venerdì 1 marzo 2013
Benedetto VXI è “morto” alle 20.00, ora italiana. R.I.P.
Benedetto VXI è morto alle 20.00,
ora italiana. R.I.P. È ufficialmente andato.
Dalle 20, ora italiana Benedetto
XVI è “morto” ed è istantaneamente “risorto” come Benedetto XVI, Papa Emerito,
ossia a riposo. Pensionato di lusso, ospite non pagante al “Gran hotel” nel Palazzo Apostolico di
Castel Gandolfo e poi, fra due o tre mesi, dentro un ex convento di clausura,
al riparo, secondo voci non confermate, da un mandato di cattura internazionale
per crimini contro l’umanità e associazione a delinquere, ma si tratta di una bufala.
(1), stando a quanto scrive il quotidiano online Libero.
In ogni caso il pomeriggio di
ieri rimarrà nella memoria collettiva di molti per un periodo apparentemente
lungo. Le lacrime dell’arcivescovo Georg Gänswein, da anni segretario privato dell’ormai ex pontefice, ora
forse ridotto al ruolo di badante de luxe un papa pensionato.
L’anziano monarca dello Stato
Città del Vaticano è uscito alla’aperto alle 16.50 per ricevere l’omaggio dei
sudditi,dei servi,con tanto di lacrimoni anche di Piero, l’autista, prima di
recarsi a bordo di un elicottero della Repubblica italiana e, per andare a
firmare le scartoffie relative ai passaggi di potere in seguito
all’abdicazione.
Gli
ultimi baciamani del suo pontificato, a cui non poteva sottrarsi a causa del cerimoniale,
erano iniziati verso le 11, dove probabilmente ieri sera, allo scoccare delle
20.00, avrà messo la mano destra in ammollo nell’acqua bollente Benedetta, per
non rimanerne ustionato sterilizzandosela, mentre con le gambe su uno sgabello,
avrà potuto guardarsi in santa pace il TG1,condotto da un suo accanto fan e
seguace, Francesco Giorgino, rendendosi conto finalmente che dopo anni la sua
prigionia dorata era giunta al termine, ritornando ad assaporarsi il piacere
delle albe e dei tramonti che scorrono, anche non facendo una beata minchia,
passando le giornate leggendo qualche buon libro, ingozzandosi di crauti,
salsicce e bevendo boccali di giganti di birra scura bavarese, lasciandosi andare
al rutto libero, senza l’assillo d’essere udito dalla Guardie Svizzere,
appostate dietro l’uscio, non si capisce se a protezione del papa o per
impedirgli di fuggire…
L’evento dell’autopensionamento
di Benedetto XVI è sicuramente stato per i “quattro cattolici” rimasti in
Italia, per il mondo cattolico e non, un evento di portata epocale, che sarà
scritto nei libri – cartacei e non – di
storia e che darà anche il via a un filone letterario fatto di complottismi
teologico-avventurosi.. L’evento sarà analizzato, sezionato, dissezionato dagli
studiosi, esperti di geopolitica e
fantapolitica, da teologi i sotto ogni sfaccettatura possibile, cercando di
leggere nei fondi di bicchiere di un ex gerarca dell’ex Tribunale dell’Inquisizione,
ossia Prefetto per il Tribunale per la Dottrina della Fede, divenuto papa, che
dopo otto anni si è “Spapato” pur rimanendo Papa pensionato.
Dobbiamo dircelo: Joseph Ratzinger
era come quel personaggio di Luca Bizzarri, in Ciro, che sentiva d’avere sempre
sulle spalle quella carogna di avvoltoio. Benedetto XVI aveva il fardello
ingombrante del confronto con il suo predecessore: Giovanni Paolo II.
Infatti alzi la mano chi alla sua
elezione non ha storto il naso, incazzandosi anche per l’accento teutonico,
visto che l’orecchio di mezzo mondo per ventisette anni si era assuefatto a
quello del polacco?
Così come non va dimenticato ciò
che dicevano al momento dell’elezione di Benedetto XVI i vaticanisti: dopo
quasi trent’anni ci voleva un papa con scadenza breve, quindi lo Spirito Santo
o chi per esso aveva deciso per uno abbastanza avanti con l’età, dove secondo
alcune teorie non doveva campare più di cinque o sei anni e poi sarebbe tornato
al Creatore, visto che veniva considerato un Papino di sSrie B, di passaggio,
incapace a reggere il confronto, anche mediatico e come comunicatore, con il
suo predecessore.
Tiè, invece. Benedetto X VI ha
fatto il gesto dell’ombrello a tutti, sollevando idealmente anche il dito medio
al mondo, decidendo di godersi i suoi ultimi anni come un sepolto vivo, senza
stracciamento di giuggiole, mettendo stop a viaggi pastorali, folle oceaniche e
maratona della Passione per le vie di Roma del Venerdì Santo, l’Angelus e compagnia briscola,
creando un burdello teologico non indifferente, come descritto ne “Benedetto
XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di vicario di Cristo?” (2).
Ieri è stata scritta una pagina
di storia, che rimarrà nei cuori delle persone il tempo tecnico dell’elezione del
nuovo papa e poi, come è già accaduto con Giovanni Paolo II, nel volgere di sei
mesi un anno al massimo, chi si ricorderà di Benedetto XVI? Nessuno. I fedeli
come gli elettori sono volubili e dotati di una memoria religiosamente e
politicamente a breve termine.
Rimane una domanda che si
vorrebbe che il nuovo governo desse una risposta: il servizio di elitaxi fatto
con un elicottero della Repubblica Italiana è stato senza costi per gli
italiani, oppure è stata l’ennesima scrocconeria che lo Stato Città del
Vaticano ha estorto per colpa del Concordato,alle casse degli italiani? Perché
sarebbe bello conoscere quanto è costato il circo “della coscia di pollo con le
pale” – elicottero – l’affitto dei
piloti, usura del mezzo, carburante avio, tenendo conto che il mezzo si è mosso
dalla sua base verso il Vaticano, dal Vaticano a Castel Gandolfo, da Castel Gandolfo al rientro alla base. E probabilmente
i piloti avranno anche ricevuto un’indennità extra, avendo volato fuori dal
Paese, in quanto viaggio internazionale: Italia-Stato Città del Vaticano. Stato
Città del Vaticano- zona extraterritoriale dello Stato Città del Vaticano nel
Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Palazzo apostolico nello Stato città del
Vaticano a Castel Gandolfo-Italia. Senza dimenticare il distaccamento dei
Vigili del Fuoco italiani dentro lo Stato Città del Vaticano, in
quell’eliporto, così come nell’eliporto extraterritoriale del Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo, più varie ed eventuali… Ma tanto paga pantalone…
Una piccola nota autobiografica:
devo molto a Karol Woytila e a Joseph Ratzinger, perché al tempo della
dipartita di Giovanni Paolo II e fino a quando non è stato eletto Benedetto XVI
ero fermo a tre quarti del mio romanzo “Progetto Emmaus”. I personaggi erano
come impiantanti in un punto e sembrava che non volessero fare più nulla, come
se in attesa di un qualcosa di nuovo. La morte di Giovanni Paolo II e
l’elezione di Ratzinger diedero nuova linfa ai personaggi che si muovevano
all’interno del romanzo. Quando vidi le maniche del maglioncino nero di
Benedetto XVI sotto la “divisa pontificia”, questi si ridestarono e nella mia
mente e si rimisero a scapitare come cavalli imbizzarriti, desiderosi d’uscire
per galoppare verso il sole che cala all’orizzonte, conducendomi alla
conclusione dell’opera letteraria.
