mercoledì 9 gennaio 2013

L’evoluzione etico-filosofica è frutto anche di “Mio cugino”


Oggi ho deciso di cambiare un’immagine. Ho tolto la mia foto a lato, lasciando quella che porta alla  mia pagine di Facebook, mettendo quella di “Mio cugino”. Così ho sempre chiamato il teschio di gesso che mi segue da decenni, acquistato quasi più di  venticinque anni fa, nei pressi di una delle tante bancarelle di souvenir, presenti nelle immediate adiacenze della Basilica di Sant’Antonio da Padova, a poche decine di metri dalla statua del Gattamelata. Una volta acquistato, al prezzo di cinquemila lire, gli tolsi la porporina con la mola e lo ridipinsi di nero opaco con una bomboletta spray. Il colore che vedete da oggi è ancora quello di allora.

“Mio cugino” come lo chiamai dall’inizio, non ha nessun rifermento a qualche parente vivo o morto, è un vezzeggiativo che gli diedi, in quanto pur nella diversità e nella miniatura, rappresenta quello che sono e quello che tutti noi siamo, quando si è spogliati del guscio esterno della vita, della pelle e dei muscoli che ricopre il volto umano e l’intero corpo.

 “Mio cugino” rappresenta ora come allora l’essenza, il Principio Primo, l’austero volto apparentemente orrorifico, mitizzato dal cinema e dalla letteratura di quello che è il teschio di un essere umano, consacrato all’immortalità nella tragedia Hamlet, grazie al monologo del Principe Hamlet: «To be, or not to be, that is the question…», «Essere o non essere, questo è il dilemma…» presente nell’opera di William  Shakespeare.

“Mio cugino” non ambisce all’eternità, egli fa già parte da decenni della mia eternità, in quanto presente in me, nella sua forma originaria che si è modificata nel corso degli anni e che sento viva e pulsante, così come lo è dentro, lo è anche fuori.

“Mio cugino” rappresenta la somma di ciò che sono e di quello che a mio avviso l’essere umano è; l’Alfa e l’Omega, l’Eros e il Thanatos, Cloto e Lanchesi e Atropo, le tre figlie di Zeus, ossia il “Filo” del “Destino” “Ineluttabile” .

 “Mio cugino” impersonifica l’alba e il tramonto della vita, l’impasto di acqua e fango del mito o della credenza della Creazione, il transito del disfacimento della materia ossea in polvere, durante l’eternità della morte.

Egli è in Vulcaniano il Kol-Ut-Shan ossia l’IDIC, le “Infinite diversità nelle infinite combinazioni”, concetto nato durante il periodo della preriforma  fattada Surak, fondatore del pensiero moderno del pianeta, che diede la genesi a “La mia freccia nel tuo cuore, la tua nel mio. Io sono te e tu sei me.”

Anche e non solo, tramite “Mio cugino” tutte queste essenze e pensieri mi hanno evoluto portandomi ad abbracciare lo stoicismo e il pensiero epicureo, portante la persona a elevare verso il “senso dell’onore” così come è stato instillato millenni fa su Qo’noS, grazie a Kahless l’indimenticabile, uccisore del tirano Molor ed il proprio fratello anarchico.

“Mio cugino” – spero anch’io e altri, – racchiude la stratificazione millenaria di molteplici culture e pensieri etico-filosofici di illustri pensatori che hanno lasciato traccie nella cultura che plasmato non solo la civiltà occidentale, ma che ha fornito migliaia di anni fa, la possibilità a civiltà extraterrresti di evolversi verso quel senso di distacco, legato all’applicazione della C’hatia, ossia la “Verità vera”, dopo aver effettuato il rito di passaggio del Kolinar, per lasciarsi andare alla logica totale, capace di controllare, e non sopprimere le emozioni, come erroneamente venne tradotto nella prima versione del dizionario vulcaniano-americano, da Amanda Garrison, futura moglie dell’Ambasciatore Sarek  in seguito genitori di Spok. .Amui, in vulcaniano, non significa “soppressione” ma bensì “controllo.”

“Mio cugino” è e rappresenta tutti e nessuno, “Uno, nessuno e centomila”, essendo simbolo dell’incarnazione dell’eterno divenire che si evolve, come se potesse trasformarsi nella Pietra Filosofale, che dalla fredda materia, del gesso in questo caso, trasmuta, rimanendo fedele a se stesso, facendo emergere, come un immenso brandello di terra emerge da una fossa oceanica, un’isola, dove nelle profondità degli abissi dell’inconscio ci sta l’imperscrutato e imprescrutabile vera origine del pensiero umano, che come una doppia piramide le cui due punte toccandosi, convogliano dal basso verso la punta in alto i pensieri che partono dall’inconscio, i quali toccando la punta della piramide rovesciata si innalzano verso l’alto, espandendosi nel cosmo, invertiti ma dimenticati nella loro essenza originaria, all’interno di un processo di interscambio interno-esterno, esterno-interno infinito ma finito, che non termina con la morte, ma come per la “Radiazione cosmica di fondo” ossia la radiazione elettromagnetica che permea l’Universo dal Big Bang, perché in ogni essere umano, dal momento del’espulsione del seme maschile, è figlio di un Big Bang orgasmico, che se giunge all’unisono con la donna, potrebbe generare attraverso la “piccola morte” la continuazione dell’Universo stesso, attraverso una moltitudine quantistica di universi, tanti quanti sono gli esseri umani, e vissuti nel Cosmo,  o nel Pianeta Terra dal momento dopo in cui la scimmia, scesa dagli alberi, ha iniziato il suo processo evolutivo per essere ciò che è dall’inizio del tempo: materia dotata di massa che occupa uno spazio.

Un grazie a “Mio cugino” per avermi preso, pur non avendo costui un corpo, la mano, riscaldandola durante l’attraversamento dello spazio-tempo,seguendomi e guidandomi come un faro che nulla dice e che nulla giudica, ma che dalle cavità dei suoi occhi assenti continua a fissarmi e starmi accanto, lasciandomi la libertà  evolvermi anche sbagliando, , di essere e di esistere, perché alla fine si è anche figli del “ Cogito ergo sum” di Cartesio.

Marco Bazzato
09.01.2013

domenica 6 gennaio 2013

Scelta civica con Monti per l’Italia


Sono fortunato a non avere un pianoforte in casa, altrimenti, dopo aver visto la presentazione delle liste che sostengono Mario Monti, mi sarei abbassato i pantaloni e avrei appoggiato i “gioielli di famiglia” a pochi centimetri dai tasti, richiudendo il coperchio con violenza, al fine di spappolarli, non solo metaforicamente.

Votare la “Scelta civica con Monti per l’Italia” significa votare il peggior conservatorismo della storia della Repubblica, essendoci dentro, con gli apparentamenti alla Camera, quell’“utero “cristiano democratico” che assieme a quel santo immacolato di Fini, convivono more uxorio, ossia senza matrimonio cattolico e hanno della progenie, che nei tempi antichi sarebbe stata giustamente, secondo i costumi dell’epoca,  saggiamente chiamata bastarda, perché  “schizzata fuori” dal sacramento religioso e questa banda di conviventi e/o conniventi sono solo dei vili baciabanchi., affetti la leccaculismo scato-patologico,  servi di uno Stato straniero: lo Stato Città del Vaticano, che si fregiano di difendere quei valori cristiani che hanno calpestato, infinocchiando una masnada di elettori che ancora credono a queste scemenze, visto che la Chiesa alla fine, per i poveri diavoli, si comporta come quando si da il cibo ai porci, ossia solo le briciole e/o gli avanzi rancidi, visto che questi non fanno parte del “bene comune tra Stati!”

