venerdì 1 marzo 2013

Benedetto VXI è “morto” alle 20.00, ora italiana. R.I.P.


Benedetto VXI è morto alle 20.00, ora italiana. R.I.P. È ufficialmente andato.

Dalle 20, ora italiana Benedetto XVI è “morto” ed è istantaneamente “risorto” come Benedetto XVI, Papa Emerito, ossia a riposo. Pensionato di lusso, ospite non pagante  al “Gran hotel” nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e poi, fra due o tre mesi, dentro un ex convento di clausura, al riparo, secondo voci non confermate, da un mandato di cattura internazionale per crimini contro l’umanità e associazione a delinquere,  ma si tratta di una bufala. (1), stando a quanto scrive il quotidiano online Libero.

In ogni caso il pomeriggio di ieri rimarrà nella memoria collettiva di molti per un periodo apparentemente lungo. Le lacrime dell’arcivescovo Georg Gänswein, da anni segretario privato dell’ormai ex pontefice, ora forse ridotto al ruolo di badante de luxe un papa pensionato.

L’anziano monarca dello Stato Città del Vaticano è uscito alla’aperto alle 16.50 per ricevere l’omaggio dei sudditi,dei servi,con tanto di lacrimoni anche di Piero, l’autista, prima di recarsi a bordo di un elicottero della Repubblica italiana e, per andare a firmare le scartoffie relative ai passaggi di potere in seguito all’abdicazione.

  Gli ultimi baciamani del suo pontificato, a cui non poteva sottrarsi a causa del cerimoniale, erano iniziati verso le 11, dove probabilmente ieri sera, allo scoccare delle 20.00, avrà messo la mano destra in ammollo nell’acqua bollente Benedetta, per non rimanerne ustionato sterilizzandosela, mentre con le gambe su uno sgabello, avrà potuto guardarsi in santa pace il TG1,condotto da un suo accanto fan e seguace, Francesco Giorgino, rendendosi conto finalmente che dopo anni la sua prigionia dorata era giunta al termine, ritornando ad assaporarsi il piacere delle albe e dei tramonti che scorrono, anche non facendo una beata minchia, passando le giornate leggendo qualche buon libro, ingozzandosi di crauti, salsicce e bevendo boccali di giganti di birra scura bavarese, lasciandosi andare al rutto libero, senza l’assillo d’essere udito dalla Guardie Svizzere, appostate dietro l’uscio, non si capisce se a protezione del papa o per impedirgli di fuggire…

L’evento dell’autopensionamento di Benedetto XVI è sicuramente stato per i “quattro cattolici” rimasti in Italia, per il mondo cattolico e non, un evento di portata epocale, che sarà scritto nei libri – cartacei e non –  di storia e che darà anche il via a un filone letterario fatto di complottismi teologico-avventurosi.. L’evento sarà analizzato, sezionato, dissezionato dagli studiosi,  esperti di geopolitica e fantapolitica, da teologi i sotto ogni sfaccettatura possibile, cercando di leggere nei fondi di bicchiere di un ex gerarca dell’ex Tribunale dell’Inquisizione, ossia Prefetto per il Tribunale per la Dottrina della Fede, divenuto papa, che dopo otto anni si è “Spapato” pur rimanendo Papa pensionato.

Dobbiamo dircelo: Joseph Ratzinger era come quel personaggio di Luca Bizzarri, in Ciro, che sentiva d’avere sempre sulle spalle quella carogna di avvoltoio. Benedetto XVI aveva il fardello ingombrante del confronto con il suo predecessore: Giovanni Paolo II.

Infatti alzi la mano chi alla sua elezione non ha storto il naso, incazzandosi anche per l’accento teutonico, visto che l’orecchio di mezzo mondo per ventisette anni si era assuefatto a quello del polacco?

Così come non va dimenticato ciò che dicevano al momento dell’elezione di Benedetto XVI i vaticanisti: dopo quasi trent’anni ci voleva un papa con scadenza breve, quindi lo Spirito Santo o chi per esso aveva deciso per uno abbastanza avanti con l’età, dove secondo alcune teorie non doveva campare più di cinque o sei anni e poi sarebbe tornato al Creatore, visto che veniva considerato un Papino di sSrie B, di passaggio, incapace a reggere il confronto, anche mediatico e come comunicatore, con il suo predecessore.

Tiè, invece. Benedetto X VI ha fatto il gesto dell’ombrello a tutti, sollevando idealmente anche il dito medio al mondo, decidendo di godersi i suoi ultimi anni come un sepolto vivo, senza stracciamento di giuggiole, mettendo stop a viaggi pastorali, folle oceaniche e maratona della Passione per le vie di Roma del Venerdì  Santo, l’Angelus e compagnia briscola, creando un burdello teologico non indifferente, come descritto ne “Benedetto XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di vicario di Cristo?” (2).

Ieri è stata scritta una pagina di storia, che rimarrà nei cuori delle persone il tempo tecnico dell’elezione del nuovo papa e poi, come è già accaduto con Giovanni Paolo II, nel volgere di sei mesi un anno al massimo, chi si ricorderà di Benedetto XVI? Nessuno. I fedeli come gli elettori sono volubili e dotati di una memoria religiosamente e politicamente a breve termine.

Rimane una domanda che si vorrebbe che il nuovo governo desse una risposta: il servizio di elitaxi fatto con un elicottero della Repubblica Italiana è stato senza costi per gli italiani, oppure è stata l’ennesima scrocconeria che lo Stato Città del Vaticano ha estorto per colpa del Concordato,alle casse degli italiani? Perché sarebbe bello conoscere quanto è costato il circo “della coscia di pollo con le pale” –   elicottero – l’affitto dei piloti, usura del mezzo, carburante avio, tenendo conto che il mezzo si è mosso dalla sua base verso il Vaticano, dal Vaticano a Castel Gandolfo,  da Castel Gandolfo al rientro alla base. E probabilmente i piloti avranno anche ricevuto un’indennità extra, avendo volato fuori dal Paese, in quanto viaggio internazionale: Italia-Stato Città del Vaticano. Stato Città del Vaticano- zona extraterritoriale dello Stato Città del Vaticano nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Palazzo apostolico nello Stato città del Vaticano a Castel Gandolfo-Italia. Senza dimenticare il distaccamento dei Vigili del Fuoco italiani dentro lo Stato Città del Vaticano, in quell’eliporto, così come nell’eliporto extraterritoriale del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, più varie ed eventuali… Ma tanto paga pantalone…

Una piccola nota autobiografica: devo molto a Karol Woytila e a Joseph Ratzinger, perché al tempo della dipartita di Giovanni Paolo II e fino a quando non è stato eletto Benedetto XVI ero fermo a tre quarti del mio romanzo “Progetto Emmaus”. I personaggi erano come impiantanti in un punto e sembrava che non volessero fare più nulla, come se in attesa di un qualcosa di nuovo. La morte di Giovanni Paolo II e l’elezione di Ratzinger diedero nuova linfa ai personaggi che si muovevano all’interno del romanzo. Quando vidi le maniche del maglioncino nero di Benedetto XVI sotto la “divisa pontificia”, questi si ridestarono e nella mia mente e si rimisero a scapitare come cavalli imbizzarriti, desiderosi d’uscire per galoppare verso il sole che cala all’orizzonte, conducendomi alla conclusione dell’opera letteraria.

