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sabato 14 novembre 2015

Parigi, 128 morti. Hollande:” Atto di guerra!”



Avviso a tutti i lettori: questo articolo non sarà politicamente corretto. Quindi non indignatevi, non lagnatevi e se proseguite nella lettura lo fate a vostro rischio e pericolo.

Prima di iniziare voglio esternare le mie condoglianze ai famigliari delle vittime e dei feriti della notte di terrore parigina. Vittime e feriti innocenti, colpiti dalla follia criminale di un terrorismo dove sembra che i soliti noti facciano il possibile per assumersene la paternità, rivendicalo. Ma, senza che nessuno la preda sul personale, non esprimerò il mio cordoglio alla Francia e alla politica francese.

Diamo il via alle danze. Innanzitutto mi è stata rovinata la serata televisiva. Dopo la visione di un ottimo film, “The Call”, comunque i fatti bene o male sono noti a tutti, ormai.

Che dire di questo “patè parigino di carne umana macinata da proiettili e granate”- carne crivellata e dilaniata dall’attacco di venerdì 13?

 A proposito ieri mi sono scordato di fare qualche gesto scaramantico, ed è avvenuto il cosiddetto “effetto farfalla” della teoria del caos. Caos che a Parigi effettivamente c’è stato, facendomi venire  in mente una frase pronunciata da n noto cantante italiano nel 2009, che parafraserò: “Tutto torna indietro come un boomerang”.

Infatti non dimentichiamo che è stato per volontà dell’ex presidente francese –  il nano capoccione – se a Gheddafi è stata fatta la festa e che adesso in Libia si pratica “Una splendida festa di morte” (Stephen King – 1977), con mezza Europa, che come cani e cagne in calore, leccavano il culo al francese, perché all’epoca l’imperativo era quello di eliminare il leader libico, fisicamente, facendolo ammazzare, dalla scena politica mondiale, per un debituccio contratto dal tappetto francese nei suoi confronti. E da dove adesso dalla Libia, partono  le carrette del mare cariche di  emigranti economici, che fanno arricchire le cooperative legate ai comunisti e al clero, perché l’Italia, come negli autosaloni quando si deve presentare un nuovo modello, si pratica indiscriminatamente “Le porte aperte!”

Adesso retoricamente tutti gridano all’11 Settembre Europeo, Francese, Parigino, o come diavolo lo si vuole chiamare. Non scadiamo nei discorsi da alcolizzati . Questi che hanno fatto la “Danse macabre” (Charles Baudelaire –  Fleurs du mal”, rispetto a chi ha  praticato l’indesiderato coito anale agli americani dell’11 settembre 2001, versione ufficiale a parte, quanto avvenuto venerdì 13 – tocchiamoci – 2015 a Parigi, ha il sapore di una serie di raudi da botti di capodanno, “sfuggiti di mano”, anche perché le vittime –  terroristi compresi – negli U.S.A, furono 2974, mentre la scorsa notte nella città di Lady Oscar, attualmente il computo si ferma  a 128.  Meno di un ventesimo, rispetto agli U.S.A. Ergo il paragone non regge, anche perché lo si vede chiaramente anche dai volti dei giornalisti e dei politici che lo ripetono fino alla nausea, che manco loro ci credono.

Ma la domanda che tutti si pongono è un'altra: è adesso?.

Naturalmente  chiudiamo la stalla dopo che i buoi sono scappati.

 L’Europa, i politici europei, italiani e francesi compresi, si meritano tutto ciò. Purtroppo quelli che crepano in questi casi non sono i politici, colpevoli indiretti, ma i civili. Infatti, il presidente francese è stato portato via dai guardia spalle, gli altri cittadini potevano solo sperare di portare a casa la pellaccia.… Alla faccia della  Libertè e soprattutto di Egalite, la Fraternitè e andata a puttane!

Adesso si chiudono i confini…

Ma prima cosa facevano i servizi segreti di mezza Europa, francesi compresi? Si masturbavano sotto i tavoli, infilandosi le baghette in un orifizio – la bocca, maliziosi che non siete altro! – Oppure se ne stavano al Moulin Rouge a guardasi quella scosciate che ballano il “Can Can?”

Ci sta poco da dire, i terroristi, qualunque sia la loro nazionalità e chiunque li ha  inviati, molto probabilmente o erano cellule dormienti che sono state attivate, oppure, ipotesi più probabile erano dei sedicenti profughi arrivati a Parigi con ordini precisi e per una missione suicida. Sta di fatto che l’organizzazione del “Luna Park itinerante di sangue” è stata ben orchestrata e non è impossibile ipotizzare che questi, visto che si pensa solo a monitorare la rete, internet, i social network, abbiano utilizzato sistemi di comunicazione a bassa tecnologica, visto che essendo quasi completamente in disuso, non sono diversi dalle linee delle metropolitane abbandonate,e quindi ricettacolo di ogni genere di balordi o terroristi.

E che farà adesso la nostra povera italiaetta? Seguirà la linea del buonismo a prescindere, tipico della Boldrini e di quei  zozozzoni di sinistra, oppure, finalmente il Paese si toglierà il guanto di velluto e inizierà ad utilizzare,  legalmente anche con leggi ad hoc, il pugno di ferro?  L’unica mossa inutile, come quella del bambino che voleva mettere l’acqua del mare dentro il secchiello, è quella di un rafforzamento dei controlli di terra, soprattutto con la Francia. Bella mossa e i confini di mare? Lì continueremo ad andarceli a prendere, con il pretesto di salvare vite umane, direttamente entro i limiti delle acque territoriali libiche, per Diana!

 In primo luogo, come già sta avvenendo in Francia, invece di dare il giro di vite o di garrotta contro l’immigrazione clandestina, rimpatriando, forzatamente, non semplicemente espellendoli fuori da patri confini, lasciando a costoro la libertà di aggirarsi per l’Unione Europea, si sta pensando restringere – come si fa sempre in questi casi, ecco perché questi eventi sono come il cacio sui maccheroni –  le libertà civili e individuali, non degli eventuali colpevoli, ma delle vittime,ossia la maggioranza dei cittadini.

Ci sta poco da fare i buonisti a prescindere. Come diceva il consigliere comunale del P.C.I. quando si dovevano celebrare i funerali della signorina Cristina, in Don Camillo – 1952, “I tempi dei sentimentalismi sono finiti. Finiti!”

E come disse Jean Luc Picard, in Star Trek “Primo contatto” 1996: I! Siamo scesi a troppi compromessi, troppe ritirate. Invadono il nostro spazio, e noi ci ritiriamo. Assimilano mondi interi, e noi ci ritiriamo. Adesso basta! Li dobbiamo fermare qui, impedirgli di andare oltre... E io gliela farò pagare per tutto quello che hanno fatto!”

Diciamocelo, ce la siamo voluta, ce la siamo cercata. La politica europea degli ultimi lustri, prona agli interessi Nato,  Americani e in parte francesi,  ha portato a questa situazione di caos generalizzato in Europa, a partire dall’abbattere Gheddafi, al voler abbattere il legittimo governo siriano. Il colpo di Stato silenzioso in Ucraina, con l’annessione quasi forzosa entro l’Unione Europea, Il tutto  come sempre non per  nobili scopi umanitari o di salvaguardia dei diritti umani, o dei diritti civili. Dai, non pigliamoci per il culo. Di questi diritti civili degli altri Paesi ce ne fottiamo bellamente. L’interesse è quello solito di sempre: mettere le mani sulle loro risorse.

 Solo che poi ci si incazza se ci viene restituita, secondo le loro forme, la pariglia, appestandoci di sedicenti profughi, che arrivano in occidente per farci mangiare la loro merda, che è identica alla nostra stessa merda,perché sempre di merda si tratta. La guerra, smettiamo di nasconderci, è il terrorismo di Stato, accettato, mentre il cosiddetto terrorismo è la guerra che i poveri combattono contro i ricchi, oppure il terrorismo è la guerra generata da coloro che si ribellano ai soprusi.  E la religione è solo un bieco e volgare pretesto. Il fatto che qualsiasi figlio di cagna o di scrofa urli, prima di ammazzare a sangue freddo dei disgraziati innocenti, “Allahu Akbar  له أكبر” è un’offesa nauseabonda al proprio Dio, perché questi cani della loro tanto decantata religione, non hanno compreso nulla e usano i deboli di mente, persone prive di valori etici e morali, per piegarli alle loro volontà criminali e alla loro visione ideologica del mondo.

