mercoledì 20 marzo 2013
Il Parlamento cipriota boccia il prelievo forzoso!
La codardia dei parlamentari
ciprioti è un attacco senza precedenti ai voleri del FMI, della BCE per far
felici le banche creditrici europee che hanno sbagliato gli investimenti finanziari.
In fin dei conti ai ciprioti si
chiedeva una miseria: il 6,75% per i depositi fino ai 100 mila Euro e del 9,9%
per quelli eccedenti, magari applicando una franchigia di 20 mila euro. Ma
nisba. I parlamentari, vili, hanno detto di no, sbattendo la porta in faccia ai
creditori, che per 10 miserabilissimi miliardi di euro, ne chiedevano
sull’unghia, 5,8. Guarda caso è proprio la somma che sono esposte verso Nicosia
le banche tedesche. Ergo: i tedeschi volevano i soldi sull’unghia e per questo
il dinego gli ha fatti incazzare quasi come vipere.(1).
Ma l’atto di codarda generosità
dei politici ciprioti non è stato commesso per far piacere al popolo cipriota.
Quelli, come ogni Paese, possono tranquillamente scannarsi tra di loro,
cannibalizzarsi, squartarsi, come sembra stia accadendo in Grecia. No, la
vigliaccheria dei parlamentari ha un nome: gli imprenditori russi che
utilizzano la piccola isola come Paradiso fiscale e quindi il prelievo forzoso
avrebbe “impoverito” del 9,9% i milionari in euro, non certo il popolino.
Perché alla fine non erano i “piccoli espropri” visto che se si incazzano le
masse, quelle sono pecore belanti e piagnone, ma sono i milionari quelli, che
in ogni Paese, tengono tra le mani le palle dei politici…
L’Italia, visti i precedenti con
Giuliano Amato del 9 Luglio 1992, quando questi si accontentò di un prelievo
forzoso pari al 6 per mille, una miseria, se paragonata a quanto chiesto e/o
imposto dall’Unione Europea, leggesi Germania, a Cipro.
Comunque se adesso godiamo per il
coraggio di Nicosia a dire di no alla rapina a mano armata europea nei conti
correnti ciprioti, gli italiani devono mettersi il cuore in pace. In caso di
governo Bersani, questi da buon lacchè, assieme a Vendola e Monti, non avranno
alcun timore nel depredare – legalmente (?) – le tasche degli italiani, visto
che gli italiani tutt’ora, fonti BCE, riescono, nonostante tutto, a
risparmiare, avendo il gruzzoletto,magari improduttivo o infruttifero, in
banca. Ma che vista la cristi ogni giorno che passa si assottiglia sempre più e quindi sarebbe giusto affrettarsi. Perché
i politici italiani e banchieri europei non riescono a comprendere perché una
tale massa di denaro debba rimanere inerte e non rimessa in circolazione, togliendola
ai legittimi proprietari, per ridistribuirla alle banche straniere che ne hanno
bisogno, perché esposte con Titoli di Stato di Paesi privi di solvibilità.
Negare questo sarebbe come negare il cibo ai poveri, sputandoci addosso.
Sarebbe come togliere ossigeno a una vittima – la banca – che sta per essere
stozzata dall’acquisto esagerato di Titolo di Stato considerati ora carta
straccia, prendendo a calci le istituzioni finanziarie che tendono le grinfie
affamante verso i conti correnti in attivo italiani e non, per sanare le profonde
ferite dei bilanci e dell’imperizia
gestionale delle risorse finanziarie.
Cipro, se i parlamentari fossero
stati più coraggiosi, sarebbe stato un ottimo terreno di cultura per la
sperimentazione, prima in piccola scala, ossia su un totale di un milione di
abitanti dell’isola, di quello che poteva diventare uno standard FMI-UE-BCE,
accettato e/o imposto a tutti i Paesi con un’esposizione di debito troppo
elevata nei confronti delle banche estere.
Purtroppo, per ora, la cosa non è andata a
buon fine. Ma non è detto che, con le adeguate pressioni, i parlamentari non si
pieghino, come del resto ha fatto la Grecia, agli ordini tedeschi delle banche
creditrici.
Ed è luce dei fatti ciprioti, he l’ articolo “I risparmi italiani sono al sicuro nelle
banche?” (2)
datato 09.11.2011, sembrerebbe quasi profetico, visto quanto si voleva che
accadesse a Cipro e che quasi sicuramente potrebbe avvenire, con l’avvento di
un governo, non importa se di centro sinistra o di centro destra, in Italia,
nel volgere di pochi mesi, specie quando tutti gli indicatori economici volgono
non verso la ripresa, ma nemmeno verso la crisi, ma verso una vera e propria
depressione endogena , endemica e pandemica.
Ma i conti del debito pubblico
italiano che ha sfondato quota 2 mila miliardi (2.000.000.000.000, di Euro, vale
a dire , 387.254.000.000.000.000 delle vecchie lire), il Paese potrebbe sanare
una parte di debito con un prelievo forzoso su tutti i C/C bancari, Postali,
Bot e Azioni, detenuti dai privati cittadini e dalle ditte individuali,
calcolandoli nel caso di ditte come costi indetraibili, pari al 15%, perché
automaticamente il debito italiano scendesse sotto il 100%,(3).
Dove però l’impoverimento del
Paese e degli italiani sarebbe doppio in quanto, oltre al calo immediato, per
via dell’esproprio dai conti correnti del 15%, non va dimenticato che
salterebbe fuori immediatamente un secondo 15% in più di sofferenze bancarie,
che andrebbero a bloccare ancora di più la possibilità di erogare prestiti alla
piccola e media impresa, mettendola dentro una spirale depressiva la cui via
d’uscita forse potrebbe essere visibile tra non meno un decennio.
Ma questo sarebbe un modo
“indolore”, ossia senza utilizzare l’esercito e la violenza, per rendere il
Paese schiavo e i cittadini servi. E giunti alla situazione economica da canna
del gas, forse la cosa migliore, come dice il Movimento Cinque Stelle, sarebbe
quella di uscire dall’Euro, lasciando che affondino, pur che l’Italia si salvi,
le altre banche straniere, tedesche per prime, che anche in questo caso, sono
tra le più esposte con i Titoli di Stato
italiani…
Perché se l’interesse prioritario
dei tedeschi è quello di salvare il loro sistema bancario ed economico e il
benessere dei cittadini, per quale motivo l’Italia e gli italiani non
dovrebbero avere lo stesso diritto al pari dei tedeschi?
Giunti a questo punto l’effetto
domino sul sistema bancario e finanziario internazionale sarebbe la cosa più
auspicabile per i Paesi “ricchi…”., perché porterebbe a un livellamento verso
il basso dei tenori di vita europei ma non solo, equiparandoli quasi ai Paesi in
via di sviluppo.
A oggi i mercati finanziari
internazionali e le economie reali, quelle che riescono a fare un PIL non
negativo, si reggono in piedi per il rotto della cuffia. Mentre le economie
come l’Italia che hanno una crescita del PIL negativa, ossia in recessione
secondo gli ottimisti, depressione secondo di realisti, avrebbero il sacrosanto
interesse a trascinare nel baratro le
presunte economie forti.
Un Paese che si è impoverito i cittadini sanno
già a fare i conti con la povertà e con il crollo sia dei consumi sia delle
necessità ludiche. Ma una nazione che
rischia di perdere tutto, perché potrebbe passare dal benessere alla povertà, è
più incline al terrore sociale e ai colpi di matto e quindi è più
controllabile. Quindi, se l’Italia e la politica italiana fosse intelligente,
potrebbe usare come cavallo di Troia o Ariete lo stesso sistema utilizzato dall’Unione
Europea, BC e FMI contro la Grecia e la Spagna, girando il coltello dalla parte
del manico, uscendo dall’euro e non onorando, come ha fatto Argentina e
Islanda, il debito estero e lasciando mezzo mondo con le pive nel sacco, avendo
tra le mani inutili fogli di carta straccia di titoli di Stato.
Marco Bazzato
20.03.2013
(1)
http://www.repubblica.it/economia/2013/03/19/news/l_europa_scarica_la_patata_bollente_a_nicosia_voto_in_parlamento_maggioranza_a_rischio-54871941/?ref=HRER2-1
martedì 19 marzo 2013
Papa Francesco e la Chiesa al servizio dei poveri?
