domenica 4 agosto 2013

Sandro Bondi: «Rischio guerra civile!»

Ormai sembra una gara a chi la spara più grossa, a chi ha il cazzo più lungo o a chi di qunado va in cesso a cagare fa lo stronzo più somigliante ad un palo di  mandingo, pesandolo ed esponendolo all’ammirazione estasiata dei fan. Infatti, dopo la condanna di Berlusconi Silvio, è meglio chiamarlo con il suo cognome e nome, come si fa nellrl aule di giustizia, che i servi del pregidicato sembrano letteralmente fuori di cotenna, rilasciano farnetiticanti dichiarazoni ai gioristi, non diverse da quelle che i cospiratori si scambiano “nei peggiori bar di Caracas” tra sigari Avana e rum, con l’apoteosi l’ha faggiunta l’apostata comunista Sandro Bondi,  che ha paventato il «Rischio guerra civile!».


Personalmente l’idea di una guerra civile in Italia potrebbe essere anche una prospettiva affascinate, questa manca dalla fine della seconda guerra mondiale, quando con la caduta del fascismo ci stavano le vendette private, il più delle volte guarda caso volute dagli ex compagni comunisti di Sandro Bondi. Evidentemente è nel sangue dei rossi l’idea di destabilizzare in un modo o in un altro l’ordine costituito, ma oggi, per fortuna o sfortuna, non vedo che gli adepti o i seguaci della setta politica denomiminata PDL scendano in pizza imbracciando un fucile, un mitragliatore semiautomatico, per salvare il culo ad un pregiudicato. Essere del PDLcome essere della Lega, del Movimento Cinque Stelle,  di Lista Civica, di Fratelli d’Italia, del PD o del SEL, non necessariamente significa essere degli oligofrenici guerrafondai, anche se in tutti i partiti l’idea esistono le frange estreme e radicali che adornano menanre le mani come al tempo della buoanima e comunisti o i postcomunisti non si sono mai tirati indietro manco loro, anzi, hanno sempre fatto la loro porca parte!

La guerra civile paventata dal Bondi ci potrebbe anche stare, ma ad una condizione, ossia che i gerarchi del PDL, femmine comprese, combattano in prima linea, vadano in trincea, armi alla mano e baionetta tra i denti, pronti a sparare, sventrare, squartare e le femmine, solo se belle fighe che combattono nude, mentre i cessicol burqua, per non spaventare i bambini, siano  pronte a farsi violentare a subire ogni genere di sevizie sessuali e psicologiche, pur di passare da vittime da quei cattivoni che voglioono mandare via dal Senato il pregiudicato Berlusconi Sivlio.

E poi ce li vediamo gli italiani combattersi a morte per la causa del pregidicato? Certo ci sono stati cieci milioni di – omissis –  che hanno creduto per quasi un ventennio all’oggi pregiudicato Berlusconi Silvio, ma ce ne sono altrettanti che continuano a credere che il PD si il partito della classe operaia, dei più deboli.  ìAh, sì in questo  caso devonoessere immigrati clandestini di colore, rom o al massimo omosessuali, il tutto come apparenze, perchè poi come sostanza, al pari de PDL cista l’interesse della grande industria, delle banche e della finanza.   In totale questi quasi ventimilioni di elettori, plagiati psicologociamente o dall’uno o dall’altro politico, invece di darsele di santa ragione, dovrebbero fare un bel karakiri collettivo, sventrandosi gli addomi nelle pubbliche piazze, diventando tante torce umane stile bonzi o in tanti Ian Palach, patriota cecoslomucco, pardon cecoslovacco. Ma alla fine sono venti milioni e più – omissis – senza i – omissis!

No, gli italiani sono troppo codardi, stanno ancora troppo bene, nonostante la crisi economica per andare in piazza a manifestare, per farsi prendere a manganellate dalle forze della polizia, non hanno i – omissis –  per trasformare le strade in un campo di battaglia siriano, libico, egiziano, per comattere porta a porta, per fare i cecchini, come a Sarayevo, attualmente non ci sta un un Ratko Mladić, non hanno le palle per creare nello stivalale una nuova  Srebrenica, non abbiamo truppe paramilitari nello stile tigri di Arkan... Così anche per questo l’Italia dimostra la sua arretratezza culturale e gli italiani di oggi manifestano la viltà e l’incapacità di combattere per una buona causa, per il bene della nazione, anche se combattere per un miliardario pregidicato, sceso in campo nel 1994 per salvarsi il –  omissis –  certo non è una buona causa, anzi, sarebbe dei – omissis – se lo facessero!.

Morire per il pregiudicato Berlusconi Silvio? Da idioti!
Farsi manganellare per il pregiudicato Berlusconi Sivlio? Sarebbe da teste di – omissis!
Rischiare di farsi segare in due da qualche raffica a ripetizione sparata da qualche cecchino che sventaglia neò mucchio per creare caos e tensione? Sarebbe da – omissis!

Gli italiani che stannno attaccati al culo del pregiudicato Berlusconi Silvio non hanno capito che potrebbero ressere della marionette nelle mani dei parlamentari del PDL, la cui prima paura è quella di rimanere orfani non solo dei loro posto di lavoro come parlamentari, i ventimila euro mensili fanno comodo per le piccole spese di soprovvivenza, nella giungla della depressione economica, a cui le sorti del Paese non interessa una beata minchia, figurarsi del destino degli italiani. E lo sfaldamento del PDL, previo decadimento della carica di senatore del pregidudicato Berlusconi Silvio,  porterebbe giocoforza alla perdita di poltrone, prestigio, sempre che oggi i parlamentari di quasiasi schieramento godano di qualche prestigio vero delle menti degli italiani dotati di sano intelletto, in quato se i parlamentari del PDL fossero veramente solidali con il loro leader non avrebbero consegnato le  dimissioni dagli incarichi di sottosegretari nelle mani dei rispettivi capogruppi, no, si sarebbero dimessi in massa da parlamentari, ma sono troppo attaccati al denaro per avere i – omissis –  per farlo e i primi sono proprio i cosidetti falchi, la “guardia pretoriana” del pregiudicato, Berlusconi Silvio.

La condanna inflitta all’ormai pregidicato Berlusconi Silvio non è politica, checchè ne vogliano far credere i lacchè, ma è una sentenza di condanna definitiva, giunta dopo quasi un decennio e se le cause penali sono così lunghe, i politici inizino chidersi di chi è la colpa e il PD Trasformare una giusta condanna giudiziaria in  un atto politico equivale a voler destabilizzare il Paese per scopi personali e non fare gli interessi del medesimo.

L’oggi pregiudicato Berlusconi Silvio, nel 1994 poteva dire di essere un neofita della politica, una vestale illibata, mna un imprenditore scafato dalla politica in tutti gli orifizi,  il cosidetto “uonmo nuovo sovietico” che giungeva come un messia miliardario salvifico a mondare  la nazione dai puzzoni, pardon, comunisti. Ma oggi nel 2013, dopo diciannove anni in Parlamento si è trasformato in tutto quello che all’inizio diceva che non sarebbe mai divenuto: un politico di professione, dove  sembra che voglia dare continuità dinastica al partito, che in settembre dovrebbe tornare all’antico, Forza Italia, cedendo le redini del comando alla figlia Marina, e con gli italiani – omissis –  che i il Paese si ritova, onnibulati dal fatto di poter avere, come nei Paesi civili un primo ministro in microgonna, reggicalze e guêpière, tutto in nero sadomaso, diventano come  Roland D. LeBay , che vendette la a Plymouth Fury del 1958 a  Arnie Cunningham  nel romanzo di Stepen King, “Cristine, la macchina infernale” – 1983, che pensano  che «Non c’è profumo più buono di quello di figa!”» e il padre, oggi pregiduicato, lo ha sempre saputo, visto che di canubri nel Pdl non ce ne sta manco una, e infatti per diciannove anni Silvio Berlusconi, per onnibulore i maschi primitivi o primati, ha usato la vulva, facendne annsuare immaginariamente a migliaia,  e questi, come tanti lobotomizzati analfabeti mettevano la crocetta sulla tetta, pardon, sul nome più proprompentete e prosperoso.

In conclusione chechè ne dicano i falchi del PDL, che come tanti avvoltio non vedono l’ora di cibarsi delle carogne dei cittadini nemici della loro libertà, nel Paese non ci sta il rischio guerra civile, a meno che il gerarca del pregiudicato, Berlusconi Silvio, lapostata  comunista Sandro Bondi, non sappia chenel Paese sono pronte squadre di agitatori politici, provenienti anche dall’estero, come accade sempre quando si vuole destabilizzarne uno.