Rimango convinto e in questo momento molti mi odieranno, che il vero Islam, la vera Fede, è un’altra cosa e non ha nulla a che fare con teste tagliate ed esecuzioni sommarie e viltà proferite contro degli innocenti, indipendentemente da qualunque sia il loro credo religioso.

È anche vero però che il vecchio continente se cercata perché non ha una strategia politica di ampio respiro, non ha una visione strategica, ma semplicemente tattica e miope dello scacchiere geopolitico mediorientale e nordafricano. E questi sono i risultati.

Abbiamo lasciato chel’Isis si rafforzasse,  e anche le capre sanno chi lo finanzia, presuntuosi nell’illudersi che volesse fermasi alla Siria, all’Afganistan,  all’Iraq, perché, chi lo ha creato lo credeva un cane fedele al guinzaglio, che poteva essere tenuto buono con qualche polpetta di carne di maiale… Mentre invece si è evoluto ed è diventato come il Kraken che con  i suoi tentacoli ha raggiunto anche  quello che ha la presunzione di credersi il cosiddetto mondo civile.

E adesso in una Parigi sospesa in un limbo di terrore, gli unici che fanno affari d’oro, sono i fioristi..
Marco Bazzato
14.11.2015

Foto presa da Repubblica

lunedì 27 gennaio 2014

Il Giorno della memoria

Cosa centrano tutte le persone nate, prima dello scoppio ddella II guerra mondiale e sopratutto quelle nate dopo il 25.04.1945, con il Giorno della Memoria?

A rigor di logica, a rigor storico e come colpe morali e materiali per quanto commesso dal nazismo, assolutamente nulla.

Smettiamo di permettere ai politici e ai media di farci  sentire in colpa e  farci irrorare da un sangue che oggettivamente e storicamente non abbiamo versato.

È stato versato?

 Sì!

Così scrivono dicono i libri di storia, le testimonianze dei sopravvissuti,. Così ha scritto Primo Levi nel suo libro più celebre: “Se questo è un uomo”.

E quindi? E quindi sono passati sessantanove anni dalla fine della II guerra mondiale, settantacinque dal suo inizio e la maggior parte dei cittadini dell’Europa dell’Ovest, Italia compresa, sono teoricamente obbligati da una  legge italiana,  ...sancita dal parlamento nel 1959 – tre anni dopo lo scoppio della seconda aguerra israelo-araba,  con gli israeliani appoggiati da Inghilterra, Francia e Stati Uniti –  dopo una battaglia pubblica condotta dai sopravvissuti. "In questo giorno," recita la legge "si rispetteranno in tutti i luoghi del paese due minuti di silenzio, si terranno iniziative e cerimonie, le bandiere saranno a mezz'asta, i locali di svago chiusi – questa parte finale della legge da decenni  è imapplicata o forse non lo è stata mai, visto che non è considerato giorno festivo – , i programmi della radio saranno dedicati all'argomento" e  il 1º novembre 2005 dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, durante la 42ª riunione plenaria, lo è stato dichiarato anche dall’Onu.
.
Il ricordo oggi  deve essere una scelta,  non un obbligo  didattico caduto dall’alto, sottoforma di legge dello Stato, non ancora  abrogata, costringendo intere scolaresche a sorbirsi un giorno di retorica, ripetuta anno dopo anno come un mantra, come se questi eventi, dal termine della II guerra mondiale,   avessero poi contribuito ad  evitare altri olocausti, altri sacrifici, altri genocidi, oppure se altri olocasuti, altri sacrifici, altri genocidi, oppure per scelte politiche di parte si sceglie di non commemmorare , perchè avvenuti negli Stati Uniti coon il genocidio dei nativi americani,  in indocin,  il genocidio degli armeni,, senza andare a menzionare l’emisfero australe del  Pianeta,   essendo per la grande poolitica internazionale meno degni di importanza e quindi vanno messi messi sotto il lo zerbino.

Non va dimenticato che praticamente con cadenza quasi mensile, quando va bene, bisettimanale, quano va meno bene, o peggio settimanale,ossia quando Rai Storia vuole  stracciare le palle, i documentari sul nazismo, sulla Shoah, sull’olacusto, sulla II guerra mondiale, sul fascismo, si sprecano fino alla nausea e ogni giorno, mese, anno che passa, vengono visti, percepiti, sentiti e vissuti con sempre meno partecipazione emotiva, con più distacco, quasi fossero documentari di un tempo così lontano da essere percepito – giustamente – dalle giovani generazioni, come il periodoMesozoico.

LaShoah è un fatto storico incontrovertibile – nonostante ciò che affermano i revisionisti, sebbene tutta la Storia del genere unano, dall’inizio di questa scienz,a è sempre stata oggetto di revisioni, riscritture, correzioni, nuove interpretazioni, scoperte, correzioni, estensioni,  altrimenti non sarebbe più Storia ma Dogma di fede laico e/o politico, quindi a livello puramente teorico, anche queste pagine di storia del ventesimo secolo dovrebbero essere trattate allo stesso modo e non come un Dogma fondamentalista e indiscutibile, pena l’essere accusati di negazionismo dell’Olocausto –  come lo era stato la I guerra mondiale,l’unica guerra dei tempi moderni del millennio passato, vinta dall’Italia unita, che veniva ricordata il 04 novembre.Ooggi quella data è stata asformata nella Giornate delle Forze Armate, forse perchè tutti gli i Cavalieri di Vittorio Veneto, come i dinosauri del triassico , si sono estinti, o forse perchè anacronistico ricodare una vittoria e la fine di una guerra, terminata  da quasi un secolo, ossia da circa 3 o 4 generazioni, o anche perchè, vuoi la svogliatezza degli studenti, unita alle non sempre eccelse qualità degli docenti, oggigiorno si  fatica ad arrivare, con il programma di studi, al ventesimo secolo.

Sta di fatto che per volontà di legge e per senso responsabilità individuale, i giovani di oggi obbligati, costretti, coscritti ad assistere a queste lezioni di storia,e poi ripetere il tutto come pappaglalli, magari recitando quanto detto dai docenti davanti ad un microfono, fornendo opinioni retoriche, per vendere al popolo  teledipedente, l’illusorietà che questa data sia sentita , mentre invece è imposta, dagli italiani.

Quando poi si assiste alla retorica dei politicanti, che leggono discorsi scritti da altri, fingendo commozione, in queste occasioni  le palle, non solo quelle degli oratori, ma anche degli ascoltatori o dei telespettatori, scendono a terra e come becchini iniziano a scavarsi la fossa da sole. Basta osservare il politico di turno che legge per rendersi conto che con la mente sta in tutt’altro posto.

Ma possibile che siamo ancora cosi illusi da credere  che ai ragazzi nati nati nel 2000, ossia 55 anni dopo il termine della II gerra mondiale e che leggono il XX secolo allo stesso modo come i nati dopo l’anno mille, possano,  emotivamente parlando, sentirsi realmente  toccati in un qualche modo  da questi avvenimenti, quando la maggior parte di costoro manco conoscono gli eventi della storia contemporanea, perchè per loro il XX secolo è equivaele quasi al mesozoico.

Siamo degli illusi. La politica è illusa, i nostri politici si stanno comportando come i primi cristiani che usando  Matteo  27,25 “Che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”, credonodi poter instillare un senso di colpa millenario nei confronti dei cittadini italiani, dell’Europa Occidentale ,tramite l’obbligo di rcontinuare ancora oggi di ricordare la Shoah, dimenticando che oggi rispetto  secoli dell’anno mille, l’ignoranza e il sapere, anche sui fatti contemporanei, dove  i cittadini europei, non solo italiani, hanno una buona memoria a breve e riescono a comprendere che quelli che nel millenio passato sono state le feroci vittime di un regime criminale, poi, dal 1948 i politici del nuovo Stato hanno iniziato ad occupare territori che in base al diritto internazionale non erano loro, freandosene bellamente delle risoluzioni Onu.

 Basta leggersi anche i commenti presnti in rete, per  rendersi conto che l’italiano, a differenza di come lo vorrebbe dipingere la politica, non è antisemita  o antisionista – vedi sionismo (1) – a parte qualche lurido idiota che andrebbe condannato non in quanto antisemita, ma solo per il fatto di essere ignorante e questa ignoranza culturale genera, tra le altre cose, anche l’antisemitismo, dove non va dimenticato che Israele ha il pieno diritto di esistetere come Stato, all’interno dei confini definiti dall’Onu, nel pieno rispetto del diritto internazionale, che a rigor di logica non deve essere infranto nè dagli Stati confinanti contro Israele e nè da Israle nei confronti degli Stati confinati, territori Palestinesi compresi, come l’Unesco stesso, agenzia diretta emanazione dell’Onu, ha riconosciuto..

