martedì 11 novembre 2008

Matrimoni gay: California no grazie



A volte il responso popolare rivolta le imposizioni del potere politico centrale che aveva imposto alla maggiornaza dei cittadini la digestione dell’indigeribile. È accaduto infatti,in California – grazie alla democrazia, che lascia ai cittadini il diritto d’esprimersi liberamente – che siano state rese nulle gli impropriamente detti “Matrimoni gay”, quei – ora pezzi di carta straccia – contratti firmati davanti ad un pubblico ufficiale comunale che sancivano l’equiparazione tra il matrimonio etero (fertile) e quello tra le persone dello stesso sesso (sterile per legge naturale).

Ora alla luce di quanto dai cittadini, democraticamente espresseso, 17.000 “coppie” californiane si trovano con un pezzo di carta – quasi plebiscitariamente – illegale.
Naturalmente per
le vie californiane, San Francisco in particolare, non si sono viste scene di gioia, parate vittoriose – stile giorno dell’Indipendenza, anche se legittime, ma si è assistito invece al solito tam tam dei delusi, all’arrabbiarsi contro la democrazia stessa, prendendosela immotivatamente con i presunti estremisti della destra religiosa americana, che evidentemente hanno preferito non tanto la tradizione religiosa ma naturale, dichiarare decaduto l’imposizione della Corte Suprema statunitense, che evidentemente è stata vista come una spada di Damocle destrutturante a livello sociale.

Dall’altra parte, da parte degli sconfitti cioè, non si può che provare comunque un minimo di dispiacere, perchè vedono sfumati i loro sogni, ma non bisogna dimenticare però, che indipendentemente dall’affettività privata di due persone dello stesso sesso, questi non possono avere la pretesa d’avere un equiparazone legale a quella della famgilia naturale, fondata per la sopravvivenza e l’evoluzione non solo della specie umana, ma anche animale, sull’unione riproduttiva di due individui di sesso opposti.

Il problema personale di queste persone, se proprio desiderano dare una forma di legalità alla loro unione potrebbe essere ovviato, senza eccessivi clamori mediatici, con delle leggi apposite, con dei contratti di mutua assistenza da firmare davanti ad un notaio, che abbiamo valore legale presso le Istituzioni e che siano riconosciuti, previe leggi a a livello nazionale, evitando così gli inutli clamori, anche di personaggi famosi, che hanno preso la brutta abitudine di mettere in piazza la loro vita affettiva in modo spesso pruriginoso, alimentante gossip e dicerie che proprio non fanno onore ai ruoli pubblici che queste persone hanno, col rischio anche di perdere credibilità o seguito proprio per lo sbandierameno pubblico del proprio orientamento sessuale, diverso da quello della maggioranza dei cittadini, che nonostante divorzi e liti, contribuiscono i modo pratico e rale – tramite la procreazione – al proseguimento della vita umana sulla Terra.

D’altronde è chiaro. L’america ha scelto si un presidente progressista, e questo è un bene per un Paese ridotto alla carità per colpa dei colpi di testa della precedente amministrazione, però la base del Paese rimane ancorata ai valori stessi della “frontiera” delle tradizioni – anche religiose, ma sopratutto sociali - che l’hanno reso, nonostante gli orrori inferti, sovente perdendo miseramente, nei quattro angoli del mondo, non volendo però rinuciare al calore della famiglia tradizionale, seppur sempre più allargata e decotta da corna tradimenti ed amenità varie.E già questo all’americano medio è sufficente, basta e avanza, e saggiamente non vuole supeare l’ultima frontiera, e per questo senza squilli di trombe e fanfare, hanno scelto – a ragione – di dar torto al potere. Basta questo piccolo gesto, questa piccola croce, per campire quanto può essere grande l’America, solo se vuole però.

Il tutto , ben capendo il desisderio delle minoranze, non deve essere interpretato come un attodiscriminatorio nei loro confronti, anzi, ma come una chiara indicazione che le loro esigenze - legittime – debbono trovovare sbocchi costituzionali differenti, che tengano conto delle necessità dei singoli, ma anche della maggioranza delle sensibilità sociali di ogni Paese, dove nel nome dei diritti sacrosanti di pochi, non possono essere messi alla berlina millenni di storia e tradizioni familiari, culturali, sociali ed evolutive, che hanno portato il genere umano, con tutti gli innmerevoli errori della storia, ad essere ciò che oggi è.

Marco Bazzato

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