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giovedì 21 febbraio 2013
Spot omofobo? Le scuse sbagliate di Crosetto e Meloni!
Si apre così il video di Guido
Crosetto e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che impazza su
Repubblica Tv: (1)
Abbiamo fondato Fratelli d’Italia, rinunciando a una poltrona sicura.
Lo abbiamo fatto per ridare dignità alla politica. Da mesi parliamo di famiglie
e di giovani e non interessa a nessuno, di impignorabilità della prima casa e
non interessa a nessuno. Di impresa e di tasse e non interessa nessuno, di banche e di Equitalia e non
interessa a nessuno, ma se due cretini fanno un video idiota, diventiamo la
notizia del giorno. Tutti parlano di noi, tutta la stampa ci cerca allora
rispondiamo. A modo nostro chiediamo scusa per quel video offensivo che non ci
rappresenta, né rappresenta Fratello d’Italia. Per noi la politica è impegno
civile, per noi la politica è dignità e rispetto – (e diritto di satira,
n.d.a.) – Chiediamo a tutti di votare, con la testa e
con il cuore , non importa per chi, l’importante è che votiate. Se poi volete
sapere per chi voteremo noi: Fratelli d’Italia, Fratelli d’Italia, il
centrodestra a testa alta.
Basta confrontare questo testo
con quello del video precedente per dire che l’omofobia era presente solo nelle
menti pervertite di quanti che si sentono inferiori, colmi dei complessi di
Bradipo, Ediapo, Elettra, Castore, Pulluce, di Cloto, o Scroto, boh… e Lanchesi
e di Atropo e infatti il testo recita:
Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere
tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza
il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia
alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in
campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non
votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”
Ah, l’omofobia, secondo i
retrogradi regressisti, starebbe nel fatto che si è parlato di famiglia
naturale: uomo – donna e progenie biologica e d’amore. Questa è omofobia.
Infatti per i gay famiglia
significa: uomo- uomo o donna – donna e
non progenie biologica d’amore, perché secondo loro quello dovrebbe essere il
ramo naturale dell’albero genealogico da
cui discendono.
Omofobia sarebbe parlare di amore
tra un uomo e una donna. Madonna, che falsità è stata detta! O peggio, Madonna,
che verità è stata detta, ma che non deve essere pronunziata per non offendere
chi? La verità, nelle persone intelligenti e dotate di ragione, non deve
offendere nessuno, mentre è offensiva la bugia, la menzogna e l’inganno, visto
che la verità rende liberi e no schiavi dei propri pregiudizi, od
orgogliosamente gelosi e invidiosi.
Le scuse potevano anche essere un
atto politicamente dovute, ma sono state, per dirla alla Peppone di Don
Camillo, un “calare le braghe” ai
conservatori dei rami secchi, e come dice una frase di un antico proverbio
cinese, “collendo il lischio di beccalsi
una malattia inculabile”
Si auspica che Guido Crosetto e
Giogia Meloni in cuor loro siano concordi con i due satiri veneti, e che questi
abbiano ricevuto una telefonata, dove gli venivano spiegate le ragioni
elettoralistiche di questa pubblica sconfessione e per il fatto che si siano
beccati, anche se rispettavano le leggi dello Stato italiano, da cretini.
Sì, perché in Italia quando si
rispetta la legge si passa da cretini. Mentre i furbi vanno avanti, fanno
strada, carriera, passando sopra cadaveri, sotto le scrivanie,pur di arrivare
al Potere, o per quanto poco poterne
assaggiare un piccolo spizzico, ma soprattutto abbuffarsi e ingozzarsi
degli agi che offre, a spese dei cittadini..
Così come non va dimenticato che
spesso la sinistrosa Luciana Littizzetto manda a “fare in culo” eterosessuali a destra e a manca e si dovrebbe
ridere, perché “normale” che un etero vada
a pigliarlo nel culo, anche se aborrisce certe pratiche. Ma se si dice la verità ad un
omosessuale, ossia che lo piglia nel culo e con piacere anche, ecco che “andare
a fare in culo” è offensivo e
omofobo. Se questo non è pervertimento della realtà….ah..sì, Si chiama
politicamente corretto, ma falso e ipocrita, dove anche questa assurda polemica
ha mostrato tutto il pregiudizio omosessuale nei confronti degli etero.
Per questo, oggi ancora più di
ieri, gli italiani devono prendere atto che non si possono votare Guido
Crosetto e Giorgia Meloni e soprattutto Fratelli d’Italia, perché, come scrissi
ieri, “Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!” (2),
altrimenti si è tutti omofobi.
Marco Bazzato
21.02.2013
mercoledì 2 settembre 2009
Dino Boffo deve dimettersi da L’Avvenire?