Ormai sembra diventato un mantra
straccia palle. “La Chiesa torni a essere al servizio dei poveri…” e quando mai
lo è stata? Papa Ciccio (Francesco), sembra l’Obama della prima elezione, del
novembre del 2008. Dove il suo tanto becero populismo lo portò a beccarsi anche
il premio Nobel per la Pace, sulla… fiducia, Nobel per la Pace che nessuno mai
menziona più perché anche le capre sanno che è stata una bischerata politica. E
Ciccio, Francesco, gli sta andando dietro a ruota, con i media che lo esaltano
fino all’inverosimile, facendo assurgere la normalità che dovrebbe avere un
qualsiasi essere umano, a simbolo – assurdamente inventato – di bontà e carità
assoluta.
L’attenzione ai poveri? L’abbiamo vista quest’oggi la plebaglia, messa
ai margini, distanti dal centro del potere. Infatti, alla faccia degli ultimi a
cui prestare – a parole – attenzione, durante l’incoronazione, dopo il clero ci
stavano le teste coronate, i altri leader dei paesi democratici, segno che lo
Stato città del Vaticano, a livello sostanziale detesta e le democrazie, in quanto gli eletti sono eletti, in modo
diretto o indiretto, dalla plebaglia bastarda, e nono per Grazia Divina, poi i
rappresentati delle altre confessioni religiose e per ultimi, come appestati,
in piedi come tante vacche miggenti, il “popopulame”, i servi della gleba, i
veri servi da sempre della Chiesa, mossi dal sacro terrore dell’inferno del
peccato medioevale, che riempiono le bisacce degli ecclesiastici di denaro,
pane e salame e quant’altro, a Gloria di Dio…che a differenza dei preti, non
mangia non si ingrassa sulle spalle e sul sacrificio altrui..
Certo, si è parlato e si parlerà
ancora molto dell’uscita di Papa Ciccio (Francesco) dopo la celebrazione liturgica
di domenica, che come un pastore metodista si è messo a stingere mani, baciare
uomini, donne, vecchi e bambini, uscendo dai confini pontifici, entrando in
Italia, senza che nessun poliziotto fermasse l’extracomunitario, chiedendone i
documenti e la motivazione della sua venuta nel Bel Paese. Una nazione civile,
come USA o Australia, nel dubbio avrebbe ammanettato dietro la schiena il
presunto clandestino, portato in caserma per accertarne ufficialmente
l’identità e poi rilasciato se in regola
o con un decreto di espulsione se irregolare, o se aveva in tasca il Passaporto
diplomatico, per quanto poco, come Capo di Stato straniero, aveva l’obbligo
almeno morale di avvisare con largo anticipo del suo ingresso nel nostro Paese
e non “invaderlo” simbolicamente, anche se per pochi minuti, in totale
dispregio della Bossi-Fini, perché la legge non ammette l’ignoranza sia da
parte dei poliziotti, così come dei papi extracomunitari.
Scene di simile populismo poco
austero e per nulla papale si sono viste anche quest’oggi, quando ha ordinato
all’autista di fermare la Mercedes per andare a salutare un povero Cristo in
barella. Gesto nobile, per carità, ma ormai manca poco che quasi dia una
legnata in testa al conducente, mettendosi a scorazzare con la Papamobile cabriolet
– non è chiaro se si tratti di un modello nuovo o se è stata modificata quella
di Ratzinger.Se fosse un modello ex novo, dimostrerebbe come ha risparmiato
sull’anello e altri paramenti, ma il grosso del grano, se l’auto scoperta non è
stata regalata al Vaticano, questa sia
un eminentissimo spreco, alla facciaccia dei poveri – iniziando a fare numeri su due ruote alla
Remi Julienne, famoso stutman cinematografico del cinema italiano degli anni
’70 e ’80.
Un Papa che afferma di rivolgersi
ai poveri, i primi che darebbero anche il loro sangue se la Chiesa lo
chiedesse, ma bisogna capire a che poveri si rivolge: ossia a quelli di
spirito, i poveri di salute, di speranza, oppure ai poveri di cuore, ma ricchi
nel portafoglio? È troppo fumoso e populista parlare di poveri, usandoli per la
propria propaganda e per farsi bello agli occhi del mondo...
Inizia, piaccia o no, un papato
che sotto certi punti di vista appare, si ribadisce appare, di rottura con il
passato. Ma non va dimenticato che Bergoglio era il diretto antagonista nel
precedente Conclave do Ratzinger e questo lo pone in una situazione non di
outsider, perché facent parte del sistema da anni, dove il popolino, manipolato
anche dai media, si lascia incantare e incaprettare dalle apparenze, dalla gestualità,
ma poi, come per Obama, è alla lunga che si vedono con quali poteri starà per
rimanere sulla cresta dell’onda, senza creare eccessivi fastidi ai veri poteri
che comandano in Curia. Sì, perché va detto che Ratzinger faceva comodo perché
era un teologo interessato a scrivere libri, Giovanni Paolo II a viaggiare,bighellonando
e facendo show in giro per il mondo, ed
hanno lasciato la Barca di Pietro che venisse retta da altri. Dove piaccia o
no, è dal 1978 che non siede un Papa italiano sul soglio Pietrino, perché che
gli stranieri sono più manipolabili a livello linguistico in Curia, in quanto
devono leggersi documenti non scritti nella loro lingua materna e si vedevano costretti,
come accadrà anche a Bergoglio. a farseli in parte “premasticare” da altri.
Le bizzarrie di Papa Francesco
saranno accettate in Curia fino a quando si limiterà ai gesti d’apparenza per
accalappiare i miti, gli umili: il maggior bacino del mercato delle questue
della Chiesa fin dagli esordi. Perché fino a quando coltiverà il suo orticello
di fedeli, senza mettere le mani dentro i gangli del potere, “Nel porto delle
nebbie”, come diceva Giovanni Falcone, sarà libero di muoversi come vuole, ma
poi, nel caso dovesse andare a pestare troppi calli, alluci e testicoli ai veri
poteri forti, beh, la musica potrebbe cambiare in modo molto amaro e
improvviso.
La Chiesa, specialmente la Curia
romana è sempre campata da papa grazie alla tradizione e anche la rottura dei
presunti schemi fa parte della tradizione, a patto che non siano da ostacolo
alla gestione del potere, non solo per quello delle anime, ma anche per quello
economico, paradossalmente legati come il Serpente del Paradiso terrestre che
circuì Eva. Il ruolo nei prossimi anni di Papa Francesco sarà di rinverdire i
fasti mediatici e le adunate oceaniche di fanatici che furono per quasi
trent’anni appannaggio di Giovanni Paolo II e che Benedetto XVI, freddo e
teutonico, si è trovato a proseguire sul solco tracciato dal predecessore, a
malavoglia.
Intanto l’inizio del Pontificato
sembra che abbia già inanellato un clamoroso fiasco di pubblico, di share e di
gradimento. I media la settimana scorsa parlavano di circa un milione di infedeli
– secondo le religioni non cristiane – a Roma per la celebrazione odierna,
mentre oggi, fonti giornalistiche televisive hanno parlato di non più di
350mila persone, 1/3 dei previsti, sebbene i costi per la Pubblica Amministrazione
capitolina, visto che ci stava anche la metropolitana e i servizi pubblici
gratis fino alle 14.00, da e per Piazza San Pietro, ancora una volta dimostrano
come questi grandi eventi andrebbero delocalizzati fuori dalla capitale, fuori
dall’Italia, in quanto oggi come in passato i fasti dell’ex Stato Pontificio si
reggono sulle spalle della plebe, su cui indirettamente ricadono i costi
economici e i disagi che certi eventi comportano.
Chiaramente Papa Francesco non è
responsabile di tutto ciò, ma adesso egli è il monarca assoluto di questo meccanismo
vaticano e se volesse veramente tenere fede al suo tanto blaterato interesse
per i poveri, per gli ultimi, dovrebbe comprendere che certi grandi eventi sono
economicamente dannosi per Roma, a livello di spesa pubblica, e che da questi
agapi gigantesch,ne traggono vantaggi economici sempre i soliti “ignoti”, ossia
i soggetti privati, a partire dai venditori di paccottiglie, pardon souvenir,
agli albergatori, ai ristoratori, anche se la maggioranza dei presenti anche
quest’oggi a Piazza San Pietro erano cittadini romani e o Italiani che hanno fatto il classico turismo
religioso mordi e fuggi, portandosi da casa pane e companatico, spendendo meno
possibile e viaggiando magari utilizzando le agenzie di viaggi che in modo diretto o indiretto
sono riconducibili ad stato straniero: lo Stato Città del Vaticano,
contribuendo ad arricchirlo, alla faccia dei poveri, che pagano per tutti..