Votare la “Scelta civica con Monti per l’Italia” equivale, al pari di votare il Pd di Bersani, a consegnare l’Italia al Vaticano e alle banche, perché né il Pd e né tantomeno Monti, acerrimo nemico del confronti democratico, hanno dimostrato, assieme a Berlusconi, mentre il Professore per più di un anno è stato imposto dall’Unione Europea e “spalleggiato “ da Napolitano, a consegnare il Paese  ai poteri sovranazionali dell’Unione Europea, delle banche e del Papa, con il rischi di “talebanizzare economicamente”  ancor di più l’Italia, consegnandola all’abbraccio mortale dei seguaci pappali, aventi il passaporto dello Stato città del Vaticano,ossia di extracomunitari, che non rispettano le norme sull’antiriciclaggio internazionale,  perché “Bankitalia nega il permesso di operare con Deutsche Bank e non conferma Giovanni Castaldi alla guida dell'Unità di informazione finanziaria, l'organismo contro il lavaggio di denaro sporco che a Strasburgo non aveva preso posizione sull'iscrizione dello Stato pontificio nella lista dei Paesi canaglia!” Cit. da “Il fatto quotidiano” (1)..

Il gioco di Mario Monti è chiaro: sa che con le sue miserevoli e miserande armate di sgherri provenienti dagli anni più oscuri anfratti della Prima Repubblica, ossia la Democrazia Cristiana e il post fascismo dell’ex MSI, cadaveri imbolsiti che hanno contribuito al disfacimento politico, economico e morale del Paese, anche a causa del loro utilizzo per losche finalità politiche del cattolicesimo universale romano, dove dal concordato mussoliniano in poi, le gerarchie ecclesiastiche sono pappa e ciccia con il potere secolare, nel nome del “loro bene comune”, avendo il professore poco avulso al contradditorio, perché abituato a una vita di “studioso” di modelli che all’atto pratico vanno in direzione opposta rispetto alla teoria, come un vecchio parruccone dell’Inghilterra vittoriana, nemmeno vuole prendere in considerazione l’idea di mettersi a discutere con la misera e miseranda società civile, fatta da persone che faticano ad arrivare a fine mese, e che giustamente lo vedono come il “Grande Demone Sodomizzatore” e che inebriato dagli agi del Potere Politico, non dal misero ruolo di senatore a vita che lo farebbe apparire scartina tra le scartine, vuole tornare in vetta, ma non per essere un pezzente di ministro,  ma solo come Premier, sapendo che il Pd da solo non potrebbe mai governare.

 Mandare Bersani a Palazzo Chigi sarebbe come mandare la Bresaola della Valtellina, servita con le Piovre: farebbe vomitare.

E quindi Mario Monti, servo del potere del Vaticano, da post democristiano teocon, potrebbe essere chiamato a formare un governo di centrosinistra, assieme al Pd, dove “terrebbe per le palle” gli ex-post puzzo-comunisti, divenuti nel frattempo, perché inebriati dal potere economico-finanziario, seguaci di occulte teorie economiche conservatrici di sapore draconiano e mauthalsiane

Votare la “Scelta civica con Monti per l’Italia” è come recarsi al seggio con l’idea di piantarsi uno scalpello prima nel testicolo destro e poi in quello sinistro – se maschi – e se femmine, prima nell’ovaia destra e poi in quella sinistra e francamente, visto il dolore postumo che causa, non ne vale la pena.

E chi votare allora? Non certo per partiti che vogliono sfasciare l’Italia, per via degli ordini di scuderia finanziaria provenienti dall’estero o da entità sovranazionali.

Se si deve mandare tutto a puttane, trascinando nel baratro anche il resto dell’Europa della zona euro, bisognerebbe votare quei partiti che declamano l’uscita dell’Italia dalla moneta unica e il ritorno alla sovranità monetaria nazionale, con il denaro emesso per conto della Banca d’Italia, e non sottoposta ai vincoli del gran consiglio dei dieci assenti.

Oppure la cosa migliore sarebbe la dispersione del voto, dandolo a liste, movimenti politici presenti sul territorio, non apparentate o liste civetta che poi vanno a confluire sui grandi partiti nazionali. A tal proposito, infatti, oggi il Berlusconi ha invitato a non disperdere il voto dandolo a piccole e sconosciute formazioni. Perché? Perché non votare i grandi partiti politici, equivale togliere loro i rimborsi elettorali, e avendo i coltelli puntati alla gola, e le casse quasi completamente vuote, se i cittadini fossero intelligenti, li sgozzerebbero  al momento del volto, dando le loro preferenze alle piccole ed omeopatiche formazioni politiche, auspicando che i grandi partiti, possano finalmente morire di una morte lenta e dolorosa!

Meglio la botte piccola dove ci sta – in questi casi – comunque vino rancido, o se si vuole far giustamente del male ai grandi partiti nazionali, il maggior male minore sarebbe il Movimento Cinque Stelle, capitanato da Beppe Grillo, Movimento che da quando è partita la campagna elettorale, manco più viene nominato, vista la strizza all’ano che costui provoca alle grandi compagini. E quindi “concludendo – parafrasando Mike Buongiorno – “ntoucuulo  alla grande politica” come dice Cetto La Qualunque!

Marco Bazzato
06.01.2013

giovedì 3 gennaio 2013

Ovulo abortito


Andrai nei rifiuti 
ovulo abortito 
e non impiantato. 
Futura corpo e materia 
d’un genio 
esplorante nuove realtà. 
o vittima d’un olocausto 
immolato alla scienza. 
Futuro tessuto clonato 
ricambio di corpi malati, 
o per ingordi desideranti 
l’immortalità della carne. 
Ovulo svuotato 
riempito ed attivato 
da elettriche scariche 
da Frankenstein che danno la vita. 
Risvegliato dal sonno criogenico, 
di menti che fanno essere oggetto, 
o frammento di carne nel market venduta 
al miglior offerente. 
Ovulo disperso 
creatura nascente e morente 
per la gloria d’un ventre rigonfio, 
orgoglioso d’essere antro di vita 
manipolato senza passione. 
Superbia al banco del seme 
per i figli di padri ignoti 
gettanti la discendenza 
nella sterile ampolla, 
ed impiantati in uteri sconosciuti. 

Marco Bazzato 
http://marco-bazzato.blogspot.com/
Sofia (BG) 11.06.2005 

mercoledì 2 gennaio 2013

IVIE: Imu su case all'estero


E infine, come regalo di buon anno, per i cittadini italiani e per gli stranieri residenti in Italia, arriva l’IVIE, ossia una nuova patrimoniale sulle case, solo a carico dei privati, che questi possiedono all’estero.

Naturalmente, per fare come sempre i regali alla grandi società, queste sono esenti, in quanto lo Stato potrebbe trovarsi, da parte dei grandi gruppi finanziari, d’essere portato in tribunale, in quanto sotto il profilo Costituzionale, ossia della doppia imposizione nel Paese dove la proprietà o le proprietà sono ubicate, che già lì si pagano le tasse, e anche in Italia. (1). Oltretutto essendoci accordi tra Stati che vietano espressamente la doppia imposizione fiscale e bisognerebbe anche sapere cosa ne pensa l’Unione Europea di questa nuova gabella italiana.