Era bello in questi giorni di ferie vedere il caos giornalistico creatosi attorno a Dino Boffo,Avvenire il direttore dell’Avvenire, il quotidiano dei vescovi. Non importa se questo attacco viscerale condotto dal nuovo direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, sia giunto due giorni dopo il suo rientro, dopo un’assenza durata anni. Il cavallo di razza ha picchiato duro, molto duro, colpendo al cuore la Conferenza Episcopale Italiana, e poco importa se l’informativa allegata all’estratto del casellario giudiziario è una patacca, un documento redatto dai servizi segreti oppure costruito ad arte dalla Spectre o dalla Banda Bassotti. Quello sarà eventualmente un problema della magistratura che dovrà indagare sull’origine della velina allegata, prendendo provvedimenti nei confronti del quotidiano della famiglia Berlusconi che l’ha pubblicata.
Ma il punto nevralgico della storia è un altro: può un omosessuale, di cui sembrerebbe che le tendenze fossero note da tempo, dirigere il quotidiano dei vescovi, quando le posizioni della Chiesa nei confronti dell’omosessualità sono note.
Peggio ancora, può un omosessuale condannato per molestie telefoniche ad una donna ad un ammenda pecuniaria essere il direttore di un quotidiano cattolico?
Evidentemente no, tant’è che alcune voci di corridoio, pubblicate in questi giorni dai quotidiani lo danno prossimo alle dimissioni, nonostante la pubblica difesa – ipocrita – delle alte gerarchie vaticane che hanno rinnovato – a parole – la fiducia all’omosessuale con un passato da molestatore telefonico.
Ma se certe voci giravano da tempo, possibile che le gerarchie ecclesiastiche, sempre così attente a salvare le apparenze, non abbiano chiesto al diretto interessato lumi sulla vicenda, proprio in virtù del fatto che, oltre all’estratto del casellario giudiziario, girava acclusa anche una lettera anonima?
Strano, la chiesa solitamente e – come ha dimostrato lo scandalo dei preti pedofili negli Stati Uniti – cerca sempre di lavare i panni sporchi in casa, evitando – per quanto possibile – il pubblico ludibrio che fa male ai ricavi economici, questa volta protegge fin troppo un omosessuale condannato per molestie telefoniche, che addossa la colpa ad un tossicodipendente – morto – che non può difendersi.
Ora però sorge il dilemma: Boffo dopo il danno d’immagine cagionato alla Chiesa può rimanere a dirigere l’Avvenire? Non importa che sia colpevole o innocente, quello lo appurerà il tempo, ma c’è l’immagine del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana da salvaguardare, a tutti i costi e certo il dubbio non fa bene nè alle vendite, ai Vescovi e ai cattolici più oltranzisti e radicali che vedono negli atti omosessuali, come aveva già dichiarato a suo tempo Giovanni Paolo II: “Intrinsecamente disordinati” e Boffo e la compagine vescovile dovevano esserne necessariamente al corrente.
La conferenza episcopale italiana e di riflesso lo Stato Città del Vaticano, indipendentemente che la velina su Boffo sia vero oppure una patacca, si trova tra l’incudine e il martello, in quanto o accetta le dimissioni del direttore, oppure , in caso di respingimento, le donne cattoliche dovrebbero infuriarsi come aquile e le famiglie etero, le uniche esistenti sia in natura sia riconosciute dalla chiesa cattolica, dovrebbero boicottare per almeno sei mesi tutte le funzioni religiose, risparmiando un bel gruzzolo all’offertorio ed il prossimo anno devolvere l’otto per mille, non alla chiesa cattolica, ma o allo Stato italiano, oppure ad altre confessioni che non tengono omosessuali nei gangli di potere cattolico, per avere almeno un minimo di coerenza pubblica e di rispetto proprio nei confronti del magistero della Chiesa.
Fa riflettere, alla luce di questo scandalo di molestie omosessuali, il silenzio dei Teodem, fortemente critici, tra le altre cose, nei confronti di un eventuale legge antiomofobia. Questo silenzio, colpevole e imbarazzante, per tutti quelli che si dichiarano a favore dell’ortodossia cattolica più radicale anche su temi legati allo scontro tra omosessualità e cattolicesimo, porta a riflettere sul radicalismo relativistico – di matrice secolare – tanto osteggiato, in via teorica dall’imperatore tedesco dello Stato Città dei Vaticano e dai suoi anfitrioni, inapplicato però nei fatti, o almeno in questo, senza remora alcuna, secolarizzando il magistero stesso della Chiesa Cattolica. Bravi!
Ora in molti temono un’ eventuale guerra a colpi di scoop giudiziari, di imbarazzi privati e d’interesse, ma se così fosse, sarebbe per l’Italia un piacere, una necessità, un bisogno di pulizia etica, morale e giudiziaria che da tempo latita e di cui in molti, soprattutto i cosiddetti poteri forti, temono come la peste, in quanto potrebbe far vacillare molte poltrone se venissero pubblicati dal centro destra gli altarini nascosti del centrosinistra e viceversa.