In ogni caso stiamo sereni: Papa
Francesco non cambierà nulla di sostanziale nella Curia romana. È troppo
attaccato e ama la vita per fare il martire, non della Fede, ma contro ingordigia
e la sete di potere politico-affaristico-religsa, perché la Chiesa si sa, nella
sua storia è piena di Papa morti… improvvisamente…
Marco Bazzato
19.03.2013
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19 Marzo: festa del papà
ggi, come ogni anno, si festeggia
in tutta Italia la festa del papà.
Ma chi è papà?
Uno sputatore di seme dal tubo
che ingravida una femmina? Un uomo amorevole che ama la moglie e/o compagna e i
figli? O semplicemente un bastardo senza arte né parte, buono a sfruttare
moglie e figli come animali da soma, salvo poi riempirli di pugni e calci,
quando gli schiuma la bava dalla bocca, gli occhi si infiammano di furia cieca
e il respiro inizia a puzzare peggio di un cadavere avvolto dallo zolfo?
Esistono tanti tipi di babbo. In
percentuale, la maggioranza dovrebbero essere dei buoni diavoli, degli
eccellenti genitori, persone degne d’avere una progenie e degne d’essere figli
dei lombi dei loro genitori.
Ma ci sta un’esigua minoranza, rabbiosi cani
sciolti, infami peggio delle malattie veneree che sono stati messi al mondo dai
loro padri, perché quelle vacche delle loro madri hanno apertole gambe,
facendosi riempire come bignè alla crema, espellendo dopo nove mesi i frutti
malati dei loro coiti primitivi e primordiali, dove entrambi, all’apice
dell’amplesso, ululavano come lupi affamati, con zanne imbrattate di sangue e
carne umana, alla luna, pregando che le divinità e i folletti dei boschi li
proteggessero in eterno.
Un’ esigua minoranza dei padri di
oggi sono identici a quel Dio cattivo e
punitivo dell’Antico Testamento, sputatori di sperma e sentenze, aridi di cuore
e tardi di mente, che si sono accoppiati con baldracche sfracicate che prima
prendevano piselli anche dagli elefanti. Questi sovente sono i padri che
avevano i genitori che hanno combattuto nella “Grande Guerra”, figli di una
cultura malata , figli di rubagalline della seconda metà del 1800. Ma la
malvagità, l’infamità si perpetua entro la linea del tempo, in un eterno
presente che non ha storia, perché facente parte della storia umana.
Non tutti i padri sono dei San
Giuseppe. Padre putativo, cornuto da Dio stesso, che gli ha ingravidato la
futura moglie, anche senza compiere il coito completo. Ma “Bepi”, a differenza
di altri padri che hanno avuto progenie, puciando il biscotto, almeno, secondo
la tradizione cattolica, si è comportato da uomo, avendo due coglioni grandi
come una casa, ma soprattutto un cuore e un cervello altruistico, funzionati.
Padre, papà, babbo…genitore
maschio…parole senza più significato, quando nei cuori di questi non ci stava e
non ci è mai stato una fava, cruda o cotta. Genitori lo si è per grazia
ricevuta e non per aver violentato, tramite lo spermatozoo, un ovulo che si
stava facendo bellamente gli stracazzi propri suoi nel grembo della donna, che
si è visto arrivare un tubo da irrigazione quasi in gola. A questi bastardi
deve andare il massimo del disgusto, devono essere trattati come putride fosse
biologiche della società, perché non sono altro che germi infetti e infettivi
che appestano il creato, figli di un coito malato. Padri degeneri nati e
cresciuti nel furto e nella disonestà morale e materiale, pronti a rubare a
figli e/o figlie senza pietà, dandosi alla macchia come bestie codarde, con la
femmina che li segue docile e remissiva, perché pronta, alla morte del
compagno, d’appropriarsi dei suoi averi.
Questi sono una parte dei papà,
quelli marci, malati di potere e assetati di ingiustizie, che hanno vissuto la
vita nell’arsura dell’amore, nell’arsura del vuoto e della menzogna. Ma a tutti
gli altri papà, quelli onesti, altruisti, quelli che, giovani o anziani, si
strapperebbero il cuore per i figli, perché sono la continuazione della vita
stessa, a quei papà biologici o adottivi che si dannano per i figli, ma che sanno
educare senza menare anche se non sono mai stati pugili professionisti o
dilettanti, picchiando selvaggiamente come bestie impazzite per un voto
negativo a scuola, ma sanno educare all’altruismo, al rispetto del fratello,
non seminando zizzania, perché una volta morto il padre i figli si debbano
scannare tra di loro. A tutti i padri veri, a tutti i genitori che sanno amare
con la A maiuscola, senza condizioni e senza restrizioni, vanno i migliori
auguri. Perché il padre vero non è colui
sputa lo sperma dentro il grembo di una femmina feconda. Il padre vero è colui
che sa seminare terreno fecondo in ogni attimo della sua vita, altrimenti
questi che in fallito moralmente e socialmente, anche se con il ha il
portafogli gonfio di denaro, ma un uomo morto che cammina verso la vecchia
scintillante. La cosa migliore che costui dovrebbe fare? Riempirsi la vasca
d’acqua, immergersi e poi far cadere una serie di cavi elettrici, da 220 V,
avendo cura di togliere i salvavita, folgorandosi. Perché la nascita e
l’esistenza di questi padri sono solo state un insulto a Dio e all’umanità.
A tutti gli altri papà:: buona
festa e tanti auguri, perché siete padri per Grazia ricevuta, per sempre.
Marco Bazzato
19.03.2013
giovedì 14 marzo 2013
Habemus Papam, Jorge Maria Bergoglio: Papa Francesco
Alla fine hanno eletto un
argentino, che si è auto battezzato: Francesco, ossia Ciccio o Checco e che
secondo il quotidiano online, Leggo, fin da ragazzo camperebbe con un solo
polmone (1).
Lo show del conclave è durato,
grazie al Signore degli Inferi, solo due giorni, al quinto scrutinio, è uscita
la fumata bianca, liberando Roma dalla cappa di smog che appestava l’intera
capitale a causa delle fumante nere, che uscivano dal camino della Cappella
Sistina, in quanto guardando la tv italiana sembrava che il mondo si fosse
fermato ed esistesse solo quel fottutissimo fumaiolo, ogni tanto usato come
campo base da qualche uccello, causata
anche dalla notoria assenza in Vaticano di doppiette visibili, per abbatterlo.
Lo Stato Città del Vaticano ha
rispettato tutti i tempi televisivi concordatari, con la fumata bianca partita
poco dopo l’inizio del TG3, per poi attendere fino alle 20.21, l’uscita di Papa
Francesco, Checco Ciccio, visto che per avere un maggiore effetto scenico,e
Papa Francesco Checco Ciccio, da buon pastore ha pazientemente atteso agnelli, pecore, capre e caproni, il
comandante in capo della Barca di Pietro, riempissero Piazza San Pietro fino
all’inverosimile, colma così anche di sardine, scardole e tinche, triglie e
acciughe.
Quando giornalisti,
telespettatori e pubblico di adepti e/o fedeli, dipende dai punti di
vista, in Piazza hanno compreso, dopo l’Habemus Papam – scopiazzato di santa e sana pianta dal film
di Nanni Moretti – che il nuovo Maestro Costruttore di Ponti, è un
extracomunitario argentino,, hanno forse pensato che non era Belen Rodriguez, e
ci sono stati alcuni interminabili secondi di gelo, di shock, di terrore
assoluto. I giornalisti sono stati i più lesti a riprendersi. Iniziando a
snocciolare alcuni dati di questo Bergoglio: avi piemontesi, ordinato sacerdote
a 33 anni – mistica cifra cabalistico massonica, eletto al soglio pontificio a
76 anni, vetustello che non dovrebbe campare molto, dopo che nel conclave
precedente aveva, si è fatto volutamente sorpassare nello sprint finale
l’attuale Papa Emerito, Joseph Ratzinger, Benedetto XVI, e cosa forse peggiore
e/o migliore di tutte: gesuita. Sì, perché non dobbiamo dimenticare che i
gesuiti furono collaborazionisti intransigenti e ligi alla corona spagnola,
Conquistadores col motto: “Siamo venuti per servire Dio, il Re e anche
per diventare ricchi.” Risultato? Le civiltà precolombiane spazzate via a
suon di cataste di cadaveri o convertite a forza al presunto Unico e Vero Dio…
il denaro?
