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mercoledì 12 febbraio 2014

Padre e madre “assassinati” dalla burocrazia, ma le fiabe gay negli asili sì

Se l’Italia continua a invertirsi in questo modo, tra pochi anni sarà riscritto, dalle lobby gay, anche il “Padre Nostro” e L’Ave Maria”.

 La nuova versione, politicamnete corrotta, si chiamerà: “Gentitore 1 Nostro” e nell’Ave Maria, si dovrà recitare invece di “Santa Maria, Madre di Dio”, “Santa  Maria, genitore 2 di Dio”.

Già perchè per non offendere i diversamente etero, che agli occhi del loro orgoglio valgono più  di coloro che li hanno messi al mondo, svezzati e fatti crescere,, il termine “padre e madre” è stato sostituito da “genitore 1 e genitore 2, nunerandoli come il tatuaggio che i nazisti facevano ai deportati verso i campi di concentramento.

Perchè a detta di questi “illuminati pensatori”, accecati dala loro stessa luce della superbia,  non importa se dell’Unione Europea o se politici italiani,che come cani fedeli si fanno guidare da “guide cieche sorde”  che  scimmiottano, su questa tematica, il  nanismo,intellettuale dell’Antica Grecia, come se andadassero  a trarre ispirazione dentro stalle industriali dove le vacche emettono dal dall’ano, qantità impressionati di boasse, come si diceva tra i villici di campagna al tempo nella lingua dei Dogi Veneneziani, ossia merda e metano, dove dopo essersi annebbiati da questi effluvi malsani, si mettono a redigere leggi, che ricadono sui cittadini, infischiandosene di tutto e di tutti, manco fossero dei drogati in  crisi di astinenza.

Accade in fatti che in alcune scuole dell’ex Regno d’Italia, oggiRepubblica sotto il dominio dell’Unione Europea, e stato tolto il fermine  “papà” e “mamma”, sostiuendoli per l’appunto  con  “”genitore 1” e “genitore 2”, cancellando de facto la figura di riferimento princpale per i bambini: la  mamma. Questo può anche essere letto, alla faccia del falso politicamente corretto, come il desiderio misognino di togliere dalla burocrazia la figura femminile, partorendo così un genocidio amministrativo matrice sessista perchè anche il più stolto e putrido  dei filologi della lingua italiana, figlio del  voto politico del ’68, dovrebbe sapere che il termine genitore è maschile singolare.

Ma se la mellifua ingnoranza linguistica si fermasse a questo, vabbè, basterebbe fare come è stato fatto con la giraffa uccisa con un clpo in testa in Danimarca e poi data in pasto ai leoni, un bel colpo in testa, come sciveva Tom Clacncy nei suoi romanzi, nel Palazzo della Lubianka, dove le spie venivano tolte dalle spese sparandogli alla nuca, eliminando fisicamente e non solo amministrativamente le mamme appena dopo il parto.

 Invece no.

 Le mamme non vengono toccate – per ora – però come ulteriore punizione perchè  come sanno anche i cani quando vanno in calore, si accoppiano con le cagne, la vita non esiste senza il principio cinese di Yin e di Yang, il principio maschile e  femminile, lo stesso principio che dava vita  al Gacken, robot magnetico, tramite  di Plus e Minus, hanno voluto andare oltre: utilizzare i minori come cavie animali da laboratorio per i loro esperimenti sulla tolleranza, iniziando fin dall’asilo a parlare di sesssualità diversa, rispetto a all’amore che li nanno generati: cioè sesso ,  che non è altro che accoppiamento infecondo, tra persone dello stesso sesso, non importa se  diuomini umini con uomini  o donne, con l’aggiunta di annessi e connessi e/o quant’altro.

E chi ci guadagna in tutto questo? In primis le case editrici che spacceranno i loro libri direttamente dentro gliasili che hanno accettato questa proposta diversamente salubre..Già, perchè i libri non saranno certamente gratis e qualcuno dovrà, o le amministrazioni comunali che tramite gli asili useranno i miniori per gli esperimenti, o i papà e le mamme che si vedranno  obbligati ad acquistarli, senza essere interpellati, e guai dissentire,pena l’essere tacciati di quella parolacciafiglia dell’ideologia gay: omofobia,  patologia mentale, frutto della fantasia della lobby gay,  inesistente sul piano psichiatrico.

Una volta i grandi scrittori omosessuali, perchè la genitalità creativa non dipende dall’essere declinati verso l’omosessualità o dall’essere semplciemente etero, scrivevano testi rivolti alla grande platea di pubblico. Scriveno fiabe d’amore, romanzi, storie con protagonisti maschili e femminili, perchè sapevano che altrimenti non avrebbero avuto alcun tipo di  mercato, in quanto sarebbe nato subito un  privato, seppur legittimo, senso di ributtanza, che certo non favoriva le vendite e di riflesso anche la la creatività futura.

E infatti, cosa hanno fatto questi non creativi, questi volgari scopiazzatori dei classici universali: hanno omosessualizzato, al maschile o al femminine, non solo le fiabe per i bambini, ma anche serie televisivie rinomate come, tanto per fare un solo esempio,  Star Trek, scimmiottando il TOS- Trek  the Orignal Series, in una serie, inguardabile, disponibile su You Tube – cercatevela se volete.

Ma si può essere più turpi e scimmiotteschi di così?

Prendiamo ad esempio un classico: Cenerentola, trasformato – forse  a causa di un melficio –   in Cenerentolo, amante dei cetrioli, con il Principe che manda i  suoi emmissari in giro per i regni vicini a cercare il suo amato – brrr – tirandosi dietro un mocassino o uno scarpone militare di tipo anfibio?

I bambini, checchè ne dicano non sono idioti e inizieranno a farsi e a porre delle domande alle mastrine, le quali saranno costrette ad arrampicarsi sugli specchi per dare delle risposte politicamente (S)corrette, ossia false.

E poi, come avranno preso la notizia il padre e la madre che il loro unico figlio, pretendente al trono, vuole accoppiarsi carnalmente con un altro uomo, senza dare una discendenza dinastica e sicurezza al regno?  Avranno alzato le spalle, dai, ingravida una serva – ancora la donna utilizzata come oggetto da riproduzione e non come essere che dona vita e amore e poi diremo che è figlio di una tua precente relazione?

 Già peccato che al tempo delle fiabe  era obbligatoria la cerimonioa religiosa, innanzi ad un ministro di culto e tanto tempo fa, primeggiava lo Stato Pontificio e la relgione  cattolica, quindi forse il Padre saggio – omofobo – per il politicamente corrotto, avrebbe costratto il figlio a prendere in moglie una principessa, facendo un matrimoio  di faccata, per poi, una volta procreata la discendenza e garantita la successione al trono, tanto per non sbagliare, avrebbe gettato il figlio e l’amico nelle segrete, buttando via la chiave, ordinando alle guardie di scordarsi dei due prigionieri. Ipoteti non certo peregrina e quindi del tutto legittima.

 E se il passo successivo fosse quello di voler riscrivere non solo le fiabe, ma anche la storia ad esempio anche la storia del Grande Scisma di Enrico VIII, trasformandola in una lotta tra il “progressita” Enrico VIII e la tradizionalista Chiesa Cattolica? Ma si dovrebbe cancellare anche le leggi dell’epoca vittoriana, aancora illuminata regina, ncora in uso in Australia e in India, in base al quale sono state cassate le leggi sul matrimonio gay.

Un altro punto focale sono i papà e  mamma, i quali hanno e avranno tutto il diritto che i loro figli ascoltino all’asilo le fiabe tradizionali, fiabe che loro e i loro genitori hanno letto da bambini e non che la loro discendenza torni a casa con la testa riempita e appestata di scemenze e idiozie,  scopiazzate e rivisitate  per l’orgoglio di qualche lobby che vuole ingrassare uno o più editori amici?.

Ci si chiede: ma dove cazzo –  scusate cari lettori, ma in certi momenti i volgarismi, come un attacco di diarrea, diventano intrattenibili – sono i pedagoghi, gli psichiatri, gli psicologi gli specialisti dell’età evolutiva, in quantoo tacciono come vermi, restandosene rannicchiati sotto la melma che sta sommergendo le scuole materne italiane?  Guardando in rete sono poche le voci  “eretiche” al dogma  laicodell’ideoligia gay che alzano la testa, e che gridano al mondo che i bambini hanno bisgno di credere in mamma e papà. Che nanno bisgono di sapere che sono amati, anche se hanno una situazione in casa, figlia degenerata di un falso progressismo. O forse, peggio ancora, sapendo che potrebbero esserci dei rischi per lo sviluppo armonico di queste vittime della perfidia umana, se ne stanno in riva al fiume, pronti ad arpionarli quando mostreanno segni di disagio, sicuri di potersi ingrassare alle spalle o della famiglia o dell’assitenza pubblica, per riedcarli, come nei campi di concentramento,   che le loro sensazioni, i dolori di pancia, che la loro imperattività non è figlia delle porcate ideologiche  che gli sono state propinate, quasi martellate meforiche in testa,  fin dall’asilo, ma che sono portatori sani a rischio di omofobia e che quindi vanno curati a forza di psicofarmaci.