Quindi: oggi come allora, grazie
Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
E come si usa dire:
“Il Re è morto, viva il Re!”
01.03.2013
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mercoledì 27 febbraio 2013
Gianfranco Fini: Onore alle armi a un ex post camerata?
“Faccetta nera, Bell’Abissinia, aspetta e spera che già l’ora si
avvicina, quando saremo vicino a te, noi ti daremo un altro duce e un altro
Re!”
Alzi il braccio, a mo di saluto,
come ogni persona vuole, quando ha sentito che Fini era stato trombato?
Diciamocelo! La Russa e la Meloni
dentro e il reuccio di Almirante sbattuto fuori, dal Parlamento, dopo sei lustri,
trent’anni, ossia dal 1983! Chi ha pianto per costui e per la sua cospicua
liquidazione, pari a 260mila euro, esenti tasse e una pensione netta di 6.200
euro al mese…alla faccia del cazzo e della crisi! (1),
se esiste, come per fantasmi, batta un colpo!
Fini che si ritiri sull’Aventino
o a Predappio?
Boh..in ogni caso non è lui che
si ritira, sono gli italiani che l’hanno gettato via, con troppi annidi
ritardo, da un posto pubblico senza responsabilità penali dirette, grazie
all’articolo 68 della Costituzione, per gli errori commessi durante i suoi
svariati mandati elettorali. E ora a 61 anni, avrà solo l’imbarazzo della
scelta: i giardinetti a Roma, nella natia Bologna o a Montecarlo. A lui il
gusto della scelte, perché ad oggi non cinguetta più dal 20.0.2.2013, che gli
sia caduto l’uccello a terra dopo il 26.02.2013?, non si sa.
Certo la delusione deve essere
stata cocente, ma ancora più grande è stata sicuramente la gioia degli
italiani, perché vedere ruzzolare dalle stelle, anche se nell’ultimo periodo,
dopo lo strappo con Berlusconi e la creazione del partitino, Futuro e Libertà,
le sue presenze in tv si erano diradate all’inverosimile e così anche la
tracotante sicurezza e superbia che sovente dimostrava.
Il grande merito di Fini? Aver
distrutto il Movimento Sociale Destra Nazionale, creando Alleanza nazionale per
farsi sdoganare nei salotti buoni della politica. Ricordiamoci che non pochi
anni fa un politico straniero non gli strinse la mano perché post fascista.
Storie del millennio passato… Comunque. Ha distrutto Alleanza Nazionale,
facendola confluire dentro il Partito della Libertà di Berlusconi e poi,
volendo distruggere il Cavaliere, si è fatto Futuro e Libertà, racimolando
159.231 voti in tutto il territorio nazionale, nella tornata elettorale del 25
e 26 febbraio, u.s.
E gli italiani questi giorni
hanno goduto come nella fase di Planteau.
Ora si dovrebbe dare l’onore
delle armi anche agli sconfitti, ma non possiamo nasconderci il fatto che in
certi momenti, quando la superbia di taluni soggetti cala fino a toccare la
polvere, non esiste soddisfazione più bella che sparare contro la Croce…Rossa…che
ironia del destino!
Sarei un bugiardo se dicessi che
molti anni fa Fini come politico appariva interessante, ma era l’inesperienza
della mia giovane età, poi con il tempo si dovrebbe maturare e quindi anche gli
occhi e la mente si espandono. Negli ultimi mesi, sebbene non sia mai venuto
meno il rispetto nei confronti dell’uomo, Gianfranco Fini, la simpatia politica
da tempo si era raffreddata, arrivando quasi allo zero assoluto – 273,15°,
visto che, con il massimo rispetto per un barbone o un futuro di ricco esodato,
sembrava che si aggirasse quasi verso il centro sinistra, mancando poco
che chiedesse asilo politico alla
sinistra comunista extra parlamentare, alla ricerca estrema di un posto di
lavoro pubblico, come dipendente Parlamentare in una delle due camere del
Parlamento italiano, non mai sotto il minimo di legge come Deputato o Senatore.
Dobbiamo dirlo: faceva quasi
tenerezza, gli mancava solo il piattino con le offerte, per deporre le
banconote dal taglio minimo di 500 euro e le scritte in sgrammaticatura
standard tipiche dei rom che chiedono
l’elemosina sui marciapiedi o ai semafori:
“Io essere futuro pvvero
Presidente di Camera con tre figlie avute di due donne. Date soldi me per cibo
e vestiti – firmati – di bambine!
Perché alla fine, e dai, : se non fosse per i 6.200 euro netti
al mese, verrebbe da pensare che Remi, il personaggio di Senza Famiglia di
Hector Malot, 1879, durante il bighellonare per tutta la Francia in compagnia
di Vitali fosse felicissimo, specie quando questi per proteggerlo dal freddo
gli ha dato il suo mantello, morendo volta congelato, fosse molto più felice
del povero, snudato dal potere, ex Presidente della.
A questo punto non ci resta che
dire:
Il Movimento sociale destra
nazionale è morto – grazie a Gianfranco Fini!
Alleanza Nazionale è morta –
grazie a Gianfranco Fini!
Futuro e Libertà è morto – grazie
a Gianfranco Fini!
Gianfranco Fini è vivo…, niente
evviva?
Marco Bazzato
27.02.2013
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Gli istant poll hanno fallito?
È dal termine delle elezioni che si sente parlare di fallimento degli
Istant Poll. Le rilevazioni telefoniche che vengono fatte, chiamando un numero
statistico di utenze domestiche, chiedendo per chi hanno o voterebbero, da
utilizzare poi, dalle 15.00 alle 16.00 come proiezione per cercare di dare un
quadro incompleto, utile per impegnare il tempo e per gettare via denaro
pubblico in questi sondaggi, che si sono dimostrati ogni volta sbilenchi come
la Torre di Pisa e con una forbice degna di una sarta cieca.