  Questo è pastrocchio di un governo e una classe politica miope e mentalmente malformata o male informata, fate voi, sotto l’aspetto giuridico internazionale e di rapporti con gli altri Paesi, che sta cercando di raschiare il fondo del barile, andando a colpire gli investimenti, creando una marea di difficoltà ai possessori italiani e stranieri, residenti in Italia, di case all’estero.

Ecco l’estratto della Legge del 22.12.2011, 214, articolo 19, comma 13:
13:
 A decorrere dal 2011 e' istituita un'imposta sul valore degli
immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle  persone
fisiche residenti nel territorio dello Stato.
    14. Soggetto passivo dell'imposta  di  cui  al  comma  13  e'  il
proprietario dell'immobile ovvero il titolare di altro diritto  reale
sullo stesso. L'imposta e' dovuta  proporzionalmente  alla  quota  di
possesso e ai mesi dell'anno nei quali si e' protratto il possesso; a
tal fine il mese durante il quale il possesso  si  e'  protratto  per
almeno quindici giorni e' computato per intero.
    15. L'imposta di cui al comma 13 e' stabilita nella misura  dello
0,76 per cento del valore degli immobili. Il valore e' costituito dal
costo  risultante  dall'atto  di  acquisto  o  dai  contratti  e,  in
mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui e'
situato l'immobile.
    16. Dall'imposta di cui al comma 13 si deduce, fino a concorrenza
del  suo  ammontare,  un   credito   d'imposta   pari   all'ammontare
dell'eventuale imposta patrimoniale versata nello  Stato  in  cui  e'
situato l'immobile.
    17.  Per  il  versamento,  la  liquidazione,  l'accertamento,  la
riscossione, le sanzioni e i rimborsi  nonche'  per  il  contenzioso,
relativamente  all'imposta  di  cui  al  comma  13  si  applicano  le
disposizioni  previste  per  l'imposta  sul  reddito  delle   persone
fisiche.  (2) .


La domanda è: chi dovrebbe andare a fare i rilevanti nel luogo ove è ubicata la casa? I funzionari dello Stato italiano, leggesi Equitalia, tramite rogatorie internazionali o i cittadini, che se magari hanno la casa in affitto e ci ricavano una rendita, pagandoci già le tasse in loco, che  debbono sobbarcarsi dell’onere del viaggio, la trafila negli uffici pubblici, le traduzioni e le legalizzazioni degli atti, perché vanno tradotti e legalizzati in italiano,oppure prendendosi un avvocato  locale, affinchè, se possibile, trovi il bandolo del matassa, per seguire gli ordini di una masnada di “dementi Costituzionali”  , approvano a scatola chiusa, senza manco sapere cosa, magari durante “estenuanti” sedute fiume, passate a consumarsi il pollice, durante le votazioni, mentre si legge il giornale  o si gioca con lo smartphone?

Proviamo a immaginare una situazione tipo, visto che questa legge va a colpire anche gli immigrati che hanno un lavoro e una residenza in Italia, che magari fanno gli operai e provengono da uno sperduto paese dell’Africa o dal Sudamerica.

Per rispettare la legge, se hanno un’abitazione nel loro Paese di origine, dove ci vivono le famiglie e pagano già le tasse locali, questi dovrebbero farsi inviare gli estimi catastali , o il valore di mercato in quel Paese – sempre che esista un catasto – o l’atto di acquisto dell’abitazione, ch potrebbe essere figlia di una successione, quindi dovrebbero cercarsi un traduttore che gli traduca gli atti, gli faccia legalizzare, per poi spedirli in Italia, al congiunto, salvo poi scoprire che  il valore dell’immobile non superando i 200 euro, l’l’ IVIE, non è tenuto a versarla. Costo dell’operazione, compreso il tempo, qualche centinaio di euro, più le eventuali salmodi nella lingua nativa, giustamente contro l’Italia e la classe politica barbara degli italiani.

Quindi, per assurdo, è una legge che andrebbe a colpire in primo luogo gli immigrati regolari, perché in proporzione, rispetto agli italiani, questi potrebbero avere un’abitazione nel loro Paese d’origine. A cui va aggiunto anche un’altra cosa: se l’immigrato perde il lavoro, il fatto che costui abbia un’abitazione nel Paese d’origine, potrebbe facilitarne anche l’espulsione, visto che non potrebbe accampare la scusa che sarebbe costretto ad andare a vivere sotto un ponte.

Sarebbe interessante sapere, visto che si è in campagna elettorale, i nomi e cognomi dei parlamentari di centro sinistra in primis, quelli che si gonfiano il petto come gallinelle tronfie d’essere da parte degli immigrati e che li considerano una risorsa – da spennare a norma di legge – e del centrodestra che hanno votato ciecamente, a norma dell’Art. 68 della Costituzione, che recita:  I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni, in modo che i cittadini, italiani e stranieri, al momento del voto, siano consapevoli che questi, non essendo stati consapevoli di cosa facevano, manco meritano di tornare in Parlamento..

Quale sarebbe la cosa migliore da fare, se si ha o si decide di acquistare una casa all’estero? Lasciare che sia lo Stato italiano a scandagliare il mondo alla ricerca delle proprietà degli italiani e degli stranieri residenti in Italia e poi vedere se riescono a scovarla.

Ormai il Paese ha Serpico, il Grande Fratello fiscale della Guardia di Finanza. (3), perché fino a quando il cane del contribuente non muove la coda, non è detto che Serpico lo possa annusare, anche se va a scandagliare in Italia, tutti i suoi possedimenti, Serpico potrebbe annusare a vuoto, perdendosi e rincoglionendosi entro i meandri dei suoi archivi elettronici.
Marco Bazzato
02.01.2013


Bibliografia dei libri tradotti dall’italiano al Bulgaro da Vessela Lulova Tzalova


Nella presente bibliografia sono assenti le decine di traduzioni di testi letterari, sceneggiature cinematografiche, poesie, poemi e racconti tradotti dal bulgaro all’italiano, assieme a Marco Bazzato.

Cave Canem di Danila Comistra Montanari, casa editrice Trud, Sofia 2012

Lontananze sfuggenti di Francesco Capaldo, Ed. Scrittore bulgaro, Sofia, 2010

I violini della via Nerudova di Domenico Liotto, Ergo edizioni Sofia, 2010

Kamasutra di Vatsyayana, Trud Editore, Sofia 2008

La veritа di Ali Agca di Anna Maria Turi, Mak Edizioni, Sofia, 2008, pubblicistica
La Casta, di Rizzo e Stella, Ciela Editore, Sofia. 2008, saggistica politica
Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, Trud Editore, Sofia, 2007, romanzo classico

L’Impero dei draghi, di Valerio Massimo Manfredi, Era Edizioni Sofia,2006, romanzo storico
Qualcosa di Buono, di Sveva Casati Modignani, Era Edizioni, Sofia, romanzo contemporaneo. Sofia, 2006

Eros Lo giuro di Luca Bianchini, Ciela Editore, Sofia, 2006, biografia.
Progetto Emmaus, di Marco Bazzato, Slaviani editore, Sofia (romanzo) 2006, romanzo fanta teologico.