In ogni Paese civile, come disse Mr Spock in Star Trek III:  Le necessità dei molti superano i bisogni dei pochi”  e come ama ripetere come un mantra il Presidente della Repubblica italiano, che spesso richiama, forse perchè fan di Star Trek, “A fare gli interessi generali del Paese” e non quelli particolari. E in questo specifico caso, manco fosse l’unico, gli interessi generalidel Paese sono quelli dei bambini che hanno alle spalle famiglie, legalizzate da un certificato di matrimonio, non  importa se poi si sono separati o divorziati o se i figli sono adottati legalmente, o da orfani o di padre o di madre, o allevati da paranti bilogici. Famiglie comunque composte da  padre e da madre e non da un Genitore 1 e  Genitore 2, perchè viceversa si farebbe non il bene della collettività, ma si tenderebbe a porre l’accento ideologico su situazioni che sono un eccezzione, non la norma,  o  come affermano altri, la normalità.

Farebbe sorridere, se non fosse una cosa dannatamente seria se ci si pensa, che i Paesi con più alto tasso di intolleranza nei confronti dei gay, compreesi nell’acromio  LGBT, dove i casi di bullismo diretto o indiretto per via telematica, fino ad arrivare alle violenze fische e all’omicidio e/o al suicidio, siano le cosidette nazioni progressite del Nord Europa, dove esperimenti di questo tipo sui minori in età prescolastica sono iniziati molti anni prima che in Italia. Questo signifca che per quanto si voglia indottrinare all’idelolgia gay o di gender, usando mediaticamente i sistemi della propaganda nazista, “ripeti una bugia 100 volte e questa diventerà una verità” continuano ad essere applicate alla fine queste reiterate menzonge spacciate per verità scienfifiche sfociano in un rigetto fisiologico, non solo verbale, ma anche violento. Questo l’Italia lo sta già provando sulla sua pelle, infatti, basta leggersi molti commenti che appaino nella rete, gli italiani sono stufi e ne hanno le scatole piene a forza di sentire la propaganda ideologica della lobby gay.

Ormai l’unica arma che rimane al Potere, non è quella di far rientrare le acque dentro l’aveolo naturale del fiume, esondato a casua della propaganda, ma inizare a denuciare o peggio, prendere a mangallenate chi sta cercando di rinforzare gli argini con i sacchi di sabbia, prima che le acque e la corrente travolga tutto e tutti.

Marco Bazzato
12.02.2014

venerdì 27 settembre 2013

Barilla: «Mai uno spot con famiglie gay, se a qualcuno non va, mangi un’altra pasta»

Barilla: «Mai uno spot con famiglie gay, se a qualcuno non va, mangi un’altra pasta»

Cosa ci sta di offensivo in questa dichiarazione?

Logicamente nulla. Ma la cultura delle Brigate Rosse continua a permeare gli italiani sinistrosi, figli del teorico politicamente corretto o meglio politicamente corrotto,  essendo compagni che sbagliano, figli del motto,  “colpiscine uno per educane 10, 100, 1000!” e infatti da ieri la rete puzza di uova marce sessantottine, di appelli alla mobilitazione nazionale contro la Barilla, rea di non utilizzare cosiddetta “famiglia gay”, come famiglia tipo italiana negli spot pubblicitari, con tanto di esagitati che invitano al boiccottaggio del marchio.

Siamo giunti ala pornografia e all a prostiuzione intellettuale degli ex eteroingelligenti, al paradosso tafazziano di prendere a calci nei coglioni una delle poche realtà economiche e produttive italiane, vanto nel mondo, perchè non utilizzano gay negli spot pubblicitari.

Il bello è che questi pseudo intellettuali se ne sono accorti solo quando il Barilla l’ha detto in modo chiaro e diretto, mentre fino al giorno prima, andava tutto bene. Evidentemente la verità, se non detta, non fa male, ma se detta in modo dritto, fa bruciare il culo, come se alcuni fossero colpiti da improvvisi attacchi emorroidali, causati da penetrazione a secco di un corpo estraneo, come si usa fare in certe pratiche sessuali estreme.

E infatti, come scrive Andrea Camilleri nei romanzi di Montalbano, ieri tutti sembravano che “fossero stati presi dai turchi”, viste le grida , le urli, la strilla isteriche vomitate ed evacuate in rete, in forme mollemente solide, con tanto di  gruppo Twitter e scemenze su Facebook che invitavano al boicottaggio del marchio,  colpevole di aver villipeso i tutti i reami di Monte Allegro.

Puah! Ridicoli e incivili e oltretutto privi di cultura manageriale.

Infatti le tv italiane e straniere sono piene di spot gay, di  pseudo “famiglie gaie” composte da due uomini, con figlio che porta il patrimonio genetico di “coniugi”, lo stesso dicasi per le pseudo “famiglie” composte da due donne con figlio avente il patrimonio genetico di entrambi i “coniugi”.

La Barilla avrà fatto le sue ricerche di mercato: e i risultati potrebbero avere evidenziato che uno spot con siffatte realtà, percentualemnte atipiche,  potrebbe essere controproducente per le vendite,  quindi perchè gettare denaro in spot dall’incidenza  percentualmente insignificatesulla popplazione italiana, andando ad urtare la sensibilità della maggioranza degli etero intelligenti, i quali – giustamente dal loro punto di vista – potrebbero scegliere prodotti che risaltino al meglio il loro senso di appartenenza alla famiglia tradizionale e fondata sulla genetica discendenza della progenie, all’interno della  sacralità della famiglia fondata sulla biologia riproduttia naturale, composta da un maschio e da una femmina?

InItalia ormai la fa la padrone il leccaculoso politicamente corrotto, pardon, politicamente corretto,  a tutti i costi, dove gli eteroidioti si comportano come servi della gleba, pronti ad attaccarsi al  birroccio riempito di letame ma profumato di essenze apparentemente delicate, ma tossiche per la psiciche umana e i risultati si sono visti, tanto è vero, che per dirla alla Nico Giraldi: si sono beccati il Gaggio” quindi, «Se stavan a a magnar a merda credendo che fosse formaggio!»

In rete però si è visto anche l’esatto opposto, in quanto in molti hannno le palle sfracicate di questa ideologia che sta rendendo l’Italia “un’aula sorda e grigia” tanto per citare il discorso del Bivacco di Benito Mussolini. Non sta aumentando l’intolleranza nei confronti degli omosessuali, ma la consapevolezza storico-tradizionale che essere etero è bello, che amare l’altra metà del cielo è fantatstico, che avere una discendenza, frutto di un legame d’amore , dove i figli possono essere il bastone della vecchiaia è cosa buona e giusta, sancito non da Dio o da qualche legge di qualche Stato più o meno integralista, ma dallla natura, che di per se è bastarda, puttana, ma spietatamente giusta con tutti.

Negli eterointelligenti sta maturando un senso di rigetto non nei confronti degli omosessuali in quanto persone, ma nei confronti dell’ideologia dell’omosessualità, che come una locusta tende ad aggredire e voler sovvertire e distruggere la tradizone e la storia umana, per provare plasmarla a loro immagine e somiglianza.

È sta di fatto che se le associazioni gay desiderano così tanto vedere spot omosessuali nelle tv nazionali generaliste, che si comprino una fabbrica di pasta, si mettano nel mercato, lo affrontino,  vincendolo: vediamo se facendo spot solo con le cosidette “famiglie” diverse da quelle tradizionali, riusciranno a sopravvivere in nun mercato globale altamente competitivo, oppure se, per campare, non saranno  costretti a fare spot televisivi, per vedrli mandati inonda a tutte le fasce orarie,  con l’odiato e vituperato nemico di sempre: la famiglia naturale, altrimenti in pochi acquisteranno la loro pasta politicamente corretta, secondo la loro  opinione!

Marco Bazzato
27.09.2013

martedì 19 marzo 2013

19 Marzo: festa del papà


ggi, come ogni anno, si festeggia in tutta Italia la festa del papà.

Ma chi è papà?

Uno sputatore di seme dal tubo che ingravida una femmina? Un uomo amorevole che ama la moglie e/o compagna e i figli? O semplicemente un bastardo senza arte né parte, buono a sfruttare moglie e figli come animali da soma, salvo poi riempirli di pugni e calci, quando gli schiuma la bava dalla bocca, gli occhi si infiammano di furia cieca e il respiro inizia a puzzare peggio di un cadavere avvolto dallo zolfo?

Esistono tanti tipi di babbo. In percentuale, la maggioranza dovrebbero essere dei buoni diavoli, degli eccellenti genitori, persone degne d’avere una progenie e degne d’essere figli dei lombi dei loro genitori.

