mercoledì 26 settembre 2012

Ringraziamenti per gli auguri di compleanno


Desidero ringraziare tutti gli amici di Facebook, di questo mio blog , di skype, che ieri mi hanno fatto gli auguri per il mio compleanno, nelle forme e nei modi che ritenevano più consone. Vi ringrazio tutti, colmo per l’amicizia e l’affetto che mi avete espresso, auspicandovi sempre salute, serenità, benessere spirituale e affettivo a Voi e a tutti i Vostri cari.

Marco Bazzato

lunedì 24 settembre 2012

Paolo Bazzato – il nemico della mia privacy – colui che secondo Stefano Bazzato: “ha fatto solo il suo interesse”



Una vita sul filo della vita

Settima puntata


In data 16.06.2010 h.21.36, scrissi la seguente mail a Paolo Bazzato:
“Ciao Paolo,
sono settimane anzi anni che alcune domande mi rodono in testa. In primo luogo continuo a chiedermi che fine abbia fatto il mio atto di donazione, in quanto visto che presumo sia stato fatto un cambio di gestione tu e Andrea siate andate a ritirarlo, vi sia stato spedito a casa, oppure lo abbia fatto papà per tutti. Ed è assai strano che voi ne abbiate una copia e in no, se puoi mandarmene una copia in file pdf…
Poi continuo a chiedermi un’altra cosa: in data 15 gennaio 2005  mi hai inviato il bilancio, con scritto che sarebbe stato mandato dal notaio, e all’epoca mi scrivesti, ti cito testualmente: “Per le carte penso che sia solo questione di pochi giorni” mentre in data 30.01.2005 mi scrivi quanto segue e cito: Oggi l’ha passata al Notaio che ha voluto leggerla e verificarla. Non appena avrò conferma anche dal Notaio, indicativamente per lunedì o martedì te la faccio avere in e-mail. Non appena ho il malloppo completo te lo invio immediatamente, ciao”
e poi silenzio. Come mai non mi hai mandato nulla? Eppure presumo che voi abbiate avuto una copia preliminare, almeno venti giorni prima della stipula, perché a me non è stata data la possibilità di riceverlo? Sai che questo mi ha impedito di arrivare impreparato in Italia, trovandomi innanzi ad un atto compiuto?
Ho salvato e controllato tutte le mail che ci siamo scambiati in quel periodo, ma di quell’invio non c’è traccia, se l’hai fatto puoi farmi un’inoltra, così se ho sbagliato so che è stato un errore mio. Ma sono anche certo di averti sollecitato al telefono l’invio e mi hai risposto che non era ancora pronto, se puoi smentirmi questa mia idea ne sarei molto contento.
Ti sarei grato se la cosa restasse tra noi due e che non ne facessi Parola con nessuno, né con Andrea, né con papà e mamma. Confidando ma sicuro che sarai di parola…
So della situazione della mamma di Gessica e sai bene che davanti al dolore rimane solo il silenzio.
Saluti”

Paolo ha mantenuto quanto richiesto? No, la sera successiva telefonò mio padre schiumando  di rabbia, me lo immagino, conoscendo come gli occhi gli si fossero iniettati di sangue e i capillari delle guance che tendono ad esplodere, rendendole quasi purpuree, dicendomi, come suo uso  e costume dell’epoca, di tutti colori. A nulla, nonostante il cuore mi scoppiasse fuori e la pressione mi fosse schizzata alle stelle, sono da anni sotto farmaci che la tengono sotto controllo, in quanto ho fatto, oltre a tutto il resto, anche due ictus che mi hanno tolto, e mi è andata bene, solo la visone periferica dell’occhio sinistro e altri problemi spiacevoli.

Quella sera sembrava un indemoniato e perché? Perché avevo chiesto delucidazioni su un atto che asseriscono ancora oggi che sia stato legale, ma anche in questo momento, mentre rileggevo la mail, la cosa puzza sempre di più e quella reazione spropositata, rispetto a una legittima richiesta, credo che debba portare a far riflettere tutte le persone che conoscono Adriano, Andrea e Paolo Bazzato, questi ultimi oggi titolari dell’omonima officina (1) e che è “sorta” con una specie di peccato originale.

Dire che rimasi basito da quella reazione di mio padre, che sembrava, verbalmente parlando,  l’eruzione del 1991 del Vulcano Pinatubo nelle Filippine, è un eufemismo. Alla fine mi sbattè la cornetta in faccia, lasciandomi addosso, come per anni è stata sua abitudine, la sua violenza verbale, e in passato non solo quella, che bene non mi ha fatto e in ogni caso il suo è stato un comportamento indegno per un padre che ha la pretesa di andare a dire che ha fatto quattro figli e che anche oggi pensa a tutti e quattro. Se ve lo dice, non credeteci.

