Visualizzazione post con etichetta Guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Guerra. Mostra tutti i post
sabato 14 novembre 2015
Parigi, 128 morti. Hollande:” Atto di guerra!”
Avviso a tutti i
lettori: questo articolo non sarà politicamente corretto. Quindi non
indignatevi, non lagnatevi e se proseguite nella lettura lo fate a vostro
rischio e pericolo.
Prima di iniziare
voglio esternare le mie condoglianze ai famigliari delle vittime e dei feriti
della notte di terrore parigina. Vittime e feriti innocenti, colpiti dalla
follia criminale di un terrorismo dove sembra che i soliti noti facciano il
possibile per assumersene la paternità, rivendicalo. Ma, senza che nessuno la
preda sul personale, non esprimerò il mio cordoglio alla Francia e alla
politica francese.
Diamo il via alle
danze. Innanzitutto mi è stata rovinata la serata televisiva. Dopo la visione
di un ottimo film, “The Call”, comunque i fatti bene o male sono noti a tutti,
ormai.
Che dire di questo “patè
parigino di carne umana macinata da proiettili e granate”- carne crivellata e
dilaniata dall’attacco di venerdì 13?
A proposito ieri mi sono scordato di fare qualche
gesto scaramantico, ed è avvenuto il cosiddetto “effetto farfalla” della teoria
del caos. Caos che a Parigi effettivamente c’è stato, facendomi venire in mente una frase pronunciata da n noto cantante
italiano nel 2009, che parafraserò: “Tutto torna indietro come un boomerang”.
Infatti non
dimentichiamo che è stato per volontà dell’ex presidente francese – il nano capoccione – se a Gheddafi è stata
fatta la festa e che adesso in Libia si pratica “Una splendida festa di morte”
(Stephen King – 1977), con mezza Europa, che come cani e cagne in calore,
leccavano il culo al francese, perché all’epoca l’imperativo era quello di
eliminare il leader libico, fisicamente, facendolo ammazzare, dalla scena
politica mondiale, per un debituccio contratto dal tappetto francese nei suoi
confronti. E da dove adesso dalla Libia, partono le carrette del mare cariche di emigranti economici, che fanno arricchire le
cooperative legate ai comunisti e al clero, perché l’Italia, come negli
autosaloni quando si deve presentare un nuovo modello, si pratica
indiscriminatamente “Le porte aperte!”
Adesso retoricamente
tutti gridano all’11 Settembre Europeo, Francese, Parigino, o come diavolo lo
si vuole chiamare. Non scadiamo nei discorsi da alcolizzati . Questi che hanno
fatto la “Danse macabre” (Charles Baudelaire – Fleurs du mal”, rispetto a chi ha praticato l’indesiderato coito anale agli
americani dell’11 settembre 2001, versione ufficiale a parte, quanto avvenuto
venerdì 13 – tocchiamoci – 2015 a Parigi, ha il sapore di una serie di raudi da
botti di capodanno, “sfuggiti di mano”, anche perché le vittime – terroristi compresi – negli U.S.A, furono
2974, mentre la scorsa notte nella città di Lady Oscar, attualmente il computo
si ferma a 128. Meno di un ventesimo, rispetto agli U.S.A. Ergo
il paragone non regge, anche perché lo si vede chiaramente anche dai volti dei
giornalisti e dei politici che lo ripetono fino alla nausea, che manco loro ci
credono.
Ma la domanda che tutti
si pongono è un'altra: è adesso?.
Naturalmente chiudiamo la stalla dopo che i buoi sono
scappati.
L’Europa, i politici europei, italiani e
francesi compresi, si meritano tutto ciò. Purtroppo quelli che crepano in questi
casi non sono i politici, colpevoli indiretti, ma i civili. Infatti, il
presidente francese è stato portato via dai guardia spalle, gli altri cittadini
potevano solo sperare di portare a casa la pellaccia.… Alla faccia della Libertè e soprattutto di Egalite, la Fraternitè
e andata a puttane!
Adesso si chiudono i
confini…
Ma prima cosa facevano
i servizi segreti di mezza Europa, francesi compresi? Si masturbavano sotto i
tavoli, infilandosi le baghette in un orifizio – la bocca, maliziosi che non
siete altro! – Oppure se ne stavano al Moulin Rouge a guardasi quella scosciate
che ballano il “Can Can?”
Ci sta poco da dire, i
terroristi, qualunque sia la loro nazionalità e chiunque li ha inviati, molto probabilmente o erano cellule
dormienti che sono state attivate, oppure, ipotesi più probabile erano dei
sedicenti profughi arrivati a Parigi con ordini precisi e per una missione
suicida. Sta di fatto che l’organizzazione del “Luna Park itinerante di sangue”
è stata ben orchestrata e non è impossibile ipotizzare che questi, visto che si
pensa solo a monitorare la rete, internet, i social network, abbiano utilizzato
sistemi di comunicazione a bassa tecnologica, visto che essendo quasi
completamente in disuso, non sono diversi dalle linee delle metropolitane
abbandonate,e quindi ricettacolo di ogni genere di balordi o terroristi.
E che farà adesso la
nostra povera italiaetta? Seguirà la linea del buonismo a prescindere, tipico
della Boldrini e di quei zozozzoni di
sinistra, oppure, finalmente il Paese si toglierà il guanto di velluto e
inizierà ad utilizzare, legalmente anche
con leggi ad hoc, il pugno di ferro? L’unica
mossa inutile, come quella del bambino che voleva mettere l’acqua del mare
dentro il secchiello, è quella di un rafforzamento dei controlli di terra, soprattutto
con la Francia. Bella mossa e i confini di mare? Lì continueremo ad andarceli a
prendere, con il pretesto di salvare vite umane, direttamente entro i limiti
delle acque territoriali libiche, per Diana!
In primo luogo, come già sta avvenendo in
Francia, invece di dare il giro di vite o di garrotta contro l’immigrazione
clandestina, rimpatriando, forzatamente, non semplicemente espellendoli fuori
da patri confini, lasciando a costoro la libertà di aggirarsi per l’Unione
Europea, si sta pensando restringere – come si fa sempre in questi casi, ecco perché
questi eventi sono come il cacio sui maccheroni – le libertà civili e individuali, non degli
eventuali colpevoli, ma delle vittime,ossia la maggioranza dei cittadini.
Ci sta poco da fare i
buonisti a prescindere. Come diceva il consigliere comunale del P.C.I. quando
si dovevano celebrare i funerali della signorina Cristina, in Don Camillo –
1952, “I tempi dei sentimentalismi sono finiti. Finiti!”
E come disse Jean Luc
Picard, in Star Trek “Primo contatto” 1996: I! Siamo scesi a troppi
compromessi, troppe ritirate. Invadono il nostro spazio, e noi ci ritiriamo.
Assimilano mondi interi, e noi ci ritiriamo. Adesso basta! Li dobbiamo fermare
qui, impedirgli di andare oltre... E io gliela farò pagare per tutto quello che
hanno fatto!”
Diciamocelo, ce la
siamo voluta, ce la siamo cercata. La politica europea degli ultimi lustri,
prona agli interessi Nato, Americani e
in parte francesi, ha portato a questa
situazione di caos generalizzato in Europa, a partire dall’abbattere Gheddafi,
al voler abbattere il legittimo governo siriano. Il colpo di Stato silenzioso in
Ucraina, con l’annessione quasi forzosa entro l’Unione Europea, Il tutto come sempre non per nobili scopi umanitari o di salvaguardia dei
diritti umani, o dei diritti civili. Dai, non pigliamoci per il culo. Di questi
diritti civili degli altri Paesi ce ne fottiamo bellamente. L’interesse è
quello solito di sempre: mettere le mani sulle loro risorse.
Solo che poi ci si incazza se ci viene
restituita, secondo le loro forme, la pariglia, appestandoci di sedicenti
profughi, che arrivano in occidente per farci mangiare la loro merda, che è
identica alla nostra stessa merda,perché sempre di merda si tratta. La guerra,
smettiamo di nasconderci, è il terrorismo di Stato, accettato, mentre il
cosiddetto terrorismo è la guerra che i poveri combattono contro i ricchi,
oppure il terrorismo è la guerra generata da coloro che si ribellano ai soprusi.
E la religione è solo un bieco e volgare
pretesto. Il fatto che qualsiasi figlio di cagna o di scrofa urli, prima di
ammazzare a sangue freddo dei disgraziati innocenti, “Allahu Akbar له أكبر”
è un’offesa nauseabonda al proprio Dio, perché questi cani della loro tanto
decantata religione, non hanno compreso nulla e usano i deboli di mente,
persone prive di valori etici e morali, per piegarli alle loro volontà
criminali e alla loro visione ideologica del mondo.
Rimango convinto e in
questo momento molti mi odieranno, che il vero Islam, la vera Fede, è un’altra
cosa e non ha nulla a che fare con teste tagliate ed esecuzioni sommarie e
viltà proferite contro degli innocenti, indipendentemente da qualunque sia il
loro credo religioso.