La cosa migliore che dovrebbe fare il nipote del consigliere privato del pregiudicato Berlusconi Silvio, ossia GianniLetta, eEnrico Letta, sarebbe quella di rimettere il mandato nelle mani del Capo dello Stato il quale a sua volta dovrebbe dimettersi lui stesso, creando un ingorgo istituzionale, che non potrebbe essere risolto entro il 15 di ottobre, data ultima nel quale il pregiudicato Berlusconi Silvio dovrà decidere se restarsene buono buono agli arresti domicilari, potendo vedere solo i famigliari più stretti, ossia i figli o magari andare  a rammazzare le strade, come spazzino, in quanto affidato ai servizi sociali.

E alzi la mano chi non vorrebe vedere un miliardario rammzzare merda di cane o cocci di vetro, lungo una strada provinciale, battuta da puttane?

Marco Bazzato
04.08.2013

mercoledì 31 luglio 2013

Guida pratica per schiattare dal caldo e dall’afa in ferie e non!

Si dice che la madre degli idioti metta al mondo figli dementi, però, in questa calda estate si sa che non sono mai abbastanza e questa piccola guida, da non mettere in pratica, mai, è utile nella malcapitata idea che poi si gridi alla scampata tragedia, alla tragedia anncuiata o alla tragedia consumata.

In citta:

Cosa fare quando la temperatura supera i 37º e dall’afa che fa sudare i maschi come maiali e le femmine come  scrofe,  messe a rosolare sul fuoco  alle tre del pomeriggio,  nelle città, sfortunatamente svuotate dal traffico e dallo smog?
Intanto niente abiti di contone  o leggeri, meglio l’acrilico, il sintetico, se femmine gli stivaloni da baldrarcca, rigorosamente in plastica o  per le più abbienti in pelle di orso siberiano – che per fare incazzare glianimalisti deve essere rigorosamente una specie protetta e ammazzato di frodo – , con calze di mylon o calzettoni di lana.

 Le crape di maschi e femmine non va coperta nè con cappellini e nè con bandane o altro, rischiano di diminure la temperatura, quinidi il cervello non si frigge.

Lavarsi come nel medioevo, ossia durante le feste comandate o al massimo  una volta la settimana. Non usare i tanto reclamizzati prodotti antisudore o le creme contro gli eventuali pruriti vaginali, causati da zecche o funghi internni o esterni della bernarda.

 Parafrasando l’Ignazio la Russa di Fiorello: “”L’essere umano deve puzza, al massimo mettere del formaggio grana sulla pelle!” Questo fa godere gli  ambientalsiti radicali come  se fossero dei fortunati affetti dalla Permanent Sexual Arousal Syndrome” (PSAS, se mediamente fortunati, da orgasmi multipli, se semplcemente fortunati da orgasmo a cadenza annuale o se sfigati, completamente frigidi.



Sono consigliate le bibite gassate, molto giacchiate, meglio ancora gli alcolici: birra, vino, whisky, grappa, ideali  congestioni o infarti, se no si è più di primo pelo.assolutamente sconsigliato in questi casi la modica quantità, l’etilometro deve schizzare alle stelle anche ad un metro di distanza.

 Niente bevande dissetanti o gelati. I beveroni a base di frutta sono out, tabù, pornografia liquida da vietare a tut le età. Anche se alcune tendendze dell’antisalutismo radicale consigliano di non assumere alcun tipo di liquidi, anche per giorni e giorni,  quando le temperature sono canicolmente africane o più specificatamente congolesi!

.  Al posto della verdura. un ottuplo Woohper del Burger King, ossia con otto hanburger,  dal peso di 113,5gr, pari ad un totale di 567,5gr,  e tre porzioni giganti di patate fritte, oppure costate di maiale, ossetti con polenta e funghi, salse varie, stile chili o tabasco, purchè piccanti, meglio ancora se si ingurgitano anche una decina di peperoncino Habanero, i quali vanno, come  piccantezza,  dai 200.000 ai 350.000 della scala di Sconville. Chiaramente le porzionioni, non importa se di pasta o di carne devono essere abbondati. Per la pasta mai meno di 180 grammi, mentre per la carne, meglio se di maiale e grigliata, che va abbondantemente espeziata e salata, le singole porzioni, mao inferiori ai 900gr – il vostro colesterolo e la pressione vi ringrazieranno di cuore!

Per smaltire il pasto si consiglia una corsa sotto ilsole rovente, mezzora dopo il pranzo, quando è iniziata la digestione, senza rinunciare ad almeno tre sigarette, da fumarsi al trotto, meglio se queste hanno  un alto contenuto di nicotina e catrame,possibilmente al mentolo e senza filtro. È chiaro che sono  sconsigliati i parchi pubblici, le zone verdi. L’ideale sarebbe correre dietro ai camion, meglio se vetusti, visto che il particolato è più elevato. In mancanza di ciò va bene fare footing – che non signfica fottere in corsa, chiavare o fare una sveltina, anche da soli –  dietro ad auto vetuste, peccato che ne esistano poche senza catalittica e che sia sparita dalla circolazione la benzina super al piombo!

Al mare:
La spiaggia è un altro capitolo delicato.

Chiaramente a livello alimentare valgono le stesse regole  della città, ma non va dimenticato che il sole va preso nelle ore più calde della giornata e che non vanno utilizzate in alcun modo le creme antiabbronzati o protettive. Anzi, sarebe meglio se si sta delle ore sotto il sole di bagnare la pelle con acqua di mare, favorisce le scottature, le bolle e le ustioni sulla pelle. Se si prende il lettino, per non finire a righe al termine della giornata, non usare il parasole per la zucca, il biaco latte, stile rigor mortis,  della crapa e il rosso fuoco del resto del corpo non fanno pandance, meglio una tinta unita omogenea.

Lo stesso vale per i bambini – se siete genitori sciagurati!.

Il bagno in mare, rigosamente a digestione iniziata,ossia dopo mezzora dal termine del pranzo. Per assicurarsi una buona congestione, è bene accertarsi di essere satolli come otri e che lo stomaco non possa ingurgitare manco un  bicchiere di birra gelata o di whisky on the rocks. È comunque “consigliato” fumarsi anche in questi casi almeno tre sigarette senza filtro, ad lto contenuto di nicotina e catrame e al mentolo, per poi tuffarsi, mentre i polmoni faticano a prendere aria.

 Lo stesso rito del fumo va ripetuto, se non si schiatta durante la nutoata per congestione o per arresto cardiocircolatorio, appena si risale a riva, quando i polmoni sono bene aperti per via dello sforzo.  Se  in questi casi sentite strani formicolii al braccio sinistro, dolore al petto o che metà parte del corpo è informicolata, o provate dolori alla nuca, non preoccupatevi, si sta solo avviciando un principio di infarto o di ictus. Si consiglia in questi casi  di pregare o bestemmiare a seconda delle attitudini, potrebbe essere il vostro ultimo giorno di vita.

 È chiaro che i maggiori fortuanati in questa roulette russa estiva sono sempre gli over quaranta, che non fanno moto durante l’anno e sono svorappeso, mentre gli altri, quelli altetici e sportivi, potrebbero essere discriminati dal fato, dalla sfiga del che tutto va bene, ma non disperarti, potrebbe toccare proprio a te, mio fedele lettore o lettrice. Tutto sta a provarci.

Ora, cari lettori, avete in mano tutti gli strumenti per scelgiere se usare il discernimeto o essere idioti e predisposti a far lavorare l’ambulanza con tanto di defibrillatore e ossigeno, se in città, o far lavorare i bagnini, che passano la maggor parte del loro tempo a guardare il culo delle bagnanti fighe, a fare commenti tra di loro sulle più cesse, su quelle che hanno le tette cadenti e il culo così flaccido che tocca la sabbia, tanto da crreare mentre camminano una pista per le biglie, come consiglia la nonna a Chiara, nella famosa pubblicità della Tim.

 I maschi invece? Quando passano davanti ai bagnini con i loro fisici scolpiti e i muscoli in bella mostra, guardandosi il ventre rigonfio di birra e vino, bestemmiano e li malediscono, sapendo che trombano come ricci, mentre loro, i bagnanti panzoni,sono costretti ad accontentarsi dei quarti di bue che hanno per mogli o compagne o andare via di manovella, se single,  collegati ad internet, immaginando come diceva Pop Merril ne “La metà oscura” di fottersi qualche “Nobifiga di città”  mentre i bagnini sguazzano senza soluzione di continuità, puciando il randello ogni notte nei ventri di vulve imperiali, dai ventri piatti e dalle mammelle dure come marmo di Carrara.

In ogni caso: buone ferie a  coloro che possono, usando discernimento e ragione!