 Ma ci sta un’esigua minoranza, rabbiosi cani sciolti, infami peggio delle malattie veneree che sono stati messi al mondo dai loro padri, perché quelle vacche delle loro madri hanno apertole gambe, facendosi riempire come bignè alla crema, espellendo dopo nove mesi i frutti malati dei loro coiti primitivi e primordiali, dove entrambi, all’apice dell’amplesso, ululavano come lupi affamati, con zanne imbrattate di sangue e carne umana, alla luna, pregando che le divinità e i folletti dei boschi li proteggessero in eterno.

Un’ esigua minoranza dei padri di oggi  sono identici a quel Dio cattivo e punitivo dell’Antico Testamento, sputatori di sperma e sentenze, aridi di cuore e tardi di mente, che si sono accoppiati con baldracche sfracicate che prima prendevano piselli anche dagli elefanti. Questi sovente sono i padri che avevano i genitori che hanno combattuto nella “Grande Guerra”, figli di una cultura malata , figli di rubagalline della seconda metà del 1800. Ma la malvagità, l’infamità si perpetua entro la linea del tempo, in un eterno presente che non ha storia, perché facente parte della storia umana.

Non tutti i padri sono dei San Giuseppe. Padre putativo, cornuto da Dio stesso, che gli ha ingravidato la futura moglie, anche senza compiere il coito completo. Ma “Bepi”, a differenza di altri padri che hanno avuto progenie, puciando il biscotto, almeno, secondo la tradizione cattolica, si è comportato da uomo, avendo due coglioni grandi come una casa, ma soprattutto un cuore e un cervello altruistico, funzionati.

Padre, papà, babbo…genitore maschio…parole senza più significato, quando nei cuori di questi non ci stava e non ci è mai stato una fava, cruda o cotta. Genitori lo si è per grazia ricevuta e non per aver violentato, tramite lo spermatozoo, un ovulo che si stava facendo bellamente gli stracazzi propri suoi nel grembo della donna, che si è visto arrivare un tubo da irrigazione quasi in gola. A questi bastardi deve andare il massimo del disgusto, devono essere trattati come putride fosse biologiche della società, perché non sono altro che germi infetti e infettivi che appestano il creato, figli di un coito malato. Padri degeneri nati e cresciuti nel furto e nella disonestà morale e materiale, pronti a rubare a figli e/o figlie senza pietà, dandosi alla macchia come bestie codarde, con la femmina che li segue docile e remissiva, perché pronta, alla morte del compagno, d’appropriarsi dei suoi averi.

Questi sono una parte dei papà, quelli marci, malati di potere e assetati di ingiustizie, che hanno vissuto la vita nell’arsura dell’amore, nell’arsura del vuoto e della menzogna. Ma a tutti gli altri papà, quelli onesti, altruisti, quelli che, giovani o anziani, si strapperebbero il cuore per i figli, perché sono la continuazione della vita stessa, a quei papà biologici o adottivi che si dannano per i figli, ma che sanno educare senza menare anche se non sono mai stati pugili professionisti o dilettanti, picchiando selvaggiamente come bestie impazzite per un voto negativo a scuola, ma sanno educare all’altruismo, al rispetto del fratello, non seminando zizzania, perché una volta morto il padre i figli si debbano scannare tra di loro. A tutti i padri veri, a tutti i genitori che sanno amare con la A maiuscola, senza condizioni e senza restrizioni, vanno i migliori auguri.  Perché il padre vero non è colui sputa lo sperma dentro il grembo di una femmina feconda. Il padre vero è colui che sa seminare terreno fecondo in ogni attimo della sua vita, altrimenti questi che in fallito moralmente e socialmente, anche se con il ha il portafogli gonfio di denaro, ma un uomo morto che cammina verso la vecchia scintillante. La cosa migliore che costui dovrebbe fare? Riempirsi la vasca d’acqua, immergersi e poi far cadere una serie di cavi elettrici, da 220 V, avendo cura di togliere i salvavita, folgorandosi. Perché la nascita e l’esistenza di questi padri sono solo state un insulto a Dio e all’umanità.
A tutti gli altri papà:: buona festa e tanti auguri, perché siete padri per Grazia ricevuta, per sempre.

Marco Bazzato
19.03.2013

mercoledì 20 febbraio 2013

Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!


Ha fatto scandalo ai falsi ben pensati il video oggettivamente veritiero di due veneti, tifosi di Giorgia Meloni,che hanno voluto ribadire il diritto e/o dovere degli italiani di andare a votare usando la testa e il cuore. (1), ma per fare piacere alle associazioni omosex, gli italiani devono votare, altrimenti le minoranze si sentono escluse, con il secondo canale, ossia l’ano.

I due veneti hanno fatto la parodia dei due omosessuali, che grazie ai russi e alla Banda dell’Armata Rossa, non hanno potuto mandare in onda il video, nella prima serata del Festival di Sanremo, del loro scambio di liquidi salivari, ma solo dei cartelli, privi di commenti, come da desiderio della Russia post Unione Sovietica di Putin, (2), perché  illegale nel Paese che ha  la capitale attraversata dal fiume Moskova.

Ma cosa hanno scritto di così omofobo, sebbene per ora, saggiamente in Italia non esiste il reato di omofobia e che questa al pari dell’omosessualità  non è malattia psichiatrica, infatti è assente  nel DSM IV e V – di prossima uscita – il che rende il video legale a termini di legge e psichiatricamente sano, ma solo un volgarissimo concetto politico?

Nulla, ecco la trascrizione:

“Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”

E Giorgia Meloni innanzi a una simile e tenera manifestazione d’affetto è anche andata a scusarsi, ma a chi poi?

Perché due hanno fatto una parodia dei due che oggi secondo il Tg3 sono dovuti addirittura andare negli Stati Uniti per firmare innanzi a un ufficiale di Stato civile un pezzo di carta privo di alcun valore legale in Italia? Chiaramente i due amici non avevano la priorità, a differenza delle famiglie etero italiane che in piena crisi, faticano a mettere il pane in tavola e un biberon a un neonato, frutto del loro amore. Anna Paola Concia è stata più pragmatica. Ha preso un n volo low cost, andando a firmare, con l’amica, in Germania, un pezzo di carta che per la legge italiana non vale nemmeno il costo dell’inchiostro.

L’Italia è un Paese mediaticamente ottuso e i politici, anche quelli che dovrebbero avere gli attributi, invece di fregarsene, dimenticano che esistono delle leggi che vanno rispettate, corrono a scusarsi, con chi poi, per il timore di non avere i rimborsi elettorali, causati dai mancati voti, non ricordandosi che così potrebbe aver perso i voti di quel centrodestra, legato ai valori della “Famiglia Reale” anche, secondo la Costituzione italiana.

Nell’Italia dei gay pride è considerato incivile parlare di un valore progressista ella famiglia composta da uomo donna e figli che porta all’evoluzione e no all’arretratezza della società, perché a rigor di un certo tipo di logica è più giusto che gli italiani guardino ai rami secchi puntati che non ai rami rigogliosi di vita, che con i loro semi creano nuova vita.


Però, visto che l’Italia e gli italiani sono al termine di una miseranda campagna elettorale, per non offendere la comunità GBLT,alle elezioni di domenica e lunedì, è giusto che votino chi vogliono, a patto che  gli italiani votino con il culo.

Il Paese non merita altro!

Marco Bazzato
20.02.2013



(2) http://marco-bazzato.blogspot.com/2013/02/berlusconi-aveva-ragione-sanremo-2013.html

sabato 12 gennaio 2013

La Cassazione sentenzia l’affido esclusivo del figlio a una lesbica






A leggere il titolo di Repubblica sembra che il riconoscimento a quella che la lobby gay chiama impropriamente ed erroneamente “Famiglia omosessuale” – biologicamente inesistente in n natura –  sia cosa quasi fatta in quanto nella versione online il quotidiano scrive: Cassazione difende coppie omosessuali,  Famiglia gay non dannosa per i figli (1), e che il che non significa che una cosa se non è dannosa, che questa sia positiva ma solo che non si è voluto  scavare a fondo, investigando in  ogni singolo anfratto, non solo in Italia, su quelle persone che essendo state etero prima  e avendo figliato, poi si sono convertite all’omosessualità costringendo i minori, anche a causa delle sentenze dei tribunali, a vivere sotto lo stesso tetto in compagnia dell’amico del padre o dell’amica della madre.

La Cassazione ha semplicemente sancito che un figlio essere costretto e/o obbligato a vivere con la madre, ex tossica, anche se professa privatamente e pubblicamente il lesbismo –  il che non è né un attenuante e né un aggravante, ma un dato oggettivo accertato dalla stessa Corte Costituzionale – condividendo lo stesso tetto con la sua amica, educatrice della comunità di recupero dei narcoamani, dove era in passato allocata.

