Il problema vero è soprattutto l’attuale società contemporanea che, a differenza del passato, offre infinite possibilità in infinite combinazioni per avere delle interazioni sociali, dove però, a differenza del tempo che fu, visto che ormai molto passa attraverso il filtro della rete, non avendo fin da subito un contatto diretto con la persona, si costruiscono più castelli in aria di come si faceva nel passato, cadendo facili prede di soggetti che per un motivo o per un altro, alla fine cercano , maschi e femmine, questo infoi mento generalizzato non fa distinzione di genere, trovano sesso “low cost”, perché anche il sesso stesso è un prodotto in che viene svenduto a prezzi di saldo di fine stagione, in quanto consumato non in modo diverso da come si consuma lo street food, il cibo di strada, chattando con la controparte, creandosi così un mondo di seghe mentali e amori illusori, frutto del mondo informatico, e poi queste illusioni, queste seghe mentali, come avviene da sempre, si trasferiscono in ogni caso nel mondo reale.
lunedì 23 ottobre 2017
Pull a pig
Il problema vero è soprattutto l’attuale società contemporanea che, a differenza del passato, offre infinite possibilità in infinite combinazioni per avere delle interazioni sociali, dove però, a differenza del tempo che fu, visto che ormai molto passa attraverso il filtro della rete, non avendo fin da subito un contatto diretto con la persona, si costruiscono più castelli in aria di come si faceva nel passato, cadendo facili prede di soggetti che per un motivo o per un altro, alla fine cercano , maschi e femmine, questo infoi mento generalizzato non fa distinzione di genere, trovano sesso “low cost”, perché anche il sesso stesso è un prodotto in che viene svenduto a prezzi di saldo di fine stagione, in quanto consumato non in modo diverso da come si consuma lo street food, il cibo di strada, chattando con la controparte, creandosi così un mondo di seghe mentali e amori illusori, frutto del mondo informatico, e poi queste illusioni, queste seghe mentali, come avviene da sempre, si trasferiscono in ogni caso nel mondo reale.
martedì 10 ottobre 2017
Trenta giorni di sospensione da Facebook
mercoledì 27 novembre 2013
Berlusconi si avvia verso la decandenza
lunedì 28 ottobre 2013
Miss Italia 2013
mercoledì 31 luglio 2013
Guida pratica per schiattare dal caldo e dall’afa in ferie e non!
venerdì 11 gennaio 2013
Clown negli ospedali? Per carità…
sabato 15 dicembre 2012
Animali da affezione: l’omissione di soccorso è reato
lunedì 16 gennaio 2012
Costa Concordia: tutto sommato è andata bene?
domenica 5 dicembre 2010
Arriva il Natale

Ecco che nuovamente arriva il Natale, festa usurpata al pagano dio Mitra, sostituito 2000 anni fa con un “tipo” più moderno e con una diversa immagine regale, infatti questo Re – narra la leggenda – dovrebbe, ma gli storici non sono concordi, essere nato, ma guarda i destini del caso, anche lui il 25 dicembre.
Lasciamo stare l’aspetto religioso, diventato nel panorama mondiale una festività quasi settante, in quanto in pochi lo festeggiano come celebrazione religiosa, essendo diventato l’aspetto ludico, le libagioni, i regali, l’albero, i ventri ricolmi, i babbi natali che spuntano come una masnada di lebbrosi fuggiti da un lebbrosario di Calcutta. Insomma una festa del consumismo spinto, dove i genitori, mentendo come scimpanzé, inducono a credere che un vegliardo panciuto la notte tra il 24 e il 25 faccia in poche ore il giro del globo con una slitta volante trainata da renne per portare dei doni ai bambini buoni. Per dirla tutta, il festival della patacca.
Una delle cose più rivoltanti sono i centri commerciali, addobbati come tacchini pronti per spennare i clienti, che vi si recano tra imprecazioni sommesse e grida dei figli, perché vorrebbero avere in dono,mentre alla fine pagano i genitori, cani e porci, non importa che siano elettrici, elettronici o manuali.
Poi, come se non bastasse, oltre all’albero, la tradizione italiana ha inventato – grazie a San Francesco – anche il presepio, divenuto la fiera del Circo Barum visti i personaggi che lo agitano: uomini della politica, dello spettacolo, puttane e puttanele, dove il bambinello sfortunato, partorito secondo alcuni in una grotta, secondo altri in una capanna, da qui si capisce il relativismo religioso che nemmeno sa mettersi d’accordo su una cosa banale, dovrebbe levare le tende e farsi mettere al mondo magari in un vero luogo isolato, il deserto potrebbe andare benissimo, senza tanti pastori che fino a pochi attimi prima bestemmiavano e bevevano e poi perché sbronzi, affermano d’aver veduto degli angeli che gli invitava alla trasumanza adoratoria.