Il Tiranno, di Valerio Massimo Manfredi, Era Edizioni, Sofia. 2005, romanzo storico

Il Campo del Vasaio, di Marco Bazzato, Slaviani editore, 2004, poemi

Libero Arbitrio, di Marco Bazzato, Slaviani Editore, Sofia, 2003, poesia

30.12.2012

martedì 1 gennaio 2013

Buon 2013 a tutti o forse andrebbero meglio previsioni e auspici nefasti?


In molti sentono ancora nelle narici l’odore della polvere pirica dei botti di fine anno e il giusto corollario di feriti, solo 351, tra qui 53 bambini e 2 morti, ossia un vero e proprio crollo dei feriti, complice anche i sequestri operati dalle forze dell’ordine, che sono andati a danneggiare, giustamente o ingiustamente, dipende dai punti di vista, il fiorente mercato dei botti illegali.

Di quel cadavere puzzolente del 2012 cosa ci resta?

 Un Paese soffocato dalla crisi economica, una classe politica imbelle e imbecille che fa comunella per spartirsi il potere, mentre è già iniziato il conto dei suicidi dei senza lavoro, ma bisognerà vedere se questa morte verrà imputata al 2012 o computata, come buon auspicio, al 2013 (1).

Un discorso – l’ultimo per fortuna – del futuro ex Presidente della Repubblica, che a reti unificate, ha avuto uno share omeopatico, il 16.6%, segno che anche la campagna mossa dagli utenti italiani di Facebook è andata a buon fine,. Dando una rapida scorsa al testo retorico e stitico il giorno dopo (2) , gli italiani non figli di Tafazzi  si sono concessi  la Grazia (3).

Hanno subito un brusco e pericoloso calo – per i becchini –  i femminicidi, 120 circa nel 2012, contro i 137 del 2011, ergo la maggioranza dei mariti e compagni italiani sono dei santi, ma resta comunque una percentuale di maschi che aspirano ad essere elevati al rango di merde, essendo picchiatori e violenti, non denunciati da parte dell’altra metà del cielo per timore d’andare ad ingrassare il lavoro dei seminatori sulle “colline dei tacchi a spillo”, visto che le “colline degli stivali” sono riservate ai maschi!, visto che ormai ogni città  o paese ha le sue Tombstone!

Gli auspici e le previsioni per il 2013. meglio farle nefaste all’Italia e agli italiani, visto che quando i politicastri  o anche  i maghi della finanza, i papi o i vescovi,  propugnano un futuro luminoso e fulgido  quello che rimane agli italiani alla fine non sono altro che tremendi eritemi alle zone genitali maschili, e aree attorno alle areole e capezzoli femminili, in entrambi i casi , causati dei grattamenti scaramantici,   quindi meglio auspicare e prevedere un ulteriore crollo del Pil, della produzione industriale, con l’aumento dei suicidi  da parte degli imprenditori e dei senza lavoro, un aumento dei femminicidi, degli omicidi per causa di mafia e camorra, visto che quando si ammazzano tra di loro, alla fine si comportano come gli antibiotici ad ampio spettro: eliminano i virus e un aumento della disoccupazione femminile, maschile e licenziamenti in tronco nella pubblica amministrazione e nel privato, vista l’impossibilità di pagare gli stipendi, causato dal blocco della circolazione del denaro e dalla depressione dei consumi che almeno in Italia,per far vedere al meglio tutti i suoi nefasti effetti, dovrebbe proseguire ben oltre il 2016.

Chiaramente non può mancare il superamento in tempi assai brevi del deficit, auspicando che giunga entro al fine del 2013 a 2.200 miliardi di Euro, trascinando così tutte le economie legate all’euro entro un baratro senza fondo di scontri, sommosse di piazza e cariche violentissime della Polizia che potrebbero causare in tutta Europa decine di migliaia di morti e centinaia di migliaia di arresti e deportazioni.

Si auspicherebbe e si vorrebbe prevedere un aumento delle denuncie, non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo, dei reati legati alla pedofilia del clero, altro che omertà e paura degli scandali, messi sotto silenzio, per salvare il buon nome dei pervertiti sessuali in gonnella.

Per il mondo del gossip, gli italiani godrebbero disinteressati se il Mario Balottelli non fosse il padre della piccola Pia, uscita pochi mesi fa dalla vagina, ossia grazie al parto naturale, di Raffaella Fico,  ingravidata nove mesi prima, ma che questa innocente neonata fosse figlia di qualcun altro non ancora identificato,  seguendo lo spirito degli antichi romani che dicevano: “Mater sempre certa, pater numquam!”

Sul fronte politico, dopo la vittoria di Monti, quindi nuovi premier, in molti auspicano un ritorno della Fornero e della sua  finta lacrima facile, quando si tratta di sodomizzare economicamente anziani, pensionati, creando moltitudini di esodati affamati che andranno a rovistare nei cassonetti, alla ricerca di una buccia di banana o una scorza di limone zuccherato,  sperando che il futuro Presidente della Repubblica sia per  tradizione antifascista, meglio ancora se ex partigiano, ma andrebbe bene anche un Cammelliere, pardon un Cavaliere di Vittorio Veneto, visto che in Italia, Paese saffetto gerontocrazia cronica,  più i politici hanno un piede nella fossa, più questi, invece di starsene all’ospizio in i casa ad esalare gli ultimi respiri, più assurgono a cariche sempre più elevate, o se gli è impossibile, vedi il caso Montalcini, alla vetusta età di novantenni vengono nominate senatrici a vita, restandosene a casa, mettendo in saccoccia un sostanzioso vitalizio, senza quasi mai mettere piede in Senato, visto che andrebbero trasportati con la bombola di ossigeno e la sacca di plasma infilata al braccio.

L’ultimo fronte è quello della riottosità degli italiani di servire, anche costo del proprio sangue e del conto in banca, in nome del “bene comune”– (ANSA) -ROMA - L' Osservatore romano sancisce in un articolo l'appoggio del Vaticano a Mario Monti, affermando che il suo ''salire in politica'', e' ''un appello a recuperare il senso piu' alto e piu' nobile della politica che e' pur sempre, anche etimologicamente, cura del bene comune''. E' l'ennesimo placet, e il giornale vaticano ricorda anche il colloquio telefonico 'particolarmente cordiale' tra Monti e il Papa prima di Natale. (4)  – all’invasore Stato Città del Vaticano – a  livello politico, nei rapporti tra Stati, questi se ne fottono dei cittadini, infatti il “bene comune”  indicato dall’Osservatore Romano era quello del Vaticano –  auspicando che lo Stato italiano, collaborazionista in tempo di pace con lo Stato Città del Vaticano, punisca gli anticlericali e coloro che non si piegano alle imposizioni dogmatiche provenienti da Oltretevere, facendo pressioni sul prossimo governo italiano in modo che istituisca una legge ad hoc, costringendo ogni cittadino, neonati e immigrati compresi,anche se di altre religioni, a versare un obolo volontario settimanale – indetraibile –  di 10 euro a testa, per il sostentamento del Clero e per la tutela legale dei poveri sacerdoti, sempre vittime circuite di minori, scellerati, anche impuberi  che gli hanno istigati, rendendoli servi del piacere pedofilo (5), come afferma anche Padre  Benedict Groeschel, che giustamente dal suo punto di vista dice: “La gente crede che siano i preti a coltivare cattive intenzioni. Ma non è così. Nella maggior parte dei casi è il giovane a sedurre il sacerdote(6) e per questo il governo e la politica italiana,non essendosi mai espressa apertamente contro la pedofilia in abito talare, forse intimamente crede che i preti siano delle vittime istigate alla violenza sessuale di minori, anche impuberi, allupati come Mandinghi che non hanno  mai visto o mai preso nulla in un buco!

