sabato 11 agosto 2012

A quando lo sport a misura di dopati?

È praticamente calato il sipario sulle Olimpiadi di Londra.
Non è chiaro chi ci ha guadagnato e chi rimesso in termini economici e turistici. L’Inghilterra e Londranon possono godere con 15 miliardi di euro andati inutilmente in fumo.  Non certo l’Italia, specie nella maratona, visto che Alex Shwazer è stato beccato con le mani nella marmellata, per via dell’Epo. Senza contare che dalle 33 medaglie preventivate, ma essendo il medagliere quasi avvizzito per il Bel Paese è stata una decable di risultati e di immagine.

Chiuse le Olimpiadi ufficiali, subito dopo partiranno le Paraolimpiadi, quelle che nessuno guarda, dove gli sponsor non sono interessati a investire denaro e le tv mettono gare e risultati in orari proibiti, da film porno soft e/o da 1444, dove i diversamente abili che gareggiano con motivazioni che vanno ben oltre l’agonismo, vanno a braccetto con una diversa normalità, spesso bistrattata e derisa, perché costretta o su una sedia a rotelle o a supporti tecnologici e umani per poter avere una vita che si avvicina alla normalità, degna in ogni caso d’essere vissuta.

Ma il caso Shwazer fa sorgere un'altra domanda.  Perché non fare un sport a misura di dopati?

È statistico, il 6,5% degli atleti fa uso di sostanze attualmente proibite, con costi esorbitanti per i controlli,senza contare che in un prossimo futuro, grazie all’ingegneria genetica, si potranno produrre atleti “mutanti”, tramite la manipolazione del D.N.A. garantendo prestazioni oggi impossibili.

Non possiamo dimenticare che in molte discipline non soggette a votazioni soggettive, ma a oggettive, i limiti fisici di un corpo privo di sostanze “aiutanti” si sta avvicinando al massimo dello sfruttamento, ergo, come per le materie prime, questi si stanno esaurendo. Nel prossimo futuro, giocarsi una gara sul filo del millesimo di secondo, sarebbe come fare il tifo per un filo d’erba che è più alto di un miliardesimo di millimetro rispetto a un altro, che senso avrebbe?

A che serviranno in futuro gli atleti non riusciranno più a produrre nuovi record? Si continuerà a gareggiare rimanendo all’interno di tempi e prestazioni impossibili fisicamente da superare? E come si pensa che sponsor e pubblico possano continuare a sostenere sportivi che non producono nuovi record? Sarebbe come continuare a correre per vent’anni con la solita vecchia automobile, perché i designer sono privi di creatività e le fabbriche automobilistiche sono fallite. Insomma, un paesaggio da desolazione lunare.

Sarebbe positivo oltre che evolutivo che si iniziasse a considerare il doping non come una droga, un comportamento antisportivo o illegale, ma come una “diversa sportività” una “diversa legalità” dove atleti professionisti e semiprofessionisti, non gli amatori, inscritti in appositi albi nazionali e internazionali, sotto controllo medico delle varie federazioni, si sottopongono volontariamente all’utilizzo di sostanze dopanti, con o senza consenso informato, rinunciando al momento dell’inscrizione all’albo dei dopati a qualsiasi forma di rivalsa legale nei confronti di medici, case farmaceutiche, federazioni sportive nazionali e/o internazionali, per qualsiasi tipo di patologia parziale e/o totalmente invalidante, morte compresa, che possa insorgere dall’assunzione di determinate sostanze, anche dopo decenni dalla cessazione della carriera agonistica, evitando in un futuro prossimo le scene pietose dello stracciamento delle vesti, dei pianti, come quelli dell’ atleta altoatesino Alex Shwazer.

L’utilizzo, in un futuro in molti auspicano non lontano, di atleti nati figli dell’ingegneria genetica e/o dopati legalmente, con  il sostengo di sponsor e federazioni sportive internazionali e nazionali potrebbe far bene, anche a quelle discipline considerate minori e bistrattate dagli sponsor e dai canali nazionali e internazionali.

Certo, potrebbe accadere che alcuni corpi non possano reggere il peso degli sforzi sintetici a cui sono sottoposti, ma potrebbe essere una forma di spettacolo in più, come nel romanzo di Stephen King “La Lunga Marcia”, o come quasi duemila anni fa avveniva nel Colosseo e nei vari anfiteatri dell’Impero Romano.

Da decenni gli atleti dopati sono come i primi cristiani, costretti a rifugiarsi nelle catacombe per celebrare i loro riti. Poi, per il cristianesimo primitivo le cose sono cambiate, è arrivato uno sponsor imperiale, che promulgò l’editto di Costantino,appropriandosi del detto futuro: “Se non puoi combatterli unisciti a loro” facendoli uscire dalle catacombe e dal mondo underground, e con il tempo sono diventati i dominatori del sistema, spazzando via il precedente, privo di prospettive future, che fece inaridire i Campi Elisi, retrocedendo molte religioni a miti e leggende.

Lo sport nazionale e intenzionale ha bisogno di nuova verve, di nuovi idoli, anche sostenuti geneticamente e/o chimicamente, andando oltre le attuali regole sportive, dove come sovente si fa nella finanza, lo sport avrebbe bisogno di deregulation o di regole diverse, e dalle  maglie più ampie, con un elasticità mentale diversa, altrimenti, entro i prossimi cinquant’anni, le Olimpiadi, se non verranno sospese prima per via dei costi ammazza Stati, diventeranno routine senza gloria, in quanto sarà impossibile battere i record dei cosiddetti miti odierni e gli spettatori languiranno se non ci saranno nuovi muri da abbattere, nuovi record da infrangere e nuove vette da raggiungere.

Marco Bazzato
11.08.2012

venerdì 10 agosto 2012

Il giorno del perdono

Oggi per me è il mio giorno del perdono.

 È contrario al mio essere avere astio o risentimenti per quello che altri ti hanno fatto coscientemente o no.

Perdono mio padre e mia madre, così come i loro figli e le rispettive consorti, comprese quelle che si sono sempre comportate in modo franco e aperto e non hanno nulla da farsi perdonare, anzi le devo ringraziare per come sono.

Da anni si trascinano attriti che hanno generato solchi profondi, probabilmente insanabili ma, per quanto mi riguardano, ora appartengono al passato.  Se altri nutrono o nutriranno dell’astio o altro nei miei confronti, privato e/o pubblico, sono problemi propri del loro essere e alla loro coscienza. La mia è tranquilla e serena e soprattutto in pace con se stessa.