I Natale è divenuto l’apoteosi della stupidità, lo festeggiano anche i cinesi comunisti mangia cani e bambini a tradimento, non tanto perché sanno cosa in teoria dovrebbe significare, ma perché anche nel Paese di Mezzo, è arrivato il consumismo politico, imposto dal partito, quindi potenza dei media e della propaganda, bisogna adeguarsi altrimenti si sentono out.
La scemenza assoluta poi è la consegna dei regali, rigorosamente o la notte tra il 24 e il 25 oppure il 25 mattina. Per fare un dispetto alla festività, per scardinare questa follia cannibalizzante il pensiero, sarebbe interessante, se proprio si vuole perdere tempo nel ricercare regali inutili, consegnarli una settimana prima, o due settimane dopo, o meglio ai primi di febbraio, anche per mandare un segnale ai commercianti che sperano di risollevare i bilanci almeno a fine anno, con la corsa alle borse piene dei citrulli.
Uno degli aspetti più depravati sono i cenoni della vigilia e i pranzi natalizi, dove le farmacie vedono incrementare follemente le vendite di lassativi e purganti stura intestino, perché non è corretto andare a banchettare, in onore di uno che nasce al freddo e al gelo, senza riempirsi, anche di ogni genere di schifezze lo stomaco sia la vigilia, sia il 25. La cosa migliore da fare, e al più economica, sarebbe quella di tornare alla tradizione degli antichi romani: mangiare come maiali, riempirsi come dei serpenti boa e mettere dei catini ai piedi della tavolata, infilandosi un dito in gola, rigettando il tutto, per ripartire a spron battuto con nuove portate e facendo bella figura anche il giorno seguente, visto che in ogni caso, o che esca dalla via d’entrata o che esca dalla via naturale d’uscita le scorie devono uscire.
Festeggiare il Natale, da decenni appare come il rito delle pecore – i consumatori, costretti a una tosatura – economica – anticipata, in inverno, dove la maggioranza dei belanti si accapigliano, si spintonano, bestemmiano, si provocano le ascelle pezzate per la bloglia dantesca dell’ultimo frenetico acquisto, sovente inutile, diventando così malati entro un meccanismo perverso dove, dopo aver esaurito ogni genere di maledizione, si spergiura sempre di non ricaderci più, salvo poi farsi nuovamente fottere l’anno successivo.
Un consiglio per trascorre un ottimo 24 e 25 dicembre: Non fate nulla, non comprate regali, no organizzate cenoni o pranzi luculliani, tenete a distanza parenti, nipoti e cugini di ogni ordine e grado, restatevene chiusi in casa,attendendo che l’ubriacatura di regali, cene, pranzi, beveraggi e libagioni passi. Ne guadagnerete i salute, evitando le rotture dei parenti che meno si vedono meglio si sta, e soprattutto risparmierete. Il Natale in fin dei conti è un giorno come un altro, e se ci pensiamo bene anche la patacca “A Natale siamo tutti più buoni” è vera solo per il fatto che nelle settimane e nei giorni precedenti si h dato fondo a bestemmie, maledizioni,e insulti proferiti agli abitanti del Cielo e a quelli rintanati – al caldo – sottoterra, arrivando all’appuntamento della vigilia e del dì di Natale, stanchi, depressi, spaesati e con il portafoglio vuoto, il più delle volte dopo aver speso denaro per persone che stanno ipocritamente simpatiche e nel cuore, ma realmente nello stomaco e nelle balle!!
Una delle più belle preghiere natalizie sia quella del comandate Hartman, da Full Metal Jacket è un film del 1987 diretto da Stanley Kubrick
“Tanti auguri a te. Tanti auguri a te. Tanti auguri Gesù Cristo, tanti auguri a te.
Allora oggi è il Santo Natale, il gran varietà religioso comincerà alle ore 09.30.
Il cappellano Charlie vi farà sapere come il mondo libero riuscirà a fare fuori il comunismo, con l’aiuto di Dio e di alcuni Marines. Dio ci si arrapa con i Marines, perché noi ammazziamo tutto quello che vediamo. Lui fa il suo mestiere, noi facciamo il nostro. E per dimostrargli il nostro apprezzamento per averci dato tanto potere ,noi gli riempiamo il cielo di anime sempre fresche. Dio è arrivato prima del corpo dei Marines, quindi a Gesù voi potete offrire il cuore, ma il vostro culo appartiene alla nostra arma. Signorine, sono stato chiaro?"