 Il che porta alla conclusione che l’Italia in Europa i nazionalismi sono considerati, dai nostri politici,  sinonimo di chiusura e nazi-fascismo e vanno combattuti sul piano politico e culturale, essendo ogni di nazionalismo da considerare come il male assoluto del secolo scorso e del ventunesimo secolo.

 Ma poi, in riferimento al gesto vile inivato alla comunità ebraica di Roma, La Stampa scrive: “Un tentativo di propaganda antisionista dietro i tre plichi con teste di maiale spediti alla Sinagoga di Roma, all’ambasciata israeliana e ad una mostra ebraica alla vigilia di shabat” (2).  Il che porta a questa considerazione: o ogni nazionalismo è  male assoluto per tutti i 193 Paesi membri dell’Onu(3), oppure una politica corrotta chiude gli occhi sul relativismo nazionalista e si permette da alcuni Stati, o ad uno Stato, rimanere per decenni  in palese antitesi con gli interessi generali della politica internazionale e locale, dove politici o dei capi di Stato, oggettivamente e brutalmente in rirpovevole malafede, in determinate circostanze, tendono a fare  gli interessi particolari di determinati Stati o di unoStato in particolare, che certo non è quello italiano.

È bene ricordare, se proprio, come usa dire il Presidente della Repubblica italiano,  che non bisogna mai perdere di vista il quadro generale e il quadro generale ddlla storia,  afferma che la II guerra mondiale ha causato in totale 55 milioni di morti, e sopratutto questi 55 milioni di morti sono presenti anche i 6 milioni di morti  dell’olocausto ebreo,  generato dalla follia umana di chi ha permesso l’ascesa di Hitler al potere e di chi, direttamente o indirettamente, anche dall’estero, l’ha foraggiato e coccoalto, perchè nella distruzione dell’Europa poteva intravvedere la possibilità di enormi arricchimenti personali e di profitti per le industrie degli armamenti.

Sistema che anche oggi non è cambiato, anche se con modalità apparentemente differenti, ma che nella sostanza generano eguali sofferenze in ogni parte del mondo, e di cui anche l’Italia, aggirando l’articolo 11 delle Costituzione italiana, grazie alle missioni “di pace” perchè la politica è osì’ codarda che fugge vigliaccamente dala verità  nè è tutt’ora complice.

L’esercizio della memoria è un esercizio inutile, se da quella memoria storica escono cambiamenti reali, che vanno a beneficio di tutti gli innocenti, indipendentemente dalla razza, dal sesso e dalla religione.

Ma ogg,i come nel 1924 in U.R.S.S, con Stalin,  nel 933 con Hitler in Germania,  la grande politica internazionale, fatta da piccoli uomini, sebbene con modalità differenti e riammodernando il look, togliendo via baffoni e/o baffetti, eliminando la mascagna o la frangetta, continuano ad avere le mani  orde di rosso sangue nero delle vittime innocenti che direttamente o indirettamente condanno a morte, con apparentemente meno violenza e ferocia, ma generando in ogni caso spaventosi e dimenticati genocidi silenziosi.

Marco Bazzato
27.01.2014


3) http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_membri_delle_Nazioni_Unite

lunedì 7 ottobre 2013

Strage di clandestini sulle coste di Lampedusa

“venghino, venghino, in Italia ci sta sempre posto. Arrivate con le vostre carrette del mare, tanto non siete clandestini, ma migranti, come gli uccelli migratori” tanto quei coglioni degli italiani autoctoni, come idioti, pagano sempre.

È questo bene o male, più o meno il liet motiv che da mesi appesta i giornali italiani, per colpa di giornalisti servi che trasmettono e scrivono certe dichiarazioni, che con toni più o meno sfumati vengono prounciate da alcuni ministri – senza portafoglio, quindi inutili – vedi la congolo-italiana keynge e la post comunista, che detesta l’intestazione della camera “presidente” e si rifà ristampare le carte intestate con la scritta “presidentessa”, Laura Boldrini.

Lampedusa è sotto attacco, anzi l’Italia intera è sottoattacco da parte di orde barbariche di clandesti che hanno scatenato, grazie al denaro pagato ai mercanti di carne umana, una guerra a basso potenziale e non dichiarata alla stabilità e alla sicurezza nazionale del Paese e la piccola isola nel Mediterrano è l’avamposto dove viene scaricata la mercanzia, che poi si riversa nele strade italiane, quando fuggono dai centri di raccolta, secondo quanto chiede la Bossi-Fini, che  alcuni scellerati, utilizzando il pretesto dei morti annegati, vorrebbe cancellare, aprendo le frontiere in modo indiscriminato e facendo diventare l’Italia l’anello debole dei confini di difesa esterni dell’Unione Europea, diventando de facto nazione complice dei mercanti di carne umana.

Ma intanto a questa guerra non dichiarata continunano a sbagliare i lampedusani. I volontari che assistono i clandestini dovrebbero scioperare, a mettersi in ferie,in malattia, marcare visita, lasciando che la situazione venga gestita dall’esercito e non dai civili.

Certo, i clandestini sono persone, ma sono persone che pagano cifre non indiffenti per i loro standard, per attraversare mezzo continente nero e raggiungere le coste italiane, quindi  non sono gli ultimi degli ultimi, ma tutto sommato dei benestanti, perchè chi non può pagare rimane lì a morire in Paesi, dove sovente le rivolte, le guerre civili, le rivoluzioni sono causate proprio dall’Occidente perchè deve depredarne le risorse. E un Africa svutata di africani è un’Africa che diventa preda più facile, come un animale ferito e indebolito a morte, sopratutto se a partire sono le generaizoni giovani e istruite che poi vanno afare gli accattoni in Italia e in Europa.

L’Italia deve iniziare a fare come l’Isola di Malta, ossia respingere le barche cariche di potenziali clandestini  fuori dalle acque territoriali, quando queste vengono violate e attaccate. Le navi della marina militare devono farle invertire la rotta, trainarle  a poche decine di metri dalle acque territoriali dei porti di partenza, lasciandole al loro destino.

Sono persone, certo, sono persone, sono esseri umani, ma l’Italia e l’Europa non può farsi carico, come vorrebbe qualcuno, di un immigrazione incontrollata di 2 milioni di capi umani  all’anno da qui al 2050, per un totale di 72 milioni di capi, escludendo l’eventuale riproduzione di costoro, tanto l’Europa attualmente ha 500 milioni di capi, tra autoctoni e immigrati.

Quei morti innanzi alla costa dell’Isola di Lampedusa non sono morti a cui la respondabilità diretta o indiretta va imputata agli italiani, ma sono morti a qui la responsabilità morale e poltica va imputata apolitici come la Keynge e la Boldrini che stanno pasteggiando sopra i cadaveri, usandoli come propaganda politica per abbattere la legge Bossi-Fini, l’unico baluardo contro l’immigrazione clandesina incontrollata che destabilizzerebbe nell’arco di pochi anni non soolo la penisola, ma anche l’Unione Europea.

E quindi viene da chiedersi per chi effettivamente lavorano il ministro per ‘integrazione e la Presidente della Camera? Non  certo per gli interessi degli italiani e per la sicurezza nazionale del Paese.

Che siano al soldo di qualche potenza traniera o sovranazionale?

Ma il ruolo più ambiguo  in questa turpe vicenda di commercio e contrabbando di carne umana viene svolto dai media cartacei ed elettronici, indistintente. Da settimane hanno sostituito il termine “ clandestini” con il più politicamente corrotto di”migranti”, come se tutti entrassero in Italia legalmente e l’unica legge illegale fosse la Bossi-Fini, perchè alcuni deviati mentali non vogliono separare preventivamente la pula dal grano, ma, come per chi commercia in rifiuti tossici radioattivi, è ben felice di nasondere le scorie nucleari in casa d’altri o sotto lo zerbino, fingendo che tutto vada sempre bene.

La cosa interessante è che questo buonismo strappalacrime, chiamato politicmante corretto dalla sinitra italiana, che sta contaminando per una sorta di servilismo masochista anche alcuni settori reazionari del centro destra, sta producendo  un intolleranza forte negli italiani. Del resto basta aprirsi i social network, dove anche le pagine dei giornali che fanno capo da un sinistro centro sinistra, i commenti dei lettori sono di attacco diretto e frontale contro la  Keynge e la Boldrini, cosa che il Pd non ha ancora voluto capire, forse perchè le “usa” per nascondere altre porcherie che farebbero infuriare aassai gli elettori  e quindi meglio usarle come parafulmine mediatico, per continauare a fare i propri affari.