Una domanda essenziale a tutti i lettori: a chi avreste voluto che un cacciatore sparasse accidentalmente o per stritolamento radiofonico di coglioni , agli autori del testo “Il Pulcino Pio” (7) o a all’autore di Gnam gnam style (8)”?

Alla fine, comunque vada il 2013, come dico sempre a mia moglie allo scoccare della mezzanotte di ogni 31 dicembre, “Tanti auguri a noi e a chi ci vuole bene, ma fanculo a chi ci vuole male”.  Lo augurio estendo a voi e alla vostre famiglie, miei carissimi lettori!

Marco Bazzato
01.01.2013


lunedì 31 dicembre 2012

Messaggio del Presidente della Repubblica a reti unificate


Questa sera dalle 20.30 alle 21.00  a reti unificate –  per chi vuole ci sarà mezzora di strizzamento di marroni, verrà trasmesso il discorso – ultimo di questo settennato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Mezzora!

 In Bulgaria il Presidente, a differenza di quello italiano, parla in piedi l’ultimo dell’anno, per non più di cinque minuti e non spaparanzato su un trono presidenziale, in segno di rispetto per i cittadini, così come fa la Regina Elisabetta d’Inghilterra, quando parla ai sudditi, e anche costei certo non è una “mula” – per dirla in dialetto triestino –  di primo pelo.

Per non parlare di quella che in occidente chiamano la più grande democrazia del mondo, gli Stati Uniti, dove da sempre i Presidenti, quando fanno tengono discorsi importanti alla nazione rimangono in piedi, per dimostrare rispetto nei confronti dei cittadini. I nostri, no. Forse perché ancora storicamente legati a un retaggio “democratico” di matrice feudale, dove il Signore del Castello – Quirinale – ha nei vassalli il Governo e i Ministri, come valvassori la Magistratura e i valvassini non sono altro che Camera e Senato e le relative amministrazioni regionali, provinciali e comunali, e con costui che si rivolge alla massa, composta dalla servitù della gleba, che in questo tristo trentennio sono diventati i cittadini italiani.

Il messaggio del Signore del Castello quirinalizio a rete unificate, letteralmente “ruba” mezzora di cenone, senza un minimo rispetto per chi sta dando dentro, strafogandosi, con libagioni e alcol, entrando nelle case, nei ristoranti, nelle piazze come la campagna Desert Storm, guidata dall’orso americano, il generale Norman Schwarzkopt, contro le armate belligeranti di Saddam.

Molte pagine satiriche e non, invitano al boicottaggio il messaggio bolscevico-privatistico-liberista di stampo sovietico dei canali televisivi occupati per mezzora, evitando di sintonizzarsi dove l’infausto e ultimo messaggio avrà luogo. Mentre alcuni altri, anche sommessamente, quasi inducono a lasciarsi andare a forme estreme di rumori causati dall’emissione, alla Pierino,,  da parte del canale scarico di gas intestinali, e/o  all’eruttazione, ossia dall’emissione di aria da parte del canale orale, possibilmente  pronunciando qualche parola in un lingua apparentemente sconosciuta, che puzza d’aglio, lenticchie, facendo sembrare il tutto come l’uscita melliflua di una tomba scoperchiata nella notte di Halloween!

C’è stato nel corso della storia della Repubblica un solo Presidente che ha mostrato rispetto e famigliarità con gli italiani: l’indimenticato “Vecio partigiano socialista” Sandro Pertini, che come un nonno che abbracciava l’intera Nazione, si sedeva davanti ai cittadini, come un anziano che racconta della  propria vita ai nipoti, parlando dall’altezza della sua statura morale e storica (1).

Infatti ,in nessun caso, non si vuole commettere o invitare a commettere  il delitto di vilipendio contro l’onore del Capo dello Stato, art. 278 del Codice Penale –  articolo che ha elevato il Presidente della Repubblica ad un monarca che può essere criticato molto sommessamente, ma con rispetto assoluto, manco si trattasse di un Faraone egizio, visto che, ancora per citare gli Stati Uniti ma non solo, essendo il Presidente eletto dal popolo e non dal Parlamento come in Italia, i cittadini hanno anche il diritto di contestarlo e sbeffeggiarlo pubblicamente –  ma invitare a riflettere su come viene proposto e/o imposto da decenni il Messaggio di Fine anno da parte dei vari Presidenti della Repubblica che si sono susseguiti, con l’eccezione, in tempi recenti, della familiarità con cui si poneva Sandro Pertini: ossia con distacco regale, come se i cittadini venissero guardati dall’alto verso il basso, considerati,  specie se delle classi meno abbienti o della colasse media, dei miseri, costretti dal randello fiscale ad essere considerati alla stregua di galli e galline da rendere desnude e da rispennare una volta che le penne fossero ricresciute nuovamente...

L’unico auspicio per il 2013 a livello politico, ma che puzzerà come una vescica di porco lasciata a essiccare al sole di agosto, è che i cittadini, andando a votare, evitino accuratamente le vecchie mummie, politici, ormai puzzoni da lustri ammuffiti sugli scranni del Palramento, votando una nuova razza di quarantenni o cinquantenni al massimo, eliminando quei “cadaveri politici” che da almeno tre lustri, quando va bene, appestano e ammorbano i Palazzi del Potere e che dal tempo della promulgazione della Costituzione Repubblicana del 1946, grazie  all’Art. 68 che recita:  “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.” – e Benigni nel suo show su Rai 1 del 17 gennaio, non ha avuto e/o voluto arrivarci per spiegarlo ai milioni di cittadini davanti la tv –  non sono responsabili, come fossero dei dementi psicotici e sociopatici, incapaci di intendere e di volere, nel pieno rispetto della Costituzione italiana, dei voti che esprimono nei due rami del Parlamento, diventando leggi infauste e strozza famiglie, che ricadono principalmente nelle classi più deboli , sopprimendo una volta per tutte la gerontocrazia al potere da decenni, auspicando che l’Italia e gli italiani, ameno per una volta, abbiamo un Presidente della Repubblica “neonato” ossia che abbia compiuto da pochi mesi, come vuole la Costituzione italiana all’articolo 84: che recita:  Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto i cinquanta anni di età e che goda dei diritti politici.

 Il che, Costituzione parla, non deve essere necessariamente un politico appartenente alla Camera o al Senato, ma anche uno sconosciuto “signor nessuno” a livello di grande politica.

 Ma figuriamoci se il Parlamento italiano andrà a pescare fuori dallo stagno putrido della Casta politica come minimo trentennale, per eleggere un cittadino appartenente veramente alla società civile, visto che da decenni i politici italiani manco sanno cosa significa vivere all’interno della società civile.