Quindi: oggi come allora, grazie Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
E come si usa dire:
 “Il Re è morto, viva il Re!”

01.03.2013

mercoledì 27 febbraio 2013

Gianfranco Fini: Onore alle armi a un ex post camerata?


“Faccetta nera, Bell’Abissinia, aspetta e spera che già l’ora si avvicina, quando saremo vicino a te, noi ti daremo un altro duce e un altro Re!”

Alzi il braccio, a mo di saluto, come ogni persona vuole, quando ha sentito che Fini era stato trombato?

Diciamocelo! La Russa e la Meloni dentro e il reuccio di Almirante sbattuto fuori, dal Parlamento, dopo sei lustri, trent’anni, ossia dal 1983! Chi ha pianto per costui e per la sua cospicua liquidazione, pari a 260mila euro, esenti tasse e una pensione netta di 6.200 euro al mese…alla faccia del cazzo e della crisi! (1), se esiste, come per fantasmi, batta un colpo!

Fini che si ritiri sull’Aventino o a Predappio?

Boh..in ogni caso non è lui che si ritira, sono gli italiani che l’hanno gettato via, con troppi annidi ritardo, da un posto pubblico senza responsabilità penali dirette, grazie all’articolo 68 della Costituzione, per gli errori commessi durante i suoi svariati mandati elettorali. E ora a 61 anni, avrà solo l’imbarazzo della scelta: i giardinetti a Roma, nella natia Bologna o a Montecarlo. A lui il gusto della scelte, perché ad oggi non cinguetta più dal 20.0.2.2013, che gli sia caduto l’uccello a terra dopo il 26.02.2013?, non si sa.

Certo la delusione deve essere stata cocente, ma ancora più grande è stata sicuramente la gioia degli italiani, perché vedere ruzzolare dalle stelle, anche se nell’ultimo periodo, dopo lo strappo con Berlusconi e la creazione del partitino, Futuro e Libertà, le sue presenze in tv si erano diradate all’inverosimile e così anche la tracotante sicurezza e superbia che sovente dimostrava.

Il grande merito di Fini? Aver distrutto il Movimento Sociale Destra Nazionale, creando Alleanza nazionale per farsi sdoganare nei salotti buoni della politica. Ricordiamoci che non pochi anni fa un politico straniero non gli strinse la mano perché post fascista. Storie del millennio passato… Comunque. Ha distrutto Alleanza Nazionale, facendola confluire dentro il Partito della Libertà di Berlusconi e poi, volendo distruggere il Cavaliere, si è fatto Futuro e Libertà, racimolando 159.231 voti in tutto il territorio nazionale, nella tornata elettorale del 25 e 26 febbraio, u.s.

E gli italiani questi giorni hanno goduto come nella fase di Planteau.

Ora si dovrebbe dare l’onore delle armi anche agli sconfitti, ma non possiamo nasconderci il fatto che in certi momenti, quando la superbia di taluni soggetti cala fino a toccare la polvere, non esiste soddisfazione più bella che sparare contro la Croce…Rossa…che ironia del destino!

Sarei un bugiardo se dicessi che molti anni fa Fini come politico appariva interessante, ma era l’inesperienza della mia giovane età, poi con il tempo si dovrebbe maturare e quindi anche gli occhi e la mente si espandono. Negli ultimi mesi, sebbene non sia mai venuto meno il rispetto nei confronti dell’uomo, Gianfranco Fini, la simpatia politica da tempo si era raffreddata, arrivando quasi allo zero assoluto – 273,15°, visto che, con il massimo rispetto per un barbone o un futuro di ricco esodato, sembrava che si aggirasse quasi verso il centro sinistra, mancando poco che  chiedesse asilo politico alla sinistra comunista extra parlamentare, alla ricerca estrema di un posto di lavoro pubblico, come dipendente Parlamentare in una delle due camere del Parlamento italiano, non mai sotto il minimo di legge come Deputato o  Senatore.

Dobbiamo dirlo: faceva quasi tenerezza, gli mancava solo il piattino con le offerte, per deporre le banconote dal taglio minimo di 500 euro e le scritte in sgrammaticatura standard tipiche  dei rom che chiedono l’elemosina sui marciapiedi o ai semafori:
 “Io essere futuro pvvero Presidente di Camera con tre figlie avute di due donne. Date soldi me per cibo e vestiti – firmati – di bambine!

Perché alla fine, e dai, : se non fosse per i 6.200 euro netti al mese, verrebbe da pensare che  Remi, il personaggio di Senza Famiglia di Hector Malot, 1879, durante il bighellonare per tutta la Francia in compagnia di Vitali fosse felicissimo, specie quando questi per proteggerlo dal freddo gli ha dato il suo mantello, morendo volta congelato, fosse molto più felice del povero, snudato dal potere, ex Presidente della.

A questo punto non ci resta che dire:
Il Movimento sociale destra nazionale è morto – grazie a Gianfranco Fini!
Alleanza Nazionale è morta – grazie a Gianfranco Fini!
Futuro e Libertà è morto – grazie a Gianfranco Fini!
Gianfranco Fini è vivo…, niente evviva?

Marco Bazzato
27.02.2013



Gli istant poll hanno fallito?


  È dal termine delle elezioni che si sente parlare di fallimento degli Istant Poll. Le rilevazioni telefoniche che vengono fatte, chiamando un numero statistico di utenze domestiche, chiedendo per chi hanno o voterebbero, da utilizzare poi, dalle 15.00 alle 16.00 come proiezione per cercare di dare un quadro incompleto, utile per impegnare il tempo e per gettare via denaro pubblico in questi sondaggi, che si sono dimostrati ogni volta sbilenchi come la Torre di Pisa e con una forbice degna di una sarta cieca.

 Anche ieri sera i sondaggisti, i guru che basano le loro fortune economiche sul vuoto pneumatico, erano quasi incazzati con gli elettori perché questi avrebbero fornito risposte inesatte.