Grazie alle poliche politicamente corrotte del centro sinistra e dei suoi servi del cento destra, l’Italia si sta spostando a destra,  diventando sempre più radicale ed estremista. Non mancherà molto che anche in Italia nasca, come in Grecia, un partito come Alba Dorata. La sinistra sta gettando i semi dell’odio e le basi nel Paese perchè, come ogni squilibrato che si rispetti,  non riesce a vedere la punta del propriio naso, ma è interessato a compiacere il padrone di turno.

L’Italia chiede l’intervento dell’Europa, ma l’Europa, oltre a fare il gesto dell’ombrello, ci manda anche a fare in culo, affermando che il problema è in primis del Paese, esattamente come il continente fa con Lampedusa, dove nello stivale nessuno vuole accogliere i clandestini i quali da giorni  vivono in condizioni definite disumane, dalle organizzazioni per i diritti umani..

Va ricordato che solo a seguito dell’identificazione certa, questi hanno il diritto di ricevere lo status di profuhi e rifiugiati, non che lo staus, come vorrebbe una certa sinistra, venisse riconosciuto in bianco e a prescindere, in pieno dispergio del Ttrattato di Lisbona che tra l’altro recita, e stabilisce al  Capo 2, articolo 77, ex art. 662 del TCE, - c) instaurare progressivamente un sistema integrato di gestione delle frontiere esterne, Ai fini del paragrafo 1, il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, adottano le misure riguardanti:  a) la politica comune dei visti e di altri titoli di soggiorno di breve durata; b) i controlli ai quali sono sottoposte le persone che attraversano le frontiere esterne.
Mentre Articolo 79 (ex articolo 63, punti 3 e 4, del TCE), stabilisce quanto segue: c) immigrazione clandestina e soggiorno irregolare, compresi l'allontanamento e il rimpatrio delle persone in soggiorno irregolare.

Marco Bazzato
07.10.2013



domenica 4 agosto 2013

Sandro Bondi: «Rischio guerra civile!»

Ormai sembra una gara a chi la spara più grossa, a chi ha il cazzo più lungo o a chi di qunado va in cesso a cagare fa lo stronzo più somigliante ad un palo di  mandingo, pesandolo ed esponendolo all’ammirazione estasiata dei fan. Infatti, dopo la condanna di Berlusconi Silvio, è meglio chiamarlo con il suo cognome e nome, come si fa nellrl aule di giustizia, che i servi del pregidicato sembrano letteralmente fuori di cotenna, rilasciano farnetiticanti dichiarazoni ai gioristi, non diverse da quelle che i cospiratori si scambiano “nei peggiori bar di Caracas” tra sigari Avana e rum, con l’apoteosi l’ha faggiunta l’apostata comunista Sandro Bondi,  che ha paventato il «Rischio guerra civile!».


Personalmente l’idea di una guerra civile in Italia potrebbe essere anche una prospettiva affascinate, questa manca dalla fine della seconda guerra mondiale, quando con la caduta del fascismo ci stavano le vendette private, il più delle volte guarda caso volute dagli ex compagni comunisti di Sandro Bondi. Evidentemente è nel sangue dei rossi l’idea di destabilizzare in un modo o in un altro l’ordine costituito, ma oggi, per fortuna o sfortuna, non vedo che gli adepti o i seguaci della setta politica denomiminata PDL scendano in pizza imbracciando un fucile, un mitragliatore semiautomatico, per salvare il culo ad un pregiudicato. Essere del PDLcome essere della Lega, del Movimento Cinque Stelle,  di Lista Civica, di Fratelli d’Italia, del PD o del SEL, non necessariamente significa essere degli oligofrenici guerrafondai, anche se in tutti i partiti l’idea esistono le frange estreme e radicali che adornano menanre le mani come al tempo della buoanima e comunisti o i postcomunisti non si sono mai tirati indietro manco loro, anzi, hanno sempre fatto la loro porca parte!

La guerra civile paventata dal Bondi ci potrebbe anche stare, ma ad una condizione, ossia che i gerarchi del PDL, femmine comprese, combattano in prima linea, vadano in trincea, armi alla mano e baionetta tra i denti, pronti a sparare, sventrare, squartare e le femmine, solo se belle fighe che combattono nude, mentre i cessicol burqua, per non spaventare i bambini, siano  pronte a farsi violentare a subire ogni genere di sevizie sessuali e psicologiche, pur di passare da vittime da quei cattivoni che voglioono mandare via dal Senato il pregiudicato Berlusconi Sivlio.

E poi ce li vediamo gli italiani combattersi a morte per la causa del pregidicato? Certo ci sono stati cieci milioni di – omissis –  che hanno creduto per quasi un ventennio all’oggi pregiudicato Berlusconi Silvio, ma ce ne sono altrettanti che continuano a credere che il PD si il partito della classe operaia, dei più deboli.  ìAh, sì in questo  caso devonoessere immigrati clandestini di colore, rom o al massimo omosessuali, il tutto come apparenze, perchè poi come sostanza, al pari de PDL cista l’interesse della grande industria, delle banche e della finanza.   In totale questi quasi ventimilioni di elettori, plagiati psicologociamente o dall’uno o dall’altro politico, invece di darsele di santa ragione, dovrebbero fare un bel karakiri collettivo, sventrandosi gli addomi nelle pubbliche piazze, diventando tante torce umane stile bonzi o in tanti Ian Palach, patriota cecoslomucco, pardon cecoslovacco. Ma alla fine sono venti milioni e più – omissis – senza i – omissis!

No, gli italiani sono troppo codardi, stanno ancora troppo bene, nonostante la crisi economica per andare in piazza a manifestare, per farsi prendere a manganellate dalle forze della polizia, non hanno i – omissis –  per trasformare le strade in un campo di battaglia siriano, libico, egiziano, per comattere porta a porta, per fare i cecchini, come a Sarayevo, attualmente non ci sta un un Ratko Mladić, non hanno le palle per creare nello stivalale una nuova  Srebrenica, non abbiamo truppe paramilitari nello stile tigri di Arkan... Così anche per questo l’Italia dimostra la sua arretratezza culturale e gli italiani di oggi manifestano la viltà e l’incapacità di combattere per una buona causa, per il bene della nazione, anche se combattere per un miliardario pregidicato, sceso in campo nel 1994 per salvarsi il –  omissis –  certo non è una buona causa, anzi, sarebbe dei – omissis – se lo facessero!.

Morire per il pregiudicato Berlusconi Silvio? Da idioti!
Farsi manganellare per il pregiudicato Berlusconi Sivlio? Sarebbe da teste di – omissis!
Rischiare di farsi segare in due da qualche raffica a ripetizione sparata da qualche cecchino che sventaglia neò mucchio per creare caos e tensione? Sarebbe da – omissis!

Gli italiani che stannno attaccati al culo del pregiudicato Berlusconi Silvio non hanno capito che potrebbero ressere della marionette nelle mani dei parlamentari del PDL, la cui prima paura è quella di rimanere orfani non solo dei loro posto di lavoro come parlamentari, i ventimila euro mensili fanno comodo per le piccole spese di soprovvivenza, nella giungla della depressione economica, a cui le sorti del Paese non interessa una beata minchia, figurarsi del destino degli italiani. E lo sfaldamento del PDL, previo decadimento della carica di senatore del pregidudicato Berlusconi Silvio,  porterebbe giocoforza alla perdita di poltrone, prestigio, sempre che oggi i parlamentari di quasiasi schieramento godano di qualche prestigio vero delle menti degli italiani dotati di sano intelletto, in quato se i parlamentari del PDL fossero veramente solidali con il loro leader non avrebbero consegnato le  dimissioni dagli incarichi di sottosegretari nelle mani dei rispettivi capogruppi, no, si sarebbero dimessi in massa da parlamentari, ma sono troppo attaccati al denaro per avere i – omissis –  per farlo e i primi sono proprio i cosidetti falchi, la “guardia pretoriana” del pregiudicato, Berlusconi Silvio.

La condanna inflitta all’ormai pregidicato Berlusconi Silvio non è politica, checchè ne vogliano far credere i lacchè, ma è una sentenza di condanna definitiva, giunta dopo quasi un decennio e se le cause penali sono così lunghe, i politici inizino chidersi di chi è la colpa e il PD Trasformare una giusta condanna giudiziaria in  un atto politico equivale a voler destabilizzare il Paese per scopi personali e non fare gli interessi del medesimo.