Buon 2013 a tutti

Marco Bazzato
31.12.2012


sabato 15 dicembre 2012

Animali da affezione: l’omissione di soccorso è reato


Animali da affezione: l’omissione di soccorso è reato? Sì, ma solo amministrativo.!

Checchè ne dicano i bestialisti, pardon gli animalisti, l’omissione di soccorso, in caso di incidente, con un animale da affezione –  cani, gatti, e uccelli –  se beccati, si rischia solo una sanzione amministrativa come stabilisce “l’articolo 189 del decreto legislativo n. 285 del 1992 (Codice della Strada) dove è stato aggiunto il seguente comma:
 «9-bis. L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno. Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559.” (1), che andrà in vigore dal 27 di dicembre del 2012.

Quindi in questo caso il legislatore, anche se ha calato le braghe davanti agli animalisti, saggiamente non ha previsto sanzioni penali, come l’arresto fino a un anno e pecuniarie fino a 2.500 – art. 583 del Codice Penale –  a dimostrazione, tanto per smentire gli animalisti, che gli animali, da affezione,  a termini di legge, non sono equiparati agli esseri umani, nonostante quello che continua a ripetere Maria Vittoria Brambilla nei servizi odierni  dei TG di Medisaet.

Ma ha senso fermasi a soccorre un animale da affezione investito accidentalmente?

Immaginiamo un investimento in una strada extraurbana, dove si corre a 70km orari, e si becca un cane di taglia media perché sbuca fuori all’improvviso, causando anche danni visibili all’autovettura, che forse nessuno risarcirà, specie se randagio.

L’automobilista, prima frena all’improvviso, con il rischio di tamponamento, se quello dietro non mantiene la distanza di sicurezza. L’auto va arrestata in modo che non arrechi intralcio alla circolazione, vanno accese le quattro frecce,ti sganciano le cinture di sicurezza, si scende dal mezzo, magari bestemmiando e imprecando come bufali, va indossato il giubbino giallo o rosso, si deve andare alla ricerca nel baule del triangolo, da posizionare a una distanza adeguata, per rallentare il flusso del traffico, si deve andare verso il punto dove giace l’animale, pregando le divinità che qualcuno non stiri, ammazzandolo, il soccorritore. Questi Deve raccogliere l’animale, senza sapere se questo ha le vaccinazioni, visto che non sa se è randagio, con il rischio di venire morsicato ed essere costretto ad andare a farsi le vaccinazioni. Deve raccogliere la bestia, magari anche sanguinante, continuando a smadonnare, sperare che in auto ci sia un nylon altrimenti la bestia potrebbe lordare la tappezzeria di sangue, vomito, feci urina e compagnia bella. Se non ha un nylon, per rispettare una legge, perché certamente non può metterlo in baule, specie se ha una berlina, potrebbe morire soffocato.

Continuando a pregare di non essersi beccato la rabbia, con la bestia che guaisce di dolore, deve andare a pigliarsi il triangolo, togliersi la giacchetta di sicurezza carter infrangente, chiudere il baule, salire in auto, prendere il cellulare, se non  conosce un veterinario vicino, e chiamare qualche servizio, a pagamento, dove forniscono informazioni h24. A informazioni ricevute, magari dopo un’attesa di minuti, tanto per far girare la bolletta o svuotare la carta prepagata, toglie le frecce di emergenza, riallaccia le cinture di sicurezza e si immette nella carreggiata di marcia, mentre la bestia continua a guaire e perdere fluidi, e il guidatore pensa che  arriverà in ritardo ai suoi appuntamenti – per far felice i bestialisti.

  Arrivato dal veterinario questi prima compila una marea di scartoffie, iniziando a tempestarlo di domande, come se questi conoscesse vita, morte e miracoli dell’animale. Ci da un occhiata veloce, e  mentalmente inizia a sfregarsi le mani per la parcella che quel gonzo sarà costretto a pagargli, visto che la bestia, non importa che sia randagia o che abbia un proprietario, quello che deve pagare il pollo a cui è rimasto il cerino acceso tra le dita, se che spera che una volta trovato il proprietario, questi che ne ha denunciato la fuga,  non lo riempia di botte e gli rifonda tutte le spese, per essersi fermato a soccorrerlo.

Peggio gli andrà se il cane è randagio, dove in quel caso nessuno gli rifonderà le spese e i danni che l’animale gli ha causato al mezzo.

A tutto questo va aggiunto il tempo perso e peggio se randagio e se il soccorritore viene morsicato o graffiato, lo stress per il rischio di malattie infettive, come la rabbia, dove quindi con questa legge dello Stato si rischia di mettere a repentaglio la salute dei cittadini.

A conti fatti ha senso fermarsi? Ragionandoci bene, assolutamente no, perché le probabilità di essere individuati potrebbero minime, sempre che non ci sia un bestialista che tira giù il numero di targa e poi fa la segnalazione alle Forze dell’Ordine,  o che ci siano telecamere che immortalano il tutto. Alla fine comunque al massimo arriverebbe a casa la sanzione amministrativa da pagare, sempre che non si faccia ricorso, vincendolo, dimostrando l’impossibilità oggettiva di fermarsi e prestare soccorso, pagando la sanzione minima, o che addirittura ne venga accertata l’impossibilità oggettiva e quindi non pagando un euro, avendo come conclusione una legge composta di tanto fumo e poco arrosto, visto che tra l’altro, come gustosissima ciliegina sulla torta, la sanzione amministrativa non va ad incidere sulla fedina penale.

Alla fine non si tratta di istigare a disobbedire alla legge, ma di valutare, secondo coscienza, soppesando i pro e contro, intesi come costi/ benefici dove potrebbe conviene tirare dritto, sempre di non essere bestialisti convinti..

Marco Bazzato
15.12.2012


venerdì 14 dicembre 2012

Maratona Telethon: ha senso donare euro a fondo perduto?


È partita la ventitreesima maratona Telethon, dove i cittadini, in piena crisi economica sono invitati a donare denaro, con i governi che continuano a fare tagli alla sanità, alla ricerca, alla scuola, a una fondazione privata, presieduta da Luca Cordero di Montezemolo,, nelle forme e nei modi più disparati, partendo dai 2 fino ai 2.000 euro.

La solidarietà è una libera scelta, ma continuare ad andare a chiedere da quasi un quarto di secolo denaro, quando specie in questo ultimo anno, con un governo che ha tagliato e tassato il passabile, salvando le fondazioni bancarie e non, la chiesa e le organizzazioni “no profit” dal pagamento dell’Imu, è una contraddizione di termini. Da una parte si fa risparmiare ai ricchi, a chi ha un’elevata capacità contributiva, dall’altra parte una maratona di “accattonaggio mediatico”.

Forse sarebbe meglio destinare gli euro al barbone senza casa, o a chi, nel pieno delle festività natalizie è meno fortunato e può acquistarsi un pasto caldo, sicuri che il denaro vada a una persona fisica ben definita? Ma donare 2, o più euro, ad una Fondazione serve per lavarsi la coscienza, evitando di guardare negli occhi chi soffre.

Si chiede denaro ai cittadini per cercare la cura a malattie genetiche, nobile intento, per carità, ma non sarebbero stati spesi meglio questi ventitre anni se si fosse investito sulla ricerca genetica preventiva, creando esami genetici obbligatori e non invasivi ad hoc per le coppie – legalmente sposate – che decidono di fare figli, , dove le coppie, cocenti dei rischi genetici di un eventuale gravidanza, possono risparmiare ai futuri figli la venuta al mondo, tramite la legge 180 sull’interruzione della gravidanza?