Marco Bazzato
31.07.2013

martedì 30 luglio 2013

La Keyge attacca la Lega e Roberto Maroni

Premetto che non ho intenzione di trasfomare questo mio spazio di libertà in un blog contro la ministra Keynge, nè difendere la Lega Nord,  i leghisti, in quanto  almeno negli anni passati, visto che ora il raduno di Pontida è quasi lettera morta, con  i loro abiti caratteristici, non erano molto diversi dai partecipanti sopra i carretti deei vari gay pride,  ma quando un’ex immingrata irregolare, leggesi ex immigrata clandestina, secondo la dicotomia successiva della legge Bossi Fini, divenuta italiana per diritto di matrimonio, continua a lanciare  strali contro gli italiani indigeni e autoctoni da secoli, e non perde l’occasione per attaccare l’Italia e l’italianità, figlia  prima del Risorgimento e  poi della Costituzione, nata al termine della seconda guerra mondiale, che vorrebbe rimodellare a sua immagine e somiglianza, eliminado il Jus Solis a favore del Jus Sanguis ed eliminare il reato di immigrazione clandestina, aprendo indiscimiatamente le porte, senza controllo preventivi alle frontiere di terra, di mare e di cielo, come impone il Trattato di Lisbona, che la Keynge non conosce nei dettagli,  starsene in silenzio sarebbe come diventare politicamente complici della sua visione ideologica dell’immigrazione, ma nel cotempo non si deve rimanere imbrigliati nella visione leghista, che non  va difesa, ma nremmeno vituperata più del necessario, quando lo merita, ma forse non in questi frangenti.

È chiaro che è in atto uno scontro di civilità.

Basta leggersi i commenti su Facebook, anche nei quotiani o nelle pagine notoriamente di sinistra, la Keinge sta trasformanodo gli italiani in tanti intolleranti, non tanto alla sua persona, ma alle sue idee, che se tramutate in leggi, per colpa di un parlamento succube, rischiano di portare il Paese a diventare ostaggio di un Apartheid bianca, come fu in Sud Africa e dove l’italia e gli italiani bianchi potrebbero aver bisgono di un Nelson Mandela caucasico, nel giro di qualche decennio, per cercare di ristabilire l’ordine antropologico e la coesistenza pacifica tra persone e razze diverse da quella caucasica, che potrebbero portare alla reclusione nella riserve dei caucasici, trasfomandoli in reitti in casa loro.

E ora per concludere la Keynge attacca frontalmente la Lega e il suo segretario, Roberto Maroni, il quale,  a dire della ministra dovrebbe intevenire contro le presunte e si ribadisce presunte manifestazionidi razzismo, commesse a  dire della Keynge, nei suoi confronti.

Intanto vanno chiarite alcuni concetti fondamentali che un ministro della Repubblica italiana dovrebbe conoscere bene.Nessun cittadino italino può essere etichetato impunemente del marchio infame di razzista se non esiste una conanna  definitiva, lo stesso dicasi per coloro che a dire dei giornali e della ministra, si sarebbero macchiati di  insulti nei suoi confronti: dove stanno le conanne definitve per affermare tutto questo corrisponde alla verità giudiziaria?

 Oppure il Pd vuole instaurare una dittatura del popolo di stalinana memoria in Italia,  fatta di condanne politiche, forse anche capitali, nei confronti dei dissidenti o degli avversari politici, considerati nemici dei loro interessi di bottega?

In secondo lugo quando si legge su Repubblica: Keynge. “Non vado alla festa della lega. Maroni fermi i leghisti” (1)

Come se Maroni avesse responsabilità politiche, morali e/o penali di qualsiasi  atto compiuto da un leghista nel suo privato, sui social network o di ciò che dice all’interno dicirocli ristretti di persone che lapensano come lui, nei confronti della Keynge.

Certo, se poi dopo ci stanno le presunte offese, deve essere la magistratura a vagliare i singoli casi ed eventualmennte decidere se istituire i  processi, esulando dalla politica, in quanto se si usasse il principio di ribaltamento della situazione, sarebbe come se gli italiani incolpassero il ministro Keynge dei reati che commettono gli extracomunitari in Italia.

Ma se ciò viene fatto ecco che l’attaco politico, a dire della  Keynge si trasforma, come per la magia di qualche stregone meticcio, in un atto di razzismo nei suoi confronti.

La Keynge dichiarato: “E io non sono di colore, sono fiera di essere nera(2).

Ma cosa accadrebbe se in Italia se un ministro italiano dicesse: “Io non sono pallido, sono fiero di essere biaco!”?

In un Paese dove la Costituzione italina afferma all’articolo  3 che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e innanzi alla legge, senza distione di razza...” si griderebbe allo scandalo al razzismo, fioccherebbero interrogazioni parlamentari, la magistratura interverebbe applicando il pugno di ferro della legge Mancino (3), con la distinzione, assurda per cultura sociale, che se una persona di colore è orgoglioso di essere nero, è un valore aggiunto, ma se è un caucasico a dirlo, diventa discriminante nei confronti di chi ha una razza diversa. Esattamente come accade per gli omosessuali, dove questi possono sentirsi – impuemente – orgogliosi del loro essere, ma se passasse la legge contro l’omofobia, essere orgogliosi di essere eterosessuali che figliano tramite un atto sessuale d’amore, quello viene considerato omofobico.

 Il solito relativismo di comodo dei sinistri internazionali, italiani compresi.

Chi purtroppo ha iniziato questo  scontro politico tra razze è stata la ministra congolo-italiana, ed è fisiologico che quando chiunque, indendentemente dal sesso, dalla razza, dalla nazionalità o dall’orientameto sessuale,  manifesta superbamente il proprio ogoglio, giocoforza si catenano reazioni ugali e contrarie, in quanto è la famosa frase del Marchese del Grillo: “Mi dispiace, ma io sono io e voi non siete un cazzo!” (4) non è altro che la palese conferma, all’interno di un film, di come culturlmente le persone siano affette dal vizio capitale della superbia (tra i quali rientra anche l’orgoglio razziale, omo od eterosessuale che dir si voglia), è  da considerarsi uno dei più pericolosi, da combattere di una guerra senza quartiere e che non ammette alcun tipo di  prigionero, nero bianco, rosso, giallo o quant’altro che sia.

Il punto è che la ministra Kengye fin dall’inizio del suo mandato è partita a testa bassa, attaccando leggi e e conseutudini italiane, con una pacata violenza verbale, fatta di toni bassi, dagli accenti attenti, iniziando un’aggressione quasi virulenta, entro i limiti delle sue pregoativa come ministro, che hanno costretto la maggioranza degli italiani, ove checchà nè dica la Keynge, non sono, anche se lo vorrebbe, dalla sua parte, costringendoli alla difesa.

 Questa difesa dell’idenità cultuale nazionale del Ju Soli e il diritto di sicurezza dei confini via mare, terra e cielo,  viene però spacciata dalla sinistra sinstra e dai giornali compiacenti,  con però peggio ancora anche una parte del centro destra si sta appiattendo su posizoni sinistre, come un’aggressione contro la sua persona, trincerandosi dietro il razzismo.

La situazione è identica a quella di una partita di calcio, dove un arbitro bianco finge di non vedere il fallo commesso da un giocare nero, ma espelle il giocatore bianco per fallo di reazione, anche se entrambi sono a terra, con gli stessi danni fisici. È evidentemente che da una parte esiste una forma di sudditanza psicologica o di principio del castrato da parte dell’arbitro bianco, che per mazzette o altro, finge di non vdere i falli del giocare di colore, ma nel contempo mazzola alla grande il giocare caucasico per i falli di reazione.

E in questo momento l’Italia e gli italiani sono letteralmente sottoposti a questo abbagliante oscurantismo celebrale dettato dal colore della pelle del ministro, dove i giornalisti , come tanti pennivendoli fatti di cannabis, accorrono ai piedi della congolo-italiana come fosse l’Oracolo di Delfi, di Kuma, di Elk, la Sibilla Cumana e la Bocca della Verità, senza mai mettere l’accento su nessuna delle costanti incongruenze di un ministro, che non ha mai trovato il tempo di spendere, a quanto è dato sapere, una parola di cordoglio per i crimini commessi dagli immigrati in Italia, visto che il 50% della popolazione carceraria è composta da immigrati, il che rapportato alla popolazione totale della penisola, desunto il numero degli immigrati, volenti o nolenti si è costretti a pensare che, sebbene la maggioranza degli immigrati siano persone oneste che fanno ilpossibile per integrarsi e rispettare le leggi del Paese, in Italia arriva anche così tanta feccia umana, che ora, a causa della sovrapopolazione caceraria si pensa ad un decreto svuota carceri. Scaricando ancora i problemi sui cittadini onesti.

Ma la ministra per l’integrazione ha preferito non esprimersi mai su questo argomento, un  diplomatico  del Congo che li ha definiti “immondizia! (5) – N.d.A, leggersi l’articolo per non estrapolare una parola dal contesto del dipolmatico.