È anche vero però che
il vecchio continente se cercata perché non ha una strategia politica di ampio
respiro, non ha una visione strategica, ma semplicemente tattica e miope dello
scacchiere geopolitico mediorientale e nordafricano. E questi sono i risultati.
Abbiamo lasciato chel’Isis
si rafforzasse, e anche le capre sanno
chi lo finanzia, presuntuosi nell’illudersi che volesse fermasi alla Siria, all’Afganistan, all’Iraq, perché, chi lo ha creato lo credeva
un cane fedele al guinzaglio, che poteva essere tenuto buono con qualche
polpetta di carne di maiale… Mentre invece si è evoluto ed è diventato come il
Kraken che con i suoi tentacoli ha
raggiunto anche quello che ha la presunzione
di credersi il cosiddetto mondo civile.
E adesso in una Parigi
sospesa in un limbo di terrore, gli unici che fanno affari d’oro, sono i
fioristi..
Marco Bazzato
14.11.2015
Foto presa da
Repubblica
lunedì 27 gennaio 2014
Il Giorno della memoria
Cosa centrano tutte le persone nate, prima dello scoppio ddella II guerra
mondiale e sopratutto quelle nate dopo il 25.04.1945, con il Giorno della Memoria?
A rigor di logica, a rigor storico e come colpe morali e materiali per quanto
commesso dal nazismo, assolutamente nulla.
Smettiamo di permettere ai politici e ai media di farci sentire in colpa e farci irrorare da un sangue che oggettivamente
e storicamente non abbiamo versato.
È stato versato?
Sì!
Così scrivono dicono i libri di storia, le testimonianze dei
sopravvissuti,. Così ha scritto Primo Levi nel suo libro più celebre: “Se questo è un uomo”.
E quindi? E quindi sono passati sessantanove anni dalla fine della II
guerra mondiale, settantacinque dal suo inizio e la maggior parte dei cittadini
dell’Europa dell’Ovest, Italia compresa, sono teoricamente obbligati da
una legge italiana, ...sancita
dal parlamento nel 1959 – tre
anni dopo lo scoppio della seconda aguerra israelo-araba, con gli israeliani appoggiati da Inghilterra,
Francia e Stati Uniti – dopo
una battaglia pubblica condotta dai sopravvissuti. "In questo
giorno," recita la legge "si rispetteranno in tutti i luoghi del
paese due minuti di silenzio, si terranno iniziative e cerimonie, le bandiere
saranno a mezz'asta, i locali di svago chiusi – questa parte finale della legge da decenni è imapplicata o forse non lo è stata mai,
visto che non è considerato giorno festivo
– , i programmi della radio
saranno dedicati all'argomento" e il 1º
novembre 2005 dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle
Nazioni Unite, durante la 42ª riunione plenaria, lo è stato dichiarato anche dall’Onu.
.
Il ricordo oggi deve essere una
scelta, non un obbligo didattico caduto dall’alto, sottoforma di
legge dello Stato, non ancora abrogata,
costringendo intere scolaresche a sorbirsi un giorno di retorica, ripetuta anno
dopo anno come un mantra, come se questi eventi, dal termine della II guerra
mondiale, avessero poi contribuito
ad evitare altri olocausti, altri sacrifici,
altri genocidi, oppure se altri olocasuti, altri sacrifici, altri genocidi, oppure
per scelte politiche di parte si sceglie di non commemmorare , perchè avvenuti
negli Stati Uniti coon il genocidio dei nativi americani, in indocin,
il genocidio degli armeni,, senza andare a menzionare l’emisfero
australe del Pianeta, essendo per la grande poolitica internazionale
meno degni di importanza e quindi vanno messi messi sotto il lo zerbino.
Non va dimenticato che praticamente con cadenza quasi mensile, quando va
bene, bisettimanale, quano va meno bene, o peggio settimanale,ossia quando Rai
Storia vuole stracciare le palle, i documentari
sul nazismo, sulla Shoah, sull’olacusto, sulla II guerra mondiale, sul
fascismo, si sprecano fino alla nausea e ogni giorno, mese, anno che passa,
vengono visti, percepiti, sentiti e vissuti con sempre meno partecipazione
emotiva, con più distacco, quasi fossero documentari di un tempo così lontano
da essere percepito – giustamente – dalle giovani generazioni, come il periodoMesozoico.
LaShoah è un fatto storico incontrovertibile – nonostante ciò che affermano
i revisionisti, sebbene tutta la Storia del genere unano, dall’inizio di questa
scienz,a è sempre stata oggetto di revisioni, riscritture, correzioni, nuove interpretazioni,
scoperte, correzioni, estensioni, altrimenti
non sarebbe più Storia ma Dogma di fede laico e/o politico, quindi a livello
puramente teorico, anche queste pagine di storia del ventesimo secolo
dovrebbero essere trattate allo stesso modo e non come un Dogma fondamentalista
e indiscutibile, pena l’essere accusati di negazionismo
dell’Olocausto – come lo era stato
la I guerra mondiale,l’unica guerra dei tempi moderni del millennio passato,
vinta dall’Italia unita, che veniva ricordata il 04 novembre.Ooggi quella data
è stata asformata nella Giornate delle Forze
Armate, forse perchè tutti gli i Cavalieri di Vittorio Veneto, come i
dinosauri del triassico , si sono
estinti, o forse perchè anacronistico ricodare una vittoria e la fine di una
guerra, terminata da quasi un secolo, ossia
da circa 3 o 4 generazioni, o anche perchè, vuoi la svogliatezza degli
studenti, unita alle non sempre eccelse qualità degli docenti, oggigiorno
si fatica ad arrivare, con il programma
di studi, al ventesimo secolo.
Sta di fatto che per volontà di legge e per senso responsabilità
individuale, i giovani di oggi obbligati, costretti, coscritti ad assistere a
queste lezioni di storia,e poi ripetere il tutto come pappaglalli, magari recitando
quanto detto dai docenti davanti ad un microfono, fornendo opinioni retoriche, per
vendere al popolo teledipedente,
l’illusorietà che questa data sia sentita , mentre invece è imposta, dagli
italiani.
Quando poi si assiste alla retorica dei politicanti, che leggono discorsi
scritti da altri, fingendo commozione, in queste occasioni le palle, non solo quelle degli oratori, ma
anche degli ascoltatori o dei telespettatori, scendono a terra e come becchini
iniziano a scavarsi la fossa da sole. Basta osservare il politico di turno che legge
per rendersi conto che con la mente sta in tutt’altro posto.
Ma possibile che siamo ancora cosi illusi da credere che ai ragazzi nati nati nel 2000, ossia 55
anni dopo il termine della II gerra mondiale e che leggono il XX secolo allo
stesso modo come i nati dopo l’anno
mille, possano, emotivamente
parlando, sentirsi realmente toccati in
un qualche modo da questi avvenimenti,
quando la maggior parte di costoro manco conoscono gli eventi della storia contemporanea, perchè per loro il
XX secolo è equivaele quasi al mesozoico.
Siamo degli illusi. La politica è illusa, i nostri politici si stanno
comportando come i primi cristiani che usando
Matteo 27,25 “Che il suo sangue ricada su di noi e sui
nostri figli”, credonodi poter instillare un senso di colpa millenario nei
confronti dei cittadini italiani, dell’Europa Occidentale ,tramite l’obbligo di
rcontinuare ancora oggi di ricordare la Shoah, dimenticando che oggi
rispetto secoli dell’anno mille,
l’ignoranza e il sapere, anche sui fatti contemporanei, dove i cittadini europei, non solo italiani, hanno
una buona memoria a breve e riescono a comprendere che quelli che nel millenio
passato sono state le feroci vittime di un regime criminale, poi, dal 1948 i
politici del nuovo Stato hanno iniziato ad occupare territori che in base al
diritto internazionale non erano loro, freandosene bellamente delle risoluzioni
Onu.
Basta leggersi anche i commenti
presnti in rete, per rendersi conto che
l’italiano, a differenza di come lo vorrebbe dipingere la politica, non è
antisemita o antisionista – vedi sionismo
(1) – a parte qualche
lurido idiota che andrebbe condannato non in quanto antisemita, ma solo per il
fatto di essere ignorante e questa ignoranza culturale genera, tra le altre
cose, anche l’antisemitismo, dove non va dimenticato che Israele ha il pieno
diritto di esistetere come Stato, all’interno dei confini definiti dall’Onu,
nel pieno rispetto del diritto internazionale, che a rigor di logica non deve
essere infranto nè dagli Stati confinanti contro Israele e nè da Israle nei
confronti degli Stati confinati, territori Palestinesi compresi, come l’Unesco
stesso, agenzia diretta emanazione dell’Onu, ha riconosciuto..
Il che porta alla conclusione che
l’Italia in Europa i nazionalismi sono considerati, dai nostri politici, sinonimo di chiusura e nazi-fascismo e vanno combattuti sul piano politico e culturale,
essendo ogni di nazionalismo da
considerare come il male assoluto del
secolo scorso e del ventunesimo secolo.