E infatti la scelta del nome:
Francesco, in omaggio al vero e unico morto di fame con la tonaca, il poverello
d’Assisi sembra quasi una cannibalizzazione della holding della Compagnia di
Gesù, nei confronti di un ordine rivale,
quello dei confratelli francescani, dove il nuovo Pontefice potrebbe “prendere
le armi” della fede, ma non solo, dando nuovo impulso alla teologia della
liberazione (2).
Alla fine il Francesco – Ciccio Checco è uscito. La prima impressione?
Apparentemente sembra un buon diavolo mite, di buon cuore, quasi bonario e
pacioso e come un attore consumato, abituato ai palchi sopraelevati degli
altari ha iniziato il suo pontificato con un alcune frasi:
«Fratelli
e sorelle, Buonasera! Voi sapere che il dovere del conclave era di dare un
vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo
quasi alla fine del mondo, ma ora siamo qui. Vi ringrazio dell’accoglienza. La
comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo. Grazie! E prima di tutto vorrei
fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo
tutti insieme per lui, che il Signore lo Benedica e la Madonna lo accudisca.»,
con una preghiera pubblica del Padre Nostro, dell’Ave Maria e un
Gloria al Padre, e a differenza dei due predecessori niente “umile servo nella vigna del Signore”
del tedesco o “se mi sbaglio mi
corrigerete” del polacco.
Poi però l’uomo ha lasciato posto
al Papa, e anche qui, la prima impressione è stata positiva: riesce a fare
gruppo, comunella, con una spiritualità da curato di campagna degli anni ’60
italiani, una spiritualità diretta e asciutta e proprio per questo più calzante
anche con i desideri degli adepti e/o fedeli, sapendo creare un buon feeling con versatori all’offertorio
domenicale e se italiani, ossia con coloro che anche firmano per devolvere l’otto per mille alla Chiesa
Cattolica. Ma non è per questo che Francesco Ciccio potrebbe non piacere alla
curia Romana, ma per la quasi somiglianza fisica con Albino Luciani, Giovanni Paolo
I, che regnò per 33 giorni – come i 33
gradini del Rito Scozzese Accettato –
somiglianza che non essere di buon auspicio per saldare una cambiale con
scadenza 2020/2025n quanto potrebbe diventare inesigibile, causa trasferimento
in un non luogo – Aldilà, Paradiso – in tempi molto più recenti, mesi, o
al massimo non più di un lustro…oppure dando
le dimissioni. Ma non avendo dentro la follia razionale del tedesco, sarebbe
impossibile, anche se è interessante sognare la convivenza di due Papi Emeriti
entro le mura Vaticane e con un terzo al potere… creando così una fotocopia del
Parlamento italiano, pieno di vegliardi inutili, nominati senatori a vita, che
ritirano ogni mese il ricco bottino senza dare alcun contributo al Paese.
Papa Francesco – Checco Ciccio
potrebbe essere un Papa amato dalle masse filo clericali, ma potrebbe trovare
le sue nemesi, i suoi antagonisti naturali all’interno dei palazzi curiali
romani che non amano il cambiamento, anzi preferiscono avere, come tutti i
politici, non importa se con le gonne, pardon tonache o in giacca e cravatta,
varie poltrone – quindi prebende – su cui poggiare comodamente le natiche.
Resterà da vedere come si adatterà
Papa Francesco –Ciccio Checco ad avere la testa verso l’alto, non a testa in
giù, come accade nell’emisfero meridionale, correndo il rischio che polpacci e
caviglie gli si gonfino a dispetto della testa, proprio a causa della posizione
capovolta, per lui, del mondo, qui, nell’emisfero settentrionale.
In ogni caso le strategie
politiche dal Vaticano hanno cercato di guardare in primis al portafoglio dell’ex
Stato Pontificio. In quanto un papa americano sarebbe stato mal visto dagli
islamici e cattolici, filo vaticani negli U.S.A. sono una sparuta minoranza,
generati miseri utili, mentre l’ingrasso per i prossimi trent’anni sarà
assicurato ora dall’America Latina, in seguito dall’Asia, quando il Vaticano si
deciderà a riconoscere la Repubblica Popolare Cinese, rompendo le relazioni diplomatiche con Taiwan,
visto che non è il gigante – la Cina –
che deve riconoscere per primo la pulce – lo Stato Città del Vaticano –
e infine l’Africa. Tre continenti che attualmente sono il maggior bacino di vocazioni
e di creduloni, pardon, di fedeli, che forniscono materie prime: preti e
denaro, alla Casa Madre, ossia lo Stato Città del Vaticano. Perché oggi come quasi 2000 anni fa, come
disse il grande Giuda Iscariota, i trenta denari fanno sempre comodo a tutti.
In ogni caso, qualunque sia il
suo destino prossimo o venturo, il tutto è nelle mani del suo Dio, e ai comuni
mortali, che stanno imparando ad amare l’uomo, il Cardinale, Jorge Maria
Bergoglio (3), che a
differenza degli argentini non lo conoscono, auguriamo, come dicono i vulcani
nani:«Lunga vita e prosperità», perché indipendentemente che il suo pontificato
sia breve o lungo, l’uomo Jorge Maria Bergoglio, ha già aperto i cuori di molti
e molti potrebbe aprine, sempre che non rimanga imbrigliato entro le maglie
della curia e dei giochi di potere romani.
Evviva, quindi, a Papa Francesco,
venuto per noi dell’emisfero settentrionale da un mondo capovolto.
Marco Bazzato
14.03.2013
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Vaticano
venerdì 1 marzo 2013
Il governo al Movimento Cinque Stelle?
Potrebbe essere l’utopia che
diventa realtà per il Movimento Cinque Stelle, l’incubo che si avvera per gli
altri partiti, se fosse vera l’indiscrezione che vorrebbe il Movimento guidato
da Beppe Grillo incaricato a formare il nuovo governo.
.
Certo, ma chi come premier? Per
il divertimento degli italiani la scelta migliore non potrebbe che essere lo
stesso comico genovese. Infatti già ce lo vediamo a dare della culona cicciona alla Merckel, del rappresentate di cetrioli a Vendola. Mentre
Grillo con Napolitano si è sputtanato, quando ci ha dato di spatola, dopo che
un leader del SPD aveva detto che Grillo e Berlusconi erano dei clown. Ma si
sa; Grillo dovrebbe/vorrebbe andare al Quirinale, anche per semplice
soddisfazione personale, quando ci saranno le consultazioni con i partiti per
dare l’incarico alla formazione del nuovo governo e l’opinione del leader
tedesco gli è giunta fagiolo per arruffare il pelo del vecchio Presidente, dopo
che per mesi Grillo l’aveva apostrofato, quando andava bene, come Morfeo.
Francamente un governo guidato da
un parlamentare o da una persona indicata al Presidente della Repubblica dal
portavoce del Movimento, Beppe Grillo non sarebbe una cattiva idea, anche se
uno dei punti interrogativi irrisolti è se il Movimento è filo o anticlericale?
Anzi, per dirla più correttamente, è filo o anti Stato Città del Vaticano o
anticoncordatario?
Ricordo un comizio di Umberto
Bossi anella palestra di Piove di Sacco, verso la fine del millennio passato, a
cavallo tra gli anni ’80 e ’90… Ebbene il Bossi ruspante e prima maniera,
almeno nei comizi, si dimostrava come acerrimo nemico del Vaticano e del clero,
salvo poi, appena salito dalle fredde lande del nord, a Roma, è diventato quasi
pappa e ciccia con la Chiesa, perché altrimenti è impossibile governare.
Il Movimento Cinque Stelle, a
livello di temi etici, sembra più un partito di ispirazione quasi clericale,
con il parroco, il buon curato di campagna – Beppe Grillo – e tanti
chierichetti obbedienti, pronti a eseguire gli ordini del trait d’union tra il
popolo e i poteri forti che, tramite Gianroberto Caselggio, muovono le fila di
tutta la propaganda, i cui però, a detta di alcuni circoli più o meno
complottasti, asseriscono che i grandi burattinai siano da cercare oltreoceano.
E infatti Grillo e friends non si sono mai espressi pubblicamente, o le reti
non lo hanno riportato, sull’essere favorevoli alle unioni gay, alle adozioni
da parte di questi di minori, sui temi etici, quali eutanasia, la prossima frontiera
italiana, insomma tutti i valori non negoziabili dalle alte gerarchie vaticane.
