“Impresa familiare”
Sabato 21 gennaio ha compiuto 69 anni Elvira Scamurzo, madre di Secondo Martinelli e nonna di Pietro Martinelli, figlio di Primo.
Secondo si è tenuto distante dal telefonare alla madre, anche per il fatto che dopo aver trattato lui e la moglie come rognosi, in combutta con il marito, Teobaldo Martinelli, non essendosi fatta sentire per il compleanno del figlio, così per gli auguri di Natale e Capodanno – e vanno in chiesa al primo banco a fare i cannibali e bere sangue come vampiri, grazie alla transustanziazione del pane e del vino, sancita nel IV Concilio Laterano del 1215, ovvero della sostanza del pane e del vino, permanendo invariati gli accidenti, in quella del corpo e del sangue di Cristo – Secondo aveva ragionato che se dei genitori – snaturati – non cercano il figlio, nelle occasioni come compleanno, Natale o, Capodanno, un figlio deve rispettare la loro decisione, non importunandoli per non correre il rischio di venire ferocemente aggredito verbalmente per telefono, come sono stati abituati a fare per anni, senza soluzione di continuità, perché quello era ed è tutt’ora l’unica cosa che nella vita comprendono,le uniche cose che avevano trasmesso ai figli.
Secondo stava facendo le sue elucubrazioni, quando una finestra di skype si accese. L’uomo mise il mouse sulla finestra e l’apri.
Pietro Martinelli: Ciao zio
“Ma che cazzo vuole questo qui? Ma non ha mica una madre che lo segue?” pensò Secondo, imprecando. “O se ne sta tutto il giorno al pc a mangiare boeri pasticcini?”
Secondo Martinelli: ciao Pietro, come mai in chat a quest’ora?
Pietro Martinelli: non avevo voglia di andare a scuola e ho detto alla mamma che non stavo bene e mi sono messo al computer. Mi sento da solo in casa, sai…
Secondo Martinelli: Questo succede quando si dicono le bugie, non te lo hanno detto mamma e papà che no si scherza con la salute?
Pietro Martinelli: sì, ma oggi c’era il compito di matematica, e non volevo farlo. Sai, no ci capisco nulla di matematica e prendo sempre voti brutti.
Secondo Martinelli: ti capisco. Io ero una rapa in matematica. Quando ero piccolo avevo anch’io il mal di pancia.
Primo Martinelli: e cosa facevi?
Secondo Martinelli: andavo a scuola, prendevo due, non lo dicevo al mi papà e poi quando lo scopriva, volevano le mani. Ma questo lo sai, no?
Pietro Martinelli: si, ma a me da gli schiaffi anche mia mamma…
Secondo Martinelli: devi abituarti, se puoi. È una tradizione dei Martinelli e anche tua mamma, ora che ha spostato mio fratello è una Martinelli e si è uniformata.
Pietro Martinelli: cosa significa uniformata, zio?
Secondo Martinelli: significa che se vuole vivere bene nella famiglia Martinelli deve fare come tutti i Martinelli.
Pietro Martinelli: fai così anche tu con i tuoi figli?
Secondo Martinelli: Non ho figli, Pietro. Non lo sapevi?
Pietro Martinelli: no, so solo le cose brutte che anche la mamma, quando pensa che non la senta, dice di te al mio papà, quando sono seduti in salotto. Sai, io molte volte non riesco a dormire e mi alzo, senza fare rumore…
“Già, spesso i bambini sono nervosi e agitati quando in famiglia i genitori urlano e gridano come ossessi, e conoscendo la voce di Primo…”riflettè Secondo.
Secondo Martinelli: E…
Pietro Martinelli: e sento che il papà e la mamma di ti dicono un sacco di parole cattive. Mio papà dice alla mamma che non hai mai avuto voglia di lavorare, che dici le parolacce, che hai sempre trattato male la tua mamma e il tuo papà e che vuoi rubargli i soldi.
Secondo Martinelli: dicono questo?
Pietro Martinelli: si, lo ha detto anche mia mamma quando siamo andati al compleanno della nonna. Mancavi solo tu. Cerano tutti gli zii, zie e cugini, anche quella piccolina.
Secondo Martinelli: la nonna ha fatto una festa?