Con gioia, parafrasando un proverbio cinese “Attendiamo in riva al fiume che i cadaveri dei nemici passino” si spera che siano tanti.
Per concludere, citando un passo del Vangelo secondo Luca: “Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che ì non sarà conosciuto.
Le gerarchie ecclesiastiche che oggi esprimono tanta solidarietà per le vicende di Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, almeno questo passo del vangelo, sempre che non lo rinneghino, dovrebbero non solo conoscerlo a menadito, ma soprattutto applicarlo alla lettera, senza solidarietà ed ipocrisie pelose. Evidentemente il messaggio Cristico da secoli, vista la storia dello Stato Pontificio prima e dello Stato città dei Vaticano poi, è stato rimosso, come un virus malefico che appesta i pensieri, da tempo nelle menti e nei cuori delle alte gerarchie vaticane, partendo dal suo monarca assoluto, passando per vescovi e cardinali, fino all’ultimo dei prevosti di campagna.
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mercoledì 23 luglio 2008
Affidata una bambina al “padre” Gay
Ci sono sentenze, che pur di far piacere al mondo eterofobico, non esitano a consegnare una minore, una bambina impubere di 10 anni, affidandola anche al padre divorziato, cittadino dichiarato di Sodoma.
La madre della piccola sventurata, si era opposta alla decisione dell’ex marito di portare la figlia innocente, in ferie con lui in un’isola greca, meta tipica dei cittadini di Sodoma. La vittima dei cambiamenti paterni, per fortuna, per ora non è a conoscenza del rinnegamento del padre,apostata “allegro”, che l’ha trasformato in qualcosa di sconosciuto anche alla moglie, che ha preferito la solitaria eterosessualità, divorziando il marito, non volendo condividere, come questi avrebbe voluto, il suo uomo con un altro uomo. E questa sarebbe la “normalità”omosex. Chiedere alla propria moglie d’accettare una relazione, non solo adulterina, sodomitico-omosex, salvo poi,per vendetta, quando tutto ciò è rigettato con disgusto, fare il possibile per avere l’affidamento condiviso, portando la piccola in un’isola frequentata da antieteronaturali e famiglie, senza specificare però di che tipo di “famiglia”, è un insulto alla genitorialità responsabile.
La sentenza è un ennesimo atto di piaggeria nei confronti della potente lobby eterofobica, che in nome di non si capisce quali diritti legali, vuole sovvertire i diritti naturali, imposti dall’inizio del mondo dalla natura stessa, e la dannosa vittoria di questi sulla pelle di un’innocente, di una bambina, costretta a subire prima il divorzio dei genitori, di un padre apostata, nemico dell’eteronaturalità.
Fa riflettere pensare che la giustizia(?) condanni, non solo una minore a seguire il “padre” nell’isola delle sue tendenze, a discapito della madre – eteronaturale – nel nome, non del diritto del minore di vivere in una famiglia equilibrata, che tenga conto, vista laa tenera età del suo equilibrio psicofisico, ma piegandosi – a 90 gradi – agli anatemi della comunità omofila, sempre pronta a scagliarsi contro la naturale famiglia eteronaturale, senza rendere conto che anche la loro esistenza dipende ancora da quest’ultimi, che erroneamente – in quanto non esiste un test genetico prenatale per stabilire se l’inclinazione sarà quella omofila, o se vivrà una vita normale da eternonaturale –continuano a metterli al mondo!
Marco Bazzato
23.07.2008
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lunedì 10 marzo 2008
Il Vaticano e gli omosessuali
Un presunto e soprattutto ingannevole scoop giornalistico, titolato “Il Vaticano e gli Omosessuali” andato in onda su La 7, ha rivelato che psicologi italiani, d’ispirazione cattolica, attuano la terapia riparativa nei confronti degli eterosessuali che hanno perso l’orientamento, trasformandosi in omosessuali e desiderano – liberamente – senza costrizione tornare eterosessuali, imparando nuovamente – come un impubere – ad amare e vivere con l’altra metà del cielo: donna o uomo, dipende dall’orientamento che si vuole ripristinare alla naturalità.
Questa libera scelta dell’individuo è osteggiata da quanti desiderano continuare a pensare d’essere quello che sono, scatenando una guerra ideologica, puzzante di crociata, spacciata per laicismo scientifico.
Proprio la psicologia, sebbene ufficialmente l’utente o fruitore del servizio vche paga, cataloga la mente umana per disturbi: del comportamento, della personalità o quant’altro si sa inventare per scucire, al cristo di turno, salatissime parcelle orarie, ma per assurdo, afferma che l’omosessualità non più è una malattia psichiatrica, perché è stata sbianchettata, derubricata o tolta dall’elenco delle malattie psichiatriche nel 1991, creando un enorme buco nero del pensiero individuale e sociale, aspirando la conoscenza e sapere, ed evacuando rifiuti di una tossicità ideologico-lobbistica, oggi più forte del Potentato religioso Vaticano.