Anche ieri sera i sondaggisti, i guru che
basano le loro fortune economiche sul vuoto pneumatico, erano quasi incazzati
con gli elettori perché questi avrebbero fornito risposte inesatte.
Partiamo dal presupposto principale:
il voto è segreto.
Quindi non si capisce per quale beata minchia un
cittadino/a debba dire le sue intenzioni o dire per chi ha votato al primo
pirla che gli suona al telefono? Per pagargli lo stipendio e per ingrassare il
suo boss e i partiti politici che anche a volte li commissionano? L’opinione
del cittadino ha un valore economico, allora che paghino prima e poi, il
cittadino se vuole risponde, anche mentendo, n virtù della segretezza del voto.
Un'altra cosa che credo sia
interessante degli italiani: su questo argomento mentono, si presume
soprattutto le classi medio alte, quelle istruite. A queste fa radical chic definirsi di
centrosinistra, ossia ex e post comunisti, o i più infami, addirittura maoisti
o staliniani. Fa fino, intellettuale, intelligente e di mentalità aperta,
all’apparenza. Ma molti di questi sono dei crumiri, cucinerebbero cuore o
fegato di moglie e figli, o lo mangerebbero anche crudo, pur di risparmiare gas
metano. Naturalmente viaggiano col SUV.. Sarebbero anche felicissimi di prendere
a calci i barboni o extracomunitari. Però non lo fanno, altrimenti si sporcano
le scarpe di vomito, sangue e bava, quindi preferiscono allungare un centone al
naziskin di turno affinchè faccia il lavoro sporco, godendosi a debita distanza
la spassosa, per il pagatore e il picchiatore, scenetta del barbone sprangato a
mortalmente.
In Italia è gretto essere di
centrodestra. Infatti, gli intellettuali milionari in euro si dichiarano
stoicamente di sinistra, dall’alto delle scarpe firmate, dei vestititi creati
sul misura e chi vota per la parte avversa è un tanghero, un insensibile, una
persona che non ha a cuore i problemi del mondo e dell’economica e
dell’ambiente,che non capiscono una sega. – per questo questi ricchi di
sinistra non vivono in bugigattoli puzzolenti, tra topi, escrementi e rifiuti
solidi e liquidi, pronti a sostenere, ma lontani da loro visto che puzzano,
qualsiasi causa dei disastrati, a patto che non vadano a manifestare sotto ai
loro palazzi e quelli che li cacciano via sono degli sporchi reazionari
insensibili, sempre che non siano di sinistra, altrimenti è per il bene di
tutti…
Mentre quelli di centrodestra
sono una feccia lorda, sovente appartenenti alle classi anche medio basse,
quindi figli del vorrei ma non posso. Sognano ricchezze e votano per gli
arrivati, per i capitani di industria, per gli imprenditori che hanno venduto il
secondo canale della moglie e ‘utero vergine, riparato svariate volte delle
figlie,e pur di salire, a forza di lecchinagggi, stecche, la scala sociale ed
economica, figli di un ignoranza culturale, sociale senza limiti, pronti a
farsi strada a suon di randellate ai figli, di bestemmie in casa e primo posto
davanti il prete in chiesa, alla messa delle 11.00. Questo principalmente nel
ricco Nord Est, ma non solo.
Quelli di centrodestra vivono in
case mono o al massimo bifamiliari, in ex zone di edilizia popolare diventate
case per i tracagnotti arricchiti che hanno riempito di mazzette le amministrazioni
comunali, specie nei piccoli paesi di provincia, dove vige, anche se al Nord,
un sistema mafioso fatto di omertà, complicità, silenzi, voti di scambio e
scambi di culatelli, salumi di maiali e utilizza come tangente le maiale umane,
dotate di zizze in plastica, dure come il marmo, labbra appestate di silicone,
che le fanno assomigliare a tante vecchie bagasce emerite, stile Perla, la
madre di Bambino e Trinità.
Insomma alla fine gli Itstan Poll
fotografano sempre la solita Italia: invertita, pervertita, falsa come una
banconota da quindicimila lire o una da tre euro, un’Italia puttana, laicamente
baciabanchi, mafiosa e generosa allo stesso tempo…è facile essere generosi con
il denaro facile e sporco… e per questo alla fine gli Istant Pooll hanno
fotografato la realtà del Bel Paese.
Marco Bazzato
27.02.2013
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martedì 26 febbraio 2013
Elezioni politiche 2013. E adesso?
In moti avranno fatto zapping
fino a quasi le tre di notte, ora, arrivando sfiniti alla fine della lunga
giornata elettorale.
L’unica certezza è che l’Italia e
gli italiani sono finiti, per colpa di PD PDL, dentro un gigantesco mixer colmo
di merda, dove la speculazione europea sta affilando le armi per spolpare il
cadavere dello Stivale, iniziando a fuggire dall’industria e dalla finanza
boccheggiante, con lo spred che finalmente torna a crescere e le cancellerie di
mezzo mondo che si mettono le mani sui coglioni, sperando che nei loro Paesi non
avvenga il “miracolo Italiano”
La cosa buffa è che Grillo ha
sbancato il casinò, spendendo, rispetto agli altri partiti politici e senza andare
in tv, anzi con i giornalisti costretti a rincorrerlo su e giù per il Paese,
trattati a volte come cani servi del potere, obbligati dal dovere di cronaca a
inseguirlo, venendo sbeffeggiati senza tanti complimenti.
Bersani è il grande principe è il
“vincitor perdenti” si trova con un nugolo di parlamentari, inutili anche per
farci il minestrone di verdure, con Vendola cetriolo capo, che e con il suo Sel
è entrato in Parlamento dalla porta di servizio, visto il suo striminzito 3,2%,
dimostrando che manco la lobby gay crede alle sue proposte, figuriamoci gli
etero.
I trombati eccellenti: Fini, Di
Pietro, la Binetti, la Conica, il Buttiglione, per dire quelli più eclatanti (1)
soprattutto quel simpaticone di Ingroia ha dimostrato che in Italia come non ci
sta posto per i post fascisti, peggio vengono trattati come sudici seguaci del
baffone comunista Stalin, considerati dei cadaveri che camminano e consumano
ossigeno e rilasciano nell’atmosfera, anidride carbonica, senza contare le
acque nere.
Ma l’orgasmo più bello è venuto
durante la conferenza stampa di Mario Monti. Sembrava uno studentello al primo
anno di economia che non ha passato un esamino e con il professore di turno che
l’ha insultato contro, davanti ai famigliari e compagni di corso, beccandosi
sul libretto una solenne insufficienza e sempre da parte del docente, un “vaffanculo!”
Monti era rosso in volto. Faccia che di solito
fa qualsiasi persona non ha quando per farsi passare il giramento di zebedei si
scola tre cartoni di San Crispino, pregando che il bambino venga accoppato da
un cacciatore di frodo, prima che ripeta per l’ennesima volta: “Guarda nonno,
guarda….è… Bum, morto stecchito”.