La mia mail, il mio numero di telefono o qualsiasi altro mezzo di comunicazione elettronico e/o classico è sempre ben accetto, le porte sono aperte, come lo sono sempre state in tutti questi anni. Ma se decideranno, come hanno fatto fino a quest’oggi di propendere per il silenzio, è segno che nutrono dei problemi verso di me e non io verso di loro.

 La vita prosegue.

Scrivo e continuerò a scrivere secondo quello che da anni è il mio stile e il mio modo di essere, piaccia o no, perché questo è ciò che amo fare, perché nella vita ci sono anche degli amori che vanno ben oltre la pura materialità e gratificano lo spirito e non ho mai obbligato nessuno a leggermi, è una libera scelta del singolo.

In coscienza so ed è provato e mai smentito d’aver dato molto di più rispetto a quanto ho ricevuto e porto nel cuore la certezza di ciò che ad altri da me è stato dato e che hanno ricevuto nel corso degli anni. Questo nessuno potrà mai togliermelo e soprattutto dalla realtà del mio vissuto personale e famigliare, indipendentemente da quanto altri possano negare o rimuovere.

Di una cosa sono certo: non ho debiti né debiti morali né tantomeno materiali con nessuno della mia famiglia e questo mi rende sereno con il mio essere e il mio sentire, perché mi rende persona piena, intellettualmente, moralmente ed eticamente libera.

Ai miei genitori porto e porterò, in quanto persone, il rispetto che porto tutte le persone che incontro, senza distinzione di razza, sesso, colore e nazionalità, perché così il mio sentire mi chiede di essere.

Un saluto a tutti e un abbraccio ai figli dei figli dei miei genitori che probabilmente non vedrò più. Ma qualsiasi cosa sentiranno  o non sapranno in futuro riferito al loro  di uno dei figli dei miei genitori, spero che una volta cresciuti si facciano vivi, se lo vorranno, perché il batacchio nelle campane  suona da un lato e da un altro e sentirne uno solo  rende il suono disarmonico e che alla fine fa emettere onde sonore stridule, i cui venefici effetti perdurano per anni.

Nella vita bisogna avere il coraggio e la forza interiore di cambiare, cercando d’essere migliori del giorno precedente, perché la vita, quella vera, è inscritta nel cuore e non è un romanzo o un’opera di fantasia, e la realtà quella vera, non quella immaginata e/o pensata per puro esercizio di abilità intellettuale, trova la sua Verità entro il vissuto delle persone, che può essere rimosso da terzi, ma non dall’individuo che l’ha vissuta in prima persona, e per guardarci dentro necessitano attributi che non tutti hanno e la vita, merita d’essere vissuta al meglio delle proprie capacità spirituali, emotive, intellettuali e materiali.

Un grazie speciale a una donna che non ho mai conosciuto, ovunque si trovi.

Un abbraccio a tutta la mia famiglia.
Marco

Marco Bazzato
10.08.2012

martedì 24 luglio 2012

Green Hill: se ne auspica il dissequestro

Il canile di Green Hill di Montichiari è stato messo sottosequestro, perché stando alle informazioni di stampa. a seguito dei controlli, sono state riscontrate numerose irregolarità amministrative e penali, ed è giusto che i colpevoli vengano condannati, se previsto, con sanzioni amministrative e tutto riguarda tre persone, secondo il comunicato del Corpo Forestale dello Stato (1), non colpevoli fino al terzo grado di giudizio e/o patteggiamento.

È risaputo che nel corso di tutti questi anni il canile è stato soggetto a pressioni psicologiche e mediatiche e che la struttura è parte lesa in quanto è stata assalta dai “vandali” che hanno fatto irruzione, rubando degli ospiti in transito, nel maggio del 2012 (2).

Ora non è chiaro che fine faranno i capi, tolti dalla custodia e alla proprietà dei loro padroni. Sembrerebbe e non è chiaro il motivo che i 2700 Beagle – anche se alcuni siti parlano di 2500 – possano rimanere vittime di un “esproprio proletario” (3), dove la “merce sequestrata” – ma non confiscata, regolarmente acquistati o se nati all’interno della struttura sono una legittima proprietà della medesima,   molto probabilmente finiranno in mani terze.

È da tener presente che la quotazione attuale di un cucciolo di Beagle, ha come prezzo al pubblico di circa 700 euro (3)  a capo e sono 2.700 per un totale di 1.890.000 euro e soprattutto, che i costi di mantenimento erano, fino al momento del sequestro e della trasferimento forzoso degli animali, a carico di Green Hill, mentre ora una parte di essi è stata data “affidata provvisoriamente”  a delle associazioni ambientaliste e animaliste (4) e che, stando al TGcom 24 (5) potranno essere “espropriati legalmente” e resi “adottabili” e la gara per “l’acquisizione”, risparmiando  700 euro, per portarsene a casa uno senza ferire il portafogli, è iniziata, con una domanda al “mercato del gratis” abbondantemente superiore all’offerta.

Che fine faranno i cani al momento del dissequestro di Green Hill, quando questa si sarà messa in regola con le normative vigenti a riguardo il trattamento dei Beagle di loro proprietà?

Gli animali saranno restituiti e – sempre che non passi al Senato la legge “a personem” (6) voluta dall’ex ministro Michela Vittoria Brambilla (7) –  Green Hill dovrà mettere a  bilancio la perdita di 1.890.000 euro – quotazione e/  prezzo attuale a capo, che andrebbero  a sommarsi delle sanzioni amministrative ei costi per rispettare le normative vigenti?.

Un problema che nessuno ha voluto porre l’accento è che con il sequestro di Green Hill, gli istituti di ricerca, le università e i laboratori potrebbero trovarsi senza materia prima su cui lavorare, con forse il conseguente aumento dei costi per la ricerca e per l’accaparramento del prodotto, sempre, e sarebbe auspicabile, che la società proprietaria della struttura non decida di de localizzare all’estero, verso nazioni extraeuropee, creando una struttura ex novo con meno vincoli legali, con buona pace degli animalisti italiani, anche se guardando bene, negli tempi, quando l’assedio mediatico su Green Hill è aumentato, si è passati – senza prove inconfutabili – dalla sperimentazione animale, alla certificazione della vivisezione.

Visto che tutti i politici, quando fa comodo sono garantisti a prescindere, va dato il massimo del garantismo possibile ai tre indagati, perché così richiede la legge italiana e non la gogna popolare, spinta dalle onde emotive veicolate dai media.

