venerdì 22 febbraio 2013
Elettrodotto Dolo-Camin: oggi hanno ragione i costruttori!
Ieri leggendo un articolo su
Veneziatoday (1)
e per l’ennesima volta ci si rende conto che anche in quella zona del ricco ed
ottuso Nord Est, come in tutta Italia, i politici sono una masnada “de magnaschei!” – Mangiasoldi – che piuttosto
di alzare il culo dalle poltrone, perché se un’Amministrazione Comunale non
vuole fare pulizia, anche davanti prove evidenti, fornite a tutti gli uffici
preposti, partendo dal Sindaco, per proteggere, forse a suon di stecche, un ex
Presidente di Consorzio e suoi figli –
questi sono pesci piccoli – cosa resta combattere per il bene di tutti i
cittadini, contro i grandi gruppi?
Infatti, i grandi gruppi
conoscono le situazioni di voluta ignoranza cosmica in cui potrebbero versare
le singole Amministrazioni interessate, ma è un andazzo lassista, presente in
tutta Italia e non solo in quella zona interessata.
È grazie all’omertà delle P.A.,
all’inettitudine di una classa politica, brava esclusivamente a fare
accattonaggio al momento delle elezioni, ma poi, come anche in questo caso, i
grandi gruppi, “sodomizzano” i cittadini. Perché se gli interessi di questi non
vengono tutelati dalle Amministrazioni Comunali, non sta a una società, magari
quotata in borsa, fare gli interessi dei “servi della gleba”, visto che
risponde, come per ogni attività, agli
interessi dei proprietari e agli azionisti, principio valido per lo scarparo e quella è anche la zona – così come per la
grande industria che scarica rifiuti tossici in qualche canale,salvo intervento
della Magistratura, a seguito di denunce su denunce, segnalazioni
“dimenticate”, interrogazioni ignorate dal Sindaco, facendo passare i 30 giorni
previsti dalla legge, circa l’obbligatorietà della risposta ai consiglieri
comunali che l’avevano formulata.
E l’azienda non ha preso in
considerazione l’idea di interrare l’elettrodotto da 380 mila volt, lungo ben 15 chilometri , in
quanto il costo sarebbe stato spaventoso. Meglio passare sopra le teste dei
cittadini, sopra case, scuole, zone residenziali e artigianali, campi, i pochi
rimasti, a costi molto inferiori. Poco importa, hanno oggi ragione i costruttori,
se poi lungo l’elettrodotto, le case, le aziende si deprezzeranno, se qualche
bambino rischierà la leucemia, se qualche vecchio con il pacemaker farà un
colpo (una pensione in meno da pagare da parte dell’Inps, facendo risparmiare le
casse dell’Istituto). In quel caso
spetterà, a tempo debito, alla Giustizia dimostrare se esiste un nesso
scientifico tra l’elettrodotto e le malattie e/o le morti o se il tutto è frutto della casualità.
Il concetto è sempre lo stesso: massimizzare
i profitti,spendendo il meno possibile e
molti sfaticati anche nelle P.A. lo sanno e “nazionalizzare i costi ambientali,
sanitari e sociali. Tanto, anche se da qui a vent’anni ci fossero dei casi di malattie
e/o morte a presunta causa dell’elettrodotto ci vorrebbero lustri di inchieste,
milioni di euro di perizie e controperizie, ingrassando avvocati da ambo le
parti, per arrivare a un verdetto “politico” di non colpevolezza o di
assoluzione per insufficienza di prove. O anche se ci fosse la condanna, come spesso
accade in Italia, nessuno pagherebbe. Quindi ben venga il deprezzamento delle
zone interessate all’elettrodotto, le eventuali malattie e morti di qualche
centinaio di persone,ma prima, per l’ennesima volta, come se non lo si sapesse,
andrebbe dimostrato il legame causa-effetto. Intanto, nel pieno rispetto delle
leggi vigenti, giustamente secondo i proprietari e/o gli azionisti, lavorando
al risparmio si ingrassano e comuni interessati si “accodano” alla Voce dei
Padroni!
Marco Bazzato
22.02.2013
Etichette:
diritti dei cittadini,
finanza,
Opinioni,
Politica Italiana,
politica locale
giovedì 21 febbraio 2013
Spot omofobo? Le scuse sbagliate di Crosetto e Meloni!
Si apre così il video di Guido
Crosetto e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che impazza su
Repubblica Tv: (1)
Abbiamo fondato Fratelli d’Italia, rinunciando a una poltrona sicura.
Lo abbiamo fatto per ridare dignità alla politica. Da mesi parliamo di famiglie
e di giovani e non interessa a nessuno, di impignorabilità della prima casa e
non interessa a nessuno. Di impresa e di tasse e non interessa nessuno, di banche e di Equitalia e non
interessa a nessuno, ma se due cretini fanno un video idiota, diventiamo la
notizia del giorno. Tutti parlano di noi, tutta la stampa ci cerca allora
rispondiamo. A modo nostro chiediamo scusa per quel video offensivo che non ci
rappresenta, né rappresenta Fratello d’Italia. Per noi la politica è impegno
civile, per noi la politica è dignità e rispetto – (e diritto di satira,
n.d.a.) – Chiediamo a tutti di votare, con la testa e
con il cuore , non importa per chi, l’importante è che votiate. Se poi volete
sapere per chi voteremo noi: Fratelli d’Italia, Fratelli d’Italia, il
centrodestra a testa alta.
Basta confrontare questo testo
con quello del video precedente per dire che l’omofobia era presente solo nelle
menti pervertite di quanti che si sentono inferiori, colmi dei complessi di
Bradipo, Ediapo, Elettra, Castore, Pulluce, di Cloto, o Scroto, boh… e Lanchesi
e di Atropo e infatti il testo recita:
Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere
tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza
il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia
alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in
campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non
votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”
Ah, l’omofobia, secondo i
retrogradi regressisti, starebbe nel fatto che si è parlato di famiglia
naturale: uomo – donna e progenie biologica e d’amore. Questa è omofobia.
Infatti per i gay famiglia
significa: uomo- uomo o donna – donna e
non progenie biologica d’amore, perché secondo loro quello dovrebbe essere il
ramo naturale dell’albero genealogico da
cui discendono.
Omofobia sarebbe parlare di amore
tra un uomo e una donna. Madonna, che falsità è stata detta! O peggio, Madonna,
che verità è stata detta, ma che non deve essere pronunziata per non offendere
chi? La verità, nelle persone intelligenti e dotate di ragione, non deve
offendere nessuno, mentre è offensiva la bugia, la menzogna e l’inganno, visto
che la verità rende liberi e no schiavi dei propri pregiudizi, od
orgogliosamente gelosi e invidiosi.
Le scuse potevano anche essere un
atto politicamente dovute, ma sono state, per dirla alla Peppone di Don
Camillo, un “calare le braghe” ai
conservatori dei rami secchi, e come dice una frase di un antico proverbio
cinese, “collendo il lischio di beccalsi
una malattia inculabile”
Si auspica che Guido Crosetto e
Giogia Meloni in cuor loro siano concordi con i due satiri veneti, e che questi
abbiano ricevuto una telefonata, dove gli venivano spiegate le ragioni
elettoralistiche di questa pubblica sconfessione e per il fatto che si siano
beccati, anche se rispettavano le leggi dello Stato italiano, da cretini.
Sì, perché in Italia quando si
rispetta la legge si passa da cretini. Mentre i furbi vanno avanti, fanno
strada, carriera, passando sopra cadaveri, sotto le scrivanie,pur di arrivare
al Potere, o per quanto poco poterne
assaggiare un piccolo spizzico, ma soprattutto abbuffarsi e ingozzarsi
degli agi che offre, a spese dei cittadini..
Così come non va dimenticato che
spesso la sinistrosa Luciana Littizzetto manda a “fare in culo” eterosessuali a destra e a manca e si dovrebbe
ridere, perché “normale” che un etero vada
a pigliarlo nel culo, anche se aborrisce certe pratiche. Ma se si dice la verità ad un
omosessuale, ossia che lo piglia nel culo e con piacere anche, ecco che “andare
a fare in culo” è offensivo e
omofobo. Se questo non è pervertimento della realtà….ah..sì, Si chiama
politicamente corretto, ma falso e ipocrita, dove anche questa assurda polemica
ha mostrato tutto il pregiudizio omosessuale nei confronti degli etero.