Presumibilmente durante quella
conferenza stampa, moti degli elettori di Monti si saranno messi se maschi i
coglioni ioni, se femmine le zizze, tra
la porta e lo stipite, ordinando ai figli di chiudere il portoncino blindato
con la massima violenza possibile e poi…
Berlusconi è il vero vincitore
morale della causa perduta. Ora se ne
sta all’angolo, sfregandosi le mani e vedendo il Bersani che bestemmia,
masticandosi il toscano, come se fosse alla Festa dell’Unità di Brescello,
incazzato perché è cuochi e camerieri sono ciuchi marci, per l’ennesima volta
si sono scolati la vendemmia dell’anno successivo, prima ancora che si formi l’uva.
E gli Italiani? Passata la
sbornia capiranno che uno per uno, tutti assieme, senza distinzione di razza,
sesso, orientamento sessuale, stanno per prendersi l’ennesimo cazzo in culo,
nuovamente a secco come le tasche. E brucerà. Eccome se brucerà. Saranno emorroidi per tutti.
Già, perché tra poco gli italiani
inizieranno ad attraversare il canale d’Otranto a nuoto direzione Albania. È
chiaro che il Paese è ingovernabile peggio di un cavallo morto, reso carne
macinata e spacciato per manzo nei supermercati di mezza Europa, impossibile da
ritirare dal mercato comune.
Soluzione alla crisi e possibili scenari?
Grande inciucio, PD – PDL? Per ora
esclusa dallo smacchiatore di giaguari del giaguaro rimasto con la sua
pelliccia.
Alleanza PD con il Movimento 5
Stelle? Bersani deve prepararsi a calare le braghe e zac… Grillo dirà o mangia
la minestra o salta la finestra e vaffanculo.
Ritorno alle urne? Sarebbe la
buffonata del secolo, visto che farebbe pensare che i due “grandi” partiti, Pd
e PDL, come i bambini a cui un piccolo bullo ha rubato le biglie e adesso vanno
a piangere dalla vecchia madre, ormai moribonda (Napolitano è agli sgoccioli,
come mandato) battendo i piedi a terra e facendo gli offesi… sempre che alcuni
grillini non si vendano per un piatto di lenticchie…
Un nuovo governo tecnico, con
Giuliano Amato come premier? Potrebbe essere l’opzione imposta da tempo da
parte dell’Unione Europea e dal sistema finanziario internazionale, perché
garantirebbe la continuità di Monti e della politica di austerity, ossia
impoverimento generalizzato del Paese, almeno per due anni, per poi lasciare
spazio alle elezioni anticipate, spianando la strada alla maggioranza assoluta
del Movimento Cinque Stelle, movimento che, anche se non è stato capito da
molti, va incasellato all’interno di una destra. Simile. Quasi etero guidata
dai banchieri Teocon americani..
Il ruolo di Grillo e del
Movimento cinque stelle? Continuare sulla sua opera di sfascio della partitocrazia,
facendo quello che per trent’anni non è riuscito a fare Pannella e al Partito
Radicale. Se si tornasse entro un anno alle urne, la vittoria del Movimento
cinque stelle potrebbe essere schiacciante, indipendentemente dalla legge
elettorale, che giocoforza, in un modo o in un altro, dovrà essere ripresa in
esame, questa volta senza giochetti, perché a continuare a fare i conti senza l’oste,
alla fine si rischia di morire alcolizzati , per lo scoppio del fegato e della
bile, anche se è astemi.
I mercati? L’euro e l’Unione
Europea?
Che si fottano. Si auspica, ma le
grandi banche, anche americane e non solo, non lo permetterebbero, a costo di
militarizzare l’Italia,seminando morte, sangue, distruzione e miseria. Il
problema è che il tessuto economico italiano è sfasciato, la morte e la miseria
continuano ad avanzare, assieme alla disoccupazione. Tanto vale lasciarsi
dietro quanti più cadaveri europei ed europeisti possibile. Alla fine ci sarà un’uscita
dal tunnel della recessione e della depressione. È importante quanti morti la società europea
sarà disposta a considerare come morti fisiologiche, ossia danni collaterali
sopportabili e a mo di ripulitura del sistema, per poter poi ripartire, non più
forti di prima, ma con meno problemi, leggesi esseri umani nel continente
europeo.
Stiamo sereni, questa scelta non
sarà fatta dagli italiani e dal sistema politico italiano, ma l’onore di queste
morti spetta e spetterà, vedi la Grecia, alla grande finanza internazionale e
alle grandi cancellerie,quella tedesca in primis. A questi spetterà l’onore di
premere i fatidici pulsanti e tirare le levette e “grilletti”, circa la prosecuzione
dell’impoverimento italiano, per il bene degli italiani e del bene comune
diranno, per salvare il sistema creditizio delle banche private sovrannazionali..
Oggi come ieri Bersani,
Berlusconi, Monti e apparentemente da ora anche Grillo sono solo i burattini tirati
da una piovra economica impossibile da uccidere, perché esiste dai secoli e il
Movimento cinque stelle in questo momento è utile al “sistema!”
Marco Bazzato
26.02.2013
domenica 24 febbraio 2013
Le ingerenze Vaticane sui media italiani
È stato un attacco continuo a
tutta “Mitra” quello condotto dalle gerarchie vaticane nei confronti dei media
stranieri, ossia dell’Italia, ma non solo. Prima ci si mette padre Lombrardi,
direttore della Sala Stampa Vaticana e poi il Cardinale Bertone, che accusa la
stampa di “Falsità per condizionare il Conclave” (1).
Non si crede che l’Italia e i
media italiani, per quanto proni al potere, ossia editore di riferimento,
inserzionisti pubblicitari e aiuti di Stato, secondo le modalità prescritte
dalla legge, meritino l’ingerenza di un Segretario di Stato, Stato – il Vaticano
– che campa e si ingrassa grazie anche agli errori storici del fascismo che
firmò i Patti Lateanensi, di Craxi, fino agli “aiuti dello Stato italiano” e ai
numerosi benefit che questi riceve, ultima e non meno importante la stupidità
patologica di quegli italiani che firmano per l’otto per mille, finanziando uno
Paese straniero.
Lo sanno tutti che entro le mura
dello Stato Città del Vaticano la libertà di pensiero e i diritti umani, sono
quasi inferiori a quelli della Corea del Nord, con tanto di scene di cannibalismo
e vampirismo eucaristico che si reiterano simbolicamente nel mondo cattolico,
frutto della diffusione della primitiva setta cristiana da parte di San Pietro
e Paolo apostoli e via via tutti gli altri..
