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martedì 26 gennaio 2016

Stepchild adoption? No grazie!

Meglio un Family Day o un “Family” Gay?


Ormai è un attacco continuo. Ogni santo giorno stanno tempestando l’Italia e la maggioranza degli italiani con queste “benedette” (?)  unioni civili, come se l’Italia, nuovamente in preda alla recessione che sta arrivando, con il rischio che quattro grandi banche finiscano nel baratro, deve distogliere l’attenzione dei cittadini con questa carnevalat dei presunti diritti civili negati, che il decreto Cirinnà vorrebbe samare.

Ma l’Italia ne ha veramente bisogno?

Assolutamente no.
Soprattutto in questo delicato momento storico.

Abbiamo visto l’ennesima “manifestazione oceanica” sabato 23 gennaio nelle piazze italiane con questa orda barbarica di rivoluzionari arcobaleno, dove secondo le stime delle propaganda gay ci stavano in totale nelle le varie piazze, a loro dire, un milione di persone. La cosa stana è che nessun organo di stampa ha riportato le stime delle varie questure sparse per il Paese, le quali solitamente forniscono delle ufficiali, circa le effettive presenze alle manifestazioni.  

Che i media si siano messi ad angolo retto davanti alle lobby Gay?

Strano, a Padova ci stavano una cinquantina di gatti spauriti e metà erano fiancheggiatori eterosessuali. Il che, statisticamente parlando, significa che nemmeno la maggioranza silenziosa degli omosessuali è interessata a questa farsa dei cosiddetti diritti civili, in quanto è risaputo, secondo la vulgata popolare, che gli omosessuali sono molto meno monogami degli eterosessuali, i quali  manco loro a volte sono campioni di fedeltà coniugali.

È chiaro che giunto allo stato attuale di rottura generalizzata qualche contentino, qualche caramellina, anche amara,  a questi va data. Ma ciò non significa certo calare le braghe ed equiparare il matrimonio etero con la firma di un pezzo di carta davanti ad un pubblico ufficiale di due persone dello stesso sesso. D’altronde due sentenze della Consulta hanno ficcato in profondità dei paletti giuridici e costituzionali ben definiti.

La cosa assurda è che dalla contestazione studentesca del ’68 fino a metà degli anni ’80 del millennio passato,  il matrimonio, soprattutto per la sinistra italiana, era una volgare e becera istituzione borghese da abbattere, rimangiandosi le loro stesse parole degli anni ’40 e ’50, quando il Partito Comunista Italiano nei suoi slogan proclamava: “Per la difesa della famiglia, vota Partito Comunista Italiano.” E poi, hanno cambiato idea e dalla fine degli anni sessanta in poi hanno iniziato l’opera di demolizione del matrimonio e adesso hanno fatto l’ennesimo salto della quaglia, l’ennesima piroetta, per quattro volte a novanta gradi, fino a saltare dalla parte opposta e a volere il “patrimonio” chiama molo con nome diverso, per le persone dello stesso sesso.

Il pomo della discordia è diventato l’adozione del figliastro, che in Italia per non usare quel temine – dispregiativo –, che equivarrebbe a dover dare “all’amico carnale di letto” del padre biologico, del patrigno, si preferisce usare il termine inglese “stepchild adoption” –  sappiamo tutti  che vita face  Cenerentola  quando suo padre morì e rimase  con  la matrigna e le due sorellastre, ed era eterosessuale –  che non è altro che un cavallo di Troia per legalizzare i figli  di una sega “acquistati” all’estero, avuti grazie  alla maternità surrogata, detta anche gestazione d’appoggio, sebbene preferisco il termine politicamente scorretto, prostituta d’utero, o gestazione della mignotta.

Perché a detta delle associazioni omosessuali i figli per costoro sarebbero un diritto. Starno, ma la natura, nella sua infinita sapienza, se non ha dato alle sane “coppie” omosessuali la possibilità biologica di riprodursi tramite coito, come avviene nelle sane coppie eterosessuali. Quindi un motivo ci sarà, o no?. La natura non può sbagliare in questo modo in scala planetaria con  più del 99,99%   dellespecie animali, homo sapiens sapiens, compreso, no?

Eppure con pretesti banalotti  e statisticamente irrilevanti, come ad esempio la morte del padre biologico, si vorrebbe affidare il minore “amico carnale di letto” del padre, al patrigno  - e qui la storia di Cenerentola torna ancora in ballo – perché è risaputo che un conto è una coppia eterosessuale adotti un minore, entrambi non avendo legami di sangue potrebbero dare lo stesso amore e forse di più, rispetto a dei genitori biologici,  sopratutto se questi erano dei figli di puttana che magari lo menavano, si facevano le pere innanzi al piccolo, oppure il maschio picchiava la femmina o costei si faceva sbattere anche dai pali della luce.  Un altro conto è che il padre biologico abbia un legame di sangue, mentre il patrigno, sapendo di non essere il padre biologico, ma solo “l’amico carnale di letto” del padre, alla fine in fondo in fondo, non nutra dei sentimenti di odio e/o di avversione verso colui che non è il frutto dei suoi lombi.  

Oltretutto ci stanno una camionata di ricerche, che naturalmente le associazioni LGBT non diranno mai, che asseriscono che – ops, strano – un minore debba crescere in un ambiente dove ci siano due figure opposte di riferimento, quella maschile e quella femminile e che l’ambiente omo, sia esso maschile o femminile , non è la migliore soluzione per costui.

Ma al centrosinistra, ai suoi fiancheggiatori e a macchia di leopardo anche il centrodestra, non interessa una beta minchia dei diritti dei minori. No, tutti sono ammanicati e silenziosi, con l’industria e la produzione dei figli di una sega, fatti con le prostitute d’utero, con la relativa esportazione di capitali all’estero. Si perché la prostituzione d’utero a scopi riproduttivi è vietata in Italia,e condannata dal Parlamento Europeo, quindi, solo chi può, gli omosessuali sani benestanti e le coppie eterosessuali, dove la donna ha problemi di sterilità, vanno all’estero ad “acquistarsi” il neonato. Dove il pacchetto tutto compreso può arrivare a costare fino a 135 mila euro, viaggi e costi extra esclusi. Starno che la Guardia di Finanza ed Equitalia  non abbia mai indagato su questi “acquirenti”, per capire se avevano i necessari introiti finanziari , che poi hanno esportato all’estero!


Secondo molti a questi gaglioffi, che se ne fottono dell’orientamento sessuale, andrebbe in primis tolto il neonato, il minore e andrebbero multati per una somma venti volte superiore rispetto alla somma spesa per “l’acquisto”. Naturalmente il minore dovrebbe essere reso immediatamente disponibile per l’adozione.  Perché come dicevano i latini, anche in questi casi è meglio: “Unum castigabis, centum emendabis”, che tradotto letteralmente significa: “Ne castigherai uno, ne correggerai cento”


Non va dimenticato anche un’altra cosa fondamentale, ossia che la prostituta d’utero cede, a seguito di regolare contratto prestazionale, il neonato, subito dopo il parto “all’acquirente”, senza nemmeno far passare i sessanta  giorni che i medici veterinari prescrivono per lo svezzamento dei cuccioli di cane. Ossia, per i difensori dei diritti dei minori, il diritto di un neonato ad essere svezzato dalla madre vale, meno del diritto di un cucciolo di essere svezzato dalla cagna che l’ha partorito.  A questo punto mi chiedo: chi è la vera cagna,  visto che gli acquirenti fanno venire al mondo un minore volutamente “orfano” della madre biologica?

Tra le altre cose finalmente sembra che anche le femministe nostrane, in ordine sparso, stiano debolmente alzando la voce contro la pratica della gestazione della mignotta, pardon dell’utero in affitto, però la Cirinnà e i parlamentari che la sostengono, fanno le orecchie da mercanti, perché, da vili, hanno paura che alzare la voce su questa delicata tematica li faccia passare per omofobi e per nemici degli omosessuali. Quindi preferiscono, metaforicamente parlando, prendere a calci nelle ovaie le donne straniere, dove questa pratica è legale, pur di non perdere i voti dei gay italiani e dei loro fiancheggiatori.


Questo avviene nella vita reale, mentre invece cosa vediamo anche nei film e telefilm, anche italiane? Le famiglie etero, sempre piene di problemi, colme di conflitti generazionali, liti tra padri e figli, rivalità, rabbie, rivalse, mentre le cosiddette “famiglie omogenitoriali” – capezzoli, mai uno screzio, sempre armonia perfetta tra il padre biologico, il figlio e tra il figlio e “l’amico carnale di letto” del padre, insomma, la “famiglia” del Mulino Bianco,in salsa gay, rischia di far crepare tutti di ipoglicemia, causa eccesso di zucchero e/o aspartame.