Partiamo dal presupposto principale: il voto è segreto.

 Quindi non si capisce per quale beata minchia un cittadino/a debba dire le sue intenzioni o dire per chi ha votato al primo pirla che gli suona al telefono? Per pagargli lo stipendio e per ingrassare il suo boss e i partiti politici che anche a volte li commissionano? L’opinione del cittadino ha un valore economico, allora che paghino prima e poi, il cittadino se vuole risponde, anche mentendo, n virtù della segretezza del voto.

Un'altra cosa che credo sia interessante degli italiani: su questo argomento mentono, si presume soprattutto le classi medio alte, quelle istruite.  A queste fa radical chic definirsi di centrosinistra, ossia ex e post comunisti, o i più infami, addirittura maoisti o staliniani. Fa fino, intellettuale, intelligente e di mentalità aperta, all’apparenza. Ma molti di questi sono dei crumiri, cucinerebbero cuore o fegato di moglie e figli, o lo mangerebbero anche crudo, pur di risparmiare gas metano. Naturalmente viaggiano col SUV.. Sarebbero anche felicissimi di prendere a calci i barboni o extracomunitari. Però non lo fanno, altrimenti si sporcano le scarpe di vomito, sangue e bava, quindi preferiscono allungare un centone al naziskin di turno affinchè faccia il lavoro sporco, godendosi a debita distanza la spassosa, per il pagatore e il picchiatore, scenetta del barbone sprangato a mortalmente.

In Italia è gretto essere di centrodestra. Infatti, gli intellettuali milionari in euro si dichiarano stoicamente di sinistra, dall’alto delle scarpe firmate, dei vestititi creati sul misura e chi vota per la parte avversa è un tanghero, un insensibile, una persona che non ha a cuore i problemi del mondo e dell’economica e dell’ambiente,che non capiscono una sega. – per questo questi ricchi di sinistra non vivono in bugigattoli puzzolenti, tra topi, escrementi e rifiuti solidi e liquidi, pronti a sostenere, ma lontani da loro visto che puzzano, qualsiasi causa dei disastrati, a patto che non vadano a manifestare sotto ai loro palazzi e quelli che li cacciano via sono degli sporchi reazionari insensibili, sempre che non siano di sinistra, altrimenti è per il bene di tutti…

Mentre quelli di centrodestra sono una feccia lorda, sovente appartenenti alle classi anche medio basse, quindi figli del vorrei ma non posso. Sognano ricchezze e votano per gli arrivati, per i capitani di industria, per gli imprenditori che hanno venduto il secondo canale della moglie e ‘utero vergine, riparato svariate volte delle figlie,e pur di salire, a forza di lecchinagggi, stecche, la scala sociale ed economica, figli di un ignoranza culturale, sociale senza limiti, pronti a farsi strada a suon di randellate ai figli, di bestemmie in casa e primo posto davanti il prete in chiesa, alla messa delle 11.00. Questo principalmente nel ricco Nord Est, ma non solo.
Quelli di centrodestra vivono in case mono o al massimo bifamiliari, in ex zone di edilizia popolare diventate case per i tracagnotti arricchiti che hanno riempito di mazzette le amministrazioni comunali, specie nei piccoli paesi di provincia, dove vige, anche se al Nord, un sistema mafioso fatto di omertà, complicità, silenzi, voti di scambio e scambi di culatelli, salumi di maiali e utilizza come tangente le maiale umane, dotate di zizze in plastica, dure come il marmo, labbra appestate di silicone, che le fanno assomigliare a tante vecchie bagasce emerite, stile Perla, la madre di Bambino e Trinità.

Insomma alla fine gli Itstan Poll fotografano sempre la solita Italia: invertita, pervertita, falsa come una banconota da quindicimila lire o una da tre euro, un’Italia puttana, laicamente baciabanchi, mafiosa e generosa allo stesso tempo…è facile essere generosi con il denaro facile e sporco… e per questo alla fine gli Istant Pooll hanno fotografato la realtà del Bel Paese.

Marco Bazzato
27.02.2013

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni politiche 2013. E adesso?


In moti avranno fatto zapping fino a quasi le tre di notte, ora, arrivando sfiniti alla fine della lunga giornata elettorale.

L’unica certezza è che l’Italia e gli italiani sono finiti, per colpa di PD PDL, dentro un gigantesco mixer colmo di merda, dove la speculazione europea sta affilando le armi per spolpare il cadavere dello Stivale, iniziando a fuggire dall’industria e dalla finanza boccheggiante, con lo spred che finalmente torna a crescere e le cancellerie di mezzo mondo che si mettono le mani sui coglioni, sperando che nei loro Paesi non avvenga il “miracolo Italiano”

La cosa buffa è che Grillo ha sbancato il casinò, spendendo, rispetto agli altri partiti politici e senza andare in tv, anzi con i giornalisti costretti a rincorrerlo su e giù per il Paese, trattati a volte come cani servi del potere, obbligati dal dovere di cronaca a inseguirlo, venendo sbeffeggiati senza tanti complimenti.

Bersani è il grande principe è il “vincitor perdenti” si trova con un nugolo di parlamentari, inutili anche per farci il minestrone di verdure, con Vendola cetriolo capo, che e con il suo Sel è entrato in Parlamento dalla porta di servizio, visto il suo striminzito 3,2%, dimostrando che manco la lobby gay crede alle sue proposte, figuriamoci gli etero.

I trombati eccellenti: Fini, Di Pietro, la Binetti, la Conica, il Buttiglione, per dire quelli più eclatanti  (1) soprattutto quel simpaticone di Ingroia ha dimostrato che in Italia come non ci sta posto per i post fascisti, peggio vengono trattati come sudici seguaci del baffone comunista Stalin, considerati dei cadaveri che camminano e consumano ossigeno e rilasciano nell’atmosfera, anidride carbonica, senza contare le acque nere.

Ma l’orgasmo più bello è venuto durante la conferenza stampa di Mario Monti. Sembrava uno studentello al primo anno di economia che non ha passato un esamino e con il professore di turno che l’ha insultato contro, davanti ai famigliari e compagni di corso, beccandosi sul libretto una solenne insufficienza e  sempre da parte del docente, un “vaffanculo!”

 Monti era rosso in volto. Faccia che di solito fa qualsiasi persona non ha quando per farsi passare il giramento di zebedei si scola tre cartoni di San Crispino, pregando che il bambino venga accoppato da un cacciatore di frodo, prima che ripeta per l’ennesima volta: “Guarda nonno, guarda….è… Bum, morto stecchito”.