Ma come? Il Vaticano che non ha
mai avuto timore nel corso della sua storia di fare comunella con i peggiori
regimi dittatoriali del Pianeta, oggi, come un bambino impaurito, teme la
libertà di espressione? Evidentemente all’interno di quella dittatura
monarchica è poco chiaro il concetto di pluralità, dove l’ecumenismo cattolico,
interpretato laicamente significa omertà e silenzio. Significa nascondimento degli
errori, orrori, gettati sotto il tappeto, non per quanto commesso in nome di un
loro dio, ma per il “sacro” terrore di perdere prestigio e potere economico e
psicologico.
Il Bertone dovrebbe spiegare alla
stampa italiana come tutti i membri del Conclave, uno a uno, possono essere
deviati, traviati, condizionati dalla stampa antagonista e nemica del clero,
perché altrimenti significherebbe che la loro fede nei confronti
dell’Istituzione vaticana è fondata sulla sabbia e non sulla Pietra, come
richiedeva duemila anni fa il mitologico fondatore di questa dottrina e che gli
ammessi al Conclave sono persone psicologicamente deboli e condizionabili. Senza
dimenticare tra l’altro, che proprio perché sono giunti a portare gli zucchetti
cardinalizi, sono scafati a ogni genere di intrallazzo, politico, anche
corrotto, atti contro natura e brutalizzazione dei neofiti che venderebbero il
cxxxo, pur di fare carriera, di sgambetti e religiose pugnalate alle spalle,
frustate con catene e strizzate di palle al cilicio, il tutto all’interno del
Paese più misogino della storia umana.
L’Italia, se fosse un Paese
intellettualmente libero e laico, farebbe partire alla luce di questi attacchi
di inusitata violenza verbale, una rappresaglia diplomatica degna dell’assalto
di Fort Alamo, o della Battaglia di Little Big Horn, interrompendo, come segno
di vibrata e vigorosa protesta, la fornitura di luce, acqua e il blocco delle
acque nere, sicura che lo Spirito Santo verrà in loro aiuto, mondando e
purificando le acque, illuminandoli l’intero ex Stato Pontificio, con la
Spirituale luce elettrica, tagliando finalmente le catene da questo mondo
secolare, recidendo, una volta per tutte, il cordone ombelicale che lega lo
Stato Città del Vaticano all’Italia, con gran gioia di tutti gli italiani…
Bertone fa demagogia: i cardinali
in Conclave non hanno né giornali e tablet. Il condizionamento? Lo Spirito Santo..se
esiste, è comunque “bandito” dal Conclave, potrebbe condizionare, positivamente,
l’elezione!
È chiaro che Lombardi e il
Bertone, con questo attacco furioso contro la libertà di informazione,
indirettamente hanno confermato la veridicità di quanto scritto dai media. Si auspica
che si continui a rimestare nel torbido Vaticano, snidando almeno un po’ una
piccola parte del lerciume figlio di “Demonica” che lo copre come un mantello
di putridume, nequizie e altre amenità umanamente figlie delle debolezze umane,
o come si usa dire in Vaticano per deresponsabilizzarsi. figlie di Satana…
Marco Bazzato
24.02.2013
venerdì 22 febbraio 2013
Elettrodotto Dolo-Camin: oggi hanno ragione i costruttori!
Ieri leggendo un articolo su
Veneziatoday (1)
e per l’ennesima volta ci si rende conto che anche in quella zona del ricco ed
ottuso Nord Est, come in tutta Italia, i politici sono una masnada “de magnaschei!” – Mangiasoldi – che piuttosto
di alzare il culo dalle poltrone, perché se un’Amministrazione Comunale non
vuole fare pulizia, anche davanti prove evidenti, fornite a tutti gli uffici
preposti, partendo dal Sindaco, per proteggere, forse a suon di stecche, un ex
Presidente di Consorzio e suoi figli –
questi sono pesci piccoli – cosa resta combattere per il bene di tutti i
cittadini, contro i grandi gruppi?
Infatti, i grandi gruppi
conoscono le situazioni di voluta ignoranza cosmica in cui potrebbero versare
le singole Amministrazioni interessate, ma è un andazzo lassista, presente in
tutta Italia e non solo in quella zona interessata.
È grazie all’omertà delle P.A.,
all’inettitudine di una classa politica, brava esclusivamente a fare
accattonaggio al momento delle elezioni, ma poi, come anche in questo caso, i
grandi gruppi, “sodomizzano” i cittadini. Perché se gli interessi di questi non
vengono tutelati dalle Amministrazioni Comunali, non sta a una società, magari
quotata in borsa, fare gli interessi dei “servi della gleba”, visto che
risponde, come per ogni attività, agli
interessi dei proprietari e agli azionisti, principio valido per lo scarparo e quella è anche la zona – così come per la
grande industria che scarica rifiuti tossici in qualche canale,salvo intervento
della Magistratura, a seguito di denunce su denunce, segnalazioni
“dimenticate”, interrogazioni ignorate dal Sindaco, facendo passare i 30 giorni
previsti dalla legge, circa l’obbligatorietà della risposta ai consiglieri
comunali che l’avevano formulata.
E l’azienda non ha preso in
considerazione l’idea di interrare l’elettrodotto da 380 mila volt, lungo ben 15 chilometri , in
quanto il costo sarebbe stato spaventoso. Meglio passare sopra le teste dei
cittadini, sopra case, scuole, zone residenziali e artigianali, campi, i pochi
rimasti, a costi molto inferiori. Poco importa, hanno oggi ragione i costruttori,
se poi lungo l’elettrodotto, le case, le aziende si deprezzeranno, se qualche
bambino rischierà la leucemia, se qualche vecchio con il pacemaker farà un
colpo (una pensione in meno da pagare da parte dell’Inps, facendo risparmiare le
casse dell’Istituto). In quel caso
spetterà, a tempo debito, alla Giustizia dimostrare se esiste un nesso
scientifico tra l’elettrodotto e le malattie e/o le morti o se il tutto è frutto della casualità.
Il concetto è sempre lo stesso: massimizzare
i profitti,spendendo il meno possibile e
molti sfaticati anche nelle P.A. lo sanno e “nazionalizzare i costi ambientali,
sanitari e sociali. Tanto, anche se da qui a vent’anni ci fossero dei casi di malattie
e/o morte a presunta causa dell’elettrodotto ci vorrebbero lustri di inchieste,
milioni di euro di perizie e controperizie, ingrassando avvocati da ambo le
parti, per arrivare a un verdetto “politico” di non colpevolezza o di
assoluzione per insufficienza di prove. O anche se ci fosse la condanna, come spesso
accade in Italia, nessuno pagherebbe. Quindi ben venga il deprezzamento delle
zone interessate all’elettrodotto, le eventuali malattie e morti di qualche
centinaio di persone,ma prima, per l’ennesima volta, come se non lo si sapesse,
andrebbe dimostrato il legame causa-effetto. Intanto, nel pieno rispetto delle
leggi vigenti, giustamente secondo i proprietari e/o gli azionisti, lavorando
al risparmio si ingrassano e comuni interessati si “accodano” alla Voce dei
Padroni!