Valori a cui lo stesso PD, anche se con sfumature apparentemente differenti si
mette prono a 90° e poi a secco…zac!
Una cosa comunque è certa: Il Movimento
Cinque Stelle dovrebbe avere una durata politica limitata. Al massimo quindici
anni. Infatti il capo popolo ha oggi sessantacinque banane e se il Movimento
dovesse superare integro politicamente ed eticamente due legislature complete
sarebbe un mi miracolo, visto che
l’unico partito a cui, con tutti i distingui storici del caso, che potrebbe
essere raffrontato è la Lega Nord, che annusò per la prima volta il potere
romano nel 1994. Ma quella di Bossi & Co Ltd, fu una crescita sul
territorio lenta e graduale, mentre quella del Movimento Cinque Stelle, per
quanto riguarda amministrative prima, e nazionali oggi, non è più vecchia di
tre anni al massimo. Ed è risaputo che innanzi a un’ascesa vertiginosa poi ci
sta giocoforza la caduta e una
penetrazione negli inferi potrebbe essere altrettanto rapida.
Quindi appare chiaro che il
Progetto Movimento Cinque Stelle, a livello di durata e lungimiranza politica
appare come una sveltina fatta da un ragazzino di primo pelo che va ad
accoppiarsi con un puttanone slabbrato, aperto e riempito in tutti gli orifizi,
non avendo nel lungo periodo la possibilità pratica di cambiare in una decade
una cultura arruffona, approfittatrice, ingannevole e meschina con quasi
duemila anni di storia alle spalle. Quindi per chi fuori dall’Italia, oggi il Movimento
Cinque Stelle rappresenta una risorsa politica su cui sono stati investiti
denaro e mezzi?
Beppe Grillo diceva, durante un’intervista
mercoledì che la politica ha bisogno di strategia e non di tattica nel breve
periodo. Di una strategia politica ed economica almeno trentennale. Verissimo.
Ma Beppe Grillo che oggi chiama “Morfeo” il Presidente Giorgio Napolitano, che
di anni ne sta per compiere ottantotto, fra trent’anni ne avrà ottantacinque e
si dubita che Grillo abbia voluto ipotecare politicamente la sua terza età per
un periodo così’ lungo, a qualche dio piacendo. E perciò la domanda finale, il
muro a cui si andrà necessariamente a cozzare è sempre lo stesso: a che pro?
Visto che è un Movimento “carismatico” come lo è stato l’Italia dei Valori –
sparito, l’UDC di Casini – ridotto in dosi omeopatiche, il PDL – che si regge
solo sulle gambe dell’ormai vecchio leader.
Per tornare a fare il paragone
con la Lega, non va dimenticato che anche i leghisti erano armati di buone
intenzioni prima di arrivare dentro le fatidiche stanze dei bottoni romani e
regionali, ma poi, i buoni propositi si sono annacquati, marciti, diventando
acque putride, altro che Cerimonia del Po dei Popoli padani. Abbiamo visto
tutti che fine hanno fatto poi il cerchio Magico e la famiglia Bossi, con
Roberto Maroni che per ora si è garantito la sopravvivenza politica grazie al
ritiro sull’Aventino come Presidente della Regione Lombardia.
Nessuno potrà dire se il
grillismo porterà il cambiamento nel Paese, personalmente ne dubito, visto che
una decade non cambia una cultura e una storia e gli italiani, che lo vogliano
o no, non potranno mai essere svedesi, tedeschi, belgi, svizzeri…saranno sempre
e solamente italiani, viziati anche dal Vaticano tra i piedi e quindi giocoforza,
come dei tanti Arlecchini, ossia servitori di due padroni…destinati ad essere
ancora per secoli un non nazione, un Paese a metà.
Marco Bazzato
01.03.2013
Benedetto VXI è “morto” alle 20.00, ora italiana. R.I.P.
Benedetto VXI è morto alle 20.00,
ora italiana. R.I.P. È ufficialmente andato.
Dalle 20, ora italiana Benedetto
XVI è “morto” ed è istantaneamente “risorto” come Benedetto XVI, Papa Emerito,
ossia a riposo. Pensionato di lusso, ospite non pagante al “Gran hotel” nel Palazzo Apostolico di
Castel Gandolfo e poi, fra due o tre mesi, dentro un ex convento di clausura,
al riparo, secondo voci non confermate, da un mandato di cattura internazionale
per crimini contro l’umanità e associazione a delinquere, ma si tratta di una bufala.
(1), stando a quanto scrive il quotidiano online Libero.
In ogni caso il pomeriggio di
ieri rimarrà nella memoria collettiva di molti per un periodo apparentemente
lungo. Le lacrime dell’arcivescovo Georg Gänswein, da anni segretario privato dell’ormai ex pontefice, ora
forse ridotto al ruolo di badante de luxe un papa pensionato.
L’anziano monarca dello Stato
Città del Vaticano è uscito alla’aperto alle 16.50 per ricevere l’omaggio dei
sudditi,dei servi,con tanto di lacrimoni anche di Piero, l’autista, prima di
recarsi a bordo di un elicottero della Repubblica italiana e, per andare a
firmare le scartoffie relative ai passaggi di potere in seguito
all’abdicazione.
Gli
ultimi baciamani del suo pontificato, a cui non poteva sottrarsi a causa del cerimoniale,
erano iniziati verso le 11, dove probabilmente ieri sera, allo scoccare delle
20.00, avrà messo la mano destra in ammollo nell’acqua bollente Benedetta, per
non rimanerne ustionato sterilizzandosela, mentre con le gambe su uno sgabello,
avrà potuto guardarsi in santa pace il TG1,condotto da un suo accanto fan e
seguace, Francesco Giorgino, rendendosi conto finalmente che dopo anni la sua
prigionia dorata era giunta al termine, ritornando ad assaporarsi il piacere
delle albe e dei tramonti che scorrono, anche non facendo una beata minchia,
passando le giornate leggendo qualche buon libro, ingozzandosi di crauti,
salsicce e bevendo boccali di giganti di birra scura bavarese, lasciandosi andare
al rutto libero, senza l’assillo d’essere udito dalla Guardie Svizzere,
appostate dietro l’uscio, non si capisce se a protezione del papa o per
impedirgli di fuggire…
L’evento dell’autopensionamento
di Benedetto XVI è sicuramente stato per i “quattro cattolici” rimasti in
Italia, per il mondo cattolico e non, un evento di portata epocale, che sarà
scritto nei libri – cartacei e non – di
storia e che darà anche il via a un filone letterario fatto di complottismi
teologico-avventurosi.. L’evento sarà analizzato, sezionato, dissezionato dagli
studiosi, esperti di geopolitica e
fantapolitica, da teologi i sotto ogni sfaccettatura possibile, cercando di
leggere nei fondi di bicchiere di un ex gerarca dell’ex Tribunale dell’Inquisizione,
ossia Prefetto per il Tribunale per la Dottrina della Fede, divenuto papa, che
dopo otto anni si è “Spapato” pur rimanendo Papa pensionato.
Dobbiamo dircelo: Joseph Ratzinger
era come quel personaggio di Luca Bizzarri, in Ciro, che sentiva d’avere sempre
sulle spalle quella carogna di avvoltoio. Benedetto XVI aveva il fardello
ingombrante del confronto con il suo predecessore: Giovanni Paolo II.
Infatti alzi la mano chi alla sua
elezione non ha storto il naso, incazzandosi anche per l’accento teutonico,
visto che l’orecchio di mezzo mondo per ventisette anni si era assuefatto a
quello del polacco?
Così come non va dimenticato ciò
che dicevano al momento dell’elezione di Benedetto XVI i vaticanisti: dopo
quasi trent’anni ci voleva un papa con scadenza breve, quindi lo Spirito Santo
o chi per esso aveva deciso per uno abbastanza avanti con l’età, dove secondo
alcune teorie non doveva campare più di cinque o sei anni e poi sarebbe tornato
al Creatore, visto che veniva considerato un Papino di sSrie B, di passaggio,
incapace a reggere il confronto, anche mediatico e come comunicatore, con il
suo predecessore.