Nessuno si è mai chiesto  il perché dell’assenza di conflitti tra  genitore, figlio biologico e “amico carnale di letto” del padre? Perché altrimenti la “normalità” della cosiddetta “famiglia” gay potrebbe essere interpretata come pregiudizievole da parte dei telespettatori,  o  perché il figlio biologico rispondesse  indietro al padre o “all’amico carnale di letto” del padre, o avessero degli alterchi verbali molto accesi, con tanto di liti e scontri, e questo potrebbe  mettere in cattiva luce queste “famiglie stereotipate e perfettine..

Oppure come è accaduto nella fiction “Alla ricerca della felicità” dove, la povera figlia lesbica, con il posto fisso alle Poste, passava il tempo a chiacchierare con le colleghe, il padre e con” l’amica carnale di letto”, che faceva la guardia giurata nello stesso ufficio postale – quando si dice culo cinematografico – con la madre indisponente, perché la figlia stramba si era fatta ingravidare all’estero, da un segaiolo sconosciuto, che davanti ad un giornaletto e un filmetto porno, mentre pensava ai cazzi suoi, gli sputava in una fialetta qualche miliardo di “bambini liquidi” che poi sarebbero stati sparati nell’utero a costei.... Alla faccia dell’amore e de sentimenti!

Anche questo “orfano” di padre, perché per i gay, a loro dire, i figli sono un diritto! E qualsiasi mezzo è lecito ed etico pur di poter soddisfare il loro desiderio contronatura!

Ecco, alla fine di chi l’Italia e mezza Europa è in “ostaggio”. È presa in ostaggio dalla lobby gay, che come una piovra ormai, dalle alte sfere dell’Unione Europea, ha allargato tutti i suoi tentacoli, peggio del Professor Moriarty –   acerrimo nemico di Sherlock Holmes, il quale sè chiaro che si faceva ingroppare o veniva ingroppato dal Dottor Watson , come lo si evince leggendo con attenzione  Il ritorno di Sherlock Holmes del 1905,dove a pagina 13 del racconto “La casa vuota”,  - Alberto Peruzzo Editore, 1988 – l’autore scrive:  Non so come Holmes aveva capito del triste lutto che mi aveva colpito, e mi mostrò la sua affettuosa comprensione più con i modi che non con le parole”  –  all’inizio del regno di Edoardo III, il male anche nei racconti veniva combattuto e la letteratura e la cultura britannica avevano la pudicizia di tenere determinate cose dentro la sfera privata. 

Marco Bazzato

26.01.2016


http://marco-bazzato.blogspot.com/

lunedì 17 febbraio 2014

Vladimir Luxuria arrestata a Sochi?

Il comunista italiano Vladimiro Guadagno, affetto da disturbo di identità di genere (1a), che vorrebbe essere chiamato da tutti Vladimir Luxuria e taluni italiani in passato, cadendo nella trappola politica l’hanno pure votato,  mandandolo  in  Parlamento tanto che aveva anche la pretesa, anche se maschio a tutti gli effetti, anche biologici, per quanto riguarda la tubazione esterna,  di utilizzare i servizi igienici femminili. (1)

Ebbene, il Dottor Vladimiro Guadagno, laureato in lettere e linue straniere, dopo  esser entrato legalmente in Russia, via cielo, non è dato a sapere se vestito come da certificato di nascita e passaporto, o se travesito da donna, con tanto di mammelle false, mostrando che già alla frontiera, alla faccia della propaganda, i russi sono stati tolleranti con una persona affetta da disturbo da idenità di genere, che rispettano le leggi del Paese.

Ma il Dottor Vladimiro Guadagno, noto “agitatore politico” che si spaccia per difensore dei diritti civili anche in patria, ha fatto fare una pessiama figura all’Italia e agli italiani, recandosi scientemente in Russia con lo scopo di provocare dare scandalo, pur di diffondere anche in quella terrra la sua ideologia figlia della toria dell’idenittà di genere. E lo fa, esponendo allo stadio, una delle tante famigerate bandiere arcobaleno, con la scritta in russo, “gay è ok”.

La polizia, gistamente ha preso subito in consegna il fascinoroso mascarato, portandolo al più vicino posto di Polizia, dove il Dottor Vladimiro Guadagno, al passaporto, si è poi lamentato, prima via telefono (2), poi, dopo il rilascio,  a mezzo stampa (3), durante un intervista in un inglesse maccaronico, che la Polizia russa, senza dirlo espressamente, è ignorante, perchè non parlava una sola parola di inglese, ma solo il russo. Bisognerebbe che se il Dottor Vladimiro Guadagno andasse in grio a parlare con i sottofuciali che prestano servizio in strada o dentro le caserme, della Polizia o dei Carabieneri per sincerarsi se tutti parlano l’inglese e se lo parlano, stia sicuro che forse si esprimono megliodi costui. Senza dimenticare che i russi, trovandosi a casa loro, parlano la loro lingua e non sono obbligati ad usare una lingua straniera per comunicare cona persona fermata, la quale, al massimo la forza  pubblica può mettere a disposizione un interprete. Ma evidentemente essendo solo stato in stato di fermo e quindi poi rilasciato, come spesso accade in Italia, con i fascinorosi da stadio o con gli ubriachi che vengono messi in guardina fino a quando non smaltiscono la sbornia, per fare un controllo dei documenti,  magari una piccola ricerca in rete dopo aver visto qualche sua immagine o video, hanno deciso di lasciarlo andare, aprendo le finestre, dopo la sua uscita, per cambiare l’aria, e andando in bagno,a turno, a lavarsi le mani, come loro all’igiene personale.

Ma la cosa esilarante è stato il web, Facebook in particolare,  sembrava impazzito. Nemmeno durante l’11 settembre del 2001 si vedevano le informazioni scorrere a tale velocità. Ma la cosa che scaldava il cuore erano i commenti d’amore nei confronti della Russia e dei polizziotti dell’ex Unione Sovietica, che avevano preso in momentanea consegna il Dottor Vladimiro Guadagno, per via del suo comportamento illegale e antisociale, a dimostrazione che gli italiani si stanno svegliando dai narcotici buonisti,a base di morfina mediatica e di laica ideologia religiosa che altro non è che il nuovo oppio dei popoli e come persone che aprono gli occhi dopo anni di sonno della ragione, imparano a distinguere non solo ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ma sopratutto ciò che è male da ciò che è bene.

E in questo caso il giusto e il bene era ed è dalla parte della polizia russa che con rispetto e diligenza della persona, ha fermato il fascinoroso per identificarlo, salvo poi rilasciarlo senza, e forse questo è stato un errore, ma evidenteente il codice pnale russo non lo prevede, un ingiunzione di rimpatrio immediata e un timbro nero sul passaporto, impendendogli di rimettere piede così nel suolo russo per almeno una decina di anni.

Se al Dottor Vladimiro Guadagno non è stata ingiunta l’espulsione immediata, oltretutto dopo averlo identificato e forse compreso che ruolo ha avuto in Italia nel corso dell’ultimo decennio, è un chiaro segno che le presunte diesciminazioni russe nei confronti degl LGBT sono solo una fantasia dentro le teste degli LGBT russi, riportate dai media occidentali come forma di pressione politica e di ingerenza nei confronti delle leggi ruse, perchè se così i locali gay di Shochi e nin solo, non sarebbero mai stati aperti e sopratutto pubblicizzati nei giornali online e nei media occidentali, affinchè i locali e gli ospiti potessero continuare a sguazzare sui loro gusti sessuali diversi da quelli etero. (4).

Tutta questa storia di “lussuria” o Luxuria ha mostrato in modo inequivocabile che il Dottor Vladimiro Guadagno, comunista di sangue e di professione, è diversamente amato dalla maggioranza silenziosa e non degli italiani, ma  sopratutto che non disegegna il denaro dell’odiato nemico, Silvio Berlusconi, amico di Vladimir Putin, in quanto sembrerebbe che fosse al seguito degli inviati della trasmissione le Iene di Italia 1, di proprietà Mediaset, che di cui una parte consistente delle azioni appartiene al grupppo Finivest, dove l’azionista di maggioranza è il pregiudicato Silvio  Berlusconi, decaduto dalla carica di Senatore, ma Presidente di Forza Italia.

Quando si parla di coerenza politica di un comunista.