Marco Bazzato
24.07.2012



domenica 22 luglio 2012

Il MES – Meccanismo di Stabilità economica e collasso dell’Eurozona

Incrociamo le dita, la fine dell’Italia potrebbe essere prossima. Una mano la sta dando il tecnocrate Mario – Mortimer – Monti, assieme all’allegra Banda Bassotti dei ministri, sostenuti da quei nullafacenti cronici dell’asse – da cesso –  PDL e PD.

Lo spred venerdì ha sfiorato i 500 punti. Olè! Ma il professore sta lavorando per superare i 600, per non essere inferiore a Berlusconi.

I partiti che sostengono l’esecutivo imposto dall’Unione Europea e da Napolitano hanno ratificato il MES – Meccanismo Economico di Stabilità (1)(2), senza che, come accade quando si tratta di faccende UE, gli italiani, dalla tv, ne sapessero un emerita mazza, anche per fare in modo che i politici servi, possano continuare a sparlare dell’Europa, e della Germania, fingendo di non sapere, o peggio non sapendo cosa cazzo hanno ratificato.

È ora che gli italiani si cerchino almeno una quarantina di milioni di spigoli acuminati e arrugginiti ove sbattere la testa e quella dei loro cari, perché il sangue che scorrerà, non sarà nulla rispetto a quello che uscirà senza sfracellarsi volontariamente il cranio.

Se tutto va bene come i signori dell’alta finanza hanno previsto, dopo le manifestazioni in Grecia – piattole, quelle in Spagna che stanno iniziando in questi giorni, ma in sordina – cimici senza spina dorsale, presto toccherà all’Italia. Paese che vanta una lunga tradizione di scontri di piazza – con tanto di drogati morti, vedi G8 di Genova del 2001 o lo scambio di “micette” tra polizia e manifestanti No Tav di pochi giorni fa –  sarà finalmente il momento del sangue, quello che gli italiani sanno versare l’uno contro l’altro – Dividi et Impera, facendosi prendere per l’ano, come accade dalla Costituente in poi, da ogni schieramento politico che a ha derubato il Paese.

125 milioni di Euro sono i dindini che gli italiani dovranno scucire nei prossimi tre anni per finanziarie i giocatori/grassatori ossessivo-compulsivi dei mercati finanziari e per parare il culo alle banche che, invece di prestare denaro, lo investono alla roulette della speculazione finanziaria, tanto i soldi sono di quelli sfasciacazzi morti di fame, che pagano sempre e comunque.

 Vero Monti e Fornero?

L’Italia è decotta. Spagna e Grecia sono andate a puttane, manca solo l’imprimatur ufficiale che sono portatrici sane di sifilide e gonorrea, così che manco un drogato allo stadio finale dell’Aids voglia farsi una sveltina anche se munito di “goldone”.

Nessuno sa a che tipo di “diarrea monetaria” saranno costretti a evacuare gli italiani da qui a fine anno, ma le strade trasuderanno degli escrementi umanoidi vomitati dai posti di lavoro privati, i dipendenti pubblici, essendo eccedenze non lavorative ma remunerate, andrebbero smaltiti senza badare all’ inquinamento che potrebbero causare, ma gli sfinteri saranno messi a dura prova e non basteranno tonnellate di creme antiemorroidi, non importa se al cortisone o prodotte con estratti naturali, a calmare i bruciori anali senza fine.

Comunque dal suo insediamento, come era prevedibile, Monti (3) –  (4) e compagnia briscola, ha fatto comunella con quei cosidetti Poteri Forti che asseriva d’aver combattuto e/o  peggio, di non averli mai conosciuti. Allora gli ha visti tutti assieme per la prima volta poche settimane fa nella Sun Valley, alla Allen Conference con Warren Buffet, azionista di Moddy’s? (5).

Il punto è che anche il Movimento Cinque Stelle al momento sembra essersi eclissato, infatti il noto comico genovese ufficialmente dalle pagine del suo blog non ha tuonato contro il MES (6). Che sia perché Gianroberto Casaleggio, il deux ex machina del Movimento Cinque Stelle ha fatto parte del Gruppo Bildemberg? (7)(8)(9) .

Il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha detto che “L’Euro è irreversibile” (10), questa affermazione, come amano dire i politici scafati ad ogni mestizia, grazie alle leggi che per se stessi promulgano, è di una gravità inaudita, in quanto dal  coma irreversibile non c’è ritorno. Ergo, mantenere un Unione Europea e un Euro tenuto in vita con pratiche e salassi monetari che vanno ben oltre il dissanguamento dei cittadini, equivale a un feroce accanimento terapeutico, dove sembra che nessuno voglia prendere in considerazione un eventuale “testamento biologico” voluto dai cittadini dei diciassette Stati della Zona Euro, per dare il colpo di grazia alla moneta moribonda, anche a forza di badilate sulla testa a Bruxelles e Strasburgo, perché per i “plebei” i teorici della moneta unica, impongono la flessibilità e il lavoro a tempo determinato, per costoro il posto pubblico, non importa se saltando da un istituzione all’altra, anche senza averne le capacità, deve essere garantito.

Vero, Monti?

L’Italia e gli italiani debbono mettersi l’animo in pace. Tra pochi mesi, al massimo entro la metà del prossimo anno, con l’avvento delle elezioni politiche e il – finalmente – defenestramento dell’attuale Capo di Stato, per scadenza del settennato, il Paese potrebbe implodere, anche perché non va dimenticato che a oggi il debito pubblico è di 2.000 miliardi di euro, lo spred a 500, e da quando è giunto il tecnocrate e i suoi pard, la spesa pubblica è salita di di 17 miliardi, altro che riduzione, l’economia se non è in depressione è in recessione e a Dio piacendo, forse prima della fine dell’anno, esattamente come la Spagna, nemmeno l’Italia avrà il denaro per pagare i dipendenti pubblici.

L’abisso si avvicina, un'altra piccola spinta e il Paese sarà sommerso dai suoi stessi miasmi economici e morali, senza dimenticare che probabilmente l’attuale premier, visto che si sta rendendo conto che non sa governare né comunicare – come ha insegnato in varie cattedre, mistero – potrebbe lasciare la “cadrega” in anticipo, tanto lo scanno di Senatore a vita non gliela toglie nessuno – “grazie” al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – e visto i  macelli commessi  al Paese, appare chiaro che una teoria economica: Che muoia Sansone e tutti i Filistei!”  Il culo mio e dei miei amici l’ho salvato, gli altri che si fottano, tanto pagate sempre voi idioti!

Marco Bazzato
22.07.2012



La preghiera del cane: Bau! Bau! – Abbandonami

Abbandonami figlio di un uomo,
abbandonami sul ciglio di una via
il sol vederti mi rattrista,
 carne morta!