Pietro Martinelli: no. Ha fatto un dolce che era cattivo, e ci ha dato a tutti una fettina piccola, piccola. Sai, sembrava la copertina di un libro.
Secondo Martinelli: ci sarà stata almeno della Coca Cola, della Fanta, delle patatine?
Pietro Martinelli: no, perché il nonno ha detto che non ci sono soldi, e che i soldi della sua pensione e delle case va tutto per aiutare il mio papà e il mio zio. Sai, zio, stiamo diventando poveri.
Secondo Martinelli: tuo nonno dice le bugie. Io quando sono venuto in Italia, mio papà mi ha detto che lì non c’è crisi, che stanno bene, benissimo.
Pietro Martinelli: no, zio, papà parla sempre di soldi, è tanto preoccupato, anche la mamma, perché se il papà diventasse povero dovrebbe andare a lavorare. E non vuole. Dice che si stanca e preferisce stare al computer a parlare al pc con gli amici e le amiche. Sai, è quasi sempre su Facebook Ha tanti e tanti amici su Facebook e skype., Ho la sua password di skype e quando lei non c’è, io entro e mi metto “offline” e così’ leggo tutto quello che dice ai suoi amici…
Secondo Martinelli: Non si prende la password della mamma Pietro. La mamma può fare anche cose brutte o sbagliate su skype, ma tu non puoi usare la sua password, o sbagli tanto come lei, va bene?E non lo voglio sapere cosa dice ai suoi amici, Pietro. Comunque, è diventata come tua nonna, Elvira, anche lei era sempre stanca. Ma per i soldi, anche qui dice le bugie. Tuo papà è sempre stato bravo a prendere i soldi del suo papà, in nodo giusto e sbagliato, anche quando lavorava con lui. Se papà non gli dava i soldi che voleva e le macchine, diceva che andava via dal lavoro e papà doveva pagargli tanti e tanti soldi. Fai il bravo bambino, ma non credere mai del tutto a mamma e papà e se vuoi essere un vero Martinelli ma non come loro, devi essere attento. La nonna ha spento le candeline?
Pietro Martinelli:no, solo una fettina di dolce fina fina e acqua di rubinetto. Però zio, anche tu parli solo di soldi? Sei come il mio papà?
Secondo martinelli: no, per fortuna non sono come tuo papà. Io ho aiutato tuo papà, ma è una persona che non ricorda mai quello che è stato fatto per lui, e tua mamma è lo stesso. Sono persone abituate a prendere, prendere, senza dare niente.
Pietro Martinelli: ma la mamma non è cattiva!
Secondo Martinelli: No, ma ci sono persone che anche se non sono cattive, non sono buone.
Pietro Martinelli: e dove sta la differenza?
Secondo Martinelli: Le persone che non sono buone, anche se non sono cattive, pensano solo ai loro interessi e non gli importa dei fratelli, dei figli, dei testimoni di matrimonio.
Primo Martinelli: perché parli dei testimoni di matrimonio?
Secondo Martinelli: non lo sai?
Pietro Martinelli: cosa devo sapere?
Secondo Martinelli: io ho fatto da testimone di matrimonio a tuo papa e a tua mamma. Non lo sapevi?
Pietro Martinelli: no. Io ho visto le foto del matrimonio di papà e mamma, ma solo di loro due. Tu non ci sei…
Secondo Martinelli: chiedi alla mamma o al papà se le hanno tolte. Io le ho viste, e c’ero.
Pietro Martinelli…sì, forse, non so…Sai, ogni volta che parlano di te alzano la voce e litigano tanto.
Secondo Martinelli: si, lo so, me lo hai già detto. ricordi?
“cazzo, pensò Secondo. Ma li fanno con lo stampino, tutti? anche questo è della stessa farina del padre e del nonno. Ripete le stesse cose come un disco rotto. O non ha nulla da dire, oppure ha troppe cose sul gozzo, ma è stato condizionato a tacere,. Povero diavolo..Se non fosse il figlio di suo fratello, poteva fargli pena. O forse era il sangue della madre, che lo ha reso così. Speculazioni che non portavano a nulla”
Secondo martinelli: chiedi a tuo papà e a tua mamma chi gli ha regalato le fedi che portano al dito? Perché sai, se sono così cattivo, dovrebbero buttare quelle fedi, visto che avendole pagate io, potrebbero infettarli. Sai, loro pensano d’essere sempre dei santi e perfetti….