Ma poi, in riferimento al gesto vile
inivato alla comunità ebraica di Roma, La Stampa scrive: “Un tentativo
di propaganda antisionista dietro i
tre plichi con teste di maiale spediti alla Sinagoga di Roma, all’ambasciata
israeliana e ad una mostra ebraica alla vigilia di shabat” (2).
Il che porta a questa considerazione: o
ogni nazionalismo è male
assoluto per tutti i 193 Paesi membri dell’Onu(3),
oppure una politica corrotta chiude gli occhi sul relativismo nazionalista e si permette da alcuni Stati, o ad uno
Stato, rimanere per decenni in palese
antitesi con gli interessi generali della politica internazionale e locale,
dove politici o dei capi di Stato, oggettivamente e brutalmente in rirpovevole
malafede, in determinate circostanze, tendono a fare gli interessi particolari di determinati Stati
o di unoStato in particolare, che certo non è quello italiano.
È bene ricordare, se proprio, come usa dire il Presidente della Repubblica
italiano, che non bisogna mai perdere di
vista il quadro generale e il quadro generale ddlla storia, afferma che la II guerra mondiale ha causato
in totale 55 milioni di morti, e sopratutto questi 55 milioni di morti sono
presenti anche i 6 milioni di morti
dell’olocausto ebreo, generato
dalla follia umana di chi ha permesso l’ascesa di Hitler al potere e di chi,
direttamente o indirettamente, anche dall’estero, l’ha foraggiato e coccoalto,
perchè nella distruzione dell’Europa poteva intravvedere la possibilità di
enormi arricchimenti personali e di profitti per le industrie degli armamenti.
Sistema che anche oggi non è cambiato, anche se con modalità apparentemente
differenti, ma che nella sostanza generano eguali sofferenze in ogni parte del
mondo, e di cui anche l’Italia, aggirando l’articolo 11 delle Costituzione
italiana, grazie alle missioni “di pace” perchè
la politica è osì’ codarda che fugge vigliaccamente dala verità nè è tutt’ora complice.
L’esercizio della memoria è un esercizio inutile, se da quella memoria
storica escono cambiamenti reali, che vanno a beneficio di tutti gli innocenti,
indipendentemente dalla razza, dal sesso e dalla religione.
Ma ogg,i come nel 1924 in U.R.S.S, con Stalin, nel 933 con Hitler in Germania, la grande politica internazionale, fatta da
piccoli uomini, sebbene con modalità differenti e riammodernando il look,
togliendo via baffoni e/o baffetti, eliminando la mascagna o la frangetta,
continuano ad avere le mani orde di
rosso sangue nero delle vittime innocenti che direttamente o indirettamente
condanno a morte, con apparentemente meno violenza e ferocia, ma generando in
ogni caso spaventosi e dimenticati genocidi silenziosi.
Marco Bazzato
27.01.2014
(2)http://www.lastampa.it/2014/01/25/italia/cronache/oltraggio-antiebraica-a-roma-teste-di-maiale-a-sinagoga-e-ambasciata-yzJZoUlWtKX5xmOtnwuhDI/pagina.html
3)
http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_membri_delle_Nazioni_Unite
lunedì 7 ottobre 2013
Strage di clandestini sulle coste di Lampedusa
“venghino, venghino, in Italia ci sta sempre posto. Arrivate con le vostre
carrette del mare, tanto non siete clandestini, ma migranti, come gli uccelli
migratori” tanto quei coglioni degli italiani autoctoni, come idioti, pagano
sempre.
È questo bene o male, più o meno il liet motiv che da mesi appesta i
giornali italiani, per colpa di giornalisti servi che trasmettono e scrivono
certe dichiarazioni, che con toni più o meno sfumati vengono prounciate da alcuni
ministri – senza portafoglio, quindi inutili – vedi la congolo-italiana keynge
e la post comunista, che detesta l’intestazione della camera “presidente” e si
rifà ristampare le carte intestate con la scritta “presidentessa”, Laura
Boldrini.
Lampedusa è sotto attacco, anzi l’Italia intera è sottoattacco da parte di
orde barbariche di clandesti che hanno scatenato, grazie al denaro pagato ai
mercanti di carne umana, una guerra a basso potenziale e non dichiarata alla
stabilità e alla sicurezza nazionale del Paese e la piccola isola nel Mediterrano
è l’avamposto dove viene scaricata la mercanzia, che poi si riversa nele strade
italiane, quando fuggono dai centri di raccolta, secondo quanto chiede la
Bossi-Fini, che alcuni scellerati,
utilizzando il pretesto dei morti annegati, vorrebbe cancellare, aprendo le
frontiere in modo indiscriminato e facendo diventare l’Italia l’anello debole
dei confini di difesa esterni dell’Unione Europea, diventando de facto nazione
complice dei mercanti di carne umana.
Ma intanto a questa guerra non dichiarata continunano a sbagliare i
lampedusani. I volontari che assistono i clandestini dovrebbero scioperare, a mettersi
in ferie,in malattia, marcare visita, lasciando che la situazione venga gestita
dall’esercito e non dai civili.
Certo, i clandestini sono persone, ma sono persone che pagano cifre non
indiffenti per i loro standard, per attraversare mezzo continente nero e
raggiungere le coste italiane, quindi non sono gli ultimi degli ultimi, ma tutto
sommato dei benestanti, perchè chi non può pagare rimane lì a morire in Paesi,
dove sovente le rivolte, le guerre civili, le rivoluzioni sono causate proprio
dall’Occidente perchè deve depredarne le risorse. E un Africa svutata di
africani è un’Africa che diventa preda più facile, come un animale ferito e
indebolito a morte, sopratutto se a partire sono le generaizoni giovani e
istruite che poi vanno afare gli accattoni in Italia e in Europa.
L’Italia deve iniziare a fare come l’Isola di Malta, ossia respingere le
barche cariche di potenziali clandestini
fuori dalle acque territoriali, quando queste vengono violate e
attaccate. Le navi della marina militare devono farle invertire la rotta,
trainarle a poche decine di metri dalle
acque territoriali dei porti di partenza, lasciandole al loro destino.
Sono persone, certo, sono persone, sono esseri umani, ma l’Italia e
l’Europa non può farsi carico, come vorrebbe qualcuno, di un immigrazione
incontrollata di 2 milioni di capi umani
all’anno da qui al 2050, per un totale di 72 milioni di capi, escludendo
l’eventuale riproduzione di costoro, tanto l’Europa attualmente ha 500 milioni
di capi, tra autoctoni e immigrati.
Quei morti innanzi alla costa dell’Isola di Lampedusa non sono morti a cui
la respondabilità diretta o indiretta va imputata agli italiani, ma sono morti
a qui la responsabilità morale e poltica va imputata apolitici come la Keynge e
la Boldrini che stanno pasteggiando sopra i cadaveri, usandoli come propaganda
politica per abbattere la legge Bossi-Fini, l’unico baluardo contro
l’immigrazione clandesina incontrollata che destabilizzerebbe nell’arco di
pochi anni non soolo la penisola, ma anche l’Unione Europea.
E quindi viene da chiedersi per chi effettivamente lavorano il ministro per
‘integrazione e la Presidente della Camera? Non
certo per gli interessi degli italiani e per la sicurezza nazionale del
Paese.
Che siano al soldo di qualche potenza traniera o sovranazionale?
Ma il ruolo più ambiguo in questa
turpe vicenda di commercio e contrabbando di carne umana viene svolto dai media
cartacei ed elettronici, indistintente. Da settimane hanno sostituito il
termine “ clandestini” con il più politicamente corrotto di”migranti”, come se
tutti entrassero in Italia legalmente e l’unica legge illegale fosse la
Bossi-Fini, perchè alcuni deviati mentali non vogliono separare preventivamente
la pula dal grano, ma, come per chi commercia in rifiuti tossici radioattivi, è
ben felice di nasondere le scorie nucleari in casa d’altri o sotto lo zerbino,
fingendo che tutto vada sempre bene.
La cosa interessante è che questo buonismo strappalacrime, chiamato
politicmante corretto dalla sinitra italiana, che sta contaminando per una
sorta di servilismo masochista anche alcuni settori reazionari del centro
destra, sta producendo un intolleranza
forte negli italiani. Del resto basta aprirsi i social network, dove anche le
pagine dei giornali che fanno capo da un sinistro centro sinistra, i commenti
dei lettori sono di attacco diretto e frontale contro la Keynge e la Boldrini, cosa che il Pd non ha
ancora voluto capire, forse perchè le “usa” per nascondere altre porcherie che
farebbero infuriare aassai gli elettori
e quindi meglio usarle come parafulmine mediatico, per continauare a
fare i propri affari.
Grazie alle poliche politicamente corrotte del centro sinistra e dei suoi
servi del cento destra, l’Italia si sta spostando a destra, diventando sempre più radicale ed estremista.