Ora bisognerebbe leggere per intero ciò che hanno scritto i giudici della Prima Corte di Cassazione di Roma, visto che in rete si trovano solo estratti”manipolati” a seconda delle convenienze politiche, e infatti anche l’Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani, emissari di un governo straniero, lo Stato Città del Vaticano, scrive: “Figli alle coppie gay? Sentenza pericolosa” (2), tirando dala parte oppostala sentenza, esattamente come fa l’in fluentissima  lobby gay, capeggiata  in Parlamento dalla Deputata Anna Paola Concia, che dichiara all’Adnkronos: “La Cassazione giustamente afferma che non ci sono certezze scientifiche a questi preconcetti. In realtà ci sono tanti studi anche provenienti da Oltreoceano che dimostrano – prosegue la donna che ha studiato all’Isef (3) senza citarne uno –  che l’orientamento sessuale all’interno della coppia non condiziona in alcun modo la crescita di un bambino – visto che una  persone dello stesso sesso non lo possono mettere al mondo, parla “saggiamente” solo di crescita – che ha necessità di amore e affetto”

Nella sentenza non si fa menzione né di adozioni ad amici omosessuali o lesbiche che condividono gli stessi spazi abitativi né di adozioni e/p semplice affidamento anche da parte dell’amica educatrice nella comunità di recupero di drogati, ma che il minore è affidato esclusivamente alla madre naturale e biologica. L’amica della madre, giustamente, non ha alcun titolo legale nell’educazione e/o nessun diritto e non può in nessun caso fare le veci della madre biologica, in qualunque sede e in qualunque luogo.

Quindi di cosa cianciano la lobby gay  e lo Stato città del Vaticano?

La Prima sezione della Corte di Cassazione di Roma,con la sentenza 601, ha scelto il male minore per il minore –  il padre del piccolo, di religione musulmana, scrive La Repubblica,  , stando a quanto scrive L’Avvenire, picchiava la madre, anche sotto gli occhi del minore che  assisteva –  rimanendo, non potendo far giustamente altrimenti, all’interno della Carta Costituzione e delle leggi della Repubblica italiana, visto che probabilmente mancavano i presupposti giuridici per allontanarlo anche dalla madre, ospitandolo in una casa famiglia, rendendolo successivamente adottabile.

La Cassazione non ha fatto alcuna apertura nei confronti delle amicizie omosessuali e lesbiche, ribadendo implicitamente i concetti presenti negli Art. 29,30 e 31 (4), della Costituzione italiana, in quanto, l’amica della madre non avendo nessun legame legale con la madre biologica del minore, per questo, sempre secondo la Costituzione, non ha nessun diritto nell’intervenire, intromettersi, interferire nell’educazione del minore, in quanto questi è tutelato dalla Costituzione, anche se dalla sentenza la famiglia nucleare,  come in sociologia si intende la famiglia riproduttiva, (5) ne esce amputata dal padre, in quanto ora composta solo dalla madre e dal figlio., mentre l’amica della madre, a riguardo la famiglia nucleare è da considerarsi solo un corpo estraneo e/o alieno alla famiglia stessa.

Non è migliore la demagogia che ne fa lo Stato Città del Vaticano attraverso i suoi  emissari osservatori vescovili in Italia. La sentenza della Cassazione se ne frega bellamente – avendo fatto probabilmente i controlli di rito, anche sulla fedina penale dell’amica della madre biologica del minore, risultando non giuridicamente pericolosa per costui – considerando il loro rapporto, un’amicizia tra adulti consenzienti e senziienti, priva di alcun risvolto giuridico, sia per le due amiche, sia per il minore nei confronti dell’amica della madre naturale, che  implica direttamente o indirettamente alcuna possibilità di adozione ad un single di un minore,a patto che sotto l’onda populista e qualunquista di questa sentenza ineccepibile sotto il piano giuridico e Costituzionale, nella prossima legislatura non si di decida di intervenire, modificando lo status quo, per far piacere alla  lobby omosessuale, che ormai miete seguaci e fiancheggiatori anche tra gli etero,  in quanto da decenni manipola le persone, utilizzando il populismo qualunquista, facente facile presa sui manipolabili, che al pari dello Stato Città del Vaticano,  utilizzano , il  Quarto Potere (6)  a volte anche per fini e interessi privati, e particolarismi di bottega, trasformandosi in  nemici feroci del bene comune.

Marco Bazzato
12.01.2013


sabato 20 ottobre 2012

“I bambini non si toccano!”


Rimbombano ancora nel cervello dei telespettatori e degli internauti le immagini del prelevamento forzoso del bimbo di Cittadella, in ottemperanza della sentenza del Tribunale, ma soprattutto le grida della zia senza – giustamente – alcun diritto legale sul minore.

Da quel giorno la tv è appestata di femmine e maschi divorziati e fregnoni che reclamano, manco fosse un pacco postale inviato nel luogo sbagliato, la restituzione del figlio o dei figli,  spediti nelle “Case famiglia” a scontare le colpe dei genitori ed ex coniugi idioti.

Canale Cinque con Pomeriggio Cinque e Rai 1 con “La vita in diretta” sembra che si facciano concorrenza a chi riesce ad accalappiarsi, per le massaie del pomeriggio, gli e/o le sfascia famiglie di turno, ex coniugi, genitori divisi, che si sono scannati per anni nelle aule dei tribunali, utilizzando i figli come sacco da calci, con la volontà di incolpare l’altro, per strapparne l’affidamento, dove alla fine il Tribunale, avendone le palle e i coglioni esplosi per via delle liti e delle gomitate sugli apparati riproduttivi, tramite gli avvocati, hanno deciso di andare ad arricchire il “Il terzo incomodo”, ossia le casse delle Case Famiglia, con i minori che vengono scaraventati tra le grida e lo strappamento di capelli di uno dei due perdenti, nell’eterna contesa.

Figli trattati per anni come sacchi di merda, defecati fuori da uteri materni, da schizzi di sperma solidificati, diventati “non persone” grazie al “non amore” di coloro che gli hanno inoculato, ognuno per quanto compete, la quota parte del “marcio” patrimonio genetico.

Ormai, piaccia o no, bisogna parteggiare le “Le case famiglia”, perché, visto che gli ex coniugi non riesconono a trovare degli accordi sul minore, spendendo cifre da capogiro in consulenze, avvocati, psicologi di parte e avvoltoi vari, è giusto che anche le “Case Famiglia” partecipino alla”mangiatoia” in questo caso di denaro pubblico, facendo il massimo dell’ostruzionismo pur di non restituire il minore a uno dei due “legittimi proprietari” almeno fino al momento della maggiore età. Meglio ancora “mettendolo all’asta” rendendolo così adottabile, dandolo via a “prezzi di realizzo”.

Fa venire il vomito, o come diceva il mio professore di matematica, che lo chiamava “merda daea boca!” – “merda dalla bocca”, vedere uno dei genitori perdenti frignare come bovini scannati in tv, con le lacrime – finte – che scendono copiose, solo per esigenze televisive, implorare la liberazione della progenie, dove in concorso di colpa, hanno fatto il possibile perché venga spedito al “soggiorno obbligato” in una “Casa Famiglia”.

E hanno ancora poco queste “madri o padri affranti” da strapparsi i capelli, se la progenie diventa soggetto di attenzioni anche morbose da parte degli operatori, che in alcuni casi possono vederli come numeri e soggetti da sfruttare. È stata la follia dei due contendenti a destinare i minori a quel lungo “Il Miglio Verde”giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno, lo hanno accompagnato per mano verso la “Vecchia Scintillante”, tenendoli prigionieri per anni nel “braccio della morte” causato dai rancori che i due ex, invece di voler sanare per il bene del figlio, lo hanno utilizzato come arma di ricatto e violenza verbale e giudiziaria, non essendo altro che il portatore del genoma dell’ormai odiato ex coniuge, frutto pervertito dello sperma rinsecchito, ingravidato tramite la violenza sessuale che lo spermatozoo ha commesso nei confronti dell’ovulo, fecondandolo e tenuto al caldo, manco fosse l’uovo appena covato dalla chioccia e una volta rotte le acque è venuto al mondo, tramite evacuazione uterina.

“I bambini non si toccano….”

 Puah!

Verrebbe voglia di sputare sul pavimento dell’ipocrisia, sulla testa di un mondo malsano che si lamenta per i danni causati da terzi, ma che per anni non vede e non vuole vedere i drammi e danni causati dall’uno o dall’altro genitore, non importa il sesso,solo per aver vendetta nei confronti della nemesi.

Figli trattati come “Scudi umani”, usati come bersaglio per scaricare addosso il letame e l’odio covato dentro, usati per spillar denaro degli alimenti. Figli di un’infanzia e di un adolescenza rubata non dallo Stato, non dalle sentenze dei Tribunali, ma figli violentati, stuprati, sodomizzati mentalmente dai padri e/o madri.