Marco Bazzato
05.12.2010
http://marco-bazzato.blogspot.com/
lunedì 5 ottobre 2009
Messina, infuriano le polemiche
Va chiarito un fatto essenziale. La natura non c’entra nulla con quanto avvenuto, visto che questa se ne fotte bellamente di quei microbi camminati, che costruiscono le loro case-formicai nei luoghi più impensati. Luoghi che nemmeno un primate ci costruirebbe una tana. Ma l’uomo, essere senziente per eccellenza, è stupido. È stupido e poco previdente, come una cicala, che canta, balla, scopa e si ubriaca senza pensare al domani. Ma quel domani alla fine è arrivato, presentando il conto dei morti, dei dispersi e della distruzione naturale.
E ora si parla di ricostruzione, di stanziamenti di un miliardo di euro, ha dichiarato ieri il presidente del consiglio, per le nuove case.
Sbagliato!
Quelle case, se erano abusive, sulle mappe catastali non c’erano, in quanto la zona, e lo sapevano anche le cimici, era ad alto rischio di dissesto idrogeologico, tanto è vero che oggi sul Corriere della Sera, il presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, dichiara che nella sola zona della frana, dovuto alla pioggerellina durata due ore, le abitazioni abusive siano circa 1.200. Che si abbattano tutte seduta stante, senza tanti complimenti, visto che gli abitanti ne hanno usufruito indebitamente e illegalmente per anni e anche se fossero state incluse nei vari condoni edilizi, buoni per rimpinguare le casse dello stato, rimarrebbe comunque il fatto che queste sono state edificate in una zona d’alto rischio idrogeologico.
In molti si sono lamentati del fatto che le istituzioni, pur conoscendo il problema non abbiano fatto nulla per risolvere il problema del rischio idrogeologico della collina sovrastante sulle case abusive. Ma cosa dovevano fare le istituzioni? Abbattere la collina per preservare le case abusive? Una collina, piaccia o no, fa la collina e quando le pioggerelline sono troppo elevate, se ai piedi di questa il terreno è stato reso friabile a causa dell’edificazioni di edifici ad uso civile che non dovrebbero esserci, questa si squaglia. Questo lo sanno anche i bambini, quando giocano sulla sabbia, in spiaggia. Ma gli adulti no. Quelli edificano abusivamente, nonostante forse possano essere stati sconsigliati da qualche tecnico lungimirante che prima o poi la situazione sarebbe collassata.
Ora Messina piange le sue vittime. Ma di chi è la colpa di questo scempio costruttivo indiscriminato? Della natura, del fato, della sfiga o del Mago Merlino?
È inutile girarci sopra, questo scempio ambientale è stato creato dall’uomo, dai fabbricanti abusivi, poi dal comune che non è intervenuto per abbattere, complice anche il caos legislativo, che per demolire una costruzione abusiva, fra ricorsi, controricorsi, appelli, contro appelli fanno passare anni, e intanto la natura – a ragione – se ne fotte delle umane scemenze giudiziarie e come un dio sterminatore, distrugge ciò che in lei è stato violentato dall’uomo, facendolo sprofondare nel fango primordiale della creazione, riducendo il tutto in poltiglia: uomini e case.
Ora i cittadini, colpiti non dalla catastrofe naturale, ma dallo scempio creato dall’uomo stesso, che ha favorito che la collina franasse, devono essere aiutati? Umanamente verrebbe da dire di si, perché è la perdita di vite è una tragedia per l’uomo stesso, ma una volta sepolti i morti, le case abusive, condonate o no, dovranno essere abbattute, per due ragioni fondamentali. La prima, costa meno abbattere le abitazioni che non mettere in teorica sicurezza una collina, la seconda,perché serva non solo da monito, ma perché sia veramente l’inizio di una distruzione/abbattimento di tutto ciò che è stato edificato senza rispettare i benché minimi criteri di sicurezza e di rispetto del territorio.
Ora resterà da vedere se il presidente della regione Sicilia darà ordine d’abbattere le 1.200 abitazioni abusive ai piedi della collina, oppure se i cittadini italiani che hanno edificato le proprie abitazioni, rispettando i vincoli, debbano sedersi, aspettando di godersi il prossimo spettacolo de ”La collina assassina”.
Marco Bazzato
05.10.2009
giovedì 30 luglio 2009
I coristi gay trovano posto in parrocchia
«Sai cantare?»
«No, ma sono gay!»
«Perfetto, sei dei nostri. E tu sei omosessuale?»
«Si, anche lui che è il mio compagno vuole cantare, possiamo?»
«Certo, siete i benvenuti. Tu invece?»
«Ho fatto corsi di canto, e ho fatto vari provini. Dicono che abbia una bella voce…
«Sei etero?»
«Sì, sono sposato da tre anni e con mia moglie abbiamo due figli».