Orbene, la logica impone che se tolgo una cosa da un posto o la cancello, non significa averla debellata, curata o guarita, semplicemente si finge d’ignorarne l’esistenza, o se toglie un oggetto da un posto o una malattia da una lista, necessariamente deve essere andata a finire in qualche altro luogo o tenerla in mano, e paradossalmente cchi si scotta la mano è l’omosessuale che mentre si brucia, continua a gridare “Sono sano, sono sano!. Lo dice l’OMS! (Organizzazione Mondiale della Sanità). Si tratta di semplice logica elementare, capibile anche da un gamete, un ovocita o da un embrione. Evidentemente alcuni presunti dotti, hanno dimenticato che l’elementarità sta alla base delle complessità.
La domanda che sorge spontanea è: se l’omosessualità non è stata debellata, ma depennata, non implica che togliendola da un elenco psichiatrico, la malattia essa non permanga? – Tant’è che in qualsiasi dizionario medico elementare, le malattie non si cancellano, ma debellano, si vincono, si sconfiggono. Ergo: cancellare una malattia da una lista, non significa averla vinta. – La risposta è semplice: si cura in modo diverso, andando dallo psicologo – invece che dallo psichiatra, che se aveva la giornata storta applicava una scarica elettrica alla crapa,o imbottiva, il paziente, gratuitamente, se ricoverato, senza scucire una lira, perché era carico del Sistema Sanitario Nazionale – di psicofarmaci – che indottrina, educa, lava il cervello, o guida, così questi amano dire di se – dipende da come la si vuol esprimere – non a modificare la situazione, ma ad accettare passivamente, perché l’utente paga, non per rimuovere o dicono, analizzare il disagio – mentre fino a diciassette anni fa, la malattia tramite lo psichiatra si provava a curarlo – sotto l’augusta guida del “dottore delle astrazioni” preferisce spostare il problema sulla famiglia, gli amici, la società che non li accetta, deresponsabilizzando l’utente dal prendere coscienza che potrebbe esserci una strada più naturale, un percorso più tortuoso, difficile, aspro; cioè tornare indietro. Per assurda verità fiabesca, era più intelligente Pollicino, che per non perdersi nel bosco si metteva in tasca le briciole di pane necessarie per il ritorno; Ma questo non piace alla lobby, che preferisce per corporativismo di tessera e/o d’ideologia, attaccare il singolo individuo che intraprende questa strada più ardua, attaccando gli psicologi che si permettono – da eretici – a mettere in dubbio il Sacro Dogma dell’OMS, che non tiene conto del diritto individuale del medico di ragionare secondo coscienza, dell’individuo che a lui si rivolge d’ottenere il miglior supporto psicologico per rimanere eterosessuale, superando la deriva omosessuale.
Viene da porsi una domanda banale, semplice e spontanea: perché se l’omosessualità non è una malattia, molti, diventando così utenti, vanno dallo psicologo, perché non fa lo stesso anche l’eterosessuale, andando dallo strizzacervelli, pagandolo per farsi dire che è normale?
Qualcosa nella panzana dell’OMS non è logica, né tantomeno chiara, ma volutamente confusa e contorta, che invece di generare chiarezza, si perde in argomentazioni asturse, in centinaia di miglia d’alberi abbattuti per cercar di confutare teorie, dove anche i freddi dati statistici dicono tutto o nulla e possono essere interpretati, storpiati, stuprati, violentati e resi elastici, usandoli secondo l’interesse della lobby o della politica di partito o casta medica d’appartenenza.
Il vogare attacco al Vaticano, fatto nella sedicente inchiesta, ha dimostrato che la chiesa, seppur erronea e spesso fallace, in questo caso si muove con prudenza e discrezionalità, coscia anche delle enormi lobby economiche che gravitano attorno a questi “presunti” diritti degli omosessuali, a cui nessuno impone d’essere a favore di questa o quella religione, ma che per primi, non possono – visto che spesso si definiscono orgogliosamente superiori rispetto agli eterosessuali, anche se non si capisce mai dove e/o in cosa – attaccare dei singoli individui che vivono con disagio quella che per loro è una deviazione inaccettabile dell’eterosessualità, verso l’omosessualità t vogliono, a costo di enormi sacrifici e ricadute, tornare ad esserlo.
Com’è totalmente volgare e pretestuoso l’attacco alla categoria degli psicologi dissidenti dall’idolatria ufficiale – che si comporta peggio dell’URSS Staliniana, con purghe ed epurazioni, se il medico segue scrupolosamente il Nuovo Giuramento di Ippocrate che tra l’altro recita espressamente:”… la tutela della salute fisica e psichica dell' uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale”. Il nuovo giramento a tal proposito è chiarissimo, facendo giurare al medico di curare secondo scienza e cultura, e fino a prova contraria, avere una cultura e/o coscienza, anche religiosa, se a beneficio del paziente, o dell’utente, in questo caso, è considerata una virtù, non un mostro pericoloso contro l’ortodossia ideologica delle lobby che vogliono imporre l’annichilimento del pensiero del singolo, a favore del più lobotomizzato pensiero unico antiumano.