Marco Bazzato
17.02.2014



(4) http://www.tuttosport.com/olimpiadi-invernali/2014/02/10-285362/Olimpiadi,+night+e+drag+queen%3A+Sochi+si+scopre+gay+friendly?src=correlato

mercoledì 12 febbraio 2014

Padre e madre “assassinati” dalla burocrazia, ma le fiabe gay negli asili sì

Se l’Italia continua a invertirsi in questo modo, tra pochi anni sarà riscritto, dalle lobby gay, anche il “Padre Nostro” e L’Ave Maria”.

 La nuova versione, politicamnete corrotta, si chiamerà: “Gentitore 1 Nostro” e nell’Ave Maria, si dovrà recitare invece di “Santa Maria, Madre di Dio”, “Santa  Maria, genitore 2 di Dio”.

Già perchè per non offendere i diversamente etero, che agli occhi del loro orgoglio valgono più  di coloro che li hanno messi al mondo, svezzati e fatti crescere,, il termine “padre e madre” è stato sostituito da “genitore 1 e genitore 2, nunerandoli come il tatuaggio che i nazisti facevano ai deportati verso i campi di concentramento.

Perchè a detta di questi “illuminati pensatori”, accecati dala loro stessa luce della superbia,  non importa se dell’Unione Europea o se politici italiani,che come cani fedeli si fanno guidare da “guide cieche sorde”  che  scimmiottano, su questa tematica, il  nanismo,intellettuale dell’Antica Grecia, come se andadassero  a trarre ispirazione dentro stalle industriali dove le vacche emettono dal dall’ano, qantità impressionati di boasse, come si diceva tra i villici di campagna al tempo nella lingua dei Dogi Veneneziani, ossia merda e metano, dove dopo essersi annebbiati da questi effluvi malsani, si mettono a redigere leggi, che ricadono sui cittadini, infischiandosene di tutto e di tutti, manco fossero dei drogati in  crisi di astinenza.

Accade in fatti che in alcune scuole dell’ex Regno d’Italia, oggiRepubblica sotto il dominio dell’Unione Europea, e stato tolto il fermine  “papà” e “mamma”, sostiuendoli per l’appunto  con  “”genitore 1” e “genitore 2”, cancellando de facto la figura di riferimento princpale per i bambini: la  mamma. Questo può anche essere letto, alla faccia del falso politicamente corretto, come il desiderio misognino di togliere dalla burocrazia la figura femminile, partorendo così un genocidio amministrativo matrice sessista perchè anche il più stolto e putrido  dei filologi della lingua italiana, figlio del  voto politico del ’68, dovrebbe sapere che il termine genitore è maschile singolare.

Ma se la mellifua ingnoranza linguistica si fermasse a questo, vabbè, basterebbe fare come è stato fatto con la giraffa uccisa con un clpo in testa in Danimarca e poi data in pasto ai leoni, un bel colpo in testa, come sciveva Tom Clacncy nei suoi romanzi, nel Palazzo della Lubianka, dove le spie venivano tolte dalle spese sparandogli alla nuca, eliminando fisicamente e non solo amministrativamente le mamme appena dopo il parto.

 Invece no.

 Le mamme non vengono toccate – per ora – però come ulteriore punizione perchè  come sanno anche i cani quando vanno in calore, si accoppiano con le cagne, la vita non esiste senza il principio cinese di Yin e di Yang, il principio maschile e  femminile, lo stesso principio che dava vita  al Gacken, robot magnetico, tramite  di Plus e Minus, hanno voluto andare oltre: utilizzare i minori come cavie animali da laboratorio per i loro esperimenti sulla tolleranza, iniziando fin dall’asilo a parlare di sesssualità diversa, rispetto a all’amore che li nanno generati: cioè sesso ,  che non è altro che accoppiamento infecondo, tra persone dello stesso sesso, non importa se  diuomini umini con uomini  o donne, con l’aggiunta di annessi e connessi e/o quant’altro.

E chi ci guadagna in tutto questo? In primis le case editrici che spacceranno i loro libri direttamente dentro gliasili che hanno accettato questa proposta diversamente salubre..Già, perchè i libri non saranno certamente gratis e qualcuno dovrà, o le amministrazioni comunali che tramite gli asili useranno i miniori per gli esperimenti, o i papà e le mamme che si vedranno  obbligati ad acquistarli, senza essere interpellati, e guai dissentire,pena l’essere tacciati di quella parolacciafiglia dell’ideologia gay: omofobia,  patologia mentale, frutto della fantasia della lobby gay,  inesistente sul piano psichiatrico.

Una volta i grandi scrittori omosessuali, perchè la genitalità creativa non dipende dall’essere declinati verso l’omosessualità o dall’essere semplciemente etero, scrivevano testi rivolti alla grande platea di pubblico. Scriveno fiabe d’amore, romanzi, storie con protagonisti maschili e femminili, perchè sapevano che altrimenti non avrebbero avuto alcun tipo di  mercato, in quanto sarebbe nato subito un  privato, seppur legittimo, senso di ributtanza, che certo non favoriva le vendite e di riflesso anche la la creatività futura.

E infatti, cosa hanno fatto questi non creativi, questi volgari scopiazzatori dei classici universali: hanno omosessualizzato, al maschile o al femminine, non solo le fiabe per i bambini, ma anche serie televisivie rinomate come, tanto per fare un solo esempio,  Star Trek, scimmiottando il TOS- Trek  the Orignal Series, in una serie, inguardabile, disponibile su You Tube – cercatevela se volete.

Ma si può essere più turpi e scimmiotteschi di così?

Prendiamo ad esempio un classico: Cenerentola, trasformato – forse  a causa di un melficio –   in Cenerentolo, amante dei cetrioli, con il Principe che manda i  suoi emmissari in giro per i regni vicini a cercare il suo amato – brrr – tirandosi dietro un mocassino o uno scarpone militare di tipo anfibio?

I bambini, checchè ne dicano non sono idioti e inizieranno a farsi e a porre delle domande alle mastrine, le quali saranno costrette ad arrampicarsi sugli specchi per dare delle risposte politicamente (S)corrette, ossia false.

E poi, come avranno preso la notizia il padre e la madre che il loro unico figlio, pretendente al trono, vuole accoppiarsi carnalmente con un altro uomo, senza dare una discendenza dinastica e sicurezza al regno?  Avranno alzato le spalle, dai, ingravida una serva – ancora la donna utilizzata come oggetto da riproduzione e non come essere che dona vita e amore e poi diremo che è figlio di una tua precente relazione?

 Già peccato che al tempo delle fiabe  era obbligatoria la cerimonioa religiosa, innanzi ad un ministro di culto e tanto tempo fa, primeggiava lo Stato Pontificio e la relgione  cattolica, quindi forse il Padre saggio – omofobo – per il politicamente corrotto, avrebbe costratto il figlio a prendere in moglie una principessa, facendo un matrimoio  di faccata, per poi, una volta procreata la discendenza e garantita la successione al trono, tanto per non sbagliare, avrebbe gettato il figlio e l’amico nelle segrete, buttando via la chiave, ordinando alle guardie di scordarsi dei due prigionieri. Ipoteti non certo peregrina e quindi del tutto legittima.

 E se il passo successivo fosse quello di voler riscrivere non solo le fiabe, ma anche la storia ad esempio anche la storia del Grande Scisma di Enrico VIII, trasformandola in una lotta tra il “progressita” Enrico VIII e la tradizionalista Chiesa Cattolica? Ma si dovrebbe cancellare anche le leggi dell’epoca vittoriana, aancora illuminata regina, ncora in uso in Australia e in India, in base al quale sono state cassate le leggi sul matrimonio gay.

Un altro punto focale sono i papà e  mamma, i quali hanno e avranno tutto il diritto che i loro figli ascoltino all’asilo le fiabe tradizionali, fiabe che loro e i loro genitori hanno letto da bambini e non che la loro discendenza torni a casa con la testa riempita e appestata di scemenze e idiozie,  scopiazzate e rivisitate  per l’orgoglio di qualche lobby che vuole ingrassare uno o più editori amici?.