Tiè, invece. Benedetto X VI ha
fatto il gesto dell’ombrello a tutti, sollevando idealmente anche il dito medio
al mondo, decidendo di godersi i suoi ultimi anni come un sepolto vivo, senza
stracciamento di giuggiole, mettendo stop a viaggi pastorali, folle oceaniche e
maratona della Passione per le vie di Roma del Venerdì Santo, l’Angelus e compagnia briscola,
creando un burdello teologico non indifferente, come descritto ne “Benedetto
XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di vicario di Cristo?” (2).
Ieri è stata scritta una pagina
di storia, che rimarrà nei cuori delle persone il tempo tecnico dell’elezione del
nuovo papa e poi, come è già accaduto con Giovanni Paolo II, nel volgere di sei
mesi un anno al massimo, chi si ricorderà di Benedetto XVI? Nessuno. I fedeli
come gli elettori sono volubili e dotati di una memoria religiosamente e
politicamente a breve termine.
Rimane una domanda che si
vorrebbe che il nuovo governo desse una risposta: il servizio di elitaxi fatto
con un elicottero della Repubblica Italiana è stato senza costi per gli
italiani, oppure è stata l’ennesima scrocconeria che lo Stato Città del
Vaticano ha estorto per colpa del Concordato,alle casse degli italiani? Perché
sarebbe bello conoscere quanto è costato il circo “della coscia di pollo con le
pale” – elicottero – l’affitto dei
piloti, usura del mezzo, carburante avio, tenendo conto che il mezzo si è mosso
dalla sua base verso il Vaticano, dal Vaticano a Castel Gandolfo, da Castel Gandolfo al rientro alla base. E probabilmente
i piloti avranno anche ricevuto un’indennità extra, avendo volato fuori dal
Paese, in quanto viaggio internazionale: Italia-Stato Città del Vaticano. Stato
Città del Vaticano- zona extraterritoriale dello Stato Città del Vaticano nel
Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Palazzo apostolico nello Stato città del
Vaticano a Castel Gandolfo-Italia. Senza dimenticare il distaccamento dei
Vigili del Fuoco italiani dentro lo Stato Città del Vaticano, in
quell’eliporto, così come nell’eliporto extraterritoriale del Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo, più varie ed eventuali… Ma tanto paga pantalone…
Una piccola nota autobiografica:
devo molto a Karol Woytila e a Joseph Ratzinger, perché al tempo della
dipartita di Giovanni Paolo II e fino a quando non è stato eletto Benedetto XVI
ero fermo a tre quarti del mio romanzo “Progetto Emmaus”. I personaggi erano
come impiantanti in un punto e sembrava che non volessero fare più nulla, come
se in attesa di un qualcosa di nuovo. La morte di Giovanni Paolo II e
l’elezione di Ratzinger diedero nuova linfa ai personaggi che si muovevano
all’interno del romanzo. Quando vidi le maniche del maglioncino nero di
Benedetto XVI sotto la “divisa pontificia”, questi si ridestarono e nella mia
mente e si rimisero a scapitare come cavalli imbizzarriti, desiderosi d’uscire
per galoppare verso il sole che cala all’orizzonte, conducendomi alla
conclusione dell’opera letteraria.
Quindi: oggi come allora, grazie
Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
E come si usa dire:
“Il Re è morto, viva il Re!”
01.03.2013
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mercoledì 27 febbraio 2013
Gianfranco Fini: Onore alle armi a un ex post camerata?
“Faccetta nera, Bell’Abissinia, aspetta e spera che già l’ora si
avvicina, quando saremo vicino a te, noi ti daremo un altro duce e un altro
Re!”
Alzi il braccio, a mo di saluto,
come ogni persona vuole, quando ha sentito che Fini era stato trombato?
Diciamocelo! La Russa e la Meloni
dentro e il reuccio di Almirante sbattuto fuori, dal Parlamento, dopo sei lustri,
trent’anni, ossia dal 1983! Chi ha pianto per costui e per la sua cospicua
liquidazione, pari a 260mila euro, esenti tasse e una pensione netta di 6.200
euro al mese…alla faccia del cazzo e della crisi! (1),
se esiste, come per fantasmi, batta un colpo!
Fini che si ritiri sull’Aventino
o a Predappio?
Boh..in ogni caso non è lui che
si ritira, sono gli italiani che l’hanno gettato via, con troppi annidi
ritardo, da un posto pubblico senza responsabilità penali dirette, grazie
all’articolo 68 della Costituzione, per gli errori commessi durante i suoi
svariati mandati elettorali. E ora a 61 anni, avrà solo l’imbarazzo della
scelta: i giardinetti a Roma, nella natia Bologna o a Montecarlo. A lui il
gusto della scelte, perché ad oggi non cinguetta più dal 20.0.2.2013, che gli
sia caduto l’uccello a terra dopo il 26.02.2013?, non si sa.
Certo la delusione deve essere
stata cocente, ma ancora più grande è stata sicuramente la gioia degli
italiani, perché vedere ruzzolare dalle stelle, anche se nell’ultimo periodo,
dopo lo strappo con Berlusconi e la creazione del partitino, Futuro e Libertà,
le sue presenze in tv si erano diradate all’inverosimile e così anche la
tracotante sicurezza e superbia che sovente dimostrava.
Il grande merito di Fini? Aver
distrutto il Movimento Sociale Destra Nazionale, creando Alleanza nazionale per
farsi sdoganare nei salotti buoni della politica. Ricordiamoci che non pochi
anni fa un politico straniero non gli strinse la mano perché post fascista.
Storie del millennio passato… Comunque. Ha distrutto Alleanza Nazionale,
facendola confluire dentro il Partito della Libertà di Berlusconi e poi,
volendo distruggere il Cavaliere, si è fatto Futuro e Libertà, racimolando
159.231 voti in tutto il territorio nazionale, nella tornata elettorale del 25
e 26 febbraio, u.s.
E gli italiani questi giorni
hanno goduto come nella fase di Planteau.
Ora si dovrebbe dare l’onore
delle armi anche agli sconfitti, ma non possiamo nasconderci il fatto che in
certi momenti, quando la superbia di taluni soggetti cala fino a toccare la
polvere, non esiste soddisfazione più bella che sparare contro la Croce…Rossa…che
ironia del destino!
Sarei un bugiardo se dicessi che
molti anni fa Fini come politico appariva interessante, ma era l’inesperienza
della mia giovane età, poi con il tempo si dovrebbe maturare e quindi anche gli
occhi e la mente si espandono. Negli ultimi mesi, sebbene non sia mai venuto
meno il rispetto nei confronti dell’uomo, Gianfranco Fini, la simpatia politica
da tempo si era raffreddata, arrivando quasi allo zero assoluto – 273,15°,
visto che, con il massimo rispetto per un barbone o un futuro di ricco esodato,
sembrava che si aggirasse quasi verso il centro sinistra, mancando poco
che chiedesse asilo politico alla
sinistra comunista extra parlamentare, alla ricerca estrema di un posto di
lavoro pubblico, come dipendente Parlamentare in una delle due camere del
Parlamento italiano, non mai sotto il minimo di legge come Deputato o Senatore.
Dobbiamo dirlo: faceva quasi
tenerezza, gli mancava solo il piattino con le offerte, per deporre le
banconote dal taglio minimo di 500 euro e le scritte in sgrammaticatura
standard tipiche dei rom che chiedono
l’elemosina sui marciapiedi o ai semafori:
“Io essere futuro pvvero
Presidente di Camera con tre figlie avute di due donne. Date soldi me per cibo
e vestiti – firmati – di bambine!
Perché alla fine, e dai, : se non fosse per i 6.200 euro netti
al mese, verrebbe da pensare che Remi, il personaggio di Senza Famiglia di
Hector Malot, 1879, durante il bighellonare per tutta la Francia in compagnia
di Vitali fosse felicissimo, specie quando questi per proteggerlo dal freddo
gli ha dato il suo mantello, morendo volta congelato, fosse molto più felice
del povero, snudato dal potere, ex Presidente della.
A questo punto non ci resta che
dire:
Il Movimento sociale destra
nazionale è morto – grazie a Gianfranco Fini!
Alleanza Nazionale è morta –
grazie a Gianfranco Fini!
Futuro e Libertà è morto – grazie
a Gianfranco Fini!
Gianfranco Fini è vivo…, niente
evviva?
Marco Bazzato
27.02.2013
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Gli istant poll hanno fallito?