Figli contesi, colpevoli d’essere il frutto marcio di un pensiero ex genitoriale larviforme e malato, dove l’amore non è mai esistito, perché anche il presunto eccesso d’amore non è altro che mancanza d’amore e desiderio malati di possesso, dove l’odio, l’inganno, la menzogna erano il quotidiano pane, servito nella cucina famigliare, quando tutti attorno uniti nei pranzi e cene quotidiane, i figli hanno visto e sentito le liti, vedendo le mani alzarsi, i piatti volare, i silenzi farsi opprimenti. Poi l’esplosione, la separazione, il divorzio, la guerra i morti, le armate dall’una dell’altra parte che si concedevano, a suon di denunce, perizie, controperizie, visite degli assistenti sociali il terreno vergine da arare, creando solchi profondi e insanabili nelle menti dei minori, solo perché alla fine il cosiddetto frutto dell’amore iniziale, il figlio di una chiavata fatta a letto, di una scopata compiuta sul sedie anteriore dell’auto, il figlio di una montata non è diventato altro che il pomo della discordia, l’albero del bene, del male e dell’odio insanabile, che ha portato il figlio ad essere prelevato dall’inferno ove era nato e cresciuto, per essere scaraventato in un altro inferno, dove è giusto, fino a quando le teste marce degli ex coniugi e genitori biologici del minore non si siano rinsaviti.

Il vero amore genitoriale non genera questi legittimi mostri giuridici, perché il vero amore genitoriale fa il possibile per evitarli.

Separarsi, divorziare è un evento traumatico per tutti, per gli ex coniugi, ma in primis per il minore, eppure nonostante i tempi lunghi della Giustizia, esistono molti genitori che per il bene dei figli riescono, nonostante le difficoltà, a lasciare da parte i rancori e le vendette personali, senza mettere in mezzo il minore, certo non è facile, ma se ben supportati e aiutati da persone intelligenti e non interessate esclusivamente ad ingrassarsi, tirandola per le lunghe, gli accordi per il bene del minore si possono raggiungere abbastanza celermente. A queste persone va il massimo dell’appoggio e del sostegno, perché dimostrano d’essere superiori al dolore, superiori alla rabbia, all’odio, al desiderio di vendetta, perché ragionano nella prospettiva del figlio, mentre per quell’esigua minoranza di ex coniugi, “mentalmente malati” di possesso, rancore e disprezzo verso l’altro ex coniuge, va solo il massimo del ribrezzo, in quanto nessuno dei due vuole cedere per il bene del minore, oppure se appena uno dei due genitori è pronto a cedere per il bene qualcosa per il bene del figlio, la controparte affamata e famelica, pretende sempre di più. Ebbene, certi non sono mai stati veri genitori, ma semplici prestatori di sperma  e/o d’utero, interessati ad ingrassarsi a spese del figlio e fa venir voglia di vomitare vedere come la tv, per esigenze di audence, magari senza conoscersi tutti gli atti giudiziari, li danno in pasto al pubblico, per aumentare i fatturati pubblicitari e per dar vita a campagne populistiche, facendo leva sui sentimenti di bassa lega dei telespettatori e telespettatrici, spesso impegnati a lavare, stirare o a preparare la cena. Ergo: tv spazzatura.

Marco Bazzato
20.10.2012

venerdì 10 agosto 2012

Il giorno del perdono

Oggi per me è il mio giorno del perdono.

 È contrario al mio essere avere astio o risentimenti per quello che altri ti hanno fatto coscientemente o no.

Perdono mio padre e mia madre, così come i loro figli e le rispettive consorti, comprese quelle che si sono sempre comportate in modo franco e aperto e non hanno nulla da farsi perdonare, anzi le devo ringraziare per come sono.

Da anni si trascinano attriti che hanno generato solchi profondi, probabilmente insanabili ma, per quanto mi riguardano, ora appartengono al passato.  Se altri nutrono o nutriranno dell’astio o altro nei miei confronti, privato e/o pubblico, sono problemi propri del loro essere e alla loro coscienza. La mia è tranquilla e serena e soprattutto in pace con se stessa.

La mia mail, il mio numero di telefono o qualsiasi altro mezzo di comunicazione elettronico e/o classico è sempre ben accetto, le porte sono aperte, come lo sono sempre state in tutti questi anni. Ma se decideranno, come hanno fatto fino a quest’oggi di propendere per il silenzio, è segno che nutrono dei problemi verso di me e non io verso di loro.

 La vita prosegue.

Scrivo e continuerò a scrivere secondo quello che da anni è il mio stile e il mio modo di essere, piaccia o no, perché questo è ciò che amo fare, perché nella vita ci sono anche degli amori che vanno ben oltre la pura materialità e gratificano lo spirito e non ho mai obbligato nessuno a leggermi, è una libera scelta del singolo.

In coscienza so ed è provato e mai smentito d’aver dato molto di più rispetto a quanto ho ricevuto e porto nel cuore la certezza di ciò che ad altri da me è stato dato e che hanno ricevuto nel corso degli anni. Questo nessuno potrà mai togliermelo e soprattutto dalla realtà del mio vissuto personale e famigliare, indipendentemente da quanto altri possano negare o rimuovere.

Di una cosa sono certo: non ho debiti né debiti morali né tantomeno materiali con nessuno della mia famiglia e questo mi rende sereno con il mio essere e il mio sentire, perché mi rende persona piena, intellettualmente, moralmente ed eticamente libera.

Ai miei genitori porto e porterò, in quanto persone, il rispetto che porto tutte le persone che incontro, senza distinzione di razza, sesso, colore e nazionalità, perché così il mio sentire mi chiede di essere.

Un saluto a tutti e un abbraccio ai figli dei figli dei miei genitori che probabilmente non vedrò più. Ma qualsiasi cosa sentiranno  o non sapranno in futuro riferito al loro  di uno dei figli dei miei genitori, spero che una volta cresciuti si facciano vivi, se lo vorranno, perché il batacchio nelle campane  suona da un lato e da un altro e sentirne uno solo  rende il suono disarmonico e che alla fine fa emettere onde sonore stridule, i cui venefici effetti perdurano per anni.

Nella vita bisogna avere il coraggio e la forza interiore di cambiare, cercando d’essere migliori del giorno precedente, perché la vita, quella vera, è inscritta nel cuore e non è un romanzo o un’opera di fantasia, e la realtà quella vera, non quella immaginata e/o pensata per puro esercizio di abilità intellettuale, trova la sua Verità entro il vissuto delle persone, che può essere rimosso da terzi, ma non dall’individuo che l’ha vissuta in prima persona, e per guardarci dentro necessitano attributi che non tutti hanno e la vita, merita d’essere vissuta al meglio delle proprie capacità spirituali, emotive, intellettuali e materiali.

Un grazie speciale a una donna che non ho mai conosciuto, ovunque si trovi.

Un abbraccio a tutta la mia famiglia.
Marco

Marco Bazzato
10.08.2012

venerdì 6 aprile 2012

Umberto Bossi si è dimesso da segretario della Lega Nord

Alla fine il vecchio “senatur”, quasi senile e minato dalla malattia si è dimesso.

 La notizia ha fatto il “Giro d’Italia” ieri pomeriggio poco dopo le 18, innondando la rete e gli speciali delle tv informative, Rai Nevs, Tgcom 24 e Sky, con dirette e aggiornamenti in tempo reale. La sede di via Bellerio èra quasi stata presa d’assalto dai supporter esagitati, che quasi increduli, sembravano colpiti come i coreani quando è morto Kim Jong-il, il “caro leader” venerato, con i mitra puntati alla schiena, dal suo popolo.

In molti si chiedono se Bossi abbia fatto bene o male. Ma le opinioni sono difformi.

 La prima, quella che spaventa più di tutti, aldilà delle giaculatorie di facciata, è la reazione silenziosa dei leader degli altri grandi partiti di governo. Infatti il comportamento del “senatur” rischia d’aprire un precedente pericoloso e destabilizzante in una classe politica che l’etica, innanzi agli scandali, l’ha lasciata molti anni fa,entro quel ventre che non li ha abortiti, delle rispettive madri.

 Erano decenni che un segretario di partito, travolto dagli scandali, non si dimetteva in modo così plateale.

 Certo, nella memoria di tutti sono impresse le magnifiche immagini di Craxi sottoposto ad una granula di monetine da parte dei cittadini, davanti all’Hotel Raphanel, quando il Partito Socialista venne travolto da Tangentopoli, che ha costretto Craxi a morire latitante in Tunisia, condannato in contumacia, come un codardo ha preferito la fuga, dimostrando totale assenza d’attributi e vigliaccheria, rifiutandosi di presenziare ai vari processi a suo carico.

Altri dicono, e questa è proprio la base forcaiola del partito, i simpatizzanti barbuti, spesso vestiti come celti ubriachi di grappa o vino, che il “Caro leader” non doveva dimettersi, nonostante i cappi che in passato erano stati sventagliati nella Camera da parte di parlamentari del Carroccio, quando si trattava di altri, senza attendere il terzo grado di giudizio, o quando gli avversari erano colpiti da scandali politici e/o giudiziari.

