domenica 9 dicembre 2007

DDL contro gli eteronaturali

Sta provocando uno sconquasso nella maggioranza,un DDL, politicamente cparlando, contro l’omofobia, ma non è altro che un contortrsionismo lessicale per mettere il bavaglio al pensiero, all’espressività e di stampa della maggioranza, non solo italiana – come in questo caso – ma mondiale, che permette, non solo l’evoluzione sociale, ma soprattutto naturale del genere umano.
Il DDL approvato in Commissione Giustizia della camera, firmato dalministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, prevede all’articolo3 la reclusione fino a tre anni per chi “diffonde in qualsiasi modo” “ideefondate sulla superiorità” ovvero “incita a commettere e commette atti didiscriminazione” per motivi “fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.
Secondo questa dotta pensata, affermare che un eteronaturale è superiore ad un eterofobico, a livello riproduttivo (possibile – senza l’intervento di aiuti esterni – ai soli eteronaturali), potrebbe costare caro, per il fatto di esplicitare La Verità evidente, mentre per essere politicamente corretti, o contorti, nei confronti di una categoria, si dovrebbe dire, negando i riscontri oggettivi, che, è colpa delle leggi di qualche Stato discriminatorio, se non si permettono matrimoni, o peggio adozioni a coppie eterofobiche.
Un domani, secondo quest’idea balzana, i genitori, non potrebbero raccontare ai figli, la metafora di come nascono i bambini, usando parole e frasi più capibili, per far apprendere ai piccoli, come avviene il concepimento di una donna tramite il seme maschile, cosa impossibile ad una “coppia?” d’eterofobici. Secondo il DDL, i genitori commetterebbero un reato, affermando la superiorità naturale degli eterosessuali?
Facendo un altro esempio è come se uno Stato imponesse ai contadini di piantare nei propri terreni semi inerti, che non possono germogliare e crescere, creando nuovi frutti, minacciando sanzioni di legge, rendendo così la terra improduttiva e sterile come la superficie lunare, solo per rispettare i diritti dei semi sterili.
Alcuni benpensanti affermano il diritto all’outing pubblico, come panacea per superare i presunti pregiudizi della società, dimenticando, che da che mondo è mondo, non si è mai visto un Eterosessual Pride, per rivendicare un orgoglio, che un eteronaturale non ha bisogno di manifestare l’ovvietà, costringendo – come moda – per colpa dei media, sempre immondamente attente al bieco gallinaio di turno, che cerca visibilità mediatica, costringendo la maggioranza delle platee – eteronaturali – a sapere, anche se ne farebbero volentieri a meno, vivendo meglio, gusti od orientamenti eterofobici, che qualsiasi eteronaturale dotato di pudore e rispettoso di se stesso, tiene, senza sbandierarlo in pubblico, per se, visto che attiene esclusivamente alla sfera privata. È assurdo ed innaturale, che nessun politico – forse per paura di perdere voti – non abbia denunciato questa pretesa pietistica d’entrare nelle case degli eteronaturali, raccontando i propri gusti eterofobici, facendo delle violenze private nei confronti di quanti, trattenendo- come spesso accade, ma non viene mai esplicitato a sufficienza – il sommovimento di stomaco, l’ulcera che si infiamma, e la bile che rischia d’esplodere, la corsa verso il bagno, rigettando copiosamente, il pranzo o la cena, o se a stomaco vuoto, succhi gastrici in quantità industriale. L’avere intolleranza fisiologica nei confronti degli eterofobici, non significa discriminare, ma riconoscere, paradossalmente, in modo simile, facendo un esempio, un intolleranza alimentare, che nessun italiano si sognerebbe mai di condannare.
Forse, sarebbe ora, che si iniziasse a scrivere nelle carte di identità, come segni caratteristici: eteronaturale, o eterofobico. O visto che tutte i DDL in materia, parlano sempre di questa parità dei diritti tra eteronaturali ed eterofobici, sarebbe utile premettere, in una futura legge in materia, una piccola appendice, che dichiari la totale parità, a patto che l’eterofobico, sebbene non intenzionato ad avere figli in futuro, possa dimostrare che può col proprio partner, generare nuova vita, accedendo così all’ agonista uguaglianza – che però va a cozzare contro lo sbandierato diritto alla diversità – non solo dei diritti, ma dei doveri, che non devono essere visti come imposizione, ma in caso di scelta affermativa e procreativa, possa aver seguito, in modo naturale, e senza interventi esterni. Altrimenti è comodo pretendere sempre, sapendo che – naturalmente – non si può dare nulla in cambio a livello di evoluzionismo – tanto caro ad una certa Sinistra, sinistra – e riproduttività della specie umana.

Marco Bazzato
08.12.2007
http://marco-bazzato.blogspot.com/