giovedì 19 gennaio 2012

Secondo Martinelli e il nipote Pietro

“Impressa familiare”


Telefono azzurro: 196.96


Dicono che i bambini di oggi siano dei “mostri” con il computer. È vero. Infatti, grande fu lo stupore di Secondo Martinelli quando una mattina di gennaio di quest’anno, trovò una richiesta di contatto al suo nick di Skype: Secondo Martinelli. Con scritto semplicemente “Ciao zio”

Zio? Nessuno lo chiamava così. Non i nipoti della moglie, per loro era semplicemente Secondo. E si chiese chi diavolo potesse essere. Forse uno scherzo di cattivo gusto.

La finestrella continuava a lampeggiare, come il dolore pulsante di un dente cariato o la luce stroboscopica di una discoteca, rumorosa e affollata
.
“Zio? Boh!” continuava a pensare tra se. “Chi minchia può essere?»
Guardò nel profilo. Nessuna informazione. Forse si trattava di uno scherzo di cattivo gusto di qualche buontempone che non sapeva come impiegare il tempo. Incuriosito accettò la richiesta e il nick fu inserito nella lista. Non era online. Secondo guardò l’orologio. Certo, se fosse stato un qualche suo nipote a quell’ora doveva essere a scuola. Erano troppo giovani ancora per bruciare.

Secondo rispose: “Ciao? Chi sei?” Dall’altro capo il silenzio. Secondo accantonò allora la questione,aveva altro a cui pensare. Fu verso le prime ore del pomeriggio che ricevette una risposta inaspettata.
“Sono Pietro, zio. Il figlio di Primo.”
L’uomo, che era al computer, quando vide la finestrella lampeggiare, l’aprì.

Secondo Martinelli: Ciao.
Fu la sua prima secca e fredda risposta. Conosceva fin troppo bene tutte le porcate che si possono fare in chat, skype compreso, e quindi i sensi si misero in allerta. Dall’altro capo poteva esserci chiunque. Anche qualche pervertito che si spaccia per un bambino, solo per il gusto di eccitarsi.

Pietro Martinelli:sono Pietro e mio papà è tuo fratello.
Secondo Martinelli: ?
Pietro Martinelli: sì
Secondo martinelli: come stai?
Pietro Martinelli: bene e tu?
Secondo Martinelli: bene grazie cosa vuoi? Meglio essere bruschi, no si sa mai.
Pietro Martinelli: A casa parlano di te
Secondo Martinelli: di me? Perché?
Pietro Martinelli: per quello che hai detto
Secondo Martinelli: e cosa dicono?
Pietro Martinelli: cose brutte
Secondo Martinelli: brutte quanto?
Pietro Martinelli: tanto
Secondo Martinelli: amen
Pietro Martinelli: il nonno è papà sono arrabbiati
Secondo Martinelli: Con te?
Pietro Martinelli: no
Secondo Martinelli: con chi?
Pietro Martinelli: Con te, zio
Secondo Martinelli: non sarebbe una novità
Pietro Martinelli: papà dice che hai fatto cose brutte
Secondo Martinelli: dice questo?
Pietro Martinelli: sì
Secondo Martinelli: se lo dice lui. A scuola come va?
Pietro Martinelli: bene.
Secondo Martinelli: sei bravo?
Pietro Martinelli: sì
Secondo Martinelli: che materie ti piacciono?
Pietro Martinelli la storia e la geografia
Secondo Martinelli: e l’italiano no?
Primo Martinelli: no
“Tale padre e tale figlio, pensò Secondo.
Secondo Martinelli: perché?
Pietro Martinelli: mi fa venire sonno
Secondo Martinelli: e lo sport?
Pietro Martinelli: quello sì. Sono bravo a pallacanestro
Secondo Martinelli: mi fa piacere
Pietro Martinelli: zio?
Secondo Martinelli: sì?
Pietro Martinelli: perché quando sei venuto in Italia non sei venuto a trovarci?
Secondo Martinelli: Chiedilo a papà e al nonno, forse te lo diranno
Pietro Martinelli: l’ho fatto. Hanno detto ch sei cattivo
Secondo Martinelli: hanno  detto questo?
Pietro Martinelli: sì. Zio?
Secondo Martinelli: sì?
Pietro Martinelli: a scuola mi prendono in giro
Secondo Martinelli: e perché?
Pietro Martinelli: dicono che mio papà e mio nonno sono cattivi e bambini non vogliono giocare con me. Mi guardano male. Cosa posso fare?
Secondo Martinelli: devi farti aiutare da tuo papà e da tuo nonno. Io sono lontano. Non posso fare nulla.
Pietro Martinelli: zio?
Secondo Martinelli: sì
Pietro Martinelli: ho sentito cose brutte sul nonno e su papà. Sono cose vere?
Secondo Martinelli: devi chiederlo al papà e al nonno.
Pietro Martinelli: l’ho fatto. Ma hanno detto che sono piccolo per capire. La mamma però mi ha detto che tu hai detto cose cattive sul nonno, è vero?