Marco Bazzato
22.02.2013
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giovedì 21 febbraio 2013
Spot omofobo? Le scuse sbagliate di Crosetto e Meloni!
Si apre così il video di Guido
Crosetto e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che impazza su
Repubblica Tv: (1)
Abbiamo fondato Fratelli d’Italia, rinunciando a una poltrona sicura.
Lo abbiamo fatto per ridare dignità alla politica. Da mesi parliamo di famiglie
e di giovani e non interessa a nessuno, di impignorabilità della prima casa e
non interessa a nessuno. Di impresa e di tasse e non interessa nessuno, di banche e di Equitalia e non
interessa a nessuno, ma se due cretini fanno un video idiota, diventiamo la
notizia del giorno. Tutti parlano di noi, tutta la stampa ci cerca allora
rispondiamo. A modo nostro chiediamo scusa per quel video offensivo che non ci
rappresenta, né rappresenta Fratello d’Italia. Per noi la politica è impegno
civile, per noi la politica è dignità e rispetto – (e diritto di satira,
n.d.a.) – Chiediamo a tutti di votare, con la testa e
con il cuore , non importa per chi, l’importante è che votiate. Se poi volete
sapere per chi voteremo noi: Fratelli d’Italia, Fratelli d’Italia, il
centrodestra a testa alta.
Basta confrontare questo testo
con quello del video precedente per dire che l’omofobia era presente solo nelle
menti pervertite di quanti che si sentono inferiori, colmi dei complessi di
Bradipo, Ediapo, Elettra, Castore, Pulluce, di Cloto, o Scroto, boh… e Lanchesi
e di Atropo e infatti il testo recita:
Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere
tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza
il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia
alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in
campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non
votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”
Ah, l’omofobia, secondo i
retrogradi regressisti, starebbe nel fatto che si è parlato di famiglia
naturale: uomo – donna e progenie biologica e d’amore. Questa è omofobia.
Infatti per i gay famiglia
significa: uomo- uomo o donna – donna e
non progenie biologica d’amore, perché secondo loro quello dovrebbe essere il
ramo naturale dell’albero genealogico da
cui discendono.
Omofobia sarebbe parlare di amore
tra un uomo e una donna. Madonna, che falsità è stata detta! O peggio, Madonna,
che verità è stata detta, ma che non deve essere pronunziata per non offendere
chi? La verità, nelle persone intelligenti e dotate di ragione, non deve
offendere nessuno, mentre è offensiva la bugia, la menzogna e l’inganno, visto
che la verità rende liberi e no schiavi dei propri pregiudizi, od
orgogliosamente gelosi e invidiosi.
Le scuse potevano anche essere un
atto politicamente dovute, ma sono state, per dirla alla Peppone di Don
Camillo, un “calare le braghe” ai
conservatori dei rami secchi, e come dice una frase di un antico proverbio
cinese, “collendo il lischio di beccalsi
una malattia inculabile”
Si auspica che Guido Crosetto e
Giogia Meloni in cuor loro siano concordi con i due satiri veneti, e che questi
abbiano ricevuto una telefonata, dove gli venivano spiegate le ragioni
elettoralistiche di questa pubblica sconfessione e per il fatto che si siano
beccati, anche se rispettavano le leggi dello Stato italiano, da cretini.
Sì, perché in Italia quando si
rispetta la legge si passa da cretini. Mentre i furbi vanno avanti, fanno
strada, carriera, passando sopra cadaveri, sotto le scrivanie,pur di arrivare
al Potere, o per quanto poco poterne
assaggiare un piccolo spizzico, ma soprattutto abbuffarsi e ingozzarsi
degli agi che offre, a spese dei cittadini..
Così come non va dimenticato che
spesso la sinistrosa Luciana Littizzetto manda a “fare in culo” eterosessuali a destra e a manca e si dovrebbe
ridere, perché “normale” che un etero vada
a pigliarlo nel culo, anche se aborrisce certe pratiche. Ma se si dice la verità ad un
omosessuale, ossia che lo piglia nel culo e con piacere anche, ecco che “andare
a fare in culo” è offensivo e
omofobo. Se questo non è pervertimento della realtà….ah..sì, Si chiama
politicamente corretto, ma falso e ipocrita, dove anche questa assurda polemica
ha mostrato tutto il pregiudizio omosessuale nei confronti degli etero.
Per questo, oggi ancora più di
ieri, gli italiani devono prendere atto che non si possono votare Guido
Crosetto e Giorgia Meloni e soprattutto Fratelli d’Italia, perché, come scrissi
ieri, “Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!” (2),
altrimenti si è tutti omofobi.
Marco Bazzato
21.02.2013
mercoledì 20 febbraio 2013
Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!
Ha fatto scandalo ai falsi ben
pensati il video oggettivamente veritiero di due veneti, tifosi di Giorgia
Meloni,che hanno voluto ribadire il diritto e/o dovere degli italiani di andare
a votare usando la testa e il cuore. (1),
ma per fare piacere alle associazioni omosex, gli italiani devono votare,
altrimenti le minoranze si sentono escluse, con il secondo canale, ossia l’ano.
I due veneti hanno fatto la
parodia dei due omosessuali, che grazie ai russi e alla Banda dell’Armata Rossa,
non hanno potuto mandare in onda il video, nella prima serata del Festival di
Sanremo, del loro scambio di liquidi salivari, ma solo dei cartelli, privi di
commenti, come da desiderio della Russia post Unione Sovietica di Putin, (2),
perché illegale nel Paese che ha la capitale attraversata dal fiume Moskova.
Ma cosa hanno scritto di così
omofobo, sebbene per ora, saggiamente in Italia non esiste il reato di omofobia
e che questa al pari dell’omosessualità
non è malattia psichiatrica, infatti è assente nel DSM IV e V – di prossima uscita – il che
rende il video legale a termini di legge e psichiatricamente sano, ma solo un
volgarissimo concetto politico?
Nulla, ecco la trascrizione:
“Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere
tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza
il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia
alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in
campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non
votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”
E Giorgia Meloni innanzi a una
simile e tenera manifestazione d’affetto è anche andata a scusarsi, ma a chi
poi?
Perché due hanno fatto una
parodia dei due che oggi secondo il Tg3 sono dovuti addirittura andare negli
Stati Uniti per firmare innanzi a un ufficiale di Stato civile un pezzo di
carta privo di alcun valore legale in Italia? Chiaramente i due amici non avevano
la priorità, a differenza delle famiglie etero italiane che in piena crisi,
faticano a mettere il pane in tavola e un biberon a un neonato, frutto del loro
amore. Anna Paola Concia è stata più pragmatica. Ha preso un n volo low cost,
andando a firmare, con l’amica, in Germania, un pezzo di carta che per la legge
italiana non vale nemmeno il costo dell’inchiostro.