È dal termine delle elezioni che si sente parlare di fallimento degli
Istant Poll. Le rilevazioni telefoniche che vengono fatte, chiamando un numero
statistico di utenze domestiche, chiedendo per chi hanno o voterebbero, da
utilizzare poi, dalle 15.00 alle 16.00 come proiezione per cercare di dare un
quadro incompleto, utile per impegnare il tempo e per gettare via denaro
pubblico in questi sondaggi, che si sono dimostrati ogni volta sbilenchi come
la Torre di Pisa e con una forbice degna di una sarta cieca.
Anche ieri sera i sondaggisti, i guru che
basano le loro fortune economiche sul vuoto pneumatico, erano quasi incazzati
con gli elettori perché questi avrebbero fornito risposte inesatte.
Partiamo dal presupposto principale:
il voto è segreto.
Quindi non si capisce per quale beata minchia un
cittadino/a debba dire le sue intenzioni o dire per chi ha votato al primo
pirla che gli suona al telefono? Per pagargli lo stipendio e per ingrassare il
suo boss e i partiti politici che anche a volte li commissionano? L’opinione
del cittadino ha un valore economico, allora che paghino prima e poi, il
cittadino se vuole risponde, anche mentendo, n virtù della segretezza del voto.
Un'altra cosa che credo sia
interessante degli italiani: su questo argomento mentono, si presume
soprattutto le classi medio alte, quelle istruite. A queste fa radical chic definirsi di
centrosinistra, ossia ex e post comunisti, o i più infami, addirittura maoisti
o staliniani. Fa fino, intellettuale, intelligente e di mentalità aperta,
all’apparenza. Ma molti di questi sono dei crumiri, cucinerebbero cuore o
fegato di moglie e figli, o lo mangerebbero anche crudo, pur di risparmiare gas
metano. Naturalmente viaggiano col SUV.. Sarebbero anche felicissimi di prendere
a calci i barboni o extracomunitari. Però non lo fanno, altrimenti si sporcano
le scarpe di vomito, sangue e bava, quindi preferiscono allungare un centone al
naziskin di turno affinchè faccia il lavoro sporco, godendosi a debita distanza
la spassosa, per il pagatore e il picchiatore, scenetta del barbone sprangato a
mortalmente.
In Italia è gretto essere di
centrodestra. Infatti, gli intellettuali milionari in euro si dichiarano
stoicamente di sinistra, dall’alto delle scarpe firmate, dei vestititi creati
sul misura e chi vota per la parte avversa è un tanghero, un insensibile, una
persona che non ha a cuore i problemi del mondo e dell’economica e
dell’ambiente,che non capiscono una sega. – per questo questi ricchi di
sinistra non vivono in bugigattoli puzzolenti, tra topi, escrementi e rifiuti
solidi e liquidi, pronti a sostenere, ma lontani da loro visto che puzzano,
qualsiasi causa dei disastrati, a patto che non vadano a manifestare sotto ai
loro palazzi e quelli che li cacciano via sono degli sporchi reazionari
insensibili, sempre che non siano di sinistra, altrimenti è per il bene di
tutti…
Mentre quelli di centrodestra
sono una feccia lorda, sovente appartenenti alle classi anche medio basse,
quindi figli del vorrei ma non posso. Sognano ricchezze e votano per gli
arrivati, per i capitani di industria, per gli imprenditori che hanno venduto il
secondo canale della moglie e ‘utero vergine, riparato svariate volte delle
figlie,e pur di salire, a forza di lecchinagggi, stecche, la scala sociale ed
economica, figli di un ignoranza culturale, sociale senza limiti, pronti a
farsi strada a suon di randellate ai figli, di bestemmie in casa e primo posto
davanti il prete in chiesa, alla messa delle 11.00. Questo principalmente nel
ricco Nord Est, ma non solo.
Quelli di centrodestra vivono in
case mono o al massimo bifamiliari, in ex zone di edilizia popolare diventate
case per i tracagnotti arricchiti che hanno riempito di mazzette le amministrazioni
comunali, specie nei piccoli paesi di provincia, dove vige, anche se al Nord,
un sistema mafioso fatto di omertà, complicità, silenzi, voti di scambio e
scambi di culatelli, salumi di maiali e utilizza come tangente le maiale umane,
dotate di zizze in plastica, dure come il marmo, labbra appestate di silicone,
che le fanno assomigliare a tante vecchie bagasce emerite, stile Perla, la
madre di Bambino e Trinità.
Insomma alla fine gli Itstan Poll
fotografano sempre la solita Italia: invertita, pervertita, falsa come una
banconota da quindicimila lire o una da tre euro, un’Italia puttana, laicamente
baciabanchi, mafiosa e generosa allo stesso tempo…è facile essere generosi con
il denaro facile e sporco… e per questo alla fine gli Istant Pooll hanno
fotografato la realtà del Bel Paese.
Marco Bazzato
27.02.2013
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martedì 26 febbraio 2013
Elezioni politiche 2013. E adesso?
In moti avranno fatto zapping
fino a quasi le tre di notte, ora, arrivando sfiniti alla fine della lunga
giornata elettorale.
L’unica certezza è che l’Italia e
gli italiani sono finiti, per colpa di PD PDL, dentro un gigantesco mixer colmo
di merda, dove la speculazione europea sta affilando le armi per spolpare il
cadavere dello Stivale, iniziando a fuggire dall’industria e dalla finanza
boccheggiante, con lo spred che finalmente torna a crescere e le cancellerie di
mezzo mondo che si mettono le mani sui coglioni, sperando che nei loro Paesi non
avvenga il “miracolo Italiano”
La cosa buffa è che Grillo ha
sbancato il casinò, spendendo, rispetto agli altri partiti politici e senza andare
in tv, anzi con i giornalisti costretti a rincorrerlo su e giù per il Paese,
trattati a volte come cani servi del potere, obbligati dal dovere di cronaca a
inseguirlo, venendo sbeffeggiati senza tanti complimenti.
Bersani è il grande principe è il
“vincitor perdenti” si trova con un nugolo di parlamentari, inutili anche per
farci il minestrone di verdure, con Vendola cetriolo capo, che e con il suo Sel
è entrato in Parlamento dalla porta di servizio, visto il suo striminzito 3,2%,
dimostrando che manco la lobby gay crede alle sue proposte, figuriamoci gli
etero.
I trombati eccellenti: Fini, Di
Pietro, la Binetti, la Conica, il Buttiglione, per dire quelli più eclatanti (1)
soprattutto quel simpaticone di Ingroia ha dimostrato che in Italia come non ci
sta posto per i post fascisti, peggio vengono trattati come sudici seguaci del
baffone comunista Stalin, considerati dei cadaveri che camminano e consumano
ossigeno e rilasciano nell’atmosfera, anidride carbonica, senza contare le
acque nere.
Ma l’orgasmo più bello è venuto
durante la conferenza stampa di Mario Monti. Sembrava uno studentello al primo
anno di economia che non ha passato un esamino e con il professore di turno che
l’ha insultato contro, davanti ai famigliari e compagni di corso, beccandosi
sul libretto una solenne insufficienza e sempre da parte del docente, un “vaffanculo!”
Monti era rosso in volto. Faccia che di solito
fa qualsiasi persona non ha quando per farsi passare il giramento di zebedei si
scola tre cartoni di San Crispino, pregando che il bambino venga accoppato da
un cacciatore di frodo, prima che ripeta per l’ennesima volta: “Guarda nonno,
guarda….è… Bum, morto stecchito”.
Presumibilmente durante quella
conferenza stampa, moti degli elettori di Monti si saranno messi se maschi i
coglioni ioni, se femmine le zizze, tra
la porta e lo stipite, ordinando ai figli di chiudere il portoncino blindato
con la massima violenza possibile e poi…
Berlusconi è il vero vincitore
morale della causa perduta. Ora se ne
sta all’angolo, sfregandosi le mani e vedendo il Bersani che bestemmia,
masticandosi il toscano, come se fosse alla Festa dell’Unità di Brescello,
incazzato perché è cuochi e camerieri sono ciuchi marci, per l’ennesima volta
si sono scolati la vendemmia dell’anno successivo, prima ancora che si formi l’uva.
E gli Italiani? Passata la
sbornia capiranno che uno per uno, tutti assieme, senza distinzione di razza,
sesso, orientamento sessuale, stanno per prendersi l’ennesimo cazzo in culo,
nuovamente a secco come le tasche. E brucerà. Eccome se brucerà. Saranno emorroidi per tutti.
Già, perché tra poco gli italiani
inizieranno ad attraversare il canale d’Otranto a nuoto direzione Albania. È
chiaro che il Paese è ingovernabile peggio di un cavallo morto, reso carne
macinata e spacciato per manzo nei supermercati di mezza Europa, impossibile da
ritirare dal mercato comune.