Presumibilmente durante quella conferenza stampa, moti degli elettori di Monti si saranno messi se maschi i coglioni ioni, se femmine le zizze,  tra la porta e lo stipite, ordinando ai figli di chiudere il portoncino blindato con la massima violenza possibile e poi…

Berlusconi è il vero vincitore morale della causa perduta.  Ora se ne sta all’angolo, sfregandosi le mani e vedendo il Bersani che bestemmia, masticandosi il toscano, come se fosse alla Festa dell’Unità di Brescello, incazzato perché è cuochi e camerieri sono ciuchi marci, per l’ennesima volta si sono scolati la vendemmia dell’anno successivo, prima ancora che si formi l’uva.

E gli Italiani? Passata la sbornia capiranno che uno per uno, tutti assieme, senza distinzione di razza, sesso, orientamento sessuale, stanno per prendersi l’ennesimo cazzo in culo, nuovamente a secco come le tasche. E brucerà. Eccome se brucerà.  Saranno emorroidi per tutti.

Già, perché tra poco gli italiani inizieranno ad attraversare il canale d’Otranto a nuoto direzione Albania. È chiaro che il Paese è ingovernabile peggio di un cavallo morto, reso carne macinata e spacciato per manzo nei supermercati di mezza Europa, impossibile da ritirare dal mercato comune.

Soluzione alla crisi e possibili scenari?

Grande inciucio, PD – PDL? Per ora esclusa dallo smacchiatore di giaguari del giaguaro rimasto con la sua pelliccia.

Alleanza PD con il Movimento 5 Stelle? Bersani deve prepararsi a calare le braghe e zac… Grillo dirà o mangia la minestra o salta la finestra e vaffanculo.

Ritorno alle urne? Sarebbe la buffonata del secolo, visto che farebbe pensare che i due “grandi” partiti, Pd e PDL, come i bambini a cui un piccolo bullo ha rubato le biglie e adesso vanno a piangere dalla vecchia madre, ormai moribonda (Napolitano è agli sgoccioli, come mandato) battendo i piedi a terra e facendo gli offesi… sempre che alcuni grillini non si vendano per un piatto di lenticchie…

Un nuovo governo tecnico, con Giuliano Amato come premier? Potrebbe essere l’opzione imposta da tempo da parte dell’Unione Europea e dal sistema finanziario internazionale, perché garantirebbe la continuità di Monti e della politica di austerity, ossia impoverimento generalizzato del Paese, almeno per due anni, per poi lasciare spazio alle elezioni anticipate, spianando la strada alla maggioranza assoluta del Movimento Cinque Stelle, movimento che, anche se non è stato capito da molti, va incasellato all’interno di una destra. Simile. Quasi etero guidata dai banchieri Teocon americani..

Il ruolo di Grillo e del Movimento cinque stelle? Continuare sulla sua opera di sfascio della partitocrazia, facendo quello che per trent’anni non è riuscito a fare Pannella e al Partito Radicale. Se si tornasse entro un anno alle urne, la vittoria del Movimento cinque stelle potrebbe essere schiacciante, indipendentemente dalla legge elettorale, che giocoforza, in un modo o in un altro, dovrà essere ripresa in esame, questa volta senza giochetti, perché a continuare a fare i conti senza l’oste, alla fine si rischia di morire alcolizzati , per lo scoppio del fegato e della bile, anche se è astemi.

I mercati? L’euro e l’Unione Europea?

Che si fottano. Si auspica, ma le grandi banche, anche americane e non solo, non lo permetterebbero, a costo di militarizzare l’Italia,seminando morte, sangue, distruzione e miseria. Il problema è che il tessuto economico italiano è sfasciato, la morte e la miseria continuano ad avanzare, assieme alla disoccupazione. Tanto vale lasciarsi dietro quanti più cadaveri europei ed europeisti possibile. Alla fine ci sarà un’uscita dal tunnel della recessione e della depressione.  È importante quanti morti la società europea sarà disposta a considerare come morti fisiologiche, ossia danni collaterali sopportabili e a mo di ripulitura del sistema, per poter poi ripartire, non più forti di prima, ma con meno problemi, leggesi esseri umani nel continente europeo.

Stiamo sereni, questa scelta non sarà fatta dagli italiani e dal sistema politico italiano, ma l’onore di queste morti spetta e spetterà, vedi la Grecia, alla grande finanza internazionale e alle grandi cancellerie,quella tedesca in primis. A questi spetterà l’onore di premere i fatidici pulsanti e tirare le levette e “grilletti”, circa la prosecuzione dell’impoverimento italiano, per il bene degli italiani e del bene comune diranno, per salvare il sistema creditizio delle banche private  sovrannazionali..

Oggi come ieri Bersani, Berlusconi, Monti e apparentemente da ora anche Grillo sono solo i burattini tirati da una piovra economica impossibile da uccidere, perché esiste dai secoli e il Movimento cinque stelle in questo momento è utile al “sistema!”

Marco Bazzato
26.02.2013




domenica 24 febbraio 2013

Le ingerenze Vaticane sui media italiani


È stato un attacco continuo a tutta “Mitra” quello condotto dalle gerarchie vaticane nei confronti dei media stranieri, ossia dell’Italia, ma non solo. Prima ci si mette padre Lombrardi, direttore della Sala Stampa Vaticana e poi il Cardinale Bertone, che accusa la stampa di “Falsità per condizionare il Conclave” (1).

Non si crede che l’Italia e i media italiani, per quanto proni al potere, ossia editore di riferimento, inserzionisti pubblicitari e aiuti di Stato, secondo le modalità prescritte dalla legge, meritino l’ingerenza di un Segretario di Stato, Stato – il Vaticano – che campa e si ingrassa grazie anche agli errori storici del fascismo che firmò i Patti Lateanensi, di Craxi, fino agli “aiuti dello Stato italiano” e ai numerosi benefit che questi riceve, ultima e non meno importante la stupidità patologica di quegli italiani che firmano per l’otto per mille, finanziando uno Paese straniero.

Lo sanno tutti che entro le mura dello Stato Città del Vaticano la libertà di pensiero e i diritti umani, sono quasi inferiori a quelli della Corea del Nord, con tanto di scene di cannibalismo e vampirismo eucaristico che si reiterano simbolicamente nel mondo cattolico, frutto della diffusione della primitiva setta cristiana da parte di San Pietro e Paolo apostoli e  via  via tutti gli altri..