L’oggi pregiudicato Berlusconi Silvio, nel 1994 poteva dire di essere un neofita della politica, una vestale illibata, mna un imprenditore scafato dalla politica in tutti gli orifizi,  il cosidetto “uonmo nuovo sovietico” che giungeva come un messia miliardario salvifico a mondare  la nazione dai puzzoni, pardon, comunisti. Ma oggi nel 2013, dopo diciannove anni in Parlamento si è trasformato in tutto quello che all’inizio diceva che non sarebbe mai divenuto: un politico di professione, dove  sembra che voglia dare continuità dinastica al partito, che in settembre dovrebbe tornare all’antico, Forza Italia, cedendo le redini del comando alla figlia Marina, e con gli italiani – omissis –  che i il Paese si ritova, onnibulati dal fatto di poter avere, come nei Paesi civili un primo ministro in microgonna, reggicalze e guêpière, tutto in nero sadomaso, diventano come  Roland D. LeBay , che vendette la a Plymouth Fury del 1958 a  Arnie Cunningham  nel romanzo di Stepen King, “Cristine, la macchina infernale” – 1983, che pensano  che «Non c’è profumo più buono di quello di figa!”» e il padre, oggi pregiduicato, lo ha sempre saputo, visto che di canubri nel Pdl non ce ne sta manco una, e infatti per diciannove anni Silvio Berlusconi, per onnibulore i maschi primitivi o primati, ha usato la vulva, facendne annsuare immaginariamente a migliaia,  e questi, come tanti lobotomizzati analfabeti mettevano la crocetta sulla tetta, pardon, sul nome più proprompentete e prosperoso.

In conclusione chechè ne dicano i falchi del PDL, che come tanti avvoltio non vedono l’ora di cibarsi delle carogne dei cittadini nemici della loro libertà, nel Paese non ci sta il rischio guerra civile, a meno che il gerarca del pregiudicato, Berlusconi Silvio, lapostata  comunista Sandro Bondi, non sappia chenel Paese sono pronte squadre di agitatori politici, provenienti anche dall’estero, come accade sempre quando si vuole destabilizzarne uno.

La cosa migliore che dovrebbe fare il nipote del consigliere privato del pregiudicato Berlusconi Silvio, ossia GianniLetta, eEnrico Letta, sarebbe quella di rimettere il mandato nelle mani del Capo dello Stato il quale a sua volta dovrebbe dimettersi lui stesso, creando un ingorgo istituzionale, che non potrebbe essere risolto entro il 15 di ottobre, data ultima nel quale il pregiudicato Berlusconi Silvio dovrà decidere se restarsene buono buono agli arresti domicilari, potendo vedere solo i famigliari più stretti, ossia i figli o magari andare  a rammazzare le strade, come spazzino, in quanto affidato ai servizi sociali.

E alzi la mano chi non vorrebe vedere un miliardario rammzzare merda di cane o cocci di vetro, lungo una strada provinciale, battuta da puttane?

Marco Bazzato
04.08.2013

martedì 16 luglio 2013

Siamo tutti Roberto Calderoli


Gli italiani indigeni e autoctoni che alla luce delle continue esternazioni sia della Boldrini che della Keynge, sul dare la casa prima ai rom, poi agli extacomunitari con figli, o che vorrebbero l’apertura indiscriminata delle frontiere italiane, per far felici looro capi mondialisti, o togliere il diritto dei figli degli italiani nati all’estero di sentirsi italiani, elimindando il Jus Sanguis, a favore del Jus Soli,  in una sorta di razzismo discriminatorio al contrario, ossia contro i nativi italiani che da decenni sono figli del Jus Sanguis, dovrebbero alzare la schiena e gridare orgogliosI i proprio “Natali di Sangue”:

SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI.

Già, perchè non se ne può più del finto buonismo sinistro della sinistra che, che sta causando un assurda tempesta in un bicchiere d’acqua, una escalation di dichiarazioni contro un legittimo ragionamento oggettivo espresso da un autorevole membro del parlamento e vicepresidente della camera,  dei paladini delle libertà altrui, sempre buone nei periodi di vacche morte della politica, hanno fatto uscire cani, cagne, porci e porche dal recinto dei cervelli lobotomizzati, per iniziare una lotta senza quartiere contro la neutra dichiarazione di Roberto Calderoli nei confronti del ministro della (dis)integrazione, Keynge, che recita:

«Io mi consolo, quando navigo in Internet e vedo le fotografie del governo. Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango».

I cittadini autoctoni e indigeni italiani, se non vogliono fare la fine degli indiani chiusi nelle riserve, dove i colonizzatori extracomunitari hanno eroso giorno per giorno grazie a fiancheggiatori come la Laura Boldrini, Presidente della Camera, che non perde l’occasione per ribadire, nel nome del diritto di accoglienza indiscriminato – a spese degli italiani – la superiorità degli invasori stranieri attualmente illegali nei confronti dei nativi di sangue che cercano, seppur tra mille difficoltà, di sbarcare un lunario sempre pù oscuro e funereo.

Oggi

SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI

, perchè “l’italiano vero”, come cantava Toto Cutugno, è stanco dei sopprusi della politica, è stanco di sentirsi e trasformarsi ogni giorno di più in servo di un esercito di invasione e occupazine, spalleggiato da soggetti che fanno comunella, per non utilizzare altri aggettivi, con il “nemico!” nel nome del presunto diritto degli altri – stranieri – a discapito degli indigeni nativi di sangue in Italia.

SIAMO TUTI ROBERTO CALDEOLI

perchè a una vacca, una una donna, una scimpanzè, una cagna non può alllattare per sempre, ed essere munta fino all’avvizzimento delle tette da parte di lupi ingordi e affamati che gli si attaccano alle zizze e succhiano, succhiano, succhiano, fino a quando questa non crepa e poi, iniziano a pasteggiare sopra il cadavere.

La nostra Italia è come una donna, come nostra madre, nostra sorella, nostra moglie, e costei non deve essere violentata, così come da nemici interni – che sono sempre troppi –  anche da da nemici esterni, che come vandali giungono per violentarla, stuparla, sodomizzarla, sgozzarla, squartarla,  rendendola schiava e serva di  orde barbariche provenienti dai quattro punti cardinali, per poi una volta presa e ridotta alla fame, esporla come il trofeo di un animale maciullato da un orda di bestie selvagge finanziarie, economiche e culturali, senza scrupoli.

Se i politici italiani di centro destra fossero mentalmente più liberi, e non legati al loro misero  e miserevole stipendiucolo da 20.000 euro al mese, netti, naturalmente, come estremo gesto di solidarietà,, farebbero cadere il governo Letta, ritirando i ministri, togliendo la fiducia all’esecuivo, in modo da mandare a casa personaggi come la Boldrini e la Keynge, le quali probabbilmente, viste le loro idee radicali, se non venissero canddiate in circoscrizioni sicure, come capoliste,  a fatica tornerebbero nel giro della grande politica a fare danni e malanni agli indigeni italiani e autoctoni.

Il problema è che la Lega ormai è un partito defunto e il PDL si è venduto e svenduto alla sinistra, calando le braghe e facendosi inchiappettare bellamente – oltretutto a secco, senza manco un pò di olio di vaselina o grasso di foca, visto che va di moda e fa tanto radical chic – dai radicali post comunisti che, come vermistriscianti, si sono accomodati al banchetto  del PD, come ospiti indesiderati alla stregua del meteorismo, dell’aerofagia, dell’alito cattivo, del calboniano “ventilazio intestinalis putres,” ma  necessari per la tenuta del governo.

Per questo, nel pieno rispetto delle leggi sul diritto di cittadinanza attuali, oggi più che mai gli italiani veri, dovrebbero essere un unico cuore uniti in un unico:

SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI

rubando il motto del comunsita Pietro Calamndrei, “ora e sempre resistenza” perchè, come La canzone del Piave – fiume sacro alla patria – 
“...il Piave mormorò: non passa lo straniero
Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento
ahim, quanta gente hai visto lasciar il tetto,
per l’onta subita a Caporetto....”

con questa sinistra al potere la Caporetto economica, sociale e culturale è ormai dietro l’angolo, è alle porte e i risultati li vedono tutti gli italiani, figli di genitori, aventi nonni, bisnonni e trisnonni italiani, per questo innazi a questa Desert Storm scatentata dalla sinistra, in questo tristo momento, dove sembra che le orde di Annibale vogliano invadere  l’Italia, senza passare dalle Alpi, ma via mare – con l’appoggio delle orde papaline dell’ex Stato Pontificio, che però nel suo “sacro” suolo di immigrati o rifiugati politici non ne ospita manco uno –  quasi com eun eterna spedizione dei Mille, non per la liberazione dell’Italia, ma come un’invasione strisciante e silenziosa, oggi  avendo una classe politica vigliacca e prona alla pecorina, si è giocoforza costretti, per evitare la vicina Waterloo economica, culturale e sociale, gridare in un unica voce e con un unico cuore, visto che la congolo-italiana ha accettato le scuse:

“SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI!”