Marco Bazzato
10.03.2008
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martedì 20 novembre 2007
Este: Un parroco intelligente. Un Gay va in tv e il prete chiude la porta
I Padovani, si sa sono un po’ particolari. Grandi lavoratori, cattolici ferventi, e in alcuni casi, come molti veneti, ma non solo, incalliti bestemmiatori. Per questo pochi giorni fa, un parrocchiano di Este, decide d’andare a Ciao Darwin, il programma condotto da Paolo Bonolis, facendo dell’ esibizionismo, della sua diversa normalità – se mai esiste – dichiarandosi omosessuale.
Questo ragazzo di vent’anni, credendo d’essere un Vladimiro Guadagno qualsiasi, non ha fatto i conti, con la giusta – in questo caso – ma dura mentalità veneta.
Il parroco,appresa la notizia dell’esibizionismo , non ci ha pensato due volte, e senza molti complimenti, ha ricacciato – il reo – nel girone dei comuni fedeli, magari seduto dietro ad un pilastro, lontano dagli altri fedeli, eteronaturali.
Come sempre la bagarre mediatica divampa, e gli schieramenti a favore dell’eteronaturalità, o favorevoli – se si può essere favorevoli – all’eterofobia, si sprecano, facendo gettare inutilmente denaro, inchiostro, per sparare il solito titolone populista, che mette all’indice gli eteronaturali, accusandoli, immotivatamente di inesistenti discriminazioni religiose, quando un buon cattolico, al pari di un giocatore di calcio, dovrebbe conoscere bene le regole, per evitare in caso di fallo daesopulsione, messo in panchina, oppure radiato.
Il ragazzo, ha cercato di giustificare il suo vizio – secondo la Chiesa – asserendo che il sacerdote durante la confessione l’ha sempre assolto. Vero, ma l’assoluzione dalla sodomia, e dall’omosessualità, secondo la Chiesa vale se il reo si pente, astenendosi dai rapporti contro natura, cosa che il giovane visto il coming out col microfono in mano, sotto i riflettori – per esibizionismo – della tv, non sembra aver fatto, anzi. Il fatto poi, che come ha detto, si senta apposto con la coscienza, non significa che le coscienze altrui debbano piegarsi e cambiare per lui.
Il giovane, forse credeva che con questa sua dichiarazione – liberatoria per se stesso – di ricevere dal prete una pacca sulle spalle, e un invito a continuare a fare il chierichetto e il corista, ma non ha fatto i conti col buon senso rude Veneto, diverso dall’accondiscendenza del Vescovo di Foggia che facendo l’inchino, ha concesso a Vladimiro Guadagno, noto transgender, affetto dal disturbo d’identità di genere, dopo la cagnara mediatica, ha ricevuto il consenso – sbagliato – d’essere testimone di matrimonio in un rito religioso, forse perché parlamentare di Rifondazione Comunista.
Il paradosso è che certe persone, hanno preso la brutta abitudine d’andare in tv a raccontare i fatti propri, specie contro la naturale sessualità, per scaricare al pubblico, interessato a cose più elevate, le proprie inversioni,sperando di riceverne applausi, ma una volta tornati al villaggio, capiscono che le persone veraci non amano questo (de)genere esibizionismo godereccio, e nel pieno dei loro diritti, in molti, evitano la persona, e questo, sebbene alcuni buonisti a tutti i costi lo interpretano – erroneamente – come una forma di discriminazione, appartiene alle scelte individuali e di coscienza.
Ogni persona, eteronaturale o eterofobica, ha il diritto a viversi – dentro le proprie mura – come meglio crede la sua sessualità, ma quando si sconfina dal privato al pubblico, non ci si deve stupire se nascondono manifestazioni di coscienza viscerale che portano a trovarsi porte e ruoli pubblici cancellati, per inopportunità – in questo caso religiosa – per colpa dei comportamenti personali.
L’auspicio finale è che il parroco rimanga sulle posizioni, non sue, ma della Chiesa che dice: “Non commettere atti impuri”. Va rilevato che il cattolicesimo non condanna l’omosessualità se vissuto in forma casta, e senza pensieri contro natura, confidando che il buon prete, non receda dalle posizioni dottrinali, solo perché messo sotto pressione mediatica di quanti, a tutti i costi vogliono far vedere bianco quello che è nero.