Mia moglie lo chiamò poco dopo cercando di farlo rinsavire, ma quando la sua vaporiera, peggio della caldaia di una locomotiva a vapore degli inizi dell’800, andava oltre la pressione di guardia, facendogli fumare la ragione ragione, esplodeva, colpendo, come disse molti anni fa,  gli innocenti. Sì, perché Adriano Bazzato una volta mi disse:: “Quando non si può possono punire i colpevoli, bisogna bastonare gli innocenti”, gridandomi anche quella mentre come un ossesso, perché un cliente, suo carissimo amico, aveva lasciato la macchina in mezzo al piazzale e io che stavo facendo altre cose, non ero stato lesto a spostarla. Come se tra gli altri compiti, dovevo fare anche il parcheggiatore per le macchine dei suoi amici. Ma mio padre, che in molti frangenti è stato più bravo a predicare. criticare, gridare e menarmi le mani, gli era difficile richiamare l’amico, poteva offendersi, o andare a spostarsi la macchina,, non rendendosi conto di come anche i suoi dipendenti lo detestassero per il suo caratteraccio, e come in  quella telefonata del 2006, si ripeterono le “bastonature” solo verbali,  per fortuna non gli ero sotto gli occhi, che tante volte  mi avevano passato schiena e volto. E la si potrebbe chiamare “La Costante Adriano Bazzato” se la si potesse esprimere, come nel telefilm “Numbe3rs”, in termini matematici.

La mia colpa iniziale, secondo mio padre? Era quella di aver chiesto delle legittime delucidazioni su quello che al tempo consideravo – erroneamente – mio fratello e che oggi mi sonno reso conto che come per Andrea e Stefano, sono solo i figli di Adriano Bazzato e Scagnellato Bruna. E nessuno che non ha nulla da nascondere si lascia andare a simili manifestazioni esagitate.

Per questo quando asserisco, per esperienza personale, che non affiderei manco morto i miei dati personali a Paolo e oggi di riflesso anche ad Andrea, i contitolari dell’Officina Bazzato Andrea &Paolo, parlo per cognizione di causa, in quanto certi comportamenti di Paolo sono avvenuti  anche in tempi antecedenti a quello scritto e anche a posteriori, ergo, per Paolo è una costante e sovente quando certi comportamenti avvengono nel privato – e nel mio caso nono era solo un fatto privato in quanto ricadeva sulla sua storia aziendale,  potrebbero ripetersi anche nell’ambito professionale e lavorativo, con i clienti.

Secondo mio padre dovrei chiedere scusa ai miei fratelli, Andrea e Paolo Bazzato per aver cercato di capire che razza di casini i tre hanno combinato, e a suo dire anche per molto altro. Ma questa è solo l’inizio di una serie di menzogne da parte di mio padre, visto che Andrea e Paolo, preso il “malloppo” sono spariti, se la sono squagliata o meglio “scappati”, che mi ha detto nel corso degli anni e che intendo rendere pubbliche, visto che è stato mio padre a educarmi a suon di “legnate” come a suo piacendo, quando mentivo. Dubito che mio padre abbia”legnato” come meritava Paolo, visto che Stefano mesi dopo mi disse: “Ha fatto solo i suoi interessi”. Peccato e questa è una stranezza della “Famiglia Bazzato” che appena cerco di fare i non i solo i miei interessi, ma in primis capire, ecco che sono diventato agli occhi della “Famiglia” un paria, un pericolo, un “infame”, perché come dice una porzione della “Costante Adriano Bazzato”, “…bisogna bastonare gli innocenti!”


Dalla mia autobiografia  “Una vita sul filo della vita”

Marco Bazzato
24.09.2012



sabato 22 settembre 2012

I tuoi figli non sono figli tuoi di Kahlil Gibran


I tuoi figli non sono figli tuoi.
I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo,
ma non li crei.
Sono vicino a te,
ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore,
ma non le tue idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo,
ma non alla loro anima,
perché la loro anima abita
nella casa dell’avvenire
dove a te non è dato entrare
neppure con il sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro,
ma non volere che essi assomiglino a te,
perché la loro vita non ritorna
indietro e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.
Kahlil Gibran(1883-1931)
(dipinto di Munier)

È la prima volta da quando ho aperto il blog nel 2006 che ospito brani di autori diversi da me, ma per tutto c’è sempre una prima volta.

giovedì 20 settembre 2012

Tenente Worf, TNG: « Quando tu menti o rubi, non solo disonori te stesso, ma anche la tua famiglia»


“Una vita sul filo della vita”
Quarta puntata

C’è un episodio di una delle mie serie tv preferite, “L’onda Soltion”, Star Trek TNG, 5 x 10, che contiene un istruttivo dialogo tra il tenente Kklingon, Worf e il figlio Alexander (1).

«Quando ero più piccolo di te, persi i miei genitori, la mia famiglia, il mio popolo. Tutto quello che avevo mi fu strappato via, ad eccezione del mio senso dell’onore, era l’unica cosa che mi era rimasta. L’unica cosa da vero Klingon e nessuno è mai riuscito a portarmela via. Sai chi sono quelli?»
«Kaless..»  risponde il figlio, Alexander.
«…E Morath!«» continua il padre.«Lottarono senza fermarsi per dodici giorni e dodici notti, perché Morath aveva mancato alla sua parola e arrecato vergogna alla sua famiglia. Quando tu menti o rubi, non solo disonori te stesso, ma anche la tua famiglia. Tu disonori me!»
«Mi dispiace, padre, non ti farò più vergognare di me. Te lo prometto.»
«Accetto la tua promessa.»
E il tenente Worf, nonostante il suo senso dell’onore non ha picchiato il figlio per aver rubato e mentito e perché il Worf educava con l’esempio e non con le mani e senza mentire.

Certo, è una serie televisiva di fantascienza, ma i principi e i valori restano. Ma Worf era Worf, personaggio che ha sempre avuto alto non solo la durezza dettata dalla cultura guerriera Klingon, ma mosso in primis dalla cultura e dal senso dell’onore.