Ma come? Il Vaticano che non ha mai avuto timore nel corso della sua storia di fare comunella con i peggiori regimi dittatoriali del Pianeta, oggi, come un bambino impaurito, teme la libertà di espressione? Evidentemente all’interno di quella dittatura monarchica è poco chiaro il concetto di pluralità, dove l’ecumenismo cattolico, interpretato laicamente significa omertà e silenzio. Significa nascondimento degli errori, orrori, gettati sotto il tappeto, non per quanto commesso in nome di un loro dio, ma per il “sacro” terrore di perdere prestigio e potere economico e psicologico.

Il Bertone dovrebbe spiegare alla stampa italiana come tutti i membri del Conclave, uno a uno, possono essere deviati, traviati, condizionati dalla stampa antagonista e nemica del clero, perché altrimenti significherebbe che la loro fede nei confronti dell’Istituzione vaticana è fondata sulla sabbia e non sulla Pietra, come richiedeva duemila anni fa il mitologico fondatore di questa dottrina e che gli ammessi al Conclave sono persone psicologicamente deboli e condizionabili. Senza dimenticare tra l’altro, che proprio perché sono giunti a portare gli zucchetti cardinalizi, sono scafati a ogni genere di intrallazzo, politico, anche corrotto, atti contro natura e brutalizzazione dei neofiti che venderebbero il cxxxo, pur di fare carriera, di sgambetti e religiose pugnalate alle spalle, frustate con catene e strizzate di palle al cilicio, il tutto all’interno del Paese più misogino della storia umana.

L’Italia, se fosse un Paese intellettualmente libero e laico, farebbe partire alla luce di questi attacchi di inusitata violenza verbale, una rappresaglia diplomatica degna dell’assalto di Fort Alamo, o della Battaglia di Little Big Horn, interrompendo, come segno di vibrata e vigorosa protesta, la fornitura di luce, acqua e il blocco delle acque nere, sicura che lo Spirito Santo verrà in loro aiuto, mondando e purificando le acque, illuminandoli l’intero ex Stato Pontificio, con la Spirituale luce elettrica, tagliando finalmente le catene da questo mondo secolare, recidendo, una volta per tutte, il cordone ombelicale che lega lo Stato Città del Vaticano all’Italia, con gran gioia di tutti gli italiani…

Bertone fa demagogia: i cardinali in Conclave non hanno né giornali e tablet. Il condizionamento? Lo Spirito Santo..se esiste, è comunque “bandito” dal Conclave,  potrebbe condizionare, positivamente, l’elezione!

È chiaro che Lombardi e il Bertone, con questo attacco furioso contro la libertà di informazione, indirettamente hanno confermato la veridicità di quanto scritto dai media. Si auspica che si continui a rimestare nel torbido Vaticano, snidando almeno un po’ una piccola parte del lerciume figlio di “Demonica” che lo copre come un mantello di putridume, nequizie e altre amenità umanamente figlie delle debolezze umane, o come si usa dire in Vaticano per deresponsabilizzarsi.  figlie di Satana…

Marco Bazzato
24.02.2013


venerdì 22 febbraio 2013

Elettrodotto Dolo-Camin: oggi hanno ragione i costruttori!


Ieri leggendo un articolo su Veneziatoday  (1) e per l’ennesima volta ci si rende conto che anche in quella zona del ricco ed ottuso Nord Est, come in tutta Italia, i politici sono una masnada “de magnaschei!” – Mangiasoldi – che piuttosto di alzare il culo dalle poltrone, perché se un’Amministrazione Comunale non vuole fare pulizia, anche davanti prove evidenti, fornite a tutti gli uffici preposti, partendo dal Sindaco, per proteggere, forse a suon di stecche, un ex Presidente di Consorzio e suoi figli –  questi sono pesci piccoli – cosa resta combattere per il bene di tutti i cittadini, contro i grandi gruppi?

Infatti, i grandi gruppi conoscono le situazioni di voluta ignoranza cosmica in cui potrebbero versare le singole Amministrazioni interessate, ma è un andazzo lassista, presente in tutta Italia e non solo in quella zona interessata.

È grazie all’omertà delle P.A., all’inettitudine di una classa politica, brava esclusivamente a fare accattonaggio al momento delle elezioni, ma poi, come anche in questo caso, i grandi gruppi, “sodomizzano” i cittadini. Perché se gli interessi di questi non vengono tutelati dalle Amministrazioni Comunali, non sta a una società, magari quotata in borsa, fare gli interessi dei “servi della gleba”, visto che risponde, come per ogni attività,  agli interessi dei proprietari e agli azionisti, principio valido per lo scarparo  e quella è anche la zona – così come per la grande industria che scarica rifiuti tossici in qualche canale,salvo intervento della Magistratura, a seguito di denunce su denunce, segnalazioni “dimenticate”, interrogazioni ignorate dal Sindaco, facendo passare i 30 giorni previsti dalla legge, circa l’obbligatorietà della risposta ai consiglieri comunali che l’avevano formulata.

E l’azienda non ha preso in considerazione l’idea di interrare l’elettrodotto da 380 mila volt, lungo ben 15 chilometri, in quanto il costo sarebbe stato spaventoso. Meglio passare sopra le teste dei cittadini, sopra case, scuole, zone residenziali e artigianali, campi, i pochi rimasti, a costi molto inferiori. Poco importa, hanno oggi ragione i costruttori, se poi lungo l’elettrodotto, le case, le aziende si deprezzeranno, se qualche bambino rischierà la leucemia, se qualche vecchio con il pacemaker farà un colpo (una pensione in meno da pagare da parte dell’Inps, facendo risparmiare le casse dell’Istituto).  In quel caso spetterà, a tempo debito, alla Giustizia dimostrare se esiste un nesso scientifico tra l’elettrodotto e le malattie e/o le morti  o se il tutto è frutto della casualità.

Il concetto è sempre lo stesso: massimizzare i profitti,spendendo il meno possibile  e molti sfaticati anche nelle P.A. lo sanno e “nazionalizzare i costi ambientali, sanitari e sociali. Tanto, anche se da qui a vent’anni ci fossero dei casi di malattie e/o morte a presunta causa dell’elettrodotto ci vorrebbero lustri di inchieste, milioni di euro di perizie e controperizie, ingrassando avvocati da ambo le parti, per arrivare a un verdetto “politico” di non colpevolezza o di assoluzione per insufficienza di prove. O anche se ci fosse la condanna, come spesso accade in Italia, nessuno pagherebbe. Quindi ben venga il deprezzamento delle zone interessate all’elettrodotto, le eventuali malattie e morti di qualche centinaio di persone,ma prima, per l’ennesima volta, come se non lo si sapesse, andrebbe dimostrato il legame causa-effetto. Intanto, nel pieno rispetto delle leggi vigenti, giustamente secondo i proprietari e/o gli azionisti, lavorando al risparmio si ingrassano e comuni interessati si “accodano” alla Voce dei Padroni!