Ci si chiede: ma dove cazzo –  scusate cari lettori, ma in certi momenti i volgarismi, come un attacco di diarrea, diventano intrattenibili – sono i pedagoghi, gli psichiatri, gli psicologi gli specialisti dell’età evolutiva, in quantoo tacciono come vermi, restandosene rannicchiati sotto la melma che sta sommergendo le scuole materne italiane?  Guardando in rete sono poche le voci  “eretiche” al dogma  laicodell’ideoligia gay che alzano la testa, e che gridano al mondo che i bambini hanno bisgno di credere in mamma e papà. Che nanno bisgono di sapere che sono amati, anche se hanno una situazione in casa, figlia degenerata di un falso progressismo. O forse, peggio ancora, sapendo che potrebbero esserci dei rischi per lo sviluppo armonico di queste vittime della perfidia umana, se ne stanno in riva al fiume, pronti ad arpionarli quando mostreanno segni di disagio, sicuri di potersi ingrassare alle spalle o della famiglia o dell’assitenza pubblica, per riedcarli, come nei campi di concentramento,   che le loro sensazioni, i dolori di pancia, che la loro imperattività non è figlia delle porcate ideologiche  che gli sono state propinate, quasi martellate meforiche in testa,  fin dall’asilo, ma che sono portatori sani a rischio di omofobia e che quindi vanno curati a forza di psicofarmaci.

In ogni Paese civile, come disse Mr Spock in Star Trek III:  Le necessità dei molti superano i bisogni dei pochi”  e come ama ripetere come un mantra il Presidente della Repubblica italiano, che spesso richiama, forse perchè fan di Star Trek, “A fare gli interessi generali del Paese” e non quelli particolari. E in questo specifico caso, manco fosse l’unico, gli interessi generalidel Paese sono quelli dei bambini che hanno alle spalle famiglie, legalizzate da un certificato di matrimonio, non  importa se poi si sono separati o divorziati o se i figli sono adottati legalmente, o da orfani o di padre o di madre, o allevati da paranti bilogici. Famiglie comunque composte da  padre e da madre e non da un Genitore 1 e  Genitore 2, perchè viceversa si farebbe non il bene della collettività, ma si tenderebbe a porre l’accento ideologico su situazioni che sono un eccezzione, non la norma,  o  come affermano altri, la normalità.

Farebbe sorridere, se non fosse una cosa dannatamente seria se ci si pensa, che i Paesi con più alto tasso di intolleranza nei confronti dei gay, compreesi nell’acromio  LGBT, dove i casi di bullismo diretto o indiretto per via telematica, fino ad arrivare alle violenze fische e all’omicidio e/o al suicidio, siano le cosidette nazioni progressite del Nord Europa, dove esperimenti di questo tipo sui minori in età prescolastica sono iniziati molti anni prima che in Italia. Questo signifca che per quanto si voglia indottrinare all’idelolgia gay o di gender, usando mediaticamente i sistemi della propaganda nazista, “ripeti una bugia 100 volte e questa diventerà una verità” continuano ad essere applicate alla fine queste reiterate menzonge spacciate per verità scienfifiche sfociano in un rigetto fisiologico, non solo verbale, ma anche violento. Questo l’Italia lo sta già provando sulla sua pelle, infatti, basta leggersi molti commenti che appaino nella rete, gli italiani sono stufi e ne hanno le scatole piene a forza di sentire la propaganda ideologica della lobby gay.

Ormai l’unica arma che rimane al Potere, non è quella di far rientrare le acque dentro l’aveolo naturale del fiume, esondato a casua della propaganda, ma inizare a denuciare o peggio, prendere a mangallenate chi sta cercando di rinforzare gli argini con i sacchi di sabbia, prima che le acque e la corrente travolga tutto e tutti.

Marco Bazzato
12.02.2014

giovedì 19 dicembre 2013

Adozioni internazionali: 26 coppie bloccate in Congo

Se non fosse una cosa seria o semiseria ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate, fino a pisciarsi addosso, perchè le vacanze prolungate delle ventisei coppie – etero –  in attesa di portare in Italia nuovi figli neri, appena “immatricolati” all’estero, divenuti tramite adozione internazionale, italiani a tutti gli effetti – come se una Kyenge  non fosse già più che sufficente –  assomiglia sempre di più ad una farsa tutta italiana, ad una presa per il culo, tipica per gli abitanti del Bel Paese, dove ora i politici di qualsiasi ordine e grado, si fingono indignati per il trattamento riservato ai nostri connnazionali, bloccati in Congo, per via di un timbro che non arriva da settimane.

Dobbiamo avere l’onestà di dircelo:

 Prima si constringono le coppie che vogliono adottare un figlio a diventare sceme con la burocrazia italiana, la quale, con la scusa della protezione dei minori,non  mollano le galline dalle uova d’oro, manco fossero affette da stitichezza cronica, tirando fuori un fracasso di cavilli legali, per mantenerli stipati nei magazzini degli orfanotrofi, pardon, delle Case Famiglia, dove lo Stato passa una “bustarella” che va da 90 ai 120 euro al giorno “per capo di bestiame”, per ogni minore “detenuto in adozione sospesa”, costringendo i futuri aspiranti genitori, a rivolgersi al business, delle adozinioni internazionali, andando così a prendersi i minori nei Paesi del Terzo mondo, non tanto per un vero amore nei confronti di questi luoghi, ma perchè in questi Paesi, dove la miseria è endemica, lo Stato in teoria ha tutto l’interesse di smaltire, se possibile, quanto prima le eccedenze minori, esportandoli e facendoli “reimmatricolare” all’estero, dando così a questi pacchi postali delle forme umanoidi, una nuova patria, dove gli “acquirenti indiretti”,diveranno i loro nuovi genitori, a rigor di legge, salvo, come avviene in Italia sovente, il diritto di ripensamento all’ultimo momento, anche mper motivi apparentemente o realmente futili,  bloccando così l’intera operazione, a pochi metri dal traguardo, in modo assolutamente legale.

Perchè la situazione delle coppie italiane merita di “sbellicarsi dalle risate?”

Per un motivo molto semplice: la  bianca cioccolata politica italiana si lamenta con della controparte di cioccolata nera congolese, avendo l’ardire di voler imporre in casa d’altri, in Congo, tempi burocratici rapidi, quando l’Italia stessa costringe i potenziali genitori ad andare a cercarsi i figli all’estero. E proprio in un caso come questo è come se si dicesse che la merda dei culi bianchi italiani non puzza, invece  quella dei culi neri congolesi, sì...mentre, indipendentemente dal culo che la espelle, sia esso  bianco o nero, beh, sempre merda è, e puzzolentetemente fumano entrambe!

È interessante notare che il ministro per la (dis)integrazione, la congolo-italiana Kyenge, si era vantata poco tempo addietro d’aver risolto la situazione delle 26 coppie e ieri lo stesso Mario Borghezio ha telefonato al nostro ambasciatore in Congo, come se questi, povero diavolo, potesse andare a fare pressioni sulla legittima burocrazia congolese, burocrazia non dissimile a quella italiana, che ha costretto le 26 coppie  ad andarsene all’estero per importare una discendenza legale, di colore, non biologica, legata alle due doppie eliche del DNA dei coniugi.

Ma l’apoteosi del ridicolo la si sta raggiungendo in queste ore, dove i Visti degli italiani sono scaduti e sembra che non ci sia nessuna volontà – e avrebbero ragione – di rinnovarli, facendo diventare immediatamente gli italiani dei clandestini.

 Non male per la Kyenge, che è entrata in Italia clandestinamente e che da quando si crede una importante e che conta nel panorama italiano ed europeo, vorrebbe cancellare il reato di immigrazione clandestina e Jus Soli a tutti e buona notte agli autoctoni italiani da generazioni, mentre nel suo vero Paese, il Congo, essendo forse meno idiota di tanti italiani o neoitaliani, hanno, in fatto di accoglienza e soggiorno, delle leggi ferre e non colabrodo come quelle nostrane e provincialiste.

La cosa più “bella” che potrebbe accadere a queste 26 coppie? Di essere messi in un aereo per l’italia e rispediti a casa, con un bel timbro nero sul passaporto e divieto di ingresso per un bel pò di anni, senza i neofigli appena “acquistati” al “mercato grigio” dellle adozioni internazionali.

Questo casino lo si ribadisce, non è colpa delle leggi congolesi, ma della stupidità e dell’ingordigia vorace delle “Case Famiglia”, le quali, spalleggiate da una burocrazia, folle, farigginosa, complessa e sopratutto più lenta di quella congolese, costringe gli aspiranti genitori che vogliono “immatricolarsi” dei figli adottivi nel loro Stato Famiglia ad emigrare.

Chiaramente si auspica che in un modo o in un altro, il ginepraio legale venga dipanato e che tutti, possano tornare a casa prima di Natale o al massimo prima di Capodanno, ma in ogni caso in primis va riveduta la pratica delle adozioni di autoctoni italiani, in Italia, in modo da tenere gli euro di queste famiglie nel nostro Paese, affinchè possano averne di più a disposizione, specie in questo periodo di crisi, perchè a conti fatti, tra viaggi in aereo e tutto il resto, il costo economico, forse privo degli stress italici, non deve comunque essere un costo indifferente, ma alla politica italiaana, come sempre, non interessa quanto i cittadini possano spendere, ma quanto lo Stato, attraverso aspirapolveri economici di euro, possa lucrare contro costoro, anche se non va  dimenticato che avere un figlio, specie se preso in adozionione, non è necessariamente un diritto acquisito per i futuri genitori e le traversie italiane e congolesi, in questo caso, lo stanno a dimostrare.