Marco Bazzato
20.11.2007
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mercoledì 25 luglio 2007
Ferrin Calamita un giudice spagnolo coraggioso dalla parte degli eterosessuali
L’ex cattolicissima Spagna, ora eletta ad altare pagano dei diritti civili degli eterofobici, forse si sta svegliano, rendendosi conto, grazie ad un giudice coraggioso, Ferrin Calamita, che ha tolto l'affidamento alla madre lesbica, delle due figlie di sei e dodici anni, affidandole alla custodia del padre, non eterofobo, ma eterosessuale, paventando – correttamente – che le figlie possano essere danneggiate loro sviluppo psicologico, per la relazione omoaffettiva(?) della madre.
Naturalmente le associazioni per i diritti degli eterofobici, si sono scagliate contro la sentenza, dichiarandola razzista e incostituzionale - mentre avere una relazione eterofobica, secondo questi signori, sarebbe formativo per l'educazione equilibrata dei figli (che non possono procreare naturalmente tra di loro).
Il giudice non ha fatto altro che ristabilire una realtà biologica equilibrata, non deviata a favore di una minoranza, che sta acquistando sempre più peso politico, e che quando ha l’illusione infondata di subire un presunto torto, si appellano solo alla salvaguardia dei loro diritti, come se i figli, fossero una loro esclusiva proprietà, e guai che vengano affidati ad un padre eterosessuale, che ha il diritto di pretendere che lo Stato tuteli la salute psichica ed emotiva dei minori, senza piegarsi a 90 gradi, infischiandosene e mettendo alla berlina decenni di storia medica della psicologia evolutiva dell'infanzia, a difesa di individui, che come adulti e maggiorenni, hanno il diritto di rovinarsi privatamente la vita, ma non possono pretendere come un loro diritto, che i figli siano costretti a vivere in ambienti, che alcuni, forse a torto, o a ragione, definiscono deviati, o diversi. o come scritto in vari dizionari della lingua italiana, invertiti.
Quello che come fa più riflettere, è il silenzio assordante delle famiglie naturali, dei genitori, e degli eterosessuali, che non hanno il coraggio mediatico di plaudere a questa salomonica sentenza, ma sono rimaste all'angolo, impaurite, oppure demotivate nel difendere il diritto d'integrità eterosessuale, che con la scusa dei presunti diritti di tutti, dimenticano i propri, rimanendosene rannicchiati nei loro gusci, confidando che qualche giudice con gli attributi, faccia il lavoro sporco, nel ristabilire il diritto d'equilibrio psico-emotivo dei minori, che dovrebbe essere salvaguardato dalla Carta Costituzionale del Unione Europea, e imposto a vari Stati membri, con l'obbligo di affidamento dei figli al genitore eterosessuale, non ad una madre divenuta eterofobica, che ha la pretesa di avere l'affidamento dei figli, solo perchè nel suo passato eterosessuale, grazie al maschio, ha potuto metterli al mondo.
L’Italia, costituzionalmente sana, dovrebbe prendere esempio da questo giudice spagnolo, incamminandosi finalmente in questa strada di civiltà protettiva nei confronti dei minori, facendo chiarezza su tutte le situazioni "familiari" ambigue, che mettono a rischio la salute emotiva e psicologica di bambini ed adolescenti, tenendoli al riparo da queste realtà.
Marco Bazzato
25.07.2007
http://marco-bazzato.blogspot.com/
Naturalmente le associazioni per i diritti degli eterofobici, si sono scagliate contro la sentenza, dichiarandola razzista e incostituzionale - mentre avere una relazione eterofobica, secondo questi signori, sarebbe formativo per l'educazione equilibrata dei figli (che non possono procreare naturalmente tra di loro).
Il giudice non ha fatto altro che ristabilire una realtà biologica equilibrata, non deviata a favore di una minoranza, che sta acquistando sempre più peso politico, e che quando ha l’illusione infondata di subire un presunto torto, si appellano solo alla salvaguardia dei loro diritti, come se i figli, fossero una loro esclusiva proprietà, e guai che vengano affidati ad un padre eterosessuale, che ha il diritto di pretendere che lo Stato tuteli la salute psichica ed emotiva dei minori, senza piegarsi a 90 gradi, infischiandosene e mettendo alla berlina decenni di storia medica della psicologia evolutiva dell'infanzia, a difesa di individui, che come adulti e maggiorenni, hanno il diritto di rovinarsi privatamente la vita, ma non possono pretendere come un loro diritto, che i figli siano costretti a vivere in ambienti, che alcuni, forse a torto, o a ragione, definiscono deviati, o diversi. o come scritto in vari dizionari della lingua italiana, invertiti.