Marco Bazzato
22.02.2013


giovedì 21 febbraio 2013

Spot omofobo? Le scuse sbagliate di Crosetto e Meloni!


Si apre così il video di Guido Crosetto e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che impazza su Repubblica Tv: (1)

Abbiamo fondato Fratelli d’Italia, rinunciando a una poltrona sicura. Lo abbiamo fatto per ridare dignità alla politica. Da mesi parliamo di famiglie e di giovani e non interessa a nessuno, di impignorabilità della prima casa e non interessa a nessuno. Di impresa e di tasse e non interessa  nessuno, di banche e di Equitalia e non interessa a nessuno, ma se due cretini fanno un video idiota, diventiamo la notizia del giorno. Tutti parlano di noi, tutta la stampa ci cerca allora rispondiamo. A modo nostro chiediamo scusa per quel video offensivo che non ci rappresenta, né rappresenta Fratello d’Italia. Per noi la politica è impegno civile, per noi la politica è dignità e rispetto – (e diritto di satira, n.d.a.) –  Chiediamo a tutti di votare, con la testa e con il cuore , non importa per chi, l’importante è che votiate. Se poi volete sapere per chi voteremo noi: Fratelli d’Italia, Fratelli d’Italia, il centrodestra a testa alta.

Basta confrontare questo testo con quello del video precedente per dire che l’omofobia era presente solo nelle menti pervertite di quanti che si sentono inferiori, colmi dei complessi di Bradipo, Ediapo, Elettra, Castore, Pulluce, di Cloto, o Scroto, boh… e Lanchesi e di Atropo e infatti il testo recita:

Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”

Ah, l’omofobia, secondo i retrogradi regressisti, starebbe nel fatto che si è parlato di famiglia naturale: uomo – donna e progenie biologica e d’amore. Questa è omofobia.

Infatti per i gay famiglia significa: uomo-  uomo o donna – donna e non progenie biologica d’amore, perché secondo loro quello dovrebbe essere il ramo  naturale dell’albero genealogico da cui discendono. 

Omofobia sarebbe parlare di amore tra un uomo e una donna. Madonna, che falsità è stata detta! O peggio, Madonna, che verità è stata detta, ma che non deve essere pronunziata per non offendere chi? La verità, nelle persone intelligenti e dotate di ragione, non deve offendere nessuno, mentre è offensiva la bugia, la menzogna e l’inganno, visto che la verità rende liberi e no schiavi dei propri pregiudizi, od orgogliosamente gelosi e invidiosi.

Le scuse potevano anche essere un atto politicamente dovute, ma sono state, per dirla alla Peppone di Don Camillo, un “calare le braghe” ai conservatori dei rami secchi, e come dice una frase di un antico proverbio cinese, “collendo il lischio di beccalsi una malattia inculabile”

Si auspica che Guido Crosetto e Giogia Meloni in cuor loro siano concordi con i due satiri veneti, e che questi abbiano ricevuto una telefonata, dove gli venivano spiegate le ragioni elettoralistiche di questa pubblica sconfessione e per il fatto che si siano beccati, anche se rispettavano le leggi dello Stato italiano, da cretini.

Sì, perché in Italia quando si rispetta la legge si passa da cretini. Mentre i furbi vanno avanti, fanno strada, carriera, passando sopra cadaveri, sotto le scrivanie,pur di arrivare al Potere, o per quanto poco poterne  assaggiare un piccolo spizzico, ma soprattutto abbuffarsi e ingozzarsi degli agi che offre, a spese dei cittadini..

Così come non va dimenticato che spesso la sinistrosa Luciana Littizzetto manda a “fare in culo” eterosessuali a destra e a manca e si dovrebbe ridere, perché  “normale”  che un etero vada a pigliarlo nel culo, anche se aborrisce  certe pratiche. Ma se si dice la verità ad un omosessuale, ossia che lo piglia nel culo e con piacere anche, ecco che  “andare a fare in culo” è offensivo e  omofobo. Se questo non è pervertimento della realtà….ah..sì, Si chiama politicamente corretto, ma falso e ipocrita, dove anche questa assurda polemica ha mostrato tutto il pregiudizio omosessuale nei confronti degli etero.

Per questo, oggi ancora più di ieri, gli italiani devono prendere atto che non si possono votare Guido Crosetto e Giorgia Meloni e soprattutto Fratelli d’Italia, perché, come scrissi ieri, “Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!” (2), altrimenti si è tutti omofobi.

Marco Bazzato
21.02.2013


mercoledì 20 febbraio 2013

Italiani! Non votate con la testa e con il cuore, ma con il culo!


Ha fatto scandalo ai falsi ben pensati il video oggettivamente veritiero di due veneti, tifosi di Giorgia Meloni,che hanno voluto ribadire il diritto e/o dovere degli italiani di andare a votare usando la testa e il cuore. (1), ma per fare piacere alle associazioni omosex, gli italiani devono votare, altrimenti le minoranze si sentono escluse, con il secondo canale, ossia l’ano.

I due veneti hanno fatto la parodia dei due omosessuali, che grazie ai russi e alla Banda dell’Armata Rossa, non hanno potuto mandare in onda il video, nella prima serata del Festival di Sanremo, del loro scambio di liquidi salivari, ma solo dei cartelli, privi di commenti, come da desiderio della Russia post Unione Sovietica di Putin, (2), perché  illegale nel Paese che ha  la capitale attraversata dal fiume Moskova.

Ma cosa hanno scritto di così omofobo, sebbene per ora, saggiamente in Italia non esiste il reato di omofobia e che questa al pari dell’omosessualità  non è malattia psichiatrica, infatti è assente  nel DSM IV e V – di prossima uscita – il che rende il video legale a termini di legge e psichiatricamente sano, ma solo un volgarissimo concetto politico?

Nulla, ecco la trascrizione:

“Noi crediamo in un’Italia più pulita, dove la famiglia deve essere tutelata, dove un uomo e una donna possono fare un figlio, avere una casa senza il temere di perdere tutto, chiediamo che l’amore di un uomo e una donna sia alla base del futuro della nostra nazione. E per questo noi siamo impegnati in campagna elettorale, domenica e lunedì vota con al testa e con il cuore, non votare con il culo, noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni”

E Giorgia Meloni innanzi a una simile e tenera manifestazione d’affetto è anche andata a scusarsi, ma a chi poi?