Marco Bazzato
16.07.2013


P.s:  l’articolo in questione non è ne a favore e nècontro la congolo-italiana  Cècilie Keynge, per le presunte offese proferite dal Roberto Calderoli nei suoi confronti, ma è contro un certi medodi squadristi di  far politica del centro sinistra, viste le loro inusitate e violentissime reazioni masturbatorio-verbali che  hanno proferito contro Roberto Calderoli,  l’hznno obbligato a fare abiura  e/o potrgere umilianti scuse pubbliche in Senato,  anche se queste erano già stato poste in privato alla diretta interessat, a seguito delle reazioni verbli non diverse da un attacco effettuato con armi di stermionio di massa, come il gas Sarin, l’Antrace, il Mostarda, lo zylcon B, utilizzando  armi vietate da tutte le convezioni internazionali, tipo fosforo bianco, , dimostrando che la presunta superiorità intellettuale dei sinistroidi è un utopia, mentre la reatà è che quando si lasciano andare la favella, in modo incontrollato non sono diversi dagli scaricatori di porto o i preti pedofili che,parafrasando “Cara ti amo” di Elio e le storie tese, “bestemmiano e picchiano i bambini.”

martedì 7 maggio 2013

Feminnicidio: basta, non se ne può più!


Premesso che a un maschio che mena una donna, andrebbero come minimo tagliate le mani con una motosega da legno e lasciato morire agonizzante senza manco uno straccio di aiuto medico. 
Questo per chi le mena.

Per chi le ammazza, le trucida, le sbudella, facendosi antiestetiche collane o sciarpe fatte di intestini, le scotenna, le scanna come una porca, le smartella il cranio, fino a far schizzare la materia celebrale sui muri, la soluzione migliore, più saggia, più onorevole per il colpevole, sarebbe lo squartamento nella pubblica piazza, come si faceva in passato, quando il sentimento popolar non si fermava alla banale indignazione via Facebook, ma passava alle vie di fatto, grazie alla legge, armata di mannaia o di carri che tiravano gli arti del condannato verso levante e verso ponente, consentendo così anche ai minori di imparare qualcosa sull’anatomia umana, quando i frammenti di interiora cadevano sulla strada impolverata e lorda a causa degli escrementi rilasciati allegramente dagli animali da soma o dai cavalli dei cavalieri. Altri tempi e altra civiltà.

Il problema è, secondo la politica e i media, che si ammazzerebbero troppe femmine, e quindi la soluzione populistica e demagogica della “stalinista” presidentessa della Camera, Laura Boldrini, sarebbe la talebanizzazione in salsa italiana, che manda, come dice Salvo Montalbano, a “Patrasso” decenni di lotta per l’emancipazione della femmina, decenni di autogestione dell’utero da parte delle dirette interessate, perché a dire di costei, la mercificazione del corpo femminile, favorirebbe i bassi istinti “pinciatori” e assassini dei maschi.
Bubbole.

L’idea della Boldrini di proibire la mercificazione del corpo delle donne da parte delle dirette interessate, suona un po’ come se in India, a causa di una legge liberticida, si volessero ammazzare, trasformandole in costate, tutte le vacche del subcontinente, bestie considerate sacre dagli induisti.

Prima di andare a sfrittelare gli apparati riproduttivi maschili e femminili con idee balzane, perché invece di fare demagogia da bar sport, gli apparati politici e legislativi della Repubblica non legalizzano la mignottaggine, facendo pagare le tasse alle puttane che battono per strada, che fanno le “escort” – sempre puttane sono – inginocchiate a un centimetro dalla testa della fava  lucidata a colpi di lingua ai  potenti, pensando a rimpinguare le casse asfittiche, colme di vuoto pneumatico, dove il dolore non è dissimili da quello di un povero cristo che cerca di evacuare, ma a causa della forte peristalsi, fa uscire dal retto la famiglia Emorroidi, composta da padre, madre e figlio bastardo, tutti insanguinati e puzzolenti?

Ma sono veramente così atroci e da emergenza nazionale le cifre dei femminicidi? 

Boh, dipende da che punto di vista vengono letti i numeri. Chiaramente il dolore che lascia a “sopravvissuti”, specie ai genitori, fratelli, sorelle e figli, lascia costoro sconvolti a affranti. Rapportando però le 124 morti a livello nazionale, su circa 30 milioni di donne, la cifra, letta da questa prospettiva è ininfluente o se ha una valenza statistica, questa ha valenza omeopatica, rispetto al corpo femminile della nazione e il che può essere vista come la semplice perdita di tessuto epiteliale, per esigenze fisiologiche dell’organismo, inscritte dentro lo stesso codice genetico umano.

L’idea di talebanizzare l’Italia, ossia non vedere più i corpi di professioniste, che a differenza della puttane, pagano le tasse circa i cachet che ricevono per i servizi fotografici e il loro relativo sfruttamento di immagine, oltre che a puzzare da fronda catto-comunista in salsa afgana, è un  attacco untuoso e bisunto al diritto di autodeterminazione della donna, oltre che una sottrazione illegittima al diritto a lustrasi gli occhi, da parte dei maschi, grazie all’immaginazione di vulve seminascoste da abiti quasi invisibili, mammellllle da latte, stile vacca Milka, che sfidano al forza di gravità e le leggi della gravitazione universale, che oggi se Newton fosse vivo, rimarrebbe cieco alla vista dei cartelloni e degli spot pubblicitari, a forza di masturbarsi, fecondando i quattro angoli del mondo, a forza di spargere il proprio seme.

Quello che fa ridere della classe politica gaglioffa presente e passata, è che dal 2001, anche gli italiani si sono smerdati nel pantano afgano, grazie a Bush, esattamente come accadde ai sovietici, dove uno dei tanti pretesti era di cercare di educare i maschi musulmani e non trattare le donne come una loro proprietà, ma civilizzandoli al rispetto, come se l’Italia fosse, per quelle 124 disgraziate del 2012, solo delle banali caprette, date in olocausto da qualche sacerdote che non sapeva che i sacrifici umani erano stati aboliti, causa civiltà, vittime, ossia danni collaterali, causati da errori di valutazione dell’attimo e della forza inferta durante lo spappolamento di crani, copri e ossa.
  Insomma, gli italiani vanno a civilizzare gli afgani, mentre in patria, secondo la visione attraverso il buco della serratura, avviene una vera e propria mattanza.   Il che porta a pensare che la politica faccia le valutazioni de gli stronzi che si meravigliano della puzza di merda.

Ma leggendo le cifre in un altro modo, ci si accorge che le donne italiane e le politiche nostrane, starnazzano troppo e razzolano in una aia che non è coperta di escrementi di gallinacei, come si vorrebbe far credere(1).

Alla fine, le donne italiane sono al secondo posto nella classifica della sicurezza europea, al pari dei Paesi scandinavi, mentre al primo posto, ci sta la Grecia. Ergo il presunto fenomeno del femminicidio è amplificato dai media, che tendono a creare un falso problema di ordine pubblico, quando fuori da confini del Bel Paese, la mattanza, anche in rapporto alla popolazione e all’estensione del territorio, è molto più ampia e forse, suscita minor allarmismo sociale, in quanto in alcuni Paesi, soprattutto dell’Europa occidentale, certi tipi di morti, possono essere considerate “fisiologiche”.

Come si può leggere più approfonditamente nella nota 1, in Italia, si sta assistendo a forme di terrorismo psicologico da parte dei media e della classe politica, ove quest’ultima sta strumentalizzando un aspetto fisiologico della natura umana, dando via pseudo crociate morali,  da parte di esponenti politici che si rifanno ad una moralizzazione invertita pervertita, in antitesi con i dettami dell’ortodossia originaria, e che per decenni ha frammentato, grazie alla propaganda, il tessuto morale e sociale dell’Italia, uniformandola alla cloaca dell’Europa occidentale.