Non mancherà molto che anche in Italia nasca, come in Grecia, un partito come
Alba Dorata. La sinistra sta gettando i semi dell’odio e le basi nel Paese
perchè, come ogni squilibrato che si rispetti,
non riesce a vedere la punta del propriio naso, ma è interessato a
compiacere il padrone di turno.
L’Italia chiede l’intervento dell’Europa, ma l’Europa, oltre a fare il
gesto dell’ombrello, ci manda anche a fare in culo, affermando che il problema
è in primis del Paese, esattamente come il continente fa con Lampedusa, dove
nello stivale nessuno vuole accogliere i clandestini i quali da giorni vivono in condizioni definite disumane, dalle
organizzazioni per i diritti umani..
Va ricordato che solo a seguito dell’identificazione certa, questi hanno il
diritto di ricevere lo status di profuhi e rifiugiati, non che lo staus, come
vorrebbe una certa sinistra, venisse riconosciuto in bianco e a prescindere, in
pieno dispergio del Ttrattato di Lisbona che tra l’altro recita, e stabilisce
al Capo 2, articolo 77, ex art. 662 del TCE, - c) instaurare progressivamente un sistema
integrato di gestione delle frontiere esterne, Ai fini del paragrafo 1, il
Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria, adottano le misure riguardanti: a) la politica comune dei visti e di
altri titoli di soggiorno di breve durata; b) i controlli ai quali sono
sottoposte le persone che attraversano le frontiere esterne.
Mentre Articolo
79 (ex articolo 63, punti 3 e
4, del TCE), stabilisce quanto segue: c) immigrazione
clandestina e soggiorno irregolare, compresi l'allontanamento e il rimpatrio
delle persone in soggiorno irregolare.
Marco Bazzato
07.10.2013
Etichette:
Diritti Umani,
Guerra,
Italia,
Media,
Opinioni,
Politica e Società,
Politica Europea,
Politica Internazionale
domenica 4 agosto 2013
Sandro Bondi: «Rischio guerra civile!»
Ormai sembra una gara a chi la spara più grossa, a chi ha il
cazzo più lungo o a chi di qunado va in cesso a cagare fa lo stronzo più
somigliante ad un palo di mandingo,
pesandolo ed esponendolo all’ammirazione estasiata dei fan. Infatti, dopo la
condanna di Berlusconi Silvio, è meglio chiamarlo con il suo cognome e nome,
come si fa nellrl aule di giustizia, che i servi del pregidicato sembrano
letteralmente fuori di cotenna, rilasciano farnetiticanti dichiarazoni ai
gioristi, non diverse da quelle che i cospiratori si scambiano “nei peggiori
bar di Caracas” tra sigari Avana e rum, con l’apoteosi l’ha faggiunta
l’apostata comunista Sandro Bondi, che
ha paventato il «Rischio guerra civile!».
Personalmente l’idea di una guerra civile in Italia potrebbe
essere anche una prospettiva affascinate, questa manca dalla fine della seconda
guerra mondiale, quando con la caduta del fascismo ci stavano le vendette
private, il più delle volte guarda caso volute dagli ex compagni comunisti di
Sandro Bondi. Evidentemente è nel sangue dei rossi l’idea di destabilizzare in
un modo o in un altro l’ordine costituito, ma oggi, per fortuna o sfortuna, non
vedo che gli adepti o i seguaci della setta politica denomiminata PDL scendano
in pizza imbracciando un fucile, un mitragliatore semiautomatico, per salvare
il culo ad un pregiudicato. Essere del PDLcome essere della Lega, del Movimento
Cinque Stelle, di Lista Civica, di Fratelli
d’Italia, del PD o del SEL, non necessariamente significa essere degli
oligofrenici guerrafondai, anche se in tutti i partiti l’idea esistono le
frange estreme e radicali che adornano menanre le mani come al tempo della
buoanima e comunisti o i postcomunisti non si sono mai tirati indietro manco
loro, anzi, hanno sempre fatto la loro porca parte!
La guerra civile paventata dal Bondi ci potrebbe anche
stare, ma ad una condizione, ossia che i gerarchi del PDL, femmine comprese,
combattano in prima linea, vadano in trincea, armi alla mano e baionetta tra i
denti, pronti a sparare, sventrare, squartare e le femmine, solo se belle fighe
che combattono nude, mentre i cessicol burqua, per non spaventare i bambini,
siano pronte a farsi violentare a subire
ogni genere di sevizie sessuali e psicologiche, pur di passare da vittime da
quei cattivoni che voglioono mandare via dal Senato il pregiudicato Berlusconi
Sivlio.
E poi ce li vediamo gli italiani combattersi a morte per la
causa del pregidicato? Certo ci sono stati cieci milioni di – omissis – che hanno creduto per quasi un ventennio
all’oggi pregiudicato Berlusconi Silvio, ma ce ne sono altrettanti che
continuano a credere che il PD si il partito della classe operaia, dei più
deboli. ìAh, sì in questo caso devonoessere immigrati clandestini di
colore, rom o al massimo omosessuali, il tutto come apparenze, perchè poi come
sostanza, al pari de PDL cista l’interesse della grande industria, delle banche
e della finanza. In totale questi quasi
ventimilioni di elettori, plagiati psicologociamente o dall’uno o dall’altro politico,
invece di darsele di santa ragione, dovrebbero fare un bel karakiri collettivo,
sventrandosi gli addomi nelle pubbliche piazze, diventando tante torce umane
stile bonzi o in tanti Ian Palach, patriota cecoslomucco, pardon cecoslovacco.
Ma alla fine sono venti milioni e più – omissis – senza i – omissis!
No, gli italiani sono troppo codardi, stanno ancora troppo
bene, nonostante la crisi economica per andare in piazza a manifestare, per farsi
prendere a manganellate dalle forze della polizia, non hanno i – omissis – per trasformare le strade in un campo di
battaglia siriano, libico, egiziano, per comattere porta a porta, per fare i
cecchini, come a Sarayevo, attualmente non ci sta un un Ratko Mladić, non hanno
le palle per creare nello stivalale una nuova
Srebrenica, non abbiamo truppe paramilitari nello stile tigri di Arkan...
Così anche per questo l’Italia dimostra la sua arretratezza culturale e gli
italiani di oggi manifestano la viltà e l’incapacità di combattere per una
buona causa, per il bene della nazione, anche se combattere per un miliardario
pregidicato, sceso in campo nel 1994 per salvarsi il – omissis – certo non è una buona causa, anzi, sarebbe dei
– omissis – se lo facessero!.
Morire per il pregiudicato Berlusconi Silvio? Da idioti!
Farsi manganellare per il pregiudicato Berlusconi Sivlio?
Sarebbe da teste di – omissis!
Rischiare di farsi segare in due da qualche raffica a
ripetizione sparata da qualche cecchino che sventaglia neò mucchio per creare
caos e tensione? Sarebbe da – omissis!
Gli italiani che stannno attaccati al culo del pregiudicato
Berlusconi Silvio non hanno capito che potrebbero ressere della marionette nelle
mani dei parlamentari del PDL, la cui prima paura è quella di rimanere orfani
non solo dei loro posto di lavoro come parlamentari, i ventimila euro mensili
fanno comodo per le piccole spese di soprovvivenza, nella giungla della
depressione economica, a cui le sorti del Paese non interessa una beata
minchia, figurarsi del destino degli italiani. E lo sfaldamento del PDL, previo
decadimento della carica di senatore del pregidudicato Berlusconi Silvio, porterebbe giocoforza alla perdita di
poltrone, prestigio, sempre che oggi i parlamentari di quasiasi schieramento
godano di qualche prestigio vero delle menti degli italiani dotati di sano
intelletto, in quato se i parlamentari del PDL fossero veramente solidali con
il loro leader non avrebbero consegnato le
dimissioni dagli incarichi di sottosegretari nelle mani dei rispettivi
capogruppi, no, si sarebbero dimessi in massa da parlamentari, ma sono troppo
attaccati al denaro per avere i – omissis – per farlo e i primi sono proprio i cosidetti
falchi, la “guardia pretoriana” del pregiudicato, Berlusconi Silvio.
La condanna inflitta all’ormai pregidicato Berlusconi Silvio
non è politica, checchè ne vogliano far credere i lacchè, ma è una sentenza di
condanna definitiva, giunta dopo quasi un decennio e se le cause penali sono
così lunghe, i politici inizino chidersi di chi è la colpa e il PD Trasformare
una giusta condanna giudiziaria in un
atto politico equivale a voler destabilizzare il Paese per scopi personali e
non fare gli interessi del medesimo.