Ma la colpa maggiore non è della Keynge, visto che  alla fine ogni persona è quello che è. No, la colpa è del Pd che l’ha voluta in quel posto come parafulmine per tutto il resto e perchè il Pd ragiona solo in termini di consensi elettorali prossimi venturi e si sta cercando nuovi elettori, anteponendo,come fa il Sel di Nichi Vendola, gli interessi di partito a quelli dell’Italia e degli italiani indigeni da generazioni, con buona pace delle parole ripetute fino allo sfinimento del Presidente della Repubblica che ha sempre auspicato che la politica metta al primo posto gli interessi generali del Paese, rispetto a quelli particolari o di lobby, che danneggiano la nazione stessa, in quanto remano contro la medesima.

Marco Bazzato
31.07.2013



Consigli utili pe chi vuole farsi svaligiare l’appartamento in vacanza


Consigli utili per chi vuole farsi svaligiare l’appartamento in vacanza:  comunicare la data di partenza e di arrivo sulla pagina di Facebook, in bella evidenza, mettendo in risalto aspettative, gioie sopratutto distanza dal luogo di residenza, es: ah, Carnarie, Lova, Sanpiero, Lughetto, Campagna Lupia, Bojon, Cona, Agna, Londra, Edimburgo, Parigi, etc.. in modo che i ladri possano regolarsi e fare il loro sporco lavoro, che qualcuno lo deve pur fare, in santa pace.

Se si vuole invece fare una sorpresa agli amici, se si va in compagnia, mettere anche i nomi e congnomi dei compagni di viaggio, in modo che i ladri possano avere un ventalgio più ampio circa gli appartamenti da svaligiare.

Cosa importante: avvisare se le chiavi vengono lasciate ad un partente, va assolutamente comunicato sulla bacheca di Facebook, con tanto di nome, cognome e indirizzo o se vengono lasciate sotto lo zerbino o dentro un vaso di fiori, onde avitare che i ladri siano costretti a rompervi delle imposte, facendo rumore e correndo il rischio di venire scoperti da quei soliti quattro morti di fame, che per mancanza di denaro non vanno in vacanza. Pezzenti. Oltretutto costringendovi a fare ingenti spese di riparazione al vostro rientro.

Se il vostro antifurto di casa è dotatodi password, rendetela pubblica, la potrete cambiare al vostro rientro, ma tanto non avrete più nulla da farvi rubare,i n compenso non avrete danni.
Prevenire è sempre meglio che curare!

Le ferie vannno annuciate, sbandierate, con le foto immesse direttamente nei social network, in tempo reale, in modo che i ladri e sicuramente nei profili di ogni uno ci sta qualcuno che volente o nolente ha qualche amico ladro, come può avere qualche amica puttana che fa la spia, e da palo per tenere aggiornanati online i complici, con i quali forse poi le verrà riservato una parte, piccola del bottino.

Nell’era digitale, dei social network, il compito essenziale del vacanziero è quello di aggevolare il lavoro di chi è costretto ad operare negli appartamenti, nelle abitazioni private, solo durante l’assenza dei proprietari e quindi è giusto tutelare, al pari delle mignotte che lavorano in nero, questi lavoratori che si fanno la pagnotta tra mille rischi e difficoltà, che però sentono la crisi in modo opposto rispetto alle persone normali. Infatti, più aumenta la disoccupazione ufficale e più aumenta l’occupazione ufficiosa di questi lavoratori “clandestini”, costretti ad operare in situazioni mpervie, ostacolati da cani, allarmi, vicini spioni che non si fanno i cazzi loro.

Quindi, amici dei social network in questa calda estate 2013 fate un opera di carità: adottate un ladro in casa vostrra, dandogli la possibilità di lavorare.

Oggi è senza  un lavoro ufficiale lui, domani potreste essere proprio voi, costretti ad andare a rubare in casa d’altri.
Mettetevi nei suoi panni e lasciatelo lavorare!

Marco Bazzato

30.07.2013


martedì 16 luglio 2013

Siamo tutti Roberto Calderoli


Gli italiani indigeni e autoctoni che alla luce delle continue esternazioni sia della Boldrini che della Keynge, sul dare la casa prima ai rom, poi agli extacomunitari con figli, o che vorrebbero l’apertura indiscriminata delle frontiere italiane, per far felici looro capi mondialisti, o togliere il diritto dei figli degli italiani nati all’estero di sentirsi italiani, elimindando il Jus Sanguis, a favore del Jus Soli,  in una sorta di razzismo discriminatorio al contrario, ossia contro i nativi italiani che da decenni sono figli del Jus Sanguis, dovrebbero alzare la schiena e gridare orgogliosI i proprio “Natali di Sangue”:

SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI.

Già, perchè non se ne può più del finto buonismo sinistro della sinistra che, che sta causando un assurda tempesta in un bicchiere d’acqua, una escalation di dichiarazioni contro un legittimo ragionamento oggettivo espresso da un autorevole membro del parlamento e vicepresidente della camera,  dei paladini delle libertà altrui, sempre buone nei periodi di vacche morte della politica, hanno fatto uscire cani, cagne, porci e porche dal recinto dei cervelli lobotomizzati, per iniziare una lotta senza quartiere contro la neutra dichiarazione di Roberto Calderoli nei confronti del ministro della (dis)integrazione, Keynge, che recita:

«Io mi consolo, quando navigo in Internet e vedo le fotografie del governo. Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango».

I cittadini autoctoni e indigeni italiani, se non vogliono fare la fine degli indiani chiusi nelle riserve, dove i colonizzatori extracomunitari hanno eroso giorno per giorno grazie a fiancheggiatori come la Laura Boldrini, Presidente della Camera, che non perde l’occasione per ribadire, nel nome del diritto di accoglienza indiscriminato – a spese degli italiani – la superiorità degli invasori stranieri attualmente illegali nei confronti dei nativi di sangue che cercano, seppur tra mille difficoltà, di sbarcare un lunario sempre pù oscuro e funereo.

Oggi

SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI

, perchè “l’italiano vero”, come cantava Toto Cutugno, è stanco dei sopprusi della politica, è stanco di sentirsi e trasformarsi ogni giorno di più in servo di un esercito di invasione e occupazine, spalleggiato da soggetti che fanno comunella, per non utilizzare altri aggettivi, con il “nemico!” nel nome del presunto diritto degli altri – stranieri – a discapito degli indigeni nativi di sangue in Italia.

SIAMO TUTI ROBERTO CALDEOLI

perchè a una vacca, una una donna, una scimpanzè, una cagna non può alllattare per sempre, ed essere munta fino all’avvizzimento delle tette da parte di lupi ingordi e affamati che gli si attaccano alle zizze e succhiano, succhiano, succhiano, fino a quando questa non crepa e poi, iniziano a pasteggiare sopra il cadavere.

La nostra Italia è come una donna, come nostra madre, nostra sorella, nostra moglie, e costei non deve essere violentata, così come da nemici interni – che sono sempre troppi –  anche da da nemici esterni, che come vandali giungono per violentarla, stuparla, sodomizzarla, sgozzarla, squartarla,  rendendola schiava e serva di  orde barbariche provenienti dai quattro punti cardinali, per poi una volta presa e ridotta alla fame, esporla come il trofeo di un animale maciullato da un orda di bestie selvagge finanziarie, economiche e culturali, senza scrupoli.

Se i politici italiani di centro destra fossero mentalmente più liberi, e non legati al loro misero  e miserevole stipendiucolo da 20.000 euro al mese, netti, naturalmente, come estremo gesto di solidarietà,, farebbero cadere il governo Letta, ritirando i ministri, togliendo la fiducia all’esecuivo, in modo da mandare a casa personaggi come la Boldrini e la Keynge, le quali probabbilmente, viste le loro idee radicali, se non venissero canddiate in circoscrizioni sicure, come capoliste,  a fatica tornerebbero nel giro della grande politica a fare danni e malanni agli indigeni italiani e autoctoni.

Il problema è che la Lega ormai è un partito defunto e il PDL si è venduto e svenduto alla sinistra, calando le braghe e facendosi inchiappettare bellamente – oltretutto a secco, senza manco un pò di olio di vaselina o grasso di foca, visto che va di moda e fa tanto radical chic – dai radicali post comunisti che, come vermistriscianti, si sono accomodati al banchetto  del PD, come ospiti indesiderati alla stregua del meteorismo, dell’aerofagia, dell’alito cattivo, del calboniano “ventilazio intestinalis putres,” ma  necessari per la tenuta del governo.