Soluzione alla crisi e possibili scenari?
Grande inciucio, PD – PDL? Per ora
esclusa dallo smacchiatore di giaguari del giaguaro rimasto con la sua
pelliccia.
Alleanza PD con il Movimento 5
Stelle? Bersani deve prepararsi a calare le braghe e zac… Grillo dirà o mangia
la minestra o salta la finestra e vaffanculo.
Ritorno alle urne? Sarebbe la
buffonata del secolo, visto che farebbe pensare che i due “grandi” partiti, Pd
e PDL, come i bambini a cui un piccolo bullo ha rubato le biglie e adesso vanno
a piangere dalla vecchia madre, ormai moribonda (Napolitano è agli sgoccioli,
come mandato) battendo i piedi a terra e facendo gli offesi… sempre che alcuni
grillini non si vendano per un piatto di lenticchie…
Un nuovo governo tecnico, con
Giuliano Amato come premier? Potrebbe essere l’opzione imposta da tempo da
parte dell’Unione Europea e dal sistema finanziario internazionale, perché
garantirebbe la continuità di Monti e della politica di austerity, ossia
impoverimento generalizzato del Paese, almeno per due anni, per poi lasciare
spazio alle elezioni anticipate, spianando la strada alla maggioranza assoluta
del Movimento Cinque Stelle, movimento che, anche se non è stato capito da
molti, va incasellato all’interno di una destra. Simile. Quasi etero guidata
dai banchieri Teocon americani..
Il ruolo di Grillo e del
Movimento cinque stelle? Continuare sulla sua opera di sfascio della partitocrazia,
facendo quello che per trent’anni non è riuscito a fare Pannella e al Partito
Radicale. Se si tornasse entro un anno alle urne, la vittoria del Movimento
cinque stelle potrebbe essere schiacciante, indipendentemente dalla legge
elettorale, che giocoforza, in un modo o in un altro, dovrà essere ripresa in
esame, questa volta senza giochetti, perché a continuare a fare i conti senza l’oste,
alla fine si rischia di morire alcolizzati , per lo scoppio del fegato e della
bile, anche se è astemi.
I mercati? L’euro e l’Unione
Europea?
Che si fottano. Si auspica, ma le
grandi banche, anche americane e non solo, non lo permetterebbero, a costo di
militarizzare l’Italia,seminando morte, sangue, distruzione e miseria. Il
problema è che il tessuto economico italiano è sfasciato, la morte e la miseria
continuano ad avanzare, assieme alla disoccupazione. Tanto vale lasciarsi
dietro quanti più cadaveri europei ed europeisti possibile. Alla fine ci sarà un’uscita
dal tunnel della recessione e della depressione. È importante quanti morti la società europea
sarà disposta a considerare come morti fisiologiche, ossia danni collaterali
sopportabili e a mo di ripulitura del sistema, per poter poi ripartire, non più
forti di prima, ma con meno problemi, leggesi esseri umani nel continente
europeo.
Stiamo sereni, questa scelta non
sarà fatta dagli italiani e dal sistema politico italiano, ma l’onore di queste
morti spetta e spetterà, vedi la Grecia, alla grande finanza internazionale e
alle grandi cancellerie,quella tedesca in primis. A questi spetterà l’onore di
premere i fatidici pulsanti e tirare le levette e “grilletti”, circa la prosecuzione
dell’impoverimento italiano, per il bene degli italiani e del bene comune
diranno, per salvare il sistema creditizio delle banche private sovrannazionali..
Oggi come ieri Bersani,
Berlusconi, Monti e apparentemente da ora anche Grillo sono solo i burattini tirati
da una piovra economica impossibile da uccidere, perché esiste dai secoli e il
Movimento cinque stelle in questo momento è utile al “sistema!”
Marco Bazzato
26.02.2013
domenica 24 febbraio 2013
Le ingerenze Vaticane sui media italiani
È stato un attacco continuo a
tutta “Mitra” quello condotto dalle gerarchie vaticane nei confronti dei media
stranieri, ossia dell’Italia, ma non solo. Prima ci si mette padre Lombrardi,
direttore della Sala Stampa Vaticana e poi il Cardinale Bertone, che accusa la
stampa di “Falsità per condizionare il Conclave” (1).
Non si crede che l’Italia e i
media italiani, per quanto proni al potere, ossia editore di riferimento,
inserzionisti pubblicitari e aiuti di Stato, secondo le modalità prescritte
dalla legge, meritino l’ingerenza di un Segretario di Stato, Stato – il Vaticano
– che campa e si ingrassa grazie anche agli errori storici del fascismo che
firmò i Patti Lateanensi, di Craxi, fino agli “aiuti dello Stato italiano” e ai
numerosi benefit che questi riceve, ultima e non meno importante la stupidità
patologica di quegli italiani che firmano per l’otto per mille, finanziando uno
Paese straniero.
Lo sanno tutti che entro le mura
dello Stato Città del Vaticano la libertà di pensiero e i diritti umani, sono
quasi inferiori a quelli della Corea del Nord, con tanto di scene di cannibalismo
e vampirismo eucaristico che si reiterano simbolicamente nel mondo cattolico,
frutto della diffusione della primitiva setta cristiana da parte di San Pietro
e Paolo apostoli e via via tutti gli altri..
Ma come? Il Vaticano che non ha
mai avuto timore nel corso della sua storia di fare comunella con i peggiori
regimi dittatoriali del Pianeta, oggi, come un bambino impaurito, teme la
libertà di espressione? Evidentemente all’interno di quella dittatura
monarchica è poco chiaro il concetto di pluralità, dove l’ecumenismo cattolico,
interpretato laicamente significa omertà e silenzio. Significa nascondimento degli
errori, orrori, gettati sotto il tappeto, non per quanto commesso in nome di un
loro dio, ma per il “sacro” terrore di perdere prestigio e potere economico e
psicologico.
Il Bertone dovrebbe spiegare alla
stampa italiana come tutti i membri del Conclave, uno a uno, possono essere
deviati, traviati, condizionati dalla stampa antagonista e nemica del clero,
perché altrimenti significherebbe che la loro fede nei confronti
dell’Istituzione vaticana è fondata sulla sabbia e non sulla Pietra, come
richiedeva duemila anni fa il mitologico fondatore di questa dottrina e che gli
ammessi al Conclave sono persone psicologicamente deboli e condizionabili. Senza
dimenticare tra l’altro, che proprio perché sono giunti a portare gli zucchetti
cardinalizi, sono scafati a ogni genere di intrallazzo, politico, anche
corrotto, atti contro natura e brutalizzazione dei neofiti che venderebbero il
cxxxo, pur di fare carriera, di sgambetti e religiose pugnalate alle spalle,
frustate con catene e strizzate di palle al cilicio, il tutto all’interno del
Paese più misogino della storia umana.
L’Italia, se fosse un Paese
intellettualmente libero e laico, farebbe partire alla luce di questi attacchi
di inusitata violenza verbale, una rappresaglia diplomatica degna dell’assalto
di Fort Alamo, o della Battaglia di Little Big Horn, interrompendo, come segno
di vibrata e vigorosa protesta, la fornitura di luce, acqua e il blocco delle
acque nere, sicura che lo Spirito Santo verrà in loro aiuto, mondando e
purificando le acque, illuminandoli l’intero ex Stato Pontificio, con la
Spirituale luce elettrica, tagliando finalmente le catene da questo mondo
secolare, recidendo, una volta per tutte, il cordone ombelicale che lega lo
Stato Città del Vaticano all’Italia, con gran gioia di tutti gli italiani…
Bertone fa demagogia: i cardinali
in Conclave non hanno né giornali e tablet. Il condizionamento? Lo Spirito Santo..se
esiste, è comunque “bandito” dal Conclave, potrebbe condizionare, positivamente,
l’elezione!
È chiaro che Lombardi e il
Bertone, con questo attacco furioso contro la libertà di informazione,
indirettamente hanno confermato la veridicità di quanto scritto dai media. Si auspica
che si continui a rimestare nel torbido Vaticano, snidando almeno un po’ una
piccola parte del lerciume figlio di “Demonica” che lo copre come un mantello
di putridume, nequizie e altre amenità umanamente figlie delle debolezze umane,
o come si usa dire in Vaticano per deresponsabilizzarsi. figlie di Satana…
Marco Bazzato
24.02.2013
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