Ora ci si chiede come può un figlio non crescere bugiardo in una famiglia quando sono genitori in primis quelli che per interesse economico mentono senza soluzione di continuità, non importa che le cose siano grandi o piccole?. Quando nel sangue dei genitori nasce, germoglia e cresce la gramigna, le piante urticanti della falsità, costoro non possono avere la pretesa che i figli non crescano, visto che quello è l’humos ove crescono, puri, cavalieri senza macchia e senza paura, specie quando un genitore fa il possibile per incutere terrore,anche con la menzogna e le mani alzate, anziché con il dialogo? Sono elementi basi del buon senso, ed è deleterio per i figli ripetere: «Fai quello che dico e non fare quello che faccio!» Se non si danno esempi positivi e prepositivi come si può avere la presunzione dettata dall’ignoranza e dall’impossibilità atavica di dare amore, ma cercare solo interessi, che poi ti venga restituito quello che non si ha immesso dentro come logica  e ragione dovrebbe educare insegnare.

Porgere sempre l’altra guancia va bene, ma alla fine l’osso del collo rischia di spezzarsi, causando la morte.

Quello oggi mi lascia basito è che il principale educatore della famiglia mentiva peggio di un bestemmiatore incallito, dove purtroppo, non ricordandosi la menzogna che diceva, si creava con il tempo una falsa memoria, non diversa da un’osteomielite che gli rendeva asfittico e incapace di riconoscere le menzogne e/o le mezze verità, che raccontava. E come si può non pensare che anche Andrea e Paolo, i suoi collaboratori famigliari gli abbiano sempre detto in tutto e per tutto la verità? Anch’essi sono vissuti, assieme a Stefano, come me, dentro lo stesso ambiente famigliare, e volenti o nolenti hanno assorbito le stesse negatività ambientale, come un virus  poi molto difficile da debellare, che poi viene trasmesso alle generazioni successive, infettandole, fino a che qualcuno, anche a costo di perdere tutto, non si ribella, liberandosi e guarendo. Oggi mi chiedo se Andrea, Paolo e anche Stefano sono ancora affetti da questo virus, ma sarà un problema loro trovarsi la risposta, oppure scegliere di continuare a vivere infetti.
Dire d’essere stati infettato dalla menzonite acuta è una scusa per giustificarmi? No. Ma ci si rende conto della realtà solo quando si guarda questa a distanza di tempo, senza il coinvolgimento ambientale, nonostante sia certo che i miei “famigliari” diranno che sono un mendace e falso, che ciò che dico non corrisponde alla realtà dei fatti. Ma la negazione e la rimozione è il sistema di difesa e di fuga dei colpevoli. Infatti, appena ho iniziato a scavare, anzi, Andrea e Paolo praticamente se ne sono andati appena si sono presi “Il malloppo” tramite quell’atto firmato, anche da me, dal notaio, perché mio padre, Adriano Bazzato, mi omise mezza verità e non mi diede tutte le informazioni necessarie. Poi quando ho iniziato a chiedere e fare domande, ad aprire gli occhi, ecco che la colpa era perché non vivevo più nel paese ove ero cresciuto, nel Veneto, in Italia, ma all’estero. Il vivere fuori dal Paese, a loro dire mi aveva reso un rognoso, un malfidente, l’avere aperto gli occhi, finalmente, mi ha inimicato la “Famiglia”, perché nella famiglia di Adriano Bazzato, guai a grattare via la ruffa, la muffa e lo sporco. Si rischia, come mi scrisse Stefano di alzare un polverone. Già, peccato che negli ambienti puliti non esistano né polveroni, né unto, ma a dispetto dell’ordine e della pulizia che mio padre voleva nella sua autofficina, nelle loro teste l’unto, la polvere, il caos è una costante ove ci sguazzano via, ma guai ad aprire qualche finestra e fare pulizia. Ma se costoro, Andrea, Paolo e mio padre, Adriano, vogliono vivere in queste condizioni, liberissimi, ma senza la presunzione e la pretesa che una persona che si sveglia da un lungo sonno – , come nel dipinto “Il sonno della ragione genera mostri” del pittore spagnolo Francisco Goya – per far piacere a costoro, che mi ammali di narcolessia. Sarebbe come se qualcuno volesse impormi di addormentarmi il cervello e non poter più essere come dice la locuzione latina di Cartesio “Cogito ergo sum” – “Penso quindi sono”, esprimendo la certezza ineluttabile che l’uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante, che qualcuno, per proprio interesse, vorrebbe negarmi di esercitare.


Tornando al discorso della menzogna e della lezione di Worf, che serva a mio padre e ai suoi cari  tre figli:!«”Quando tu menti o rubi, non solo disonori te stesso, ma anche la tua famiglia.”, non sono io il primo a disonorare la mia famiglia e il cognome che porto, ma chi per primo ha sparso il virus del disonore, perché al tempo, una persona più adulta di me, aveva questo vizio e se ha disonorato la sua famiglia deve prendere coscienza dei suoi atti e avere l’umiltà di chiedere scusa per i suoi atti.
Dalla mia autobiografia, nuova stesura, “Una vita sul filo della vita”


Marco Bazzato
20.09.2012

lunedì 17 settembre 2012

Kate Middleton in topless


Alla fine è stata beccata anche la moglie del principe con le zizze al vento, con le foto che appestano la rete di Sua Altezza Reale Catherine Elizabeth, duchessa di Cambridge, Baronessa di Carrickfergus che visti itoli nobiliari sembra essere  nell’Anno di Grazia 1123 al tempo di Luigi XVI detto il “Grosso,  Goffredo Hamori di Malafesta, Conte di Montmirail, d’Appremont e di Papincourt, detto “l’Artido”  è stata beccata mezza desnuda, come una qualsiasi massaia che fa prendere aria ai capezzoli sulla spiaggia di Sottomarina.