Per questo, nel pieno rispetto delle leggi sul diritto di cittadinanza attuali, oggi più che mai gli italiani veri, dovrebbero essere un unico cuore uniti in un unico:

SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI

rubando il motto del comunsita Pietro Calamndrei, “ora e sempre resistenza” perchè, come La canzone del Piavefiume sacro alla patria – 
“...il Piave mormorò: non passa lo straniero
Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento
ahim, quanta gente hai visto lasciar il tetto,
per l’onta subita a Caporetto....”

con questa sinistra al potere la Caporetto economica, sociale e culturale è ormai dietro l’angolo, è alle porte e i risultati li vedono tutti gli italiani, figli di genitori, aventi nonni, bisnonni e trisnonni italiani, per questo innazi a questa Desert Storm scatentata dalla sinistra, in questo tristo momento, dove sembra che le orde di Annibale vogliano invadere  l’Italia, senza passare dalle Alpi, ma via mare – con l’appoggio delle orde papaline dell’ex Stato Pontificio, che però nel suo “sacro” suolo di immigrati o rifiugati politici non ne ospita manco uno –  quasi com eun eterna spedizione dei Mille, non per la liberazione dell’Italia, ma come un’invasione strisciante e silenziosa, oggi  avendo una classe politica vigliacca e prona alla pecorina, si è giocoforza costretti, per evitare la vicina Waterloo economica, culturale e sociale, gridare in un unica voce e con un unico cuore, visto che la congolo-italiana ha accettato le scuse:

“SIAMO TUTTI ROBERTO CALDEROLI!”

Marco Bazzato
16.07.2013


P.s:  l’articolo in questione non è ne a favore e nècontro la congolo-italiana  Cècilie Keynge, per le presunte offese proferite dal Roberto Calderoli nei suoi confronti, ma è contro un certi medodi squadristi di  far politica del centro sinistra, viste le loro inusitate e violentissime reazioni masturbatorio-verbali che  hanno proferito contro Roberto Calderoli,  l’hznno obbligato a fare abiura  e/o potrgere umilianti scuse pubbliche in Senato,  anche se queste erano già stato poste in privato alla diretta interessat, a seguito delle reazioni verbli non diverse da un attacco effettuato con armi di stermionio di massa, come il gas Sarin, l’Antrace, il Mostarda, lo zylcon B, utilizzando  armi vietate da tutte le convezioni internazionali, tipo fosforo bianco, , dimostrando che la presunta superiorità intellettuale dei sinistroidi è un utopia, mentre la reatà è che quando si lasciano andare la favella, in modo incontrollato non sono diversi dagli scaricatori di porto o i preti pedofili che,parafrasando “Cara ti amo” di Elio e le storie tese, “bestemmiano e picchiano i bambini.”

lunedì 15 luglio 2013

Roberto Calderoli Vs Cècilie Keyenge: 1-0?



«Io mi consolo, quando navigo in Internet e vedo le fotografie del governo. Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango».
Roberto Calderloli (1).

L’Italia è un paese strano, basta che un avvocato-politico centellini con attenzione le parole e subito lo stivale si trasforma in una Repubblica delle  banane (2), dove il liet motiv sinistroide  e filogovernativo è  l’aggettivo razzista, usato, abusato,  linguisticamente è culturalmente privo di appel.

La  ministra dell’integrazione Keyenge, non gioca ad armi pari.

L’attuale ministra che va ricordato che è giunta in Italia commettendo il reato di immigrazione clandestina, dove se il Paese funzionasse a dovere, costei manco  avrebbe potuto o dovuto rimetterci piedide per lungo tempo, se le leggi fosseroapplicate allo stesso modo e con la stessa solerzia – totalmente fuori luogo in questo caso, visto che i passaporti di ingresso erano in ordine –  utilizzata nei confronti di  Alma Shalabayeva e figlia (3), o semplicemente copiando dalla legislazione australina che non è tenera con  coloro che sono stati già rimpatriati per essersi macchiati del reato di immigrazine illegale.

 Da “italiana e” come ama definirsi lei, italiana per causa sponsali, si nasconde dietro al colore della sua pelle, per passare da vittima, anche  davanti alla frase di Calderoli dove il razzismo assolutamente non è presente,visto che questi faceva menzione ad un pensiero che potrebbe essere comune a tanti indigeni e autoctoni italiani, quando vedodono la Keynge. Pensiero che se non esplicitati pubblicamente, esattamente come ha fatto Calderoli, dosando da buon avvocato le parole, sono pensieri che appartengono alla sfera intima dei singoli individui, dove, a giudicare dalle reazioni scomposte ed esagitate, si ha quasi l’impressione, che si voglia creare una specie di psicopolizia, pronta a scansionare preventivamente i pensieri degli italiani alla ricerca di presunti reati pensati, in modo da sederli appena si presentano a livello di rete  neurale e di sinapsi.

Se si da del caimano a Berlusconi va bene.

Se, come ha fatto per anni Strisiscia la Notizia a George Bush Junior dello scimpanzè, quello va bene, quella è satira accettata.  Eed è proprio alla luce di questa accettazione che sarebbe ora che in una società multietnica, c i fosse finalmente un Tarzan appartenente alla razza negreide, o nel caso di una sceneggiatura cinematografica o di un romanzo, afroamericano, in quanto figlio di qualche industriale di colore, disperso nell’Africa nera e allevato da scimpanzè, dal titolo: “Tarzan l’uomo scimmia, l’africano.”

 Ma se per caso si facessro gli stessi accostamenti  con i progenitori dell’homo sapiens sapiens, qualsiasi specie di prmati va bene, con un esponente della razza negride, come si dice in antropologia, che a livello evolutivo più vicina agli homo sapiens sapiens di razza caucasica, ecco che la politica, composta da ignorantoni figli dell’attimo e malamente istruiti, partono alla carica, manco fossero il settimo cavalleggeri del generale Custer, pronti a farsi massacrare intellettualmente nella loro personale sconfitta a Little Big Horn.

Perchè certi politici e cittadini italini, sinistramente sinistri, devono ancora capire che se   l’aricolo 3 della Costiuzione vale per tutti, “...senza distinzione di razza...” non si può nascondersi dietro una razza –  in quanto la politica non fa distinzioni di razze – per andare a cercare difesa o spalla, per passare da eterne vittime di un razzismo inesistente, dove  oltretutto il  Calderoli si è espresso nel pieno rispetto dell’articolo 68 della Costituzione, delle sue prerogative come parlamentare, tanto è che l’ex immigrata clandestina, ora ministro dell’integrazione, manco  ha pensato di quererarlo “in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi” per dirla alla Valerio Scanu,  ma si è limitata a tirare in mezzo tutti gli italiani –  senza oltretutto porsi la domanda semplice: ma sono daccordo con me? Scadendo così nella banale demagia e nel populismo infruttifero –  i quali a suo dire, dovrebbero sentirsi offesi loro per le parole in libertà, giuridicamente inattaccabili, di Calderoli, che, in quanto avvocato, sa come muoversi sul filo del rasoio della dialettica, senza offrire la sponda ad attachi giudiziari di inusitata ed inutile violenza, che potrebbero risolversi dopo anni con la condanana della querelante, costringendola a pagare le spese giudiziarie, essendo difficile che un ex immigrata clandestina, sepppur  medico, italiana a causa sponsali, vada a sostenere un dibatttimento contro un avvocato, in quanto questi, la pagnotta se la fa anche sulle virgole e sulla semantica, sapendo usarla a suo vantaggio,  e che se fosse assistito da un valido collega, questi potrebbe  acusare in questo caso la congolo-italiana di diffamazione, passando così da presunta vittima di un inesistente razzismo a, ipoteticamente parlando, colpevole di diffamazione, quindi condannata di conseguenza.

È chiaro però che Calderoli ha sbagliato.

Ma non ha sbagliato a pensare ciò che ha pensato e che quotidianmaente potrebbe continuare a pensare quando vede la Keynege  in tv o in Parlamento,  perchè è, come per tutti gli italiani  indigeni e atoctoni da almeno sei generazioni, un suo sacrosanto diritto Ma ha sbagliato a rendere pubblico il suo pensiero. Ha sbagliato quando ha trasformato certi legittimi pensieri in parole, seppur all’interno di un suo diritto costituzionale, come parlamentare della Repubblica italiana.

È chiaro che seppur avendo ragione a livello logico e costituzionale, Calderoli ha sbagliato sotto il profilo politico, fottendosi con  le proprie mani come un novellino, in quanto, ora, la  ministra congolo-italiana potrebbe diventare ancora più radicale con le sue pretese, e il parlamento e il  governo, per non essere accusati a loro volta di razzismo, discriminazione, non solo nei suoi confronti,  ma anche dall’Unione Europea o da frange radicali di europarlamentari,  proporre idee ancora più estremistiche del Juos soli o dell’apertura indiscriminata delle frontiere italiane,  come ad esempio la chiusura dei nativi italiani, nati dal jous sangui, nelle riserve, come è accaduto per i nativi americani, quando sono giunti nel nuovo mondo i colonizzatori inglesi.