Pietro Martinelli: non posso dire così. Tu sai che mia mamma mi fa dire tutte le sere le preghierine…
Secondo Martinelli: Poverino, mi dispiace. Tua mamma prima di insegnarti le preghiererine dovrebbe tornare al catechismo e ricordarsi il settimo e l’ottavo comandamento: non rubare e non dire falsa testimonianza. Tu vai al catechismo, sì?
Pietro Martinelli: Sì. Ma tu, zio, credi in Dio?
Secondo Martinelli: sì, ma no in quel dio che credono tua mamma, tuo papà e in tanti della famigli Martinelli.
Pietro Martinelli: ma che Dio è il tuo?
Secondo Martinelli: un Dio che non ha adoratori che mentono e derubano. Tua mamma, tuo papà, tuo nonno e tua nonna adorano dio Dio Mammona a te dicono le bugie che credono in un Dio Buono e Giusto, ma il loro dio si chiama denaro. Solo quello conosce tua mamma e tuo papà.
Pietro Martinelli: la mamma non è bugiarda!
Secondo Martinelli: no, hai mai visto il suo naso? Hai letto Pinocchio?
Pietro Martinelli: sì
Secondo Martinelli: e ti è piaciuto
Primo martinelli: sì tanto
Secondo Martinelli: e com’era il naso di pinocchio quando diceva le bugie?
Pietro Martinelli: lungo e grosso
Secondo Martinelli: dimmi la verità: com’è sono i nasi della tua mamma e di nonna Elvira, del tuo papà e di nonno Teobaldo?
Pietro Martinelli…zio, dai?!
Secondo Martinelli: sai che non voglio le bugie, vero? e che le bugie non si dicono. Allora, come sono i nasi di mamma, papà e i nonni Martinelli?
Pietro Martinelli: grossi e lunghi
Secondo Martinelli: come quelli di?
Pietro Martinelli: di Pinocchio
Secondo Martinelli: e quindi Pinocchio; mamma, papà e i nonni Martinelli, sono?
Pietro Martinelli…sono….
Secondo Martinelli: sono?
Pietro Martinelli…sono…
Secondo Martinelli: allora, cosa sono?
Pietro Martinelli: sono bugiardi. Sono bugiardi mamma, papà e i nonni Martinelli. Sono bugiardi.
Secondo Martinelli;: bravo, Pietro, bravo. Ora devi fare una bella cosa per te e per me, ok?
Pietro Martinelli: cosa, zio?
Secondo Martinelli: spegnere il computer, dire a tua mamma che hai detto una bugia e metterti a studiare matematica. Tu devi essere migliore di loro, sempre.
Pietro Martinelli: sì, zio. Hai ragione. Ora vado a studiare.
Secondo Martinelli: studiare matematica e?
Pietro martinelli: stare sempre attento al naso e alle bugie come quelle di Pinocchio che dicono papà, mamma, nonno Teobaldo e nonna Elvira.
Secondo Martinelli: bravo, così si fa. Mi raccomando, fai sempre il bravo bambino, ma non obbedire mai alle cose che senti sbagliate. Mai, perché se le senti sbagliate è perché senti che mamma e papà sono come Pinocchio e tu non sei Pinocchio, vero?.
Pietro Martinelli: sì, ver. Hai ragione, zio io non sono e non sarà mai un Pinocchio come mamma e papà, mai. Ora vado, ciao zio.
Secondo Martinelli: ciao Pietro, ci sentiamo.
Pietro Martinelli: sì, ci sentiamo.
Ed entrambi chiusero la chat quasi contemporaneamente.
Sec0ondo Martinelli sorrise soddisfatto. Era un sorriso era un beatamente sereno, il sorriso di una persona che sa d’aver fatto la sua buona azione quotidiana. Forse aveva instillato nel piccolo Pietro il gusto per la sapienza, la correttezza e l’onestà. Il seme era stato lanciato, ora andava solo annaffiato e lasciato che i raggi della conoscenza lo illuminassero durante la crescita.
Dall’autobiografia inedita di Secondo Martinelli
I stesura
Marco Bazzato
24.01.2012





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