La duchessa, in compagna del legittimo consorte, è stata fotografata da un paparazzo piazzato a una notevole distanza, che è riuscito a immortalare la Real Coppia in un momento naturale, ossia quando la moglie si fa spalmare la crema da sole sul corpo da colui che l’ha impalmata (1).  «E», come diceva Carcarlo Pravettoni ai tempi d’oro,« la lira – e non solo –  si impenna».

  I Reali inglesi sono incazzati come vipere, pronti a mordere legalmente il povero fotografo che ha fatto il suo lavoro, magari standosene delle ore sotto al sole cocente, nell’attesa di fare gli scatti che  potrebbero averlo reso ricco.

È strano come gli inglesi si indignino per questa miseria, ritenuta una palese violazione della Real privacy, quando sono ancora sulla bocca di tutti gli scandali causati del News of the Word di Rupert Murdoch, che non è quel Murdoch, impiegatucolo di infima categoria della Cia di “Rambo 2, la Vendetta”.

Così come non va dimenticato, scadendo nel provincialismo pecoreccio all’Italiana, che Berlusconi si imbufalì come un negromante che lancia magie vodoo, contro il malcapitato fotografo che l’aveva beccato vestito, assieme a cinque pulzelle, a Villa Certosa, in Sardegna (2), con la stessa metodologia con cui ora è stata “impalmata” Sua Altezza Reale Catherine Elizabeth, duchessa di Cambridge, Baronessa di Carrickfergus, facendo partire una “caccia all’uomo” nei confronti di Antonello Zappadu e del settimanale che nel 2007 pubblicò le foto, dove l’allora Premier era parte lesa, in quanto gli scatti incriminati violavano la sua privacy. (3).

Ora la cosa assurda è che se le foto di Berlusconi a Villa Certosa erano, per il  premier di allora una violazione della privacy, perché pubblicate da un settimanale concorrente, è paradossale che oggi fare questo tipo di foto sia il settimanale francese Closer (4), di proprietà di Mondadori, quindi Finivest,  quindi famiglia Berlusconi, del tutto lecite e legittime a dire del Presidente di Mondatori, Marina Berlusconi. (4).

Questo porta a pensare che “Ciò che vale per il Re – Berlusconi – non debba valere per l’eventuale futura Regina, Sua Altezza Reale Catherine Elizabeth,  con il giornalista che tutto sommato rischia, per fortuna, relativamente poco, ossia l massimo 40 mila euro di multa e un anno di gabbio, che in ogni caso non dovrebbe scontare. Un’inezia, visto che prima della pubblicazione l’editore avrà fatto i conti dei costi e dei ricavi e che l’operazione è stata considerata economicamente conveniente, anche pagando la multa per conto del fotografo e costi legali di rappresentanza.

Ora sembrerebbe che le foto pubblicate siano le più caste e da educande. E se negli altri scatti ci fossero i due che si stavano “ingroppando” o impegnati in alcune delle “100 posizioni dell’amore” (6) con il rischio completo che queste siano rese pubbliche nelle prossime settimane? Solo i due Real contorsionisti, il fotografo e chi ha visto le foto, sanno cosa questi hanno combinato in un luogo che reputavano teoricamente sicuro per la loro intimità, il che mette la Casa Reale Inglese in un imbarazzo superiore rispetto a quelli provocati nel corso degli anni dal secondogenito di Carletto e Diana, il Principe Henry, beccato poche settimane fa a Las Vegas con chiappe e bigolo al vento e spedito in Afganistan, come elicotterista, a rifarsi una verginità perduta per sempre, facendo incazzare i talebani che non accettano d’essere usati come capi espiatori e/o buffoni di corte, per uno scavezzacollo, nemico degli abiti e degli indumenti intimi.

È chiaro che la Real coppia ha fatto una specie di “supercazzola” (7)  pregna di un sano erotismo e bristish humor, che ha reso i piccoli seni, difficilmente dovrebbero andare oltre ad una striminzita terza misura – oggi acerrime nemiche della legge di gravità di Sir Isac Newton, ma un domani potrebbero crollare a terra come due pere mature –  e i capezzoli di Sua Altezza Reale, attualmente le zizze più famose del globo, dove sembra che le due sorelle Middletton, Kate e Pippa, come se fossero impegnate in una guerra personale, non dichiarata e teoricamente non voluta, dove si scontra il lato A di Kate, con il lato B di Pippa.. Ai voyueristi l’ardua sentenza.

È un peccato che negli U.S.A. queste foto non vengano rese pubbliche, con i lettori costretti a chiederle, manco fossero foto carbonare(8).

È chiaro che alla coppia Reale va la solidarietà, ma sono stati poco accorti. Il che probabilmente è dovuto all’inesperienza, ma anche a una certa dose di incoscienza e forse di esibizionismo represso, dove appare assurdo, fino a questo momento, paragonare quanto è avvenuto alla moglie del secondo il linea di successione al Trono della Regina Elisabetta, a quanto avvenuto in passato a Lady Diana, visto che l’ex moglie di Carletto, dopo il divorzio, cercava e sapeva usare sapientemente i media, cosa che Kate, ancora inesperta, non sembra ad oggi all’altezza della defunta suocera.

