lunedì 3 agosto 2009

RU-486: la Chiesa non può tacere



Finalmente anche in Italia arriva la famigerata RU-486, il cosiddetto “lassativo uterino” o “clistere vaginale” per mignottelle in calore, con il solito codazzo che compete alla piccola Italia e con le opinioni – non richieste, ma tollerate – dell’ex Stato Pontificio e dei suoi, per dirla alla Bebbe Grillo, dipendenti, dai cardinali in giù, pagati con “piccioli” italiani.

“La pillola non è sicura” sbraitano i fanatici baciapile. “Ha causato la morte di 29 nel mondo dall’anno di commercializzazione, in Francia, ad oggi. Il Vaticano si attacca a queste 29 sconosciute per far partire la sua crociata dal sapore medievale. Onestamente, a parte i parenti stretti delle vittime, a tutti gli altri praticamente cosa importano queste morti? Come sempre le inutile propagande Teodem che minacciano sfaceli, consci di non poterli attuare.

Le donne vogliono scaricarsi l’utero con clistere vaginale? Affari loro.

Corrono il rischio, remotissimo, di beccarsi un volo diretto con Creatore, se ci credono? Libertà di scelta.

A ben vedere ammazza di più l’Aspirina, oppure è più probabile essere ammazzati sulle strisce pedonali da uno schifoso drogato e alcolizzato, o vincere il Superenalotto, che schiattare per colpa della
RU-486.

Ma la cosa bella è il terrorismo di matrice psicologica lanciata come un anatema al mondo, dove senza mezze misure da parte del paesello di uomini con le tuniche è stata paventata la terribile “
scomunica” contro i medici che prescrivono lo svuota uteri chimico e contro le donne che, tramite ospedalizzazione, si fanno praticare il clistere vaginale sciogli embrione.

Le codarde gerarchie ecclesiastiche sono così pronte ad attaccare medici e donne, ma non hanno le palle di scomunicare il governo, primo ministro compreso, ministri e parlamentari, che hanno approvato l’immissione nel mercato del farmaco. Quelli, a differenza della plebe, non debbono essere colpiti dal terrorismo psicologico, dall’anatema, e soprattutto dalla scomunica in quanto reggono i cordoni della borsa e se fossero intelligenti strozzerebbero nel giro di sei mesi, prendendolo per fame il papato vaticano, lasciandolo al buio, senza rifornimento di generi di prima necessità e soprattutto senza megafoni per blaterare ad ogni piè pari in Italia. E il resto del mondo ignora il papato a meno che non debba farci affari sordidi.

Anatema e scomunica per i medici che prescriveranno e per le donne che usaranno la “svuota utero”, il “lassativo uterino”. Facile e vile colpire la catena debole, medici di famiglia e donne con le scomuniche. Il solito comportamento “forti con i deboli” ma “deboli con i forti”. Perché il Vaticano non si va a prendere i verbali dell’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, mandando ai membri che hanno votato a favore del “clistere uterino”, dimostrando così,
Bagnasco in primis, che il Vaticano non guarda in faccia a nessuno e che non fa terrorismo psicologico solo nei confronti degli ultimi.

Non va dimenticato l’impossibilità pratica da parte dei preti vaticani d’eseguire la scomunica nei confronti dei medici e delle utilizzatrici dello “svuota utero chimico” in quanto non è detto che i medici pur essendo stati battezzati siano credenti e/o praticanti, lo stesso vale per le donne. Come se non bastasse la confessione è anonima, e può essere fatta in tutte le chiese italiane, ed è risaputo che molti preti sono abbastanza pratici e quando si forniscono giustificazioni plausibili, l’assoluzione può essere assicurata, nel caso contrario visto si può sempre chiedere lumi al confessore su come mai la chiesa ha celebrato il funerale religioso al dittatore cileno
Augusto Pinochet che aveva le mani più lorde di sangue di un macellaio che sgozza porci dalla mattina alla sera. Vedrete che il prete se è intelligente, pur di non aprire una polemica sugli errori e gli orrori della Chiesa manda via il penitente assolto e mondato e pronto per la comunione. D’altronde è solo un fatto di dialettica e nessun prete vuole essere accusato degli errori commessi da altri. Senza contare che in ogni caso non esistendo nelle varie parrocchie le liste di proscrizione degli scomunicati, tramite aggiornamento in tempo reale, se non dovesse andare bene con un confessore si passa ad un altro, poi ad un altro ancora fino a quando non si trova un confessore con un po’ di sale in zucca.
E così Bagnasco è sistemato!

Non va dimenticato però il ruolo dei medici obbiettori di coscienza, che non necessariamente debbono far capo alle gerarchie religiose o appartenere ad un qualsiasi tipo di confessione religiosa, ma possono essere tranquillamente atei,e proprio in virtù di questo atismo sentono che il problema della gravidanza indesiderata della donna è solo ed esclusivamente un problema femminile – a meno che quest’ultima non sia stata vittima di stupro, cosa che cambia la visione della realtà – e che come dice un detto Veneto “No se poe sogare coi strumenti del pisso e non soeo dopo incazarse” – traduzione “Non si può giocare con lo strumento della pipì e non solo e poi arrabbiarsi” col seme se ha ingravidato e con l’ovulo che come l’utero si è fatto penetrare e fecondare, pensateci prima, uomini chiavatori e donne chiavatrici.

Comunque, senza voler essere maschilisti, ma sostenendo in toto il femminismo radicale che fece in passato de
“L’utero è mio e me lo gestisco io” uno degli slogan più gettonati, va ribadito che il diritto d’obiezione di coscienza per quanto concerne la RU-486 detta “La svuota utero” è un problema femminile e la donna e si deve arrangiare, che scegliere di non prescrivere un farmaco abortivo deve essere un diritto del medico in quanto questi ha il diritto d’agire secondo coscienza, che non necessariamente deve essere vincolata ad una coscienza religiosa o confessionale, ma solo alla propria.

Marco Bazzato
03.08.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/

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