martedì 3 marzo 2009

Sesso sul web: 40.000 nuovi appestati da AIDS?

Bellissime notizie per i frequentatori del Club Privè di Roma, contattabile tramite il sito www.eroticgessica.com, che stando alle indagini avviate dalla procura di Velletri, risulterebbe che circa 40.000 frequentatori della villa, potrebbero essersi beccati il virus dell’Aids, in quanto è stato riscontrato, tra gli intrattenitori abituali, un transessuale affetto da AIDS conclamato.

I circa 40.000 amanti delle emozioni forti, probabilmente in questi giorni stanno passando gran parte del tempo, seduti sulla tazza del water, per la strizza d’esserselo beccato, colti da una strizza impossibile da dire a mogli, mariti, amanti, soprattutto se sono all’oscuro dell’hobby godereccio del compagno.

Ora, come una maledetta Catena di Sant’Antonio, il virus potrebbe diffondersi a macchia d’olio, per colpa di un modo dissoluto, non protetto d’intendere i rapporti sessuali con sconosciuti, con persone mai viste, frequentate per il piacere ludico del sesso fine a se stesso, senza protezioni e precauzioni.

Il neo appestato potrebbe essere il vicino o la vicina della porta accanto, il compagno o la compagna, che proclama, senza vergogna, amore terno e fedeltà, mentre nel corpo il virus si installa e si propaga, come una lenta combustione interna, che alla fine non lascerà scampo ai “fortunati” che hanno vinto, forse senza saperlo, un biglietto per una roulette russa che non fa sconti e perdona.

È strano però, che davanti a questo rischio d’epidemia sessuale, non siano resi pubblici nomi, cognomi e indirizzi dei frequentatori del Club Privè, come se la loro privacy fosse più importante del rischio sociale di contagio.

D’altronde, vallo a dire alla moglie: “Scusami amore, mi sono nbeccato l’Aids perché vado a trans, non con te, ma con un puttanone, facendo sesso di gruppo”.

Codardi!

Scopare come ricci si, avere il pudore di dirlo alla moglie, o al marito, no.
Diventano subito vili. Hanno paura del giudizio, delle eventuali beghe legali, vedi divorzi, risarcimenti e mantenimenti secolari, danni morali e quant’altro, che si verrebbero cadere in testa, come se una cascata d’acque nere, come se il contenuto di una fossa biologica, li cadesse sul capo, lordandoli.

Non è necessario essere bacchettoni per capire che queste “vittime” del sesso libero,. sono dei malati, degli invertiti, che, pazienza se non hanno rispetto per la loro miserabilissima ed inutile vita, ma non lo hanno per i loro cari, per quanti li circondano, e che ora, in nome di una privacy sbagliata, mettono a repentaglio la sicurezza sanitaria di chi li circonda.

La lista di questi bravi padri di famiglia, di queste mogli caste e pie, a casa – zoccole fuori, a tanti maschi che per facciata sono etero perfetti, mentre in privato, lo mettono e lo prendono, beccandosi e portando a casa ogni genere di malattie, dovrebbe essere resa pubblica, infischiandosene delle eventuali conseguenze dei malati di sesso, vedi vergogna pubblica, gogna o suicidio, vedi eventuali divorzi e traumi, in quanto queste “brave” persone forse hanno avuto rapporti sessuali con i legittimi partner ignari, forse infettandoli, nel pieno rispetto della privacy.

Marco Bazzato
03.03.2009
http://marco-bazzato.blogspot.com/

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