Marco Bazzato
17.09.2012


sabato 11 agosto 2012

A quando lo sport a misura di dopati?

È praticamente calato il sipario sulle Olimpiadi di Londra.
Non è chiaro chi ci ha guadagnato e chi rimesso in termini economici e turistici. L’Inghilterra e Londranon possono godere con 15 miliardi di euro andati inutilmente in fumo.  Non certo l’Italia, specie nella maratona, visto che Alex Shwazer è stato beccato con le mani nella marmellata, per via dell’Epo. Senza contare che dalle 33 medaglie preventivate, ma essendo il medagliere quasi avvizzito per il Bel Paese è stata una decable di risultati e di immagine.

Chiuse le Olimpiadi ufficiali, subito dopo partiranno le Paraolimpiadi, quelle che nessuno guarda, dove gli sponsor non sono interessati a investire denaro e le tv mettono gare e risultati in orari proibiti, da film porno soft e/o da 1444, dove i diversamente abili che gareggiano con motivazioni che vanno ben oltre l’agonismo, vanno a braccetto con una diversa normalità, spesso bistrattata e derisa, perché costretta o su una sedia a rotelle o a supporti tecnologici e umani per poter avere una vita che si avvicina alla normalità, degna in ogni caso d’essere vissuta.

Ma il caso Shwazer fa sorgere un'altra domanda.  Perché non fare un sport a misura di dopati?

È statistico, il 6,5% degli atleti fa uso di sostanze attualmente proibite, con costi esorbitanti per i controlli,senza contare che in un prossimo futuro, grazie all’ingegneria genetica, si potranno produrre atleti “mutanti”, tramite la manipolazione del D.N.A. garantendo prestazioni oggi impossibili.

Non possiamo dimenticare che in molte discipline non soggette a votazioni soggettive, ma a oggettive, i limiti fisici di un corpo privo di sostanze “aiutanti” si sta avvicinando al massimo dello sfruttamento, ergo, come per le materie prime, questi si stanno esaurendo. Nel prossimo futuro, giocarsi una gara sul filo del millesimo di secondo, sarebbe come fare il tifo per un filo d’erba che è più alto di un miliardesimo di millimetro rispetto a un altro, che senso avrebbe?

A che serviranno in futuro gli atleti non riusciranno più a produrre nuovi record? Si continuerà a gareggiare rimanendo all’interno di tempi e prestazioni impossibili fisicamente da superare? E come si pensa che sponsor e pubblico possano continuare a sostenere sportivi che non producono nuovi record? Sarebbe come continuare a correre per vent’anni con la solita vecchia automobile, perché i designer sono privi di creatività e le fabbriche automobilistiche sono fallite. Insomma, un paesaggio da desolazione lunare.

Sarebbe positivo oltre che evolutivo che si iniziasse a considerare il doping non come una droga, un comportamento antisportivo o illegale, ma come una “diversa sportività” una “diversa legalità” dove atleti professionisti e semiprofessionisti, non gli amatori, inscritti in appositi albi nazionali e internazionali, sotto controllo medico delle varie federazioni, si sottopongono volontariamente all’utilizzo di sostanze dopanti, con o senza consenso informato, rinunciando al momento dell’inscrizione all’albo dei dopati a qualsiasi forma di rivalsa legale nei confronti di medici, case farmaceutiche, federazioni sportive nazionali e/o internazionali, per qualsiasi tipo di patologia parziale e/o totalmente invalidante, morte compresa, che possa insorgere dall’assunzione di determinate sostanze, anche dopo decenni dalla cessazione della carriera agonistica, evitando in un futuro prossimo le scene pietose dello stracciamento delle vesti, dei pianti, come quelli dell’ atleta altoatesino Alex Shwazer.

L’utilizzo, in un futuro in molti auspicano non lontano, di atleti nati figli dell’ingegneria genetica e/o dopati legalmente, con  il sostengo di sponsor e federazioni sportive internazionali e nazionali potrebbe far bene, anche a quelle discipline considerate minori e bistrattate dagli sponsor e dai canali nazionali e internazionali.

Certo, potrebbe accadere che alcuni corpi non possano reggere il peso degli sforzi sintetici a cui sono sottoposti, ma potrebbe essere una forma di spettacolo in più, come nel romanzo di Stephen King “La Lunga Marcia”, o come quasi duemila anni fa avveniva nel Colosseo e nei vari anfiteatri dell’Impero Romano.

Da decenni gli atleti dopati sono come i primi cristiani, costretti a rifugiarsi nelle catacombe per celebrare i loro riti. Poi, per il cristianesimo primitivo le cose sono cambiate, è arrivato uno sponsor imperiale, che promulgò l’editto di Costantino,appropriandosi del detto futuro: “Se non puoi combatterli unisciti a loro” facendoli uscire dalle catacombe e dal mondo underground, e con il tempo sono diventati i dominatori del sistema, spazzando via il precedente, privo di prospettive future, che fece inaridire i Campi Elisi, retrocedendo molte religioni a miti e leggende.

Lo sport nazionale e intenzionale ha bisogno di nuova verve, di nuovi idoli, anche sostenuti geneticamente e/o chimicamente, andando oltre le attuali regole sportive, dove come sovente si fa nella finanza, lo sport avrebbe bisogno di deregulation o di regole diverse, e dalle  maglie più ampie, con un elasticità mentale diversa, altrimenti, entro i prossimi cinquant’anni, le Olimpiadi, se non verranno sospese prima per via dei costi ammazza Stati, diventeranno routine senza gloria, in quanto sarà impossibile battere i record dei cosiddetti miti odierni e gli spettatori languiranno se non ci saranno nuovi muri da abbattere, nuovi record da infrangere e nuove vette da raggiungere.