In fin dei conti il “controllo qualità” viene effettuato in qualsiasi azienda seria, degna di questo nome, che vuole tenere alti gli standard produttivi e di sicurezza, per se stessa e per gli altri, e quindi anche la ricerca genetica dovrebbe camminare pari pari, mettendo al primo posto la prevenzione e, se possibile un eventuale cura, o almeno assicurare una vita decente, visto che poi, lo Stato taglia su servizi alle persone disabili o portatrici di malattie genetiche invalidanti, come ad esempio  le accompagnatorie?

A ben ragionare, ci si trova nella contraddizione politica che da una parte si tagliano i servizi ai cittadini, ma dall’altra si chiede di contribuire alla ricerca di cure, trascurando la prevenzione genetica, anche con campagne  pubblicitarie sociali ad hoc, imponendo legalmente ai futuri genitori a sottoporsi a controlli genetici, per evitare che mettano al mondo figli geneticamente malati.

A chi si indigna, pensando all’eugenetica, si metta la coscienza in pace.

L’eugenetica la si utilizza da anni anche in Italia, perché tramite l’amniocentesi e la villocentesi è possibile predeterminare se il feto è portatore di alcune malattie genetiche (1) e quindi se al “controllo qualità” non risultasse conforme a degli standard di vita soddisfacente per se stesso e in primis per i genitori, scegliere e/o imporre – ma questo è un problema che dovrebbe risolvere un parlamento sovrano e non condizionato –  l’interruzione della gravidanza.

Non va dimenticato che alla fine avere un figlio malformato geneticamente, quando la scoperta avviene a nascita avvenuta, diventa uno shock per i genitori e la famiglia e non tutti sono in grado di sostenere mentalmente e psicologicamente e psichiatricamente il peso un figlio portatore di una malattia genetica, anche se all’apparenza possono apparire forti, poi giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, alcuni tendono a necrotizzarsi dentro, giungendo a negare il problema del figlio, perché riesce a condurre una vita apparentemente normale, ma pur sempre, ma non in tutti i casi, prende coscienza d’avere una spada di Damocle puntata sul capo e/o la mannaia di due “boia sconosciuti, pronti a mozzargli la testa in qualsiasi momento.

Questi genitori nel corso degli anni marciscono nel cuore e vedono il figlio come un peso, come un costo, un fardello inconfessabile, anche se apparentemente ne parlano come se i loro traumi mentali non esistessero – perché rimossi, vantandosi dei i sacrifici che hanno fatto per costui, mentre in realtà, se possono, utilizzano ogni genere di artifizio immorale per spremergli denaro sfruttandolo, per i loro meschini interessi, utilizzando come arma di terribile violenza psicologica, frasi che fanno passare loro da vittime della situazione, vittime di un destino che si è accanito contro la loro serenità famigliare, arrivando a “trattenersi” nel corso degli anni cifre spaventose, a mo di risarcimento per i danni che costoro, nelle loro menti malate, avrebbero subito, dimenticando che le vittime non loro, in quanto che lo vogliano o no, sono i diretti responsabili, perché era loro il patrimonio genetico che si è mescolato malamente e malsanamente, come in un coktail maleodorante, dentro l’utero materno, che ha generato un figlio/a “storto/a e/o malformato/a.”

Oggi si dovrebbe in primis volgere verso la ricerca della prevenzione delle malattie genetiche, in modo che con la mappatura genetica, la ricombinazione e/o l’intervento sul DNA o sulla soppressione del feto malformato e/o portatore di malattie genetiche, si possa rimanere all’interno di standard di vita, una volta venuti al mondo, accettabili per la persona, per la famiglia e di riflesso per la società, con il fine poi che, nel corso dei successivi decenni, sarebbe quello di ridurre considerevolmente i costi famigliari, anche intesi come stress e traumi da parte dei genitori e di costi della società, eliminando alla radice, ossia entro pochi mesi dal concepimento, il problema.

Ma queste sono politiche sanitarie a lungo temine che dovrebbero essere messe in cantiere dalla politica, senza farsi condizionare da eventuali visioni ideologiche delle confessioni religiose dominanti, perché laicità dello Stato significa avere una visione a lungo termine e strategica, e non come abituale mene si fa, entro un ottica miope di misera tattica,perché non vuole affrontare e/o risolvere “i problemi prima che nascano”.

Il vero confine della ricerca genetica non dovrebbero essere le cure di “sopravvivenza” utilizzando i portatori di malattie genetiche come cavie umane per sperimentare, alla cieca, sperando di poterne osservare il non peggioramento, non il miglioramento delle condizioni di vita. Un po’ come i farmaci che non curano la malattia, ma i sintomi, perché la maggior parte di questi inibiscono.

Il fine ultimo della ricerca dovrebbe essere la genetica pura, la ricombinazione del DNA, garantendo dei determinati standard di “Purezza e genetica sanità  fisica”, indipendente da sesso, razza, nazionalità e/o religione e classe sociale, per avere degli standard “produttivi” e/o riproduttivi, magari preprogrammando la durata del ciclo vitale, confacenti con le aspettative dei futuri genitori, della famiglia e di riflesso, come fine ultimo, ma non per questo meno importante, della società stessa.

La malattia genetica potrebbe colpire statisticamente ogni bambino che ogni donna porta in grembo. La prima cosa che le future madri e padri auspicano è una sola: che sia sano, tutto il resto non conta. Va ricordato che indipendentemente dal fatto che i futuri genitori siano sani questo non li mette al riparo, con la certezza assoluta che il figlio/a che la futura madre porta in grembo sia geneticamente sano…

Marco Bazzato
14.12.2012
http://marco-bazzato.blogspot.com/


mercoledì 12 dicembre 2012

Buone feste a tutti: Natale 2012/Capodanno 2013


Ormai le presunte feste di  Natale, Capodanno ed Epifania, stanno quasi giungendo di gran carriera, 21.12.202012, a Profezia dei Maya piacendo.

L’Italia ufficialmente sta andando a battere i marciapiedi, grazie ad un anno di Governo Monti e compagnia bella. Governo illegittimo che è stato sostenuto da PD, PDL, UDC e compagini briscole, con l’esclusione di Lega e Italia dei Valori.

Il Paese è allo stremo e come ancora di salvezza, gli italiani saranno costretti ad andare a votare scegliendo, tra i due partiti di maggioranza relativa, PD e PDL – partito decotto – dove il suo fondatore, Silvio Berlusconi, si illude di essere ancora il Messia del nuovo miracolo economico italiano – non si sa con che denari, visto che il deficit ha toccato i 2000 miliardi di euro – e Bersani che si è dichiarato convinto europeista e quindi proseguirà sulla via tracciata da Monti: ossia la garrota economica contro le classi più deboli, salvando banche e Vaticano dal pagamento dell’Imu, con pretesti, legali, risibili – ma le leggi e i Concordati possono essere modificati unilateralmente e se le controparti non ci stanno, è un problema Vaticano, non italiano..

L’Italia è in piena campagna elettorale, con promesse da mercanti spacciate dai partiti politici, peggio delle caramelle avvelenate date ai bambini nella notte di Halloween, dove per dolcetto ci sta la caramella mortale e come scherzetto, nuovi atti di sodomia fiscale, ancora peggio dei precedenti.