Bau! Bau! – Abbandonami
mangiati quelle merde di crocchette
tanfi  come ciabatte che mi umilio a porgerti
illudendoti che mi dia allegria: idiota!

 Vuoi vedermi scodinzolare
sentirmi  abbaiare
obbligarmi a defecare e orinare a comando
 ecco quanto sei miseramente umano!

Bau! Bau! – Abbandonami
brutto figlio di un uomo
mi hai tagliato i coglioni
marchiato come dai  nazisti, con anche un chip nel culo.

Uomo: fai schifo
 lasciami –  te ne prego – in un assolata via d’agosto
meglio un tir che di me fa ragù
che sguinzagliato a te che mi soffochi.

Bau! Bau! – Abbandonami
  vedo i tuoi cuccioli
voglio il loro sangue loro morte
perché crescendo saran malvagi come te!

Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Homo sapiens sapiens, che voi da me? 
Hai una cagna umana che ingoia in scioglibili gelati neri in tua assenza.
Cinghiala come cinghi me!

Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Rendimi la mia libertà
voglio tornare affamato e assetato
e morire di stenti lungo una vita.

Odio il mondo umano
odio treni,  auto, divani e sofà
se volessi  ti darei la morte mentre dormi
perché mi tieni in prigionia.

Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Bau! Bau! Bau! Bau! – va in figa de to mare
Preferisco da Green Hill selezionato
che tuo ospite obbligato.


Bau! Bau! – Abbandonami
Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Bau! Bau! Bau! Bau! – va in figa de to mare
Umano: ridammi la libertà!

Bau! Bau! Bau – Lasciami andare
Bau! Bau! Bau! Bau! – va in figa de to mare
se da decenni sono così, la colpa è solo tua:
animalista fottuto!

Ti prego, rivoltante animalista
se i miei cuccioli nascessero in tua casa
 non marchiarli e tatuarli come  tatuate il vostro intelletto senziente
perché noi sì siamo cani, ma voi  , ormai conoscendovi bene non siete un cazzo!

Marco Bazzato
22.07.2012

lunedì 2 luglio 2012

Finale Europei di calcio 2012: Spagna – Italia 4 a 0

Alzi la mano chi non ha gioito al primo, secondo, terzo e quarto goal degli spagnoli? Nessuno? Nessuno o quasi da parte italiana, tutti, certamente da parte spagnola.

 C’è poco da dire, ieri un esercito di sodomiti – cittadini della mitica Sodoma, descritta nella Bibbia, ha travolto la nazionale italiana, mettendo, metaforicamente parlando gli undici in campo, più riserve e coach, selezionatore, commissario tecnico, allenatore o come minchia si deve chiamare, letteralmente alla pecorina e dandoci dentro di brutto, facendone godere pochi, a parte i metrosexual e i gay nascosti dentro gli armadietti degli spogliatoi, che, come vuole Alessandro Cecchi Paone, dovrebbero macchiarsi, come ha fatto lui, di apostasia eterosessuale o di conversione lungo la via di Damasco all’omosessualità militante e radicale, dipende da come si vuole interpretare la cosa.

Sta di fatto che gli spagnoli non potevano essere più saggiamente spietati, trasformando o gli undici azzurri degli zombi, che si muovevano come se fossero affetti da demenza senile, tanto era spiantato e spompato il gioco, dove gli iberici, dopo averci resi un “uomo morto che cammina, si sono divertiti con il vilipendio del cadavere, pigliando la nazionale italiana a calci “ancora, ancora, ancora, sì, sì, dai, dai” con le furie rosse che sembravano tante Sally Albright  in “Harry ti presento Sally” in preda alla cieca furia orgasmica, che li ha portati a godere come ricci impazziti, mentre i perdenti, mai entrati in partita, anche per colpa delle scelte del “passeggiatore della notte” che andava  pellegrinaggi, Cesare Prandelli e parte della ciurma, che si sono lasciati frustare come fossero degli appassionati di bondage e/o pratiche sadomasochistiche.

La Spagna ha vinto e l’Italia ha dato il massimo per perdere non ci sono dubbi.

La nazionale a parte quando è uscita dal campo al termine prima dell’inizio del mach, nella pausa tra il primo e il secondo tempo, non è mai entrata  in partita. I giocatori,Cassano e Balottelli, ubriachi marci del successo precedente, soprattutto quest’ultimo, visto che l’Italia e addirittura la Lega che lo aveva innalzato a Totem Pagano da venerare, si era montata la testa e giocando come se avessero ancora la capa moicanacontro con l’Alemagna – non i gelati e i disgustosi frigna menti vari che si sono visti in tv, lasciano basiti, in quanto gli artefici del lavoro di scavo della profonda fossa europea sono stati commessi da tutti ti giocatori italiani in campo, sapientemente diretti dall’allenatore.

È chiaro che c’era anche, parafrasando la celebre sigla iniziale di “Capitan Harlock”  “…Un “corvo nero che per casa solo c’è, fa naufragare la nazionale al sul voler. Urrà! Urrà!” che si aggirava nella tribuna d’onore, ma che avrebbe fatto meglio a starsene a casa con i piedi sul tavolino, i calzini bucati, la birra gelata e megapiatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino in tavola, tanto tanto rutto libero e bestemmia facoltativa: Mario Monti. Il premier stando alle inquadrature,biascicava quasi come un balbuziente l’Inno di Mameli, o come sospettano altri, essendo un ventriloquo sfigato che non è riuscito ad avere successo nel mondo dello spettacolo si è riciclato, dopo un corso di aggiornamento per disoccupati fatto presso il Comune di residenza, in un servo dei potentati bancari e finanziari, con tanto di auricolare come la prima Ambra Angiolini di “Non è la Rai”.

Gli italiani sapendo che costui, assieme alla Fornero sono peggio degli Unni di Attila, visto che dove passano questi “allegri compagni piagnoni” non cresce più euro in tasca, anzi rapinano legalmente a “penna armata”, anche la sconfitta degli azzurri è da imputarsi a Mario Monti.

Sembra infatti che in molti girino con un cornetto rosso, e con una mano costantemente infilata dentro la tasca bucata dei pantaloni per schiacciarsi le palle come dentro una morsa e le donne che si si strizzano il capezzolo destro della mammelllllllllllllllla fino a farselo sanguinare, come gesto votivo, come se indossassero il cilicio della Binetti, per cercare d’allontanare la iella che traspare in scala industriale anche attraverso i pixel della tv. E figurarsi com’è dal vivo!