 Questo è il vero scandalo.

Marco  Bazzato
19.12.2013

martedì 17 dicembre 2013

Babbo Natale merita la morte?


Ormai è chiaro, Babbo Natale merita di morire!

 Non se ne può più.

È praticamente da quasi più di un mese che le palle del mondo girano a spron battuto, i coglioni fumano, i testicoli maledicono il Cielo e la Terra, a causa di questo avinazzato rubicondo  appesta giornali, televisioni, siti internet, facebook e chi più ne ha più ne metta, massacrando stuprando, violentando, sodomizzando, comettendo atti commerciali contro natura nei confronti di donne, vecchi, bambini, nonni, zii e parentando vario, incitando, in un periodo di depressione economica, al consumismo esasperato, alla rapina indiretta dei figli nei confronti dei genitori, all’istigazione alla violenza economica, per far finta di far felice dei mocciosi rompicolgioni.

E questo barbuto vigliacco alla Fidel cCastro, ma capellone peggio di uno schifosissimo hippy drogato  con barba che arriva al mento, cosa combina in Lapponia?

 L’ho visto proprio con i miei occhi in un film di Walt Disney: usa dei minorati fisici, chiamati gnomi – per salvarsi legalmente il culo dall’ ispettorato del lavoro e dai braccialetti ai polsi –  dalle fattezze eternamente bambinesche, anche se pluricentenari, a lavorare gratis per costruire giocattoli, sfruttando il lavoro minorile peggio di come oggi fanno i cinesi o di come facevano gli italiani, anche prma degli anni ’50 del millennio passato,visto che basta riandarsi a vedere il film “I Il Vigile” con  Alberto Sordi, dove Otello Celletti , vetusto sfaticato lecchino debosciato, un pò come Babbo maiale, pardon, Babbo Natale, si divertiva a scorrazare in moto, mentre il figlio poco meno che undicenne faceva il meccanico di auto e di moto.

Babbo Natale va considerato alla stregua di un criminale economico. Alla stegua di un affamatore di famiglie. Va visto come un vegliardo capitalista sfruttatore, non  solo di minori dalle orecchie a punta, ma anche delle famiglie, le quali, se hanno progenie legittima o bastarda, sono costrette a svenarsi per farli contenti, visto che i frugoli altrimenti, iniziando a rompere già dai primi di novembre, la notte di Natale, per liberarsi la mente e i timpani, andrebbero sacrificati, come si fa con l’agnello pasquale della pasqua ebraica, oppure utilizzando la macellazione rituale islamica, che praticamente è quasi la stessa cosa, sgozzandoli e aspergendo il  sangue sulla porta di ingresso, per indicare  a quel barbuto di non fermarsi e di passare oltre, in quanto quella casa non si fanno regali alle pulci indemoniate, perchè sgozzate, visto che da dietro la porta continua a girare all’infinito  il ritornello della canzone  “Soli” di Adriano Celentano,  “.. È inutile bussare, tanto qui non aprirà nessuno”, in quanto dopo aver sgozzato il figlio o i figli, il marito ha ammazzato la moglie, uccidendosi a sua volta, con un colpo di pistola in bocca!

Non possiamo negare che Babbo Natale non sta sui coglioni a tutti. A poco serve rammentarci che anche noi, oggi adulti o vegliardi, siamo stati a nostra volta dei piccoli bastardi rompicoglioni e quinidi dobbiamo essere tolleranti nei confronti delle giovani generazioni implumi o impuberi che dir si voglia.

Balle! Bubbole! Castroneri cosmiche! Minchiate selenite per non avere il coraggio di imparare dai nostri errori, trasformando oggi dei piccoli mostri affamti di regali sotto l’albero in futuri famelici bestemmiatori contro questo panzone sciagurato, che praticamente di regali, e i bambini lo debbono sapere, non ne porta manco uno!

Ormai Babbo Natale è una cancrena planetaria, tanto che perfino i cinesi, convertiti al capitalismo comunista, hanno iniziato ad evocarlo,  ad osannarlo, ad adorarlo, tanto per rovinare  bene o male quasi un altro mezzo miliardo di bambini, come se non fossero già abbastanza  sfracella marroni per conto loro.

Il problema è che è impossibile ribellarsi a questo demone assatanato di denaro. In questo nefasto periodo lo si trova in ogni loco o loculo: nella carta igenica mentre ci si pulisce il culo, nei tampax, dove quando le donne se lo infilano, beh, sappiamo dove, questo vecchio perverito fissa con occhi sgranati la foresta pluviale della vulva o il monte di venere pelato, fingendo di arrossire per la vergogna, anche se poi una volta tornato a casa si chiude in bagno e va via di manovella come un assatanto di sesso..

 Lo si trova in Tv, aprendo qualsiasi giornale, sito internet. Ad ogni angolo si trada ci sta un Babbo Natale con che, invece di farsi i cazzi suoi, inizia a scampamellare come una vacca al pascolo, facendo auguri natalizi non voluti, visto che questi non può sapere, perchè manco lo riguarda, se ti è appena morto il gatto, se si è stati licenziati o se la moglie  vi ha appena beccati  a letto con un altro uomo, nudi come vermi, mentre commettevate atti di sodomia, considerati da costei – domofoba e integralista religiosa – contronatura!


Babbo Natale è e rimarrà nei secoli seculorum l’emblema del male assoluto. L’emblema dell’uomo nero  di rosso vestito. Un essere  generato e non creato dalla mente malata di qualche laido genio del marketing deviato, forse ex bevitore incallito e indefesso di Coca Cola, ormai verde di bile e rabbia, perchè la sua creatura si è ribellata al creatore, inizando ai vivere, seppur per non più di tre mesi all’anno, di vita propria.

Babbo Natale andrebbe abolito per legge o  reso incapace di nuocere al suo prossimo, ossia a tutti noi, perchè anche lasciarlo libero per meno di novanta giorni all’annno, equivale a creare danni psicici ed economici permamenti nelle vuote tasche di coloro ch eper forza sono costretti ad assecondare, causa pigmei o scimmie bonobo, chiamati in modo proprio: discendenza ancora minorenne!

Cittadini di tutto il mondo unitevi in questa battaglia di libertà. Unitevi e scrivete al Norad, affincheè almeno quest’anno, invece di seguire il suo viaggio con i radar, facciano una cosa per il bene dell’umanità: lo abbattano, facendo alzare i caccia, pundandogli contri i puntatori laser dei missili terra-aria, distruggendolo. Non importa quanti potranno essere i danni collaterali o le vittime. Non importa quanti periranno in questo attacco di libertà dei cieli, anche perchè è sicuro, che certo Babbo Natale volerà illegalmente, in quanto non avrà sicuramente presentato il piano di volo e che quindi, come ogni ogetto volante non identificato, merita di essere abbattuto e distrutto e sopratutto ucciso una volta per tutte!

Marco Bazzato
17.12.2013

venerdì 27 settembre 2013

Barilla: «Mai uno spot con famiglie gay, se a qualcuno non va, mangi un’altra pasta»

Barilla: «Mai uno spot con famiglie gay, se a qualcuno non va, mangi un’altra pasta»

Cosa ci sta di offensivo in questa dichiarazione?

Logicamente nulla. Ma la cultura delle Brigate Rosse continua a permeare gli italiani sinistrosi, figli del teorico politicamente corretto o meglio politicamente corrotto,  essendo compagni che sbagliano, figli del motto,  “colpiscine uno per educane 10, 100, 1000!” e infatti da ieri la rete puzza di uova marce sessantottine, di appelli alla mobilitazione nazionale contro la Barilla, rea di non utilizzare cosiddetta “famiglia gay”, come famiglia tipo italiana negli spot pubblicitari, con tanto di esagitati che invitano al boiccottaggio del marchio.

Siamo giunti ala pornografia e all a prostiuzione intellettuale degli ex eteroingelligenti, al paradosso tafazziano di prendere a calci nei coglioni una delle poche realtà economiche e produttive italiane, vanto nel mondo, perchè non utilizzano gay negli spot pubblicitari.