Oggi l’Italia non ha bisogno di queste pseudo campionesse di moralità, che vorrebbero imporre il velo integrale alla donna, per evitare che i maschi diventino aggressivi, o peggio assassini.  E Questo dimostra che questo tipo di classe politica di sinistra soprattutto, che come non capiva un cazzo trent’anni fa, oggi nemmeno oggi capisce una beata minchia, perché non è la donna che deve smettere di mercificare e vendere pubblicamente il proprio corpo per campagne pubblicitarie e non, più o meno discinte, ma è il maschio che deve sapere quale è il limite e accontentarsi delle pugnette quando la proprietaria della vulva, anche se moglie o compagna, decide di mandarlo a fare in culo, specie se questo ha utilizzato il copro della malcapitata femmina come un sacco boxe.

 Quando si sente dire in tv che una donna è stata ammazzata per eccesso di amore, beh, questa frase avrebbe fatto cadere a terra anche i coglioni di un castrato come Farinelli, visto che la psichiatria, pronta sempre a pontificare su ogni presunta malattia o normalità, come l’omosessualità, non ha ancora cavato fuori una patologia psichiatrica, da reclusone preventiva in un manicomio criminale, dei maschi che picchiano le femmine. Che sia perché anche molti psichiatri picchiano come tamburi le loro femmine e quindi meglio non svegliare la cagna che dorme?

Alla fine si ha ancora l’impressione di trovarsi innanzi a una classe politica che si crede illuminata, ma che non è altro che culturalmente e moralmente spiantata, e che non avendo il coraggio di prendere il toro per le corna, pardon, il maschio per i coglioni,e perciò incolpa la donna che vende la propria immagine, salvaguardando il diritto delle puttane di farsi slabbrare il primo e secondo canale, per mero mercimonio, perché le puttane farebbero un servizio sociale, in nero, da svuota coglioni per maschi, generando un fantastico giro di affari –  che la politica non vuole smantellare, il che porta a pensare che siano indirettamente complici e/o che ne ricevano dei benefici economici e/o sessuali –  per la criminalità organizzata, che sentitamente ringrazia trent’anni di classe politica ottusa e oligofrenica.

Marco Bazzato


lunedì 29 aprile 2013

Governo Letta: Alfano: “Non abbiate remore a utilizzare le auto blu”


Come era chiaro “La Casta” (1), dopo il fallito suicidio davanti a Palazzo Chigi, che ha portato al ferimento di due Carabinieri, uno in modo grave, il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, inviata i colleghi “a non aver remore nell’utilizzare macchine di servizio e di farsi proteggere”, (2) a spese dei contribuenti, non di tasca propria, visti i guadagni  senza responsabilità, a norma dell’articolo  68 della Costituzione.

Eppure, diciamocelo, i politici ieri durante il giuramento non sono mai stati in pericolo e il rafforzamento della cintura di sicurezza a protezione delle “alte” personalità dello Stato, non è che l’ennesimo segnale di come i faraoni del 2013,si dissocino, alienandosi dalla società civile, rinchiudendosi come tanti presunti Re Sole, Luigi XIV, nei palazzi del potere, tenendo alla lontana l’infima plebaglia

. I rappresentati del potere, i detentori del potere, assomigliano a tanti Saddam Husseim (3), dove anche quando era amico fraterno degli americani, aveva la sua brava Guardia Repubblicana (4). Assomigliano a tanti Gheddafi, quando questi era amico fraterno di Berlusconi e costui gli baciava la mano, sbarcando in Italia con tenda e amazzoni, per poi essere rovesciato dall’oggi al domani, in quanto secondo alcune fonti giornalistiche pretendeva la restituzione del prestito fatto all’ex Presidente francese di 50 miseri milioni di fondi elettorali (5), o perché secondo altri il colonnello voleva fare la moneta  unica africana, da utilizzare al posto del dollaro, per  il pagamento delle materie prime (6),  e per questo andava tolto dalle spese (7).

E la politica italiana, se non eseguirà gli ordini dell’Unione Europea, si troverà sulla stessa linea degli ex amici dell’Occidente.

Il fallito tentativo di suicidio da parte de “il cittadino qualunque” è diventato pretesto politico per allargare di più il fossato tra società civile, ossia servi della gleba, è  vassalli  (8) dell’Unione Europea, rinforzando le mura merlate e predisponendo, a protezione dei dignitari, una “zona verde” (9), dissimile da quella di Bagdad, protetta da arcieri, armati, frecce, olio bollente, peci e cecchini dotati di fucili di precisione , perché come si direbbe a Roma, “a questi ora stizza er culo”, o come si direbbe in dialetto veneto: “i se sta cagando doso e ea spusa  de merda deso ea se sente tuta”.

In Italia, fortunatamente o sfortunatamente manca la cultura tibetana del darsi fuoco, o senza andare a finire nel lontano oriente mancano i patrioti, come cecoslovacco Ian Palach (10), divenuto al tempo icona occidentale di libertà, simbolo negli anni ’70 dell’antagonismo al regime sovietico – oggi forse Unione Europea – che prima di immolarsi scrisse:

« Poiché i nostri popoli sono sull'orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l'onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana...»  Parole che oggi come allora dovrebbero scuotere le coscienze dei cittadini e dei governi, ma invece al tempo portarono al giungere dei carri armati Sovietici a Praga, per soffocarne la Primavera (10), e  confidando, che se la cose dovessero proseguire nello stesso modo, Roma non si trasformi prima o poi in una Piazza Tienanmen  (11)., o che i futuri governi non diventino, secondo l’occidente, tanti Bashar al Assad ((12).

In Italia, il rischio “guerra di liberazione” (13), se in un futuro non lontano si formassero delle “Brigate partigiane” (14)  2.0, in quanto i cittadini esasperati dalla dittatura del Mes e dell’Unione Europea, potrebbero decidere di metter in pratica su scala locale quanto scrisse Emma Bonino (15) a proposito dell’intervento militare in Bosnia, in un articolo per  il Corriere della Sera: «…Sono, invece, per la supremazia del diritto ad ogni costo, ed è amaro doversi arrendere all'evidenza che esistono circostanze storiche in cui la difesa della legalità non può essere affidata, ancorché temporaneamente, che all'uso delle armi.»

Marco Bazzato
29.04.2013

venerdì 22 marzo 2013

I marò rispediti in India per il bene dell’economia italiana?


I due marò del Battaglione San Marco non dovevano nemmeno rientrare in Italia per le due licenza: né per quella di Natale e Capodanno, né per le elezioni politiche. Ma tanto  la politica ha  fatto e l’ambasciata italiana ha brigato ha che alla fine, una volta tornati, si sentivano  belli e al sicuro, mentre dopo l’ennesimo voltagabbana nei loro confronti e dell’India,i due fucilieri sono stati rispediti nel paese dove stanno scontando la loro detenzione dorata in attesa di processo.

D’altronde con la grana dell’ambasciatore italiano – che per rappresentare il Paese e gli interessi del Made in Italy viaggia in Volvo –  a cui era stato ordinato di non lasciare il Paese, ritirandogli l’immunità e l’accredito diplomatico, fregandosene, ragione, della Convenzione di Vienna, era come se per alcuni giorni, anche se i media italiani non l’hanno detto, si fossero rotte relazioni diplomatiche tra i due Paesi. E rompere le relazioni diplomatiche significa mettere in pericolo in primis milioni di Euro di contratti e va ricordato che l’India senza l’Italia campa, ma molte grosse aziende italiane senza i contratti con l’India rischiano assai, e non è da escludere che queste abbiano fatto forti pressioni sussurate sulla politica, affinché, per il bene dell’industria in affanno, i due marò venissero rispediti nel subcontinente indiano, in quanto sacrificabili nel nome degli interessi economici della penisola italica.

I due marò sono stati usati dalla politica interna italica per finalità anche elettoralistiche e propagandistiche. Il governo morituro di Mario Monti sperava con questo atto populista e nazionalista di raccattare qualche voto in più, ma gli italiani, se ne sono ben guardati dal farsi coinvolgere a suon di croci sulle schede elettorali. Dove i politicastri nostrani che non avevano previsto la sacrosanta reazione iraconda indiana. Per questo, visto anche la “rottura delle relazioni diplomatiche” con il rischio che finisse al gabbio l’ambasciatore italiano in India per essersi impegnato personalmente con la sua firma a far rientrare i due marò nel Paese di Gandi, ha fatto sì che i due militari divenissero, a detta di alcuni, e della nomenclatura oligarchica politico-militare-industriale, sacrificabili, in nome della ragion di Stato. Visto che, a detta dei silenziosi che operano da dietro le quinte, è meglio due marò arrestati all’estero in attesa di processo per omicidio, piuttosto che un ambasciatore ingabbiato per falso. A livello di immagine per l’Italia la seconda accusa sarebbe più devastante, nonostante sia riconosciuto all’estero che gli italiani sono dei voltagabbana patentati, in “casa” come in “trasferta!”.