Le scuse di Calderoli alla ministra congolo-italiana? Intelligenti, da persona razionale e ragionevole, sempre che le scuse siano sentite dal cuore, perchè se solo di facciata, a beneficio dei media, scuse e perdono sono una bella sceneggiata di due attori consumati, in quanto resta da vedere se a monte di tale scuse, se ci sarà il perdondo cristiano, senza se, senza ma e senza strascichi di sorta, perchè se le scuse come il perdono  sono vere,  assolute e totalo, se invece sono  parziali , sono scuse è un perdono di facciata  ossia falsi, ma questo in coscienza lo sanno solo i direttiinteressati..

Per concludere,  alla fine non va scordato che i politici, tutti, quando vogliono leggono con attenzione puntigliosa le dichiarazioni, per tirarne fuori i distinguo del caso, a seconda della convenienza politica, mentre quando fingono di non comprendere le sfumature della lingua italiana, tutti, si  fingono ignoranti, abbandonandosi  a farneticazioni populistiche e volutamente errate e travianfi per il popolino, dove la maggioranza sinistra li segue come tanfe nutrie, non diversi dai sorci che andavano dietro alla musica mortale suonata dal pifferaio di Hamelin.

Marco Bazzato
15.07.2013




mercoledì 22 maggio 2013

Cecilie Kyenge e il razzismo africano contro i bianchi?

Ieri la congolo-italiana, italiana per matrimonio, Cecilie Kyenge, ex immigrata clandestina e attuale Ministro dell’Integrazione, a detta di alcuni Ministro della – Dis – Integrazione, usando a posteriori la banale scusa della scorta, a margine di un incontro a Milano, per la consegna ad alcun minori della cittadinanza ufficialmente simbolica, praticamente fittizia, a dei figli di immigrati, si è rifiutata, e le immagini sono chiare, di stingere la mano ad un uomo bianco. A detta di qualcuno il rifiuto può essere stato causato per via del colore bianco della pelle, mente per altri, perché questi era leghista. Dalle immagini si evince chiaramente che se il ministro, razzista a questo punto, avesse voluto, avrebbe potuto ordinare alla scorta di lasciarlo passare, dando così l’esempio di buona educazione e di essersi integrata, lei ex immigrata clandestina, oggi ministra, negli usi e costumi italiani, ma purtroppo così non è stato. Portando quindi a pensare che le cose sono due: o è tipico della tradizione congolese non stringere le mani agli uomini bianchi, oppure da politica congolo-italiana, ha preso tutti i difetti peggiori degli italiani, mescolando il peggio del Congo con il peggio dell’italiota mediocre, anche se laureato in un “meticciato” culturale che produce, in alcune minoranze, frutti avvelenati. (1).

Ora bisognerebbe capire se il comportamento quasi da Black Panter (Pantere Nere) (2), vuole rimanere all’interno della legalità, sancita anche dal Trattato di Lisbona, o come dichiara Cecilie Kyenge, “Io credo che il tema della cittadinanza è un tema che dobbiamo tutti affrontare, aldilà delle leggi, aldilà di qualunque ideologia, ma è un tema che dobbiamo affrontare e va affrontato da diversi punti di vista, non soltanto la sottoscritta, ma credo che sia un esigenza del Paese” – Giornalista – “Le polemiche leghiste le hanno fare un po’ un passo indietro?”, Cecilie Kyenge, “Ma la risposta io ho sempre detto, non la devo fare io, la risposta la deve dare la società civile. La mia posizione è sempre stata chiara. Quindi la risposta è quello che deve dimostrare il Paese e la società civile”. (3). Il che porta molti a pensare: ma cosa ha veramente detto o cosa voleva, visto il lessico deboluccio, dire?

Nelle 89 parole pronunciate, la Cecilie Kyenge, senza dire quasi nulla, ha utilizzato due volte “dobbiamo tutti affrontare”, due volte “aldilà”, due volte “tema”, due volte “Paese”, due volte “Società Civile”, tre volte “Risposta”, dimostrando un lessico misero, da studente straniero, livello B1, del Quadro comune europeo di riferimento di conoscenza delle lingue (4).

Che non sia la persona più preparata a livello linguistico e di conoscenza della lingua e della cultura italiana, quella lingua e quella cultura italiana, presente nel sangue degli autoctoni, lo dimostra anche il video (5), dove in un brano del discorso dice: “Un’iniziativa come questa è una di quelle buone pratiche che bisogna sostenere con forza nel Paese. Bisogna sostenere un’intesa che faccia capire che siamo tutti cittadini. Questo segnale non lo deve dare soltanto il Comune di Milano, ma la mia presenza è quella di dire che come istituzione, a livello nazionale bisogna cercare di fare passare questo messaggio, quello di una nuova convivenza, di una cittadinanza forte, una cittadinanza dove ognuno di noi possa ritrovarsi, dove ognuna di noi dove essere sicura lì, dove scegliere di abitare, lì è casa sua. Il meticciato, come ho detto anche prima, è già una realtà nelle nostre scuole. Se voi guardate questa sala, ve ne potrete accorgere. Se voi uscite, andate nella stazione, andate negli ospedali, andate ovunque, vi rendete conto che non sono parole mie, ma sono quelli che, è la fotografia del Paese….”, e nella sua pagina Facebook, si trova anche scritto: “Non si può non dare una risposta ai 200 bambini qui oggi, ai 34 mila a Milano, al milione in tutta Italia che ancora oggi aspettano. Il meticciato è già una realtà, è una fotografia del Paese. Questo impone un cambiamento di una visione generale, è la base per costruire un Paese moderno e un’Italia migliore” (6).

Se il Ministro per l’Integrazione fosse veramente integrata e calata nella cultura italiana, saprebbe che l’aggettivo “meticcio” oltre che essere politicamente scorretto, lo si utilizza nel linguaggio comune per gli animali di razza bastarda, è anche antropologicamente errato, almeno nel contesto italiano. Infatti, se prima di lasciarsi andare a simili parole, avesse controllato in un qualsiasi dizionario, avrebbe imparato che “meticcio” significa: “Che ha il sangue misto in quanto nato da genitori di due popolazioni antropologicamente differenti, in particolare da un genitore bianco e da un altro ameridio. Sin: mezzosangue, le popolazioni M dell’America Latina.
In zootecnia, animale fecondo, nato dall’incrocio di due razze diverse della stessa specie Sin. Ibrido.  (7).

È strano perché il ministro, che appartiene al Pd, quindi di sinistra che più di sinistra non si può, dopo il SEL di Vendola, dovrebbe sapere che qualsiasi genitore, amante del politically correct (8) e costei prima di essere Ministra è madre di due figli, usando l’aggettivo “meticcio”, va contro “una linea di opinione e un atteggiamento che  sociale di estrema attenzione , soprattutto rifugge l’offesa verso determinate categorie di persone. Qualsiasi linea di condotta in deroga, più o meno aperta a tale utilizzo, appare per contro come politically scorrect” –fonte Wilipedia, rendendola non diversa, per l’uso di questo aggettivo politicamente scorretto ad un Erminio Boso, a Gentilini, solo che dalla pelle, per dirla come nei romanzi di Mark Twin, “negra”, portando a pensare che gli opposti alla fine siano identici, almeno nel linguaggi dispregiativo utilizzato.

Il che porta a pensare un’altra cosa, ossia quanto ci sia di congolese in Cecilie Kyenge, che la porta a utilizzare l’aggettivo meticcio in un modo così politicamente scorretto, oppure che secondo la cultura africana di provenienza, l’aggettivo meticcio, rientri nella normalità della loro cultura, facendomi tornare in mente le parole che anni fa mi disse un missionario comboniano che operava in Mozambico e che mi disse: «Sai, Marco. Per gli africani, gli uomini biancchi, per il colore  l’odore della pell, per loro noi assomigliamo e puzziamo come cadaveri…» e riflettei tra me: “Paese che vai, usanze e detti che trovi…”.

 Chiaramente si auspica che nel lessico italiano, seguendo l’esempio del Ministro per l’Integrazione, Cecilie Kyenge, l’aggettivo meticcio (9) torni ad essere comunemente utilizzato nel lessico di tutti i giorni, in tutte le sue declinazioni, soprattutto dalle giovani generazioni, essendo assurto al rango di aggettivo ministeriale.

Marco Bazzato
22.05.2013



lunedì 13 maggio 2013

L’insegnate espulso dall’Eritrea perché omosessuale


Quando ho letto l’articolo su Repubblica online, (1) le sensazioni all’inizio sono state contrapposte, tanto da pensare “maledetti negri razzisti e omofobi”: Ma se avessi espresso pubblicamente questo pensiero politicante scorretto, gli antirazzisti mi avrebbero attaccato, in un modo o in un altro, per aver usato il termine “maledetti”, accostato a quello di “negri”. Meglio evitare. In compenso forse potevo trovare sponda nella comunità omosessuale e nei loro fiancheggiatori, ma sarei stato poco oggettivo nell’analisi degli eventi raccontati dal quotidiano, dove del resto è assodato che l’errore, il peccato originale, la genesi della colpa non era dell’Eritrea, dei suoi cittadini e delle sue leggi, ma l’errore era dell’Italiano partito per l’ex colonia, forse come uno sprovveduto o con la vana speranza che gli africani non scoprissero quello che secondo la loro cultura era il suo sordido e depravato segreto.