L’Italia è un Paese
mediaticamente ottuso e i politici, anche quelli che dovrebbero avere gli
attributi, invece di fregarsene, dimenticano che esistono delle leggi che vanno
rispettate, corrono a scusarsi, con chi poi, per il timore di non avere i
rimborsi elettorali, causati dai mancati voti, non ricordandosi che così
potrebbe aver perso i voti di quel centrodestra, legato ai valori della “Famiglia
Reale” anche, secondo la Costituzione italiana.
Nell’Italia dei gay pride è
considerato incivile parlare di un valore progressista ella famiglia composta
da uomo donna e figli che porta all’evoluzione e no all’arretratezza della
società, perché a rigor di un certo tipo di logica è più giusto che gli
italiani guardino ai rami secchi puntati che non ai rami rigogliosi di vita,
che con i loro semi creano nuova vita.
Però, visto che l’Italia e gli
italiani sono al termine di una miseranda campagna elettorale, per non
offendere la comunità GBLT,alle elezioni di domenica e lunedì, è giusto che
votino chi vogliono, a patto che gli
italiani votino con il culo.
Il Paese non merita altro!
Marco Bazzato
20.02.2013
(1)
http://www.giornalettismo.com/archives/785265/non-votare-con-il-culo-lo-spot-omofobo-di-fratelli-ditalia/
(2)
http://marco-bazzato.blogspot.com/2013/02/berlusconi-aveva-ragione-sanremo-2013.html
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Benedetto XVI “morirà” il 28.02.2013 alle 19.59’.59’!’
Il conto alla rovescia delle
dimissioni di Benedetto XIV continua. Secondi, minuti, ore, giorni, fino alle
fatidiche ore 19.59’.59’’ del 28.02,, quando, acceso il TG1, sarà già a Castel
Sant’Angelo in pantofole e giacca da camera, con un Cohiba tra le dita, gentile omaggio di Fidel
Castro e un bicchiere di brandy invecchiato qualche centinaio d’ani, pronto a
godersi la pensione, come ogni vecchietto che viene rinchiuso e gettata via la
chiave, in un ospizio!
Benedetto XVI…che se lo si guarda
bene sugli occhi viene fa venire mente lo sguardo di Jack Torrance di Shining.
– dal romanzo omonimo di Stephen King – e/o Leonard Lawrence, detto Palla di
Lardo di Full Metal Jacket, capolavori entrambi diretti da Stanley Kubrick, per
la storia e un papa che se l’è svignata dalle responsabilità e come mai come in
questo momento, l’intero popolo della cristianità cattolica universale romana
si appresta a gridare ad alta voce, alle 19.59’.59’’
«Benedetto XVI è morto! Viva Joseph Ratzinger !»
È in fatti, pur non ritrattando
di una virgola quanto scritto nell’articolo: “Benedetto XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di vicario di Cristo?”
(1),
a Joseph Ratzinger va dato, vista l’età avanzata, il perdono cristiano e l’onore
delle armi per l’inaudito coraggio dimostrato nel lasciate la Barca di Pietro,
in mezzo al guado, al suo destino, come fanno i topi quando sanno che la
bagnarola affonderà.
Dare rispetto a questo vecchietto
stanco e sfiduciato della melma che alberga in seno alla “Sacre” mura vaticane
sarebbe un imperativo, se l’uomo Ratzinger non fosse stato per decenni uno
degli ingranaggi del sistema, una ruota, oliata, secondo gli ordini del
Padrone, dell’ex Sant’Uffizio, il famigerato Tribunale dell’Inquisizione, del
mitico e l’inarrivabile Torquemada, sbanchettato in Tribunale per la Dottrina
della Fede, e non poteva non sapere, visto che per decenni era stato l’uomo
ombra di Giovanni Paolo II, come funzionasse lo Stato Città del Vaticano.
Ma all’apertura del Conclave, salvo
scherzi di Benedetto XVI, che potrebbe ritirargli lo zucchetto cardinalizio, ci
sarà anche il “Santo protettore dei preti pedofili”, ossia l’immaginifico e
indiscusso difensore dell’ortodossia vaticana, nemica degli scandali, perché
abbassano il fatturato: il Cardinale Roger Mahoney, che molti segretamente,
vorrebbero papa subito in modo che possa avere non solo l’immunità diplomatica
dal suo essere Capo di Stato, ma che possa tentare di bloccare non l’emorragia
di fedeli nelle chiese americane, ma il salasso economico che i “sedicenti”
violentati da preti, continuano ad accampare , grazie alla complicità dei
tribunali secolari, che sono diventanti
nemici del vero Dio e della vera Fede.
Se la cosa non fosse
tremendamente seria ci sarebbe, se non da ridere per quanto poco, da piangere.
Giorno per giorno inizio a
pensare che Ratzinger, grazie all’età avanzata, ne abbia avuto, come direbbero
i laici, i comuni mortali, le palle piene del sistema “Vaticano”, fatto
scandali, pugnalate alle spalle, giochi di potere, intrallazzi, di “…un Dio
cattivo e noioso, appreso andando a dottrina” come cantava Marco Masini, in
“Silvia lo sai” e che abbia preferito mettersi in panciolle, visto che alla
fine si beccherà una pensioncina di 2.500 euro, non come ex Papa, ma come Cardinale
in pensione, visto che il Papa non va in pensione, se non con i piedi in
avanti, seguito da una nuvola di incenso.
Ratzinger, è chiaro a tutti, è
stanco e potrebbe avere i giorni contati. Il condizionale è obbligatorio, visto
che il riposo potrebbe rallentare il lento ma inesorabile declino fisico, che
spetta a tutti gli uomini, che indistintamente raggiungono un’età vegliarda e
forse i bookmaker inglesi hanno già iniziato a
“dar di quota” e raccogliere le scommesse per la sua prossima o lontana
dipartita da questa valle di lacrime.
In ogni caso: Riposa In Pace,
Benedetto XVI e, come dicono i vulcaniani, tradotto in inglese standard, “Live long and prosper”
Marco Bazzato
20.02.2013
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martedì 19 febbraio 2013
Voto degli italiani all’estero: a Sofia, in Bulgaria, solo se….
Abito a Sofia, capitale della
Bulgaria, e non ho ricevuto, come la legge italiana impone il plico elettorale
per votare per corrispondenza.