Ma la cosa “divertente” è che i due marò sono stati traditi dalle stesse istituzioni nazionali, politiche e militari. Senza dimenticare che l’Unione Europea, si guarda bene dall’intervenire nel contenzioso giuridico italo-indiano. Ogni Paese UE, ha interessi economici e scambi commerciali da difendere con l’India e visto che l’Italia, rispetto a quel subcontinente è considerata una nazione in de pressione economica e l’India, un Paese in crescita, e è meglio fare affari concresce, che non con un Paese depresso,  quasi ridotto come Cipro.

In molti si stanno chiedendo come questi possano sentirsi nei confronti della patria che li utilizza, correttamente secondo la politica economica, come merce di scambio, ciarpame sacrificabile da barattare per un ambasciatore e qualche centinaio di milioni di Euro in commesse commerciali o industriali,  e qualche migliaio di posti di lavoro in Italia, come se ci si trovasse sulle bancarelle di Porta Portese o allo scambio delle figurine Panini dei bambini della scuola primaria?

Ma la parodia dell’assurdo è che l’Italia, dopo aver pagato il risarcimento danni alle famiglie dei due pescatori assassinati, facendo oggettivamente passare i due marò per rei confessi, prima di una sentenza definitiva, dopo aver perso faccia e credibilità in patria e nel resto del mondo il “Bel Paese” ha la pretesa, assurda, di dettare le regole in casa d’altri, ossia ricevendo rassicurazioni scritte che i due fucilieri del Battaglione San Marco non possano essere condannati a morte, ottenendo così un trattamento di favore, discriminatorio rispetto alla legge e gli altri cittadini indiani, nei reati ascritti di pari gravità capitale., Il tutto porterebbe a supporre che le autorità italiane siano ragionevolmente certe che i marò saranno condannati e che dovranno scontare la pena in India, auspicando che le leggi indiane non siano morbide come quelle italiane nei confronti degli assassini e/o omicidi e non prevedano sconti di pena misure alternative, indulti o permessi premio.

Sempre che gli indiani non facciano come gli italiani: mentendo. Emettendo una sentenza di pena capitale anziché di lunga detenzione e che, i due marò non vengano spediti, secondo i tempi della giustizia indiana, innanzi al boia, per l’esecuzione della sentenza.

È chiaro che se in caso di condanna a morte, pena legittima nell’ordinamento giuridico indiano, se in Italia dovessero esserci manifestazioni, anche razzistiche, contro l’India, questa non esiterebbe, come suo diritto, a fare carta straccia dei contratti con il nostro Paese. E quando le aziende interessate saranno obbligate a licenziare, a causa del diritto indiano di far rispettare le loro leggi in casa propria, le manifestazioni a favore dei due marò condannati cesseranno.

Due sole vite da salvare dal boia non possono e non devono rischiare di mettere a repentaglio migliaia di lavoratori, con conseguenze a cascata sul reddito delle famiglie degli operai, causando il crollo del benessere economico e sociale nelle zone interessate, perché parafrasando ciò che auspica sempre il nostro beneamato Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “Bisogna guardare agli interessi generali dell’Italia e non ai particolarismi o agli interessi dei singoli”.
Proprio come nel finale di “Star Trek II – L’Ira di Kan”:in quanto:
 .È la logica. Le necessità dei molti sono più importanti delle necessità dei pochi o di quelle di uno»


Marco Bazzato
22.03.2013

giovedì 20 ottobre 2011

Gheddafi e morto


Mu ammar Abū Minyar Abd al-Salām al-Qadhdhāfī
Detto Muammar Gheddafi, Sirte, 7 giugno 1942 – Sirte, 20 ottobre 2011





Gheddafi e morto.

 Onore all’amico dell’Italia. Ora il mondo “piange” il grande dittatore, e l’Italia in primis. Al premier e al Ministro degli Esteri dispiacerà per l’impossibilità di poter ospitare più la sua tenda, le amazzoni, i cavalli ei beduini armati.

Il Colonnello Gheddafi, diventato un feroce dittatore solo che dopo i Bruto europei hanno iniziato a pugnalare alle spalle il Cesare libico, ma prima nominato da tutti i media italiani come Augusto e Illuminato capo di Stato, nonostante avesse riempito Lampedusa di immigrati clandestini e profughi, ma era un “amico” dell’Italia e delle grandi corporation petrolifere e del gas naturale, che tutti gli altri si fottano…

Era chiaro, nessuno aveva intenzione catturarlo vivo, sia da parte degli “amici” della politica internazionale, sia dai suoi ex seguaci in patria, dove molti dei suoi ex papaveri hanno fatto il “salto della quaglia” trasformandosi da feroci esecutori dei suoi voleri, a democratici aperti agli interessi del popolo, pur di mantenere il loro status e il loro tenere di vita.

Gheddafi era l’amico di tutti, perché, indipendentemente dalle sue nefandezze, a partire dalla giusta cacciata colonialisti italiani, alla strage di Lokerbie, alle sei infermiere bulgare accusate ingiustamente d’aver infettato dei bambini in un ospedale di Bengasi, per quasi quarant’anni ha fatto comodo a tutti: terroristi e “democrazie civili”. I primi perché era una fonte inesauribile di idee e di sistemi per creare terrore, alle “democrazie europee”, Italia in primis, perché interessata al petrolio e al gas naturale del Paese.

A Gheddafi, proprio per via del suo essere “sopra le righe” gli è sempre stato perdonato tutto, sono state accantonate le sue nequizie e i suoi atti criminali. A modo suo, aveva fascino, aveva quel fascino nero e boheme e zingaricamente beduino, affascinato dalla mimica e dalla loquacità oratoria della Buon anima di Benito Mussolini, di cui aveva tutti i suoi discorsi pubblici, per attirare a se le masse e i politici, quest’ultimi, asserviti dalla grande industria, attratti dai contratti commerciali ed economici, e dalla possibilità di de localizzare, producendo a basso costo e con pochi controlli sul mercato del lavoro e sulla sicurezza.

L’Italia deve ringraziare il “fu” dittatore libico, che sembra sia stato ucciso, da voci frammentarie, dopo la cattura, con un colpo alla testa.

Bell’inizio per la nuova democrazia.


Poi, va detto, che al Tribunale dell’Aia nessuno ce lo voleva, vivo. Avrebbe potuto parlare, raccontare un bel po’ di retroscena a riguardo la politica terroristica degli ultimi quarant’anni, e le Cancellerie certamente non avrebbero voluto cattiva pubblicità, e si sa, come tutti i parenti, amici e fratelli scomodi, si preferisce asserire che costoro sono impazziti o che sono stati “suicidati!”

Ora i presunti insorti, aiutati dalla Nato e dalle cancellerie europee, dopo essersi tolti la polvere da sparo e il sangue dalle mani, messe sotto naftalina le divise colme di carne umana, che, sono pronti a mettere le mani sull’oro e sulle riserve economiche dell’ex leader libico, accantonando l’idea – giusta – di Gheddafi, di una moneta unica africana con cui farsi pagare dai Paesi ricchi le risorse naturali, come oro, petrolio, uranio e altro. Il ricco mondo civilizzato mai avrebbe accettato, gli americani in primis, di iniziare finalmente a pagare le materie prime, acquistando valuta estera, come fa l’Europa e che è stato anche il motivo della cacciata di Saddam Husseim che voleva passare all’Euro, come valuta di scambio per l’acquisto del petrolio iracheno.

Ed è chiaro che il Governo Provvisorio alla fine si non sarà diverso dal padrone precedente, visto che le vendette sono già iniziate con esecuzioni, sommarie,stupri e distruzione , alla fine farà quello che i padroni occulti, i bombaroli della Coalizione dei Volenterosi, vorranno.

La differenza tra il prima e il dopo: Se prima le democrazie civili volevano fare affari con la Libia, dovevano fare i conti con il colonnello, mentre ora, il Governo Provvisorio e quello che verrà, sarà un governo fantoccio, come è accaduto in Afganistan e Iraq, voluto dai colonizzatori, che adesso, dopo aver devastato il Paese a suon di bombe, e fatto arretrare la popolazione, come standard di vita, indietro di quarant’anni, si sfregano le mani per la ricostruzione di ponti, strade, infrastrutture, e per le royality petrolifere e sul gas che ruberanno legalmente al popolo libico, grazie agli accordi bilaterali per la ricostruzione di un Paese, come diranno nei prossimi mesi, messo in ginocchio da quarant’anni di feroce dittatura.

Marco Bazzato
20.10.2011