Per questo, oggi ancora più di
ieri, gli italiani devono prendere atto che non si possono votare Guido
Crosetto e Giorgia Meloni e soprattutto Fratelli d’Italia, perché, come scrissi
ieri, “Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!” (2),
altrimenti si è tutti omofobi.
Marco Bazzato
21.02.2013
mercoledì 20 febbraio 2013
Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!
Ha fatto scandalo ai falsi ben
pensati il video oggettivamente veritiero di due veneti, tifosi di Giorgia
Meloni,che hanno voluto ribadire il diritto e/o dovere degli italiani di andare
a votare usando la testa e il cuore. (1),
ma per fare piacere alle associazioni omosex, gli italiani devono votare,
altrimenti le minoranze si sentono escluse, con il secondo canale, ossia l’ano.
I due veneti hanno fatto la
parodia dei due omosessuali, che grazie ai russi e alla Banda dell’Armata Rossa,
non hanno potuto mandare in onda il video, nella prima serata del Festival di
Sanremo, del loro scambio di liquidi salivari, ma solo dei cartelli, privi di
commenti, come da desiderio della Russia post Unione Sovietica di Putin, (2),
perché illegale nel Paese che ha la capitale attraversata dal fiume Moskova.
Ma cosa hanno scritto di così
omofobo, sebbene per ora, saggiamente in Italia non esiste il reato di omofobia
e che questa al pari dell’omosessualità
non è malattia psichiatrica, infatti è assente nel DSM IV e V – di prossima uscita – il che
rende il video legale a termini di legge e psichiatricamente sano, ma solo un
volgarissimo concetto politico?
Nulla, ecco la trascrizione:
“Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere
tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza
il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia
alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in
campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non
votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”
E Giorgia Meloni innanzi a una
simile e tenera manifestazione d’affetto è anche andata a scusarsi, ma a chi
poi?
Perché due hanno fatto una
parodia dei due che oggi secondo il Tg3 sono dovuti addirittura andare negli
Stati Uniti per firmare innanzi a un ufficiale di Stato civile un pezzo di
carta privo di alcun valore legale in Italia? Chiaramente i due amici non avevano
la priorità, a differenza delle famiglie etero italiane che in piena crisi,
faticano a mettere il pane in tavola e un biberon a un neonato, frutto del loro
amore. Anna Paola Concia è stata più pragmatica. Ha preso un n volo low cost,
andando a firmare, con l’amica, in Germania, un pezzo di carta che per la legge
italiana non vale nemmeno il costo dell’inchiostro.
L’Italia è un Paese
mediaticamente ottuso e i politici, anche quelli che dovrebbero avere gli
attributi, invece di fregarsene, dimenticano che esistono delle leggi che vanno
rispettate, corrono a scusarsi, con chi poi, per il timore di non avere i
rimborsi elettorali, causati dai mancati voti, non ricordandosi che così
potrebbe aver perso i voti di quel centrodestra, legato ai valori della “Famiglia
Reale” anche, secondo la Costituzione italiana.
Nell’Italia dei gay pride è
considerato incivile parlare di un valore progressista ella famiglia composta
da uomo donna e figli che porta all’evoluzione e no all’arretratezza della
società, perché a rigor di un certo tipo di logica è più giusto che gli
italiani guardino ai rami secchi puntati che non ai rami rigogliosi di vita,
che con i loro semi creano nuova vita.
Però, visto che l’Italia e gli
italiani sono al termine di una miseranda campagna elettorale, per non
offendere la comunità GBLT,alle elezioni di domenica e lunedì, è giusto che
votino chi vogliono, a patto che gli
italiani votino con il culo.
Il Paese non merita altro!
Marco Bazzato
20.02.2013
(1)
http://www.giornalettismo.com/archives/785265/non-votare-con-il-culo-lo-spot-omofobo-di-fratelli-ditalia/
(2)
http://marco-bazzato.blogspot.com/2013/02/berlusconi-aveva-ragione-sanremo-2013.html
Etichette:
diritti naturali,
famiglia,
Media,
Opinioni,
Politica Italiana,
provocazioni
Benedetto XVI “morirà” il 28.02.2013 alle 19.59’.59’!’
Il conto alla rovescia delle
dimissioni di Benedetto XIV continua. Secondi, minuti, ore, giorni, fino alle
fatidiche ore 19.59’.59’’ del 28.02,, quando, acceso il TG1, sarà già a Castel
Sant’Angelo in pantofole e giacca da camera, con un Cohiba tra le dita, gentile omaggio di Fidel
Castro e un bicchiere di brandy invecchiato qualche centinaio d’ani, pronto a
godersi la pensione, come ogni vecchietto che viene rinchiuso e gettata via la
chiave, in un ospizio!
Benedetto XVI…che se lo si guarda
bene sugli occhi viene fa venire mente lo sguardo di Jack Torrance di Shining.
– dal romanzo omonimo di Stephen King – e/o Leonard Lawrence, detto Palla di
Lardo di Full Metal Jacket, capolavori entrambi diretti da Stanley Kubrick, per
la storia e un papa che se l’è svignata dalle responsabilità e come mai come in
questo momento, l’intero popolo della cristianità cattolica universale romana
si appresta a gridare ad alta voce, alle 19.59’.59’’
«Benedetto XVI è morto! Viva Joseph Ratzinger !»
È in fatti, pur non ritrattando
di una virgola quanto scritto nell’articolo: “Benedetto XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di vicario di Cristo?”
(1),
a Joseph Ratzinger va dato, vista l’età avanzata, il perdono cristiano e l’onore
delle armi per l’inaudito coraggio dimostrato nel lasciate la Barca di Pietro,
in mezzo al guado, al suo destino, come fanno i topi quando sanno che la
bagnarola affonderà.
Dare rispetto a questo vecchietto
stanco e sfiduciato della melma che alberga in seno alla “Sacre” mura vaticane
sarebbe un imperativo, se l’uomo Ratzinger non fosse stato per decenni uno
degli ingranaggi del sistema, una ruota, oliata, secondo gli ordini del
Padrone, dell’ex Sant’Uffizio, il famigerato Tribunale dell’Inquisizione, del
mitico e l’inarrivabile Torquemada, sbanchettato in Tribunale per la Dottrina
della Fede, e non poteva non sapere, visto che per decenni era stato l’uomo
ombra di Giovanni Paolo II, come funzionasse lo Stato Città del Vaticano.
Ma all’apertura del Conclave, salvo
scherzi di Benedetto XVI, che potrebbe ritirargli lo zucchetto cardinalizio, ci
sarà anche il “Santo protettore dei preti pedofili”, ossia l’immaginifico e
indiscusso difensore dell’ortodossia vaticana, nemica degli scandali, perché
abbassano il fatturato: il Cardinale Roger Mahoney, che molti segretamente,
vorrebbero papa subito in modo che possa avere non solo l’immunità diplomatica
dal suo essere Capo di Stato, ma che possa tentare di bloccare non l’emorragia
di fedeli nelle chiese americane, ma il salasso economico che i “sedicenti”
violentati da preti, continuano ad accampare , grazie alla complicità dei
tribunali secolari, che sono diventanti
nemici del vero Dio e della vera Fede.
Se la cosa non fosse
tremendamente seria ci sarebbe, se non da ridere per quanto poco, da piangere.
Giorno per giorno inizio a
pensare che Ratzinger, grazie all’età avanzata, ne abbia avuto, come direbbero
i laici, i comuni mortali, le palle piene del sistema “Vaticano”, fatto
scandali, pugnalate alle spalle, giochi di potere, intrallazzi, di “…un Dio
cattivo e noioso, appreso andando a dottrina” come cantava Marco Masini, in
“Silvia lo sai” e che abbia preferito mettersi in panciolle, visto che alla
fine si beccherà una pensioncina di 2.500 euro, non come ex Papa, ma come Cardinale
in pensione, visto che il Papa non va in pensione, se non con i piedi in
avanti, seguito da una nuvola di incenso.
Ratzinger, è chiaro a tutti, è
stanco e potrebbe avere i giorni contati. Il condizionale è obbligatorio, visto
che il riposo potrebbe rallentare il lento ma inesorabile declino fisico, che
spetta a tutti gli uomini, che indistintamente raggiungono un’età vegliarda e
forse i bookmaker inglesi hanno già iniziato a
“dar di quota” e raccogliere le scommesse per la sua prossima o lontana
dipartita da questa valle di lacrime.