L’oggi pregiudicato Berlusconi Silvio, nel 1994 poteva dire
di essere un neofita della politica, una vestale illibata, mna un imprenditore
scafato dalla politica in tutti gli orifizi, il cosidetto “uonmo nuovo sovietico” che
giungeva come un messia miliardario salvifico a mondare la nazione dai puzzoni, pardon, comunisti. Ma
oggi nel 2013, dopo diciannove anni in Parlamento si è trasformato in tutto
quello che all’inizio diceva che non sarebbe mai divenuto: un politico di professione,
dove sembra che voglia dare continuità
dinastica al partito, che in settembre dovrebbe tornare all’antico, Forza
Italia, cedendo le redini del comando alla figlia Marina, e con gli italiani –
omissis – che i il Paese si ritova,
onnibulati dal fatto di poter avere, come nei Paesi civili un primo ministro in
microgonna, reggicalze e guêpière, tutto in nero sadomaso, diventano come Roland D. LeBay , che vendette la a Plymouth
Fury del 1958 a Arnie Cunningham
nel romanzo di Stepen King, “Cristine, la macchina infernale” – 1983, che
pensano che «Non c’è profumo più buono
di quello di figa!”» e il padre, oggi pregiduicato, lo ha sempre saputo, visto
che di canubri nel Pdl non ce ne sta manco una, e infatti per diciannove anni
Silvio Berlusconi, per onnibulore i maschi primitivi o primati, ha usato la
vulva, facendne annsuare immaginariamente a migliaia, e questi, come tanti lobotomizzati analfabeti
mettevano la crocetta sulla tetta, pardon, sul nome più proprompentete e
prosperoso.
In conclusione chechè ne dicano i falchi del PDL, che come
tanti avvoltio non vedono l’ora di cibarsi delle carogne dei cittadini nemici
della loro libertà, nel Paese non ci sta il rischio guerra civile, a meno che
il gerarca del pregiudicato, Berlusconi Silvio, lapostata comunista Sandro Bondi, non sappia chenel
Paese sono pronte squadre di agitatori politici, provenienti anche dall’estero,
come accade sempre quando si vuole destabilizzarne uno.
La cosa migliore che dovrebbe fare il nipote del consigliere
privato del pregiudicato Berlusconi Silvio, ossia GianniLetta, eEnrico Letta,
sarebbe quella di rimettere il mandato nelle mani del Capo dello Stato il quale
a sua volta dovrebbe dimettersi lui stesso, creando un ingorgo istituzionale,
che non potrebbe essere risolto entro il 15 di ottobre, data ultima nel quale
il pregiudicato Berlusconi Silvio dovrà decidere se restarsene buono buono agli
arresti domicilari, potendo vedere solo i famigliari più stretti, ossia i figli
o magari andare a rammazzare le strade,
come spazzino, in quanto affidato ai servizi sociali.
E alzi la mano chi non vorrebe vedere un miliardario
rammzzare merda di cane o cocci di vetro, lungo una strada provinciale, battuta
da puttane?
Marco Bazzato
04.08.2013
Etichette:
Costume,
diritti dei cittadini,
Giustizia,
Guerra,
Opinioni,
Politica Italiana
martedì 16 luglio 2013
Siamo tutti Roberto Calderoli
Gli italiani indigeni e autoctoni che alla luce delle continue esternazioni
sia della Boldrini che della Keynge, sul dare la casa prima ai rom, poi agli
extacomunitari con figli, o che vorrebbero l’apertura indiscriminata delle
frontiere italiane, per far felici looro capi mondialisti, o togliere il
diritto dei figli degli italiani nati all’estero di sentirsi italiani,
elimindando il Jus Sanguis, a favore del Jus Soli, in una sorta di razzismo discriminatorio al
contrario, ossia contro i nativi italiani che da decenni sono figli del Jus
Sanguis, dovrebbero alzare la schiena e gridare orgogliosI i proprio “Natali di
Sangue”:
SIAMO TUTTI ROBERTO
CALDEROLI.
Già, perchè non se ne può più del finto buonismo sinistro della sinistra
che, che sta causando un assurda tempesta in un bicchiere d’acqua, una
escalation di dichiarazioni contro un legittimo ragionamento oggettivo espresso
da un autorevole membro del parlamento e vicepresidente della camera, dei paladini delle libertà altrui, sempre
buone nei periodi di vacche morte della politica, hanno fatto uscire cani,
cagne, porci e porche dal recinto dei cervelli lobotomizzati, per iniziare una
lotta senza quartiere contro la neutra dichiarazione di Roberto Calderoli nei
confronti del ministro della (dis)integrazione, Keynge, che recita:
«Io mi consolo, quando navigo in Internet e vedo le fotografie del
governo. Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini
della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle
sembianze di orango».
I cittadini autoctoni e indigeni italiani, se non vogliono fare la fine
degli indiani chiusi nelle riserve, dove i colonizzatori extracomunitari hanno
eroso giorno per giorno grazie a fiancheggiatori come la Laura Boldrini,
Presidente della Camera, che non perde l’occasione per ribadire, nel nome del
diritto di accoglienza indiscriminato – a spese degli italiani – la superiorità
degli invasori stranieri attualmente illegali nei confronti dei nativi di
sangue che cercano, seppur tra mille difficoltà, di sbarcare un lunario sempre
pù oscuro e funereo.
Oggi
SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI
, perchè “l’italiano vero”, come cantava Toto Cutugno, è stanco dei
sopprusi della politica, è stanco di sentirsi e trasformarsi ogni giorno di più
in servo di un esercito di invasione e occupazine, spalleggiato da soggetti che
fanno comunella, per non utilizzare altri aggettivi, con il “nemico!” nel nome
del presunto diritto degli altri – stranieri – a discapito degli indigeni
nativi di sangue in Italia.
SIAMO TUTI ROBERTO CALDEOLI
perchè a una vacca, una una donna, una scimpanzè, una cagna non può
alllattare per sempre, ed essere munta fino all’avvizzimento delle tette da
parte di lupi ingordi e affamati che gli si attaccano alle zizze e succhiano,
succhiano, succhiano, fino a quando questa non crepa e poi, iniziano a
pasteggiare sopra il cadavere.
La nostra Italia è come una donna, come nostra madre, nostra sorella,
nostra moglie, e costei non deve essere violentata, così come da nemici interni
– che sono sempre troppi – anche da da
nemici esterni, che come vandali giungono per violentarla, stuparla,
sodomizzarla, sgozzarla, squartarla, rendendola schiava e serva di orde barbariche provenienti dai quattro punti
cardinali, per poi una volta presa e ridotta alla fame, esporla come il trofeo
di un animale maciullato da un orda di bestie selvagge finanziarie, economiche
e culturali, senza scrupoli.
Se i politici italiani di centro destra fossero mentalmente più liberi, e
non legati al loro misero e miserevole
stipendiucolo da 20.000 euro al mese, netti, naturalmente, come estremo gesto
di solidarietà,, farebbero cadere il governo Letta, ritirando i ministri,
togliendo la fiducia all’esecuivo, in modo da mandare a casa personaggi come la
Boldrini e la Keynge, le quali probabbilmente, viste le loro idee radicali, se
non venissero canddiate in circoscrizioni sicure, come capoliste, a fatica tornerebbero nel giro della grande
politica a fare danni e malanni agli indigeni italiani e autoctoni.
Il problema è che la Lega ormai è un partito defunto e il PDL si è venduto
e svenduto alla sinistra, calando le braghe e facendosi inchiappettare
bellamente – oltretutto a secco, senza manco un pò di olio di vaselina o grasso
di foca, visto che va di moda e fa tanto radical chic – dai radicali post
comunisti che, come vermistriscianti, si sono accomodati al banchetto del PD, come ospiti indesiderati alla stregua
del meteorismo, dell’aerofagia, dell’alito cattivo, del calboniano “ventilazio intestinalis putres,” ma necessari per la tenuta del governo.
Per questo, nel pieno rispetto delle leggi sul diritto di cittadinanza
attuali, oggi più che mai gli italiani veri, dovrebbero essere un unico cuore
uniti in un unico:
SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI
rubando il motto del comunsita Pietro Calamndrei, “ora e sempre resistenza” perchè, come La canzone del Piave – fiume sacro alla patria –
“...il Piave mormorò: non passa lo straniero
Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento
ahim, quanta gente hai visto lasciar il tetto,
per l’onta subita a Caporetto....”
con questa sinistra al potere la Caporetto economica, sociale e culturale è
ormai dietro l’angolo, è alle porte e i risultati li vedono tutti gli italiani,
figli di genitori, aventi nonni, bisnonni e trisnonni italiani, per questo
innazi a questa Desert Storm scatentata dalla sinistra, in questo tristo
momento, dove sembra che le orde di Annibale vogliano invadere l’Italia, senza passare dalle Alpi, ma via
mare – con l’appoggio delle orde papaline dell’ex Stato Pontificio, che però
nel suo “sacro” suolo di immigrati o rifiugati politici non ne ospita manco uno
– quasi com eun eterna spedizione dei
Mille, non per la liberazione dell’Italia, ma come un’invasione strisciante e
silenziosa, oggi avendo una classe
politica vigliacca e prona alla pecorina, si è giocoforza costretti, per
evitare la vicina Waterloo economica, culturale e sociale, gridare in un unica
voce e con un unico cuore, visto che la congolo-italiana ha accettato le scuse:
“SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI!”