“I bambini – razza di bastardi tagliagole” iniziò a pensare Secondo. “ti fanno domande secche e pulite come il bisturi di un serial killer. Assorbono tutto come spugne, ma hanno in se l’innocenza della purezza. Peccato che crescendo tutti si guastino.

Pietro Martinelli: zio, ci sei?
Secondo Martinelli: sì, ci sono.
Pietro Martinelli: allora?
Secondo Martinelli: allora cosa?
Pietro Martinelli: è vero quello che ha detto la mamma?
Secondo Martinelli: vedi Pietro, queste sono cose da grandi…
Pietro Martinelli: mi tratti anche tu come mamma, papà e il nonno. Ma io voglio sapere
Secondo Martinelli: ho detto solo la verità
Pietro Martinelli: ma quello che hai detto ha fatto soffrire il mio papà e il nonno
Secondo Martinelli: Vedi, Pietro. La verità a volte fa male, tanto male
Pietro Martinelli: perché lo hai fatto, allora? Tu vuoi il male del mio papà e del mio nonno?
Secondo Martinelli: no
Pietro Martinelli: allora se non vuoi il male perché hai detto cose che fanno male?
Secondo Martinelli: perché è meglio una cosa vera che fa male e poi passa, invece di una bugia che resta per sempre e poi fa più male. Papà ti dice che devi dire sempre la verità?
Pietro Martinelli: sì’. Papà dice che bisogna sempre dire la verità
Secondo Martinelli: tuo papà ha ragione, e io ho fatto questo
Pietro Martinelli: ma tutti stanno male. Non puoi fare niente per aiutarli?
Secondo Martinelli: io?
Pietro Martinelli: sì
Secondo Martinelli: no
Pietro Martinelli: perché no?
Secondo Martinelli: vedi, quando si diventa grandi si fanno tante cose buone  ma anche tante cose cattive e che fanno male. Io ho detto la verità sulle cose cattive
Pietro Martinelli: Ma non hai detto nulla sulle cose buone che hanno fatto .Allora sei pieno solo di cose cattive?!
Secondo Martinelli: no
Pietro Martinelli: sì, invece
Secondo Martinelli: sono cose difficili da spiegarti.
Pietro Martinelli: no, non vuoi farlo, zio
Secondo Martinelli: non posso
Pietro Martinelli: No, non vuoi. Lo dici a tutti e non a me. E per colpa tua io non ho più amici per giocare. Il mio papà e il mio nonno hanno ragione, tu sei cattivo, cattivo
Secondo Martinelli: allora perché mi hai cercato se sono cattivo?
Pietro Martinelli: perché mio papà e mio nonno non mi dicono le cose.
Secondo Martinelli: ti dicono le bugie?
Pietro Martinelli: sì
Secondo Martinelli: ti fanno male le bugie?
Pietro Martinelli: sì tanto.
Secondo Martinelli: tu vuoi la verità da tuo papà e da tuo nonno?
Pietro Martinelli: sì
Secondo Martinelli: anche se ti fa male?
Pietro Martinelli: sì
Secondo Martinelli: deve essere il tuo papà e tuo nonno che ti dicono la verità.
Pietro Martinelli: sì, ma non vogliono farlo. Dicono solo che tu sei cattivo e non mi dicono il perché.
Secondo Martinelli: io ti sembro cattivo?
Pietro Martinelli: non lo so. L’ultima volta che ti ho visto ero molto piccolo.
Secondo Martinelli: sì, fu prima della mia partenza
Pietro martinelli: perché non hai mai telefonato?
Secondo Martinelli: io telefonavo a casa dal mio papà.
Pietro Martinelli: si ma haii anche dei fratelli
Secondo Martinelli: vero. Ma anche loro hanno un fratello che vive all’estero. Potevano farlo anche loro.
Pietro Martinelli: sì, ma mio papà dice che costa molti soldi telefonare dove vivi.