In ogni caso: Riposa In Pace,
Benedetto XVI e, come dicono i vulcaniani, tradotto in inglese standard, “Live long and prosper”
Marco Bazzato
20.02.2013
Etichette:
Opinioni,
politica religiosa,
provocazioni,
recensioni,
Vaticano
martedì 19 febbraio 2013
Voto degli italiani all’estero: a Sofia, in Bulgaria, solo se….
Abito a Sofia, capitale della
Bulgaria, e non ho ricevuto, come la legge italiana impone il plico elettorale
per votare per corrispondenza.
Doveva essermi inviato dall’Ambasciata di
Italia a Sofia, in Bulgaria entro il 6 febbraio 2013, ma quando telefonai alla
rappresentanza diplomatica italiana, parlando con un’addetta dell’Ufficio
Consolare, mi disse che tutto era stato spedito entro la data di legge e il mancato ricevimento era imputarsi alle
poste bulgare e potevo andare a ritirarmi il plico, anche sabato e domenica 17
e 18.02.2013, dalle 09.00 alle 13.00.
Devo credere che il disguido sia
colpa delle poste bulgare?
Se un cittadino italiano iscritto
all’Aire abitasse nella provincia, distante decine e decine di chilometri dal
Consolato più vicino cosa dovrebbe fare? Prendersi il treno o la macchina,
andare a ritirarsi il plico che doveva essere spedito, rimettendoci tempo,
denaro tra carburante, parcheggio e via discorrendo, senza contare il tempo? E chi gli avrebbe restituito i costi, per esercitare un diritto sancito
dalla Costituzione italiana? Perché se
il plico fosse giunto in provincia, ma non nella capitale, la cosa sarebbe
ancora più paradossale, in quanto discriminatoria nei confronti di tutti gli
italiani iscritti all’Aire, residenti a Sofia.
Da una parte le Ambasciate e i Consolati
devono spedire entro i tempi utili, dall’altra se il materiale non arriva entro
i quattordici giorni dalla data del voto via posta, in questo caso il 22, si
dovrebbe andare al Consolato per ritirare quello che qualche dipendente, si è
rifiutato di fare e/o ha ricevuto l’ordine di non fare… Chiaramente possono
sembrare supposizioni complottistiche, ma non dobbiamo dimenticare il detto,
“Pensare male non si sbaglia mai…”
Ho letto su Facebook, nella pagina di un
candidato che in Svezia e in Lituania tutto è arrivato, a casa degli elettori
iscritti all’Aire, secondo i tempi e le modalità stabiliti dalla legge, mentre
a Sofia, al mio indirizzo, no e presumo, che ad altri italiani residenti nelle
capitale bulgara sia accaduta la stessa cosa. Da voci non confermate sembra che
questa sia una prassi consolidata da anni, almeno da parte dell’Ambasciata
d’Italia in Bulgaria.
Quando telefonai giovedì 14.02.2013
all’Ambasciata, mi venne passato l’ufficio Consolare, dove un’addetta mi disse che
il disguido non era da imputare a loro ma alle poste bulgare..
…..
La corrispondenza arriva eccome,
tant’è che ho ricevuto, in mezzo a tutto il resto, anche vari depliant
elettorali dall’Italia, a tariffa internazionale agevolata. È tutto qui, tra
la mia corrispondenza cartacea.
Le poste bulgare hanno svolto il
loro compito al meglio, come fanno sempre nel recapitare puntualmente bollette
di luce, acqua, telefono e varie ed eventuali, quindi, visto che la matematica
non è un’opinione, 2 + 2 fa…4 e non 3 o 5….
.
Anche se andassi a votare, il mio
voto non servirebbe per far allontanare da quel posto di lavoro pubblico dei
dipendenti di un’Ambasciata che, per quanto ne posso sapere, hanno e/o non hanno
svolto le mansioni per cui sono incaricati e stipendiati, in base agli ordini
ricevuti dall’alto.
Va ricordato che le Ambasciate
sono a tutti gli effetti facenti parte della Repubblica italiana e che l’intera
aerea, secondo il diritto internazionale, è territorio italiano e non, come in questo caso,
della Repubblica di Bulgaria e quindi non si capisce perché un italiano debba
“rientrare in Italia” per ritirarsi il certificato elettorale..
Quindi…chi lavora contro gli
italiani all’estero?
Non voglio fare il complottista:
ma chi garantisce la regolarità del voto quando un cittadino italiano iscritto
all’Aire, quando nella capitale bulgara, è costretto ad andare a ritirasi il
tutto di persona, come se rientrasse nel Paese e che non lo sputino il nome in
una qualche black list, di buoni e cattivi, come faceva la maestra quando
tirava una riga sulla lavagna, segnando da una parte le pecore nere e dall’altra
i lecchini? Dove continuando a leggere i
commenti su questa pagina di Facebook. Molti altri uffici Consolari hanno fatto
il loro dovere, a favore degli italiani residenti all’estero e inscritti
all’Aire, senza causare disagi, come è accaduto qui a Sofia.
E cosa si dovrebbe pensare
dell’Istituzione italiana che rappresenta il Paese all’estero, in questo
specifico caso, mentre in altri nulla da eccepire, anzi?
E in fatti la stessa Ambasciata italiana poco
tempo fa mi recapitò il messaggio del Ministro Giulio Terzi. Sulla busta ci
stanno due timbri: 18 e 21.01.2013, ossia venerdì 18 e lunedì 21. Visto che di
domenica le poste non consegnano… E quel mattino il postino, perché ha letto
“Ambasciata d’Italia a Sofia” ha strimpellato a lungo il campanello. Anche in
quel caso non posso dire che le Poste bulgare e i postini non siano stati
solerti nella consegna, anzi..
Ma sappiamo come è fatto a volte l’uomo,
gli italiani e non solo: la colpa è sempre degli altri se le cose non vanno,
per la serie, lanciare sempre il gatto morto e putrefatto nel giardino de
vicino, accusa dolo di puzzare.
Mi dispiace, ma se un Paese in
questo semplice caso non riesce a fornire il minimo, cosa resta per il resto e
che valore ha un mio voto, se per l’Italia, il cittadino italiano che vive
all’estero, non è manco preso in considerazione? Alla faccia della demagogia
della demagogia dei media?
Ma un candidato alla Camera o al
Senato della Repubblica italiana come rappresentate nella Circoscrizione Estero,
alzerebbe il telefono, per chiamare l’Ambasciatore? No, nessun candidato, soprattutto
di primo pelo, non essendo ancora eletto non muove o si prende la briga di
interessarsi del problema, mentre quelli che stanno per decadere se ne fregano,
visto che potrebbero essere out….gli altri candidati di Camera e Senato,
pensano giustamente alle loro circoscrizioni e quindi noi cittadini italiani,
residenti a Sofia, in Bulgaria, per l’Aire dell’Ambasciata italiana a Sofia,
cosa siamo?
Ed è per questo motivo che sarò
costretto a non dire la mia alle prossime elezioni politiche…
Quindi per chi o per cosa andare
a votare dall’estero che senso ha, quando un servizio minimo nemmeno viene
garantito ai cittadini italiani iscritti all’Aire, porta a pensare che ciò che
disse Kennedy:
“Non chiedetevi cosa può fare il
vostro Paese per voi. Chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro Paese”.
Penso che alla fine fosse il
mondo educato per dire che il Paese non può darvi mai niente, ma può solo
prendervi anche quel poco che dovrebbe spettarvi come diritto.
Marco Bazzato
19.02.2013
Etichette:
Bulgaria,
diritti dei cittadini,
Italia,
Media,
Politica Internazionale,
Politica Italiana
venerdì 15 febbraio 2013
Cosmogonia della ragione tra fede e religione
Molti mi accusano d’essere un
nemico della religione cattolica, un mezzo ateo, un senza Dio perché sovente
nei miei articoli mi scaglio contro la parte deviata e deviante della religione
Cattolica, e questo mi è costato l’inimicizia di persone dal pensiero
diversamente aperto, figli di analfabetismo storico scientifico e culturale e
di un settarismo che nemesi della Ragione e dell’intelletto che la Divinità, se
mai esiste, perché il dubbio permane, visto che nessuno a memoria d’uomo, a parte il Cristo della
tradizione messianica vetero e neo testamentaria, ma fa discorso a se – e in altre religioni relegate da duemila anni
al ruolo di miti sbiaditi, amati solo dai topi di biblioteca e da scrittori in
cerca di ispirazioni, leggesi scopiazzature malfatte, – non è mai tornato indietro a raccontare come e
se, esiste un qualcosa dall’altra parte, che non riesce ad andare oltre al
costrutti riduttivo e ridondante degli insegnamenti dottrinali, imposti e
imparati in modo acritico, senza avere il coraggio di ampliare i propri
orizzonti limitati, per provare ad afferrare una parte più ampia in cui sta
racchiuso il tutto.