Marco Bazzato
11.08.2012

venerdì 10 agosto 2012

Il giorno del perdono

Oggi per me è il mio giorno del perdono.

 È contrario al mio essere avere astio o risentimenti per quello che altri ti hanno fatto coscientemente o no.

Perdono mio padre e mia madre, così come i loro figli e le rispettive consorti, comprese quelle che si sono sempre comportate in modo franco e aperto e non hanno nulla da farsi perdonare, anzi le devo ringraziare per come sono.

Da anni si trascinano attriti che hanno generato solchi profondi, probabilmente insanabili ma, per quanto mi riguardano, ora appartengono al passato.  Se altri nutrono o nutriranno dell’astio o altro nei miei confronti, privato e/o pubblico, sono problemi propri del loro essere e alla loro coscienza. La mia è tranquilla e serena e soprattutto in pace con se stessa.

La mia mail, il mio numero di telefono o qualsiasi altro mezzo di comunicazione elettronico e/o classico è sempre ben accetto, le porte sono aperte, come lo sono sempre state in tutti questi anni. Ma se decideranno, come hanno fatto fino a quest’oggi di propendere per il silenzio, è segno che nutrono dei problemi verso di me e non io verso di loro.

 La vita prosegue.

Scrivo e continuerò a scrivere secondo quello che da anni è il mio stile e il mio modo di essere, piaccia o no, perché questo è ciò che amo fare, perché nella vita ci sono anche degli amori che vanno ben oltre la pura materialità e gratificano lo spirito e non ho mai obbligato nessuno a leggermi, è una libera scelta del singolo.

In coscienza so ed è provato e mai smentito d’aver dato molto di più rispetto a quanto ho ricevuto e porto nel cuore la certezza di ciò che ad altri da me è stato dato e che hanno ricevuto nel corso degli anni. Questo nessuno potrà mai togliermelo e soprattutto dalla realtà del mio vissuto personale e famigliare, indipendentemente da quanto altri possano negare o rimuovere.

Di una cosa sono certo: non ho debiti né debiti morali né tantomeno materiali con nessuno della mia famiglia e questo mi rende sereno con il mio essere e il mio sentire, perché mi rende persona piena, intellettualmente, moralmente ed eticamente libera.

Ai miei genitori porto e porterò, in quanto persone, il rispetto che porto tutte le persone che incontro, senza distinzione di razza, sesso, colore e nazionalità, perché così il mio sentire mi chiede di essere.

Un saluto a tutti e un abbraccio ai figli dei figli dei miei genitori che probabilmente non vedrò più. Ma qualsiasi cosa sentiranno  o non sapranno in futuro riferito al loro  di uno dei figli dei miei genitori, spero che una volta cresciuti si facciano vivi, se lo vorranno, perché il batacchio nelle campane  suona da un lato e da un altro e sentirne uno solo  rende il suono disarmonico e che alla fine fa emettere onde sonore stridule, i cui venefici effetti perdurano per anni.

Nella vita bisogna avere il coraggio e la forza interiore di cambiare, cercando d’essere migliori del giorno precedente, perché la vita, quella vera, è inscritta nel cuore e non è un romanzo o un’opera di fantasia, e la realtà quella vera, non quella immaginata e/o pensata per puro esercizio di abilità intellettuale, trova la sua Verità entro il vissuto delle persone, che può essere rimosso da terzi, ma non dall’individuo che l’ha vissuta in prima persona, e per guardarci dentro necessitano attributi che non tutti hanno e la vita, merita d’essere vissuta al meglio delle proprie capacità spirituali, emotive, intellettuali e materiali.

Un grazie speciale a una donna che non ho mai conosciuto, ovunque si trovi.

Un abbraccio a tutta la mia famiglia.
Marco

Marco Bazzato
10.08.2012

martedì 24 luglio 2012

Green Hill: se ne auspica il dissequestro

Il canile di Green Hill di Montichiari è stato messo sottosequestro, perché stando alle informazioni di stampa. a seguito dei controlli, sono state riscontrate numerose irregolarità amministrative e penali, ed è giusto che i colpevoli vengano condannati, se previsto, con sanzioni amministrative e tutto riguarda tre persone, secondo il comunicato del Corpo Forestale dello Stato (1), non colpevoli fino al terzo grado di giudizio e/o patteggiamento.

È risaputo che nel corso di tutti questi anni il canile è stato soggetto a pressioni psicologiche e mediatiche e che la struttura è parte lesa in quanto è stata assalta dai “vandali” che hanno fatto irruzione, rubando degli ospiti in transito, nel maggio del 2012 (2).

Ora non è chiaro che fine faranno i capi, tolti dalla custodia e alla proprietà dei loro padroni. Sembrerebbe e non è chiaro il motivo che i 2700 Beagle – anche se alcuni siti parlano di 2500 – possano rimanere vittime di un “esproprio proletario” (3), dove la “merce sequestrata” – ma non confiscata, regolarmente acquistati o se nati all’interno della struttura sono una legittima proprietà della medesima,   molto probabilmente finiranno in mani terze.