Alla fine è andata come voleva la Elsa Fornero, gli spagnoli hanno fatto esondare gli argini della difesa azzurra, creando un “Esercito di terracotta” di esodati, senza protezione sociale, perché, sebbene al Costituzione all’art. 2 reciti che “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, per la piagnona della Elsa, questa è una minchiata galattica che va tolta, in quanto bisogna soffrire come ha fatto sua figlia, bussando di porta in porta, strisciando a terra come germi, prima di trovare un posto di lavoro fisso e “mal” retribuito, senza alcun intervento di mamma e papà, perdendo con infamia e disonore.

Già, c’è poco da rincuorarci illudendoci come tossici che bramano una pista di cocaina, gli azzurri sono stati meritatamente massacrati dall’esercito vincitore che non ha fatto né prigionieri e nè sconti, anzi, ha legnato di brutto brutto brutto brutto fino all’ultimo secondo e nessuno può condannarli per averlo fatto scientemente.

La squadra e prestazione dei giocatori, meglio non dare voti, si rischierebbe una fila di croci lungo la Via Appia antica, creando ostelli per avvoltoi.

Ma esiste uno sconfitto ancora pù grande della Nazionale italiana: gli animalisti… già, quelli che invitavano al boicottaggio degli europei per via di come, secondo la “legalità d’emergenza” sono stati soppressi i cani randagi in Ucraina e a Kiev specialmente. Ebbene, questa masnada di nullafacenti ne sono usciti con le ossa più rotte di un bambino di dieci anni che cerca la rissa contro un boxeur professionista dei pesi massimi: frantumati, ridotti in poltiglia, spariti,  trasformati in particelle subatomiche di biomassa solida, permettendo così almeno la vittoria tattica dell’Ucraina e di Kiev nella dura e infernale battaglia, all’ultimo canide, combattuta porta a porta, piazza per piazza, via per via, stanando il nemico, ricacciandolo, anche a costo di migliaia di morti, ameno momentaneamente fuori dai grandi centri urbani.

Non si sa, ma questo potrebbe essere stato il sogno di tutti gli animalisti: l’attacco combinato di cento guarnigioni di cani randagi affamati e rabbiosi che prendevano lo Stadio di Kiev dove si è giocata la finale, per assaltare e morsicare, azzannare, sbranare,deturpare per sempre gli spettatori, rei di non aver boicottato per protesta la soppressione delle eccedenze canine in città.

Molti di questi animalisti, sempre da parte degli animali a prescindere, stanno rosicando amaro, perché anche loro come la Nazionale si sono buscati un sonoro 4 a 0!

Marco Bazzato
02.07.2012

martedì 5 giugno 2012

La Vatican Leaks alla luce del Vangelo

Alzi la mano chi non ha goduto come un cinghiale per lenotizie provenienti da Oltretevere, ossia da quel luogo caronteo che traghetta dal mondo dei vivi a quello dei cadaveri, all’interno di un’istituzione secolare marcia fino dalle fondamenta, che come un drago fetido, risvegliandosi dal letargo invernale, inizia a lanciare le sue armi infuocate contro i servi di Mammona abbarbicati in Vaticano come puzzole impaurite, non diverse dai naufraghi di una “Costa Concordia”, cercano di rubarsi i giubbotti di salvataggio color porpora, svuotando la bagnarola con gli stuzzicadenti?.
 
Per quanto se ne dica, forse, l’unica vera vittima è Paolo Gabriele, messo ai ceppi dalla Gendarmeria Papista per una vicenda che fin dai primi momenti è apparsa più grande di lui.
 
È strano, ma non è dato sapere come il povero cittadino vaticano sia trattato nelle segrete dell’ex Stato Pontificio, in quanto sono risaputi i trattamenti che in passato venivano utilizzati dalla Sacra Inquisizione nei confronti dei servi e/o dei non chierici “eretici”. Gentilezze che il Vaticano di oggi però non riserva con eguale vigore nei confronti dei preti pedofili.
 
 Il braccio secolare, con tutte le sue Opere di Santa e Pia Convinzione al servizio della Chiesa, non ci andava certo giù per il sottile.
 
L’ex Stato Pontificio si sente – pur non avendone motivo – assediato da presunti nemici immaginari esterni: i giornalisti, quali non fanno altro che fare il loro lavoro, anche pubblicando documenti scottanti che teoricamente violano la privacy dei discendenti morali degli “inceneritori” di Giordano Bruno, di coloro che i crimini dei preti pedofili e centinaia di altre violazioni dei diversi codici penali internazionali, dimenticando lo scandalo Watergate (1) degli anni ’70 che costò la presidenza a Lyndon B. Johnson.
 
Il patetico è che attualmente – guarda caso – esiste un solo indagato, il Paolo Gabriele, eppure, minchia di minchia, di minchia di “minchia Signor Tenete” i papelli continuano ad uscire.
 
Certo non si sa sei un lavoro fatto a rate dai giornalisti – dove le inchieste non è detto che vengano date in pasto al pubblico immediatamente, ma possono essere centellinate, e allo stato attuale sembrerebbe che il grosso della mandria di porporati, preti e suore vaticani fossero puliti e mondi come un pupo appena emerso dalla bagnomaria della fonte battesimale.
 
 Per la purezza di un infante ci si può anche credere…ma alla purezza del Vaticano…chi vuole farlo metta – letteralmente – una mano sul fuoco per almeno venti minuti e poi pubblichi il suo atto di fede in rete, con tanto di foto e di commenti digitati con la mano sana, circa lo stato dell’arte.
 
Ora i giornali filo papisti stanno cercando d’annacquare il vinaccio vaticano, usando come paravento la kermesse, lo show religioso da sagra paesana che l’ha tenuto fuori il Pontefice dal Vaticano per tre giorni,facendo gettare al vento 13 milioni di euro – tra contributi italiani e sponsor, a fronte di una donazione del tedesco – il denaro arriva dai fedeli -  di 500 mila euro, destinati ai terremotati dell’Emilia.
 
Praticamente il Papato ha scucito 26 volte in meno di quanto ha fatto spendere…bell’affare ha fatto l’Italia, oltretutto con dirette televisive trasmesse dalle reti Stato, Rai 1 in primis, che nella serata della veglia del sabato, con una sceneggiatura mediocre e con interventi ripetitivi, pur avendo vinto la battaglia degli ascolti, ha racimolato 3.083.000 spettatori, pari 15.16%, che confrontati al 50,24%, ossia 13.400.000 , ottenuti nella serata di lunedì 5 dicembre 2011 dallo Show di Fiorello: “Il più grande show dopo il week end” dimostra, se mai ce ne fosse bisogno che “il gran varietà religioso”  (2)– come disse il Sergente Hartman in Full Metal Jacket, è passato di moda e  ha perso il suo fascino televisivo.
 