L’uomo è il qui, adesso. L’uomo
vive all’interno di un eternità finita, con un inizio e una fine. Fine e inizio
dettati dalla biologia che diventa anima, coscienza e materia e solo
all’interno di questo durante finito che egli è presente nella storia. Il resto
è illusione, idea salvifica di una promessa o di una cambiale che potrebbe
essere onorata, oppure finire in protesto, perché di là, non ci sta nulla
pronto a onorarla.
Il Dio dell’uomo, è un qualcosa
di intangibile, intoccabile, etero, che vive fuori dal tempo, eppure presente
dentro il tempo, assieme e/o presente entro l’uomo stesso tramite la coscienza,
il suo essere - anima, il pesare e agire, pro o contro se stesso.
Il mio anticlericalismo nasce dal
fatto in quanto mi sento nemico di un’Istituzione umana che nulla a che fare
con il pensiero di un Dio, perché troppo spesso all’intero della Chiesa, il
nome di Dio è stato usato, violentato, manipolato, stuprato, le sue Parole sono
state interpretate contro l’Uomo stesso, in nome di un mercimonio, di un
interesse personale, privato, che va a vantaggio dei pochi a discapito di tutti.
Lo vediamo quotidianamente aprendo i giornali, guardando la tv, vedendo come le
immagini sacre siano usate per annichilire il pensiero e la ragione non dei
semplici, ma dei sempliciotti, che ancora oggi, cadono preda di regole
religiose e schemi di pensiero che legano l’uomo alla materia stessa e non
viceversa, ossia elevandolo verso mete apparentemente irraggiungibili.
La Chiesa è come un drago composto
da più di un miliardo di teste, ma le gerarchie ecclesiastiche non sono più di
qualche milione, cifra che presumo per eccesso, che alla fine tirano le fila di
un complesso economico-finanziario che va a circuire la maggioranza dei fedeli,
che anche vedendo, perché condizionati dalla storia e dalla tradizione, mettono
la testa sotto la sabbia, sovente affermando: “tanto anche se so le cose, il
mondo gira così”.
Sicuramente hanno ragione loro,
dal loro punto di vista. Ma i salmoni per deporre le uova risalgono la corrente
dei fiumi, andando non verso la foce, dove l’acqua, man mano che ci si avvicina
al mare, diventa sempre più torbida e carica di detriti, si muovono verso la
fonte, verso dove l’acqua è più limpida, ricca di ossigeno, elemento vitale per
la vita, per poter dar vita a nuova vita. E infatti ci sta una frase di
Giovanni Paolo II che si dice abbia pronunciato poco prima di
morire:”Lasciatemi ritornare alla Casa del Padre”, per risalire, proprio come i
salmoni, verso la fonte dell’acqua pura e dell’acqua di vera vita.
Sovente quando leggo qualche
notizia clericale in rete o la vedo in tv, lo confesso, non riesco a rimanere
indifferente, mi sale il sangue alla testa e iniziano a formarsi domande a mille
perché o iniziano a venirmi in mente i testi letti e riletti nella Bibbia,
visti ogni volta con luce e coscienza diversa, man mano che la maturità e la
conoscenza, sempre un nulla innanzi al Tutto, si evolve di qualche frazione di
miliardesimo rispetto all’immensità. Ma è già all’interno di quell’Universo
piccolissimo di conoscenza che sento il sangue ribollirmi, perché la parola, anzi
la Parola, il Verbo parla, facendomi muovere l’indignazione che non riesco a
trattenere e allora, come un vulcano che erutta lava, cenere e lapilli, le
parole mi salgono da quella che spero sia la profondità più vera del mio
essere. Non posso cambiare il mondo, ma non posso nemmeno rimanere indifferente
a ciò che mi ferisce dentro come uomo, scollando le spalle, e dicendomi
sottovoce:«Tanto il mondo funziona così, fottetene!» , tornando a rinchiudermi
dentro un bozzolo, aspettando che la tempesta di pensieri passi.
Una volta un sacerdote mi disse:
«Marco tu pensi troppo!», ma l’uomo che non si pone domande e non cerca
risposte, a mio avviso è un cadavere puzzolente che deambula senza meta,
aspettando che la vita gli scorra sotto la pelle, nell’attesa che la morte lo
colga. Un uomo così non è diverso da un tavolo di marmo o di acciaio, dove si
dissezionano carcasse umane, dove i brandelli di intelligenza, materia,
cervello e frattaglie autoptiche gli scorrono sopra e vengono lavate a fine
giornata, senza intaccarlo minimante. L’uomo, se è persona, non è né un
cadavere che cammina, né un blocco di marmo senza vita che non si evolve, ma
solo deperisce nell’attesa della morte.
So benissimo e lo dissi anche a
una persona che mi cancellò dalla lista amici proprio per le mie idee
anticlericali, che andavano a cozzare, non contro la sua Fede, ma contro i suoi
valori religiosi, che esistono centinaia di migliaia di ecclesiastici e di
laici che si dedicano al prossimo tra mille difficoltà. Io stesso avevo un
cugino, non so se sia morto, visto contatti con il parentando in Italia non ne ho da tempo, a
parte qualche ciao via pc, che come missionario ha speso la vita per la sua
Fede e non per convertire, ma per dare ciò che ai suoi parrocchiani necessitavano maggiormente, perché il suo primo compito, secondo ciò che
mi diceva, non era imporre, ma proporre. E fa più rumore un albero che cade
rispetto a una foresta che cresce secondo i propri tempi e i propri modi, verso
il cielo. Però questa persona non si rende conto che quell’albero che cade con
grande fragore uccide anche la terra e l’humus circostante, rendendo arido e
secco il terreno per mesi, se non per anni o decenni e fingere che così non
sia, equivale negare o rimuovere il problema. Ma non posso esimermi dallo
sbeffeggiare e insultare quanti all’interno anche del Corpo Mistico del
cattolicesimo romano, perché costoro in primis, come al tempo delle Crociate,
hanno mentito a Dio, all’uomo, alla comunità dei fedeli e quindi perché si
dovrebbe mostrare indifferenza, porgendo in eterno l’altra guancia, rischiando
alla fine danni non solo allo spirito, ma anche fisici. sulle cervicali e sulla
faccia?
L’abito non fa il monaco, ma il
“monaco” che lorda la propria veste non merita alcun tipo di pietà umana e rispetto
da parte del probo. Certo, Dio giudicherà la sua colpa, ma esiste anche il
dovere di smascherare, anche a costo di distruggere l’integrità psicofisica del
colpevole, sempre dopo l’accertamento oltre ogni ragionevole dubbio, senza
avere paura, perché se è anche vero che Dio condanna il peccato e non il
peccatore, il peccatore, nel mondo della materia, anche se questa materia è
ispirata da Dio, ha l’obbligo di scontare le proprie pene e le proprie colpe,
in ragione decuplicata,in virtù del l ruolo che ricopriva in seno alla
comunità.
Non credo e non crederò mai nella
supremazia di un pensiero di fede rispetto a un altro – lo trovo un
ragionamento fraudolentemente orgoglioso e impossibile da dimostrare – o anche
nell’assenza di una fede ben precisa o di una cultura religiosa strutturata.
Nel corso degli anni ho conosciuto una quantità di persone, a iniziare dalla
mia famiglia biologica, ma non solo loro, che si dicevano fedeli in qualcosa,
solo perché si comunicavano regolarmente, partecipavano esteticamente alle
funzioni durante le feste comandate, ma poi…. Mentre ho conosciuto persone che
pur totalmente prive di alcun insegnamento religioso o dottrinale che erano
dotate di valori etici e morali molto più elevati dei cosiddetti “credenti”,
segno tangibile, che se esiste una Divinità assoluta, non opera nell’uomo
attraverso le istituzioni e la “caltura” religiosa , strutturata attraverso
libri più o meno dogmatici o testi
riconosciuti come ispirati da Dio, frutto della mediazione culturale dei vari
Sinodi che si sono svolti in tempi ormai remoti, ma direttamente attraverso la
coscienza dell’essere e dell’esistere, attraverso la coscienza dell’Io sono, in
quanto esisto, penso e ragiono.