E già, perché ci sta poco da incazzarsi e sentirsi offesi.

 La multiculturalità presuppone in primis il rispetto delle leggi, delle tradizioni della cultura e delle sensibilità non solo dei singoli cittadini di dove l’emigrante, anche  se a tempo determinato, si reca. Quindi il dovere primario è quello di sapere, conoscere e comprendere che certe tendenze, che sono imposte dall’alto in Italia, non necessariamente in tutti i Paesi africani debbano godere dello stesso range di tolleranza spacciata per diritti civili dei cittadini, o della stessa accettazione incondizionata che gli omosessuali godono in occidente, in quanto in Eritrea, l’omosessualità è punita e punibile con una pena detentiva che va dai tre ai dieci anni di prigione, ed evidentemente secondo la loro cultura e la loro storia è giusto che sia e che continui a essere così.

E visto che solitamente la comunità GBLT sono assai informate sulle diverse legalità esistenti, in molti potrebbero obiettare che fosse oggettivamente impossibile che il docente non avesse dato un’occhiata a “Diritti GBLT in Africa” su Wilkipedia, (2) dove ci stanno tanto di articoli del Codice Penale. (2).

Evidentemente il governo e le forze di sicurezza di Asmara, come dovrebbero fare tutti i Paesi civili, si è premunito di scavare nel passato del docente italiano, anche se questi, secondo quanto scrive il quotidiano La Repubblica, si è sempre comportato con correttezza e discrezione a riguardo il suo orientamento sessuale – e ci mancherebbe, costui è risultato “coniugato”  – ma le autorità hanno fatto quello che è giusto che facessero: raccogliere informazioni, per avere un quadro completo sulla persona, è un loro diritto/dovere.

E quando hanno scoperto che il docente era “sposato” in Spagna, sebbene se in Italia “l’unione” tra due persone dello stesso sesso a tutt’oggi,a  torto o ragione, dipende dai punti di vista, non abbia alcun valore giuridico, tanto è bastato per definirlo, in ottemperanza alle  della legge eritrea, “un individuo pericoloso e potenzialmente destabilizzante per l’ordine pubblico del Paese”, costringendolo alla clandestinità, in quanto ricercato e al rientro in patria.

Certamente le autorità consolari hanno fatto il loro dovere per tutelare l’incolumità del docente, ma non potevano e non dovevano interferire con i processi legali, legislativi e culturali dell’Eritrea, altrimenti si sarebbe configurata un’indebita ingerenza nelle leggi e nelle tradizioni secolari del Paese, che ogni nazione libera e indipendente ha il diritto di continuare a coltivare per il benessere, anche psicofisico, della propria cittadinanza.

Alla luce di tutto ciò è chiaro che in Eritrea, considerato a torto o a ragione, visti tutti i problemi che il Paese ha, come Paese del terzo mondo, almeno per quanto riguarda l’immigrazione momentanea per motivi di lavoro, o anche per turismo, cerca per quanto possibile, di non farsi contaminare da quello che secondo la loro cultura è un comportamento destabilizzante sia per i singoli che per la società e, come ha giustamente fatto presente l’Ambasciatore eritreo, convocato immotivatamente alla Farnesina, che, stando a La Repubblica, avrebbe dichiarato che“qualsiasi straniero presente sul suo territorio ha l’obbligo di rispettare gli usi ed i costumi locali, e a maggior ragione, le disposizioni di legge, e che in Eritrea i rapporti omosessuali sono reati”, quindi è giocoforza dedurre che in Eritrea, come in Italia, come dicevano i latini: “Ignorantia legis non excusant” , “La legge non ammette ignoranza”.

Forse l’italiano pensava che visto che si recava in uno dei Paesi più poveri, grazie anche e non solo alla follie imperiali italiane di Mussolini, che gli eritrei si passassero le informazioni come diceva Tarzan: “Tramite il tam tam della giungla!” e che l’unico etere che gli etiopi conoscessero fosse quello dell’aria, da liana a liana.

Comunque, nel loro piccolo, gli eritrei hanno saputo dimostrare al mondo che quando vogliono la legge funziona e che non si fa soggiogare dall’uomo bianco, in casa propria. Speriamo che per il continente africano questa legalità segni una demarcazione tra la Vecchia Era e l’inizio di una Nuova Era, esattamente che come vogliono gli italiani con gli immigrati che commettono o sono portatori di atti contrari alla legge, ossia sentirsi padroni in casa propria.

La cosa interessante è che nell’articolo manco si usa mai il termine, abusato e inesistente a livello giuridico e psichiatrico, tanto caro ai gay, come simbolo di violenza verbale e psicologica nei confronti di chi gli è avverso, ossia omofobia, termine inventato di mala pianta nel 1985.  Evidentemente innanzi alla saggezza della legge etiope, e nel rispetto delle relazioni internazionali, forse hanno capito che è un termine logoro, ripetitivo noioso non solo da ascoltare, ma soprattutto da pronunciare.



Marco Bazzato
13.05.2013



Chi è la più “Vulva” dei cartoni animati giapponesi?






Era un po’ che la cosa mi ronzava in testa, ossia cercare di trovare, a mio modesto avviso, l’eroina dei cartoni animati giapponesi degli anni ’70 e ‘80 che risultasse la più vulva del creato animato nipponico.

Certo, passarli in rassegna tutti sarebbe stata un’impresa titanica, anche perché le serie passate in tv sono state più di qualche decina e non le ricordo tutte, oppure non tutte sono presenti, almeno con qualche video su You Tube e quindi i lettori non me ne vogliano, per le dimenticanze.

Comunque le prime analizzate sono state le creazioni di Go Nagai, con in prima fila, quasi a pari merito, Mazinga Z, Il Grande Mazinga, Atlas Ufo Robot, passando attraverso  Jegg,, Gacken , Gaiking, e Space Robot e Daikengo.

Non per questo si può dimenticare il Daitarn 3, Baldios, Danguard, Trider G7, oppure Tekkaman, Kiashian, Gundam, Ken Falco, Gordian, Starzinger, Gattiger, l’Uomo Tigre II, e Calendarman ,Lamù Ramna ½, Lupin III e Star Blazers, Hurricane Polimar e Daltanius.

Di tutte queste serie, molte erano le eroine, comprimarie, che viste con l’occhio adulto di oggi, rappresentano il non plus ultra della maialaggine e che forse hanno animato le fantasie onaniste degli adolescenti di allora e di persone e oggi come me, quasi vecchi puzzoni rincoglioniti.

Molte di queste però possono essere scartate a priori. Prime tra tutte Saika, di Mazinga z, l’isterica adolescente che oltre a farsi distruggere il robottone, altro non riusciva a combinare. Miwa di Jegg, anche se dotata di tette procaci e con il professor Dairi che si immaginava la topa la attraverso gli slip – annaspando tra bave e tre atroci dilemmi: che sia depilata? E cosa usa quando ha le sue cose: assorbenti interni o esterni? – quando collegava con la Base Antiatomica, ha l’espressone e i lineamenti troppo seri,quasi una specie di maestrina dalla penna rossa da libro cuore di De Amicis.

Non vanno tenute in considerazione né Venusia e né Maria Fleed, la sorella di Actars. Venusia, eternamente isterica, sembrava costantemente in preda ad ovulazioni orgasmiche, mentre Maria, essendo un maschiaccio, appariva più come una lesbica che si fingeva innamorata di Alcor – Kojj Kabuto, anche se questi ha sempre avuto l’idea di inzuppare il biscotto in Saiaka.

Su Danguard ci sarebbe stata Nova, ma il pel di carota, e l’acconciatura le stanno malissimo. Per Daitarn III, Reika e Beauty sono sì due bei pezzi di bernarda, entrambe portatrici di un davanzale non da poca cosa, ma la bionda è isterica quasi come Venusia e la mora seria è come la Elsa Fornero degli ultimi trent’anni del millennio passato.

 Luna di Kiashian,, mi è sempre stata antipatica con quelle due ciocche di capelli che arrivavano quasi al culo, mentre Hiromi, di Hurrricane Polimar, ha le labbra troppo carnose che la fanno assomigliare ad un Alba Pairetti, bionda al posto delle tette sembra che abbia due pere marce.