Restano molte domande nella mente di molti. Possibile che il “senatur” che certo non ha mai guadagnato poco come parlamentare non sapesse da dove venivano i denari per il restauro della sua casa Gemonio? È possibile che nessuno si ponesse le domande di come il Trota, nonostante il suo stipendio da consigliere regionale – inutile – quasi 12.000 euro al mese, sgraffiganti legalmente agli italiani, avesse bisogno di andare a prendere, rubare, ciullare – i sinonimi sono svariati –  appropriarsi che dir si voglia, entro le casse della Lega?

Ora ci si chiede se sapranno veramente fare pulizia, gettando fuori la feccia e il pattume che appesta il partito, partendo, se fossero confermate le accuse dal “Caro Leader” e tutti i membri della cricca famigliare, il famigerato “cerchio magico”, tipico delle culture tribali e primitive dei celtici e dei loro clan, compresi gli eventuali annessi e connessi?

Sta di fatto che la famiglia Bossi, partendo dal “Caro Leader, alla moglie, al Trota, e gli eventuali altri che risultassero coinvolti nelle appropriazioni indebite dei fondi di partito, andrebbero espulsi senza complimenti, cacciati con ignominia e sottoposti alla pubblica gogna mediatica, da parte del triunvirato appena eletto e dal futuro segretario di partito e soprattutto dai barbuti fanatici e soventi ignorantelli, che odiano, quando fa comodo, l’illegalità in casa d’altri, ma che a giudicare dalle reazioni esagitate, da fanatici religiosi, oggi fregnoni piagnucolosi, colti da astinenza mistica, sembrerebbero disposti a portarsi in casa, come icona votiva, un letamaio morale puzzolente, pur di inginocchiarsi innanzi al feticcio politico che li ha soggiogati per più di un ventennio con il populismo e con banalotti slogan a effetto che hanno fatto presa sulle deboli menti degli adepti del movimento-settario divenuto partito, eretto da uno stregone con il “Toscano”, che prima d’andare a dire cosa gli altri dovevano fare in casa loro, doveva tenere con la museruola, le briglie ben strette o con lo strangolino al collo la moglie siciliana e i figli, “garrottandoli” quando “pisciavano fuori dal boccale”.

Questo sfortunatamente dimostra che “La famiglia”, certe famiglie, non sono altro che un ricettacolo di serpi, di disonesti che non si fanno scrupoli, per ingrassarsi, a distruggere il lavoro di una vita del padre, abusando dell’ eventuale buona fede, della malattia, della dipendenza dalla moglie o dai figli, che non esitano a mettere le mani nella bisaccia del popolo, depredando a man bassa.

Adesso si auspica una cosa sola: che la giustizia faccia il suo corso, che Serpico, il supercomputer della Guardia di Finanza vada a “stuprare” entro tutte le attività del clan, senza pietà, perché dove non arriva la lunga mano della politica, sempre intenta a proteggersi e pararsi il culo a vicenda e gli interessi di parte, lo Stato, nell’indipendenza della Magistratura, degli organi giudiziari e fiscali si auspica che facciano quella Giustizia, azzannando senza il collo dei furfanti disonesti e che venga fatta dallo Stato una caccia all’uomo, una lotta senza quartiere, stanandoli, perché chi ha tradito e si è appropriato di ciò che non gli appartiene dovrebbe essere spogliato completamente dei propri averi, pur nel rispetto dei diritti degli  eventuali imputati e dei tre gradi di giudizio.

Marco Bazzato
06.04.2012

lunedì 19 marzo 2012

Festa del papà. Auguri!

Oggi sarebbe la festa del papà, e si coglie l’occasione per fare gli auguri a tutti papà del mondo, indipendentemente da razza, nazionalità e religione.

Non tutti li meritano, la stragrande maggioranza sì’, ma esiste un esigua un’esigua minoranza una razza infame, volgari distributori di sperma dentro l’utero femminile, che non  meritano d’essere chiamati “papà, ma “p e/o l – adri” per come sono stati, per come sono tuttora e per come saranno forse fino alla morte, se la ragione non li coglie prima.

 “P e/o l – adri”: persone abiette e senza onore.  Che la morte li colga tra mille sofferenze e patimenti. I “p e/o l – adri” esistono, sono in mezzo a noi.

 Lupi travestiti da agnelli, sorridenti e infidi come serpenti a sonagli. I “p – e/o l – adri” non hanno nazionalità, colore, professione, mestiere.

Potrebbero essere artigiani, pensionati, che per tutta la vita hanno fatto i meccanici di uno sperduto paese dell’Italia, dalle Alpi alla Sicilia. Professori universitari, medici, dentisti, dipendenti della Pubblica Amministrazione, carrozzieri, idraulici, imbianchini o spazzini…

Una cosa li accumuna: la menzogna e la vigliaccheria, una codardia endemica che li porta a guardare la povere in casa d’altri, mentre nella propria sono sommersi dal letame, a loro dire profumato, dove fanno vivere la moglie e crescere i figli.

Sono quei “p – e/o l – adri” dall’animo fetido, dalla psiche marcia fino al midollo, nati in miseria e/o in ricchezza, cresciuti derubando ai figli e alle figlie, picchiando, alzando le mani.

 Figure mendaci che odiavano la menzogna, ma che hanno passato la loro esistenza a mentire, a rubare al prossimo, allo Stato, al Comune di residenza, ai clienti o agli utenti che si recavano presso i loro uffici sfarzosi, pieni di nequizie e aberrazioni, ipocriti che purificate l’esterno del bicchiere e il piatto, mentre all’interno è pieno di rapina e intemperanza.

“P – e/o l – adri” biologici, forse, che si definiscono tali, perché hanno la presunzione d’essere genitore dei figli della moglie con cui hanno convissuto una vita.

 Miseri donatori di sperma, che dopo aver schizzato il seme, hanno abiurato l’onore, la dignità. Apostati dell’amore, che si trincerano dietro la legge quando fa comodo, dimenticando la legge morale. Quella moralità che avevano l’ardire di insegnare ad altri, gonfiandosi il petto, elargendo sorrisi smaglianti e smargiassi, in un sala di teatro, con il microfono in mano, tessendo lodi all’oratore invitato, che per anni avevano odiato e insultato in famiglia, perché svolgeva diligentemente il proprio lavoro.

“P– e/o l – adri” ipocriti, che quando le verità e le meschinità salgono a galla, e vengono dette dai figli o dalle figlie fuggono come cani con la coda tra le gambe, latrando furiosi come se gli fossero stati pestati i testicoli.

“P – e/o l – adri” senza dignità, senza pudore, spudorati che dovrebbero sotterrarsi per la vergogna. “P – e/o l – adri” che ammazzano il figlio in mille modi diversi, aventi le mani apparentemente linde, ma l’anima lorda di sangue innocente.

“P – e/o l –  adri” che taglieggiano, rubano, estorcono, corrompono Pubblici Ufficiali per il benessere della loro progenie eletta, che architettano assieme ai figli preferiti e a mogli attaccate alla mammella dei mariti, metodi apparentemente legali per costruirsi abitazioni, in spregio agli accordi da loro stessi firmati con la Pubblica Amministrazione, corrompendo, pagando bustarelle o facendo regalie ai Pubblici Ufficiali che dovrebbero vigilare, ma che preferiscono voltare il capo, con la tasca gonfia di denaro sonante, dall’altra parte.

“P – e/o l –  adri” che corrompono sindaci delle vecchie amministrazioni, oggi appollaiati in altri scranni, ma che tacciono, perché complici omertosi.

“P – e/o l – adri”che hanno dimenticato, se mai l’hanno avuta quell’onesta che insegnavano e pretendevano dai figli, ma che poi hanno disatteso completamente.

“P – e/o l –  adri” da primo banco in chiesa, che vanno a prendere l’eucarestia ogni domenica, dopo essersi alzati dai primi banchi, attraversano la navata, mostrando contrizione.

Ai veri papà, tutti i miei più vividi auguri di cuore…

Marco Bazzato
19.03.2012

mercoledì 28 dicembre 2011

Natale: Coldiretti, crollo spesa a tavola, 2,3 mld (-18%)

Si presume che in molti possano dire d’aver tirato un sospiro di sollievo, quando sono usciti  i dati sul crollo dei consumi per gli acquisti di libagioni e regali natalizi. – 18%, ma si auspica che il fossato possa allargarsi, e quella di quest’anno è la miglior performance negativa dal 2001, quando collassarono le Torri Gemelle.

Se l’Italia ride, la Germania piange. I teutonici godono di una sfavorevole contingenza positiva, con i consumi che aumentano, gli stipendi che salgono e l’inflazione che non riesce ad eroderli a sufficienza, per costringerli a tirare la cinghia, ingurgitando wuster, crauti e bevendo birra in quantità industriale, secondo il miglior pregiudizio antiteutonico, ma ingozzandosi di ogni genere di cibaria prelibata, alla faccia dell’Italia che tanto sbandiera il suo Made in Italy nel mondo.