La cosa più aberrante del
pensiero di derivazione giudico cristiano della dottrina cattolica romana è la cosiddetta
supremazia occidentale religiosa, che altro non è che una forma di relativismo
assolutista che danneggia l’altra parte del genere umano che crede in modo
diverso da quello comunemente conosciuto in occidente e in gran parte delle
Ameiche e dell’Oceania.
Ma allargando la percezione del
pensiero verso la Cosmogonia, che secondo i modelli più comunemente accettati
dalla comunità scientifica internazionale, porta a postulare entro la fisica e
la matematica quantistica una serie di multi universi interconnessi tra loro,
entrando direttamente anche in quello che abbiamo la percezione di vivere,
risulta logicamente impossibile che all’interno di questi multi universi
quantistici, Dio abbia deciso di manifestarsi proprio nel nostro, duemila anni
fa, ad una promessa sposa di un falegname di Nazareth, facendosi Carne, dopo
l’Annunciazione, tramite l’Immacolata Concezione, partorito da una Vergine priva del Peccato Originale,
in seguito morendo e risorgendo sotto Ponzio Pilato, segno che il costrutto
religioso è frutto del bisogno dell’uomo di trovare risposte a domande che sin
dall’inizio della Storia, lo tormentano e lo turbano, cercando un appiglio
entro una trascendenza che sicuramente può essere utile e necessaria nel Qui, Ora,
ma che non fornisce risposte certe e assolute, non solo sull’origine
dell’Universo e/o dei multi universi, della vita sul terzo Pianeta del Sistema
solare, che si trova nel margine esterno della Via Lattea, per ora l’unico
abitato da creature senzienti, non perché non esistano altri pianeti e altre
culture fuori dal Sistema solare, ma perché ad oggi, l’uomo, non è diverso da
un neonato che ha appena messo fuori la testa dal grembo materno – la Terra – e che non riesce a muovere alcun
passo, che piange, defeca e lorda il suo spazio abitabile, sperando che ci sia
un Padre Celeste pronto a perdonargli tutte le malefatte che commette verso se
stesso, verso i suoi simili e verso il Sasso speso nel Cosmo che lo ospita,
pulendogli eternamente il culo dalle feci che emette in ogni istante, credendo
che basti una manciata di borotalco per farlo sentire pulito e lindo, pronto
per la prossima deiazione .
La conoscenza è un viaggio senza
fine che termina con la morte, mentre la religione, essendo dogma imposto è viaggio
giunto al termine, privo di ogni attrattiva, perché si vive nell’illusione
d’avere una risposta a tutto.
Marco Bazzato
15.02.2013
giovedì 14 febbraio 2013
Berlusconi aveva ragione: Sanremo 2013 come la Festa dell’Unità?
Si è giunti alla seconda serata
del Festival di Sanremo e ancora non si riesce a comprendere se si svolge
nell’ex città dei fiori, visto che di questi manco l’ombra, o alla festa della piadina,
dentro uno stand della Festa dell’Unità, in quanto il convitato di pietra,
Presidente del Gran Consiglio dei Dieci Assenti, è la Bandiera Rossa del
Partito Comunista.
Iniziamo questa dissezione, che a
onor del vero andrebbe fatta o con lanciafiamme o la sega elettrica, direttamente sui diretti
interessati, con i presentatori: hanno la professionalità della provola andata
a male:
la Littizzetto che non riesce a
uscire dal suo cliché stantio e stitico, si toglie le scarpe, fa le mosssette
come una ventenne quasi ottuagenaria, perennemente infoiata, non riesce a
leggere il gobbo e si deve aiutare, come al tempo della Rivoluzione di Ottobre
del 1917,con il blocco con i testi. Quasi lo stesso per il suo compagno di
merende, Fabio Fazio, che non riesce a smettere di arrossire, come se fosse in
menopausa, balbetta, finge di incazzarsi e cammina avanti e indietro come se
avesse innanzi il plotone di esecuzione, comandato dal colonnello
Champignon della Legione Straniera del
famoso spot della Telecom, restando eternamente imprigionato al ruolo di “Che
tempo che fa”.
La scenografia: è una chiavica,
un mix tra un bordello di periferia per gli spettacoli di burlesque e un salone
delle festicciole adolescenziali dove si svolge il Bunga Bunga, patrocinato
dall’Arcigay. Le luci e i giochi di luce sono così tetri da far pensare ad una
casa delle streghe che manco conoscono uno straccio di incantesimo per
trasformarsi in principesse, visto che gli addetti alle luci sembrano una massa
di falsi ipovedenti che percepiscono la pensione senza averne diritto.
Il Clan dei Piemontesi e dei Liguri. Si dubita che esista a memoria
d’uomo, anche partendo dal mesozoico, una tale infornata di corregionali .Luciana
Littizzetto, Fabio Fazio, Maurizio Crozza, Neri Marcorè, Carla Bruni, tutti
provenenti dalle due regione sopraindicate. Per fortuna si è in Europa e nel
pieno del 2013! Manco durante le premiazioni dei concorsi di Poesia
interpaesani si assiste a una tale povertà di ospiti stracittadini.
La presunta figona: Bar Refeli. Ma
per cosa è stata chiamata? Per strimpellare, male, sui tamburi della batteria e
per fare la presunta bella statuina, visto che manco è, secondo me, tutta sta
gran bellezza, solo perché era l’ex fidanzata di Leonardo Di Caprio? Senza
contare che la povera tapina, era costretta alla traduzione simultanea, perché
i due presentatori, pagati quasi un milione di euro, nessuno parlava o voleva
parlare in inglese. Bella figura di merda, in Eurovisione, di un Italietta provincialotta e ignorante
che in passato creava ed esportava arte, cultura e sapienza in tutto il mondo.
Crozza: Maurizio Crozza va preso
a piccole dosi, alla lunga, come ogni cosa stanca e da assuefazione. Il suo
interevento di quasi quaranta minuti era scontato e ripetitivo. I personaggi
erano triti e ritriti, già fatti in Ballarò, Italialand e nei suoi spettacoli,
senza contare che le battute di “Bersani” anch’esse erano riciclate, sono ormai
stancati. L’unica nota positiva: il contestatore, che ha risvegliato gli
spettatori in sala, che sembravano amorfi come tante marionette durante i
comizi di Stalin. Ci si sarebbe aspettato più coraggio da Crozza, non solo nel
monologo, ma anche durante la contestazione dei dissidenti. Infatti, visto il
giramento di palle che aveva avuto molti si aspettavano che interrompesse
completamente l’intervento, andandosene e sbattendo la porta. Ma poi, avendo
forse prevalso il lato economico, avrà pensato alla penale e quindi ha ingoiato
il boccone amaro e ha sopportato l’odiato dissidente di centro destra. Mentre
quando la contestazione è dell’estrema sinistra, verso il centro destra, quella
per gli ex e post comunisti, è sempre cosa buona e giusta.
Boh…facciaculaggine della
politica di ogni schieramento.
L’Armata Rossa non è riuscita a
frenare completamente la deriva omosessuale in Italia, nonostante in passato
avesse sconfitto i nazisti nella
Battaglia di Stalingrado, riuscendo solo a rallentare la deriva
controrivoluzionaria degli anarchici comunisti italiani, nemici dell’ortodossia
sovietica e post sovietica, dei due uomini che volevano mostrare in video una loro “limonata” . Per fortuna l’Eurovisione e la
Santa Madre Russia è venuta in aiuto della famiglia naturale, impedendo che il
video andasse in onda, visto che l’Italia e la Rai avrebbero violato la legge
Russa, voluta dall’ex capo del KGB, quindi comunista, e ora amico di Berlusconi,
Vladimir Putin, che proibisce in ogni forma la propaganda omosessuale. E si sa,
oggi i rubli russi pesano assai anche nell’economia e nella finanza italiana,
Rai compresa.
E i media italiani, specie quelli di centrosinistra?
Silenzio osservanza, mutismo e rassegnazione, nel rispetto della tradizione che
nell’ex Unione Sovietica, che ha inviato il Coro dell’Armata Rossa dove, fino
al momento della caduta del Muro di Berlino, si favoleggiava che i membri
fossero ufficiali e spie attive del KGB.
