mercoledì 12 febbraio 2014
Padre e madre “assassinati” dalla burocrazia, ma le fiabe gay negli asili sì
venerdì 27 settembre 2013
Barilla: «Mai uno spot con famiglie gay, se a qualcuno non va, mangi un’altra pasta»
martedì 19 marzo 2013
19 Marzo: festa del papà
mercoledì 20 febbraio 2013
Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!
sabato 12 gennaio 2013
La Cassazione sentenzia l’affido esclusivo del figlio a una lesbica
sabato 20 ottobre 2012
“I bambini non si toccano!”
venerdì 10 agosto 2012
Il giorno del perdono
venerdì 6 aprile 2012
Umberto Bossi si è dimesso da segretario della Lega Nord
lunedì 19 marzo 2012
Festa del papà. Auguri!
mercoledì 28 dicembre 2011
Natale: Coldiretti, crollo spesa a tavola, 2,3 mld (-18%)
venerdì 14 ottobre 2011
Don Paolo Spoladore: come tutto è iniziato da Pimpi
Risposta inserita da Pimpi il 20/02/2010 18.37.11 (1)
favoletta:
Un bimbo di quasi otto anni chiede a sua madre: - mamma, perchè il mio papà non mi vuole? -
La mamma, con il cuore spezzato, risponde: - Amore mio, lui ti ama ma non lo sa -
- Ma i preti non possono avere figli, mamma? -
-No, tesoro, per la chiesa questo è un peccato -
- Allora io sono un peccato? -
Dialogo tra madre e figlio.
Il piccolo ha saputo da poco chi è suo padre. Un prete, di quelli controcorrente, diventato un personaggio pubblico, amato, idealizzato, idolatrato da migliaia di fans, per i suoi concerti, i suoi cd, i suoi corsi e, sembra, addirittura per certe sue guarigioni!!!
Ma non vuole, non sente, di riconoscere suo figlio. "Non ha tempo" dichiara freddamente l'ultima volta che incontra sua madre, che spera, che aspetta, che chiede da anni di non far soffrire quel piccolo angelo mandato dal Signore.
Nessuna ripicca, nessuna vendetta, nessun male. Solo amore chiede per suo figlio, solo dignità e rispetto.
Il bambino quando ha saputo di suo padre si è ammalato.
Seguito da un medico di competenza e profondo conoscitore dell'animo umano e da una psicologa di grande cuore e capacità sta lentamente migliorando.
Ma non smette di chiedere perchè, perchè non viene a trovarmi, perchè non vuole stare con me...
lo chiede con le modalità di un bambino, si arrabbia, lancia i giocattoli contro il muro, si sveglia di notte urlando, comincia a non fare i compiti e a non voler andare a scuola.
Tutto questo suo padre lo sa perchè sempre è stato messo al corrente di tutto.
Quando è nato lo ha battezzato in incubatrice, perchè era piccolo piccolo, e quando la sua lunga mano si è posata sulla testolina recitando una preghiera una manina si è alzata a stringere il suo dito medio.
Ma questa immagine deve averla dimenticata, quel padre, perchè poi è sparito per otto anni.
Fino a circa due mesi fa, quando si è avvicinato al figlio per fare la prova del DNA, per essere sicuro che fosse suo...
E' suo.
Ma non ha tempo, dice, non lo sente questo figlio...anche se lui lo ha perdonato, perchè un bambino non sa odiare, un bambino aspetta, ama, e chiede amore. E se non lo riceve si dà una sola risposta: "Non sono degno. Devo aver fatto qualcosa di cattivo per non essere voluto dal mio papà".
E la sua vita è rovinata per sempre.
(1) http://laici.forumcommunity.net/?t=35706778
giovedì 13 ottobre 2011
La comunità cristiana prenda le distanze da don Paolo Spoldaore
venerdì 27 febbraio 2009
Povia, Luca era Gay. Vincitore morale
A bocce ferme non si può che affermare che il vincitore morale del Festival di Sanremo sia Povia e la sua stupenda canzone Luca era Gay.
A nulla son servite le manifestazioni dell’ultima serata, gli articoli di giornale, i proclami sbandierati a destra e manca, verbalmente violente come una dichiarazione di guerra, per arrestare la scalata al successo del cantante sanremese, con buona pace di chi lo vorrebbe impalato e messo in graticola, reo d’aver raccontato una storia.