Molti profeti di sventura si stanno sfregando le mani per i dati appena usciti. La situazione italiana è di un paese entrato in recessione, con un P.I.L che nell’ultimo trimestre ha fatto registrare un negativo dello – 0,5, reso depressivo anche dalla manovra Monti, inutile per le casse dello Stato, ma ottima per gli speculatori internazionali che attendono, sfregandosi le mani e pregustandosi l’assalto all’arma bianca al patrimonio industriale e artistico del Bel Paese, che arriverà con la (s)vendita del patrimonio pubblico a prezzi di saldo, che renderà l’Italia ancor di più una colonia straniera,scaraventandola in termini di crescita e ricchezza procapite, indietro di almeno trent’anni, con i lavoratori costretti a vendere la cinghia, ad eliminare non solo il superfluo, ma anche il necessario per il sostentamento personale e famigliare, viste le strette in atto su sanità e pensioni, e l’esosità dei “Castellani” nei confronti della plebe.

Il bello, se così si può dire, che da questo nero circolo vizioso non se ne esce, se non con le ossa rotte e con un sistema economico sfasciato e ridotto alla fame. D’altronde il Nord Est, l’ex locomotiva Italia, ormai è fermo su un binario morto, colmo di erbacce, con lo Stato che cerca, come al tempo del Medioevo, di far cassa, con balzelli iniqui, che vanno a colpire principalmente gli strati più poveri della popolazione e con gli italiani stanchi d’essere vessati dalle “Nuove Signorie” non diverse dal quelle parassite del passato, che saldano per spirito di equità sociale le prestazioni fornite dai villici con quasi un anno di ritardo, quando va bene, perché abituate a “piangere miseria”, ma che riescono a trovare sempre la “grana” per le varie guerre umanitarie, quando si tratta d’andare a depredare e colonizzare in casa d’altri.

La contrazione dei consumi, e si auspica che tenda almeno per il 2012 ad aumentare, potrebbe essere solo benevola per il Paese, con i cittadini che forse inizieranno a “ribellarsi” entro i limiti della legalità, con manifestazioni oceaniche, il blocco dei pubblici servizi, con scioperi a singhiozzo, senza preavviso, con i pensionati in piazza, pronti a immolarsi contro un sistema politico –industriale che fa sembrare l’Europa sempre più vittima del Grande Fratello, profetizzato in 1984 di Orwell, con i cittadini ridotti al rango di servi della gleba.

Il Paese ha bisogno non solo del crollo sistematico dei consumi, ma anche dell’aumento della disoccupazione, nel settore dell’artigianato, così nella piccola, media e grande industria, nel terziario, nella grande distribuzione e nell’agricoltura. Il Paese ha bisogno di una massa disperati che vanno a taccheggiare per Grandi Magazzini e negozi, nella speranza di non essere presi, perché portati dalla fame e dalla disperazione a rubare per sfamarsi e sfamare la famiglia. Il Paese ha bisogno di un aumento dei fallimenti pilotati e non, per svuotarlo dall’interno delle proprie ricchezze, per rendere i suoi abitanti irosi e rancorosi verso una classe politica che invece di guardare agli interessi degli italiani è  votata a salvare le banche e il sistema finanziario globale, ora in crisi  di liquidità, il che porta a chiedersi se il sistema finanziario si sa mangiato il capitale andando a puttane di lusso?

Ma l’Italia è ancora indietro rispetto alla Grecia nella corsa verso il baratro. Nel Paese dell’Olimpo mancano anche i farmaci di prima necessità, con i farmacisti che minacciano – giustamente – di far pagare il costo completo dei medicinali, visto che la Cassa Sanitaria si “dimentica” di pagare il conto, sono in aumento i casi di malnutrizione e denutrizione, e con i cittadini che non possono ormai permettersi un minimo di assistenza sanitaria e sociale, perché questa è l’Europa del Trattato di Lisbona.

 In ogni caso il Bel Paese almeno può consolarsi, essendo, assieme a Grecia, Romania e Bulgaria, nella lista nera delle nazioni più corrotte d’Europa – Servizio di Rai news 24 del 27.12.2011, questo porta a sperare che se la situazione non sia ancora disperata, che ci sia un barlume che porti a propendere verso il collasso completo del sistema.

Insomma, il 2011 si chiude con i peggiori e nefasti auspici, con la certezza che il 2012, sarà sulla stessa “pista” allucinogena, con l’auspico che i cittadini sappiano risvegliarsi dal sonno della ragione e che si aprano i libri di storia, iniziando a leggere cosa accadde durante la Rivoluzione Francese, con il sistema monarchico distrutto, dove tra balli, canti, e banchetti per la libertà ritrovata, le teste rotolavano – non metaforicamente – a terra, ghigliottinate.

Marco Bazzato
28.12.2011

venerdì 14 ottobre 2011

Don Paolo Spoladore: come tutto è iniziato da Pimpi

Risposta inserita da Pimpi il 20/02/2010 18.37.11 (1)



favoletta:


Un bimbo di quasi otto anni chiede a sua madre: - mamma, perchè il mio papà non mi vuole? -


La mamma, con il cuore spezzato, risponde: - Amore mio, lui ti ama ma non lo sa -


- Ma i preti non possono avere figli, mamma? -


-No, tesoro, per la chiesa questo è un peccato -


- Allora io sono un peccato? -


Dialogo tra madre e figlio.


Il piccolo ha saputo da poco chi è suo padre. Un prete, di quelli controcorrente, diventato un personaggio pubblico, amato, idealizzato, idolatrato da migliaia di fans, per i suoi concerti, i suoi cd, i suoi corsi e, sembra, addirittura per certe sue guarigioni!!!


Ma non vuole, non sente, di riconoscere suo figlio. "Non ha tempo" dichiara freddamente l'ultima volta che incontra sua madre, che spera, che aspetta, che chiede da anni di non far soffrire quel piccolo angelo mandato dal Signore.


Nessuna ripicca, nessuna vendetta, nessun male. Solo amore chiede per suo figlio, solo dignità e rispetto.


Il bambino quando ha saputo di suo padre si è ammalato.


Seguito da un medico di competenza e profondo conoscitore dell'animo umano e da una psicologa di grande cuore e capacità sta lentamente migliorando.


Ma non smette di chiedere perchè, perchè non viene a trovarmi, perchè non vuole stare con me...


lo chiede con le modalità di un bambino, si arrabbia, lancia i giocattoli contro il muro, si sveglia di notte urlando, comincia a non fare i compiti e a non voler andare a scuola.


Tutto questo suo padre lo sa perchè sempre è stato messo al corrente di tutto.


Quando è nato lo ha battezzato in incubatrice, perchè era piccolo piccolo, e quando la sua lunga mano si è posata sulla testolina recitando una preghiera una manina si è alzata a stringere il suo dito medio.


Ma questa immagine deve averla dimenticata, quel padre, perchè poi è sparito per otto anni.


Fino a circa due mesi fa, quando si è avvicinato al figlio per fare la prova del DNA, per essere sicuro che fosse suo...


E' suo.


Ma non ha tempo, dice, non lo sente questo figlio...anche se lui lo ha perdonato, perchè un bambino non sa odiare, un bambino aspetta, ama, e chiede amore. E se non lo riceve si dà una sola risposta: "Non sono degno. Devo aver fatto qualcosa di cattivo per non essere voluto dal mio papà".


E la sua vita è rovinata per sempre.






(1) http://laici.forumcommunity.net/?t=35706778

giovedì 13 ottobre 2011

La comunità cristiana prenda le distanze da don Paolo Spoldaore

Il Corriere Veneto titola: “La Diocesi: «La comunità cristiana prenda le distanze da don Paolo» (1). È strano come alla luce della sentenza che ha attribuito la paternità al sacerdote sospeso a divinis all’oggi signor Paolo Spoladore, questa prenda con più di dieci anni di ritardo dai corsi che il sospeso a divinis faceva e continua a fare, con condizioni di partecipazione particolari. (2).

 
Va rilevato, per correttezza d’informazione che dal sito, il nome del Sospeso a Divins compare come Paolo Spoladore, cosa che i giornali dovrebbero a fare, così come correttamente ha fatto il gruppo su Facebbok. (3), altrimenti si rischierebbe per gli “adepti” di farlo passare per un martire.

«La Diocesi, pur riconoscendo che «don Paolo ha lavorato e fatto molto per la Chiesa in questi anni», afferma monsignor Prosdocimo , ora che tutti i suoi corsi e le sue attività sono da considerare «iniziative personali» dalle quali «la comunità cristiana prende le distanze».