È da tener presente che la quotazione attuale di un cucciolo di Beagle, ha come prezzo al pubblico di circa 700 euro (3)  a capo e sono 2.700 per un totale di 1.890.000 euro e soprattutto, che i costi di mantenimento erano, fino al momento del sequestro e della trasferimento forzoso degli animali, a carico di Green Hill, mentre ora una parte di essi è stata data “affidata provvisoriamente”  a delle associazioni ambientaliste e animaliste (4) e che, stando al TGcom 24 (5) potranno essere “espropriati legalmente” e resi “adottabili” e la gara per “l’acquisizione”, risparmiando  700 euro, per portarsene a casa uno senza ferire il portafogli, è iniziata, con una domanda al “mercato del gratis” abbondantemente superiore all’offerta.

Che fine faranno i cani al momento del dissequestro di Green Hill, quando questa si sarà messa in regola con le normative vigenti a riguardo il trattamento dei Beagle di loro proprietà?

Gli animali saranno restituiti e – sempre che non passi al Senato la legge “a personem” (6) voluta dall’ex ministro Michela Vittoria Brambilla (7) –  Green Hill dovrà mettere a  bilancio la perdita di 1.890.000 euro – quotazione e/  prezzo attuale a capo, che andrebbero  a sommarsi delle sanzioni amministrative ei costi per rispettare le normative vigenti?.

Un problema che nessuno ha voluto porre l’accento è che con il sequestro di Green Hill, gli istituti di ricerca, le università e i laboratori potrebbero trovarsi senza materia prima su cui lavorare, con forse il conseguente aumento dei costi per la ricerca e per l’accaparramento del prodotto, sempre, e sarebbe auspicabile, che la società proprietaria della struttura non decida di de localizzare all’estero, verso nazioni extraeuropee, creando una struttura ex novo con meno vincoli legali, con buona pace degli animalisti italiani, anche se guardando bene, negli tempi, quando l’assedio mediatico su Green Hill è aumentato, si è passati – senza prove inconfutabili – dalla sperimentazione animale, alla certificazione della vivisezione.

Visto che tutti i politici, quando fa comodo sono garantisti a prescindere, va dato il massimo del garantismo possibile ai tre indagati, perché così richiede la legge italiana e non la gogna popolare, spinta dalle onde emotive veicolate dai media.

Marco Bazzato
24.07.2012



domenica 22 luglio 2012

Il MES – Meccanismo di Stabilità economica e collasso dell’Eurozona

Incrociamo le dita, la fine dell’Italia potrebbe essere prossima. Una mano la sta dando il tecnocrate Mario – Mortimer – Monti, assieme all’allegra Banda Bassotti dei ministri, sostenuti da quei nullafacenti cronici dell’asse – da cesso –  PDL e PD.

Lo spred venerdì ha sfiorato i 500 punti. Olè! Ma il professore sta lavorando per superare i 600, per non essere inferiore a Berlusconi.

I partiti che sostengono l’esecutivo imposto dall’Unione Europea e da Napolitano hanno ratificato il MES – Meccanismo Economico di Stabilità (1)(2), senza che, come accade quando si tratta di faccende UE, gli italiani, dalla tv, ne sapessero un emerita mazza, anche per fare in modo che i politici servi, possano continuare a sparlare dell’Europa, e della Germania, fingendo di non sapere, o peggio non sapendo cosa cazzo hanno ratificato.

È ora che gli italiani si cerchino almeno una quarantina di milioni di spigoli acuminati e arrugginiti ove sbattere la testa e quella dei loro cari, perché il sangue che scorrerà, non sarà nulla rispetto a quello che uscirà senza sfracellarsi volontariamente il cranio.

Se tutto va bene come i signori dell’alta finanza hanno previsto, dopo le manifestazioni in Grecia – piattole, quelle in Spagna che stanno iniziando in questi giorni, ma in sordina – cimici senza spina dorsale, presto toccherà all’Italia. Paese che vanta una lunga tradizione di scontri di piazza – con tanto di drogati morti, vedi G8 di Genova del 2001 o lo scambio di “micette” tra polizia e manifestanti No Tav di pochi giorni fa –  sarà finalmente il momento del sangue, quello che gli italiani sanno versare l’uno contro l’altro – Dividi et Impera, facendosi prendere per l’ano, come accade dalla Costituente in poi, da ogni schieramento politico che a ha derubato il Paese.

125 milioni di Euro sono i dindini che gli italiani dovranno scucire nei prossimi tre anni per finanziarie i giocatori/grassatori ossessivo-compulsivi dei mercati finanziari e per parare il culo alle banche che, invece di prestare denaro, lo investono alla roulette della speculazione finanziaria, tanto i soldi sono di quelli sfasciacazzi morti di fame, che pagano sempre e comunque.

 Vero Monti e Fornero?

L’Italia è decotta. Spagna e Grecia sono andate a puttane, manca solo l’imprimatur ufficiale che sono portatrici sane di sifilide e gonorrea, così che manco un drogato allo stadio finale dell’Aids voglia farsi una sveltina anche se munito di “goldone”.

Nessuno sa a che tipo di “diarrea monetaria” saranno costretti a evacuare gli italiani da qui a fine anno, ma le strade trasuderanno degli escrementi umanoidi vomitati dai posti di lavoro privati, i dipendenti pubblici, essendo eccedenze non lavorative ma remunerate, andrebbero smaltiti senza badare all’ inquinamento che potrebbero causare, ma gli sfinteri saranno messi a dura prova e non basteranno tonnellate di creme antiemorroidi, non importa se al cortisone o prodotte con estratti naturali, a calmare i bruciori anali senza fine.