Ma l’Italia ha alla fine quello che si merita e quello che ha seminato nel corso degli oltre ultimi quattro lustri.

Per colpa di alcuni, l’Italia è un Paese politicamente e moralmente marcio a ogni livello, non importa se Comunale, Provinciale, Regionale o Nazionale. Lo stesso vale a livello famigliare, dove menzogna , prevaricazione, inganno, violenza fisica e verbale, omicidi, femminicidi, abusi edilizi, irregolarità formali, sindaci che non rispondono alle interrogazioni delle forze di minoranza, dipendenti comunali troppo pignoli che vengono allontanati, perché ficcano il naso dove non dovrebbero, consiglieri di maggioranza conniventi con un sistema marcio, fatto di clientelismi e amicizie e non si sa di cosa diavolo altro.

E non si vede all’orizzonte un cambio di mentalità, un sussulto di moralità nell’amministrare, a ogni livello la cosa pubblica, dove anche l’ultimo dei meccanici, dei carrozzieri o dei venditori ambulanti, se hanno “Santi in Paradiso” – leggesi agganci nella Pubblica Amministrazione, possono farla franca, perché le Istituzioni che dovrebbero vigilare sulla legalità sono quelle che girano la testa dall’altra parte, fingendo di non vedere e di non sapere, infischiandosene di leggi e regolamenti, non importa se Nazionali, Regionali, Provinciali e Comunali. Quello che conta non è far andare avanti i migliori, ma i maestri di intrallazzo, con le mani lorde di grasso o che puzzano di salme rancido.

 Un esigua parte di italiani hanno la moralità marcia peggio di un caco andato a male e che puzza. Il problema è che questi farabutti senza etica, hanno amicizie piramidali all’interno del Potere, non importa se Comunale o altro, perché il pesce puzza abitualmente dal marcio della testa delle  Pubbliche amministrazioni, che come dei feudatari, si scambiano le poltrone assieme a mutande sporche di tarzanelli – Sign: (popolare) ognuna delle piccole parti di escrementi che rimangono attaccati ai peli dell’ano, continuando a perpetuare il fetore politico – amministrativo a tutti i livelli, a favore degli amici, che stanno ai livelli intermedi della piramide del potere, visto che alla base ci stanno i servi, il popolo, gli sfigati che non hanno santi in Paradiso e che alla prima infrazione amministrativa vengono beccati. Ma guai se qualcuno prova a rompere il “Cerchio Magico”, questo viene allontanato, minacciato sommessamente, irriso, sbeffeggiato perché dotato di una diversa moralità rispetto a quella deviata e marcia del potere, comunale e non solo, dominate.

Tutti provano orrore quando sentono i politici scafati a tutto che temono l’arrivo dell’inesperienza del nuovo che avanza, perché non conoscono i meccanismi, le leggi..e altre idiozie varie.. Balle. Non vogliono che persone terze, pulite, con il rispetto delle leggi e dei regolamenti vadano a ficcare il naso, denunciando pubblicamente le nequizie commesse delle precedenti amministrazioni, non solo politiche ma di ogni grado, perché il nuovo che avanza apre le imposte, vuole cambiare l’odore nauseante di merdai immorale e illegale che appesta gli ambienti pubblici, dove  ogni lordo politico, abituato al fetore proprio e degli amici, essendone mentalmente soffocati, manco vogliono sentire parlare di aria tersa e limpida. «Alzano polveroni…» dicono, ma dove è pulito non ci sta ne polvere e né puzza di merda!

Ma le feste, aldilà della politica, sono per i cristiani, non per i cattolici, una ricorrenza sentita, perché rappresenta la nascita del Salvatore, di colui che poi, ancora da questi servi del sistema, verrà dopo 33 anni messo a morte, perché anche  voleva aprire le imposte, spalancare i cuori, aprire le menti all’etica e a un pensiero limpido, fatto di rispetto no solo delle regole legali, ma anche di quelle etiche che dovrebbero essere insite nell’uomo.

 A coloro che si riconoscono intimamente nel pensiero Cristiano, anche se atei, perché l’ateo o chi professa una confessione  etica  animata dal senso di giustizia e di verità, sono specchio di un Illuminazione interiore, che non importa da chi o da cosa giunga, ma che esiste ed è insita nella loro natura, auguro di tutto cuore buone feste.

Ai cattolici mediocri e arruffoni della domenica, baciapile per interesse, nemici giurati della Giustizia e della Verità, animanti da immoralità atavica, padri e madri, figli/e degeneri della menzogna, della malversazione, amici integerrimi delle iniquità e delle violenze fisiche e verbali, non posso che augurare, se ne hanno una di dare una lavata con l’acido fenico alla propria coscienza e che si guardino allo specchio, auspicando che non si rompa per il disgusto, e se hanno un minimo di amor proprio, che si aprano a forme meno ottuse e più aperte di Pensiero e Ragione, perché alla fine costoro che rappresentano in quanto cattolici e traviati,i  i veri nemici dell’Italia e del pensiero malato che distrugge questo Paese, a tutti i livelli, partendo da quello famigliare, e poi via via, su, verso le vette più alte del Potere e del pensiero deformato e deforme a livello etico e scale di valori dell’esistenza.

A tutti i miei lettori, a quelli mi apprezzano o che intellettualmente mi detestano,ma che continuano a leggermi, magari arrabbiandosi per le miei idee ce che esprimono civilmente a volte non la loro legittima opinione, ovunque si trovino, o che siano amici di Facebook vicini e  lontani,  amici fraterni in patria, alle loro compagne e/o moglie, ai parenti che ancora mi rivolgono elettronicamente la parola e a quelli che sono troppo anziani per poterlo fare,  ai malati, a coloro che passeranno le feste come degenti o in un ospizio, lo lontani dai loro cari perché questi sono degli infami, ai bambini malati, affinchè i loro  genitori e fratelli e/o sorelle sappiano essere veri fratelli e genitori, non arruffoni interessati a strumentalizzare per interesse e guadagno personale la malattia dei figli, lavandosene poi le mani, una volta raggiunti i loro tornaconti economici,ai disoccupati, ai sottooccupati, ai cittadini di Taranto che vedono compromessa la loro salute per colpa di un connubio legale tra Politica e impresa,  alle famiglie delle donne uccise quest’anno per colpa di maschi infami, e a tutti coloro che non posso  elencare,auguro a tutti voi e alle vostre famiglie delle Buone Feste. Che siano Feste fatte di amore famigliare, nonostante le difficoltà del Paese e/o personali, auspicando che l’anno che verrà, il 2013, possa essere migliore rispetto a quello che viene consegnato alla Storia e che sia di salute, serenità. Verità e Pace.



Un augurio speciale a mia moglie, a suo figlio, alla sua famiglia, al fratello di mia moglie e alla sua famiglia e al padre di mia moglie e di suo fratello, al padre del figlio di mia moglie e alla sua compagna, e a tutti gli amici in Bulgaria e in Italia, o in Italia e in Bulgaria, che mi sono stati vicini in molti modi diversi nel corso di quest’anno che si sta concludendo: Vi Voglio bene e vi abbraccio calorosamente tutti.

Marco Bazzato
12.12.2012