Perché due hanno fatto una parodia dei due che oggi secondo il Tg3 sono dovuti addirittura andare negli Stati Uniti per firmare innanzi a un ufficiale di Stato civile un pezzo di carta privo di alcun valore legale in Italia? Chiaramente i due amici non avevano la priorità, a differenza delle famiglie etero italiane che in piena crisi, faticano a mettere il pane in tavola e un biberon a un neonato, frutto del loro amore. Anna Paola Concia è stata più pragmatica. Ha preso un n volo low cost, andando a firmare, con l’amica, in Germania, un pezzo di carta che per la legge italiana non vale nemmeno il costo dell’inchiostro.

L’Italia è un Paese mediaticamente ottuso e i politici, anche quelli che dovrebbero avere gli attributi, invece di fregarsene, dimenticano che esistono delle leggi che vanno rispettate, corrono a scusarsi, con chi poi, per il timore di non avere i rimborsi elettorali, causati dai mancati voti, non ricordandosi che così potrebbe aver perso i voti di quel centrodestra, legato ai valori della “Famiglia Reale” anche, secondo la Costituzione italiana.

Nell’Italia dei gay pride è considerato incivile parlare di un valore progressista ella famiglia composta da uomo donna e figli che porta all’evoluzione e no all’arretratezza della società, perché a rigor di un certo tipo di logica è più giusto che gli italiani guardino ai rami secchi puntati che non ai rami rigogliosi di vita, che con i loro semi creano nuova vita.


Però, visto che l’Italia e gli italiani sono al termine di una miseranda campagna elettorale, per non offendere la comunità GBLT,alle elezioni di domenica e lunedì, è giusto che votino chi vogliono, a patto che  gli italiani votino con il culo.

Il Paese non merita altro!

Marco Bazzato
20.02.2013



(2) http://marco-bazzato.blogspot.com/2013/02/berlusconi-aveva-ragione-sanremo-2013.html

Benedetto XVI “morirà” il 28.02.2013 alle 19.59’.59’!’


Il conto alla rovescia delle dimissioni di Benedetto XIV continua. Secondi, minuti, ore, giorni, fino alle fatidiche ore 19.59’.59’’ del 28.02,, quando, acceso il TG1, sarà già a Castel Sant’Angelo in pantofole e giacca da camera, con un  Cohiba tra le dita, gentile omaggio di Fidel Castro e un bicchiere di brandy invecchiato qualche centinaio d’ani, pronto a godersi la pensione, come ogni vecchietto che viene rinchiuso e gettata via la chiave, in un ospizio!

Benedetto XVI…che se lo si guarda bene sugli occhi viene fa venire mente lo sguardo di Jack Torrance di Shining. – dal romanzo omonimo di Stephen King – e/o Leonard Lawrence, detto Palla di Lardo di Full Metal Jacket, capolavori entrambi diretti da Stanley Kubrick, per la storia e un papa che se l’è svignata dalle responsabilità e come mai come in questo momento, l’intero popolo della cristianità cattolica universale romana si appresta a gridare ad alta voce, alle 19.59’.59’’

«Benedetto XVI è morto! Viva Joseph Ratzinger !»

È in fatti, pur non ritrattando di una virgola quanto scritto nell’articolo: “Benedetto XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di vicario di Cristo?” (1), a Joseph Ratzinger va dato, vista l’età avanzata, il perdono cristiano e l’onore delle armi per l’inaudito coraggio dimostrato nel lasciate la Barca di Pietro, in mezzo al guado, al suo destino, come fanno i topi quando sanno che la bagnarola affonderà.

Dare rispetto a questo vecchietto stanco e sfiduciato della melma che alberga in seno alla “Sacre” mura vaticane sarebbe un imperativo, se l’uomo Ratzinger non fosse stato per decenni uno degli ingranaggi del sistema, una ruota, oliata, secondo gli ordini del Padrone, dell’ex Sant’Uffizio, il famigerato Tribunale dell’Inquisizione, del mitico e l’inarrivabile Torquemada, sbanchettato in Tribunale per la Dottrina della Fede, e non poteva non sapere, visto che per decenni era stato l’uomo ombra di Giovanni Paolo II, come funzionasse lo Stato Città del Vaticano.

Ma all’apertura del Conclave, salvo scherzi di Benedetto XVI, che potrebbe ritirargli lo zucchetto cardinalizio, ci sarà anche il “Santo protettore dei preti pedofili”, ossia l’immaginifico e indiscusso difensore dell’ortodossia vaticana, nemica degli scandali, perché abbassano il fatturato: il Cardinale Roger Mahoney, che molti segretamente, vorrebbero papa subito in modo che possa avere non solo l’immunità diplomatica dal suo essere Capo di Stato, ma che possa tentare di bloccare non l’emorragia di fedeli nelle chiese americane, ma il salasso economico che i “sedicenti” violentati da preti, continuano ad accampare , grazie alla complicità dei tribunali secolari, che  sono diventanti nemici del vero Dio e della vera Fede.

Se la cosa non fosse tremendamente seria ci sarebbe, se non da ridere per quanto poco, da piangere.

Giorno per giorno inizio a pensare che Ratzinger, grazie all’età avanzata, ne abbia avuto, come direbbero i laici, i comuni mortali, le palle piene del sistema “Vaticano”, fatto scandali, pugnalate alle spalle, giochi di potere, intrallazzi, di “…un Dio cattivo e noioso, appreso andando a dottrina” come cantava Marco Masini, in “Silvia lo sai” e che abbia preferito mettersi in panciolle, visto che alla fine si beccherà una pensioncina di 2.500 euro, non come ex Papa, ma come Cardinale in pensione, visto che il Papa non va in pensione, se non con i piedi in avanti, seguito da una nuvola di incenso.

Ratzinger, è chiaro a tutti, è stanco e potrebbe avere i giorni contati. Il condizionale è obbligatorio, visto che il riposo potrebbe rallentare il lento ma inesorabile declino fisico, che spetta a tutti gli uomini, che indistintamente raggiungono un’età vegliarda e forse i bookmaker inglesi hanno già iniziato a  “dar di quota” e raccogliere le scommesse per la sua prossima o lontana dipartita da questa valle di lacrime.

In ogni caso: Riposa In Pace, Benedetto XVI e, come dicono i vulcaniani, tradotto in inglese standard, “Live long and prosper”


 Marco Bazzato
20.02.2013


martedì 19 febbraio 2013

Voto degli italiani all’estero: a Sofia, in Bulgaria, solo se….


Abito a Sofia, capitale della Bulgaria, e non ho ricevuto, come la legge italiana impone il plico elettorale per votare per corrispondenza.