Marco Bazzato
16.07.2013
P.s: l’articolo in questione non è ne a favore e nècontro
la congolo-italiana Cècilie Keynge, per
le presunte offese proferite dal Roberto Calderoli nei suoi confronti, ma è
contro un certi medodi squadristi di far
politica del centro sinistra, viste le loro inusitate e violentissime reazioni
masturbatorio-verbali che hanno proferito
contro Roberto Calderoli, l’hznno
obbligato a fare abiura e/o potrgere
umilianti scuse pubbliche in Senato,
anche se queste erano già stato poste in privato alla diretta
interessat, a seguito delle reazioni verbli non diverse da un attacco effettuato
con armi di stermionio di massa, come il gas Sarin, l’Antrace, il Mostarda, lo
zylcon B, utilizzando armi vietate da
tutte le convezioni internazionali, tipo fosforo bianco, , dimostrando che la
presunta superiorità intellettuale dei sinistroidi è un utopia, mentre la reatà
è che quando si lasciano andare la favella, in modo incontrollato non sono
diversi dagli scaricatori di porto o i preti pedofili che,parafrasando “Cara ti amo” di Elio e le storie tese,
“bestemmiano e picchiano i bambini.”
Etichette:
diritti dei cittadini,
Giustizia,
Guerra,
Media,
Opinioni,
Politica Italiana,
Televisione
martedì 7 maggio 2013
Feminnicidio: basta, non se ne può più!
Premesso che a un maschio che
mena una donna, andrebbero come minimo tagliate le mani con una motosega da
legno e lasciato morire agonizzante senza manco uno straccio di aiuto
medico.
Questo per chi le mena.
Per chi le ammazza, le trucida,
le sbudella, facendosi antiestetiche collane o sciarpe fatte di intestini, le
scotenna, le scanna come una porca, le smartella il cranio, fino a far
schizzare la materia celebrale sui muri, la soluzione migliore, più saggia, più
onorevole per il colpevole, sarebbe lo squartamento nella pubblica piazza, come
si faceva in passato, quando il sentimento popolar non si fermava alla banale
indignazione via Facebook, ma passava alle vie di fatto, grazie alla legge,
armata di mannaia o di carri che tiravano gli arti del condannato verso levante
e verso ponente, consentendo così anche ai minori di imparare qualcosa
sull’anatomia umana, quando i frammenti di interiora cadevano sulla strada
impolverata e lorda a causa degli escrementi rilasciati allegramente dagli
animali da soma o dai cavalli dei cavalieri. Altri tempi e altra civiltà.
Il problema è, secondo la
politica e i media, che si ammazzerebbero troppe femmine, e quindi la soluzione
populistica e demagogica della “stalinista” presidentessa della Camera, Laura
Boldrini, sarebbe la talebanizzazione in salsa italiana, che manda, come dice
Salvo Montalbano, a “Patrasso” decenni di lotta per l’emancipazione della
femmina, decenni di autogestione dell’utero da parte delle dirette interessate,
perché a dire di costei, la mercificazione del corpo femminile, favorirebbe i
bassi istinti “pinciatori” e assassini dei maschi.
Bubbole.
L’idea della Boldrini di proibire
la mercificazione del corpo delle donne da parte delle dirette interessate, suona
un po’ come se in India, a causa di una legge liberticida, si volessero
ammazzare, trasformandole in costate, tutte le vacche del subcontinente, bestie
considerate sacre dagli induisti.
Prima di andare a sfrittelare gli
apparati riproduttivi maschili e femminili con idee balzane, perché invece di
fare demagogia da bar sport, gli apparati politici e legislativi della
Repubblica non legalizzano la mignottaggine, facendo pagare le tasse alle
puttane che battono per strada, che fanno le “escort” – sempre puttane sono –
inginocchiate a un centimetro dalla testa della fava lucidata a colpi di lingua ai potenti, pensando a rimpinguare le casse
asfittiche, colme di vuoto pneumatico, dove il dolore non è dissimili da quello
di un povero cristo che cerca di evacuare, ma a causa della forte peristalsi, fa
uscire dal retto la famiglia Emorroidi, composta da padre, madre e figlio
bastardo, tutti insanguinati e puzzolenti?
Ma sono veramente così atroci e
da emergenza nazionale le cifre dei femminicidi?
Boh, dipende da che punto di
vista vengono letti i numeri. Chiaramente il dolore che lascia a
“sopravvissuti”, specie ai genitori, fratelli, sorelle e figli, lascia costoro
sconvolti a affranti. Rapportando però le 124 morti a livello nazionale, su
circa 30 milioni di donne, la cifra, letta da questa prospettiva è ininfluente
o se ha una valenza statistica, questa ha valenza omeopatica, rispetto al corpo
femminile della nazione e il che può essere vista come la semplice perdita di
tessuto epiteliale, per esigenze fisiologiche dell’organismo, inscritte dentro
lo stesso codice genetico umano.
L’idea di talebanizzare l’Italia,
ossia non vedere più i corpi di professioniste, che a differenza della puttane,
pagano le tasse circa i cachet che ricevono per i servizi fotografici e il loro
relativo sfruttamento di immagine, oltre che a puzzare da fronda
catto-comunista in salsa afgana, è un
attacco untuoso e bisunto al diritto di autodeterminazione della donna,
oltre che una sottrazione illegittima al diritto a lustrasi gli occhi, da parte
dei maschi, grazie all’immaginazione di vulve seminascoste da abiti quasi
invisibili, mammellllle da latte, stile vacca Milka, che sfidano al forza di
gravità e le leggi della gravitazione universale, che oggi se Newton fosse
vivo, rimarrebbe cieco alla vista dei cartelloni e degli spot pubblicitari, a
forza di masturbarsi, fecondando i quattro angoli del mondo, a forza di
spargere il proprio seme.
Quello che fa ridere della classe
politica gaglioffa presente e passata, è che dal 2001, anche gli italiani si
sono smerdati nel pantano afgano, grazie a Bush, esattamente come accadde ai
sovietici, dove uno dei tanti pretesti era di cercare di educare i maschi
musulmani e non trattare le donne come una loro proprietà, ma civilizzandoli al
rispetto, come se l’Italia fosse, per quelle 124 disgraziate del 2012, solo
delle banali caprette, date in olocausto da qualche sacerdote che non sapeva
che i sacrifici umani erano stati aboliti, causa civiltà, vittime, ossia danni
collaterali, causati da errori di valutazione dell’attimo e della forza inferta
durante lo spappolamento di crani, copri e ossa.
Insomma, gli italiani vanno a civilizzare gli afgani, mentre in patria,
secondo la visione attraverso il buco della serratura, avviene una vera e
propria mattanza. Il che porta a pensare che la politica faccia
le valutazioni de gli stronzi che si meravigliano della puzza di merda.
Ma leggendo le cifre in un altro
modo, ci si accorge che le donne italiane e le politiche nostrane, starnazzano
troppo e razzolano in una aia che non è coperta di escrementi di gallinacei,
come si vorrebbe far credere(1).
Alla fine, le donne italiane sono
al secondo posto nella classifica della sicurezza europea, al pari dei Paesi
scandinavi, mentre al primo posto, ci sta la Grecia. Ergo il presunto fenomeno
del femminicidio è amplificato dai media, che tendono a creare un falso
problema di ordine pubblico, quando fuori da confini del Bel Paese, la
mattanza, anche in rapporto alla popolazione e all’estensione del territorio, è
molto più ampia e forse, suscita minor allarmismo sociale, in quanto in alcuni
Paesi, soprattutto dell’Europa occidentale, certi tipi di morti, possono essere
considerate “fisiologiche”.
Come si può leggere più
approfonditamente nella nota 1,
in Italia, si sta assistendo a forme di terrorismo
psicologico da parte dei media e della classe politica, ove quest’ultima sta
strumentalizzando un aspetto fisiologico della natura umana, dando via pseudo
crociate morali, da parte di esponenti
politici che si rifanno ad una moralizzazione invertita pervertita, in antitesi
con i dettami dell’ortodossia originaria, e che per decenni ha frammentato,
grazie alla propaganda, il tessuto morale e sociale dell’Italia, uniformandola
alla cloaca dell’Europa occidentale.
Oggi l’Italia non ha bisogno di
queste pseudo campionesse di moralità, che vorrebbero imporre il velo integrale
alla donna, per evitare che i maschi diventino aggressivi, o peggio assassini. E Questo dimostra che questo tipo di classe
politica di sinistra soprattutto, che come non capiva un cazzo trent’anni fa,
oggi nemmeno oggi capisce una beata minchia, perché non è la donna che deve
smettere di mercificare e vendere pubblicamente il proprio corpo per campagne
pubblicitarie e non, più o meno discinte, ma è il maschio che deve sapere quale
è il limite e accontentarsi delle pugnette quando la proprietaria della vulva,
anche se moglie o compagna, decide di mandarlo a fare in culo, specie se questo
ha utilizzato il copro della malcapitata femmina come un sacco boxe.
