli italiani, ma che certe frasi e certe volontà politiche avverse alla logica degli autoctoni italiani ed europei, rischiano di trasformare l’Italia e non solo, facendola ripiombare nel periodo buio immediatamente successivo al crollo del’Impero romano di Occidente, quando una volta indeboliti i confini dell’Impero, anche e soprattutto a causa dei matrimoni misti tra romani e barbare, i primi si rammollirono, dimenticando i loro doveri verso Roma, divenendo tra le prime cause delle future invasioni barbariche.

Con tutto il rispetto, sembra che questa ex clandestina con passaporto italiano da diciannove anni, ma congolese di nascita da 49, sottostimi, per inesperienza le conseguenze politiche e sociali di certe sue volontà personali, sotto il profilo italiano, che sotto quello europeo, dimenticando, da “italiana” la storia della caduta dell’Impero Romano d’occidente e la discesa negli anni bui del medioevo.

All’inizio si credeva che si potesse pensare che ci fosse una forma di razzismo nei confronti della neo ministra, da parte dei colleghi appartenenti alla compagine dell’armata Brancaleone di un esecutivo dedito all’orgia politica diretta continuazione dell’ordalia del precedente governo, capitanato da Mario monti. Ma ora, molti possono credere, e si presume a ragione, che quel distacco “fisico” fosse dovuto non tanto verso un’avversione nei confronti del suo essere nera, non le piace il termine di colore, perché orgogliosa –  da orgoglio:  Esagerata valutazione dei propri meriti e qualità per cui ci si considera superiori agli altri in tutto e per tutto – del colore della sua pelle, intriso di melanina, ma che in molti conoscendo le sue idee radicali, sapevano che la decisione di candidarla e farla ministro, era stata messa in essere per far presa sull’elettorato della sinistra estrema o extraparlamentare, per calcolo elettoralistico e non, forse, per reale interesse, né nei confronti della sua storia personale, delle sue competenze.  Infatti, già alla sua prima intervista si è visto che è riuscita a inimicarsi il 95% di tutta l’Italia autoctona, in quanto un passaporto diverso dal Paese ove si è nati non necessariamente significa essere nello spirito, nella mente e nel corpo, cittadini pieni di quella nazione di dove acquisisce il nuovo passaporto. E costei, con la “febbre del sangue”, che non è la Dengue, la richiama alla sua essenza di nata nel continente africano, in Congo, ora ex clandestina ora regolarizzata tramite matrimonio, non ha fatto altro che dimostrare quali sono le vere sue priorità personali nei confronti dei suoi connazionali, africani e non dolo, ossia tutti gli extracomunitari che vogliono arrivare sullo Stivale: porte aperte, assistenzialismo totale, a carico degli autoctoni italiani, e soprattutto nessun controllo doganale al momento dell’ingresso in Europa.

Se si informasse su come sono leggi australiane sull’immigrazione, la ministra si renderebbe conto di quanto quelle italiane sono morbide, flaccide, bucherellate come quelle di una rete di un peschereccio abusivo, comprendendo che il Paese di cui ha il passaporto ha bisogno di legalità e non di deregolamentazione, a favore dell’anarchia indiscriminata e bene ha fatto il nipote di Gianni Letta, il Primo Ministro, Enrico Letta, a prendere le distanze da queste incaute dichiarazioni, che se attuate, porterebbero alla destabilizzazione sociale dell’intera Unione Europea.

Marco Bazzato
07.05.2013


martedì 26 febbraio 2013

Elezioni politiche 2013. E adesso?


In moti avranno fatto zapping fino a quasi le tre di notte, ora, arrivando sfiniti alla fine della lunga giornata elettorale.

L’unica certezza è che l’Italia e gli italiani sono finiti, per colpa di PD PDL, dentro un gigantesco mixer colmo di merda, dove la speculazione europea sta affilando le armi per spolpare il cadavere dello Stivale, iniziando a fuggire dall’industria e dalla finanza boccheggiante, con lo spred che finalmente torna a crescere e le cancellerie di mezzo mondo che si mettono le mani sui coglioni, sperando che nei loro Paesi non avvenga il “miracolo Italiano”

La cosa buffa è che Grillo ha sbancato il casinò, spendendo, rispetto agli altri partiti politici e senza andare in tv, anzi con i giornalisti costretti a rincorrerlo su e giù per il Paese, trattati a volte come cani servi del potere, obbligati dal dovere di cronaca a inseguirlo, venendo sbeffeggiati senza tanti complimenti.

Bersani è il grande principe è il “vincitor perdenti” si trova con un nugolo di parlamentari, inutili anche per farci il minestrone di verdure, con Vendola cetriolo capo, che e con il suo Sel è entrato in Parlamento dalla porta di servizio, visto il suo striminzito 3,2%, dimostrando che manco la lobby gay crede alle sue proposte, figuriamoci gli etero.

I trombati eccellenti: Fini, Di Pietro, la Binetti, la Conica, il Buttiglione, per dire quelli più eclatanti  (1) soprattutto quel simpaticone di Ingroia ha dimostrato che in Italia come non ci sta posto per i post fascisti, peggio vengono trattati come sudici seguaci del baffone comunista Stalin, considerati dei cadaveri che camminano e consumano ossigeno e rilasciano nell’atmosfera, anidride carbonica, senza contare le acque nere.