Checchè ne dicano in Vaticano, non sono preoccupati per l’attacco al Papa, perché de facto dai  carteggi del Vatican leaks (3), si evince chiaramente che non sono i media internazionali con i loro articoli ad attaccare il Papa, ma l’attacco parte dall’interno delle cosiddette “Sacre Mura” – che di sacro sembrano aver ben poco, viste le guerre intestine di potere che, come in ogni regime democratico e non, si combattono quotidianamente.
 
La preoccupazione non è nei confronti di quello che chiamano “Il Santo Padre”, perché anche in Vaticano sconoscono il detto che “Morto un Papa se ne fa un altro”, ma la preoccupazione è rivolta ad altri interessi più venali – denaro, pecunia, euro…chiamateli come volete – perché gli scandali, specie quando vengono smascherati e resi pubblici, danneggiano gli affari economici in primis, e in Italia è tempo di dichiarazione dei redditi e il Vaticano teme il crollo verticale – che tutti ma non loro auspicano – delle firme dell’otto per mille a favore della Chiesa Cattolica (4), dove lo Stato farebbe bene a far inserire una casella per i terremotati dell’Emilia Romagna, per la ricostruzione del patrimonio storico lesionato o distrutto e per le attività produttive, ma alla fine la scelta ultima spetta ai contribuenti, il quale si spera che non siano guidati dalle solerti mani delle segretarie dei commercialisti o dei Patronati  e che non si intromettano, specie con le persone anziane, indicando la casella “Vaticana” anziché dare il tempo di leggere e scegliere secondo coscienza e giustizia.
 
La cosa che fa riflettere è l’assoluta assenza dello Spirito Santo – che secondo la religione cattolica dovrebbe permeare le scelte anche degli altri prelati – non solo dei semplici – all’interno delle ormai impropriamente chiamate “Sacre Mura”, dove anche agli “ultimi” appare chiaro che in quell’area di 0,44 km quadrati, sussistano troppi comportamenti indegni anche e non solo dei Dieci Comandamenti,  ma che sia diventato il regno di un Signore più venale e sulfureo, predetto in tempi teoricamente  non sospetti nell’omelia di Paolo VI, il 29.06.1972, in occasione della ricorrenza della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, che disse: da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio(5) – e si spera che le persone di buona volontà, indipendentemente dalla nazionalità non siano così idiote da finanziare indirettamente  anche le opere di Satana.
 
È vero che Lao Tzu (6) – filosofo cinese del IV secolo a.C  – disse “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”., ma in questi casi gli alberi che “non cadono” – ossia gli atri congiurati ancora non ufficialmente rintracciati, forse perché non si vuole questi potrebbero essere i veri discepoli del Principe della Notte, del Randal Flagg (7) che si muove nell’oscurità dalla fondazione dello Stato Pontificio e che fino  al 1859,  “Sotto il governo papale, nessuno si curava dell'istruzione così la maggior parte della popolazione risultava essere analfabeta(8) giungendo fino  ai nostri giorni pregni dello stesso analfabetismo culturale, dettato dalle medesime volontà oscurantiste che hanno permeato il Vaticano fin dalla sua fondazione, circa le reali vicende interne e i torbidi giochi di Palazzo che sono sempre regnate – omicidi di Papi compresi.
 
È paradossale che in uno Stato teocratico che si rifà ai valori della Parola di Dio, si perda così tanto tempo con la caccia all’untore, al delatore,alla spia,  alla talpa, al corvo, tipica dei regimi secolari, dimenticando la Parola stessa di Dio e i Vangeli: (9)
 
Libro del Siracide (28,2-5)
 
 “Perdona l'offesa al tuo prossimo e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Se qualcuno conserva la collera verso un altro uomo, come oserà chiedere la guarigione al Signore? Egli non ha misericordia per l'uomo suo simile, e osa pregare per i suoi peccati? Egli, che è soltanto carne, conserva rancore; chi perdonerà i suoi peccati?”.
Vangelo di Matteo (18,21-35)
 
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello”.
 
Matteo 5,33-37  (10)
 
  “Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì, no, no; il di più viene dal maligno”.
 
E già alla luce delle Sacre Scritture risulta chiaro che lo Stato Città del Vaticano da quasi duemila anni tiene i piedi su due staffe, usando la spiritualità quando fa comodo e il relativismo secolare, quando l’interesse è per fini economici e/o commerciali, li essere alla luce anche degli eventi mediatici degli ultimi tempi come sta scritto nel Vangelo di Matteo, 23 – 1,36 (11)
Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbì''dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì'', perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno "padrè'sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestrì', perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci .
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati. Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale, ma se si giura per l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati. Ciechi! Che cosa è più grande, l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l'abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. Ebbene, colmate la misura dei vostri padri!
 Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna? Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il santuario e l'altare. In verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.
Tutte “tirade” sentite per centinaia di volte durante il catechismo, e durante le celebrazioni durante l’anno liturgico…E i primi che trasgrediscono a tutto questo, chi sono?
Non è colpevole – sembrerebbe per assurdo – agli occhi di Dio chi divulga e o denuncia anche fatti e o comportamenti empi, ma i veri colpevoli cono coloro che ci danno dentro  nel nome di una sete di potere che alimenta solo l’ego dei soggetti in questione.
Sorge però nella mente di molti un altro sospetto: e se dietro a questi corvi ci fosse il Papa stesso?
 
Potrebbe essere fantapolitica vaticana, ma proviamo a immaginare che si senta isolato e che sappia che all’interno della sua cerchia ristretta si annidano covi di serpi? Cosa meglio c’è di un maggiordomo fidato, Paolo Gabriele,  che si assume tutta la responsabilità della fuga di documenti proprio per  provare a fare almeno una parziale pulizia entro i “Sacri Palazzi” o per lo meno per mettere a miti consigli i rivoltosi? 
 
Tanto è vero che attualmente non ci sarebbero altri indagati.
 
 Benedetto XVI avrebbe così rese vere le parole dell’evangelista Luca, 12 – 1, 3 che recitano (12):
Nel frattempo, radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.”
 
Ma anche questa potrebbe essere solo una bellissima utopia…peccato, ma questi, secondo il TGCOM24, i protagonisti di questa “guerra fratricida, come tra tanti Caino e Abele,. Sarebbero stati individuati. (13).
 
Marco Bazzato
05.06.2012
 
 
 
 

mercoledì 23 maggio 2012

Tassa sugli animali da compagnia? Il governo Monti fa marcia indietro

Ci sono proposte e/o disegni di legge che avendo una logica ferrea, dettata dal buon senso e dalla ragione, non trovano per colpa di alcune associazioni facinorose, nemiche dell’ordine e della legalità, santi in Paradiso.