Quando si sente dire in tv che una donna è
stata ammazzata per eccesso di amore, beh, questa frase avrebbe fatto cadere a
terra anche i coglioni di un castrato come Farinelli, visto che la psichiatria,
pronta sempre a pontificare su ogni presunta malattia o normalità, come
l’omosessualità, non ha ancora cavato fuori una patologia psichiatrica, da
reclusone preventiva in un manicomio criminale, dei maschi che picchiano le
femmine. Che sia perché anche molti psichiatri picchiano come tamburi le loro
femmine e quindi meglio non svegliare la cagna che dorme?
Alla fine si ha ancora l’impressione
di trovarsi innanzi a una classe politica che si crede illuminata, ma che non è
altro che culturalmente e moralmente spiantata, e che non avendo il coraggio di
prendere il toro per le corna, pardon, il maschio per i coglioni,e perciò
incolpa la donna che vende la propria immagine, salvaguardando il diritto delle
puttane di farsi slabbrare il primo e secondo canale, per mero mercimonio,
perché le puttane farebbero un servizio sociale, in nero, da svuota coglioni
per maschi, generando un fantastico giro di affari – che la politica non vuole smantellare, il che
porta a pensare che siano indirettamente complici e/o che ne ricevano dei
benefici economici e/o sessuali – per la
criminalità organizzata, che sentitamente ringrazia trent’anni di classe
politica ottusa e oligofrenica.
Marco Bazzato
Etichette:
diritti dei cittadini,
Guerra,
Media,
Opinioni,
Politica e Società,
Politica Internazionale,
Televisione
lunedì 29 aprile 2013
Governo Letta: Alfano: “Non abbiate remore a utilizzare le auto blu”
Come era chiaro “La Casta” (1), dopo il fallito suicidio
davanti a Palazzo Chigi, che ha portato al ferimento di due Carabinieri, uno in
modo grave, il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, inviata i colleghi “a non aver remore nell’utilizzare macchine
di servizio e di farsi proteggere”, (2)
a spese dei contribuenti, non di tasca propria, visti i guadagni senza responsabilità, a norma
dell’articolo 68 della Costituzione.
Eppure, diciamocelo, i politici
ieri durante il giuramento non sono mai stati in pericolo e il rafforzamento
della cintura di sicurezza a protezione delle “alte” personalità dello Stato,
non è che l’ennesimo segnale di come i faraoni del 2013,si dissocino,
alienandosi dalla società civile, rinchiudendosi come tanti presunti Re Sole,
Luigi XIV, nei palazzi del potere, tenendo alla lontana l’infima plebaglia
. I rappresentati del potere, i
detentori del potere, assomigliano a tanti Saddam Husseim (3), dove anche quando
era amico fraterno degli americani, aveva la sua brava Guardia Repubblicana (4).
Assomigliano a tanti Gheddafi, quando questi era amico fraterno di Berlusconi e
costui gli baciava la mano, sbarcando in Italia con tenda e amazzoni, per poi
essere rovesciato dall’oggi al domani, in quanto secondo alcune fonti
giornalistiche pretendeva la restituzione del prestito fatto all’ex Presidente
francese di 50 miseri milioni di fondi elettorali (5),
o perché secondo altri il colonnello voleva fare la moneta unica africana, da utilizzare al posto del
dollaro, per il pagamento delle materie
prime (6), e per questo andava tolto dalle spese (7).
E la politica italiana, se non
eseguirà gli ordini dell’Unione Europea, si troverà sulla stessa linea degli ex
amici dell’Occidente.
Il fallito tentativo di suicidio
da parte de “il cittadino qualunque”
è diventato pretesto politico per allargare di più il fossato tra società
civile, ossia servi della gleba, è
vassalli (8) dell’Unione Europea,
rinforzando le mura merlate e predisponendo, a protezione dei dignitari, una
“zona verde” (9),
dissimile da quella di Bagdad, protetta da arcieri, armati, frecce, olio
bollente, peci e cecchini dotati di fucili di precisione , perché come si
direbbe a Roma, “a questi ora stizza er
culo”, o come si direbbe in dialetto veneto: “i se sta cagando doso e ea spusa
de merda deso ea se sente tuta”.
In Italia, fortunatamente o
sfortunatamente manca la cultura tibetana del darsi fuoco, o senza andare a
finire nel lontano oriente mancano i patrioti, come cecoslovacco Ian Palach (10), divenuto al tempo icona
occidentale di libertà, simbolo negli anni ’70 dell’antagonismo al regime sovietico
– oggi forse Unione Europea – che prima di immolarsi scrisse:
« Poiché i nostri popoli sono sull'orlo della
disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra
protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito
da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l'onore
di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la
prima torcia umana...» Parole che oggi come allora dovrebbero
scuotere le coscienze dei cittadini e dei governi, ma invece al tempo portarono
al giungere dei carri armati Sovietici a Praga, per soffocarne la Primavera (10), e confidando,
che se la cose dovessero proseguire nello stesso modo, Roma non si trasformi
prima o poi in una Piazza Tienanmen (11)., o che i futuri
governi non diventino, secondo l’occidente, tanti Bashar al Assad ((12).
In Italia, il rischio “guerra di liberazione” (13), se
in un futuro non lontano si formassero delle “Brigate partigiane” (14) 2.0, in quanto i cittadini esasperati dalla
dittatura del Mes e dell’Unione Europea, potrebbero decidere di metter in
pratica su scala locale quanto scrisse Emma Bonino (15) a proposito dell’intervento
militare in Bosnia, in un articolo per
il Corriere della Sera: «…Sono, invece, per la supremazia del diritto ad ogni
costo, ed è amaro doversi arrendere all'evidenza che esistono circostanze
storiche in cui la difesa della legalità non può essere affidata, ancorché
temporaneamente, che all'uso delle armi.»
Marco Bazzato
29.04.2013
(2)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/governo-letta-anticipato-consiglio-dei-ministri-per-sparatoria-a-palazzo-chigi/577112/
(5)
http://qn.quotidiano.net/esteri/2013/04/20/876527-francia-sarkozy-gheddafi-inchiesta-fondi-elettorali.shtml
venerdì 22 marzo 2013
I marò rispediti in India per il bene dell’economia italiana?
I due marò del Battaglione San
Marco non dovevano nemmeno rientrare in Italia per le due licenza: né per
quella di Natale e Capodanno, né per le elezioni politiche. Ma tanto la politica ha fatto e l’ambasciata italiana ha brigato ha
che alla fine, una volta tornati, si sentivano
belli e al sicuro, mentre dopo l’ennesimo voltagabbana nei loro confronti
e dell’India,i due fucilieri sono stati rispediti nel paese dove stanno
scontando la loro detenzione dorata in attesa di processo.
D’altronde con la grana
dell’ambasciatore italiano – che per rappresentare il Paese e gli interessi del
Made in Italy viaggia in Volvo – a cui
era stato ordinato di non lasciare il Paese, ritirandogli l’immunità e l’accredito
diplomatico, fregandosene, ragione, della Convenzione di Vienna, era come se
per alcuni giorni, anche se i media italiani non l’hanno detto, si fossero
rotte relazioni diplomatiche tra i due Paesi. E rompere le relazioni
diplomatiche significa mettere in pericolo in primis milioni di Euro di
contratti e va ricordato che l’India senza l’Italia campa, ma molte grosse
aziende italiane senza i contratti con l’India rischiano assai, e non è da
escludere che queste abbiano fatto forti pressioni sussurate sulla politica, affinché,
per il bene dell’industria in affanno, i due marò venissero rispediti nel
subcontinente indiano, in quanto sacrificabili nel nome degli interessi
economici della penisola italica.
I due marò sono stati usati dalla
politica interna italica per finalità anche elettoralistiche e propagandistiche.
Il governo morituro di Mario Monti sperava con questo atto populista e
nazionalista di raccattare qualche voto in più, ma gli italiani, se ne sono ben
guardati dal farsi coinvolgere a suon di croci sulle schede elettorali. Dove i
politicastri nostrani che non avevano previsto la sacrosanta reazione iraconda
indiana. Per questo, visto anche la “rottura
delle relazioni diplomatiche” con il rischio che finisse al gabbio
l’ambasciatore italiano in India per essersi impegnato personalmente con la sua
firma a far rientrare i due marò nel Paese di Gandi, ha fatto sì che i due militari
divenissero, a detta di alcuni, e della nomenclatura oligarchica
politico-militare-industriale, sacrificabili, in nome della ragion di Stato.
Visto che, a detta dei silenziosi che operano da dietro le quinte, è meglio due
marò arrestati all’estero in attesa di processo per omicidio, piuttosto che un
ambasciatore ingabbiato per falso. A livello di immagine per l’Italia la
seconda accusa sarebbe più devastante, nonostante sia riconosciuto all’estero
che gli italiani sono dei voltagabbana patentati, in “casa” come in
“trasferta!”.