Comunque dal suo insediamento, come era prevedibile, Monti (3) –  (4) e compagnia briscola, ha fatto comunella con quei cosidetti Poteri Forti che asseriva d’aver combattuto e/o  peggio, di non averli mai conosciuti. Allora gli ha visti tutti assieme per la prima volta poche settimane fa nella Sun Valley, alla Allen Conference con Warren Buffet, azionista di Moddy’s? (5).

Il punto è che anche il Movimento Cinque Stelle al momento sembra essersi eclissato, infatti il noto comico genovese ufficialmente dalle pagine del suo blog non ha tuonato contro il MES (6). Che sia perché Gianroberto Casaleggio, il deux ex machina del Movimento Cinque Stelle ha fatto parte del Gruppo Bildemberg? (7)(8)(9) .

Il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha detto che “L’Euro è irreversibile” (10), questa affermazione, come amano dire i politici scafati ad ogni mestizia, grazie alle leggi che per se stessi promulgano, è di una gravità inaudita, in quanto dal  coma irreversibile non c’è ritorno. Ergo, mantenere un Unione Europea e un Euro tenuto in vita con pratiche e salassi monetari che vanno ben oltre il dissanguamento dei cittadini, equivale a un feroce accanimento terapeutico, dove sembra che nessuno voglia prendere in considerazione un eventuale “testamento biologico” voluto dai cittadini dei diciassette Stati della Zona Euro, per dare il colpo di grazia alla moneta moribonda, anche a forza di badilate sulla testa a Bruxelles e Strasburgo, perché per i “plebei” i teorici della moneta unica, impongono la flessibilità e il lavoro a tempo determinato, per costoro il posto pubblico, non importa se saltando da un istituzione all’altra, anche senza averne le capacità, deve essere garantito.

Vero, Monti?

L’Italia e gli italiani debbono mettersi l’animo in pace. Tra pochi mesi, al massimo entro la metà del prossimo anno, con l’avvento delle elezioni politiche e il – finalmente – defenestramento dell’attuale Capo di Stato, per scadenza del settennato, il Paese potrebbe implodere, anche perché non va dimenticato che a oggi il debito pubblico è di 2.000 miliardi di euro, lo spred a 500, e da quando è giunto il tecnocrate e i suoi pard, la spesa pubblica è salita di di 17 miliardi, altro che riduzione, l’economia se non è in depressione è in recessione e a Dio piacendo, forse prima della fine dell’anno, esattamente come la Spagna, nemmeno l’Italia avrà il denaro per pagare i dipendenti pubblici.

L’abisso si avvicina, un'altra piccola spinta e il Paese sarà sommerso dai suoi stessi miasmi economici e morali, senza dimenticare che probabilmente l’attuale premier, visto che si sta rendendo conto che non sa governare né comunicare – come ha insegnato in varie cattedre, mistero – potrebbe lasciare la “cadrega” in anticipo, tanto lo scanno di Senatore a vita non gliela toglie nessuno – “grazie” al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – e visto i  macelli commessi  al Paese, appare chiaro che una teoria economica: Che muoia Sansone e tutti i Filistei!”  Il culo mio e dei miei amici l’ho salvato, gli altri che si fottano, tanto pagate sempre voi idioti!

Marco Bazzato
22.07.2012



La preghiera del cane: Bau! Bau! – Abbandonami

Abbandonami figlio di un uomo,
abbandonami sul ciglio di una via
il sol vederti mi rattrista,
 carne morta!

Bau! Bau! – Abbandonami
mangiati quelle merde di crocchette
tanfi  come ciabatte che mi umilio a porgerti
illudendoti che mi dia allegria: idiota!

 Vuoi vedermi scodinzolare
sentirmi  abbaiare
obbligarmi a defecare e orinare a comando
 ecco quanto sei miseramente umano!

Bau! Bau! – Abbandonami
brutto figlio di un uomo
mi hai tagliato i coglioni
marchiato come dai  nazisti, con anche un chip nel culo.

Uomo: fai schifo
 lasciami –  te ne prego – in un assolata via d’agosto
meglio un tir che di me fa ragù
che sguinzagliato a te che mi soffochi.

Bau! Bau! – Abbandonami
  vedo i tuoi cuccioli
voglio il loro sangue loro morte
perché crescendo saran malvagi come te!

Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Homo sapiens sapiens, che voi da me? 
Hai una cagna umana che ingoia in scioglibili gelati neri in tua assenza.
Cinghiala come cinghi me!

Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Rendimi la mia libertà
voglio tornare affamato e assetato
e morire di stenti lungo una vita.

Odio il mondo umano
odio treni,  auto, divani e sofà
se volessi  ti darei la morte mentre dormi
perché mi tieni in prigionia.

Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Bau! Bau! Bau! Bau! – va in figa de to mare
Preferisco da Green Hill selezionato
che tuo ospite obbligato.


Bau! Bau! – Abbandonami
Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Bau! Bau! Bau! Bau! – va in figa de to mare
Umano: ridammi la libertà!

Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Bau! Bau! Bau! Bau! – va in figa de to mare
se da decenni sono così, la colpa è solo tua:
animalista fottuto!

Ti prego, rivoltante animalista
se i miei cuccioli nascessero in tua casa
 non marchiarli e tatuarli come  tatuate il vostro intelletto senziente
perché noi sì siamo cani, ma voi  , ormai conoscendovi bene non siete un cazzo!

Marco Bazzato
22.07.2012