Quello che come fa più riflettere, è il silenzio assordante delle famiglie naturali, dei genitori, e degli eterosessuali, che non hanno il coraggio mediatico di plaudere a questa salomonica sentenza, ma sono rimaste all'angolo, impaurite, oppure demotivate nel difendere il diritto d'integrità eterosessuale, che con la scusa dei presunti diritti di tutti, dimenticano i propri, rimanendosene rannicchiati nei loro gusci, confidando che qualche giudice con gli attributi, faccia il lavoro sporco, nel ristabilire il diritto d'equilibrio psico-emotivo dei minori, che dovrebbe essere salvaguardato dalla Carta Costituzionale del Unione Europea, e imposto a vari Stati membri, con l'obbligo di affidamento dei figli al genitore eterosessuale, non ad una madre divenuta eterofobica, che ha la pretesa di avere l'affidamento dei figli, solo perchè nel suo passato eterosessuale, grazie al maschio, ha potuto metterli al mondo.
L’Italia, costituzionalmente sana, dovrebbe prendere esempio da questo giudice spagnolo, incamminandosi finalmente in questa strada di civiltà protettiva nei confronti dei minori, facendo chiarezza su tutte le situazioni "familiari" ambigue, che mettono a rischio la salute emotiva e psicologica di bambini ed adolescenti, tenendoli al riparo da queste realtà.
Marco Bazzato
25.07.2007
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sabato 10 marzo 2007
Di.co: Hanno gettato la maschera
Il centro sinistra ha gettato la maschera, e, mascherandosi con lustrini e palietts, scende in piazza a Roma, mostrando il vero volto, e a chi effettivamente dovrebbero giovare i Di.co: alla comunità eterofobica.
Fa riflettere che per raccogliere qualche manciata di voti più, persone nate da coppie chiaramente eterosessuali, si pongano in prima linea per difendere il diritto al distruggere le famiglie, e l’identità eterosessuale dell’italia, e del latin lover che nei decenni passati, ha fatto impazzire le donne di mezzo mondo.
Oggi,,per l’ennesima volta, la politica tocca il fondo, raschia nel barile del disordine personale, dell’identità rifiutata, gratta alla ricerca di voti a favori di quanti, che pur essendo nati maschi, vogliono per loro travestitismo personale, entrare nei bagni delle donne, arrabbiandosi quando poi vengono mandati a quel paese.
“L’Italia si deve agganciare alle democrazie più avanzate d’Europa”, è lo slogan dei politicanti da centro sociale anarchico e autogestito, “l’Italia deve essere un paese moderno”, dove al primo posto per le assegnazioni delle case popolari, ci debbono essere “presunte coppie” che pretendono, senza aver la possibilità naturale di concepire figli, d’accedere per via preferenziale all’assegnazione delle suddette, pena l’accusa di omofobia o discriminazione.
L’Italia non ha altre priorità, che non quella di vedere riconosciuto un illusorio diritto ad una minoranza non rappresentativa dell’identità italiana, e deve assistere alla parata di parlamentari e ministri, che invece di lavorare per risolvere i problemi del Paese, preferiscono confondersi dietro piume di struzzo e palietts. Bell’esempio per quanti osservano le tristi vicende provinciali e pruriginose dall’estero. Ci facciamo ridere dietro per l’ennesima volta.
La priorità del governo sono i Di.co; la disoccupazione, la precarizzazione del mondo del lavoro (attuata dal precendete governo D’Alema) è fumo sugli occhi di quanti lamentano salari da fame, la mancanza di asili, scuole fatiscenti, disordine disorganizzato e criminalità organizzata, nuclei familiari che possono avere un figlio solo ad un passo dalla pensione perché il costo della vita è insostenibile; ma per l’attuale governo Prdi non esistono, sono problemi secondari, infimi, di minima importanza. L’aumento esponenziale del consumo di cocaina, le stragi del sabato sera, con giovani tossici ubriaconi sfritellati sull’asfalto: inezie. Vengono prima i Di.co.
Il valore della mancanza di valori al primo posto, con i rappresentati votati soprattutto dalla maggioranza eterosessuale, che si vede voltata le spalle, pugnalata sul diritto di famiglia di un centro sinistra pronto a raccogliere i voti anche dei cattolici quando è il momento dell’accattonaggio, per poi rifugiarsi tra le braccia pelose di uomini che vogliono essere donne. La vittoria del caos, del disordine organizzato, personale e sociale, del dubbio, dell’incertezza, dei conflitti irrisolti, che debbono ricadere come un macigno sulla società violentata, anche da immagini televisive amene, da quanti vogliono a tutti i costi ricevere pietas e\o plauso comune e pubblico, per le loro scelte individuali, che riguardano esclusivamente la loro sfera privata.
L’augurio è che nonostante i richiami all’ordine, i parlamentari dotati di coscienza personale autonoma, non lobotomizzati, votino al momento opportuno con intelligenza, e discernimento, che sappiano alzarsi dagli scanni, uscire disgustati, arrabbiati, frustrati, sbeffeggiati, facendo rotolare nel fango un governo senza governa, che si trastulla tra feste, festini e baccarà. Parlamentari che al pari del presunto orgoglio “Gay” abbiano il coraggio di muoversi nella direzione, non antagonista, ma costruttiva ed evolutiva dell’orgoglio eterosessuale, che non tacciano come cani bastonai, per paura degli urlatori di professione,di quanti, sbandierando come ossessi la discriminazione sessuale, sappiano raddrizzare la schiena, e senza porsi in posizioni innaturali, piegate in modo astruso, dando dignità ad un Paese, che ha perso la faccia, e viaggia senza vergogna verso un abisso etico e distruttivo, privo di forza caratteriale, dove i valori plurimillenari fondati di ogni civiltà sono sradicati, distrutti, nel nome alla fine dei “diritti di chi”?