Il bello è che questi pseudo intellettuali se ne sono accorti solo quando il Barilla l’ha detto in modo chiaro e diretto, mentre fino al giorno prima, andava tutto bene. Evidentemente la verità, se non detta, non fa male, ma se detta in modo dritto, fa bruciare il culo, come se alcuni fossero colpiti da improvvisi attacchi emorroidali, causati da penetrazione a secco di un corpo estraneo, come si usa fare in certe pratiche sessuali estreme.

E infatti, come scrive Andrea Camilleri nei romanzi di Montalbano, ieri tutti sembravano che “fossero stati presi dai turchi”, viste le grida , le urli, la strilla isteriche vomitate ed evacuate in rete, in forme mollemente solide, con tanto di  gruppo Twitter e scemenze su Facebook che invitavano al boicottaggio del marchio,  colpevole di aver villipeso i tutti i reami di Monte Allegro.

Puah! Ridicoli e incivili e oltretutto privi di cultura manageriale.

Infatti le tv italiane e straniere sono piene di spot gay, di  pseudo “famiglie gaie” composte da due uomini, con figlio che porta il patrimonio genetico di “coniugi”, lo stesso dicasi per le pseudo “famiglie” composte da due donne con figlio avente il patrimonio genetico di entrambi i “coniugi”.

La Barilla avrà fatto le sue ricerche di mercato: e i risultati potrebbero avere evidenziato che uno spot con siffatte realtà, percentualemnte atipiche,  potrebbe essere controproducente per le vendite,  quindi perchè gettare denaro in spot dall’incidenza  percentualmente insignificatesulla popplazione italiana, andando ad urtare la sensibilità della maggioranza degli etero intelligenti, i quali – giustamente dal loro punto di vista – potrebbero scegliere prodotti che risaltino al meglio il loro senso di appartenenza alla famiglia tradizionale e fondata sulla genetica discendenza della progenie, all’interno della  sacralità della famiglia fondata sulla biologia riproduttia naturale, composta da un maschio e da una femmina?

InItalia ormai la fa la padrone il leccaculoso politicamente corrotto, pardon, politicamente corretto,  a tutti i costi, dove gli eteroidioti si comportano come servi della gleba, pronti ad attaccarsi al  birroccio riempito di letame ma profumato di essenze apparentemente delicate, ma tossiche per la psiciche umana e i risultati si sono visti, tanto è vero, che per dirla alla Nico Giraldi: si sono beccati il Gaggio” quindi, «Se stavan a a magnar a merda credendo che fosse formaggio!»

In rete però si è visto anche l’esatto opposto, in quanto in molti hannno le palle sfracicate di questa ideologia che sta rendendo l’Italia “un’aula sorda e grigia” tanto per citare il discorso del Bivacco di Benito Mussolini. Non sta aumentando l’intolleranza nei confronti degli omosessuali, ma la consapevolezza storico-tradizionale che essere etero è bello, che amare l’altra metà del cielo è fantatstico, che avere una discendenza, frutto di un legame d’amore , dove i figli possono essere il bastone della vecchiaia è cosa buona e giusta, sancito non da Dio o da qualche legge di qualche Stato più o meno integralista, ma dallla natura, che di per se è bastarda, puttana, ma spietatamente giusta con tutti.

Negli eterointelligenti sta maturando un senso di rigetto non nei confronti degli omosessuali in quanto persone, ma nei confronti dell’ideologia dell’omosessualità, che come una locusta tende ad aggredire e voler sovvertire e distruggere la tradizone e la storia umana, per provare plasmarla a loro immagine e somiglianza.

È sta di fatto che se le associazioni gay desiderano così tanto vedere spot omosessuali nelle tv nazionali generaliste, che si comprino una fabbrica di pasta, si mettano nel mercato, lo affrontino,  vincendolo: vediamo se facendo spot solo con le cosidette “famiglie” diverse da quelle tradizionali, riusciranno a sopravvivere in nun mercato globale altamente competitivo, oppure se, per campare, non saranno  costretti a fare spot televisivi, per vedrli mandati inonda a tutte le fasce orarie,  con l’odiato e vituperato nemico di sempre: la famiglia naturale, altrimenti in pochi acquisteranno la loro pasta politicamente corretta, secondo la loro  opinione!

Marco Bazzato
27.09.2013

mercoledì 22 maggio 2013

Cecilie Kyenge e il razzismo africano contro i bianchi?

Ieri la congolo-italiana, italiana per matrimonio, Cecilie Kyenge, ex immigrata clandestina e attuale Ministro dell’Integrazione, a detta di alcuni Ministro della – Dis – Integrazione, usando a posteriori la banale scusa della scorta, a margine di un incontro a Milano, per la consegna ad alcun minori della cittadinanza ufficialmente simbolica, praticamente fittizia, a dei figli di immigrati, si è rifiutata, e le immagini sono chiare, di stingere la mano ad un uomo bianco. A detta di qualcuno il rifiuto può essere stato causato per via del colore bianco della pelle, mente per altri, perché questi era leghista. Dalle immagini si evince chiaramente che se il ministro, razzista a questo punto, avesse voluto, avrebbe potuto ordinare alla scorta di lasciarlo passare, dando così l’esempio di buona educazione e di essersi integrata, lei ex immigrata clandestina, oggi ministra, negli usi e costumi italiani, ma purtroppo così non è stato. Portando quindi a pensare che le cose sono due: o è tipico della tradizione congolese non stringere le mani agli uomini bianchi, oppure da politica congolo-italiana, ha preso tutti i difetti peggiori degli italiani, mescolando il peggio del Congo con il peggio dell’italiota mediocre, anche se laureato in un “meticciato” culturale che produce, in alcune minoranze, frutti avvelenati. (1).

Ora bisognerebbe capire se il comportamento quasi da Black Panter (Pantere Nere) (2), vuole rimanere all’interno della legalità, sancita anche dal Trattato di Lisbona, o come dichiara Cecilie Kyenge, “Io credo che il tema della cittadinanza è un tema che dobbiamo tutti affrontare, aldilà delle leggi, aldilà di qualunque ideologia, ma è un tema che dobbiamo affrontare e va affrontato da diversi punti di vista, non soltanto la sottoscritta, ma credo che sia un esigenza del Paese” – Giornalista – “Le polemiche leghiste le hanno fare un po’ un passo indietro?”, Cecilie Kyenge, “Ma la risposta io ho sempre detto, non la devo fare io, la risposta la deve dare la società civile. La mia posizione è sempre stata chiara. Quindi la risposta è quello che deve dimostrare il Paese e la società civile”. (3). Il che porta molti a pensare: ma cosa ha veramente detto o cosa voleva, visto il lessico deboluccio, dire?

Nelle 89 parole pronunciate, la Cecilie Kyenge, senza dire quasi nulla, ha utilizzato due volte “dobbiamo tutti affrontare”, due volte “aldilà”, due volte “tema”, due volte “Paese”, due volte “Società Civile”, tre volte “Risposta”, dimostrando un lessico misero, da studente straniero, livello B1, del Quadro comune europeo di riferimento di conoscenza delle lingue (4).

Che non sia la persona più preparata a livello linguistico e di conoscenza della lingua e della cultura italiana, quella lingua e quella cultura italiana, presente nel sangue degli autoctoni, lo dimostra anche il video (5), dove in un brano del discorso dice: “Un’iniziativa come questa è una di quelle buone pratiche che bisogna sostenere con forza nel Paese. Bisogna sostenere un’intesa che faccia capire che siamo tutti cittadini. Questo segnale non lo deve dare soltanto il Comune di Milano, ma la mia presenza è quella di dire che come istituzione, a livello nazionale bisogna cercare di fare passare questo messaggio, quello di una nuova convivenza, di una cittadinanza forte, una cittadinanza dove ognuno di noi possa ritrovarsi, dove ognuna di noi dove essere sicura lì, dove scegliere di abitare, lì è casa sua. Il meticciato, come ho detto anche prima, è già una realtà nelle nostre scuole. Se voi guardate questa sala, ve ne potrete accorgere. Se voi uscite, andate nella stazione, andate negli ospedali, andate ovunque, vi rendete conto che non sono parole mie, ma sono quelli che, è la fotografia del Paese….”, e nella sua pagina Facebook, si trova anche scritto: “Non si può non dare una risposta ai 200 bambini qui oggi, ai 34 mila a Milano, al milione in tutta Italia che ancora oggi aspettano. Il meticciato è già una realtà, è una fotografia del Paese. Questo impone un cambiamento di una visione generale, è la base per costruire un Paese moderno e un’Italia migliore” (6).