Secondo Martinelli. Una volta, sì. Adesso molto meno
Pietro Martinelli: sai, papà dice che si devono risparmiare i soldi e non buttarli via su cose stupide.
Secondo Martinelli: telefonare a un fratello distante è una cosa stupida?
Pietro Martinelli: il papà dice che sono soldi buttati via. Ma tu potevi farlo, hai dei nipoti.
Secondo Martinelli: sai cosa diceva il mio papà?
Pietro Martinelli: no, cosa?
 Secondo Martinelli: che sono i nipoti che devono telefonare agli zii, non gli zii ai nipoti
Pietro Martinelli: il nonno non ha ragione
Secondo Martinelli: sì, ma dipende dai punti di vista.
Pietro Martinelli: il nonno dice che se una persona vuole fare una cosa la fa.
Secondo Martinelli: vero. Tu volevi farla?
Pietro Martinelli: sì, ma il mio papà non voleva. E non à mai bello fare arrabbiare il mio papà
Secondo Martinelli: perché, cosa fa? Alza  la voce?
Pietro Martinelli: dice parole brutte, bestemmia e alza le mani. Ma le bestemmie le dice solo quando non c’è la mamma. Lei non vuole.
Secondo Martinelli: la tua mamma ha ragione
Pietro Martinelli: tu le dici le bestemmie?
Secondo Martinelli: sì.
Pietro Martinelli: allora sei come il mio papà, cattivo
Secondo Martinelli: no, non sono cattivo
Pietro Martinelli: la mia mamma dice che gli uomini che dicono le bestemmie sono cattivi, ma mio  marito non lo fa perché  è buono. Ma non sa che il mio papà le dice.
Secondo Martinelli: hai detto che il tuo papà alza le mani?  contro di te o contro la mamma?
Pietro Martinelli: contro la mamma mai. Tu non sai quando urla la mamma sembra la sirena di una nave e il papà sta zitto, zitto!
Secondo Martinelli: e contro di te?
Pietro Martinelli: sì, quando dico le bugie. Papà non vuole che dica le bugie
Secondo Martinelli: e poi quando?
Pietro Martinelli: quando non dico subito che prendo dei brutti voti
Secondo Martinelli: succede spesso?
Pietro Martinelli: no, solo quando arrivano i brutti voti in matematica o in pagella.  Quando lo scopre, sono tante e tante sai. È successo anche a te con il tuo papà?
Secondo Martinelli: sì
Pietro Martinelli: e cosa hai fatto?
Secondo Martinelli: niente. Le ho prese. Ero un po’ più grande di te e me ne ha date così tante che le ricordo ancora.
Pietro Martinelli: anch’io, sai, ne ho prese tante.
Secondo Martinelli: sai al mio tempo non c’erano, ma adesso le cose sono cambiate. Se il papà ti picchia ancora fai questo numero: 196.96 si chiama Telefono Azzurro, è gratis e aiuta tutti i bambini che prendono le botte dai genitori. Non devi avere paura a chiamarli. Loro parleranno con il papà e li insegneranno che non deve più alzare le mani sui bambini.
Pietro Martinelli: sei sicuro?
Secondo Martinelli: sì, sono sicuro
Pietro Martinelli: ora devo andare, zio. Sono a casa di un mio amico. Uno dei pochi che ho.
Secondo Martinelli: meglio un solo amico vero, che non tanti bugiardi, Pietro.
Pietro Martinelli: hai ragione, zio. Ora devo andare. Spero che possiamo parlare ancora, se vuoi
Secondo Martinelli: si certo. Quando vuoi ci sono.
Pietro Martinelli: grazie, zio e ci sentiamo. Ciao
Secondo Martinelli: ciao

Dall’autobiografia inedita di Secondo Martinelli
I stesura


Marco Bazzato
19.01.2012

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