Oggi, ma nel 2005 i toni erano assai diversi e avevano il placet della Diocesi:

«Il vescovo Mattiazzo lascia lavorare chi ha la testa sulle spalle e rispetta le peculiarità ». Per don Paolo Spoladore è già pronta una chiesa spaziosa, con un parroco titolare a occuparsi della pastorale e dei parrocchiani. Per « Donpa » la possibilità di continuare le messe- spettacolo e i corsi di comunicazione. Freddezza dalla Curia sulle « guarigioni » di cui si narra sia diventato protagonista Don Paolo. « Un prete non può essere un guru », avverte monsignor Brusegan. Don Spoladore dal sito « www. informusic. it » fa sapere: « La gente deve smettere di avere paura. Il messaggio del Vangelo che mi ha sedotto: chi ama non teme » (4)

Come prende le distanze? Oggi che è scoppiato il bubbone? Possibile che la Chiesa e la Diocesi in primis, non controlli i propri sacerdoti, soprattutto se tengono corsi che vanno contro gli insegnamenti del Magistero? Come è possibile che, solo a seguito della sentenza di condanna alla paternità, ci sia questa ”forte” presa di posa di posizione formale, “nascondendosi” dietro la formula che sono iniziative private? Che non sono mai state iniziative private, in quanto il sacerdote ha usato lo suo status di ecclesiastico per dar forza ai suoi messaggi “reazionari”, ed esiste il beneplacito ufficiale della dichiarazione del Vescovo del 2005.

Ed è possibile che la Diocesi abbia permesso per anni che il sacerdote andasse in “conflitto di interessi” facendo finta di non sapere, oppure “tollerando” senza intervenire, richiamandolo all’ordine, per quanto poco diffidandolo, nelle sue iniziative “private” di usare per i suoi corsi il “biglietto da visita” Don Paolo spoladore? No, sapevano e approvavano pubblicamente.

Sono molte le domande a cui la Diocesi dovrebbe dar conto all’opinione pubblica, non solo sull’oggi ex sacerdote, ma su quanto questa ha “tollerato” degli anni, senza intervenire? E a Padova e provincie limitrofe la Chiesa sapeva, eccome se sapeva. Ma tra le altre cose, probabilmente anche le questue non erano irrisorie…

Ma la cosa strana è che nei suoi corsi si parla tra l’altro del legame genitori figli, dei legami madre-figlio, padre-figlio, e ci si domanda come potrà parlare dei legami padre-figlio, accostandolo obbedienza del Cristo nei confronti di Dio, e il legame e i problemi psicologici, con la ricaduta sul fisico, quando i legami padre-figlio sono tagliati o sbagliati, e costui è un padre assente, dove ha dovuto intervenire la Giustizia Terrena a ristabilire una verità non solo legale, ma soprattutto biologica?

Un proverbio dice: “Predicare bene e razzolare male!”

Se si analizzano i comportamenti e la “fuga” dalle responsabilità morali, etiche e paterne, in molti si domandano come si possa parlare di Verità, quando si rifugge dalla Verità, nascondendosi, protetto da un cordone di sicurezza, mentre si effettuano i Corsi di Comunicazione ? (5).

Il problema, e lo si afferma essendo Veneto, ed avendo partecipato ai suoi corsi, che molti veneti sono creduloni, dove basta che uno abbia una tonaca nera, una croce sulla giacca per dargli l’aurea di messia, alimentando l’ego, che non è dettato dal messaggio Cristico, ma dal mero interesse economico, visto il volume d’affari che i Corsi di Comunicazione creano.

Chiaramente non si discute la liceità legale dei corsi – esiste il libero mercato, così come esiste il mercimonio della religione – ma quella morale, se in diretta antitesi con gli insegnamenti del Magistero, che ogni sacerdote pubblicamente, anche se svolti in forma “privata” dovrebbe attenersi.

Nasce un’ultima domanda: possibile che la Diocesi non abbia mai inviato degli osservatori in incognito per vigili are sulla liceità etica ed ecclesiastica di quanto veniva detto all’interno dei medesimi, prendendo nel caso venissero rilevati dei messaggi che andavano contro il Magistero dei provvedimenti ufficiali di richiamo, per “tutelare” la Chiesa e la comunità dei fedeli che cercavano e cercavano nelle parole di don Paolo Spolaore una Verità diversa da quella enunciata dal Vangelo?

E tutti ormai vedono dove questa Verità diversa abbia oggi portato il signor Paolo Spolaore.



Marco Bazzato

13.10.2011

   






venerdì 27 febbraio 2009

Povia, Luca era Gay. Vincitore morale



A bocce ferme non si può che affermare che il vincitore morale del Festival di Sanremo sia Povia e la sua stupenda canzone Luca era Gay.

A nulla son servite le manifestazioni dell’ultima serata, gli articoli di giornale, i proclami sbandierati a destra e manca, verbalmente violente come una dichiarazione di guerra, per arrestare la scalata al successo del cantante sanremese, con buona pace di chi lo vorrebbe impalato e messo in graticola, reo d’aver raccontato una storia.

Gli italiani – che non sono idioti – hanno capito il messaggio, fino in fondo, e hanno dato il loro responso, innapellabile, anche se francamente, in un Italia affetta da eterofobia strisciante e mediatica, sarebbe stato troppo invocare il primo posto, in un Paese, secondo i gay, affetto da omofobia.

Ma l’italiano è stanco di vedere, come si è chiesto Aldo Grasso,la «gayzzazione della tv»? Gli italiani sembrerebbo stanchi, esausti, con i nervi a fior di pelle, nel vedersi imporre omosessuali ad ogni ora del giorno e della notte, come se – oggi – essere gay fosse un valore aggiunto, da imporre a tutti, per far piacere ad una minoranza.

Povia, col suo testo equilibrato, ha lanciato un segnale chiaro, recepito in maniera straordinara da quanti lo hanno portato al secondo posto del festival, facendo passare finalmente un sano messagigo d’amore etero, un messaggio che edifica e che costriusce una famiglia naturale, compsta da marito (uomo), moglie (donna) e figli biologogici avuti dalla coppia, mettendo al primo posto – finalmente – l’unica famiglia naturale esistente in natura, l’unica famiglia che da continuità alla specie umana e che come tale deve essere tutelata, senza riserve, da ogni tipo d’attacco politico-ideologico strumentale che sta facendo letteralmente morire il Paese, che vede l’incremento delle nascite solo da parte dei cittadini extracomunitari, che continano ad avere nel D.N.A il concetto di famiglia, intesa come atto d’amore riproduttivo, non solamente, come viene inteso dagli omosex, finalizzato al soddisfacimento fisico, che muore un attimo dopo l’orgasmo.

Quello che ha fatto male, è stato vedere il cantante, sabato, scortato da uomini in divisa, segno chiaro di quanto la libertà d’espressione sia oggi un’utopia, riservata ad una minoraza eletta, ad una minoranza che non vuole ingerenze, contro il loro pensiero unico dominante, una minoranza spalleggiata anche da apostati eterosessuali, nemici dell’eterosessualità stessa, che per piaggeria e vanagloria, hanno svenduto la coscenza all’altra metà del cielo, inesistente. Arruffapopoli pericolosi, pronti a saltare sul carro dei vincitori, pronti a difendere l’indifendibile, offendendo alla maggioranza delle persone di buona volotà, per accreditarsi - come paladini prezzolati – ai detentori del potere, o a quanti vorrebbero sovvertire l’ordine legale, portando in alto una presunta bandiera di legalità, appoggiandoin modo smodato i “matrioni” tra persone dello stesso sesso, o la fecondazione eterologa ai portatori di eterofobia.

L’attacco che questa minoranza organizzata ha messo in essere contro una canzone, contro un’artista è stato respinto, praticamente con la forza brutale della democrazia, con la forza di un televoto, che ha elevato Povia al sescondo gradino del podio,in barba ai gufi, in barba a tutte le accuse capziose, pretenzionse ed oscurantismi, di stampo, per assurdo, clericale che avrebbe voluto la canzone “Luca era gay” all’indice, nemmeno fosse un testo eretico, un testo da appestati, un testo infame ed offensivo per qualuno o contro qualcosa.

La musica, indipendentemente da quanto o cosa si canta, è patrimonio primo dell’artista che la crea e del pubblico che l’ascolta, la segue, l’apprezza anche, quando il testo come quello di Povia pè equilibrato, ci ragiona sopra. La musica, una canzone non può sottostare ad diktat politici, non può essere censurata, indipendentemente dal contenuto. Certo può essere criticata, non condivisa, non ascoltata, ma non per questo si deve attaccare mediaticmaente un’artista solo per il fatto d’aver cantato qualcosa, che secondo alcuni, andrebbe contro la “morale” imposta da una minoranza agguerrita, contro una maggioranza, che almeno in quest’occasione non si è dimostrata nè silenziosa, nè distratta e/o assente, distante dalla tematica si personale del testo stesso, ma che potrebbe avere un valore sociale più ampio di quello che al primo ascolto potrebbe apparire.


Marco Bazzato
27.02.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/