Se il Ministro per l’Integrazione fosse veramente integrata e calata nella cultura italiana, saprebbe che l’aggettivo “meticcio” oltre che essere politicamente scorretto, lo si utilizza nel linguaggio comune per gli animali di razza bastarda, è anche antropologicamente errato, almeno nel contesto italiano. Infatti, se prima di lasciarsi andare a simili parole, avesse controllato in un qualsiasi dizionario, avrebbe imparato che “meticcio” significa: “Che ha il sangue misto in quanto nato da genitori di due popolazioni antropologicamente differenti, in particolare da un genitore bianco e da un altro ameridio. Sin: mezzosangue, le popolazioni M dell’America Latina.
In zootecnia, animale fecondo, nato dall’incrocio di due razze diverse della stessa specie Sin. Ibrido.  (7).

È strano perché il ministro, che appartiene al Pd, quindi di sinistra che più di sinistra non si può, dopo il SEL di Vendola, dovrebbe sapere che qualsiasi genitore, amante del politically correct (8) e costei prima di essere Ministra è madre di due figli, usando l’aggettivo “meticcio”, va contro “una linea di opinione e un atteggiamento che  sociale di estrema attenzione , soprattutto rifugge l’offesa verso determinate categorie di persone. Qualsiasi linea di condotta in deroga, più o meno aperta a tale utilizzo, appare per contro come politically scorrect” –fonte Wilipedia, rendendola non diversa, per l’uso di questo aggettivo politicamente scorretto ad un Erminio Boso, a Gentilini, solo che dalla pelle, per dirla come nei romanzi di Mark Twin, “negra”, portando a pensare che gli opposti alla fine siano identici, almeno nel linguaggi dispregiativo utilizzato.

Il che porta a pensare un’altra cosa, ossia quanto ci sia di congolese in Cecilie Kyenge, che la porta a utilizzare l’aggettivo meticcio in un modo così politicamente scorretto, oppure che secondo la cultura africana di provenienza, l’aggettivo meticcio, rientri nella normalità della loro cultura, facendomi tornare in mente le parole che anni fa mi disse un missionario comboniano che operava in Mozambico e che mi disse: «Sai, Marco. Per gli africani, gli uomini biancchi, per il colore  l’odore della pell, per loro noi assomigliamo e puzziamo come cadaveri…» e riflettei tra me: “Paese che vai, usanze e detti che trovi…”.

 Chiaramente si auspica che nel lessico italiano, seguendo l’esempio del Ministro per l’Integrazione, Cecilie Kyenge, l’aggettivo meticcio (9) torni ad essere comunemente utilizzato nel lessico di tutti i giorni, in tutte le sue declinazioni, soprattutto dalle giovani generazioni, essendo assurto al rango di aggettivo ministeriale.

Marco Bazzato
22.05.2013



sabato 27 aprile 2013

Famiglie gay in Francia, Putin: «Non avrete mai i bambini russi»


Titola il quotidiano Libero nella versione online: Famiglie gay, Putin avvisa: non avrete mai i bambini russi” (1).

Finalmente l’anziano orso comunista si è svegliato dalla letargia in cui la Russia era sprofondata dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989. Putin, amico fraterno di Silvio Berlusconi, da buon ex capo del KGB, servizio segreto di sovietica memoria, ha ribadito che intende rinegoziare, anche unilateralmente, l’esportazione in Francia di orfani, in quanto questi potrebbero essere adottati dalle “famiglie” gay, dove con una legge arbitrariamente fascista da parte del pseudo comunista Hollande, con un colpo di mano parlamentare ne ha sancito non solo la liceità di contrarre licenza matrimoniale, m che persone diverse dall’eterosessualità possano adottare, come singoli o in “coppia” dei minori, solo per cercare di rendere più mite quell’orgoglio gay, che il dizionario della lingua italiana definisce come: “1 Esagerata valutazione dei propri meriti e qualità per cui ci si considera superiori agli altri in tutto e per tutto.”

A Parigi, in seguito alla decisone arbitraria del governo e del Parlamento, che non voluto tenere presente le diverse sensibilità culturali della maggioranza dei francesi, ha costretto i partigiani contemporanei transalpini, ad abbandonare momentaneamente i loro aventini, per scendere in piazza, dove sono stati affrontati e malmenati dai gendarmi (2), che sembravano i diretti discendenti dei soldati al soldo  del novello Luigi XVI (3), solo perché metaforicamente gridavano “La famiglia naturale è composta da un uomo e una donna e dai figli, non importa se naturali o adottati” e randellati perché il grido non era politicamente (s)corretto, neutro, incolore, o al massimo del colore di un arcobaleno slavato e insipido.

Perché Putin ha fatto bene a dichiarare di voler rinegoziare l’export degli orfani verso la Francia? Anzi, andando con ordine: perché i francesi dovrebbero importare bambini orfani dalla Grande Madre Russa? (4).

Le cose son due: o in Francia non si sono orfani e minori da adottare, almeno quelli in tenerissima età, in quanto le future madri preferiscono “ammazzarli” in grembo, tramite la legittimità dell’aborto, oppure le “confische” di minori da parte dello Stato per riassegnarli ad altre famiglie, sono inferiori alla domanda.

 Alla fine però potrebbe anche essere che, come in Italia, la “custodia giudiziaria” di infanti , impuberi e adolescenti, fino al giorno prima della maggiore età,  da parte degli ex orfanotrofi, denominati “Case famiglia”, è un business che, secondo alcune stime dovrebbe fruttare ai “tenutari” mediamente 95 euro al girono a capo. Infatti i costi variano dai 70 ai 120 euro al giorno (5)., se sono “Case famiglie” bettole o a più di tre stelle.

È chiaro che una “Casa famiglia”, che ha a rotazione costante anche solo venti bambini, avendo lo stesso numero di capi nell’arco di 365 giorni l’anno, si porta a casa 1900 euro al dì, 570.000 euro ogni mese, per un totale annuo di 6.840.000 euro. Quindi si da per assodato che anche pagando affitti, luce, acqua, telefoni, vestiti, cibo, manutenzione, psicologi, dipendenti fissi e e/o a contratto, pulizie dei locali, varie ed eventuali, venti minori non costino quasi 7.000.000 di Euro l’anno,  generando ampi margini di lucro e forse anche “di ruote oliate per tutti”  per continuare  a mantenerli costanti o in crescita nel corso degli anni.

Per questo, nel nome del diritto dei minori, dicono, le adozioni entro i vari territori nazionali sono difficili e complesse e gli aspiranti genitori che ci hanno provato, riuscendoci, conoscono le trappole burocratiche e i tranelli a cui sono sottoposti, non per il bene della “merce” dichiarata cedibile, pardon adottabile ma perché questa merce umana, al pari degli “schiavi”, non sono altro che galline dalle uova d’oro, delle cornucopie o dei pozzi di San Patrizio a cui attingere a piene mani, dove il connubio legale tra leggi dello Stato e ostruzionismo per futili motivi di psicologi e assistenti sociali rende una corsa ad ostacoli estenuante “la cessione del minore”,alle famiglia che vorrebbe, tramite lo scarico delle “merci in vendita”, prenderlo nel libro di carico delle “merci acquistate”.

 Quindi, pagando, per risparmiare stress, tempo e nervi, si preferisce rivolgersi al mercato delle adozioni internazionali, importando nei Paesi ricchi, minori provenienti da Paesi poveri o in via di sviluppo che non vedono l’ora, mancando anche leggi, strutture adeguate e/o la cultura dell’aborto, di smaltire le eccedenze di produzione di minori, “vendendoli” all’estero, ossia dichiarandoli esportabili, tramite l’adozione internazionale.

Putin (6) e la Russia in questo particolare mercato non hanno bisogno di rinegoziare nulla a riguardo l’esportazione di minori verso i Paesi occidentali, ossia nei “mercati” stranieri che rilasciano licenze matrimoniali, permettendo così di riflesso l’adozione a diversità  non eterosessuali.

Alla fine basterebbe che la Russia facesse una semplice aggiunta nelle pratiche di “cessione estera”, ossia di adozione, basandosi sulle proprie leggi, inserendo per i single la casella da barrare che indica l’orientamento sessuale del candidato o della famiglia che vorrebbe importare nel proprio Paese un minore. Anche se nel semplice caso della “famiglia” sarà logico che quando si presenterà una “coppia di coniugi” composta da due maschi o da due femmine, la pratica di export, non venga presa in considerazione.  Esattamente come avviene oggi e si auspica anche n futuro in Italia con le licenze matrimoniali rilasciate all’estero – vedi l’ex parlamentare Anna Paola Concia con la sua compagna tedesca (7) –  in quanto  quella licenza in Italia  è un pezzo di carta senza valore per la trascrizione presso il comune di residenza dei due “coniugi”.