Ma il Coro dell’Armata Rossa non
è riuscito a fermare completamente i due amici che vorrebbero sposarsi. Infatti
sono saliti sul palco senza dire una parola, ma mostrando cartelli che declamavano
i loro fatti privati, ma nell’ex Unione
Sovietica non capiscono un cazzo della
lingua italiana, come in Italia non si capisce un cazzo di russo. Ma non sono
riusciti a fermare la canzone degna di un club per scambisti dell’Arcigay, di
Enzo Rubino, “Amami uomo”, ma anche in quel caso gli ex sovietici non capiscono
un cazzo della lingua italiana e non diventerà mai famosa come l’Italiano di
Toto Cutugno, che ha ammesso pubblicamente di rimpiangere i bei tempi dell’ex
CCCP, dove regnava l’ordine e la giustizia sociale.
Carla Bruni? Chi ha detto che sa
cantare? Ne sento così tanti di quelli che chiamo “Poeti drin drin”, perché
strimpellano quattro giri di note sulla chitarra, e a orecchio riesco a
riconoscere le chiaviche. che non avendo una casa discografica alle spalle,
essendo degli aborti di natura musicale, si stampano i CD clandestinamente in
cantina. Ossequiosamente i due conduttori si sono ben guardati dal chiedere
all’ex moglie del presidente francese, come mai, secondo voci, avesse favorito
la fuga di un assassino che si nascondeva dietro la nomea vigliacca di
terrorista. Il mio sogno di quel momento? L’irruzione sul palco dei
Carabinieri, arrestandola per aver agevolato la fuga del condannato in
contumacia, Cesare Battisti, nel nome del Popolo italiano.
Il pubblico e i dati d’ascolto.
Ho la sensazione di trovarmi sia riferito al pubblico in sala sia con i dati
d’ascolto nella Corea del Nord, con il pubblico che applaude perché alle spalle
ci sta la milizia comunista con il mitra spianato, pronta a sparare ad ogni
accenno di sedizione controrivoluzionaria, così come i dati che fino ad oggi
vengono diffusi dai giornali che parlano di uno share, nelle due serate, quasi
superiore a quello dello sbarco del primo uomo sulla Luna.
Le canzoni? Dove cazzo è andata a
finire la melodia e la sonorità della musica italiana? A puttane? Non sono un nostalgico delle
canzonette stile Toto Cutugno, Ricchi e Poveri e Claudio Villa, ,ma questo
festival progressista ha solo fatto ascoltare canzoni di borgata, di
periferia,con testi e musiche così sciatti, da far rimpiangere “I bambini fanno
ohh…”, “Luca era gay” di Povia e “Minchia signor tenetente” dell’ex Vito
Catozzo, Giorgio Faletti. Se i quattro broccoli delle nuove proposte, forse
pescati dentro qualche centro sociale, appestato dai fumi illegali della
cannabis, rappresentano l’Italia, la
musica leggera è veramente fottuta, perché non si può far altro che dire che
sono stati rapiti, per usi musicali impropri, delle braccia sane, destinate
all’agricoltura.
Le ultime righe prima di
concludere: Voglio annunciare a tutti i lettori, che mi sono messo le palle a
“bagno Maria”, avendomele grattugiate durante le due serate del Festival, ora
sono spellate e arrossate come il culo di una scimmia che soffre di emorroidi!
In ogni caso è sempre meglio una
vera Festa dell’Unità che non questa sagra paesana che sembra la Festa di
quartiere della verza bollita.. che puzza di carogna morta!.
Marco Bazzato
14.02.2013
mercoledì 13 febbraio 2013
Benedetto XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di Vicario di Cristo?
A molti la cosa potrà sembrare
blasfema, però sta nascendo una corrente di pensiero che vede nel gesto di
Benedetto XVI un’apertura “eutanasia papale e di Fede” non diversa dall’eutanasia
commessa da Giovanni Paolo II, quando rifiutò, come suo diritto dissero al
tempo, le cure eroiche per tenerlo in
vita, sancendo la sua volontà, con la sua ormai famosa frase: “Lasciatemi
tornare alla Casa del Padre”.
Ora secondo la tradizione delle religione
cattolica romana, il papa è considerato il successore di Pietro e Vicario di
Cristo in Terra, che ne incarna, con tutte le debolezze umane, lo Spirito
vivente del Cristo, che ha accettato le fatiche e i supplizi della Passione di
Gesù, Luca 22, 42:
“Padre, se vuoi allontana da me questo calice” tuttavia non sia fatta
la mia, ma la tua volontà” (1)
Ma nel codice di Diritto Canonico
nasce lo scontro tra la Parola di Dio e l’articolo 332 che recita:
“ Nel caso che il Romano Pontefice
rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta
liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che
qualcuno la accetta” tradendo la
volontà di Dio, che tramite lo Spirito Santo che aveva illuminato i Cardinali
durante il Conclave.
In questo stralcio, essenziale a
del discorso innanzi al Concistoro per le Canonizzazioni (2)
dice espressamente:
“…Sono ben consapevole che questo ministero, per sua essenza
spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non
meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo oggi, soggetto a mutamenti e
agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare
la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore
sia del corpo che dell’animo, vigore che negli ultimi mesi, in me è diminuito in
modo tale da riconoscere la mia capacità di amministrare bene il ministero a me
affidato…”
Dove estrapolando ancora al
meglio, “…per governare la barca di San
Pietro….anche il vigore… dell’animo…”
Quando udì le parole “..vigore…,
dell’animo, la prima cosa che mi venne subito in mente fu Mt 26, 75 “Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre
volte” E uscito all’aperto, pianse amaramente.”
Ma l’Apostolo Pietro, a
differenza di Ratzinger, fu perdonato da Gesù, diventando, secondo la Fede e la
tradizione cattolica romana, il primo Pontefice, morendo martire alla veneranda età, per l’epoca , di
forse 67 anni,, viste le condizioni di vita e le privazioni che aveva subito, a
differenza di Ratzinger che ha sempre passato, dal momento della sua
ordinazione sacerdotale all’interno dell’Istituzione Ecclesiastica, salendo i
gradini della gerarchia, con anche il conseguente aumento degli agi e dei benefit e dove certo è vero che la
frenesia e la pressione del mondo moderno può essere grande, ma non la si può
paragonare con la vita che secondo la tradizione cattolica ha vissuto San
Pietro, perché sarebbe un insulto nei confronti di colui che lo si vorrebbe il
primo successore di Cristo e di cui Jhoseph Ratzinger era stato chiamato,
accettandone il ruolo, a seguire il solco della tradizione, nel segno della
Fede.
Fa riflettere il fatto che
nessuno dei grandi vaticanisti che parlano in tv e scrivono nei giornali metta
in evidenza il fatto vero commesso da
Benedetto XVI, ossia la Grande Eresia, rigettando la Teologia della
Sofferenza di Giovanni Paolo II, cancellando nel tempo della lettura i più di
due decenni di pontificato del Beato Karol Wojtyla, innalzato agli onori degli
altari da Benedetto XVI.
Guardando il significato della
parola “animo”, usato mentre invocava
indirettamente l’articolo 332, tra i suoi significati troviamo: Principio attivo della personalità, delle
facoltà intellettive, della volontà, degli affetti. Ergo, ha palesato
implicitamente d’aver una personalità poco stabile, con le facoltà intellettive
annebbiate e soprattutto con il principio degli affetti, in questo caso
nell’affetto e nell’amore verso Dio e il Ministero che Dio stesso l’aveva
chiamato a svolgere, sin ormai dalla “presunta” vocazione sacerdotale che lo
portò a prendere i voti nel 1951,in quanto al momento della sua elezione al
termine del Conclave, gli è stata posta
ladomanda:
“Acceptasne
election de tecanonice factam in Summun Pontificem?” – “Accetti la tua elezione
canonica a Sommo Pontefice?”
E da molte voci che continuano a
rincorrersi sembra che Ratzinger sin dalla sua nomina non fosse molto disposto
ad accettare il ruolo di successore di Giovanni Paolo II. Quindi se al momento
dell’accettazione già in cuore era dubbioso, questo porta a Matteo 5, 36 – 37::
“Non giurare per la tua testa, perché non hai il potere di rendere
bianco il nero un solo capello, Sia invece il vostro parlare sì, sì, no, no il
più viene dal maligno”.