Sakura, di Ken Falco, Lamù di Lamù, Akane di Ramna ½, Sanae di Daltanius, Midori di Gaiking, Cleo di Daikengo, essendo minorenni nelle anime, non vengono tenute in considerazione, per il rispetto che è dovuto alla loro età. Ma Cleo, anche se minorenne merita una menzione particolare per l’acconciatura, che la fa sembrare una ninfetta bionda, tenuta a bada da qualche pappone a forza di eroina.

Sul Gundam, Trider GT 7, Star Blazers, le femmine erano delle autentiche “ciospe”, esclusa Nova di Star Blazers e le aliene, ma visto che qui si parla solo di terrestri, un po’ di sano razzismo intergalattico, anche se alcune sono gnocche,  visti i tempi di picconate alle sicurezze degli italiani autoctoni, e in questo caso ai terrestri il Jus Soli va applicato con estrema severità e rigore legale.

Ma non va dimenticata, tra le ultime nell’ordine delle quasi passabili, Midori de L’uomo tigre II e la Principessa Domenica di Calendarman, passabili, volubili come l’andamento sinusoidale della corrente alternata.

Un discorso a parte potrebbe riguardare Fujiko/Margot di Lupin III, sì ben popputa e con tutta la carrozzeria in ottimo stato di conservazione, ma ha sempre dato l’impressione d’essere una delle tante “figlie di Maria, che sono le prime a darla via”, lasciando sovente il Lupin III arrapato come un molosso, con la fava che gli arrivava, senza flettersi di un grado, sino a Marte.

Ora dovrei essere alla fine e quindi si possono nominare le finaliste. Se dovessi averne saltate qualcuna, beh, o la memoria mi è andata momentaneamente in ferie, oppure erano così brutte che i neuroni si sono rifiutati, per evitare sindromi da stress post traumatici, di farsi eccitare, visto il disgusto che potevano causarmi. Comunque rimangono in ballo: la dottoressa Queennstain di Baldios, Koros di Daitarn III, una terrestre emigrata, non si sa se clandestinamente su marte e uccisa da Aran Banjio e Jun Hono de Il Grande Mazinga.

Diciamocelo:la Queennstain di Baldios, anche se stagionata, farebbe la sua porca figura in qualsiasi harem sbaragliando, per esperienza troionesca, qualsiasi ninfetta strafatta di coca, pur di farsi coraggio – ha sempre segretamente voluto farsi sbattere da Marin. Costei meriterebbe a pieno il titolo di donna Cougar – memorabile la scena della Quinstain mentre si fa la doccia, dove forse nella sua mente perversa si stava immaginando un’ipotetica copulata con Marin, il terrestre proveniente da un’altra dimensione.

E poi, in cima alla lista, per prima, ci sta senza ombra di dubbio Jun Hono, la giovane mulatta, nippo-africana, adottata da Kenzo Kabuto, assieme a Tetsuja Tsurugi, la prima per pilotare il robot Venus, dalle tette e dai capezzoli micidiali – anche se in molti f si sono sempre chiesti: ma dove cazzo li tiene tutti i missili popputi, che sembrano zizze quasi di settima misura? – e il secondo,  Tetsuja Tsurugi, per pilotare Il Grande Mazinga.

Non possiamo nascondercelo: Jun, a differenza di Cecilie Kyenge, è una gnocca transazionale a tutti gli effetti.

Jun ,ha due mammelllle antigravitazionali, dove si presume che i capezzoli puntino in avanti, senza paura e senza complessi di inferiorità e poi, maremma bucaiola, il culo a mandolino, dove il vedi/ non vedi  era lasciato all’immaginazione  grazie alla minigonna, dove ogni tanto gli sceneggiatori, grazie alla magia depravata dei disegnatori, hanno fatto intravvedere gli slip bianchi – con le solita ciclopica domande degli “smanettoni”: depilata o non depilata? Quando le arrivava il “marchese”, assorbente interno od esterno? – d che si abbinavano alla perfezione con le cosce di color ebano, tornite alla perfezione, probabilmente prive di smagliature e di antiestetiche bucce di arancia.

Oltre all’aspetto estetico, non va dimenticata la voce italiana: il tono basso e soffuso,teneramente dolce ma deciso,  fa apparire Jun come portatrice sana della sindrome da eccitazione sessuale permanente, sia quando favella normalmente, ma soprattutto quando gridava: “Regina delle stelle, Via”, “Venus, fuori!”,Agganciamento!” , “missili digitali”, “Venus salto”, fino al giungere delle due missilistiche tette sul volto del fortunato succhiatore dei capezzoli ricolmi di latte delle gigantesche mammellllle esplosive!

Insomma, la vera Regina delle Stelle, la donna non più ragazza, ma non certo vetusta e necessariamente troppo usurata negli organi genitali e nelle zone erogene, potrebbe essere, se non si è razzisti, proprio Jun, non per piaggeria politica verso una meticcia, un ibrido creato dalla fantasia di Go Nagai, ma perché potrebbe rappresentare l’ideale di donna che se le danzi troppo sopra le ovaie, ti spara due tette in faccia, facendoti saltare in aria, lasciandoti sbudellatamente morto a terra. Quindi credo che ormai si possa dire, oltre ogni ragionevole dubbio che è lei la grande Vulva dei cartoni animati giapponesi degli anni ’70 e ’80!

Marco Bazzato
13.05.2013

domenica 12 maggio 2013

Festa della Mamma – Mater Tenebrarum


Non c’è modo migliore che iniziare con la prima strofa di Mater Tenerbrarum dei Necrodeath:

“Libro infernale simbolo di blasfemia e paura
Svela il segno impolverato di morte
Le madri si uniscono come una forma del male stesso
 respirando oscurità e lacrime
Mater Tenebrarum”

Infatti  per una esigua minoranza degli italiani, ma non solo, sono occupati nella fantomatica Festa della mamma, perchè per costoro, costei non è altro che un antro ventriforme che ha espulso un foruncolo dall’utero, per poi essere costrette a svezzarlo, infilandogli prima quasi tutta la mammella rigonfia di latte in gola, facendolo poi ruttare e vomitare per mesi, tenendolo tra lo sporco dei culi impiastricciati di piscio feci, col pannolino puzzolente, non cambiato da giorni.

Festa della mamma, specchio infausto di contati padri, (1), unitesi carnalmente a dei figli di Elena, inoculate tramite membro infetto di un patrimonio genetico, materno e paterno, arretrante la specie, che tramanderanno ai loro discendenti la continuazione del peccato originale.

Il mondo è appestato da una parte di figlie di Eva, mitica primadonna dell’Eden che si sollazzò le cavità col turgido serpente tentatore, che con la sua lingua biforcuta carezzava gli antri ovarici, facendola colare di vischioso piacere, che come una colla l’attaccava al terreno infuocato dell’Inferno.

Festa della mammaMater Tenebrarum è la festa di una parte del lato oscuro del cielo, della Luna, della freddezza fecondamente infeconda di amore del cosmo. Festa della mammaMater Tenebrarum è un inno malato all’oscurità, a quel cordone ombelicale che non doveva dare discendenza da nonna a madre a figlia, in quanto radici tronco  fronde  del Giardino dei fiori del Male, in quanto, quando  un sangue nero femminile si unisce con il sangue nero maschile, a questi dovrebbe essere vietata la progenie, dovrebbero essere deprivati dalla capacità di provare orgasmico piacere e sterilizzati, per non spargere nell’universo semi fecondanti ovuli, creanti gameti avvelenati.

Ma a tutte le vere madri, madri di ieri, madri di oggi e di domani, a quelle donne che dal concepimento fino alla morte, sanno essere madri presenti, madri vive nel cuore e nella capacità di dare amore, a quelle donne che hanno in se lo spirito sacrificale di Maria, donna tra le donne, madre tra le madri, a costoro ove vive lo spirito e l’anima di verità, giustizia, tenacia e forza, a costoro, principesse e regine della Creazione, Signore biancovestite di luce, che sanno andare oltre l’interesse materiale, non essendo gravate dall’eterno peso sotto le braccia, figlie di un pensiero scansafatiche nemiche, avversarie e nemesi della loro stessa progenie, a queste vere donne, madri e mamme, va il più caro e dolce degli auguri, il più profondo rispetto per quello che fin dall’inizio della loro esistenza, fino alla vetusta età sono state: donne che con il loro ventre rigonfio e con i loro sforzi e sacrifici, quotidiani, giorno dopo giorno, hanno saputo dare esempi e non vuote parole, con fatti, e non arrampicandosi sugli specchi delle banali giustificazioni, che dalla madre e dal padre si prendono le cose belle, fingendo che i lati negativi i pesi morti, le menzogne, e malsana compagnia bella non siano mai esistiti e che vadano rimossi dalla mente dei figli, per il buon nome della famiglia.

A tutte le vere mamme-donne, a tutte le vere donne-mamme: auguri di tutto cuore, perché siete il ventre fecondo preposto alla continuazione del mondo e della vita.


Marco Bazzato
12.05.2013