Alla fine non è necessario scimmiottare la Francia e i galletti francesi per essere una nazione civile.

Marco Bazzato
27.04.2013



mercoledì 3 aprile 2013

Vittorio Feltri e il politico che ha messo incinta la colf



Non ci sono ancora né conferme e né smentite, ma sembrerebbe che nel parlamento italiano, oggi come dai tempi del Regno d’Italia,  sia sempre stato pieno di montoni, intesi non come i maschi della pecora, ma come montoni che montano e/o fottono, e soprattutto fanno l’amore con le legittime consorti, (senza vivere nel peccato del concubinato novecentesco della convivenza more uxorio)  partendo dalla missionaria, passando per la pecorina, e con in mezzo  l’emiciclo di tutte le posizioni del Kamasutra (1), antico testo indiano sul comportamento sessuale umano che ne indica la bellezza di ben 64 posizioni, senza omettere il mitico rapporto oro genitale e lo sporcelloso 69.

Ma la notizia che dà Vittorio Feltri tramite i cinguetti di Twitter, ha trasformato gli italiani in fanatici della caccia grossa. Il cinguettio, riportato da Giornalettismo, dice: “
Un politico importante ha ingravidato la cameriera e la moglie lo ha buttato fuori di casa”. (2) e per chi ha Twitter, reperibile direttamente dalla pagina del giornalista (3).

Aprendo la pagina del quotidiano online e scorrendola verso il basso, così come nella pagina Twitter di Vittorio Feltri, si possono leggere le congetture dei lettori, a riguardo il politico, oggi irrilevante ai fini numerici,  forse memori della batosta elettorale che avrebbe preso nell’ultima tornata elettorale, quando asseriva di essere l’unico che aveva in bocca “parole di verità”. Vero ossimoro, in quanto politica e verità sono antagonisti senza soluzione di continuità, additandolo a carnefice e vittima dei suoi comportamenti ossessivo-compulsivi. Non mancava altro che dicesse: «Io sono la Verità e la via», Gv 14.16, che  gli italiani zeloti gli avrebbero organizzato  un bel Golgota,  con  tanto di 14 stazioni della Via Crucis, facenti parte del pacchetto completo. Dove però la resurrezione sarebbe stata un extra da pagare a parte a Dio in persona.

Per carità, esiste il diritto di ogni legittimo consorte o come va di moda, e come si vorrebbe legalizzare il concubinato more uxorio, per meri interessi economici,  anche nel nome del presunto bene dei figli nati fuori dalla licenza matrimoniale, definiti nei tempi andati bastardi, di far l’amore, montare in tutti “in tutti modi e in tutti i laghi”, parafrasando una nota canzone sanremese, facendola godere e ingravidandola, riempendola, con la “saccapoche,” con la crema  bignè  estratta dai rognoni. Ma andarsi a “inchiavardare” la colf rumena, quella che ti pulisce il cesso, ti scopa i pavimenti, lava i piatti e quant’altro, solo perché la moglie sfaticata non ha voglia di fare una beata fava, beh, la cosa puzza di schiavismo professionale e “abuso di posizione dominante” da parte del galletto sparagnino, che non potendo organizzare, perché cristianamente impegnato, un Bunga Bunga in casa, ed essendo così micragnoso per andare a puttane, ha preferito fottersi, pensando che il contratto fosse all inclusive,  la colf rumena , mentre la moglie era dal parrucchiere o a recitare le giaculatorie.

Chiaramente gli italiani daranno alla rumena della bagascia, della zoccola, della troia, della mignotta, della cagna, per aver aperto le gambe al potente, che come Satana ora sembra che sia stato scaraventato dal dio-moglie nelle fiamme dell’Inferno, o peggio a dormire sul poggiolo di casa, al freddo e al gelo. Si sa, in un mondo maschilista come quello italiano, sovente anche razzista, la colpa è sempre dell’altro sesso: della femmina, di quella che viene considerata un’eterna giovenca o vacca in calore, sopratutto se straniera e proveniente dall’Europa dell’Est. Peggio ancora se ora si porta dentro il futuro prodotto velenoso sputato  dal “serpente del Paradiso”, frutto della conoscenza del Pene, ops, del “Bene e delMale”, che le trasformerà, se non verrà utilizzato l’”Idraulico liquido stura vulve”, il ventre della donna, quando sarà in prossimità del nono mese di gravidanza, a quello di un Anaconda che si è divorato un capretto. 

E la cornuta cosa avrebbe fatto? Stando a ciò che scrive il Feltri, avrebbe preso le masserizie del fedifrago, dello spargitore di seme schizzato fuori durante la copula, grazie anche al lavoro dei dotti deferenti, mandandolo . come dice abitualmente nei suoi show in giro per l’Italia, Beppe Grillo, come nella celeberrima canzone di Marco Masini, a “Vaffanculo!”

Ora se l’inseminatore, che secondo alcuni dicono potrebbe avere il taglio di capelli alla Caio Giulio Cesare, fosse quello che hanno postulato, cristianamente, dopo aver  sfondato in pieno “l’Utero in Centro”, celato in quel mirabile cespuglio, messo in quella caverna sigillata all’origine dal Dio degli Eserciti ,  antro nascosto, rappresentato nel quadro L’origene du monde di  Gustave Coubet, 1866 (4), questi non dovrebbe o imporre lo svuotamento uterino della donna, ma dovrebbe prendersi cura della futura discendenza, che oggi nel  nome del politicamente corretto non si può più definire bastarda, al pari di altri figli e/o figlie nel caso che questi avesse già una progenie di primo, secondo, terzo, quarto o quinto letto, etc.

 E la donna che si è concessa stupidamente al “glande buana bianco”, essendo cittadina Europea, dovrebbe uscire allo scoperto, reclamando il test genetico di paternità, in modo da proteggersi, tutelando così anche frutto del peccato che porta in grembo, dalle mire distruttive dell’ingravidatore che potrebbe avere nei confronti del feto, protetto dalle Sante Leggi del Cristianesimo, senza, per dirla parafrasando una parte del brano di Elio e le Storie Tese, Cara ti amo – risvolti psicologici tra giovani uomini e giovani donne, 1989, “mettersi il goldone”, perché si riteneva un drago nel coito interrotto, sebbene sia risaputo che come nella poesia,La Spigolatrice di Sapri di Luigi Mercanti, 1837:  “Eran trecento giovani e forti e sono morti”! (5), sfortunatamente a volte, per dirla alla Gianni Morandi, “Uno su mille ce la fa/ come e dura la salita/ in gioco c’è la vita” 1985..

Come nell’articolo pubblicato nel mio blog“La moglie fa le corna al sindaco (6)  del 22 marzo u.s, l’opinione pubblica dovrebbe avere il diritto di sapere chi sono questi  politici di rilevanza nazionale o amministratori locali della cosa pubblica, che giocano e usufruiscono di dell’uso di vulve foreste, uscendo dal recinto del loro sponsali. Se non sanno tenere il bigolo al loro posto, come si può ipotizzare che sappiano tenere le mani solo dove devono essere tenute? Se non riescono a tenere dentro braghe e mutande lo sventra papere, come è possibile che possano avere freni inibitori, non facendo lavorare le mani, anche “,morte”,senza infilarle, ma rubando comunque dalle tasche altrui? 

Alla fine i fedifraghi dovrebbero tenere presente che “L’operazione aspiraminchia” anche se si tratta di una sveltina di pochi minuti, richiede pianificazione, che nella maggioranza dei casi è solamente tattica, non esenti in ogni caso da errori di valutazione sui vari ed eventuali danni collaterali che potrebbero accadere in corso d’opera.  Ma che poi sotto il profilo strategico potrebbe rivelarsi alla fine una “Sconfitta di Waterloo”, un attacco da parte di moltitudine agguerrita di “Crazy Horses” nella “Battaglia di Little Big Horn”, una “Disfatta di Caporetto”.  Se poi si aggiunge una chiavata invalido ed economicamente ingravidante, con conseguenze di non facile soluzione per il consorte beccato in un modo o in un altro con il cane inzuppato dentro gli umori femminili de L’origene du monde, generando la perfetta sintesi della quadratura del cerchio dell’uomo Vitruviano, ecco che si comprende perché i cittadini abbiamo il diritto di sottoporre questi maestri di moralità – altrui – al più torbido, putrido e infamante pubblico ludibrio, solo nel caso che l’identità del pubblico peccatore, pardon, politico o amministratore della cosa pubblica, sia certa oltre ogni ragionevole dubbio.
03.04.2013