Ratzinger sapeva bene, in quanto teologo
di riconosciuta, e ormai in molti iniziano a pensare sopravvalutata, fama
internazionale, che avrebbe messo in cortocircuito la stessa Santa Sede, visto
che non esiste, nonostante i presunti precedenti storici, un appiglio teologico,
quindi di Fede, basato proprio sulle Sacre Scritture, perché nemmeno il brano del vangelo di Matteo
16. 16 – 19, che recita,
“Rispose Simon Pietro: «tu sei il Cristo, il
Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né
la tua carne né il tuo sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei
cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la mia chiesa
e la porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del
Regno dei Cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e
tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»”
gli viene in aiuto a riguardo il
suo atto di rinuncia d’essere anche tra l’altro, “Il servo dei servi di Dio” – se non cadendo nel relativismo.
Spirituale, aborrito dalla Chiesa – perché rinnegando, come Pietro prima del
canto del gallo, la servitù ai servi di Dio si rinnega Dio stesso.
Nel mio romanzo “Progetto Emmaus,
Nuovo Ordine Teocratico Mondiale” quasi al termine del libro scrissi:
«Guardagli le maniche» disse
Perla abbassando per un attimo il volume della Tv.
«Ho visto» rispose Emmanuele.
«Porta una maglietta nera»
continuò la donna, «Significa qualcosa?» domandò.
«Ai molti no. Ma in verità, in
verità ti dico, che mio” fratello” è
entrato dalla porta principale» rispose cercando di trattenere l’orrore.
Paolo VI nella sua famosa omelia
del 29 giugno 1972disse: “di avere la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di
Satana nel tempio di Dio»”.
Era solo una sensazione legata a
quel particolare tempo storico, oppure, oggi, alla luce dei recenti fatti del l’1
febbraio 2013,questa frase della lunga omelia di Paolo VI può essere letta
anche come una Profezia?
Marco Bazzato
13.02.2013
martedì 12 febbraio 2013
Retroscena sulle dimissioni di Ratzinger
Dopo lo scherzo di carnevale
delle dimissioni latine di Benedetto XVI, ragionando a mente fredda, si può
notare come il teatrino Vaticano sia stato recitato da pessimi interpreti del
metodo Stanislavskky (1).
Nessuno dei presenti dava
l’impressione palese d’essere smarrito o sorpreso dalle parole dell’annuncio in
latino. Le cose erano due: o non capivano, per dirla alla Cetto Laqualunque,
“Una beata minchia”, oppure sapevano tutto. E infatti sembravano così annoiati,
tanto da essere sul punto di iniziare a fare le pulizie nasali di primavera con
le dita con largo anticipo. Ad avvalorare questa seconda ipotesi ci sta la
risposta del Cardinale Angelo Scola, dove basta osservare il filmato: non
andava a braccio, ma leggeva un testo, in italiano, preparato in anticipo,
visto che anche la scelta dell’annuncio in latino, lingua ufficiale dello Stato
Città del Vaticano, assieme all’italiano, è stata fatta per aumentare l’aurea e
l’alone di misticismo nei confronti della presunta libera scelta di Benedetto
XVI di diventare, come si dice per una regina che abdica, la Regina Madre.
Mettiamo il caso che abbia deciso
liberamente e in piena coscienza d’abbandonare l’incarico, quali potrebbero
essere le motivazioni? Sicuramente è vetusto, ma non sembra avere un piede
nella fossa o che sia pronto per l’ospizio e la sedia a rotelle, anche se è
vero che negli ultimi mesi si muoveva sempre con maggior difficoltà e la voce
spesso era incrinata.
Quindi, i motivi possono essere
ben altri: il primo fra tutti, a detta di molti, lo scandalo Vatitanleaks (2),
dove il perdono al maggiordomo fedifrago è stato dato a velocità curvatura,
segno probabile che quando Benedetto XVI si è reso conto con che razza di
ginepraio e vermaio ecclesiastico aveva quotidianamente a che fare e anche a
lui sono iniziati a girare teologicamente parlando, i tedeschi maroni.
Probabilmente era anche stanco di
dover spalare fuori dal cupolone vaticano, quegli zozzoni depravati pervertiti
e invertiti di preti pedofili, che anche per via delle cause impiantate in
mezzo mondo stanno disossando le casse delle varie diocesi, fino a minare quelle
vaticane, già figlie di un tremendo rosso purpureo, non certo figlio dell’augusto
lustro cardinalizio, visto che i fedeli, a ragione, scappano verso altre sette
più sicure e/o meno mendaci, o per quanto poco con ministri meno sessualmente
pervertiti di quelli coperti per decenni da tutti i gerarchi ecclesiastici
sparsi per il mondo.
Ma forse il problema non erano
manco i preti pedofili…lì basta riempire di pecunia le vittime e queste, felici
come la Passione del Venerdì santo, godono di gioia, grondanti di denaro.
No, il vero problema potrebbe essere il
ciclone economico che si sta scatenando attorno al Monte dei Paschi di Siena e
all’affare Antonveneta, che vedrebbe coinvolto ora come allora lo IOR, la banca
Vaticana.
Già, perché per chi non lo
ricordasse la Banca Antonventa h dentro il “il peccato originale” del Banco
Ambrosiano (3), che
vide coinvolto al tempo Roberto Calvi (4), Michele Sindona (5) e Paul Marcinskus (6), l’unico morto nel
suo letto, a differenza di Calvi, Sindona e della presunta morte violenta di
Giovanni Paolo I. “Non si può governare la Chiesa con le Ave Maria” – Paul Marcinskus
E visto che la storia sembra che
stia per ripetersi: Benedetto XVI ha deciso e chi può dargli torto, di lavarsene
pilatisticamente le mani, stanco d’essere usato come paravanto dei liquami
tossici che ammorbano la barca di Pietro e lo scandalo MPS, che vede coinvolta
la Fondazione MPS, proprietaria del 30% dell’MPS, e sembrerebbe anche lo IOr (7),
senza dimenticare che dal 1 gennaio erano stati bloccati i bancomat facenti
capo alla Banca dello Stato città del Vaticano, essendo la “Santa Sede” inserita
nella black list degli Stati canaglia in tema di antiriciclaggio (8).
La Chiesa e lo Stato città del
Vaticano stanno passando un gran brutto momento in Europa e negli Stati Uniti,
visto che le vocazioni sono in calo drastico e l’emorragia di fedeli e di
riflesso chiese vuote e crollo delle offerte, sta portando forse il Vaticano
all’idea di destabilizzare o la Cina, con un Papa asiatico o l’Africa,
eleggendo un Papa nero, come cantavano i Pittura Freska al Festival di Sanremo
nel lontano 1997 (9),
segno del secolarismo relativista imperante in seno al Vaticano, visto che fino
all’avvento di Daniele Comboni, per i cattolici, gli africani erano
considerati, in virtù del colore della pelle, esseri privi di anima, generando
così il rischio che l’Italia veda aumentare indiscriminatamente l’immigrazione
cinese o africana.
In molti si chiedono perché
proprio ieri, una risposta forse è stata data ieri proprio dallo scrivente (10),
anche se non è impossibile non pensare che l’abbia fatto per non essere
costretto a sorbirsi i riti stancanti e snervanti della Settimana Santa,
partendo dalla Lavanda dei piedi, la Via Crucis e la Veglia Pasquale, una tre
giorni di Passione che non sono uno scherzo manco per un maratoneta
professionista, magari dopato per non sentire la fatica, figurarsi per un
vecchietto, che per quanto ancora quasi arzillo e pimpante, alla veneranda età
di ottantacinque anni, preferisce anche in quei giorni andarsene a letto presto
e svegliarsi la domenica mattina con il sole già sorto e il Cristo, secondo
tradizione, Risorto.
Benedetto XVI fa un passo
indietro, ma Ratzinger ne fa dieci avanti, lasciando che da qui a poche
settimane i cardinali si rinchiudano nello “scannatoio” nella Cappella Sistina
per il Conclave, bruciando al termine di ogni votazione i pizzini (11), perché non deve rimanere traccia
storica dei dissidi e dissensi circa le votazioni del Conclave, anche se alla fine
i giochi e le alleanze vengono sempre fatti fuori dall’ufficialità del voto,
nei momenti di convitto o nelle pause….