Doveva essermi inviato dall’Ambasciata di
Italia a Sofia, in Bulgaria entro il 6 febbraio 2013, ma quando telefonai alla
rappresentanza diplomatica italiana, parlando con un’addetta dell’Ufficio
Consolare, mi disse che tutto era stato spedito entro la data di legge e il mancato ricevimento era imputarsi alle
poste bulgare e potevo andare a ritirarmi il plico, anche sabato e domenica 17
e 18.02.2013, dalle 09.00 alle 13.00.
Devo credere che il disguido sia
colpa delle poste bulgare?
Se un cittadino italiano iscritto
all’Aire abitasse nella provincia, distante decine e decine di chilometri dal
Consolato più vicino cosa dovrebbe fare? Prendersi il treno o la macchina,
andare a ritirarsi il plico che doveva essere spedito, rimettendoci tempo,
denaro tra carburante, parcheggio e via discorrendo, senza contare il tempo? E chi gli avrebbe restituito i costi, per esercitare un diritto sancito
dalla Costituzione italiana? Perché se
il plico fosse giunto in provincia, ma non nella capitale, la cosa sarebbe
ancora più paradossale, in quanto discriminatoria nei confronti di tutti gli
italiani iscritti all’Aire, residenti a Sofia.
Da una parte le Ambasciate e i Consolati
devono spedire entro i tempi utili, dall’altra se il materiale non arriva entro
i quattordici giorni dalla data del voto via posta, in questo caso il 22, si
dovrebbe andare al Consolato per ritirare quello che qualche dipendente, si è
rifiutato di fare e/o ha ricevuto l’ordine di non fare… Chiaramente possono
sembrare supposizioni complottistiche, ma non dobbiamo dimenticare il detto,
“Pensare male non si sbaglia mai…”
Ho letto su Facebook, nella pagina di un
candidato che in Svezia e in Lituania tutto è arrivato, a casa degli elettori
iscritti all’Aire, secondo i tempi e le modalità stabiliti dalla legge, mentre
a Sofia, al mio indirizzo, no e presumo, che ad altri italiani residenti nelle
capitale bulgara sia accaduta la stessa cosa. Da voci non confermate sembra che
questa sia una prassi consolidata da anni, almeno da parte dell’Ambasciata
d’Italia in Bulgaria.
Quando telefonai giovedì 14.02.2013
all’Ambasciata, mi venne passato l’ufficio Consolare, dove un’addetta mi disse che
il disguido non era da imputare a loro ma alle poste bulgare..
…..
La corrispondenza arriva eccome,
tant’è che ho ricevuto, in mezzo a tutto il resto, anche vari depliant
elettorali dall’Italia, a tariffa internazionale agevolata. È tutto qui, tra
la mia corrispondenza cartacea.
Le poste bulgare hanno svolto il
loro compito al meglio, come fanno sempre nel recapitare puntualmente bollette
di luce, acqua, telefono e varie ed eventuali, quindi, visto che la matematica
non è un’opinione, 2 + 2 fa…4 e non 3 o 5….
.
Anche se andassi a votare, il mio
voto non servirebbe per far allontanare da quel posto di lavoro pubblico dei
dipendenti di un’Ambasciata che, per quanto ne posso sapere, hanno e/o non hanno
svolto le mansioni per cui sono incaricati e stipendiati, in base agli ordini
ricevuti dall’alto.
Va ricordato che le Ambasciate
sono a tutti gli effetti facenti parte della Repubblica italiana e che l’intera
aerea, secondo il diritto internazionale, è territorio italiano e non, come in questo caso,
della Repubblica di Bulgaria e quindi non si capisce perché un italiano debba
“rientrare in Italia” per ritirarsi il certificato elettorale..
Quindi…chi lavora contro gli
italiani all’estero?
Non voglio fare il complottista:
ma chi garantisce la regolarità del voto quando un cittadino italiano iscritto
all’Aire, quando nella capitale bulgara, è costretto ad andare a ritirasi il
tutto di persona, come se rientrasse nel Paese e che non lo sputino il nome in
una qualche black list, di buoni e cattivi, come faceva la maestra quando
tirava una riga sulla lavagna, segnando da una parte le pecore nere e dall’altra
i lecchini? Dove continuando a leggere i
commenti su questa pagina di Facebook. Molti altri uffici Consolari hanno fatto
il loro dovere, a favore degli italiani residenti all’estero e inscritti
all’Aire, senza causare disagi, come è accaduto qui a Sofia.
E cosa si dovrebbe pensare
dell’Istituzione italiana che rappresenta il Paese all’estero, in questo
specifico caso, mentre in altri nulla da eccepire, anzi?
E in fatti la stessa Ambasciata italiana poco
tempo fa mi recapitò il messaggio del Ministro Giulio Terzi. Sulla busta ci
stanno due timbri: 18 e 21.01.2013, ossia venerdì 18 e lunedì 21. Visto che di
domenica le poste non consegnano… E quel mattino il postino, perché ha letto
“Ambasciata d’Italia a Sofia” ha strimpellato a lungo il campanello. Anche in
quel caso non posso dire che le Poste bulgare e i postini non siano stati
solerti nella consegna, anzi..
Ma sappiamo come è fatto a volte l’uomo,
gli italiani e non solo: la colpa è sempre degli altri se le cose non vanno,
per la serie, lanciare sempre il gatto morto e putrefatto nel giardino de
vicino, accusa dolo di puzzare.
Mi dispiace, ma se un Paese in
questo semplice caso non riesce a fornire il minimo, cosa resta per il resto e
che valore ha un mio voto, se per l’Italia, il cittadino italiano che vive
all’estero, non è manco preso in considerazione? Alla faccia della demagogia
della demagogia dei media?
Ma un candidato alla Camera o al
Senato della Repubblica italiana come rappresentate nella Circoscrizione Estero,
alzerebbe il telefono, per chiamare l’Ambasciatore? No, nessun candidato, soprattutto
di primo pelo, non essendo ancora eletto non muove o si prende la briga di
interessarsi del problema, mentre quelli che stanno per decadere se ne fregano,
visto che potrebbero essere out….gli altri candidati di Camera e Senato,
pensano giustamente alle loro circoscrizioni e quindi noi cittadini italiani,
residenti a Sofia, in Bulgaria, per l’Aire dell’Ambasciata italiana a Sofia,
cosa siamo?
Ed è per questo motivo che sarò
costretto a non dire la mia alle prossime elezioni politiche…
Quindi per chi o per cosa andare
a votare dall’estero che senso ha, quando un servizio minimo nemmeno viene
garantito ai cittadini italiani iscritti all’Aire, porta a pensare che ciò che
disse Kennedy:
“Non chiedetevi cosa può fare il
vostro Paese per voi. Chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro Paese”.
Penso che alla fine fosse il
mondo educato per dire che il Paese non può darvi mai niente, ma può solo
prendervi anche quel poco che dovrebbe spettarvi come diritto.
Marco Bazzato
19.02.2013
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