È lo sfortunato caso della tassa comunale sugli animali domestici, in primis cani e gatti, bestie obese che vivono come pascià, che abbondano e appestano con i loro escrementi – se non vengono raccolti dai padroni – marciapiedi e parchi pubblici. L’introduzione della tassa era facoltativa e il ricavato sarebbe servito per costruire nuovi spazi per dar rifugio agli animali  abbandonati da quelle bestie dei loro padroni.

Apriti cielo, manco si fosse entrati nella Basilica di San Pietro durante la veglia di Natale a commettere atti  contro natura, si sono aperte gli idranti degli strali delle associazioni animaliste, pronte ad aprire una nuova breccia di Porta Pia.

La tassa comunale facoltativa sarebbe un’ottima iniziativa, ed è un peccato che si sia arrestata innanzi agli attacchi proferiti dai gruppi di pressione e dalla lobby animalista, d’altronde quando un paese in piena crisi economica, invece di diminuire la spesa per cibi e accessori per animali va in controtendenza, è segno che si potrebbe tranquillamente sostenere la spesa per una tassa in più, nel nome dell’amore verso i loro protetti.

 Il legislatore se non fosse stato azzoppato al primo accenno avrebbe potuto prevedere esenzioni per i pensionati a basso reddito che detengono bastardi in casa, esenzioni per gli animali che svolgono mansioni di assistenza, ai diversamente abili, e una progressività legata al reddito individuale e famigliare, con la creazione di uno “stato famiglia” apposito entro la dichiarazione dei redditi ove convogliare – se di reddito medio alto – le spese indetraibili sostenute per il loro mantenimento, in modo che tramite gli studi di settore si possa calcolare l’effettiva capacità di spesa, scovando soggetti che spendono oltre le loro reali possibilità per il mantenimento dell’animale.

 È chiaro che in ragione di tutto questo si rende necessario che a ogni capo di bestiame venga inserito un chip sottocutaneo onde poter controllare l’animale in ogni spostamento in caso di abbandono e non..

Ci sono troppi interessi non molto trasparenti che girano attorno al “regno animale” dove gli animalisti radicali ne sono le prime vittime perché non hanno la visione dell’insieme, e per certi aspetti sono come dei primati che vivono sugli alberi, chiusi e ottusi entro il loro spazio ristretto, entro un amore patologico e ossessivo e malato per i loro simili a quattro zampe, e non si rendono conto d’essere le prime vittime della loro “perversione” che sovente gli fa perdere il  lume della ragione, della razionalità, accecando l’intelletto che non si vuole evolvere dallo stato di primate,come se fossero il capobranco dell’intera savana italiana, dove mirano a imporre i loro limitati schemi di pensiero all’opinione pubblica, tramite aggressive campagne mediatiche, perché schiavi apparentemente inconsapevoli di un insano amore che annebbia il raziocinio.

Ma nessuno ha mai detto chiaramente agli animalisti che i primi che commettono delle crudeltà sono loro, tramite la sterilizzazione, commessa con la complicità sancita dalla legge dai veterinari ai loro protetti. Però gli umani non hanno il coraggio di farsela fare – maschio o femmina animalista che sia – ed è facile giocare con le palle e le ovaie altrui, senza perderci nulla, per amore della propria bestia.

La cosa migliore da fare per legge, accentuando così l’empatia umana nei confronti della bestia che gli umani che vogliono detenere un animale in casa, al pari del loro amato,  che venissero obbligati se non alla castrazione fisica, almeno a quella chimica, rendendoli così inabili alla procreazione, visto che il pianeta è sovrappopolato.

Marco Bazzato
23.05.2012

martedì 15 maggio 2012

“Io sto con Equitalia”

È strano ma la classe operaia, quella a reddito fisso, quella che assieme agli imprenditori e ai pensionati è la più vessata,in questi giorni tace accondiscendente.

Pagine e pagine nei quotidiani, nei siti internet, servizi su servizi negli special giornalistici televisivi, tutti a scagliarsi, come un nuovo sport nazionale, contro Equitalia, la società pubblica che si occupa della riscossione dei tributi da parte  del Ministero delle Finanze e dell’Inps, ma nessuno da voce ai veri vessati: i dipendenti a reddito fisso, i pensionati onesti che non sono evasori e sono puliti innanzi allo Stato.

Il che significa, cartelle pazze a parte, che quelli che ricevono gli avvisi da Equitalia sono già stati attenzionati dalla Guardia di Finanza e dall’INPSche ne ha accertato le irregolarità e sono a tutti gli effetti degli evasori fiscali, se poi non hanno potuto e/o voluto pagare le tasse per colpa di crediti non riscossi da parte dello Stato o crediti  inesigibili, questo è un altro discorso, ma è la politica che dovrebbe metterci – ma non vuole – una pezza o vuoi anche per colpa della crisi finanziaria che sta strozzando l’economia reale.

Ora la cosa assurda, dove sta montando una polemica inutile, riguarda il numero dei suicidi causati dalla crisi o da evasione fiscale accertata, è che nel 2010 ce ne sono stati di più rispetto alla data odierna del 2012.

Nel 2010, il governo Berlusconi, e la maggioranza da lui sostenuta, ha, metaforicamente parlando, più morti sulla coscienza dell’attuale esecutivo, guidato da Mario Monti, (1) e la levata di scudi dell’ex maggioranza, quando l’attuale premier ha lanciato l’affondo, additando all’inedia del precedente esecutivo, era del tutto immotivata e strumentale (2). Se i membri dell’ex maggioranza sapevano, hanno mentito ai cittadini, e se non conoscevano i dati del Cerm, hanno perso una buona occasione per tacere.

Entrando nel sito di Equitalia si può leggere: Dal 1° ottobre 2006, l’art. 3 del decreto legge n. 203 del 30 settembre 2005, convertito con modificazioni nella legge n. 248 del 2 dicembre 2005, ha ricondotto l’attività di riscossione sotto l’ombrello pubblico, attribuendo le relative funzioni all’Agenzia delle entrate che le esercita tramite Equitalia (da ottobre 2006 a marzo 2007 il nome era Riscossione SpA). In precedenza tale compito era affidato in concessione a circa 40 enti tra istituti bancari e privati (3).