Ratzinger ha scelto, fino a
quando non saranno sistemati i lavori nell’ex convento di clausura “Mater
Ecclesiae “ di soggiornare Castel Gandolfo, godendosi lo spettacolo del
Conclave da uomo libero, che terminerà d’essere papa il 28 febbraio 2013 alle
ore 20.00, con la rottura dell’Anello del Pastore e la sua “deportazione” nei
nuovi alloggi, in tempo giusto per la fine del TG1 (12), sperando che entro quella data siano
state rese pubbliche le reali condizioni di salute, visto che quest’oggi in
Sala Stampa, padre Lombardi, ha smentito che Ratzinger sia ammalato gravemente,
a parte gli acciacchi dell’età. Ma come è stato fatto notare ieri da alcuni
vaticanisti, il Vaticano abitualmente smentisce solo le notizie vere, mai
quelle false e infondate.
Comunque sperando anche che
sempre entro il 28.02.2013 alle ore 20.00 sia chiarita la posizione di
Ratzinger, in quanto alcuni giornalisti asseriscono che tornerà ad essere un
semplice Cardinale, altri Vescovo di Roma emerito, mentre altri affermano che
sarà un Papa senza più poteri, insomma…un vero “burdello”, che fa pensare alla
canzone di Domenico Modugno “Il
vecchietto dove lo metto” (13), nella speranza che
si avveri o non si avveri la gaffe o il vero retro pensiero che esternò Mario Monti al Papa, quando visitò Castel Gandolfo, dove quando
questi gli ha elencato il le bellezze
del luogo etichettandolo come un paradiso e Mario Monti rispose, ma Lei
merita il Paradiso…” (14).
Marco Bazzato
12.02.2013
(7)
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/tre-piccoli-orcel-lini-tra-lo-ior-e-lo-scandalo-antonvenetamps-un-testimone-racconta-50372.htm
Etichette:
Media,
Opinioni,
Politica e Informazione,
Politica e Società,
politica religiosa,
Religione,
satira,
Televisione,
Vaticano
lunedì 11 febbraio 2013
Ratzinger si dimette dal 28.02.2013
Benedetto XVI da la dimissioni e
dal primo marzo 2013 il titolo sarà vacante, il soglio pontificio sarà sguarnito,
andandosene bellamente in pensione, magari a svernare al caldo, perché come
diceva Alessia Marcuzzi durante il Grande Fratello, si è autoeliminato, visto
che forse non vuole arrivare all’appuntamento davanti ai cancelli del Paradiso,
con San Pietro, in abbigliamento e carica pontificia, ma come “un umile
lavoratore alla vigna del Signore”.
In questo momento la rete, i
social network, i siti, twitter e compagnia briscola sono letteralmente
impazziti, è come se fosse stato dato un calcio sulla mono palla del pianeta
Terra, che ha avuto come un sussulto tellurico, che ha colpito anche i pesci
della Fossa delle Marianne.
Viene da pensare perché proprio
adesso? In molti iniziano riflettere sul
fatto che questa sia una mossa politica fatta anche per destabilizzare le
prossime elezioni politiche italiane e il Festival di San Remo che aprirà i
battenti tra due giorni.
Ora in Vaticano sono partite le
primarie e gli “scannamenti” tra i candidati papabili, per le prossime
votazioni che si terranno quanto prima, con lo Spirito Santo, lasciato fuori
dalle mura perché parafrasando “Fantozzi alla Riscossa”, “bisogna sempre essere sempre disonesti, sleali. Non praticare amicizie
disinteressate, usare il ricatto, il leccaculismo, praticando spesso la
delazione, perché solo così si può assurgere alle più alte vette (1), mercimoni
che lo Spirito Santo e Dio stesso, dall’inizio della Storia hanno sempre
aborrito.
Benedetto XVI si è dimesso e i
molti a felicitarsi per la coraggiosa scelta del tedesco, probabilmente è stata
la stessa Angela Merkel, che sicuramente, anche se non ha remato a sfavore
delle dimissioni ha sentito nella viscere magno gaudio per quanto il momento
fosse favorevole proprio alla Germania e all’Unione Europea. questa fuga del
trono che scotta.
La cosa peggiore per l’Italia è
che in questo modo si è mandato letteralmente a puttane le ultime due settimane
di campagna elettorale, tanto è che sarà possibile vedere il Paese
mediaticamente talebanizzato da servizi giornalistici, intrattenitori,
opinionisti, vaticanisti, pronti a lodare il Benedetto XVI che abbandona per
raggiunti limiti suoi d’età, “consapevole della gravità del mio gesto”. innalzandolo
immeritatamente alle gloria degli altari , per il coraggio dimostrato nello
scarnificare l’Istituzione vaticana, a norma dell’ articolo 332 del Codice di
Diritto Canonico che recita: Nel caso
che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che
la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si
richiede invece che qualcuno la accetti. Ossia, per dirla alla Aldarico in “Attila il Flagello di Dio”, “… Avanti miei
scroti….Io sono lo Re!” (2)
La data scelta da Benedetto XVI per
le sue dimissioni è anche altamente simbolica: l’11 febbraio del 1929 infatti
l’Italia monarchica e fascista – Regno del Male assoluto, giustamente secondo i
comunisti, nemici del revisionismo storico del periodo fascista – e lo Stato Vaticano firmavano i Patti
Lateranensi (3),
dimostrando ancora una volta come il Vaticano può influenzare la politica,
provando a circuire, in piena campagna elettorale, l’opinione degli elettori.
È chiaro che Benedetto XVI non ha
e non ha mai avuto le qualità eroiche di sacrificio di Giovanni Paolo II (4). Infatti, il
papa dimissionario e futuro ex pontefice perde il confronto alla grande con il
suo predecessore, visto che ha girato il globo terrestre come una trottola fino
all’ultimo respiro del suo pontificato, cosa che Benedetto XVI, forse non vuole
mettere davanti alle telecamere di mezzo mondo il suo lento, umano e
inesorabile declino fisico.
Discorso diverso invece per
Joseph Ratzinger (5),
detto “Bepi” dalla cerchia ristretta di amici intimi.
All’ex membro delle gioventù
hitleriana, Hitler –Jungend (6), che disertò
nell’aprile del 1944, scampando dal plotone di esecuzione, grazie ad un
sergente che lo fece fuggire, quando aveva capito che ormai la guerra era
perduta e l’Italia aveva firmato l’armistizio con un gli alleati – la diserzione o il trasformarsi da aguzzini a
difensori della libertà, e l’Italia antifascista al termine della seconda
guerra mondiale ne era piena – al quale, come uomo, ormai vetusto
ottantacinquenne va dato l’onore delle armi, l’onore del riposo del guerriero,
del fine teologo gettato sul soglio pontificio dopo una “sveltina” durante il Conclave
(7) fatto solo quattro
votazioni. “Sveltina” analoga a quella di Albino Luciani – d Giovanni Paolo I (8) che poi “diede
le dimissioni mortali” dopo solo 33 giorni di pontificato – 33 gli anni di
Cristo e 33° – Sovrano e Grande
Ispettore Generale –del Rito Scozzese Accettato (9). In ogni caso la palma della “svetliana” all’elezione Eugenio Pacelli, Papa Pio XII (10).
Alla fine però bisogna dare atto
al “Bepi” Ratzinger che si è comportato in questo frangente da uomo e non da
papa, abbandonando il cadregone e la sedia gestatoria, mollando,
sfortunatamente solo metaforicamente parlando, dei sonori calci sulle palle
alla classe politica internazionale – soprattutto quella italiana, incollata
alla poltrona fino a quando la morte non li coglie, pronti a ricandidarsi fino
a quando i peli del buco del c…o non diventano grigi e sono costretti a
muoversi con il deambulatore o se fossimo nel XXIV secolo, come il dottor Leonard
Horatio Mc Coy (11),
in un romanzo della TOS,, visto che aveva 147 e impiantato un esoscheletro. – o che oggi,
come quell’aprile del 1944 non stia disertando, perché molto spesso l’uomo
tende a commettere i medesimi errori o le medesime scelte giuste…il tutto
dipende dai punti di vista….
In ogni caso alla fine non va
dimenticato che il potere all’interno de Lo Stato Città del Vaticano (12) è come i transgender
(13): Stato temporale
e/o potere spirituale all’abbisogna,
alla faccia del relativismo secolare!
Marco Bazzato
11.02.2013
Etichette:
Opinioni,
Politica Internazionale,
Politica Italiana,
satira,
Storia,
Vaticano
Iscriviti a:
Post (Atom)