Marco Bazzato
10.03.2007
http://marco-bazzato.blogspot.com/
Fa riflettere che per raccogliere qualche manciata di voti più, persone nate da coppie chiaramente eterosessuali, si pongano in prima linea per difendere il diritto al distruggere le famiglie, e l’identità eterosessuale dell’italia, e del latin lover che nei decenni passati, ha fatto impazzire le donne di mezzo mondo.
Oggi,,per l’ennesima volta, la politica tocca il fondo, raschia nel barile del disordine personale, dell’identità rifiutata, gratta alla ricerca di voti a favori di quanti, che pur essendo nati maschi, vogliono per loro travestitismo personale, entrare nei bagni delle donne, arrabbiandosi quando poi vengono mandati a quel paese.
“L’Italia si deve agganciare alle democrazie più avanzate d’Europa”, è lo slogan dei politicanti da centro sociale anarchico e autogestito, “l’Italia deve essere un paese moderno”, dove al primo posto per le assegnazioni delle case popolari, ci debbono essere “presunte coppie” che pretendono, senza aver la possibilità naturale di concepire figli, d’accedere per via preferenziale all’assegnazione delle suddette, pena l’accusa di omofobia o discriminazione.
L’Italia non ha altre priorità, che non quella di vedere riconosciuto un illusorio diritto ad una minoranza non rappresentativa dell’identità italiana, e deve assistere alla parata di parlamentari e ministri, che invece di lavorare per risolvere i problemi del Paese, preferiscono confondersi dietro piume di struzzo e palietts. Bell’esempio per quanti osservano le tristi vicende provinciali e pruriginose dall’estero. Ci facciamo ridere dietro per l’ennesima volta.
La priorità del governo sono i Di.co; la disoccupazione, la precarizzazione del mondo del lavoro (attuata dal precendete governo D’Alema) è fumo sugli occhi di quanti lamentano salari da fame, la mancanza di asili, scuole fatiscenti, disordine disorganizzato e criminalità organizzata, nuclei familiari che possono avere un figlio solo ad un passo dalla pensione perché il costo della vita è insostenibile; ma per l’attuale governo Prdi non esistono, sono problemi secondari, infimi, di minima importanza. L’aumento esponenziale del consumo di cocaina, le stragi del sabato sera, con giovani tossici ubriaconi sfritellati sull’asfalto: inezie. Vengono prima i Di.co.
Il valore della mancanza di valori al primo posto, con i rappresentati votati soprattutto dalla maggioranza eterosessuale, che si vede voltata le spalle, pugnalata sul diritto di famiglia di un centro sinistra pronto a raccogliere i voti anche dei cattolici quando è il momento dell’accattonaggio, per poi rifugiarsi tra le braccia pelose di uomini che vogliono essere donne. La vittoria del caos, del disordine organizzato, personale e sociale, del dubbio, dell’incertezza, dei conflitti irrisolti, che debbono ricadere come un macigno sulla società violentata, anche da immagini televisive amene, da quanti vogliono a tutti i costi ricevere pietas e\o plauso comune e pubblico, per le loro scelte individuali, che riguardano esclusivamente la loro sfera privata.
L’augurio è che nonostante i richiami all’ordine, i parlamentari dotati di coscienza personale autonoma, non lobotomizzati, votino al momento opportuno con intelligenza, e discernimento, che sappiano alzarsi dagli scanni, uscire disgustati, arrabbiati, frustrati, sbeffeggiati, facendo rotolare nel fango un governo senza governa, che si trastulla tra feste, festini e baccarà. Parlamentari che al pari del presunto orgoglio “Gay” abbiano il coraggio di muoversi nella direzione, non antagonista, ma costruttiva ed evolutiva dell’orgoglio eterosessuale, che non tacciano come cani bastonai, per paura degli urlatori di professione,di quanti, sbandierando come ossessi la discriminazione sessuale, sappiano raddrizzare la schiena, e senza porsi in posizioni innaturali, piegate in modo astruso, dando dignità ad un Paese, che ha perso la faccia, e viaggia senza vergogna verso un abisso etico e distruttivo, privo di forza caratteriale, dove i valori plurimillenari fondati di ogni civiltà sono sradicati, distrutti, nel nome alla fine dei “diritti di chi”?
Marco Bazzato
10.03.2007
http://marco-bazzato.blogspot.com/
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