Gli italiani – che non sono idioti – hanno capito il messaggio, fino in fondo, e hanno dato il loro responso, innapellabile, anche se francamente, in un Italia affetta da eterofobia strisciante e mediatica, sarebbe stato troppo invocare il primo posto, in un Paese, secondo i gay, affetto da omofobia.
Ma l’italiano è stanco di vedere, come si è chiesto Aldo Grasso,la «gayzzazione della tv»? Gli italiani sembrerebbo stanchi, esausti, con i nervi a fior di pelle, nel vedersi imporre omosessuali ad ogni ora del giorno e della notte, come se – oggi – essere gay fosse un valore aggiunto, da imporre a tutti, per far piacere ad una minoranza.
Povia, col suo testo equilibrato, ha lanciato un segnale chiaro, recepito in maniera straordinara da quanti lo hanno portato al secondo posto del festival, facendo passare finalmente un sano messagigo d’amore etero, un messaggio che edifica e che costriusce una famiglia naturale, compsta da marito (uomo), moglie (donna) e figli biologogici avuti dalla coppia, mettendo al primo posto – finalmente – l’unica famiglia naturale esistente in natura, l’unica famiglia che da continuità alla specie umana e che come tale deve essere tutelata, senza riserve, da ogni tipo d’attacco politico-ideologico strumentale che sta facendo letteralmente morire il Paese, che vede l’incremento delle nascite solo da parte dei cittadini extracomunitari, che continano ad avere nel D.N.A il concetto di famiglia, intesa come atto d’amore riproduttivo, non solamente, come viene inteso dagli omosex, finalizzato al soddisfacimento fisico, che muore un attimo dopo l’orgasmo.
Quello che ha fatto male, è stato vedere il cantante, sabato, scortato da uomini in divisa, segno chiaro di quanto la libertà d’espressione sia oggi un’utopia, riservata ad una minoraza eletta, ad una minoranza che non vuole ingerenze, contro il loro pensiero unico dominante, una minoranza spalleggiata anche da apostati eterosessuali, nemici dell’eterosessualità stessa, che per piaggeria e vanagloria, hanno svenduto la coscenza all’altra metà del cielo, inesistente. Arruffapopoli pericolosi, pronti a saltare sul carro dei vincitori, pronti a difendere l’indifendibile, offendendo alla maggioranza delle persone di buona volotà, per accreditarsi - come paladini prezzolati – ai detentori del potere, o a quanti vorrebbero sovvertire l’ordine legale, portando in alto una presunta bandiera di legalità, appoggiandoin modo smodato i “matrioni” tra persone dello stesso sesso, o la fecondazione eterologa ai portatori di eterofobia.
L’attacco che questa minoranza organizzata ha messo in essere contro una canzone, contro un’artista è stato respinto, praticamente con la forza brutale della democrazia, con la forza di un televoto, che ha elevato Povia al sescondo gradino del podio,in barba ai gufi, in barba a tutte le accuse capziose, pretenzionse ed oscurantismi, di stampo, per assurdo, clericale che avrebbe voluto la canzone “Luca era gay” all’indice, nemmeno fosse un testo eretico, un testo da appestati, un testo infame ed offensivo per qualuno o contro qualcosa.
La musica, indipendentemente da quanto o cosa si canta, è patrimonio primo dell’artista che la crea e del pubblico che l’ascolta, la segue, l’apprezza anche, quando il testo come quello di Povia pè equilibrato, ci ragiona sopra. La musica, una canzone non può sottostare ad diktat politici, non può essere censurata, indipendentemente dal contenuto. Certo può essere criticata, non condivisa, non ascoltata, ma non per questo si deve attaccare mediaticmaente un’artista solo per il fatto d’aver cantato qualcosa, che secondo alcuni, andrebbe contro la “morale” imposta da una minoranza agguerrita, contro una maggioranza, che almeno in quest’occasione non si è dimostrata nè silenziosa, nè distratta e/o assente, distante dalla tematica si personale del testo stesso, ma che potrebbe avere un valore sociale più ampio di quello che al primo ascolto potrebbe apparire.
Marco Bazzato
27.02.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/