Ma l’orgasmo più bello è venuto durante la conferenza stampa di Mario Monti. Sembrava uno studentello al primo anno di economia che non ha passato un esamino e con il professore di turno che l’ha insultato contro, davanti ai famigliari e compagni di corso, beccandosi sul libretto una solenne insufficienza e  sempre da parte del docente, un “vaffanculo!”

 Monti era rosso in volto. Faccia che di solito fa qualsiasi persona non ha quando per farsi passare il giramento di zebedei si scola tre cartoni di San Crispino, pregando che il bambino venga accoppato da un cacciatore di frodo, prima che ripeta per l’ennesima volta: “Guarda nonno, guarda….è… Bum, morto stecchito”.

Presumibilmente durante quella conferenza stampa, moti degli elettori di Monti si saranno messi se maschi i coglioni ioni, se femmine le zizze,  tra la porta e lo stipite, ordinando ai figli di chiudere il portoncino blindato con la massima violenza possibile e poi…

Berlusconi è il vero vincitore morale della causa perduta.  Ora se ne sta all’angolo, sfregandosi le mani e vedendo il Bersani che bestemmia, masticandosi il toscano, come se fosse alla Festa dell’Unità di Brescello, incazzato perché è cuochi e camerieri sono ciuchi marci, per l’ennesima volta si sono scolati la vendemmia dell’anno successivo, prima ancora che si formi l’uva.

E gli Italiani? Passata la sbornia capiranno che uno per uno, tutti assieme, senza distinzione di razza, sesso, orientamento sessuale, stanno per prendersi l’ennesimo cazzo in culo, nuovamente a secco come le tasche. E brucerà. Eccome se brucerà.  Saranno emorroidi per tutti.

Già, perché tra poco gli italiani inizieranno ad attraversare il canale d’Otranto a nuoto direzione Albania. È chiaro che il Paese è ingovernabile peggio di un cavallo morto, reso carne macinata e spacciato per manzo nei supermercati di mezza Europa, impossibile da ritirare dal mercato comune.

Soluzione alla crisi e possibili scenari?

Grande inciucio, PD – PDL? Per ora esclusa dallo smacchiatore di giaguari del giaguaro rimasto con la sua pelliccia.

Alleanza PD con il Movimento 5 Stelle? Bersani deve prepararsi a calare le braghe e zac… Grillo dirà o mangia la minestra o salta la finestra e vaffanculo.

Ritorno alle urne? Sarebbe la buffonata del secolo, visto che farebbe pensare che i due “grandi” partiti, Pd e PDL, come i bambini a cui un piccolo bullo ha rubato le biglie e adesso vanno a piangere dalla vecchia madre, ormai moribonda (Napolitano è agli sgoccioli, come mandato) battendo i piedi a terra e facendo gli offesi… sempre che alcuni grillini non si vendano per un piatto di lenticchie…

Un nuovo governo tecnico, con Giuliano Amato come premier? Potrebbe essere l’opzione imposta da tempo da parte dell’Unione Europea e dal sistema finanziario internazionale, perché garantirebbe la continuità di Monti e della politica di austerity, ossia impoverimento generalizzato del Paese, almeno per due anni, per poi lasciare spazio alle elezioni anticipate, spianando la strada alla maggioranza assoluta del Movimento Cinque Stelle, movimento che, anche se non è stato capito da molti, va incasellato all’interno di una destra. Simile. Quasi etero guidata dai banchieri Teocon americani..

Il ruolo di Grillo e del Movimento cinque stelle? Continuare sulla sua opera di sfascio della partitocrazia, facendo quello che per trent’anni non è riuscito a fare Pannella e al Partito Radicale. Se si tornasse entro un anno alle urne, la vittoria del Movimento cinque stelle potrebbe essere schiacciante, indipendentemente dalla legge elettorale, che giocoforza, in un modo o in un altro, dovrà essere ripresa in esame, questa volta senza giochetti, perché a continuare a fare i conti senza l’oste, alla fine si rischia di morire alcolizzati , per lo scoppio del fegato e della bile, anche se è astemi.

I mercati? L’euro e l’Unione Europea?

Che si fottano. Si auspica, ma le grandi banche, anche americane e non solo, non lo permetterebbero, a costo di militarizzare l’Italia,seminando morte, sangue, distruzione e miseria. Il problema è che il tessuto economico italiano è sfasciato, la morte e la miseria continuano ad avanzare, assieme alla disoccupazione. Tanto vale lasciarsi dietro quanti più cadaveri europei ed europeisti possibile. Alla fine ci sarà un’uscita dal tunnel della recessione e della depressione.  È importante quanti morti la società europea sarà disposta a considerare come morti fisiologiche, ossia danni collaterali sopportabili e a mo di ripulitura del sistema, per poter poi ripartire, non più forti di prima, ma con meno problemi, leggesi esseri umani nel continente europeo.

Stiamo sereni, questa scelta non sarà fatta dagli italiani e dal sistema politico italiano, ma l’onore di queste morti spetta e spetterà, vedi la Grecia, alla grande finanza internazionale e alle grandi cancellerie,quella tedesca in primis. A questi spetterà l’onore di premere i fatidici pulsanti e tirare le levette e “grilletti”, circa la prosecuzione dell’impoverimento italiano, per il bene degli italiani e del bene comune diranno, per salvare il sistema creditizio delle banche private  sovrannazionali..

Oggi come ieri Bersani, Berlusconi, Monti e apparentemente da ora anche Grillo sono solo i burattini tirati da una piovra economica impossibile da uccidere, perché esiste dai secoli e il Movimento cinque stelle in questo momento è utile al “sistema!”

Marco Bazzato
26.02.2013