Ma la cosa “divertente” è che i
due marò sono stati traditi dalle stesse istituzioni nazionali, politiche e militari.
Senza dimenticare che l’Unione Europea, si guarda bene dall’intervenire nel
contenzioso giuridico italo-indiano. Ogni Paese UE, ha interessi economici e
scambi commerciali da difendere con l’India e visto che l’Italia, rispetto a
quel subcontinente è considerata una nazione in de pressione economica e
l’India, un Paese in crescita, e è meglio fare affari concresce, che non con un
Paese depresso, quasi ridotto come
Cipro.
In molti si stanno chiedendo come
questi possano sentirsi nei confronti della patria che li utilizza,
correttamente secondo la politica economica, come merce di scambio, ciarpame
sacrificabile da barattare per un ambasciatore e qualche centinaio di milioni
di Euro in commesse commerciali o industriali, e qualche migliaio di posti di lavoro in
Italia, come se ci si trovasse sulle bancarelle di Porta Portese o allo scambio
delle figurine Panini dei bambini della scuola primaria?
Ma la parodia dell’assurdo è che
l’Italia, dopo aver pagato il risarcimento danni alle famiglie dei due
pescatori assassinati, facendo oggettivamente passare i due marò per rei
confessi, prima di una sentenza definitiva, dopo aver perso faccia e
credibilità in patria e nel resto del mondo il “Bel Paese” ha la pretesa,
assurda, di dettare le regole in casa d’altri, ossia ricevendo rassicurazioni
scritte che i due fucilieri del Battaglione San Marco non possano essere
condannati a morte, ottenendo così un trattamento di favore, discriminatorio
rispetto alla legge e gli altri cittadini indiani, nei reati ascritti di pari
gravità capitale., Il tutto porterebbe a supporre che le autorità italiane
siano ragionevolmente certe che i marò saranno condannati e che dovranno
scontare la pena in India, auspicando che le leggi indiane non siano morbide
come quelle italiane nei confronti degli assassini e/o omicidi e non prevedano
sconti di pena misure alternative, indulti o permessi premio.
Sempre che gli indiani non
facciano come gli italiani: mentendo. Emettendo una sentenza di pena capitale
anziché di lunga detenzione e che, i due marò non vengano spediti, secondo i
tempi della giustizia indiana, innanzi al boia, per l’esecuzione della sentenza.
È chiaro che se in caso di
condanna a morte, pena legittima nell’ordinamento giuridico indiano, se in Italia
dovessero esserci manifestazioni, anche razzistiche, contro l’India, questa non
esiterebbe, come suo diritto, a fare carta straccia dei contratti con il nostro
Paese. E quando le aziende interessate saranno obbligate a licenziare, a causa
del diritto indiano di far rispettare le loro leggi in casa propria, le
manifestazioni a favore dei due marò condannati cesseranno.
Due sole vite da salvare dal boia
non possono e non devono rischiare di mettere a repentaglio migliaia di
lavoratori, con conseguenze a cascata sul reddito delle famiglie degli operai,
causando il crollo del benessere economico e sociale nelle zone interessate, perché
parafrasando ciò che auspica sempre il nostro beneamato Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, “Bisogna guardare agli interessi generali
dell’Italia e non ai particolarismi o agli interessi dei singoli”.
Proprio come nel finale di “Star
Trek II – L’Ira di Kan”:in quanto:
.È la logica. Le necessità dei
molti sono più importanti delle necessità dei pochi o di quelle di uno»
Marco Bazzato
22.03.2013
Etichette:
diritti dei cittadini,
Economia,
finanza,
Guerra,
Politica Internazionale,
Politica Italiana
giovedì 20 ottobre 2011
Gheddafi e morto
Mu ammar Abū Minyar Abd al-Salām al-Qadhdhāfī
Detto Muammar Gheddafi, Sirte, 7 giugno 1942 – Sirte, 20 ottobre 2011
Gheddafi e morto.
Onore all’amico dell’Italia. Ora il mondo “piange” il grande dittatore, e l’Italia in primis. Al premier e al Ministro degli Esteri dispiacerà per l’impossibilità di poter ospitare più la sua tenda, le amazzoni, i cavalli ei beduini armati.
Il Colonnello Gheddafi, diventato un feroce dittatore solo che dopo i Bruto europei hanno iniziato a pugnalare alle spalle il Cesare libico, ma prima nominato da tutti i media italiani come Augusto e Illuminato capo di Stato, nonostante avesse riempito Lampedusa di immigrati clandestini e profughi, ma era un “amico” dell’Italia e delle grandi corporation petrolifere e del gas naturale, che tutti gli altri si fottano…
Era chiaro, nessuno aveva intenzione catturarlo vivo, sia da parte degli “amici” della politica internazionale, sia dai suoi ex seguaci in patria, dove molti dei suoi ex papaveri hanno fatto il “salto della quaglia” trasformandosi da feroci esecutori dei suoi voleri, a democratici aperti agli interessi del popolo, pur di mantenere il loro status e il loro tenere di vita.
Gheddafi era l’amico di tutti, perché, indipendentemente dalle sue nefandezze, a partire dalla giusta cacciata colonialisti italiani, alla strage di Lokerbie, alle sei infermiere bulgare accusate ingiustamente d’aver infettato dei bambini in un ospedale di Bengasi, per quasi quarant’anni ha fatto comodo a tutti: terroristi e “democrazie civili”. I primi perché era una fonte inesauribile di idee e di sistemi per creare terrore, alle “democrazie europee”, Italia in primis, perché interessata al petrolio e al gas naturale del Paese.
A Gheddafi, proprio per via del suo essere “sopra le righe” gli è sempre stato perdonato tutto, sono state accantonate le sue nequizie e i suoi atti criminali. A modo suo, aveva fascino, aveva quel fascino nero e boheme e zingaricamente beduino, affascinato dalla mimica e dalla loquacità oratoria della Buon anima di Benito Mussolini, di cui aveva tutti i suoi discorsi pubblici, per attirare a se le masse e i politici, quest’ultimi, asserviti dalla grande industria, attratti dai contratti commerciali ed economici, e dalla possibilità di de localizzare, producendo a basso costo e con pochi controlli sul mercato del lavoro e sulla sicurezza.
L’Italia deve ringraziare il “fu” dittatore libico, che sembra sia stato ucciso, da voci frammentarie, dopo la cattura, con un colpo alla testa.
Bell’inizio per la nuova democrazia.
Poi, va detto, che al Tribunale dell’Aia nessuno ce lo voleva, vivo. Avrebbe potuto parlare, raccontare un bel po’ di retroscena a riguardo la politica terroristica degli ultimi quarant’anni, e le Cancellerie certamente non avrebbero voluto cattiva pubblicità, e si sa, come tutti i parenti, amici e fratelli scomodi, si preferisce asserire che costoro sono impazziti o che sono stati “suicidati!”
Ora i presunti insorti, aiutati dalla Nato e dalle cancellerie europee, dopo essersi tolti la polvere da sparo e il sangue dalle mani, messe sotto naftalina le divise colme di carne umana, che, sono pronti a mettere le mani sull’oro e sulle riserve economiche dell’ex leader libico, accantonando l’idea – giusta – di Gheddafi, di una moneta unica africana con cui farsi pagare dai Paesi ricchi le risorse naturali, come oro, petrolio, uranio e altro. Il ricco mondo civilizzato mai avrebbe accettato, gli americani in primis, di iniziare finalmente a pagare le materie prime, acquistando valuta estera, come fa l’Europa e che è stato anche il motivo della cacciata di Saddam Husseim che voleva passare all’Euro, come valuta di scambio per l’acquisto del petrolio iracheno.
Ed è chiaro che il Governo Provvisorio alla fine si non sarà diverso dal padrone precedente, visto che le vendette sono già iniziate con esecuzioni, sommarie,stupri e distruzione , alla fine farà quello che i padroni occulti, i bombaroli della Coalizione dei Volenterosi, vorranno.
La differenza tra il prima e il dopo: Se prima le democrazie civili volevano fare affari con la Libia, dovevano fare i conti con il colonnello, mentre ora, il Governo Provvisorio e quello che verrà, sarà un governo fantoccio, come è accaduto in Afganistan e Iraq, voluto dai colonizzatori, che adesso, dopo aver devastato il Paese a suon di bombe, e fatto arretrare la popolazione, come standard di vita, indietro di quarant’anni, si sfregano le mani per la ricostruzione di ponti, strade, infrastrutture, e per le royality petrolifere e sul gas che ruberanno legalmente al popolo libico, grazie agli accordi bilaterali per la ricostruzione di un Paese, come diranno nei prossimi mesi, messo in ginocchio da quarant’anni di feroce dittatura.
Marco Bazzato
20.10.2011
Etichette:
Guerra,
Media,
Opinioni,
Politica Internazionale,
Politica Italiana,
Terrorismo
Iscriviti a:
Post (Atom)