Il selezionatore avrà guardato quest’ultimo come un appestato e poi indicando l’uscita, forse gli avrà gridato: «Vattene, questo è un coro per gay. Non importa saper cantare, quello che conta è essere omosessuale. Tu dici di saper cantare, ma sei sposato con una donna ed hai famiglia. Tra noi non sei gradito….Fuori!»
Forse la selezione del coro gay non sarà andata proprio così, forse questo coro ha veramente delle ottime qualità canore, forse, forse, forse… O sicuramente non sarà andata così, ma…
Sta di fatto che non si era mia sentito di un coro nato, non sotto la spinta delle qualità canore dei coristi, per l’orientamento del contorsionismo a letto di matrice omosessuale.
Ma questo potrebbe anche passare, lasciando indifferenti la città della fondazione del gruppo coristico, Il Paese, l’Europa, pianta Terra, il sistema solare, la Via Lattea – la nostra galassia – e l’universo, ma oltre al danno per la discriminazione degli etero da parte dei gay si è aggiunta la beffa di un prete bolognese, un po’ avanti con gli anni, che evidentemente non era a conoscenza di ciò che le associazioni gay e/o i singoli omosessuali lanciano contro la chiesa e le organizzazioni ecclesiastiche ed il vaticano stesso.
Forse questo prete, avendo la chiesa mezza vuota, ha cercato il colpo ad effetto per far parlare di se, o forse pur essendo votato al più puro disinteresse non si è letto bene il Vecchio Testamento, con al fine di Sodoma e Gomorra e il Nuovo Testamento, dove gli omosessuali non sono citati in nessun versetto del Vangelo, questo a significare che non fanno parte del progetto Divino di salvezza.
Follie di una notte di mezza estate? Sembrerebbe di no. L’anziano prevosto non è nuovo a iniziative intemperanti ed eclatanti. Aveva infatti organizzato una veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia. Praticamente un prete progressista che avrà fatto storcere la bocca a molti.
Per fortuna ora sembrerebbe che la Curia sia intenzionata a intervenire per bloccare l’iniziativa, anche se il sacerdote sembrerebbe interessato ad alzare le barricate e il livello dello scontro con le gerarchie ecclesiastiche portando avanti la sua – infausta secondo il Vaticano – iniziativa.
È vero, come dice il parroco, “che cantare è un dono di Dio”, ma letta sotto l’ottica omosessuale sembrerebbe che questo dono, nella fattispecie del coro gay appartenesse solo a quest’ultimi in quanto non è presente nessun etero.
Il problema sta proprio nella formazione del coro, non nel coro in se stesso, visto che in molti, se si comportassero come i gay, potrebbero vedere in questo coro l’aggravante della discriminazione per l’orientamento sessuale, nei confronti degli etero.
Proviamo a immaginarci cosa sarebbe avvenuto se si fosse sparsa la voce che si cercavano coristi esclusivamente etero, e che la presenza di uno o più gay non fosse stata ben accetta?
Si sarebbe scatenato il pandemonio. Articoli nei giornali, interrogazioni parlamentari, servizi televisivi, omosessuali infuriati per l’ennesima discriminazione – vera o presunta – subita, polemiche a non finire, l’Arci Gay avrebbe scatenato l’armamentario ideologico, perché se un gay discrimina l’etero è normale, ma se è l’etero a discriminare il gay ecco che scatta la repressione, l’attacco, il grido di dolore e l’urlo di battaglia contro l’omofobia dilagante, contro la segregazione, contro la non integrazione e via discorrendo…
Ma quando si tratta di eterofobia?
Silenzio, tutti zitti come pecore, tutti proni ad accettare la discriminazione, la ghettizzazione, in nome della libertà e del diritto omosex. Belle facce toste.
Sono poche le volte che lo scrivente si trova d’accordo con le gerarchie vaticane, ma questa volta non per salvare una chiesa che non rappresenta i fedeli, ma per combattere una palese discriminazione del coro gay nei confronti degli eterosessuali, mi ritrovo nelle posizioni intransigenti della curia bolognese. E anche la politica dovrebbe fare la sua parte imponendo al coro d’aprirsi agli eterosessuali, proprio per fugare ogni dubbio sulla volontà di selezione dei membri in base all’orientamento sessuale. Da quando essere etero preclude la possibilità di cantare in un coro?
Questa sembrerebbe una di quelle volte, e questo la dice lunga sulla presunta tolleranza dei gay nei confronti degli etero, nonostante sia propenso a pensare che sia un caso isolato. Si spera.
L’auspicio è che la Curia intervenga per condurre il sacerdote, il pastore rivoluzionario a miti consigli, oppure che sia invitato, vista l’età non certo acerba ad andare in pensione.
Comunque l’unico aspetto positivo è che almeno non cantano musica sacra, ma solo profana.
Marco Bazzato
30.07.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/