 Doveva essermi inviato dall’Ambasciata di Italia a Sofia, in Bulgaria entro il 6 febbraio 2013, ma quando telefonai alla rappresentanza diplomatica italiana, parlando con un’addetta dell’Ufficio Consolare, mi disse che tutto era stato spedito entro la data di legge  e il mancato ricevimento era imputarsi alle poste bulgare e potevo andare a ritirarmi il plico, anche sabato e domenica 17 e 18.02.2013, dalle 09.00 alle 13.00.

Devo credere che il disguido sia colpa delle poste bulgare?

Se un cittadino italiano iscritto all’Aire abitasse nella provincia, distante decine e decine di chilometri dal Consolato più vicino cosa dovrebbe fare? Prendersi il treno o la macchina, andare a ritirarsi il plico che doveva essere spedito, rimettendoci tempo, denaro tra carburante, parcheggio e via discorrendo, senza contare il tempo?  E chi gli avrebbe restituito  i costi, per esercitare un diritto sancito dalla Costituzione italiana?  Perché se il plico fosse giunto in provincia, ma non nella capitale, la cosa sarebbe ancora più paradossale, in quanto discriminatoria nei confronti di tutti gli italiani iscritti all’Aire, residenti a Sofia.

 Da una parte le Ambasciate e i Consolati devono spedire entro i tempi utili, dall’altra se il materiale non arriva entro i quattordici giorni dalla data del voto via posta, in questo caso il 22, si dovrebbe andare al Consolato per ritirare quello che qualche dipendente, si è rifiutato di fare e/o ha ricevuto l’ordine di non fare… Chiaramente possono sembrare supposizioni complottistiche, ma non dobbiamo dimenticare il detto, “Pensare male non si sbaglia mai…”

 Ho letto su Facebook, nella pagina di un candidato che in Svezia e in Lituania tutto è arrivato, a casa degli elettori iscritti all’Aire, secondo i tempi e le modalità stabiliti dalla legge, mentre a Sofia, al mio indirizzo, no e presumo, che ad altri italiani residenti nelle capitale bulgara sia accaduta la stessa cosa. Da voci non confermate sembra che questa sia una prassi consolidata da anni, almeno da parte dell’Ambasciata d’Italia in Bulgaria.

 Quando telefonai giovedì 14.02.2013 all’Ambasciata, mi venne passato l’ufficio Consolare, dove un’addetta mi disse che il disguido non era da imputare a loro ma alle poste bulgare..

…..

La corrispondenza arriva eccome, tant’è che ho ricevuto, in mezzo a tutto il resto, anche vari depliant elettorali dall’Italia, a tariffa internazionale agevolata. È tutto qui, tra la mia corrispondenza cartacea.

Le poste bulgare hanno svolto il loro compito al meglio, come fanno sempre nel recapitare puntualmente bollette di luce, acqua, telefono e varie ed eventuali, quindi, visto che la matematica non è un’opinione, 2 + 2 fa…4 e non 3 o 5….
.
Anche se andassi a votare, il mio voto non servirebbe per far allontanare da quel posto di lavoro pubblico dei dipendenti di un’Ambasciata che, per quanto ne posso sapere, hanno e/o non hanno svolto le mansioni per cui sono incaricati e stipendiati, in base agli ordini ricevuti dall’alto.

Va ricordato che le Ambasciate sono a tutti gli effetti facenti parte della Repubblica italiana e che l’intera aerea, secondo il diritto internazionale,  è territorio italiano e non, come in questo caso, della Repubblica di Bulgaria e quindi non si capisce perché un italiano debba “rientrare in Italia” per ritirarsi il certificato elettorale..

Quindi…chi lavora contro gli italiani all’estero?

Non voglio fare il complottista: ma chi garantisce la regolarità del voto quando un cittadino italiano iscritto all’Aire, quando nella capitale bulgara, è costretto ad andare a ritirasi il tutto di persona, come se rientrasse nel Paese e che non lo sputino il nome in una qualche black list, di buoni e cattivi, come faceva la maestra quando tirava una riga sulla lavagna, segnando da una parte le pecore nere e dall’altra i  lecchini? Dove continuando a leggere i commenti su questa pagina di Facebook. Molti altri uffici Consolari hanno fatto il loro dovere, a favore degli italiani residenti all’estero e inscritti all’Aire, senza causare disagi, come è accaduto qui a Sofia.

E cosa si dovrebbe pensare dell’Istituzione italiana che rappresenta il Paese all’estero, in questo specifico caso, mentre in altri nulla da eccepire, anzi?

 E in fatti la stessa Ambasciata italiana poco tempo fa mi recapitò il messaggio del Ministro Giulio Terzi. Sulla busta ci stanno due timbri: 18 e 21.01.2013, ossia venerdì 18 e lunedì 21. Visto che di domenica le poste non consegnano… E quel mattino il postino, perché ha letto “Ambasciata d’Italia a Sofia” ha strimpellato a lungo il campanello. Anche in quel caso non posso dire che le Poste bulgare e i postini non siano stati solerti nella consegna, anzi..

Ma sappiamo come è fatto a volte l’uomo, gli italiani e non solo: la colpa è sempre degli altri se le cose non vanno, per la serie, lanciare sempre il gatto morto e putrefatto nel giardino de vicino, accusa dolo di puzzare.

Mi dispiace, ma se un Paese in questo semplice caso non riesce a fornire il minimo, cosa resta per il resto e che valore ha un mio voto, se per l’Italia, il cittadino italiano che vive all’estero, non è manco preso in considerazione? Alla faccia della demagogia della demagogia dei media?

Ma un candidato alla Camera o al Senato della Repubblica italiana come rappresentate nella Circoscrizione Estero, alzerebbe il telefono, per chiamare l’Ambasciatore? No, nessun candidato, soprattutto di primo pelo, non essendo ancora eletto non muove o si prende la briga di interessarsi del problema, mentre quelli che stanno per decadere se ne fregano, visto che potrebbero essere out….gli altri candidati di Camera e Senato, pensano giustamente alle loro circoscrizioni e quindi noi cittadini italiani, residenti a Sofia, in Bulgaria, per l’Aire dell’Ambasciata italiana a Sofia, cosa siamo?

Ed è per questo motivo che sarò costretto a non dire la mia alle prossime elezioni politiche…

Quindi per chi o per cosa andare a votare dall’estero che senso ha, quando un servizio minimo nemmeno viene garantito ai cittadini italiani iscritti all’Aire, porta a pensare che ciò che disse Kennedy:
 “Non chiedetevi cosa può fare il vostro Paese per voi. Chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro Paese”.

Penso che alla fine fosse il mondo educato per dire che il Paese non può darvi mai niente, ma può solo prendervi anche quel poco che dovrebbe spettarvi come diritto.

Marco Bazzato
19.02.2013