Semmai bisognerebbe conoscere i nomi dei parlamentari che hanno approvato questa legge, visto che ne sono i responsabili diretti, anche se secondo la Costituzione italiana, art. 68: . I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni (4), ma quei suicidi, ora come in passato, pesano sulla coscienza di coloro che hanno votato a favore di quella legge… E il peccato è che sono protetti dalla Costituzione e manco possono essere incriminati per istigazione al suicidio, dove l’articolo 580 del Codice Penale recita espressamente:  Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima. Le pene sono aumentate se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1) e 2) dell'articolo precedente. Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni quattordici o comunque è priva della capacità di intendere e di volere, si applicano le disposizioni relative all'omicidio”, (5) perché, come per Adamo ed Eva, da questi parlamentari che hanno votato a favore, scaturisce il “Peccato Originale”.

È chiaro che i responsabili diretti di questa situazione, che poi nel corso degli anni ha generato conseguenze a cascata non sono i dipendenti di Equitalia, gli esecutori materiali dell’ingrato compito, ma i “mandanti irresponsabili delle loro azioni” stanno altrove e sono i tecnici che al tempo l’hanno redatto la legge e i parlamentari che l’hanno votata, probabilmente a scatola chiusa, senza manco leggerla, come accade di solito, in quanto bisogna obbedire agli ordini di scuderia, in modo acritico e senza curarsi delle conseguenze – Lo sancisce la Costituzione. Lo stesso che sta facendo il Governo Monti in conserto con tutti i parlamenti che lo sostengono in modo quasi bipartisan.

I veri “casinari” e incapaci, sono i cosiddetti tecnici scrivono praticamente le leggi, non i politici, che il più delle volte, nemmeno i vertici dei partiti capiscono cosa ci sta scritto – figurarsi peones, che non sono altro che comparse ignoranti, scartine e pedine senza alcun potere decisionale e sovente colpiti dalla patologia dell’ignoranza cronaca sui temi di cultura generale, figurarsi come sono zucche all’interno dei labirinti della “Pubblica – Cosa Nostra” –   visto il burocratese utilizzato per le stesure.

Sono questi grandi professoroni che fanno da consulenti interni e/o esterni,che amano sfoggiare il loro eloquio linguistico altisonante, generando volutamente mostri di confusione giuridica e fiscale, dove poi anche quei poveri diavoli che devono dare esecutività alle leggi, sono costretti a bestemmiare come caimani in tutte le lingue vive o morte, visto che si prestano a molteplici interpretazioni diverse.

Ma la colpa più grande sta nelle mani dei giornalisti parlamentari, compresi quelli che si occupano di Talk Show in prima e seconda serata, dove anche se i parlamentari non rispondono alla legge dei loro atti – Art 68 della Costituzione – quesiti dovrebbero essere messi nelle condizioni di rispondere al popolo durante le comparsate televisive e/o interviste, circa le reali motivazioni che al tempo gli hanno portati a votare a favore dell’istituzione di Equitalia. E i nomi e cognomi i giornalisti li conoscono, in quanto hanno accesso, anche agli archivi degli atti parlamentari, sempre che non siano già pubblicati in rete, ma non lo fanno per bieco servilismo divenendone indirettamente complici.

E poi media si scatenano se nasce la cosiddetta “Antipolitica populistica”

Che Equitalia sia un mosto giuridico è accertato anche dai sassi, un moloch nutrito si con il sangue dei cittadini italiani, istigato da una classe politica incapace, da tecnici che hanno perso il contatto con la realtà – se mai ci sono stati a contatto – e con i dipendenti che vi lavorano, costretti da chi sta dietro di loro – ancora la politica – a fare da schermo protettivo e da paravento al “Drago politico a due teste” che si nutre di se stesso, creatosi nel corso degli anni.

Ed è per questo che quando i politici affronta no i Talk Show giornalistici usano sempre il solito linguaggio: “bisogna fare…”, “si dovrebbe…”, “il Paese ha bisogno di…”e  altre amenità, perché sanno d’avere le mani “lorde di sangue” sia di poveri diavoli, così come di tanti “furbetti del quartierno” che sperano sempre di farla franca.

In pochi hanno capito o fingono di non capire, che dietro a questa campagna mediatica contro Equitalia, che dovrebbe essere invece contro la politica stessa, ci stanno non i poveri diavoli, ma i grandi evasori fiscali, non quelli da poche migliaia di euro che non riescono a saldare il contenzioso, ma i pesci grossi, li squali, i piranha, i corsari dell’evasione che mettono innanzi le truppe – i poveri diavoli – per poter contare poi forse in favori e/o favoritismi dalla classe politica per avere un laccio più largo attorno al collo, facendola – legalmente – franca.
I poveri diavoli sono sempre stati strumentalizzati e usati per salvare il culo ai grandi evasori, ai plutocrati, perché non conta quante truppe muoiono in battaglia, gli onori vanno sempre alla fine agli alti ufficiali, i “maestri” della strategia.

L’unica persona degna d’onore in queste torbide e “omicide” situazioni, come scrive il sito Alto casertano – matesino & dintorni è:
: …l’avvocato Gennaro De Falco, 55 anni, napoletano, che faceva parte del nutrito pool di legali che assistono…  –  Equitalia – … e lo fa con una lettera aperta ad un popolare quotidiano di Napoli. De Falco scrive:“Conoscevo Diego Peduto. L’ho incontrato per la prima volta nel ’95 quando gli diedi incarico di vendere la mia casa. Aveva figli della stessa età dei miei e la sua agenzia era nel mio quartiere vicino al mio studio. Insomma, le nostre vite scorrevano quasi parallele. Questo suicidio di cui a torto o ragione mi sento corresponsabile mi ha convinto a non accettare più incarichi di difesa di Equitalia. Sto pensando di devolvere alla sua famiglia la quota dei miei onorari quando mi verranno corrisposti. In queste condizioni non mi sento di andare avanti, in Italia in questi anni si è messo in moto un meccanismo diabolico che sta distruggendo famiglie, persone ed imprese”
e poi conclude:
“Non so se questa mia decisione servirà a qualcosa, ma almeno alleggerirà la mia coscienza, forse aiuterà a restituire un minimo di dignità agli avvocati ed a far riflettere tutti sulla sostenibilità sociale ed etica della gestione di questa crisi”  (6)

A differenza di tanti governi politici e/o tecnici e di tanti politici e/o tecnici, esistono ancora nella malata Italia uomini che hanno una coscienza e che si interrogano su dove portino le azioni sconsiderate non tanto dei suoi ex “datori di lavoro” ma dei creatori del “Peccato originale” del tutto, dove i dipendenti di Equitalia sono le prime vittime dei carnefici politici e tecnici che l’hanno generata..

Marco Bazzato
15.05.2012